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Terribile incidente in Campania: muore 28enne, feriti altri tre giovani

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Terribile incidente nella notte, lungo la Statale Appia 7. Un morto e tre feriti gravi.

Montesarchio: Una Maserati, guidata dal figlio di un operatore economico del paese, si è violentemente schiantata contro un palo dell’ illuminazione elettrica. Un morto e tre feriti.

Morto, quasi sul colpo, un giovane di 28 anni. Inutili i tentativi di rianimazione, il ragazzo, infatti, è arrivato all’ospedale civile di Rummo già senza vita. Per quanto riguarda, invece, la situazione degli altri passeggeri: uno dei tre feriti è arrivato in codice rosso, Meno gravi gli altri due ragazzi, tra cui il 23enne che era alla guida dell’auto.

La dinamica dell’incidente ancora non è chiara, a quanto pare, l’auto si sarebbe schiantata contro un palo dell’illuminazione elettrica a lato della carreggiata, per poi finire contro il marciapiede dopo diverse carambole. Comunque, probabilmente la velocità alla base dello schianto ma sono ancora in corso accertamenti da parte della Polizia stradale di Benevento. I quattro ragazzi sono tutti di Cirignano, una frazione di Montesarchio.

Juve Stabia, da Coscia a Polito: le Vespe hanno il loro nuovo Direttore Sportivo

Vi avevamo preannunciato, lo scorso 25 ottobre, di come Ciro Polito avesse portato a termine il corso da Direttore Sportivo organizzato dalla FIGC presso il centro tecnico di Coverciano. Dopo l’iter delle lezioni, l’ex portiere delle Vespe, insieme agli altri aspiranti D.S., ha superato il 30 novembre l’esame di abilitazione. Si può quindi affermare che Polito è il nuovo Direttore Sportivo della Juve Stabia.

Un percorso, quello con la società gialloblù, iniziato da calciatore per Polito. Il portiere napoletano era giunto a Castellammare quando la stagione 2015/16 era già in corso, a seguito dell’infortunio alla spalla occorso a Stefano Russo. La Juve Stabia, in cerca di un estremo difensore di esperienza, mise sotto contratto Polito anche grazie alla “mediazione” di Fabio Caserta, fraterno amico dell’ex Catania.

Dopo l’addio al calcio giocato, Polito ha subito iniziato il proprio percorso da collaboratore tecnico con la Juve Stabia, fino a conseguire pochi giorni fa il tesserino da Direttore Sportivo. Polito è quindi l’ultimo, ad oggi, D.S. della Juve Stabia di Manniello, e fa da successore a dirigenti più e meno rimpianti.

Il primo in ordine di tempo fu Enrico Coscia, responsabile dell’area tecnica della prima stagione targata Giglio – Manniello. Quella fu la campagna acquisti dei grandi nomi: Biancolino, Grieco, Monticciolo ecc; tutti elementi dal grande passato, dall’enorme ingaggio ma dal presente orribile e sbiadito. Al termine di quella nefasta stagione, le Vespe, partite per tentare il salto in Serie B, retrocessero in Serie C2.

In seconda divisione la gestione dell’area tecnica fu affidata a Luigi Pavarese. Il Direttore Sportivo napoletano rivoltò l’organico, componendolo di tanti “sconosciuti” che avrebbero fatto le fortune della Juve Stabia. Grazie ai vari Fabbro, Vicentin, Acoglanis, De Angelis, Ruscio le Vespe guidate da Rastelli centrarono subito il ritorno in Serie C1.

Nella stagione successiva rivoluzione sia sulla scrivania che in panchina. Via Pavarese e Rastalli per far posto a Di Somma e Braglia. Sarà l’inizio del ciclo più bello della storia della Juve Stabia, con Di Somma in grado di scovare calciatori, più e meno giovani, che sarebbero diventati diamanti. Colombi, Scognamiglio, Molinari, Cazzola, Raimondi, Mbakogu, Mezavilla, Corona, Sau, Baldanzeddu, Erpen, Verdi, Zaza: una scia lunghissima, quella che porta alle scoperte del periodo stabiese di Salvatore Di Somma.

Dopo il turbolento addio del D.S. stabiese, l’incarico venne affidato a Fabio Lupo, attuale Direttore Sportivo del Palermo. Lupo arrivò in una Juve Stabia in netta difficoltà, nonostante il campionato di Serie B iniziato da pochi mesi, e non riuscì con gli acquisti del gennaio successivo ad evitare una annunciata retrocessione.

Col ritorno in Serie C comincia invece l’era di Pasquale Logiudice. Il dirigente calabrese porterà alla Juve Stabia elementi giovanissimi, che con la maglia gialloblù esploderanno; Cancellotti, Migliorini, Contessa, Polak, Bombagi, Nicastro, Pisseri, Mastalli, Izzillo ecc: anche grazie al lavoro di scouting di Logiudice, le Vespe sfiorano due volte il ritorno in cadetteria.

Ora è il turno di Ciro Polito, che già ha avuto un ruolo rilevante, in veste di consigliere, nella scorsa campagna acquisti. Da sottolineare gli arrivi di Viola, Nava, Crialese, Berardi, Strefezza e Branduani. L’acquisto che porta maggiormente la “firma” di Polito è però Matteo Bachini, centrale difensivo in grande spolvero. Proprio il pressing della Juve Stabia, suggerito da Polito, è stato determinante per “soffiare” il forte centrale al Catania, quando ormai la firma con gli etnei sembrava arrivata.

La speranza è che Polito possa seguire le orme dei suoi predecessori, non di tutti ovviamente ma di due in particolare. In bocca al lupo!

