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Torre del Greco, ritrovata mitraglietta nascosta tra gli scogli

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Torre del Greco – Nella giornata di ieri la Polizia di Torre del Greco ha rinvenuto  una mitraglietta M11 cal. 9 MM- Automatica MGD modello Benix, di fabbricazione spagnola, matricola SMG 8 2480, classificata arma da guerra.

La scoperta è  avvenuta durante dei controlli effettuati nella zona di Corso Garibaldi, quartiere da sempre sotto il controllo del clan Falanga. La mitragliatrice era nascosta in un anfratto della scogliera, avvolta in una maglia rossa in una busta di cellophane. L’arma era priva di cartucce.

Non si esclude che la mitraglietta fosse a disposizione quale arma di emergenza agli esponenti del clan Valanga in ipotesi di necessità. Sono stati disposti accertamenti e verifiche sulla provenienza e sull’eventuale utilizzo dell’arma.

Fonte: Il Roma

Torino-Roma 0-1 (67′ Kolarov): i giallorossi brutti e cattivi si prendono i 3 punti su punizione

NOTIZIE AS ROMA – Nono turno del campionato di Serie A 2017/2018 (ma i giallorossi devono ancora recuperare la gara contro la Sampdoria). La Roma è il scena allo Stadio Olimpico Grande Torino contro i granata dopo il prezioso pareggio ottenuto a Londra. Si tratta della centoquarantacinquesima sfida tra queste due squadre.

CRONACA SECONDO TEMPO:

48′ Triplice fischio di Damato. La partita termina qui con il risultato di 0-1. Giallorossi a quota 18 punti in classifica si porta al quinto posto.

46′ Ci prova Bruno Peres: punta Moretti e poi tira verso la porta di Sirigu che devìa in corner

45′ Damato assegna 3 minuti di recupero

43′ Occasione per Cenghiz Under, che riceve da Dzeko ma strozza il tiro. Il pallone, per quanto è debole, ha stentato ad arrivare tra le braccia di  Alisson

42′ Grandissima diagonale di Kolarov che salva una situazione pericolosa al limite dell’area di rigore

40′ Terzo cambio anche per Di Francesco: esce un Florenzi che non ne ha proprio più  ed entra Bruno Peres

38′ Moreno e Jesus bravissimi con la linea del fuorigioco: Sadiq pizzicato in offside

36′ Terza ed ultima sostituzione per i granata: Baselli passa il testimone a Valdifiori

34′ Cambio in casa giallorossa: Perotti subentra ad El Shaarawy

32′ Ammonito Alisson per perdita di tempo

29′ Seconda sostituzione per Mihajlovic: Niang lascia il posto a Boyé

28′ Tentativo di Niang verso la porta difesa da Alisson. Il pallone si perde ltre il secondo palo ma va segnalato l’errore di Jesus che, perdendo la sfera, aveva dato il là a questo tentativo

23′ GOL DELLA ROMA CON KOLAROV! Fallo di De Silvestri su El Shaarawy: è calcio di punizione per la Roma dai 30 metri. Batte Kolarov, che segna mettendo il pallone all’incrocio dei pali. Sirigu parte in ritardo e non riesce ad evitare lo svantaggio per i suoi. 1-0 Roma.

20′ Sostituzione tra le fila granata: Barreca entra al posto di Molinaro

19′ Ninag commette fallo sul neoentrato Cenghiz, cartellino giallo per lui

18′ Prima sostituzione tra le fila della Roma: Cenghiz Under rileva Pellegrini

17′ Errore da matita blu di Strootman, che riceve un pallone perfetto da Pellegrini e anziché passarlo a Dzeko o tirare in porta, tenta il dribbling dal limite dell’area di rigore e perde il pallone

11′ Dzeko controlla un pallone dal limite dell’area di rigore nel tentativo di girarsi e colpire a rete ma commette fallo di mano

10′ Ljiajic tenta la conclusione verso Alisson, ma il pallone va sul fondo

9′ Al termine di un’azione ben manovrata, De Rossi tenta la botta dai 30 metri ma la palla, ancora una volta, il pallone va alto sopra la traversa

7′ Su una ribattuta improvvida di Sirigu, tentativo di Nainggolan verso la porta al volo di mezzo esterno ma la palla va alle stelle

6′ Colpo di testa verso la porta leggibile da parte di Strootman, che riceve da Pellegrini (a sua volta imbeccato da El Shaarawy). Sirigu non ha problemi

2′ Primo sussulto giallorosso: non arriva la zampata di Dzeko sul traversone di Pellegrini. Non ci è arrivato per un attimo il centravanti della Roma

CRONACA PRIMO TEMPO:

45′ Termina il primo tempo con il risultato di 0-0

44′ Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Strootman a porta spalancata si vede sbucare il pallone e non riesce a ribatterlo a rete. Occasione monumentale per la Roma

42′ Florenzi prova a sorprendere Sirigu con un lanciona da centrocampo. L’estremo difensore granata si trovava di poco fuori dai pali

41′ Intervento decisivo di Juan Jesus che riesce a togliere un pallone molto pericoloso dai piedi di Iago Falque che aveva provato il dribbling

38′ Tentativo verso la porta giallorossa daparte di Sadiq. Pallone alto sulla traversa.

37′ Intervento decisivo in chiusura di Hector Moreno, che salva i suoi. Niang aveva infatti indirizzato un pallone ben tagliato a Sadiq

33′ La Roma viene avanti bene stavolta: Florenzi aggredisce la profondità e la butta dentro ma il pallone viene allonato da De Silvestri, che concede la rimessa laterale alla Roma

28′ Tentativo di Florenzi dalla distanza che si perde sul fondo. Forse è stato un po’ egoista: sia Dzeko che El Shaaawy avevano reclamato a gran voce il pallone

24′ Fallo di Sadiq su Hector Moreno. L’attaccante granata sta giocando una partita quasi rugbistica: fa fallo su chiunque

22′ Prima occasione per Dzeko: Pellegrini crossa per il bosniaco che di testa non riesce a prendere le misure giuste ed il pallone finisce sul fondo

17′ Fallo di Rincon su Kolarov che si stava involando verso l’area di rigore. Il serbo va a battere e Juan Jesus di testa sfiora l’1-0 ma Sirigu para e Damato fischia offside

15′ Pellegrini prova a sorprendere Sirigu con un colpo di testa. Calcio d’angolo per la Roma

13′ Primo corner per la Roma: era intervenuto Molinaro a mettere fuori. Va a saltare Pellegrini anticipato da N’Koulou

10′ La Roma prova a manovrare: El Shaarawy per Florenzi che ha cercato di scatenare Dzeko ma l’azione non ha sviluppi

8′ Prima uscita di Alisson, che interviene su un tentativo timido di Sadiq

6′ Gran recupero di Jesus che disarciona un pallone potenzialmente pericoloso dai piedi di Sadiq

3′ Nainggolan prova a lanciare i due vertici offensivi (El Shaarawy e Dzeko) ma viene rilevata posizione di offside

FORMAZIONI UFFICIALI:

TORINO (4-2-3-1): Sirigu; De Silvestri, N’Koulou, Moretti, Molinaro; Rincon, Baselli; Iago Falque, Ljajic, Niang; Sadiq
A disp.: Milinkovic, Ichazo, Burdisso, Bonifazi, Barreca, Acquah, Valdifiori, Gustafson, Berenguer, Edera, Boyé, De Luca
All.: Sinisa Mihajlovic

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Moreno, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Nainggolan, Dzeko, El Shaarawy
A disp.: Skorupski, Lobont, Buno Peres, Karsdorp, Castan, Gonalons, Gerson, Under, Defrel, Schick, Antonucci, Perotti.
All.: Eusebio Di Francesco

Arbitro: Damato
Assistenti: Tegoni e Valeriani
Quarto Uomo: Ghersini
Var: Guida
AVar: Rapuano

Diretta testuale di Claudia Demenica copyright-vivicentro

Campania – allerta meteo fino a martedí. La situazione…

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Nelle prossime ore dovrebbe esserci un netto peggioramento della situazione meteo in Campania.

