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Scafati, donna accusata di usura: minacciava le sue vittime

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Scafati, in provincia di Salerno, Lady Usura minacciava le sue vittime: “Ti sciolgo il cane contro”

Scafati, le due famiglie che guadagnavano con il lavoro di strozzini, riscuotendo gli interessi da chi versava in serie difficoltà economiche, andranno tutti a processo. Otto, per la precisione, le persone indagate per usura in concorso e raggiunte dalla richiesta di rito immediato della Procura di Nocera Inferiore. Sono E. D. M., F. R. C., M. N. P., G. N., A. D. L., A. D. e R. P. Al centro delle indagini e capo di tutta la squadra di usurai è la 58enne E.D.M nota come “Lady Usura”, la quale, secondo le accuse, gestiva i suoi affari con il figlio R. P., il cui padre fu ucciso nella guerra di camorra negli anni 80, e da F. C. Non solo, la donna era anche supportata nella sua attività dalla madre, G.N. che riscuoteva gli interessi mensili che le vittime dovevano versare agli usurai. A processo va anche una dipendente dell’Asl, D. L., addetta all’ufficio esenzioni dell’ospedale di Scafati e accusata di aver fiancheggiato Lady Usura.

Tutto questo ha avuto inizio da una denuncia di una sua vittima che a giugno scorso si accorse di non poter pagare gli interessi pattuiti. Per lui l’unica soluzione fu di denunciare tutto alla polizia giudiziaria. Pochi mesi di indagine condussero poi ai primi arresti.

Machach è un giocatore del Napoli, giovedì sarà a Castel Volturno

Machach è un giocatore del Napoli, giovedì sarà a Castel Volturno

Il primo acquisto del Napoli sarà Zinedine Machach, centrocampista svincolatosi dal Tolosa. Secondo Il Corriere dello Sport il ragazzo sarà già a Castel Volturno nella giornata di giovedì. E non è assolutamente scontato che possa partire in prestito. Nelle scorse settimane si era parlato di club già interessati a Machach tra serie A e B. Machach è un centrocampista fisico, ma dotato di una discreta tecnica e può ricoprire vari ruoli nello scacchiere tattico offensivo di Maurizio Sarri.

Verdi ad un passo dal Napoli: c’è l’intesa col Bologna, ecco cosa si attende

Verdi ad un passo dal Napoli: c’è l’intesa col Bologna, ecco cosa si attende

Il Napoli e’ lanciatissimo su Simone Verdi, attaccante del Bologna. E’ praticamente vicinissimo l’accordo con il club emiliano sulla base di 25 milioni di euro, bonus compresi. Restano da limare solo gli ultimi dettagli contrattuali. Si attende pero’ il sì dell’esterno che deve prendere una decisione in merito al proprio futuro in sette giorni. Il Mattino su Verdi: “Una parziale contropartita tecnica potrebbe essere rappresentata da Ciciretti, l’esterno del Benevento che il Napoli ha gia’ bloccato per giugno. Ma l’operazione e’ piu’ difficile da portare a termine nell’immediato perche’ ci sarebbe da raggiungere anche l’accordo con il club sannita. Verdi sarebbe il rinforzo ideale per il reparto offensivo perche’ puo’ giocare sia a destra che a sinistra del tridente e che con Sarri a Empoli venne impiegato da trequartista: l’allenatore lo conosce bene ed e’ partito forte in quest’avvio di stagione con il Bologna. I tempi d’inserimento in gruppo sarebbero decisamente ridotti, un elemento importante tenendo presente che il tecnico ha bisogno subito di un rinforzo tra gli esterni di attacco”.

Napoli, Asìa : multe per chi non fa la differenziata

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Napoli,sono previste multe, da parte di Asìa, per chi non rispetta la raccolta differenziata

Napoli, l’Asìa, lente che si occupa della gestione dei rifiuti partenopei, nel 2017 ha effettuato 900 verbali, tre al giorno se si considerano i festivi.  Ai verbali degli istruttori di Asìa si aggiungono quelli della polizia municipale e della polizia ambientale. Effettivamente sono un po’ pochi , se si considera il flop della raccolta differenziata in numerose zone della città. Non tutti i napoletani, infatti, sono riusciti ad abituarsi alle campane in strada, al netto delle zone dove è attivo il porta a porta. Parte da questa premessa la campagna, che fa subito discutere, lanciata da Asìa, contro i «bastardi della differenziata».

