Home Blog Pagina 5827

Manovra, arriva l’ok dell’Europa sui conti 2017: “Regole rispettate. Non servono altre misure”

0
Pubblicate le raccomandazioni della Commissione.

La Commissione europea “conferma che le misure aggiuntive di bilancio per il 2017 sono state adottate” dalle autorità italiane “e che pertanto non sono considerati necessari ulteriori provvedimenti per rispettare la regola del debito in questa fase“. 

Via libera alla manovra di correzione che chiude la partita sull’anno passato. Rinviato all’autunno il confronto sul 2018: la mediazione delle “colombe” fa guadagnare qualche mese in vista della prossima legge di Bilancio. Nel pomeriggio attesa anche per l’Eurogruppo sulla Grecia: si cerca un’intesa sul debito

Malgrado “molti impegni sulle riforme” presi dall’Italia “appaiano sufficientemente ambiziosi per affrontare nel modo giusto le sfide che il Paese ha di fronte a sé, la loro credibilità dipende dall’implementazione delle riforme stesse”, sottolinea la Commissione europea, nella comunicazione al Consiglio, al Consiglio europeo e al Parlamento europeo sul semestre europeo 2017, che include le raccomandazioni specifiche per Paese.

“Riforme ambiziose, ma mancano dettagli”.

Rispetto al Pnr, gli impegni descritti sono “sufficientemente ambiziosi, ma l’assenza di dettagli sull’adozione e di un calendario dell’attuazione limita la loro credibilità” ha evidenziato Bruxelles spiegando che “non c’è base per portare avanti una procedura per squilibri, purché ci sia una implementazione piena delle riforme” raccomandate.

Conti 2018, appuntamento in autunno.

Rinviato all’autunno invece il confronto sui conti del 2018. Il tema resta quello di sempre: secondo una rigida applicazione delle regole europee, l’Italia quest’anno dovrebbe realizzare un aggiustamento dei conti pari allo 0,6% del Prodotto interno lordo, circa 10 miliardi. Una cifra che il governo vuole assolutamente assottigliare, anche perché sulla prossima manovra di autunno grava già la pesantissima zavorra dell’aumento dell’Iva, che l’esecutivo ha già annunciato di volere disinnescare.

La mediazione delle “colombe” all’interno della Commissione ha fatto guadagnare al nostro Paese qualche mese in più. Le raccomandazioni di oggi quindi non indicheranno un numero preciso al quale il nostro Paese dovrà attenersi, ma è probabile che sottotraccia da qui alla metà di ottobre, il confronto con Bruxelles sui conti si faccia più serrato.

Correzioni a parte, dalle raccomdazoni di Bruxelles è arrivato un richiamo su alcuni dei temi oggetto già dei rilievi di Bruxelles negli anni passati. Tra queste anche la necessità – secondo la Commissione – di spostare la tassazione dai fattori produttivi alle cose. E in particolare quella su alcuni immobili, oggi esenti per via dell’abolizione decisa dal governo Renzi.

Le raccomandazioni sugli Npl.

Il nostro governo è finito sotto la lente di ingrandimento anche per le criticità nel settore bancario, finendo fra i sei Paesi dell’Eurozona a cui la Commissione ha raccomandato di prendere misure per accelerare la riduzione dell’ampio stock di crediti inesigibili o Non-Performaning Loans (NPL) presente all’interno dei bilanci delle banche. Oltre all’Italia, la richiesta è stata avanzata a Bulgaria, Irlanda, Cipro, Portogallo e Slovenia. Tra le misure suggerite dall’esecutivo comunitario, ci sono legislazioni efficaci per le procedure fallimentari  – in particolare, attraverso ristrutturazioni extra giudiziarie –  e la vendita dei crediti deteriorati a istituzioni non-bancarie specializzate

All’Eurogruppo il nodo Grecia. Bruxelles resterà oggi al centro della scena anche per un’altra partita fondamentale. L’Eurogruppo in programma oggi dovrebbe infatti ratificare l’accordo siglato tra Atene i creditori qualche settimana, aprendo così lo spazio per un accordo sulla ristrutturazione del debito greco, incoraggiato anche dal Fondo Monetario Internazionale, ma su cui ha pesato fino ad ora la forte resistenza della Germania.

Conti pubblici, il raffronto tra Programmi di stabilità e previsioni Ue
2017 Stati Comm. Ue Stati Comm. Ue Stati Comm. Ue Stati Comm. Ue
BELGIO -1.6 -1.9 105.2 105.6 1.4 1.5 7.6 7.6
GERMANIA 0.5 0.5 66.25 65.8 1.4 1.6 3.8 4.0
ESTONIA -0.5 -0.3 9.4 9.5 2.4 2.3 7.8 7.7
IRLANDA -0.4 -0.5 72.9 73.5 4.3 4.0 6.4 6.4
SPAGNA -3.1 -3.2 98.8 99.2 2.7 2.8 17.5 17.6
FRANCIA -2.8 -3.0 96.0 96.4 1.5 1.4 n.a. 9.9
ITALIA -2.1 -2.2 132.5 133.1 1.1 0.9 11.5 11.5
CIPRO 0.2 0.2 104.0 103.4 2.9 2.5 11.5 11.7
LETTONIA -0.8 -0.8 39.2 38.5 3.2 3.2 9.4 9.2
LITUANIA -0.4 -0.4 42.4 42.4 2.7 2.9 7.0 7.6
LUSSEMBURGO 0.2 0.2 22.2 22.0 4.4 4.3 5.6 6.1
MALTA 0.5 0.5 55.9 55.8 4.3 4.6 4.6 4.9
OLANDA 0.5 0.5 58.5 59.8 2.1 2.1 4.9 4.9
AUSTRIA -1.0 -1.3 80.8 82.8 2.0 1.7 5.9 5.9
PORTOGALLO -1.5 -1.8 127.9 128.5 1.8 1.8 9.9 9.9
SLOVENIA -0.8 -1.4 77.0 77.8 3.6 3.3 7.0 7.2
SLOVACCHIA -1.2 -1.3 51.8 51.5 3.3 3.0 8.4 8.6
FINLANDIA -2.3 -2.2 64.7 65.5 1.2 1.3 8.5 8.6

Fonte: Parlamento Ue, 12 maggio 2017 / adnkronos/repubblica

Corea del Nord: approvata la produzione del missile Pukguksong-2 (Debora VELLA)

0

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha approvato la produzione su vasta scala del nuovo missile a medio-lungo raggio denominato Pukguksong-2 (KN-15), rivendicato come un ”grande successo”. Lo scopo del lancio era la ”verifica di tutti gli indizi tecnici e l’esame nei dettagli della adattabilità sotto le diverse condizioni di battaglia prima dell’affidamento alle unità militari per l’azione”.