Questo l’avviso della Regione:

La Protezione civile della Regione Campania informa che è in vigore un’allerta meteo per piogge e temporali con conseguente criticità idrogeologica di colore Giallo su buona parte della Campania. In particolare, su Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele i fenomeni temporaleschi possono essere caratterizzati da una rapida evoluzione.

Tale quadro meteorologico, a partire dalla mezzanotte, muterà dando luogo a venti forti e mare agitato o molto agitato sull’intero territorio fino alle 12 di martedì.

La Sala operativa, che già ieri aveva provveduto a inoltrare l’allerta per le precipitazioni attese, ha oggi inviato agli enti competenti un nuovo avviso invitando a prestare attenzione alle strutture e al verde pubblico esposti alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

Napoli – movida violenta, due giovani accoltellati

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Napoli nella notte tra il 21 e il 22 Ottobre due ragazzi sono stati feriti, uno in maniera grave ed è in pericolo di vita.

Secondo le notizie fornite dalla Questura di Napoli i due, di 30 e 23 anni, si trovavano nella centrale Piazza del Gesù, uno dei luoghi della ‘movida’ napoletana, quando per cause ignote  sono stati avvicinati da tre persone e accoltellati.

Il trentenne è stato colpito alla gola ed è stato giudicato dai sanitari di in pericolo di vita;

il ragazzo di ventitré anni ha riportato ferite lievi. La polizia sta indagando per ricostruire il caso.

Tragedia tra Castellammare e Pompei: bimba nasce senza vita

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Una tragedia enorme ha scosso una famiglia di Boscoreale che attendeva la nascita della propria bambina. La coppia si è recata due giorni fa alla Clinica Maria Rosaria di Pompei per uno dei controlli di rito dell’iter della gravidanza.

I sanitari della clinica, durante la visita, si sono accorti subito come qualcosa non andasse ed hanno indirizzato i genitori della bimba all’Ospedale San Leonardo di Castellammare.

I medici del presidio satbiese non hanno potuto far altro che accertare la morte della bimba, ancora nel grembo della mamma. Per estrarre il feto, ormai formato, è stato necessario un vero e propio intervento chirurgico.

Sulla questione indagano ora le Autorità, che hanno disposto l’autopsia sul corpicino della vittima; sequestrate le cartelle cliniche di Pompei e Castellammare.

Fonte: Il Fatto Vesuviano

Volley, Serie C femminile: SURGELATI PONTECAGNANO-INDOMITA SALERNO 3-2

SERIE C FEMMINILE SECONDA GIORNATA
SURGELATI PONTECAGNANO-INDOMITA SALERNO 3-2
(23-25, 26-24, 18-25, 25-19, 15-7)
PONTECAGNANO: Erra, Favali, Malangone, Memoli, Pastore, Pepe, Salpietro D., Salpietro G., Salzano, Spirito, Viscito, Di Napoli (L), D’Auria (L2). All. Corvo
INDOMITA: Grimaldi 9, Izzo, Lanari 11, Losasso 9, Morea, Naddeo 5, Sacco 3, Pizzarelli, Serban 4, Valdes 22, Verdoliva, Truono (L), Rossin (L2). All. Tescione

Tie break ancora una volta fatale in un derby amaro per l’Indomita femminile. Le ragazze di coach Tescione tornano da Pontecagnano con un punto ma anche qualche rimpianto di troppo. Senza Scoppetta infortunata, in regia c’è Lorena Serban con Sacco opposto, Losasso e Grimaldi centrali, Valdes e Lanari, capitano di giornata, di banda, con Truono, confermata nel ruolo di libero. A inizio gara, c’è grande equilibrio. Il primo allungo è dell’Indomita che si porta avanti 14-17. Pontecagnano reagisce e ritrova la parità a quota 21. Lo sprint decisivo è delle ragazze di coach Tescione che chiudono 23-25. Nel secondo set l’Indomita continua a difendere e a ricevere in maniera egregia così da consentire a Valdes e Lanari di far male alle avversarie con i loro attacchi. L’Indomita va avanti anche di quattro ma Pontecagnano reagisce e ritrova la parità a quota 18. Nuovo più 2 Indomita ma sono le padrone di casa a conquistare il primo setpoint 24-23. Naddeo, subentrata a Sacco, lo annulla ma Pontecagnano chiude 26-24. Nel terzo set ancora avvio equilibrato e Indomita che piazza il primo break. Pontecagnano ritorna avanti di uno, 16-15, ma l’Indomita gioca bene. Lanari mette a terra il pallone del più 3 poi un muro di Grimaldi vale il 16-20. Alla fine è un pallonetto di Valdes a regalare il set all’Indomita, 18-25. A inizio quarto set Grimaldi e Losasso fanno sentire le mani a muro e l’Indomita vola avanti 5-8. Poi un black out, qualche errore di troppo in attacco e due ace di Viscito riportano le padrone di casa avanti 10-8. Un muro di Valdes regala il 14-14 poi Erra e Spirito mettono a segno il break decisivo con Pontecagnano che va a chiudere 25-19. Al tie break parte meglio la formazione di casa che va subito 4-1. Losasso con due muri tiene l’Indomita attaccata. Così come i due punti di Lanari che riportano le ragazze di coach Tescione sul 10-5. Alla fine c’è poco da fare e Pontecagnano chiude 15-7 conquistando il derby. Per l’Indomita tanto rammarico, la consapevolezza di aver giocato una buona gara e un punticino che muove ancora la classifica. Da martedì si torna in palestra per preparare al meglio il prossimo match: alla Senatore domenica prossima arriva la Volare Benevento.

