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Catch

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Ve lo ricordate il Catch?

Sarò pure un nostalgico degli anni ‘80, ma non si può non ricordare il Catch. Più tardi l’America lo trasformò in Wrestling con le cronache di Dan Peterson sulle reti Fininvest, ma prima era giapponese, si chiamava Catch (“puroresu”, professional wrestling). Uno stile di lotta popolare che si è sviluppato nel tardo XIX secolo.

A rendere eroi personaggi che in Italia non si erano mai visti, le cronache di Tony Fusaro, Cristina Piras e il commento tecnico di Paolo Angeli in “Catch the Catch”, grazie alla I.T.B. (Italian Tv Broadcasting SRL) di Roma prima, EuroTv dopo, OdeonTv e Supersix infine, che lo importò dal Giappone.

“Catch”, il brano sigla del popolare programma televisivo, era cantata da “I Condors”, ovvero, i “Fratelli Balestra”, un gruppo musicale di arrangiatori, autori, coristi ed interpreti di sigle televisive di anime e colonne sonore.

Il più famoso dei lottatori è stato Inoki Kanij detto Antonio Inoki, che scelse proprio quel nome italiano in onore di un lottatore italo-americano degli anni ‘50, Antonio Rocca, segno particolare quel mento particolarmente prolungato. Nel 1972 fondò la New Japan Pro-Wrestling (NJPW) una federazione di puroresu giapponese. Nel 1976 a Tokyo affrontò perfino Muhammad Alì, in un incontro camuffato in pugilato, non fu spettacolare e finì pari. Nel 1989 si sposò per la terza volta e venne eletto nella Camera Alta del Parlamento giapponese, rieletto poi nel 2013. La sua carriera si concluse il 4 aprile 1998 davanti a 70mila persone con uno show intitolato ”The Inoki Final”.
Uno dei suoi avversari più noti era frutto della fantasia dei fumetti e dei cartoni animati, quel famoso “Uomo Tigre” che esisteva per davvero e si chiamava “Tiger Mask”, la maschera indossata da Satoru Sayama. Un famoso incontro disputatosi nel 1995 in Corea del Nord, in segno di pace verso il Giappone, vide la presenza di ben 150mila spettatori. Gli si contrapponeva l’altra maschera tigre del puroresu giapponese, Black Tiger, ovvero Mark Rocco, un wrestler di Manchester nato a Tenerife.
Spesso affrontava un famoso gigante buono, André René Roussimoff, detto André “The Giant” (224 cm per 245 Kg), scomparso poi nel 1993 nella sua Parigi per infarto mentre si trovava per il funerale del padre.
Vinceva sempre invece contro Dynamite Kid (Thomas Billington): wrestler inglese, insomma una vittima sacrificale che da qualche anno però è su una sedia a rotelle.

Tatsumi Fujinami: altro wrestler indimenticabile, il delfino di Antonio Inoki, che purtroppo non si è mai scrollato di dosso questa etichetta. “Il dragone”, come lo chiamava Fusaro, dal 1999 sta rivestendo l’incarico di presidente della NJPW, ma anche in questo caso si dice che in realtà, come quando era sul ring, le decisioni le prenda tutte Inoki.
Kengo Kimura: anche lui ha ottenuto molto meno di quello che avrebbe meritato. Ritiratosi nel 2003, recentemente è stato nominato responsabile dello scout per la New Japan. Tuttavia Kengo e Tatsumi vinsero in coppia il titolo mondiale.

Qualcuno portò sul ring anche il supereroe di una serie tv giapponese, Ultraman. E ancora tanti altri volti noti: Kenta Kobashi, Shohei “Giant” Baba, Masked Superstar e Abdullah The Butcher.

Un’altra cosa che rendeva il catch giapponese interessantissimo erano gli incontri femminili, ragazze che si menavano con urli assordanti, dallo sguardo ancor più cattivo degli uomini.
La più bella era Mimi Hagiwara, quella che alla fine vinceva sempre. La “farfallina bianca” come l’aveva soprannominata il buon Fusaro, per la leggerezza di ogni suo movimento. Oltre ad essere molto bella e ad essere indicata dai più come la wrestler giapponese più affascinante era molto brava anche come cantante. Proprio come una farfalla, purtroppo la sua carriera non fu di lunga durata e il suo abbandono fu definitivo nel 1983.

Infine dall’America giunse l’ultimo eroe, Hulk Hogan, riferimento non causale ai cartoni della Marvel per i suoi muscoli. Quel Terrence Eugene Bollea che entrava con le note di “Eye of the Tiger” dei Survivor, strappandosi la maglietta, con la mano all’orecchio per incitare i fan e che grazie al business del wrestling è diventato un uomo ricco e potente. Ma i numerosi problemi di salute, il divorzio chiesto dalla moglie Linda nel 2007, la diffusione di un sex tape nel 2012, la chiusura per fallimento del ristorante e il licenziamento dalla WWE (World Wrestling Federation)
nel 2015, ne hanno segnato l’inesorabile declino.

Ricordo però con molto dispiacere quel giorno in cui un politico buontempone che, comodamente seduto su una poltrona in commissione di vigilanza della Rai, fece una crociata contro questo sport. Disse: “Il Wrestling è da oscurare, vietarlo ai minori, vietare gli spettacoli in Italia e mai un ritorno alla tv in chiaro”, così è stato.

Ma già da alcuni anni quel politico noto con il soprannome di “er Pecora” se n’è andato, mentre il Wrestling, grazie alle voci di Chistrian Recalcati e Giacomo Valenti, è tornato, sì, ma alla pay-tv.

