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Il Sito di Vindolanda regala ancora emozioni: trovate due spade romane

Vindolanda e le continue scoperte

Nel forte di Vindolanda è stata fatta una delle scoperte più singolari della stagione. Due spade romane e giocattoli in legno sono stati reperiti sul sito.

Le spade in metallo e quelle in legno sono state rinvenute all’interno della caserma romana a Vindolanda vicino al muro di Adriano risalenti a circa 2000 anni fa.

I reperti verranno esposti al pubblico in autunno in un museo del sito a Northumberland.

La prima spada è stata trovata da Rupert Bainbridge nell’angolo di una grande sala della caserma romana.

La spada presenta la punta piegata e secondo gli studiosi fu abbandonata proprio perché inutilizzabile.

La seconda spada, è stata rinvenuta senza l’elsa di legno, ma possedeva il fodero, la lama intatta, ed è stata recuperata in una stanza adiacente a quella in cui è stata trovata la spada precedente.

Le armi in epoca romana, soprattutto per un  soldato, erano un oggetto molto prezioso, per essere stata rinvenuta in quel luogo, il soldato doveva averla lasciata perché andava di fretta. Forse una fuga?

In un’altra stanza sono state rinvenute due piccole spade di legno, zoccoli da bagno, scarpe di cuoio,  coltelli,  spille,  frecce e bulloni di ballista (è una grande macchina d’assedio inventata dai Greci e usata soprattutto dai Romani).

Si ritiene che i reperti siano datati a partire dal 120 d.C circa, quando il forte era abitato da circa mille persone.

Il sito di Northumberland è stato indagato per più di 40 anni, nel 1994 sorprese gli studiosi con il rinvenimento di una moneta d’oro dell’imperatore Nerone datata tra il 64 e il 65 d.C.

Nel 2014, nei pressi del muro di Adriano fu trovato un singolare reperto; un sedile da bagno in legno, appartenente ad una latrina romana.

Nell’estate del 2017, la caserma regalò altre sorprendenti reperti; furono trovate 25 tavolette in legno di cui : lettere, liste e corrispondenza personale appartenenti al I secolo.

Tra queste tavolette figurava il nome di un certo Masclus, a cui era stato concesso il commeatus (la libera licenza).

Il sito non termina di stupire archeologi e appassionati. Alla prossima scoperta!

Caserta: “Vincere a tutti i costi con il Racing Fondi”

Per la consueta conferenza stampa della vigilia del match di domani al “Pinto” contro il Racing Fondi, si è presentato ai nostri microfoni in quel di Casola, il tecnico delle vespe Fabio Caserta. Ecco le sue parole:

“L’iniziativa di ieri mi è piaciuta molto, è stato un modo divertente di avvicinare i tifosi a me e alla squadra. Racing Fondi? al di là della classifica io non mi fido, credo sia una buona squadra. Ha qualche giocatore importante e non va assolutamente come squadra. Ho parlato con i ragazzi e ho raccomandato di non peccare di presunzione. Siamo felici per la vittoria nel derby di Pagani ma la dobbiamo archiviare subito, giochiamo in casa e vogliamo vincere. Sono sicuro che se scenderemo in campo come a Pagani, faremo molto bene. L’atteggiamento deve essere grintoso e voglioso di vincere. Finora abbiamo sbagliato solo i 45 minuti del secondo tempo con il Trapani, per il resto sono sempre stato contento dell’atteggiamento. Il rientro di Viola? Devono stare tutti sull’attenti perchè ora abbiamo tre gare in una settimana e sicuramente farò ruotare gli uomini. Ora penso al Fondi e a vincere, poi si vedrà. Rapporto con Manniello? Abbiamo sempre avuto un rapporto sincero e di amicizia. Lui vuole sempre vincere e ci troviamo d’accordo su tante cose, abbiamo davvero un bel rapporto.”

‘Staffetta’ all’Ovs, arrestata una 22enne di Castellammare

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‘Staffetta’ all’Ovs, arrestata una 22enne di Castellammare

Una coppia di ventenni veneziani è finita nei guai, arrestata lei, denunciato lui, per aver tentato di rifarsi il guardaroba gratis all’Ovs di piazza della Libertà a Bassano del Grappa. Come riporta veneziatoday, i fatti risalgono a giovedì pomeriggio quando ai carabinieri è arrivata la segnalazione di una ragazza che era uscita dal punto vendita con la borsa stracolma per poi farvi rientro e riuscire, sempre carica di merce. Y.M., 22enne di Castellammare di Stabia residente a Spinea, è stata arrestata in loco. Messi alle strette, i due hanno confessato e i vestiti, del valore di 150 euro, sono stati restituiti al negozio.

