Home Blog Pagina 5641

Raggi a processo, ma l’M5S ha già pronta una “tutela speciale” per lei

0

Virginia Raggi dovrà affrontare il processo perché accusata di aver mentito sulle nomine fatte poco dopo la sua elezione a sindaco di Roma. Si tratta di un caso destinato a sovrapporsi con la campagna elettorale. Il M5S, scrive però Ilario Lombardo, ha pronta una “tutela speciale”: anche se Raggi fosse condannata, non si dimetterà dal Campidoglio.

Il cavillo del codice etico M5S: anche in caso di condanna la sindaca Raggi non si dimetterà

La scorciatoia dell’autosospensione per poi essere riammessa

ROMA – Anche in caso di condanna in primo grado Virginia Raggi non si dimetterà, e se si autosospenderà dal M5S lo farà per poter venir riammessa con gloria. Anzi, facendo leva sul codice di comportamento, sarà proprio l’autosospensione a salvarla. Fa nulla che, a maggio, ai deputati palermitani accusati di aver raccolto firme false nel 2012 il collegio dei probiviri abbia confermato la sospensione perché colpiti da rinvio a giudizio. Per Raggi, il rinvio a giudizio non è abbastanza e su di lei il M5S prevede una soluzione diversa e una tutela speciale pensata dai legali del Movimento.

Gli automatismi di difesa del M5S sono semplificabili nelle innumerevoli dichiarazioni captate dai parlamentari grillini: è stato solo fango dei giornalisti, sono cadute le accuse più gravi e abbiamo massima fiducia nei magistrati sulla richiesta di rinvio a giudizio per falso. Tutto come sempre nella migliore tradizione di Beppe Grillo: il gruppo si chiude, escono le veline ufficiali e pochi si avventurano in coraggiosi distinguo. Come l’ex membro del direttorio Carlo Sibilia, per cui sì c’è da guardare «il bicchiere mezzo pieno», ma «certo non stapperei la bottiglia di champagne per un rinvio di giudizio in casa». Tra i duri del Movimento, Roberto Fico e Carla Ruocco, si adeguano. Non lo fa Luigi Gallo per cui è impensabile cambiare ancora una volta le regole: se Raggi sarà condannata in primo grado per falso si dovrà sospendere dal M5S. Lo dice chiaro anche Riccardo Fraccaro, deputato probiviro con il piccolo conflitto di interessi di essere anche, con Alfonso Bonafede, il commissario di Raggi in Campidoglio per conto di Grillo: secondo il nuovo codice etico, ritagliato su misura della sindaca, la sospensione dal M5S «è d’obbligo» in caso di dolo. E il dolo è implicito nel reato di falso.

Ma non sarà così lineare il percorso e ai vertici si comincia già a pensare alle contromosse. Grillo esulta per la doppia archiviazione sull’abuso d’ufficio, definendolo «un reato ben più grave» del falso. Ma se questo ha un senso alla luce della legge Severino che avrebbe fatto scattare la possibile decadenza della sindaca, non lo è secondo il codice penale che prevede pene più pesanti per il falso. Eppure, dice il comico a chi lo ha sentito per raccogliere la sua soddisfazione: «Resta solo una firma su un foglio dell’Anticorruzione». Non solo. Il dolo, dicono i vertici, va inteso «più in senso politico che giudiziario». I magistrati non hanno riconosciuto l’aggravante al falso, vuol dire che credono che la sindaca non abbia detto il falso per coprire un altro reato, in questo caso l’abuso d’ufficio del suo braccio destro Raffaele Marra interessato alla nomina a dirigente del fratello. Per i 5 Stelle è un’attenuante e sono pronti a sostenerne altre. Per esempio, che la sindaca «ha peccato di inesperienza», «non aveva un capo di gabinetto che la tutelasse da questi errori» e, secondo quella che è la teoria del complotto evocata ormai apertamente da Grillo, «è rimasta vittima delle trappole del Campidoglio». Ecco spiegate anche le premure di due deputati che maneggiano la materia giudiziaria come Andrea Colletti, «il falso – dice – non ha recato danno alla pubblica amministrazione», e Giulia Sarti, «anche nel falso – sostiene – va valutata quale sia stata la condotta».

Insomma, si stanno aprendo spiragli di interpretabilità nel codice pentastellato. I 5 Stelle e Raggi sono già d’accordo che in caso di condanna l’autosospensione sarà conseguente. Ma c’è un passaggio nel codice che tornerà utile ai legali che consigliano Grillo, Di Maio e Davide Casaleggio, al punto 3, dove c’è scritto che «l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare». In poche parole, il garante (Grillo) e il collegio dei probiviri terrebbero conto di una sorta di buona condotta, e la scelta della sindaca di autosospendersi come gesto compiuto a «tutela dell’immagine del M5S» le permetterebbe di ricevere la grazia.

Alla fine, in tutta questa faccenda di fratelli, nomine, omissioni e condizionamenti, nell’epopea breve di un gruppo di «quattro amici al bar» che ha gestito incarichi in Campidoglio, procurato indagini e infortuni politici, la colpa sembra essere «dei giornalisti». Il nuovo capo politico Luigi Di Maio non ha troppa voglia di commentare e ai cronisti che tentano di incalzarlo risponde «Cambiate repertorio». Più tardi, sarà più esplicito: «Archiviate le accuse per cui la stampa ci ha infangato». Concetti simili a quelli espressi da Raggi: «Dopo mesi di fango mediatico su di me e sul M5S, in cui mi hanno fatta passare per una criminale, i media ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani». Ma sotto la crosta di fango, l’accusa di falso è ancora in piedi.