Per rivivere quelle emozioni e non solo: canale RicordiTv di Youtube, i dvd della MHE (Mondo Home Entertainment) con gli incontri del Catch commentati da Fusaro, i siti tuttowrestling.com, wethewrestling.net, worldofwrestling.it e il forum giapponeforum.com.

Ho vissuto entrambe le ondate di wrestling mania, dagli anni ottanta ad oggi, e non è violento, si capisce benissimo che è un gioco. È diseducativo per i bambini? E i calciatori? Molti hanno subito seri danni da questo sport? Come per tutti gli altri sport di questo mondo.
Qualche adolescente poteva avere un “nuovo” eroe, un eroe buono che combatte lealmente (i cattivi sleali vengono sempre fischiati e difficilmente vincono, tant’è che erano e sono diversi i divieti, come dare un pugno con il palmo chiuso, calci con la punta, ecc.).
Lotta senza esclusione di colpi, drammatizzata da tatuaggi, acconciature strane, divise orripilanti: equivale né più né meno ai miei cari Mazinga o Goldrake, è solo spettacolo, un circo itinerante, uno show. Una grottesca messa in scena. Il gioco fanciullesco della guerra trasferito nell’epoca dell’homo videns. Semmai il fatto grave è che fra gli adulti si trovi qualche infelice mal cresciuto, portato a epicizzare quei combattimenti. Ma quando ci si imbatte in simili tare psichiche, mica penseremo di cavarcela dando la colpa al wrestling. I bambini sono bambini, non deficienti.
Chi dice che i bambini non sono in grado di discernere la realtà dalla finzione? A quando il divieto ai minori di 18 anni di truculente fiabe? E di quelle raccapriccianti scene di violenza di cui sono pieni la Bibbia e il Vangelo? Forse per qualcuno c’è il timore che un giorno “quel” bambino possa avventarsi sulle parti basse ululando coi gomiti acuminati in postura “suplex”.

Vincenzo Vanacore

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Livorno devastata dalle acque (VIDEO)

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Livorno è stata devastata da un nubifragio che in pochissime ore ha scaricato 200 millimetri di pioggia provocando frane e smottamenti. Sette le vittime, due i dispersi. In un appartamento sono morti padre, madre, un bambino di 4 anni e il nonno.

Nella città devastata da fango e detriti

Torrenti esondati. tombini come geyser, argini sbriciolati. Almeno 7 morti e 2 dispersi. Stazione chiusa e treni bloccati. In 2500 senza acqua né luce. I cittadini: colpa dell’incuria

LIVORNO – «Non si può morire per il Libeccio», si dispera Maria, amica di famiglia di una famiglia distrutta dall’alluvione, padre, madre, nonno e figlio, pensando a quel vento che dalla sera prima ha iniziato a spirare fortissimo. Il mare non ha più raccolto l’acqua dei fiumi, saturandoli e poi facendoli esplodere.

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Così quell’acqua ha devastato la città, ha invaso negozi e abitazioni, ancora una volta ha portato con sé un bilancio di morte. «Non si può morire – sospira Pietro Berni, che ora consola la madre nel condominio accanto alla villa della tragedia in via Rodocanacchi – per incuria e trascuratezza. Qui, quarant’anni fa, c’è stata un’altra alluvione, identica e devastante. Pensate che in quarant’anni qualcuno abbia fatto qualcosa? Almeno pulire i rivi dei fiumi?». Nella località dei Tre Ponti il rio Ardenza passa sotto tre ordini di arcate bassissime e chi, solo due giorni fa è transitato lì, ha ipotizzato: «Se non puliscono da arbusti e detriti il torrente esce». È uscito, l’Ardenza, e ha fatto strage.

Perché l’alluvione di Livorno non è solo una storia di perturbazioni che, ancora una volta, sorprendono i meteorologi, cambiano strada, risparmiano la Liguria dove dovevano colpire duro come avevano già fatto in Francia, in Costa Azzurra, e poi scaricano la loro potenza in Toscana. È anche una vicenda dove entra in gioco ancora una volta l’assetto idrogeologico delle città. Sommare, al diluvio, un torrente sporco e trascurato e un altro tombato, che passa a lambire lo stadio e poi scorre sotto viale Nazario Sauro, il punto più colpito, rappresenta la devastazione come conseguenza logica.

Era atteso, questo rovescio catastrofico, in questa entità? In cui scarica, in quattro ore, la pioggia di tre mesi? Evidentemente no. Michele Sensi, un addetto della Tecnospurghi che manovra una gigantesca idrovora, lo conferma: «Ancora ieri sera eravamo stati dirottati tutti a Genova, dov’era previsto un disastro. Invece nel cuore della notte abbiamo dovuto fare rapidamente dietrofront». Però il territorio non ha retto.

