A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Totò Di Natale, ex attaccante attuale presidente scuola calcio del Donatello “Mi sto divertendo con i ragazzini, sono tornato 20 anni indietro. Nel settore giovanile di Udine mi diverto tantissimo a vedere bimbi di 6 anni correre dietro ad un pallone. Negli anni in cui giocavo da prima punta forse potevo fare qualcosa di più anche nell’Italia, ma aver fatto più di 50 presenze in Nazionale mi rende orgoglioso. Contro la Spagna giocai mezz’ora e segnai e mi presi una rivincita perché sbagliai anche un rigore e ricordo che parlando con Buffon gli dissi: speriamo che il mister mi fa giocare perché avevo voglia di segnare e per fortuna segnai. Parlavo con mister Marino di Mertens, il belga mi somiglia molto. La sua storia è un po’ come la mia: entrambi abbiamo iniziato giocando da esterni e poi ci hanno scoperto prima punta. Mi sono fermato a 38 anni perché è giusto dare spazio ai giovani. Dopo 21 anni di carriera ho smesso, ed è difficile per tutti all’inizio, ma a tutto c’è un inizio e una fine. 6 mesi prima di smettere avevo capito che ero arrivato alla frutta anche perché ero nello spogliatoio con ragazzini e lì capii che dovevo smettere. Mertens lo fare giocare sempre anche perché ogni tiro è un gol. Sta bene fisicamente e mentalmente per cui bisogna sfruttare il momento, poi verrà il tempo per riposare. Noi napoletani abbiamo fame, a Napoli iniziamo a giocare in strada a 5 anni per cui siamo preparati a tutto e forse per questo abbiamo una marcia in più. Il Napoli ha dimostrato che è maturato vincendo anche partite difficili come quella con la Spal che magari lo scorso anno avrebbe perso. Credo che quest’anno se la possa giocare con la Juventus fino alla fine. Quando si va in Nazionale tutti i calciatori sperano di fare bene, nessuno gioca per fare male. Insigne è un grandissimo giocatore e non ha giocato male da solo, ma tutta l’Italia lo ha fatto. Capocannoniere? Diversi giocatori se la giocheranno quest’anno e tra questi c’è Mertens. Dybala ha dimostrato di essere un grandissimo giocatore, non è una prima punta, ma quest’anno ha capito le sue qualità, un po’ come Insigne che è diventato più concreto. Sono contento per l’Atalanta, l’allenatore è bravo e negli ultimi 2 anni è cresciuto tantissimo. L’Atalanta somiglia alla mia vecchia Udinese e anche ieri, pur soffrendo, ha portato un buon risultato a casa”
Scafati, è un pregiudicato stabiese lo scippatore del “Plaza”
E’ un 51enne stabiese lo scippatore del centro commerciale “Plaza” di Scafati. Il pregiudicato stabiese, autore di scippi anche in altre zone della città e non solo nella zona di San Pietro dove si trova il centro commerciale, era diventato un vero e proprio incubo per i visitatori del “Plaza”. I carabinieri della stazione di Scafati hanno eseguito la misura cautelare emessa dalla Procura di Nocera Inferiore e lo hanno tratto in arresto.
Napoli – sedicenne aggredito al Centro Direzionale
Un ragazzo di 16 anni sarebbe stato aggredito ieri in tarda serata al Centro Direzionale di Napoli.
Secondo il racconto della vittima, un gruppo di 6-7 ragazzi lo avrebbe avvicinato intorno alle 23.30 mentre si trovava su una panchina, iniziando a spintonarlo e colpirlo. Immediata la reazione del 16enne; da lì è nata una colluttazione dove il ragazzo ha avuto comprensibilmente la peggio, fino a perdere conoscenza. Dileguato il gruppo di altri ragazzi.
Il ragazzo è stato poi soccorso da una ambulanza presente nei dintorni per un evento gastronomico in corso. Trasportato all’ospedale Loreto Mare, gli è stato riscontrata la frattura del setto nasale e traumi facciali.
La vittima è stata trovata in possesso di un coltello ed è stato quindi denunciato. Ancora in corso le verifiche della polizia.
Fonte: Repubblica.it
Juve Stabia – Fondi, Branduani per scacciare gli spettri di un pareggio che brucia ancora
La gara tra Juve Stabia e Racing Fondi dà l’occasione alle Vespe di dare continuità alla prima vittoria in campionato, quella dello scorso sabato nel derby contro la Paganese. Il match contro i laziali, però, rappresenta anche il nuovo assalto ad una vittoria mai arrivata nel corso della stagione passata.
Nello scorso campionato doppio pareggio tra le due squadre; se il 2-2 della gara di andata fu dolcissimo per la Juve Stabia, con la doppietta finale di Super Lisi a ristabilire la parità, il match di ritorno fu amaro per le Vespe. Gara non bella ma che sembrava essere decisa dalla rete di Izzillo, quando a pochi istanti dal triplice fischio, la papera di Russo regalò a Giannone ed al Fondi un pareggio insperato.
Quel pareggio ebbe quasi il sapore di una sconfitta, con la Juve Stabia che si scoprì definitivamente fragile anche tra le mura amiche; persino il Romeo Menti cominciò ad essere stregato. Tutte le certezze raccolte in quattro mesi straordinari si sgretolarono rapidamente.