Meningite, morto un ragazzo di tredici anni. Profilassi ad amici e parenti

E’ morto il bambino di tredici anni colpito da meningococco di tipo C. Il ragazzino si trovava nel reparto di rianimazione dell’ ospedale San Gerardo di Monza. I genitori, dopo che gli esami hanno confermato che si trattasse di meningite, sono stati sottoposti alla profilassi, come i diciannove amici più stretti e i compagni di classe dell’ Istituto Tecnico Industriale Alessandrini di Abbiategrasso. Mirco Piraino, viveva con la sua famiglia a Robecco sul Naviglio. “Come abbiamo fatto negli altri casi che si sono verificati all’interno di istituti scolastici, offriremo la vaccinazione a tappeto per tutti gli studenti dell’istituto coinvolto. Con Asst Ovest Milanese stiamo valutando il numero degli alunni e il possibile programma operativo da seguire”. Questo il commento dell’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera.

Paura per Mertens, ma con il Cagliari il folletto belga ci sarà

Tutto lo spogliatoio del Napoli ha tremato, poi il sospiro di sollievo. Dries Mertens si è sottoposto ad una risonanza magnetica per verificare il fastidio che accusa alla spalla. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano “ Il Corriere dello Sport”, Mertens nonostante il fastidio, comporrà il tridente d’ attacco con Lorenzo Insigne e Josè Maria Callejon, nella sfida contro il Cagliari, in programma questa domenica alle ore 12: 30. Ieri il folletto belga è tornato ad allenarsi per circa una mezz’oretta svolgendo lavoro defaticante per smaltire i postumi della sfida di Champions League vinta per 3-1 contro il Feyenoord.

Scafati Basket, parte la campagna di merchandising sulla fanpage ufficiale

0

Da quest’oggi, direttamente dalla pagina Facebook ufficiale dello Scafati Basket 1969, sarà possibile visionare ed acquistare on-line tutto il merchandising griffato Givova Scafati. E’ questa la novità assoluta della stagione agonistica 2017/2018, nella quale la società, in simbiosi con il main sponsor, ha raccolto le richieste pervenute dai tifosi e dagli appassionati gialloblù, intenzionati ad acquistare indumenti ed accessori con il marchio ufficiale del sodalizio scafatese.
Kit gara, canotte, coprimaglia e zaini potranno essere anche personalizzati con l’applicazione serigrafata di nome e numero, proprio per venire incontro alle richieste e alle esigenze di tutti, grandi e piccini, diventando anche una simpatica ed originale idea regalo.
Dichiarazione del responsabile marketing del main sponsor Givova, Antonio Mandile: «Questo ci è apparso l’anno giusto per avviare il progetto merchandising. Abbiamo tutti gli elementi per ottenere grandi risultati: una grande società, una grande squadra ed un grande sponsor. Ci attendiamo un campionato ricco di emozioni, nel quale abbiamo voluto dare ai tifosi la possibilità di indossare i capi dei propri beniamini in campo. Siamo partiti col piede giusto e sono certo che insieme faremo grandi cose».
Dichiarazione della responsabile marketing del Basket Scafati 1969, Maria Grazia Coppola: «I nostri tifosi potranno finalmente acquistare ed indossare il merchandising ufficiale della società, grazie all’impegno e alla attenzione mostrata nei confronti dei nostri tifosi dall’azienda Givova, in particolare dalla famiglia Acanfora e dal collega Mandile, che si sono prodigati molto affinché questo progetto andasse in porto. Per noi è una opportunità di crescita importante, perché sarà possibile far circolare ancora di più e i colori e il brand societario, per giunta con la possibilità di personalizzazione di ciascun capo. Credo fortemente in questo progetto e sono certa che ci darà grosse soddisfazioni».

Zapata attacca il Napoli: “Gli ultimi due mesi sono stato emarginato da tutti”

L’ex attaccante del Napoli, Duvan Zapata, ora in forza alla Sampdoria ha rilasciato un’intervista al quotidiano “ La Gazzetta dello Sport”, raccontando alcuni retroscena sulla sua permanenza a Napoli negli ultimi due mesi. Ecco un estratto delle parole di Zapata: “A Napoli non mi hanno considerato. Ero reduce dalla mia migliore stagione in Italia, credevo di poter dire la mia. invece sono rimasto due mesi emarginato, allenandomi a parte. Per fortuna è arrivato Ferrero, che ha fatto tanto per portarmi qui. Tra l’altro lui mi voleva già due anni fa, quando l’allenatore era Zenga”

Ghoulam – rinnovo: ci siamo. Ecco quando potrebbe arrivare la firma

Sarebbe tutto fatto per il rinnovo fino al 2022 del terzino del Napoli Faouzi Ghoulam. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano “ Il Mattino “, il quale rivela addirittura che la firma sul nuovo contratto potrebbe avvenire addirittura durante l’imminente sosta per le Nazionali. L’accordo sulle cifre sarebbe già stato trovato, con l’algerino che andrebbe a percepire circa 2,2 milioni di euro a stagione. L’unico nodo da sciogliere per il rinnovo del contratto di Ghoulam sarebbe quello della clausola rescissoria. Infatti gli agenti del terzino partenopeo starebbero spingendo affinché il Napoli inserisca una doppia clausola, circa 40 milioni per i top club e 27 per le squadre di prima fascia.

