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Germania, incendio in grattacielo a Dresda: 2 morti

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(Adnkronos) – Due persone sono morte e una è rimasta ferita in un incendio scoppiato oggi all'11° piano di un grattacielo nella città di Dresda, nella Germania orientale.Lo ha reso noto il portavoce dei vigili del fuoco, Michael Klahre. Dopo aver salvato e rianimato in un primo momento tre persone, i vigili del fuoco hanno informato che una donna e un uomo di 87 anni sono morti in ospedale.

La terza persona è una donna di 78 anni, ferita dalla caduta di detriti.L'incendio è scoppiato intorno a mezzogiorno nel quartiere di Johannstadt, vicino al fiume Elba.

L'intero edificio di 15 piani è stato evacuato e Klahre ha definito l'intervento dei vigili del fuoco “estremamente drammatico”.Ancora da chiarire la causa dell'incendio. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalle ‘confessioni’ di Lidia Ravera ai racconti di Némirovsky, le novità in libreria

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(Adnkronos) – Ecco una selezione delle novità in libreria, presentata questa settimana dall'AdnKronos. E' sugli scaffali, per Feltrinelli, 'Vipera', il saggio firmato dalla deputata europea Ilaria Salis.L'autrice ripercorre la sua drammatica vicenda personale, iniziata con un arresto a Budapest l’11 febbraio 2023, ai margini di una manifestazione antifascista contro il “Giorno dell’Onore”.

Il suo fermo si trasforma in una lunga detenzione in condizioni disumane nelle carceri ungheresi, preludio a un processo politico carico di significati simbolici.Con una scrittura coinvolgente e onesta, Salis racconta l’esperienza di isolamento, le privazioni fisiche ed emotive, e la forza necessaria per resistere in un contesto ostile.  Ogni capitolo è un tassello che esplora temi profondi e universali: il significato dell’antifascismo oggi, la brutalità della repressione, il sistema carcerario come strumento di controllo, ma anche la potenza della solidarietà tra detenuti e compagni di lotta.

E poi la candidatura di Ilaria Salis alle europee del 2024 e la sua elezione, simbolo di una vittoria non solo personale, ma collettiva. È una storia che non si limita alla denuncia, ma diventa anche un invito all’azione, un manifesto di speranza e determinazione.Perché “essere antifascisti oggi non è solo un valore: è una necessità urgente”.

La storia di Ilaria Salis – spiega la Feltrinelli – è un manifesto di resistenza e speranza, un grido di libertà contro ogni oppressione. “Ho conosciuto l’oscurità del carcere, ma anche la luce della solidarietà.Questa è la mia storia”. 
'Il carnevale di Nizza' (Adelphi) di Irène Némirovsky
 'Il carnevale di Nizza' è il titolo della raccolta di racconti di Irène Némirovsky pubblicata da Adelphi.

Come fa una giovane donna di appena trent’anni, qual era all’epoca l'autrice di 'Suite francese' Irène Némi­rovsky, come fa a scavare così profondamente nel­l’animo umano?Si chiese Bernard Gras­set, il suo primo editore, leggendo questi racconti.

Come fa a capire, e a descrivere in modo così empatico e al tempo stesso spietato, non solo le lusinghe e le illusioni della giovinezza, ma anche la nostalgia de­gli amori perduti, il rimpianto delle vite non vissute, l’acredine delle esistenze sba­gliate, le ferite dell’ambizione frustrata, l’angoscia della solitudine, lo sgomento per i segni che lascia sul corpo il passare degli anni, la ferocia che si annida nel cuore de­gli uomini?Le prove giovanili di Némi­rovsky continuano a riempirci di stupo­re non meno di quelle della maturità: le quattro 'scenette' in cui due aspiran­ti attricette di incantevole amoralità met­tono in opera comici e insieme patetici tentativi di trovare un uomo molto ricco che le mantenga; i tre 'film parlati' – in realtà vere e proprie narrazioni, condotte con la mano sapiente di uno sceneggiato­re navigato, in grado di dare indicazioni su inquadrature, stacchi, dissolvenze, mon­taggio; gli struggenti 'Una colazione in settembre' e 'Le rive felici'; il truculento affresco finlandese dei 'Fumi del vino'…Fino al sor­prendente 'I giardini di Tauride', che appa­re qui in volume per la prima volta, e che, costellato di appunti in cui Némirovsky ri­flette sulla forma stessa del racconto, ci consente di gettare un’occhiata indiscreta nel suo laboratorio. 
'Volevo essere un uomo' (Einaudi) di Lidia Ravera
 Lidia Ravera torna in libreria con 'Volevo essere un uomo' pubblicato da Einaudi.

Appena nata aveva già deluso sua madre: non era un bel maschietto.A cinque anni avrebbe voluto salire sugli alberi e sporcarsi i vestiti.

A quindici non essere molestata.A sedici prendere il megafono in mano e arringare i compagni di scuola.

A venti non dover aspettare di essere scelta.A cinquanta non preoccuparsi della menopausa.

A sessanta delle rughe.A settanta dello stigma sociale che colpisce le vecchie.  Ripercorrendo la sua vita di lotta e di scrittura, Lidia Ravera oggi fa i conti con una fantasia sempre taciuta: avrebbe voluto essere un uomo, anche se le donne le ama di più.

Avrebbe voluto essere un uomo perché la società in cui ha mosso i primi passi era a misura d’uomo.E quella in cui muoverà gli ultimi, molto probabilmente, lo sarà ancora.

Avrebbe voluto essere un uomo perché non aveva alcuna vocazione al martirio.Perché non voleva dover scegliere fra gli affetti e la carriera, non voleva reprimere parti di sé per adeguarsi al ruolo di femmina, non voleva educarsi ad aspirazioni modeste, non voleva e non vuole sentirsi sempre sotto osservazione o sotto scacco. 'Volevo essere un uomo' è una confessione intima e politica, in cui raccontarsi vuol dire anche raccontare il femminismo, le battaglie vinte e quelle ancora da vincere, ma soprattutto l’approssimarsi della fine di un mondo e il bisogno di credere che un altro mondo è possibile.

Magari a misura di donna. 
'La catastrofica visita allo zoo' (La Nave di Teseo) di Joël Dicker
 E' in libreria con La Nave di Teseo 'La catastrofica visita allo zoo' di Joël Dicker. "Per anni – si legge nel volume – nella piccola città dove sono cresciuta, è rimasto impresso nella memoria degli abitanti il ricordo degli avvenimenti che ebbero luogo allo zoo locale un venerdì di dicembre, pochi giorni prima di Natale.E per tutti questi anni, nessuno ha saputo che cosa fosse realmente accaduto.

Fino a questo libro”.Alla vigilia di Natale, una visita scolastica allo zoo si trasforma in una catastrofe.

Cosa è successo esattamente?I genitori di Josephine, la bambina che aveva preso parte alla gita, e che sembra saperne molte cose, sono decisi a scoprirlo. Ma una catastrofe non arriva mai da sola, le apparenze ingannano e la storia prenderà una piega che nessuno avrebbe potuto immaginare… La catastrofica visita allo zoo tiene con il fiato sospeso fino alla fine, è un romanzo divertente e a tratti commovente.

Un romanzo dalla tensione narrativa a cui ci hanno abituato i romanzi di Joel Dicker, ma che affronta temi di grande importanza, come la democrazia, l’inclusione, i rapporti tra genitori e insegnanti. 
'La ribelle' (Laterza) di Giorgio van Straten
 'La ribelle' di Giorgio van Straten, pubblicato da Laterza, è una grande storia d’amore, vera e tragica come le grandi storie d’amore.La guerra, la Resistenza, la ricostruzione: la storia che travolge le nostre esistenze e le indirizza come un destino.

La vita di Nada, donna ribelle e coraggiosa, ci porta a riflettere sulla speranza che ogni generazione, contro ogni apparente ragionevolezza, continua a riporre nel futuro. Nada ha vent’anni, una bambina di due ed è sola.Il marito è partito volontario per la guerra in Africa.