Raffaele Izzo

ARS, la colpa, se c’è, non è solo dei siciliani

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Forse mai, come dalle ultime elezioni regionali di novembre 2017, i siciliani sono stati così oggetto di, per carità, legittime soggettive critiche di tanti altri italiani, per l’eccessiva astensione, per l’esito del voto, nonché e soprattutto in ultimo, per l’elezione del Presidente dell’ARS.

Non sto qui a riportare gli innumerevoli articoli e specialmente commenti che già solo oggi in tutte le testate nazionali e regionali sono circolati con un evidente biasimo verso i miei conterranei.

E tuttavia, pur non essendo mai stato tenero neanche verso i miei concittadini siciliani, tanto a volte da essere bandito da gruppi schierati, sia di destra che di sinistra, devo però anche prendere delle oggettive difese di noi siciliani, poiché quanto politicamente si ripete nell’Isola, ha delle annose e note causali.

Incidono infatti tre problemi (molto brevemente):

1) I siciliani non vanno a votare, poiché si è stanchi, avviliti, nauseati, delusi, anche disperati, spesso senza via d’uscita. Ma non si sentano esenti da questa sciagura i miei concittadini italiani. Come infatti accaduto in Sicilia a novembre, prossimamente potrebbe succedere a marzo alle nazionali, con questa maggioritaria astensione che favorisce gli eserciti di codazzi elettorali organizzati dal sistema pubblico-politico, sicché salgono sempre i soliti partiti anche cambiando casacca o inciuciandosi.

2) La cronica mancanza di sviluppo e infrastrutture, quindi la disoccupazione (preordinata dal decennale sistema di: destra mistificatrice e sinistra ipocrita) demotiva e sfianca la società siciliana, in quanto senza lavoro certo e produttivo, prolifera il bisogno, pertanto la manodopera e i laureati o emigrano oppure si accodano al clientelismo, voto di scambio, corruzione e persino alla criminalità;

3) L’oppressiva estorsione fiscale, che tartassando i cittadini lavoratori, privati e operosi (per mantenere le innumerevoli pletore spesso solo predatorie e parassitarie del sistema pubblico-politico), dissuade e mortifica le iniziative imprenditoriali.

Vorrei quindi, per tutto quanto sopra, che questo mio mero articolo potesse giungere al nostro Presidente della Repubblica, che è siciliano, il quale, seppure com’è noto molto osservante dei ruoli istituzionali, tuttavia gli chiederei di pronunciare almeno qualche monito d’illuminazione verso i nostri deputati, non solo siciliani, ma anche nazionali, poiché è di tutta evidenza (tranne per chi non può o vuole vedere) che la nostra società, così continuando, sta lentamente scivolando verso un imprevedibile dissesto socio-economico e i nostri ragazzi, quando un giorno capiranno (spero per loro non troppo tardi) potranno solo maledirci accanendosi per la rabbia e afflizione sulle nostre lapidi.

Clamoroso: padre orco stupra la figlia e viene scarcerato

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Costretta a subire le violenze del padre orco, denunciato ma ora a piede libero.

Padre orco – Questa è una storia che sembra surreale, eppure è tutto vero:  un uomo, un quarantenne di Torre Annunziata, avrebbe stuprato la figlia di 14 anni per molto tempo e ad incastrarlo le confessioni della madre della bambina abusata, inoltre al ritrovamento di giochi erotici e fotografie compromettenti. Nonostante le diverse prove, l’uomo è stato di nuovo messo a piede libero. La documentazione per la scarcerazione è arrivata pochi giorni fa ed a firmarla sono stati i giudici del tribunale del Riesame di Venezia che hanno deciso di accogliere la richiesta della difesa del patrigno, quindi nessuna più misura cautelare ed obbligo di dimora.

Ndr di Stanislao Barretta, che dire, solo due settimane fa scrivevo:

  • Italia, stupratori e pedofili non condannati:  DIFFERENZE tra Italia e Svezia: giustizia di nome da una di fatto
    3 dicembre 2017 – Italia, stupratori e pedofili non condannati. Svezia, condannato per stupro online E’ di ieri la notizia dell’ultima incomprensibile sentenza…

ALCUNE italiche perle:

  • Stupro, se non c’è orgasmo non è reato
  • Non sei vergine? Lo stupro non è così grave (Questo secondo la famosa Terza Sezione Penale della Cassazione che, con sentenza numero 6329 del 20 gennaio 2006, sentenziò che lo stupro subito dalla ragazzina da parte del patrigno di 40 anni era stato un atto meno grave di altri dato che le giovane non era più vergine).
  • Impossibile essere stuprate se si indossano i jeans (La sentenza numero 1636 della Cassazione, del 1999, negò l’esistenza di uno stupro perché la vittima “indossava i jeans”).
  • Per lo stupro di gruppo niente carcere (Lo dice Consulta, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 275 comma 3 del codice di procedura penale, come modificato dal decreto legge 11/2009. “Ciò che vulnera i parametri costituzionali – troviamo scritto nella sentenza n.232 – non è la presunzione in sé, ma il suo carattere assoluto, che implica una indiscriminata e totale negazione di rilevanza al principio del ‘minore sacrificio necessario’“).
  • ANCORA su Stupro di gruppo: riduzione di pena ai violentatori (sentenza 40565 del 16 ottobre 2012 con la quale la Corte di Cassazione ha deciso che durante una violenza di gruppo, uno sconto di pena deve essere concesso a chi “non abbia partecipato a indurre la vittima a soggiacere alle richieste sessuali del gruppo, ma si sia semplicemente limitato a consumare l’atto”. Insomma, tutto bene se si stupra, l’importante è trovare la vittima già in stato confusionale o immobilizzata da altri).
  • Poi c’è anche lo “stupro attenuato” (sic) che non prevede nemmeno la detenzione; ecc, ecc, ecc …..