Albiol potrebbe non recuperare per la partita con il Cagliari. Pronti due sostituti

Nella partitella svolta ieri pomeriggio dal Napoli, ha partecipato anche il difensore Raul Albiol. Lo spagnolo è alle prese con diversi problemi fisici alla spalla, che l’hanno tenuto fermo per qualche partita. Le risposte di Albiol sono state incoraggianti, anche se riporta ancora qualche fastidio alla schiena, ma Sarri potrebbe risparmiarlo per la partita di domenica alle ore 12:30 contro il Cagliari. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano “ La Gazzetta dello Sport “, se Albiol non dovesse farcela sono pronti Maksimovic e Chiriches. Il difensore serbo ex Torino, sarebbe in vantaggio sul romeno e dovrebbe essere lui a comporre la coppia centrale di difesa insieme all’insostituibile Kalidou Koulibaly.

Ex Juve Stabia, dal Menti alla rete a San Siro. Ecco di chi si tratta

0

Maxwell Acosty in rete nel match di Europa League di ieri contro il Milan a San Siro.

L’ex esterno della Juve Stabia, Maxwell Acosty, ha messo a segno la sua prima rete in Europa League, scegliendo un avversario davvero prestigioso.

Acosty infatti da quest’estate è un calciatore del Rijeka, squadra della massima serie croata che ha ieri affrontato il Milan in Europa League.

Gara aperta e divertente, con il Milan forte del doppio vantaggio firmato Silva e Musacchio, recuperato in pochi minuti dai croati. Proprio la rete che ha dato il via alla rimonta del Rijeka è stata sigliata da Acosty.

Scatto in velocità a sorprendere la difesa rossonera e rimpallo fortunoso su Donnarumma, con palla che finisce in rete. Grande soddisfazione per l’esterno, che poche settimane fa ci ha confidato di avere ancora Castellammare nel cuore.

La partita è poi stata vinta in extremis dal Milan grazie alla rete del 3-2 firmata da Cutrone.

 

Parma – Salernitana, ecco le probabili scelte dei due tecnici

0

Questa sera al Tardini ci sarà la sfida valevole per la 7° giornata del campionato di Serie B, tra Parma e Salernitana. Entrambe le squadre sono reduci da una vittoria, i ducali a Venezia, mentre i granata con lo Spezia tra le mura amiche dell’Arechi. Il Parma dovrà fare a meno di Fabio Ceravolo, ancora alle prese con i vari problemi fisici, mentre Bollini non avrà la sua coppia centrale di difesa, composta da Tuia e Bernardini . Out anche Pucino.

Parma (4-3-3): Frattali; Iacoponi, Di Cesare, Gagliolo, Scaglia; Dezi, Scozzarella, Barillà; Baraye, Calaiò, Siligardi.  A disposizione: Nardi, Lucarelli, Mazzocchi, Germoni, Sierralta, Scavone, Corapi, Munari, Frediani, Insigne, Nocciolini, Di Gaudio. Allenatore: D’Aversa.

 

Salernitana (3-5-2): Radunovic; Schiavi, Mantovani, Vitale; Kiyine, Minala, Della Rocca, Odjer, Zito; Bocalon, Rodriguez. A disposizione: Adamonis, Iliadis, Asmah, Perico, Signorelli, Alex, Cicerelli, Di Roberto, Kadi, Rosina, Rossi, Sprocati  Allenatore: Bollini.

ItalVolley femminile, Mazzanti:”Dispiace per come sia finita, ma guardiamo avanti”

0

Baku, Azerbaijan. Si è conclusa con l’eliminazione ai quarti l’avventura dell’ ItalVolley femminile al Campionato Europeo Femminile 2017, ad andare avanti è l’Olanda. Al termine della partita queste le dichiarazioni in casa azzurra.

DAVIDE MAZZANTI: “Sapevamo che ci saremo giocati tutto in questa partita e purtroppo è andata male. Il rimpianto più grande rimane non essercela giocata al meglio delle nostre possibilità. Contro l’Olanda non si è vista la nostra identità di gioco e mi dispiace davvero tanto finire l’estate in questa maniera, perché sono convinto che il nostro percorso sia stato davvero importante. Questa partita ci dovrà servire assolutamente per continuare a crescere e compiere un ulteriore passo in avanti.

Analizzando tutto il torneo possiamo dire di non aver mai fatto vedere il valore di questo gruppo, ma la lezione di oggi deve spingerci a mettere ancora più cura, attenzione e impegno in quello che facciamo. Sembra incredibile, ma non vedo già l’ora di sedermi in panchina il prossimo anno per continuare in questo progetto. Durante la mia prima stagione le ragazze mi hanno dato tanti input positivi e quindi ha ancora tanta voglia di allenarle. Adesso avrò a disposizione un periodo di studio, ma non vedo l’ora di essere a maggio per ricominciare.

Se ripenso a quello che è successo nei mesi scorsi, nonostante l’amarezza di oggi, devo dire che è stato qualcosa di fantastico: abbiamo sposato un progetto coraggioso e mi sono attaccato davvero tanto a questa squadra.”

CRISTINA CHIRICHELLA: “Oggi non siamo mai entrate in partita e quindi non si è vista la vera Italia. L’Olanda, invece, si è espressa su ottimi livelli, ma le colpe maggiori sono le nostre che gliel’abbiamo permesso e ora c’è molto rammarico. Il nostro non è stato un percorso d’avvicinamento facile, sono successe tante cose che penso abbiano inciso sul nostro rendimento. Uscire dall’Europeo con una prestazione del genere fa molto male, ma non possiamo dimenticare tutte le cose buone fatte vedere duran te la stagione. Con questo anno abbiamo iniziato un nuovo percorso e lo abbiamo fatto nel modo giusto: c’è tanta fiducia nei nostri mezzi per la prossima stagione.”