La sua famiglia è lontana e nella nuova città dove abita non conosce quasi nessuno.Hermann di anni ne ha quasi quaranta, una famiglia in Germania, è sottufficiale della Wehrmacht e odia Hitler.

Si incontrano per caso in un pomeriggio d’inverno a Marina di Carrara e si innamorano.Insieme decidono di fuggire, lei da una famiglia sbagliata, lui da un esercito che da alleato è diventato occupante e invasore.

Scappano sui monti e si uniscono ai partigiani.Rischieranno la vita, parteciperanno alla liberazione di Parma, convinti che il futuro sia dalla loro parte.

Non sarà così. Giorgio van Straten porta il lettore sulle tracce di Nada e di Hermann, inseguendo persone, documenti, oggetti, fotografie: riaffiora così una storia incredibile e ricca di colpi di scena.Una ricerca che ci fa ‘inciampare’ in domande e interrogativi che riguardano tutti: l’amore è una forza capace di travolgerci, anche di farci rischiare la vita stessa?

I grandi sogni della giovinezza indirizzano tutta la nostra esistenza o sono destinati a diventare fonte inesauribile di nostalgia e frustrazione?Le cicatrici di esperienze così travolgenti possono essere nascoste e dimenticate? 
'Storia d'amore e macchine da scrivere' (Marsilio) di Giuseppe Lupo
 Esce in libreria con Marsilio 'Storia d'amore e macchine da scrivere' di Giuseppe Lupo docente di letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia.

Salante Fossi, inviato del 'Modern Times', si trova a Skagen durante il solstizio d’estate, per festeggiare il compleanno del Vecchio Cibernetico e, molto probabilmente, la sua vittoria al Nobel.  Il Vecchio Cibernetico ha quasi cent’anni, è nato in Ungheria, è fuggito da Budapest con una donna mentre i carri armati sovietici invadevano la città, ha vissuto e studiato in tutta Europa e, da qualche anno, si è stabilito in Portogallo.Va in giro con la custodia di una Olivetti Lettera 22 per ricordarsi che, dopo anni passati sulle macchine da scrivere e sulle macchine calcolatrici, su vocabolari in ogni lingua, ha inventato Qwerty.

Qwerty è la rivoluzione.Non c’è intelligenza artificiale che sia all’altezza di Qwerty.

Non c’è cosa che Qwerty non possa fare, anche se nessuno sa che forma abbia, né cosa sia.  Salante Fossi non riesce a ottenere niente dal Vecchio Cibernetico, che alle sue domande non risponde, e anzi divaga tra la memoria e i sogni che lo inseguono da una vita, come fantasmi.Ascoltando le sue parole e i silenzi, scoprirà che alcune presenze sono tali anche senza i corpi, che la memoria è un sentimento, che la storia delle macchine in Europa e nel mondo è passata da Ivrea, dall’immaginazione di Adriano Olivetti, che si possono avere molte identità, ma un solo fine, e che Qwerty ha bisogno degli esseri umani così come gli esseri umani hanno bisogno di Qwerty.

Una favola cibernetica avvincente e tenera, scritta con una lingua ilare e trasognata.Una storia d’amore, anzi due. 
'Ande Lande' (Bompiani) di Antonia Murgo
 La giornalista Antonia Murgo firma 'Ande Lande' pubblicato da Bompiani.

Ad Ande Lande nulla conta più dei nomi.Tutti ne hanno più di uno, anzi, tre o quattro.

Il re, ne vanta addirittura trentuno.A seconda di quanti nomi si hanno si possono prendere in prestito più libri in biblioteca, si può passare più tempo alle feste e diventare apprendisti degli astri – coloro che nel momento in cui un essere umano viene al mondo danno i nomi.

Chel detesta gli astri e il motivo è semplice: le hanno dato un solo nome, per di più una sillaba soltanto.  E ad Ande Lande chi è a corto di nomi, secondo il detto popolare, è a corto di memoria, pazienza, cervello e tutto il resto.Come se non bastasse, oltre alle mille difficoltà e ingiustizie che per questo deve sopportare, Chel sta anche manifestando poteri da maga della terra, ma quale astro prenderà mai come apprendista una ragazzina con un solo nome?

Quando zia Dore Laya e cugina Fe Rufina vengono miniaturizzate e rapite dalla terribile Reina di Tasche, Chel non potrà che scendere in campo così com’è, con il suo unico nome, senz’armi ma con tutta se stessa: e troverà proprio in un astro il più improbabile degli alleati. 
'La piccola libreria ai piedi della montagna' (Mondadori) di Lee Do-woo
 Mondadori manda sugli scaffali 'La piccola libreria ai piedi della montagna' della scrittrice sud-coreana Lee Do-woo, libro dal quale è stata tratta una serie Netflix. È un inverno freddo a Bukhyeon, un piccolo villaggio ai piedi di una montagna nel cuore della Corea del Sud.Haewon ha deciso di tornare proprio qui, nel luogo in cui è cresciuta, perché di Seul e del suo lavoro di insegnante d’arte non vuole più sentir parlare: troppe delusioni hanno minato la sua fiducia, costringendola a mettere in discussione ogni cosa.  Ad accoglierla a Bukhyeon ci sono zia Myeongyeo, con cui ha vissuto durante l’adolescenza, e la piccola pensione Casa di Noce, da tanti anni di proprietà della sua famiglia.

Le cose, però, sono cambiate: l’accogliente pensione di un tempo è un edificio ormai fatiscente, zia Myeongyeo è invecchiata e di malumore, e ha definitivamente smesso di scrivere.Haewon trova un rifugio inaspettato nella piccola libreria di Eunseop, un vecchio compagno di scuola: in lui scopre un amico sempre pronto a offrirle una tazza di tè e buona compagnia nei momenti di solitudine.

La libreria Goodnight diventa ben presto la sua seconda casa, e i membri dell’improbabile gruppo di lettura che ne anima le serate la sua nuova famiglia: Hyeonji, adolescente arrabbiata e ribelle; il piccolo Seungho, appassionato di fumetti; Jangwoo, impiegato comunale che con le sue numerose iniziative cerca di risollevare l’economia locale; e Sujeong, la migliore amica della nonna di Haewon, avida lettrice di storie romantiche.  Eunseop osserva e impara a conoscere Haewon, annotando ogni cosa nel suo diario, pubblicato sul blog della libreria che tiene compagnia ai lettori insonni come lui, mentre lo scenario delle montagne innevate diventa lo sfondo di un amore appassionato.Come nelle migliori storie, i nostri protagonisti cercano il lieto fine: ma il destino della Casa di Noce incombe sulla serenità di Haewon, insieme al mistero legato alla sua famiglia.

Anche Eunseop ha i suoi fantasmi da affrontare e un’infanzia che ha minato profondamente la sua tranquillità: insieme, sapranno ricomporre il passato e risolvere i dubbi che li tormentano?E quale futuro attende la piccola libreria e i suoi fedeli clienti?

Un romanzo dalle atmosfere incantevoli, un amore delicato e struggente, un luogo speciale capace di aprire i cuori delle persone che lo frequentano, e di ricordare la forza dei legami che si creano intorno ai libri e alle storie che raccontano.Lee Do-woo si è laureata in Scrittura creativa all’Università Chung-Ang di Seul e ha iniziato a scrivere romanzi mentre lavorava in radio. È autrice di numerosi bestseller che hanno ricevuto gli elogi della critica coreana.

Da 'La piccola libreria ai piedi della montagna', pubblicato nel 2023, è stata tratta una serie Netflix. 
'Poveri cristi' (Einaudi) di Ascanio Celestini
 E se san Francesco tornasse oggi a predicare, mettendo in scena un presepe nel parcheggio di un supermercato?In una periferia di Roma, che potrebbe essere dietro l’angolo, s’intrecciano le esistenze di un gruppo di poveri cristi – simili agli 'ultimi' che Francesco incontrò otto secoli fa.