 

Oggi c’è questa ennesima conferma, e chissà quante altre ci sono sfuggite e, soprattutto, quante altre ci saranno: l’italiaca, o italiota, fantasia non ha limite per cui non resta che attendere e vedere cos’altro ci si inventa.

Michelle Hunziker al fianco di Baglioni per Sanremo 2018

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Michelle Hunziker torna a Sanremo dopo 11 anni, la conduzione con Pippo: “mi sono divertita tanto “.

Non è stato del tutto confermato, ma sembrerebbe quasi sicura la presenza di Michelle Hunziker a Sanremo 2018 ad affiancare Claudio Baglioni nella conduzione durante una delle serate. Come lei stessa dichiara: “Se dovesse andare tutto come deve andare, sono la prima a esserci, perché sono pazza, piacevolmente pazza” parlando a proposito dell’evento durante la diretta tenutasi nel programma Domenica in condotto da Cristina Parodi. Inoltre, Michelle ha anche ricordato i suoi vecchi tempi, quelli della prima conduzione con Pippo: “Ma quanto era bello, mi sono divertita tanto: saluto Pippo, un mito“. I festival a cui fa riferimento Michelle sono tra i più famosi della storia del festival, dai primordi. Pippo Baudo ha presentato 13 volte il Festival, seguito da Mike Buongiorno che invece è stato alla conduzione per 11 volte. Poi c’è Nunzio Filogramo con 5 presenze, storico primo conduttore da quel 1951 del “battesimo” dell’Ariston di Nilla Pizzi

Una prestazione super non basta all’Indomita Salerno, sconfitta da Atripalda

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Una prestazione super non basta all’Indomita Salerno maschile, sconfitta da Atripalda

Cuore e grinta non bastano all’Indimita maschile per tornare vincentre dalla sfida contro la favorita Atripalda Volleyball

Non basta una grandissima prestazione all’Indomita maschile per tornare vincitrice da Atripalda. Contro la squadra irpina, una delle grandi favorite di questa stagione per la promozione in serie B, Salerno disputa un’ottima partita, dimostrando di poter giocare davvero alla pari con chiunque. E’mancato soltanto il risultato ma capitan Morriello e compagni meritano davvero gli applausi. Innanzitutto per l’ottima partenza. Con Citro e Rainone centrali, Manzo opposto, Capriolo libero, Memoli e Senatore schiacciatori con Morriello in regia, l’Indomita non soffre assolutamente la pressione di un match di cartello e inizia a giocare subito alla grande. Attenta in ricezione e precisa in attacco la squadra salernitana mette in difficoltà la formazione irpina e conquista così meritatamente il primo set con il punteggio di 25-19. Il secondo set va via nel segno dell’equilibrio anche grazie ad alcuni cambi operati dal tecnico biancoverde Colarusso che tra l’altro sostituisce l’ex di turno, Zaccaria. Ai vantaggi l’allungo decisivo è dei padroni di casa che chiudono 27-25. Nel terzo set, invece, la partenza dell’Atripalda sorprende un po’ l’Indomita che non riesce a rientrare nel set e cede 25-17. Nel quarto set è ancora grande equilibrio. Le due squadre lottano punto a punto. Sul finire del set l’Indomita allunga e si porta avanti 23-21. Un fischio arbitrale nega l’opportunità della conquista di tre set point e allora Atripalda rientra.

Emozioni e occasioni da entrambe le parti, fin quando Atripalda non chiude con il punteggio di 29-27, conquistando i tre punti e lasciando all’Indomita gli applausi ma anche tanti rimpianti: “Avremmo meritato almeno di portare la partita al tie break”- ha dichiarato coach Vitale al termine della gara – “è stata una grande Indomita e sono sicuramente soddisfatto. Alla fine Atripalda ha prevalso grazie alla propria fisicità e all’esperienza. Peccato al quarto set per qualche errore in battuta di troppo, ma la prestazione ci gratifica e ci dà grande carica in vista dei prossimi impegni”. Giovedì, è in programma un’altra sfida importante per Capriolo e compagni. A Ischia c’è in palio la qualificazione alla final four di Coppa Campania. Il campionato, invece, tornerà, dopo le festività natalizie: l’appuntamento è per il 13 gennaio alla Senatore per la sfida contro il Pompei.

ATRIPALDA VOLLEYBALL – INDOMITA SALERNO 3-1 (19-25, 27-25, 25-17, 29-27)

ATRIPALDA: De Palma, De Prisco, Zaccaria, Ceccato, Esposito, Crispo, Luciano, D’Angelo, Ciardiello, De Falco, Del Gaizo. All. Colarusso

INDOMITA: Cafaro, Morriello, Manzo, Brancaleone, Senatore, Polisciano, Memoli, Pagano, Carratù, Rainone, Citro, Capriolo (L), Petrosino (L2). All. Vitale

Meteo. Aria artica sull’Italia: clima con vento freddo e intenso

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Meteo. Aria artica sull’Italia: clima con vento freddo e intenso soprattutto su regioni centrali, Sicilia e Sardegna METEO
Le temperature continuano a diminuire, con valori al di sotto della media. Attenzione alle forti gelate all’alba

L’aria fredda di origine artica che segue la perturbazione n.5 di dicembre, dopo aver raggiunto le regioni centro-settentrionali, nelle prossime ore si propagherà anche al meridione, determinando ovunque un clima con un sensibile calo delle temperature.

