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Annullato Evento “La befana dei Bambini”. Comunicato

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Riceviamo e pubblichiamo

Roma- L’evento in programma per domani a Villaggio Prenestino, “La Befana dei Bambini”, organizzato dall’università Anglocattolica San Paolo, è stato rinviato a data da destinarsi. Questo il comunicato pervenuto in Redazione.

COMUNICATO

La presente per annunciare che l’evento previsto per il 6 gennaio 2018 ore 11:00 – 16:00 “LA BEFANA DEI BAMBINI” presso la sede del Ristorante Casale di Bacco, è stato rimandato. L’evento di beneficenza verrà svolto con le stesse modalità e lo stesso orario in una data che verrà comunicata a breve durante il periodo di Carnevale 2018, causa problemi tecnici della struttura ospitante. Ci scusiamo per il disagio e Vi aspettiamo numerosi il giorno dell’evento.  

Università Anglocattolica San Paolo Apostolo.

Roma, 5 gennaio 2018

Napoli, 21enne ferito da sconosciuti con un colpo di pistola

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Agguato nei Quartieri Spagnoli, 21enne aggredito da malviventi in moto, gli agenti indagano sull’aggressione.

Un 21enne con precedenti di aggressione a pubblico ufficiale e droga residente a Napoli  è stato ferito con un colpo di pistola la notte scorsa nei Quartieri spagnoli. R.V ha subito lesioni alla zona toraco-addominale da dei colpi di pistola.. Tempestivamente è stato ricoverato nel Vecchio Pellegrini dove la polizia, arrivata verso le 3, che ha raccolto le sue dichiarazioni; ha raccontato che mentre era vicino alla sua abitazione in vico lungo San Matteo, nel Quartieri Spagnoli, con amico di cui non ricorda il nome, sono arrivate due persone a bordo di una moto Honda Sh che hanno  iniziato a sparare verso la sua persona. Fortunatamente non è in pericolo di vita e per le lesioni riportate, guarirà in venti giorni. Gli agenti, intanto, hanno avviato indagini.

L’evento, domenica si torna al museo…GRATIS!

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Prima domenica del mese musei gratis in Campania ed in tutta Italia, torna l’appuntamento con la cultura.

Torna l’appuntamento con la “Domenica al Museo” l’iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il 7 gennaio, ingresso gratuito nei siti archeologici vesuviani. Ingresso gratuito per i siti più belli del territorio campano, come Scavi di Ercolano, di Oplontis a Torre Annunziata, dell’Antiquarium e Villa Regina a Boscoreale, Villa Arianna e Villa San Marco di Stabia.  Nella perla di Pompei, gli Scavi saranno aperti al pubblico dalle ore 8.30 alle 15.30, con la chiusura prevista alle 17. Di seguito, è riportato l’elenco di tutti i siti di maggior interesse che aderiscono all’iniziativa nel territorio napoletano.

        NAPOLI:

Grotta Azzurra;

Museo archeologico dei Campi Flegrei;

Parco archeologico delle terme di Baia;

Sacello degli Augustali;

Teatro romano di Miseno;

Antiquarium nazionale di Boscoreale e Villa Regina;

Certosa di San Giacomo;

Parco archeologico di Ercolano;

Parco archeologico di Liternum;

Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento;

Certosa e Museo di San Martino;

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes;

Museo delle Carrozze;

Museo archeologico nazionale di Napoli;

Museo della ceramica Duca di Martina;

Museo di Capodimonte;

Palazzo Reale;

Parco di Capodimonte;

Parco e Tomba di Virgilio;

Museo storico archeologico di Nola;

Museo Georges Vallet;

Scavi di Pompei;

Anfiteatro Flavio e Tempio di Serapide;

Parco archeologico di Cuma;

Villa di Poppea-Oplontis.

Per quanto riguarda il resto d’Italia, usufruiscono dell’iniziativa anche:

ROMA: 

– Colosseo e Foro Romano/Palatino (ingresso contingentato)
– Galleria Borghese (rimane obbligatoria la prenotazione di € 2,00)
– GNAM Galleria Nazionale Arte Moderna
– Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia
– Museo HC Andersen, Museo M. Praz, Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative e il Costume
– Museo nazionale Romano (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano)
– Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini
– Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Corsini
– Galleria Spada
– Museo nazionale di Palazzo Venezia
– Museo nazionale di Castel Sant’Angelo (ingresso contingentato)
– Museo nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci”
– Museo nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”
– Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
– Museo nazionale dell’Alto Medioevo
– Museo nazionale degli Strumenti Musicali
– Scavi di Ostia Antica
– Museo Ostiense
– Mausoleo di Cecilia Metella
– Terme di Caracalla
– Villa dei Quintili
– Villa Adriana a Tivoli
– Villa d’Este a Tivoli

Al MAXXI, ingresso gratuito alla collezione permanente (Galleria 4) per tutti dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese.

MILANO: 

La Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento, l’Acquario Civico, i Musei del Castello Sforzesco, il Museo della Pietà Rondanini, il Museo del Risorgimento, Palazzo Morando, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo di Storia Naturale, il Museo Archeologico, la Casa Museo Boschi di Stefano, lo Studio Museo Francesco Messina, le Gallerie d’Italia e il Museo del Cenacolo Vinciano.

FIRENZE:

(Attenzione: nell’elenco sono riportati solo i musei statali, non quelli gestiti dal comune (chiamati Musei Civici Fiorentini) o privati (come Palazzo Strozzi, il Museo Horne e il Museo Stibbert).

-Galleria degli Uffizi (che adesso fa parte delle Gallerie degli Uffizi, insieme al complesso di Palazzo Pitti e Giardino di Boboli)
– Galleria dell’Accademia (+Collezione di strumenti musicali del Conservatorio Luigi Cherubini)
– Museo Nazionale del Bargello
– Museo delle Cappelle Medicee
– Museo di San Marco
– Palazzo Pitti
Galleria Palatina
– Galleria d’arte moderna
– Galleria del Costume
– Museo degli Argenti
– Museo delle Porcellane
Giardino di Boboli
-Museo di Palazzo Davanzati
– Museo di Casa Martelli – ingresso gratuito ma prenotazione €3 obbligatoria
– Chiesa e Museo di Orsanmichele – ingresso gratuito
– Sala del Perugino – ingresso gratuito

Per maggiori informazioni:
Sito web: www.beniculturali.it
Facebook: https://www.facebook.com/MIBACT
Twitter: https://twitter.com/Mi_bact

Roma-Atalanta, Di Francesco: “Nainggolan e De Rossi non convocati. Ora siamo incudine; silenzio e lavorare”