 

Oggi avvenne, Massa regalò a Pesaola la Coppa delle Coppe

Lo ripota il sito del Napoli, sscnapoli.it

Il giorno 29 settembre il Napoli ha giocato nove partite, sette in serie A, una in serie B ed una in coppa delle Coppe, ottenendo cinque vittorie e tre pareggi con una sola sconfitta.

Ricordiamo l’1-0 al Bodo Glimt nella coppa delle Coppe-1976/77.

Questa è la formazione schierata da Bruno Pesaola:

Carmignani; Bruscolotti, La Palma; Burgnich, Vavassori, Orlandini; Massa, Juliano (71′ Montefusco), Savoldi, Vinazzani, Chiarugi

I gol: 35′ Massa

Quel Napoli riuscì ad arrivare fino alle semifinali della coppa delle Coppe e fu eliminato dall’Anderlecht anche per l’arbitraggio non certo favorevole dell’inglese Matthewson nella gara di ritorno.
Questo il cammino degli azzurri in quella competizione. Sedicesimi di finale: 2-0 a 1-0 al Bodo Glimt. Ottavi di finale: 1-1 e 2-0 all’Apoel Nicosia. Quarti di finale: 0-0 e 2-0 allo Slask Wroclaw. Semifinale contro l’Anderlecht: 1-0 al San Paolo, ma 0-2 in Belgio.

Dopo aver battuto il Bodo per 2-0 all’andata (doppietta di Speggiorin), il successo al San Paolo porta la firma di Giuseppe (Peppe) Massa. L’ala ha segnato 36 gol in maglia azzurra ed occupa il ventottesimo posto tra i bomber della storia del Napoli: 24 reti in 102 presenze in serie A, 8 in 31 in coppa Italia e 4 nelle 17 partite nelle coppe europee.

Manchester City: “Aguero coinvolto in un incidente: sarà valutato oggi”

Il comunicato del club

L’attaccante del Manchester City, Sergio Aguero, è stato coinvolto in un incidente stradale a bordo di un taxi che lo terrà fuori anche nella sfida col Napoli di Champions. Questo il comunicato del club: “Tornerà a Manchester questa mattina e il suo status sarà monitorato prima del match di Premier League di domani contro il Chelsea”.

Ischia – aliscafo urta la banchina e poi prende fuoco. Paura sull’isola

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Ischia – aliscafo urta la banchina e poi prende fuoco. Paura sull’isola

Nel pomeriggio di ieri tanta paura al porto di Ischia. Un aliscafo partito da Napoli ha errato le manovre di attracco alla banchina del porto isolano.

Pare che l’impatto, avvenuto tra l’imbarcazione ed il pontile due, abbia danneggiato la sala macchine dell’imbarcazione, che avrebbe preso fuoco. Chiaramente visibile una fitta nuvola di fumo uscire dall’aliscafo.

Immediato l’intervento della Guardia Costiera che ha sgombrato l’area,evitando pericoli per i tanti pendolari e turisti presenti.

Napoli, episodio di bullismo al Centro Direzionale. Aggredito un 16enne

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Un nuovo episodio di bullismo a Napoli. Un ragazzino di 16 è stato malmenato nella zona del Centro Direzionale da alcuni suoi coetanei, a pochi metri da dove si sta tenendo in questi giorni la manifestazione sull’International Street Food. Il ragazzino ha raccontato alle autorità competenti l’accaduto, spiegando che si trovava su una panchina, quando è stato avvicinato da questa baby gang. Ancora non sono stati trovati gli aggressori di quest’ennesimo episodio di bullismo, mentre il ragazzo è ricoverato all’Ospedale Loreto Mare, con una prognosi di 30 giorni, dopo aver riportato diverse fratture agli ossi nasali e traumi facciali.

Auriemma: “Napoli macchina da goal, forse non vincerà la miglior difesa”

Auriemma: “Napoli macchina da goal, forse non vincerà la miglior difesa”

Raffaele Auriemma su Tuttosport: “Chissà se quest’anno vincerà lo scudetto nuovamente la squadra con la difesa migliore oppure se vivremo il grande ribaltone a favore di chi i gol è abituato soprattutto a segnarli. Napoli e il Napoli attendono febbrilmente interessati, per la straordinaria produzione offensiva che colloca la squadra di Sarri al primo posto nella speciale graduatoria europea. Sì, il Napoli ha la migliore macchina da gol del continente, con i 22 gol messi a segno nelle prime 6 giornate di campionato. Il Psg e il Manchester City, i cui titolari sono sceicchi, ricchi e consanguinei (Tamim Al Thani e Mansour Bin Zayed) ne hanno in classifica 21, il Barcellona 20 ed il Borussia Dortmund 19. E’ una conferma della crescita di una squadra che ruota intorno al trio Callejon-Mertens-Insigne, capaci di cancellare l’idea che in formazione debba esserci necessariamente un bomber a cui affidare il compito di buttarla dentro. Insigne 4 gol, due consecutivi tra Spal e Feyenoord; poi Callejon, che di gol in stagione ne ha realizzati 6, 5 dei quali nelle ultime 5 sfide; Mertens è il fiore all’occhiello, con 8 gol in saccoccia e il passo imperiale nelle ultime 6 partite tra campionato e Champions: 7 gol, solo la Spal l’ha fatta franca”. 