Comunicato Stampa

Scherma, Coppa del Mondo – A Tallinn arriva il trionfo di Mara Navarria

TALLINN – Mara Navarria inizia nel migliore dei modi la nuova stagione di Coppa del Mondo di spada femminile. L’azzurra trionfa sulle pedane di Tallinn dove è andata in scena la “prima” stagionale. Straordinario il percorso di gara dell’atleta friulana dell’Esercito, che ha anche entusiasmato per la qualità tecnica mostrata in pedana nei vari assalti.
Mara Navarria è stata infatti capace di dominare ogni assalto, non solo sul piano del punteggio.
In finale, contro la campionessa del Mondo 2017, la russa Tatiana Gudkova, la spadista azzurra ha liberato il suo sorriso saltellando di gioia in pedana alla stoccata del 15-12 che l’ha proiettata sul gradino più alto del podio ed al quarto successo in Coppa del Mondo della sua carriera.
L’atleta 32enne, da due anni trasferitasi da Roma a Rapallo, era approdata in finale dopo la stoccata del 15-13 in semifinale contro la campionessa olimpica di Rio2016, l’ungherese Emese Szasz, che aveva fatto seguito al successo ottenuto ai quarti di finale contro la svizzera Laura Staehli, sconfitta col punteggio di 15-7.
“Non potevo sperare in un inizio migliore – ha detto immediatamente dopo la vittoria -. Sono stata costretta ad iniziare ieri dalla fase a gironi. Dopo aver vinto tutti gli assalti del girone ed essere appodata direttamente al main draw, sono uscita dal palazzetto e prima di rientrare in hotel sono andata sul mar Baltico. Lì ho ricercato la concentrazione ed un pò di ispirazione che oggi mi sono state utilissime. Ho avuto buone sensazioni sin dal primo match. Ho provato a cambiare spesso la mia scherma nel corso degli assalti e questo ha creato difficoltà alle mie avversarie. Sono davvero felicissima, perché è un successo che avevo inseguito a lungo e di cui ne avevamo tutti bisogno”.
Il cammino di Mara Navarria era iniziato già nella prima giornata con la fase a gironi dove l’azzurra aveva vinto tutti gli assalti, approdando cosi al tabellone principale senza attraversare le forche caudine del tabellone preliminare.
Nel primo turno del main draw, Mara Navarria si è imposta per 15-6 nel derby azzurro contro Nicol Foietta, proseguendo poi con il successo per 15-7 contro la statunitense Katharine Holmes e poi con la vittoria contro la polacca e campionessa europea Ewa Nelip per 15-8.

Stop invece nel turno delle 16 per Rossella Fiamingo ed Eleonora De Marchi. La prima è stata superata 15-9 dall’ucraina Dzhoan Bezhura, mentre la più giovane è stata sconfitta 14-13 dalla svizzera Staehli.
Si era invece interrotta nel turno delle 32 l’avanzata di Roberta Marzani, sconfitta 15-12 dall’estone Katrina Lehis, e di GIulia RIzzi, eliminata per 15-13 dalla giapponese Shimookawa.
Primo turno fatale invece per Alberta Santuccio, eliminata per 15-8 dalla cinese Lai, Marta Ferrari sconfitta da Nathalie Moellhausen per 15-9 e per Brenda Briasco che subisce la stoccata del 15-14 dalla russa Okhotnikova.
A fermarsi sono state invece Federica Isola e Luisa Tesserin, sconfitte rispettivamente nell’assalto valido per approdare al tabellone principale, dalla statunitense Amanda Sirico per 15-9 e, con l’identico punteggio, dall’altra azzurra Giulia Rizzi.
Alice Clerici invece è stata sconfitta dall’altra americana Anna Van Brummen per 15-12 nel primo assalto del tabellone di qualificazione.

COPPA DEL MONDO – SPADA FEMMINILE – Tallinn, 20-22 ottobre 2017
Finale
Navarria (ITA) b. Gudkova (Rus) 15-12

Semifinali
Gudkova (Rus) b. Beljajeva (Est) 15-8
Navarria (ITA) b. Szasz (Hun) 15-13

Quarti
Beljajeva (Est) b. Bezhura (Ukr) 15-12
Gudkova (Rus) b. Komarova (Rus) 15-9
Szasz (Hun) b. Okhotnikova (Rus) 15-14
Navarria (ITA) b. Staehli (Sui) 15-7

Tabellone delle 16
Bezhura (Ukr) b. Fiamingo (ITA) 15-9
Staehli (Sui) b. De Marchi (ITA) 14-13
Navarria (ITA) b. Nelip (Pol) 15-8

Tabellone delle 32
Kuusk (Est) b. Marzani (ITA) 15-12
Fiamingo (ITA) b. Differt (Est) 15-11
Shimookawa (Jpn) b. Rizzi (ITA) 15-13
De Marchi (ITA) b. Varnai (Hun) 15-8
Navarria (ITA) b. Holmes (Usa) 15-7

Tabellone delle 64
Marzani (ITA) b. Lehis (Est) 15-11
Fiamingo (ITA) b. Tataran (Rou) 15-14
Rizzi (ITA) b. Budai (Hun) 15-6
Lai (Chn) b. Santuccio (ITA) 15-8
Moellhausen (Bra) b. Ferrari (ITA) 15-9
Okhotnikova (Rus) b. Briasco (ITA) 15-14
De Marchi (ITA) b. Shi (Chn) 15-6
Navarria (ITA) b. Foietta (ITA) 15-6

Tabellone delle 64 – qualificazione
Foietta (ITA) b. Filina (Rus) 15-13
Briasco (ITA) b. Lin (Hkg) 15-9
Ferrari (ITA) b. Kiskapusi (Esp) 15-7
Sirico (Usa) b. Isola (ITA) 15-9
Rizzi (ITA) b. Tesserin (ITA) 15-9
De Marchi (ITA) b. Petri (Hun) 15-9

Tabellone delle 128 – qualificazione
Foietta (ITA) b. Nesbitt (Gbr) 15-9
Briasco (ITA) b. Yamada (Jpn) 15-14
Ferrari (ITA) b. Zagala (Pol) 15-10
Isola (ITA) b. Kock (Fin) 15-11
Van Brummen (Usa) b. Clerici (ITA) 15-12
Rizzi (ITA) b. Ohashi (Jpn) 15-11
Tesserin (ITA) b. Pechovova (Cze) 15-10
De Marchi (ITA) b. Fernandez Calleja (Esp) 12-9

Fase a gironi
Federica Isola: 3 vittorie, 3 sconfitte
Giulia Rizzi: 4 vittorie, 2 sconfitte
Eleonora De Marchi: 5 vittorie, 1 sconfitta
Mara Navarria: 6 vittorie, nessuna sconfitta
Brenda Briasco: 5 vittorie, 1 sconfitta
Roberta Marzani: 6 vittorie, nessuna sconfitta
Alice Clerici: 3 vittorie, 3 sconfitte
Nicol Foietta: 4 vittorie, 2 sconfitte
Luisa Tesserin: 5 vittorie, 1 sconfitta
Marta Ferrari: 3 vittorie, 2 sconfitte

Classifica (203): 1. Navarria, 2. Gudkova (Rus), 3. Beljajaeva (Est), 3. Szasz (Hun), 5. Bezhura (Ukr), 6. Okhotnikova (Rus), 7. Komarova (Rus), 8. Staehli (Sui).
10. Fiamingo (ITA), 16. De Marchi (ITA), 21. Marzani (ITA), 29. Rizzi (ITA), 34. Santuccio (ITA), 45. Briasco (ITA), 49. Foietta (ITA), 55. Ferrari (ITA), 75. Tesserin (ITA), 83. Isola (ITA), 133. Clerici (ITA)..