Fino a metà settimana saremo alle prese con un clima da pieno inverno caratterizzato da temperature in gran parte inferiori alla media. Nell’ambito delle correnti settentrionali un altro veloce impulso (la perturbazione n.6 di dicembre), attualmente posizionato sulle Isole Britanniche, lambirà le regioni nord-occidentali, prima di interessare più direttamente la Sardegna tra la fine di lunedì e la giornata di martedì.
Giovedì 21, giorno del solstizio d’inverno, l’Anticiclone delle Azzorre si espanderà più decisamente verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo, favorendo una situazione di tempo più stabile e un rialzo termico. Questa stabilità potrebbe essere temporaneamente interrotta, tra venerdì e sabato, dal transito di un nuovo impulso nord-atlantico che interesserà soprattutto le Alpi e il Centro-Sud.

Previsioni meteo per lunedì. Migliora al Centro-Sud, salvo residue precipitazioni al mattino su bassa Calabria e nord della Sicilia e, in forma occasionale, anche lungo l’Adriatico tra Abruzzo e Puglia. Sulle regioni del Nord, lambite dalla perturbazione numero 6 di dicembre, nuvolosità in temporaneo aumento sin dal mattino, più tardi anche su Toscana, Umbria e Sardegna. Deboli nevicate fino a bassa quota nel settore alpino centro-occidentale e intorno all’Appennino ligure; deboli piogge in costa sulla Liguria.
In serata le precipitazioni si trasferiranno sulla Sardegna, con fenomeni anche a carattere di rovescio e neve sui monti fino agli 800 metri. Nella notte le nuvole di nuovo in intensificazione sul medio Adriatico con deboli e locali precipitazioni tra il sud della Marche, l’Abruzzo e il Molise nevose fino ai 300 metri. Le temperature caleranno ulteriormentegelate diffuse al Nord e nelle zone interne del Centro. Ancora ventoso al Sud, in Sicilia e in Sardegna.

Babbobikers al Santobono portano doni ai bambini malati

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I Babbobikers a bordo delle loro motociclette Davidson per portare i regali ai bambini dell’ospedale Santobono, il volto di una Napoli solidale.

Sono arrivati questa mattina, in 30 con le loro Harley Davidson all’ospedale pediatrico Santobono i “BabboBikers”, così chiamati per l’occasione, a distribuire regali per il reparto dei bambini malati. In questi giorni, sono stati raccolti tutti i doni che questa mattina era intenzione dei motociclisti donare a chi in ospedale sembra essere un passo più distante dall’aria di Natale respirata per le strade di Napoli. Gesto di grande solidarietà che si unisce a tutte le grandi iniziative in cantiere o in corso in questi giorni nei disparati paesini campani. I doni sono stati portati direttamente nella corsia del nosocomio dell’ospedale, accolti con gioia ed allegria da tutti i più piccoli. Un sorriso di affetto regalato per un NATALE MIGLIORE.

VIDEO Grand Prix FIE – Arianna Errigo brilla nella sciabola femminile

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Grand Prix FIE – Arianna Errigo brilla nella sciabola femminile

C’è una fiorettista sul podio delle sciabolatrici a Cancun. O forse, più semplicemente, le pedane messicane sanciscono la nascita di una nuova sciabolatrice.

Arianna Errigo, che col fioretto ha conquistato un argento olimpico individuale ed un oro a squadre, due volte campionessa del Mondo, due volte campionessa europea, vincitrice di sedici prove di Coppa del Mondo, sale per la prima volta sul podio nella sciabola femminile al termine del Grand Prix FIE svoltosi a Cancun.

A suon di stoccate la Errigo risponde a chi ha sempre storto il naso circa la sua scelta di affiancare la sciabola al fioretto che, solo due settimane fa, l’aveva vista al terzo posto al Grand Prix FIE di Torino.

A fermare la scalata verso il gradino più altro del podio dell’azzurra stata  l’ucraina Olga Kharlan. Una finale che ha visto la plurititolata ucraina fermare l’azzurra col punteggio di 15-6.

La straordinaria prestazione di Arianna Errigo era iniziata nella giornata di venerdi con la conquista del pass di qualificazione al tabellone principale. Questo sabato aveva poi esordito superando nettamente per 15-4 la russa Dina Galiakbarova e proseguendo inanellando i successi dapprima contro la francese Charlotte Lembach per 15-11 e poi contro la giapponese Risa Takashima per 15-13.

Ai quarti è giunta l’affermazione per 15-14 contro la numero 1 del ranking mondiale e bronzo a Lipsia 2017, l’ungherese Anna Marton, per poi proseguire superando, sempre piazzando la stoccata decisiva del 15-14, l’altra medaglia di bronzo iridata e già vicecampionessa mondiale 2015, la francese Cecilia Berder.

Sono felicissima” è il lapidario commento a caldo che l’azzurra affida ai social network, prima di festeggiare assieme al suo maestro Lucio Landi ed al Commissario tecnico, Giovanni Sirovich.

Quest’ultimo festeggia anche l’ennesima prestazione positiva di Rossella Gregorio che, alla terza gara di stagione, scende dal podio concludendo ai quarti la sua gara perché sconfitta dalla francese Berder col punteggio di 15-6.

Stop invece nel turno delle 32 per Irene Vecchi, superata 15-10 dalla giapponese Takashima, per Sofia Ciaraglia, eliminata dall’ungherese Marton per 15-7, per Martina Petraglia, fermata sul 15-6 dalla francese Boudiaf, per Loreta Gulotta, sconfitta 15-12 dalla statunitense Wozniak, e per Chiara Mormile che è stata eliminata per 15-8 per mano della romena Pascu.

Quest’ultima, nel primo turno di giornata, aveva eliminato anche l’altra azzurra Michela Battiston col punteggio di 15-12. Erano state eliminate all’esordio di giornata anche Martina Criscio, fermata sul 15-13 dalla polacca Socha, Rebecca Gargano, sconfitta 15-5 dall’olimpionica russa Yana Egorian, Camilla Fondi, fermata 15-8 dall’altra russa Pozdiankova, e Caterina Navarria sconfitta 15-13 dalla francese Lembach.

