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Meteo: freddo, pioggia e neve anche in Campania per il ponte dell’Immacolata

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Cattive notizie meteo per il Ponte dell’Immacolata.

Sono infatti previste giornate con pioggia e vento freddo. Le temperature massime guadagneranno qualche grado e si porteranno nella media tipica del periodo. Da giovedì, invece, le nubi aumenteranno per l’arrivo di aria umida.

Proprio per la giornata dell’Immacolata, Venerdì 8 Dicembre è previsto l’arrivo di una perturbazione che arriverà a coinvolgere con piogge e rovesci anche il territorio della Campania. Previsto anche l’arrivo di neve.

Torre Annunziata: maxi-operazione della Polizia di Stato, arrestato pusher 67enne

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Operazione nel Rione Penniniello di Torre Annunziata.

La Polizia di Stato  ha setacciato il quartiere, effettuando arresti, perquisizioni e denunce.

Un 67enne è stato arrestato perché trovato in possesso di un quantitativo di cocaina tale da preparare circa 200 dosi. Sequestrati anche tre bilancini di precisione e la somma di 700 euro. Un uomo è stato, invece, denunciato in stato di libertà per aver installato  abusivamente un cancello in ferro a protezione della propria abitazione. Per sradicare il cancello è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco.

Infine, sono state effettuate circa sei perquisizioni domiciliari.Sessanta le persone controllate di cui quarantacinque con precedenti di Polizia.

 

Intervista di Alessandro Di Matteo al professor Arturo Parisi

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L’uomo di Prodi: “L’Ulivo invece cercava di guardare avanti”

Parisi. Con Pietro Grasso i postcomunisti fanno una scelta rivolta al passato

Professor Arturo Parisi, il centrosinistra diviso in campagna elettorale è ormai una certezza.
«Questa è almeno la risposta che la sinistra-sinistra ha dato a Fassino appena qualche giorno fa. Perché non augurarsi che Grasso, che da domenica ne è il nuovo leader, voglia e possa imprimere una svolta al riguardo?»

Non sarà contento lei che predicava “uniti per unire” quando Ds e Margherita non volevano la lista unica.
«La verità è che non più accomunati nella competizione elettorale dall’obiettivo di dare un governo al Paese, solo il sentimento di una comune responsabilità può trattenerci dalla tentazione di dividerci magari con la scusa di moltiplicare i voti».

La colpa è dell’«intruso» Renzi o dei titolari della «Ditta» che non accettano la sua leadership?
«Il problema di fondo è la difficoltà ad accettare l’idea che il Pd sia quel partito nuovo che aveva promesso di essere. Né la somma dei partiti passati, e neppure il nuovo nome del PcdI-Pci- Pds-Ds aperto a nuovi apporti. Renzi lo ha reso definitivamente evidente: con la sua storia, le sue proposte, e, purtroppo, diciamo pure, con i suoi toni. Capisco che chi aveva immaginato il partito in continuità col passato possa essersi d’improvviso sentito a disagio in una casa che aveva pensato come la sua, soltanto sua. È arrivato il momento di riconoscere finalmente che è nato un nuovo  partito. E allo stesso prendere atto che c’è gente che in esso non si riconosce».

Grasso è la persona giusta per guidare Liberi e Uguali come dice D’Alema?
«Dirsi “ragazzo rosso”, cioè dirsi rosso fin da ragazzo, per uno che di anni ne ha 72 di certo aiuta. Guidare è un’altra cosa. Lo dico con comprensione per la fatica che lo attende».

Peppino Caldarola, che dirige proprio la fondazione di D’Alema ha detto che Grasso serve ai «post-comunisti per rendersi presentabili» come già accadde con Prodi…
«Sostanzialmente Caldarola ha ragione, ma Prodi non si dichiarò a partire dal suo passato ma a partire da un progetto futuro. Costruire il polo di centrosinistra in competizione col fronte berlusconiano, dentro il sistema bipolare prodotto dalla riforma maggioritaria. Una riforma per la quale lui stesso si era battuto. Di Grasso – per ora – conosciamo invece soprattutto il passato e soltanto il colore. Caldarola ha comunque ragione. All’origine della scelta di Grasso sta il desiderio di relativizzare un passato del quale lui è invece da sempre dichiaratamente orgoglioso».

Il presidente del Senato è stato attento a evitare polemiche. Vede il rischio di un corto-circuito col Pd in questo scorcio di legislatura che rimane?
«Spero proprio di no. Così come ha lasciato il Pd solo dopo il compimento del processo di approvazione della legge elettorale nonostante gravi dissensi sul merito e il metodo, lui sa bene che i suoi doveri di terzietà non si sono esauriti domenica».

Lei è un analista attento, faccia un pronostico: come finirà questa sfida a sinistra?
«Di certo regalerebbe al centrodestra troppi seggi aggiuntivi. Quanto alla leadership di Renzi dentro il partito è più facile che la rafforzi che il contrario. A meno che il Pd registri sul piano dei voti una dura sconfitta e il loro partito consegua quel 10% che ancora ieri D’Alema ha indicato come un dato a portata di mano».