LUCIA BOSETTI: “Dispiace uscire così dall’Europeo, perché da parte nostra è stata una brutta partita. Oggi abbiamo commesso tanti errori, mentre invece nell’ultimo periodo eravamo riusciti a limitarli, gestendo meglio le diverse situazioni di gioco. Bisogna fare i complimenti all’Olanda che è stata in grado di metterci parecchio in difficoltà, disputando un’ottima gara. Ovviamente adesso la delusione è grande, ma nel corso dell’anno ci sono stati moltissimi segnali positivi che non ci d obbiamo dimenticare. Dalle cose buone che sono emerse dovremo ripartire l’anno prossimo per continuare a crescere.”

Fonte: Ufficio Stampa ItalVolley

Europei Femminili 2017: Quarti fatali per le azzurre, l’Olanda vince 3-0

0
Europei Femminili 2017: Quarti fatali per le azzurre, l’Olanda vince 3-0

Baku, Azerbaijan. Al Campionato Europeo 2017 quarti di finale fatali per le azzurre, battute ed eliminate per mano dell’Olanda 3-0 (25-17, 25-20, 25-13). Per la terza edizione consecutiva della rassegna continentale le azzurre sono così uscite ai quarti come nel 2013 e 2015.

Le ragazze di Davide Mazzanti contro l’Olanda, bestia nera dell’Italia negli ultimi anni, non sono riuscite ad esprimersi su buoni livelli, al contrario delle avversarie che invece hanno tenuto sempre in mano il pallino del gioco. Chirichella e compagne hanno faticato sia in attacco che in ricezione, senza essere in grado di trovare le giuste contromisure soprattutto all’opposto olandese Sloetjes.

Il Ct tricolore nel corso della gara ha provato ad operare diversi cambi, ma nulla è servito a fermare l’Olanda che si è imposta meritatamente 3-0.

Per l’Italia resta il rimpianto di essere stata eliminata dal torneo, senza aver fatto vedere tutte le proprie qualità, come invece era successo quest’estate nel Grand Prix: culminato con una splendida medaglia d’Argento. A parziale scusante della nazionale tricolore c’è il fatto di aver avuto un periodo di preparazione molto travagliato (fuori Sylla e Malinov), così come gli infortuni di Lucia Bosetti e De Gennaro nel torneo.

Sin dalle prime fasi del match odierno le olandesi hanno imposto il proprio ritmo, costringendo l’Italia a lunghi inseguimenti. Nel finale della seconda frazione le azzurre hanno mostrato le cose migliori, ma nel terzo le avversarie sono tornate a dominare.

Miglior marcatrice è stata Sloetjes (20 punti), seguita da Buijs (17 p.), tra le fila italiane Egonu con (15 p.). Nettamente a favore dell’Olanda la percentuale complessiva in attacco (56% a 37%), così come il totale di errori commessi (9 vs 17).

In avvio di gara Davide Mazzanti ha schierato Orro in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Caterina e Lucia Bosetti, centrali Folie e Chirichella, libero De Gennaro.

L’Olanda è partita meglio con la battuta della Sloetjes che ha mandato in difficoltà la ricezione azzurra, non permettendo ad Alessia Orro di sviluppare il gioco. Sotto 2-7 Chirichella e compagne sono riuscite a reagire e, grazie agli attacchi di Egonu e ad un maggiore presenza a muro, hanno accorciato le distanze (8-9). A rompere l’equilibrio è stata nuovamente la formazione “Oranje” (in evidenza Sloetjes 9 punti), capace con un lungo break di prendere il sopravvento sull’Italia, che è stata costretta a cedere (17-25).

Al rientro in campo la musica non è cambiata, le azzurre sono scivolate immediatamente dietro (1-1-8) sbagliando a ripetizione in attacco. Mazzanti ha risposto con gli inserimenti di Cambi e Bonifacio per Orro e Folie, ma l’Olanda non ha tenuto sempre alto il ritmo ed è volata sul (12-20). Nonostante il pesante svantaggio (dentro Parrocchiale per De Gennaro) l’Italia ha mostrato segnali di crescita e con delle ottime difese ha messo un po’di paura alle avversarie (20-25).

Nella terza frazione (confermate Cambi, Bonifacio e Parrocchiale) le due squadre sono rimaste a contatto sino al (5-7), momento in cui le olandesi hanno cambiato marcia. Il calo della ricezione azzurra, sommata agli attacchi di Sloetjes e compagne, ha scavato un divario sempre più ampio ed ha condannato l’Italia all’eliminazione (13-25).

ITALIA – OLANDA 0-3 (17-25, 20-25, 13-25)

ITALIA: Orro 2, C. Bosetti 6, Chirichella 3, Egonu 15, L. Bosetti 8, Folie 2. Libero: De Gennaro. Loda, Cambi 1, Bonifacio 4, Parrocchiale (L). N.e: Danesi e Tirozzi. All. Mazzanti

OLANDA: Dijkema 1, Buijs 17, De Kruijf 6, Sloetjes 20, Balkestein-Grotheus 6, Belien 4. Libero: Kinip. Plak 4, Stoltenborg, Jasper. N.e: Schoot (L), Daalderop, Polder, Koolhaas. All. Morrison

Arbitri: Burkiewicz (Pol) e Bernaola (Spa).

Spettatori: 1500. Durata Set: 23’, 26’, 23’.

ITALIA: 3 a, 3 bs, 4 m, 17 et.

OLANDA: 3 a, 5 bs, 6 m, 9 et.

