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Bisceglie- Juve Stabia, la presentazione del match

Torna in campo già domani la Serie C. Alle 14, 30 si giocherà Bisceglie – Juve Stabia allo stadio “Gustavo Ventura” della cittadina pugliese. I neroazzurri, allenati dall’ex Juve Stabia Nunzio Zavettieri, hanno una rosa formata da un giusto mix di giovani ed esperti e i risultati di questa prima parte di stagione dimostrando la bontà del lavoro svolto sia dalla società che dal tecnico calabrese. Cospicua presenza di calciatori stranieri nei biscegliesi, sono ben 5 croati, un francese, un paraguaiano, un bosniaco, un montenegrino, un senegalese e un brasiliano.Tra le fila dei padroni di casa ci sono ben due ex, oltre Zavettieri. Parliamo del giovane centrocampista Salvatore D’Ancora, ex primavera delle vespe, e di Maxime Giron, terzino sinistro francese arrivato a gennaio di quest’anno dalla Reggiana e passato ai pugliesi in estate. Il Bisceglie, nelle prime cinque giornate di campionato, ha raccolto 7 punti frutto delle due vittorie nelle prime due gare con Paganese (0-2) e Francavilla (2-1) del pareggio con la Sicula Leonzio (1-1) e delle due sconfitte con Catanzaro (0-2) e Lecce (3-1). Le vespe, invece, sono reduci dalle due vittorie consecutive con Paganese (1-2) e Racing Fondi (2-0). Entrambe le squadre hanno ambizione di disputare un campionato tranquillo e per questo motivo entrambe vorranno avere la meglio sull’altra nella gara di domani, valida per il turno infrasettimanale. A causa delle partite ravvicinate, potrebbero esserci variazioni nelle formazioni. Andiamo a vedere i probabili 22 che scenderanno in campo:

BISCEGLIE (4-3-3): Crispino, Markic, Jurkic, Petta, Giron, Boljat, Lugo Martinez, Vrdoljak, Risolo, Jovanovic, Dentello Azzi. All. Zavettieri

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani, Nava, Bachini, Allievi, Dentice, Viola, Calò, Matute, Canotto, Paponi, Strefezza. All. Caserta

 

Spagna, crisi gravissima nel silenzio assordante dell’Europa

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“Si apre per la Spagna la crisi più grave dalla fine della dittatura franchista nel 1975 – scrive Stefano Stefanini nell’editoriale -. Quello di ieri in Catalogna è stato un disastro politico annunciato ed evitabile nell’assordante silenzio dell’Europa”.

 Il colpevole silenzio dell’Europa

Si apre, per la Spagna, la crisi più grave dalla fine della dittatura franchista nel 1975. Quello di ieri, in Catalogna, è stato un disastro politico annunciato – ed evitabile – nell’assordante silenzio dell’Europa. L’indomani è il giorno dell’incertezza. Carlos Puigdemont può dichiarare l’indipendenza della «Repubblica catalana» nel giro di 48 ore.

Come risponderà Mariano Rajoy? L’Ue e le grandi capitali europee possono continuare a restare alla finestra?

Il 1° ottobre del 2017 è la data che scava un abisso fra Madrid e Barcellona. Non per il voto catalano pro-indipendenza, troppo imperfetto per far testo, ma per il tentativo spagnolo d’impedire ai cittadini, con la forza, di esprimere la propria opinione. Per di più è stato un mezzo fallimento. La maggior parte dei seggi, o comunque molti, sono stati aperti e funzionanti. In compenso Madrid ha pagato un costo altissimo nelle immagini della polizia contro una folla che di violento non aveva nulla. Non erano i «No Global» di Genova. Non volevano sovvertire il sistema. Volevano andare a votare. E sfidavano la polizia, manganelli e pallottole di gomma comprese.

Quali che fossero le ragioni costituzionali di Madrid, sono naufragate nelle strade e nelle piazze catalane. La Spagna può ancora evitare il precipizio ma solo se entrambe le parti saranno capaci di fare un passo indietro e tornare a far politica. Sembra difficile dopo il confronto di ieri. Gli animi sono riscaldati. Rajoy pretende che l’episodio sia chiuso con un nulla di fatto; se lo pensa veramente non ha capito quanto è successo. Tocca ora anche all’Ue e ai leader europei far capire a Madrid come agli indipendentisti catalani che il muro contro muro conduce a una catastrofe politica. Il silenzio di Bruxelles, forse benintenzionato, diventa indifferenza callosa.

Con una scelta legalistica e impolitica, il premier spagnolo ha regalato agli indipendentisti catalani un successo a tavolino che avrebbe potuto vincere o pareggiare sul campo. Aveva dalla sua la maggioranza silenziosa dei catalani che non chiedeva la secessione, più la Costituzione che gli permetteva di ignorare il risultato del referendum come esercizio extra legem. Facendone una prova di forza ha costretto i catalani, anche la palude degli indecisi, a schierarsi. I cittadini pacifici che ieri sfidavano la polizia si ribellavano all’idea di non poter pronunciarsi sul proprio futuro. In democrazia non c’è legge che possa spiegarlo, non c’è Costituzione che tenga.

Non chiamiamolo referendum. La consultazione si è svolta in circostanze quantomeno anomale, con urne aleatorie e conteggi altamente problematici. Si può solo osservare che malgrado gli ostacoli frapposti dalla polizia l’affluenza è stata elevata e che, del tutto prevedibilmente, il voto è stato massicciamente a favore dell’indipendenza. Chi è contro non è certo andato alle urne. Puigdemont ringrazia Rajoy: il risultato sarebbe stato diverso se Madrid avesse chiuso un occhio. Chiamiamola svolta politica che mette le ali al nazionalismo catalano: per Madrid molto peggio di un referendum.

L’indipendenza di chi non ce l’ha non riscuote molte simpatie nella comunità internazionale. Chiedere al 98% dei curdi che l’hanno votata. L’Onu è ancorata agli Stati esistenti, beati possidenti di sovranità nazionale e tutt’altro che disposti a creare precedenti che la minaccino o la frazionino. Salvo poi arrendersi all’evidenza quando il coperchio salta come in Urss e nell’ex Jugoslavia.

Dall’Ue ci sarebbe però da aspettarsi di meglio; per rispetto di democrazia sostanziale e per lungimiranza strategica. A Tallinn i leader europei non hanno parlato di Catalogna per non offendere l’assente Rajoy; non hanno parlato di Brexit, dopo l’importante discorso di Theresa May a Firenze, per non invadere il campo della Commissione. Danno l’impressione di evadere i veri problemi sul tappeto fino a che non diventino crisi di cui siano costretti ad occuparsi.