Afro Napoli United, vittoria travolgente per 6 – 1 contro il Rione Terra

L’Afro-Napoli United travolge il Rione Terra: è 6 a 1 al ‘Vallefuoco’
Ambrosino: “Siamo davanti e faremo di tutto per restarci”
Babù: “Dedico il gol al nostro presidente”

Una gara strepitosa quella dell’Afro-Napoli United che ha travolto il Rione Terra al ‘Vallefuoco’, risultato di 6 a 1. Babù apre la danza dei gol, strepitoso Dodò tra assist e gol e ci mettono la firma anche Francesco Marigliano, Arcobelli e Suleman. I multietnici subiscono un gol, quello di Tafuto al 33′ arrivato su calcio piazzato. “Risultato figlio della prestazione che abbiamo fatto oggi. I ragazzi hanno dato del loro meglio, giocando semplice e facendo le cose in modo ordinato ed equilibrato. Bisogna fare loro i complimenti perché dare continuità al risultato non è mai facile perché ci può essere sempre un calo di attenzione”. Così mister Ambrosino nel post-gara, continua: “E’ molto presto per poter dare dei pronostici. È un campionato molto equilibrato, ci sono 4 o 5 squadre che da qui fino alla fine, lotteranno per poter vincere il campionato. Noi siamo davanti e faremo di tutto per restarci fino alla fine”. Babù, Dodò, Suleman, Marigliano ed Arcobelli a segno, l’Afro spinge con tutti i suoi uomini: “Quando segnano molti giocatori vuol dire che c’è un gioco collettivo, tutti sono utili alla causa. Cerchiamo di sfruttare al meglio le nostre caratteristiche, giocare in velocità e fare triangolazioni e cercare di portare più giocatori nella metà campo avversaria. Merito dei ragazzi che durante la settimana lavorano in questo modo con grande intensità”. Ottima prestazione anche di De Oliveira, detto Babù: “Fare gol fa piacere a tutti, quando la squadra gioca così penso sia difficile per chiunque. Ci siamo allenati bene in settimana ed i risultati durante la partita, si vedono, quando hai una buona squadra e la mentalità giusta perché ti alleni sempre al 100%. L’obiettivo è sempre quello di arrivare più in alto possibile. Adesso ci troviamo avanti e dobbiamo continuare così. Dedico il gol al presidente Gargiulo, per lui è stata una settimana difficile a causa di un lutto che ha colpito la sua famiglia questa settimana”.

TABELLINO
AFRO-NAPOLI UNITED-RIONE TERRA 6-1
Marcatori: 3’ De Oliveira (Babù) (A), 14’ Suleman (A), 20’ Marigliano (A), 33’ Tafuto (R), 38’ Arcobelli (A), 63’, 73’Dodò (A)

AFRO-NAPOLI UNITED- D’Errico; Gargiulo (63’ Iodice), Gentile, Rinaldi (70’ Soareas Aldair), Velotti, De Fenza, Dos Santos Soares (78’ Aliu), Marigliano F., Arcobelli, De Oliveira Anderson Rodney (67’ Jatta), Suleman (70’ Balzano). A disp.: Torino, Iodice, Iervolino, Balzano, Soares Aldair, Jatta, Aliu. All. Ambrosino.

RIONE TERRA- Onofrio; Trapanese (82’ Sacco), Del Giudice, Carnevale (al 57’ Volpe S.), D’Oriano (al 25’ Di Roberto), Ursomanno, Lanuto (82’ Lanuto), Tafuto (73’ Imparato), Colandrea, Gioiello, De Luca. A disp.: Del Giudice, Volpe F., Migliaccio, Volpe S., Imparato, Sacco, Di Roberto. All. De Girolamo

ARBITRO- Luca Cavalli sez. Benevento
ASSISTENTI- Stefano Borriello e Giovanni Autiero sez. Ercolano
NOTE- Ammoniti: Babù, De Fenza, Di Roberto
Recupero- 2’ pt, 4’ st

Comunicato Stampa

Castellammare, l’Amerigo Vespucci strega anche Trieste. Boom di visite per la Nave Scuola

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L’Amerigo Vespucci continua a lasciare a bocca aperta migliaia di persone in giro per l’Italia ed il Mondo. Il fascino della Nave Scuola varata a Castellammare di Stabia il 22 febbraio 1931 colpisce non soltanto i propri “concittadini” stabiesi, ma chiunque abbia la fortuna di vederla dal vivo.

In questi giorni l’Amerigo Vespucci si trova a Trieste, al Molo Bersaglieri, ed immediatamente è stata presa d’assalto dai cittadini triestini. Nemmeno il tempo per l’equipaggio del Vespucci di tirare a lucido la nave, che si sono formate enormi code di appassionati pronti a salire a bordo.

La Nave Scuola resterà attraccata a Trieste fino a martedì 24 ottobre, prima di riprendere il proprio viaggio verso altre città italiane.

Fonte: Gazzetta di Parma

 

Akragas-Juve Stabia: 1-2. la partita attraverso le immagini

10ª Giornata di Campionato di serie C

Akragas-Juve Stabia: 1-2

Le Vespe vincono in campo neutrale contro l’Akragas. Un match equilibrato per il primo tempo, le due squadre si sono studiate a lungo.

Il goal dell’Akragas ha spinto le vespe a lottare per conquistare punti preziosi e dopo il primo goal arriva anche il secondo che porta la Juve-Stabia in netto vantaggio.

Momenti preziosi immortalati dalla lente di Martina Visicale

La fede per il Napoli è fatale: latitante catturato mentre guarda la partita degli Azzurri ad Agropoli

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Non è riuscito a resistere alla tentazione di guardare il big match tra Napoli e Inter. Giuseppe Saltalamacchia, latitante dallo scorso settembre, dopo il furto di un Rolex da 12 mila euro era riuscito ad evitare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Roma e all’ordine di carcerazione per evasione emesso dalla Procura di Napoli.

A tradirlo è stata la sua fede per il Napoli; nella serata di ieri infatti Saltalamacchia è stato individuato e bloccato dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Centro mentre era seduto in un bar di Viale Risorgimento, ad Agropoli, per assistere alla partita del Napoli in tv.

Saltalamacchia, originario dei Quartieri Spagnoli, è ritenuto tra i principali “gestori” dello spaccio nella zona di Santa Lucia. Una volta visti gli Agenti pronti ad arrestarlo, il latitante avrebbe tranquillamente chiesto “Anche qui ad Agropoli?” lasciandosi poi bloccare.