A raccontarle è Ascanio Celestini in 'Poveri cristi', pubblicato da Einaudi. C’è Giobbe, magazziniere analfabeta che ha messo a punto un metodo infallibile per sistemare la merce senza una sola parola scritta.C’è la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro: i libri nelle biblioteche sono gratis, e i musei un giorno al mese aprono le porte persino ai barboni.

C’è Joseph, che è partito dal suo paese in Africa, ha attraversato il deserto, è stato schiavo in Libia e poi naufrago in mare: si è salvato, ma in Italia è finito in un carcere dove le sezioni hanno nomi di fiumi, però non c’è l’acqua potabile.E poi c’è la Donna con la testa impicciata, che parla con suo figlio anche se è morto da anni…  La voce inconfondibile di Ascanio Celestini – sommando un’armonia di fatti apparentemente irrilevanti alle ragioni più profonde dell’esistenza – torna in queste pagine a raccontare la lotta di classe.

Mostrandoci i prodigi della solidarietà tra gli umili che animano i margini delle nostre metropoli: il prodigio di chi è stato schifato, di chi è stato menato, schiavizzato, incarcerato e torturato, stuprato, ammazzato e poi dimenticato.E nonostante questo è incapace di diventare cattivo.

Perché "se hai una piccola verità, devi avere il coraggio di pronunciarla". 
'Tutti i nostri segreti' (Fazi) di Fatma Aydemir
 Giunto all’età della pensione, Hüseyin ha finalmente realizzato il suo sogno: dopo trent’anni di duro lavoro nelle fabbriche tedesche, si è comprato un appartamento a Istanbul per farvi ritorno con la moglie.inizia così 'Tutti i nostri segreti' (Fazi) di Fatma Aydemir della scrittrice tedesca nata da una famiglia di origine turco-curda. Mentre cammina lungo i corridoi dipinti di fresco assaporando l’idea di una vita nuova, però, ha un malore improvviso e muore pronunciando un nome: 'Ciwan'.

Nei giorni successivi, la moglie e i quattro figli accorrono in Turchia per partecipare al funerale.C’è Ümit, adolescente frastornato da fantasie inconfessabili, che gioca a calcio per far piacere al padre; Sevda, la figlia maggiore, a cui non è stato concesso di studiare e che ha rifiutato un matrimonio combinato; Peri, la ribelle, studia all’Università di Francoforte, vive una vita trasgressiva e critica ferocemente i valori dei genitori; Hakan, il fratello maggiore, cerca di inventarsi un futuro, soffocato dalle aspettative riposte dai genitori sul primo figlio maschio; e infine Emine, la madre, taciturna e addolorata, parla con i parenti una lingua che i figli non hanno mai sentito e, insieme al marito, ha custodito il più terribile dei segreti per una vita intera.

Un segreto che durante queste giornate verrà lentamente a galla, riaprendo ferite molto antiche e cambiando i destini dei quattro figli, combattuti tra il peso delle tradizioni e il desiderio di libertà. Incluso da 'Der Spiegel' nella lista dei cento libri tedeschi più importanti degli ultimi cent’anni, 'Tutti i nostri segreti' è un grande romanzo familiare in cui dramma e ironia si fondono perfettamente: la commovente storia di una famiglia intrappolata tra passato e presente, tra una patria perduta e sempre rimpianta, e una nuova terra mai davvero sentita propria. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tether, cos’è la società di criptovalute che ha investito nella Juventus

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(Adnkronos) –
Tether ha annunciato di aver acquistato una quota di minoranza della Juventus.Il colosso delle criptovalute ha infatti deciso di investire nel club bianconero, rilevandone il 5%: "In linea con il nostro investimento strategico nella Juve, Tether sarà un pioniere nel fondere le nuove tecnologie, come gli asset digitali, l’AI e le biotecnologie, con la consolidata industria dello sport per guidare il cambiamento a livello globale", ha detto il Ceo Paolo Ardoino, "esploreremo le possibilità di collaborazioni innovative e il potenziale per rivoluzionare il panorama sportivo globale".  Tether è una società leader nel campo delle criptovalute e più in generale degli asset digitali.

A differenza di altre aziende di criptovalute che in passato hanno investito in Serie A, spesso senza lasciare un bel ricordo, Tether fin dalla sua fondazione, nel 2014, opera prevalentemente sul mercato degli stablecoin, vale a dire criptovalute il cui valore è ancorato a una valuta classica e sono meno soggette quindi alle oscillazioni dei mercati. Per fare un esempio pratico, Tether riceve dollari o euro autentici e in cambio fornisce USDt, ovvero la criptovaluta stabile in questo momento più importante e utilizzata al mondo.In undici anni la crescita della società è stata costante, tanto che nel 2024 è arrivata a fatturare oltre 13 miliardi di dollari con una capitalizzazione di mercato che supera i 140 miliardi.  Tether è stata fondata, nel 2014, da Giancarlo Devasini e da Paolo Ardoino, Ceo dell'azienda e colui che ha deciso di investire nella Juventus.

I due possiedono il 47% e il 20% della società, che gli ha permesso di arricchirsi a tal punto da entrare nella classifica dei miliardari italiani stilata da Forbes.Devasini si trova addirittura al quarto posto con un patrimonio di 9,2 miliardi di euro, mentre Ardoino è 23esimo con 3,9 miliardi. Ardoino, 39 anni, è nato in provincia di Savona e si è subito appassionato all'informatica.

Ha studiato matematica applicata all'informatica all'Università di Genova e ha cominciato a lavorare come ricercatore.Si è trasferito in Svizzera e poi a Londra, dove ha lanciato una start up di servizi tecnologici legati al mondo della finanza.

In Tether è entrato nel 2014 come 'chief technology officer', per poi diventarne Ceo nel 2023. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e la squalifica, l’associazione di Djokovic attacca: “Trattamento speciale”

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(Adnkronos) –
"Non c'è trasparenza nel caso Sinner".La Professional Tennis Players Association, associazione di giocatori fondata anche da Novak Djokovic, usa toni durissimi per commentare la chiusura del caso doping che ha coinvolto l'azzurro Jannik Sinner, squalificato per 3 mesi dopo l'accordo raggiunto con la Wada. "Non importa per chi tifi, ora alcune cose sono chiare.

Il 'sistema' non è un sistema. È un club.La presunta discrezionalità caso per caso è, in realtà, una mera copertura per accordi su misura, trattamenti ingiusti e decisioni incoerenti.

Non sono solo i risultati diversi per giocatori diversi. È la mancanza di trasparenza.La mancanza di processo.

La mancanza di coerenza.La mancanza di credibilità nella zuppa alfabetica di agenzie incaricate di regolamentare i nostri sport e atleti", attacca la PTPA. "La mancanza di impegno da parte di Atp, Wta, Grand Slams, Itia e Wada per riformare e creare un sistema equo e trasparente per il futuro.

Questo pregiudizio è inaccettabile per tutti gli atleti e dimostra una profonda mancanza di rispetto per ogni sport e i suoi fan. È tempo di cambiare.E lo cambieremo", afferma l'associazione.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pasquale Sergio dice la sua su arbitri e VAR nel mirino di lamentele della piazza stabiese

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Pasquale Sergio, addetto arbitri della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Juve Stabia Talk Show che va in onda ogni Giovedì alle ore 20:30 sui canali sociali Vivicentro.it.Le dichiarazioni di Pasquale Sergio sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.it:

“Con il Sassuolo abbiamo giocato bene, ma per varie circostanze ci è sfuggito il risultato.

Domenica scorsa, invece, c’è stata la giusta cattiveria ed è arrivato un risultato meritato.Mi sento di fare i complimenti a Romano Floriani Mussolini ed all’intera squadra che ogni settimana lavorano sodo sotto la guida di Pagliuca.