Sembra scettico sul 10%. Ma il presidente del Senato ha già aperto anche al mondo cattolico, guarda oltre la sinistra…
«Per quanto Grasso sia noto ci vuole ben altro che il volto di un uomo a far nuovo un partito. E per di più in poche settimane. Né basta evitare nel nome la parola sinistra, quando si legge che il dosaggio riconosce a Mdp il 50 per cento dei posti, a Si il 35 e a Civati il 15. Per potersi orientare la gente continuerà a cercare i volti dei leader passati anche se non sono più seduti vicini tra loro in prima fila».

A questo punto, come può il centrosinistra limitare i danni della divisione? C’è spazio per ricostruire?
«Lo si deve trovare. Pensando al Paese che ci chiede un governo e ricordando che la grandezza della politica sta appunto in questa faticosa e continua ricerca di una unità più grande. Lo si deve cercare riconoscendoci reciprocamente nonostante quello che ci fa diversi. E ricordando le cose che nonostante tutto continuano ad accomunarci. Come dimenticare che il centrosinistra guida tuttora assieme il Paese nel governo della maggior parte delle Regioni e dei Comuni? O vogliamo sfasciare veramente tutto?».

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vivicentro/Grasso, l’uomo di Prodi: “L’Ulivo invece cercava di guardare avanti”
lastampa/Parisi. Con Pietro Grasso i postcomunisti fanno una scelta rivolta al passato intervista a cura di Alessandro Di Matteo

Sarri: “Partita difficile contro il Feyenoord, ma possiamo fare la storia”

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Le parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa in vista della sfida di Champions League contro il Feyenoord

Le parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa in vista della sfida di Champions League contro il Feyenoord: “Per dare ragione a chi sostiene che non cambio mai, domani giocherei in 10. Abbiamo perso Milik e non ci siamo mai lamentati. Abbiamo perso Ghoulam quando era il miglior terzino sinistro d’Europa e nessuno ha battuto ciglio. Domani giocheremo senza Insigne e dovremo far bene lo stesso. Sarà una partita difficile, il Feyenoord è cresciuto in questo periodo. Il rischio è togliere energie per una partita per la quale non potremo decidere il futuro. Domani, con un pizzico di culo, potremmo essere l’unico Napoli della storia ad accedere due volte agli ottavi di Champions League. Cosa sono disposto a fare in caso di qualificazione? io ho già dato (ride ndr). Quest’anno abbiamo fatto quasi sempre bene. E’ chiaro che è un modulo che ha dei risultati se lo fai con due attaccanti che per caratteristiche sono prime punte rispetto a uno schieramento con giocatori adattati. Mi sono pentito di averlo fatto negli ultimi minuti con il City, perché abbiamo preso 2-3 contropiedi che hanno fatto venire fuori un risultato che ha fatto cambiare l’idea della partita stessa. Questo mi ha fatto sentire il colpa, come se avessi mandato i miei ragazzi verso un’umiliazione. Se ci fosse stato  Milik, magari sarebbe andata diversamente. Così come venerdì poteva esserci utile. Mi sono pentito e mi sono anche scusato con i miei. Con Guardiola mi scambio qualche messaggio, parliamo di calcio in generale Sarebbe un’offesa nei suoi confronti chiedergli di domani, perché chiedendo metterei in dubbio i suoi valori. Noi siamo certi che il City giocherà per vincere. Se poi lo Shakhtar farà punti dovremo riconoscere che saremo fuori perchè loro avranno fatto più punti di noi. La sconfitta di venerdì contro la Juventus ci ha fatto sicuramente male. Abbiamo concesso poco a loro, meritavamo appena un pareggio. Ieri ero preoccupato perché avevo visto ancora delle imperfezioni, ma oggi mi sono tranquillizzato dopo l’allenamento. La partita di domani ci dirà se siamo grandi: quest’ultimi cadono e si rialzano, gli altri no. Pensare a una gara dove non possiamo influire, ossia in Ucraina, piuttosto che pensare a noi. Non capisco di che crisi si parla, altrimenti io sono diventato un cretino e Mertens uno scemo. Questa squadra ha fatto 206 punti in 91 partite, ora siamo diventati scarsi perché non stiamo segnando? Abbiamo mosso la palla meno velocemente e in attacco siamo stati meno pericolosi del solito. Mettere in dubbio tanti mesi di lavoro, mi sembra un po’ troppo. Abbiamo solo avuto qualche acciacco di troppo e qualche sfortuna di troppo. Ma questo fa parte di una stagione: è normale che non ci siano sempre gli stessi risultati. Abbiamo recuperato lo scorso anno, ce la faremo anche questa volta. in caso di qualificazione Ci darebbe un bel premio dal punto di vista economico (ride, ndr), che è l’aspetto che
non mi interessa. ci sarebbe il gusto di essere il primo gruppo del Napoli ad accedere due volte agli ottavi di Champions league. Ma non è semplice entrare nell’elite europea, soprattutto poi per le italiane. Sarebbe quindi la conferma di poter
fare bene e ci darebbe la convinzione che nella prossima Champions possa fare di più. La mia sensazione è che la mia squadra si senta in prova finora. In caso di qualificazione, ci sarebbe la consapevolezza di essere tra le più forti d’Europa. E come si dice a Firenze, la prossima ce la giocheremmo a brutto muso. Non voglio essere un bravo psicologo, ma un allenatore forte. Io dico in faccia quel che penso e loro fanno lo stesso. Credo che la reazione ce l’hanno sicuramente, bisogna solamente evitare di perdere un briciolo di fiducia nei propri mezzi che ci siamo costruiti con 27-28 mesi di risultati per una partita in cui il risultato ci ha dato contro ma in cui tutto sommato bisogna uscire con la convinzione che siamo cresciuti. Fare 83 a 17 come predominio territoriale, non è roba di tutti i giorni. Ricordiamo che ha fatto due finali di Champions in questi anni. Che la partita sia andata così male come qualcuno dice, non mi torna. Loro piuttosto erano in difficoltà. Parlerei poco, perché ci sono dei momenti in cui loro devono andare forza a me. Mentre loro ritornano a casa dalle famiglie, io torno e bestemmiavo in 8 lingue. Chi ne esce peggio, sono io. Ma mi basta poco per caricare le pile: basta vedere 10 minuti giusti di allenamento e ci sono di nuovo”

