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Arrestato Mallardo, dopo la ripresa emessa ordinanza di custodia cautelare

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Sembrano non esserci problemi per la carcerazione di Mallardo: via ordinanza di custodia cautelare.

I carabinieri della stazione di Giugliano in Campania hanno arrestato questa mattina Giuliano Amicone. un 55enne di Napoli noto per essere uno dei vertici del clan “Mallardo”, operante per il controllo di traffici illeciti a Giugliano e nei comuni adiacenti. Per motivi di salute sono stati fatti prima degli accertamenti, in quanto nel 2012 era stato già condannato ad 8 anni ma a causa di problemi di salute posto ai domiciliari. Stando alle ultime visite, il detenuto ha tutti i requisiti fisici per poter scontare la sua pena in un carcere penitenziario. Tempestivo quindi l’intervento del tribunale di Napoli che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Dda partenopea.

Napoli: arrestato mentre derubava un turista

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Agenti del reparto di tutela ambientale della Polizia Municipale bloccano borseggiatore in flagranza di reato.

Napoli: a corso Novara, ai margini della stazione di Piazza Garibaldi, gli agenti del reparto di tutela ambientale allertati dalle grida di un turista intervengono ed arrestano un borseggiatore.

La dinamica: sentite le grida del turista derubato del portafoglio,gli agenti sono intervenuti bloccando ed arrestando il delinquente in flagranza di reato. Successivamente, l’uomo è stato condotto negli uffici della polizia municipale, il malvivente, un 42enne  già noto alle forze dell’ordine per numerosi reati specifici al momento è sottoposto all’obbligo di firma presso la Polizia di Stato.

Visto dalla Curva… Sud – Una giornata in famiglia!

Visto dalla Curva… Sud – Una giornata in famiglia!

Quando Juve Stabia e Siracusa si incontrano il risultato sicuramente non può che passare in secondo piano. La sfida tra i Leoni e le Vespe è un po’ come quella festa da trascorrere in famiglia che aspetti tutto l’anno, un qualcosa che va ben oltre i 90 minuti sul rettangolo verde. Un rapporto che continua nel tempo da più di trent’anni, da quando il destino strappò la vita allo stabiese De Simone, siracusano di adozione e capitano degli azzurri, ma la regalò ad una nuova creatura: Sirastabia.

E’ difficile spiegare un rapporto così bello e genuino perché ogni parola potrebbe risultare banale e futile. Ma basta ricordare lo scorso anno quando i gialloblè, in lotta per il campionato, uscirono con 0 punti dallo stadio amico e la festa che vi fu ugualmente nel post partita. Prima i giocatori di entrambe le squadre furono accolti dagli applausi della Curva Anna e poi i tifosi invasero pacificamente il prato del Comunale in un trionfo di colori e cori. O ancora quel 5-0 del Menti di qualche anno addietro che avrebbe fatto infuriare chiunque ma non gli aretusei che ballavano e cantavano con gli stabiesi nella San Marco.

Dunque fa nulla se quest’anno i sogni di gloria delle Vespe si siano infranti contro l’incrocio dei pali a cinque minuti dalla fine o se l’arbitro ha deciso di chiudere un occhio, se non due, su un  contatto in area che ha visto Lisi protagonista. In un calcio privo di valori e soprattutto di sentimenti il risultato più giusto, in onore di questa fratellanza, non poteva che essere un salomonico pareggio.

A cura di Aniello Sicignano

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FOTO ViViCentro – Napoli-Fiorentina, il racconto in scatti…

FOTO ViViCentro – Napoli-Fiorentina, il racconto in scatti…

Finisce 0-0 allo stadio San Paolo tra Napoli e Fiorentina. Un pareggio che sta stretto agli azzurri per le occasioni da gol create, ma anche e soprattutto perchè non consente di scavalcare nuovamente l’Inter e riportarsi in testa alla classifica. Un match tignoso, difficile, che evidenzia ancora una volta il momento no degli azzurri. Questo il racconto in scatti di Giovanni Somma.

I maggiori quotidiani bocciano Sarri, pioggia di insufficienze per lui!

I maggiori quotidiani bocciano Sarri, pioggia di insufficienze per lui!