Altra scena, altra zona della città. In via Fontanelle, nel quartiere di Collinaia, un tecnico dei Vigili del fuoco osserva un argine crollato. Lì vicino un’altra vittima, Raimondo Frattali, 70 anni. «Era sceso nel seminterrato per andare a prendere dei documenti, è rimasto lì sotto, hanno appena portato via il corpo», raccontano i vicini. Ma l’argine crollato che imprigionava l’Ardenza è il sintomo della sofferenza del territorio: «Quel che porti via ai corsi d’acqua, poi se lo riprendono. Non doveva esserci, qui, un argine così stretto». Poi indica più a Sud: «C’è un muro, dietro è nato un intero quartiere di ville nuove, il torrente non ha sfogo quando esonda. Stavolta il muro ha retto, lo farà ancora?». Così l’Ardenza, osservando il disastro a qualche ora della piena, ha invaso i campi, rovesciato le macchine agricole, fatto volar via le baracche. Dove non si è potuto allargare, ha tentato di farlo lo stesso. Spaccando i muri di protezione, invadendo le case. Un altro morto, qui vicino, Roberto Vestuti, in via di Sant’Alò. C’erano i muraglioni, per proteggere questo quartiere sul rio. Si sono sbriciolati come grissini e ora le scene sono quelle che accompagnano i disastri di questo tipo. I mobili sono accatastati fuori dalle abitazioni.

Gli uomini della Protezione civile spalano, aspirano il fango, rimuovono carcasse di auto ribaltate. Accanto a loro ancora una volta gli angeli del fango. Tutta la tifoseria calcistica della curva si è mossa sin dal mattino. Andrea, 18 anni: «Non c’è stato nemmeno bisogno del passaparola, ognuno di noi è salito in auto o in moto ed è andato a portare aiuto nelle zone più colpite».

Poi la stazione chiusa, i treni bloccati, le 2500 persone rimaste senza luce né acqua a Livorno e a Pisa. I ponti che crollano, come accade a Chioma, isolando case e persone, la tromba d’aria che a Rosignano lascia 15 persone senza casa. L’Aurelia bloccata, così come la Firenze-Pisa-Livorno e i caselli autostradali. Ancora un morto, in un incidente in cui il maltempo potrebbe aver giocato un ruolo determinante. Quattro i dispersi.

In viale Nazario Sauro, dove l’intera famiglia Ramacciotti, tranne la piccola Camilla, ha perso la vita in una tomba di fango, arriva la sera e si lavora ancora per rimediare al disastro. «Questa è una zona a livello più basso di quelle circostanti, dello Stadio, e qui sotto scorre un rivo tombato». Inevitabile la crisi, annunciata dai tombini trasformati in geyser. Il tempo è diventato più maligno e imprevedibile, ma non è tutta colpa del tempo.

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lastampa/Nella città devastata da fango e detriti MARCO MENDUNI – INVIATO A LIVORNO

Gragnano, Festa della Pasta. Le dichiarazioni del Sindaco Paolo Cimmino (VIDEO)

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Gragnano- Un successo preventivato, una partecipazione di oltre settemila persone in una sola serata. La festa organizzata dalla capitale mondiale della pasta non ha deluso le aspettative del Primo cittadino di Gragnano, il sindaco Paolo Cimmino che, ai microfoni di ViViCentro, si è dichiarato soddisfatto per l’organizzazione e la risposta del “pubblico”.

L’organizzazione è stata perfetta e la risposta è quella che ci aspettavamo. Una festa che ritorna dopo sette anni e Gragnano è orgogliosa e onorata di ospitarla essendo la capitale del mondo della pasta. Dobbiamo dire grazie soprattutto a quegli impiegati, quegli operai che, con amore e passione e con semplici prodotti, hanno trasformato un mestiere in arte, appunto l’arte bianca di Gragnano”.

La Festa della Pasta, che quest’anno è stata denominata “Pasta, Amore e… pomodoro” (rifacendosi al noto film di De Sica), torna dopo ben sette anni di assenza. Il Sindaco Cimmino ci spiega le problematiche che hanno interferito con la tradizionale festa di Gragnano.

Ci sono stati problemi di commissariamento negli anni scorsi. L’ultimo anno fu organizzata dalla Regione Campania ma non diede la stessa risposta che ha sempre dato la festa organizzata anche dal consorzio di Gragnano”.

Due serate dedicate anche agli spettacoli in piazza: artisti di strada si sono esibiti a Via Roma negli adiacenti stands; il comico Simone Schettino sul palco di Via T. Sorrentino il venerdì sera; Enzo Avitabile con i Bottari sabato sera e a seguire il ballerino Sven Otten che ha chiuso la serata con strepitose performaces che hanno coinvolto e affascinato il pubblico presente.

La scelta degli artisti ha voluto accontentare un po’ tutti- spiega il Sindaco Cimmino– Il ballerino per i giovani, Avitabile per tutti e il comico Schettino che è unico!”.

Video: Intervista Sindaco Gragnano, Paolo Cimmino

Maria D’Auria

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Cesari: “Mertens il primo giocatore a chiedere il Var”

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Le parole di Graziano Cesari nel post partita Bologna – Napoli

Graziano Cesari, al termine della partita valida per il posticipo della terza giornata di Serie A Bologna–Napoli, ha dichiarato ai microfoni di Premium: “L‘assistente è stato bravo sul gol di Callejon ad osservare la posizione del difensore e complimenti a Giacobelli per l’arbitraggio. L’unica pecca il fallo di Palacio su Callejon che meritava un cartellino. Mertens il primo giocatore a chiedere il Var e Giacobelli è stato buono a dirgli di non farlo più, perchè sarebbe stato ammonito”

Il Napoli conquista tre punti importanti a Bologna, Reina su Twitter: “Più tre!”

Tre punti pesantissimi quelli conquistati dal Napoli allo stadio Dall’Ara contro il Bologna. Pepe Reina ha commentato la vittoria degli azzurri sul proprio profilo Twitter. Questo il messaggio del portiere spagnolo:

“Più tre!”.