Dipendenti Ikea in sciopero: reintegrate la mamma licenziata

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Manifestazione davanti allo stabilimento Ikea di Corsico.

I dipendenti Ikea si sono riuniti per sfogare la loro rabbia contro l’azienda colpevole di aver licenziato una donna, separata e con due figli a carico,  dopo 17 anni di lavoro.

Al presidio c’è anche lei in lacrime: “Vi ringrazio tutti. A questa azienda ho dato la vita. Ho avuto un problema. Non ho mai chiesto privilegi ma solo un aiuto. Tutti noi vogliamo lavorare ma al di là del lavoro abbiamo una vita che vogliamo tenere in considerazione”. 

Mertens: “Non sono stanco, sono pronto per domani. Le batterie sono cariche”

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Le parole di Mertens in conferenza in vista della sfida di Champions League contro il Feyenoord

Le parole di Dries Mertens in conferenza stampa in vista della sfida di Champions League contro il Feyenoord: “Insigne è un grande giocatore, ma abbiamo molti giocatori pronti a sostituirlo. Siamo un grande gruppo, è il momento di farlo vedere.  Sto bene, non sto segnando, ma ho fatto un assist. Stiamo bene, dobbiamo ritrovare il nostro gioco e fare goal. Se domani devo rilasciare altri due denti su questo campo, lo rifaccio. Pur di segnare e vincere, lo farei. Vogliamo fare bene, è sempre bello giocare qui. Domani sarà una bella partita. Sì, verrà tutta la mia mia famiglia. Qui non è lontano da casa mia, è sempre bello parlare la mia lingua. Sappiamo bene che la qualificazione non dipenderà solo da noi e sarà dura per questo, ma stiamo bene. Sono sicuro che il City vorrà fare il massimo dei punto. Sarebbe un record per loro. Noi vogliamo dopo venerdì vogliamo vincere. Vogliamo riscattarci: penseremo a vincere, poi vedremo l’altro risultato. Non sarà facile qui.  Sono felice per il rinnodo di Ghoulam. Per la squadra e per il futuro di Napoli, la società ha fatto molto bene. E’ un giocatore forte. Stava facendo molto bene, peccato per l’infortunio. Ma sono sicuro che questo ragazzo avrà una grande carriera.  Dopo la sconfitta contro la Juve siamo stati male, non eravamo più abituati a perdere. Ma si vedono i risultati dell’ultimo anno, stiamo facendo solo bene ma le critiche ci sono comunque. Anche quando giochiamo bene e vinciamo. Ora dobbiamo reagire, perché vogliamo continuare a vincere e riprendere la vecchia strada. Non sono stanco, sono pronto per domani. Le batterie sono cariche. E’ vero che qualche volta è più facile dopo un turno di stop, ma adesso voglio giocare e fare bene. Non mi sento un leader, perché giochiamo in 11. Anzi, nemmeno: siamo in 25 e questa è la cosa più importante. Il Feyenoord non ha sbagliato tanto in Champions, è stato sfortunato in alcune occasioni. La nostra filosofia a Napoli è basata sulla condizione fisica e sull’aspetto tattico, far girare palla“.

Incendio sul traghetto tra Ischia e Procida. Intervento della Guardia Costiera e passeggeri evacuati

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Nella sala motori  del traghetto tra Ischia e Procida è divampato un violento incendio.