Le pressioni secessioniste e indipendentistiche, non solo politiche, sono reali; ma non hanno nulla d’irresistibile: sono gestibili e contenibili, se affrontate con la politica – Scozia e Quebec docent. Se l’Ue non lo farà il camion del rilancio e dell’integrazione ripartirà con un carico di cocci anziché di vasi.

vivicentro.it/editoriale
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lastampa/Il colpevole silenzio dell’Europa STEFANO STEFANINI

Basket, sconfitta al PalaSojouerner Rieti per la Givova Scafati

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Si è infranto al supplementare il sogno della Givova Scafati di trovare la vittoria all’esordio
stagionale in campionato. Al PalaSojourner, contro la N. P. C. Rieti è finita male alla compagine dell’Agro,
sebbene per quasi tutta la durata dell’incontro sia riuscita a mettere alle corde l’avversario, giocando con
personalità, carattere e grande applicazione difensiva. E’ stata una partita divertente e spettacolare quella
che il team gialloblù ha disputato in terra laziale, nella prima giornata del girone ovest del campionato di
serie A2. Qualche imprecisione al tiro, soprattutto ai liberi e da tre punti, ha condizionato il risultato finale
di una sfida, nella quale, oltre alla gestione del ritmo e del gioco, capitan Crow e soci hanno dominato in
lungo ed in largo sotto l’aspetto della fisicità, in particolare sotto le plance. Oltre alla delusione e
all’amarezza per il risultato finale, coach Perdichizzi ha poco da rimproverare ai suoi uomini, che hanno
giocato a testa alta, su un campo notoriamente ostico, confermando le positive impressioni della vigilia,
che lasciano ben sperare per il futuro.
I primi minuti della partita sono di marca gialloblù: Spizzichini apre le danze, Crow gli dà manforte
dalla lunga distanza e, nonostante il buon momento di forma di Tommasini e Gigli tra le fila locali, è la
Givova Scafati a tenere in mano il pallino del gioco. A metà frazione però è proprio Tommasini a siglare il
primo sorpasso dei padroni di casa (12-11). Ritmi alti e grande prolificità realizzativa caratterizzano queste
fasi di gioco che, verso la fine della prima frazione, premiano i viaggianti (bene Sherrod e Santiangeli), che
riescono a trovare i canestri necessari a chiudere avanti 21-24.
L’esordiente Trapani gioca come un veterano e permette ai suoi di conservare la testa della sfida
(23-28 al 12’), almeno fino a quando l’ex Casini ed il solito Tommasini, con le loro triple, riportano gli
amarantoceleste con il naso avanti (29-28 al 15’). Cala il ritmo e l’intensità, mentre Spizzichini e Miles
salgono in cattedra (29-33 al 16’; 34-39 al 18’) e rilanciano le ambizioni gialloblù, sopite nel finale di tempo
dalla precisione al tiro di Salvoldelli (39-41).
Dagli spogliatoi rientra una Givova molto motivata, che riesce ad esprimere un buon gioco in
entrambe le parti del campo (bene Ammannato, Santiangeli e Miles), ampliando sensibilmente le distanze
(41-48 al 24’), fino a raggiungere il massimo vantaggio (46-56 al 28’). Prima del suono della terza sirena,
però, coach Nunzi stiglia i suoi, che rialzano la testa ed assottigliano il divario (52-58).
I giochi si riaprono dopo pochi minuti, grazie alla mano calda di Carenza e Casini (61-60 al 34’), che
ribaltano l’inerzia della sfida. Coach Perdichizzi ammonisce la squadra, che però non crolla, anzi continua a
giocare con personalità. Crow, Sherrod e Ranuzzi difendono forte e in attacco regalano i centri che
valgono il nuovo effimero vantaggio ospite (61-65 al 36’), bruciato nelle ultime azioni da Casini ed Hearst,
che rimandano al supplementare il verdetto finale (65-65).
Dopo alcuni errori in fase conclusiva su entrambi i canestri, è Spizzichini, con una tripla, a sbloccare
il risultato (65-68). Inizia a questo punto lo show di Hearst, che realizza ben undici punti di fila e mette in
ginocchio la formazione campana, alla quale non bastano Sherrod e Miles. Sul suono della sirena arriva poi
il canestro dalla lunga distanza di Tommasini, che suggella il successo della N. P. C. Rieti per 79-72.
Dichiarazione di coach Giovanni Perdichizzi: «Abbiamo condotto la partita per circa 39’, ma sul 65-61
non abbiamo fatto canestro in attacco per diverse azioni consecutive, abbiamo sbagliato due tiri liberi
importanti ed abbiamo concesso a Rieti di agguantare l’over time e di prendere fiducia. Purtroppo la
pallacanestro è anche questa, è fatta di episodi, di piccole cose che hanno deciso la sfida, ma in noi resta la
consapevolezza di aver giocato una gara di sostanza per quasi tutta la sua durata regolamentare, dando comunque il massimo. La squadra è un mix di gioventù ed esperienza, che si deve ancora amalgamare, ma che
ha disputato una gara solida su un campo caldissimo. Ci è mancato quel pizzico di malizia e di esperienza
necessaria per portare a casa un successo, che avremmo meritato per quello che abbiamo fatto vedere in
campo, perché in termini di energia, di presenza e di atteggiamento siamo stati bravi, tant’è che abbiamo
conquistato 53 rimbalzi contro una squadra che schiera Gigli, Davenport e Carenza sotto canestro, oltre ad
Hassan e Tommasini sugli esterni, che sono atleti di grande fisicità, mentre noi abbiamo un quintetto under
size, che ci ha comunque permesso di conquistare un mucchio di rimbalzi. Salviamo tutto quanto di buono
abbiamo fatto vedere in difesa, dobbiamo migliorare ancora tante cose in attacco, ma siamo alla prima di
campionato e la nostra crescita passa anche da queste partite. Resta l’amarezza di aver sciupato una
occasione importantissima, su un campo dove sarà complicato per tutti riuscire a spuntarla».
I TABELLINI
N. P. C. RIETI 79
GIVOVA SCAFATI 72
N. P. C. RIETI: Melchiorri n. e., Tommasini 17, Hearst 23, Savoldelli 6, Casini 14, Conti, Gigli 7, Marini, Carenza
3, Davenport 9, Hassan. ALLENATORE: Nunzi Luciano. ASS. ALLENATORI: Rossi Alessandro e Ruggeri
Andrea.
GIVOVA SCAFATI: Miles 17, Crow 17, Trapani 4, Spizzichini 8, Romeo 2, Ranuzzi 2, Ammannato 3, Antonaci,
Pipitone, Santiangeli 10, Sherrod 17. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni. ASS. ALLENATORE: Marzullo
Alessandro.
ARBITRI: sig.ri Scrima Alberto Maria di Catanzaro, Pierantozzi Marco di Ascoli Piceno, Buttinelli Alessandro
di Cerveteri (Roma).
NOTE: Parziali: 21-24; 18-17; 13-17; 13-7; 14-7. Tiri dal campo: Rieti 30/71 (42%); Scafati 22/71 (38%). Tiri da due:
Rieti 19/43 (44%); Givova Scafati 21/44 (48%). Tiri da tre: Rieti 11/28 (39%); Scafati 6/27 (22%). Tiri liberi: Rieti 8/14
(57%);  Givova Scafati 12/22 (55%). Falli: Rieti 24; Scafati 20. Usciti per cinque falli: Gigli. Espulsi: nessuno. Rimbalzi:
Rieti 37 (29 dif.; 8 off.); Scafati 53 (35 dif.; 18 off.). Palle recuperate: Rieti 7; Scafati 5. Palle perse: Rieti 11;
Scafati 15. Assist: Rieti 11; Scafati 15. Stoppate: Rieti 2; Scafati 2. Spettatori: 2.300 circa

La fotogallery dell’evento “OLTRE – Parole e Musica”

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Il racconto in scatti dell’evento “Oltre – Parole e musica” andato in scena nel sito archeologico del Castello di Lettere

Nello scenario suggestivo offerto dal Castello di Lettere, nella serata di ieri è andato in scena lo spettacolo “Oltre – Parole e musica”. Un evento in onore del 50° anniversario della morte di Antonio De Curtis, in arte Totò. Quale luogo migliore se non un castello per ricordare il Principe della risata, nell’occasione interpretato dal grande attore Gigi De Luca.