La vera forza è la coesione del gruppo, anche fuori dallo spogliatoio, i ragazzi sono una famiglia allargata.L’arbitro Sacchi domenica ha diretto un buon primo tempo, poi nella ripresa è stato un pò travolto dalle condizioni ambientali.

Ha cercato la gestione grazie alla sua esperienza ed a tratti ci è riuscito.Le “partitissime” per assurdo a volte sono più facili da gestire.

Il check al VAR spesso richiede tempi più lunghi e si cerca l’immagine migliore.Al Menti non abbiamo molte camere a disposizione.

Si sente la necessità di apportare modifiche al protocollo, se ne parla insistentemente.In A se ne fa portavoce Gasperini.

Per gli avvenimenti di domenica durante la partita con il Bari che sono stati puniti con 10.000 euro di multa sono state acquisite le immagini che sono al vaglio degli inquirenti.La condizione ambientale si è accesa e questo non ha aiutato di certo anche la nostra squadra.

Gli addetti si adoperano per il corretto svolgimento delle gare, ma non sempre è semplice.Col Cosenza sarà importante fare punti e abbiamo bisogno dei nostri tifosi.

I calabresi sono una squadra maschia, sarà una gara rognosa, sarà fondamentale l’approccio”.

Paolini-Errani, trionfo a Doha: Jiang-Wu battute in finale e sesto titolo nel doppio

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(Adnkronos) – Jasmine Paolini e Sara Errani trionfano a Doha.Le due tenniste azzurre hanno vinto il torneo di doppio in Qatar battendo in due set la coppia formata dalla cinese Xinyu Jiang e dalla taiwanese Fang-Hsien Wu in due set con il punteggio di 7-5, 7-6 (12-10) in un'ora e 51 minuti di gioco. La partita è stata molto combattuta ed equilibrata fin dai primi punti, con le azzurre che sono riuscite a conquistare il primo set 7-5.

Per sbloccare il risultato del secondo invece c'è voluto il tie break, anche in questo caso giocato fino all'ultimo punto.Paolini ed Errani lo hanno conquistato 12-10 e hanno festeggiato il titolo.  Per le due azzurre, oro nel doppio alle scorse Olimpiadi di Parigi, quella di Doha era la nona finale raggiunta, con il trionfo qatariota che è il sesto torneo conquistato in coppia.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, come si vota questa sera? Il sistema di Carlo Conti per la finale

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(Adnkronos) – La finale del Festival di Sanremo 2025 andrà in onda questa sera, sabato 15 febbraio.La 75esima edizione della kermesse canora, condotta da Carlo Conti, sta per giungere al termine e finalmente verrà svelato il nome del vincitore tra i 29 Big in gara. Ma come funziona il sistema delle votazioni questa sera?

Eccolo nei dettagli.  La serata sarà suddivisa in 2 fasi.Nella prima, si esibiranno tutti e 29 Big in gara al Festival di Sanremo 2025.

Le performance saranno votate dal pubblico con il Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio.Il peso percentuale sul risultato del voto è così suddiviso: Televoto 34%; Giuria della Sala Stampa, Tv e Web 33%; Giuria delle Radio 33%. Il risultato di questa votazione sarà sommato a quello delle votazioni della prima, seconda e terza serata.

E dopo verranno comunicati i primi cinque artisti in classifica, in ordine casuale.Mentre il resto della classifica, dal 6° al 29° posto, verrà comunicato in ordine di piazzamento.  Si passerà alla seconda fase dove ci sarà una seconda votazione sempre da tutti e tre i sistemi di votazione e sempre con le stesse percentuali (Televoto 34%; Giuria della Sala Stampa, Tv e Web 33%; Giuria delle Radio 33%).  Il risultato di questa nuova votazione verrà sommato al risultato complessivo di tutte le serate precedenti (esclusa la quarta, quella delle cover) e Carlo Conti potrà finalmente annunciare la canzone vincitrice della 75esima edizione del Festival di Sanremo.  Verrà anche reso noto il posizionamento degli artisti arrivati secondi, terzi, quarti e quinti. Per votare da casa, il conduttore e direttore artistico Carlo Conti annuncerà il codice del cantante a ogni singola esibizione.

Si potrà votare tramite SMS, oppure tramite il telefono fisso.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Briatore contro ‘cantanti poveracci’: “Attaccano Meloni per farsi notare”

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(Adnkronos) – Flavio Briatore contro i cantanti "poveracci" che da Sanremo 2025 lanciano attacchi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al governo. "Tutti guardiamo Sanremo, chi più chi meno.C'è un nuovo fatto a Sanremo, c'è un metodo nuovo.

Per farsi notare, qualche cantante che artisticamente non sarebbe notato spara sul nostro primo ministro per far parlare di sé.Spara sul governo.

Per me sono dei poveracci, perché la politica non c'entra nulla con il Festival di Sanremo", dice Briatore in un video su Instagram.Il manager sembra fare riferimento alle parole in particolare di Elodie, che in una delle prime conferenze del festival ha risposto in maniera perentoria alla domanda 'voteresti per Meloni?': "Nemmeno se mi tagliassero la mano". "PSparare sulla nostra premier che sta facendo un lavoro incredibile…

La sua reputazione all'estero è altissima, non abbiamo mai avuto un primo ministro con una reputazione del genere.Questi artisti mi fanno ridere, sono dei poverini e finisce lì.

Ciao ragazzi – conclude Briatore – e viva il primo ministro". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Banche, Panetta: “Non si commentano fusioni come fosse talk show”

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(Adnkronos) – Le operazioni di fusioni bancarie "non si possono commentare come se fosse un talk show, con dichiarazioni estemporanee.La Banca d'Italia non si è dimenticata" delle operazioni di concentrazione ma "la vigilanza non funziona così.

Parleremo attraverso le analisi e le decisioni che verranno effettuate a tempo debito".E' quanto ha detto il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nel corso del suo intervento al 31° Congresso annuale di Assiom Forex in corso a Torino. "Non so, non faccio parte della categoria" che fa talk show sul risiko, ha dichiarato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, a margine del congresso a proposito delle parole del governatore. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Conti: “Alzata l’asticella ed era quasi impossibile”

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(Adnkronos) –
"Un bilancio di questo festival?Guarda, devo dirti leggermente, ma leggermente positivo", risponde ironico Carlo Conti parlando con l'Adnkronos a poche ore dalla finale di Sanremo 2025. "Insomma, quella asticella della quale parlavo con Jovanotti nella prima serata, si è alzata: era quasi impossibile alzarla e ce l'abbiamo fatta. È andato tutto molto bene, sono molto contento, continuiamo a pedalare per quest'ultima tappa che ci porterà a scoprire finalmente il vincitore di questa 75esima edizione", aggiunge. Con 29 cantanti in gara e una scaletta serratissima Conti si candida a diventare il velocista di Sanremo?

Aspiri al Guinness dei primati? "No, no – ride – basta avere degli autori forti come ho io, con i quali ci si capisce al volo, e saper fare una buona scaletta.So che la preoccupazione di gran parte dei giornalisti era questa: come farai a chiudere ad un orario decente?

Nessuno ci credeva.Credo che questa sia una delle promesse che sono riuscito a mantenere". 
Il momento top e quello flop del tuo festival, a tuo giudizio? "Il momento flop non c'è stato.

C'è stato l'errore tecnico di aver dovuto rifare 'Creuza de ma' ieri per una volta e mezzo in più.Un problema tecnico, ma ci sta.

Insomma, rendetevi conto, tra l'altro, che ieri sera, nella serata delle cover i tecnici e l'orchestra erano dalle 10 della mattina a riprovare tutti i duetti.Quindi ci sta un piccolo errore di questo tipo.

Momenti top?Sicuramente il messaggio del Santo Padre e l'emozione che ci ha regalato.

