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La risposta dei Napoletani a bigotti ed oscurantisti! #Jatevenne (VIDEO)

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“Nella ricorrenza delle “4 giornate di Napoli” i napoletani hanno cacciato anche questi cialtroni bigotti ed oscurantisti! #Jatevenne”

Hanno spaccato il secondo. Alle 12 in punto, i catechisti della “famiglia naturale”, quegli estremisti molto amici dei neofascisti che confondono il sesso con il genere e pretendono di stigmatizzare e, quindi, di mettere al bando ogni relazione ritenuta “anomala” dal loro pregiudizio elevato a dogma, sono arrivati nella Piazza Trieste e Trento, che era stata loro negata dal Sindaco, con atteggiamento trionfalistico, come se violare la legge li mettesse in stato di eccitazione. Sono venuti a piantare arrogantemente il vessillo della loro presunta e puerile vittoria in una piazza piena di contestatori e di popolo, che li ha respinti con decisione e con improvvisati, civili e ironici interventi.

Manifesto del dissensoUno studente del Nord, che ha dichiarato di avere eletto Napoli a sua casa proprio perché è città dell’inclusione e della mescolanza felice, ha preso il nostro megafono e si è rivolto a uno dei fanatici dicendo: “Lei è sovrappeso, quindi io che sono magro la discrimino e la obbligo a mettersi a dieta!” Poi ha aggiunto: “Parlate ai vostri figli con il cuore, con l’anima, non con le formule e con l’odio!”… Una turista francese si è fermata davanti al nostro striscione, ci ha abbracciato e ringraziato. Laicité! Laicité: ci siamo capite senza altre parole… Abbiamo coralmente spiegato a questi fanatici, che facevano il segno di vittoria e paradossalmente urlavano come ossessi: “LIBERTA’!, LIBERTA’!”, senza che si capisse quale valore semantico attribuissero al termine, dal momento che sono loro quelli che intendono negare libertà a chi non si conforma al loro modello “standard” di coppia e di famiglia, che la “Natura” esiste per gli animali, che tra gli esseri umani ci si comporta secondo “Cultura”, che le differenze sono necessarie per definire le identità, che la loro propaganda era un reato, reato di istigazione alla violenza di genere e all’odio.

Abbiamo chiesto alla polizia di multarli, perché non avevano titolo a sostare, presentando il documento emanato dalla segreteria del Sindaco. Hanno provato a volantinare, ma hanno capito che non tirava aria: molte signore e passanti hanno contestato il loro atteggiamento liberticida, difeso la libera scelta, la pacifica convivenza, con la faccia offesa di chi ha “naturalizzato” l’idea che l’amore ha più declinazioni, che imporne una sola è… innaturale, appunto! Una grandissima lezione di civiltà e di civismo napoletano, che mi ha riempito di orgoglio e mi ha fatto sentire fortunata, anzi privilegiata. Ho preso la Metro con gli occhi lucidi. Nel vagone, degli immigrati suonavano “Despacito” con dei bongos, e un ragazzo con gli orecchini ha accennato dei passi di danza.

A Piazza Dante, mi è capitata una cosa curiosa: mi sono imbattuta in uno dei “no-gender”, uno di quelli che più sprezzantemente aveva imposto il suo pensiero monovalente a Trieste e Trento, poco prima. Mi sono meravigliata che fosse sceso dal bus arancione della “libertà”… Ho fatto un cattivo pensiero: che sia stato assoldato “in loco” per fare la parte del fanatico, dato che la schiera era esigua? Forse, se gli avessi frugato nelle tasche, avrei trovato pure la mazzetta che gli avevano dato per recitare la parte del “talebano”!

JATEVENNE!!!!!

Marcella Raiola

vivicentro.it/redazione campania/

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ASD San Paolo: 6, il numero perfetto

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ASD San Paolo: le tre doppiette della vittoria

« Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita. » (Sant’Agostino)

Vittoria schiacciante per i ragazzi di  Mangiafico e Germano, che malgrado le assenze nella squadra hanno mostrato caparbietà e grinta nell’ottenere una vittoria su campo.

Sei è il numero perfetto, ed il suo fattoriale è 3, tre come i fautori dei goal del match contro il Cassaro: Daniele Di Natale, Saverio Pappalardo e Federico Calafiore con una doppietta ciascuno.

Il Comunicato della società:

Cassaro Vs San Paolo 2-6, Goleada per i ragazzi di Tito Mangiafico che nonostante le assenze, hanno portato a casa il risultato. Daniele Di Natale, Saverio Pappalardo e Federico Calafiore, hanno realizzato tre doppiette in una gara personale sul goal più bello. A Fine gara, il Presidente Giuseppe Germano, si è detto felice per la sonora vittoria ed inoltre , ha ringraziato pubblicamente il Presidente del Cassaro per l’ospitalità ed il calciatore Corrado Giardina, ragazzo di Solarino e promotore di questa bellissima serata di sport, senza ovviamente dimenticare di lodare tutto il gruppo per la meravigliosa vittoria. Ufficio Stampa Asd San Paolo 2017

Brescia, la vita di Lawrence Ferlinghetti in mostra al Museo di Santa Giulia

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Brescia si prepara all’imminente “A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia”, mostra ispirata alla figura di Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane. Dal 7 ottobre al 14 gennaio 2018 le sale del Museo di Santa Giulia racconteranno la vita di un uomo che ha vissuto intensamente gli anni della Beat Generation, quel movimento giovanile anticonformista nato nell’underground newyorkese.  Ferlinghetti, autore di una delle raccolte di poesie più vendute al mondo A Coney Island of the Mind (1958), ha saputo raccontare il rifiuto del materialismo e la sacralità degli oppressi.

LA  MOSTRA

La mostra vuole ripercorrere anche la carriera artistica di Ferlinghetti, iniziata nell’immediato dopo guerra durante un soggiorno a Parigi, dove frequenta gli ateliers livres e si esercita nel disegno, sviluppando un’incredibile passione per le arti figurative. In Santa Giulia si potrà ammirare infatti il prezioso olio su tela Deux del 1950, prima opera dipinta da Ferlinghetti, oltre a un’ampia selezione di disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila, mai esposti in Italia.