UN LANCIO LUNGO 500 CHILOMETRI

Il proiettile lanciato da Pyongyang è un missile balistico che ha volato per 500 chilometri, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Il lancio è avvenuto nel pomeriggio di oggi, ora locale, precisa un comunicato dello Stato maggiore di Seul, da una località nei pressi di Pukchang, nelle vicinanze di una base aerea. Il missile si è innalzato per 560 chilometri prima di rientrare nell’atmosfera terrestre e piombare nel Mar del Giappone. Secondo gli esperti si è trattato di un Pukguksong-2, missile balistico terrestre di medio raggio sviluppato da una versione lanciabile da sottomarino.

COMBUSTIBILE SOLIDO

Il Pukguksong-2 è alimentato da combustibile solido capace di generare un lancio immediato e di ridurre il tempo di reazione per i dispositivi antimissile americani, come i Patriot tradizionali e il nuovo Thaad schierato in Sud Corea. Molto difficile anche individuare la zona di lancio con anticipo per poter effettuare uno strike preventivo. Il test è stato effettuato da un lanciatore mobile e non da una postazione fissa: un altro modo per occultare la minaccia e rendere sempre più difficile un’azione preventiva.

LA SODDISFAZIONE DEL LEADER NORDCOREANO

Dopo il successo del test, il Rispettato Maresciallo ha dichiarato con fierezza che « il dispositivo ha funzionato con estrema precisione e si è dimostrato un’arma strategica efficace», ha inoltre approvato il «dispiegamento operativo» del missile Pukkuksong-2 ordinando di tenerlo pronto «per l’azione» e per «una rapida produzione di massa».

Debora VELLA

copyright-vivicentro

L’appello di Trump ai Sunniti: “Siete voi che dovete sconfiggere i terroristi”

0

Dall’Arabia Saudita il presidente degli Stati Uniti Donald Trump pronuncia il suo primo discorso rivolto al mondo islamico.“Siete voi che dovete sconfiggere i terroristi” spiega. Il suo obiettivo è conquistare il consenso delle popolazioni sunnite proponendo un’unione tra le fedi monoteiste e un’alleanza contro l’Iran sciita e i suoi alleati “complici degli integralisti”.

Trump ai sunniti: “Cacciate i terroristi dalle vostre terre”

Il presidente Usa parla dei rapporti con l’islam a Riad davanti a 55 leader arabi. Unione tra le tre fedi monoteiste per la pace. «Isoliamo il regime iraniano»

RIAD – L’America non è venuta nel luogo più sacro per l’Islam, il Paese delle «due sante moschee», per «insegnare agli altri come si vive» ma per unire le forze fra le tre fedi monoteiste, mettere insieme i valori comuni, e «spazzare via» una volta per tutte la minaccia del terrorismo e dell’estremismo. Il discorso di Donald Trump nell’imponente sala delle conferenze al King Abdulaziz Center, nel cuore del potere saudita, a 600 metri dal palazzo reale di Al-Yamamah, è ritagliato per conquistare il consenso delle popolazioni sunnite in Medio Oriente, senza una virgola che possa offendere la sensibilità islamica, ma pieno di bordate contro l’asse sciita e l’Iran.

Trump seppellisce la «guerra fra civiltà» che aveva caratterizzato la campagna elettorale. Non è tempo di «muslim ban» ma di elogi ripetuti per la «ricchezza storica e culturale» del Medio Oriente, dove «per secoli» le diverse religioni hanno convissuto in pace e dove è a portata di mano un futuro «dalle incredibili possibilità» se solo i Paesi musulmani, con l’aiuto degli Stati Uniti, sapranno sconfiggere il nemico comune, il terrorismo, mai accostato alla parola «islamico». Non si tratta, è il punto forte del discorso, di «una battaglia tra fedi diverse, ma tra criminali che vogliono cancellare la vita umana e persone di tutte le religioni che cercano di proteggerla: è una lotta tra il bene e il male». E il viaggio del presidente nei luoghi santi delle tre fedi abramitiche, Arabia, Gerusalemme, Vaticano, è lì a testimoniarlo.

Trump sottolinea che il 90 per cento delle vittime del terrorismo sono musulmane e che spetta alle nazioni del Medio Oriente sconfiggere l’estremismo. Dobbiamo «restare uniti contro l’uccisione di musulmani innocenti, l’oppressione delle donne, la persecuzione degli ebrei e il massacro dei cristiani», insiste. Ma i leader religiosi devono lanciare un messaggio chiaro: «La barbarie non vi porterà nessuna gloria, l’accondiscendenza al male non vi porterà nessuna dignità. Se scegliete la via del terrore, la vostra vita sarà vuota, la vostra vita sarà breve e la vostra anima sarà condannata».

Fra gli ori e i cristalli del palazzo, uno dei più lussuosi di Riad, sono riuniti ad ascoltarlo i leader di 55 Paesi del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Asia centrale e meridionale. Ci sono anche 500 giornalisti, e un pubblico selezionato di funzionari e uomini d’affari vicino alla corte. Non esattamente le masse diseredate dove pescano i predicatori dell’estremismo. Ma per le élite dei Paesi arabi Trump è «una benedizione», «uno choc che ci ha sorpresi in positivo», un «vincente che ha fatto bene nel business e sorprenderà il mondo anche in politica» anche perché «se qualcuno ha successo è perché è prediletto da Dio». Gli insulti contro l’islam, «religione che ci odia», gli attacchi all’Arabia Saudita «mente dell’11 settembre» sembrano lontani secoli.

