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Fabio Caressa a SKY: “Il Napoli è ancora il favorito per lo scudetto”

Il giornalista è sicuro delle possibilità azzurre di vittoria

Il Napoli non attraversa il suo momento più brillante della stagione ed è vittima delle critiche più forti di stampa e addetti ai lavori. Non è dello stesso avviso Fabio Caressa, noto giornalista SKY, che si dice convinto che la squadra di Sarri otterrà risultati importanti in questa stagione.

Lo stesso Caressa sostiene che, nonostante il periodo no, gli azzurri si ritrovano in una posizione e in una condizione tali da poter far ben sperare in un esito positivo del lavoro svolto durante tutto l’arco della stagione.

Ecco quanto riferito dal giornalista durante la trasmissione SkySport 24:
“Se il Napoli avesse vinto contro la Fiorentina, che ha giocato bene, avrebbe chiuso il suo momento più difficile in testa alla classifica. Questo lo valutano in pochi. La squadra di Sarri è lì ad un punto dalla vetta ed è ancora nettamente favorita per lo scudetto. Sono convinto che farà qualcosa sul mercato di gennaio”.

Clamoroso Lotito: vuole ritirare la Lazio dalla Serie A

Il presidente biancoceleste imbufalito dopo gli episodi di ieri

E’ un Claudio Lotito furioso, furibondo quello che appare nel day after di Lazio-Torino. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta a fine primo tempo: Immobile, in area di rigore, crossa al centro ma Iago Falque, colpisce la palla con un braccio. Sono veementi le proteste laziali, ma l’arbitro Giacomelli lascia proseguire facendo segno con gesti inequivocabili; l’azione prosegue con Luis Alberto che inventa per Immobile ma, l’attaccante di Torre Annunziata colpisce il palo. Subito dopo gli va incontro Burdisso a muso duro (probabilmente per l’episodio del rigore o semplicemente per provocare), il ‘Ciro nazionale’ non si tira indietro e anzi poggia la spalla sul volto del difensore che cade.

Immediatamente Di Bello, arbitro designato per il VAR, avvisa Giacomelli che corre al monitor: rivista tutta l’azione per intero, il direttore di gara decide, non solo di non assegnare il calcio di rigore, ma di espellere Immobile per quella spallata. La Lazio, nessuno escluso, protesta e grida allo scandalo e alla vergogna, a caldo in campo e a freddo negli spogliatoi.

Ma la clamorosa indiscrezione arriva è arrivata poco fa. In seguito agli sfavorevoli episodi che ultimamente hanno visto vittima la Lazio, Lotito e la dirigenza del club biancoceleste starebbero pensando al ritiro dal campionato.
Il presidente della Lazio non è nuovo a questo tipo di ‘minacce’ e ora staremo a vedere se le sue intenzioni sono reali o provocatorie.

Deposito di armi nascosto nel contatore dell’energia elettrica in piazza Sanità

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Rinvenuto deposito di armi in piazza Sanità

In un palazzo situato in piazza Sanità, nel cuore di Napoli, le forze dell’ordine hanno rinvenuto un piccolo arsenale.

Nella zona, ormai da tempo interessata da violenti scontri tra bande della criminalità organizzata rivali, gli agenti della sezione Volanti dell’Upg hanno ritrovato e sequestrato due pistole in metallo, una del tipo semiautomatico di marca Bruni, modello FS 92, ed una a tamburo, calibro 380 e modello Olympic 38.

In entrambi i casi si tratta di perfette imitazioni di quelle autentiche, ma entrambe sprovviste del tappo rosso. La pistola semiautomatica era corredata di caricatore, sebbene priva di cartucce. La scoperta è stata fatta durante un controllo del territorio da parte dei poliziotti, che sono entrati in uno stabile condominiale che si trova in piazza Sanità: le armi sono state ritrovate all’interno di un vano per il contatore dell’energia elettrica posizionato nell’androne del palazzo.

 

Botta e risporta tra De Luca e i medici iscritti alla CGIL: ecco la ricostruzione

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Tanti fischi per De Luca, il quale risponde alle critiche

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è stato fortemente criticato al convegno dei medici della CGIL, al quale l’ ex sindaco di Salerno vi ha partecipato. “O facciamo le persone serie o facciamo solo chiacchiere”. Così De Luca ha risposto ai fischi iniziali al momento del suo intervento. Dopodiché dopo le polemiche iniziali i toni si sono fatti molto più aspri con il governatore, il quale ha riferito:
“Senti frate’, io vengo da questo mondo e le polemiche non mi fanno né caldo, né freddo. Siccome io sputo il sangue dalla mattina alla notte, fammi il piacere di avere rispetto quando parli con me”. Dalla platea si chiede lo stesso rispetto per i lavoratori ma De Luca ha replicato : “Se c’è qualcuno che ha sbagliato, siete voi, perché per la prima volta abbiamo adottato procedure trasparenti e pubbliche anche per prendere lavoratori precari. Io clienti non ne ho”.