L’Asìa ha anche rilasciato alcune dichiarazioni, anche sul suo profilo facebook, in cui ha scritto: ” Stiamo riscontrando, su ampie zone della città, l’intensificarsi di comportamenti scorretti di raccolta differenziata. Nelle campane bianche adibite alla raccolta della carta riscontriamo, quotidianamente, la presenza di altre frazioni che impediscono per diniego il conferimento agli impianti di smaltimento. Ciò comporta danni ingenti, economici e d’immagine, all’intera città. A nostro avviso, assumendoci la piena responsabilità di ciò che scriviamo, definire incivili i cittadini che praticano maleducatamente tali conferimenti è davvero riduttivo». La terminologia utilizzata dall’amministratore di Asìa Francesco Iacotucci è stata considerata da qualcuno «eccessivamente forte». Basta scorrere la home page di pagine Facebook come «Cittadinanza attiva», ma non solo: per la consigliera comunale e deputata del Pd, Valeria Valente, «Asìa scarica sui cittadini le proprie responsabilità». In effetti, una campagna pro raccolta differenziata sarebbe stata più efficace se il Comune e l’ente avessero fatto propaganda quartiere per quartiere, in modo tale da avvicinare i cittadini alla questione.

Napoli, aggressione al Vomero: ragazzi accoltellati

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Napoli, due ragazzi sono stati aggrediti nel quartiere Vomero: entrambi accoltellati

Napoli,quartiere Vomero, due ragazzi di 18 e 19 anni sono stati accoltellati la sera del 17 dicembre, poco dopo l’una di notte, in una nota piazza del quartiere, Piazza Vanvitelli. Entrambi sono stati accoltellati alla coscia; il motivo riguarda un’occhiata in di più rivolta ad un gruppo di ragazzi arrivati li da poco, dopo una serata in discoteca. “Ma state guardando ancora?” così è iniziato tutto: i ragazzi invertirono la marcia lungo una strada a senso unico e uno di loro si avvicino ai due giovani fermi, poi dal gruppo si staccò un altro ragazzo che gli puntò un coltello alla gola. L’amico lo aiutò tentando di frapporsi ma il gesto gli costò un colpo al capo con un casco. Ovviamente scattò la rissa ed è in questa che i due ragazzi vennero accoltellati alla gamba. La rissa terminò grazie ad un cameriere di un bar vicino, che non era riuscito a rimanere indifferente alla cosa, e quindi portò il gruppo a dileguarsi.

I ragazzi furono soccorsi da altri giovani e portati in ospedale i medici medicarono le ferite che potevano essere fatali per l’uso delle articolazioni. Le indagini hanno avuto una svolta quando i Carabinieri hanno passato ore a controllare filmati di sorveglianza. Tutti sono stati denunciati alla Procura per rissa, e il responsabile del ferimento è stato denunciato per porto illegale di arma bianca e lesioni gravissime.

Napoli, tunnel troppo stretti: i treni della Linea 6 non passano

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Napoli, i tunnel sono troppo stretti e i treni “nuovi” della linea 6 non passano

Napoli, la Linea chiusa dal 2013 per i lavori di estensione della tratta, la metropolitana leggera, che collega Fuorigrotta a Mergellina, dovrebbe riprendere a funzionare entro la fine di quest’anno. A dicembre, è prevista, infatti, l’apertura delle stazioni San Pasquale e Arco Mirelli, costruite da Ansaldo su appalto del Comune di Napoli, mentre nel 2019 dovrebbe essere la volta di Chiaia. Ma il problema fondamentale è che manca il personale: infatti servirebbero 62 dipendenti, tra macchinisti, operai e agenti di stazione, al costo di 2,5 milioni l’anno, ma Anm non ha bandito nessun concorso, mentre per riqualificare quelli già in forza occorrono 6-8 mesi di formazione.

I treni, poi, sono pochi e vecchi. Al momento sono disponibili solo 6 moduli a due casse da 25 metri, cioè si tratta dei vecchi tram comprati per i mondiali di Italia del 1990, riadattati a metropolitana, di cui non si riescono a trovare nemmeno i pezzi di ricambio. I moduli nuovi a tre casse, previsti dal contratto, stesso modello del metrò di Genova, invece, non possono essere utilizzati, perché sono lunghi 39 metri, e non è possibile al momento farli scendere all’interno dei tunnel. L’unica apertura si trova a piazzale Tecchio, nei pressi della stazione Mostra, dove nel sottosuolo è stato realizzato un deposito-officina temporaneo e dove attualmente sono stoccati i 6 treni-tram. L’unico modo per far entrare le carrozze è calarle dal buco con una gru. Il problema è che il foro misura 27 metri: è più piccolo dei nuovi moduli. Insomma a Napoli anche se si tenta di fare qualcosa di buono, c’è sempre qualche tassello che va storto, colpa sicuramente della disorganizzazione e disattenzione delle istituzioni.