Se lo scorso febbraio fu l’allora portiere gialloblù a tradire le aspettative, ora le Vespe si presentano alla gara potendo contare su un estremo difensore in stato di grazia. Stiamo parlando di Paolo Branduani, sempre più leader e guida della difesa stabiese.
Il numero 26 è stato subito convincente, ma nelle ultime giornate le sue prestazioni si sono impennate, mostrando l’ottima intuizione avuta dai dirigenti gialloblù nelle battute finali del calciomercato. Sostanza, efficacia e leadership per il portiete stabiese, già punto fermo della squadra di Caserta.
Branduani è pronto a chiudere ancora la saracinesca, per conquistare altri tre punti pesantissimi e per vendicare un pareggio che sa ancora di sconfitta.
La CORRUZIONE
Ciclicamente ritorna sui nostri Media questo male socio-politico della Corruzione.
L’ennesimo caso di arresti e peggio connivenza con la criminalità, come quelli di questi ultimi giorni, obbliga di doverne almeno parlare, seppure in genere lo si fa solo per un paio di giorni e, spesso, con i modi retorici e insofferenti di una società che sa bene che da decenni “così fan tutti” in questa Penisola, specialmente i molti (troppi) gonfiati di destra, cantastorie di sinistra e ondivaghi di centro e rispettivi codazzi.
Tuttavia, la recentissima legge sul “Codice antimafia”, con cui si affronta in maniera più repressiva questo endemico mal costume della sparsa corruzione, ha finalmente agitato un po’ di più i tanti che, risaputamente, con la “corruzione” vivono e integrano le loro remunerazioni o acquisiscono incarichi, appalti, lauree, concessioni, posti di lavoro, vincono concorsi, ecc. e che, notoriamente, più si trovano nel mondo del Diritto e più anche in modo arrogante sono accondiscendenti.
La corruzione, diciamocelo con un po’ di onestà intellettuale e coraggio civile, è analoga all’estorsione della mafia.
Si corrompe o si deve pagare (anche con viaggi e alberghi tutto spesato, oppure aiuti per i figli che studiano all’estero, l’occorrente per farsi casa, prestiti facili, auto fiammanti, escort, gigolò, ecc.) per non avere problemi, intralci, verifiche e contestazioni, oppure per conseguire qualcosa che può anche spettare di diritto ma che, pagando, si ottiene meglio e prima, magari scavalcando o a discapito di altri.
E chi non si allinea in questa ipocrita Nazione (Stato, Regioni, Enti, Comuni) di mentalità assoggettante (mafiosa), subisce notoriamente ritorsioni di ogni genere e tipo, tra cui legali e giudiziarie, pentendosi dopo di non essersi sottomesso, perdendo tutto, anche la salute e l’esistenza. Quelli che invece lo hanno fatto, di solito sono andati avanti, persino acclamati per quanto sono stati bravi a prendere o a pagare al momento e luogo giusto.
Sicché, anche parlarne o scriverne, come in questo articolo, determina e causa insofferenza e astio se non anche rancore, da parte di parecchi, anche semplici cittadini, a riprova inquietante di quanto la corruzione si è ormai addirittura radicata come una normale abitudine nella nostra interiorità.
D’altronde, nella quotidiana realtà (non quella della nostra teatrante cultura, passerelle, manifestazioni, eventi, monologhi, dibattiti e similari) si dice spesso, con enfasi popolana, che certi Sindaci o Alti Funzionari, Parlamentari, ecc. sono stati bravi poiché hanno saputo rubare lecitamente e farsi pagare, senza mai essere scoperti.
Grandi insegnamenti alle generazioni in crescita.
La corruzione, come la mafia, è quindi una perfida mentalità che fa ritenere scontato, ad alcuni, di poter spadroneggiare – anche legalmente – a danno di altri.
Ed è vomitevole quando i troppi moltiplicati salottieri, opportunisti della trasversale politica e istituzioni, vogliono farci credere, al contrario, che i loro “padrini” non sono neanche mentalmente corrotti.
Questi kapò della politica e Istituzioni li chiamo, pulitamente, i Giustificatori di professione o di cortigianeria.
Invece, la corruzione in Italia è divenuta negli ultimi decenni come una cultura, quindi una scuola di vita, di famiglia, di Uffici, di Enti, di Palazzi, insomma di rapporti umani.
La corruzione è la capacità di uno Stato di trasformare in legale ciò che è criminale nei confronti del popolo, attraverso leggi, sentenze e regolamentazioni (ma le LORO e solo per LORO).
E non c’è peggio di quando una comune aspettativa di trasparenza, legalità e democrazia, pure sofferta, viene mortificata continuamente dalla Politica e dalle Istituzioni preposte.
La corruzione è anche l’esito dell’endemico clientelismo italiano, del nepotismo e dei conclamati bacini elettorali per lo stipendiato consenso politico, sindacale, professionale e imprenditoriale, che ha inoculato nei cittadini la celata convinzione che tutto ha comunque un prezzo, persino il diritto al lavoro che, pertanto, si può comprare con voti, tessere o soldi, quindi così giustificando automaticamente anche gli alti livelli di compiacenza, connivenza e convittualità generale, poiché “chi mangia fa molliche”, le quali vengono lasciate al popolo che così campa, nonché pure gli avanzi agli incalcolabili codazzi.
