Quest’ oggi è il compleanno del tecnico del Napoli, Maurizio Sarri. Anche la società azzurra, attraverso una nota stampa apparsa sul sito ufficiale dei partenopei ha voluto augurare un buon compleanno al trainer toscano. Ecco il comunicato:
Compleanno speciale in casa azzurra. Maurizio Sarri compie 59 anni.
Il tecnico è nato il 10 gennaio 1959 a Napoli. Sarri è sulla panchina azzurra dall’estate 2015, è alla sua terza stagione con all’attivo sinora 128 gare tra coppe e campionato. Il suo Napoli, tra gli altri primati, ha ottenuto il maggior numero di punti della nostra storia in Serie A: 86 punti nella stagione 2016/17.
Dopo il forfait di Maroni, riprende la trattativa per trovare l’unità sul nome del sindaco di Bergamo. Berlusconi:“Così rischiamo di perdere”. E va in pressing su Salvini:ora puntiamo sulla Gelmini
ROMA – Il forfait di Maroni sta provocando un terremoto nel centrodestra che rischia di avere conseguenze anche sulle elezioni politiche. Salvini non molla e insiste sulla candidatura in Lombardia di Attilio Fontana. Berlusconi però vede il pericolo imminente: «Fontana è un candidato troppo debole e sicuramente perderebbe se il centrosinistra trovasse l’unità sul nome di Giorgio Gori». Il Cavaliere ha saputo che questo tentativo è in corso: Grasso e Bersani hanno fermato le macchine della candidatura di rottura a sinistra di Liberi e Uguali, riaprendo la trattativa con il Pd. È stata congelata, per il momento, la candidatura di Onorio Rosati, ex segretario della Camera del lavoro di Milano e consigliere regionale di Mdp. Non è casuale che la segretaria lombarda della Cgil, Elena Lattuada, dica che occorre «un grande schieramento di centrosinistra». Aggiungendo: «Quella di Gori è una candidatura autorevole e forte: bisogna lavorare fino all’ultimo nella direzione dell’unità, perché obiettivamente oggi qualche carta in più c’è, anche solo in ragione del fatto che il volto di Fontana è meno noto di quello di Maroni».
Ecco l’allarme rosso ad Arcore. Berlusconi è veramente furioso per la mossa «incredibile e insensata» di Maroni. «Rischiamo di perdere non solo la Lombardia. La vittoria di Gori – sostiene il leader di FI – potrebbe farci perdere molti collegi uninominali. Un effetto negativo anche sulla quota proporzionale». E allora addio vittoria nazionale e a quel 40% per avere la maggioranza in Parlamento». Un disastro, un capolavoro negativo. Per questo Berlusconi sta cercando di convincere Salvini a ritirare Fontana e mettere in pista Gelmini, molto più conosciuta e competitiva. Ha commissionato un sondaggio per dimostrare che Mariastella sarebbe la soluzione migliore, soprattutto se va in porto l’unione del centrosinistra sul nome di Gori. Ma Salvini non sembra sentire ragioni: «Berlusconi può fare tutti i sondaggi che vuole. Il candidato deve essere della Lega».
Ecco il terremoto provocato da Maroni contro cui in privato Salvini lancia fuoco e fiamme. Ma anche Berlusconi non gli risparmia critiche durissimi. Dentro Forza Italia spiegano infatti che non c’è alcun patto segreto tra il Cavaliere e il governatore uscente. Così come non è vero che Bobo abbia comunicato ad Arcore la sua decisione un mese fa. Anche Silvio avrebbe saputo del forfait poche ore prima del vertice di domenica scorsa. Poi Maroni ha aggiunto danno a danno, dicendo di essere «a disposizione». Berlusconi lo vuole a Palazzo Chigi? E lui ha risposto: «Non lo ha detto, forse l’ha pensato». Confermando così i cattivi pensieri di Salvini. Per fugare ogni dubbio Berlusconi a Circo Massimo su Radio Capital ha precisato: «È assolutamente impensabile ipotizzare ruoli politici o in un futuro governo di centrodestra per Maroni».