Sacchi: “Napoli unico, non conosce mediocrità”

Sacchi: “Napoli unico, non conosce mediocrità”

Arrigo Sacchi nel consueto editoriale su La Gazzetta dello Sport: “Il Napoli sconfigge per 3-1 il Feyenoord con pieno merito. Gli azzurri fanno arrabbiare Sarri per alcune leggerezze e qualche errore di troppo: sono stati a tratti piacevoli, con triangolazioni veloci, smarcamenti effettuati con le tempistiche giuste. Di sicuro formano un grande collettivo con un’organizzazione che guida ed esalta le qualità dei singoli. Il Napoli è squadra nello spirito e nelle idee: c’è un’interazione di alto livello sia psicologica sia tecnico-tattica. È evidente che c’è dietro un gran lavoro e una idea di gioco importante che si cerca di realizzare con collaborazione e impegno. E anche se in questo periodo la brillantezza non è al top, domina la concezione di collettivo, sempre armonioso. Contro gli olandesi il possesso è stato meno preciso e veloce, così come il pressing a volte mancava di convinzione, di tempi d’attacco e di movimenti coordinati per rubare il pallone e non fare soltanto chiusure, correndo così a vuoto e disperdendo energie. Sarri è il grande architetto, non si arrabbi se oggi i suoi sono un po’ meno brillanti e attenti: è dura esserlo per tutta la stagione. Il problema ci sarebbe se i giocatori pensassero di poter vincere anche facendo di meno. Per fortuna, gli azzurri non corrono questo pericolo e ci onorano di spettacoli unici: la mediocrità non li sfiora”.

 

Lega B, nasce la nuova piattaforma digitale dedicata interamente ai tifosi

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Nasce oggi Lega B Start, la nuova piattaforma digitale della Lega B che offre ai tifosi l’opportunità di personalizzare la propria esperienza di navigazione attraverso una home page a tema ufficiale del Club preferito. Un network di 23 pagine, una dedicata alla Lega B, perfetta per tutti gli appassionati del campionato, le restanti 22 dedicate ai Club che partecipano alla Serie B ConTe.it, destinate ai veri tifosi delle nostre squadre.

 

Su Start si troveranno le immagini più belle, tutte le news e i contenuti social relativi alla propria squadra del cuore, un match centre aggiornato con gli ultimi risultati e le classifiche della Serie B Conte.it, la mappa nazionale e mondiale dei tifosi e, soprattutto, nuove e straordinarie forme di coinvolgimento e competizioni divertenti raccolte nel Game Centre con pronostici, votazioni, quiz e molto altro ancora.

 

È qui che i fan potranno dimostrare la loro passione per il calcio e il sostegno alla propria squadra del cuore conquistando punti e scalando le classifiche della League of Fans, il primo campionato digitale ufficiale dedicato ai tifosi della B. Per chi si registra sarà possibile seguire l’andamento della classifica personale nell’area profilo dedicata e determinare il successo della propria squadra perché i punti conquistati dai singoli fan decideranno le sfide virtuali con le altre squadre della Lega, in un vero e proprio campionato digitale.

 

E non è finita qui: i tifosi più attivi su Lega B Start potranno infatti vincere premi ed esperienze uniche messe a disposizione dai club e dalla Lega B.

 

Lega B Start – League of Fans è il nostro primo vero tentativo di “fare lega” sul digitale attivando una strategia di comunicazione e marketing assieme ai 22 Club della Lega B e offrendo ai fan nuove opportunità di coinvolgimento con la propria squadra del cuore”, dice Federico Smanio, responsabile dell’Area Digital e Relazioni con i Tifosi della Lega B. “Con Start mettiamo a disposizione delle nostre società una vera e propria piattaforma di fan engagement che ci consentirà di testare il livello di coinvolgimento e passione dei fan e degli appassionati della B e del calcio in Italia e nel mondo. La League of Fans rappresenta per Lega B un concreto passo in avanti verso il miglioramento dell’esperienza dei fan e la promozione del brand Lega B, e il tentativo di stabilire un legame sempre più forte con gli appassionati creando allo stesso tempo nuove opportunità d’investimento per i partner commerciali. Siamo orgogliosi di intraprendere quello che riteniamo essere un progetto veramente innovativo e ringrazio il nostro partner Sconnected per il grandissimo lavoro svolto con noi fin qui”.