FOTO CLASSIFICA – Tre su tre per il Napoli: primo posto condiviso con Inter e Juventus

Vittoria importante per il Napoli al Dall’Ara contro il Bologna. Un 0-3 che permette agli azzurri di mantenere la vetta della classifica insieme a Juventus e Inter. Crollo del Milan contro la Lazio, i biancocelesti raggiungono quota sette punti.

 

Panucci: “Il Napol ha bisogno di Hamsik, la squadra è cresciuta”

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Le parole di Christian Panucci nel post partita Bologna – Napoli

Christian Panucci, al termine della partita valida per il posticipo della terza giornata di Serie A Bologna–Napoli, ha dichiarato ai microfoni di Premium: “Il Napol ha bisogno di Hamsik, è ancora in rodaggio. L’assist di insigne un passaggio di classe. Il Napoli rispetto all’anno scorso ha fatto più squdra, sa soffrire e ripartire”

Paganin: “Napoli schierato bene, bravo a rubare palla al centrocampo”

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Le parole di Massimo Paganin nel post partita Bologna – Napoli

Massimo Paganin, al termine della partita valida per il posticipo della terza giornata di Serie A Bologna–Napoli, ha dichiarato ai microfoni di Premium: “Il Napoli gioca sulle fasce, nel primo tempo è stato schierato bene. La squadra è molto brava a rubare la palla nella metà del centrocampo avversario. Da parte del Napoli non ci sono state carenze, ha giocato sulle fasce, che rientra nello stile di gioco naturale della squadra.”

Sky, Vialli: “Azione del terzo gol stile Barça di Guardiola.Il Napoli sta vincendo partite che prima non vinceva”

Gianluca Vialli, ex calciatore ed attuale opinionista di Sky, ha commentato così la vittoria del Napoli contro il Bologna:

Nell’azione del terzo gol, il Napoli mi ha ricordato il Barcellona di Pep Guardiola. Col Bologna la definirei una vittoria di Sarri , riesce a trovare qualcosa di nuovo per giocare palla al piede ogni estate. Quest’anno gli azzurri stanno vincendo gare che non avrebbero vinto, dico che la Juve non vincerà il campionato”.

Commento Ssc Napoli: “Gli azzurri vincono la terza consecutiva in campionato, 9 punti e 9 gol”

Il Napoli si impone sul campo del Bologna con un netto 0-3, ecco il commento della società partenopea:

“Tre, come il Napoli perfetto. Gli azzurri vincono la terza partita di seguito in questo campionato segnando 3 gol a partita. In tutto fanno 9 punti e 9 gol. Una simmetria straordinaria che scandisce un inizio stagione esaltante quanto formidabile. Il Napoli vince per la decima volta consecutiva riallacciando il filo luminoso tra il finale dell’anno scorso e l’ìnizio del nuovo. Il volo angelico di Callejon, il tocco diabolico di Mertens e l’ultimo canto di Zielinski. Si viaggia nel Girone della bellezza e della gioia al Dall’Ara.

Un’ora e passa di battaglia, poi la falange azzurra mette fuori la sua lancia più affilata e collaudata. Insigne taglia per Callejon sul secondo palo, volo planare del Buitre di Motril ed affresco d’autore. Poi Mertens tiene fede alla natura dei diavoletti fiamminghi e si infila tra le maglie del Bologna con forza ed astuzia. Chiude la storia Zielo che dopo il gol con l’Atalanta bissa la sua vena ispirata. Tre a zero, terza vittoria, sempre con 3 gol. Il numero perfetto per un Napoli straripante che adesso aprirà le notti magiche della Champions. Mercoledì in Ucraina, si apre un’altra avventura. L’emozione azzurra è appena cominciata”.

Da sscnapoli.it

Ferrara: “Reina un grande portiere, il Napoli è l’anti-Juve”

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Le parole di Ciro Ferrara nel post partita Bologna – Napoli

Ciro Ferrara ha dichiarato ai microfoni di Premium: “Pepe Reina si conferma un portirere di altissimo livello per le parete sulle punizioni. Si sapeva che il Napoli nel momento in cui riusciva a passare in vantaggio la partita cambiava registro. Il Napoli la vedo come l’anti-Juve, lo vedo cresciuto rispetto l’anno scorso, e lo si vede da queste partite in particolare contro l’Atlanta che era in svantaggio e stasera contro il Bologna. Se si da uno sguardo alla classifica le prime hanno subito pochi gol. Il Napoli segna molto nel secondo tempo, segnale che la squadra è ancora in rodaggio.”

Bologna-Napoli 0-3, i voti di ViViCentro: vittoria è stata!

Questi i voti di ViViCentro

Il Napoli ha battuto per 3-0 il Bologna in trasferta. Questi i voti di ViViCentro:

25 Reina 7.5; 23 Hysaj 6.5, 21 Chiriches 6 (33 Albiol 6, dal 43° p.t.), 26 Koulibaly 6.5, 31 Ghoulam 6.5; 5 Allan 6, 8 Jorginho 6.5 (42 Diawara 6, dal 32° s.t.), 17 Hamsik 6 (20 Zielinski 7, dal 16° s.t.); 7 Callejon 7, 14 Mertens 7, 24 Insigne 6. A disp. 1 Rafael, 22 Sepe, 19 Maksimovic, 11 Maggio, 6 Mario Rui, 30 Rog, 15 Giaccherini, 37 Ounas, 99 Milik. All. Sarri 7
a cura di Ciro Novellino

Serie A, Bologna-Napoli 0-3: il tabellino del match

Serie A, Bologna-Napoli 0-3: il tabellino del match

Il Napoli ha battuto 3-0 il Bologna al Dall’Ara nel 3° turno del campionato di serie A. Reti di Callejon al 22° s.t., Mertens al 38° s.t., Zielinski al 42° s.t.