NOTIZIE AS ROMA – La prima gara del 2018 per la Roma arriva nel giorno dell’Epifania. La Befana porterà il carbone o il cioccolato alla squadra di Eusebio Di Francesco, che nelle ultime 3 partite ha accumulato un solo punto in campionato e l’uscita dalla Coppa Italia per mano del Torino? L’avversario è di quelli ostici: l’Atalanta di Gasperini sta vivendo un momento aureo e vuole restare aggrappata a tutte le competizioni nella speranza di vincere qualcosa. Queste le dichiarazioni del tecnico giallorosso alla vigilia del match casalingo contro la Dea:

“Con la linea guida dettata dalla società, condivisa da me e accettata da Nainggolan il giocatore non sarà convocato per la partita con l’Atalanta. Questo si lega a un modo di fare che deve essere continuativo per chi rappresenta la Roma e commette questi errori. Chiunque sbaglierà pagherà allo stesso modo. Stato d’animo diverso tra Roma e Atalanta? Hanno ritrovato grandissimo entusiasmo contro il Napoli.  Si tratta della squadra peggiore che potevamo affrontare in questo momento in cui abbiamo difficoltà a far gol. Hanno grandissima fisicità, un grande allenatore e vivono sulle ali dell’entusiasmo. Noi dobbiamo compattarci e abbiamo bisogno del grandissimo sostegno da parte della nostra gente dal primo all’ultimo minuto. Il dato più preoccupante è che siamo settimi in classifica per gol segnati. Abbiamo creato moltissime occasioni ma non siamo stati bravi a concretizzare. De Rossi non sarà convocato, si è riacutizzato un problema muscolare avuto in settimana. La mentalità la si acquisisce anche nei momenti negativi, dire che si è mollato qualcosina dal punto di vista emotivo può essere a livello inconscio. Manchiamo dove in precedenza non sbagliavamo. Dobbiamo essere incudine in questo momento: silenzio e lavorare. Il momento di Strootman? Secondo me più se ne parla e peggio può essere.  un giocatore di una forza tale…mi auguro che sia veramente resiliente. Si allena ad altissimo livello sempre, vi invito a guardare i dati fisici. Tutti ci aspettiamo qualche gol o qualche assist in più da lui, ma con il tempo succederà. Totti sta facendo un percorso da dirigente importante, ci sta dando tanto ma anche noi stiamo dando tanto a lui per il suo futuro professionale. Su Nainggolan una situazione simile non mi era mai capitata. Radja sa di aver sbagliato. Avrei potuto capire se qualcuno avesse carpito le immagini, ma farsele da soli….Schick? Non giocherà, se dovesse giocare non gioca Dzeko. Bisogna farlo maturare dal punto di vista psicologico e fargli capire dove è arrivato. E’ un patrimonio del calcio, ha grandissimi mezzi e lo dico dopo la partita contro il Sassuolo in cui ha giocato male, possiamo dirlo. Con la sua umiltà nel lavorare può tornare a dimostrare quello che ha fatto nella Sampdoria. Domani Gonalons sarà della partita. Spesso quando si arriva in un posto nuovo ci vuole un periodo di adattamento. Ho anche osato un po’, a volte va bene, altre male. La sensazione è che ci accontentiamo, ma non dobbiamo buttare via ciò che di buono è stato fatto. In questo momento non vogliamo tralasciare nulla”.

Claudia Demenica copyright-vivicentro

Meteo, week-end di pioggia in arrivo al Sud

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Mal tempo in Campania, in arrivo episodi di rovesci, temperature stazionarie per il week-end in tutta la penisola.

Nubi in aumento al Nord  per questa befana dell’anno appena iniziato. Entro sera peggiorerà al Nordovest, e sulla Toscana. Una serie di locali nebbie  investiranno il Nord, in particolare sulle zone di pianura.

Per quanto riguarda il Nord : Molte nubi saranno presenti sulle zone di pianura con occasionali nebbie; dei piovaschi interesseranno la Liguria, specie dopo metà giornata. Qualche piovasco toccherà anche al Friuli. Tutto sarà accompagnato da temperature stazionarie. P

iogge deboli con temperature nella norma interesseranno invece il Centro e la Sardegna, in particolare su province settentrionali della Toscana con molte nubi ma asciutto altrove.

Temperature stazionarie anche al Sud dove però episodi di rovesci interesseranno la Campania e la Calabria, mentre resterà soleggiato altrove.

 

 

Buste biodegradabili: diventate un affare di Stato. Come stanno davvero le cose

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Quello delle buste per la spesa biodegradabili è diventato un affare di Stato, almeno a leggere i social. Come stanno davvero le cose

Ma alla fine, l’azienda Novamont produce sacchetti bio o no?

Non sembra placarsi la polemica sui sacchetti di bioplastica che negli ultimi giorni ha investito i social network e i media. La vicenda riguarda l’obbligo per legge, dal 1 gennaio 2018, di utilizzare sacchetti di materiale biodegradabile per il reparto ortofrutta e anche di segnalare il prezzo degli stessi sull’etichetta prodotta dalle bilance quando si pesano frutta e verdura.

Tra le voci che si sono rincorse negli ultimi giorni, c’è anche quella che la norma sia un favore a un’azienda guidata da “un’amica” di Matteo Renzi. Anche se la confusione è tanta, perché al contempo alcuni insinuano che si tratti di una tassa. In ogni caso, per molti, parrebbe evidente che o sia una tassa o sia un favore passibile di conflitto di interessi.

La diretta interessata, Catia Bastioli, amministratrice delegata della piemontese Novamont, in un’intervista a Repubblica del 4 gennaio ha detto di non essere legata al segretario del Pd e che “noi nel 2016 abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150”.

Lo stesso Renzi è intervenuto sulla sua pagina Facebook scrivendo che “quanto all’accusa che il Parlamento avrebbe [introdotto la norma] per un’azienda amica del Pd vorrei ricordare che in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti prodotti da materiale naturali e non da petrolio. Hanno quattromila dipendenti e circa 350 milioni di fatturato”.

Abbiamo cercato di mettere chiarezza in questo argomento, partendo proprio dalla dichiarazione del leader di centrosinistra.

Quante aziende?

Abbiamo contattato Assobioplastiche, che riunisce le aziende che lavorano nel “comparto dei biopolimeri”, per avere i dati ufficiali e poter così analizzare la dichiarazione di Renzi. Secondo un report di Plastic Consult, società indipendente specializzata nella ricerca nel settore delle plastiche alla quale Assobioplastiche ha commissionato la ricerca, sono 152 le imprese del settore a operare in Italia.