L’attore Gigi De Luca, con i maestri Franco Farina e Peppino Fiscale, accompagnati dal tenore Angelo Scarpati, hanno allietato i presenti con versi e canzoni del repertorio di Totò, recitando anche opere di autori del calibro di Raffaele Viviani, Eduardo de Filippo, Salvatore di Giacomo e Mario Abbate.

Di seguito le foto dell’evento del nostro inviato Antonio Gargiulo

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Catalogna, torna l’atmosfera di “regime”. Oltre 800 feriti tra i catalani ai seggi

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I catalani votano in massa per l’indipendenza nonostante l’intervento delle forze dell’ordine che con manganelli e proiettili di gomma ha provocato oltre 800 feriti, come racconta l’inviato de LA STAMPA a Barcellona Francesco Olivo. Il ministro dell’Interno catalano, intervistato da LA STAMPA, chiede aiuto all’Unione europea e all’Italia per “porre fine alle brutalità”.

“Brutalità e pestaggi contro bimbi e anziani, ora l’Ue e l’Italia ci aiutino”

Il ministro dell’Interno catalano Forn: siamo vittime di uno Stato autoritario

BARCELLONA – La tensione della giornata è arrivata fino in piazza Sant Jaume, nel centro di Barcellona, cuore del potere locale con il Palazzo della Generalitat che guarda la sede del Comune della città. Qui non ci sono scuole da sgomberare, né urne da cercare, ma il «Palau» è letteralmente circondato dalla polizia catalana. L’aria che tira è brutta, «non escludo che la Guardia Civil arrivi fino a qui», racconta un funzionario. All’ora di pranzo da questa sede così blindata esce Joaquim Forn, il «ministro» degli Interni catalano, magari non il volto più noto dell’indipendentismo (anche se durante gli attentati di agosto è stato costantemente in prima linea) ma sicuramente il membro più esposto del governo in una giornata così. Forn è stato nominato a giugno, «per la sua fedeltà alla causa indipendentista», hanno scritto i giornali. Così, anche se con segni evidenti di stress e preoccupazione, non retrocede di un millimetro e si appella all’Italia: «Faccia ragionare la Spagna».

Consigliere Forn, lei è uno dei responsabili dell’ordine pubblico in Catalogna, cosa sta succedendo?  

«Siamo tornati indietro di 50 anni nella storia spagnola. Immagini che non si vedevano da anni. Siamo davanti a una repressione che non si ferma davanti a niente e nessuno. Siamo molto preoccupati. Dopo 15 giorni di repressione contro i più elementari diritti oggi c’è l’apoteosi di questa strategia. La polizia spagnola sta operando in maniera completamente fuori dalla logica. Non riesco a smettere di indignarmi».

La vicepresidente del governo spagnolo Soraya Saenz de Santamaria dice che i responsabili di tutti gli incidenti di questa giornata siete voi. Cosa risponde? 

«Siamo tra persone adulte e possiamo giudicare. Le immagini le vediamo tutti, da una parte molta gente che rivendica di poter votare pacificamente si è messa davanti alle scuole per esercitare un suo diritto. Dall’altra pestaggi contro anziani, bambini e persone inermi. Chi sono i violenti?».

La polizia spagnola è intervenuta dopo che i Mossos catalani hanno mostrato di non eseguire gli ordini del giudice. È l’atteggiamento giusto?  

«Noi abbiamo messo in testa alle priorità la convivenza tra i cittadini. Eseguire la legge è ovviamente importante, ma per noi viene prima la convivenza».

Cosa farete adesso?  

«Intanto chiediamo aiuto ai Paesi europei. Prendano posizione su queste scene da Stato autoritario che in Europa non si vedono da molto tempo. Lei è italiano, ne approfitto per un appello: dica qualcosa, chieda al governo spagnolo di sedersi a un tavolo per poter dialogare e trovare una soluzione accordata. Fateli ragionare».

Perché intanto che si aspetta l’intervento dell’Ue, per mettere fine a questa situazione così tesa, il presidente della Generalitat Puigdemont non alza il telefono e chiama il capo del governo Rajoy per cercare una soluzione pacifica? 

«Noi la cerchiamo da anni. Ma loro rifiutano la via pacifica».

Senza dialogo che succede nei prossimi giorni?  

«Abbiamo un mandato del parlamento e l’80 per cento dei nostri cittadini vuole votare. Non possiamo tacere».

Possibile che non esista nemmeno un canale di comunicazione, anche informale, tra voi e il governo spagnolo? 

«Al momento no. Nessun canale».

Vi aspettate nuove operazioni di polizia?  

«Non lo sappiamo».

Lei è responsabile degli Interni, qualcosa saprà.  

«Dalle informazioni che abbiamo adesso e da quello che vediamo in queste ore, non possiamo affatto escludere nulla».

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Juve Stabia, primo gol stagionale per l’ex Atanasov

Primo gol in stagione per Zhivko Atanasov. Il centrale difensivo bulgaro, ora in forza alla Viterbese, ha trovato la prima rete nel match esterno contro il Gavorrano, terminato 0-3 per i laziali e in cui Atanasov ha trovato la rete del momentaneo 0-1. Il bulgaro, arrivato a Castellammare due stagioni e mezzo fa, si è trasferito nel Lazio nelle ultimissime ore di mercato. I castrensi lo hanno prelevato dalle vespe per poter competere nel proprio girone e il bulgaro sta rispettando le aspettative. Dopo alcuni mesi di ambientamento, il difensore ha fatto molto bene nella passata stagione con la Juve Stabia, al punto da farsi notare anche da club di categorie superiori

Pompei, boom di fedeli per la supplica alla Madonna

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Boom di fedeli al Santuario di Pompei per la consueta supplica alla Madonna che si svolge la prima domenica di ottobre. Come ogni anno, migliaia di fedeli da tutta la Campania e in generale dal Sud Italia hanno invaso la cittadina mariana per recarsi al Santuario. Sono state calcolate in circa 50 mila unità le persone che verranno accolte nella cittadina ai piedi del Vesuvio. Nelle prime ore della notte e del mattino in migliaia erano già giunti a Pompei per la messa di mezzanotte e cominciare la veglia di preghiera alle prime luci dell’alba. Il rito è stato presieduto dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, ed è stato trasmesso in diretta tv su Canale 21.