La Guardia Costiera è sul posto per l’assistenza alla nave e per il trasbordo dei  passeggeri. L’incendio, fortunatamente, è  rimasto circoscritto alla sala motori. Il traghetto,però, non potrà muoversi, e per questo motivo si stanno trasferendo i passeggeri su altre imbarcazioni.

De Benedetti vs Scalfari: l’analisi di Stefano Feltri

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Non è una scaramuccia tra arzilli vecchietti, per usare un’espressione di Diego Della Valle: l’intervista di Carlo De Benedetti al Corriere della Sera rende esplicito come mai prima d’ora una crisi culturale nel centrosinistra che coincide con il crepuscolo del renzismo (e forse c’è un nesso di causa effetto tra la troppa fiducia riposta in Matteo Renzi e il caos identitario seguito alla sua caduta).

De Benedetti stronca la sua Repubblica. Contro Renzi e Scalfari. Separati in casa

Tra Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi, l’Ingegnere si rifiuta di scegliere: “Ovviamente mi asterrei”.

L’altro fondatore di Repubblica, cioè Eugenio Scalfari che del giornale fu il primo direttore nel 1976, ha invece ribadito più volte che il male minore è Berlusconi, perché “la politica è una cosa diversa dalla morale”.

De Benedetti dice ad Aldo Cazzullo del Corriere: “Penso che la risposta di Scalfari abbia gravemente nuociuto al giornale” e che “Scalfari è stato talmente un grande nell’inventare Repubblica e uno stile di giornale che farebbe meglio a preservare il suo passato”. Tradotto: Scalfari ha 93 anni, farebbe meglio a lasciar parlare il suo passato invece che comprometterlo con interventi dettati solo dalla “vanità”.

A 83 anni, De Benedetti è ormai un ex finanziere e anche un ex editore: prima ha passato ai figli Rodolfo e Marco l’impero economico controllato dalla holding Cir poi, completata la fusione con l’Itedi della famiglia Agnelli, si è ritirato anche dal ramo editoriale, lasciando a fine giugno la presidenza del Gruppo Espresso (che ora si chiama Gedi). Per il sito Dagospia, l’intervista al Corriere “è la prova che l’83enne De Benedetti non conta più nulla a Repubblica”.

In realtà il messaggio dell’intervista, che ha esplicitato quanto De Benedetti ha spesso detto in privato in questi mesi, sembra ben altro: la vera Repubblica non è quella in edicola, che vende solo 185.000 copie, reduce da un restyling che non ne ha cambiato la natura (“un giornale non è solo latte e miele; è carne, è sangue. Può avere curve; ma deve avere anche spigoli”), con una catena di comando che non può funzionare, tra un direttore molto moderato, Mario Calabresi, e un condirettore più pugnace, Tommaso Cerno (“Nessun grande giornale al mondo utilizza questa  formula”) e che deve schierare una delle sue firma di punta, Michele Serra, per chiedere ai lettori di accettare  qualche garbata critica al Pd renziano mentre invece, ricorda De Benedetti, “Renzi ha deluso non solo me, ma tantissimi italiani”, molto meglio Paolo Gentiloni, “un calmante nell’isteria della politica renziana”.

Ecco, quella non è la vera Repubblica e – è il sottinteso – quella non è la vera cultura del centrosinistra progressista di cui quel giornale è stato la voce ma anche il laboratorio. La vera Repubblica resta quella di De Benedetti ed Ezio Mauro (“un grandissimo direttore”), immolato sull’altare della fusione con La Stampa cementata dall’arrivo alla direzione di Mario Calabresi, oggi stimato da John Elkann ma non certo da De Benedetti (l’Ingegnere non lo nomina in tutta l’intervista) che preferisce Cerno, già direttore dell’Espresso.

Nel gruppo Gedi oggi l’approccio De Benedetti-Mauro è all’opposizione. Ma le cose cambiano in fretta. Calabresi, che nei mesi scorsi è stato a un passo dall’addio, potrebbe avere nuove opportunità dopo le elezioni 2018 (le condirezioni come quella con Cerno non sono fatte per essere permanenti).

C’è da anche da scegliere un nuovo direttore per il coordinamento dei quotidiani locali Finegil, dopo il passaggio di Roberto Bernabò al Sole 24 Ore. La Repubblica normalizzata e filogovernativa dell’era renziana sta seguendo la caduta di Renzi. Meglio cambiare prima che sia troppo tardi, è il monito di De Benedetti.

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Vivicentro/De Benedetti vs Scalfari: l’analisi di Stefano Feltri
ilfattoquotidiano/De Benedetti stronca la sua Repubblica, contro Renzi e Scalfari (Stefano Feltri)

Spara al ladro dalla finestra. Condannato ad una pena più alta di quella del malvivente

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Brescia: sparò dalla finestra al ladro che, con altri complici, aveva appena fatto saltare un bancomat .

