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Sorrento: musica, artisti di strada e laser show. Ecco gli eventi di San Silvestro e Capodanno

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Fine anno denso di appuntamenti, quello che attende cittadini e turisti di Sorrento, per salutare il vecchio anno e dare il benvenuto al 2018.

Il cartellone, promosso dall‘Assessorato agli Eventi del Comune di Sorrento, si apre oggi, 31 Dicembre, alle ore 11.30, al Teatro Tasso, con il “Concerto di Fine Anno” della Sorrento Sinfonietta International Symphony Orchestra, diretta da Paolo Scibilia. 

Alle ore 18, in Piazza Tasso, si terrà il tradizionale rito del “Ciuccio di Fuoco”: protagonista una sagoma di ferro a forma di asino, sulla quale sono montati fuochi d’artificio che vengono fatti esplodere tra gli applausi del pubblico. A seguire, l’esibizione del gruppo  “Piedigrotta Sorrentina”, con la partecipazione dell’attore Marco Palmieri. Ad intrattenere i più piccoli, dalle ore 10:30 alle ore 21, ci saranno i burattini dei fratelli Mercurio. Previsti anche vari spettacoli di animazione nei vari angoli della città.

A partire dalle ore 23, Piazza Tasso ospiterà la Festa di Capodanno, con l’animazione della Band Fierro e della Loca Band e, dopo la mezzanotte, ci saranno Pierpaolo Siano dj ed Emsi Gallo voice. A rallegrare la notte, la presenza di trampolieri, artisti di strada e laser show.

All’una, anche lo spettacolo di fuochi pirotecnici dal pontile del porto di Sorrento.

Il Primo Gennaio, invece, alle ore 17, presso la Basilica di Sant’Antonino, si terrà  una nuova esibizione della Sorrento Sinfonietta International Symphony Orchestra, mentre al teatro di Sant’Antonino, alle ore 19, la messa in scena della commedia “Natale in casa Cupiello” a cura dell’Associazione L’Airone. Presso il borgo di Priora sarà possibile assistere al presepe vivente, dalle ore 17.30 alle 19.30, mentre proseguiranno anche per il giorno di Capodanno gli spettacoli del teatro dei burattini, così come riporta Punto Stabia News.

Napoli, ritorno di fiamma per Perin: sarà il sostituto di Reina?

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Napoli, ritorno di fiamma per Perin. La società ha già avviato i contatti con il portiere

Il Napoli ha iniziato a sondare diversi nomi che dovranno sostiuire Pepe Reina. Secondo quanto riporato dal quotidiano sportivo Corriere dello Sport, il primo nome su cui la società partenopea vuole puntare è l’italiano Mattia Perin. Il giovane portiere del Genoa ha conquistato la cima della lista grazie alle ultime prestazioni, compresa quella di ieri contro il Torino. Come riportato dal quotiadiano il Napoli ha avviato già i contatti con il Genoa per portare il portire alla corte di Sarri.

Nella lista dei possibili sostituti di Reina ci sono anche il tedesco Leno (Bayer Leverkusen) e l’argentino Rulli ( Real Sociedad)

LIBIA 1941: L’EPOPEA DEL 1° BATTAGLIONE PARACADUTISTI CARABINIERI AD ELUET EL ASEL

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Un plotone, al comando del ten. Enrico Mollo, aspettando la controffensiva, svolge, in territorio occupato, servizio d’istituto occulto in favore dei coloni italiani.
Negli ultimi anni ’40 era in voga una canzone il cui ritornello, molto orecchiabile, diceva: “avanti e indrè, avanti e indrè, che bel divertimento”. Nessun riferimento alle vicende belliche che si svolgono, fra il ‘40 ed il ’43, in Africa Settentrionale, tra offensive, ritirate e controffensive.

La prima fase della guerra in Libia, iniziata con l’avanzata italiana nel settembre 1940, si conclude il 7 febbraio 1941 con la perdita della Cirenaica e col disfacimento dell’Armata di Graziani (oltre 130.000 prigionieri, fra i quali 23 generali). Con la resa degli ultimi Reparti a Beda Fomm, solo 7.000 soldati nazionali e 1.300 libici si mettono in salvo dietro l’ultima linea di difesa di El Agheila, al confine della Tripolitania. È là che si ferma l’Operazione Compass che gli Inglesi hanno sferrato in novembre per ricacciare le truppe italiane insediatesi a Sidi El Barrani in territorio egiziano.

Il 12 febbraio 1941, il giorno dopo il rientro in Italia di Graziani, mentre è in corso la grande ritirata italiana, giunge a Tripoli il gen. tedesco Erwin Rommel, mitico personaggio che sarà denominato “la volpe del deserto”, che, al comando dell’Afrika Korps, assumerà, di fatto, il comando delle operazioni, quasi ignorando la presenza del comandante in capo italiano, gen. Bastico. È la fine della guerra parallela che Mussolini intendeva condurre in chiave esclusivamente “italiana”.

Rommel sferra una controffensiva il 24 marzo 1941 che si concluderà a fine aprile con assestamento della linea, oltre il confine egiziano, sulla direttrice Buq Buq-Sofafi.

Il 18 novembre 1941 nuova offensiva britannica (Operazione Crusader): le truppe dell’Asse sono costrette alla seconda ritirata dalla Cirenaica che si concluderà, il 6 gennaio 1942 ad El Agheila, il punto più a sud del golfo della Sirte. La sola Divisione Savona, asserragliata a Sollum, resisterà fino al 16 gennaio arrendendosi “per fame” a causa dell’impossibilità di essere rifornita.

La ritirata impone la necessità di garantire un ripiegamento controllato per porre in salvo le nostre truppe, per lo più appiedate, che ripiegano verso la Tripolitania. Il piano prevede l’esigenza di una resistenza che blocchi, per un’intera giornata, l’avanzata britannica difendendo le direttrici di marcia a sud della “Balbia”, la strada costiera che ha preso il nome dal suo ideatore, il Governatore Italo Balbo. Nel punto più delicato dello scacchiere, il bivio di Eluet El Asel, a sud del Gebel cirenaico, il gen. Rommel richiede, specificamente, l’impiego del Battaglione Carabinieri Paracadutisti, di stanza nella zona, impegnato da mesi in funzione anti-commando e di polizia militare.

Il Battaglione, costituito il 1° luglio 1940, è strutturato su tre compagnie ed è formata da 22 ufficiali, 50 sottufficiali e 320 fra appuntati e carabinieri, severamente selezionati. Il primo comandante, magg. Bersanetti, è sostituito, a seguito d’infortunio in addestramento, dal magg. Edoardo Alessi. Questi, col grado di tenente colonnello, cadrà in combattimento contro i Tedeschi in una formazione partigiana in Valtellina: sarà insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel luglio del ’41 il Battaglione, dopo un duro addestramento, è pronto per l’impiego: tutti sono animati da forte senso del dovere e da razionale equilibrio in quanto Carabinieri e ardimentosi e determinati quali Paracadutisti, decisi ad affrontare i rischi di azioni temerarie. È la prima volta che l’Italia dispone di un’unità combattente di alto livello addestrativo in grado di svolgere anche compiti di polizia. Resteranno però delusi perché non saranno mai impiegati in azioni belliche con aviolanci: giungeranno a Tripoli, via mare, il 18 luglio 1941, indossando, non il paracadute, ma … il salvagente.