BOLOGNA (4-3-3) – 83 Mirante; 4 Krafth, 18 Helander, 20 Maietta (6 De Maio, dal 12° s.t.), 25 Masina; 5 Pulgar, 24 Palacio (7 Petkovic, dal 32° s.t.), 16 Poli; 9 Verdi, 10 Destro (11 Krejci, dal 28° s.t.), 14 Di Francesco. A disp. 1 Da Costa, 34 Ravaglia, 3 Gonzalez, 15 Mbaye, 12 Crisetig, 2 Nagy, 8 Taider, 77 Donsah, 30 Okwonkwo. All. Donadoni
NAPOLI (4-3-3) – 25 Reina; 23 Hysaj, 21 Chiriches (33 Albiol, dal 43° p.t.), 26 Koulibaly, 31 Ghoulam; 5 Allan, 8 Jorginho (42 Diawara, dal 32° s.t.), 17 Hamsik (20 Zielinski, dal 16° s.t.); 7 Callejon, 14 Mertens, 24 Insigne. A disp. 1 Rafael, 22 Sepe, 19 Maksimovic, 11 Maggio, 6 Mario Rui, 30 Rog, 15 Giaccherini, 37 Ounas, 99 Milik. All. Sarri
ARBITRO Piero GIACOMELLI di Trieste (Assistenti: Alassio-Peretti. IV uomo: La Penna. VAR: Valeri. AVAR: Nasca)
NOTE – Spettatori: 25mila circa. Falli commessi: 9-13. Angoli: 5-7. Fuorigioco: 4-2. Ammoniti: Helander (B) al 3° p.t. per gioco falloso, Pulgar (B) al 12° p.t. per gioco scorretto, Chiriches (N) al 17° p.t. per gioco falloso, Destro (B) al 18° s.t. per gioco scorretto, Palacio (B) al 39° p.t. per gioco falloso, Verdi (B) al 27° s.t. per gioco falloso. Espulsi: Nessuno. Reti: Callejon (N) al 22° s.t., Mertens (N) al 38° s.t., Zielinski (N) al 42° s.t. Recupero: 2 e 3.

La formazione di Sarri per la partita Bologna-Napoli

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Gli undici titolari del Napoli scelti da Sarri per il match contro il Bologna

Per il posticipo della terza giornata di Serie A delle ore 20:45 al Dall’Ara Sarri schiera in campo: tra i pali Reina; in difesa Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, mentre al centrocampo ci saranno Jorginho, Allan, Hamsik; in attacco ci sarà il tridente Callejon, Mertes e Insigne.

VIDEO ViVicentro – Bologna Napoli, l’arrivo degli azzurri al Dall’Ara

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Gli azzurri arrivano allo stadio Dall’Ara di Bologna alle 19:15 acclamati da una folla di tifosi….guarda il Video.

Dal nostro inviato Antonio Toscano

Lazio Milan 4-1, i biancocelesti travolgono il Milan

“Squadra che vince non si cambia”. Nel calcio si sente spesso questa frase e proprio oggi ne è stata la dimostrazione. Gli stessi undici che hanno trionfato in Supercoppa contro la Juventus, sfoderano una grandissima prestazione e travolgono il Milan; dando un chiaro segnale alle altre big per un posto in Champions.

Formazioni:

Lazio(3-4-2-1): Strakosha, Wallace, De Vrij, Radu, Basta, Parolo, Lucas Leiva, Lulic, Milinkovic, Luis Alberto, Immobile.

Milan(4-3-3): Donnarumma, Calabria, Bonucci, Musacchio, Rodriguez, Montolivo, Biglia, Kessiè, Suso, Cutrone, Borini.

Primo tempo- Nei primi minuti è il Milan a condurre il gioco gestendo bene a centrocampo, la Lazio, invece, si fa schiacciare nella propria metà campo, con Luis Alberto e Milinkovic che spesso si abbassano sulla linea dei centrocampisti.

All’8′ arriva la prima occasione per il Milan: lancio di Montolivo, ottimo inserimento di Kessiè senza palla ma il tiro dell’ex centrocampista dell’Atalanta è troppo centrale. Dopo pochi minuti è Borini a rendersi pericoloso calciando da posizione defilata un pallone velenoso che rimbalza sul terreno, ma Strakosha si fa trovare pronto.

Al 14′ Wallace è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare, al suo posto Bastos.

Dopo due minuti, la prima vera occasione della partita è della Lazio: calcio d’angolo, il pallone carambola su Bastos che però manca l’appoggio a pochi centimetri dalla linea di porta

Da qualche minuto il Milan non trova più spazio e non riesce ad avvicinarsi all’area di rigore della Lazio che inizia a tenere il campo con più autorità, recriminando anche un calcio di rigore dopo un intervento in area di Musacchio ai danni di Luis Alberto, ma l’arbitro Rocchi lascia proseguire.

Due gol nel giro di pochi minuti-  Al 36′ la Lazio passa in vantaggio: Kessiè tocca ingenuamente Luis Alberto in area, per Rocchi non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Sul dischetto Ciro Immobile che con un tiro forte e angolato batte Donnarumma che intuisce il lato ma non ci arriva. Passano pochi minuti e la Lazio raddoppia: cross dalla destra di Lulic, Bonucci decide di accorciare su Luis Alberto, lasciando Immobile da solo che sul secondo palo aspetta la palla, si coordina e con un grande destro infila il pallone al lato opposto.