Salerno, bimbo ricoverato per aver assunto droghe: la situazione

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Salerno, bimbo ricoverato dopo aver assunto droghe che erano in casa: la madre rincuora i familiari

Battipaglia, sono ore difficili per i familiari del piccolo che ha assunto hashish lo scorso venerdì sera. Ora il bambino è ricoverato all’ospedale Santa Maria della Speranza, sembrerebbe esserci un miglioramento e tutto fa sperare per il meglio. La madre del bambino è in sala d’attesa in compagnia di alcuni familiari, e fa avanti e indietro per il reparto sperando che i medici, gli infermieri o qualcuno del personale medico, possa dare più informazioni possibili sulla salute del piccolo.  Le condizioni di salute del bambino sono migliorate ma la situazione resta delicata e per i prossimi giorni il piccolo rimarrà nel reparto di rianimazione sperando che tutto proceda senza intoppi.  Nel frattempo, il padre del bambino è alla caserma dei carabinieri di Battipaglia dove ha trascorso la mattina di ieri per raccontare cosa è accaduto e fornire all’autorità tutte le informazioni necessarie per proseguire le indagini. La madre del piccolo cerca di rincuorare i familiari che chiedono del figlio; tutti sperano che questo incubo possa finire il più presto possibile.

Centrodestra: “Uniti per vincere, non ancora pronti per governare”

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Secondo Marcello Sorgi il senso del vertice di Arcore è tutto in una frase: “Uniti per vincere, non ancora pronti per governare. I titoli del programma con cui la coalizione all’apparenza favorita si prepara a condurre la campagna elettorale al momento non sembrano all’altezza della sfida del ritorno alla guida del Paese”.

La potente calamita dell’unità

Uniti per vincere, non ancora pronti per governare: sta tutto qui il senso del vertice del centrodestra ad Arcore, che ha sancito il pieno accordo tra i tre soci fondatori dell’alleanza e l’apertura alla cosiddetta «quarta gamba», il polo di tutti gli ex che mette insieme oltre un milione di voti e potrebbe risultare decisivo nelle urne il prossimo 4 marzo.

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Ma mentre la spinta all’unità è risultata perfino più forte di quanto le schermaglie della vigilia facessero prevedere – da Arcore è uscita l’intesa di massima anche sui candidati governatori per le Regioni e perfino il bozzetto, non si sa quanto definitivo, ma certo assai significativo, di un simbolo comune con i tre nomi di Berlusconi, Salvini e Meloni – i titoli del programma con cui la coalizione all’apparenza favorita si prepara a condurre la campagna elettorale al momento non sembrano all’altezza della sfida del ritorno alla guida del Paese, dopo la dissoluzione che portò alla caduta dell’ultimo governo dell’ex Cavaliere il 15 novembre del 2011.

In primo piano c’è il cavallo di battaglia di Salvini, la cancellazione degli «effetti deleteri» della riforma Fornero, a cui si affianca la promessa berlusconiana di portare a mille euro i trattamenti minimi di previdenza.

Poi una serie piuttosto generica di slogan vecchi e nuovi (ma da domani due commissioni composte da esponenti di tutti i partiti membri saranno al lavoro per dettagliare le proposte e comporre il complicato puzzle delle candidature comuni): «meno tasse, meno burocrazia, più aiuti a chi ha bisogno, più sicurezza per tutti, riforma della giustizia e giusto processo» e così via, dalla flat tax, non è chiaro se nella versione Lega al 15 per cento o se in quella Forza Italia al 22-23, a un «imponente piano di sostegno alla natalità» di matrice meloniana, a un più severo controllo dell’immigrazione.

Si tratta in buona parte di parole d’ordine popolari, finalizzate a catturare un elettorato esasperato da otto anni di crisi economica e non ancora in grado di percepire gli effetti della ripresa, e adatte pure a trovare punti di incontro per eventuali governi di larghe intese, rinnegati a parole e allo stesso tempo considerati soluzioni di riserva, se, pur partendo in discesa, il centrodestra non dovesse raggiungere la maggioranza in entrambe le Camere.