La corruzione è anche figlia della forzosa irresponsabilità dei Magistrati, che possono così discrezionalmente decidere, poiché la Giurisprudenza in Italia è divenuta nel corso dei decenni la vera e unica Legge, mentre le norme non vengono neppure più considerate, anche in quanto sono scritte da “fior fiore” di giuristi vari, ma evidentemente politicizzati nonché, per questo, pure incaricati e pertanto in evidente carente buona fede e onestà intellettuale.
Sicché, e non a caso, impera l’incertezza del Diritto e della pena, innescando di conseguenza continue conflittualità sociali, a tutto beneficio dell’accrescimento dei poteri politico-giuridici centralizzati e periferici e, pertanto, accrescendo il forzoso sistema di assoggettamento della gente comune.
Di conseguenza, le norme sono generalmente, in modo lapalissiano, emanate con confusione, labilità, imprecisione e indolenza, tant’è vero che, mentre una volta gli avvocati ai propri clienti dicevano che come riferimento si aveva il Codice, oggi sono costretti a ripetere che il giudizio dipende da chi è il Giudice e come, secondo la sua visione, interpreta la legge e i fatti.
Inoltre, comprendiamo tutti che in una città e annessa provincia, la diffusa corruzione politico-sociale e la criminalità sono anche proporzionate alla mescolanza e accidia pure di parte del distretto giudiziario.
Ma ciò che di certo diventa oltremodo deflagrante è l’ipocrisia culturale e soprattutto scolastica, quest’ultima la più nociva nel tempo.
E così la corruzione dilaga. In Italia, alla fine e come sempre, di fatto paga anche per questo il parco buoi dei contribuenti, pure per mantenere le pletore di corrotti dell’altrettanta politica, istituzioni, burocrazia, di Stato, Regioni, Enti, Comuni.
Cosa si può fare?
Le due recenti norme, quella del 2014 sullo “scambio di voto” e questa del 2017 sul “codice antimafia”, per quanto da profano possa comprenderne di Diritto, sembrano un discreto relativo argine, seppure poi nel mondo degli umani molto dipende da come e chi deve valutare, operare e decidere, nella fattispecie gli Inquirenti e i Giudici.
Ma ci sono altre due, a mio avviso, indispensabili obblighi che si dovrebbero forzosamente imporre e senza i quali tutto sarà sempre vano.
Brevemente e come scrivo da anni:
- Introduzione in tutta la scuola dell’obbligo, e in modo proporzionale ma quotidiano al pari di una materia fondamentale, dello studio dei “diritti e Doveri”.
- Revisione attitudinale e psicologica, ogni dieci anni, di tutti coloro, nessuno esente, dai piani più altissimi ai livelli inferiori del sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico che, direttamente o indirettamente, anche per concessioni o incarichi e quant’altro annesso e connesso, siano alle dipendenze o abbiano anche solo collaborazioni e partecipazione con lo Stato, Regioni, Enti e Comuni.
Diversamente, nessuna legge potrà cambiare in modo incisivo mai nulla.
Nel mondo degli umani, ci dice la scienza moderna, comanda la mente, il resto è una conseguenza. Se questo nostro fantastico cervello, così potentemente predisposto, ma altrettanto così ancora vuoto alla nascita, non viene civilizzato e socializzato, riterrà col tempo di essere ancora nella giungla a fare il cavernicolo.
E nei nostri Palazzi, come pure nell’ultimo più piccolo Comune, i primitivi che si vantano d’essere dotti, purtroppo abbondano.
Noi cittadini comuni, però, non millantiamo di essere indenni dal marcio nel nostro Stato.
Un prossimo articolo infatti, lo dedicherò a noi: “Il pizzetto”.
Circumvesuviana e Trenitalia – altra giornata di passione per i pendolari
Dopo la giornata tragica di ieri, si preannuncia un altro giorno complicato per gli utenti della Circumvesuviana e di Trenitalia.
Ha dunque la coda lunga lo sciopero di martedì, che ha portato a soppressioni a catena anche nelle giornate di mercoledì, giovedì ed oggi. Già dalle prime ore della mattina tantissimi pendolari si sono riversati sulla stazione di Via Nocera in cerca di un treno di fortuna da prendere. Poche le “corse” garantite, salvo ulteriori sorprese che potrebbero far saltare anche quelle
La situazione è resa ancor più complessa dallo sciopero di Ferrovie dello Stato, proclamato per oggi dalle 9 alle 17. Presso la stazione di Piazza Matteotti sono stati visti in mattinata non pochi turisti chiedere indicazioni ed aiuto in preda a dubbi e perplessità.
Emblematico il commento di una ragazza che attendeva un treno alla stazione di Via Nocera: “Oggi pomeriggio ho un esame, ma non so se e quando arriverò a Napoli..chi lo spiega al mio Professore?”
Il Sito di Vindolanda regala ancora emozioni: trovate due spade romane
Vindolanda e le continue scoperte
Nel forte di Vindolanda è stata fatta una delle scoperte più singolari della stagione. Due spade romane e giocattoli in legno sono stati reperiti sul sito.
Le spade in metallo e quelle in legno sono state rinvenute all’interno della caserma romana a Vindolanda vicino al muro di Adriano risalenti a circa 2000 anni fa.
I reperti verranno esposti al pubblico in autunno in un museo del sito a Northumberland.