Va però fatta un’importante distinzione tra i produttori della materia prima e i trasformatori, le società che cioè dalla materia prima creano i prodotti finali, come i sacchetti o i bicchieri in bioplastica. Nello specifico, in Italia i produttori sono 17, mentre tutti gli altri sono trasformatori. Di queste 135 aziende, “la maggior parte” produce sacchetti.

Possiamo quindi dire che l’affermazione di Bastioli sia corretta, mentre quella di Renzi è più imprecisa, perché non ci sono “circa 150 aziende che fabbricano sacchetti prodotti da materiale naturale”, ma sicuramente meno di 135. Le 150 aziende sono quelle dell’intera filiera.

Un’altra precisazione: l’azienda di Bastioli non produce direttamente i sacchetti al centro della polemica. Anzi, Novamont non produce proprio sacchetti. Si occupa infatti della materia prima, per la quale è effettivamente uno dei maggiori produttori a livello europeo, ma non di trasformarla in sacchetti o altri prodotti. Inoltre ci è stato riferito dall’ufficio stampa di Novamont che la società non detiene né ha mai detenuto partecipazioni in altre aziende che producono sacchetti.

Il giro d’affari

È inoltre vera l’affermazione di Bastioli sul fatto che i “numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali”, come confermatoci da Assobioplastiche.

È invece di nuovo impreciso Renzi quando sostiene che le aziende che producono sacchetti in materiale bioplastico “hanno 4mila dipendenti e circa 350 milioni di fatturato”. È vero che nel comparto lavorano circa 4 mila dipendenti, ma considerando anche le aziende produttrici, inclusa Novamont che da sola conta 600 dipendenti. Le altre più grandi imprese produttrici a operare in Italia sono la tedesca Basp, il gruppo francese Sphere, la tedesca Fkur e l’americana NatureWorks.

Anche riguardo al fatturato, è vero che solo per la parte di imballaggi in bioplastica si tratta di 350 milioni di euro, ma all’interno non sono considerati solo i sacchetti, ma anche tutti gli altri prodotti che servono a questi scopi, come i bicchieri per esempio (ma non le posate in biomateriale).

Cosa dice la legge

La norma che regola l’utilizzo di sacchetti biodegradabili nei supermercati anche per il reparto ortofrutta è stata approvata ad agosto all’interno del decreto legge 123/2017 e riprende una direttiva europea del 2015, che vuole ridurre l’uso delle borse di plastica, assai inquinanti.

La legge italiana ha aggiunto un obbligo di utilizzo di sacchetti ultraleggeri (quelli dell’ortofrutta) che siano anche biodegradabili. Stabilisce infatti che dall’1 gennaio 2018 le borse di plastica devono essere “biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento”, dall’1 gennaio 2020 “con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento” e dall’1 gennaio 2021 “con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento”.

Sul perché sia stato introdotto questo obbligo di utilizzo di borse di plastica biodegradabili e compostabili – se cioè per fare un piacere a un’azienda “molto vicina a Renzi e al Giglio magico”, come sostiene Giorgia Meloni (pur con un condizionale) o per il “sacrosanto obiettivo di combattere l’inquinamento alla luce degli impegni che abbiamo firmato a Parigi e che rivendichiamo” come dice Matteo Renzi, non è nostro ruolo esprimerci

La legge è stata votata in via definitiva alla Camera con 276 voti favorevoli, 121 contrari e 3 astenuti.

Il costo dei sacchetti

Altra grande confusione è stata fatta sul prezzo dei sacchetti. In effetti la polemica è nata proprio perché sulle etichette emesse dalla bilancia per pesare frutta e verdura è scritto, oltre al prezzo dell’alimento, anche quello del sacchetto. Da qui le critiche perché il costo a famiglia potrebbe variare “tra 4,17 e 12,51 euro” all’anno, dal momento che ogni sacchetto può costare tra gli 0,01 e i 0,03 euro (ndr, perplessità della redazione: A partire dal 1° gennaio 2018, addio a 1 e 2 centesimi, ed allora? come la mettiamo con le monete?)

La direttiva europea parla di obbligo di non distribuire gratuitamente le borse “leggere”, e infatti le normali “buste della spesa” in bioplastica si pagano da parecchio tempo.

Sulle buste ultraleggere – quelle dell’ortofrutta – la direttiva dice che “possono” essere escluse dall’obbligo di farle pagare. La legge italiana invece ha scelto di precisare che anche “le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito” e quindi “il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino”.

La spiegazione della scelta per un comportamento più rigido, in questo caso, è data dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha dichiarato a Repubblica che si tratti di “un’operazione trasparenza voluta dal Parlamento unanime”. Come abbiamo già citato, in realtà il voto del Parlamento non è stato così “unanime” (i voti favorevoli sono stati 276, i contrari 121).

La spiegazione delle parole del ministro viene supportata da Legambiente che in una nota sostiene che “da sempre i cittadini pagano in modo invisibile gli imballaggi che acquistano con i prodotti alimentari ogni giorno, la differenza è che dal 1 gennaio, con la nuova normativa sui bioshopper, il prezzo di vendita del sacchetto è visibile e presente sullo scontrino”.

Insomma, imporre la “vendita per singola unità” e il divieto che le borse siano “distribuite a titolo gratuito” sarebbero un modo per evitare che il commerciante o il supermercato le “regali” spalmando poi il prezzo sul costo degli alimenti.

La posizione di Legambiente

Proprio Legambiente si è espressa duramente a riguardo e parla di “troppe bufale e inesattezze sui biosacchetti”.

A partire dal costo, come precisato sopra, l’associazione ambientalista prova a spiegare la propria posizione sull’argomento e per farlo sottolinea che un’altra bufala sia “la questione del monopolio di Novamont”.

Legambiente ribadisce che “in Italia si possono acquistare bioplastiche da diverse aziende della chimica verde mondiale” e che “tra le principali aziende della chimica verde una volta tanto l’Italia ha una leadership mondiale sul tema, grazie a una società che è stata la prima 30 anni fa a investire in questo settore e che negli ultimi 10 anni ha permesso di far riaprire impianti chiusi riconvertendoli a filiere che producono biopolimeri innovativi che riducono l’inquinamento da plastica”.

Mentre sulla possibilità di riutilizzo vecchi sacchetti o di portarli da casa, l’associazione sostiene che sia “un problema che si può facilmente superare semplicemente con una circolare ministeriale che permetta in modo chiaro, a chi vende frutta e verdura, di far usare sacchetti riutilizzabili, come ad esempio le retine, pratica già in uso nel nord Europa”.