Juve Stabia, Caserta: “Non vogliamo porci limiti. Marino l’esempio in panchina. Ecco in chi mi rivedo in questa squadra”

Queste le sue parole

Il tecnico della Juve Stabia, Fabio Caserta, ha parlato tramite la fan page ufficiale delle Vespe. Ecco le sue parole riportate dalla nostra redazione: “Al di là del modulo, possiamo adottare più schieramenti, perché abbiamo bisogno di avere più soluzioni. La Serie C è un campionato molto lungo, siamo partiti con molti problemi, ma ora vogliamo fare un buon campionato. Non mi piace parlare dello scorso anno, perché appartiene al passato, ora bisogna solo concentrarci sul lavoro. Il Menti? E’ il nostro valore aggiunto, non giocare lì ci crea parecchi problemi, perché non averlo ci penalizza sotto tutti i punti di vista, c’è differenza tra giocare a Caserta e a Castellammare. Ci hanno assicurato che con il Rende giocheremo al Menti. In carriera non ho fatto tanti gol, ma credo che il più bello sia quello che ho fatto con il Catania contro il Palermo e quello fatto con la Juve Stabia contro il Cittadella. Il più importante è stato quello del 2-2 contro la Nocerina. Ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori bravi, cerco di prendere il meglio di ognuno di essi e metterlo in campo, Conte è carismatico e fa della grinta la sua arma primaria, mentre Marino mi ha insegnato tanto sul campo, puntando su di me quando non ero ancora conosciuto. Spero che la Juve Stabia torni in Serie B, perché l’anno della retrocessione si sbagliò tutto, questo è un mio rammarico grande. Secondo me questa squadra mi ha dimostrato che se si gioca con la stessa determinazione di Pagani si può fare un buon campionato. Crialese? E’ un calciatore importante e sono convinto che alla lunga ci darà una grande mano. La vittoria nel derby ci ha dato morale, c’ha fatto credere ancora di più nel lavoro che si fa. Adesso ci aspetta una gara difficile, il Fondi ha calciatori importanti e non bisogna sottovalutarli. Vogliamo i tre punti. L’idea di fare l’allenatore mi è venuta anche quando giocavo, ma è molto più difficile, perché si hanno molte più responsabilità. Paponi? Ha iniziato bene, sono felice che abbia deciso di rimanere sposando la nostra causa, non sta ancora al 100%, ma si sta allenando duramente. Mi rivedo molto in Mastalli, è un calciatore fortissimo. E’ il prototipo del calciatore. Lui fa sempre tutto al massimo ed è ciò che vuole un allenatore. Ogni allenamento per lui è una partita. Un altro in cui mi rivedo è Berardi, ma lui ha più qualità di me. Il popolo stabiese ha un grande pregio, quando vede il calciatore sudare la maglietta da sempre applausi”.

Inquinamento killer, in Italia le polveri sottili uccidono

0

La classifica europea mette sotto accusa le nostre città, dove ci sono concentrazioni record di polveri sottili Pm 2,5. Il dossier di Roberto Giovannini rivela che non sono solo i veicoli a rendere irrespirabile l’aria: è forte l’impatto di agricoltura e riscaldamento.

Italia, qui l’inquinamento uccide di più

La classifica europea mette sotto accusa le nostre città. Concentrazioni record di polveri sottili Pm 2,5

ROMA – La notizia è che l’aria nelle città è migliorata negli ultimi anni, ma nonostante le nuove regole l’Italia primeggia nella triste classifica europea dei morti per inquinamento.

Come spiega il Report sulla qualità dell’aria che sarà presentato domani, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con Enea e Ferrovie, l’Italia con oltre 90.000 morti premature batte i grandi paesi europei. Parliamo di 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 in Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia, indica questo importante rapporto. Si sa che l’aria peggiore c’è nella Valle Padana, ma problemi seri ci sono anche nelle aree metropolitane di Roma e Napoli, a Firenze, in Puglia a cominciare da Taranto, e sulla costa sud est della Sicilia. I responsabili? C’è il traffico automobilistico, come si può facilmente immaginare, a partire dai motori diesel. Ma con qualche sorpresa, oltre all’industria e al riscaldamento residenziale, ormai pesano in modo significativo anche il riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), e l’agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’aria inquinata è un problema continentale: secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente in Europa ogni anno si registrano oltre 500.000 morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico, circa 20 volte il numero di vittime per incidenti stradali. Per la Commissione Ue, i costi connessi agli impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico pesano tra il 2 e il 6% del Pil europeo. Ma l’Italia va peggio: siamo in procedura di infrazione sia per il particolato che per il biossido di azoto. Per le PM2,5, le polveri sottili più fini, segniamo valori di concentrazione record, così come per l’ozono. E quel che conta, non stiamo migliorando abbastanza: di questo passo non rispetteremo i target fissati per il 2030 dalla nuova direttiva europea sugli inquinanti atmosferici.

IL TRAFFICO 

Come detto, il traffico stradale è il maggior responsabile dell’inquinamento, soprattutto per ossidi di azoto e particolato. Ma i dati rivelano che ci sono altre sorgenti di inquinamento, finora poco o nulla considerate, come la biomassa legnosa. Tra il 1990 e il 2015 la quota del legno per i consumi energetici nel settore residenziale è passata dal 13 al 25%. Secondo l’Ispra, la combustione di biomasse è responsabile del 99% delle emissioni di particolato del settore residenziale. Le tecnologie «tradizionali» (caminetti aperti e stufe manuali), che rappresentavano il 74% degli impianti in Italia nel 2012, sono stati responsabili del 90% delle emissioni di particolato del settore, contro il 9% di emissioni imputabili alle tecnologie «avanzate» (stufe a pellet, caminetti chiusi e stufe a ricarica automatica. Resta il fatto che a Milano la combustione del legno, specie in impianti a bassa efficienza, vale addirittura il 20% delle PM10 totali. Scopriamo poi il ruolo dell’«inquinamento extraurbano»: la produzione agricola (con i fertilizzanti) e la zootecnia. E infine, c’è l’industria, la generazione elettrica e lo smaltimento dei rifiuti: le innovazioni tecnologiche non hanno risolto.