 

Krešo Gotovac, founder e CEO di Sconnected: “È un grande onore, piacere e responsabilità lavorare fianco a fianco ad un’istituzione così importante come la LNPB e ai suoi Club associati in un progetto ambizioso quasi come ricostruire una vera e propria lega, solo in ambito digitale. Siamo molto entusiasti di questa collaborazione e crediamo fermamente che ai fan Lega B Start piacerà tanto quanto a noi. Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà la squadra ad aggiudicarsi il trofeo per la migliore tifoseria alla fine della stagione”.

 

 

Vinicio: “Mertens ricorda Romario. Scudetto? Non ci penso!”

Le sue parole

Luìs Vinicio ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

Teme che questo Napoli faccia tre gol anche con il Cagliari e superi il vostro record?

«Non lo temo, glielo auguro e credo sia probabile perché ormai gli azzurri viaggiano a medie realizzative impressionanti. Non mi stupirei quindi di un’altra goleada. Del resto, il tridente del Napoli è fortissimo. Tecnicamente è diverso da quello in cui giocavamo Di Giacomo, Pesaola e io perché diverso era il calcio di allora e diverso è l’obiettivo: noi partimmo per salvarci, loro mirano in alto».

È l’anno buono per vincere lo scudetto?

«È una parola che non voglio pronunciare, sono scaramantico come un vero napoletano e poi bisogna sempre tenere presente che siamo soltanto all’inizio della stagione. Certo, il Napoli ha grandi qualità perché gioca un bel calcio con degli ottimi interpreti e, secondo me, in questo momento sta meglio della Juve. Guai però a pronunciare quella parola…».

Sarà lotta a due con i bianconeri o ci sono altre pretendenti?

«Credo che Napoli e Juve siano le più attrezzate, molto dipenderà anche dagli scontri diretti specie sotto il profilo psicologico. A proposito, nel ‘57-58 vincemmo sia a Torino sia in casa. Il 4-3 del Vomero è indimenticabile: c’era gente seduta a bordo campo, gli spalti non riuscivano a contenere la folla».

Sarà più decisivo Mertens o Dybala?

«Il belga è diventato davvero un bomber di razza, non me l’aspettavo quando Sarri lo ha proposto centravanti. Mi ricorda Romario per la capacità di dribblare e smarcarsi in area di rigore. Può segnare ancora tantissimo perché sembra quasi voglia recuperare il tempo perduto. Dybala è un fenomeno. Da brasiliano-napoletano è dura dire questo di un argentino della Juve, ma Dybala ha un mancino davvero incredibile».

 

 

C’è il rischio per il Napoli di privilegiare la corsa scudetto rispetto alla Champions League?

«Io la vedo così: fare risultato in Champions dà autostima e carica in prospettiva del campionato. Il Napoli ha preso coscienza della sua forza lo scorso anno contro il Real, poi ha fatto un gran finale di stagione. Bisogna puntare al massimo anche in Europa per arrivare a quello che i napoletani sognano».

Un’ultima curiosità: quanti gol avrebbe segnato Vinicio con Sarri in panchina?

«È impossibile dirlo, di sicuro io mi sarei divertito e credo anche i tifosi. È un tecnico capace di esaltare le doti realizzative dei suoi attaccanti. È stato bravo anche con Higuain, ma il Pipita è nato per segnare. Mertens è il suo vero capolavoro».

Milik e la terapia dei ‘neuroni specchio’: De Nicola pronto al recupero

Milik, la terapia basata sui ‘neuroni specchio’

Come riferisce Il Corriere dello Sport, Arek Milik è a Napoli. Di nuovo a Napoli e ancora una volta, come un anno fa, con un ginocchio ricostruito. Che jella, altroché, però anche questa volta passerà e lui tornerà in campo più affamato che mai: il piano-recupero è pronto. Messo a punto dal dottor De Nicola e dall’intero staff medico, decisamente specializzato nei recuperi lampo. Mani sicure, insomma, quelle in cui finirà Milik. Anzi, quelle in cui è finito da ieri: la prima terapia è già andata in scena con Massimo Buono, il fisioterapista deputato a questo tipo di percorsi. Dopo l’abbraccio con il resto della squadra, felice e contenta di ritrovarlo a cinque giorni dal crack del ginocchio destro andato in scena con la Spal, in quello spicchio di partita che ha giocato sabato scorso, Arek s’è accomodato in sala massaggi.  Un tempio per le prossime tre settimane: fino a quando non andrà a controllo dal professore Pier Paolo Mariani per rimuovere i punti, infatti, il suo pane quotidiano saranno le terapie. Due al giorno: mattina a casa, pomeriggio in sede. Successivamente, Milik comincerà il lavoro in piscina: in vasca la mattina e in sede il pomeriggio per le terapie.

