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Italia, stupratori e pedofili non condannati.
Cronaca Opinioni

DIFFERENZE tra Italia e Svezia: giustizia di nome da una di fatto

Italia, stupratori e pedofili non condannati. Svezia, condannato per stupro online

E’ di ieri la notizia dell’ultima incomprensibile sentenza (Clamoroso: ‘Hai denunciato troppo tardi’, aggressore scarcerato) dell’italiota, giurisprudenza che consente a stupratori, pedofili, violenti di restare liberi ed inpuniti con sentenze che lasciano il normale, ed onesto, cittadino rabbioso ed interdetto radicando sempre più la convinzione che la bilancia della giustizia serva a pesare i soldi di accusatori ed accusati (vince, ovviamente, il peso maggiore) come anche il bendaggio serva solo a non far vedere lo schifo del quanto commesso. La spada poi è solo oggetto per intimorire il soggetto più debole e recidere ogni speranza di corretta e reale giustizia.
Di questa vergogna ho già avuto modo di scrivere più e più volte nel corso degli anni (9 anni) con dovizia di fatti e vergognose sentenze non inventate ma, purtroppo, reali per dolorosi casi altrettanto reale dei quali, per restare solo nello stupro, riporto un minimissimo estratto dell’italico ridicolismo giudiziario:

  • Stupro, se non c’è orgasmo non è reato
  • Non sei vergine? Lo stupro non è così grave (Questo secondo la famosa Terza Sezione Penale della Cassazione che, con sentenza numero 6329 del 20 gennaio 2006, sentenziò che lo stupro subito dalla ragazzina da parte del patrigno di 40 anni era stato un atto meno grave di altri dato che le giovane non era più vergine).
  • Impossibile essere stuprate se si indossano i jeans (La sentenza numero 1636 della Cassazione, del 1999, negò l’esistenza di uno stupro perché la vittima “indossava i jeans”).
  • Per lo stupro di gruppo niente carcere (Lo dice Consulta, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 275 comma 3 del codice di procedura penale, come modificato dal decreto legge 11/2009. “Ciò che vulnera i parametri costituzionali – troviamo scritto nella sentenza n.232 – non è la presunzione in sé, ma il suo carattere assoluto, che implica una indiscriminata e totale negazione di rilevanza al principio del ‘minore sacrificio necessario’“).
  • ANCORA su Stupro di gruppo: riduzione di pena ai violentatori (sentenza 40565 del 16 ottobre 2012 con la quale la Corte di Cassazione ha deciso che durante una violenza di gruppo, uno sconto di pena deve essere concesso a chi “non abbia partecipato a indurre la vittima a soggiacere alle richieste sessuali del gruppo, ma si sia semplicemente limitato a consumare l’atto”. Insomma, tutto bene se si stupra, l’importante è trovare la vittima già in stato confusionale o immobilizzata da altri).
  • Poi c’è anche lo “stupro attenuato” (sic) che non prevede nemmeno la detenzione; ecc, ecc, ecc …..

E così si arriva anche ai femminicidi che, ormai, sono quasi quotidiani (ultima statistica porta ad una vittima a giorni alterni), e a tante altre violenze e soprusi che non sto nemmeno ad elencare dato che sono di pubblica conoscenza, solo che li si voglia vedere e ….. ricordare; come accade a me. Ma questa è altra piaga come lo è la pedofilia. Ora mi occupo di rimarcare la differenza tra la presunta italica giustizia e quella reale e concreta svedese. Un abisso.

Ma prima, visto e considerato che sempre e comunque in Italia siamo, mi corre l’obbligo di puntualizzare che, chiaramente, anche questa mia ennesima riflessione e questo mio elenco di “assurdità” giuridiche sono “SECONDO ME” ed espresse nel libero, e corretto, utilizzo del libero pensiero e della libera elencazione di cose, casi, fatti e sentenze reali che si sono succeduti nel corso degli anni e che ancora si succedono e, purtroppo, si succederanno in futuro ed è per questo che, sempre personalmente, leggo con soddisfazione qualche rara notizia di “giustizia” o “atto di giustizia” che si può registrare, anche se accade all’estero; nello specifico in Svezia dove un uomo è stato condannato per lo stupro “online” di 27 giovani adolescenti. La condanna è senza precedenti anche in Svezia (inimmaginabile in Italia) e mette in risalto la sestorsione, una forma di violenza sessuale sotto-studiata ma in rapida crescita che implica costringere le persone a compiere atti sessuali su se stessi su Internet.

Eccovi l’articolo del caso. Buona lettura e, riflettete sul come siamo messi pensando che non sempre certe cose accadono (solo) agli altri. Prima o poi potrebbero accadere anche a noi o a qualche nostro/a caro/a, ed allora sarà troppo tardi per recriminare e pretendere serietà anche e soprattutto in certi luoghi deputati a dare giustizia.

Un uomo svedese è stato appena condannato per lo stupro “online” di 27 giovani adolescenti

Un uomo di 41 anni in Svezia è stato condannato a 10 anni di prigione oggi per aver violentato 27 minori in tre paesi diversi, senza mai aver incontrato le giovani vittime.