Federdistribuzione, l’associazione di categoria della grande distribuzione, si dice però contraria a una simile interpretazione della normativa per vari motivi, non ultimo “l’impossibilità di ritarare le bilance di volta in volta in base al diverso imballaggio del consumatore”.

Conclusioni

Come spesso capita quando le notizie vengono alimentate dai social network, sono state dette molte imprecisioni riguardo all’obbligo di utilizzare i sacchetti in materiale biodegradabile per imbustare alimenti sfusi.

Renzi stesso è stato impreciso quando ha parlato di circa 150 aziende che producono sacchetti, con 4 mila dipendenti e 350 milioni di euro di fatturato. Ma l’ordine di grandezza è comunque simile. Anche il ministro Galletti ha parlato di dettagli su cui c’era un consenso “unanime”, mentre così non è stato.

Ma la curiosità forse più interessante nella vicenda è che la Novamont, l’azienda di Catia Bastioli accusata di essere vicina a Renzi, in realtà non produce i sacchetti di materiale bioplastico, ma solo la materia prima dalla quale questi vengono ricavati.

vivicentro.it/ATTUALITÀ

Amichevole, Napoli-Juve Stabia Berretti 1-0: il tabellino

Amichevole, Napoli-Juve Stabia Berretti 1-0: il tabellino

Amichevole di lusso questa mattina per la Berretti della Juve Stabia che ha affrontato a Sant’Antimo il Napoli, Under 17, allenato da Chianese. Una gara combattuta da parte delle due squadre e terminata col punteggio di 1-0 per gli azzurri grazie al gol di Frasca nella ripresa in un batti e ribatti con Esposito G.. Vespette che hanno messo in luce anche 2 calciatori 2001 come Vilardi e Guadagno oltre al 2002 Masotta. Presente tutto lo staff di osservatori azzurri e anche Gianluca Grava, responsabile del settore giovanile del Napoli, che ha fatto i complimenti allo staff stabiese per la professionalità e l’importanza del gruppo.

Così in campo:

NAPOLI – Zagari, Marrella, Salimbe, Esposito A., Massa, Gaeta, Guadagni G., Caiazzo, Esposito D., Carbone, Guadagni C. A disp. Evangelista, Arcella, Bianco, Sannino, Esposito G., Esposito S., Frasca, Giliberti, Chianese. All. Chianese.

JUVE STABIA – Pezzella, Maiorino, De Martino, Frulio, Casella, Matarazzo, Ceparano, Stallone, Bozzaotre, Cucca, D’Angolo. A disp. Menzione, Diomaiuta, Vilardi, Guadagno, Masotta, Liguori. All. Di Somma.

a cura di Ciro Novellino

Castellammare, Fratelli d’Italia in villa comunale contro l’immigrazione

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FdI in villa comunale alle 11.00 per protestare contro l’immigrazione che viola la rispettabilità della città, l’avv.Sica: “ci opporremo a questa vera e propria invasione di immigrati”.

Domani mattina, presso la villa comunale di Castellammare di Stabia (NA), altezza cassa armonica, dalle 11.00 alle 13.30 si terrà il gazebo di Fratelli d’Italia per protestare contro l’invasione dei migranti, come si legge dalle parole del coordinatore cittadino FdI, l’avv. Ernesto Sica:

Domattina in qualità di Fratelli d’Italia abbiamo organizzato due gazebo sulla questione immigrazione in quanto siamo particolarmente sensibili al tema.
Il nostro gruppo stabiese , di cui ho l’onere di essere il coordinatore cittadino , è talmente ampio e variegato da poter organizzare due presidi sul territorio per far sentire più forte la nostra voce.
I dirigenti cittadini , insieme ad altri esponenti di partito, saranno presenti dalle 11.00 alle 13.30 al gazebo in zona cassa armonica in villa comunale mentre l’altro di alcuni simpatizzanti sarà in zona banca stabiese.
Noi ci opponiamo alla venuta dei 213 immigrati che il sindaco ha deciso di accogliere, aderendo alla richiesta della prefettura.
La nostra città è martoriata da tanti problemi che disperdere le energie su questioni che non riguardano gli interessi della città e dei cittadini è assurdo. Gli immigrati e stranieri in città  già  creano problemi come la vendita abusiva impune di merce contraffatta senza che l’amministrazione muova un dito, oppure come i Rom che delinquono, elemosinano e sporcano senza che ci sia un argine alle loro azioni.
E’ inconcepibile come addirittura come la sinistra di governo abbia varato un provvedimento che preveda l’assunzione di immigrati, ad esempio, negli scavi archeologici di Pompei invece di pensare ad un vero e proprio rilancio dei vari siti archeologici , come quello stabiese , e soprattutto all’assunzione dei nostri giovani preparati.
Noi operiamo sempre nell’interesse di C/Mare e degli stabiesi e , come già fatto lo scorso anno ,ci opporremo a questa vera e propria invasione di immigrati.
Castellammare ha tanti problemi reali e vogliamo batterci per risolvere questi.

Ernesto Sica ( coordinatore cittadino FdI)

Under 15 Torneo Terre D’Irpinia, Juve Stabia-Benevento 0-1

Under 15 Torneo Terre D’Irpinia, Juve Stabia-Benevento 0-1

Finisce con una sconfitta negli ultimi minuti di gioco la finale 3°/4° posto del Torneo Terre D’Irpinia categoria Under 15. La Juve Stabia, per un gol messo a segno da D’Agosto a pochi secondi dai rigori, perde con il Benevento e si deve accontentare del primo gradino sotto al podio. Un risultato che sta stretto ai ragazzi di Belmonte che ben hanno giocato tutte le gare ma non hanno raccolto quanto dovuto.

Così in campo:

JUVE STABIA – Spina, Campagnuolo, Vinciguerra, Roma, Errico, Criscio, Esposito, Affinito, Damiano, Romilli, Abissinia. A disp. Tornincasa, Migliaccio, Tosto, Martino, Di Pasquale, Fabrizio, Iengo. All. Belmonte.

BENEVENTO – De Ciglio, Gentile, Todisco, Albano Mandfredonia, Barilotti, Seminara, Giampaolo, Gargiulo, Battisti, Agnello, Olimpio. A disp. Gestro, Sena, Moccia, Strazzullo, Boggia, Bracale, Capone, Ilario, D’Agosto. All. Formisano.

a cura di Ciro Novellino

Via ai saldi invernali 2018, quando inizieranno e quanto dureranno

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Via oggi ai saldi, cioè la differenza tra le entrate e le uscite :  in Campania fino al 2 aprile, anche i negozi online al 50%.

Oggi per noi donne, ma per gli italiani in generale, c’è un evento imperdibile, da non dimenticare: al via i saldi dell’inverno 2018.