 

Tris vincente per “OLTRE – Parole e Musica”: Totò, cultura e beneficenza al Castello di Lettere

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Sold out al castello di Lettere per “OLTRE – Parole e Musica“, l’evento in versi e in note in omaggio all’arte di Antonio De Curtis, in occasione del 50° anniversario della sua morte.

Ieri il sito archeologico si è trasformato in un teatro, dove i grandi nomi del panorama artistico italiano hanno allietato i presenti con canzoni, poesie e balli della tradizione napoletana in uno scenario incantevole, offerto dal suggestivo paesaggio e dalla luna diafana, alta nel blu della sera.

Special guests della serata l’attore Gigi De Luca, i maestri Franco Farina e Peppino Fiscale e il tenore Angelo Scarpati. A contribuire al successo della serata anche le performance di Luciana Piergallino, Viviana Curcio, Ciro Mazaner e Gino De Luca.

Non solo un excursus di quella che è stata la produzione poetica e musicale di Totò, ma anche un riperccorrere l’opera dei padri della napoletanità, da Raffaele Viviani a Edurardo de Filippo da Salvatore di Giacomo, Mario Abbate a tanti altri.

Luigi Vuolo, presidente dell’associazione Mountains Production e organizzatore dell’evento, ha spiegato i tre obiettivi principali della serata: “Omaggiare l’arte del grande Totò, valorizzare il Castello di Lettere rendendolo un simbolo di apertura culturale, e fare benedicenza”, infatti il ricavato dell’evento sarà devoluto alla comunità l’Isola del Sorriso, gestita dalla cooperativa la Sorgente di Lettere.

A volere fortemente questo spettacolo anche il gruppo politico Lettere Cambia: “L’interesse di tutti noi è riportare e supportare la cultura nel sito archeologico e monumentale del nostro comune: il Castello. Solo la cultura può essere il volano di crescita del turismo e del tessuto sociale, e noi vogliamo continuare su questa strada” – dice  ai nostri microfoni il consigliere comunale, l’avvocato Gaetano Fontana.

Si progettano dunque più eventi culturali all’interno della fortezza di Lettere, e il prossimo potrebbe proprio essere una messa in scena tutta inedita del maestro Gigi De Luca. Lui che ha recitato nei migliori teatri d’Italia, lui che ha meritato i riconoscimenti ricevuti, è rimasto ammaliato dal “paradiso” che questo sipario medievale offre ad attori e pubblico. “Sono contento di questa serata, ovunque rivolga lo sguardo io vedo bellezza. Queste mura, questo panorama, questa atmosfera mi fanno venire voglia di mettere su uno spettacolo. Ritornerò qui, è un paradiso”.

A cura di Luisa Di Capua

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L’Angolo di Samuelmania – Che vittoria, ora la sosta e poi due big match!

L’Angolo di Samuelmania – Che vittoria, ora la sosta e poi due big match!

Napoli-Cagliari, una bella gara di domenica prima di pranzo! Gli azzurri stanno disputando un’ottima stagione: sta girando bene tutta la squadra, dal portiere all’attacco. C’è un miglioramento fisico, con Marek Hamsik che adesso è in una splendida forma ed ha segnato anche un bel goal. Poi c’è sempre il grande Dries Mertens che mette il sigillo, stavolta su calcio di rigore, e chiude la partita un goal di Kalidu Koulibaly. Questa settimana ci sarà la sosta, poi si riprenderà con il tour de force, con la partita fuori casa a Roma e la trasferta di Manchester per la Champions! Sempre e solo Forza Napoli.

a cura di Samuele Esposito

Gragnano, sconfitta interna con il Pomigliano per 1-3

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ASD Città di Gragnano – ASD Calcio Pomigliano 1-3

Marcatori: 7′ pt. Marzullo (P), 37′ pt. Gassama (G), 31′ st. Thioune (P), 40′ st. Guidelli (P)

ASD Città di Gragnano: Cioce, Liccardi (dal 37′ st. Cissè), Franco, Baratto, Carfora (dal 23′ st. Mansour), Martone (K), La Monica (dal 28′ st. Gatto), Esposito (dal 33′ st. Napolitano), Chiariello, Gassama, Cioffi (dall’11’ st. Formisano). A disp.: Bruno, Montuori, Guidone, Chagas. All.: Rosario Campana

ASD Pomigliano Calcio: Alcolino, Avella, Marotta, Guidelli, Djibo, Mannone, Labriola (dal 12′ st. Thioune), Alfano (K), D’Angelo (dal 16′ st. Konate), Marzullo (dal 38′ st. Elefante), Vitiello (dal 16′ st. Di Roberto). A disp.: De Felice, Di Finizio, Mariani, Di Siervi, Allegra. All.: Marco Nappi

Arbitro: Giulio Bonaldo (sez. di Conegliano)

Assistenti: Riccardo Pintaudi (sez. di Pesaro) e Marco Belsanti (sez. di Bari)

Ammoniti: Marotta (P), Guidelli (P), Franco (G), Martone (G), D’Angelo (P), Marzullo (P), Elefante (P), La Monica (G), Formisano (G)

Note: Recupero: 0′;5′. Corner: 7-3. Spettatori: circa 300.

Jorginho su Instagram: “Buona vittoria, continuiamo cosi”

E’ più raggiante che mai Jorginho Frello. Il centrocampista brasiliano del Napoli, autore di una buona prova ieri contro il Cagliari, sul social network “Instagram” esprime tutta la sua gioia per la vittoria rotonda (3-0) contro i sardi. “Buona Vittoria… continuiamo cosi” poche parole, espresse sia in italiano che in portoghese, sua lingua madre, che dimostrando quanto sia sereno il clima nello spogliatoio del Napoli, reduce da 7 vittorie su 7 e ben 25 gol fatti.

La Catalogna vota l’indipendenza

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I catalani votano in massa per l’indipendenza sfidando le cariche della Guardia Civil, la polizia mandata da Madrid a Barcellona per fermare il referendum. Il premier spagnolo Mariano Rajoy definisce il voto “una messinscena”, ma gli indipendentisti non si fermano e proclamano per domani una giornata di sciopero generale per protestare contro l’intervento delle forze dell’ordine che con manganelli e proiettili di gomma ha provocato oltre 800 feriti, come racconta l’inviato de LA STAMPA a Barcellona Francesco Olivo.

L’urlo di Barcellona: addio Spagna

I sì al 90 per cento, affluenza del 42 con 2,26 milioni di votanti. La polizia di Madrid irrompe nei seggi e usa proiettili di gomma sugli elettori: 800 feriti

BARCELLONA – Sono le undici di sera quando il governo della Generalitat varca il confine: «Benvenuti nella Repubblica catalana». Finisce così, con un nuovo pericoloso inizio, l’eterna giornata della ribellione anti spagnola. Secondo il governo catalano, con l’affluenza del 42%, ha ottenuto circa il 90% dei sì il referendum tenuto in Catalogna per l’indipendenza dalla Spagna. Sarebbero andati a votare il 55% senza le repressioni, secondo il governo catalano. Hanno votato 2,26 milioni di persone, 2,02 hanno votato «sì» al quesito «vuoi che la Catalogna diventi uno stato indipendente in forma di repubblica?».