Il pranzo dei poveri al San Carlo, l’iniziativa per la solidarietà e la diffusione della Dieta Mediterranea

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Il Teatro San Carlo per i senza tetto, l’iniziativa nel “Convivio Mediterraneo”.

La Fondazione Teatro San Carlo, insieme alla Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Tecnologie innovative per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche, insieme all’ausilio della Caritas Diocesana e gli istituti alberghieri della Campania, tra cui “Giustino Fortunato” di Napoli, “De Gennaro” di Vico Equense, “Pantaleo” di Torre del Greco, “Duca di Buonvicino” di Napoli, “Petronio” di Pozzuoli e “Corrado” di Castel Volturno si sono adoperati per organizzare mercoledì 20 dicembre un pranzo di Natale per coloro che ne hanno più bisogno, senzatetto e con difficoltà economiche. Molti gli eventi di questo genere presenti sul territorio in occasione delle festività natalizie, come ad esempio il programma simile ad Ercolano, proposto nei giorni scorsi. Come spiegano gli organizzatori: “vuole essere anche un modo per diffondere la conoscenza dei sani principi della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. L’iniziativa solidale è inserita all’interno della rassegna sulla cultura gastronomica della Dieta Mediterranea “Convivio Mediterraneo”.

Fonte: Ansa

La cronaca di Givova Scafati – Cuore Basket Napoli: 88-63

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Torna alla vitoria la Givova Scafati che al Palamangano ha la meglio sulla Cuore Basket Napoli

La Givova Scafati dopo la sconfitta casalinga con Biella e la pausa con Legnano rinvia al 3 gennaio, vuole tornare alla vittoria nel derby con Napoli anche perchè in diretta televisiva.

Questo il risultato finale e i parziali dei quarti, Givova Scafati – Cuore Basket Napoli: 88-63 (31-19/ 50-33/ 73-49)

Scafati: Lawrence 19 (4/5, 2/4), Spizzichini 13 (3/4, 2/4), Santiangeli 10 (2/2, 2/7), Crow (0/2, 0/2), Sherrod 21 (9/13); Romeo 10 (2/2, 2/5), Ranuzzi 10 (3/4, 0/1), Ammannato 5 (1/2, 1/1), Pipitone (0/1), Trapani (0/1). All. Giovanni Perdichizzi.

Napoli: Carter 12 (2/7, 1/8), Mascolo 9 (3/6, 1/2), Nikolic 11 (4/7, 1/2), Mastroianni (0/3 da 3), Basabe 6 (3/6); Sorrentino 4 (0/2, 0/4), Malfettone n.e., Fioravanti 11 (1/1, 3/4), Crescenzi  n.e., Zollo n.e., Vangelov 10 (5/6), Ronconi n.e., Maggio.  All. Aldo Russo.

ARBITRI: Calogeno  Cappello di Porto Empedocle (Ag), Marco Rudellat di Nuoro (Nu) Raimondo William di Roma.

 

NOTE: Tiri dal campo: Scafati  33/60 (55%) Napoli 24/58 (41%). Tiri da due: Scafati 24/36 (67%) Napoli 18/35 (51%). Tiri da tre: Scafati 9/24 (37%), Napoli 6/23 (26%). Tiri liberi: Scafati 13/23 ( 56%), Napoli 9/12 (75%). Falli: Scafati 14. Napoli 18. Usciti per cinque falli: nessuno. Rimbalzi: Scafati 37 (24 dif.;  13 off.), Napoli 29 (20 dif.; 9 off.). Palle recuperate: Scafati 13 Napoli 10. Palle perse: Scafati 2 Napoli 19. Assist: Scafati 22; Napoli 14. Stoppate: Scafati 0, Napoli 0. Spettatori: 1.500 circa.

 

Vittoria convincente per la Givova Scafati che supera la Cuore Basket Napoli al termine di una gara senza storia, dominata nel corso degli interi 40’ che hanno dimostrato una netta superiorità dei ragazzi di Perdichizzi, mentre per gli azzurri, l’unico appiglio per il futuro arriva dalla tribuna, dove coach Piero Bucchi ha visto la gara al fianco del presidente Ciro Ruggiero.

Il derby vintage del PalaMangano vede in campo Scafati con il nuovo play-guardia, Lawrence, che fa il suo esordio dopo lo stop di Miles, mentre Napoli senza coach Ponticiello, cerca riscatto e punti salvezza. L’’equilibrio dura solo 6’ con Scafati che parte con un 8-2, Napoli risponde con uno 0-6, e dal 15 pari firmato Vangelov al 6’03’’ il derby diventa un vero e proprio monologo per super Sherrod (21 punti e 14 rimbalzi, con 30 di valutazione) e soci che piazzano un eloquente 12-0 (27-15 al 9’) che fa partire la fuga gialloblù. In progressione la Givova, che sfrutta molto la panchina, e più volte coach Perdichizzi gioca con il secondo quintetto in campo, prende il largo senza nessuna reazione partenopea, forse per l’evidente divario tra i due roster. Al 20’ con un 7-0 firmato da Spizzichini, Sherrod e Santiangeli, Scafati è già sul 50-33, il rientro dall’intervallo è ancora peggio per Napoli con il parziale che diventa di 13-0 con Lawrence che segna il +23 (56-33 al 22’). Non resta che aspettare la fine del match tra le belle giocate di Spizzichini, Romeo e Lawrence, le triple di Santiangeli e le schiacciate di Sherrod, mentre Napoli è contestata a più riprese dai 100 tifosi al seguito che chiedono più impegno ai ragazzi in campo. La guida, ovvero Bucchi, è arrivata, ma il patron Ruggiero dovrà correre ai ripari anche mettendo mano al roster, che va migliorato quasi in ogni reparto. Per Scafati invece continua la corsa alle final Eight di Coppa Italia a cui accedono le prime quattro dei due gironi.

