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Ci siamo (forse): il biotestamento verso il traguardo ma sparisce lo Jus Soli

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La legge sul biotestamento si avvia al traguardo: il via libera arriverà entro l’anno con i voti dei Cinque Stelle, restano contrari la Lega e i centristi di Angelino Alfano. Lo Ius Soli, invece, non supera l’esame nonostante la volontà del Pd di approvarlo.

Il biotestamento sarà legge. Ma il Pd si arrende sullo Ius soli

Il via libera entro Natale con i voti dei 5 Stelle. Contrari Lega, FI e Alfano

ROMA – Il biotestamento sarà legge entro l’anno ma lo Ius soli finirà su un binario morto. Sarà questa la sua sorte, malgrado il Pd dica che si farà di tutto per approvarlo. Perché mancando i numeri sulla legge della cittadinanza, il risultato per loro doppiamente negativo di un ricorso alla fiducia sarebbe una bocciatura della norma sui diritti e la trasformazione di Paolo Gentiloni in premier dimissionario nel momento di massima incertezza sui futuri assetti istituzionali post-voto.

Il primo blitz, quello di mettere al primo punto il biotestamento, è stato dunque attuato ieri da Luigi Zanda in capigruppo, malgrado quelli di Mdp vadano dicendo che l’iniziativa sia stata di Grasso: ciò significa che è già querelle tra Pd e Liberi e Uguali sulla paternità politica del biotestamento, da poter sbandierare in campagna elettorale. La legge infatti viene già data per approvata, malgrado il no della Lega, di Fi e dei centristi di Alfano: «Bisogna valutare nel merito questo testo e il suo avvicinarsi o meno a posizioni di eutanasia», dice il ministro.

Canguri e voti segreti  

Spaventano poco le decine di voti segreti che potrebbero aprirsi e i trabocchetti per far passare anche un solo emendamento con l’effetto di rispedire la legge alla Camera e affossarla. I Dem pensano che se succedesse qualcosa verrebbe imputata non alla sinistra, straconvinta di questa riforma, ma ai 5 Stelle. Fatto sta che l’ostruzionismo della Lega ha già fatto slittare il primo voto sulle pregiudiziali di costituzionalità da ieri sera ad oggi.

Quindi il secondo blitz sul “fine vita” sarà deciso stamane: dopo le 9 saranno chiari i numeri degli emendamenti, che in commissione erano già tremila. Se sarà possibile superare l’ostruzionismo e i voti segreti con un “maxi canguro”, ovvero con uno o più maxi-emendamenti, se non con la «tagliola» in uso al Presidente, i renziani proveranno a chiudere i giochi rapidamente. Fosse per loro, già domani, ma è impossibile. L’intento è sbarrare la strada «a chi magari vorrebbe allungare il brodo per allungare pure la legislatura fino a gennaio, ritardando la data del voto delle politiche».

I vitalizi fuori dall’agenda  

E se questo è il clima che nei saloni ovattati di Palazzo Madama circonda una legge sui diritti attesa da anni, si può capire quanto siano nulle le possibilità che veda la luce lo ius soli. Al Senato lo sanno tutti, malgrado la conferenza dei capigruppo abbia infilato nel calendario – da cui invece sono spariti definitivamente i vitalizi – anche questa legge. Chiesta a piena voce da tutta la sinistra, quella di Grasso e quella di Pisapia e compagni. Che ora battono i pugni per il flop dello Ius soli e minacciano di non allearsi più col Pd alle politiche. Il calendario lascia poche sedute a disposizione prima di Natale. Da oggi c’è il biotestamento, domani tutti gli occhi saranno proiettati sul decreto dei collegi che riguarda il futuro di big e peones. E che entro il 9 dicembre andrà «licenziato» con un parere della prima commissione, come avviene anche alla Camera. Da martedì si voterà a oltranza, dalle 9 alle 22 e la previsione non è rosea sui tempi. In ogni caso, dopo il biotestamento, entro il 19 dicembre, si dovrà approvare il nuovo regolamento del Senato: che comprende una rivoluzione nel processo legislativo e lo stop ai cambi di casacca. Prima del 22 dicembre dovrà essere votata l’ultima fiducia sulla manovra economica che ritornerà dalla Camera in terza lettura. E poi saranno finiti i giochi. Perché a sentire il tam tam del Palazzo, ci sarebbe già un’intesa ai massimi livelli per chiudere la legislatura a fine anno.

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lastampa/Il biotestamento sarà legge. Ma il Pd si arrende sullo Ius soli CARLO BERTINI

Fiorentina, Laurini: “Napoli squadra più organizzata d’Europa, ma ci sacrificheremo al San Paolo”

Le sue parole su Napoli e Sarri

Al Corriere dello Sportil terzino della Fiorentina Vincent Laurini ha parlato della sfida di Napoli e di Sarri: “E’ l’allenatore che cinque anni fa mi volle ad Empoli. Non appena arrivato mi chiamò per fare due chiacchiere nel suo spogliatoio: era stato lui a fare il mio nome al direttore Carli. Mi ha dato tantissimo. E’ una persona molto puntigliosa, uno di quelli che non lascia niente al caso. Non mi ha sorpreso vederlo così in alto in classifica col Napoli. Sul campo è un martello, uno di quelli che non fa passare niente. Quello che non funziona si prova e si riprova fino a quando i meccanismi non sono rodati. In Europa, io finn qui non ho visto nessuna squadra ben organizzata come il Napoli. Cosa mi è rimasto impresso di lui? Il fatto che era sempre al campo di allenamento. Potevi arrivare alle 9 del mattino e uscire la sera alle venti: lui era sempre lì, a lavorare, a studiare, a trovare sempre la soluzione migliore. E’ uno a cui piace vivere la squadra e che a volte ci faceva qualche comparsata negli spogliatoio per prenderci tutti in giro (ride, ndr)”.