I maggiori quotidiani sportivi nazionali bocciano all’unisono Maurizio Sarri. Pioggia di insufficienze per il tecnico toscano; ecco di seguito alcuni dei giudizi sul Mister:

Gazzetta: 5,5

Se è contento del Napoli che non vince, qualcosa che non va c’è.

Il Mattino: 5

E’ necessario modificare qualcosa, non si possono affrontare tutti gli avversari allo stesso modo. La Fiorentina affronta il Napoli come ormai fanno tutte: quattro difensori stretti e una mediana affollata. Ci vuole una variante, un tocco di fantasia che negli ultimi tempi non c’è. E poi i cambi: troppo tardivo quello di Ounas.

Corriere dello Sport: 5,5

C’è meno brillantezza e non c’è più Marek Hamsik che incide.

Tuttosport: 5,5

Il Napoli non brilla con le alternative ai titolari infortunati. Un limite di qualità di gruppo che rischia di diventare un peso ingestibile.

Treno bloccato a causa del gelo. A bordo 400 persone senza riscaldamento

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Il freddo paralizza l’Italia.  Sui binari e sulla linea elettrica il gelo ha bloccato per ore un treno tra Milano e Nizza sui Giovi, alla stazione di Piano Orizzontale.

A bordo del treno circa 400 persone, senza riscaldamento e al buio.Trenitalia ha allertato la Protezione Civile per rifocillare i passeggeri. Un vero e proprio incubo al freddo e al buio quello vissuto dalle 400 persone a bordo del treno bloccato. Sul posto sono state inviate squadre di vigili del fuoco, un’ambulanza e viveri. Successivamente i passeggeri sono stato spostati sulle carrozze riscaldate.

Il treno è poi ripartito in tarda serata.Il convoglio è stato agganciato da un locomotore che lo ha trainato fino al capoluogo ligure da dove riprenderà il viaggio verso la Francia.

FOTO ViViCentro – Primavera 1, l’Udinese vince a Bologna 1-0

FOTO ViViCentro – Primavera 1, l’Udinese vince a Bologna 1-0
Brutta partita per i colori Rossoblu che nello scontro salvezza non portano a casa punti utili per poter uscire dai bassi fondi della classifica. Il Match fin dai primi minuti è un monologo bianconero con Jaadi e Mallè che fanno il bello e cattivo tempo dalle parti della difesa felina. Al minuto 15’ è proprio Mallè che dagli sviluppi di un corner impegna Ravaglia che con un colpo di reni riesce a deviare. Poco dopo è proprio Jaadi che s’invola sulla destra, beffa Mantovani, e impegna nuovamente Ravaglia. La partita scorre a buoni ritmi ma il Bologna riesce solo a ripartire in contropiede e al minuto 35 Pattarello prova ad impensierire Gasparini con un tiro velleitario da fuori area. L’Udinese ben organizzata reagisce subito ed è ancora Ravaglia a sventare su Mallè al 35’
Il Bologna, già in affanno, perde per infortunio due quarti della difesa, prima Busi per uno scontro fortuito con il suo compagno Brignani e poi Mantovani che si fa male alla caviglia ed è costretto ad uscire in barella. Nel Secondo tempo la musica non cambia con un Ravaglia spettacolare in un paio di uscite ad evitare il vantaggio dei Bianconeri ma non può nulla, a 10 minuti dalla fine sul tiro di Brunetti che di mezza girata mette nell’angolino di destra. Il Bologna prova a reagire ma l’Udinese si chiude bene e parte in contropiede con la velocità di Mallè che trova anche il 2 a 0 ma il guardalinee annulla per fuorigioco. La partita finisce con l’ultimo assalto alla porta di Gasperini ma senza risultato e l’Udinese porta a casa tre punti d’oro per risollevare il morale mentre il Bologna dovrà guardare gli errori commessi e ripartite con più grinta.

Bologna: Ravaglia; Mantovani (dal 41′ Cassandro), Brignani, Busi (dal 28′ Bianconi), Keita; Mazza (dall’83’ Stanzani), Cozzari; Valencia, Michael Kingsley, Pattarello; Uhunamure. All.: Emanuele Troise.

Udinese: Gasparini; Caiazza, Vasko, Ermacora; Vedova, Odasso, Ndreu (dal 60′ Brunetti), Varesanovic, Kubala; Mallè, Jaadi. All.: Giulio Giacomin.