A cura di Mario Di Capua

 

 

 

 

La Givova Ladies vince il derby contro Salerno Basket

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La Givova Ladies vince il derby contro Salerno

Le ragazze di coach Ottaviano, si impongono al Palamangano e travolgono Salerno, vincendo con un margine di 15 punti 67-52.

Successo per la Givova Ladies Scafati che supera 67-52 Salerno. Il quintetto di coach Nicola Ottaviano rafforza così la prima posizione, in attesa del recupero di martedì a Capri.

L’inizio è contraddistinto da tanti errori da ambo le parti. La Givova Ladies stenta a trovare ritmo in attacco. Così Salerno ne approfitta per firmare un primo mini allungo con De Mitri e soprattutto Assentato, abile a trovare più volte il fondo della retina (9-16). Alla ripresa del gioco le padrone di casa entrano, però, con uno spirito totalmente diverso. Čičić, ben assistita da Scibelli e Busiello, segna più volte in contropiede e scrive un break di 11-0 (20-16), che cambia subito l’inerzia della gara. Le granata subiscono l’aggressività locale, ma riescono comunque a rimanere aggrappate alla partita con la solita Assentato (24-23). La Givova Ladies smarrisce di nuovo lo smalto e le ospiti con un canestro da sotto di Melin vanno al riposo avanti di 1 (24-25).

Dopo la pausa il leitmotiv torna quello del secondo periodo. E’ subito Čičić a mettere in crisi la difesa di Salerno, che va di nuovo sotto di sette lunghezze a causa di un altro break di 7-0 (32-25) di Scafati. Le granata stavolta non riescono a reagire e cominciano a scivolare sempre più giù grazie alla grande verve realizzativa di Scibelli, che fa il vuoto nel pitturato. Proprio la lunga ischitana permette alla Givova Ladies il primo vero allungo sul +15 (45-30). Negli ultimi dieci giri di lancetta le viaggianti non hanno la forza di tornare in partita. Così Scafati può chiudere comodamente i conti con Falanga e Sapienza.

Questo il commento a fine gara di coach Ottaviano. “Il primo obiettivo era quello di ribaltare la differenza il -5 del PalaSilvestri per dimostrare che non eravamo quelli dell’andata. Come sempre ogni tanto abbiamo dei cali, ma riusciamo a reagire sempre nel modo giusto. Ora testa a Capri, che non dobbiamo sbagliare più”.

 

Givova Ladies Scafati-Salerno Basket ’92 67-52 (9-16, 24-25, 45-32)

 Givova Ladies Scafati: Sicignano, Iozzino 5, Busiello 9, Porcu 2, Sapienza 5, Ottaviani 4, Serra, Scibelli 18, Negri 6, Scala n.e., Falanga 4, Čičić 14. All. Ottaviano

 Salerno Basket ‘92: Ingrassia 9, Pellecchia n.e., De Mitri 6, Galdi, Arase n.e., Ceccardi 10, Esposito 2, Fontana 2, Assentato 19, Giulivo, Ledda n.e., Melin 4. All. Dello Iacono

 Arbitri: Mogavero e Femminella di Salerno

Dal 2018 obbligatoria la presa per le auto elettriche anche negli edifici privati

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Case: dal 2018 obbligatoria la presa per le auto elettriche – L’ESPERTO
Per tutte le nuove costruzioni e quelle ristrutturate per almeno il 50%, la legge stabilisce l’obbligo di ricarica per le auto elettriche. Ecco chi è soggetto all’obbligo e cosa succede in caso di violazione

Case: dal 2018 obbligatoria la presa per le auto elettriche

Le nuove case avranno l’obbligo di ricarica per le auto elettriche. Le regole sono dettate dal D.lgs. n. 257/2016, che ha modificato il Testo unico edilizia (Dpr 380/2001) all’articolo 4. Il Dl 83/2012 (in attuazione della direttiva europea 2014/94/UE) aveva stabilito il 1° giugno 2014 come data entro cui i comuni avrebbero dovuto prevedere nei regolamenti edilizi l’obbligo per le nuove costruzioni di avere la presa per le auto elettriche. Tale obbligo è stato prorogato fino alla fine del 2017. Per cui entro il 31 dicembre, le amministrazioni locali dovranno inserire una norma nel proprio regolamento edilizio che vincola gli immobili di nuova costruzione ad avere la presa per le auto elettriche. In caso contrario, non verrà rilasciato agli edifici il titolo abilitativo.

Edifici soggetti all’obbligo di ricarica per le auto elettriche

Il Dlgs 257/2016, all’articolo 4 prevede l’obbligo di installare colonnine di ricarica per auto elettriche:

– per gli edifici non residenziali di nuova costruzione più grandi di 500 metri quadri;

– per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative;

– i fabbricati già esistenti su cui si è intervenuti con ristrutturazione edilizia di primo livello che coinvolga almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico.

Le infrastrutture e le prese di ricarica per le auto elettriche devono permettere la connessione di un auto per ogni parcheggio (coperto o scoperto che sia) o per ogni box-auto dell’immobile.

Per gli edifici residenziali nuovi con almeno 10 unità abitative il numero di parcheggi e box auto con la colonnina non deve essere inferiore al 20% del totale.