Fonte: Il Mattino

 

Report lunedì 23 ottobre 21.05 Rai3

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Lunedì 23 ottobre alle 21.05 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report. Le inchieste di questa settimana:

SOCIALMENTE UMILIATI
Di Bernardo Iovene

Lavorano “a nero” nei comuni da 22 anni. Dovevano essere di supporto, invece il blocco del turn over li ha resi indispensabili, si tratta dei lavoratori “socialmente utili”. Non hanno contributi perché percepiscono un sussidio dal ministero del Lavoro e una piccola integrazione dagli enti, anche quella priva di contributi previdenziali. All’Inps trasecolano! Non lo sapevano e manderanno un’ispezione in tutti i comuni che li utilizzano… Lavorano “a nero” per lo Stato e non sono i soli: al ministero della Giustizia con vari escamotage i “tirocinanti”, persone cinquantenni, già da otto anni sopperiscono alla carenza di personale per 400 euro lordi, anche loro senza contributi. Al ministero della Sanità sfruttano i “borsisti” per decenni senza garanzie e senza lo status di lavoratore, eppure in alcuni Istituti sono diventati indispensabili. Poi ci sono i “somministrati”, che lavorano negli uffici pubblici appaltati dalle agenzie interinali: sono diecimila. Intanto i Centri per l’Impiego dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre sono nel caos, sballottati tra province, regioni e ministero del Lavoro. Il decreto Madia ha lasciato nell’incertezza questi lavoratori, anzi alcuni sono stati espressamente esclusi dalla stabilizzazione, mentre nel settore privato lo sfruttamento avanza, peggiorano le condizioni e si calpestano i diritti sindacali: basta vedere i turni a cui sono sottoposti i lavoratori “in somministrazione” per il 187 di Tim e i trasportatori di Mondo Convenienza, anche loro inquadrati in cooperative “spurie”.

CIOCCOLATO AMARO
Di Emanuele Bellano

Il cioccolato è così: una voglia improvvisa e non si può fare a meno di scartare la stagnola, scrocchiarlo e lasciarlo sciogliere in bocca. A soddisfare il nostro impulso ci pensa un settore industriale che nel mondo fattura ogni anno più di 100 miliardi di dollari. Si dividono il mercato una decina di grandi gruppi, multinazionali del cioccolato. Il prezzo del cacao, l’ingrediente primario, è stabilito nelle borse di Londra e New York attraverso strumenti finanziari trattati non solo dai produttori di cioccolato ma anche da fondi speculativi che acquistano e vendono enormi quantità di materia prima, allo scopo di ottenere plusvalenze finanziarie. Alla fine la speculazione incide per circa il 30% sul prezzo finale del cacao. Le grandi piantagioni invece si trovano in paesi poveri dell’Africa Occidentale e del Sudamerica. E qui entrano in campo tre grandi gruppi internazionali di certificazione etica, che dovrebbero garantire a noi consumatori occidentali che il nostro cioccolatino non sia stato prodotto facendo lavorare i bambini o distruggendo l’ambiente. È vero? Abbiamo ricostruito il percorso del cioccolato dalla piantagione alla fabbrica, per capire quanto c’è di vero in quello che leggiamo sulla confezione e che cosa ci mettiamo in bocca.

PER UN SOFFIO
Di Antonella Cignarale

Abbiamo mangiato e bevuto, è ora di tornare a casa, ci si mette al volante e dietro l’angolo… ecco la pattuglia che alza la paletta. A questo punto il nostro futuro prossimo (con o senza patente, con o senza ripetuti esami delle urine e del sangue e ammende fino a 6mila euro…) dipende solo da lui: l’etilometro. In Italia dal 1990 affidiamo la verifica dello stato di ebbrezza del conducente esclusivamente a questo strumento. Si soffia nel tubo. L’etilometro rileva la concentrazione di alcol nell’aria espirata e fa i suoi calcoli per arrivare a dire quanto ne sta scorrendo nelle vene. Ma siamo sicuri che questi calcoli siano sempre da prendere per oro colato? Nel mondo scientifico si avanzano dubbi. Intanto nel 2016 in Italia sono stati sanzionati quarantamila conducenti perché non avevano rispettato le soglie alcolemiche stabilite per legge. È giusto che la sanzione sia la più severa possibile, ma si scopre che parecchi automobilisti vengono assolti in giudizio o la fanno franca perché l’etilometro, al momento del test, non era stato utilizzato in maniera corretta. Quali sono allora le avvertenze? E come fa un guidatore ad accertarsi che il test a cui lo stanno sottoponendo sia svolto in maniera adeguata? Perché, attenzione: mettersi alla guida dopo aver bevuto può aumentare il rischio di incidenti ed è una violenza a cui possiamo andare incontro a scapito nostro e di altri, ma affidandoci solo all’etilometro per i controlli e le sanzioni, “per un soffio”… può anche cominciare una storia senza fine.

Video e trascrizioni delle inchieste saranno disponibili sul nostro sito www.report.rai.it  e sulla nostra pagina RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/report/ pochi minuti dopo la fine della trasmissione.

Buona visione,

La redazione

Juve Stabia, Mastalli e quei parastinchi porta fortuna…

Mastalli e i parasticnhi che scacciano gli incubi

Grande entusiasmo in casa Juve Stabia dopo la vittoria contro l’Akragas che ha rilanciato le Vespe in classifica.

Tra i più felici dopo il match vinto in rimonta contro i siciliani, Alessandro Mastalli, che proprio ieri ha sfoggiato dei nuovi parastinchi. Su uno campeggia l’effige di un leone, mentre sull’altro il mantra reso famoso dal film di animazione “Il Re Leone” Hakuna Matata, ossia vivere senza pensieri ed ansie. Il centrocampista ha mostrato i suoi nuovi “talismani” sul proprio profilo Instagram.

In sostanza forza e serenità, queste le virtù che Mastalli vuole portare con sé in campo e che ieri, tramite i nuovi parastinchi, hanno portato fortuna.
È palpabile ora l’entusiasmo di tutto l’ambiente per l’imminente ritorno al Menti, come confermato ieri da Filippi, Caserta e Canotto.

LA BAMBINA IN CAMICIA NERA

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Quando l’incoscienza dei padri e dei nonni pretendono di condizionare i figli: una bambina alla cerimonia di Giulino di Mezzegra.