Il rapporto propone un decalogo di interventi per affrontare il problema. Varare una strategia nazionale per la qualità dell’aria, ridurre le auto private in città, inserire gli obiettivi su clima e inquinamento nelle politiche energetiche, dare più risorse per il trasporto pubblico condiviso, finanziare la ricerca e il monitoraggio, migliorare le performances ambientali dei mezzi di trasporto, riqualificare edifici pubblici e privati, limitare le biomasse per il riscaldamento domestico, controllare le emissioni dell’agricoltura, migliorare le tecnologie nell’industria.

Proposte serie, che però non sembrano nei piani del governo. Edo Ronchi, già ministro dell’Ambiente e presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è preoccupato. «Onestamente per il momento vedo poco impegno – spiega – nonostante qualche visibile miglioramento, mi pare che Comuni e territori siano lasciati da soli ad affrontare un problema che richiederebbe ben altri interventi». E gli accordi tra ministero dell’Ambiente e Regioni, come quello firmato da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna? «Certamente sono utili – commenta Ronchi – ma solo a livello di cornice, per gli obiettivi che pongono. Quanto invece alle misure in grado di avere un impatto reale, hanno effetti davvero limitati».

 Licenza Creative Commons 

vivicentro.it/salute e scienze
vivicentro/Inquinamento killer, in Italia le polveri sottili uccidono
lastampa/Italia, qui l’inquinamento uccide di più ROBERTO GIOVANNINI

Gragnano – Nuova rete idrica grazie alla sinergia tra GORI e Comune

0
Nuova rete idrica in Via volte e Via quarantola sviluppo del territorio grazie alla sinergia tra GORI e Comune

Con il taglio del nastro avvenuto questa mattina alla presenza del sindaco di Gragnano Paolo Cimmino, del Presidente del Consiglio Comunale Aniello D’Auria, del Presidente del CdA di GORI, Michele Di Natale, e del Consigliere d’Amministrazione di GORI, Antonio Pentangelo, è stata inaugurata la nuova rete idrica realizzata in via Volte e in via Quarantola. Un intervento importante che contribuirà a rispondere in maniera efficace alle esigenze del territorio ed a migliorare sensibilmente la pressione idrica, che rappresentava una criticità soprattutto nel periodo estivo. La collaborazione tra GORI e Comune di Gragnano ha consentito anche la posa del nuovo manto bituminoso, e la messa in sicurezza delle arterie viarie interessate. Diversi e numerosi sono i progetti in programma per Gragnano grazie alla costante e proficua sinergia tra GORI e l’amministrazione comunale. Nel biennio 2017/18, infatti, verranno portati a termine diversi progetti, in collaborazione con l’amministrazione comunale, mirati al potenziamento del servizio idrico mediante la rifunzionalizzazione di impianti di rilancio ubicati nelle frazioni Rosario, Castello ed in via Visitazione. E’ stata anche predisposta la riqualificazione della rete idrica di via Michele Cavaliere e la sostituzione della rete idrica in via Dei Campi, interventi che saranno completati nei prossimi mesi. Contemporaneamente la GORI ha manifestato la propria disponibilità al trasferimento nelle proprie competenze per le opere di completamento della rete fognaria di Gragnano- zona Sud, oltre ad essere il soggetto attuatore, individuato dalla Regione Campania, per il completamento del collettore fognario Gragnano-Castellammare, che consentirà di recepire i reflui provenienti da buona parte dei Monti Lattari verso il depuratore di Foce Sarno.

E’ stato per me un grande piacere aver visto la realizzazione di un intervento piccolo ma importante nell’ambito della sistemazione dei servizi idrici – ha aggiunto Michele Di Natale, Presidente del CdA di GORI- e aver prodotto nell’occasione anche la risistemazione di tratti stradali essenziali perché conducono al centro cittadino e sorgono in prossimità di molti istituti scolastici. E sono stato particolarmente contento anche del fatto che in questa cittadina mi siano state mostrate altre cose belle: ho attraversato la Valle dei Mulini e visitato la sorgente Forma, dove ho avuto conferma che quando si osserva da vicino l’acqua che sgorga si riesce ad avvertire la sacralità della stessa, la purezza della nostra preziosa risorsa”.

“E’ un giorno importante perché come istituzioni, in qualità di Comune,  e in collaborazione con la Regione e la GORI abbiamo l’obbligo nei confronti dei cittadini di dare un servizio idrico efficiente. In più – spiega soddisfatto il sindaco di Granano, Paolo Cimmino – in via Volte e via Quarantola abbiamo anche proceduto alla ripavimentazione per rendere migliore e più percorribile la strada. Grazie alla GORI con la quale si è stretto un momento di grande collaborazione per rendere efficienti i nostri servizi. Sono giorni importanti anche perché la GORI ci presenterà alcuni progetti che si che si realizzeranno nel 2018 e grazie ai quali risponderemo a problemi annosi e irrisolti”.

 Ringrazio la GORI – dichiara Aniello D’Auria, Presidente del Consiglio Comunale di Gragnano – con cui abbiamo instaurato un rapporto sinergico e di collaborazione con la convinzione di raggiungere, nel breve termine, dei risultati importanti quali il completamento della rete fognaria”.

Tra Juve Stabia e Fondi un solo precedente in campionato finito in parità

Dal 1922 anno in cui inizia il calcio a Fondi, solo nel 2017 la squadra pontina sfida in campionato a Castellammare la Juve Stabia

Juve Stabia e Fondi, nella loro storia si sono affrontate in campionato una sola volta e precisamente quasi otto mesi fa al “Romeo Menti” di Castellammare; la gara terminò col risultato di parità. Questo il dettaglio:

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

11 febbraio 2017 – 6° giornata di ritorno: JUVE STABIA – UNICUSANO FONDI 1 – 1 (arbitro Alessandro Prontera di Bologna) al vantaggio delle vespe realizzato da Nicolas IZZILLO nel terzo minuto di recupero del primo tempo, seguì nella ripresa il pari dei pontini realizzato da Giannone a nove minuti dalla fine.