LEGGI ANCHE: La Svezia non è l’Italia: condannato per stupro on line; sentenza applicata

Bjorn Samstrom, che viveva a nord di Stoccolma, è stato dichiarato colpevole di aver costretto 26 ragazze e un ragazzo che vivevano negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna per esibirsi in atti sessuali davanti alle loro webcam mentre guardava. Altrimenti, ha minacciato, avrebbe postato le loro foto su siti porno o ucciso i loro parenti.

Secondo il National Post del Canada , Samstrom disse alle sue vittime, la maggior parte sotto i 15 anni, di togliersi i vestiti e di penetrare con le loro dita o oggetti; alcuni erano anche costretti a coinvolgere altri bambini o animali domestici. Gli stupri online sono stati segnalati tra il 2015 e l’inizio del 2017.

La convinzione di Samstrom non ha precedenti. Annika Wennerström, uno dei procuratori coinvolti nel caso, ha dichiarato al National Post di aver riconosciuto che stavano “sfidando davvero la corte” perseguendo una condanna per stupro per crimini avvenuti su Internet. Secondo la legge svedese, lo stupro non deve comportare il rapporto sessuale.

“È solo l’immaginazione del predatore sessuale che stabilisce i limiti”, ha affermato Wennerström. “La tecnologia non conosce limiti. Quindi dobbiamo adattare la nostra mentalità a “Che cosa può essere uno stupro?” Diciamo che uno stupro può essere cose diverse. Non è sempre necessario avere il caso da manuale di un attacco fisico o di una coercizione fisica “.

Il caso internazionale mette in evidenza una forma di violenza sessuale sotto-studiata ma in rapida crescita : la sestorazione. Il fenomeno è stato riportato per la prima volta in profondità l’anno scorso in una coppia di rapporti di Brookings Institution. Definendo il crimine e la sua portata, gli autori hanno scritto :

“Ciascun caso di sestorsione coinvolge un aggressore che invade efficacemente le case di un numero talvolta elevato di vittime remote e richiede la produzione di attività sessuali da loro. I casi di Sextortion riguardano quelli che sono effettivamente online, assalti sessuali a distanza, a volte a grandi distanze, a volte anche attraversando i confini internazionali, e talvolta … coinvolgono un gran numero di vittime “

Mona Sedky, un procuratore federale, ha detto a Broadly all’inizio di quest’anno di equiparare l’assalto sessuale remoto a

“avere qualcuno in piedi di fronte a una vittima con una mazza da baseball e minacciarlo di dondolarla contro a meno che non si togli i vestiti e gli consenta di fotografarla nudo. Sta costringendo qualcuno a impegnarsi in attività sessuali. “

“Questo è un crimine di violenza, dominio e rabbia”, ha proseguito“Forse con una sana dose di misoginia, anche.”

Gli autori del rapporto Brookings hanno affermato che è tempo per gli Stati Uniti di approvare uno statuto federale sulla sestoria. (Solo cinque stati, California è l’ultimo, hanno statuti specifici sui libri che rendono illegale ricattare qualcuno minacciando di rilasciare immagini esplicite di loro.)

“Una tale legge garantirebbe che i sestoristi su scala nazionale siano soggetti ad almeno un singolo criminale statuto, che le leggi dello stato debole sono sostenute da qualcosa di più forte, e che il targeting di donne vittime di donne adulte non è sistematicamente sottovalutato nella condanna in tribunale federale relativamente a comportamenti simili nei confronti di minori “, scrivono.

Il rapporto sottolinea che i perpetratori processati nei tribunali statali per sestensione finiscono per avere molto meno tempo in carcere di quelli processati nel sistema federale. Il sistema federale, tuttavia, tratta i crimini contro le vittime minorenni molto più seriamente di quanto non facciano quelli con vittime adulte.

Un altro problema attenuante è che l’enorme numero di vittime di un sestorista non sembra fare molta differenza quando arriva il momento della condanna. In altre parole, scrivono gli autori,

“i sestorzionisti con molte vittime adulte sembrano ricevere in media meno tempo, in media, rispetto ai maltrattanti perseguitati per i loro crimini contro una sola persona. Nei cinque casi di aggressioni fisiche che abbiamo riscontrato coinvolgendo più vittime adulte, la pena media è stata di 158 mesi, tre volte e mezzo la condanna media per i sestorzionisti con vittime adulte “.

Al di là di queste disparità, la creazione di una legge federale sulla sestoria darebbe un linguaggio all’esperienza di cui troppe persone si trovano vittime, continua il rapporto.

“Quando in uno spazio estremamente breve di anni, una società ha visto quasi 80 casi di un nuovo comportamento che non desidera tollerare, vale la pena passare attraverso il processo di definizione di quel comportamento legislativo e decidere come punirlo”.

Benjamin Wittes, autore principale dei rapporti di Brookings, ha riconosciuto a Broadly all’inizio di quest’anno che è difficile convincere la gente a considerare “un nuovo” crimine “.

“Non è mai stato possibile farlo prima di commettere un crimine sessuale contro qualcuno che si trova in un altro paese”, ha detto. “Puoi dire ‘organizzazione criminale internazionale’ e questo ha un senso intuitivo … Qui stai parlando della violenza stessa che trascende i confini giurisdizionali internazionali”.

…. e questo è, in Svezia. In Italia è come su, ed in altre mie note, scritto. Purtroppo!

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