La giornata, fra il palazzo reale di Al-Yamamah e il King Abdulazaz Center, serve anche a seppellire il passato. Ci sono incontri bilaterali a raffica, per cementare la politica mediorientale, incentrata su affari, scambi commerciali e collaborazione nella sicurezza e la difesa che deve portare «posti di lavoro in America», un altro tema affrontato in apertura del discorso. È la dottrina del realismo, non più delle policies astratte, come nell’era Obama. Lo sottolinea anche il ministro degli Esteri saudita Al-Jubeir. Trump ha rotto «il circolo vizioso» fra terrorismo «che genera islamofobia, islamofobia che genera terrorismo». Il Counter-Extremism Center sarà invece una collaborazione concreta per battere l’ideologia dell’odio a cominciare dal Web. Anche qui Trump mette subito in pratica le idee, con uno scambio di messaggi in diretta su Twitter, un dialogo con i giovani musulmani.

Sul piano strategico gli incontri più importanti sono quelli con il leader degli Emirati Tamim Bin Hamad Al-Thani e con Abdelfatah Al-Sisi. Scatta subito il feeling, come già a Washington. Trump «è un personaggio unico» e «capace di fare l’impossibile», dice il presidente egiziano. «Sono d’accordo», ribatte Trump e accetta l’invito ad andare in Egitto, «presto». È il secondo pilastro. Non basta l’Arabia Saudita, serve anche un regime laico impegnato in prima fila contro l’Isis. Si delinea la grande alleanza, «per spazzare via il terrorismo e l’estremismo». Alleanza tutta sunnita, però, perché Trump sembra chiudere la porta a qualsiasi collaborazione con l’Iran, messo sullo stesso piano dell’Isis e di Al-Qaeda assieme agli alleati Hamas e Hezbollah. Un passaggio che ha fatto di sicuro felice il premier israeliano Benjamin Netanyahu, pronto ad accogliere il presidente americano questa mattina a Gerusalemme.

Trump accusa Teheran di alimentare «il fuoco dei conflitti settari», dal Libano allo Yemen, e di aver causato la tragedia «inimmaginabile» della Siria. Elogia i Paesi del Golfo per aver messo Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche. Il regime iraniano, insiste, deve essere isolato, non la popolazione. L’Arabia Saudita, è invece indicata come esempio di tolleranza, convivenza. Un esempio per la nazioni musulmane che «devono decidere che genere di futuro vogliono per se stesse e i propri bambini». Washington, ha assicurato, «non interferirà, ma cercherà riforme graduali. Laddove possibile». La dottrina del realismo: «Insieme non possiamo fallire».

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/L’appello di Trump ai Sunniti: “Siete voi che dovete sconfiggere i terroristi”
lastampa/Trump ai sunniti: “Cacciate i terroristi dalle vostre terre” GIORDANO STABILE – INVIATO A RIAD

Il Napoli vuole Conti, pronta un’offerta di 22 milioni ma l’agente complica la trattativa

Andrea Conti è una delle rivelazioni di questa stagione di Serie A. Il laterale dell’Atalanta è l’oggetto del desiderio di svariati club sia italiani che esteri. Secondo quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino, il Napoli avrebbe messo sul piatto 22 milioni di euro per convincere la società bergamasca a cederlo. Una trattativa che potrebbe essere complicata dal fatto che il suo procuratore, Mario Giuffredi, è lo stesso di Elseid Hysaj. L’agente ha ribadito più volte di non voler portare in azzurro Conti per non farlo entrare in concorrenza con l’albanese.

Berlusconi chiede garanzie sulla legge elettorale

0

Il Pd e Forza Italia potrebbero aver trovato un accordo sulla legge elettorale. Per l’ok definitivo però Silvio Berlusconi vuole una “prova del voto” e attende il sì agli emendamenti di giovedì per un sistema elettorale alla tedesca. In cambio è pronto a offrire a Renzi il via libera per le elezioni in autunno.

Legge elettorale, ora Pd e Fi trattano. Ma Berlusconi vuole la “prova del voto”

Giovedì Forza Italia attende un sì agli emendamenti per un sistema alla tedesca. In cambio del proporzionale offre a Renzi il via libera per elezioni in autunno

ROMA – Alla fine è arrivato il segnale che Renzi attendeva dopo dieci giorni di ambasciate segrete: un via libera forte e chiaro di Berlusconi al voto in ottobre, sia pure subordinato all’adozione di un sistema elettorale “alla tedesca”. Cioè rigorosamente proporzionale e con uno sbarramento al 5 per cento che funzionerebbe da “decespugliatore”. L’ex Cavaliere l’ha dichiarato al «Messaggero», facendo ben sperare Matteo («Se Silvio non bluffa, ci agganciamo al treno dell’Europa») e cogliendo di sorpresa un’ala del suo stesso partito, quella che già pregustava accordi con la Lega. Spiazzatissimo ovviamente è Salvini, il quale credeva di avere stretto un patto d’acciaio con il Pd a sostegno del «Verdinellum». Ma così va la politica nella patria di Machiavelli, le alleanze durano un giro di valzer. Non a caso, il vero dubbio renziano è fino a che punto fidarsi del Cav: se terrà ferma la posizione oppure confermerà la «legge del pendolo», per cui Silvio oggi è qua e domani è là.

«Vedere cammello»  

Manco a dirlo, il diretto interessato la vede in maniera speculare. A sentire Berlusconi, l’onere di dimostrarsi affidabile cade proprio su Renzi, che già una volta lo beffò (almeno nella sua ricostruzione) promettendogli di condividere la scelta del nuovo Presidente in cambio del «sì» all’«Italicum», salvo incassare e basta. Ragion per cui, sostiene l’ex premier nei suoi privatissimi colloqui, prima di «dare moneta» stavolta «esigo di vedere cammello»: vale a dire un testo di riforma elettorale come piace a Forza Italia. L’attesa si annuncia breve. Giovedì prossimo Sisto, che rappresenta i berlusconiani in Commissione Affari costituzionali della Camera, presenterà una serie di emendamenti proporzionalistici al testo base che proporzionale al momento non è. Se i renziani li voteranno, ci sarà la prova che nessuno sta barando.