In una terra che non disdegna l’epica, nessuno immaginava che così tante cose potessero succedere in 24 ore: i seggi presidiati di notte, le schede che arrivano all’alba, poi l’incubo delle irruzioni della polizia e infine uno scrutinio scontato, ma con conseguenze inimmaginabili.

L’aria che tira la coglie il cameriere di un hotel della Gran Via che indica le otto camionette con gli anti sommossa pronti a colpire: «Ecco, con la Spagna oggi abbiamo chiuso».

Per la secessione c’è anche la data: «Mercoledì porteremo in parlamento i risultati di questo referendum: abbiamo diritto a un nostro Stato» dice il capo della Generalitat Carles Puigdemont. Una road map che spaventa Madrid, pronta a togliere l’autonomia alla regione. È solo l’inizio della rivolta: per protesta chiudono i teatri e si proclama lo sciopero generale. Gli indipendentisti hanno le foto che cercavano: «Madrid ci opprime» dicono al mondo tra lo sconcerto generale nel resto di Spagna.

Le scene del primo ottobre catalano sono forti e inedite in «una grande democrazia», come la chiama a sera il premier spagnolo Mariano Rajoy che qualifica «farsa», il voto. Ma due ore dopo, i risultati arrivano: ha vinto il Sì con una percentuale attorno all’88%, in tre milioni, secondo il governo catalano, hanno provato a partecipare. I dubbi sui risultati sono legittimi (le irregolarità ci sono state), ma sulla Spagna, più che queste schede precarie, pesa il bilancio terribile dei feriti: oltre 844 di cui 8 gravi. Il sangue sul volto di persone anziane e i colpi gratuiti allontanano un altro po’ tanti catalani dal resto della penisola: «Ci hanno voluto umiliare».

Oltre ottanta anni dopo la guerra civile spagnola, Barcellona si sente assediata e non è una metafora. Non c’è Franco ovviamente, ma viene evocato lo slogan fascista: «Per mare, per terra e per aria». Dalle navi in porto sbarcano i poliziotti impiegati nella repressione del referendum illegale. Dalle strade arrivano altri rinforzi. E si chiude lo spazio aereo per permettere agli elicotteri di condurre le operazioni. La sindaca Ada Colau (non indipendentista) attacca: «Rajoy è un vigliacco e occupa la città».

La giornata comincia che è ancora notte. Alle cinque e mezza davanti a tutte le scuole della Catalogna si radunano le folle senza bandiere. Sono gli aspiranti elettori che blindano il loro sogno: «Votarem». All’apertura dei seggi mancano tre ore e mezza, ma il primo appuntamento è alle 6 con la polizia, che, sono gli ordini dei giudici, deve chiudere gli istituti. Venti minuti dopo però, davanti alla scuola Diputaciò, nel cuore dell’Eixample modernista si vedono solo due Mossos d’Esquadra, gli agenti dell’autonomia catalana, sospettati di intelligenza con il nemico da Madrid. Si avvicinano timidi alla porta, sono un uomo e una donna e anche volendo (ma non vogliono) non potrebbero chiudere i cancelli con tutta questa gente davanti. L’attesa sarà lunga e comincia anche a piovere: «Sono sette anni che aspettiamo», dice la professoressa Maria Molas. La data ha un senso: nel 2010 veniva bocciato dalla corte costituzionale lo Statuto d’autonomia voluto dal premier Zapatero e votato in massa dai catalani. Quel No dell’alta corte di Madrid viene considerato l’episodio che ha dato il via a quello che qui si chiama semplicemente «il processo», con l’indipendentismo che è passato dal 15%, a una percentuale vicina alla metà della popolazione.

Due strade più in là, Carrer de Mallorca, stessa scena. Nessuno sgombero previsto, ma manca un elemento: le urne. È l’oggetto più desiderato e ricercato delle ultime settimane e in fila al seggio nessuno sa davvero dove sia. Le speculazioni finiscono quando arriva un’auto: alla guida c’è una donna, che si ferma davanti all’ingresso. Scende il passeggero ed estrae un grande sacco nero dal portabagagli. Cosa ci sia dentro alla busta è chiaro. L’atto di disobbedienza è lì davanti a tutti, palese e rivendicato, ai Mossos basterebbe poco per requisire il contenitore proibito, ma si girano, letteralmente, dall’altra parte. L’ammutinamento si consuma e quel punto l’applauso è vigoroso. Ora sì: si vota.

Sono solo le otto, i seggi sono ufficialmente aperti. Il governo catalano fa un annuncio importante: «Si può votare in ogni sezione e le schede si possono stampare a casa». È la contromossa alla chiusura delle scuole, che la Procura aveva ordinato e che in qualche caso era riuscito. L’avviso è accolto con sollievo dagli osservatori, «ora il governo spagnolo può dire che è tutta una farsa ed evitare la violenza». L’ottimismo dura pochi minuti. I telefoni cominciano a vibrare: «Stanno attaccando la scuola Pau Claris». È la prima di una lunga serie di cariche della polizia nazionale e della Guardia Civil, i corpi dello Stato sbarcati dalle navi con l’intenzione di passare all’azione, requisendo le urne, vista la passività dei Mossos. I video con le violenze sui votanti cominciano a girare sui social e la situazione precipita in breve.

Nel 2014 i catalani votarono in una consultazione non vincolante, ma grazie a un accordo tra i governi si evitò di mandare la polizia. Stavolta non c’è dialogo alcuno e la prova è che lo stesso presidente della Generalitat Carles Puigdemont trova le camionette delle forze dell’ordine davanti al suo seggio, alle porte di Girona (voterà altrove). Le cariche si susseguono: chiunque ostacoli il passaggio degli «antidisturbios» viene spostato senza riguardo, ci sono molti anziani che finiscono in terra. Arrivano anche proiettili di gomma (proibiti) e lacrimogeni. Un ragazzo rischia di perdere un occhio. Quando è il caso, e pure quando non lo è, si picchia forte. Il bilancio sale di minuto in minuto: 5 feriti, 12, 54, fino a sfiorare il migliaio a sera (contando i contusi). La gente, per fortuna, non reagisce (salvo casi isolati) evitando l’ecatombe. La resistenza passiva a volte funziona, come all’istituto Diputaciò, dove gli agenti sono costretti alla retromarcia dal muro di folla che difende l’ingresso. Qui la prendono come una vittoria, ma il 2 ottobre fa più paura dei manganelli.

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Insigne: “Stiamo facendo bene, ma il campionato è lungo”

Le sue parole

Lorenzo Insigne ha parlato alla Domenica Sportiva: “A Napoli giochiamo un calcio diverso da quello della Nazionale. Testa della classifica? Stiamo facendo bene, il campionato è lungo. Spero di dare tanto alla nazionale e a Ventura, mi sento bene. Spareggi? Non mi fanno paura”.