 Marcatori: 80′ Brunetti (U)

Ammoniti: Odasso (U)

dal nostro inviato, Christian Mastalli

La obbligava a prostituirsi, arrestato rumeno di 32 anni

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Con l’inganno di un matrimonio l’aveva fatta arrivare in Italia, ma la vita che gli offriva era totalmente diversa: violenza e prostituzione.

E’ stato arrestato nel salernitano un uomo di 32 anni che costringeva la propria ragazza, ventenne romena a prostituirsi. La ragazza, arrivata qui sotto una falsa promessa di un matrimonio ed un lavoro, veniva costretta dal compagno a prostituirsi sulla Litoranea di Eboli. L’uomo, a seguito dell’indagine dei carabinieri sulla prostituzione nelle zone salernitane, è stato fermato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché di riduzione in schiavitù. Ogni notte accompagnava personalmente la donna sul luogo per “esercitare” la professione da lui impostale, garantendo protezione e una somma di danaro ricavata dall’attività. Attualmente è detenuto ad Fuomi mentre la donna è stata accompagnata in una struttura protetta.

“Risalutame a soreta”: nuovo titolo provocatorio verso il Napoli!

“Risalutame a soreta”: nuovo titolo provocatorio verso il Napoli!

Dopo l’eliminazione dalla Champions e la cocente sconfitta contro il Feyenoord, Libero propose sulle sue colonne un titolo tanto sarcastico quanto provocatorio. All’indomani del pareggio casalingo contro la Fiorentina ecco rispuntare lo stesso “Salutame a Soreta”, scatenando così l’indignazione del popolo azzurro.

Dopo l’uscita non certo felice in seguilo alla sconfitta di Rotterdam vi furono anche le scuse del responsabile Dell’Orto:“Capisco la delusione per l’eliminazione della squadra. E’ un titolo ironico, non voleva essere un’offesa. Era una questione sportiva, quindi è una delusione per tutti. Da italiani possiamo anche giocare un po’ con le parole. Nota di scuse? Parlerò con chi di dovere e vedremo”. Ma a nemmeno una settimana di distanza ecco ripresentarsi lo stesso scenario.

Rifiuti tossici bruciati a Casal di Principe, 7 arresti

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Sgominato l’incendio tossico a Casal di Principe: in manette il propietario e gli stranieri senza fissa dimora

I Carabinieri di Casal di Principe hanno arrestato nella giornata del 10 dicembre 7 persone, tra cui un italiano una donna ucraina e quattro moldavi per la combustione illecita di materiali pericolosi, in via Circumvallazione. Le forze dell’ordine sono intervenute all’interno del centro agricolo di Francesco Pagliaro ed hanno subito bloccato il gruppo; tra questi Konstantin Onika ha cercato di darsi alla fuga con una reazione violenta ma è stato subito bloccato. Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco di Aversa nello spegnere le fiamme. Sono stati trattenuti per essere processati  Francesco Pagliaro,49 anni, residente a Mondragone; Ana Boz, 33 anni moldava; Maria Kovalska, ucraina 47 anni; Alexander Oneskuk, moldavo 33 anni; Natalia Gramov, moldava  35 anni:  Konstantin Onika, moldavo  23 anni; Dima Jacovici, moldavo, 26 anni. Nessuno di questi extracomunitari gode di fissa dimora in Italia.

Grand Prix FIE: l’Italia sul podio con Navarria, Pizzo e Santarelli

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Nel Grand Prix FIE, l’Italia è assoluta protagonista a Doha, Mara Navarria è seconda tra le spadaiste, terzo posto, invece, per Paolo Pizzo ed Andrea Santarelli.

A Doha la spada azzurra si erge a protagonista del Grand Prix FIE sia  maschile che femminile.Nella prova femminile, infatti, Mara Navarria sfiora il bis stagionale, salendo sul secondo gradino del podio, mentre tra gli spadisti l’Italia vede Paolo Pizzo ed Andrea Santarelli conquistare il terzo posto.

Nella gara femminile, Mara Navarria conferma il suo feeling con le pedane qatariote. Qui aveva vinto infatti nel dicembre del 2015 e, due anni dopo, sfiora il bis che sarebbe stato anche il secondo successo stagionale dopo quello di Tallinn nella gara d’esordio.La friulana si ferma solo in finale al cospetto della romena Ana Popescu. Navarria, dopo aver superato abilmente la fase a gironi, aveva esordito nel tabellone principale vincendo il match contro la kazaka Assel Alibekova per 15-10. Il suo cammino verso il podio l’aveva vista poi superare la spagnola Dora Kiskapusi per 15-11, la giapponese Ayaka Shimookawa per 15-8 ed ai quarti l’ucraina Olena Kryvytska col punteggio di 15-11.In semifinale si era poi imposta per 15-10 sulla sudcoreana Choi Injenong.