La quadratura del cerchio  

Qualcuno fa paragoni con il Palio di Siena, dove la corsa incomincia nell’istante in cui pure l’ultimo cavallo si allinea alla partenza: Berlusconi è finalmente piazzato, adesso toccherebbe a Grillo. Se pure lui ci stesse, sarebbe la quadratura del cerchio. I Cinquestelle per ora osservano e si domandano, scettici: sul serio il Pd sarebbe disposto a sposare un sistema di voto come quello che dal 2005, in Germania, ha già prodotto due «grandi coalizioni»? La risposta degli esperti renziani è sì, nessun problema: grazie alla soglia di sbarramento, che fa pulizia etnica di tutti i partitini e ne ridistribuisce i resti, di fatto verrebbero favorite le forze maggiori. Dunque si tratterebbe di un sistema proporzionale, ma con un «premio» nascosto tra le sue pieghe in grado di favorire la governabilità. Altro ragionamento che si ascolta a Largo del Nazareno: la «grande coalizione» sta bene ai tedeschi e adesso pure ai francesi, che male ci sarebbe se pure noi vi fossimo costretti? L’importante, va confidando in queste ore Renzi, «è andare alle urne col resto d’Europa e non restare un altro anno nell’incertezza, in preda ai mercati».

Il ruolo del Colle  

Poi, si capisce, l’ultima parola sulle urne spetta sempre al Capo dello Stato («non trascurabile questione», ironizza il centrista Pino Pisicchio). Ma intanto un primo passo è stato fatto proprio nella direzione indicata da Mattarella, che chiede un consenso il più ampio possibile sulle nuove regole elettorali. «C’è già un fronte molto largo, anzi finora non si era mai registrata una convergenza così», si faceva notare ieri sera ai piani altissimi del Pd, mettendo in fila tutte le aperture di credito della giornata: oltre a Forza Italia, per bocca del suo leader, anche da Mdp, da Sinistra Italiana, dal Gruppo misto. Lo stesso Salvini ha evitato di impugnare il bazooka, forse perché da parte berlusconiana sarebbe stato facile ribattergli che il primo a fare business con Renzi era stato proprio lui (già erano pronte le dichiarazioni di replica, casomai avesse osato).

Alle armi, alle armi

Vale quel che vale, ma una vecchia volpe come Massimo D’Alema è convinto che sotto sotto stavolta ci sia davvero qualcosa; non a caso ieri mattina metteva fretta al suo mondo, «bisogna riunirsi con chi c’è e fare le liste» in quanto la resa dei conti è più vicina.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Berlusconi chiede garanzie sulla legge elettorale
lastampa/Legge elettorale, ora Pd e Fi trattano. Ma Berlusconi vuole la “prova del voto”

Il Napoli vuole trattenere Ghoulam: proposto un ricco quadriennale con clausola dal 2018

Per quanto riguarda il futuro di Faouzi Ghoulam la svolta dovrebbe essere dietro l’angolo. Colloquio nei giorni scorsi tra Giuntoli e l’agente dell’algerino. Quadriennale da 1,8 milioni, questa la proposta del Napoli che inserirebbe una clausola rescissoria di 25 milioni valida dal 2018. Nel caso non si dovesse raggiungere un accordo, De Laurentiis ha fatto sapere che non lo lascerà partire per meno di 18 milioni. La volontà della società è quella di trattenere il ragazzo, si attendono sviluppi nei prossimi giorni. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Domani cena tra De Laurentiis e la squadra: il primo luglio partirà il ritiro precampionato

In casa Napoli si inizia già a pensare alla  stagione futura. Come riporta l’edizione odierna di Repubblica, domani serà è prevista la cena tra De Laurentiis e i calciatori. Il patron azzurro approfitterà dell’incontro per avere un chiarimento con Sarri. Non vuole correre rischi affrontando il discorso contrattuale il prossimo anno quando il tecnico andrà in scadenza. Anche perché c’è da programmare un estate che si profila molto impegnativa. Già il primo luglio la squadra dovrà presentarsi a Castel Volturno per il raduno. Il cinque ci sarà l’amichevole al San Paolo con le vecchie glorie per celebrare il trentennale del primo scudetto. Dopo si partirà alla volta di Dimaro per il ritiro che durerà una ventina di giorni.

Il vertice di Taormina rischia di avere ”un’agenda troppo carica”

0
Come scrive Stefano Stefanini, con Donald Trump in arrivo e il G7 alle porte, il Paese dovrà affrontare due dossier strategici“L’attenzione ai flussi migratori e la difesa del libero commercio mondiale da barriere protezionistiche”.

Vista l’importanza dei temi, il vertice di Taormina rischia di avere “un’agenda troppo carica”.

Al G7 serve un’agenda pragmatica

Con Donald Trump in arrivo e il G7 alle porte, l’Italia ha un’opportunità unica di sostenere due priorità fondamentali per il nostro Paese: attenzione ai flussi immigratori di massa, sfida per l’intera comunità internazionale specie per l’Occidente che ne è meta privilegiata; difesa del libero commercio mondiale da barriere protezionistiche che strangolerebbero la crescita mondiale e sacrificherebbero soprattutto paesi esportatori come il nostro.

Non sono messaggi facili. Il primo trova resistenze europee, il secondo si scontra con gli istinti protezionisti della nuova amministrazione americana, e con le promesse elettorali del candidato Trump. Ma riflettono forti interessi nazionali. Bisogna evitare che finiscano nella palude di un’agenda a 360° e ricevano una trattazione solo di maniera.

La partita si gioca in pochi giorni. Venerdì, quando ospita i leader del G7 a Taormina, l’Italia avrà un fuggevole ruolo di primus inter pares nel Club dei grandi occidentali. Giovedì il presidente del Consiglio partecipa al mini-vertice Nato a Bruxelles; mercoledì il Presidente della Repubblica riceve il presidente americano al Quirinale.

Questa settimana Roma farebbe bene ad accantonare per un attimo le ansie elettorali per concentrarsi sugli appuntamenti internazionali. Questa felice combinazione non si ripresenterà facilmente.

Per Roma può essere utile concentrarsi sugli specifici interessi nazionali, resistendo alla tentazione di mettere troppa carne al fuoco. L’Italia non può che sostenere la difesa dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e dell’accordo nucleare con l’Iran, specie dopo la rielezione di Rohani, ma non ha bisogno di fare da capofila. Ci penseranno altri.

Sull’immigrazione invece Roma è pressoché isolata in Europa. Chiuso il rubinetto balcanico, l’Ue si ostina a non riconoscere nei flussi dall’Africa una bomba a orologeria a lungo termine. Neppure la stabilizzazione della Libia la disinnescherebbe. La pressione è demografica, alimentata da fattori climatici, povertà e conflitti. La destinazione degli africani sarà l’Europa, ma gli spostamenti della popolazione toccano anche le Americhe e l’Europa. Trump è il primo a saperlo. Se Bruxelles fa orecchi da mercante al campanello migratorio, non resta che investirne il G7.