Anche la Corte costituzionale ricorre a giochetti contabili

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La Corte costituzionale dice di aver ridotto il proprio costo a carico dei contribuenti di 9 milioni. Al netto di riclassificazione di voci, i milioni tagliati sono però solo due. Gocce nel mare della spesa pubblica. Ma i giochetti contabili da parte di uno dei massimi organi della Repubblica sconcertano.

La spending review della Corte costituzionale: fu vera gloria?

La storia di una revisione della spesa minimalista, ma presentata come un esempio virtuoso grazie a una informazione selettiva Una storia come tante altre, se non fosse che riguarda la Corte costituzionale.

Quella che segue è la storia di piccolissima revisione della spesa, presentata come un esempio virtuoso grazie a una informazione fatta di numeri selezionati ad arte e di affermazioni formalmente corrette ma sostanzialmente fuorvianti. Una storia come tante altre, e quantitativamente irrilevante, se non fosse che riguarda un organo che dovrebbe dare un esempio a tutta la pubblica amministrazione e di cui dovremmo fidarci ciecamente: la Corte costituzionale.

Una spending review apparentemente straordinaria

La parte di sinistra della tabella mostra la spesa della Corte dal 2013 al 2016, come risulta dal bilancio consuntivo, divisa nei suoi principali capitoli. Il totale della spesa (riga 11) scende da 61,6 milioni nel 2013 a 52,5 milioni nel 2016, una riduzione del 15 percento in tre anni. Ma fu vera gloria?

In giallo le voci che cambiano tra la parte sinistra e la parte di destra della tabella

Note:
1. Le righe (3) e (6) si riferiscono solo al personale di ruolo. La riga (4) comprende quindi anche la remunerazione del personale comandato, da altre amministrazioni, incaricato e a contratto. Per questa voce non è stato possibile distinguere la remunerazione lorda da quella netta. La differenza è tra un milione e due milioni di euro; se si fosse inclusa questa voce, la riduzione di spesa netta tra il 2016 e il 2013 sarebbe inferiore ai due milioni riportati nella riga (9), perché la spesa lorda per il personale non di ruolo è diminuita fra il 2013 e 2016, e quindi è diminuita anche la cifra che si dovrebbe sottrarre per passare dal lordo al netto.
2. La riga (10) non include per il 2013 e 2014 un saldo netto negativo delle partite di giro per 768 e 947 mila euro rispettivamente; tale voce nel 2015 e 2016 è stata registrata tra le entrate, con segno opposto. Per il 2015 la riga (10) non include un versamento a favore del bilancio dello stato di 1.524 mila euro. Queste voci spiegano la differenza tra la riga (10) e la riga (11), che è il totale riportato nei consuntivi della Corte costituzionale.

Fonte: bilanci della Corte costituzionale, 2016 e precedenti, e comunicazioni della Corte all’autore.

Si noti che l’intera riduzione della spesa avviene tra il 2013 e il 2014 per effetto di una drastica riduzione (8 milioni su 19) delle pensioni ai giudici e soprattutto ai dipendenti. Eppure non abbiamo avuto notizia di tagli alle pensioni della Corte, tantomeno di un dimezzamento: c’è qualcosa di sospetto. Infatti questa riduzione è esclusivamente il risultato di un cambiamento contabile: in realtà, come vedremo, le pensioni nette pagate dalla Corte sono aumentate!

Una sparizione contabile

La spesa totale per stipendi e per pensioni della Corte costituzionale, come per tutte le entità pubbliche, è di due tipi. La prima componente sono gli stipendi e le pensioni pagate: su questi il percettore paga delle tasse e degli oneri previdenziali, ritenuti direttamente dalla Corte. Queste tasse e questi oneri sono quindi uscite del bilancio della Corte, ma anche delle entrate; in altre parole, sono una partita di giro. La seconda componente sono le tasse e gli oneri previdenziali a carico della Corte. Anche questi sono sia una spesa che una entrata dello stato, cioè una partita di giro.

Chiaramente, le partite di giro non pesano sulle tasche del contribuente (nel senso di taxpayer)Il costo di una entità pubblica per il contribuente sono quindi gli stipendi e le pensioni netti che entrano nelle tasche dei dipendenti e dei pensionati di quella entità. Le tasse e gli oneri a carico del percettore e della Corte non sono un costo per il contribuente.

Nel 2014 la Corte decise di mettere la spesa pensionistica e una parte delle entrate contributive in una contabilità speciale, e di fare apparire nelle spese del bilancio solo l’eccedenza delle prime sulle seconde. Di conseguenza, dal 2014 la voce “pensioni” in bilancio non rappresenta più il totale delle pensioni pagate, ma solo una parte.

Quanto costa veramente la Corte al contribuente italiano?

Come abbiamo visto, questa non è una idea sbagliata, perché le partite di giro sono irrilevanti per il contribuente. Però bisogna farlo in modo completo, per tutti gli anni del confronto,altrimenti si viene a creare una riduzione di spesa solo apparente. Inoltre, idealmente bisognerebbe eliminare tutte le partite di giro. Infine, bisogna mettere il lettore in grado di comprendere il bilancio, cosa impossibile dal 2014, dato che le contabilità speciali apparivano solo come partita di giro.