C’è una curiosità da sottolineare, per chi ne volesse sapere di più: “La parola viene dal lessico commerciale: la differenza tra le entrate e le uscite sono un “saldo”, positivo o negativo, e i “saldi” sono quindi quello che non è stato venduto in un negozio alla fine della stagione e la vendita stessa di quei capi invenduti.

Le prime leggi che interessano le vendite straordinarie risalgono al periodo fascista in cui sono state introdotte le due categorie delle “vendite straordinarie” e delle “vendite di liquidazione”. I commercianti potevano scegliere liberamente il periodo dell’anno in cui fare le vendite straordinarie. Secondo una legge del 1980, le Camere di commercio stabilivano i periodi dell’anno, al massimo due, in cui si potevano tenere i saldi, che non potevano durare più di quattro settimane. La pubblicità non poteva essere “ingannevole” e il venditore aveva l’obbligo di dimostrare, in caso di controlli, che aveva effettivamente fatto gli sconti promessi rispetto ai prezzi precedenti. Nel 1998 si intervenne ancora sulle date, stabilendo che fossero le singole regioni a decidere quando poter iniziare i saldi. I saldi non esistono solo in Italia: molti paesi europei stabiliscono legislazioni particolari per le vendite promozionali”. (fonte: il post.it).

I saldi erano iniziati ufficialmente dalla Basilicata, dove ci sono sconti e promozioni già da martedì 2 gennaio; subito dopo è seguita la Valle d’Aosta, dove l’inizio era fissato per mercoledì 3 gennaio. L’unica regione a organizzarsi diversamente è la Sicilia, dove si dovrà aspettare fino a domani, sabato 6 gennaio. Le date della fine dei saldi, invece, sono molto diverse da regione a regione: in Trentino-Alto Adige dureranno poco più di un mese (finiranno i il 16 febbraio), mentre in Campania fino al 2 aprile. i SALDI non varranno soltanto per i negozi “fisici”, ma investiranno anche il commercio online, più conosciuto negli ultimi tempi come “e-commerce”:  Amazon fa sconti sull’abbigliamento fino al 50 per cento fino al 28 febbraio. Trovate anche promozioni su scarpe, abbigliamento e accessori con sconti fino al 70 per cento su Asos e al 50 per cento su Zalando. Ci sono sconti al 70 per cento anche su tutta la collezione di abbigliamento uomo, donna e bambino di OVS. Inoltre, in questo periodo molti negozi online di abbigliamento, come per esempio Nike, aggiungono prodotti alla loro sezione outlet, che è quella che propone prodotti in saldo tutto l’anno.

 

Le date dei saldi invernali, regione per regione:
Abruzzo: 5 gennaio – 5 marzo
Basilicata: 2 gennaio – 1 marzo
Calabria: 5 gennaio – 28 febbraio
Campania: 5 gennaio – 2 aprile
Emilia Romagna: 5 gennaio – 5 marzo
Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio – 31 marzo
Lazio: 5 gennaio 2018 – 28 febbraio
Liguria: 5 gennaio – 18 febbraio
Lombardia: 5 gennaio – 5 marzo
Marche: 5 gennaio – 1 marzo
Molise: 5 gennaio – 5 marzo
Piemonte: 5 gennaio – 28 febbraio
Puglia: 5 gennaio – 28 febbraio
Sardegna: 5 gennaio – 5 marzo
Sicilia: 6 gennaio – 15 marzo
Toscana: 5 gennaio – 5 marzo
Umbria: 5 gennaio – 5 marzo
Valle D’Aosta: 3 gennaio – 31 marzo
Veneto: 5 gennaio – 31 marzo
Trentino-Alto Adige: 5 gennaio – 16 febbraio

 

 

Salerno, la piccola Stio diventa in Rete Città Slow

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Stio, un piccolo paesino nel Parco del Cilento entra a far parte della rete Città slow, politica ambientale tendente a valorizzare il territorio, l’economia ed il turismo.
Il comune di Stio entra nelle rete delle città slow. Un importante risultato conquistato dal piccolo centro, considerato il fatto che è il secondo comune cilentano ad ottenere questo riconoscimento dopo Pollica.  Il comune stesso ha presentato richiesta di adesione a Città Slow, un movimento legato a Slow Food. La richiesta è stata approvata con delibera di Giunta comunale. Per Città Slow s’intendono quelle realtà  in cui si attua una politica ambientale tendente a mantenere e sviluppare le caratteristiche del territorio e del tessuto urbano, valorizzando in primo luogo le tecniche del recupero e del riuso, nonché l’uso delle tecnologie orientato a migliorare la qualità dell’ambiente e del tessuto urbano. L’obiettivo è di estendere la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando il concetto di “ecogastronomia” alla pratica del vivere quotidiano. I Comuni che aderiscono all’associazione sono animati da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l’uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni; rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina; ricchi di affascinanti tradizioni artigiane, di preziose opere d’arte, di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati; caratterizzati della spontaneità dei riti religiosi, dal rispetto delle tradizioni, dalla gioia di un lento e quieto vivere.
Entrare a far parte della rete Cittaslow è un investimento per il futuro, una scelta consapevole che porta benefici sociali ed economici di lunga durata. Il buon vivere si raggiunge riscoprendo la propria identità, il territorio e la cultura“, fanno sapere i cittadini di un luogo che conta meno di 900 abitanti.

Indomita Salerno-Volleyball Stabia, la presentazione del match

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Indomita Salerno – Volleyball Stabia, la presentazione del match

Archiviata la lunga sosta natalizia, Ritorna in campo dopo la lunga sosta natalizia l’Indomita femminile. Domenica alle ore 19, le ragazze di coach Tescione nella palestra Senatore affronteranno l’Asd Volleyball Stabia.

Chiuso il 2017 con il successo in trasferta contro l’Alma Volley, Losasso e compagne vogliono iniziare in maniera positiva il 2018 per continuare la scalata al vertice della classifica. Durante il periodo di sosta le ragazze hanno continuato il programma di allenamenti, disputando e vincendo con facilità un’amichevole contro il Cs Pastena, e lavorando soprattutto sempre con grande entusiasmo e carica. Quella carica che ora va messa anche in campo in questa sfida contro una compagine stabiese come quella stabiese da non sottovalutare.