Di Francesco nel post Milan-Roma: “È stata una prova dal punto di vista mentale molto importante”

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Di Francesco e Montella al termine di Milan-Roma dove i giallorossi si impongono a San Siro per 2 a 0

Roma- Un risultato cercato e agguantato contro il Milan. La prova del nove contro una squadra di alta classifica è stata brillantemente superata dalla Roma di Di Francesco che, nel post Milan-Roma, dichiara: “È stata una prova dal punto di vista mentale molto importante. Al di là dell’aspetto tecnico e fisico, era molto importante l’aspetto psicologico e rimanere in partita, poi il gol l’avremmo trovato. In alcune fasi della gara si poteva fare meglio ma siamo stati bravi ad accelerare nel momento opportuno e ad ottenere una buona gestione generale della palla”.

Sulla vittoria conseguita: “Siamo venuti qui per vincere e continuare la corsa per rimanere attaccati alle squadre importanti, ma già abbiamo una partita in meno e questo dal punto di vista psicologico ci toglie qualcosa ma c’è la possibilità di andarli a conquistare. Abbiamo vinto in Champions che non era facile, le altre dicevano che erano tutte facili ma quella di oggi è stata la dimostrazione che la squadra c’è, è una crescita generale.

Noi siamo adesso dietro gli altri e cerchiamo di guadagnare puti partita dopo partita.

Spesso si butta tutto un lavoro per 90 min, Con l’Inter abbiamo perso per 20 min una partita che avevamo giocato ottimamente, per questo dobbiamo giocare con i piedi per terra ma con la consapevolezza che abbiamo determinate caratteristiche”. E aggiunge: “Oggi avevamo tantissime assenze, non avevamo tantissime alternative in avanti ma la squadra ha risposto bene nonostante che tanti calciatori hanno fatto 3 partite consecutive in una settimana e un viaggio di 5 ore per arrivare a Baku”.

Vincenzo Montella incassa la sconfitta a San Siro: la squadra capitolina dell’amico-fratello Eusebio Di Francesco, mette ko rossoneri dopo un primo tempo poco incisivo ed una ripresa un po’ sfortunata. Il tecnico napoletano viene tuttavia riconfermato dai vertici rossoneri, verso di lui è riposta la massima fiducia.

Al termine della gara, Vincenzo Montella dichiara: “Sono molto fiducioso per lo spirito con cui abbiamo affrontato la gara, la squadra ha fatto una grande gara, un pizzico sfortunata dentro la partita e qualche piccolo errore, però non puoi rimproverare nulla ai ragazzi; anche il pubblico l’ha apprezzato, infatti e a fine partita ha applaudito. La continuità di gioco e l’armonia di gioco, la pericolosità in avanti, tutto questo c’è. Siamo vicinissimi a quella svolta di cui abbiamo bisogno. Questa è la strada, è ben delineata e dobbiamo andare tutti in quella direzione. Ovviamente si può crescere, sono fiducioso che si possa migliorare”.

Sulla Roma, afferma: “La Roma è una grande squadra, lo ha dimostrato l’anno scorso e lo sta dimostrando anche quest’anno. L’anno scorso è arrivata 23 punti avanti a noi e quest’anno ha giocato con una squadra alla pari. Potevamo vincere nella ripresa quando abbiamo alzato i ritmi, ma non dobbiamo farci fuorviare da un risultato che ci turba e che ovviamente non mi farà dormire. Io sono molto ottimista”.

Maria D’Auria

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Akragas-Siracusa: In Sala Stampa con noi tra Mister Bianco e Di Napoli

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Akragas-Siracusa: 0-3 Il dopo partita

Sabato la sala stampa aveva un aspetto differente, inversione di prospettiva per il tavolo e le sedie, quel giorno padroni di casa erano gli agrigentini.

Qualche minuto di attesa e Mister Bianco arriva con il suo passo deciso, la prima domanda lo irrita un po’ infondo la partita era stata vinta e la domanda che la squadra è partita in sordina era evitabile.

Bianco ammette che il Siracusa ha corso di più, ma male quella che doveva correre di più doveva essere la palla. Ricorda che l’Akragas è la squadra che ha pareggiato contro il Monopoli attualmente prima in classifica e il fatto che i propri ragazzi abbiano vinto dimostra quanto abbiano cercato la vittoria.

Secondo Mister Bianco, la squadra non ha mostrato le sue massime potenzialità in campo e quindi non dando spettacolo a livello tattico la giusta grinta.

Per Mister Bianco le domande si esauriscono in fretta, infondo quando si vince c’è poco da replicare.

Di Napoli inizia facendo i complimenti a Bianco, dispiacendosi per la clamorosa sconfitta, ma ammette che i giocatori del Siracusa hanno una marcia in più. Il grande errore dell’Akragas, continua, è stato quello di farsi prendere dal nervosismo e cambiare lo schema tattico. Malgrado il risultato il Mister è orgoglioso dei suoi ragazzi perché giorno dopo giorno mostrano una crescita sia mentale che tattica. Di Napoli chiude con delle parole che nascono dal cuore: ammette che la sua squadra è la sua forza.

Ultimo ad apparire dalla porta blu è Parisi, quello che si avverte in lui è il grande attaccamento ai compagni. Non mette avanti il suo ruolo ma il lavoro dell’intera squadra. Il dialogo con i centrali della squadra aretusea sembra crescere di volta in volta e questo ne da giovamento alla squadra.

Le domande sono terminate, tutti escono,le luci della sala si spengono in attesa del prossimo incontro.

Milan-Roma 02, le nostre pagelle: Dzeko forza 7. Diga Fazio-Manolas

PAGELLE MILAN-ROMA – Serviva il colpo di un singolo per sbloccare una gara noiosa. Fino al momento del primo gol la bilancia propendeva più dalla parte dei padroni di casa. Poi il settimo gol in campionato del pennellone bosniaco (ottavo stagionale considerando il segno in Champions contro gli azeri del Qarabag) ha spezzato gli equilibri a favore della squadra di Di Francesco ed ha regalato altri 3 punti ad una squadra che ora occupa il quinto posto della classifica con una gara da recuperare (Sampdoria-Roma). Ma andiamo a ripercorrere le prestazioni dei singoli:

ALISSON 7 – Fa un miracolo su un tiro a botta sicura di Bonucci al 16′ del secondo tempo. Per il resto si sporca poco o niente i guantoni ma si sa, si può prendere un ottimo voto anche con un solo intervento se questo risulta positivo. E poi bravissimo a smistare la palla coi piedi nel momento di maggior difficoltà della sua squadra

PERES 5,5 – Fa fare a Chalanoglu il bello ed il cattivo tempo lì sulla fascia destra. Poco attento sulle chiusure nonostante Di Francesco lo avesse esautorato dai compiti offensivi (affidati a Florenzi)

MANOLAS 6,5 – Il Leonida giallorosso è un vero e proprio muro. Sta attento a Kalinic per tutta la partita ma è meglio se evita di impostare il gioco.