Secondo tempo- Dopo solo due minuti, arriva il terzo gol per la Lazio: Lulic fa fuori Calabria, mette il pallone in area, Parolo vede Immobile smarcarsi che controlla di destro e di sinistro appoggia in rete alla destra di Donnarumma. Presa dall’entusiasmo la squadra di Inzaghi non si ferma e cala il poker con un contropiede di Immobile accompagnato da Luis Alberto, lo spagnolo servito dall’attaccante non deve fare altro che mettere in rete, è il 4-0.

Al 55′ Montella cambia e inserisce Calhanoglu e Kalinic al posto di Cutrone e Borini. Passano pochi secondi dall’ingresso dei due ed è proprio da un calcio di punizione di Calhanoglu che nasce il gol del Milan: il pallone carambola in area e Montolivo tenuto in gioco da Bastos, a pochi passi dalla porta batte Strakosha ed accorcia le distanze. Dopo il gol è un assedio dei rossoneri che mettono in campo tutte le energie e schiacciano la Lazio nella propria tre quarti; a mettersi in evidenza è soprattutto Suso che spesso serve Kalinic in area, ma il croato è ben tenuto da De Vrij.

Al 69′ la Lazio sfiora il il quinto gol con il solito Immobile che in contropiede dribbla Bonucci, ma il tiro dell’attaccante però finisce al lato.

Passano i minuti ed il Milan man mano si spegne, l’ultima occasione della partita è di Calabria che impegna Strakosha con un tiro però troppo centrale.

Al 47′ ingenuità di Parolo che commette un fallo a centrocampo, prendendo la seconda ammonizione.

Non accade più nulla, la Lazio piega il Milan, superandolo in classifica a quota 7; per Montella c’è ancora tanto da lavorare e rivedere soprattutto una difesa che spesso ha fatto solo da cornice.

Marcatori:

LAZIO: Immobile(3), Luis Alberto;  Milan: Montolivo

Ammoniti: Lulic, Bonaventura

Espulsi: Parolo

Giovanni De Falco

 

 

 

Promozione-Mondo Sport ko all’esordio contro il Poggiomarino

Esordio con sconfitta per la matricola Mondo Sport Casamicciola sul campo del Real Poggiomarino, un gol per tempo anche se gli isolani non hanno demeritato subendo un calcio di rigore molto dubbio concesso nel momento migliore degli isolani, un doppio vantaggio che ha tagliato le gambe ai ragazzi di mister Gagliotii non al meglio della condizione visto il poco tempo avuto per effettuare una discreta preparazione  a differenza dei locali che hanno iniziato la preparazione già dai primi giorni di agosto. La partita-I locali passano in vantaggio alla mezz’ ora del primo tempo con un eurogol di Lucarelli ex Vico Equense, l’attaccante riceve e al volo insacca con la sfera che prima impatta sul palo e poi in gol. Il Mondo Sport dal canto suo ci prova in almeno tre occasioni di cui la più pericolosa di Conte che dal limite impegna l’estremo difensore Prete.  I locali pervengono al doppio vantaggio  al 29’st questa volta su un rigore molto dubbio, De Simone salta in area a stretto contatto con l’avversario e per il direttore di gara è rigore, vane le proteste dei termali. Adesso non resta che archiviare questa gara e pensare al doppio impegno casalingo, il primo con la Pompeiana 1929. (fdnm)
Real Poggiomarino 2
Mondo Sport Casamicciola 0
RealPoggiomarino:Prete,Nunziata,DeRosa,Aufiero,Parlato,Ferrara,Casalino,Longobardi,Crisantemo,Agnello,Lucarelli.All. Angelo Teta  a disp:Coticelli,Desiderato,Denys,Merolla,Balzano,Cirillo,Acanfora
Mondo Sport Casamicciola:Fluido,Pisani N,Arcamone(Savarese),Conte,De Simone,Di Scala,Di Costanzo/Montagnaro),Buono,De Luise M,Pisani A(Maisto),De Luise V (Di Manso) All Nunzio Gagliotti
Reti: 29’ Lucarelli,74’ Agnello Oreste (rig)
Arbitro: Alfonso Pepe (Nocera Inferiore) 1 ass Mario Columbro (Ercolano) 2 ass Annalisa Moccia (Nola)
Ammoniti:Parlato,Casalino,Aufiero,Prete,Ferrara e Cirillo(R P) Di Scala e Maisto (MSC)

Eccellenza-Real Forio esordio amaro,la Maddalonese cala il poker !

La prima gara stagionale del Real Forio non va nei migliori dei modi. Il roboante 4 a 0 della Maddalonese 1919 rispecchia il poco gioco e la tanta differenza di mordente, sottolineata anche dal Mister Leo. La squadra foriana ha sofferto per la gran parte della gara, sembrando quasi di non essere mai scesa in campo; Mister Leo si assume tutte le responsabilità, sottolineando che non è riuscito a dare la giusta mentalità ma allo stesso tempo ha avuto i giusti spunti per la settimana.