Il commercio internazionale è già al centro dell’agenda. Europei, canadesi e giapponesi sono tutti alleati per contenere le implicazioni del nazionalismo economico trumpiano. Pur con qualche concessione alle esigenze di Washington, come sta già avvenendo in Nord America con la rinegoziazione del Nafta, il G7 dovrà cercare di mantenere aperte le porte della libertà commerciale.

Le esportazioni italiane verso gli Usa si tutelano anche sul piano strettamente bilaterale. La sequenza temporale, Quirinale-Bruxelles-Taormina, ci permette di sincronizzare l’approccio al G7 con i rapporti Roma-Washington in era Trump. Abbiamo messo la prima pietra con la visita di Gentiloni a Washington; il presidente Mattarella ha l’opportunità di cementarla. Trump sta appena cominciando ad affacciarsi sulla scena mondiale e si mostra reattivo ai riscontri ricevuti nei primi incontri.

Il presidente americano opera su una base transattiva: do ut des. Gli interlocutori devono sapere sia cosa chiedere sia cosa dare. In aggiunta alle priorità per il G7, immigrazione e commercio internazionale, sul piano bilaterale l’Italia vuole innanzitutto continuare a contare sull’appoggio americano in Libia. Cosa può offrire in cambio? Trump non si accontenterà di belle parole. Viene in Europa per rassicurare alleati e partner; a casa, dove lo attendono non poche preoccupazioni, non può però tornare a mani vuote.

All’Europa Donald Trump chiede principalmente due cose, in agenda dell’incontro alla Nato: più spese per la difesa; l’impegno dell’alleanza contro terrorismo e Isis. In base al do ut des un aiuto italiano su entrambe sarebbe reciprocato. E’ avvenuto così con Xi Jingping.

A Taormina e, più avanti, nel rapporto col presidente americano, l’Italia incasserà quello che avrà investito nell’incontro bilaterale al Quirinale e nella posizione del presidente del Consiglio al vertice Nato.

vivicentro.it/opinioni
vivicentro/Il vertice di Taormina rischia di avere ”un’agenda troppo carica”
lastampa/Al G7 serve un’agenda pragmatica STEFANO STEFANINI

Neto pista calda per il Napoli, Giuntoli attende l’ok del ragazzo nelle prossime ore

Con la stagione attuale che volge al termine il Napoli comincia a muoversi sul mercato. Per quanto riguarda il portiere la candidatura forte è Neto. Stando a quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino, il ds Giuntoli attende nelle prossime ore la disponibilità del  brasiliano al trasferimento. Con Sepe e Rafael destinati all’addio, Neto si giocherebbe il posto con Reina nella prossima stagione. Complicata le pista Szczesny  per una questione economica. Difficile arrivare a Skorupski, di proprietà della Roma che non lo liberebbe mai per una diretta rivale.

L’Europa chiede di tassare i ricchi sulla casa

0

L’Italia deve tassare i cittadini più ricchi sulla prima casa. Ce lo chiederà oggi l’Europa nel pacchetto di “raccomandazioni economiche”. Per il 2018 Bruxelles sollecita una manovra “sostanziale” ma che non freni la crescita. Una sfida che arriva all’inizio di una settimana cruciale per l’Italia.

L’Europa all’Italia: per i più ricchi una tassa sulla prima casa

Oggi le raccomandazioni dell’Ue. Padoan all’Eurogruppo: serve più flessibilità. Bruxelles chiede una manovra “robusta”, ma che non freni la crescita

BRUXELLES – L’Italia deve reintrodurre la tassa sulla prima casa per i proprietari ad alto reddito. Ce lo chiederà l’Europa oggi, nel pacchetto di «raccomandazioni specifiche per Paese» che verrà diffuso alle 11.30. Al primo punto della lista, Bruxelles dirà all’Italia che la manovra per il prossimo anno dovrà portare a uno sforzo di bilancio «robusto», senza però entrare nel merito delle cifre. La trattativa sarà rimandata all’autunno, ma nel frattempo – secondo quanto risulta a La Stampa – la Commissione indicherà già nel dettaglio alcune misure concrete da prendere: reintroduzione dell’Imu sulla prima casa (ma solo per le famiglie sopra un certo reddito), riforma del catasto, ampliamento dell’obbligo di fatturazione e di pagamento elettronici.

LEGGI ANCHE: Il vertice di Taormina rischia di avere ”un’agenda troppo carica”

Più in generale, Bruxelles chiederà all’Italia di spostare l’imposizione fiscale dai fattori di produzione (per esempio le imposte sul lavoro) ai fattori che hanno meno impatto sulla crescita (come la tassa sulla prima casa per i redditi alti). E inviterà a ridurre la spesa pubblica. Tutto questo perché da qui a ottobre bisognerà trovare tra i 5 e i 10 miliardi. Stando ai parametri attualmente in vigore – che saranno ricordati in un paragrafo introduttivo – i Paesi come l’Italia dovrebbero fare uno “sforzo strutturale” pari allo 0,6% del Pil, poco più di 10 miliardi nel nostro caso. Ma il confronto interno alla Commissione ha portato a una linea più morbida che permetterà di prendere in considerazione le circostanze particolari. Nelle raccomandazioni verrà infatti scritto che lo sforzo richiesto all’Italia dovrà essere «robusta» per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, ma non dovrà pregiudicare la crescita. Una mezza vittoria per il ministro Pier Carlo Padoan, che con i colleghi di Francia, Spagna e Portogallo aveva scritto una lettera alla Commissione chiedendo proprio di tenere in considerazione questi fattori.

Ma per Padoan è solo un primo passo: il secondo sarà quello di convincere gli altri colleghi ministri economici a rimettere mano alla tabella allegata al Patto di Stabilità che stabilisce l’entità delle correzioni dei conti pubblici. Proprio oggi è in programma una riunione dell’Eurogruppo e gli occhi sono puntati sul bilaterale tra Bruno Le Maire, il nuovo ministro francese, e l’omologo tedesco Wolfgang Schaeuble: il loro confronto servirà a capire quali margini ci sono per il futuro.