Nella gara maschile, applausi per Paolo Pizzo ed Andrea Santarelli che si ritrovano insieme sul terzo gradino del podio.Paolo Pizzo conclude, quindi. sul podio il suo 2017 che lo ha visto ritornare sulla vetta del Mondo e del ranking mondiale. Andrea Santarelli riscatta invece la prestazione opaca offerta nell’ultima prova di Coppa del Mondo a Legnano, con una prova che, dopo la fase a gironi, lo ha visto tra i protagonisti del main draw.

Doha, 10 December 2017
GRAN PRIX EPEE Photo Augusto Bizzi
Doha, 9/10 December 2017
GRAN PRIX EPEE WOMEN
In photo : NAVARRIA Mara Photo Augusto Bizzi

Il Napoli insiste per Berardi: pronta una pedina di scambio per portarlo in azzurro!

Il Napoli insiste per Berardi: pronta una pedina di scambio per portarlo in azzurro!

Domenico Berardi potrebbe rappresentare la sorpresa di questo mercato invernale; la pista che lo porterebbe a Napoli, infatti, è più calda del previsto. I primi contatti vi sono già stati nei mesi scorsi e questa volta il Sassuolo, vista anche la deludente stagione del numero venticinque, potrebbe cederlo a titolo definitivo. In più gli azzurri avrebbero anche pronta la pedina di scambio che potrebbe portare l’affare in porto: Lorenzo Tonelli.

Gli emiliani, infatti, con molta probabilità saluteranno Paolo Cannavaro a gennaio, diretto in Cina dal fratello, e così starebbero già lavorando, dietro le quinte, per cercare un degno sostituto. Squinzi vuole cautelarsi e Tonelli potrebbe rappresentare la carta giusta. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Mattino.

Caserta – cede intonaco dalla “Sala delle dame” della Reggia

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Paura per la Sala delle dame alla Reggia di Caserta: Felicori rassicura interventi tempestivi di sicurezza.

E’ crollato ieri nella Reggia di Caserta l’intonaco dal Salone delle dame. Nessuno è stato ferito ma si è dovuti intervenire cambiando il percorso per i turisti, deviato leggermente. A cadere è l’intonaco vicino la stanza della Regina, in prossimità della finestra. Come rassicura il direttore Mauro Felicori, tempestivi saranno gli interventi di restauro e le analisi da effettuare sulla stabilità dell’edificio e  sulla sicurezza, in quanto dopo i lavori alla facciata saranno fatte ulteriori analisi, con i microsensori studiati per il lavori all’esterno e quindi verificare se ci sono state vibrazioni in coincidenza del crollo.

 

Insigne rischia di saltare anche Torino: difficile il suo recupero!

Insigne rischia di saltare anche Torino: difficile il suo recupero!

Doveva saltare solo la sfida di Champions contro il Feyenoord e invece Lorenzo Insigne non solo ha già saltato anche la sfida con la Fiorentina, ma rischia di essere assente anche al Comunale di Torino. L’attaccante, infatti, avverte ancora un fastidiosissimo problema alla zona pubica nonostante le terapie che, secondo alcuni, l’avrebbero portato in campo già con i Viola di Pioli. Così scendono drasticamente anche le possibilità di vederlo in campo contro il Torino di Sinisa Mihajlovic.

In questo caso a peggiorare ancor di più la situazione ci penserebbero le rigide temperature che ci saranno nel capoluogo piemontese, un ostacolo molto pericoloso per il problema fisico del talentino di Frattamaggiore. A riportarlo l’edizione odierna del Corriere dello Sport.

Maxi-operazione antidroga nel salernitano: 11 arresti

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Nella zona del salernitano è in corso una maxi-operazione antidroga, 11 gli indagati.