La metà destra della tabella presenta il costo della Corte costituzionale per il contribuente: dalle spese per stipendi e pensioni vengono quindi eliminate tutte le partite di giro (eccetto per una piccola parte: vd. nota 1 alla tabella), e a partire dal 2013 incluso. La spesa per stipendi e per pensioni è dunque il netto percepito da giudici, dipendenti e pensionati (con una piccola eccezione: stipendi e pensioni sono al netto delle ritenute per Irpef etc: non include eventuali conguagli positivi o negativi in sede di dichiarazione dei redditi).

Come si vede, dal 2013 al 2016 c’è stata una piccola riduzione delle retribuzioni nette dei giudici (riga 1), grazie alla riduzione dello stipendio da 465.000 euro a 360.000 euro entrata in vigore nel maggio 2014. C’è stata anche una leggera riduzione delle retribuzioni nette del personale di ruolo e di altro personale (righe 3 e 4). Ma c’è stato un aumento, non una riduzione, delle pensioni nette pagate, sia agli ex giudici e famigliari sia agli ex dipendenti (righe 5 e 6).

In totale, la riduzione effettiva del costo della Corte a carico del contribuente è stata quindi di circa 2 milioni (riga 10) contro gli oltre 9 milioni affermati dalla Corte (riga 11). L’apparente riduzione che si evince guardando ai bilanci è il frutto di un puro artificio contabile, che ha fatto “scomparire” una parte delle pensioni (lorde e nette) nelle contabilità speciali.

Si noti un punto importante: il passaggio da 9 a 2 milioni di riduzione della spesa non è dovuto alla presentazione del bilancio al netto delle partite di giro. Avrei ottenuto la stessa riduzione di 2 milioni invece che 9 se avessi continuato a presentare le spese per pensioni e per stipendi al lordo di ritenute e oneri, ma senza cambiare il modo di presentazione nel 2014, che ha fatto artificialmente “scomparire” circa 8 milioni di pensioni totali. Presentare le spese al netto di tutte le tasse e oneri semplicemente elimina ogni arbitrarietà su quali presentare e quali mettere in contabilità speciale.

Una interessante vicenda di comunicazione

Appurati i fatti, da questo punto in poi la storia diventa una vicenda di comunicazione. Ed è una storia istruttiva, anche se riguarda pochi milioni di euro, perché coinvolge la Corte costituzionale, non proprio l’ultima delle istituzioni. Nel 2016 nel mio libro “Status Quo” misi in evidenza la sparizione di un po’ di milioni di pensioni dalle spese a bilancio della Corte. Ma non avevo tutti i numeri necessari per provare cosa era successo, anche perché la Corte non rispose mai alle mie richieste di chiarimento. A partire dal settembre 2017, ho fatto da consulente per una puntata della trasmissione Report che si occupava di spesa pubblica, andata in onda la sera dell’11 dicembre 2017.  Ottenere i dati necessari è stato un processo molto lungo e faticoso, che ha richiesto parecchi mesi (certo non ha aiutato che la Corte non abbia mia pubblicato, quasi unica nel panorama italiano, i propri bilanci consuntivi, e si sia deciso a farlo solo alcune settimane fa, sotto la pressione dell’inchiesta).

Ecco cosa scriveva la Corte all’inizio di novembre in risposta a una richiesta di chiarimenti (le parti in grassetto sono mie):

Inoltre, fin dal 2014 è stata avviata un’opera di razionalizzazione e di riduzione della spesa, nell’ambito della quale ha influito in modo rilevante anche l’attuazione della legge Fornero (riforma delle pensioni).

Tra il 2013 ed il 2014, il bilancio corrente della Corte si è ridotto da 62.816.448 euro a 57.417.331 euro, con una diminuzione di 5.399.116 euro. Il miglioramento è di natura strutturale, come dimostra il trend dei bilanci successivi:

Quindi la Corte affermava di aver attuato un “miglioramento strutturale” di oltre 9 milioni (la somma delle riduzioni nei tre anni). Ma nel seguito del documento riusciva ad indicare i dettagli di sole poche centinaia di migliaia di euro. L’origine del resto era un mistero.

Per dissipare con certezza il mistero erano necessarie due cose. Primo, i conti delle gestioni speciali, su cui erano finite una parte della spesa pensionistica. Secondo, i dettagli delle spese per stipendi e pensioni, al lordo e al netto di ritenute, oneri e trattenute. Questi dettagli erano disponibili a bilancio dal 2014, ma non nel 2013: e il 2014 è proprio l’anno, come abbiamo visto, in cui c’è stata la grande riduzione di spesa. Sulla base dei dati forniti dalla corte, il risultato è la tabella di destra che, come abbiamo visto, mostra una riduzione di spesa totale di circa 2 milioni, contro gli oltre 9 milioni “suggeriti”  dalla Corte.

Alla fine sono pochi milioni; ma è una storia emblematica, che credo valesse la pena raccontare.