Il 26 aprile scorso un quotidiano di grande tiratura nazionale ha riportato la cronaca della commemorazione  dell’uccisione di Mussolini a Giulino di Mezzegra a 65 anni dall’episodio. Nello spazio sopra l’articolo la fotografia di una bambina, dall’apparente età di 5/6 anni, in camicia nera con in testa un basco nero con gladio ed alloro, simbolo delle formazioni militari della c.d. repubblica sociale al servizio dei Tedeschi. Il titolo sintetizzava l’inopportunità della presenza in una manifestazione rievocativa di stampo ideologico: “Quella bambina in camicia nera costretta a subire una lezione di odio”.
Ho sempre ritenuto inopportuna la partecipazione a manifestazioni politiche di bambini ritenendola una vera e propria violenza sulla loro libera formazione culturale giungendo ad auspicare addirittura una legge che ne disponesse il divieto nel loro esclusivo interesse formativo che, nel caso che interessa, assume il carattere di una vera e propria coartazione. È vero che la libertà di pensiero e di manifestazione sono capisaldi della democrazia liberale garantiti dalla nostra Costituzione senza limiti di età ma è essenziale che la scelta di un orientamento politico debba essere libera e non già, come nel caso, una implicita violenza psicologica che la bambina, evidentemente, prende, nella sua innocenza, come un atteggiamento per adeguarsi al padre e al nonno che nella fotografia appaiono addirittura fieri ed orgogliosi di quella partecipazione.
L’episodio mi ha portato con la mente alla mia fanciullezza quando il sabato – definito all’epoca “sabato fascista” in antitesi a quello che era già il “sabato inglese” cui ci saremmo adeguati nel dopoguerra – andavo a scuola, per disposizione ministeriale, in divisa di Figlio della lupa (pantaloncini corti grigio-verde, camicia nera attraversata diagonalmente da due strisce bianche larghe fermate al centro da una grande “M” maiuscola di metallo e fez rigorosamente nero). Ne ero orgoglioso, non c’è che dire, perché mi sentivo parte attiva di quella generazione guerriera che il Regime progettava sul modello della grandezza dell’antica Roma. Il pomeriggio era poi dedicato ad attività sportive e addestrative dirette da caporioni con aspetto superbo, camicia nera, berretti con aquila gigante e stivaloni. Ho ricordato anche il mio atteggiamento la sera del 25 luglio del 1943 quando si era sparsa la notizia della caduta di Mussolini, mito della mia fanciullezza: mi rannicchiai in un angolo, corrucciato ed in preda a straziante malinconia e dovetti essere rincuorato dai miei genitori. Avevo solo 9 anni ed ero vissuto nell’ideale di grandezza dell’Italia fascista e nelle scuole campeggiava la foto del Duce che, per l’aspetto superbo, offuscava quella, di fianco,  del piccolo Re. Poi, con gli anni, ho avuto la possibilità di acquisire, in piena autonomia culturale, senza  condizionamenti genitoriali, le conoscenze sulle vicende storico-politiche che hanno interessato la vita del Paese dalla mia fanciullezza. Ho dovuto rivedere, con la maturità, quanto mi era stato imposto da quell’imprinting che il Regime attuava con una ficcante propaganda per omogeneizzare le menti.
Ecco perché, anche sulla scorta della mia esperienza personale, non ho mai condiviso la partecipazione di bambini a manifestazioni di carattere politico ritenendola una violenza psicologica auspicando di attivare un’azione a tutela della crescita sana e ordinata del minore. Se la prima educazione è affidata ai genitori questi devono saperla gestire non secondo i propri convincimenti ma rispettando l’autonomia mentale e culturale dei figli che non debbono essere considerati cloni da plasmare, quindi, a loro immagine e somiglianza, ma ricevere solo esempi ed indicazioni di massima nel rispetto del loro sviluppo psicologico e culturale.
Passi per l’indirizzo religioso (che è pur sempre spirituale) o sportivo (seguire la passione per la squadra del padre o del nonno, magari legata al territorio di origine per mantenere uno stretto legame con le proprie radici) ma non la politica perché questa deve essere una scelta razionale ed autonoma avendo riflessi nella vita futura, nella forma mentis, del come intendere la forma politico-istituzionale dello Stato.
Da un’osservazione sulla partecipazione di bambini a manifestazioni politiche o sindacali, osservazione, beninteso, non realizzata su basi scientifiche, posso tranquillamente affermare che, stranamente, il fenomeno è riscontrabile soprattutto in quelle organizzate dalle componenti estremistiche dello schieramento politico. Cioè di quegli  schieramenti che fanno maggiore leva sull’ideologia e che, tradizionalmente, utilizzano la piazza come arma di pressione per andare oltre ciò che rappresenta il quadro politico espresso da votazioni democratiche.
Non è certo uno studio sociologico che posso fare ma l’inopportunità per un bambino di partecipare ad una  manifestazione impegnativa come la commemorazione in argomento è palese. Nel caso specifico poi si tratta di  rievocare un personaggio con varie sfaccettature che appartiene alla recente storia d’Italia e che, inevitabilmente, è pervasa di passioni e di convincimenti non sempre razionali e critici ma d’impatto emotivo.
Comunque, giacché il danno per la bambina mi auguro sia solo all’inizio, se proprio chi ha potestà su di lei volesse insistere nel comportamento già manifestato, suggerirei di completare la formazione ampliando, nel suo interesse, gli orizzonti di conoscenza integrando la commemorazione (o la gita) a Giulino di Mezzegra con un itinerario di interesse storico per conoscere a fondo il personaggio commemorato. Senza però, con questo, condividere le motivazioni e le modalità dell’esecuzione del personaggio in questione.
Saltando l’attività svolta per giungere alle leve del potere trattandosi di un periodo – quello del dopoguerra della prima guerra mondiale – di problematica interpretazione e conoscenza, peraltro difficilmente comprensibile per un bambino, l’itinerario potrebbe essere articolato con una visita alle zone delle tante aree insalubri che si estendevano dal Veneto all’Emilia Romagna, al Tavoliere delle Puglie, dalla Piana del Sibari alle terre della Sila e del Neto, che costituirono la più grande opera di bonifica idraulica e di difesa del territorio di tutti i tempi. Fra le grandi opere del Regime potrebbe essere visitata, per economia di tempo, la sola pianura pontina che portò anche alla fondazione di nuove città laddove regnavano miseria e malaria. Oltre ad illustrare le notevoli iniziative di interesse sociale, andrebbe poi fatta una visita alle varie isole (Ustica, Ponza, Pantelleria, Ventotene, ecc.) dove venivano concentrate le persone dissenzienti, tralasciando i paesini della Basilicata di cui si sbizzarrì a scriverne un certo Carlo Levi, colà inviato per meditare in una villeggiatura forzata. Per concludere consiglierei, fra i tanti, un percorso trasversale  dell’Italia centrale, dalla Versilia all’Adriatico, a ridosso di quella che i Tedeschi, nel 1944, chiamarono linea Gotica per opporsi all’ avanzata delle truppe alleate, fra le quali anche i reparti del Regio Esercito italiano. È un itinerario d’ interesse anche paesaggistico che, partendo da Massa, sul Tirreno, giunge fino a Pesaro, sull’Adriatico, attraverso i paesi e i villaggi dell’Appennino tosco-emiliano. S’incontrano dei paesini nei quali, in genere, nella piazzetta della chiesa o del cimitero, ci sono delle lapidi con nomi, in particolare di bambini con a fianco indicata l’età, che nell’estate del 1944, ebbero la visita non gradita degli alleati del personaggio in questione che vi lasciarono il triste ricordo. Si tratta di Sant’Anna di Stazzema, Caprara, Casaglia, Cerpiano, San Giovanni, Valla, San Martino, fino a Marzabotto. A Sant’Anna di Stazzema le si potrà raccontare che c’era una certa famiglia Tucci, costituita da padre e madre con 9 figli dai 15 anni agli 8 mesi, che il 12 agosto di quel triste anno, fu sterminata perché, in particolare, il bambino di 8 mesi, costituiva un grave pericolo per la sicurezza della repubblica di cui era capo il personaggio
omaggiato e dei camerati suoi alleati dei quali auspicava la vittoria per un mondo, a suo dire, migliore. Nello stesso paese una ragazza allora sedicenne, Milena Bernabò, commise l’affronto di limitare l’opera purificatrice degli alleati e degli accoliti del personaggio affrontando il pericolo dell’incendio di una stalla per salvare tre bambini che vi erano stati rinchiusi da camicie nere e brune, tanto perché potessero arrostire ed evitare anche il fastidio della sepoltura. A Casaglia invece un’altra famiglia, Perini, con 7 figli piccoli, fu azzerata. Uno dei bambini che si era attaccato alla gamba del carnefice implorando pietà fu sparato al cranio evidentemente per non lasciare un orfano senza la guida e l’affetto dei genitori già trucidati.
Queste operazioni furono possibili perché il personaggio cui è stato reso omaggio, con la bambina in veste di rievocazione storica, non volle staccarsi dai suoi alleati che combattevano una guerra di aggressione e di  sopraffazione negando i principi di libertà e democrazia di cui, invece, godono la bambina della fotografia,
i suoi genitori ed i parenti tutti.
A questo punto non credo sia il caso di portarsi all’estero per una visita ad Oswiecim in Polonia (i Tedeschi la chiamarono Auschwitz) e spiegare all’inconsapevole bambina chi era il dottor Mengele che s’interessava in particolare di bambini gemelli, usandoli per esperimenti pseudo-scientifici, inoculando germi e virus come si fa con le cavie nei laboratori di ricerca e compararne gli effetti. Sarebbe interessante chiedere al nonno e al padre della bambina se avessero offerto a quel medico la propria bambina, completa di divisa, per sottoporla agli esperimenti nel nobile intento di agevolare il progresso della scienza.
Si tratterebbe comunque di viaggi istruttivi direttamente connessi con le motivazioni che hanno portato la bambina a Giulino di Mezzegra in un’atmosfera di rigurgito di nostalgia.
Per concludere, forse senza bisogno di fare tutti i viaggi suggeriti, basterebbe raccontare alla bambina come e perché il personaggio commemorato si trovasse a Giulino di Mezzegra, come ci era arrivato, come ed in quale abbigliamento era stato rintracciato dopo aver blaterato, per un ventennio, retorica vuota ed insulsa da un balcone di Roma: era stato catturato da un anonimo partigiano con indosso un cappottone militare tedesco, evidentemente in segno di rispetto per quelli che erano da tempo i suoi padroni, lui che aveva fatto scrivere sui muri dei paesi d’Italia frasi reboanti quali quella che più gli si addiceva in quel frangente: “Meglio un giorno da leone che cento da pecora”. Forse quello era il primo dei cento giorni da pecora che si apprestava a vivere, solo che non gli fu consentito continuare!
Comunque, oggi come oggi, mi viene da fare una sola considerazione: povera bambina, dove sei capitata!