Dalle prime ore della mattina, nella zona dell’agro nocerino-sarnese, è in corso una maxi-operazione antidroga dei Carabinieri. Il maxi blitz prevede coinvolti circa settanta militari, con l’ausilio di unità cinofile. Gli agenti a lavoro stanno eseguendo un’ordinanza per l’applicazione di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della procura della Repubblica, nei confronti di 11 indagati.

Gli 11 indagati sono tutti ritenuti responsabili di  spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina.

Napoli – Vrsaljko, giorni decisivi: il croato vuole l’azzurro!

Napoli – Vrsaljko, giorni decisivi: il croato vuole l’azzurro!

Nonostante nell’ultima partita con il Betis Siviglia sia stato schierato titolare dopo più di due mesi e abbia anche fornito l’assist per il gol vittoria, non sembrano affatto saltati i piani che vedrebbero Sime Vrsaljko in maglia azzurra. L’esterno, infatti, vuole il Napoli e tra il suo procuratore e l’entourage partenopeo c’è qualcosa di più di una semplice stretta di mano. Inoltre non bisogna dimenticare che dopo l’uscita dalla Champions League gli uomini del presidente Cerezo vogliono tagliare un po’ il monte ingaggi della squadra. Proprio l’ex Sassuolo sarebbe uno tra i primi candidati.

In questi giorni inoltre Giuntoli ha anche ipotizzato una nuova formula per portare Sime a Napoli: prestito con riscatto fissato a 14 milioni. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Mattino.

Peggiori d’Italia, la Federico II e la Seconda Università ultimi atenei

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Peggiori d’Italia, la Federico II e la Seconda Università ultimi atenei

Brutte notizie per gli atenei campani. Il Censis, Centro studi investimenti sociali, istituto di ricerca fondato nel 1964, ha stilato la sua classifica annuale delle migliori università italiane, suddivise in grandi aree: i mega atenei statali (oltre i 40mila iscritti), i grandi atenei statali (dai 20mila ai 40mila iscritti), medi atenei statali (fino a 10mila iscritti). La classifica 2017/2018 del Censis tiene contro di strutture messe a disposizione. Alla luce dei parametri, due università della Campania sono il fanalino di coda nelle categorie di riferimento: si tratta dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e la Seconda Università Luigi Vanvitelli – conosciuta anche con il nome di Università della Campania, ex Seconda Università degli Studi di Napoli.

San Gregorio Armeno, ingressi a numero chiuso: spunta la proposta

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San Gregorio Armeno, ingressi a numero chiusoo: spunta la proposta

Arriva il Natale e San Gregorio Armeno è presa d’assalto dai turisti. Si sgomita, non si passa, si cammina a rilento nel tentativo di risalire la corrente o di ridiscenderla. I torpedoni sgomitano e chi si ferma guardare una statuina d’acquistare o solo a fare una foto rischia di venire travolto. Il normale caos di uno dei luoghi di maggiore attrazione della città dicono alcuni, un bolgia che rovina una delle passeggiate di Napoli e la vita di chi vive ai Decumani per altri.

Al secondo partito aderiscono sicuramente i negozianti che fanno parte dell’associazione Corpo di Napoli, che per bocca del loro portavoce, l’architetto Gabriele Casillo, avanzano una drastica soluzione al sovraffollamento: “Bisogna limitare l’accesso delle persone a San Gregorio Armeno. La gente è talmente paralizzata dalla ressa che non ha tempo per fermarsi a guardare l’esposizione, non riesce a divincolarsi per entrare nelle botteghe”. Una decisione che ovviamente spetta all’amministrazione comunale.

Maltempo, arriva lo stop ai collegamenti Napoli-isole

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Maltempo, arriva lo stop ai collegamenti Napoli-isole

Navi veloci e traghetti bloccati tra Napoli e le isole a causa del forte vento e del mare molto agitato; le onde registrate del Golfo sono state di 2,5 metri di altezza. Il vento sta cambiando in scirocco, con probabili cambiamenti sulle partenze dei traghetti per la Sicilia e la Sardegna che fino a questo momento, però, non sono state disdette. Anas rende infatti noto che, in considerazione dell’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile, rimane chiuso al traffico il tratto della strada statale 145 “Sorrentina” dallo svincolo di Castellammare Ospedale (km 3,600) a quello di Castellammare Villa Cimmino (km 9,700), comprese le gallerie ‘Varano’ e ‘Privati’, in provincia di Napoli. Onde alte oltre tre metri e forti raffiche di vento di ponente nel ponte dell’Immacolata a Capri (Napoli). Il maltempo sta creando notevoli problemi negli spostamenti.