“Ripercorrere la carriera di Ferlinghetti, come fa questa mostra – afferma il direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato – dà modo di rendere omaggio all’intero movimento letterario, aprendo lo sguardo non solo sull’opera dei singoli autori ma più in generale sul fenomeno della Beat, che da New York a San Francisco, dalla costa est alla costa ovest, ha animato il panorama culturale underground americano degli anni Cinquanta e Sessanta”.

IL RAPPORTO CON L’ITALIA

Le ultime sale della mostra sono dedicate al rapporto di Ferlinghetti con l’Italia. Un rapporto nato solo a 20 anni, quando scopre dal proprio certificato di nascita di avere origini italiane. Infatti il padre Carlo Leopoldo, morto prima della sua nascita, aveva anglicizzato il proprio cognome in Ferling. Solo nel 1955 il poeta deciderà di firmarsi col suo cognome italiano. Da questo momento in poi Ferlinghetti cercherà di ritrovare quel legame perduto con l’Italia e in particolare con la città  di nascita del padre, Brescia, riuscendo a individuare nel 2005 la casa da dove era partito giovanissimo per cercare fortuna in America.

Paolo Giuliano il nuovo vicepresidente del Siracusa Calcio

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Paolo Giuliano nuovo membro del Siracusa Calcio

La società rende noto che l’organigramma si amplia con la figura di Paolo Giuliano nel ruolo di vicepresidente.

Paolo Giuliano fa il suo ingresso nel mondo da dirigente sportivo nel 2001, quale presidente della Trogylos Priolo.

Giuliano si avvicina al Siracusa Calcio nel 2004, quando con la presidenza di Luigi Salvoldi,  ricoprendo la carica di Direttore generale rimanendovi fino alla stagione 2011-2012.

Nel 2012, Giuliano subentra nella carica di direttore generale con l’ACR Messina Pietro Lo Monaco.

Nel 2013 tramite un’asta compra nome, titolo, logo, colore della maglia e trofei vinti  dell’As Siracusa 1924.

Nel 2015 entra nella società  della Pantanelli Sport .

Ecco il comunicato:

 

PAOLO GIULIANO VICEPRESIDENTE

Si allarga l’organigramma societario del Siracusa Calcio. Il presidente Gaetano Cutrufo ha nominato vicepresidente l’avvocato Paolo Giuliano.

Assegnate le deleghe del settore giovanile e dei rapporti esterni e istituzionali. Affiancherà nel ruolo l’attuale vicepresidente Giancarlo Cutrufo.

“A Giuliano – ha detto il presidente Cutrufo – auguro buon lavoro. Il suo sarà un contributo prezioso per una crescita ulteriore della nostra società”.

Napoli – Le cravatte Marinella sbarcano al Moma di New York

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Continua a crescere il famosissimo ed ormai leggendario marchio napoletano Marinella, con cui si identificano le cravatte più famose del mondo. I prodotti della storica sartoria napoletana saranno infatti esposti presso il Moma (Museo di Arte Moderna) di New York nell’esposizione “Items: is Fashion Modern?”.

Quattro fantasie di cravatte Marinella, indossate da Presidenti di Stato, imprenditori, artisti, celebrità sono state scelte per rappresentare il rapporto tra il vestiario e la sua funzionalità tra il 20esimo ed il 21esimo secolo.

Colme di orgoglio le parole di Maurizio Marinella raccolte da Repubblica: “Mio nonno Eugenio inaugurò il negozio a Napoli nel 1914, ispirandosi all’abbigliamento maschile inglese, che all’epoca era considerato simbolo di eleganza. A più di un secolo di distanza, questa mostra ci regala una grandissima emozione: siamo onorati di questo traguardo, che conferma la validità del nostro lavoro e la capacità di aver saputo interpretare gli stili e i costumi nel tempo. Siamo orgogliosi di rappresentare il Made in Italy ma ancor più di portare Napoli nel mondo: questo è un riconoscimento anche per la nostra città”

La mostra sarà inaugurata il 1 ottobre e sarà aperta fino al 28 gennaio 2018.

Fonte: Repubblica

Juve Stabia- Racing Fondi, la presentazione del match

Per la sesta giornata del campionato di Serie C Girone C, si affronteranno al “Pinto” di Caserta, domani alle ore 14.30, la Juve Stabia e il Racing Fondi. Le vespe hanno agguantato la prima vittoria stagionale nel derby del Torre di Pagani e sono a quota 5 punti in quattro gare. Gli ospiti, invece, dopo la rivoluzione societaria in estate, hanno ridimensionato gli obiettivi e, nonostante la rosa abbia qualche giocatore importante come Nole, De Sousa, De Martino e l’ex Ciotola, sono ultimi in classifica con un solo punto in cinque gare. L’unico punto l’hanno conquistato a Catania alla prima giornata, poi sconfitti con Monopoli, Francavilla, Siracusa e Reggina. I brutti risultati dell’inizio di stagione sono costati caro all’ex tecnico dei laziali, Giannini. Al suo posto sulla panchina ora c’è il suo ex vice. Nella passata stagione, entrambi i confronti tra le due squadre terminarono in parità: 2-2 al Purificato e 1-1 al Menti. Caserta dovrà fare a meno di Dentice ma recupera le altre pedine, in più convoca il nuovo centrocampista Zarcone. Ecco le probabili formazioni:

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani, Nava, Morero, Redolfi, Crialese, Capece, Mastalli, Matute, Lisi, Paponi, Berardi.

RACING FONDI (3-4-1-2): Elezaj, Vastola, Tommaselli, Ghinassi, De Martino, Paparusso, Lazzari, Galasso, Ricciardi, Nolè, De Sousa.

100 mililoni per salvare i piccoli borghi

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Nei piccoli borghi d’Italia, cinquemila paesini sparsi sul territorio, vivono ancora dieci milioni di persone ma lo spopolamento è una minaccia. Per salvare questi borghi è stata approvata una legge che incoraggia un cambiamento attivo: dal Piemonte alla Sardegna, la cultura e il turismo possono essere una risposta.