 

Giudice Sportivo Serie C 17^ Giornata: sanzioni, ammonizioni ed espulsioni

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GARE DAL 1 AL 4 DICEMBRE 2017

Serie C Girone C – 17ª giornata

Deliberazione Giudice Sportivo

Il Giudice Sportivo Sostituto Avv. Cosimo Taiuti, assistito dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig. Roberto Calabassi, nelle sedute del 4 e 5 Dicembre 2017 ha adottato le deliberazioni che di seguito integralmente si riportano:

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari:

DIRIGENTE-AMMONIZIONE

  • € 1.000,00 CATANZARO perché propri sostenitori introducevano e facevano esplodere nel proprio settore alcuni petardi, senza conseguenze (r.proc.fed.,r.cc.).
  • € 1.000,00 JUVE STABIA perché propri sostenitori durante la gara intonavano cori di denigrazione territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria (r.proc.fed.).
  • € 1.000,00 TRAPANI perché propri sostenitori durante la gara introducevano e accendevano alcuni fumogeni, uno dei quali veniva lanciato sul terreno di gioco, senza conseguenze (r.proc.fed.).

 

DIRIGENTI

  • AMMONIZIONE LUCARELLI CRISTIANO (CATANIA) per proteste al rientro negli spogliatoi al termine del primo tempo (espulso).

 

CALCIATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE

  • MILETO FRANCESCO (AKRAGAS) per aver volontariamente colpito un avversario al volto a gioco fermo.
  • ONESCU DANIEL (CATANZARO) per atto di violenza verso un avversario.
  • MASTROPIETRO ALAN (RACING FONDI ) per atto di violenza verso un avversario.

 

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (V INFR)

  • VRDOLJAK MARIO (BISCEGLIE)
  • PASCALI MANUEL (COSENZA)
  • MERONI ANDREA (PAGANESE)
  • ARCIDIACONO PIETRO (SICULA LEONZIO)

 

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)

  • MILETO FRANCESCO (AKRAGAS )
  • BACLET ALLAN PIERRE (COSENZA)
  • BUSCHIAZZO MOREL FABRIZIO (MATERA)
  • DE FALCO ANDREA (MATERA)
  • SARAO MANUEL (MONOPOLI)
  • RICCIARDI LUCA (RACING FONDI)
  • DAFFARA MANUEL (SIRACUSA)
  • SCARDINA FILIPPO MARIA (SIRACUSA)
  • BASTONI SIMONE (TRAPANI )
  • LAEZZA GIULIANO (REGGINA)

 

AMMONIZIONE (VII INFR)

  • SALVEMINI FRANCESCO PAOLO (AKRAGAS)
  • SIRRI ALEX (CATANZARO)

AMMONIZIONE (VI INFR)

  • SCOPPA FEDERICO MATIAS (MONOPOLI)

AMMONIZIONE (III INFR)

  • CURIALE DAVIS (CATANIA)
  • BACHINI MATTEO (JUVE STABIA)
  • MASTALLI ALESSANDRO (JUVE STABIA)
  • SCOGNAMILLO STEFANO (MATERA)
  • QUAINI ALESSANDRO (RACING FONDI )
  • LAARIBI MOHAMED (RENDE)
  • MEZAVILLA ADRIANO (REGGINA)

AMMONIZIONE (II INFR)

  • FERRARA MARCO (CASERTANA)
  • LUKANOVIC ANTONIO (CATANZARO)
  • PICCINNI MARCO (FIDELIS ANDRIA)
  • RADA IONUT ALIN (FIDELIS ANDRIA)
  • SARANITI ANDREA (VIRTUS FRANCAVILLA)
  • BACCOLO PIETRO (PAGANESE)
  • NGAMBA THADEE ALVARO (PAGANESE)
  • DE FELICE FRANCESCO (SICULA LEONZIO)
  • MANCINO NICOLA (SIRACUSA)
  • RIZZO ALBERTO (TRAPANI )
  • STEFFE DEMETRIO (TRAPANI)
  • TULISSI TIZIANO (REGGINA)

AMMONIZIONE (I INFR)

  • FRANCHI FILIPPO (AKRAGAS)
  • GJUCI ADOR (AKRAGAS)
  • PISANI ANDREA (AKRAGAS)
  • RISOLO ANDREA (BISCEGLIE )
  • LODI FRANCESCO (CATANIA)
  • MARCHESE GIOVANNI (CATANIA)
  • DELLA CORTE GIOVANNI (PAGANESE )
  • VASCO LORENZO (RACING FONDI)
  • TOSCANO MARCO (SIRACUSA)

Allerta massima in Olanda, attesi oltre mille napoletani: ci saranno 500 poliziotti

C’è preoccupazione per il post partita di Champions League

Uno stato di calma, almeno in apparenza. Ma l’allarme resta alto nei Paesi Bassi. La polizia ha chiesto agli interpreti italiani di restare a disposizione in queste ore, nel caso di fermi o altro. C’e’ preoccupazione per la giornata di oggi. Sono 1100 i tifosi azzurri arriveranno in giornata un po’ scaglionati. Come riporta Il Mattino: “Una buona parte intorno all’ora di pranzo, quasi tutti in stazione, per poi venire dirottati nella fan zone dell’Oude Haven, il porto vecchio. La maggioranza invece arrivera’ nel pomeriggio sempre dalla capitale a bordo di un treno speciale. A spaventare, dicono da queste parti, e’ soprattutto, il post partita. Perche’ almeno 500 tifosi del Napoli passeranno la notte a Rotterdam, per poi ripartire domani. Anche di questo si è discusso nel vertice Uefa del tardo pomeriggio, al quale erano presenti anche alcuni uomini della Digos arrivati da Napoli. Allo stadio saranno almeno 500 poliziotti e la zona sara’ presidiata in tutte le vie di accesso. Davvero pochi i tifosi napoletani in giro per Lijnbaan, il principale distretto commerciale della città”.