Giuseppe Vollono

Ancora una tragedia al San Leonardo: muore mentre attende il suo turno al pronto soccorso

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Ennesima tragedia all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. A perdere la vita a causa di un’aneurisma all’aorta è G. B., operaio stabiese di 61 anni. L’uomo stava aspettando il suo turno al pronto soccorso in quanto non era chiara la natura del malore che aveva accusato. Ma ha atteso troppo tempo e l’attesa è stata fatale. L’operaio non era stato messo in codice rosso, ecco perché i suoi familiari hanno subito sporto denuncia per scoprire le cause reali. E’ stata aperta subito un’inchiesta da parte della procura di Torre Annunziata che ha disposto l’autopsia ed ha anche sequestrato la cartella clinica dell’uomo.

Visto dalla Panchina – Napoli-Inter, ‘A ciorta’!”

Visto dalla Panchina – Napoli-Inter, ‘A ciorta’!”

Lo sentite il boato? bene, lo sentono anche loro, e hanno paura. Dobbiamo aggredirli, da subito, senza timore. Sappiate che loro hanno sempre segnato nelle ultime undici partite, ma noi stiamo in casa nostra, siamo primi, e vi assicuro che loro ci temono,
e molto. Il mio collega sulla panchina accanto ha un centrocampo assortito e fisico, di qualità e quantità. Partiti, e Marek subito si affaccia dalle parti di Handanovic, su suggerimento di Lorenzo, ma senza troppa convinzione. Loro restano bassi, hanno anche i centrocampisti propositivi asserragliati sulla mediana, Perisic per adesso non scatta, e si affidano ai contropiede di Candreva e
Icardi. Ecco lo scatto di Hysaj, rimette in mezzo per Callejon che calcia da pochi metri, Handanovic fa una parata straordinaria, e subito anche sulla ribattuta di Dries Mertens. Eccezionale Handanovic… Ecco la serpentina di Mertens, appoggia per Insigne esterno, ma il suo tentativo di tiro a giro finisce molto largo. Peccato. Ancora un assist al bacio di Marek che pesca Lorenzo solo, ma il colpo di testa non ha molta forza e viene bloccato dal portiere interista. Koulibaly ruba palla, ma non c’è nessuno in area,
peccato. Icardi prova da un angolo impossibile, e Reina neutralizza facile. Non dobbiamo concedere nulla all’argentino, quello una ne tocca e due ne segna!!! Attenzione alla linea di difesa, Borja Valero è furbo a staccarsi, e si trova a tu per tu con Reina, che fa una parata eccezionale. Fine primo tempo, e se i protagonisti sono i portieri vuol dire che le difese sono in difficoltà. Dobbiamo sfruttare meglio le occasioni, non possiamo permetterci passi falsi. Loro sono furbi, ma noi abbiamo il pallino del gioco, veloci a cambiare passo quando intercettiamo a centrocampo!!! Jorginho, lo so che avere la marcatura a uomo addosso ti può limitare la visione, ma devi girarla subito a lato per vanificarla. Forza, il gol è nell’aria! Loro ripartono fortissimo subito, Vecino salta anche Reina e per fortuna salviamo sulla linea con Albiol. Non possiamo concedere questi tagli nel nostro centrocampo!!! Ripartiamo subito, con un lancio millimetrico di Jorginho per Callejon, sponda per Hamsik e tiro velenoso di un soffio a lato!!! Lorenzo, va bene provarci ma non dobbiamo sempre concludere con il tiro a giro! possono segnare anche gli altri! Certo che quest’ultimo ci è andato proprio vicino… Ormai le squadre sono allungate, si cerca sempre il lancio, lungo, e Candreva riesce spesso a metterci in difficoltà. E’ tempo di forze fresche a centrocampo, fuori Hamsik, dentro Zielinski, e Spalletti la pensa come me se toglie Borja Valero per Joao Mario; entrambi vogliamo più fisicità e meno fantasia. Proprio Piotr prova un tiro a volo da fuori area fantastico, ma Handanovic è attento e ribatte. Peccato! Mancano pochi secondi al novantesimo, e Mertens stavolta ha l’occasione più ghiotta: lancio millimetrico di Ghoulam, Mertens sguscia alle spalle di Skriniar, e solo davanti alla porta spara su quell’armadio che si chiama Samir Handanovic. E poi dice che non è fortunato, il pelato sull’altra panchina… Finisce così. Guardiamo il lato positivo: siamo sempre primi… peccato perchè potevamo vincere con un po’ di .. come dicono da queste parti? ah si, “ciorta”…

a cura di Fabiano Malacario

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Degrado Politico (Lo Piano, Saint Red)

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L’Italia sta attraversando una fase di degrado politico senza precedenti, quadro desolante che rispecchia una Societa’ indebolita, stremata, sfinita dall’apatia e dalla rassegnazione, incapace di riappropriarsi del proprio futuro. 

Giornalmente assistiamo ad una costante manipolazione della politica e della comunicazione che non descrive la reale situazione in cui ci troviamo.