Cinquemila borghi da salvare. Un piano per la rinascita dell’Italia dei piccoli

Approvata una legge per fermare lo spopolamento nei piccoli Comuni dove vivono in 10 milioni

Sono la cassaforte dei tesori italiani. Dove si mantengono ancora vive le tradizioni più antiche, dove si tramandano le storie e i dialetti e dove si coltivano e si valorizzano quasi tutti i prodotti tipici. Nei cinquemila paesi più piccoli delle nostre regioni ci vivono ancora in 10 milioni, ma la tentazione della fuga è sempre più forte. Perché i disagi quotidiani e la carenza di assistenza e infrastrutture finiscono per rendere la vita molto più difficile. E allora c’è bisogno di un grande piano per fermare lo spopolamento e ridurre il gap dei servizi tra chi abita in città e chi ancora resiste in periferia. Per salvare i piccoli borghi ora c’è una legge: votata all’unanimità alla Camera e approvata subito anche al Senato. La gestazione del testo, in realtà, non è stata semplice, perché da quando è stato scritto dal presidente della Commissione ambiente, Ermete Realacci, sono già passati tre anni. Il piano per scongiurare la morte dei paesi più piccoli (cioè del 70 per cento dei Comuni italiani) prevede un finanziamento di 100 milioni che potranno essere sfruttati per la messa in sicurezza delle strade, l’estenzione della rete della banda larga, la tutela dell’ambiente, il potenziamento dei servizi scolastici, la sistemazione delle scuole, l’acquisizione di edifici in abbandono, la promozione dei prodotti agricoli locali o la creazione di strutture turistiche, itinerari e piste ciclabili. «Le risorse a disposizione dovrebbero essere aumentate, è vero, ma questa legge è già un grande passo in avanti – dice Marco Bussone, vice presidente dell’Unione dei Comuni montani -. Bisogna osservare i contenuti della legge e la possibilità di integrare una serie di progetti che possono davvero offrire una nuova speranza ai piccoli centri italiani. Le risorse certo sono importanti, ma altrettanto lo sono le buone idee. Tra i progetti più importanti ci sono quelli sull’innovazione tecnologica». Ma dalle periferie arriva un’altra richiesta: la defiscalizzazione per chi avvia nuove attività economiche nei piccoli centri.

Piemonte – Il miracolo di Ostana: più residenti grazie alla cultura 

Alla fine della guerra, e negli anni del boom economico, ad Ostana erano rimasti in cinque. Esattamente cinque. La popolazione era stata decimata nelle battaglie e quelli che non erano stati spediti al fronte avevano preferito emigrare. Da questo piccolo borgo di montagna, nel cuore della provincia di Cuneo, per trovare un lavoro nelle fabbriche di Torino. Da quarant’anni non nascevano bambini, ma dopo gli ultimi tre nati, da queste parti si può davvero gridare al miracolo. Gli abitanti sono diventati 50 e a vivacizzare la vita (e l’economia) di questo centro di montagna sono giunti molti turisti. «Abbiamo un agriturismo, un ristorante, un albergo diffuso, un negozio e ora una ragazza ha avviato un progetto per la coltivazione di ortaggi e piante officinali – dice con soddisfazione Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana da 23 anni -. Per ridare vivacità al nostro paese abbiamo puntato sul turismo. Turismo ambientale e culturale. La nostra scommessa sta dando buoni frutti». A Ostana ogni domenica si riversano centinaia di escursionisti e per gli imprenditori della zona è sempre festa. «Questi progetti funzionano e la prova è che l’età media della popolazione supera di poco i 30 anni – aggiunge il sindaco -. Ma ci sarebbe bisogno di potenziare le infrastrutture. Internet qui arriva con lentezza, se nevica o se c’è troppo vento restiamo senza energia elettrica».

Sardegna – Tutte le case trasformate in ristoranti per turisti  

L’idea è quella di ospitare tanti turisti senza costruire né un albergo né un ristorante. Per tutti quelli che arrivano a Nughedu Santa Vittoria, piccolo paese della provincia di Oristano, c’è posto nelle case del centro. Le famiglie aprono le porte e questa diventa di per sé un’attrazione. L’idea di andare a pranzo dalle massaie, e scoprire le antiche ricette, ha già incuriosito tanti stranieri, che infatti hanno scelto di fermarsi qui, sulle rive de lago Omodeo. «Per il momento 15 famiglie aderiscono al nostro progetto – dice il giovane sindaco Francesco Mura – Il nostro sogno è quello di un turismo morbido che si adatta al territorio e alla vita del paese». Per ora Nughedu Santa Vittoria è diventato un grande ristorante, ma la prossima tappa è quella di offrire ai turisti anche un letto, ospitando i vacanzieri tra le case. «L’obiettivo è fermare lo spopolamento – dice il sindaco – Se creiamo qui posti di lavoro che dureranno nel tempo i giovani non saranno costretti a fuggire». Ma le idee sono anche altre e per questo il paese del Barigadu ha ospitato un campus universitario per progettare nuove strategie contro la fuga dai piccoli paesi. «Gli ambiti possibili sono quattro – spiega il coordinatore Matteo Lecis Cocco Ortu -. L’agricoltura, il riuso del patrimonio architettonico, le cooperative di comunità e il turismo diffuso».