In classifica lo Stabia ha solo quattro punti, come il Cs Pastena, formazione contro di cui ha vinto all’esordio l’unica partita della propria stagione. Poi per le stabiesi, neopromosse, sono arrivate nove sconfitte consecutive, con il quarto punto conquistato grazie al tie break raggiunto e poi perso nell’ultimo turno del 2017 contro il Cava Volley. Un match in cui lo Stabia è stato avanti due set a zero, perdendo poi il quinto con il punteggio di 15-13, dimostrando però di essere in crescita. Una sfida da affrontare al massimo della concentrazione e dell’intensità, come richiesto da coach Tescione alle sue ragazze nel corso degli allenamenti di questa settimana.

Per quanto concerne la formazione, restano dei dubbi da sciogliere ma sicuramente in campo ci sarà una squadra determinata e decisa a conquistare i tre punti in palio che sarebbero davvero importanti, anche alla luce del programma di questo weekend. Infatti in quest’undicesima giornata è in programma la sfida tra il Pontecagnano, secondo in classifica e il Nola Città dei Gigli, in vetta a punteggio pieno. Punti pesanti in palio anche tra Pozzuoli e Oplonti appaiate al quarto posto a quota 22 punti alle spalle della Phoenix Caivano che giocherà in casa contro l’Alma Volley. Aspetta buone notizie dagli scontri diretti l’Indomita Salerno che anche in questo match casalingo sarà spinta dal proprio pubblico, pronto a riabbracciare le ragazze dopo la lunga sosta natalizia.

Da ricordare infine che la gara sarà trasmessa in differita su Lira Sport lunedì alle 17.25, martedì alle 12, mercoledì e giovedì alle 21.25 con il commento di Fabio Setta ed Enzo Nicolao. Inoltre il match sarà disponibile sul canale YouTube di Lira Tv.

Roma, Zingaretti sulla giunta Raggi: “Di casini sui rifiuti ne stanno facendo parecchi”

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Zingaretti cerca dialogo con la giunta di Roma per il problema dei rifiuti, la soluzione potrebbe essere l’installazione di nuovi impianti ma : “il Campidoglio dice no“.

Il presidente della Regione Lazio, durante una sua intervista nella trasmissione  ‘Lavori in corso’ su Radio Radio, rispondendo in particolare a una domanda sul tema dei rifiuti ha dato modo di approfondire una delle tematiche che più tocca i romani e la Regione Lazio in generale: “Io non voglio fare polemiche perché io sono il presidente di tutti, anche ovviamente di questa bellissima mia città, e non credo che la giunta Raggi sia una mia avversaria, perché chi governa deve pensare al bene comune. Però non c’è dubbio che di casini ne stanno facendo, e parecchi“. La situazione, come sottolinea il presidente sembra essere diventata insostenibile e bisognerebbe operare una conversione della polemica in profitto finalizzato alla risoluzione della piaga comune: “Dovremmo anche evitare di trasformare qualsiasi dialettica tra le istituzioni in polemica. Io non voglio fare polemiche ma dire la verità: credo che Roma abbia bisogno di impianti, il Campidoglio dice di no. Quando il Comune ha bisogno di aiuto io mi attivo per darglielo: così come abbiamo fatto in tanti altri campi, faremo anche così sulla Capitale, ma è evidente che c’è qualcosa che non va, se ne accorgono tutti. Noi stiamo facendo di tutto per aiutare Roma. L’amministrazione regionale su richiesta dell’Ama ha interrogato la Regione Emilia Romagna per ospitare una quantità di rifiuti. Abbiamo agito su indicazione dell’amministrazione comunale di Roma. Noi crediamo che Roma abbia bisogno di impianti, perché è la Capitale europea che ha la più bassa percentuale di rifiuti trattati sul proprio territorio. Roma – ha spiegato Zingaretti – dice ‘no, noi saremo in grado di risolvere questo problema in pochi anni’, però intanto la differenziata langue. E’ assolutamente evidente che Roma ha bisogno di impianti – ha ribadito – noi lo diciamo da tre anni. Abbiamo dato milioni anche a Roma per la differenziata ma la gestione dei rifiuti spetta ai Comuni. Le Regioni fanno la programmazione, e siamo in attesa di capire, perché formalmente non c’è mai arrivato – ha concluso – quali sono le scelte di investimenti che la Capitale vuole fare“.

Stadio, Confapi: sindaco immobile, De Laurentiis fa bene a lamentarsi

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Stadio, Confapi: sindaco immobile, De Laurentiis fa bene a lamentarsi

Le parole di solidarietà del presidente Confapi Napoli Gianpiero Falco, nei confronti del patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, sulla questione dello stadio San Paolo

«Le affermazioni del nostro primo cittadino, in relazione alla situazione dello stadio “San Paolo”, di risposta a quelle del presidente Aurelio De Laurentiis, fanno capire come poco sia entrata nelle grazie dei nostri amministratori la logica della finanza di progetto, oggi definita dal nostro codice degli appalti “partenariato pubblico-privato”. È assolutamente incomprensibile la risposta del primo cittadino Luigi de Magistris che dice di avere fatto tutto quello che si doveva in risposta alle giuste considerazioni del presidente circa la sua ricerca di nuovi siti per poter effettuare l’investimento del nuovo stadio». Lo ha detto Gianpiero Falco, presidente Confapi Napoli.

«Vi è la necessità, a breve, di un imprenditore che non può essere soddisfatta poiché il sindaco non rappresenta una macchina amministrativa in grado di porre in essere le basi per un grande bando per la realizzazione dello stadio – aggiunge Falco –. Né tantomeno il sindaco ritiene forse utile politicamente, vista l’incapacità della suddetta macchina comunale, di ricevere studi di fattibilità o proposte dai privati, così come la legge peraltro consente. E allora che si fa? Si chiacchiera solo. Perché così andando avanti nel tempo, nulla si farà».

«Noi piccoli imprenditori siamo un po’ stanchi della politica spettacolo, anche perché in questa molte volte vince l’ipocrisia e quindi secondo noi anche il populismo di certe azioni senza senso e significato. Abbiamo, oggi, più che mai, bisogno di lavoro – conclude Falco – per poter continuare a rappresentare l’ossatura di questo Paese dando ricchezza ed occupazione. Io questo non lo dimentico ed è sempre la rotta che noi della piccola e media impresa privata vorremmo e dovremmo percorrere».

Il patto di governo di Grasso per un governo PD e M5S

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«Un governo con Pd e M5S? Dipende dai programmi». A dirlo è Pietro Grasso, il leader di Liberi ed eguali, in un’intervista a La Stampa. «Contribuire eventualmente ad un’alleanza di governo – spiega il presidente del Senato – deve essere il mezzo per produrre la forte inversione di rotta che auspichiamo e non certo una scorciatoia per ricavare qualche poltrona in più. Il governo come mezzo, non come fine» puntando a creare una coalizione con un’agenda mirato: welfare e ambiente.