La prima spada è stata trovata da Rupert Bainbridge nell’angolo di una grande sala della caserma romana.
La spada presenta la punta piegata e secondo gli studiosi fu abbandonata proprio perché inutilizzabile.
La seconda spada, è stata rinvenuta senza l’elsa di legno, ma possedeva il fodero, la lama intatta, ed è stata recuperata in una stanza adiacente a quella in cui è stata trovata la spada precedente.
Le armi in epoca romana, soprattutto per un soldato, erano un oggetto molto prezioso, per essere stata rinvenuta in quel luogo, il soldato doveva averla lasciata perché andava di fretta. Forse una fuga?
In un’altra stanza sono state rinvenute due piccole spade di legno, zoccoli da bagno, scarpe di cuoio, coltelli, spille, frecce e bulloni di ballista (è una grande macchina d’assedio inventata dai Greci e usata soprattutto dai Romani).
Si ritiene che i reperti siano datati a partire dal 120 d.C circa, quando il forte era abitato da circa mille persone.
Il sito di Northumberland è stato indagato per più di 40 anni, nel 1994 sorprese gli studiosi con il rinvenimento di una moneta d’oro dell’imperatore Nerone datata tra il 64 e il 65 d.C.
Nel 2014, nei pressi del muro di Adriano fu trovato un singolare reperto; un sedile da bagno in legno, appartenente ad una latrina romana.
Nell’estate del 2017, la caserma regalò altre sorprendenti reperti; furono trovate 25 tavolette in legno di cui : lettere, liste e corrispondenza personale appartenenti al I secolo.
Tra queste tavolette figurava il nome di un certo Masclus, a cui era stato concesso il commeatus (la libera licenza).
Il sito non termina di stupire archeologi e appassionati. Alla prossima scoperta!
Caserta: “Vincere a tutti i costi con il Racing Fondi”
Per la consueta conferenza stampa della vigilia del match di domani al “Pinto” contro il Racing Fondi, si è presentato ai nostri microfoni in quel di Casola, il tecnico delle vespe Fabio Caserta. Ecco le sue parole:
“L’iniziativa di ieri mi è piaciuta molto, è stato un modo divertente di avvicinare i tifosi a me e alla squadra. Racing Fondi? al di là della classifica io non mi fido, credo sia una buona squadra. Ha qualche giocatore importante e non va assolutamente come squadra. Ho parlato con i ragazzi e ho raccomandato di non peccare di presunzione. Siamo felici per la vittoria nel derby di Pagani ma la dobbiamo archiviare subito, giochiamo in casa e vogliamo vincere. Sono sicuro che se scenderemo in campo come a Pagani, faremo molto bene. L’atteggiamento deve essere grintoso e voglioso di vincere. Finora abbiamo sbagliato solo i 45 minuti del secondo tempo con il Trapani, per il resto sono sempre stato contento dell’atteggiamento. Il rientro di Viola? Devono stare tutti sull’attenti perchè ora abbiamo tre gare in una settimana e sicuramente farò ruotare gli uomini. Ora penso al Fondi e a vincere, poi si vedrà. Rapporto con Manniello? Abbiamo sempre avuto un rapporto sincero e di amicizia. Lui vuole sempre vincere e ci troviamo d’accordo su tante cose, abbiamo davvero un bel rapporto.”
‘Staffetta’ all’Ovs, arrestata una 22enne di Castellammare
‘Staffetta’ all’Ovs, arrestata una 22enne di Castellammare
Una coppia di ventenni veneziani è finita nei guai, arrestata lei, denunciato lui, per aver tentato di rifarsi il guardaroba gratis all’Ovs di piazza della Libertà a Bassano del Grappa. Come riporta veneziatoday, i fatti risalgono a giovedì pomeriggio quando ai carabinieri è arrivata la segnalazione di una ragazza che era uscita dal punto vendita con la borsa stracolma per poi farvi rientro e riuscire, sempre carica di merce. Y.M., 22enne di Castellammare di Stabia residente a Spinea, è stata arrestata in loco. Messi alle strette, i due hanno confessato e i vestiti, del valore di 150 euro, sono stati restituiti al negozio.
Oggi avvenne, Massa regalò a Pesaola la Coppa delle Coppe
Lo ripota il sito del Napoli, sscnapoli.it
Il giorno 29 settembre il Napoli ha giocato nove partite, sette in serie A, una in serie B ed una in coppa delle Coppe, ottenendo cinque vittorie e tre pareggi con una sola sconfitta.
Ricordiamo l’1-0 al Bodo Glimt nella coppa delle Coppe-1976/77.
Questa è la formazione schierata da Bruno Pesaola:
Carmignani; Bruscolotti, La Palma; Burgnich, Vavassori, Orlandini; Massa, Juliano (71′ Montefusco), Savoldi, Vinazzani, Chiarugi
I gol: 35′ Massa
Quel Napoli riuscì ad arrivare fino alle semifinali della coppa delle Coppe e fu eliminato dall’Anderlecht anche per l’arbitraggio non certo favorevole dell’inglese Matthewson nella gara di ritorno.
Questo il cammino degli azzurri in quella competizione. Sedicesimi di finale: 2-0 a 1-0 al Bodo Glimt. Ottavi di finale: 1-1 e 2-0 all’Apoel Nicosia. Quarti di finale: 0-0 e 2-0 allo Slask Wroclaw. Semifinale contro l’Anderlecht: 1-0 al San Paolo, ma 0-2 in Belgio.