Tra le altre raccomandazioni all’Italia, Bruxelles metterà l’accento sulla lunga durata delle cause civili che va ridotta, sulla necessità di insistere nella lotta alla corruzione, sul processo di riforma della pubblica amministrazione che va portato avanti e sull’esigenza di migliorare l’efficienza delle aziende pubbliche. Verrà poi chiesto di migliorare gli interventi per i disoccupati, in modo da favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Ci sarà un focus sui non-performing loans, i crediti bancari deteriorati: il problema delle insolvenze verrà sottolineato per molti Paesi, non solo l’Italia.

Per il resto, le Raccomandazioni di oggi serviranno a certificare il via libera alla manovra correttiva approvata dal governo (0,2% del Pil). Promosso anche il Programma delle Riforme e nessuna contestazione sugli investimenti non fatti nel 2016: la Commissione ha accolto le motivazioni dell’Italia e la flessibilità ottenuta non sarà più in discussione.

vivicentro.it/economia
vivicentro/L’Europa chiede di tassare i ricchi sulla casa
lastampa/L’Europa all’Italia: per i più ricchi una tassa sulla prima casa MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Rinnovo Mertens, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare venerdì: i dettagli

Per il rinnovo di Dries Mertens con il Napoli si attende solo l’ufficialità. L’annuncio potrebbe arrivare il prossimo venerdì, un evento mediatico alla Insigne. Sull’edizione odierna di Tuttosport si legge:

“L’uomo in più è stato Dries Mertens, che non ha fatto pesare sul Napoli l’addio di Higuain e adesso aspetta di incassare il giusto prezzo per l’incredibile rendimento avuto quest’anno: 33 gol in 45 partite, per la media di una rete ogni 95 minuti. In questa settimana firmerà il rinnovo del contratto fino al 2020 e sarà ufficializzato direttamente dal presidente De Laurentiis, con il solito tweet e la solita festa mediatica che potrebbe coincidere venerdì con la presentazione del ritiro estivo a Dimaro. Mertens sarà accontentato con un ingaggio da 4 milioni netti, più una serie di bonus (più personali che di squadra) tali da permettergli l’integrazione dello stipendio fino ad un ammontare di 500mila euro annui”.

Mille Miglia 2017: primo posto per Vesco e Guerini – VIDEO ( Diana Marcopulopulos )

0

Il posto più alto del podio è tutto Valtrumplinio con l’equipaggio formato da Andrea Vesco di  Sarezzo (Bs) e  Andrea Guerini di Marcheno (Bs) che, con l’Alfa Romeo 6C  1750 Gran Sport del 1931, conquista il primo posto.

L’equipaggio Valtrumplinio, numero 74 , ha oggi tagliato, per il secondo anno consecutivo, il traguardo in Viale Venezia a Brescia , vincendo questa gara storica che nel 1933 fu vinta dal celebre e famoso Tazio Nuvolari con la stessa Alfa Romeo .

La O.M.  665 Sport Superba 2000 con il numero 5  del 1925 condotta dall’equipaggio Luca Patron di Vicenza e Massimo Casale si sono aggiudicati il secondo posto per pochi punti di scarto , circa mille dai vincitori , lascio a Voi immaginare come sia stata una gara avvincente tra i due equipaggi , un confronto ruota a ruota fino alla fine .

La coppia Giordano Mozzi e Stefania Biacca , coppia anche nella vita, si è classificata al terzo posto con solo duemila punti in meno rispetto ai primi classificati con l’Alfa Romeo 6C 1500 GS Zagato .

La “Coppa delle Dame” , riservata al primo equipaggio femminile , è stata vinta da Madame Maria e Madame Luigia Gaburri  rispettivamente figlia e madre nonché figlia e moglie del  compianto Fondatore  e primo Presidente di 1000 Miglia  srl ,c on l’Abarth 750 GT Zagato del 1957 con il numero 414 .

Le novità di quest’anno sono state le prove cronometrate sulle piste dell’aeroporto militare di Ghedi dove ci sono i nostri Tornado , prove decisive per la vittoria finale.

In una gara, definita dal grande Enzo Ferrari, la corsa più bella del mondo , non potevano mancare i personaggi famosi come Joe Bastianich , ristoratore Italoamericano, la modella Jodie Kidd  e il designer internazionale Marc Andrew Newson .

Anche la premiazione , iniziata alle ore 19,00 circa  in Piazza Loggia e’stata spettacolare preceduta, in apertura, dall’inno Nazionale Italiano e con la presenza di tutte le autorità cittadine: da S.E. il Prefetto di Brescia al Questore , al Sindaco e al Vice Sindaco. Il tutto con un allestimento teatrale degno dell’evento ed una presenza di pubblico molto elevato. Madrina della premiazione, che vi proponiamo nei filmati, è stata Martina Colombari .

Diana Marcopulopulos

copyright-vivicentro

KO DAY: Zacco Lorenzo vincitore per KO dopo 30” della prima ripresa (Diana Marcopulopulos)

Il primo evento della Manifestazione pugilistica denominata ” Ko day “, disputata ieri, sabato 20 maggio 2017,  non ha smentito ne’ le attese né la denominazione. 

Tutti gli incontri equilibrati . Su nove match cinque sono terminati prima del limite.

Reghenzi (IMPERIUM ) kg 69 al debutto contro Capogrosso (SPS pugilistica ) prima ripresa vinta da Reghenzi alla seconda perde per intervento medico .

Ventura (Black Tiger) Kg 69 perde ai punti contro Ghonilo (VT boxe ) .

Zanetti Claudio (IMPERIUM) al debutto Kg 69 vs il Cremasco Torraco (rally Crema) incontro molto combattuto da entrambi risultato nulla di fatto , pari .

Cherri Arlid ( Team Ruzze) kg 75 vs Rizzo Stefano (Pugilistica Brianza) incontro terminato dopo un round e lettura dei cartellini perché Rizzo durante il minuto di riposo si procurava una lesione alla gamba per la rottura dello sgabellino , vince ai punti Rizzo.

CAMARA (boxe Lumezzane) kg 63 perde per kO alla prima ripresa contro Cerrulli (USL Lombarda ) . Il bresciano Piardi Kg 80 con solo 2 incontri all’attivo della Mariani Boxe pareggia con il Cremasco Ricchezza 12 incontri della ( rally auto ) dopo un incontro all’ultimo respiro .