Ma quello che colpisce di questo abbozzo di programma è che il centrodestra lo propone – meglio sarebbe dire lo ripropone, tra l’altro all’indomani del richiamo al realismo del presidente Mattarella – come se non fosse mai stato al governo nel precedente quarto di secolo, e come se molti degli obiettivi (due per tutti, il taglio delle tasse e la riforma della giustizia), riconfermati nelle sei campagne elettorali dal 1994 a oggi, non si fossero già rivelati irrealizzabili e non avessero determinato crepe profonde nell’alleanza poi dissoltasi sei anni fa.

L’azzardo maggiore è senza dubbio la rimozione della legge Fornero: una riforma che ha avuto indubbiamente alti costi sociali, che sta in cima alle incavolature di gran parte degli elettori (in quasi ogni famiglia italiana c’è una persona che vorrebbe e non riesce ad andare in pensione), ma che a leggere gli studi più approfonditi e aggiornati è stata fondamentale, non tanto per il risanamento dei conti pubblici che rimangono traballanti, ma per il contenimento del loro dissesto.

Inoltre, la convinzione, già egualmente sperimentata da centrodestra e centrosinistra negli anni in cui si alternavano al governo, di cancellare le riforme fatte dai predecessori senza entrare nel merito dei contenuti e degli effetti, solo per onorare i patti con gli elettori, in passato ha determinato solo conseguenze negative. Aprendo la strada, in certi momenti, agli «odiati» governi tecnici chiamati a imporre rimedi inevitabili, rivelatisi impossibili per gli esecutivi politici.

Insomma, se Prodi nel 2006, per accontentare i sindacati, non avesse cancellato lo «scalone» nell’età pensionabile introdotto dal ministro Maroni, la Fornero non sarebbe mai arrivata. E se invece di contrapporsi ideologicamente, con reciproche accuse di piani autoritari, scambiate di legislatura in legislatura, centrodestra e centrosinistra avessero dato luogo a un vero confronto parlamentare sulle riforme costituzionali, archiviate chissà per quanti anni dopo il referendum del 2016, oggi avremmo anche una Costituzione riformata.

vivicentro.it/EDITORIALI
vivicentro/Centrodestra: “Uniti per vincere, non ancora pronti per governare”
lastampa/La potente calamita dell’unità MARCELLO SORGI

Caserta, bloccati per tre ore nel traffico: in coda per l’outlet

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Caserta, a causa di un ingorgo stradale, le persone sono state bloccate per tre ora nel traffico

Caserta, giorno di gran festa ieri per tutte le persone che hanno voluto approfittare dei saldi iniziati proprio il 5 gennaio e che in Campania si protrarranno fino al 2 aprile. L’ansia da fare l’affare migliore ha portato centinaia e centinaia di persone a recarsi alla Reggia Outlet ieri, chi nel pomeriggio chi addirittura era lì dalla mattina. La Reggia Outlet è infatti una sorta di centro commerciale all’aperto, super organizzato, infatti al suo interno puoi trovare non solo negozi per poter comprare tutto ciò di cui hai bisogno, ma è anche munito di ristoranti e ogni tipo di bar e pizzerie, per ogni tua necessità. A causa di un ingorgo spaventoso, dovuto alla folla posta all’ingresso dell’outlet, migliaia di automobilisti sono rimasti bloccati nel traffico per tre ore.  La mancanza di personale per la regolamentazione del flusso automobilistico in entrata e in uscita dall’outlet ha causato l’enorme disagio. Ieri sera infatti, la stessa direzione della Reggia Outlet, aveva comunicato, verso le 19:30, di non accalcarsi all’uscita e di aspettare che l’ingorgo stradale si disperdesse, prima di mettersi in macchina e andare via, infatti la direzione consigliava, addirittura, di rimanere all’outlet più tempo possibile. I malpensanti avevano creduto in una strategia di marketing messa in pratica dalla struttura per far continuare le persone a compare, ma così non era. Un uomo imbottigliato nel traffico con la sua famiglia, ha affermato di aver chiamato anche il 113 per segnalare la problematica, ma hanno smistato la telefonata ad un commissariato che non ha mai risposto.  In realtà bastava solo far intervenire la polizia stradale

Napoli, pregiudicato si impossessa della casa del vicino: il caso

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Napoli, un pregiudicato, da poco uscito dal carcere, si impossessa della casa del vicino