Dopo aver battuto il Bodo per 2-0 all’andata (doppietta di Speggiorin), il successo al San Paolo porta la firma di Giuseppe (Peppe) Massa. L’ala ha segnato 36 gol in maglia azzurra ed occupa il ventottesimo posto tra i bomber della storia del Napoli: 24 reti in 102 presenze in serie A, 8 in 31 in coppa Italia e 4 nelle 17 partite nelle coppe europee.
Manchester City: “Aguero coinvolto in un incidente: sarà valutato oggi”
Il comunicato del club
L’attaccante del Manchester City, Sergio Aguero, è stato coinvolto in un incidente stradale a bordo di un taxi che lo terrà fuori anche nella sfida col Napoli di Champions. Questo il comunicato del club: “Tornerà a Manchester questa mattina e il suo status sarà monitorato prima del match di Premier League di domani contro il Chelsea”.
Ischia – aliscafo urta la banchina e poi prende fuoco. Paura sull’isola
Ischia – aliscafo urta la banchina e poi prende fuoco. Paura sull’isola
Nel pomeriggio di ieri tanta paura al porto di Ischia. Un aliscafo partito da Napoli ha errato le manovre di attracco alla banchina del porto isolano.
Pare che l’impatto, avvenuto tra l’imbarcazione ed il pontile due, abbia danneggiato la sala macchine dell’imbarcazione, che avrebbe preso fuoco. Chiaramente visibile una fitta nuvola di fumo uscire dall’aliscafo.
Immediato l’intervento della Guardia Costiera che ha sgombrato l’area,evitando pericoli per i tanti pendolari e turisti presenti.
Napoli, episodio di bullismo al Centro Direzionale. Aggredito un 16enne
Un nuovo episodio di bullismo a Napoli. Un ragazzino di 16 è stato malmenato nella zona del Centro Direzionale da alcuni suoi coetanei, a pochi metri da dove si sta tenendo in questi giorni la manifestazione sull’International Street Food. Il ragazzino ha raccontato alle autorità competenti l’accaduto, spiegando che si trovava su una panchina, quando è stato avvicinato da questa baby gang. Ancora non sono stati trovati gli aggressori di quest’ennesimo episodio di bullismo, mentre il ragazzo è ricoverato all’Ospedale Loreto Mare, con una prognosi di 30 giorni, dopo aver riportato diverse fratture agli ossi nasali e traumi facciali.
Auriemma: “Napoli macchina da goal, forse non vincerà la miglior difesa”
Auriemma: “Napoli macchina da goal, forse non vincerà la miglior difesa”
Raffaele Auriemma su Tuttosport: “Chissà se quest’anno vincerà lo scudetto nuovamente la squadra con la difesa migliore oppure se vivremo il grande ribaltone a favore di chi i gol è abituato soprattutto a segnarli. Napoli e il Napoli attendono febbrilmente interessati, per la straordinaria produzione offensiva che colloca la squadra di Sarri al primo posto nella speciale graduatoria europea. Sì, il Napoli ha la migliore macchina da gol del continente, con i 22 gol messi a segno nelle prime 6 giornate di campionato. Il Psg e il Manchester City, i cui titolari sono sceicchi, ricchi e consanguinei (Tamim Al Thani e Mansour Bin Zayed) ne hanno in classifica 21, il Barcellona 20 ed il Borussia Dortmund 19. E’ una conferma della crescita di una squadra che ruota intorno al trio Callejon-Mertens-Insigne, capaci di cancellare l’idea che in formazione debba esserci necessariamente un bomber a cui affidare il compito di buttarla dentro. Insigne 4 gol, due consecutivi tra Spal e Feyenoord; poi Callejon, che di gol in stagione ne ha realizzati 6, 5 dei quali nelle ultime 5 sfide; Mertens è il fiore all’occhiello, con 8 gol in saccoccia e il passo imperiale nelle ultime 6 partite tra campionato e Champions: 7 gol, solo la Spal l’ha fatta franca”.
Sacchi: “Napoli unico, non conosce mediocrità”
Sacchi: “Napoli unico, non conosce mediocrità”
Arrigo Sacchi nel consueto editoriale su La Gazzetta dello Sport: “Il Napoli sconfigge per 3-1 il Feyenoord con pieno merito. Gli azzurri fanno arrabbiare Sarri per alcune leggerezze e qualche errore di troppo: sono stati a tratti piacevoli, con triangolazioni veloci, smarcamenti effettuati con le tempistiche giuste. Di sicuro formano un grande collettivo con un’organizzazione che guida ed esalta le qualità dei singoli. Il Napoli è squadra nello spirito e nelle idee: c’è un’interazione di alto livello sia psicologica sia tecnico-tattica. È evidente che c’è dietro un gran lavoro e una idea di gioco importante che si cerca di realizzare con collaborazione e impegno. E anche se in questo periodo la brillantezza non è al top, domina la concezione di collettivo, sempre armonioso. Contro gli olandesi il possesso è stato meno preciso e veloce, così come il pressing a volte mancava di convinzione, di tempi d’attacco e di movimenti coordinati per rubare il pallone e non fare soltanto chiusure, correndo così a vuoto e disperdendo energie. Sarri è il grande architetto, non si arrabbi se oggi i suoi sono un po’ meno brillanti e attenti: è dura esserlo per tutta la stagione. Il problema ci sarebbe se i giocatori pensassero di poter vincere anche facendo di meno. Per fortuna, gli azzurri non corrono questo pericolo e ci onorano di spettacoli unici: la mediocrità non li sfiora”.