Il 14 dicembre 1941 al Battaglione è affidato quindi il compito di costituire un’efficace linea di resistenza a cavallo del bivio di Eluet El Asel, punto di confluenza delle piste provenienti da Chaulan e da El Mechili e Martuba. L’impegno è di bloccare la direttrice d’attacco del XXX Corpo d’Armata britannico costituito dalla 1^ Divisione motorizzata sudafricana e dalla 7^ Divisione corazzata inglese. Dalla tenuta dei Carabinieri Paracadutisti dipende, in massima parte, la sopravvivenza delle Divisioni corazzata Ariete e di Fanteria Trieste in ripiegamento da sud e delle altre cinque Divisioni di Fanteria in ripiegamento, per lo più a piedi, sulla “Balbia”. Al fianco dei Carabinieri una Compagnia dell’8° Reggimento Bersaglieri con dieci cannoni anticarro ed una ventina di Paracadutisti libici. Per fermare i carri inglesi – fra i quali i possenti “Valentine II” – non disponendo di munizionamento efficiente, si rimedia con la bomba Passaglia, dal nome del tenente del Genio che l’ha ideata. Si tratta del recipiente vuoto del minestrone in scatola, riempito di esplosivo, che fa corpo unico con una bomba a mano fissata al barattolo con spago e catrame; l’impugnatura è un manico di scopa o un tubo di latta. È una manifestazione della tipica fantasia italiana costretta ad arrangiarsi ed un’anticipazione del riciclaggio razionale dei rifiuti! I lanci contro i carri, che difficilmente vengono fermati dai cannoni anticarro, devono essere effettuati da distanza ravvicinata sulle parti motrici per cui necessita, oltre ad uno specifico addestramento, un notevole ardimento, dote peculiare dei Carabinieri Paracadutisti. La guerra moderna dell’Italia fascista contro le Potenze tecnologicamente avanzate, col Duce comandante in Capo, si fa anche utilizzando … manici di scopa!

All’alba del 19 dicembre la 1^ Compagnia del Battaglione (schierata a sinistra, fronte a sud), entra in contatto con le avanguardie nemiche, dotate di mezzi blindati e corazzati, che sono respinte anche con un efficace contrattacco. Successivamente la direttrice di attacco inglese cambia e viene interessato il settore della 3^ Compagnia (al centro, con fronte sud-ovest). Il combattimento dura, all’incirca, tre ore, senza che vengano scalfite le posizioni difensive.

L’attacco nemico continua sui vari settori alternati da fuoco di artiglierie ma i Carabinieri non cedono e dimostrano in pieno l’efficacia delle bombe Passaglia, arma certamente sconosciuta alla tecnologia bellica britannica. Nel tardo pomeriggio il nemico ritorna in forze sul settore più esposto tenuto dalla 3^ Compagnia e riesce limitatamente ad infiltrarsi. Il contrattacco di due plotoni della 2^ Compagnia, a colpi di bombe a mano, riesce a ricacciare indietro gli incursori nemici.

In definitiva, da Eluet El Asel non si passa! Alle prime ombre della sera arriva l’ordine di sganciarsi e ritirarsi ordinatamente a scaglioni. In posizione di retroguardia, per coprire il ripiegamento, restano, fino alle 22, tre Ufficiali con una quarantina di uomini, fra questi, il ten. Enrico Mollo che, col suo plotone, sarà protagonista di attività occulte in territorio occupato.

Intanto il grosso del Battaglione, a bordo di autocarri, raggiunge, attraverso le piste, la via Balbia per proseguire verso le nostre linee più ad ovest. Le avanguardie nemiche, però, sono ormai davanti a loro per cui questa volta occorre superarli ed attuare una “fuga in avanti” sopravanzando i vari sbarramenti.

Bisognerà superare tre blocchi: ad ognuno si scende dagli autocarri e s’ingaggia un combattimento, talvolta corpo a corpo. Ultimo ostacolo è al bivio di Lamluda ove si svolge, fino alle prime luci dell’alba del 20 dicembre, un vivace scontro ravvicinato col nemico. I Carabinieri Paracadutisti, se pur con gravi perdite, riescono a superare tutti gli ostacoli. Nella tarda serata del 20 dicembre finalmente, quello che resta del Battaglione, raggiunge Agedabia dove è attestata la nuova linea di difesa dell’Armata: sono 44 Uomini (10 Ufficiali, 4 Sottufficiali e 30 Carabinieri). Sul terreno desertico restano, a testimonianza del valore e del sacrificio, 31 Caduti ed un gran numero di feriti parte dei quali, purtroppo, moriranno per mancanza di cure immediate.

La giornata del 19 dicembre, ad Eluet El Asel, resta fondamentale nella storia della Campagna di Libia e delle glorie più eccelse dell’Arma Benemerita: un solo Battaglione di Carabinieri Paracadutisti consente, con una strenua difesa ed armamento inadeguato, di mettere in salvo sei Divisioni dell’Esercito votandosi al sacrificio. È un’azione che sbalordisce anche il nemico e riporta alla mente le gesta dei Carabinieri di Pastrengo, del Podgora e di Culquaber in Africa Orientale. Non è un avvenimento noto forse perché dura una sola giornata e non vi partecipano grandi Unità. Si tratta però di una vicenda densa di significato e di valori individuali e collettivi. La Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Bandiera dell’Arma, assegnata nel 1964, è però la testimonianza della gratitudine della Patria per quel pugno di uomini che seppe mantenere fede ad un giuramento e ad un impegno pur consapevole della grave situazione militare. Il Battaglione non è sconfitto: assolve il compito assegnatogli con abnegazione ripiegando, nel rispetto dell’ordine ricevuto, nel quadro strategico di un’ampia manovra che tende a mettere in salvo il maggior
numero di truppe combattenti.
Nessun accenno del fatto d’arme nel Bollettino di Guerra del Comando Supremo, solo un dispaccio del Capo di Stato Maggiore Generale che si compiace per la valida funzione svolta, con perizia ed eroismo, dai primi “Carabinieri dell’aria” della Storia. Ne parla però, il 28 dicembre, Radio Londra, affermando che “i Carabinieri Paracadutisti si sono battuti come leoni e fino allora, in Africa, i reparti inglesi non avevano mai incontrato così accanita resistenza”. Il riconoscimento del nemico introduce una nota cavalleresca, degna d’altri tempi, in quella tragedia spietata della guerra ed è ancor più apprezzabile perché è fuori da ogni retorica ed enfasi propagandistica.