L’uomo che, la sera del 29 Gennaio 2016, ferì con alcuni colpi di fucile il 20enne romeno che stava con altri connazionali caricando una cassaforte su un furgone, ha patteggiato una pena di quattro mesi più alta rispetto allo stesso malvivente.

“Purtroppo questa è l’Italia” ha commentato l’uomo, “ora rischio anche di dover risarcire quel ladro che ho ferito perché se dirà che non potrà più lavorare lo dovrò mantenere per tutta la vita”.

Phaeton: l’asteroide torna a salutare la Terra. Ecco quando vederlo

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 L’asteroide Phaethon tornerà a “salutare” la Terra.

Phaeton è un super asteroide near-Earth, dal diametro di circa 5 km, è riconosciuto, inoltre, fra i più pericolosi scoperti fin’ora. L’asteroide, comunque, per quanto vicino , sarà lontano più di 10 milioni di km dal nostro pianeta.

Per tutti gli appassionati e non, sarà possibile avvistare,anche con un piccolo telescopio,  l’asteroide nella notte del 16 Dicembre. L’appuntamento è imperdibile se si considera che  il suo prossimo passaggio ravvicinato non avverrà prima di 76 anni.

In più, il 13 ed il 14 Dicembre nei nostri cieli sarà possibile ammirare le Geminidi, uno sciame di comete nato dalla scia di Phaeton. Anche le Geminidi saranno visibili con un piccolo telescopio o addirittura ad occhio nudo.

 

Pizza napoletana patrimonio dell’Unesco: quando si deciderà

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Pizza patrimonio dell’Unesco: domani si decide

Il Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, si riunito sull’isola vulcanica di Jeju in Corea del Sud, e deciderà sul futuro della pizza napoletana.

Il Comitato, composto dalle delegazioni dei 24 Stati membri,  dovrà stabilire se “l’arte del pizzaiolo napoletano” potrà essere inserita nella lista dei beni mondiali Unesco.

Un percorso di raccolta firme in tutto in mondo, iniziato sette anni fa, – sostenuto anche da personaggi come il sindaco di New York Bill de Blasio, e Joe Bastianich –  avrà termine domani mercoledi 6 dicembre a partire dalle ore 10:00 (ore 18:00 a Seul).

A Napoli, nella Sala riunioni di Palazzo San Giacomo, il sindaco Luigi de Magistris con l’assessore alle attività Economiche Enrico Panini attenderanno gli esiti della riunione del Comitato Unesco tramite un collegamento skype con il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio e con l’Ambasciatrice Vincenza Lomonaco, rappresentante Permanente d’Italia presso l’Unesco.

 

ESCLUSIVA, VIDEO – Juve Stabia, Dentice: “Tornare a Siracusa è un piacere. Siamo una grande squadra. Futuro? Vi spiego…”

Le sue parole in esclusiva a ViViCentro

Dopo il pareggio interno, allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, per 2-2 contro la Casertana, nel derby, la Juve Stabia ha ripreso ad allenarsi per prepararsi al meglio per la sfida di domenica prossima a Siracusa. Ex proprio dei siciliani è Pietro Dentice, il forte esterno, destro o sinistro non fa differenza, che sta cercando continuità dopo i due infortuni che l’hanno un po’ tenuto fuori dal terreno di gioco per alcune settimanae. L’abbiamo ascoltato, in esclusiva, e con lui abbiamo parlato del derby passato: “Siamo un po’ sfortunati”, del momento: “Peccato per gli infortuni che ho subito”, dei risultati altalenanti: “Ma la squadra c’è e siamo da almeno sesto posto, possiamo essere protagonisti e lo saremo” e di quello che sarà il suo futuro: “E’ presto per parlarne, decideremo con la società cosa fare, ma adesso sono concentrato e spero di giocare di più”.

a cura di Ciro Novellino

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Napoli: 13enne in classe con un coltello

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Accade in una scuola secondaria di primo grado nel quartiere Chiaia: un ragazzo di 13 anni è stato sorpreso, in classe, in possesso di un coltello multiuso con una lama di sei centimetri.

Necessario l’intervento degli agenti di Chiaia della Polizia Municipale di Napoli, allertati dal Dirigente scolastico dell’istituto.

Gli agenti hanno sottratto il coltello al ragazzo e avvisato la madre dello studente. Considerata la gravità dell’accaduto è stata avvisata la Procura dei Minori.

Ocse: Unimpresa, pensione a 71 dimostra squilibri generazionali sistema italiano

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Ocse: Unimpresa, pensione a 71 dimostra squilibri generazionali sistema italiano

La prospettiva, indicata dall’Ocse per i giovani italiani che oggi fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro, di andare in pensione a 71 anni compiuti, dimostra come il sistema previdenziale italiano, nell’attuale configurazione, sia fondato su squilibri generazionali. Dobbiamo prendere atto che, il progressivo avanzamento dell’età pensionabile calcolato sulla base dell’aspettativa di vita è un meccanismo da rivedere, al più presto. Infatti, se da un lato, la riforma di fine 2011 ha consentito di mettere in sicurezza i conti pubblici, dall’altro si è creato un sistema che nuoce alla formazione di nuovi posti di lavoro. I maggiori problemi, in prospettiva, ricadranno sulle imprese, che avranno sempre meno possibilità di assumere giovani e dovranno gestire, tra l’altro, una forza lavoro in età avanzata, da formare nel tempo a un cambiamento complesso”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, commentando il report diffuso oggi dall’Ocse.