Il milione di posti di lavoro tanto decantato, non trova riscontro neppure nei sogni degli italiani: se hai famiglia e perdi il lavoro, pur facendo i tripli salti mortali come un circense, non riesci neppure a sopravvivere. 

In tale drammatica situazione, tante famiglie appartenenti al ceto medio, (ormai estinto), dall’oggi al domani, si sono ritrovate in mezzo ad una strada. Alcune, nella migliore delle ipotesi, sono state ospitate da parenti, per altre si sono spalancate le porte della piu’ totale indigenza.

 Vivere in una macchina e’ cosa normale, se non hai neppure quella puoi vivere comodamente da clochard, senza tetto ne’ casa, ombre visibili in una societa’ invisibile.

La crisi a che ne dica una politica distorta, fuorviante, lontana anni luce dalla nostra vita quotidiana, e’ presente nel nostro paese, e’ come una cappa che toglie il respiro, che ne impedisce crescita e produttivita’.

Le parole rassicuranti, sussurrate a mo’ di ninna nanna, dai nostri governanti, non fanno dormire sonni tranquilli, gli incubi per il futuro si fanno sempre piu’ inquietanti.

In questo drammatico contesto economico – sociale, per centinaia di nostri concittadini, la morte ha rappresentato l’unica “via di salvezza”, per non essere costretti a vivere una vita di stenti e rimanere per sempre emarginati da una societa’ in cui avevano sempre vissuto con dignita’.

Solo 2 giorni fa, a queste tragedie, se ne e’ aggiunta un’altra, in cui a pagare il conto, sono stati un padre marocchino ed i 4 figli ancora in tenera eta’. L’uomo in preda alla disperazione, ha dato fuoco alla propria casa, portando nella tomba se stesso ed i suoi 4 figli.

A dramma avvenuto si cercheranno le responsabilita’,si faranno mille ipotesi, duemila congetture, i se, i ma, si sprecheranno, forse si trovera’ un povero cristo a cui addossare la colpa  di questa tragedia che poteva e doveva essere evitata.

I politici, blaterano con tanta assiduita’, fingono con tanta maestria di azzuffarsi per questioni di poco conto, giornalmente l’attenzione e’ concentrata su piccoli episodi di incivilta’ politica; Non vengono trattati i problemi seri della gente, come quello della sopravvivenza, per false informazioni televisive la crisi e’ passata, per milioni di ItalianI la vera crisi deve ancora arrivare.

Lo Piano Saint Red

Giugliano-Presidente Sestile:”Buona prestazione ma scontenti del risultato”

A cura di Simone Vicidomini

Il Giugliano pareggia al “Calise” contro il Real Forio e porta a casa un punto ai fini della classifica. Al termina della partita pareggiata sul risultato di 0-0 è intervenuto ai nostri microfoni il Presidente del Giugliano 1928, Salvatore Sestile. Ecco le sue dichiarazioni: “Buona squadra il Real Forio e ottima prestazione e ben messa in campo. Abbiamo trovato una squadra ostica che ci ha creato un po’ di problemi. Dobbiamo essere più cattivi e cinici sotto porta per portare a casa punti importanti. Siamo un po’ scontenti per il risultato sia noi come società che i tifosi,perché la caratura tecnica in campo è completamente diversa come valore,ma questo è un giudizio opinabile. Io la vedo così a modo mio. La prestazione è ottima,ma il risultato ci condanna perché abbiamo fatto due passi indietro rispetto alla gara di sabato scorso. Un plauso alla tifoseria oggi va data ? “I tifosi del Giugliano sono il dodicesimo uomo in campo, loro sono di un’altra categoria superiore. Seguono la squadra ovunque con tanta passione e voglia. Oggi ci dobbiamo accontentare dell’Eccellenza. Una società come la nostra,senza stadio,parte con l’obiettivo di salvare la categoria poi si vedrà con il passare del tempo quello che accadrà.

Real Forio-Il Ds. Manna:” Ottima prova,mister Leo in discussione? Mai…

A cura di Simone Vicidomini

Il Real Forio conquista il suo primo punto in campionato,grazie al pareggio ottenuto al “Calise”contro il Giugliano 1928. Dopo sei sconfitte consecutive arriva il primo risultato positivo.Ottima prova dei biancoverdi che nella ripresa sfiorano più volte il gol .Al termine della gara ai nostri microfoni ha parlato il DS Vito Manna al posto del tecnico Flavio Leo. Ecco le sue dichiarazioni: Bellissima prestazione da parte dei ragazzi dal punto di vista dell’intensità,era quello che ci aspettavamo. La classica partita a cui è mancato solo il gol,soprattutto nel secondo tempo. Abbiamo avuto un paio di occasioni dove veramente ci è mancato poco per sbloccare la gara. Siamo contenti per la prestazione,fermiamo l’emorragia e otteniamo il primo punto stagionale in classifica. Il Giugliano è un ottima squadra, non lo dico io ma le prestazioni precedenti fin ora. Era difficile da affrontare e l’abbiamo affrontata con il piglio giusto e abbiamo meritato il pareggio anche se ci va un po’ stretto. Loro sono una squadra aggressiva,con giocatori di categoria esperti e in più hanno un seguito non solo come tifoseria ma anche come città alle spalle. Penso che abbiamo retto bene il campo e di non meritare assolutamente l’ultimo posto in classifica. Un silenzio stampa che termina oggi dopo questo pareggio,ma mister Flavio Leo è stato in discussione? “ No, non abbiamo mai pensato di sostituire il mister. Il silenzio stampa,era solo per cercare più concentrazione attorno alla squadra cercando di compattarci tutti insieme. Siamo contenti del lavoro svolto in questa settimana e della partita disputata oggi. Un commento sul direttore di gara ? “ Tutto sommato per me è stato un buon arbitraggio. Se mi devo ricordare dei grossi errori dell’arbitro, al momento non mi vengono in mente, forse a mente fredda si.

Monaco, uomo ferisce 8 passanti. Ma non è terrorismo

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“Non si è trattato di terrorismo” ha affermato il capo della polizia di Monaco di Baviera Hubertus Andrae, in seguito alla vicenda  dell’uomo fermato dalle forze  nelle prime ore di sabato  mattina per aver aggredito con un coltello diversi passanti nella zona di Rosenheimer Platz, ferendone una dozzina. L’aggressore è un tedesco di 33 anni con diversi precedenti alle spalle. “Non c’è alcuna indicazione che vi sia una motivazione terroristica o religiosa” spiega in conferenza stampa il capo della polizia, “siamo più dell’idea che si tratti di un problema psichico”.

Il 33enne dopo aver aggredito a caso i passanti, ha cercato di fuggire su una bicicletta. Inizialmente il portavoce della polizia non aveva rivelato nè le generalità dell’uomo e nè il perchè di tale gesto. Solo nel pomeriggio è arrivata la conferma che era proprio lui l’accoltellatore descritto dai testimoni come un uomo biondo, barbuto e corpulento, con una felpa verde e pantaloni grigi, zainetto sulle spalle e un tappetino da camping arrotolato, fuggito con una bici nera.

Tra i feriti c’è anche un cittadino italiano. Gli altri sono sono cinque uomini (4 tedeschi e un romeno), una donna tedesca e un bambino di 12 anni. Nessun è in pericolo di vita.