L’ultimo reparto a lasciare Eluet El Asel per la tattica dello sganciamento progressivo è il plotone del ten. Mollo. Le truppe nemiche hanno ormai invaso l’area e non sono certo venti uomini con un giovane tenentino a poterli fermare. Due sono le soluzioni: sgusciare fra le loro linee o la prigionia. Il ten. Mollo sceglie la prima ipotesi e guida, con rara perizia, i suoi uomini nella buia notte africana raggiungendo, a sbalzi, il primo paese di coloni italiani, il villaggio Luigi di Savoia, ormai in pieno territorio occupato. È l’alba del 20 dicembre ed il plotone è in attività ininterrotta di combattimento da oltre 24 ore. Il ten. Mollo istruisce i suoi uomini perché possano mimetizzars come coloni od operai delle ditte che svolgono lavori nell’area. Con la cooperazione dei maggiorenti del villaggio predispone poi un opportuno piano di distribuzione di uomini ed occultamento delle armi. Intanto si rifugiano nel villaggio altri Carabinieri del Battaglione sbandatisi, circa 40, e due Ufficiali, il ten. Galliot ed il s.ten. Sandulli. Quest’ultimo troverà la morte nell’ isola greca di Cefalonia nell’infausto settembre ‘43, per resistere ai Tedeschi: sarà decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Dopo qualche giorno per il ten. Mollo si presenta però l’esigenza di dover salvaguardare i beni dei coloni italiani, ormai abbandonati a loro stessi, senza protezione, contro le scorrerie degli Arabi. Questi attuano prepotenze e scorribande nelle case più esposte razziando generi alimentari e bestiame. I Carabinieri del ten. Mollo sono così costretti a fare i “Carabinieri territoriali” e a riprendere le funzioni, se pur in territorio occupato, di vigilanza e tutela della sicurezza della popolazione con la difficoltà di doverlo fare in modo occulto. Il ten. Mollo predispone un efficace piano di difesa territoriale per ostacolare le incursioni arabe. La situazione è gravata dai frequenti rastrellamenti britannici consci di una presenza militare italiana occulta. I Carabinieri del ten. Mollo non mollano! Sono combattenti ed hanno, quindi, l’obbligo di sottrarsi alla cattura ma, sono anche Carabinieri e sentono l’esigenza di svolgere i propri compiti d’istituto. In quel periodo sventano tre rapine ingaggiando conflitti a fuoco con gli Arabi in uno dei quali trova la morte anche un Carabiniere e ne viene ferito un altro.

Intanto il 21 gennaio 1942 il gen. Rommel sferra la tanto attesa controffensiva che si fermerà ad El Alamein. I Paracadutisti del ten. Mollo non aspettano inerti: compiono atti di sabotaggio alle linee di comunicazione e, appena percepiscono i primi sintomi del ripiegamento britannico, provvedono a riparare i danni provocati per ritardare l’avanzata italo-tedesca. Quando nei primi giorni di febbraio arriveranno le avanguardie di Rommel, il ten. Mollo, prima di lasciare il villaggio, rimette in efficienza la Stazione Carabinieri, smantellata dal nemico. È così che si conclude l’epopea dei Carabinieri Paracadutisti in terra d’Africa, prima interrompendo l’avanzata nemica e poi tutelando la sicurezza e dei beni dei coloni italiani.

Il Battaglione viene sciolto dal Comando Superiore Africa Italiana ed i superstiti, 77 in tutto, nei primi giorni del marzo 1942, rientrano in Italia e saranno dislocati nei reparti territoriali. Solo una parte ritornerà in Libia con la Folgore.

Con grande modestia, con la consapevolezza di avere svolto solo il suo dovere, il ten. Mollo rientra nell’anonimato dell’Arma. Vi era entrato nel 1938, già tenente di Fanteria, e nel 1940 aveva lasciato il Comando della Tenenza di Novi Ligure per dare il suo contributo di dedizione e di entusiasmo alla Patria chiedendo di far parte di un’unità combattente da impiegare in azioni di ardimento. Ed è appunto in Libia, combattendo e svolgendo una proficua attività in territorio occupato, che dimostra tutta la sua capacità militare e professionale e, soprattutto, il suo amor patrio: Eluet El Asel ed il villaggio Luigi di Savoia sono la sua tribuna. Collocato in congedo col grado di generale vive a Roma partecipando, nel commosso ricordo di quanti combatterono al suo fianco affrontando anche l’estremo sacrificio, alle manifestazioni      che ricordano l’epopea del 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti in terra libica. Quella Medaglia d’Argento al Valor Militare che fregia la Bandiera dell’Arma è, in piccola parte, anche sua!
Il Battaglione, ricostituito a livello di Reparto nel 1951, solo nel 1963 prenderà la consistenza di Battaglione. Nel 1975 assume la denominazione di Tuscania richiamando la terra d’origine addestrativa della Scuola di Paracadutismo di Tarquinia. Ha sede a Livorno e, con l’attuale consistenza di Reggimento, partecipa a tutte le rischiose missioni di pace all’estero portando, certamente, lo spirito e l’abnegazione del Battaglione originario cui si richiama.
Le Divisioni Carabinieri, nell’attuale ordinamento, portano i nomi delle località che ricordano i più  gloriosi fatti d’arme dove maggiormente emerse lo spirito e la tenacia dei Carabinieri. Non sono certo legittimato a fare proposte in tal senso, ma non posso esimermi dal considerare che sarebbe affascinante conferire ad un Battaglione dell’attuale Reggimento la denominazione Eluet El Asel. Forse sarà difficoltosa la pronuncia ma sarebbe certamente il modo migliore per onorare gli Eroi di quell’episodio sublime: è ad Eluet El Asel, nell’arido deserto libico, che risiedono le radici eroiche di quel Battaglione Carabinieri Paracadutisti, il primo della storia dell’intero Esercito, al quale la Patria deve la sua imperitura riconoscenza.

Giuseppe Vollono

Fidelis Andria-Siracusa: cronaca della partita

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Serie Serie C Girone C – 21ª giornata

Sabato 30 Dicembre 2017 ore 16:30

Stadio Degli Ulivi (Andria) 2017/2018

FIdelis Andria-Siracusa

Ultima partita del 2017 allo Stadio Degli Ulivi di Andria. Il Siracusa di Bianco orfano dello squalificato Scardina va in trasferta a casa di Aldo Papagni.
Al pronti via arriva la prima occasione per i padroni di casa. Nadarevic fa tutto benissimo e si inventa una azione personale ben sventata da Tomei. Il Siracusa tenta di prendersi il centro del rettangolo ma è ancora la Fidelis a rendersi pericolosa con Scaringella che si gira di destro, ma la sua conclusione finisce di poco al lato . La gara è nervosa e tesa e le occasioni da goal latitano. Dopo due minuti di recupero, si va al ” The Caldo ” con il parziale di 0-0 .

Nella ripresa il Siracusa tenta di dare una svolta alla partita con il frizzante Grillo che tenta in un paio di occasioni di spaventare Maurantonio. Bernardo verso l’ora di gioco ci prova con un bel colpo di testa ma i Leoni perdono la bussola ed escono di scena. Quinto al minuto 82 trova il goal del vantaggio sugli sviluppi di un angolo. Lo schiaffo è troppo forte ed ancora Quinto esalta Tomei. Il Siracusa Barcolla e Croce, nuovo entrato piazza il colpo del Ko che manda Paolo Bianco al tappeto e fa sorridere Aldo Papagni. Vince la Fidelis Andria, oramai il Siracusa non sa più vincere.

 

PROBABILI FORMAZIONI:

FIDELIS ANDRIA: Maurantonio, Celli , Quinto , De Giorgi, Esposito, Piccini, Nadarevic , Lattanzio , Scaringella, Colella, Di Cosmo

ALLENATORE:  Papagni

SIRACUSA: Tomei, Daffara, De Vito, Magnani, Liotti, Toscano, Spinelli, Parisi, Mancino, Grillo, Bernardo

ALLENATORE: Bianco

 

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Pensioni e invalidità: tutti gli aumenti del 2018

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Con una circolare l’INPS ha reso noti i criteri e le modalità della rivalutazione di pensioni e prestazioni previdenziali e le modalità per il recupero conguagli 2015

Lucia Izzo – Attraverso la propria circolare n. 186 del 21 dicembre 2017 (sotto allegata), l’INPS ha reso noti i criteri e le modalità applicative della rivalutazione delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e l’impostazione dei relativi pagamenti, nonché le modalità gestionali delle prestazioni di accompagnamento a pensione per l’anno 2018.