Nuova capriola Movimento 5 Stelle, questa volta per la Raggi

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“Siamo davanti all’ultima capriola del Movimento. Dopo leadership e addio allo streaming, la metamorfosi è compiuta”, osserva Mattia Feltri a seguito della lettura di quanto scrive Ilario Lombardo: il M5S ha pronta una “tutela speciale”, anche se Raggi fosse condannata, non si dimetterà dal Campidoglio.

L’ultima capriola M5S. L’esultanza di Grillo incrina il mito dell’onestà

I vertici cantano vittoria: archiviato il reato più grave. Dopo leadership e streaming, la metamorfosi è compiuta

Viene in mente Isaac Asimov, per il quale la disumanità del computer risiede, una volta programmato e messo in funzione, nella sua perfetta onestà. Grazie al cielo Virginia Raggi non è un computer, lo si nota a occhio nudo, nessuno del Movimento lo è, e non per questioni di onesta e disonestà, stabilite ruvidamente codice alla mano. I codici non dicono tutto, neanche quello penale. E comunque Raggi non è nemmeno arrivata a processo, forse non ci arriverà proprio, deciderà un gip, e semmai poi ci saranno tre gradi di giudizio e per un reato, se tale è, di poca rilevanza: falso ideologico.

Il cavillo del codice etico M5S per la Raggi

Raggi a processo, ma l’M5S ha già pronta una “tutela speciale” per lei

La perfetta onestà dei Cinque Stelle si incrina invece nell’esultanza di Beppe Grillo per l’archiviazione del reato più grave, l’abuso d’ufficio, che è più grave soltanto nella realtà on demand del blog, poiché l’abuso d’ufficio prevede pene più basse del falso ideologico.

La perfetta onestà dei Cinque Stelle si incrina nel tweet del capo, Luigi Di Maio, che annuncia l’archiviazione delle accuse per cui «la stampa ci ha infangato», immemore delle dieci, cento volte che lui e i suoi hanno sventolato in aula di Montecitorio le pagine di giornale con le inchieste sugli altri, addotte alla richiesta di dimissioni. Oltre che immemore, naturalmente, delle accuse che archiviate ancora non sono, come un passacarte di Forza Italia o del Pd.

Inconsapevole, soprattutto, di aver raggiunto una certa solidità politica, una solidità antica, quella per cui la consigliera Cristina Grancio è stata sospesa perché contraria all’edificazione dello stadio di Roma.

Succede a tutti, da millenni: l’azione distrugge l’utopia. Raggi (ed è giusto così) resta al suo posto nonostante una richiesta di rinvio a giudizio, Grancio viene cacciata per dissenso (poi reintegrata il giorno prima del processo per il ricorso), secondo il santissimo metro della politica e non della magistratura, quello usato da Matteo Renzi per salvare Maria Elena Boschi, che era più utile al governo sebbene inguaiata per le banche, e per sommergere Maurizio Lupi, che da inguaiato per le infrastrutture era dannoso al governo. «Se un sindaco ha un avviso di garanzia per abuso d’ufficio deve stare fermo un giro», diceva Di Maio giusto un paio d’anni fa, prima di rendersi conto che un sindaco di media o grande città può uscire indenne da una consiliatura soltanto se gli altri sono distratti, tante e tanto complesse sono le regole cui è chiamato ad attenersi, per non dire delle tentazioni. Non basta proclamare onestà, quasi mai. Ora il problema è che ne va di mezzo la purezza della razza, e non lo si intuisce, o non lo si confessa. Quattro anni fa Beppe Grillo ci irrideva per la nostra incapacità di comprendere l’assenza di un leader, diceva che quando lo chiamavano i giornalisti per parlare col leader del Movimento, lui gli passava il figlio Ciro. Il leader non c’era perché a comandare è la rete dei cittadini attraverso il web, diceva, ed è questa la rivoluzione somma, e inafferrabile per menti polverose come le nostre. Poi adesso hanno eletto un leader, Di Maio appunto, con le primarie on line. Quattro anni fa non c’era il candidato premier (lo era Grillo, ma solo formalmente) perché il premier sarebbe stato l’ologramma della volontà popolare, un portavoce, uno qualsiasi, e adesso hanno eletto un candidato premier, sempre Di Maio, sempre con le primarie online. Ci sono stati direttori, nazionali e locali, ora c’è una gerarchia, un designato alla premiership, un serio abbozzo delle strutture novecentesche e marcescenti che forse marcescenti non sono, ma indispensabili.