Grasso: “Un governo assieme a dem e Movimento 5 Stelle? Saremo responsabili, dipenderà dai programmi”

Il leader di Liberi e uguali: «Contribuiremo a un’alleanza solo se ci sarà una forte inversione di tendenza. Al primo posto ci dovrà essere una legge per la parità retributiva tra uomini e donne»

ROMA – Può sorprendere, in Pietro Grasso, la spensierata rilassatezza con la quale sta affrontando da qualche giorno un lavoro nuovissimo, quello di leader di una lista fresca e composita, ma è la stessa “incoscienza” che lo accompagnò cinque anni fa quando assunse la presidenza del Senato, senza mai essere entrato prima in un’aula parlamentare. Serenità che è anche un “programma politico”? O dimostra un’alta considerazione di sé? Lui, in una mansarda di un palazzo ottocentesco della Fondazione Olivetti, appena ristrutturata, sorride: «Per me l’esperienza di giudice a latere del maxiprocesso è stato qualcosa che mi ha cambiato la vita e la visione delle cose. Un processo che contava 475 imputati, 438 capi di imputazione, 120 omicidi, con le motivazioni da scrivere mentre la tua famiglia è sotto minaccia. Ho imparato che quando le difficoltà appaiono insormontabili, alla fine, con pazienza, con metodo, con analisi, studiando le soluzioni, ascoltando le “parti” e con l’aiuto di un po’ di fortuna, beh, le cose possono andare per il verso giusto. Certo, si possono fare errori – chi non ne fa? – ma quella è stata la grande lezione di vita che mi ha dato la serenità per affrontare le cose più difficili. Non so se si vede, ma è così».

Nella imminente convention programmatica di Liberi e uguali per lei basterà riproporre le ricette della sinistra-sinistra, più investimenti, più lavoro, spese spesso a pie’ di lista? Oppure sente il dovere di una proposta di sinistra di governo, nel segno dell’etica della responsabilità?

«Non condivido questa diversità tra sinistra-sinistra e sinistra di governo. L’etica della responsabilità? È un dovere dire sempre la verità ai cittadini. Noi non proporremo soluzioni irrealizzabili, ma alcune esigenze sociali sono irrinunciabili, anche perché le ricette neo-liberiste si sono dimostrate inefficaci. Per questo Paese serve un Piano di sostenibilità ambientale, la messa in sicurezza del territorio, a partire dalle scuole e un piano per il Welfare che ripensi a quanto è cambiata la vita di donne e uomini. Quindi non bonus bebè, ma un piano straordinario di asili e orari flessibili per i genitori. Riforme strutturali, non una tantum elettorali. Dare diritti a milioni di giovani nella morsa della precarietà. E proponiamo di fare come in Islanda, dove è stato deciso per legge l’obbligo della perfetta parità retributiva tra uomini e donne».

Non si è ancora capito: la vostra Lista evocherà più Corbyn o più il Pd pre-Renzi?

«Le esperienze altrui sono utili per migliorarle, per non ripeterne gli errori. In questi anni la gestione della crisi ha prodotto più ricchezza per pochi, aumentando le diseguaglianze, rendendo le decisioni pubbliche meno democratiche. Quel che apprezzo in Corbyn è l’idea che non siano i giovani contro i vecchi e neppure il nuovo contro il passato, noi siamo per politiche che guardino a molti non a pochi».

Per il dopo-voto lei se la sente di escludere a priori una vostra alleanza di governo con Cinque stelle e con un Pd de-renzizzato?

«Nelle alchimie di questi giorni ci sono troppe incognite, a cominciare dagli effetti di una legge elettorale unica al mondo e il mio non è un complimento. Guardare genericamente al futuro non appartiene al mio pragmatismo e dopo il voto voglio vedere forze in campo, numeri e soprattutto i programmi. Noi saremo una forza di governo responsabile, ferma sui contenuti. Contribuire eventualmente ad un’alleanza di governo deve essere il mezzo per produrre la forte inversione di rotta che auspichiamo e non certo una scorciatoia per ricavare qualche poltrona in più. Il governo come mezzo, non come fine».

Ma intanto la vostra campagna elettorale sarà per togliere più voti possibili a Pd e Cinque Stelle?  

«Il nostro obiettivo è recuperare più voti possibili dagli elettori demotivati e non rappresentati del centrosinistra e poi cercare di riprendere quei voti di sinistra andati verso i Cinque Stelle per protesta, per indignazione, per mancanza di riferimenti elettorali progressisti. E anche, con la mia presenza, andare incontro a chi pensa che il cambiamento si ottiene attraverso le istituzioni e non aprendole, come una scatoletta di tonno!».

Il suo ex collega Ingroia è stato volutamente sgradevole, dicendo che lei non è mai stato di sinistra…

«Bene, il fatto che nessuno abbia potuto intravedere nella mia azione giudiziaria, quelle che allora erano mie idee politiche di sinistra, questo per me è un vanto! Evidentemente non sono stato influenzato, come altri, da pregiudiziali politiche o ideologiche. Per me la giustizia è un servizio, non un potere».

Lei ha fortemente voluto in squadra Rossella Muroni, già presidente di Legambiente: sarà al suo fianco?

«Certamente. Non è solo una candidata, darà un profilo al programma e al progetto. Lei è la punta di diamante di una visione del Paese, di un programma sociale, ambientalistico e di un metodo che sono anche i miei».

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Napoli, furto di panettoni: scoperti e arresti i ladri

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Napoli, furto di panettoni: scoperti e arresti i ladri

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, hanno fermato P.C. di 48 anni e F.L. di 23 anni mentre rubavano all’interno di un minimarket.

I militari dell’Arma hanno sorpreso all’interno di un minimarket, del Vomero situato in via Luigia Sanfelice, due uomini che dopo aver sfondato le vetrate erano intenti a rubare panettoni di note marche e dolci confezionati. Al momento dell’irruzione dei carabinieri, i due ladri stavano deponendo la merce tutto in 4 grandi buste: verosimilmente i dolci arraffati sarebbero stati rivenduti. I ladri P.C. di 48 anni e F.L. di 23 anni, soggetti già noti alle forze dell’ordine, sono stati tratti in arresto per furto aggravato. La refurtiva è stata restituita al negozio mentre gli arrestati sono in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Giaccherini sempre più lontano da Napoli: ci sono sirene da Turchia e Russia

Giaccherini potrebbe emigrare all’ estero

Emanuele Giaccherini, esterno del Napoli, è stato impiegato con il contagocce. Arrivato dopo un europeo da protagonista con la maglia dell’ Italia, ha trovato pochissimo spazio con Sarri, e secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino, avrebbe chiesto la cessione. Su di lui come già risaputo ci sono alcuni interessamenti in Italia, ma anche all’ estero è molto richiesto. In particolare in Turchia ci sarebbe il Besiktas e il Trabzonspor, che sarebbero pronti a portarlo da loro. Ma non ci sono sirene solo dalla Turchia, bensì anche dalla Russia. Adesso la palla passa al Giak, il quale dovrà decidere dove andare a giocare a partire dal mese di gennaio.