Rivalutazione dei trattamenti previdenziali

È stato il decreto interministeriale del 20 novembre 2017 (in G.U. n. 280 del 30 novembre 2017) a recare il “Valore della variazione percentuale” (salvo conguaglio) per il calcolo dell’aumento di perequazione delle pensioni spettante per l’anno 2017, con decorrenza dal 1° gennaio 2018, nonché il valore definitivo della variazione percentuale da considerarsi per l’anno 2016, con decorrenza dal 1° gennaio 2017.
Per l’anno 2017 è definitivamente fissato, nella misura dello 0,0%, l’aumento di perequazione automatica già attribuito alle pensioni, in via provvisoria, per l’anno 2017. Conseguentemente, nessun conguaglio è stato effettuato rispetto a quanto corrisposto nell’anno 2017.
L’indice di rivalutazione provvisorio per il 2018, invece, è determinato in misura pari a 1,1% dal 1° gennaio 2018, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo. I trattamenti minimi delle pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi saranno dunque pari, dal 1° gennaio a 507,42 euro e 289,24 per gli assegni vitalizi (rispettivamente 6.596,46 e 3.760,12 euro annui).
L’incremento pieno dell’1,1%, tuttavia, verrà riconosciuto per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo INPS. Spetterà, invece, nella misura del 95% per le pensioni di importo superiore e sino a quattro volte il trattamento minimo, del 75% per quelle di importo superiore e sino a cinque volte il minimo, del 50% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il minimo e al 45% per i trattamenti superiori a 6 volte il trattamento minimo

Rivalutazione per invalidità e assegni sociali

La crescita dell’1,1% avrà conseguenze anche sugli altri trattamenti sociali e assistenziali erogati dall’INPS.
Per le pensioni con i benefici di cui alla legge 206/2004 e successive modificazioni (vittime del terrorismo), poiché l’indice ordinario di perequazione è inferiore a 1,25, la rivalutazione per il 2018 è stata riconosciuta nella misura dell’1,25% per le prestazioni sino a tre volte il minimo, del 1,13% se comprese tra le tre e le cinque volte il minimo e dello 0,94% le pensioni di importo superiore a cinque volte il minimo.
Quanto, invece, all’importo dell’assegno sociale, questo sale nel 2018 a 453,00 euro mensili, mentre la pensione sociale sale a 373,33 euro.
Aumentano dello 0,8%, inoltre, anche i limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore dei mutilati, invalidi civili totali, ciechi civili. L’assegno mensile e pensione di inabilità civile risulteranno fissate nel 2018 a 282,55€ al mese.
Godranno di un aumento dello 0,4%, invece, le indennità e gli assegni accessori riconosciuti agli invalidi di guerra e del servizio titolari di pensione di guerra o di pensione privilegiata di prima categoria.

Recupero del conguaglio di perequazione dell’anno 2015

Nella circolare, inoltre, l’INPS fornisce istruzioni sul recupero della maggiore indicizzazione concessa nel 2015 pari allo 0,1%: si tratta del differenziale derivante dalla percentuale di variazione per il 2014 determinata, dal 1° gennaio 2015, nella misura definitiva pari a +0,2%, a fronte della misura provvisoria dello 0,3%.
Il recupero avverrà quest’anno poiché la legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015) e la successivaa legge 19/2017 hanno di volta in volta differito il recupero di tale conguaglio.
Il recupero, chiarisce l’Istituto, potrà essere effettuato in unica soluzione sulla mensilità di gennaio per gli importi fino a 6 euro oppure in due rate di pari importo sulle mensilità di gennaio e febbraio per i conguagli di importo superiore a 6 euro.
Gli importi posti a recupero per ciascun soggetto saranno consultabili nell’applicazione dedicata disponibile sul sito internet dell’Istituto al seguente percorso: “Assicurato pensionato”>” Servizi al pensionato>” Procedure di gestione delle pensioni”>”Consultazione conguagli per perequazione 2015 sospesi”.

INPS, Circolare n. 186/2017 

Lucia Izzo/studio castaldi

Capodanno con Zelig, Gran Teatro Morato a Brescia

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Capodanno con Zelig
domenica 31 dicembre 2017, ore 22:00
Gran Teatro Morato – Brescia

La magia del Capodanno con Zelig al Gran Teatro Morato di Brescia, il pioniere del cabaret italiano, trent’anni di comicità cult in una notte!

Il pioniere del cabaret italiano Zelig sta per tornare nell’occasione speciale del Capodanno di Brescia.

Per la prima volta nella città lombarda, la formula di grande successo del Capodanno comico con buffet di benvenuto prima e dopo lo show, e il tradizionale brindisi a mezzanotte. La magia Capodanno al Gran Teatro Morato di Brescia con Zelig, trent’anni di comicità cult in una notte. Il pioniere del cabaret italiano Zelig è pronto a tornare nell’occasione speciale del Capodanno di Brescia.

Leonardo Manera – già premio Delfino d’Oro alla carriera come miglior cabarettista dell’anno al Festival nazionale Adriatica cabaret nel 2011 – presenterà la serata che vedrà alternarsi sul palco del Gran Teatro Morato i talenti della fabbrica di Zelig: Marta e Gianluca, Antonio Ornano, Enzo Paci, Ippolita Baldini e Senso D’Oppio. La musica dal vivo non mancherà grazie a Gli Inadatti.

Da oltre 30 anni cuore pulsante della comicità italiana, Zelig è il fulcro del divertimento nazionale, un luogo dove nuove idee sono nate ed hanno incontrato il pubblico, per diventare dei cult di Tv, teatro e cinema.

Biglietti per tutti i settori in vendita in biglietteria e su zedlive.comfastickets.itticketone.it e presso i punti vendita Fast Tickets.

vivicentro.it/NORD – TERZA PAGINA

ESCLUSIVA – Sequino, coord. provinciale Salvini: “Muri navali per bloccare i migranti. Scontri? La violenza va condannata, non c’è confronto”

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Le parole del Coordinatore Provinciale in merito alla manifestazione della Lega

Tra proteste da parte di alcuni ragazzi dei centri sociali, aggressioni verbali e addirittura il lancio di una bomba carta, questa mattina 30 dicembre 2017 si è tenuta la manifestazione della Lega nella città di Castellammare di Stabia (NA). Dove i principali rappresentanti erano pronti a urlare, con tanto di megafono, uno dei punti fondamentali del programma elettorale di Matteo Salvini, il candidato Premier della Lega: la contestazione del Protocollo Minniti.

Durante l’evento è stato possibile intervistare su quelli che sono i punti fondamentali del programma del partito, il Coordinatore Provinciale Biagio Sequino.

Innanzitutto cos’ha da dire in merito allo scontro innescato poco fa dai ragazzi dei centri sociali?

La violenza va sempre condannata a prescindere dalle idee che si portano avanti quindi noi condanniamo questi episodi e noi per nostra cultura e tradizione mai e poi mai andiamo presso i gazebo di altri movimenti che non condividono le nostre idee o che noi non condividiamo le loro idee a manifestare il nostro dissenso. Ognuno liberamente come la vediamo noi scegli di portare avanti un’idea un progetto di governo, un progetto culturale, un progetto politico, lo fa e non credo che noi andiamo a disturbare gli altri quando manifestano il loro pensiero.

Magari se si instaurasse un dialogo e questi ragazzi avessero l’opportunità di acoltare al meglio il vostro pensiero, cambierebbero idea?