Si procede lungo questo sentiero che collega l’a priori con l’a posteriori, che collega il mondo perfetto progettato attraverso regole ferree e il mondo in cui ci si imbatte, e in cui le regole hanno bisogno di elasticità. Si organizzano le primarie del sindaco di Genova e siccome vince la candidata sgradita la si fa fuori, in onore di quella elasticità lì, necessaria anche ai movimenti più stentorei, in cui si ingoia tutto nella onestissima certezza che i predecessori facevano porcate a fin di male, e ora le si fanno ancora, eccome, ma a fin di bene, come cedimenti inevitabili al raggiungimento del celeste obiettivo, e unica possibile risposta all’accerchiamento dei nemici: eccola la drastica differenza, una pretesa differenza antropologica, stravista, fallimentare, già raccontata su tutti i libri di storia. Una citazione cara a Giulio Tremonti: si fa la figura del selvaggio di Kant che pensa che il sole sia sorto perché lui si è svegliato.

Ricorderete la breve leggenda dello streaming, l’apertura del palazzo come una scatola di tonno, le pareti di vetro, l’animo incontaminato esibito al popolo negli incontri con Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Matteo Renzi, a cui veniva così impedito ogni losco infingimento, e poi lo streaming è stato rapidamente dimenticato, quella specie di balletto con copione, dunque fintissimo, perché la politica ha bisogno delle sue ore grigie, dei suoi notturni segreti, dei compromessi che sono sempre al ribasso sennò compromessi non sono: si decide dentro le stanze dell’Hotel Forum, Roma, o nella villa di Grillo, Toscana, o alla Casaleggio, Milano, altro che streaming, se Dio vuole. Ricorderete il divieto dogmatico di mettere piede nei paludosi studi televisivi, luoghi di corruzione intellettuale, dove manipolatori di regime avrebbero ridotto il cristallino Cinque Stelle alla condizione fangosa degli altri, e adesso vanno tutti in tv, se possibile senza confronto, a esercitare il lusso del monologo. In fondo ci sarebbe niente da dire se i ragazzi di Beppe si lasciassero attrarre dal dubbio che la rivoluzione dell’onestà è un bel gioco da tavolo, e sta alla vita come il risiko sta alla guerra, ché poi tocca cambiare le regole, tocca ricorrere all’eccezione, una via l’altra, tocca concedere a sé attenuanti o assoluzioni piene negate ai cattivi ma, come si diceva all’inizio, si vede tutto a occhio nudo: il mondo è pieno di persone oneste, diceva uno intelligente e spiritoso, e si riconoscono dal fatto che compiono le cattive azioni con più goffaggine.

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Cagliari, Cigarini:” Vogliamo fare una bella partita. Ecco cosa penso di questo Napoli”

Il centrocampista del Cagliari, Luca Cigarini ha  rilasciato un’ intervista all’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport. Ecco un estratto: “E’ una partita quasi proibitiva e dico “quasi” perché nel calcio non si può mai sapere. Loro fanno un bel calcio, organizzato e piacevole da vedere. Sono più forti di noi ma questa deve essere un’arma perché dobbiamo andare lì a giocarcela senza timori. Il Napoli sia la squadra più in forma del campionato, però noi sappiamo qual è il nostro valore e quello che sappiamo fare”. Punti deboli? “Sicuramente, si altrimenti sarebbero davvero imbattibili. Ma allo stesso tempo sappiamo che sono pochi e quindi dovremo essere bravi noi a scovarli. Una partita tosta, però bella da giocare per un calciatore. Se potesse togliere una pedina ai prossimi avversari? Direi l’allenatore. Al di là dei singoli che hanno grandi caratteristiche, credo che se il Napoli abbia un gioco così bello, il merito sia di Sarri”.

Raggi a processo, ma l’M5S ha già pronta una “tutela speciale” per lei

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Virginia Raggi dovrà affrontare il processo perché accusata di aver mentito sulle nomine fatte poco dopo la sua elezione a sindaco di Roma. Si tratta di un caso destinato a sovrapporsi con la campagna elettorale. Il M5S, scrive però Ilario Lombardo, ha pronta una “tutela speciale”: anche se Raggi fosse condannata, non si dimetterà dal Campidoglio.

Il cavillo del codice etico M5S: anche in caso di condanna la sindaca Raggi non si dimetterà

La scorciatoia dell’autosospensione per poi essere riammessa

ROMA – Anche in caso di condanna in primo grado Virginia Raggi non si dimetterà, e se si autosospenderà dal M5S lo farà per poter venir riammessa con gloria. Anzi, facendo leva sul codice di comportamento, sarà proprio l’autosospensione a salvarla. Fa nulla che, a maggio, ai deputati palermitani accusati di aver raccolto firme false nel 2012 il collegio dei probiviri abbia confermato la sospensione perché colpiti da rinvio a giudizio. Per Raggi, il rinvio a giudizio non è abbastanza e su di lei il M5S prevede una soluzione diversa e una tutela speciale pensata dai legali del Movimento.