Lega B, nasce la nuova piattaforma digitale dedicata interamente ai tifosi
Nasce oggi Lega B Start, la nuova piattaforma digitale della Lega B che offre ai tifosi l’opportunità di personalizzare la propria esperienza di navigazione attraverso una home page a tema ufficiale del Club preferito. Un network di 23 pagine, una dedicata alla Lega B, perfetta per tutti gli appassionati del campionato, le restanti 22 dedicate ai Club che partecipano alla Serie B ConTe.it, destinate ai veri tifosi delle nostre squadre.
Su Start si troveranno le immagini più belle, tutte le news e i contenuti social relativi alla propria squadra del cuore, un match centre aggiornato con gli ultimi risultati e le classifiche della Serie B Conte.it, la mappa nazionale e mondiale dei tifosi e, soprattutto, nuove e straordinarie forme di coinvolgimento e competizioni divertenti raccolte nel Game Centre con pronostici, votazioni, quiz e molto altro ancora.
È qui che i fan potranno dimostrare la loro passione per il calcio e il sostegno alla propria squadra del cuore conquistando punti e scalando le classifiche della League of Fans, il primo campionato digitale ufficiale dedicato ai tifosi della B. Per chi si registra sarà possibile seguire l’andamento della classifica personale nell’area profilo dedicata e determinare il successo della propria squadra perché i punti conquistati dai singoli fan decideranno le sfide virtuali con le altre squadre della Lega, in un vero e proprio campionato digitale.
E non è finita qui: i tifosi più attivi su Lega B Start potranno infatti vincere premi ed esperienze uniche messe a disposizione dai club e dalla Lega B.
“Lega B Start – League of Fans è il nostro primo vero tentativo di “fare lega” sul digitale attivando una strategia di comunicazione e marketing assieme ai 22 Club della Lega B e offrendo ai fan nuove opportunità di coinvolgimento con la propria squadra del cuore”, dice Federico Smanio, responsabile dell’Area Digital e Relazioni con i Tifosi della Lega B. “Con Start mettiamo a disposizione delle nostre società una vera e propria piattaforma di fan engagement che ci consentirà di testare il livello di coinvolgimento e passione dei fan e degli appassionati della B e del calcio in Italia e nel mondo. La League of Fans rappresenta per Lega B un concreto passo in avanti verso il miglioramento dell’esperienza dei fan e la promozione del brand Lega B, e il tentativo di stabilire un legame sempre più forte con gli appassionati creando allo stesso tempo nuove opportunità d’investimento per i partner commerciali. Siamo orgogliosi di intraprendere quello che riteniamo essere un progetto veramente innovativo e ringrazio il nostro partner Sconnected per il grandissimo lavoro svolto con noi fin qui”.
Krešo Gotovac, founder e CEO di Sconnected: “È un grande onore, piacere e responsabilità lavorare fianco a fianco ad un’istituzione così importante come la LNPB e ai suoi Club associati in un progetto ambizioso quasi come ricostruire una vera e propria lega, solo in ambito digitale. Siamo molto entusiasti di questa collaborazione e crediamo fermamente che ai fan Lega B Start piacerà tanto quanto a noi. Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà la squadra ad aggiudicarsi il trofeo per la migliore tifoseria alla fine della stagione”.
Vinicio: “Mertens ricorda Romario. Scudetto? Non ci penso!”
Le sue parole
Luìs Vinicio ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:
Teme che questo Napoli faccia tre gol anche con il Cagliari e superi il vostro record?
«Non lo temo, glielo auguro e credo sia probabile perché ormai gli azzurri viaggiano a medie realizzative impressionanti. Non mi stupirei quindi di un’altra goleada. Del resto, il tridente del Napoli è fortissimo. Tecnicamente è diverso da quello in cui giocavamo Di Giacomo, Pesaola e io perché diverso era il calcio di allora e diverso è l’obiettivo: noi partimmo per salvarci, loro mirano in alto».
È l’anno buono per vincere lo scudetto?
«È una parola che non voglio pronunciare, sono scaramantico come un vero napoletano e poi bisogna sempre tenere presente che siamo soltanto all’inizio della stagione. Certo, il Napoli ha grandi qualità perché gioca un bel calcio con degli ottimi interpreti e, secondo me, in questo momento sta meglio della Juve. Guai però a pronunciare quella parola…».
Sarà lotta a due con i bianconeri o ci sono altre pretendenti?
«Credo che Napoli e Juve siano le più attrezzate, molto dipenderà anche dagli scontri diretti specie sotto il profilo psicologico. A proposito, nel ‘57-58 vincemmo sia a Torino sia in casa. Il 4-3 del Vomero è indimenticabile: c’era gente seduta a bordo campo, gli spalti non riuscivano a contenere la folla».
Sarà più decisivo Mertens o Dybala?