Colonnine auto elettriche: cosa succede in caso di violazione dell’obbligo

Attualmente si sono adeguate alle prescrizioni del Testo Unico solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso. Il resto del Paese ha pochi giorni per adeguarsi. In caso contrario, è lo stesso il TU edilizia a stabilire che le Regioni facciano decadere le concessioni edilizie rilasciate per edifici non costruiti seguendo le regole, in relazione alle leggi regionali.

studiocastaldi/Gabriella Lax

Messe nere per invocare Satana, profanata una chiesa

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Messe nere per invocare Satana, profanata una chiesa

Negli ultimi giorni del mese di novembre tra le città di Castellammare di Stabia e Vico Equense si è assistito a furti di ostie consacrate. Un caso eclatante è stato il furto della Pisside contenente le ostie consacrate avvenuto nella chiesa stabiese Santa Maria del Santissimo Rosario.

Dietro questi furti, si era ipotizzato il movente legato alla celebrazione delle messe nere. A questi episodi si aggiunge un inquietante ritrovamento avvenuto nella cappella dell’Ospedale Maresca di Torre del Greco. Il cappellano avrebbe rinvenuto resti di una celebrazione di una messa nera, per invocare il diavolo, all’interno della chiesetta.

Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, indignato per l’agghiacciante episodio, è intervenuto dichiarando: “Ho presentato una interrogazione sulla notizia che racconta di una scena raccapricciante a cui avrebbero assistito il direttore sanitario e il cappellano dell’ospedale Maresca di Torre del Greco. Dai resti trovati sul pavimento la chiesetta sarebbe stata profanata con una messa nera organizzata nei dettagli  per invocare Satana. Episodio inquietante, va fatta chiarezza sull’accaduto individuando i responsabili per evitare che si ripeta. E’ incredibile che tutto si sia potuto svolgere indisturbatamente, ha aggiunto Borrelli. Solo il giorno dopo è avvenuta  la denuncia dell’accaduto. Non possiamo permettere che gli ospedali di notte diventino terra di nessuno. Si garantisca un’adeguata quanto efficace azione  di controllo agli ingressi per la sicurezza di chi ci lavora e dei degenti”.

Rodin, le opere del genio dalla scultura alla pittura

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Treviso, si chiude la mostra dedicata a Rodin, il genio che ha aperto la strada a diversi linguaggi plastici dell’arte.

Si è chiusa la mostra allestita dal 24\2 al 3\6 nel Museo di Santa Caterina a Treviso dedicata al genio dell’arte Auguste Rodin. Nell’allestimento, sono state proposte 50 sculture e 25 opere su carta; molteplici le realizzazioni famose del maestro presenti all’evento: dal Bacio al Pensatore, dal Monumento a Balzac all’Uomo dal naso rotto, fino all’Età del bronzo. La mostra è “prodotta e curata da Marco Goldin, patron di Linea d’ombra, ‘Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet’ è l’iniziativa espositiva su cui ha puntato il Museo Rodin di Parigi per la conclusione dell’omaggio al maestro francese durato tutto l’anno con importanti rassegne al Grand Palais e al Metropolitan Museum. E se Treviso sarà quindi l’unica sede italiana inserita in questo calendario internazionale, l’istituzione parigina garantirà la presenza delle opere più famose di Rodin, in formati piccoli, medi e in alcuni casi di grande dimensione.”(fonte:ansa)

Biancaneve compie 80 anni, il successo assoluto Disney

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Biancaneve, il primo film della Disney oggi compie 80 anni, è ancora il più venduto della storia.

Oggi la bella ragazzina innocente dei cartoni animati, accompagnata nelle sue avventure dai nani, i famosissimi 7 nani, compie 80 anni. Innocente, semplice, donna dai valori tradizionalisti, Biancaneve è il primo lungometraggio prodotto dalla Disney nel 1937 al Circle Theatre di Los Angeles, poi successivamente distribuito in America, il 4 febbraio 1938. In Italia arrivò lo stesso anno però l’8 dicembre. Il film fece un enorme successo, ottenendo al box office 8 milioni di dollari: è ancora oggi annoverato tra i film più redditizi della storia: c”on un incasso Usa di oltre 935 milioni di dollari, e la Disney lavora a rilanciarlo in formato live action: a scrivere il film Erin Cressida Wilson (che ha firmato la sceneggiatura della Ragazza del treno). Senza contare gli innumerevoli adattamenti del classico dei fratelli Grimm: tra i più recenti Biancaneve, con Julia Roberts e Lily Collins, e Biancaneve e il cacciatore con Kristen Stewart, o la serie tv Once Upon a Time”.

Fonte: Ansa

FOTO – Polemiche per un cartellone sessista “Per una botta sicura…”

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FOTO – Polemiche per un cartellone sessista “Per una botta sicura…”

Cartellone pubblicitaro sessista nel napoletano, la denuncia del consigliere regionale: “Pubblicità sempre più squallide invadono le nostre città. Ragione in più per scegliere di non sparare”

A Palma Campania, in provincia di Napoli, è apparso un cartellone pubblicitario volgare e sessista. Una pubblicità che utilizzando una frase allusiva, combinata con l’immagine di una modella in bikini, invoglia a acquistare fuochi d’artificio.

Il consigliere regionale del Verdi Francesco Emilio Borrelli insieme al conduttore della Radiazza Gianni Simioli hanno denunciato questa trovata pubblicitaria: “Cartelloni pubblicitari offensivi e di basso contenuto, un inno alla volgarità, all’ ignoranza e alla grettezza umana la più bieca. In un momento storico in cui la società si mobilita contro la violenza di genere e, lo spettro delle molestie minaccia ogni settore, c’è ancora chi propone simili stereotipi. È veramente squallido che messaggi promozionali travalichino un minimo senso del pudore e inneggino a volgarità e sessismo. La risposta giusta alla volgarità contenuta nel messaggio pubblicitario dell’azienda di fuochi pirotecnici è quella di non sparare, un motivo in più per fare una scelta intelligente”.