Aver ricordato su quel palco, con Antonella e Gerry, Fabrizio Frizzi.E poi aver fatto la spalla al numero uno, Roberto Benigni", conclude.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Conti: “Abbiamo alzato l’asticella” – Video

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(Adnkronos) – Nel giorno della finale di Sanremo 2025, Carlo Conti – conduttore e direttore artistico – traccia un bilancio e rivela all'Adnkronos quali sono a suo avviso i momenti Top & Flop di questa edizione —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Cattelan: “Presentarlo sarebbe medaglia”. E su Roccaraso non torna indietro

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(Adnkronos) – "Per ognuno di noi presentare Sanremo una bella medaglia ma non è la cosa che ti spinge ad alzarti la mattina, se succederà benissimo altrimenti si continua a lavorare".Lo dice Alessandro Cattelan, incalzato dalle domande dei cronisti sulla possibilità di presentare il festival in futuro. "Quest'anno ero concentrato più sul Dopofestival che sulla serata di stasera, oggi è come la discussione finale della tesi", sottolinea poi circa la co-conduzione di stasera all'Ariston per la finale della kermesse assieme ad Alessia Marcuzzi. "Come sto?

Distrutto", scherza, raccontando le emozioni della sua prima volta. "Tra una cosa e l'altra, con l'adrenalina post trasmissione, abbiamo finito sempre alle 4 -dice il conduttore- Ma ero preparato, è successo tutto quello che mia aveva preannunciato Carlo".La parte del lavoro "è quella più rilassante, è il nostro lavoro e ci piace -dice Cattelan- Quasi il riposo".

A Sanremo "non c'ero mai stato, è una settimana di follia, ma bella.Il fatto poi che sia andato tutto bene ti da carbone per avere energia".   Cattelan risponde poi sulle polemiche social scatenatesi dopo che al Dopofestival, mentre era ospite Rocco Hunt (che non ha particolarmente gradito, spiegandone poi i motivi in un post), col brano si è ironizzato sulla vicenda di Roccaraso invasa dai pullman provenienti da Napoli per seguire la nota influencer campana Rita De Crescenzo.

Modificare 'Montagne Verdi' parlando di Roccaraso? "Lo rifarei, perché è quello che abbiamo fatto in queste serate, modificare le canzoni del festival legandole ad agganci di attualità".  "Marcella Bella ha fatto diventare famose le montagne verdi con quel brano, questo è l'anno in cui una nuova montagna in Italia è diventata famosa", spiega Cattelan.Che tiene a sottolineare: "Con Napoli ho un rapporto splendido, quando ci vado vengo coccolato dalla gente e io faccio lo stesso con loro -aggiunge Cattelan- Anche ieri, parlando delle esibizioni dei duetti in trasmissione, tra le mie preferite c'erano Rocco Hunt e Clementino".  Cattelan conclude poi citando il comico americano Ricky Gervais: "Lui dice che spesso si confonde il soggetto di una battuta con il bersaglio, qui il bersaglio era il fatto che basta un post di un'influencer a scatenare pulmann che invadono una cittadina". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump incornicia la sua foto segnaletica e la espone alla Casa Bianca – Video

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(Adnkronos) – Dan Scavino, vice chief of staff e storico social media manager di Donald Trump, ha pubblicato un video in occasione di San Valentino.Nel filmato appare un dettaglio notevole: all'ingresso dello Studio Ovale è stata appesa la prima pagina del New York Post con la foto segnaletica di Trump. È stata scattata il 24 agosto 2023: l'allora candidato alla nomination repubblicana era stato incriminato da un gran giurì con l'accusa di aver manipolato il processo elettorale dopo le presidenziali del 2020.

Così si era presentato alla prigione di Fulton County in Georgia, e per la prima volta nella storia un ex presidente era stato schedato dal sistema carcerario. Oggi quella foto è stata scelta dall'entourage trumpiano come simbolo del nuovo mandato: tra ritratti di ex presidenti e scene di caccia, alle pareti della Casa Bianca capi di stato e leader internazionali vedranno la prima pagina di un tabloid che testimonia la caduta e la risalita dell'uomo più potente del mondo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo: Generali, con italiani ‘Partner di vita’ per costruire il futuro

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(Adnkronos) – “Tradizione, italianità e vicinanza sono valori del Festival di Sanremo e anche di Generali che li applica nel quotidiano per essere partner dei nostri clienti e costruire insieme il loro futuro”.Lo ha detto Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, dal famoso e ormai iconico ‘Balconcino’ dell’Agenzia di Sanremo “che idealmente rappresenta tutte le piazze, tutti i balconcini, tutti i luoghi dove tutta la nostra eccezionale rete di agenti opera tutti i giorni per progettare il futuro” con gli italiani". "Proprio “la rete di 2mila agenzie e 20mila colleghe e colleghi presenti sul territorio, è il cuore del nostro business – sottolinea Monacelli – È grazie a loro se riusciamo a tenere fede alla nostra ambizione, che è quella di essere ‘Partner di Vita’ delle persone, in ogni momento rilevante, accompagnandole, con la consulenza di valore, a fare scelte consapevoli e responsabili con l’obiettivo di proteggere il loro futuro e il futuro delle persone che stanno loro a cuore”. Per il terzo anno consecutivo “siamo felicemente presenti a Sanremo” con vista sull’Ariston “perché vogliamo essere dove succedono le cose che contano – aggiunge Marco Oddone, Chief Marketing & Distribution Officer di Generali Italia – Milioni di persone seguono Sanremo ogni sera e noi vogliamo essere vicini agli Italiani, nei vari momenti di vita, anche in un momento leggero, come si vede nello spot che abbiamo lanciato in questa occasione: mentre ‘tutti cantano Sanremo’, ci sono persone che prendono decisioni importanti della loro vita e noi, con i nostri agenti siamo loro vicini”.

Con Sanremo “è scoccata una vera e propria scintilla – racconta Oddone – C’è una condivisione di valori: tradizione, passione, ma anche innovazione, con nuovi linguaggi dedicati a tutte le generazioni.Abbiamo raccontato il Festival con la voce di Caterina Ferioli, protagonista della nuova serie TV Belcanto, che è diventata portavoce di una prospettiva privilegiata sul Teatro Ariston attraverso i social, per coinvolgere ed entusiasmare persone di tutte le età.

Un racconto a 360 gradi – conclude – da una prospettiva unica sull’Ariston al quale siamo molto felici di dare il nostro contributo”.  Generali ha partecipato anche al FantaSanremo con la lega #BalconcinoGenerali per accogliere tutte le persone che sceglieranno di giocare durante i giorni della kermesse all’iniziativa social più popolare, coinvolgente e divertente. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Conti a Tony Effe: “Dovevo cantare io? Ero già pronto”

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(Adnkronos) – L'ironia di Carlo Conti smorza oggi le polemiche intorno al 'caso' della collana di Tony Effe. "Trovo divertente che Tony Effe abbia detto che se non gli facevano indossare la collana dovevo cantare io.Mi stavo già esercitando, ero pronto", la battuta del direttore artistico in conferenza stampa, interpellato su cosa pensasse delle provocazioni e polemiche social sul festival. "Io non seguo tutto quello che succede fuori, credo faccia parte della forza del festival e serva a farlo crescere – spiega Conti – E' fumo, polverone che si crea intorno e che serve.

Prima si faceva coi manifesti, ora si utilizzano mezzi sempre più grandi, ci sono i social che ci permettono di parlare e sparlare, per poi ritrovarci tutti la sera a guardare la stessa cosa".  Ieri, nella quarta serata dedicata alle cover e ai duetti, il rapper, in coppia con Noemi, si è presentato sul palco dell'Ariston con un foulard dorato al posto della consueta collana.Il primo piano sulle mani evidenzia la presenza di anelli, che evidentemente hanno superato l''esame' all'ingresso.

Promosso invece il gioiello che esibisce al collo Noemi.  Al termine della performance, c'è spazio per un pizzico di ironia: Carlo Conti 'esamina' il collo di Tony Effe: "Fammi vedere?".In risposta riceve un sorriso accennato e un "ti sei salvato…", lasciando intendere di aver accettato, suo malgrado, la decisione dell'organizzazione. La polemica è scoppiata quando l'organizzazione gli ha impedito di entrare in scena con la sua collana.