Conte spinge il Napoli: “Speriamo che possa farcela”

Le sue dichiarazioni ai microfoni di Premium

Antonio Conte, tecnico del Chelsea, ha parlato a Premium Sport: “Penso che il gruppo fosse difficile, basti pensare che l’Atletico, sempre protagonista nelle scorse, è fuori e farà l’Europa League. Non meritavamo di andare sotto, abbiamo fatto la partita e creato situazioni sin dal primo minuto. La Juventus negli ultimi anni ha sempre fatto benissimo e continua a fare bene in Champions, la Roma ha meritato, facendo un buonissimo girone. A Roma abbiamo fatto la peggior partita dell’anno. Per il calcio italiano è un buon segnale, ora bisogna aspettare e sperare nel Napoli”.

 

Muore per un’auto postata in doppia fila

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Un quarto d’ora le è costato la vita: inutili i soccorsi.

Domenica notte a Salerno una donna è morta a causa della mancato rispetto delle regole stradale: un auto parcheggiata in seconda fila ha impedito il passaggio della vettura di soccorso ostruendo lo spazio adibito a tale manovra. La donna, Matilde Ferri, ex insegnante residente in Via Madonna del Monte è morta nella sua abitazione a causa di quel quarto d’ora fatale che gli è costato la vita. Inutili i tentativi del pronto soccorso una volta giunti sul posto di rianimarla. La rabbia adesso è il sentimento diffuso tra tutti, parenti e vicinato per una donna che aveva una vita difficile: ha perso due figli, tra cui una ragazza in un tragico incidente stradale ed ora si ritrovava a vivere sola con il nipote e la domestica. Attiva nel quartiere con una fondazione per ragazzi disabili ora è ricordata da tutti con molto affetto ma è inevitabile non provare tanta amarezza per il mancato e tempestivo soccorso.

Trump fa riesplodere la lotta per Gerusalemme

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Donald Trump riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e sposta l’ambasciata da Tel Aviv. Ma, come scrive Giordano Stabile, il presidente americano “potrebbe tirare fuori dal cilindro il riconoscimento di Gerusalemme solo a Ovest”.

Nel Medio Oriente degli scontri fratricidi riesplode la battaglia per la Città Santa

La dichiarazione Usa può innescare nuovi conflitti nella regione. Erdogan e il re di Giordania furiosi, l’Arabia Saudita cerca di mediare

BEIRUT – C’è ancora un refolo di speranza nelle cancellerie dei Paesi arabi filo-occidentali. Non è legato al «quando» dell’annuncio, che sarà oggi, ma al «dove». Donald Trump potrebbe tirare fuori dal cilindro il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, sì, ma solo a «Ovest». E dare qualche minima garanzia ai palestinesi sulla loro capitale, magari in un pezzo dei sobborghi orientali della Città Santa. Un «riequilibrio» che potrebbe evitare «la catastrofe». Altrimenti, per le nazioni che hanno firmato la pace con Israele, sfidato opinioni pubbliche riottose e le minacce del terrorismo islamista, il rischio è di fare un salto indietro di 20 o 40 anni, e di finire risucchiate nel «fronte della resistenza» guidato dall’Iran, al quale si è aggiunta, con tutto il suo peso, la Turchia.

Il fronte oltranzista si prepara già alla «battaglia di Gerusalemme». I palestinesi annunciano tre «giorni della rabbia» a partire da oggi, mentre le forze di sicurezza israeliane sono in massima allerta, pronte a inviare rinforzi in Cisgiordania e attorno agli obiettivi sensibili statunitensi, e le autorità americane ordinano ai loro cittadini di «evitare la Città Vecchia».

Sono attesi scontri duri e prolungati. La crisi ha ricompattato le fazioni palestinesi. Domani a Gaza Hamas porterà in piazza decine di migliaia di sostenitori, nel trentesimo anniversario della sua fondazione; a Ramallah tutte le fazioni politiche marceranno unite contro Trump.

In un clima incandescente, ad Amman, al Cairo, a Riad non si capisce il senso della scelta americana. Toccare il tasto Gerusalemme, considerata sua capitale «unica e indivisibile» dallo Stato ebraico, è visto come un regalo agli estremisti. Il più preoccupato, e che fonti diplomatiche descrivono «infuriato», è Re Abdullah di Giordania, che già vive momenti burrascosi nelle relazioni con Israele, con l’ambasciata israeliana chiusa da mesi dopo la sparatoria del 23 luglio finita con la morte di due giordani. La Giordania è stata il secondo Stato arabo a riconoscere lo Stato ebraico, dopo l’Egitto. Metà della popolazione è di origine palestinese. Una bomba pronta a esplodere in un Paese provato dall’afflusso di 700 mila profughi siriani, infiltrata da cellule dormienti dell’Isis e di Al-Qaeda.

L’altro Stato arabo in imbarazzo è l’Arabia Saudita. Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha rotto tutti i tabù. Ha visitato lo Stato ebraico «in incognito», ha aperto in modo chiaro e netto alla possibilità di un suo riconoscimento ufficiale. Ha messo con le spalle al muro il presidente palestinese Abu Mazen e gli ha «ingiunto» di accettare il piano di pace, sulla falsariga della proposta saudita del 2002. Gli serve un’alleanza d’acciaio con Israele e con l’America per organizzare la controffensiva nella regione nei confronti dell’Iran. Ma nessun leader saudita, custode delle «Sante Moschee» alla Mecca e Medina, può avallare la «cessione» della sede della Moschea di Al-Aqsa. Così Re Salman ha chiamato Trump e gli ha sconsigliato una «flagrante provocazione» che «irriterebbe i sentimenti dei musulmani nel mondo».