La foto del cartellone che sta suscitado scalpore

 

Napoli, da oggi chiamatelo “MaradHamsik”

Col gol di Torino Marek aggancia il “Pibe de Oro”

Gli mancava, forse gli pesava. L’accostamento con un simbolo e un idolo, un dio che Maradona rappresenta per Napoli, il Napoli e i napoletani non è facile per nessuno. Ma Hamsik è sempre stato una colonna portante di questa squadra, utile sia in fase difensiva che in quella offensiva. Da quando è a Napoli ha realizzato ben 115 reti, numeri da attaccante numeri che possono paragonarlo (in fase realizzativa) a un certo Maradona.

Arrivò da Brescia che era un ragazzino e prima di mettere piede alle falde del Vesuvio, lo slovacco segnò anche una rete al ‘San Paolo’ proprio con le rondinelle, rete inutile ai fini del risultato ma che già fece capire chi era Marek Hamsik e ciò che poteva diventare: già talento ma dal grande potenziale!
Col passare del tempo “Marekiaro” (questo il soprannome datogli dai tifosi partenopei) si è inserito sempre più nei meccanismi della squadra e nel cuore della gente. Quest’amore viscerale che ha unito tifosi e capitano ha aiutato tanto: il capitano giocava per squadra e tifosi, i tifosi cantavano per squadra e capitano. Un rapporto unico che è cresciuto nel tempo a suon di prestazioni da capogiro, prestazioni che hanno visto il capitano uscire dal campo, ad ogni partita, con la maglia sudata, sempre: campionato, Champions League, Europa League o Coppa Italia che sia, è sempre stato lui unicamente e strepitosamente Marek Hamsik.

Da oggi chiamatelo pure MARADHAMSIK!

a cura di Michele Avitabile
RIPRODUZIONE RISERVATA

foto di Danilo Pergamo

Castellammare di Stabia, il lungomare come un villaggio incantato

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Il lungomare stabiese come un villaggio incantato; approvata la variazione di bilancio, si attendono ora gli spettacoli del programma natalizio

Quest’anno la città di Castellammare di Stabia si colora come nelle fiabe; nella villa comunale questa settimana sono state montate le luci d’artista che ritraggono tra i personaggi Disney, una miriade di fenicotteri, funghi, stelle marine e delfini che caratterizzano tutto il percorso permettendo agli stabiesi d’immergersi totalmente nell’atmosfera del Natale ormai alle porte. Infatti, proprio ormai a 10 giorni dalle festività, ha trovato compimento l’attuazione della variazione di bilancio d’urgenza, approvata durante il consiglio comunale, che consta dell’utilizzo di 40mila euro per eventi di vario genere natalizio e 66mila euro per le luci in villa ed i quartieri adiacenti della città delle acque. I cittadini, tra stupore e qualche critica, cioè di chi ha ritenuto vana la spesa di danaro per le luminarie, attendono con ansia gli eventi organizzati per l’antivigilia, con la speranza di un magico natale stabiese e di una spesa fatta per una buona causa.

Vittorio Emanuele III, in Piemonte o al Pantheon?

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Vittorio Emanuele III, in Piemonte o al Pantheon?  OPINIONI

Ormai è ufficiale: i reali d’Italia, Vittorio Emanuele III e la moglie Elena di Montenegro, sono rientrati discretamente in patria per la sensibilità del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con l’assenso del governo Gentiloni. Si tratta di due compatrioti e la pietas impone il rispetto che si deve a chi non è più.

Ma riaperta la tomba del “re soldato”, inevitabilmente, in Italia si riaprono ferite non ancora del tutto rimarginate, rispetto a sensibilità umane e politiche differenti se nono diametralmente opposte e conflittuali. I Savoia eredi reclamano il Pantheon di Roma per il loro antenato ed, invece, una maggioranza di cittadini italiani storcono ancora il naso, solo a sentire il nome dei Savoia. I nobili sono legittimisti e ritengono che un re debba restare sempre re, anche da morto e che gli spettino sempre, anche in sepoltura, le prerogative del suo rango.

Ma ormai siamo in democrazia e tanto apparato il comune sentire dei cittadini repubblicani non lo condivide. I nostri Presidenti della Repubblica morti sono seppelliti nei comuni cimiteri delle città. Pertini è tornato nella sua Stella, in quel di Savona, per esempio.

Ricordando Vittorio Emanuele, c’è chi comincia ad enumerare tutte le manchevolezze, che buona parte dei contemporanei gli attribuirono. L’ingresso in guerra, non indispensabile nel conflitto mondiale del ‘15-’18; l’avallo del fascismo (1922) e delle sue scelleratezze: delitto Matteotti (1924), carcerazione ventennale di Gramsci, leggi razziali, la vigliacca dichiarazione di guerra alla Francia già martoriata (1940), il vile abbandono di Roma e l’ignominiosa fuga verso Brindisi (1943) insieme a tutta la corte.

Sono fatti che ancora pesano nella coscienza collettiva nazionale, o almeno in una parte consistente di essa.
Ferite torpide, che a toccarle bruciano ancora nella carne non del tutto guarita e che rischiano di riaprirsi e vomitare pus e materia non ancora metabolizzate del tutto.

La figura di un re per definizione unisce, perché rappresenta l’unità della nazione. Ma se solo la sua memoria crea dissensi e lacerazioni, allora non unisce più, ma disunisce e scompiglia un equilibrio nazionale, già fragile per le difficoltà che vive nell’oggi. Un simile sovrano deve tornare al rango di ex. Tanto rispetto per la tormentata esistenza di uomo. Ma di onori reali credo che non sia più il caso di parlarne e di lasciare perdere il miraggio del Pantheon. Almeno per il momento. “Ai posteri l’ardua sentenza…”.

OPINIONI