E sulle storie Instagram, il rapper taggando Carlo Conti, aveva scritto: "Se stasera mi levano i gioielli, sali tu a cantare”.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morta la nonna di Giulia Cecchettin

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(Adnkronos) – È morta ieri per un malore improvviso Carla Gatto, 76 anni, la nonna paterna di Giulia Cecchettin.La mamma del padre di Giulia, Gino Cecchettin, abitava a Beverare di San Martino di Venezze, in provincia di Rovigo, ed era nota anche per la sua attività artistica di scrittrice e di animatrice della scena culturale polesana.

A breve avrebbe dovuto pubblicare un nuovo libro.Carla Gatto, accompagnata al figlio Gino Cecchettin, aveva seguito tutte le udienze del processo a Filippo Turetta in tribunale a Venezia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Conti scherza su ascolti record: “Allora chiudiamolo qui”

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(Adnkronos) – Il boom di ascolti della quarta serata di Sanremo 2025 accende l'ironia di Carlo Conti: "Allora stasera non lo facciamo, si va via", dice in conferenza stampa all'Ariston quando il direttore del Prime Time Rai, Marcello Ciannamea legge il dato di ieri sera:"13,6 milioni e 70,8% di share – scandisce – sono dati che superano persino la finale dello scorso anno". Conti si gode i risultati record ma anche il coronamento di "due sogni" nella serata cover: "Avevo un mito della mia infanzia come Topo Gigio e un mito della mia giovinezza come Benigni, quindi ho coronato due sogni.Stasera non vedo l'ora di scoprire insieme a voi il verdetto finale, credo molto poco prevedibile.

Lo scopriremo insieme", dice il conduttore e direttore artistico.  Stasera Conti avrà come co-conduttori della finale Alessandro Cattelan (reduce da un ottimo Dopofestival che ieri ha ottenuto un boom d'ascolti di 3,3 milioni con il 61,2% di share). "Con Cattelan e Marcuzzi sarà come la prima sera quando avevo due veterani della tv, Scotty e Clerici: stasera avrò come me due veterani più giovani".  Poi scherza sul suo rispetto puntualissimo degli orari delle scalette: "Mi scuso per i due minuti di ritardo di ieri sera sulla scaletta ma abbiamo dovuto fare due volte e mezzo 'Creuza de ma'".Interviene Alessia Marcuzzi: "Secondo me per la finale ha scelto me e Alessandro perché parliamo a manetta".

E Conti: "Non amo i fronzoli, non mi piace la fuffa.Vado al sodo", afferma. "Ho cercato di fare un festival come gli altri tre.

Non ho mai avuto pressioni e indicazioni su come farlo – assicura Conti tirando un po' le somme -.Incidenti di percorso, più o meno gravi, possono accadere ma bisogna cercare di risolverli anche perché ciascuno di noi vuole che l'attenzione sia sulle canzoni.

Per ora è andato tutto molto liscio". "Trovo divertente che Tony Effe abbia detto che se non gli facevano indossare la collana dovevo cantare io.Mi stavo già esercitando, ero pronto", dice con una battuta interpellato su cosa pensasse delle provocazioni e polemiche social sul festival. "Io non seguo tutto quello che succede fuori, credo faccia parte della forza del festival e serva a farlo crescere – spiega il direttore artistico – E' fumo, polverone che si crea intorno e che serve.

Prima si faceva coi manifesti, ora si utilizzano mezzi sempre più grandi, ci sono i social che ci permettono di parlare e sparlare, per poi ritrovarci tutti la sera a guardare la stessa cosa". "Bianca Balti tornerà sul palco stasera per consegnare alcuni dei premi", annuncia Conti. "Tornerà sul palco anche Mahmood, che presenterà in anteprima un nuovo singolo".  Poi chiarisce i rumors sull'arrivo dei suoi amici e colleghi toscani, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello: "Pieraccioni sta ancora girando per Firenze in cerca della crema solare che uso io e quindi non ci sarà.Panariello è davvero in zona ma in sala ci sarà la sua fidanzata (Claudia Maria Capellini, ndr) mentre lui sarà in albergo a fare compagnia a mio figlio", dice tra le risate della sala stampa. "È vero, non è una battuta", assicura.  Stasera sul palco dell'Aristion anche Antonello Venditti – che a Sanremo non ha mai partecipato – per ritirare il premio alla carriera. "Anche questa volta volevo dare un premio a un'artista nata al festival, come Iva Zanicchi, e un altro ad un grande cantautore che indipendentemente dal fatto che sia venuto o no al festival, è un pezzo di storia della musica italiana".

Venditti, anticipa poi Conti "canterà 'Amici mai' e 'Ricordati di me'". "Più che emozionata, sono felice di essere all'Ariston", dice Alessia Marcuzzi. "Dopo due anni al freddo e al gelo, finalmente Carlo mi ha messo al riparo", dice la Marcuzzi riferendosi al dopofestival dello scorso anno di cui è stata ospite con Fiorello nel glass fuori dall'Ariston.Questo Sanremo "è un regalo che mi ha fatto Carlo, sarò al servizio, per aiutarvi, per celebrare un momento meraviglioso".  "Come sto?

Distrutto".Scherza Alessandro Cattelan raccontando le emozioni della sua prima volta da conduttore del Dopofestival prima di vestire i panni del co-conduttore. "Tra una cosa e l'altra, con l'adrenalina post trasmissione, abbiamo finito sempre alle 4 -dice il conduttore- Ma ero preparato, è successo tutto quello che mia aveva preannunciato Carlo".

La parte del lavoro "è quella più rilassante, è il nostro lavoro e ci piace -dice Cattelan- Quasi il riposo".A Sanremo "non c'ero mai stato, è una settimana di follia, ma bella.

Il fatto poi che sia andato tutto bene ti da carbone per avere energia".  Poi incalzato dalle domande dei cronisti sulla possibilità di presentare il festival in futuro replica: "Per ognuno di noi presentare Sanremo una bella medaglia ma non è la cosa che ti spinge ad alzarti la mattina, se succederà benissimo altrimenti si continua a lavorare.Quest'anno ero concentrato più sul Dopofestival che sulla serata di stasera, oggi è come la discussione finale della tesi", sottolinea poi circa la co-conduzione di stasera all'Ariston per la finale.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Doha, il tabellone senza Sinner: c’è subito Djokovic per Berrettini

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(Adnkronos) – Novak Djokovic di nuovo sulla strada di Matteo Berrettini.Il tennista azzurro sfiderà il serbo nel primo turno dell'Atp 500 di Doha, in un sorteggio che è stato stravolto dalla squalifica di tre mesi di Jannik Sinner per il caso Clostebol, arrivata dopo un accordo con la Wada.

Berrettini torna quindi ad affrontare Djokovic quasi quattro anni dopo la finale di Wimbledon 2021, quando Nole si impose in quattro set interrompendo il sogno Slam di Matteo. Dalla stessa parte del tabellone di Djokovic e Berrettini si trova anche Carlos Alcaraz, che vuole sfruttare lo stop di Sinner per conquistare punti preziosi in chiave ranking, e che al primo turno se la vedrà con il croato Marin Cilic.Possibile incrocio in semifinale quindi per Djokovic e Alcaraz, dopo che il serbo aveva eliminato lo spagnolo nei quarti dell'Australian Open. Ai quarti invece per lo spagnolo c'è il pericolo Dimitrov, mentre Medvedev, De Minaur e Rublev, gli altri tennisti della top 10 impegnati in Qatar, si trovano tutti nell'altro lato del tabellone e potranno sfidare quindi eventualmente Alcaraz soltanto in finale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cosenza, Alvini: Partita dai ritmi alti, ma noi vogliamo vincere contro un avversario di valore

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Alla vigilia dell’attesissimo match contro la Juve Stabia, l’allenatore del Cosenza, Massimiliano Alvini, ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa per fare il punto della situazione in casa rossoblù. L’incontro con la stampa, come riportato da cosenzachannel.it, ha offerto uno spaccato sulle condizioni della squadra, le strategie in vista della partita e le ambizioni del Cosenza per questo importante impegno di campionato. Alvini ha affrontato diversi temi, spaziando dalla gestione degli infortuni alla fiducia nei giovani talenti, fino all’analisi dell’avversario e alle aspettative per la gara.