Un linguaggio netto ma ancora amichevole. Le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan lasciano intravedere altri programmi. Sembra l’Erdogan del dopo incidente della Mar Marmara. Ha chiesto una riunione d’emergenza dell’Organizzazione della cooperazione islamica, evocato la «rottura delle relazioni diplomatiche» con Israele. E definito Gerusalemme «la linea rossa» per i musulmani. Il leader turco torna su un terreno che gli è consono, da «difensore dell’islam», alla guida delle nazioni musulmane arabe e no. E’ un terreno che lo porta ad avvicinarsi ancora di più all’Iran, pure un rivale sciita. Il presidente Hassan Rohani gli ha fatto eco, ha invitato «tutti i Paesi islamici» a rompere i rapporti con la Stato ebraico.

Per la Repubblica islamica fondata da Khomeini l’occasione è irripetibile. E’ rientrata nei giochi mediorientali con le guerre in Siria e in Iraq, dove le sue milizie sono state decisive per battere i gruppi jihadisti. Ora ha necessità di riallacciare con le potenze sunnite. C’è riuscita in parte con la Turchia. La «battaglia di Gerusalemme» potrebbe spingere nelle sue braccia altri Stati arabi. Alla riunione della Lega araba al Cairo si è visto un Abu Mazen coccolato come non accadeva da anni. Il segretario generale Ahmed Aboul Gheit ha riassunto una posizione univoca, inedita fra i rissosi Paesi arabi: la mossa di Trump «minaccia la stabilità del Medio Oriente». Il presidente palestinese ha chiesto a Papa Francesco di intervenire sulla Casa Bianca. Poi ha ricevuto la telefonata del leader russo Vladimir Putin: lo status della città potrà essere deciso «solo nelle trattative fra Israele e i palestinesi». Lo Zar, che si è già erto a difensore dei cristiani in Siria, ha davanti a sé un’altra «opportunità strategica». Difficile immaginare che non proverà a sfruttarla.

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lastampa/Nel Medio Oriente degli scontri fratricidi riesplode la battaglia per la Città Santa GIORDANO STABILE – INVIATO A BEIRUT

Feyenoord – Napoli, le probabili formazioni: tre cambi rispetto alla Juve

Feyenoord – Napoli, le probabili formazioni: tre cambi rispetto alla Juve

La Gazzetta dello Sport ha pubblicato le probabili formazioni di Feyenoord-Napoli. Nell’undici di Maurizio Sarri ecco alcune novità rispetto alla gara persa contro la Juventus. In difesa c’è Christian Maggio e non il portoghese Mario Rui. Elseid Hysaj verrà spostatp a sinistra con Albiol e Koulibaly centrali. A centrocampo Diawara prenderà il posto di Jorginho con ai lati Allan e Hamsik. In attacco sarà Piotr Zielinski a prendere il posto dell’infortunato Insigne al fianco di Dries Mertens e Josè Callejon. Una novità assoluta dal primo minuto, ma il mister ha avuto rassicurazioni a gara in corso su questa variante ed ha deciso di adottarla dall’inizio per sopperire all’assenza di Insigne. Il Feyenoord si schiererà a specchio con il 4-3-3, in attacco Berghius, Jorgensen e Larsson.

Rinnovo Ghoulam, l’infortunio ha ritardato la firma: clausola variabile, i dettagli

I dettagli sul rinnovo

La Gazzetta dello Sport pubblica i dettagli dell’accordo sul rinnovo del contratto tra il Napoli e Ghoulam: “Firme in calce ad un accordo che sarebbe stato formalizzato già mercoledì 10 novembre se prima non fosse arrivato l’infortunio ai legamenti del ginocchio che Ghoulam ha rimediato contro il City e che lo terrà lontano dai campi di gioco ancora per qualche mese. La bozza di accordo è rimasta la stessa, però l’imprevisto ha costretto le parti a sistemare alcune situazioni (ad esempio i bonus per le presenze nella stagione in corso). Dunque, contratto per altri quattro anni con opzione per il quinto e ingaggio da top player per Ghoulam: oltre 3 milioni di euro più bonus (legati agli obiettivi). Inserita ovviamente una clausola rescissoria (valida solo per l’estero), che partirà da circa 35 milioni di euro ma che potrà salire fino a 45 in base alla squadra che vorrà pagarla e al periodo nel quale verrà pagata”

Napoli, paura a Posillipo: a fuoco una palazzina, intossicati residenti e passanti

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Napoli, paura a Posillipo: a fuoco una palazzina, intossicati residenti e passanti

A fuoco una palazzina di Posillipo. L’incendio è divampato da una cucina di uno degli appartamenti in via Manzoni. E’ successo intorno alle 19:30 di ieri. Ben presto le fiamme e il fumo hanno invaso le abitazioni vicine, creando paura e panico anche in strada.

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco: con tre mezzi ed un’autobotte del distaccamento 4b “Mostra”, sono riusciti a domare l’incendio. Sul posto anche la Polizia di Stato e due ambulanze del 118.

Non ci sono stati feriti gravi, ma l’intervento dei sanitari è servito a soccorrere i passanti e gli inquilini dei piani superiori intossicati dalla nube di fumo. Non è stato necessario il ricovero in ospedale perchè sono stati curati direttamente sul posto.

Extracomunitari terrorizzano i passeggeri di un bus

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Si oppongono al controllo del ticket: all’arrivo della Polizia scappano.