Giovanni Matrone

Web Tax: Unimpresa, intervento giusto per riequilibrare peso fisco verso pmi

0
Web Tax: Unimpresa, intervento giusto per riequilibrare peso fisco verso piccole e medie imprese

Pur con la massima attenzione e prudenza, perché il terreno è decisamente accidentato, un intervento volto a istituire la cosiddetta web tax, ovvero un sistema di tassazione indirizzato a far pagare una adeguata tassazione alle multinazionali che ruotano attorno a internet, è giusto. In ballo ci sono decine di miliardi di euro, o forse di più, e si tratta di risorse importanti che sarebbe iniquo non immettere nel circuito della fiscalità generale. Risorse, quelle derivanti da un nuovo meccanismo tributario, che sono o sarebbero utili anche per riequilibrare il peso del fisco a vantaggio delle micro, piccole e medie imprese italiane“. E’ quanto dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dal viceministro dell’Economia, Luigi Casero. 

Rapinata una nota tabaccheria nel centro storico di Salerno

0
Rapinata una nota tabaccheria nel centro storico di Salerno

Salerno – Intorno alle 20 di ieri sera un rapinatore è entrato nella tabaccheria, con il volto nascoto dalla visiera di un cappellino e ha intimidito il titolare, che in quel momento era solo in negozio.  Il criminale ha presp possesso della cassa. Il bottino si aggirerebbe intorno ai 200 euro. Successivamente l’uomo si è dileguato facendo perdere le sue tracce. Sul posto è intervenuta una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Salerno, che ha raccolto la denuncia e una descrizione approssimativa del malvivente. Sono in corso le indagini per individuare il rapinatore.

Sarri ha provato Leandrinho falso nueve nel match di oggi con la Primavera

Il Napoli di Maurizio Sarri ha iniziato la preparazione in vista del match di domenica, che lo vedrà affrontere il Cagliari. Secondo quanto riporta Sky Sport, chi ha giocato contro il Feyenoord ha fatto lavoro defaticante, con esercizi di scarico, mentre gli altri hanno disputato un match con la Primavera a campo grande. Albiol ha partecipato a questa partita, e sta superando il problema alla spalla. In attacco Sarri ha provato Leandrinho come falso nueve e Adam Ounas sulla fascia destra.

Designazione arbitritrale per il match Napoli-Cagliari

0
Questa è la designazione arbitrale per la partita che vede sfidare al San Paolo Napoli – Cagliari

Assistenti: Longo e Del Giovane; Quarto uomo: Pezzuto; Var: Calvarese e Pillitteri

A dirigere Napoli-Cagliari è stato designato Rosario Abisso di Palermo.
Assistenti: Longo e Del Giovane
Quarto uomo: Pezzuto
Var: Calvarese e Pillitteri

Abisso, 32 anni a novembre, è alla prima stagione nella Can di A dopo tre stagioni in B.
L’esordio in serie A in Chievo-Torino 0-0 del 6 gennaio 2015.
Vanta 10 presenze in serie A e 58 in B

Non ha mai diretto il Napoli

Così in carriera:
68 presenze (10 in A e 58 in B)

27 vittorie interne (il 39,7%)
22 pareggi (il 32,3%)
19 vittorie esterne (il 27.9%)

427 ammonizioni (più di 6 a partita)
31 espulsioni (circa una ogni due partite)
28 rigori (circa uno ogni due partite)
2.107 falli fischiati (circa 31 a partita)

Fonte: sscnapoli.it

Foggia, rivolta contro i clan nigeriani

0

Nella baraccopoli di Borgo Mezzanone, a Foggia, è in corso una guerra. Il centro che accoglie i migranti è stato inghiottito dalle strutture abusive, creando di fatto un ghetto controllato dalla mafia nigeriana. I cittadini si sentono abbandonati e chiedono autobus per “soli bianchi”, accusano lo stato di averli “abbandonati” per favorire i migranti. Il reportage di Niccolò Zancan racconta un’Italia dove l’integrazione appare lontana.

Foggia, rivolta contro il ghetto. “Ostaggi della mafia nigeriana”

Il centro migranti è stato inghiottito dalla baraccopoli abusiva. I cittadini: “Abbandonati dallo Stato, qui lavorano solo i neri”

BORGO MEZZANONE (FOGGIA) – Nel punto esatto in cui un blindato dell’esercito italiano presidia l’ingresso posteriore del Cara di Borgo Mezzanone, uno dei tre più grandi centri per richiedenti asilo d’Italia, incomincia la bidonville dei migranti. La chiamano «la pista». Ogni giorno tirano su una baracca nuova, sono ormai più di settecento. Rumore di martelli su lamiere, chiodi che trapassano vecchie tavole dicompensato.

Vedi montagne di rifiuti stratificati, roghi di plastiche, fumi neri, niente bagni, un travaso continuo di persone e le ragazze, nuove anch’esse, appena arrivate da Foggia, in attesa su vecchi divani sfondati davanti alla baracca bordello. C’è una grande discoteca sotto una tettoia verde. La chiesa degli afghani. Il ristorante dei pakistani. Ma la zona più grande è quella gestita dalla mafia nigeriana. Dove comanda un tale con due occhi allucinati, che seduto davanti a una bandiera americana, con tre cani tristi fra i piedi, domanda: «Tutto a posto?».