FAZIO 7 – Si mormorava che non fosse particolarmente adatto per la linea a 4 e lui ci si sta mettendo di impegno per far ricredere tutti. In coppia con Manolas è praticamente perfetto. Bellissime in particolare due chiusure e soprattutto il modo in cui ha neutralizzato gli inserimenti di Kessie.

KOLAROV 6 – Forse un po’ in debito di ossigeno, il terzino dell’est fa il suo e porta a casa la sufficienza. Forse ha lasciato fare un po’ troppo a Borini.

NAINGGOLAN 6,5 – Insieme a Pellegrini il migliore lì a centrocampo. Si accende negli ultimi 20 minuti. È suo l’assist per il gol di Florenzi ed è sempre su di lui il fallo che causa l’espulsione di Chanaloglu. Risulta decisivo anche quando non lo è.

DE ROSSI 6 – Senza infamia e senza lode, tiene botta ma Biglia e Kessie hanno giocato meglio.

STROOTMAN 5,5 – Non èin forma e si vede sin da quando non riesce a segnare a porta vuota dopo un quarto d’ora di gioco. Poi un contrasto aereo con il compagno di squadra Fazio lo costringe a dare forfait e a passare il testimone al cavallo rampante PELLEGRINI 7 che nonostante fosse reduce dalla febbre riesce a dare un grosso sprint. Cerca anche il gol, ma il tiro è troppo debole.

FLORENZI 6,5 – Fallisce un’occasione monumentale a tu per tu con Donnarumma ma a lui possiamo perdonarlo. Soprattutto perché ribatte a rete e fa il 2-0 per i suoi al 77′. È ancora lontano dai suoi standard, ma bisogna dargli il tempo giusto.

DZEKO 8 – Settimo gol in Serie A ed ottavo stagionale (considerando il centro fatto mercoledì scorso a Baku). Nulla da dire. Ha sbloccato un match noioso e forse destinato a rimanere inchiodato sullo 0-0. Inoltre grande lavoro per la squadra. Ad oggi è un top player.

EL SHAARAWY 5,5 – Non veniva tra le linee e lasciava Dzeko troppo da solo lì nel cuore dell’area di rigore. Al 33′ esce per lasciar spazio a GERSON SV

Claudia Demenica

Akragas-Siracusa: Siracusa come Jack l’ammazzagiganti

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Akragas-Siracusa: 0-3. Sesta giornata di campionato, Serie C

Il Siracusa Calcio sembra in questo campionato un personaggio fiabesco che attraversa un libro di favole dopo l’altro. E se prima interpretava i tre porcellini che vincono sui cosentini, in questa partita contro l’Akragas, incarna lo spirito di Jack che con astuzia batte i giganti che invadevano le terre di re Artù.

Nella fiaba del Siracusa tre Jack : Liotti, Scardina e Mancino infilzano i giganti con l’aiuto dei prodi compagni.

Nessuno è escluso in questa battaglia, tutti uniti riescono a sollevare l’attacco e a far breccia nei punti deboli degli agrigentini.

Si sa, come i giganti l’Akragas ne incarna forza e ferocia, ma i Leoni hanno saputo, con sagacia, approfittare del momento di nervosismo e segnare gli affondi giusti.

L’Akragas ha comunque giocato con grande spirito  competitivo, eccezionale nei passaggi e ha mostrato un grande gioco di squadra.

Peccato per il goal annullato, la sconfitta forse sarebbe stata meno amara, ma sicuramente i ragazzi di Mister Di Napoli avranno un grande futuro davanti.

Tra le file del Siracusa spicca: Liotti, fautore del primo goal a soli due minuti  del fischio d’inizio match, Scardina che in ogni partita non smette mai di stupire lo spettatore, segnando questa volta con un bel goal di piedi; Mancino  da spettacolo a chi invece lo considerava un po’ troppo avanti con l’età.

Per un momento la difesa è stata un po’ a disagio, quando gli agrigentini segnano il goal annullato, ma il richiamo di Super Tomei ha unito le pedine della difesa in un unico corpo compatto. L’esperienza indiscussa di Turati, il talento che viene fuori da Parisi in ogni partita e la bravura di Magniani difendono con maestria la propria area di competenza.

Il centro campo ha potuto contare sull’esperienza di Spinelli e sulla giovinezza instancabile di Palermo. Immancabili Grillo, la spina nel fianco degli avversari Catania e Sandomenico  hanno saputo supportare l’intera squadra.

Un’altra squadra è stata affrontata, un’altra vittoria è stata annotata nella storia del Siracusa e come si suol dire Hic Sunt Leones– qui ci sono i Leoni

 

Milan-Roma 0-2 (Dzeko 72′, Florenzi 77′) – in 5 minuti i giallorossi demoliscono il Milan

CRONACA MILAN-ROMA – Alle 18 tutti a San Siro per un incontro che vale molto, tra due squadre ambiziose. Da una parte la sete di vittorie di Di Francesco, che vuole dimostrare di essere all’altezza di una piazza come Roma e vuole proseguire il filotto positivo per aspirare a qualcosa di importante. Dall’altra, il Milan di Montella, con la socirtà rossonera che ha speso diverse centinaia di migliaia di euro in estate sul mercato ma per ora i risultati non soddisfano né in campionato né in Europa League.

CRONACA SECONDO TEMPO:

4′ Tentativo di Florenzi che però non riesce a completare il dribbling su Rodriguez

5′ Kalinic sembra prendere il tempo a Manolas, ma poi non riesce a concludere

5′ Ammonito Dzeko per proteste

9′ Tentativo dalla distanza di Chalanoglu, deviazione in corner

10′ Calcio d’angolo per la Roma, batte Peellegrini ma non ci sono sviluppi

13′ Cross velenoso di Rodriguez sul secondo palo che stava diventando buono per André Silva che poteva metterla dentro. Palla fuori

14′ Sassata di Kessie imprecisa. Il pallone va fuori

15′ Occasione monumentale per Florenzi. Cross col contagiri da parte di Pellegrini ma Alessandro non riesce a trovare la lucidità per alzare la palla a scavetto

16′ Strepitosa parata di Alisson su tiro a botta sicura da parte di Bonucci

18′ Ammonito Biglia

21′ Donnarumma in uscita e Romagnoli che indietreggiava rischiano l’autogol

23′ Alisson para su Kalinic, che è bravo ad aspettare, fintare la prima conclusione e poi calciare facendo passare il pallone tra le gambe di Manolas

27′ GOL DELLA ROMA CON DZEKO che controlla il pallone e tira all’angolino centrando lo specchio anche grazie alla deviaxione di Romagnoli. Niente da fare per Donnarumma. 1-0 per la Roma.