Passando alla narrazione della gara, il Real Forio è sceso in campo oggi alle 16:00, allo stadio comunale “Cappuccini” di Maddoloni contro la Maddolonese 1919. Mister Leo sceglie un approccio offensivo con un 3-4-3, il tridente scelto è Cantelli, Savio e Trofa; un tridente di tutto rispetto ma che al fine dei conti risulterà sterile. Una Maddalonese scesa in campo più ordinata e con molta più fame infatti il vantaggio non ci mette molto ad arrivare, al decimo Bonavolontà sblocca. Il Forio non riesce ad organizzarsi, il duo Leo Salemme prova un cambio tattico passando dal 3-4-3 al 3-5-2 ma subito subisce il secondo gol con Izzo; a chiudere il primo tempo e virtualmente anche la gara alla mezzora è Monaco Di Monaco che trova la rete. Il primo tempo si chiude con tanta Maddoloni e poco Forio. Il secondo tempo inizia con la rete della Maddolonese 1919, che cala il poker con Monaco Di Monaco; il resto della gara è solo amministrazione per la squadra di casa e un Real Forio che prova d’orgoglio ripassando nuovamente al 3-4-3 ma con nulla di fatto.

Real Forio

Naldi; Di Dato (Calise N 35° st) ; Iacono C; Calise C (Castagna 1° st); Iacono F; Aiello (Onorato 46° st) ; Trofa; Conte; Savio (Boria 29° st), Sannino; Cantelli

A disposizione Impagliazzo, Grannillo, RealeMister: Leo/Salemme

Maddalonese 1919

Merola, Blandolino, Piccirillo, Bonavolontà, Pucino, Gargiulo, Izzo (Pasquariello 22° st), Celio (Franchini 1° st), Monaco Di Monaco (Capo Bianco 38° st), Cerrato (Farina 6° st), Cristiano (Basilicata 31° st)

A disposizioneDe Lucia, Sivo Mister Sannanzaro

Reti: 10’ pt Bonavolontà (Mad), 20’ pt Izzo (Mad), 30’pt 5 st Monaco Di Monaco

Ammoniti: Di Dato, Iacono C, Calise C

Terna arbitrale: Lucio Felice Angelillo Nola Gianluca Guerra Nola Dario Maione Nola

Eccellenza-Barano sconfitto per 2-0 contro il Savoia,con un pomeriggio da incubo sugli spalti!

Di Simone Vicidomini

Il campionato del Barano parte con una sconfitta. Al “Don Luigi Di Iorio” gli aquilotti vengono superati per 2-0 dal Savoia. La squadra di mister Fabiano nonostante ancora qualche problema in fase di costruzione di gioco, riesce a strappare la sua prima vittoria in campionato. I biancoscudati di certo sono una della formazioni candidate alla vittoria del campionato di Eccellenza del girone B, e diranno la loro fino alla fine. I due gol sono arrivati nella ripresa con la firma proprio di due ex Ischia: Galizia e Liccardo,entrambi hanno trovato il gol sugli sviluppi di calci piazzati. Un Barano ben messo in campo,ma senza mai creare alcune pericolo in zona gol, ma bensì costretto a difendersi dalle ripartenze avversarie. Tutto sommato alla fine la prestazione dei bianconeri è stata sufficiente,ma c’è ancora tanto da lavorare e sopratutto c’è da attingere ancora qualcosa a questa rosa attuale. Sul fronte offensivo il solo Arcamone non può reggere da solo il peso dell’attacco,con Rizzo che sembra ancora lontano dalla sua forma migliore. In difesa nonostante qualche errore in fase di non possesso,si è data l’impressione di una maggiore solidità,anche se mancava lo squalificato Chiariello che rappresenta un tassello importante per mister Billone Monti. Al di là della gara vissuta in campo c’è da raccontare l’episodio che si è registrato sugli spalti dello stadio,con protagonisti i tifosi del Savoia,arrivati sull’isola per sostenere la propria squadra. Certo ad inizio partita è stato un bel colpo d’occhio da osservare,ma i minuti scorrevano sul cronometro con il punteggio che non si sbloccava,ha fatto si che gli animi nel settore ospiti si surriscaldassero un pochino tanto. Tutto è nato da un fallo da parte di Liccardo su un giocatore del barano,che ha portato proteste anche forti nel riguardo dell’ex Ischia e che ha scatenato l’ira dei tifosi ospiti con lancio di bottiglie d’acqua aperte lanciate nel settore di casa. E quello ha scaturito un vero parapiglia che ha visto coinvolti alcuni tifosi locali che si sono diretti verso la cancellata divisoria,con lo scopo di rispondere agli insulti,sputi e acqua lanciata addosso. Un sabato veramente da dimenticare in quel di Barano.

LE FORMAZIONI – Il Barano deve fare a meno di Chiariello (squalificato) con Giovanni Filosa (classe 2000 ex Ischia) che parte subito titolare dopo il tesseramento arrivato nella giornata di giovedì sera.  Billone Monti sceglie un 4-3-3 che prevede Martucci fra i pali e la linea difensiva formata da Errichiello, Di Costanzo, Monti  e Accurso. A centrocampo con  Ferrari capitano, Biondi e Kikko Arcamone, mentre Angelo Arcamone è l’unica punta, supportata da Filosa e Capone. Il Savoia viene schierato da Franco Fabiano con un 4-4-2 molto più offensivo di quello che può sembrare. Il tecnico biancoscudato conferma la formazione schierato in campo in Coppa Italia contro la Puteolana (gara vinta 6-2):  con Pezzella fra i pali ,difesa Liguori, De Girolamo, Ricco e Del Prete. A centrocampo il duo De Rosa-Liccardo, con Caso Naturale e Di Paola larghi, mentre a supportare l’ex seria A Fava Passaro , gioca l’ex Ischia Isolaverde Galizia,con Esposito che va in panchina.