Gli automatismi di difesa del M5S sono semplificabili nelle innumerevoli dichiarazioni captate dai parlamentari grillini: è stato solo fango dei giornalisti, sono cadute le accuse più gravi e abbiamo massima fiducia nei magistrati sulla richiesta di rinvio a giudizio per falso. Tutto come sempre nella migliore tradizione di Beppe Grillo: il gruppo si chiude, escono le veline ufficiali e pochi si avventurano in coraggiosi distinguo. Come l’ex membro del direttorio Carlo Sibilia, per cui sì c’è da guardare «il bicchiere mezzo pieno», ma «certo non stapperei la bottiglia di champagne per un rinvio di giudizio in casa». Tra i duri del Movimento, Roberto Fico e Carla Ruocco, si adeguano. Non lo fa Luigi Gallo per cui è impensabile cambiare ancora una volta le regole: se Raggi sarà condannata in primo grado per falso si dovrà sospendere dal M5S. Lo dice chiaro anche Riccardo Fraccaro, deputato probiviro con il piccolo conflitto di interessi di essere anche, con Alfonso Bonafede, il commissario di Raggi in Campidoglio per conto di Grillo: secondo il nuovo codice etico, ritagliato su misura della sindaca, la sospensione dal M5S «è d’obbligo» in caso di dolo. E il dolo è implicito nel reato di falso.

Ma non sarà così lineare il percorso e ai vertici si comincia già a pensare alle contromosse. Grillo esulta per la doppia archiviazione sull’abuso d’ufficio, definendolo «un reato ben più grave» del falso. Ma se questo ha un senso alla luce della legge Severino che avrebbe fatto scattare la possibile decadenza della sindaca, non lo è secondo il codice penale che prevede pene più pesanti per il falso. Eppure, dice il comico a chi lo ha sentito per raccogliere la sua soddisfazione: «Resta solo una firma su un foglio dell’Anticorruzione». Non solo. Il dolo, dicono i vertici, va inteso «più in senso politico che giudiziario». I magistrati non hanno riconosciuto l’aggravante al falso, vuol dire che credono che la sindaca non abbia detto il falso per coprire un altro reato, in questo caso l’abuso d’ufficio del suo braccio destro Raffaele Marra interessato alla nomina a dirigente del fratello. Per i 5 Stelle è un’attenuante e sono pronti a sostenerne altre. Per esempio, che la sindaca «ha peccato di inesperienza», «non aveva un capo di gabinetto che la tutelasse da questi errori» e, secondo quella che è la teoria del complotto evocata ormai apertamente da Grillo, «è rimasta vittima delle trappole del Campidoglio». Ecco spiegate anche le premure di due deputati che maneggiano la materia giudiziaria come Andrea Colletti, «il falso – dice – non ha recato danno alla pubblica amministrazione», e Giulia Sarti, «anche nel falso – sostiene – va valutata quale sia stata la condotta».

Insomma, si stanno aprendo spiragli di interpretabilità nel codice pentastellato. I 5 Stelle e Raggi sono già d’accordo che in caso di condanna l’autosospensione sarà conseguente. Ma c’è un passaggio nel codice che tornerà utile ai legali che consigliano Grillo, Di Maio e Davide Casaleggio, al punto 3, dove c’è scritto che «l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare». In poche parole, il garante (Grillo) e il collegio dei probiviri terrebbero conto di una sorta di buona condotta, e la scelta della sindaca di autosospendersi come gesto compiuto a «tutela dell’immagine del M5S» le permetterebbe di ricevere la grazia.

Alla fine, in tutta questa faccenda di fratelli, nomine, omissioni e condizionamenti, nell’epopea breve di un gruppo di «quattro amici al bar» che ha gestito incarichi in Campidoglio, procurato indagini e infortuni politici, la colpa sembra essere «dei giornalisti». Il nuovo capo politico Luigi Di Maio non ha troppa voglia di commentare e ai cronisti che tentano di incalzarlo risponde «Cambiate repertorio». Più tardi, sarà più esplicito: «Archiviate le accuse per cui la stampa ci ha infangato». Concetti simili a quelli espressi da Raggi: «Dopo mesi di fango mediatico su di me e sul M5S, in cui mi hanno fatta passare per una criminale, i media ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani». Ma sotto la crosta di fango, l’accusa di falso è ancora in piedi.

Meningite, morto un ragazzo di tredici anni. Profilassi ad amici e parenti

E’ morto il bambino di tredici anni colpito da meningococco di tipo C. Il ragazzino si trovava nel reparto di rianimazione dell’ ospedale San Gerardo di Monza. I genitori, dopo che gli esami hanno confermato che si trattasse di meningite, sono stati sottoposti alla profilassi, come i diciannove amici più stretti e i compagni di classe dell’ Istituto Tecnico Industriale Alessandrini di Abbiategrasso. Mirco Piraino, viveva con la sua famiglia a Robecco sul Naviglio. “Come abbiamo fatto negli altri casi che si sono verificati all’interno di istituti scolastici, offriremo la vaccinazione a tappeto per tutti gli studenti dell’istituto coinvolto. Con Asst Ovest Milanese stiamo valutando il numero degli alunni e il possibile programma operativo da seguire”. Questo il commento dell’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera.