 

Napoli: studente 16enne tenta il suicidio nei bagni della scuola. Tempestivo l’intervento del 118

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Attimi di panico al Liceo Mercalli di Napoli.

Uno studente di 16 anni avrebbe tentato il suicidio nei bagni della scuola, provocandosi tagli su tutto il corpo. Ad accorgersi dell’accaduto i suoi compagni di classe che non lo avevano visto rientrare in aula. Il ragazzo è stato trasportato al pronto soccorso di Loreto Mare, in codice rosso. Da una prima ricostruzione delle forze dell’ordine il ragazzo avrebbe compiuto il gesto a causa di problemi di natura familiare.

L’Europa lancia il Fondo monetario europeo

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L’Europa è pronta a lanciare il progetto di riforma dell’Unione economico-monetaria. Un dossier in quattro capitoli che comprende – tra le altre cose – un superministro dell’euro (che sia allo stesso tempo vicepresidente della Commissione e capo dell’Eurogruppo) e la trasformazione del Fondo Salva-Stati in un vero e proprio Fondo monetario europeo.

Parte il Fondo monetario europeo: “Sarà il guardiano della stabilità”

Diritto di veto a Germania, Francia e Italia. Ma Roma potrebbe perderlo

BRUXELLES – Il portoghese Mario Centeno, eletto ieri, sarà l’ultimo ministro a guidare l’Eurogruppo. O almeno questo è il piano della Commissione Ue, che domani svelerà il suo progetto di riforma dell’Unione economico-monetaria. Un dossier in quattro capitoli. Bruxelles insisterà sull’istituzione – a partire dal 2020 – di un superministro dell’euro, che sia al tempo stesso vicepresidente della Commissione e capo dell’Eurogruppo. Meno ambiziosa la proposta di un bilancio dell’Eurozona: una timidezza dovuta allo scetticismo di Berlino, che raffredda le ambizioni di Emmanuel Macron. Ci sarà anche la proposta di integrare nei Trattati il Fiscal Compact, tema sensibile nell’Italia pre-elettorale. E poi c’è il piatto forte: la trasformazione del Fondo Salva-Stati in un vero e proprio Fondo monetario europeo. Nel quale Francia e Germania avranno potere di veto. Teoricamente anche l’Italia, ma nella pratica potrebbe non essere così: la quota che Roma avrà nel nuovo Fondo rischia di scendere al di sotto della soglia che garantisce la possibilità di bloccare ogni decisione.

Secondo il documento proposto da Bruxelles sul nuovo Fondo, gli Stati non avranno tutti lo stesso peso: i più grandi, quelli che metteranno più soldi, conteranno di più. Questo non succederà per le decisioni-chiave, che saranno prese all’unanimità: per esempio quando bisognerà decidere gli aumenti di capitale o dare il via libera al salvataggio di un Paese. Ma le decisioni sugli esborsi di capitale saranno prese con una maggioranza qualificata, pari all’85% delle quote: chi detiene più del 15% del capitale, dunque, potrà mettere il veto. Oggi, nel Meccanismo europeo di stabilità (il cosiddetto Fondo Salva-Stati), superano quella quota solo Germania, Francia e Italia. Ma attenzione: la platea dei soci del nuovo Fme è destinata ad aumentare, allargandosi (su base volontaria) a tutti gli Stati che fanno parte dell’Unione Bancaria. L’attuale 17,9% del capitale detenuto dall’Italia potrebbe dunque scendere sotto la soglia del 15%

Il nuovo Fme sarà incorporato nel diritto comunitario: non sarà più un organismo intergovernativo e agirà sotto la supervisione del superministro dell’euro. Avrà il compito di «salvaguardare la stabilità finanziaria», intervenendo attraverso linee di credito per salvare i Paesi in crisi. In cambio chiederà aggiustamenti di bilancio e riforme strutturali. Avrà anche una funzione di rete di sicurezza per i rischi bancari. Berlino vorrebbe inoltre assegnare al Fme il ruolo di controllore dei conti pubblici, potere che però la Commissione non vuole cedere.

È invece previsto per il Fme un ruolo di controllo sul futuro bilancio dell’Eurozona. Ma quest’ultimo capitolo resta controverso. Bruxelles si è trovata tra l’incudine (Berlino) e il martello (Macron). «Ne è uscito un documento molto blando» spiega una fonte coinvolta nei negoziati. Chi si attende grandi cifre sull’entità del bilancio dell’Eurozona resterà deluso: si parla di destinare 30-50 milioni di euro.