Toscana – Le donne pastore rilanciano l’economi

Hanno iniziato con poche pecore, ma con il latte, la carne e la lana hanno messo in moto una grande filiera economica. Che abbraccia almeno due settori: quello agricolo, certo, ma anche quello turistico. Le “donne pastore” di Zeri sono diventate il motore del rilancio di questa zona della Toscana. Zeri è davvero il paese che non c’è, perché un Comune con questo nome sulla cartina non si trova. Il municipio ha competenza sulle case sparse su le tre vallate che confinano con l’Emilia: Adelano, Coloretta Patigno e Rossano. Le venti donne pastore, ogni giorno, si spostano da una parte all’altra. Ognuna ha una sua azienda e tutte insieme hanno formato un consorzio che valorizza i prodotti e organizza eventi che hanno sempre il solito obiettivo di promuovere il territorio. Cinzia Angiolini fa l’assessore comunale ed è stata una delle prime ad aver creduto nel progetto. «Siamo state contagiose e intorno all’allevamento di una razza particolare di pecore si è creata una filiera. Intanto abbiamo salvato la pecora Zerasca che era in via di estinzione e poi abbiamo sostenuto la nascita di tante altre attività. Nelle valli, dove abitiamo in 1200, ci sono 56 aziende agricole. In più, tutt’intorno sono sorti alcuni agriturismi, imprese che lavorano la lana e altre che producono dolci, ma anche una macelleria e quattro caseifici». La fuga da queste valli l’hanno fermata le donne pastore.

Molise – Nelle vecchie abitazioni nasce il centro vacanze per gli anziani  

L’idea non è certo quella di trasformare il paese in una gigantesca casa di riposo. Tutto il contrario, semmai: Riccia, borgo arroccato sulle colline del Molise, lavora per diventare destinazione ideale per il turismo della terza età. Vacanza tranquilla, alla scoperta dell’ambiente e delle tradizioni, ma non un dormitorio. Ed ecco la mossa giusta: il centro anziani diffuso. Quello che il sindaco Micaela Fanella preferisce chiamare «albergo diffuso». Rispetto alle esperienze già fatte in diverse regioni italiani qui c’è qualche differenza. Se non altro perché la clientela ideale, che ha già dimostrato di gradire, è specifica: gli anziani. «Quella fetta di vacanzieri che hanno più tempo libero e anche una certa disponibilità economica – spiega il primo cittadino -. Chi fugge dalle città e che non è interessato a trascorrere le ferie nelle località rinomate e caotiche, chi non ama stare al mare, può venire da noi». Per questo progetto, il Comune di Riccia ha acquisito e restaurato 5 vecchie case e sta recuperando un vecchio convento. L’iniziativa funziona e nel mercato turistico la proposta riscuote un certo successo. «Anche noi facciamo i conti con lo spopolamento – sottolinea il sindaco -. Ma per fermarlo non c’è bisogno di un’industria, semmai di un piano per valorizzare le nostre risorse».

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Basket, Givova Scafati: tutto pronto per l’esordio stagionale

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GIVOVA SCAFATI, TUTTO PRONTO PER L’ESORDIO IN CAMPIONATO A RIETI

Comincia ufficialmente questa domenica (01 ottobre), alle ore 18:00, la stagione agonistica
2017/2018 della Givova Scafati. Nel primo turno del girone ovest del campionato di serie A2, la società
salernitana è attesa da una insidiosa trasferta al PalaSojourner, parquet della N. P. C. Rieti.
Il blasone dell’avversario di turno, che da molti anni è ai vertici del basket nazionale ed occupa
stabilmente un ruolo da protagonista nel secondo campionato italiano, ed il campo notoriamente caldo
per la passione e il trasporto del pubblico di casa sono elementi e circostanze che tengono il team gialloblù
con la massima attenzione e concentrazione, in vista del momento agonistico.
Coach Luciano Nunzi dal 2012 occupa stabilmente il ruolo di capo allenatore, per cui la conoscenza
dell’ambiente, della dirigenza e della città gli consente di avere intorno a sé massima fiducia e serenità, che
da sempre è bravo a trasmettere ai suoi atleti. Quest’anno, poi, pur avendo quasi completamente variato
gli elementi dell’organico, dispone comunque di un quintetto base esperto ed affidabile, che si compone
del playmaker Tommasini, degli esterni Hearst ed Hassan e dei lunghi Gigli e Davenport. I nomi dei ricambi
(Salvoldelli, Casini, Carenza, Marini) costituiscono poi garanzia di qualità e quantità.
La Givova Scafati arriva a questo esordio ufficiale con la rosa al completo e con la consapevolezza di
disporre di un organico ampio, giovane e competitivo, in grado di potersi ritagliare un ruolo da
protagonista in serie A2, anche in virtù di quanto mostrato nella fase precampionato, con particolare
riguardo al percorso di crescita, di maturazione e di amalgama tra i reparti.
Dichiarazione di coach Giovanni Perdichizzi: «Ci attende una partita insidiosa. Conosciamo il valore di
Rieti, società che ha cambiato quasi tutto l’organico rispetto alla passata stagione, tenendo solo Casini.
Dispone di un quintetto base di indubbio valore, composto da Tommasini, Gigli, Hassan e dai due statunitensi
Hearst e Davenport. Nomi importanti sono anche quelli della panchina, come Casini, Carenza, Savoldelli e
l’ultimo arrivato Marini, che impreziosisce l’organico e allunga la profondità della panchina di un team
attrezzato per centrare i play-off. Andiamo in un campo dove è molto bello giocare, per il calore e la passione
della gente di Rieti, cosa che ci fornisce un ulteriore stimolo a fare bene. Siamo reduci da un precampionato
positivo, più per la crescita continua, che per i risultati. Abbiamo dimostrato di avere una buona identità di
squadra, ma ora dobbiamo imparare a migliorarci anche in queste partite ufficiali. Andiamo a Rieti,
consapevoli di essere nelle condizioni di giocare una buona partita e di poterci imporre, ma molto dipenderà
dalla nostra difesa e dalla gestione dei ritmi. Sono curioso di vedere all’opera la nostra giovane squadra,
soprattutto per capire se riesce a tenere in mano il pallino del gioco, su un campo notoriamente caldo come
quello laziale».
Dichiarazione del playmaker Gabriele Spizzichini: «Partiamo con una trasferta non facile, in una città
che vive di basket e in un palazzetto che si riempie sempre di tanti tifosi ed appassionati. Sarà una partita
difficile, ma è la prima e vogliamo regalarci subito una gioia. Arriviamo a questo esordio con una buona
preparazione e, nonostante la squadra sia per gran parte nuova nella sua composizione, siamo già ad un buon
punto dal punto di vista dell’amalgama. Abbiamo tante cose ancora da migliorare, ma siamo pronti a questo
avvio di stagione. Affrontiamo una società che ha costruito un buon organico, proprio per continuare il suo
percorso di affermazione in questo campionato. Ha preso atleti di grande qualità come Gigli, Tommasini,
Hassan e i due americani, allestendo un roster che potrà sicuramente dire la sua in questo campionato».
Arbitreranno l’incontro i signori Scrima Alberto Maria di Catanzaro, Pierantozzi Marco di Ascoli
Piceno e Buttinelli Alessandro di Cerveteri (Roma). La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Diretta radiofonica in
streaming su Radio Paradiso (media partner della Givova Scafati) dal sito internet www.radioparadiso.it.
Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre)
nei giorni di lunedì (ore 15:00) e, in replica, martedì (ore 21:00).