Napoli, quartiere Forcella, l’architetto Umberto Liberti combatte insieme a sua madre, una donna di 84 anni con una grave malattia degenerativa agli occhi, per riavere la sua casa, portatagli via dal loro vicino pregiudicato. L’uomo ha ben pensato di sfondare un tramezzo e di impossessarsi di casa di un’ala della casa e del terrazzino. L’architetto ha affermato: “Non credevamo ai nostri occhi, ma tornati a casa, abbiamo ritrovato parte della nostra casa occupata; tra l’altro, il cancelletto del terrazzino fungeva da ingresso al nostro appartamento,e non siamo potuti entrare più a casa”. Questa è una storia che va avanti da più di un mese ma  per fortuna il Sig. Liberti ha potuto contare sulla benevolenza di un amico che abito nella palazzina accanto alla sua  , ed è li che per ora vive insieme alla madre, che è costantemente bisognosa di cure. Liberti ha denunciato l’accaduto al Commissariato Decumani due mesi fa, che per competenza territoriale è stata inviata al Commissariato Vicaria. Con il suo avvocato penalista, Gianluca Esposito, la pratica è stata inviata alla Procura di Napoli, ora è nelle mani del giudice Rivellese. La settimana prossima verrà effettuata un’integrazione di denuncia in Procura. L’architetto spera di riavere presto la sua cosa e la sua dignità, che gli è stata torta non solo da un pregiudicato, ma anche dalle istituzioni.

Campagna elettorale, il centrodestra punta al governo

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Il patto di governo del centrodestra siglato da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e centristi ad Arcore ha come priorità l’abolizione della legge Fornero, meno tasse e vincoli europei, e un rigido controllo dell’immigrazione. Secondo Marcello Sorgi il senso del vertice di Arcore è tutto in una frase: “Uniti per vincere, non ancora pronti per governare. I titoli del programma con cui la coalizione all’apparenza favorita si prepara a condurre la campagna elettorale al momento non sembrano all’altezza della sfida del ritorno alla guida del Paese”.

Ad Arcore una strategia per il governo, Berlusconi: “Avremo la maggioranza assoluta”

Il Cavaliere: signori, siamo chiamati ancora una volta alla responsabilità

Signori, dobbiamo essere consapevoli che siamo chiamati ancora una volta alla grande responsabilità di governare l’Italia. Ci sono tutte le condizioni per avere la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato». Al pranzo dei vincitori in pectore delle prossime elezioni politiche, Silvio Berlusconi aveva il tono e la postura dei momenti solenni. Non ha mostrato sondaggi, non ha forzato sulla leadership del centrodestra, anche se poi il Cavaliere è convintissimo che sarà lui a dare la vera impronta, la cifra alla coalizione perché Forza Italia sarà il primo partito, attorno al 25% mentre la Lega rimarrà sotto il 20%. Ma ieri ad Arcore era il momento di siglare il patto di governo. Non era il momento di fare certi discorsi divisivi. Anche se Matteo Salvini leggerà sul Foglio di oggi come la pensa Silvio, qual è l’antifona di fondo. Ovvero che sarà lui a garantire, in Italia e all’estero, un governo di moderati con una Forza Italia radicata nei valori del Ppe, «di gran lunga la maggiore forza politica della coalizione», il baluardo che non lascerà «spazio a tentazioni demagogiche».

Al suo fianco in questa operazione bilanciamento al centro Berlusconi avrà lo scudocrociato di Noi con l’Italia, la cosiddetta quarta gamba. E su questo aspetto c’è stata uno dei momenti più animati del vertice. Con Salvini che non voleva riconoscere questa componente. Soprattutto non voleva che venisse loro riconosciuta una quota di collegi uninominali. «Non fatemi vedere il nome di Tosi in nessun collegio», ha tuonato il leader del Carroccio. «Visto che Lupi dice che Noi con l’Italia prenderà più di noi, di Fratelli d’Italia, allora si faccia eleggere con i suoi voti, se riescono a superare la soglia del 3%», ha sottolineato risentito Ignazio La Russa che affiancava Giorgia Meloni. Anche la leader dei Fratelli d’Italia ha due nomi che non vuole vedere nei collegi del Lazio, quelli di Francesco Storace e Gianni Alemanno entrati nell’orbita della Lega.

Berlusconi non ha nessuno di questi problemi. Dipendesse da lui candiderebbe tutti. Alla fine è passato il «lodo Meloni» ovvero le candidature della quarta gamba saranno decise solo ed esclusivamente dai tre leader. Non avranno un collegio uninominale chi è stato nel centrosinistra. Veto su Tosi, Lupi e l’ex viceministro all’Economia del governo Renzi Enrico Zanetti. Dovranno essere eletti nelle loro liste, nella quota proporzionale, se supereranno la soglia del 3%. Sarà un comitato a dare l’ok alle candidature. Un comitato nel quale non ci saranno esponenti di Noi con L’Italia e sarà composto da Niccolò Ghedini, Mariastella Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli, da Ignazio La Russa e Ignazio Lollobrigida.