Panico per i passeggeri di un bus ad Agropoli. Un gruppo di extracomunitari ha destato non poca paura nei passeggeri durante un normale viaggio nel pomeriggio del 5 dicembre ad Agropoli, in particolare tra la stazione ferroviaria di Vittorio Veneto e la corsia preferenziale di Corso Garibaldi, in prossimità di piazza Mazzini. Tutto è nato dalla volontà dei 10 ragazzi di opporsi al controllo tradizionale del biglietto, non essendone muniti. I controllori si sono visti costretti a chiamare le forze di Polizia ma, all’arrivo di queste ultime, il bus è stato manomesso dai malviventi nell’atto di scappare creando non poco trambusto e scompiglio anche tra i passeggeri. A causa dei danni provocati, la compagnia è stata costretta a sostituirlo.

Campionato Primavera 2 Tim, le decisioni del giudice sportivo

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Campionato Primavera 2 Tim, le decisioni del giudice sportivo: penalizzazioni, espulsioni e i risultati dell’undicesima giornata di campionato

RISULTATI DI GARE

Si rendono noti i risultati delle gare sotto indicate con riserva dell’assunzione di altre eventuali
decisioni in esito all’esame della posizione dei calciatori che vi hanno preso parte:

CAMPIONATO PRIMAVERA 2 TIM
Gare del 2 dicembre 2017 – Undicesima giornata andata

Girone A
Brescia-Pro Vercelli 1-1
Cesena-Venezia 5-2
Cremonese-Virtus Entella 2-3
Empoli-Parma 3-0
Novara-Carpi 3-0
Spezia-Cittadella 2-0

Girone B
Bari-Ternana Unicusano 2-1
Cagliari-Ascoli 3-2
Palermo-Foggia 3-1
Perugia-Avellino 3-0
Pescara-Benevento 1-1
Salernitana-Crotone 0-3

DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO
Il Giudice Sportivo prof. Alessandro Zampone, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante
dell’A.I.A. Carlo Moretti, nel corso della riunione del 5 dicembre 2017, ha assunto le decisioni
qui di seguito riportate:

Gare del 2 dicembre 2017 – Undicesima giornata andata
In base alle risultanze degli atti ufficiali si deliberano i provvedimenti disciplinari che seguono,
con riserva dell’assunzione di altre eventuali decisioni, in attesa del ricevimento degli elenchi di
gara:
CALCIATORI
CALCIATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER DUE GIORNATE EFFETTIVE DI GARA
TREGROSSO Tommaso (Spezia): per avere, al 35° del secondo tempo, contestato una
decisione arbitrale rivolgendo al Direttore di gara espressione ingiuriosa; infrazione rilevata da un
Assistente.
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
CHIACCHIO Nicola (Benevento): per avere, al 52° del secondo tempo, insultato un calciatore
della squadra avversaria; infrazione rilevata da un Assistente.
CALCIATORI NON ESPULSI
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA ED AMMONIZIONE
BUONO Francesco (Ternana Unicusano): per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara;
sanzione aggravata perché capitano della squadra; già diffidato (Quinta, Sesta sanzione).
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
CORBO Gabriele (Spezia): per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già
diffidato (Quinta sanzione).
PALESTINI Riccardo (Pescara): per comportamento scorretto nei confronti di un avversario;
già diffidato (Quinta sanzione).
VOLPICELLI Giovanni (Benevento): per comportamento scorretto nei confronti di un
avversario; già diffidato (Quinta sanzione).
PER PROTESTE NEI CONFRONTI DEGLI UFFICIALI DI GARA
AMMONIZIONE
TERZA SANZIONE
DI COSMO Alessio (Bari)
SECONDA SANZIONE
SEMPRINI Mauro (Virtus Entella)
77/196
PER COMPORTAMENTO SCORRETTO NEI CONFRONTI DI UN AVVERSARIO
AMMONIZIONE
TERZA SANZIONE
ANTONELLI Basilio (Foggia)
BANI Cristiano (Pro Vercelli)
BUGLIO Davide (Empoli)
CURTO Marco (Empoli)
RILLO Francesco (Benevento)
SECONDA SANZIONE
APOLLONI Federico (Empoli)
DALLA BERNARDINA Gabriele (Cittadella)
DE MEIO Vincenzo (Parma)
GUERRA Kevin (Cittadella)
LANZETTA Giuseppe (Foggia)
TAGLIAPIETRA Simone (Venezia)
PRIMA SANZIONE
ANDREOLI Nicola (Cesena)
ANTONINI LUI Matias (Cagliari)
BORELLO Giuseppe (Crotone)
DE FILIPPO Leonardo (Foggia)
DONNARUMMA Alessio (Benevento)
GIRASOLE Domenico (Avellino)
MANIERO Luca (Cittadella)
MARONILLI Pietro (Cittadella)
MARTORELLI Carlo (Spezia)
ROTA Giovanni (Avellino)
PER COMPORTAMENTO NON REGOLAMENTARE IN CAMPO
AMMONIZIONE
TERZA SANZIONE
MORSELLI Fabio (Pescara) per avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso
in area di rigore avversaria (Seconda, Terza sanzione)
SECONDA SANZIONE
ROMANENGO Giovanni Battista (Virtus Entella)
PRIMA SANZIONE
MARETTI Nicola (Cesena)
ZINFOLLINO Giacinto (Bari)

ALLENATORI
AMMONIZIONE CON DIFFIDA
CARBONE Dagoberto (Benevento): per avere, al 41° del secondo tempo, alzatosi dalla
panchina, contestato platealmente l’operato del Direttore di gara rivolgendo al medesimo frasi
polemiche ed irrispettose; condotta reiterata nell’abbandonare il terreno di gioco, in seguito alla
notifica del provvedimento di allontanamento, ed al termine della gara mentre si intratteneva
nella zona antistante gli spogliatoi.
CORALLO Riccardo (Spezia): perché, al 27° del secondo tempo, entrava sul terreno di giuoco
contestando una decisione arbitrale con espressioni irrispettose; infrazione rilevata da un
Assistente.