Juve Stabia, primo gol in Europa League per un tuo ex

Primo gol in Europa League per ben due giocatori ex Juve Stabia. Del primo, Maxwel Acosty, abbiamo già parlato in precedenza. Ma non solo il ghanese è stato protagonista con il suo gol al Milan. Oltre Acosty, è arrivata la prima gioia “europea” anche per un altro ex delle vespe. Stiamo parlando di Alì Sowe, attaccante gambiano classe 94′, arrivato giovanissimo nel 2013 in serie B e “protagonista” della squadra che concluse con la retrocessione e soli 19 punti in classifica. L’ex Chievo Verona ora gioca in Albania allo Skenderbeu e al 65 minuto del match contro gli svizzeri dello Young Boys, ha lasciato il segno. Il suo gol, insieme a quello di Acosty, è il sintomo di come a Castellammare siano passati giocatori di un certo livello…

Roma, Manolas e Strootman convocati dalle rispettive nazionali. Nainggolan ancora fuori dal Belgio

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NOTIZIE AS ROMA – Seconda pausa del campionato 2017/2018 per lasciar spazio alle Nazionali. La settima giornata si disputerà in questo weekend dopodiché la Serie A chiuderà i battenti per riaprirli il 14 ottobre. Ci sono le gare di qualificazione al Mondiale del 2018 in Russia da disputare. I giocatori giallorossi interessati sono, al momento, Strootman e Manolas. L’olandese, infatti, rientra nella lista dei convocati del ct Advocaat diramata in vista dei match contro Bielorussia e Svezia. Strootman e compagni devono rimediare alla pesante sconfitta patita per mano della Francis nel turno precedente a questo. Altro calciatore della Roma convocato è Kostas Manolas. La sua Grecia giocherà contro Cipro e Gibilterra ed il ct Skibbe non rinuncerebbe mai al muro giallorosso.

Chi, invece, resterà a casa suo malgrado è Radja Nainggolan. Il ct Martinez sembra inamovibile nella sua convinzione di non considerare utile alla sua causa il centrocampista giallorosso. I diavoli rossi affronteranno Bosnia e Cipro in questo turno di qualificazioni ma il Ninja non rientra nella lista dei convocati che appare sul profilo Twitter ufficiale della nazionale belga.

Claudia Demenica

Juve Stabia, i convocati per il Fondi. Convocato un nuovo centrocampista!

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio Comunale di Casola, i tecnici Ciro Ferrara e Fabio Caserta hanno reso nota la lista dei nr.26 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Racing Fondi, valevole per la sesta giornata del campionato di Serie C Girone C, in programma domani, sabato 30 settembre 2017, con inizio alle ore 14,30 presso lo Stadio “Alberto Pinto” di Caserta.

Portieri: Bacci, Branduani e Polverino.

Difensori: Allievi, Bachini, Boccardi, Crialese, Gaye, Morero, Nava e Redolfi.

Centrocampisti: Awua, Calò, Canotto, Capece, Mastalli, Matute, Viola e Zarcone.

Attaccanti: Berardi, Costantini, D’Auria, Lisi, Paponi, Simeri e Strefezza.

Indisponibile: Dentice.

Tra i convocati figura il classe ’99 Carlo Gianluca Zarcone, centrocampista con un passato nelle fila di Trapani, Akragas e Bassano Virtus. Zarcone indosserà la maglia numero 27.

S.S. Juve Stabia

Callejon: “Giocherei in qualsiasi ruolo per la mia squadra”

Jose Callejon, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Goal, trasmissione in onda su Radio Kiss Kiss. Ecco le sue parole:

“Sono molto felice per la convocazione in Nazionale, lo siamo io e la mia famiglia. Stiamo lavorando molto e come squadra stiamo bene, segniamo con continuità. Con il Feyenoord abbiamo fatto bene, contava solo la vittoria e l’abbiamo conquistata. Il mister fa bene ad arrabbiarsi, un gol subito può farti eliminare e non dobbiamo sbagliare più come in quell’occasione. Reina? E’ fondamentale per noi che sia rimasto. Lo vorrei sempre con me in squadra. Milik? Sono davvero dispiaciuto per lui. Però sono sicuro che si rialzerà. Gli faccio un grosso in bocca al lupo. Con Sarri ho provato a fare il falso nueve, per la squadra farei anche il terzino. Dobbiamo sacrificarci tutti di più. La mia condizione? So che la carriera è breve e mi alleno sempre al massimo per poter essere sempre al top. Ora ci aspetta il Cagliari, non sarà affatto semplice. Veniamo da una gara di Champions ma giocheremo come al solito per portare a casa tre punti molto importanti. Insigne? Mi trovo bene con lui, è un top player. E’ un ragazzo umile che lavora tanto e si merita il meglio. Scudetto? E’ presto per dirlo, vedremo più avanti. L’importante è lavorare e fare bene. Inchino? I tifosi vengono a vederci e si meritano un inchino.