La gara inizia con un buon ritmo. Al 4’ Billoncino Monti salva bene in angolo su una incursione ospite. Il match si sviluppa con 3 corner consecutivi per il Savoia, con il Barano che si difende senza alcun problema. Al minuto 8, uno svarione di Monti al limite favorisce Galizia che calcia di sinistro verso la porta ma la palla viene deviata ancora in angolo. Fin qui il Barano bada a contenere la manovra ospite con Angelo Arcamone che prova a tenere palla in avanti. Al 12’ gli ospiti vanno al tiro: Di Paola ci prova dai 22 metri ma la conclusione è troppo centrale. La prima conclusione del Barano verso la porta avversaria arriva al minuto 16, quando è Kikko Arcamone a girare bene di destro da fuori area senza però impensierire Pezzella. Al 17’ buona occasione per il Savoia: Caso Naturale lavora benissimo un pallone al limite, serve Liccardo che evita Monti e calcia di sinistro trovando la deviazione Martucci in tuffo che salva il risultato. Al 21’ brutta entrata di Liguori su Biondi, con l’arbitro che inspiegabilmente non sanziona il giovane terzino. Mister Fabiano inverte i suoi esterni offensivi: Di Paola viene a destra mentre Caso Naturale passa a sinistra. Dalla mezz’ora in poi la partita offre poche emozioni. Allo scadere, però, arriva una grande occasione per i biancoscudati: Galizia lavora un buon pallone sulla trequarti sinistra e crossa sul dischetto per Fava, che svetta di testa anticipando su Di Costanzo mandando di pochissimo a lato con Martucci che ormai era battuto. Dopo un minuto di recupero, si va il riposo sul risultato di 0-0.

La ripresa si apre con un cambio nel Savoia: Fabiano manda in campo Sardo (un centrocampista) al posto di Caso Naturale, passando al 4-3-3 con Galizia spostato esterno alto a destra. Al minuto 49 è Di Paola che, per gli ospiti, ci prova dal limite ma Martucci fa buona guardia. Al 53’ conclusione velenosa di Biondi dai 25 metri: la sfera lambisce il palo alla sinistra che per poco non beffa il portiere ospite.  Il Barano soffre  e si salva quando un colpo di testa di Galizia viene salvato sulla linea prima da Martucci e  poi Monti. Al minuto 67, altra incursione di Galizia, che supera un Errichiello  in grande difficoltà  e mette al centro trovando la deviazione in angolo di Martucci. Sugli sviluppi del corner seguente è proprio l’ex Ischia, Galizia a colpire di testa sul secondo palo per portare avanti i suoi. Dopo la rete del vantaggio degli ospiti, un fallo di Liccardo (ammonito) su Capone a centrocampo scatena le ire dei tifosi baranesi che da via a un brutto lancio di oggetti degli ultras arrivati da Torre Annunziata. Urla,sputi,offese e lancio di bottiglie d’acqua. Al 78′: calcio di punizione dal limite calciato da Liccardo, la palla scavalca la barriera (piazzata davvero male) e trova Martucci immobile con la sfera che si deposita sul primo palo,che vale il gol del raddoppio. La partita vede trascorrere i minuti finali senza troppi sussulti, ed il Savoia riesce a stappare i primi tre punti in questo campionato.

BARANO 0

SAVOIA 2

Barano (4-3-3): Martucci, Errichiello, Accurso, Ferrari (80’ Cuomo), Di Costanzo, Monti (83’ Trani), Filosa (63’ Manieri), Biondi, Arcamone A., Arcamone G. G. (Rizzo), Capone. A disposizione: Di Chiara, Scritturale, Romano. All.: Giuseppe Monti

Savoia (4-4-2): Pezzella, Liguori, Del Prete, De Rosa (90’ Palmieri), Riccio, De Girolamo, Di Paola, Liccardo, Fava Passaro (65’ Esposito), Galizia (85’ Emma), Caso Naturale (46’ Sardo). A disposizione: Gallo, Allocca, Oliva. All.: Franco Fabiano

Arbitro: Davide Giacometti di Gubbio (Assistenti: Giovanni Russiello e Francesco Longobardi di Castellammare di Stabia)

Reti: 67’ Galizia, 78’ Liccardo

Ammoniti: Accurso (B), Liccardo (S)

Calci d’angolo: 2-12 Recupero: 1’ p.t., 4’ s.t

Spettatori 200 circa, con una medio piccola rappresentanza ospite.

Champions, Roma-Atletico Madrid: designato l’arbitro Mazic

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NOTIZIE AS ROMA – L’esordio stagionale nella competizione europea più prestigiosa si avvicina inesorabilmente per la Roma di Eusebio Di Francesco: martedì alle 20.45 appuntamento allo Stadio Olimpico per la partita che aprirà il girone contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone.
Come si apprende dal sito internet della UEFA, a dirigere il match sarà l’arbitro serbo Milors Mazic. Milovan Ristic e Dalibor Djurdjevic sono gli assistenti designati e come quarto ufficiale è stato scelto Nemanja Petrovic.

Soltanto in un’altra occasione la Roma aveva incontrato sulla propria via questo direttore di gara e si tratta di una circostanza sfortunata per i colori giallorossi: Roma-Manchester City dell’edizione Champions targata 2014. In quell’occasione la Roma perse per 2-0.

Claudia Demenica