Rimane il fatto che il centrodestra si poggia su quattro forze politiche. «E dovremo dare prova di coesione e unità, a cominciare dai programmi», ha spiegato Berlusconi. Tutti d’accordo sulla flat tax ma non è stata stabilita percentuale. Salvini ha voluto che si sottolineasse la cancellazione degli «effetti deleteri» della Fornero: anche su questo punto non c’è ancora una modifica di merito, ma il centrodestra pensa a una riforma complessiva del sistema pensionistico. Berlusconi ha insistito sul giusto processo e l’aumento a mille euro delle pensioni minime. Meloni ha chiesto di inserire un «imponente piano per la natalità» e la riforma istituzionale federalismo-presidenzialismo.

I tre leader si rivedranno la prossima settimana, forse a via Bellerio, anche per definire le candidature alle regionali dopo la novità della non ricandidatura di Maroni. È stato uno dei motivi di attrito perché la Lega vuole indicare il successore lombardo e candidare pure uno dei suoi in Friuli Venezia Giulia (il capogruppo Fedriga). Meloni ha detto che no, quella regione tocca a Fratelli d’Italia. Il Lazio andrà a un candidato di Fi. «Troveremo una soluzione a tutto», ha calmato gli animi Berlusconi, che avrà pure Maroni in Parlamento. Una carta più utile a lui che a Salvini in caso di vittoria. Lo indicherà quando si porrà il problema della premiership? Intanto il pranzo è finito nel segno dell’unità che avrà la massima espressione nella lista unica per gli italiani all’estero. Nel logo tre strisce tricolori: nella striscia verde ci sarà il nome di Salvini, in quella bianca di Berlusconi, nella rossa della Meloni. Il nome forse «Per l’Italia», oppure W l’Italia.

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lastampa/Ad Arcore una strategia per il governo, Berlusconi: “Avremo la maggioranza assoluta” AMEDEO LA MATTINA

Napoli, il 17enne aggredito a Via Foria : “Torno a casa”

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Napoli, Arturo, il 17enne aggredito a Via Foria, finalmente è stato dimesso dall’ospedale: “Torno a casa”

Napoli,è finalmente tornato a casa Arturo, il 17enne aggredito lo scorso dicembre a Via Foria. Arturo era stato accoltellato da un gruppo di  quattro ragazzi che lo avevano preso d’assalto per “scherzo”. Oggi ha passato la sua prima giornata a casa; dopo aver ricevuto la visita dell’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, è stato dimesso dall’ospedale Monaldi dove era stato ricoverato in questi giorni, dopo un primo periodo di degenza all’ospedale San Giovanni Bosco. Il ragazzo, presto potrebbe far ritorno a scuola. Non è mai stato lasciato solo dai suoi compagni di classe che sono scesi in piazza con un corteo e un flash mob, dinnanzi alla Prefettura per chiedere più sorveglianza in strada. Durante la degenza il ragazzo ha ricevuto anche la visita del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il Questore di Napoli Antonio de Iesu e anche del Comandante Provinciale dei Carabinieri Ubaldo del Monaco. Per ora uno dei ragazzi colpevoli della sua aggressione, un 15enne, è stato fermato dalla Polizia, ma non si ha traccia dei restanti 3; le forze dell’ordine stanno ancora indagando.

Napoli, numerosi accessi al Cardarelli: ospedale in crisi

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Napoli, continuano in queste ore i numerosissimi accessi all’ospedale Cardarelli: allerta barelle

Continua l’allerta per i numerosi accessi all’ospedale Cardarelli di Napoli, come principale presidio campano continua ad essere sotto pressione. Il numero di barelle alle 8:30 di questa mattina aveva superato la criticità gialla. Per far fronte a questa situazione, stamattina si è tenuta una riunione alla quale hanno partecipato il Direttore Sanitario, il Direttore Generale, il Direttore Dipartimento Dea, il Direttore P.S/O.B.I, il Direttore U.O medicina d’urgenza, il Direttore del servizio professioni sanitarie, dove hanno provveduto ad una sistemazione e ricognizione dei posti letto, e ad un controllo più ferrato sulla copertura dei turni.