E’ morto Jhonny Hallyday, aveva 74 anni

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E’ morto nella sua abitazione questa notte la star del rock francese Jhonny Hallyday

Questa mattina si è spento nella sua abitazione a 74 anni Johnny Hallyday, icona del rock francese. L’uomo soffriva da tempo di un tumore ai polmoni. A comunicare la sua scomparsa è stata la moglie, incredula ancora dell’accaduto. Un mese fa, scrive ‘Le Mondè, l’artista era stato ricoverato per problemi respiratori e dopo sei giorni passati nella clinica Bizet a Parigi, aveva deciso di tornare a casa, a Marnes-la-Coquette. Johnny Hallyday, pseudonimo di Jean-Philippe Smet, era nato il 15 giugno 1943 a Parigi da padre belga e madre francese. Iniziò la sua carriera negli anni ’60 e in patria è considerato uno dei più grandi artisti dell’industria discografica. In una nota pubblicata stanotte, il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso il suo cordoglio per la morte del cantante. «Tutti ci portiamo dentro qualcosa di Johnny Hollyday» ha detto Macron. In oltre 50 anni di carriera, Hallyday ha venduto oltre 100 milioni di dischi, sfornando successi come ‘Ma guelè, ‘Oh, ma jolie Sarah’ e ‘Que je t’aimè.

Juve Stabia – Corona a “Il Pungiglione Stabiese”: Fa male vedere Manniello solo, serve ritrovare la passione di un tempo

È intervenuto a “Il Pungiglione Stabiese”, programma sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, Giorgio Corona, eroe della promozione in Serie B del 2011.

Questa l’analisi di Corona:

Seguo sempre la Juve Stabia e sono rimasto legatissimo al Presidente Manniello, grande intenditore di calcio, che sento spesso. Mi fa sempre piacere parlare di Juve Stabia; dispiace che però Manniello sia stato lasciato sempre più da solo. Come ho già detto, lo sento spesso e mi ha trasmesso questa sua amarezza.

La gente non capisce quanto sia difficile portare avanti in modo ambizioso una società senza l’aiuto delle componenti locali. Ci sono corazzate che spendono ogni anno tanti soldi ma senza avere i risultati sperati, come ad esempio il Lecce. È facile quindi capire come le cose siano ancora più difficili per una società piccola come la Juve Stabia. Posso solo sperare che la passione di tutto l’ambiente si riaccenda e torni a sentirsi quella sensazione di gruppo, di famiglia che coinvolgeva tifosi, città e squadra di quando ero anche io a Castellammare.

Le poche presenze allo stadio sono a mio avviso espressione delle aspettative troppo alte che ci sono sulla Juve Stabia. Ora si punta, nella mente degli appassionati, a vincere il campionato e non si comprende che i tempi sono difficili. È assurdo perché il Menti è sempre stato il dodicesimo uomo in campo: era uno stadio trascinante. Poi, secondo me, in tanti da quelle parti preferiscono tifare Napoli…questo è un fattore che incide.

La gara di Siracusa? Nella nostra stagione magica fu una tappa importante; vi svelo che prima della gara interna del Menti, in quella stagione, cambiai le scarpe e feci due gol dei cinque della Juve Stabia. È un retroscena che ricordo con piacere. Ovviamente quest’anno parte il Siracusa come favorito, però in Lega Pro non esistono partite scontate; penso che sarà una bella partita, dal risultato incerto.

Favorita per la vittoria finale? A me piacerebbe vedere risalire in Serie B il Trapani, ma anche Lecce e Catania sono organici importanti. Fino all’ultimo sarà tutto in bilico ma non credo che la rosa delle favorite possa allargarsi. Se la giocheranno queste tre.

Nella Juve Stabia manca una punta centrale? Forse sì, ma non può essere un attaccante di 43 anni come me! Scherzi a parte, lo penso anche io ma in questo caso ci si lega ad un discorso più ampio. Nel calcio di oggi l’attaccante di peso non ha più il ruolo centrale di un tempo, si preferiscono altri tipi di calciatore.

Per la Juve Stabia la cosa fondamentale è rimanere in categoria e, dopo, entrare tra le prime dieci. Le Vespe devono pensare solo alla squadra che c’è avanti, senza guardare più lontano. L’ideale sarebbe centrare i playoff in una posizione che consenta di giocarsela, come accadde a noi nel 2011.

Il divorzio con l’Atletico Catania? Mi conoscete: sono una persona di parola. Non è stata una questione di soldi, ma solo di parola data. Per me la priorità è la squadra e vedendo tanti ragazzi che non riescono ad avere i 200/300 euro al mese che gli sono stati promessi, ho preferito farmi da parte. Dopo che sono andato via io, si sono dimessi tutti. A me dispiace molto: lo scorso anno sono arrivato a stagione in corsa ed abbiamo vinto il campionato. Quest’anno si è partiti con l’ambizione di crescere ma solo a parole. Contano i fatti e di fatti ne sono stati fatti pochi a fronte di tante parole.

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La scelta di Trump su Gerusalemme. Oggi l’annuncio ufficiale

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Donald Trump riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e sposta l’ambasciata da Tel Aviv. Oggi è atteso l’annuncio della Casa Bianca, anche se nessun trasferimento avverrà prima di sei mesi. Il mondo arabo insorge, la decisione rischia di innescare nuovi conflitti in Medio Oriente. I palestinesi annunciano tre giorni di collera. Ma, come scrive Giordano Stabile, il presidente americano “potrebbe tirare fuori dal cilindro il riconoscimento di Gerusalemme solo a Ovest”.