«Gli Stati non sono allineati su questa riforma e la situazione in Germania rende difficile prendere decisioni in questa fase»: Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, lo ammette. Ma è proprio in questo vuoto che la Commissione vuole inserirsi: «Se il metodo intergovernativo non permette di raggiungere un accordo – spiega il francese -, la Commissione ha il dovere di fare le sue proposte per stimolare il dibattito». Il piano che sarà presentato domani finirà sul tavolo dell’Eurosummit, il vertice tra i leader Ue dedicato alla zona euro che è in programma il 15 a dicembre a Bruxelles.

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vivicentro/L’Europa lancia il Fondo monetario europeo
lastampa/Parte il Fondo monetario europeo: “Sarà il guardiano della stabilità” MARCO BRESOLIN INVIATO A BRUXELLES

Coppa Campania: Indomita maschile, obiettivo final four

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Coppa Campania: Indomita maschile, obiettivo final four

Al via la seconda fase della Coppa Campania maschile. L’Indomita, dopo aver vinto a punteggio pieno il proprio girone eliminatorio superando Vitolo Volley e New Volley Eburum, è stata inserita nella Poule B insieme a Pompei Volley, Ischia Pallavolo e Volley Sparanise. E proprio da Sparanise partirà l’avventura di capitan Morriello e compagni. Subito quindi un remake del match andato in scena domenica scorsa e vinto dai casertani con il punteggio di 3-0. E’ l’occasione per l’Indomita di vendicare subito la recente sconfitta così da iniziare nel migliore dei modi questa seconda fase della competizione. L’obiettivo è di raggiungere la Final Four, traguardo raggiunto dalla società cara alla presidente Maria Ruggiero nelle ultime due stagioni. Servirà partire bene e per portare via punti da Sparanise, domani sera, mercoledì, un’Indomita diversa da quella vista in campo domenica scorsa. Grinta, determinazione e concentrazione è quanto chiedono a Senatore e soci i due coach, Pasquale Vitale e Alfonso Capriolo. Per quanto riguarda la formazione iniziale potrebbe esserci qualche novità considerati i tanti incontri in pochi giorni che attendono l’Indomita. Infatti, questa fase di Coppa Campania si esaurirà in questo mese di dicembre in continua alternanza col calendario. Mercoledì 13 dicembre l’Indomita, infatti, ospiterà per il match valido per la seconda giornata di Coppa il Pompei Volley per poi chiudere a Ischia il 21 dicembre. Saranno due le squadre, al termine delle tre giornate, che si qualificheranno alla Final Four. Nel girone A, invece, sono state inserite Atripalda, Volley World, Azzurra Volley e Rione Terra Pozzuoli, detentore del trofeo. Nella prima giornata l’Azzurra Volley ospiterà la Volley World, mentre l’Atripalda riceverà la visita del Rione Terra Pozzuoli.

Feyenoord-Napoli, le probabili formazioni

Insigne non ce la fa e dà forfait

Il momento della verità è arrivato. Il Napoli deve vincere in Olanda contro il Feyenoord e sperare che il Manchester City faccia lo stesso in Ucraina contro lo Shakhtar Donetsk.
Ma proprio in quest’ottica, non arrivano buone notizie per Maurizio Sarri. Il tecnico ex Empoli, oltre ai già noti Ghoulam e Milik, dovrà fare a meno anche di Lorenzo Insigne, uscito malconcio dalla sfida di venerdì scorso contro la Juventus.

FEYENOORD

Gli olandesi arrivano a questa sfida senza aver più nulla da chiedere alla massima competizione europea: sono fuori dalla Champions ma anche dalla qualificazione all’Europa League. Vorranno, comunque, uscire a testa alta dalla competizione. Indisponibili Van der Heijden e Haps.

4-3-3: Jones; Diks, van Beek, Tapia, Nelom; Amrabat, El Ahmadi, Vilhena; Berghuis, Boetius, Larsson. All: Van Bronckhorst.

NAPOLI

Sarri perde Insigne e valuta l’opzione Zielinski nel tridente d’attacco. Con Reina tra i pali, in difesa ci potrebbero essere due cambi con Maggio per Mario Rui e lo spostamento di Hysaj a sinistra e il ballottaggio tra Albiol e Chiriches con lo spagnolo che resta favorito. A centrocampo potrebbe rifiatare Jorginho.

4-3-3: Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Hysaj; Allan, Diawara, Hamsik; Callejon, Mertens, Zielinski. All: Sarri.

a cura di Michele Avitabile

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Castellammare di Stabia, Michele Placido sarà il protagonista dello spettacolo di beneficenza

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Michele Placido sarà il protagonista dello spettacolo di beneficenza di Castellammare di Stabia

Sarà l’attore e regista Michele Placido il protagonista dello spettacolo di beneficenza per raccogliere fondi a favore di Telethon che si terrà al Supercinema di Castellammare di Stabia il prossimo 14 dicembre alle ore 19.30. L’iniziativa organizzata dai Lions Club Castellammare di Stabia Host è stata presentata a Palazzo Farnese nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del sindaco Antonio Pannullo, di Orazio Milano, presidente dei Lions Club Castellammare, di Simona De Angelis, dell’Ordine dei dottori Commercialisti e esperti contabili di Torre Annunziata, Vincenzo Vitale, dell’Ordine degli Avvocati, e di Osvaldo Conte, funzionario dell’Ufficio Regionale del Turismo.