Il problema è che queste persone non accettano il confronto, il dibattito e la diversità di vedute. Purtroppo siamo ancora davanti a quella presunta superiorità morale della sinistra che a nostro avviso, ha fatto danni in passato al governo italiano e può fare solamente danni e sicuramente noi lavoreremo per non farli tornare alla guida del Paese. Stando ai sondaggi, con un centro destra unito sicuramente saremo noi ad andare alla guida del paese e a portare avanti le nostre idee e il nostro progetto per la nazione.

Per quanto riguarda il protocollo Minniti, sappiamo che sono già stati resi pubblici i numeri dei migranti che saranno ospitati dai 265 comuni che hanno firmato il suddetto protocollo, mentre il sindaco Pannullo ha riferito di non conoscere il numero preciso dei migranti che la città di Castellammare dovrà ospitare. Quindi a chi dobbiamo credere?

B: Allora io, come coordinatore provinciale, mi occupo di tutta la provincia di Napoli e so per certo che ci sono fondi di 30milioni di euro che saranno dati ai 265 comuni che hanno aderito, più altri comuni che si aggiungeranno a questo protocollo, per fare arrivare a circa 8/9 mila migranti su tutta la regione Campania. Adesso io mi domando e dico: se un sindaco che ha firmato un protocollo d’intesa e non conosce quanti migranti devono arrivare, non conosce cosa è competenza del comune come bandi e cosa sarà competenza della provincia; non sa spiegare quali beni pubblici comunali  mette a disposizione e con quali fondi suoi o della provincia o della regione o dello stato, credo che la città di Castellammare debba preoccuparsi seriamente, perché ha un amministratore che non conosce come stanno le cose a casa sua. E io da un padre di famiglia che non conosce come funzionano le cose nella propria casa mi preoccuperei sulla tenuta della famiglia stessa.

Inizialmente poi si era pensato di sistemare i migranti a via Raiola all’interno dell’edificio dell’ex municipio, ma gli abitanti della strada hanno protestato per tale provvedimento e non se ne è più fatto niente. Adesso è stata disposta una nuova location atta ad ospitarli?

Questo ce lo deve dire l’amministrazione comunale se e quali beni pubblici dovranno essere messi a disposizione. Noi abbiamo fatto un evento simile al comune di Gragnano dove c’è stato poi il confronto con il vice sindaco e con l’assessore Aramo e poiché loro non avevano dei beni pubblici disponibili, ad oggi non sapevano se avrebbero fatto dei bandi per affittare delle case. Quindi credo, perché non lo sanno neanche i comuni che hanno firmato, si passerebbe da una gestione esterna attraverso i CAS (Centro Assistenza Straordinaria) che c’erano precedentemente, a una gestione interna dei comuni per l’accoglienza. Quindi il business dell’accoglienza mi preoccupa perché passerebbe dai privati al pubblico quindi continua ad andare avanti questa speculazione sulla quale noi ci opponiamo fortemente.

Per ciò che rigaurda lo Ius Soli, è contrario?

Non posso non essere d’accordo col fatto che lo Ius Soli va fermato. Va fermato per due motivi: noi già siamo uno degli stati dell’Unione Europea che dà il maggior numero di cittadinanze, che senso ha rendere più elastica la normativa sulle cittadinanze in uno stato che è l’anticamera dell’Europa per l’Africa? Quindi con lo Ius Soli noi diventeremo la sala parto dell’Africa e non lo possiamo consentire in un momento in cui c’è un forte disagio economico tra gli itliani e in un momento in cui già c’è un emergenza migranti della quale l’Europa se ne sbatte e ricade tutto sull’Italia.

Quindi diciamo che la sua è un’obiezione contro le tempistiche di approvazione della cittadinanza? Perché ci sono migranti che nascono in Italia, vanno a scuola in Italia e abbracciano soprattutto la cultura e la vita italiana, loro non hanno il diritto di definirsi italiani?

Per me infatti la legge va bene così com’è. A mio avviso va applicata meglio, però la legge attuale va bene già così com’è, noi riteniamo che renderla più agevole attraverso lo Ius Soli vada a creare un danno e si aumenta ancora la speculazione nei confronti dell’Italia che diventerebbe la sala parto dell’Europa e quindi gli scafisti sarebbero maggiormente incentivati a portare avanti il loro business. Per cui per come la vedo il governo Renzi/Gentiloni sta facendo scafismo di stato attraverso lo Ius Soli.

Uno dei motti di Salvini è sempre stato: “Aiutiamoli a casa loro”, cosa anche giusta visto che l’Italia al momento pare non avere le risorse per aiutare gli italiani, figuriamoci gli immigrati. Tuttavia non è moralmente e umanamente giusto lasciarli morire in mare anche perché in seguito al patto che l’Italia ha firmato con la Libia, da alcuni filmati resi pubblici dai volontari italiani, accade proprio questo: gli equipaggi delle imbarcazioni libiche impediscono ai volontari,anche lanciandogli addosso delle patate, di salvare i rifugiati da morte certa.

Allora noi abbiamo sempre detto “aiutiamoli a casa loro” perché ad oggi l’immigrazione costa allo Stato e quindi agli italiani CINQUE miliardi di euro per i costi diretti, poi ci sono i costi indiretti ossia: WELFARE, politiche sociali e anche costi relativi alla sanità e alla giustizia. Per cui erogare tutti questi soldi a migliaia di migranti, di cui solo una minuscola parte risultano essere rifugiati politici, mentre altri si danno alla macchia sfuggendo al censimento e altri ancora bivaccano per il Paese, potrebbero essere spesi a casa loro per favorire lo sviluppo sul loro territorio. Poi è chiaro che chi ha diritto allo status di rifugiato politico è bene accolto in Italia, anzi meriterebbe di essere accolto meglio di quanto facciamo adesso. Il sistema dell’immigrazione e dell’integrazione va totalmente rivisto perché c’è una parte della politica che vuole fare business sull’immigrazione.

E per bloccare le morti in mare?

Per me si dovrebbe creare u muro navale in modo da impedire sia l’arrivo di altri migranti sia per prestare soccorso a chi ne ha bisogno e una volta fatto ciò, ovviamente, rispedirlo a casa.

Per quel che riguarda il locale, quali sono i piani della Lega per Castellammare di Stabia?

A Castellammare credo che manchi la connessione tra le opposizioni e il tessuto della società civile, per quanto riguarda l’amministrazione comunale non intendo entrare all’interno della situazione perché non è il nostro perimetro d’azione, però oggi le amministrazioni comunali sono molto lontane dai cittadini e quindi a mio avviso bisogna riportare la centralità della politica sul territorio. Quindi: banchetti, i gazebo, iniziative anche nelle periferie su temi non solo come l’immigrazione, ma anche come Fincantieri, le Terme, la tutela dei lavoratori e la tutela di famiglie disagiate, perché quando parlo di discriminazione a sfavore degli italiani è perché ci sono famiglie italiane che non hanno più un alloggio abitativo e si pensa a dare alloggio a chi non è italiano prima di risolvere i problemi degli italiani.

a cura di Maria Rosaria Cotticelli

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Tra scontri e petardi si è svolta la manifestazione della Lega a Castellammare

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La Lega tra scontri e contestazioni in piazza a manifestare

Oggi 30 dicembre penultimo giorno del 2017 in una giornata grigia e fredda si è svolto il sit-in della Lega a Castellammare di Stabia (NA) in Via Emanuele Tito.