«Il belga è diventato davvero un bomber di razza, non me l’aspettavo quando Sarri lo ha proposto centravanti. Mi ricorda Romario per la capacità di dribblare e smarcarsi in area di rigore. Può segnare ancora tantissimo perché sembra quasi voglia recuperare il tempo perduto. Dybala è un fenomeno. Da brasiliano-napoletano è dura dire questo di un argentino della Juve, ma Dybala ha un mancino davvero incredibile».
C’è il rischio per il Napoli di privilegiare la corsa scudetto rispetto alla Champions League?
«Io la vedo così: fare risultato in Champions dà autostima e carica in prospettiva del campionato. Il Napoli ha preso coscienza della sua forza lo scorso anno contro il Real, poi ha fatto un gran finale di stagione. Bisogna puntare al massimo anche in Europa per arrivare a quello che i napoletani sognano».
Un’ultima curiosità: quanti gol avrebbe segnato Vinicio con Sarri in panchina?
«È impossibile dirlo, di sicuro io mi sarei divertito e credo anche i tifosi. È un tecnico capace di esaltare le doti realizzative dei suoi attaccanti. È stato bravo anche con Higuain, ma il Pipita è nato per segnare. Mertens è il suo vero capolavoro».
Milik e la terapia dei ‘neuroni specchio’: De Nicola pronto al recupero
Milik, la terapia basata sui ‘neuroni specchio’
Come riferisce Il Corriere dello Sport, Arek Milik è a Napoli. Di nuovo a Napoli e ancora una volta, come un anno fa, con un ginocchio ricostruito. Che jella, altroché, però anche questa volta passerà e lui tornerà in campo più affamato che mai: il piano-recupero è pronto. Messo a punto dal dottor De Nicola e dall’intero staff medico, decisamente specializzato nei recuperi lampo. Mani sicure, insomma, quelle in cui finirà Milik. Anzi, quelle in cui è finito da ieri: la prima terapia è già andata in scena con Massimo Buono, il fisioterapista deputato a questo tipo di percorsi. Dopo l’abbraccio con il resto della squadra, felice e contenta di ritrovarlo a cinque giorni dal crack del ginocchio destro andato in scena con la Spal, in quello spicchio di partita che ha giocato sabato scorso, Arek s’è accomodato in sala massaggi. Un tempio per le prossime tre settimane: fino a quando non andrà a controllo dal professore Pier Paolo Mariani per rimuovere i punti, infatti, il suo pane quotidiano saranno le terapie. Due al giorno: mattina a casa, pomeriggio in sede. Successivamente, Milik comincerà il lavoro in piscina: in vasca la mattina e in sede il pomeriggio per le terapie.
Nuova capriola Movimento 5 Stelle, questa volta per la Raggi
“Siamo davanti all’ultima capriola del Movimento. Dopo leadership e addio allo streaming, la metamorfosi è compiuta”, osserva Mattia Feltri a seguito della lettura di quanto scrive Ilario Lombardo: il M5S ha pronta una “tutela speciale”, anche se Raggi fosse condannata, non si dimetterà dal Campidoglio.
L’ultima capriola M5S. L’esultanza di Grillo incrina il mito dell’onestà
I vertici cantano vittoria: archiviato il reato più grave. Dopo leadership e streaming, la metamorfosi è compiuta
Viene in mente Isaac Asimov, per il quale la disumanità del computer risiede, una volta programmato e messo in funzione, nella sua perfetta onestà. Grazie al cielo Virginia Raggi non è un computer, lo si nota a occhio nudo, nessuno del Movimento lo è, e non per questioni di onesta e disonestà, stabilite ruvidamente codice alla mano. I codici non dicono tutto, neanche quello penale. E comunque Raggi non è nemmeno arrivata a processo, forse non ci arriverà proprio, deciderà un gip, e semmai poi ci saranno tre gradi di giudizio e per un reato, se tale è, di poca rilevanza: falso ideologico.

Raggi a processo, ma l’M5S ha già pronta una “tutela speciale” per lei
La perfetta onestà dei Cinque Stelle si incrina invece nell’esultanza di Beppe Grillo per l’archiviazione del reato più grave, l’abuso d’ufficio, che è più grave soltanto nella realtà on demand del blog, poiché l’abuso d’ufficio prevede pene più basse del falso ideologico.
La perfetta onestà dei Cinque Stelle si incrina nel tweet del capo, Luigi Di Maio, che annuncia l’archiviazione delle accuse per cui «la stampa ci ha infangato», immemore delle dieci, cento volte che lui e i suoi hanno sventolato in aula di Montecitorio le pagine di giornale con le inchieste sugli altri, addotte alla richiesta di dimissioni. Oltre che immemore, naturalmente, delle accuse che archiviate ancora non sono, come un passacarte di Forza Italia o del Pd.
Inconsapevole, soprattutto, di aver raggiunto una certa solidità politica, una solidità antica, quella per cui la consigliera Cristina Grancio è stata sospesa perché contraria all’edificazione dello stadio di Roma.