ROBERTO PEROTTI – Laureato all’Università Bocconi, ha conseguito il PhD in Economics al MIT di Cambridge, Massachusetts nel 1991. Dopo 10 anni di insegnamento alla Columbia University di New York (dove ha conseguito la cattedra a vita) e due anni all’European University Institute di Firenze, nel 2005 diventa professore ordinario all’Università Bocconi, dove è anche membro del centro di ricerche IGIER, di cui è stato direttore dal 2006 al 2008. I suoi interessi scientifici sono prevalentemente in macroeconomia, e in particolare nello studio degli effetti delle politiche di bilancio. È Research Fellow presso il Center for Economic Policy Research (CEPR) di Londra e Research Associate presso il National Bureau of Economic Research (NBER), Usa. È stato consulente del Fondo Monetario Internazionale della Banca Mondiale, della Inter-American Development Bank, della Banca Centrale Europea, e della Banca d’Italia, e Academic Consultant del Federal Reserve Board di Washington. È stato co-direttore del Journal of the European Economic Association. È stato consigliere economico del Presidente del Consiglio dal settembre 2014 al dicembre 2015. È editorialista del Sole 24 Ore. Ha pubblicato “Meno Pensioni, Più Welfare” (Il Mulino, 2002, con Tito Boeri, ) e “L’Università Truccata” (Feltrinelli, 2008) e “Status quo” (Feltrinelli, 2016). 

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Napoli, operaio morto precipitando da un balcone

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Operaio muore precipitando da un balcone di una casa al terzo piano

La giornata di Napoli è stata macchiata da una tragedia ancora inspiegabile. Questa mattina mentre stava effettuando dei lavori in un appartamento situato al terzo piano sulla salita Tarsia, un operaio è morto  precipitando al suo dal terrazzo della casa.

Non sono ancora chiare le cause che hanno portato alla tragica morte dell’operaio, la polizia che è subito giunta sul luogo sta indagando sull’accaduto, non si è ancora giunti ad alcuna conclusione.

Napoli, buone nuove per Insigne: c’è la possibilità di vederlo in campo

Il calciatore non vuole saltare tre partite di fila

Lorenzo Insigne è ancora fermo ai box. Senza lui il Napoli sembra essere diventato incapace di trovare la via del gol. Il talento di Frattamaggiore soffre, nel non giocare e nel vedere i propri compagni faticare. L’ultimo gol in campionato risale ad Udine, quando Jorginho ribadì in rete un rigore sbagliato da lui sbagliato, poi le due gare casalinghe (contro Juventus e Fiorentina) senza far gol e con un solo punto racimolato nella doppietta casalinga.

L’assenza si sente, eccome. Ma proprio in questo senso arrivano buone notizie. ‘Lorenzinho’ sembrerebbe in miglioramento, le sue condizioni potrebbero permettergli di prendere parte alla trasferta torinese.
Infatti secondo quanto riferisce Massimo Ugolini, giornalista SKY, alla trasmissione Radio Goal in onda sulle frequenze di Radio KissKiss Napoli: “Insigne ci proverà fino alla fine, cioè fino a venerdì. Non vuole restare fuori per tre partite di fila. Ci sono buone possibilità di vederlo in campo contro il Torino. L’allenamento di oggi potrà dare indicazioni interessanti. Il fastidio non sparirà, ma con il riposo avrà avuto la possibilità di prepararsi al meglio”.

De Laurentiis: “I conti li faremo poi: è importante essere primi alla fine”

Le sue parole

Aurelio De Laurentiis ha rilasciato alcune dichiarazioni alla presentazione del film ’Super Vacanze di Natale’, ecco le sue parole riportate dai colleghi di Kiss Kiss Napoli durante Radio Goal: “Essere primi è importante ma i primi si vedono alla fine della stagione. Non all’inizio. C’è più calcio sotto l’albero di Natale quest’anno, il calcio sottrae sempre spettatori al cinema e a me fa piacere così. Campionato? I conti li faremo alla fine”. 

I Carabinieri scoprono un traffico di rifiuti tra Italia e Africa: coinvolta una società napoletana

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Un blitz dei Carabinieri ha permesso la scoperta di questo traffico con la Nigeria

I Carabinieri di Vicenza, in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia, ha scoperto un traffico di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche tra l’Italia e l’Africa, che ha portato al deferimento più di trenta persone. Tra queste è indagata una nota società di Napoli, che ha partecipato al traffico di rifiuti elettrici, tra cui fotocopiatrici, stampanti, condizionatori e tv inutilizzabili che partivano dal porto di Genova in dei container ed erano diretti in Nigeria. Sono stati individuati dai militari vicentini, circa sette nigeriani che partecipavano al traffico e che collaboravano ad eludere i controlli delle autorità doganali.

Torino-Napoli: è ancora divieto di trasferta! Ecco i dettagli…

Vietata la vendita dei biglietti ai residenti in Campania

Un settore ospiti vuoto, quello dello stadio Olimpico di Torino, che sabato pomeriggio vedrà impegnati i padroni di casa contro il Napoli per la diciassettesima giornata del campionato di Serie A.