La manifestazione ha avuto luogo tra alti e bassi:una prima difficoltà è stata riscontrata nella scelta della location, infatti in principio l’evento si sarebbe dovuto tenere nei pressi della Cassarmonica, ma per volere del Sindaco Antonio Pannullo i rappresentanti della Lega hanno dovuto montare il proprio gazebo in via Tito, strada di connessione tra il corso principale Vittorio Emanuele e la Villa Comunale.

L’altra difficoltà si è presentata ai manifestanti dal lancio di una bomba carta gettata per protesta contro il piano politico di Salvini.

Poi, al seguito di scontri verbali al limite della sicurezza, a tal punto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, la manifestazione è potuta riprendere, come da programma.

Erano presenti i maggiori esponenti provinciali, tra cui il coordinatore di Castellammare Giovanni Tito, il coordinatore dei Monti Lattari Ciro Svato, il coordinatore provinciale Biagio Sequino e tante altre personalità della realtà politica in questione.

Durante l’evento oltre a trattare di uno dei punti principali del piano politico del candidato premier della Lega, ovvero la contestazione al Protocollo Minniti, si è discusso delle tematiche portanti del programma del partito come: cancellazione della legge Fornero, tassa unica al 15%, maggiore sicurezza, certezza della pena, legittima difesa, riforma della scuola, tutela del Made in Italy, discussione dei trattati europei e lo Ius Soli.

Immediatamente e’ arrivata la solidarietà del coordinatore provinciale  Biagio Sequino, in merito agli eventi di contestazione perpetrati dai ragazzi dei centri sociali: “Si parla tanto di intolleranza e razzismo della Lega, ma credo che i primi a subire atti di violenza, sia verbale che fisica siamo noi. Oggi eravamo a Castellammare per ribadire il nostro dissenso verso la scelta dell’Amministrazione stabiese che dovrebbe far arrivare in città altri 200 migranti. Questi atti di violenza sono inaccettabili e credo che prima di parlare delle nostre idee, le altre forze politiche debbano fare un mea culpa. Il nostro stile e’ chiaro: noi parliamo agli italiani per salvaguardare il nostro paese. La Lega non ha mai impedito, a chiunque fosse, di manifestare le proprie idee e subendo solo impedimenti (vedi visita di Salvini alla Mostra d’Oltremare). Concludo citando una massima di Miss Evelyn Beatrice Hall, che tutti quelli che impediscono a chi non e’ d’accordo con le loro idee di esprimersi: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”.

a cura di Annalibera Di Martino e Mara Cotticelli

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L’Angolo di Samuelmania – Napoli campione d’inverno!

L’Angolo di Samuelmania – Napoli campione d’inverno!

Crotone-Napoli, gli azzurri mantengono il primato e diventano campion’ d’inverno. Una partita non molto facile, ma ci pensa il capitano Marek Hamsik al 17esimo, a mettere a segno il suo 117esimo goal. Da sottolineare una grande prestazione di un grandissimo Cordaz portiere del Crotone che ha fatto delle parate super. Prossima gara di campionato, l’Hellas Verona, ma prima il 2 gennaio c’è la sfida di coppa Italia contro l’Atalanta il 2 gennaio in gara secca. Dobbiamo andare avanti e vincere queste 2 partire perché poi ci sarà una sosta di due settimane.

a cura di Samuele Esposito

Accade in Campania: entra in una concessionaria e ruba un’auto

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Atena Lucana, si introduce in una concessionaria e ruba un’auto

Atena Lucana (Salerno): Si è introdotto in una concessionaria ed ha rubato una Fiat Panda, nella mattinata di ieri. Il ladro l’ha portata via dal piazzale della rivendita auto. La vettura era sprovvista di documenti e polizza assicurativa.

Così come riporta “SalernoToday”, al momento, dunque, sono in corso le indagini dei militari di Sala Consilina. Gli agenti sono a lavoro per poter risalire all’ autore del furto. Come sempre, particolarmente preziosi potrebbero risultare gli elementi forniti dalle immagini di  videosorveglianza.

 

SKY, Marchetti: “Darmian è il nome più accreditato per il Napoli”

“Reina? C’è già il sostituto”

Il giornalista di SkySport, Luca Marchetti, ha rilasciato alcune dichiarazioni su Radio Marte evidenziando quelle che sono le strategie di mercato del Napoli.

Ecco quanto ha detto:
“Se proprio devo pensare ad un rinforzo penso ad un esterno offensivo a meno che Sarri non vuole mandarci fuori strada. Se il Napoli vuole rinforzarsi deve colmare i vuoti che per ora vediamo tutti: terzino destro ed esterno offensivo. Se il Napoli può spendere dei soldi per un terzino destro da portare a giugno sarebbe pronto. L’ideale sarebbe Darmian, questa è una pista buona. E’ il nome più accreditato dall’interno del Napoli. Secondo me Sarri, questa è una mia idea personale, pensa ad un esterno offensivo che possa essere subito pronto all’uso e Verdi potrebbe rientrare in questo profilo. Reina? Leno è il favorito per la sostituzione per esperienza, dopo ci metterei nell’ordine Rulli e Perin. Sul futuro e Reina dico che il rapporto tra lui e De Laurentiis è diverso da quello che si vede in pubblico. Il Napoli già quest’estate ha deciso di non proporgli il prolungamento. Dire che si sta pensando al rinnovo la trovo una battuta del momento”.

Roma-Sassuolo 1-1 (Pellegrini 30′, Missiroli 77′) | Il 2017 finisce male per i giallorossi che non riescono più a vincere

NOTIZIE AS ROMA – Chi vince a capodanno vince tutto l’anno. Chissà se il paradigma varrà pure per la squadra di Di Francesco, che oggi contro il Sassuolo si schiera così :

ROMA (4-3-3) – Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Nainggolan; Schick, Dzeko, Perotti A. disp.Lobont, Skorupski, Jesus, Strootman, Moreno, Under, Gonalons, Peres, Gerson, Palmieri, Antonucci, El Shaarawy. All. Di Francesco

Gli ospiti invece si schierano con:

SASSUOLO (4-3-3) Lirola; Cannavaro, Acerbi, Peluso, Missiroli; Magnanelli, Duncan, Politano; Falcinelli , Ragusa

CRONACA PRIMO TEMPO :

Fase do studio tra le due formazioni, che non affondano verso le porte avversarie. Partita che si lascia guardare a fatica, molto tattica. All’improvviso un lampo: con la prima conclusione in porta al 30′ la Roma va il gol con PELLEGRINI. Lucidissimo Dzeko che spalle alla porta serve un assist coi fiocchi per l’ex Sassuolo, che scarica in porta di sinistro e porta in vantaggio i suoi. Il gol sembra aver destato i giallorossi, che si mostrano maggiormente propositivi. Dzeko in particolare sta facendo egregiamente il lavoro sporco di recupero e protezione palla nell’area del limite dell’area di rigore. Il Sassuolo, comunque è vivo: al 37′ Ragusa tenta di sorprendere Alisson ma il tiro è centrale e non abbastanza potente e finisce tra le braccia del portiere brasiliano. Al 40′ altro potenziale pericolo creato dai neroverdi: un colpo di testa di Missiroli alto sopra la traversa. Tiro altissimo di Kolarov che dopo essersi aggiustato il pallone sui piedi la spara in Tevere. Finisce qui il primo tempo.