Paura per Mertens, ma con il Cagliari il folletto belga ci sarà

Tutto lo spogliatoio del Napoli ha tremato, poi il sospiro di sollievo. Dries Mertens si è sottoposto ad una risonanza magnetica per verificare il fastidio che accusa alla spalla. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano “ Il Corriere dello Sport”, Mertens nonostante il fastidio, comporrà il tridente d’ attacco con Lorenzo Insigne e Josè Maria Callejon, nella sfida contro il Cagliari, in programma questa domenica alle ore 12: 30. Ieri il folletto belga è tornato ad allenarsi per circa una mezz’oretta svolgendo lavoro defaticante per smaltire i postumi della sfida di Champions League vinta per 3-1 contro il Feyenoord.

Scafati Basket, parte la campagna di merchandising sulla fanpage ufficiale

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Da quest’oggi, direttamente dalla pagina Facebook ufficiale dello Scafati Basket 1969, sarà possibile visionare ed acquistare on-line tutto il merchandising griffato Givova Scafati. E’ questa la novità assoluta della stagione agonistica 2017/2018, nella quale la società, in simbiosi con il main sponsor, ha raccolto le richieste pervenute dai tifosi e dagli appassionati gialloblù, intenzionati ad acquistare indumenti ed accessori con il marchio ufficiale del sodalizio scafatese.
Kit gara, canotte, coprimaglia e zaini potranno essere anche personalizzati con l’applicazione serigrafata di nome e numero, proprio per venire incontro alle richieste e alle esigenze di tutti, grandi e piccini, diventando anche una simpatica ed originale idea regalo.
Dichiarazione del responsabile marketing del main sponsor Givova, Antonio Mandile: «Questo ci è apparso l’anno giusto per avviare il progetto merchandising. Abbiamo tutti gli elementi per ottenere grandi risultati: una grande società, una grande squadra ed un grande sponsor. Ci attendiamo un campionato ricco di emozioni, nel quale abbiamo voluto dare ai tifosi la possibilità di indossare i capi dei propri beniamini in campo. Siamo partiti col piede giusto e sono certo che insieme faremo grandi cose».
Dichiarazione della responsabile marketing del Basket Scafati 1969, Maria Grazia Coppola: «I nostri tifosi potranno finalmente acquistare ed indossare il merchandising ufficiale della società, grazie all’impegno e alla attenzione mostrata nei confronti dei nostri tifosi dall’azienda Givova, in particolare dalla famiglia Acanfora e dal collega Mandile, che si sono prodigati molto affinché questo progetto andasse in porto. Per noi è una opportunità di crescita importante, perché sarà possibile far circolare ancora di più e i colori e il brand societario, per giunta con la possibilità di personalizzazione di ciascun capo. Credo fortemente in questo progetto e sono certa che ci darà grosse soddisfazioni».

Zapata attacca il Napoli: “Gli ultimi due mesi sono stato emarginato da tutti”

L’ex attaccante del Napoli, Duvan Zapata, ora in forza alla Sampdoria ha rilasciato un’intervista al quotidiano “ La Gazzetta dello Sport”, raccontando alcuni retroscena sulla sua permanenza a Napoli negli ultimi due mesi. Ecco un estratto delle parole di Zapata: “A Napoli non mi hanno considerato. Ero reduce dalla mia migliore stagione in Italia, credevo di poter dire la mia. invece sono rimasto due mesi emarginato, allenandomi a parte. Per fortuna è arrivato Ferrero, che ha fatto tanto per portarmi qui. Tra l’altro lui mi voleva già due anni fa, quando l’allenatore era Zenga”

Ghoulam – rinnovo: ci siamo. Ecco quando potrebbe arrivare la firma

Sarebbe tutto fatto per il rinnovo fino al 2022 del terzino del Napoli Faouzi Ghoulam. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano “ Il Mattino “, il quale rivela addirittura che la firma sul nuovo contratto potrebbe avvenire addirittura durante l’imminente sosta per le Nazionali. L’accordo sulle cifre sarebbe già stato trovato, con l’algerino che andrebbe a percepire circa 2,2 milioni di euro a stagione. L’unico nodo da sciogliere per il rinnovo del contratto di Ghoulam sarebbe quello della clausola rescissoria. Infatti gli agenti del terzino partenopeo starebbero spingendo affinché il Napoli inserisca una doppia clausola, circa 40 milioni per i top club e 27 per le squadre di prima fascia.