Ancora una volta, ai tifosi partenopei viene negata la possibilità di seguire la propria squadra del cuore in trasferta. Un divieto, questo, come tanti altri, che davvero fa discutere e toglie fascino a questo calcio.

Ecco il comunicato:
“Divieto di vendita ai residenti della regione Campania in qualsiasi settore dello stadio anche se in possesso di fidelity card. Sono esclusi solo i fidelizzati Torino FC. Settore ospiti: vendita libera senza tessera del tifoso (Esclusi residenti in Campania). Incedibilità del titolo di accesso cartaceo”.

Onestamente, questa decisione lascia un pò perplessi per due ragioni:
1- “Divieto di vendita ai residenti della regione Campania […] anche se in possesso di fidelity card”. Ma allora a cosa serve questa benedetta tessera se comunque le trasferte vengono vietate?!

2- “Settore ospiti: vendita LIBERA senza tessera del tifoso, esclusi residenti in Campania”. La domanda immediata che ci viene in mente è ‘perchè?’. Che senso ha vietare la trasferta ai napoletani della Campania se poi qualsiasi tifoso napoletano d’Italia può raggiungere lo stadio, perchè questa limitazione esclusiva alla Campania?

Sono punti che lasciano riflettere, norme che vanno un pò in contraddizione tra loro. E’ lontano il tempo del bel calcio, quando questo sport era ancora della gente!

Parte l’iniziativa “Bianco Natale” per promuovere il turismo dei paesi dei monti Lattari

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Parte l’iniziativa “Bianco Natale” per promuovere il turismo dei paesi dei monti Lattari

Pimonte, Casola, Corbara, Lettere e Santa Maria la Carità, lavorano insieme per promuovre il turismo delle loro zone.

Da oggi infatti prende il via la rassegna “Bianco Natale – il presepe vivente dai monti Lattari alla costiera amalfitana” che coinvolgerà fino al 7 gennaio i cinque paesi.

A inaugurare la rassegna nella tensostruttura “teatro provvisorio” di Pimonte sarà oggi lo spettacolo “Scusate se insisto” con Lino Barbieri (in replica il 23 dicembre in piazza Crocifisso a Casola e il 6 gennaio nel castello di Lettere). Seguirà la sfilata per le strade del paese dei personaggi del presepe accompagnati dal Gruppo della Tammorra Pimontese.

Il 18 dicembre, Rosalia Porcaro presenterà lo spettacolo “Donne”. Tra i giovani nomi su cui punta la rassegna c’è il cantante Oceano che si esibirà il 21 dicembre a Pimonte e il 29 a Corbara. Dal 17 dicembre al 7 gennaio andrà in scena nella Valle Lavatoio di Pimonte il presepe teatralizzato, “Lo cunto de lu presebbio” curato da Emilio Massa e Gaetano Basile. Nella Valle Lavatoio, da 25 anni si rappresenta la Natività. La novità dell’edizione 2017 è che il Presepe per la prima volta viene teatralizzato. Il 22 dicembre la tensostruttura ospiterà il concerto di Maria Nazionale “Canto d’autore”.

Il 2 gennaio 2018 ore 18,30 Emilio Massa presenterà “Tombolata Show”. L’irriverente cabala numerica tradizionale si terrà anche il 5 gennaio in piazza Roma a Lettere. Altra novità di “Bianco Natale” è un gioco di carte pensato e ideato dal game designer Dario Massa.

Altro che “Una poltrona per due” a Napoli arriva “Una poltrona per te”

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Altro che “Una poltrona per due” a Napoli arriva “Una poltrona per te”

Dopo il “caffè sospeso” la generosità dei napoletani non si è fermata, tanto meno la loro inventiva. La nuova idea infatti riguarda la “poltrona sospesa” un modo per permettere a chi non ha i mezzi ma ama il teatro di assicurargli un posto in sala.

Si tratta di un’iniziativa ideata dal teatro ‘Il Pozzo e il Pendolo’ in occasione del suo diciottesimo anno di attività, con il sostegno degli assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, che prenderà il via sabato prossimo e si protrarrà per tutto il periodo festivo, fino a lunedì 7 gennaio prossimo. Titolo dell’iniziativa è ‘Una poltrona per te‘.

Sono tre gli spettacoli coinvolti a partire da sabato prossimo (in scena fino a lunedì 18) con Antonello Cossia in ‘Ultime notizie dalla famiglia‘ di Daniel Pennac. Con la saga dei Malaussène s’impara ad amare i personaggi, a seguire le loro vicende, a ridere e piangere con la caleidoscopica e surreale famiglia di Belville. È la scrittura visionaria, ironica, struggente di Pennac a compiere il miracolo, trasformando le parole in immagini così nitide che basta poco per trasformarle in teatro.