Grazie al coordinamento tra queste diverse personalità e grazie a questa riunione, sono stati liberati numerosi posti letto, che non va comunque a ridurre l’urgenza, ma permette di lavorare meglio e di alleggerire la pressione sul pronto soccorso. Nella nota emessa oggi si afferma: “Si evidenzia l’altissima percentuale di pazienti dimessi dal P.S. con valori che superano il 60%; tali accessi generano l’affollamento, ovvero il congestionamento del Pronto Soccorso con gravi ripercussioni sui tempi di attesa, sui tempi di trattamento complessivo nonché sul sovraffollamento delle aree di attese sia degli accompagnatori ma – soprattutto – dei pazienti. Tali accessi  incidono, poi, sugli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori sociosanitari) che sono costretti a visitare/a trattare/a governare un maggior numero di pazienti in altissime condizioni di stress temporale”.

Il numero di accessi continua ad essere superiore alla media, cioè almeno del 40%, però almeno ora l’ospedale sembra avere una maggiore organizzazione. Si spera che la situazione migliori nei prossimi giorni.

Napoli, comico muore durante un suo spettacolo: l’accaduto

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Napoli, la morte di un comico durante il suo spettacolo, chocca gli spettatori: l’accaduto

Il comico Felice De Martino di 41 anni, è morto nella sera del 5 gennaio 2018 durante un suo spettacolo. Il 41enne si è accasciato sul palco davanti agli occhi increduli degli spettatori; i soccorsi che hanno tentato di rianimarlo, l’hanno fatto invano poiché l’uomo è morto sul colpo. Felice era conosciuto come Fefè, questo era il suo nome d’arte e il nomignolo con cui veniva chiamato da amici e parenti. Originario di Poggiomarino, era ben voluto da tutti.

Aveva lavorato come speaker radiofonico per Radio Onion ed anche per Radio Stereo 5, conosciuto per i personaggi che interpretava. Amante del mondo dello spettacolo e del cabaret, Felice era un uomo solare che amava far ridere. Tutti gli volevano bene e a testimonianza di ciò i numerosi messaggi che la famiglia sta ricevendo in queste ore, messaggi di dolore e dispiacere che i fan stanno lasciando anche su i vari social. Un amico scrive: “Era un giovane che rincorreva i suoi sogni e le sue passioni. Gli piaceva lo spettacolo e allietare il pubblico, lo faceva con dedizione. Il rammarico è grande quando a spezzarsi è una giovane vita. Riposa in pace”.

Torre Annunziata: bomba carta contro un negozio: la vicenda

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Torre Annunziata, terrore per i cittadini: una bomba carta viene scagliata contro un negozio chiuso da anni

Torre Annunziata, una bomba carta è stata scagliata contro un negozio chiuso da anni, la deflagrazione ha portato dei danni ad un’auto in transito. Ma non è la prima volta che succede una cosa del genere a Torre, dove già nei giorni scorsi si sono susseguite una serie di vicende simili, se non uguali. E’ stato fatto scoppiare un ordigno anche contro gli uffici delle onoranze funebri Vitiello, contro due negozi della periferia, e proprio ieri è avvenuta una rapina alla Farmacia Rovigliano.

La vicenda è avvenuta nel pomeriggio, nella periferia di Torre Annunziata, nella rotonda a confine con  Pompei e Boscoreale. Sul posto i poliziotti del Commissariato di Torre che indagano sull’accaduto, agli ordini del Dirigente Vincenzo Gioia e del Vice Questore Elvira Arlì. Si spera di venire presto a capo della situazione, perché ormai i cittadini di Torre vivono del terrore più assoluto.

Salerno, muore un neonato: nove gli indagati

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Salerno, nella città di Agropoli, è morto un neonato: nove le persone indagate

Agropoli, nel salernitano, martedì verrà effettuata l’autopsia per sapere le cause della morte del neonato nato morto nell’ Istituto Clinico Mediterraneo di Agropoli, conosciuta come Clinica Malzoni. Per ora sono stati notificati gli avvisi di garanzia a 9 componenti del personale medico sanitario, entrati in contatto con la mamma del piccolo, prima,durante e dopo il parto. La prassi è che queste personalità vengano informate così da procurarsi dei periti che possano assistere all’autopsia, così come anche i genitori potranno nominare un medico legale di fiducia che potrà assistere all’esame che verrà eseguito dal medico nominato dalla Procura del Vallo della Lucania che coordina le indagini. L’ipotesi di morte che verrà presa in considerazione è il soffocamento causato dal cordone ombelicale.