Influenza: situazione d’emergenza. Manca l’«immunità del gregge»

Alberto Mantovani, Direttore Scientifico Irccs Humanitas e docente di Humanitas University, nel suo editoriale su La Stampa scrive:  «La situazione di emergenza ci richiama alla dimensione di quella che in genere viene chiamata «immunità del gregge» – e che io preferisco chiamare «immunità della comunità», i cui membri, solidali fra loro, pensano a proteggere non solo se stessi ma anche i più deboli».

Futuro e prevenzione una battaglia culturale

Ancora una volta quest’anno i nostri ospedali e i Pronto soccorso sono messi in gravissima difficoltà dall’epidemia di influenza e di quadri simil-influenzali stagionali. E non è solo il nostro Sistema Sanitario perché le notizie che arrivano dalla Gran Bretagna sono di una crisi ancora maggiore (già dieci ospedali hanno dichiarato lo stato di black alert). Personalmente in questo momento mi trovo a letto a causa di una sindrome simil-influenzale e sei dei miei sette nipoti sono stati colpiti durante il periodo natalizio. Non solo paghiamo un prezzo dal punto di vista del carico dei nostri ospedali e strutture sanitarie, ma soprattutto paghiamo un prezzo molto grave in mortalità, con una stima a livello europeo di circa 40.000 morti premature l’anno. Anche sul fronte spesa per il sistema Italia i numeri sono alti. Uno studio di qualche anno fa, ha stimato un costo diretto e indiretto per influenza pari a 2,86 miliardi di euro. Se tutti gli adulti si vaccinassero, si risparmierebbero circa 1,3 miliardi.

LEGGI ANCHE: Vaccino gratis contro l’ influenza anche ai bambini?

Contro l’influenza abbiamo vaccini che sono ben lontani dall’essere quello che vorremmo, nel senso che non danno una protezione totale, ma sono indubbiamente efficaci nel ridurre frequenza e gravità della malattia. Come indicato nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e nel documento dell’Accademia dei Lincei, il vaccino contro l’influenza è raccomandato in modo particolare per le persone sopra i 65 anni, in età pediatrica e per soggetti a rischio (chi soffre di malattie croniche che causano immunodeficienza come cancro o malattie ematologiche, patologie croniche al fegato, rene ecc…). Perché l’influenza è così temibile? Uno dei motivi è che sopprime le difese immunitarie. Molti dei problemi causati dall’influenza, comprese le morti, sono legati a infezioni batteriche a essa associate.

Di fronte a questa situazione chi si occupa di salute e chi vive nelle strutture sanitarie ha obblighi etici importanti. In Humanitas, ad esempio, abbiamo un Advisory Board internazionale composto da persone che provengono ad esempio da Cleveland Clinic (Usa) e dal Karolinska (Svezia), strutture che pretendono dai propri operatori sanitari di essere vaccinati contro l’influenza. E questo non per evitare le assenze dei dipendenti, ma per proteggere i propri pazienti. Io stesso, che lavoro in una struttura ospedaliera come Humanitas, mi vaccino non solo e non tanto per proteggermi, ma anche e soprattutto perché vivo in un ambiente in cui ci sono persone che tutti noi insieme abbiamo il dovere di proteggere (persone con tumori, malattie croniche dei polmoni, del fegato, del rene, che hanno un sistema immunitario compromesso e che sono messe a rischio dall’influenza).

Cosa possiamo fare perché l’anno prossimo non si ripresenti questa situazione di emergenza ormai diventata ricorrente? Io credo che la cosa fondamentale sia una battaglia culturale che deve essere portata avanti fra, da e con chi si occupa di salute, medici e operatori sanitari. Una battaglia culturale per l’uso di vaccini, per la protezione di se stessi e delle persone più deboli della nostra comunità (bambini piccoli e le tante persone con problemi al sistema immunitario). La situazione di emergenza ci richiama alla dimensione di quella che in genere viene chiamata «immunità del gregge», e che io preferisco chiamare «immunità della comunità», i cui membri, solidali fra loro, pensano a proteggere non solo se stessi ma anche i più deboli.

vivicentro.it/EDITORIALI – L’ESPERTO
vivicentro/Influenza: situazione d’emergenza. Manca l’«immunità del gregge»
lastampa/Futuro e prevenzione una battaglia culturale ALBERTO MANTOVANI

Napoli, bomba carta davanti un’attività commerciale

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Esplosione ordigno artigianale davanti ad un’attività commerciale, gli inquirenti escludono l’ipotesi del racket

Napoli –  Questa mattina a via Gianturco è esploso un ordigno artigianale davanti l’ingresso di una rivendita di bibite. Il titolare dell’attività commerciale è un incensurato.

L’esplosione ha causato danni alla parte inferiore della serranda, la rottura dei vetri delle auto in sosta nelle vicinanze. Danneggiato anche il gabbiotto del limitrofo distributore di carburanti. Sul posto sono giunti i carabinieri che stanno eseguendo le indagini. Secondo quanto si è appreso, tra le ipotesi prese in considerazione, gli inquirenti hanno scartato la pista del racket. Dunque si esclude l’atto intimidatorio per ‘sollecitare’ il pagamento di un ‘pizzo’.

Gazzetta: “Non tutte le riserve del Napoli danno adeguate garanzie”

La Rosea parla del turnover del Napoli

L’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport parla sul Napoli, in particolare sul turnover di Sarri che non ha portato risultati. Ecco un estratto dell’ articolo della Rosea:

“I numeri, però, vanno analizzati e, volendo, pure filtrati alla luce del fatto che il Napoli è stato eliminato dalla Champions e dalla Coppa Italia. È evidente infatti che i «titolarissimi» sono stati utilizzati di fatto sempre, e con ottimi risultati, in campionato ma anche che ogni volta che è stato fatto turnover (l’andata con lo Shakhtar e, appunto, con l’Atalanta) il dazio da pagare è stato elevatissimo. Facile dedurre che non tutte le alternative danno adeguate garanzie. Nel contempo, però, va detto che alcuni elementi, quando sono stati utilizzati nel contesto dell’undici base, hanno fornito prestazioni migliori rispetto alla sfida con i bergamaschi”.