Stadio della Roma, prima riunione della Conferenza di Servizi. Contasta: “Saranno rispettati i tempi”

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STADIO DELLA ROMA – Si è tenuta oggi a partire dalle 10,30 la prima riunione della conferenza di Servizi 2.0 sulla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle. All’ordine del giorno, la richiesta ai proponenti di nuove integrazioni sul progetto, che dovranno essere presentate entro la scadenza del 15 ottobre. “È andato tutto bene, per quanto riguarda la prossima seduta sarà comunicata a breve la decisione. Abbiamo tracciato una tabella di marcia e saranno rispettati i tempi… Sotto questo punto di vista non c’è nulla da segnalare” ha detto l’ingegnere di Parsitalia Simone Contasta a margine del summit ai cronisti presenti.

Il nodo “problematico è relativo al Ponte Traiano bocciato dal nuovo progetto targato Virginia Raggi

Jeda: “Mi sarebbe piaciuto vestire l’azzurro. Cagliari, quanti ricordi”

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Jeda Capucho Neves, calciatore “Il Napoli mi portava bene, l’ho affrontato tante volte e mi è capitato spesso di segnare. Quando feci l’ultimo torneo di Viareggio, nel 2000, giocavo con la squadra di Careca e tra le squadre interessate a me, c’era anche il Napoli. Tra l’altro, Careca mi parlavo molto bene del Napoli, ma purtroppo non ho mai vestito l’azzurro. Avrei molto voluto giocare a Napoli perché ho conosciuto il pubblico e lo stadio e mi sarebbe piaciuto. Allegri è cambiato tanto, è maturato molto e ovviamente adesso è un allenatore ormai affermato. Tra gli allenatori che ho avuto, mi ha dato tanto Allegri, ma anche Gasperini mi ha segnato così come Iachini. Di maestri ne ho avuti tanti, ma Allegri è quello che mi ha dato quel qualcosa in più. Domenica Gasperini e Allegri giocheranno contro e la vedo dura per la Juve, ma ad oggi ha ancora qualcosa in più che la fa venir fuori in ogni difficoltà. Gioco ancora, al Vimercatese, mi diverto e aiuto i giovani a crescere. Il Cagliari mi ha lasciato un segno importante perché è la squadra con cui mi sono espresso al meglio. Non ho mai capito la rivalità tra Napoli e Cagliari, ma l’atmosfera che si respirava in quelle partite contro gli azzurri era bellissima. La Juve non la vedo super favorita come gli anni scorsi. Il Napoli sta facendo un campionato strepitoso, esprime il più bel calcio e la Juve dovrà guardarsi bene dagli azzurri. Allan in Nazionale italiana ce lo vedrei benissimo. A Napoli dà un equilibrio pazzesco, corre tanto, ha energia e l’Italia avrebbe bisogno di uno come lui, se la merita”

Di Natale: “Il Napoli se la giocherà fino alla fine con la Juventus”

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Totò Di Natale, ex attaccante attuale presidente scuola calcio del Donatello “Mi sto divertendo con i ragazzini, sono tornato 20 anni indietro. Nel settore giovanile di Udine mi diverto tantissimo a vedere bimbi di 6 anni correre dietro ad un pallone. Negli anni in cui giocavo da prima punta forse potevo fare qualcosa di più anche nell’Italia, ma aver fatto più di 50 presenze in Nazionale mi rende orgoglioso. Contro la Spagna giocai mezz’ora e segnai e mi presi una rivincita perché sbagliai anche un rigore e ricordo che parlando con Buffon gli dissi: speriamo che il mister mi fa giocare perché avevo voglia di segnare e per fortuna segnai. Parlavo con mister Marino di Mertens, il belga mi somiglia molto. La sua storia è un po’ come la mia: entrambi abbiamo iniziato giocando da esterni e poi ci hanno scoperto prima punta. Mi sono fermato a 38 anni perché è giusto dare spazio ai giovani. Dopo 21 anni di carriera ho smesso, ed è difficile per tutti all’inizio, ma a tutto c’è un inizio e una fine. 6 mesi prima di smettere avevo capito che ero arrivato alla frutta anche perché ero nello spogliatoio con ragazzini e lì capii che dovevo smettere. Mertens lo fare giocare sempre anche perché ogni tiro è un gol. Sta bene fisicamente e mentalmente per cui bisogna sfruttare il momento, poi verrà il tempo per riposare. Noi napoletani abbiamo fame, a Napoli iniziamo a giocare in strada a 5 anni per cui siamo preparati a tutto e forse per questo abbiamo una marcia in più. Il Napoli ha dimostrato che è maturato vincendo anche partite difficili come quella con la Spal che magari lo scorso anno avrebbe perso. Credo che quest’anno se la possa giocare con la Juventus fino alla fine. Quando si va in Nazionale tutti i calciatori sperano di fare bene, nessuno gioca per fare male. Insigne è un grandissimo giocatore e non ha giocato male da solo, ma tutta l’Italia lo ha fatto. Capocannoniere? Diversi giocatori se la giocheranno quest’anno e tra questi c’è Mertens. Dybala ha dimostrato di essere un grandissimo giocatore, non è una prima punta, ma quest’anno ha capito le sue qualità, un po’ come Insigne che è diventato più concreto. Sono contento per l’Atalanta, l’allenatore è bravo e negli ultimi 2 anni è cresciuto tantissimo. L’Atalanta somiglia alla mia vecchia Udinese e anche ieri, pur soffrendo, ha portato un buon risultato a casa”

Scafati, è un pregiudicato stabiese lo scippatore del “Plaza”

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E’ un 51enne stabiese lo scippatore del centro commerciale “Plaza” di Scafati. Il pregiudicato stabiese, autore di scippi anche in altre zone della città e non solo nella zona di San Pietro dove si trova il centro commerciale, era diventato un vero e proprio incubo per i visitatori del “Plaza”. I carabinieri della stazione di Scafati hanno eseguito la misura cautelare emessa dalla Procura di Nocera Inferiore e lo hanno tratto in arresto.

Napoli – sedicenne aggredito al Centro Direzionale

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Un ragazzo di 16 anni sarebbe stato aggredito ieri in tarda serata al Centro Direzionale di Napoli.