Il dramma si è consumato giovedì sera, quando i genitori si sono recati in ospedale, da Campagna, perché era arrivato il momento del parto. Nulla ha lasciato intendere in questi 9 mesi che qualcosa potesse andare storto, fatto sta che la mamma è stata portata in sala parto per essere sottoposta a cesareo. Dopo pochi minuti la notizia devastante: il loro bambino era nato morto. I genitori vogliono fare luce sull’accaduto e farla pagare a coloro che hanno commesso degli errori. La cartella clinica è stata sequestrata, come la salma del piccolo che verrà trasferita all’obitorio dell’ospedale San Luca per l’autopsia di martedì.

FOTO ViVicentro – Sporting club Tiganà 2005 – Juvestabia 2006 5-7

FOTO ViVicentro – Sporting club Tiganà 2005 – Juvestabia 2006 5-7

Vince la Juve Stabia, attività di basea, categoria 2006, contro lo Sporting club Tiganà, categoria 2005. Lo fa con un bel 5 a 7, grazie ai gol stabiesi di Minasi 1, Lettera 1, Marcuccio 1, Testa 2, Pisacane 2.

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi

Rugby campano, Serie C1: RISULTATO DI DOMENICA 7 GENNAIO

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Napoli – Parte in sordina il nuovo anno per il rugby campano. Anteprima di un gennaio ricco di sfide sin dal prossimo weekend con la ripresa di gran parte dei campionati regionali, si è disputata oggi soltanto una sfida in provincia di Napoli per il torneo di Serie C1.

Serie C1 – Girone H – Poule Campania

Nel recupero dello scorso 3 dicembre, la capolista Partenope supera agevolmente l’Amatori Torre del Greco acclamandosi come prima del girone con un turno d’anticipo. Nel prossimo weekend si disputerà l’ultima giornata della regular season, con una sola gara ancora da recuperare tra Due Principati e Dragoni Sanniti.

RISULTATO

SERIE C 1 – Girone H – Poule Campania
PARTENOPE – AMATORI TORRE DEL GRECO = 81 – 7 (13-1) Arbitro SALVO ROSSI

VIDEO ViViCentro – Amichevole, Juve Stabia- Juve Stabia Berretti 5-0: gli highlights del match

VIDEO ViViCentro – Amichevole, Juve Stabia- Juve Stabia Berretti 5-0: gli highlights del match

Amichevole in famiglia questo pomeriggio allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia tra la prima squadra di mister Caserta-Ferrara e la Berretti di mister Nunzio Di Somma. Gara ben giocata da tutte e due le parti, con le giovani Vespette che si sono messe in mostra sotto gli occhi attenti anche del dg Filippi oltre che del responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi. Il risultato finale è di 5-0 per la prima squadra grazie ai gol messi a segno da Paponi all”11 e D’Auria al minuto ’42 del primo tempo. Nella ripresa spazio ai cambi e ai gol di Costantini ’69, Simeri ’70 e ancora D’Auria, autore di una doppietta, al minuto ’82. A bordo campo anche le Vespette dell’attività di base, accorse ad assistere al match dopo la vittoria di questa mattina. Vi proponiamo gli highlights del match.

a cura di Ciro Novellino

 

Napoli, allarme gare alcoliche nelle discoteche: il caso

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Napoli, Secondigliano, nelle discoteche della periferia i ragazzi fanno gare alcoliche e poi postano le foto sui social

Nelle discoteche di periferia, tra Secondigliano, Melito e Aversa, ragazzi poco più che ventenni si dilettano in gare alcoliche, incitati anche dallo speacker della discoteca, il quale porta il conto delle bottiglie bevute dai ragazzi. Purtroppo questo non è un fenomeno nuovo in questi quartieri di periferia di Napoli, dove quando cala la notte, si possono trovare questi ragazzi intenti a vivere una serata all’insegna dell’alcool. Bevono di tutto, soprattutto bottiglie di champagne di una certa rilevanza, come Cristal, Ferrari, Cordon Rouge, Clicquot, spendendo così tra le 800 e i 1000 euro di alcool. In più a testimonianza di tutto ciò ci sono le foto, che gli stessi pubblicano sui social come prova della loro forza e forse anche mascolinità. Izzano le bottiglie al cielo come se fossero scettri e ad ogni bevuta gridano “Secondigliano Regna” come la canzone di Enzo Dong, che fa da cornice alla serie tv Gomorra. Forse questi ragazzi sono stati anche troppo influenzati dalla serie tv, o forse questo è stato da sempre il loro modo di vivere la vita, fatto sta che in queste discoteche non mancano momenti in cui, i ragazzi presi dall’alcool, abbiano anche causato delle risse, in puro stile Gomorra, purtroppo.