Infermeria e recuperi: Florenzi out, Rizzo Pinna recupera, Garritano pronto a scendere in campo

L’allenatore ha subito fatto chiarezza sulle condizioni fisiche di alcuni giocatori chiave. “Abbiamo avuto qualche problema in settimana”, ha esordito Alvini, sottolineando come la preparazione alla partita non sia stata del tutto lineare. La notizia più rilevante riguarda l’assenza di Florenzi, confermata dallo stesso mister: “Florenzi è out”. Una defezione importante per il Cosenza, considerando il valore del giocatore. Tuttavia, Alvini ha anche dato segnali positivi riguardo ad altri elementi della rosa. Rizzo Pinna ha recuperato dai recenti problemi fisici ed è quindi a disposizione. Situazione diversa per Artistico, che “ha lavorato a parte” e le cui condizioni saranno valutate con attenzione dallo staff medico prima di prendere una decisione definitiva sul suo impiego. Una nota lieta è rappresentata dal ritorno di Garritano: “Torna a disposizione Garritano e su di lui facciamo affidamento e vogliamo metterlo in campo”. Alvini ha espresso chiaramente l’intenzione di puntare su Garritano, giocatore considerato fondamentale per la squadra e pronto a dare il suo contributo in campo.

Stabilità tattica e fiducia nei principi di gioco: “Non vorremmo cambiare rispetto all’ultima partita”

Sul piano tattico, Alvini ha lasciato intendere di voler dare continuità all’assetto visto nelle recenti partite. “Non vorremmo cambiare in confronto all’ultima partita”, ha affermato il mister, evidenziando la volontà di non stravolgere l’identità di gioco della squadra. Questo non significa immobilismo, ma piuttosto la ricerca di una base solida su cui innestare eventuali aggiustamenti in base alle caratteristiche dell’avversario e alle dinamiche della partita. Alvini ha poi ribadito un concetto per lui cruciale: “Possono cambiare i giocatori, ma come ho sempre spiegato, l’importante è che non cambino i principi di gioco e le idee”. Un’affermazione che sottolinea l’importanza di un’identità tattica chiara e condivisa, al di là dei singoli interpreti. In un campionatoLogorante come quello di Serie B, dove le partite ravvicinate e gli imprevisti sono all’ordine del giorno, la capacità di mantenere saldi i principi di gioco diventa un fattore determinante. “Oggi come oggi nessuna squadra può giocare sempre con la stessa formazione. Non cambia nulla chi va in campo avendo una rosa di pari livello”, ha aggiunto Alvini, sottolineando come la forza del gruppo e la condivisione di una filosofia di gioco siano più importanti della presenza dei singoli giocatori.

Fiducia nei giovani Ciervo e Fumagalli: “Conto al massimo su di loro”

Un passaggio significativo della conferenza stampa è stato dedicato ai giovani Ciervo e Fumagalli. Alvini ha espresso grande fiducia in questi talenti emergenti: “Conto al massimo su Ciervo e Fumagalli. Sono giocatori sui quali facciamo grande affidamento e dei quali mi fido”. Il mister ha riconosciuto che entrambi i giocatori sono ancora in fase di crescita e possono attraversare momenti di alti e bassi, tipici dei percorsi di crescita dei giovani calciatori: “Il percorso di certi calciatori durante un campionato può avere alti e bassi. Entrambi non hanno grossa esperienza in questo campionato”. Tuttavia, Alvini si è detto convinto che Ciervo e Fumagalli sapranno dare un contributo importante al Cosenza: “Ma sono certo che saranno utili per noi e domani sono pronti a giocare o dall’inizio o a partita in corso”. Il mister ha sottolineato come questi giovani siano pronti a scendere in campo, sia dal primo minuto che a partita in corso, e si aspetta da loro un rendimento all’altezza delle aspettative, paragonabile all’inizio di stagione: “Sono certo che nelle prossime 13 gare faranno bene come ad inizio campionato”.

Obiettivo playout e focus sul presente: “Penso solo alla partita di domani”

Inevitabile una domanda sugli obiettivi stagionali e sulla corsa salvezza. Alvini ha preferito non sbilanciarsi sui punti necessari per raggiungere i playout, focalizzandosi invece sull’impegno immediato: “Non so quanti punti possano servire per raggiungere i playout, penso solo alla partita di domani”. Un approccio pragmatico, che mette al centro la preparazione e l’attenzione per la singola partita, senza farsi distrarre da calcoli e proiezioni a lungo termine.

Analisi dell’avversario: “Juve Stabia realtà, partita dai ritmi alti”

Alvini ha poi dedicato parole di elogio alla Juve Stabia, prossimo avversario del Cosenza: “Domani mi aspetto una partita dai ritmi alti. La Juve Stabia, sta facendo benissimo, un campionato bellissimo. Non sono più nemmeno una sorpresa perché sono ormai una realtà”. Il mister ha riconosciuto la forza e la solidità della squadra campana, che sta disputando un campionato di alto livello e non può più essere considerata una sorpresa, ma una realtà consolidata del torneo. Nonostante il valore dell’avversario, Alvini ha sottolineato la necessità per il Cosenza di mettere in campo le proprie qualità: “Ma noi dobbiamo mettere in campo le nostre qualità”. Il mister ha infine rimarcato l’importanza di questo tipo di partite per la crescita dei giocatori: “Sono quelle di domani le gare che ti formano come calciatore. E’ un piacere giocare in ambienti caldi come quello che ci attende domani”. Alvini ha espresso apprezzamento per l’atmosfera calda e appassionata che si aspetta allo stadio, considerandola uno stimolo ulteriore per i suoi giocatori.

Mercato svincolati e recupero degli infortunati: “Mi interessa recuperare chi non è al meglio”

Infine, spazio anche a una domanda sul mercato degli svincolati e sulla possibilità di rinforzare ulteriormente la squadra. Alvini ha spostato l’attenzione sul recupero dei giocatori attualmente indisponibili: “Svincolati? Più che altro mi interessa recuperare i calciatori che non sono al meglio come Cruz che è appena arrivato, o lo stesso Florenzi”. Il mister ha ribadito come la priorità sia quella di integrare al meglio i nuovi arrivati e recuperare gli infortunati, piuttosto che guardare al mercato degli svincolati. In particolare, Alvini ha fatto il punto sulle condizioni di Florenzi e Artistico: “Quest’ultimo non so se ci sarà con il Palermo. Nella distorsione alla caviglia subìta contro la Sampdoria c’è stato un interessamento ai legamenti della caviglia. Per Artistico è stata una settimana un po’ difficile dal punto di vista fisico e valuteremo le sue condizioni”. Le condizioni di Florenzi sembrano destare qualche preoccupazione in più, mentre per Artistico si cercherà di fare il possibile per recuperarlo in vista della partita.

Equilibrio e risultato positivo: le parole conclusive di Alvini

In conclusione, Alvini ha sottolineato l’importanza di affrontare la partita con equilibrio e determinazione: “Dobbiamo fare una partita equilibrata. Faremo le giuste valutazioni dopo la rifinitura. E’ importante portare a casa un risultato positivo”. Il mister ha ribadito come la rifinitura sarà un momento cruciale per sciogliere gli ultimi dubbi e prendere le decisioni definitive sulla formazione da schierare in campo. L’obiettivo principale, in ogni caso, resta quello di ottenere un risultato positivo, fondamentale per il cammino del Cosenza in campionato.