La scelta di Donald Trump: Gerusalemme capitale d’Israele

Il presidente americano telefona al leader dell’Anp e gli comunica la decisione. L’ambasciata via da Tel Aviv, ma non prima di sei mesi. Oggi l’annuncio ufficiale

NEW YORK – Il presidente Trump ha informato il leader dell’Autorità palestinese Abbas che riconoscerà Gerusalemme come capitale di Israele, e sposterà l’ambasciata da Tel Aviv. Tuttavia, lo spostamento non avverrà prima di sei mesi. Fonti di Washington hanno comunicato infatti che Trump firmerà una proroga che lascerà la rappresentanza diplomatica Usa per un altro semestre a Tel Aviv. L’annuncio formale – ha specificato la Casa Bianca – arriverà oggi, durante un discorso in programma alla National Defense University, ma l’impatto sul processo di pace e la stabilità della regione dipenderà dai dettagli.

Se il capo della Casa Bianca assegnerà l’intera città allo Stato ebraico, specificando i tempi del trasferimento della sede diplomatica, la nuova intifada minacciata da Hamas rischierà davvero di esplodere e ogni negoziato verrà bloccato. Se invece farà una dichiarazione generica, lascerà aperta la porta alla designazione della zona Est come capitale del futuro Stato palestinese, e rimanderà i lavori per l’ambasciata, gli effetti negativi potrebbero essere contenuti

Una legge approvata dal Congresso nel 1995 già riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e impegna il governo americano a spostare la sua sede diplomatica. Finora, però, ogni sei mesi tutti i presidenti americani hanno firmato un «waiver», una rinuncia, per rimandare il trasferimento, proprio perché l’accordo di Oslo del 1993 prevede che il destino della città verrà deciso solo nell’ultima fase del negoziato di pace, e anticiparlo bloccherebbe il negoziato scatenando la violenza.

Durante la campagna elettorale Trump aveva promesso di spostare l’ambasciata, per il proprio sostegno a Israele, ma soprattutto per motivi di politica interna che riguardano la sua base di cristiani conservatori, più della stessa componente ebraica dell’elettorato americano. Gli evangelici Usa, infatti, sono convinti che il ritorno del Messia sulla Terra potrà avvenire solo quando tutta Israele sarà tornata nelle mani del popolo a cui Dio l’aveva assegnata. Poi ci sarà lo scontro finale con Satana, in cui morirà un grande numero di abitanti del Paese. Secondo un sondaggio condotto dal Pew Center nel 2014, l’82% degli evangelici americani crede che Israele sia stata data agli ebrei da Dio, contro il 40% degli ebrei degli Stati Uniti. Loro costituiscono la base fondamentale dell’elettorato di Trump, che ha promesso di riconoscere Gerusalemme per farli contenti, e infatti li ha informati della decisione prima del dipartimento di Stato.

Il problema ora è che questa esigenza di politica interna si scontra con l’ambizione di politica estera annunciata dal presidente, di concludere l’accordo di pace con i palestinesi. I dettagli di questa intesa, gestita dal genero Jared Kushner che conosce il premier Netanyahu fin da quando era bambino, sono ancora incerti. Le linee generali prevedono una forma di sovranità palestinese non necessariamente associata a quella di uno Stato, l’ampliamento della Striscia di Gaza con porzioni del Sinai, e Gerusalemme capitale di Israele. Trump pensa di poter concludere l’accordo grazie all’aiuto dei sunniti sauditi, che spingeranno Abbas ad accettarlo in cambio del sostegno ricevuto da Washington nella lotta contro gli sciiti iraniani. La questione di Gerusalemme però rischia di far saltare tutto. Ieri Trump ha chiamato Abbas, il re giordano Abdullah e il presidente egiziano al Sisi, e tutti lo hanno avvertito che la sua mossa bloccherà il negoziato e provocherà reazioni violente. Il premier turco Erdogan ha detto che così il presidente «valicherebbe una linea rossa», e ha minacciato di rompere le relazioni con Israele. La rottura con Ankara sarebbe dunque ancora più netta che con Riad.

Trump vuole procedere, ma la Casa Bianca è divisa. Come compromesso, oggi potrebbe riconoscere Gerusalemme capitale e annunciare lo spostamento dell’ambasciata, senza però un calendario preciso e firmando il «waiver» per altri sei mesi. Quindi potrebbe lasciare aperta la porta alla zona Est come futura capitale palestinese, ammesso che basti a evitare il disastro.

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Champions League|Roma Qarabag 1-0. Giallorossi qualificati, decide Perotti

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Roma Qarabag1-0. Giallorossi qualificati, decide Perotti

 dallo Stadio Olimpico Maria D’Auria

Roma- Allo stadio Olimpico, la Roma affronta gli azeri del Qarabag per la qualificazione agli ottavi di Champions League. Grazie ad un gol di Perotti all’8′, la squadra di Di Francesco supera il turno.

Primo Tempo

Buon inizio per la Roma che scende in campo con determinazione e carattere.

Al 3’ primo guizzo per i giallorossi con De Rossi che crossa in area per El Shaarawy, ma l’attaccante viene anticipato dal portiere.

Al 10’ azione di Madatov che fa ripartire la squadra azera in contropiede, palla per Ndlovu che allunga troppo, i giallorossi rientrano nel possesso palla.

Al 14’ prima occasione per la Roma: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Manolas devia di tacco la palla servita da Perotti, Sehic riesce a bloccare.

Al 17’ ancora una buona palla per la Dzeko ben servito da Kolarov, ma l’attaccante spreca sparando la sfera alta sulla traversa.

La Roma continua ad insistere dominando la gara ma non riesce a sbloccare il risultto.

Al 25’ Florenzi per El Shaarawy sulla fascia, il portiere sbaglia l’uscita e il faraone si ritrova a calciare dalla distanza a porta scoperta, ma sbaglia il tiro, palla fuori!

Al 39’ punizione dal limite dell’area per fallo di Michel su Kolarov. Perotti stacca di testa in area, palla fuori di poco.

Al 41’ primo giallo della gara all’indirizzo di Guerrier che atterra El Shaarawy sulla fascia.

Vengono decretati tre minuti di recupero.