Secondo il racconto della vittima, un gruppo di 6-7 ragazzi lo avrebbe avvicinato intorno alle 23.30 mentre si trovava su una panchina, iniziando a spintonarlo e colpirlo. Immediata la reazione del 16enne; da lì è nata una colluttazione dove il ragazzo ha avuto comprensibilmente la peggio, fino a perdere conoscenza. Dileguato il gruppo di altri ragazzi.

Il ragazzo è stato poi soccorso da una ambulanza presente nei dintorni per un evento gastronomico in corso. Trasportato all’ospedale Loreto Mare, gli è stato riscontrata la frattura del setto nasale e traumi facciali.

La vittima è stata trovata in possesso di un coltello ed è stato quindi denunciato. Ancora in corso le verifiche della polizia.

Fonte: Repubblica.it

Juve Stabia – Fondi, Branduani per scacciare gli spettri di un pareggio che brucia ancora

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La gara tra Juve Stabia e Racing Fondi dà l’occasione alle Vespe di dare continuità alla prima vittoria in campionato, quella dello scorso sabato nel derby contro la Paganese. Il match contro i laziali, però, rappresenta anche il nuovo assalto ad una vittoria mai arrivata nel corso della stagione passata.

Nello scorso campionato doppio pareggio tra le due squadre; se il 2-2 della gara di andata fu dolcissimo per la Juve Stabia, con la doppietta finale di Super Lisi a ristabilire la parità, il match di ritorno fu amaro per le Vespe. Gara non bella ma che sembrava essere decisa dalla rete di Izzillo, quando a pochi istanti dal triplice fischio, la papera di Russo regalò a Giannone ed al Fondi un pareggio insperato.

Quel pareggio ebbe quasi il sapore di una sconfitta, con la Juve Stabia che si scoprì definitivamente fragile anche tra le mura amiche; persino il Romeo Menti cominciò ad essere stregato. Tutte le certezze raccolte in quattro mesi straordinari si sgretolarono rapidamente.

Se lo scorso febbraio fu l’allora portiere gialloblù a tradire le aspettative, ora le Vespe si presentano alla gara potendo contare su un estremo difensore in stato di grazia. Stiamo parlando di Paolo Branduani, sempre più leader e guida della difesa stabiese.

Il numero 26 è stato subito convincente, ma nelle ultime giornate le sue prestazioni si sono impennate, mostrando l’ottima intuizione avuta dai dirigenti gialloblù nelle battute finali del calciomercato. Sostanza, efficacia e leadership per il portiete stabiese, già punto fermo della squadra di Caserta.

Branduani è pronto a chiudere ancora la saracinesca, per conquistare altri tre punti pesantissimi e per vendicare un pareggio che sa ancora di sconfitta.

La CORRUZIONE

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Ciclicamente ritorna sui nostri Media questo male socio-politico della Corruzione.

L’ennesimo caso di arresti e peggio connivenza con la criminalità, come quelli di questi ultimi giorni, obbliga di doverne almeno parlare, seppure in genere lo si fa solo per un paio di giorni e, spesso, con i modi retorici e insofferenti di una società che sa bene che da decenni “così fan tutti” in questa Penisola, specialmente i molti (troppi) gonfiati di destra, cantastorie di sinistra e ondivaghi di centro e rispettivi codazzi.

Tuttavia, la recentissima legge sul “Codice antimafia”, con cui si affronta in maniera più repressiva questo endemico mal costume della sparsa corruzione, ha finalmente agitato un po’ di più i tanti che, risaputamente, con la “corruzione” vivono e integrano le loro remunerazioni o acquisiscono incarichi, appalti, lauree, concessioni, posti di lavoro, vincono concorsi, ecc. e che, notoriamente, più si trovano nel mondo del Diritto e più anche in modo arrogante sono accondiscendenti.

La corruzione, diciamocelo con un po’ di onestà intellettuale e coraggio civile, è analoga all’estorsione della mafia.

Si corrompe o si deve pagare (anche con viaggi e alberghi tutto spesato, oppure aiuti per i figli che studiano all’estero, l’occorrente per farsi casa, prestiti facili, auto fiammanti, escort, gigolò, ecc.) per non avere problemi, intralci, verifiche e contestazioni, oppure per conseguire qualcosa che può anche spettare di diritto ma che, pagando, si ottiene meglio e prima, magari scavalcando o a discapito di altri.

E chi non si allinea in questa ipocrita Nazione (Stato, Regioni, Enti, Comuni) di mentalità assoggettante (mafiosa), subisce notoriamente ritorsioni di ogni genere e tipo, tra cui legali e giudiziarie, pentendosi dopo di non essersi sottomesso, perdendo tutto, anche la salute e l’esistenza. Quelli che invece lo hanno fatto, di solito sono andati avanti, persino acclamati per quanto sono stati bravi a prendere o a pagare al momento e luogo giusto.

Sicché, anche parlarne o scriverne, come in questo articolo, determina e causa insofferenza e astio se non anche rancore, da parte di parecchi, anche semplici cittadini, a riprova inquietante di quanto la corruzione si è ormai addirittura radicata come una normale abitudine nella nostra interiorità.

D’altronde, nella quotidiana realtà (non quella della nostra teatrante cultura, passerelle, manifestazioni, eventi, monologhi, dibattiti e similari) si dice spesso, con enfasi popolana, che certi Sindaci o Alti Funzionari, Parlamentari, ecc. sono stati bravi poiché hanno saputo rubare lecitamente e farsi pagare, senza mai essere scoperti.

Grandi insegnamenti alle generazioni in crescita.

La corruzione, come la mafia, è quindi una perfida mentalità che fa ritenere scontato, ad alcuni, di poter spadroneggiare – anche legalmente – a danno di altri.

Ed è vomitevole quando i troppi moltiplicati salottieri, opportunisti della trasversale politica e istituzioni, vogliono farci credere, al contrario, che i loro “padrini” non sono neanche mentalmente corrotti.

Questi kapò della politica e Istituzioni li chiamo, pulitamente, i Giustificatori di professione o di cortigianeria.