Zacco Lorenzo (IMPERIUM ) kg 81 ha vinto per KO dopo 30 secondi del primo round contro il bergamasco Persico Marco (Bergamo boxe).

Stefano RICHIEDEI (boxe Lumezzane) kg 80 ha perso per KO alla prima ripresa con un indomabile Buga Lucian .

L’ultimo incontro della serata tra due debuttanti Herbert Brunelli (IMPERIUM ) kg 72 contro Binetti (boxe Bovezzo) termina con la vittoria di Binetti al secondo round per intervento medico .

Diana Marcopulopulos

DIMARO- Si parte il 5 luglio in caso di preliminari: i dettagli

DIMARO- Si parte il 5 luglio in caso di preliminari: i dettagli

Se le cose dovessero rimanere così come stanno in classifica, il ritiro del Napoli dovrebbe partire il 5 luglio. In caso di (difficile) secondo posto, si partirebbe giusto due giorni più avanti, il 7. Con i preliminari eventuali da dover giocare, infatti, Maurizio Sarri si anticiperebbe giusto di qualche giorno ma niente di più. Una scelta ben precisa da parte del tecnico che vuole arrivare ai play off di Champions bello pronto per potersi qualificare alla fase a gironi. Naturalmente si dovranno decidere i tempi di permanenza. C’è una idea per allenarsi 15 giorni in Val di Sole, andare a fare una mini tournée vicino e poi di nuovo in Trentino per l’ultima settimana di lavoro come da contratto. La speranza, naturalmente, è quella di arrivare secondi ma per come si è messa la Roma dopo il successo netto in casa del Chievo diventa difficile pensare di andare direttamente in Champions League. Venerdì prossimo, comunque, a Castelvolturno arriveranno gli uomini del Trentino per presentare ufficialmente l’intero programma del ritiro. Si dovrebbe partire, quindi, il 5 luglio per cominciare a preparare la prossima stagione. Sarri avrà tutti a disposizione. Si dovrà capire se i polacchi partiranno per gli Europei Under 21. Zielinski e Milik, però, sono fondamentali per il Napoli e quindi sarebbe il caso di averli da subito anche a loro. Così come gli eventuali nuovi acquisti. Che se non viene ceduto nessuno non saranno troppi. Giusto qualche ritocco nei ruoli chiave e sulle fasce dove si andrebbe a sostituire Maggio.

Fonte: Il Roma

Mertens-Napoli, il rinnovo ci sarà ma non subito

Mertens-Napoli, il rinnovo ci sarà ma non subito

Il rinnovo di Mertens arriverà a breve, ma non è ancora il momento giusto. Francesca Benvenuti, giornalista Premium Sport, ai microfoni della stessa emittente, rivela: “Abbiamo chiesto alla società quando ci sarà l’annuncio del rinnovo di Mertens,ci hanno risposto che arriverà con calma. Il rinnovo sarà ufficializzato al momento opportuno, senza fretta”.

Accordo di squadra: portare lo scudetto a Napoli entro un anno, altrimenti ciclo Sarri può finire

Accordo di squadra: portare lo scudetto a Napoli entro un anno, altrimenti ciclo Sarri può finire

E’ arrivato il momento del definitivo salto: Il Napoli deve diventare finalmente grande e raggiungere lo scudetto. Il Corriere del Mezzogiorno, oggi in edicola, scrive: “L’obiettivo è di quelli possibili, per la prima volta nella sua storia recente il Napoli, a dispetto della legge sui fatturati, ha dimostrato di essere vicinissima alla Juventus. Come gioco espresso addirittura superiore. Merito di Sarri sul piano tattico e anche per la spinta motivazionale che ha dato alla sua squadra. Nello spogliatoio si sono dati un anno, il prossimo anno, per riportare a Napoli il tricolore. Una sorta di patto non scritto per il quale tutti daranno il massimo e se possibile di più. O si vince o il ciclo di Sarri può finire, le clausole valide dal 2018 dello stesso allenatore e del bomber Mertens sembrano fissate temporalmente proprio per questo. De Laurentiis ha aumentato il tetto ingaggi e ha blindato i migliori, il segnale sarà definitivo con la conferma del pilastro della difesa”.

Il Napoli è una macchina da gol e da vittorie: i protagonisti in crescita

Il Napoli è una macchina da gol e da vittorie: i protagonisti in crescita

Il Napoli diverte e vince: anche la Fiorentina è stata superata. La Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, scrive: “Il Napoli non si arrende. Ci proverà fino alla fine a conquistare il secondo posto. La squadra di Sarri regala un’altra notte di spettacolo ai cinquantamila del San Paolo liquidando con un perentorio 4 a 1 una confusa Fiorentina. E salendo in classifica a quota 83: record assoluto di punti in campionato per il club partenopeo. Peccato che gli eventuali preliminari di Champions non siano in calendario domani perché in questo momento il Napoli è una macchina da gol e da vittorie. I protagonisti stavolta sono Insigne, giustamente premiato dal presidente De Laurentiis con un nuovo contratto all’altezza della sua continua crescita e Mertens autore di una doppietta e di un assist. Il belga è più che mai in corsa per il titolo di capocannoniere del campionato. Due splendide «voci» dentro un coro che recita ormai a memoria. Ed è impossibile non veder la mano di Sarri nei movimenti di tutti i reparti, nei tagli degli attaccanti, nei movimenti dei tre centrocampisti. Capaci con Jorginho, Hamsik e Zielinski di fare filtro e di trasformare in un attimo un pallone recuperato in un assist. E in panchina ci sono tre riserve che sono altri titolari. Rog in campo nella ripresa ha regalato colpi di assoluto valore. È un Napoli che sta crescendo e che alimenta la voglia dei suoi tifosi di tornare presto a vincere uno scudetto. Come hanno chiesto con un lungo striscione esposto in curva”.

Hamsik: “Siamo al terzo posto, ma meritiamo il secondo. L’anno prossimo vogliamo lo scudetto”

Hamsik: “Siamo al terzo posto, ma meritiamo il secondo. L’anno prossimo vogliamo lo scudetto”

Attraverso il suo sito ufficiale, Marek Hamsik, capitano del Napoli, ha così commentato la vittoria degli azzurri contro la Fiorentina: “Non abbiamo giocato bene soltanto oggi, ma per tutta la stagione abbiamo eseguito i dettami di Sarri superbamente. E’ stato bellissimo vedere i nostri tifosi festeggiare in tribuna. Gli applausi del pubblico sono una ricompensa per la nostra grande stagione. Siamo al terzo posto, ma meriteremmo di finire al secondo. Adesso abbiamo un ultimo round la prossima settimana, quindi vedremo. Futuro? Siamo forti, abbiamo una grande squadra. Nella prossima stagione cercheremo di giocarcela in ogni competizione e vincere lo scudetto”.