CRONACA SECONDO TEMPO:

Al 48′ prima sostituzione: Schick lascia il posto ad El Shaarawy. Al 55′ l’occasione per il raddoppio se la costruisce Nainggolan. Il belga sradica il pallone dai piedi di un avversario, si avvia verso la porta di Consigli e incrocia il tiro che fa la barba al secondo palo e si perde sul fondo. Al 58′ prima sostituzione anche per Iachini. Un attaccante per un attaccante, Ragusa lascia il posto a Matri. Al minuto 65 Consigli neutralizzare l’occasione più nitida di questo secondo parziale di gioco capitata sui piedi del neo entrato El Shaarawy. Al 71′ gol annullato a Dzeko con l’ausilio del silent check per posizione di offside del bosniaco che al 75′ ci riprova ma la palla sfila all’esterno del primo palo. Pareggio del Sassuolo a 13′ dalla fine con Missiroli . Di Francesco cerca di correre ai ripari e si gioca la seconda sostituazione: inserisce Under per Pellegrini e passa al 4-2-3-1. All’83’ rete di Florenzi annullata con l’ausilio del VAR per fuorigioco attivo di Under. Gli ultimi minuti sono un assalto verso la porta di Consigli ma non c’è precisione e abbonda la prevedibilità. Il signor Orsato fischia tre volte al 94′ e cala il sipario sulla gara. Il 2017 finisce male per la Roma, che ora dovrà ritrovarsi in vista della gara dell’Epifania contro l’Atalanta.

Claudia Demenica g

 

 

 

 

Sorpreso con oltre cento manufatti altamente esplosivi: arrestato 25enne sannita

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Continua senza sosta l’azione repressiva messa in campo dalle fiamme gialle del comando provinciale della Guardia di Finanza di Benevento, a contrasto dei botti illegali.

I militari del Nucleo mobile della locale compagnia della Guardia di Finanza hanno sottoposto a controllo un 25enne, trovato in possesso di numerosi manufatti esplosivi costruiti artigianalmente. La pericolosità del materiale scoperto e la concreta possibilità che altro materiale della stessa tipologia potesse trovarsi anche presso la dimora del giovane, hanno spinto i militari ad effettuare una perquisizione presso l’abitazione e presso l’esercizio commerciale della famiglia.  Sono state rinvenute, abilmente occultate, decine di “cipolle artigianali” . Trovati anche dei “candelotti esplosivi”.

Tutto il materiale esplosivo è stato sequestrato penalmente e consegnato ad una ditta specializzata. Il titolare della ditta ha dichiarato che: “trattasi di esplosivi caratterizzati da elevata potenzialità distruttiva, equiparata a quella delle armi da guerra, che, per la loro micidialità, sono idonei a provocare un’esplosione con rilevante effetto distruttivo.”

Per il giovane è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

SICILIA: maretta all’ARS dopo le dimissioni di Figuccia

Non c’è pace nei palazzi della regione siciliana. Non si placano le polemiche e anzi montano di livello.

Ancora strascichi sulle dimissioni dell’ex assessore Figuccia, che nei giorni scorsi ha abbandonato il suo incarico all’Energia in polemica con le intenzioni manifestate dal presidente Miccichè di voler aumentare gli stipendi ai megaburocrati regionali. Il gesto polemico di Figuccia ha, però, sollevato un polverone e costretto il Consiglio di Presidenza dell’ARS a pronunciarsi a favore del mantenimento degli attuali stipendi. Praticamente dandogli ragione.

I due presidenti, Musumeci e Miccichè, si son dovuti affrettare a correre ai ripari. Ma nessuno dei due ha avuto parole di approvazione per il Figuccia, se non per il gesto delle dimissioni, almeno per la questione etica che ha sollevato. Sostanzialmente hanno condiviso la sua polemica. Quindi avrebbero dovuto, almeno formalmente, respingere le sue dimissioni. Invece nulla.

Ufficialmente nessuno glielo riconosce. Anzi si insinua che egli si sia dimesso per incomprensioni col suo partito e perché l’incarico assessorile conferitogli non era di suo gradimento, in quanto doveva occuparsi della patata bollente dello smaltimento dei rifiuti e della gestione delle discariche. Notoriamente, settori molto scottanti in Sicilia. A noi non interessa la dietrologia. Potrebbe anche essere vero che l’assessore Figuccia si trovasse non a proprio agio nel suo incarico. Ma in ogni caso ha avuto il merito di sollevare ufficialmente il tema degli stipendi “sproporzionati” che ripugnano ormai al sentire comune. L’obiettivo di “scuotere le coscienze” è stato centrato e la levata di scudi è stata generale.

Ma le grane per il governo della Sicilia non finiscono qui. L’altra patata bollente nelle mani del presidente Miccichè è stata la votazione in Aula per l’approvazione dell’esercizio provvisorio prorogato fino al 31 marzo 2018. C’è stato scontro furente tra maggioranza ed opposizioni per il risultato delle votazioni circa il calcolo del numero legale.

Su un totale di 70 eletti ne erano presenti 60. Alla prima votazione per l’esercizio provvisorio votano solo in 32 dei presenti, ed il presidente rinvia la seduta per “mancanza di numero legale”.

Si rivota una seconda volta, presenti ancora 60, e i votanti stavolta addirittura 31. Ma il presidente Miccichè ha ritenuto valida la votazione. Egli dichiara di rifarsi a precedenti illustri della Camera dei Deputati, nella XIII legislatura. L’allora presidente Luciano Violante considerò come presenti in Aula anche coloro non avevano azionato il dispositivo elettronico di voto. Il tutto fu fatto per non far decadere un importante decreto, allora. E per far passare l’esercizio provvisorio, adesso.

Ma le opposizioni non ci stanno e, prevedibilmente, sono insorte con parole di fuoco, denunciando che è stato perpetrato un “vulnus” all’applicazione dei Regolamenti Parlamentari di Sala d’Ercole. Ed insinuano, che dopo l’incidente delle dimissioni di Figuccia, la maggioranza parlamentare si è disgregata alla prima prova di voto in Aula. Secondo loro il disegno di legge è passato con un colpo di mano. E pertanto chiedono a viva voce la convocazione della Commissione del Regolamento, per esaminare il caso che a Sala d’Ercole dicono non aver precedenti.

Insomma l’atmosfera si scalda e rischia di surriscaldarsi. Ne vedremo delle belle, probabilmente…

Sicilia: Beni Culturali in balia di Assessori “(di)stolti”… (di Carmelo Toscano)

Carmelo Toscano

Vagheggi (agente Allan): “Per il Napoli è incedibile e lui è contento”

“Il rinnovo si farà”

Claudio Vagheggi, membro dell’entourage di Allan, ha parlato ai microfoni della trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’ in onda sulle frequenze di Radio CRC della situazione del suo assistito.

Ecco le sue dichiarazioni:
“Questo organico è importante, per lo scudetto c’è. Allan come Alemao? Su indicazioni del mister ha cominciato ad inserirsi e ad essere incursore. Ha qualità importanti e i risultati sono garantiti. Il calcio vero di Sarri gli consente di esaltarsi. Cessione? Lo scorso anno ho fatto un tentativo, il Napoli non ci pensa proprio a cederlo. Lui è contento a Napoli. Il rinnovo si farà, la strada è quella giusta: può arrivare ad inizio anno. Scudetto? Non parla mai degli obiettivi, ma ci pensa molto. Nazionale? Chiamarlo in Brasile sarebbe una scelta giusta, vediamo”.

Accade in Campania: dopo 60 anni d’amore muoiono a poche ore di distanza

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Un amore durato 60 anni.