Sardegna, abitanti meno sedentari, più attenti al peso ma aumentano i fumatori

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(Adnkronos) – Come si comportano i sardi rispetto ai principali fattori di rischio per la salute: fumo, consumo di alcol, obesità e vita sedentaria?Per capirlo è utile analizzare gli ultimi dati Istat disponibili.

Nel 2023, gli italiani sono risultati meno sedentari rispetto al 2022 (-2,2%).Rimane invece piuttosto stabile il numero di persone adulte in eccesso di peso (46,4% della popolazione), così come i fumatori (18,7% della popolazione) e i consumatori di alcol (il 15% è a rischio di eccedere).  In questo quadro generale, la Sardegna si distingue per essere meno sedentaria rispetto alle altre regioni del Sud Italia.

Cresce l’attenzione ai problemi di peso, anche grazie alla diffusa pratica di sport e attività fisica tra la popolazione dell’Isola.  Per quanto riguarda gli altri fattori di rischio, in Sardegna negli ultimi tre anni è in aumento il numero di fumatori, pur restando nel complesso al di sotto della media nazionale.I sardi sono bevitori moderati di alcolici, ma è in forte crescita il consumo di grandi quantità (fino a 6 dosi) concentrate in breve tempo, il cosiddetto fenomeno del “binge drinking”.  In fatto di condizioni fisiche con riferimento al peso corporeo, la Sardegna mostra indicatori migliori rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno e per alcune categorie, anche della media nazionale.

In particolare, la popolazione con più di 18 anni normopeso nel 2023 è il 55,4% del totale, rispetto al 50,2% del resto del Paese.  Inoltre, la percentuale di sardi in condizioni di peso normale è in aumento di oltre 2,5 punti rispetto al 2022 e oltretutto nel 2023 risulta di oltre otto punti percentuali superiore alla media delle altre regioni del Mezzogiorno, che si attesta al 47,1%.  Per contro, la popolazione dell’Isola registra una percentuale di adulti sottopeso del 3,6%, superiore sia alla media italiana (3,5%) che del Mezzogiorno (2,7%).Il dato è comunque in miglioramento rispetto a quello del 2022 quando i sottopeso erano il 4,4% della popolazione.  Gli eccessi di peso possono causare disturbi di salute di diverso genere ed entità.

Un fatto che sembra essere tenuto in considerazione dai sardi, dato che, nel 2023, solo il 31% della popolazione con più di 18 anni risulta essere sovrappeso.Una percentuale nettamente inferiore a quella delle altre regioni del Sud (37%).  Oltretutto, il dato dei sardi con problematiche di sovrappeso risulta in costante calo negli ultimi anni, quasi tre punti percentuali in meno dal 2021 al 2023 e discostandosi sempre di più dalla media nazionale.  Negli ultimi tre anni rimane invece stabile la percentuale di adulti obesi, che in Sardegna sono il 10,1%, ma comunque al di sotto della media italiana (11,8%) e delle regioni del Sud e insulari (13,2%).   Se uno degli indicatori di una popolazione non sedentaria è la pratica di qualche attività fisica, i sardi si distinguono per essere particolarmente sportivi.

Nel dettaglio, il 29,7% della popolazione dai tre anni in su pratica sport in maniera continuativa, un dato di 1,5 punti superiore alla media nazionale e di circa otto punti sopra a quella delle altre regioni del Mezzogiorno.  In Sardegna praticare sport in maniera continuativa è diventato uno stile di vita negli ultimi anni.Infatti, il dato segna un incremento significativo di quasi 2,5 punti percentuali rispetto al 2022 e addirittura oltre 7 punti in più nei confronti del 2021.  Se a ciò si aggiunge che il 6,4% della popolazione pratica sport in modo saltuario e il 27,8% svolge solo qualche attività fisica, si scopre che quasi il 64% dei sardi conduce uno stile di vita attivo, a tutto vantaggio della salute e del benessere fisico.   A conferma che i sardi non sono sedentari, i dati Istat indicano che nel 2023 solo il 35,9% delle persone con più di tre anni di età non pratica alcuno sport né attività fisica.

Una percentuale assolutamente in controtendenza rispetto a tutte le altre regioni del Mezzogiorno.  Per fare un raffronto, rispetto al 35,9% di popolazione sedentaria in Sardegna, nel Sud la percentuale sale da un massimo di 54,2% in Basilicata a un minimo di 40,2% in Molise, passando per il 53,1% della Campania, il 52,7% della Sicilia, il 49,7% della Puglia e il 48,7% della Calabria. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale di persone che non fa sport né attività fisica in Sardegna è in calo rispetto al 36,4% registrato nel 2022, ma invece è in aumento rispetto al 31,6% del 2021.   Il 18,4% della popolazione sarda da 14 anni in su ha il vizio del fumo, leggermente meno della media nazionale del 19,3% (dati Istat 2023).La stragrande maggioranza, pari al 97,4%, fuma sigarette.

Rispetto al 2022, la percentuale di fumatori sull’Isola è in aumento di 1,5 punti percentuali.  Nel dettaglio del consumo di sigarette, è interessante notare come nell’ultimo anno sia aumentato notevolmente il consumo contenuto ovvero fino a 5 sigarette al giorno, 27,8% nel 2023 contro 15,4% nel 2022, parallelamente alla drastica riduzione del consumo elevato ovvero da 11 a 20 sigarette al giorno, sceso dal 39% al 29,4%.  Risulta invece in aumento negli ultimi anni la percentuale di grandi fumatori ovvero coloro che fumano oltre 20 sigarette al giorno: si passa da 2,6% nel 2021 a 4,1% nel 2022 fino a 4,6% nel 2023.   I sardi, in genere, sono bevitori moderati, visto che il 46,3% della popolazione con più di 11 anni è dedita al consumo moderato ovvero la cui quantità non eccede le dosi raccomandate dal Ministero della Salute per non incorrere in problemi di salute.Un dato inferiore di circa il 6% sia rispetto alla media italiana che delle regioni del Sud.  Parallelamente, il consumo eccedentario abituale di bevande alcoliche riguarda solo l’8,6% dei bevitori, in linea con la media nazionale dell’8,8%.

Il 31,5% del consumo in eccedenza avviene durante i pasti.Ricordiamo che per “eccendentario” si intende il consumo che supera due unità alcoliche al giorno per l’uomo, una unità per le donne e gli over 65.  Capitolo a parte per il cosiddetto “binge drinking” il consumo di oltre sei dosi di alcol in tempi molto ristretti, un fenomeno particolarmente in auge tra i giovani.

In questo ambito in Sardegna il fenomeno ha riguardato il 9,8% di coloro che consumano alcol, due punti sopra la media nazionale e quattro punti più delle altre regioni del Mezzogiorno.   Con l’entrata in vigore della Legge Regionale dell’11 settembre 2020 n.24, in Sardegna ogni ASL ha istituito il proprio Dipartimento di salute mentale e dipendenze nel quale è presente il Servizio per le Dipendenze (Ser.D) che offre prevenzione, cura e riabilitazione, tra l’altro, nei casi di problematiche legate all’abuso di alcol.Sul territorio, inoltre, vi sono una serie di strutture riabilitative private accreditate.  Nell’ambito del contrasto alle problematiche di peso, all’obesità e in generale alla vita sedentaria, i Servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) delle ASL svolgono un ruolo centrale grazie a una serie di attività quali la sorveglianza nutrizionale, l’organizzazione di campagne informative, la disponibilità di scelte alimentari sane nelle scuole, la promozione di ambienti urbani favorevoli allo svolgimento dell’attività fisica.  Per quanto riguarda la lotta contro il fumo, tra le delibere regionali più recenti, nel dicembre 2024 la Giunta, nell’ambito dei Piani Regionali della Prevenzione, ha approvato il potenziamento dei Centri Antifumo delle ASL con uno stanziamento annuale di 110 mila euro per azioni diverse, tra cui la promozione di corretti stili di vita e il sostegno di percorsi antifumo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)