Addio al genitore collocatario: la prima sentenza del tribunale di Lecce

0

L’affidamento condiviso paritario comporta anche il mantenimento diretto da parte di ciascun genitore quando tiene con sé il piccolo

 Il Tribunale di Lecce, con la sentenza numero 2000/2017, ha per la prima volta riconosciuto l’affidamento condiviso paritario dei minori di una coppia, nell’ambito di un giudizio di separazione.

Il giudice, in particolare, dopo aver accertato che tra i coniugi era cessata qualsivoglia comunione materiale e spirituale e che la convivenza tra i due era pertanto divenuta intollerabile, ha omologato le condizioni stabilite tra gli ex, che, con riferimento al figlio minore, si erano orientati verso una permanenza equilibrata del piccolo con il padre e con la madre.

Affidamento condiviso paritario

Sulla scia di un’interpretazione dell’affidamento condiviso che sta prendendo sempre più piede (in quanto considerata maggiormente corrispondente al dettato normativo) e che è stata recepita da alcuni Tribunali anche formalmente con la predisposizione di apposite linee guida (tra questi, anche il tribunale di Salerno ha detto addio al genitore collocatario), i due coniugi, nel caso di specie, hanno infatti stabilito che il figlio sarà domiciliato presso entrambi e potrà frequentarli liberamente secondo le proprie esigenze e in accordo con gli stessi.

In difetto di accordo, il piccolo trascorrerà dal lunedì al giovedì sino all’uscita di scuola con un genitore e dal giovedì dall’uscita di scuola sino al lunedì mattina con l’altro, alternativamente. Come al solito, poi, si prevede che il piccolo trascorrerà le feste alternativamente con la mamma e con il papà.

Mantenimento diretto

Le particolari modalità di collocazione del minore, stabilite dai coniugi in sede di separazione e omologate dal Tribunale, si riflettono anche nell’obbligo di mantenimento del figlio, che avverrà in maniera diretta: ciascuno dei genitori, infatti, è chiamato a fornire vitto e alloggio nel tempo in cui avrà il figlio con sé e a coprire anche ogni spesa legata alla convivenza. Le parti, poi, concorreranno al 50% alle spese straordinarie e non prevedibili.

Si ringrazia l’Avv. Stefano Martina per la cortese segnalazione

Valeria Zeppilli – StudioCataldi.it

EDITORIALE – Juve Stabia, non finisce qui..

La sconfitta del Mapei Stadium contro la Reggiana è, per la Juve Stabia, un pugno nello stomaco, sia per come si era messa la partita e sia per come effettivamente gli emiliani hanno siglato le reti della vittoria. I tempi stretti del calendario impongono al gruppo di Carboni di archiviare immediatamente la partita di ieri e di proiettarsi a mercoledì sera, non permettendo alle reti di Cesarini e Ghiringhelli di intaccare le proprie certezze. Alla Juve Stabia basterà una vittoria al Menti per ribaltare il risultato; senza dubbio non sarà facile ma, probabilmente, nemmeno impossibile.

Gli elementi che consentono ai gialloblù di crederci certamente non mancano. Va preliminarmente detto che la vittoria della Reggiana “porta la firma”, in realtà, della stessa Juve Stabia che, con errori grossolani dei propri calciatori, ha spalancato le porte alle reti degli emiliani. Gli uomini di Carboni si sono giocati il jolly dell’errore appena ieri e c’è da scommettere che, proprio alla luce di quanto accaduto al Mapei Stadium, la soglia di attenzione mercoledì sera sarà altissima. Senza gli assist gialloblù per la Reggiana di Menichini sarà molto più difficile fare risultato.

Ancora, l’obbligo alla vittoria, se affrontato nel giusto modo dal gruppo di Carboni, può innescare la scintilla giusta nell’ambiente caldo del Menti. Domenica scorsa, contro il Catania, la Juve Stabia, pur puntando alla vittoria, ha in alcuni tratti della gara gestito il doppio vantaggio in termini di risultato, accontentandosi nel finale dello 0 – 0; questo non potrà accadere nel return match di mercoledì, con le Vespe che dovranno spingere subito per scardinare la difesa emiliana. La vittoria obbligata, con il sostegno del Menti ed affrontando la gara con il coltello tra i denti, non appare così difficile da centrare.

La squalifica di Cancellotti offre, inoltre, un assist a Carboni circa l’impronta più offensiva da dare alla squadra. La logica vorrebbe Lisi abbassato nel ruolo di terzino destro, soluzione già collaudata, con Marotta e uno tra Cutolo e Rosafio ai lati di Ripa. Non mancano le soluzioni alternative, con il 4-2-3-1 già testato da Carboni o, ancora, il doppio centravanti: così Paponi potrebbe essere schierato sia al fianco di Ripa e sia più lontano dalla porta, vista la sua bravura bel gioco sporco, un po’ stile Mandzukic nella Juventus.

Altro elemento chiave sarà il fattore ambientale: servirà un Menti che ribolla di passione e voglia di vincere. Menichini, che conosce bene la carica che può dare l’impianto stabiese, ha già cercato di “smontare” la pericolosità del Romeo Menti, dicendo che “le partite le vincono i calciatori, non il pubblico”. Carboni, dal canto suo, ha confessato come, da avversario, fosse sempre estremamente difficile (“una scocciatura” per usare le sue parole) giocare in un Menti pieno. Sarà quindi fondamentale che i tifosi stabiesi facciano la loro parte, prendendo esempio dai 300 eroi che solo in queste ore stanno arrivando a casa dopo la lunghissima trasferta di Reggio Emilia.

I presupposti per ribaltare il risultato ci sono, ma servirà massimo impegno da parte di tutti ed unione di intenti: un gruppo di persone (calciatori, tifosi, staff) che condivide un obiettivo comune, può arrivare ovunque.

Raffaele Izzo