Si potrebbe iniziare da una ragazza nigeriana di 23 anni di nome Victory Uwangue, spogliata e bruciata viva proprio qui, nel mese di dicembre, probabilmente perché voleva opporsi al suo destino. Oppure dalla richiesta ancora valida, formalizzata da quasi tutti i residenti del paese, per ottenere una linea di pullman dedicata a loro, un pullman per soli bianchi: «Perché la circolare è piena di stranieri. Noi siamo 700, loro più di 5000 e non ce la facciamo più». O magari dal ragazzo del Gambia arrestato per rapina e accusato ingiustamente anche di stupro, un errore molto cavalcato che ha portato la gente in piazza e qualcuno ad armarsi. Oppure si potrebbe ricordare il bracciante senegalese investito da un pirata della strada mentre tornava da una giornata di lavoro a 3 euro l’ora, tirato giù come una bestia randagia sulla provinciale per Cerignola. Hanno appena cancellato le scritte sui muri contro la responsabile locale della Caritas, l’insegnante Dina Diurno: «Te la fai con i neri». Hanno appena condannato a 14 e 10 anni di reclusione i contadini Ferdinando e Raffaele Piacente, padre e figlio, che inseguirono nei campi e ammazzarono a fucilate, sparandogli alle spalle, Mamaodou Sare dal Burkina Faso, colpevole di aver cercato di rubare due meloni.

Eppure, no. La cosa più impressionante è un’altra. È questa cancellata divelta. Il confine saltato. I militari di là con le radio, di qua la sopraffazione, mentre va in scena un passaggio incontrollato e osmotico fra il centro per i richiedenti asilo e la bidonville della pista. Adesso, proprio lì nel varco, un buco nella rete, c’è un signore che urla perché non vuole fotografie, mentre smercia bottiglie di birra doppio malto marca «Pals Strong».

Ammesso che siano ancora in funzione, ci sarebbero quattro telecamere lungo il perimetro del Cara. Ma non servono a niente. E se si osserva la scena dall’alto, si può notare come le baracche ormai circondino il centro su due lati, quasi inglobandolo. «È questo che cerchiamo di ripetere da mesi», dice l’insegnante Diurno. «Qui i problemi sono troppi. Si mischiano diverse forme di illegalità. Diversi tipi di migrazione». Assieme ad altre cinque volontarie, sta cercando di recuperare vecchi abiti che potrebbero tornare utili. «Siamo soli. Abbandonati. Inascoltati. Qui manca tutto, bisognerebbe ripristinare la legalità ad ogni livello».

Nel bar principale, il Caffè del Borgo, i migranti vengono chiamati «carbonella» e «Africa». Accanto al frigo delle bevande ci sono due foto di Mussolini. All’angolo con il locale, c’è la fermata del pullman che ogni quarantacinque minuti si riempie e si svuota. Non c’è altro modo per andarsene da qui, verso Foggia. La signora Annamaria Goffredo è una di quelle che ha chiesto e continua a chiedere una linea dedicata: «Ci insultano, fanno la pipì per strada. Le nostre ragazze vorrebbero prendere il pullman, ma non possiamo lasciarle andare in questa situazione. Abbiamo chiesto alla squadra mobile e alla prefettura, hanno risposto che non possono farci niente. Dicono che non ci sono altri mezzi disponibili. E poi c’è un altro problema grave, che non favorisce un clima pacifico. Solo i neri hanno un lavoro. Per noi non ce n’è».

I neri hanno un lavoro accettando condizioni da schiavi. Li vedi uscire ogni mattina dal Cara attesi dai caporali bulgari, che prenderanno la paga dagli agricoltori italiani. Pomodori, carciofi, olive. Chi lavora dieci ore nei campi arriva a guadagnare 34 euro per la giornata. Ma è ovvio che nella bidonville chiamata «la pista» gli affari sono anche altri. Il barista del Caffè del Borgo si chiama Alex D’Antini: «Cosa vi devo dire? Che molti di loro hanno la macchina ma nessuna assicurazione? Che se fanno un incidente scappano e abbandonano il mezzo? Che spesso vengono qui con 7 documenti diversi per fare il Postepay? Che alcuni hanno mazzette di soldi in mano alte così, troppi soldi?».

È tutto estremo, qui. Saltato. Come quel confine fra il Cara e la pista. Un anno fa, il giornalista dell’«Espresso» Fabrizio Gatti aveva fatto un reportage dentro al centro per richiedenti asilo, «il ghetto di Stato». Il suo lavoro aveva suscitato grande indignazione e messo in moto una commissione parlamentare d’inchiesta. Oggi la situazione è peggiorata. Il ghetto è rimasto identico. Intorno si è allargata a dismisura la bidonville gestita dalla criminalità organizzata. La gente del posto non ne può più. E per quanto possa sembrare un’affermazione retorica, è difficile dare torto al barista Alex D’Antini: «Se volete sapere come sia la vita qui, vi affitto una casa a spese mie. Accomodatevi. Venite ad abitare per un mese da queste parti. Poi ne parliamo».

Segnatevi questo punto sulla mappa: Borgo Mezzanone, Foggia, Puglia, Italia. È il prossimo posto dove trionferanno il populismo, la destra estrema e anche la voglia di vendetta. Qui ogni giorno perdono i poveri e i più poveri ancora, in un presente indistinto dove lo Stato appare fallito. Negli ultimi mesi, da queste parti, si è fatta vedere una sola forza politica: i fascisti di Forza Nuova.

vivicentro.it/sud cronaca
vivicentro/Foggia, rivolta contro i clan nigeriani
lastampa/Foggia, rivolta contro il ghetto. “Ostaggi della mafia nigeriana”