Un amore durato 60 anni e che, di fronte alla morte, ha saputo trovare una via di fuga. Si tratta dell’amore di due coniugi di Monte San Giacomo.La moglie, 82 anni, è morta per motivi di salute due giorni fa. Il marito, di 87 anni originario di Cava de’ Tirreni, a distanza di poche ore dal funerale.

Così come riporta “Il Mattino”, il dolore per il decesso della sua amata è stato troppo forte. Dal loro amore sono nati tre figli. Tutta la comunità di  Monte San Giacomo si è stretta al dolore della famiglia, commossa per la forza dell’amore di marito e moglie.

Valcareggi (agente Giaccherini): “Si a Chievo, Fiorentina e Sassuolo”

“Non giocheremo per squadre in lotta per la salvezza”

Fabio Valcareggi, agente di Emanuele Giaccherini, si è soffermato sulla situazione del suo assistito parlando ai microfoni di Radio Bruno Toscana.

Ecco le sue dichiarazioni:
“Alla Fiorentina ci starebbe benissimo. Nel tridente con Chiesa e Simeone, oppure a fare la mezzala. Starebbe bene in tutte le squadre. A Corvino piace Emanuele, ma non mi ha mai cercato. Chievo e Sassuolo sarebbero gradite, non una squadra in lotta per la retrocessione”.

Giaccherini quest’anno ha collezionato pochissime presenze e cerca spazio per ritrovare il campo e tornare a calpestare il manto erboso. La Fiorentina è la destinazione preferita.

ESCLUSIVA – Lega, Tito e Romano: “Gli stabiesi prima di tutto. Immigrati, non tutti. Petardo? Abbiamo una nostra idea, vi spiego…”

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La Lega a via Ettore Tito per manifestare contro il Protocollo Minniti. 

Questa mattina a Castellammare di Stabia si è tenuta la manifestazione della Lega contro il protocollo Minniti firmato a Napoli la scorsa settimana. Molte le rappresentanze politiche presenti nella città, tra cui il coordinatore di Castellammare di Stabia, il Dott. Giovanni Tito. Non sono mancati i disagi e le contestazioni, come l’esplosione di una bomba carta. In merito all’episodio ed all’evento si è espresso proprio lo stesso coordinatore Tito.

La manifestazione di Noi con Salvini a Castellammare, qual è l’obbiettivo per la città?

“L’obiettivo della manifestazione di questa mattina è difendere i diritti degli stabiesi, poichè vengono sempre prima i diritti dei nostri cittadini. Oggi, nonostante l’intento pacifico della nostro evento c’è stato un episodio di violenza; è stato sparato un petardo durante l’allestimento del gazebo, molto probabilmente si tratta di un’iniziativa dei centri sociali. La cosa ci rattrista in quanto non siamo mai andati a protestare con violenza durante gli eventi politici di altri schieramenti”. 

Il sindaco Pannullo ha dichiarato durante la conferenza stampa di fine anno che non esiste un numero effettivo e già ufficiale di migranti destinati al nostro territorio, lei è d’accordo?

“No, perchè ogni comune ha firmato l’accordo dove era precisato un numero specifico di migranti destinati al territorio, scelti anche in base alla densità della popolazione. Dovrebbero essere infatti per Castellammare più di 200”.

In previsioni delle elezione nazionali, perchè uno stabiese dovrebbe votare Salvini?

“Perchè Salvini si è fatto carico anche dei problemi del Sud e di tutta la nazione, dell’abolizione della legge Fornero e di tanti altri provvedimenti che vanno a discapito degli italiani stessi”. 

In merito alla questione si è espresso anche il Dott. Alberto Romano , giornalista nonchè dirigente provinciale di Noi con Salvini per il settore della comunicazione e militante nella zona di Terzigno

Effettivamente, Salvini è contro l’immigrazione?

“Assolutamente no. Coloro che scappano un regime dittadoriale, ad esempio i siriani o da una guerra, ad esempio i siriani, sono per noi i benvenuti. Non mi sta bene che possano venire però tutti; non possiamo accogliere tutti“. 

I napoletani sono un popolo molto fiero della loro appartenenza ed alcuni si sono “legati al dito” le dichiarazioni che Salvini ha fatto contro di loro durante eventi calcistici di rilievo nazionale, lei cosa ne pensa?

“Io sono uno di questi napoletani, non ho apprezzato sicuramente quelle dichiarazioni, le bravate goliardiche di Salvini che espresse tra tifosi milanisti, però c’è da dire che alcune dichiarazioni forti che andavano al di là dello sportivo sono fatte anche da Grillo. La differenza è che Salvini si è scusato, Grillo no. Adesso Salvini non fa pià parte della Lega nord, ma bensì della Lega, cioè di una realtà politica costruita per tutti gli italiani. Io provengo, come coloro che sono sono qui a sostenere Salvini, da realtà ben diverse rispetto alla Lega originaria; ci sono ex militanti di Alleanza Nazionale, Forza Italia, Fratelli d’Italia. La nostra trilogia era “dio, padre e famiglia”; attualmente noi individuiamo come nostro capitano solo chi difende queste tradizioni”. 

a cura di Annalibera Di Martino

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Napoli, a Capodanno fermi bus, metro e funicolari

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Stop a bus, metro e funicolari

L’ennesimo incontro in Prefettura, dopo quello avuto con il Sindaco, tra l’Amministratore e i rappresentanti sindacali dell’Anm per assicurare i servizi di linea 1 e delle funicolari per la notte di Capodanno ha avuto esito negativo. Purtroppo, infatti, nessun lavoratore dell’Anm ha dato la propria disponibilità a lavorare con retribuzione dello straordinario la notte di Capodanno.

Così come riporta “Il Mattino”, questo il commento di  Mario Calabrese, assessore alle infrastrutture e ai trasporti: “Ovviamente ciò è davvero incomprensibile. L’azienda deve cambiare passo e questa sarà la nostra priorità per il prossimo anno. Per fare questo è necessario che lavoratori e sindacati abbiano chiara la gravità della situazione in cui versa l’azienda e degli sforzi che si stanno facendo per salvare Anm, per garantire i livelli occupazionali e per offrire alla città servizi di trasporto pubblico di livello adeguato. Questa avrebbe potuto essere l’occasione per riguadagnare un rapporto di fiducia con la città, un’occasione purtroppo persa. Voglio, infine, ringraziare la Regione Campania e la Città metropolitana di Napoli per la collaborazione offerta da Eav e Ctp“.

Pistocchi contro uno juventino: “Era rigore su Koulibaly”

“Il mani di Mertens non è assolutamente rigore”

Attraverso il suo profilo Twitter, Maurizio Pistocchi tiene un dialogo ‘acceso’ con un tifoso juventino che sosteneva che il mani di Mertens in area del Napoli andasse punito con un calcio di rigore.

Ecco la discussione:

Tifoso: “Dottor Pistocchi una persona onesta limpida come lei ammetterà che c’è stato un furto con scasso per il fallo di mano di Mertens”.

Pistocchi: “Il fallo di mano per essere punibile deve essere volontario, se Mariani e Doveri (VAR) avessero considerato l’intervento di Mertens volontario sarebbe stato rigore. Come la trattenuta in area di Ceccherini su Koulibaly al 25′ del secondo tempo. Nessuno dice che la trattenuta di Ceccherini su Koulibaly inizia prima che Mertens calci, prosegue con il pallone ancora in gioco. Rigore più seconda ammonizione ed espulsione”.