Mia Martini, la donna che gli uomini uccisero

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La storia di Mia Martini dalla stanza della sua ultima casa all’odio degli uomini che pensano che la sfortuna sia donna. 

E’ una storia vecchia di mille anni quella sulla violenza sulle donne. Molte volte, i giornali ci danno modo di dare un volto ed un nome al gesto malato di chi non ha altra arma se non la propria forza. Mia Martini nel 1999 canta “Gli uomini non cambiano”. Ebbene si, Mimì aveva ragione: lei ne ha visti pochi di uomini cambiare e forse sono gli stessi che l’hanno uccisa. La trovarono lì, nella sua stanza in via Liguria 2 a Cardano del Campo a Varese; era chiusa dentro, infatti i pompieri dovettero sfondare la porta per entrare, e giaceva distesa con le cuffie nelle orecchie. Qualcuno della televisione disse che aveva “L’espressione serena”, eppure Mia non c’era più. La notizia scivolò vorticosamente tra palinsesti di giornali e tra gli amici più cari: Renato Zero chiamò Loredana Bertè di cui tutti ricordano ancora oggi le grida nel vedere la sorella senza vita. In effetti, erano un trio Mia Renato e Loredana: nel 1968 cercarono insieme di mettere su un gruppo musicale, quando Mimì aveva già 22 anni ed era già un passo avanti nella sua carriera poiché aveva iniziato all’inizio dei Sessanta. Bella la sua vita di quegli anni: i concerti in riviera, alcuni anche con Pupi Avati alla batteria ed i pensieri che volano. Sono piccoli successi ma non saranno mai abbastanza: erano gli anni dei primi juke box e della musica “ye-ye “: facevano successo i dischi di Rita Pavone e Celentano ma la Martini non decolla. Sembra inutile continuare con la storia delle “ragazze yeye”, tanto che decide d’iscriversi ad un sindacato dei musicisti ma non riesce a mettere da parte la passione per la musica: Roma le da il coraggio di continuare e le occasioni per serate jazz che sembrano avere un grande successo. Poi quel maledetto 1969: viene arrestata per possesso di hashish e condannata a 4 mesi di reclusione. Questo è il primo gancio di una lunga catena di dolori che stringeranno sempre di più sul cuore di Mia. La sua vita inizia a cambiare da qui; del resto era sempre così: da un eccesso all’altro, dal troppo amare al male di vivere, da mille applausi ad un palco vuoto, dalla vita alla morte. E’ la Madame Bovary di Flaubert: si muove sul filo dei suoi sogni, tra piante pungenti di parole, cammina nel vento dell’eterna pregiudizievole esuberanza, quella di chi non l’ha amata abbastanza. La svolta della sua vita arriva negli anni Settanta: “Dopo l’arresto Mimì torna a Roma, sbarca a Civitavecchia in una giornata di pioggia. Entra in un bar, prende un cappuccino e inizia a berlo sotto il diluvio. E sorridendo decide di non rinunciare al suo sogno. Sceglie il jazz. Ritorna a essere “Domenica” (il suo nome completo è Domenica Rita Adriana Berté) e con il trio di Totò Torquati conquista il pubblico del Titan di via della Meloria, del Piper di via Tagliamento. L’occasione della vita le capita nel febbraio del 1971. Deve correre al Piper di Viareggio, c’è da improvvisare una serata. Il pubblico resta a ballare fino alle quattro di mattina. Alberigo Crocetta, proprietario del Piper e mentore di Patty Pravo, si offre di produrla. Mimì rifiuta una prima volta. Poi cede. “Dobbiamo cambiare nome però. Ci vuole un nome italiano riconoscibile nel mondo. Ho pensato a Martini”, dice Crocetta. “Va bene: però mi chiamerò Mia, come Mia Farrow”. La storia ha inizio”. (larepubblica.it)