Dal 21 al 30 dicembre, per il dodicesimo anno consecutivo, sarà in scena ‘Canto di Natale‘ di Charles Dickens, con Paolo Cresta e Carlo Lomanto. Un racconto a due voci, una fatta di parole, l’altra di suoni. E intorno, ci sono le luci, le immagini, gli odori, i sapori, di un Natale che nella memoria o nell’immaginazione ciascuno conserva.

Intorno a questo “viaggio” alla ricerca del Natale, realizzerà un allestimento da salotto ottocentesco, dove non mancherà proprio nulla, dalla poltrona da sprofondo, al plaid per rendere più familiare la serata, alle piccole leccornie che rendono dolci le serate natalizie.

Da venerdì 5 gennaio (fino a domenica 7) Andrea De Rosa e Fabio Rossi sono i protagonisti di ‘Racconto d’inverno’ di Anne Radcliffe, la più classica delle ghost story, capace di far correre brividi lungo la schiena. Un’antica maledizione, un teatro vuoto dove la forza evocativa della recitazione trascina nei sentieri oscuri abitati dalle anime che non trovano pace. Uno spettacolo nel quale l’eterno gioco del teatro nel teatro scaraventa lo spettatore in una situazione tanto credibile quanto raggelante.

Il direttore artistico del tatro Annamaria Russo ha così commentato l’iniziativa: “Con il sostegno dei due assessorati siamo sicuri che riusciremo a fare in modo che questo Natale la solidarietà possa passare anche attraverso la cultura. E riusciremo a farci, e a farci fare dal nostro pubblico, l’unico regalo di compleanno che davvero desideriamo: poter finalmente declinare il verbo condividere in tutte le sue forme”.

Gomorra 4, potrebbe tornare Salvatore Conte: tutti i dettagli

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Salvatore Conte potrebbe ritornare nella prossima stagione di Gomorra

Adesso è ufficiale, ci sarà anche la quarta stagione di Gomorra. A confermarlo è Sky, il quale ha dichiarato che la sceneggiatura per la prossima serie è già pronta. Secondo alcune indiscrezioni trapelate, ci saranno sicuramente Ciro Di Marzio, interpretato da Marco D’Amore e Genny Savastano interpretato dall’ attore Salvatore Esposito. Gomorra è diventato un vero e proprio cult, per milioni di italiani e nella quarta stagione, dopo numerose richieste da parte dei numerosi fans, potrebbe esserci anche il ritorno del boss Salvatore Conte, al quale l’attore Marco Palvetti dà anima e corpo. La presunta morte di Conte non è stata ancora ben definita e gli autori starebbero pensando di farlo ritornare. Ovviamente tutto sarà più chiaro al termine di questa serie.

Mercato, Napoli deciso su Chiesa. La Fiorentina…

La Viola prova a resistere

Napoli e Federico Chiesa, un matrimonio che gli azzurri inseguono. E’ risaputo da tempo che il club di De Laurentiis è sulle tracce del talento della Fiorentina e, lo stesso Chiesa è attirato dall’idea di approdare in un club che possa regalargli l’opportunità di competere per un trofeo importante.

Della Valle, proprietari del club Viola, non hanno intenzione di lasciar partire facilmente il talentino di casa. La Fiorentina cerca di opporre resistenza, forte del rinnovo di contratto appena firmato dal calciatore, innalzando un muro per trattenere Chiesa almeno fino a giugno.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna de Il Mattino:
“E’ senza dubbio Chiesa il vero pallino di Sarri e di De Laurentiis. L’esterno della Fiorentina ha fatto vedere le sue qualità nell’ultima sfida del San Paolo contro il Napoli confermando, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere uno dei prospetti più interessanti del futuro del calcio italiano. La Fiorentina, però, prova ad alzare il muro e vuole tirare sul prezzo almeno fino a giugno, ma non per questo il Napoli si tirerà indietro”.

Torre Annunziata, l’assessora Vaccaro cancella la Notte Bianca

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Cancellata la Notte Bianca di Torre Annunziata

L’assessora agli eventi di Torre Annunziata, Floriana Vaccaro, insieme all’assessore al commercio, Gaetano Veltro, ha annunciato il rivio della Notte Bianca a causa delle pessime condizioni metereologiche.

La Notte Bianca a Torre Annunziata era programmata per il 16 dicembre. Ma le avverse condizioni meteo che dovrebbero caratterizzare la giornata di sabato, hanno spinto il Comune ad adottare la decisione.

Vaccaro, ha infatti dichiarato: «Abbiamo ricevuto comunicazione dalla Protezione Civile che ci ha informati del maltempo. Purtroppo, con grande dispiacere, siamo stati costretti ad annullare l’evento. Poiché obiettivo della Notte Bianca è quello di favorire le attività commerciali e regalare ai cittadini una serata in perfetto clima natalizio, l’evento sarà posticipato al 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, – prosegue l’assessora – giorno in cui i saldi saranno un’ulteriore attrattiva che si affiancherá alle altre iniziative che metteremo in campo».

A questo punto, è lecito supporre che il programma delle manifestazioni di intrattenimento potrà subire qualche variazione. Al momento, il Comune non ha ancora diffuso il programma dettagliato delle iniziative. Occorrerà dunque attendere ancora qualche giorno.