Invece, la corruzione in Italia è divenuta negli ultimi decenni come una cultura, quindi una scuola di vita, di famiglia, di Uffici, di Enti, di Palazzi, insomma di rapporti umani.

La corruzione è la capacità di uno Stato di trasformare in legale ciò che è criminale nei confronti del popolo, attraverso leggi, sentenze e regolamentazioni (ma le LORO e solo per LORO).

E non c’è peggio di quando una comune aspettativa di trasparenza, legalità e democrazia, pure sofferta, viene mortificata continuamente dalla Politica e dalle Istituzioni preposte.

La corruzione è anche l’esito dell’endemico clientelismo italiano, del nepotismo e dei conclamati bacini elettorali per lo stipendiato consenso politico, sindacale, professionale e imprenditoriale, che ha inoculato nei cittadini la celata convinzione che tutto ha comunque un prezzo, persino il diritto al lavoro che, pertanto, si può comprare con voti, tessere o soldi, quindi così giustificando automaticamente anche gli alti livelli di compiacenza, connivenza e convittualità generale, poiché “chi mangia fa molliche”, le quali vengono lasciate al popolo che così campa, nonché pure gli avanzi agli incalcolabili codazzi.

La corruzione è anche figlia della forzosa irresponsabilità dei Magistrati, che possono così discrezionalmente decidere, poiché la Giurisprudenza in Italia è divenuta nel corso dei decenni la vera e unica Legge, mentre le norme non vengono neppure più considerate, anche in quanto sono scritte da “fior fiore” di giuristi vari, ma evidentemente politicizzati nonché, per questo, pure incaricati e pertanto in evidente carente buona fede e onestà intellettuale.

Sicché, e non a caso, impera l’incertezza del Diritto e della pena, innescando di conseguenza continue conflittualità sociali, a tutto beneficio dell’accrescimento dei poteri politico-giuridici centralizzati e periferici e, pertanto, accrescendo il forzoso sistema di assoggettamento della gente comune.

Di conseguenza, le norme sono generalmente, in modo lapalissiano, emanate con confusione, labilità, imprecisione e indolenza, tant’è vero che, mentre una volta gli avvocati ai propri clienti dicevano che come riferimento si aveva il Codice, oggi sono costretti a ripetere che il giudizio dipende da chi è il Giudice e come, secondo la sua visione, interpreta la legge e i fatti.

Inoltre, comprendiamo tutti che in una città e annessa provincia, la diffusa corruzione politico-sociale e la criminalità sono anche proporzionate alla mescolanza e accidia pure di parte del distretto giudiziario.

Ma ciò che di certo diventa oltremodo deflagrante è l’ipocrisia culturale e soprattutto scolastica, quest’ultima la più nociva nel tempo.

E così la corruzione dilaga. In Italia, alla fine e come sempre, di fatto paga anche per questo il parco buoi dei contribuenti, pure per mantenere le pletore di corrotti dell’altrettanta politica, istituzioni, burocrazia, di Stato, Regioni, Enti, Comuni.

Cosa si può fare?

Le due recenti norme, quella del 2014 sullo “scambio di voto” e questa del 2017 sul “codice antimafia”, per quanto da profano possa comprenderne di Diritto, sembrano un discreto relativo argine, seppure poi nel mondo degli umani molto dipende da come e chi deve valutare, operare e decidere, nella fattispecie gli Inquirenti e i Giudici.

Ma ci sono altre due, a mio avviso, indispensabili obblighi che si dovrebbero forzosamente imporre e senza i quali tutto sarà sempre vano.

Brevemente e come scrivo da anni:

  • Introduzione in tutta la scuola dell’obbligo, e in modo proporzionale ma quotidiano al pari di una materia fondamentale, dello studio dei “diritti e Doveri”.
  • Revisione attitudinale e psicologica, ogni dieci anni, di tutti coloro, nessuno esente, dai piani più altissimi ai livelli inferiori del sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico che, direttamente o indirettamente, anche per concessioni o incarichi e quant’altro annesso e connesso, siano alle dipendenze o abbiano anche solo collaborazioni e partecipazione con lo Stato, Regioni, Enti e Comuni.

Diversamente, nessuna legge potrà cambiare in modo incisivo mai nulla.

Nel mondo degli umani, ci dice la scienza moderna, comanda la mente, il resto è una conseguenza. Se questo nostro fantastico cervello, così potentemente predisposto, ma altrettanto così ancora vuoto alla nascita, non viene civilizzato e socializzato, riterrà col tempo di essere ancora nella giungla a fare il cavernicolo.

E nei nostri Palazzi, come pure nell’ultimo più piccolo Comune, i primitivi che si vantano d’essere dotti, purtroppo abbondano.

Noi cittadini comuni, però, non millantiamo di essere indenni dal marcio nel nostro Stato.

Un prossimo articolo infatti, lo dedicherò a noi: “Il pizzetto”.

Circumvesuviana e Trenitalia – altra giornata di passione per i pendolari

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Dopo la giornata tragica di ieri, si preannuncia un altro giorno complicato per gli utenti della Circumvesuviana e di Trenitalia.

Ha dunque la coda lunga lo sciopero di martedì, che ha portato a soppressioni a catena anche nelle giornate di mercoledì, giovedì ed oggi. Già dalle prime ore della mattina tantissimi pendolari si sono riversati sulla stazione di Via Nocera in cerca di un treno di fortuna da prendere. Poche le “corse” garantite, salvo ulteriori sorprese che potrebbero far saltare anche quelle

La situazione è resa ancor più complessa dallo sciopero di Ferrovie dello Stato, proclamato per oggi dalle 9 alle 17. Presso la stazione di Piazza Matteotti sono stati visti in mattinata non pochi turisti chiedere indicazioni ed aiuto in preda a dubbi e perplessità.

Emblematico il commento di una ragazza che attendeva un treno alla stazione di Via Nocera: “Oggi pomeriggio ho un esame, ma non so se e quando arriverò a Napoli..chi lo spiega al mio Professore?”