Inizia a collaborare con quelli del giro della “scuola genovese”, come Lauzi, oppure gli eterni romantici: Baglioni e Califano. Con Califano scatta “l’amore” sin da subito: dopo aver parlato tanto ed una cena, Califano il giorno dopo torna da Mimì con un vestito perfetto per lei; si chiama Minuetto. Qui il respiro si ferma, ripensa alla canzone: un capolavoro dell’artigianato musicale, ma anche un triste manifesto di ciò che verrà: “E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai\Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu\il resto di una gioventù che ormai non ho più\E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia\ora ammetto che la colpa forse è solo mia\avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato”. Quella catena di dolore che era già iniziata anni fa adesso sembra continuare a stringere, questa volta sarà dura davvero resistere: Nell’Italia dove maistream fa rima con piccolo-borghese le parole, il volto, l’immagine della Martini sono come un metallo pregiato, come un diamante: l’autenticità professata come valore assoluto. La sensibilità come guida. Talmente forte che le piccole, idiote e meschine armi che lo show business inventa per fermare la Martini diventano tanti colpi. Le dicerie sul suo “portar jella” iniziano allora. Non si fermeranno mai. Mimì prima ci sorride. Poi ci sta male. Crisi cicliche. Sempre più pesanti” (larepubblica.it) .Fasi cicliche, che la portano a decidere di ritirarsi dalle scene. Sarà dura per tutti,ci proveranno in tanti a convincerla: De Andrè, Pino Daniele, Loredana Bertè con cui in quegli anni collaborò per registrare Non sono una signora e nemmeno Ivano Fossati che per lei scrive nel 1982 “E non finisce mica il cielo”. Aveva ragione Fossati, il cielo non sarebbe finito, come non finì sulla sua notte più nera: era il 1985 e mia decide di sparire per 4 anni, di ritirarsi dalle scene e concede solo pochissimi interventi musicali , piccoli concerti di provincia. Tutto tace negli anni dell’assenza, fino a quella sera del 1988: la sua macchina scivola su una lastra di vetro ma ne esce illesa. E’ un brivido di vita quella notte, è la scossa dopo essere rimasta assopita sotto l’effetto delle anestetizzanti violenze verbali: si riprende tutto ciò che aveva perso durante il silenzio e torna sul palco:, quello di Sanremo il 21 febbraio 1989: “Per capire è necessario il contesto. È necessario inscrivere quel piccolo miracolo in un prima e in un dopo. Il prima è rappresentato dai “figli di papà”: Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi, che presentano il festival in puro stile anni Ottanta. Dinoccolati e cotonati. Dopo c’è Jovanotti, cappello da cowboy, aria casinista e “No Vasco, no Vasco, io non ci casco”. In mezzo, un angelo. Mia Martini entra sul palco sorridendo, attacca Almeno tu nell’universo. Al ritornello alza i pugni al cielo, accompagna presenti e telespettatori su una melodia magnifica, su parole struggenti. Ed è una bomba, pelle d’oca collettiva. Rivince il premio della critica. Ritorna dal suo pubblico. Ricomincia a vivere e respirare. Verranno La nevicata del ’56, Gli uomini non cambiano. Verrà il successo, di nuovo”(larepubblica.it). Mia era imbattibile e lo sapeva anche il maestro Roberto Murolo: era nella sua casa napoletana insieme ala Martini e provavano una canzone di Enzo Gragnaniello, “Cu’mme”.  E’ ancora oggi la canzone tra le più belle della musica italiana: si fondono insieme rabbia, stupore, amore e passione; il lirismo napoletano incontra la malinconia e la profondità della voce di Mia. E’ il 1993 quando dopo un lungo silenzio decide di riabbracciare Loredana. Suggella l’incontro con la sorella ritornando a Sanremo l’anno successivo. Poi seguirà nel 1994 “La musica che mi gira intorno” prodotta dall’amico Shel Shapiro. Quello che succede nel 1995 lo sappiamo, siamo ritornati alla camera della sua casa a Varese: Mimì è ancora li. Invece no, forse mi sbaglio: Mia è qui dentro ogni donna. Mia è la parte che resta alla fine del giorno indifesa e che poggia la testa sul cuscino bagnato. Mia sono le lacrime sul telegiornale della sera, quello delle carezze che diventano schiaffi. Mia l’hanno uccisa gli uomini, quelli che non l’hanno amata ma giudicata, dimenticata, evitata o messa in panchina. Mia non è morta quel giorno , ma molto prima, quando una carezza non bastava e due sembravano troppe. Mia muore ogni giorno che un uomo dimentica, quando pensa che la sfortuna possa essere donna. 

 

a cura di Annalibera Di Martino

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