 

Indomita Salerno, mercoledì sera sfida decisiva contro il Pompei Volley. Ecco la situazione

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L’ Indomita Salerno, vuole la qualificazione, ma tutto passa dalla sfida contro il Pompei Volley

Dopo la sconfitta sul campo dello Sparanise, l’ Indomita Salerno è pronta a reagire, mercoledì sera contro il Pompei Volley, per conquistare la qualificazione alle Final Four. Ecco il comunicato del club:

Ritrovati il sorriso e i tre punti in campionato, grazie alla convincente vittoria ottenuta contro il Volley San Paolo, l’Indomita maschile è attesa dalla seconda giornata della seconda fase di Coppa Campania. Dopo la sconfitta sul campo dello Sparanise, capitan Morriello e compagni, domani sera, mercoledì 13 dicembre, con fischio d’inizio alle ore 21, ospiteranno alla Senatore il Pompei Volley. L’Indomita è obbligata a conquistare l’intera posta in palio per poter ancora raggiungere l’obiettivo della qualificazione alla Final Four, traguardo raggiunto dalla società cara alla presidente Maria Ruggiero nelle ultime due stagioni. Per farlo bisognerà battere il Pompei Volley, che nella prima giornata di questa fase di Coppa ha superato l’Ischia con il punteggio di 3-1. Squadra neopromossa ma molto rinnovata con diversi giocatori di categoria acquistati nel corso del mercato estivo, il Pompei sta disputando una stagione sicuramente importante. In campionato è al settimo posto con un punto in meno dell’Indomita. Nell’ultimo turno di campionato ha perso in casa contro l’Atripalda ma sicuramente ci vorrà un’Indomita decisa e affamata per conquistare i tre punti in palio che riaprirebbero il discorso qualificazione. Grinta, determinazione e concentrazione, in tal senso, è quanto chiedono a Pagano e compagni i due coach, Pasquale Vitale e Alfonso Capriolo che nell’unico allenamento prima del match hanno provato qualche soluzione diversa da utilizzare nel match di Coppa. Per quanto riguarda la formazione iniziale, in tale senso, potrebbe esserci qualche novità considerati i prossimi impegni ravvicinati che attendono l’Indomita prima della pausa natalizia. Infatti, sabato sedici dicembre l’Indomita sarà di scena sul campo dell’Atripalda Volleyball per il big match della dodicesima giornata del campionato di serie C per poi chiudere a Ischia il 21 dicembre, con fischio d’inizio fissato per le 16, la seconda fase di Coppa Campania, al termine della quale le prime due classificate di ogni girone si qualificheranno alla Final Four in programma a fine gennaio.

 

Il programma della seconda giornata: Ischia Pallavolo-Volley Sparanise, Indomita Salerno- Pompei Volley

La classifica: Sparanise e Pompei Volley 3, Ischia Pallavolo e Indomita Salerno

Reggia di Caserta, parla il tecnico: “Non è costruita su un terreno rigido”

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A seguito del crollo in una sala della Reggia, ha parlato uno dei responsabili della sicurezza

Negli ultimi giorni nella Reggia di Caserta ha subito un crollo del soffitto nella Sala delle Dame di compagnia che si trova poco distante dalla biblioteca. A seguito di questo crollo ha parlato il tecnico responsabile della sicurezza della Reggia, Mario Tartaglione. Ecco le sue parole, riportate dall’edizione odierna del quotidiano Il Corriere della Sera:“I microspostamenti non si fermano mai perché il monumento non è stato realizzato su una superficie sufficientemente rigida. Il distacco dell’intonaco dell’estradosso della piattabanda  potrebbe essere attribuito alle sollecitazioni interne causate dall’iniezione della miscela di cemento e l’avancorpo orientale resta comunque un nodo di vulnerabilità della struttura del palazzo”.

Un taglio alla povertà (Lo Piano, Saint Red)

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Napoli, con la nuova iniziativa del “taglio alla povertà”che va ad affiancarsi all’indimenticabile tradizione del “sospeso” ribadisce, con l’associazione ‘Salvi per un pelo’, il suo grande cuore per i più sfortunati.

Un taglio alla povertà, quello attuato da alcuni barbieri e parrucchieri nelle strade di Napoli, per gli uomini barba e capelli, per le signore, permanente, trattamento di viso e unghie, tutto il pacchetto viene offerto gratuitamente. 

Visto che in Italia si naviga nell’oro, i clienti non sono solo i clochard,  ma persone normali, tanti padri e madri di famiglia monoreddito, che convivono con una crisi che persiste e che continua a mordere sempre piu’ ferocemente.
 