31′ RADDOPPIO DELLA ROMA CON FLORENZI: Dzeko per Nainggolan che tenta il tiro ma trova la respinta di Donnarumma. Il portierone milanista, però, non riesce a bloccarla e Florenzi ribatte a rete per il 2-0 giallorosso

33′ Kalinic lascia il campo per far spazio a Cutrone

34′ Fallo su Nainggolan. Espulso Chalanoglu per doppia ammonizione

35′ Esce El Shaarawy, dentro Gerson

37′ Ci prova Pellegrini dopo un uno due con Nainggolan ma non riesce a tenere basso il pallone

40′ Terza sostituzione per la Roma: Manolas passa il testimone a Juan Jesus

45′ Assegnati 3 minuti di recupero

48′ La gara termina con il risultato di 0-2. I giallorossi salgono a 15 punti il classifica con una gara d recuperare

 

CRONACA PRIMO TEMPO:

2′ Ottima copertura di Borini su un cross invitante di El Shaarawy per Dzeko

3′ Gioco fermo per contrasto tra De Rossi e Chalanoglu. Il romanista ha avuto la peggio ma non è niente di grave: dopo poco si rialza

6′ Buon momento del Milan in fase offensiva con Borini, ma i giallorossi coprono bene e ripartono

7′ Buon tandem Florenzi-El Shaarawy: il primo prova a servire il secondo che si trova in posizione di centravanti ma Musacchio anticipa

9′ Primo corner del match per la Roma, guadagnato da Kolarov. È lo stesso terzino bosniaco a calciare, deviazione e nuovo calcio d’angolo. Dzeko Manolas e Fazio nel cuore dell’area di rigore. Batte Florenzi ma il calcio piazzato non ha sviluppi

11′ Bravo Manolas a chiudere su un pallone insidioso indirizzato a Kalinic

14′ Kessie serve Borini che si inserisce in area di rigore. Fa muro De Rossi che salta con entrambe le mani attaccate al corpo. Intervento pulito per il direttore di gara

16′ Segnalata la posizione di ooffside di Kalinic

17′ Strootman calcia di prima intenzione ma colpisce troppo all’interno ed il pallone prende una traiettoria ad uscire. Peccato per la Roma, visto che Donnarumma si trovava fuori dai pali

19′ Prima vera occasione per la Roma: Florenzi servito sulla corsa da Kolarov tenta il tiro a volo ma non impatta bene il pallone che finisce tra le braccia di Donnarumma

20′ Errore in fase di disimpegno da parte dei rossoneri: Dzeko ne approfitta per tentare il tiro di sinistro. Deviazione in calcio d’angolo

24′ Tentativo dalla distanza di Kessie, che riceve un pallone da Chalanoglu e tenta il tiro a volo. Paalone di poco al lato della porta difesa da Alisson

27′ Buon momento per i rossoneri che riescono a chiudere la Roma nella propria area di rigore. Provvidenziale Fazio in un paio di chiusure.

28′ Tiro di Pruno Peres che Donnarumma devìa in corner

29′ Prima sostituzione per la Roma e non per scelta tecnica: Pellerigni rileva Strootman reduce da uno scontro con Borini e poi da uno scontro aereo col compagno di squadra Fazio

32′ Pellegrini entra duro su Bonini. È  punizione per la Roma

33′ Tentativo di tiro di Chalanoglu sul secondo palo. La sfera va fuori

34′ Ammonito Chalanoglu per fallo su Bruno Peres che con una delle sue percussioni si stava involando verso l’area di rigore rossonera

35′ Rodriguez provvidenziale su un tentativo di El Shaarawy di servire in area Dzeko

36′ Erroraccio di Bonucci che consegna il oallone a Dzeko al limite dell’area di rigore. Il bosniaco, però, non se l’aspettava ed il difensore riesce a metterci una toppa

38′ Dzeko tenta di servire El Sgìhaarawy, autore di un taglio verso il cuore dell’area di rigore. Nulla da fare

39′ Intervento di Alisson coi pugni ad allontanare un pallone indirizzato a Kalinic

40′ Roma in affanno in questa fase di gioco. I rossoneri palleggiano meglio

41′ Occasionissima per Pellegrini che si inserisce nel varco giusto ma non riesce a dare la potenza sufficiente alla sua conclusione e si fa parare da Donnarumma

44′ Fallo di mano di Manolas

45′ L’arbitro assegna 2 minuti di recupero

46′ Tentativo di Kessie dal limite dell’area di rigore, palla alta sopra la traversa

47′ Termina il primo tempo sul risultato di 0-0

 

 

 

Hamsik ad un gol dal record di reti di Maradona

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Hamsik ad un gol di distanza dal record di reti segnati con la maglia azzurra

Oggi nella partita Napoli – Cagliari disputata in casa al San Paolo, Hamsik ha segnato un gol che ha determinato il suo sblocco: è il suo primo gol in questa stagione calcistica, a seguito di una fase di avvio in cui le sue condizioni fisiche non erano ottimali. Con questa rete, Hamisk ha permesso al Napoli di passare in vantaggio sulla squadra avversaria, grazie a un sinistro che non ha perdonato l’estremo difensone Cragno. Ora, il capitano si avvicina ancora di più al record dei gol che Maradona ha segnato con la maglia del Napoli.

Alla domanda sul record stabilito da Maradona, Hamisk ha risposto così: “Record di Maradona? E’ chiaro che ci tengo, ormai ci siamo e quando arriverà vedremo.”

Maradona ne ha realizzati 115 in 7 stagioni, mentre, con il gol di oggi, Hamisk ne ha segnati 114 in 11 stagioni.

 

Antonio Gargiulo

 

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Milan-Roma, le formazioni ufficiali: Florenzi esterno alto. André Silva e Kalinic titolari tra le fila rossonere

FORMAZIONI MILAN-ROMA – Manca un quarto d’ora al fischio d’inizio di Milan-Roma, gara valida per il settimo turno di Serie A. Dopo questa giornata, la sosta per lasciar spazio alle Nazionali e alle partite di qualificazioni dei Mondiali di Russia 2018. Sembra proprio che questo sia un crocevia sia per la squadra di Di Francesco, che, forse soprattutto, per i rossoneri. Montella è chiaramente in bilico e Fassone e company hanno perso la pazienza dopo le risposte deficitarie della squadra sia in campionato che in Europa Leage. La Roma, dal canto suo, vuole assolutamente proseguire il filotto di vittorie per poter affrontare la sosta con la massima serenità e risalire la classifica nonostante la gara contro la Samp rimandata.

FORMAZIONI UFFICIALI:
MILAN (3-5-2): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Borini, Kessié, Biglia, Calhanoglu, Rodriguez; André Silva, Kalinic.
A disp.: A. Donnarumma, Storari, Abate, Calabria, Paletta, Zapata, Bonaventura, Locatelli, Mauri, Montolivo, Cutrone, Suso.
All. Vincenzo Montella

ROMA (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy.
A disp.: Skorupski, Lobont, Moreno, Castan, Pellegrini, Gonalons, Gerson, Cengiz, Antonucci.
All. Eusebio Di Francesco

Arbitro: Luca Banti della sezione di Livorno
Assistenti: Crispo – Costanzo
IV uomo: Manganiello
VAR: Massa
AVAR: Aureliano