L’ultima grande occasione è della Roma, allo scadere del recupero: Nainggolan fa partire un bolide dalla sinistra che solo per poco non trafigge la rete, bravo Sehic nella parata.

L’arbitro fischia la fine dell’half time, termina a reti bianche questa prima frazione di gioco.

 Secondo Tempo

Nella ripresa nessun cambio, si riparte con le stesse formazioni.

La Roma continua a dominare in lungo e in largo, la metà campo avversaria è completamente presidiata.

All’8’ ROMA IN VANTAGGIO! Ci pensa Perotti a sbloccare il risultato: Dzeko a pochi passi dalla porta, servito da Strootman, spara la palla sul portiere, il rimpallo è favorevole per l’argentino che di testa piazza in rete la palla dell’ 1-0.

Roma Qarabag 1-0

Al 12’ ammonito Michel per fallo su Perotti.

Al 15’ Ancora Nainggolan al centro dell’area, riceve palla da Perotti e tenta la conclusione. Il suo potente sinistro viene deviato in angolo.

Al 16’ Spintoni tra Dzeko e Yunuszade, emtrambi ammoniti dal direttore di gara.

Dopo il vantaggio segnalato all’Olimpico dell’Atletico Madrid, sul display arriva la comunicazione del pareggio. La Roma è a un passo dalla qualificazione, anche con un pareggio passerebbe il turno.

Al 17’ ancora un potente mancino di Nainggolan alla ricerca del secondo gol che farebbe tranquillizzare la Roma, ma Sehic devia ancora in corner.

Al 27’ prima sostituzione tra le fila giallorosse, esce El Shaarawy, dentro Gerson a rinforzare la difesa.

Al 34’ Kolarov vicinissimo al raddoppio, tira un calcio di punizione da posizione centrale, il sinistro rasoterra esce fuori di un soffio.

Al  35’ seconda sostituzione per Di Francesco, fuori Perotti, dentro il giovane Pellegrini. L’autore del gol viene appludito a lungo dal pubblico giallorosso.

Roma sempre più agguerrita, suo è il possesso palla e tutte le azioni più velenose che però non trovano la conclusione in rete. Chiude lo spettacolo Kolarov che al 42′ riesce a smarcare 2 avversari e mira la primo palo, ma il portiere ci arriva salvando la porta.

La gara si conclude con il risultato di 1 a 0, giallorossi qualificati, volano agli ottavi grazie al gol di Diego Perotti.

FORMAZIONI

ROMA: Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti
A disp.:
 Skorupski, Juan Jesus, Moreno, Gonalons, Pellegrini, Gerson, Schick.
Allenatore: Di Francesco

QARABAG: Sehic; Medvedev, Rzezniczak, Yunuszade, Guerrier; Ismayilov, Michel, Garayev, Almeida, Madatov; Ndlovu.

A disp.: Kanibolotsky, A. Huseynov, Amirguliyev, Diniyev, Quintana, Ramazanov, Sheydaev.
Allenatore: Gurbanov.

Arbitro: Stieler (GER). Assistenti: Pickel e Seidel. IV uomo: Gittelmann. Assistenti di porta:Dankert e Osmers.

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#30minuticonlevespe, ecco chi sarà intervistato dai tifosi

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#30minuticonlevespe Per scoprire aneddoti e curiosità sulla vita calcistica e privata dei tuoi beniamini gialloblù, non puoi mancare all’appuntamento #30minuticonlevespe, previsto per giovedì 7 dicembre con inizio alle ore 19,00, nel corso del quale, in diretta facebook, avrete la possibilità di conoscere qualcosa in più sul difensore Matteo Bachini #AskBachini, che risponderà alle domande dei tifosi, attraverso la fan page ufficiale delle vespe www.facebook.com/juvestabiaofficial/.
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S.S. Juve Stabia

Salerno: Concerto di Capodanno, confermata la presenza di Fiorella Mannoia

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Grandi notizie per il concerto di Capodanno 2018 della città di Salerno.

Il Sindaco ha confermato la presenza di Fiorella Mannoia, che terrà un concerto in Piazza Amendola. La Mannoia, dopo il Festival di Sanremo, con la sua canzone “Che sia benedetta” sta vivendo un momento d’oro della sua carriera. La notte di San Silvestro Salernitana, inoltre, sarà allietata dalla presenza di una presentatrice d’eccezione: Serena Autieri, già madrina della città durante l’accensione  dell’albero di Natale.

FOTO ViViCentro – Paura a Castellammare, in fiamme un appartamento nel centro città

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Paura a Castellammare, in fiamme un appartamento nel centro città

Attimi di paura a Castellammare di Stabia, una mansarda prende fuoco. Sul posto sono accorsi subito i Vigili del fuoco. Sul luogo anchealla Polizia Municipale per evitare che il traffico si congestionasse e favorire le operazioni dei pompieri.

L’operazione di spegnimento dell’incendio è duraca circa 20 minuti grazie all’utilizzo dell’automezzo dotato di scala che ha permesso ai pompieri di raggingere l’ultimo piano dell’edificio. Non sono stati registrati danni a persone in quanto l’appartamento era vuoto nel momento in cui è scoppiato l’incedio.

 

 

Avvelenati da tallio. Trovate tracce nella tisana campionata a casa dei coniugi ricoverati

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Nova Milanese (Monza), ritrovate tracce di tallio nella tisana campionata a casa dei  coniugi ultraottantenni, ricoverati da metà novembre proprio per avvelenamento da tallio.

Nella stessa famiglia si sono verificati già in precedenza casi simili, tre persone sono morte e cinque sono finite in ospedale.
Gli esiti dei test sulla tisana hanno evidenziato la positività al tallio di alcune “erbe da infuso” non di fabbricazione commerciale. Sono in corso verifiche per risalire a chi potrebbe averle preparate.