Sono persone dignitose, che una volta avevano una casa, un posto di lavoro, una famiglia da portare avanti, oggi sono costretti ad arrangiarsi anche nelle piccole cose, visto che anche un taglio di capelli per i tempi che corrono, e’ considerato un lusso.
I genitori portano con se i loro figli, anche loro potranno farsi tagliare i capelli da un professionista e non dal taglio fatto in casa dai loro capi famiglia….. aspiranti parrucchieri.
L’opportunità è offerta dall’associazione ‘Salvi per un pelo’, formata da barbieri ed estetisti che a Napoli ogni settimana offrono senza alcun compenso, mani e forbici a chi è in difficoltà.
Sono stati allestiti dei gazebo sotto i quali si effettuano i tagli, tutto come in un salone, poltrone e phon compresi (attivi grazie a un generatore di corrente).
Di solito l’iniziativa si svolge il Lunedì, giorno di chiusura degli esercizi; le richieste sono tante, una decina di parrucchieri si sposta nelle varie zone della Citta’, per cercare di accontentare quante piu’ persone possibili.
Se si dovesse presentare un politico sotto questi improvvisati gazebo?, i parrucchieri userebbero la tazza per il taglio, un rastrello per la scrima, e forbici di potatura per le barbe.

I giovani devono essere educati per uso consapevole del web in modo da evitarne i pericoli

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Il questore di Napoli Antonio De Iesu, ha tenuto un un intervento durante la presentazione della ricerca sul fenomeno del bullismo in Campania.

«Oggi il problema è educare, formare gli adolescenti ad un uso consapevole del Web».

«Ci siamo tutti inebriati delle grandi opportunità offerte dal Web – ha affermato – ma bisogna che il minore sappia che qualsiasi foto, concetto o riflessione che viene postato sui social diventa virale e non è più possibile né gestire né tornare indietro. È questa la sfida attuale». «Sono orgogliosamente analogico, figlio della mia generazione – ha sottolineato – oggi abbiamo dei nativi digitali che colpiscono per una capacità di utilizzo dei social e del Web, di molto superiore a quella degli adulti». «C’è una inversione di tendenza per cui mentre prima il minore chiedeva all’adulto per esperienza e consigli, adesso è vero il contrario – ha aggiuntoSono quasi i genitori ad affidarsi ai minori per acquisire competenze in campo informatico

«Sono concetti che devono essere messi sul tavolo – ha proseguito – e bisogna riflettere perché non esiste una equazione magica, ma queste norme, sia a livello nazionale sia regionale, attestano una grande consapevolezza del problema». Per il questore sono opportune anche iniziative per un maggiore coordinamento tra gli enti e le agenzie informative e «vale anche per le forze di polizia».

«Non dal punto di vista repressivo – ha spiegato – ma della collaborazione nel portare avanti i percorsi di sensibilizzazione». «Siamo fortemente impegnati in questo campo – ha concluso – il nostro fiore all’occhiello è la Polizia postale».

Chievo, Sorrentino shock: “Io, minacciato di morte perchè…”

Clamoroso il retroscena di Chievo-Roma

Stefano Sorrentino, portiere del Chievo Verona, si è reso protagonista di parate incredibili durante il match di domenica scorsa contro la Roma di Eusebio Di Francesco. Il numero 70 gialloblu è riuscito, in tutti a fermare gli attacchi romanisti: di mano, di piede, gli è mancato solo l’intervento di testa.

La sua domenica calcistica è stata incredibile, meno si può dire di quanto accaduto dopo. Ecco l’intervista rilasciata dal portiere clivense al Corriere di Verona:

Quali sono le sue parate con la maglia del Chievo?
“Mi viene in mente quel colpo di testa di Parolo in casa della Lazio, scorsa stagione. Cross dalla sinistra, forte, cioè l’ideale per chi vuole spizzarla. Lui alzò questa palombella, la classica traiettoria che finisce in porta, in più aveva preso tutti sul tempo: arrivarci fu complicato”.

Torniamo alla respinta su Schick. Sul web gira un fotomontaggio dove accostano la sua parata a quella di Ed Warner, portiere del cartone animato Holly e Benji. Cosa ne pensa?
“Il portiere pazzo e scatenato, si, da piccolo tifavo per lui. Dopo la Roma un giornalista mi ha detto che è stata un parata da ‘cartone animato’, quasi scusandosi. Ma perme è un onore”.

Poi c’è un utente Facebook che si è lamentato sulla pagina della Gazzetta perchè le parate di Sorrentino gli fanno perdere le schedine.
“Mi ha fatto il calcolo. Cinque partite in cui non ho fatto segnare i suoi attaccanti. L’ho invitato a Verona a vedere il Chievo: gli regalerò i miei guantoni”.

Queste cose succedono nel calcio-social. Che considerazione ha di questo rapporto?
“Quando ho iniziato io c’erano le lettere scritte, vero. E’ anche un lato positivo. Dopo la gara col Torino di novembre mi ha scritto una mia ex compagna di classe: suo figlio, portiere del vivaio del Toro e mio fan, aveva avuto un incidente in motorino col papà. Così sono potuto andarlo a trovare in ospedale. Dal virtuale è nato un incontro reale. Dopodichè i social bisogna saperli usare: c’è tanto odio, penso a quei tifosi della Roma che in queste ore mi hanno augurato di tutto e, addirittura, minacciato di morte”.