Succede a tutti, da millenni: l’azione distrugge l’utopia. Raggi (ed è giusto così) resta al suo posto nonostante una richiesta di rinvio a giudizio, Grancio viene cacciata per dissenso (poi reintegrata il giorno prima del processo per il ricorso), secondo il santissimo metro della politica e non della magistratura, quello usato da Matteo Renzi per salvare Maria Elena Boschi, che era più utile al governo sebbene inguaiata per le banche, e per sommergere Maurizio Lupi, che da inguaiato per le infrastrutture era dannoso al governo. «Se un sindaco ha un avviso di garanzia per abuso d’ufficio deve stare fermo un giro», diceva Di Maio giusto un paio d’anni fa, prima di rendersi conto che un sindaco di media o grande città può uscire indenne da una consiliatura soltanto se gli altri sono distratti, tante e tanto complesse sono le regole cui è chiamato ad attenersi, per non dire delle tentazioni. Non basta proclamare onestà, quasi mai. Ora il problema è che ne va di mezzo la purezza della razza, e non lo si intuisce, o non lo si confessa. Quattro anni fa Beppe Grillo ci irrideva per la nostra incapacità di comprendere l’assenza di un leader, diceva che quando lo chiamavano i giornalisti per parlare col leader del Movimento, lui gli passava il figlio Ciro. Il leader non c’era perché a comandare è la rete dei cittadini attraverso il web, diceva, ed è questa la rivoluzione somma, e inafferrabile per menti polverose come le nostre. Poi adesso hanno eletto un leader, Di Maio appunto, con le primarie on line. Quattro anni fa non c’era il candidato premier (lo era Grillo, ma solo formalmente) perché il premier sarebbe stato l’ologramma della volontà popolare, un portavoce, uno qualsiasi, e adesso hanno eletto un candidato premier, sempre Di Maio, sempre con le primarie online. Ci sono stati direttori, nazionali e locali, ora c’è una gerarchia, un designato alla premiership, un serio abbozzo delle strutture novecentesche e marcescenti che forse marcescenti non sono, ma indispensabili.
Si procede lungo questo sentiero che collega l’a priori con l’a posteriori, che collega il mondo perfetto progettato attraverso regole ferree e il mondo in cui ci si imbatte, e in cui le regole hanno bisogno di elasticità. Si organizzano le primarie del sindaco di Genova e siccome vince la candidata sgradita la si fa fuori, in onore di quella elasticità lì, necessaria anche ai movimenti più stentorei, in cui si ingoia tutto nella onestissima certezza che i predecessori facevano porcate a fin di male, e ora le si fanno ancora, eccome, ma a fin di bene, come cedimenti inevitabili al raggiungimento del celeste obiettivo, e unica possibile risposta all’accerchiamento dei nemici: eccola la drastica differenza, una pretesa differenza antropologica, stravista, fallimentare, già raccontata su tutti i libri di storia. Una citazione cara a Giulio Tremonti: si fa la figura del selvaggio di Kant che pensa che il sole sia sorto perché lui si è svegliato.
Ricorderete la breve leggenda dello streaming, l’apertura del palazzo come una scatola di tonno, le pareti di vetro, l’animo incontaminato esibito al popolo negli incontri con Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Matteo Renzi, a cui veniva così impedito ogni losco infingimento, e poi lo streaming è stato rapidamente dimenticato, quella specie di balletto con copione, dunque fintissimo, perché la politica ha bisogno delle sue ore grigie, dei suoi notturni segreti, dei compromessi che sono sempre al ribasso sennò compromessi non sono: si decide dentro le stanze dell’Hotel Forum, Roma, o nella villa di Grillo, Toscana, o alla Casaleggio, Milano, altro che streaming, se Dio vuole. Ricorderete il divieto dogmatico di mettere piede nei paludosi studi televisivi, luoghi di corruzione intellettuale, dove manipolatori di regime avrebbero ridotto il cristallino Cinque Stelle alla condizione fangosa degli altri, e adesso vanno tutti in tv, se possibile senza confronto, a esercitare il lusso del monologo. In fondo ci sarebbe niente da dire se i ragazzi di Beppe si lasciassero attrarre dal dubbio che la rivoluzione dell’onestà è un bel gioco da tavolo, e sta alla vita come il risiko sta alla guerra, ché poi tocca cambiare le regole, tocca ricorrere all’eccezione, una via l’altra, tocca concedere a sé attenuanti o assoluzioni piene negate ai cattivi ma, come si diceva all’inizio, si vede tutto a occhio nudo: il mondo è pieno di persone oneste, diceva uno intelligente e spiritoso, e si riconoscono dal fatto che compiono le cattive azioni con più goffaggine.
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Cagliari, Cigarini:” Vogliamo fare una bella partita. Ecco cosa penso di questo Napoli”
Il centrocampista del Cagliari, Luca Cigarini ha rilasciato un’ intervista all’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport. Ecco un estratto: “E’ una partita quasi proibitiva e dico “quasi” perché nel calcio non si può mai sapere. Loro fanno un bel calcio, organizzato e piacevole da vedere. Sono più forti di noi ma questa deve essere un’arma perché dobbiamo andare lì a giocarcela senza timori. Il Napoli sia la squadra più in forma del campionato, però noi sappiamo qual è il nostro valore e quello che sappiamo fare”. Punti deboli? “Sicuramente, si altrimenti sarebbero davvero imbattibili. Ma allo stesso tempo sappiamo che sono pochi e quindi dovremo essere bravi noi a scovarli. Una partita tosta, però bella da giocare per un calciatore. Se potesse togliere una pedina ai prossimi avversari? Direi l’allenatore. Al di là dei singoli che hanno grandi caratteristiche, credo che se il Napoli abbia un gioco così bello, il merito sia di Sarri”.