“Un evento speciale da non perdere oltre che per la presenza di Michele Placido, anche perché partecipando si contribuisce in modo fattivo a devolvere fondi per la ricerca di Telethon – spiega il sindaco Pannullo – e sono sicuro che Castellammare di Stabia non deluderà le aspettative accorrendo in massa all’iniziativa”.

“Vorrei ringraziare l’Amministrazione che ha subito accettato la nostra richiesta di patrocinio morale all’evento, siamo sicuri che quella del prossimo 14 dicembre sarà la prima di una serie di incontri a favore di Telethon e della ricerca sul territorio stabiese” – spiega Orazio Milano, presidente dei Lions Club Castellammare di Stabia.

L’iniziativa si avvale del patrocinio morale del Comune di Castellammare di Stabia, dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torre Annunziata.

Alla Serata d’Onore per la raccolta fondi sul palco insieme a Michele Placido si esibiranno Gianluigi Esposito, voce e chitarra, e Antonio Saturno, chitarra e mandolino.
I biglietti per partecipare alla serata al costo di 25 euro sono disponibili in prevendita presso il botteghino del Supercinema.

“CATENE”: operazione congiunta Carabinieri e Guardia Costiera di Livorno (VIDEO)

I Carabinieri e la Guardia Costiera di Livorno hanno arrestato il comandante di un motopeschereccio livornese che, per sfuggire ai controlli, gettò in mare un marinaio extracomunitario che aveva arruolato abusivamente.

Livorno, 5 dicembre 2017 – “Violenza privata”, “violenza o minaccia per costringere a commettere un reato” e “sfruttamento del lavoro” (cd. “caporalato”). Questi i reati che la Procura di Livorno contesta ad un 46enne livornese, comandante di un peschereccio della marineria locale, arrestato dai Carabinieri del Comando Provinciale e dalla Guardia Costiera di Livorno.

I militari dei due comandi hanno infatti dato esecuzione questa mattina ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, su richiesta del P.M. Fiorenza Marrara, a conclusione dell’indagine denominata “CATENE”, attendendo il rientro dalla battuta di pesca del pescatore, ormeggiatosi con l’imbarcazione presso l’abituale posto d’ormeggio in banchina in darsena vecchia.

L’indagine aveva tratto origine da un salvataggio in mare, nel tardo pomeriggio dell’8 giugno del 2016, operato a favore di un cittadino senegalese nello specchio acqueo di Calambrone a qualche centinaio di metri dalla costa. L’uomo, salvato da un bagnino che si era accorto di lui vedendolo annaspare nell’acqua, nella circostanza raccontò allo stesso assistente bagnante che per paura di un controllo della Guardia Costiera che in quel momento stava effettuando controlli, il comandante di un peschereccio, per il quale lavorava in maniera irregolare, lo aveva spinto in mare, pur consapevole che non avesse le capacità di nuotare per mettersi in salvo.

Dopodiché, il cittadino extracomunitario si era dileguato facendo perdere le proprie tracce. Le iniziali indagini, condotte dalla Guardia Costiera, che nell’occasione era giunta poco dopo sul posto raccogliendo le dichiarazioni del bagnino e di alcuni testimoni, consentivano di riscontrare come veritiero quanto dichiarato dall’immigrato e grazie ai successivi accertamenti di identificare il responsabile del gesto, nella fattispecie il comandante e proprietario del peschereccio “Gionatan”, Andrea CAROTI.

Il CAROTI, nei giorni successivi, avendo saputo che il cittadino senegalese era stato convocato dalla Guardia Costiera per rendere dichiarazioni su quanto accaduto, lo minacciava ripetutamente per costringerlo a non dire la verità. Le ulteriori indagini, svolte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri e dalla Guardia Costiera, facevano emergere un quadro probatorio a carico dell’indagato che dimostrava come il CAROTI, per gli interessi della propria attività di pesca professionale, avesse posto in essere uno sfruttamento continuo, non solo del senegalese, ma anche di altri cittadini extracomunitari per lo svolgimento di varie mansioni a bordo dell’imbarcazione. Persone che avendo necessità di lavorare venivano costrette a turni massacranti, per un compenso di 10 euro a volta ed una  modesta quantità di pesce, offesi ripetutamente quando non eseguivano a dovere gli ordini.

Una volta tratto in arresto, l’indagato è stato condotto in caserma per l’identificazione formale da parte dei Carabinieri e della Guardia Costiera per la successiva applicazione delle misure cautelari disposte dal G.I.P. di Livorno.