Salvini non candiderà né Maroni né maroniani in Parlamento per evitare che anche piccole truppe possano seguire Berlusconi in avventure di larghe coalizioni in cui Bobo avrebbe incarichi di prestigio. «Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia, che vale molto di più di tanti ministeri, evidentemente in politica non puoi più fare altro», spiega velenoso Salvini. Berlusconi cerca di convincere Salvini che non sta tramando alle sue spalle. Matteo però non gli crede. E tutto questo mentre oggi si riuniscono i comitati per il programma e i collegi. Tra l’altro il Cavaliere ha toccato un nervo scoperto: dice di avere in mente un «super candidato» per guidare il prossimo governo di centrodestra. «Certo – osserva malizioso Ignazio La Russa – il super candidato può essere solo lui».
Attraverso una nota stampa è stato comunicato che questo sabato sarà organizzato un evento a favore della legalizzazione di droghe leggere. Ecco il comunicato:
Si terrà sabato 13 gennaio prossimo, presso il teatro “Il pozzo e il pendolo” di Napoli, l’evento organizzato dal Movimento Giovanile della Sinistra di Napoli – Città Metropolitana, “Semi di Libertà”. La campagna è volta alla sensibilizzazione verso il tema della legalizzazione delle droghe leggere. Una battaglia, questa, che va contro il proibizionismo delle destre, puntando all’indebolimento delle mafie che ottengono profitto dal mercato delle stesse e sfruttando la possibilità di incrementare il PIL di un paese, l’Italia, in sofferenza economica. All’evento prenderanno parte, tra gli altri, il parlamentare di Liberi E Uguali Arturo Scotto, il magistrato Nicola Quatrano, il dr. Stefano Vecchio dell’ASL Napoli Uno ed il presidente dell’associazione Il pioppo Nicola Balzano. Si invita alla partecipazione la cittadinanza tutta, in particolar modo dei giovani, e gli organi di stampa.
Tanti si ricorderanno della Fiat 850, un’automobile di fascia media, prodotta tra il 1964 ed il 1971, in più di 2.200.000 esemplari. La vettura di attualità!
Fiat 850
Sono molto legato alla Fiat 850 perché mi hanno raccontato che io ho dato il mio primo segno di vita nella pancia di mia mamma proprio durante il suo esame pratico di guida. Ed eravamo a bordo di una Fiat 850, ovviamente Special!
La Fiat 850 nacque per fornire alla clientela un’alternativa intermedia tra le fortunatissime Fiat 600 e Fiat 1100. Non a caso il nome scelto fu Fiat 850, perfettamente mediana tra i due modelli. Avrebbe dovuto essere un’auto dai costi di costruzione limitati ma remunerativa e fu anche uno degli ultimi modelli con motore posteriore prodotti dal colosso torinese.
Il successo inarrestabile della Fiat 600 fece partire lo studio di una nuova automobile “Progetto 122”, da sviluppare in collaborazione Simca, marchio francese, allora consociato alla FIAT. L’idea fu abbandonata da Fiat ma fu rielaborata dalla casa francesce che introdusse sul mercato, nel 1961, la storica Simca 1000.
La base fu quella della 600 mentre la meccanica fu rivisitata in molti particolari con l’idea di realizzare un’utilitaria completamente nuova, più potente e raffinata. Un lavoro eseguito dall’allora capo-progettista dell’epoca Dante Giacosa che fu semplice e innovativo. Studiò un frontale più squadrato con i fari di provenienza della 1100 D, il parabrezza venne ampliato e i finestrini posteriori ridisegnati per ottenere più visibilità. Fu introdotta anche la “coda” posteriore, aggiunta per ragioni aerodinamiche ed estetiche, che davano alla Ottoecinquanta, come veniva chiamata affettuosamente, un aspetto più signorile. Caratteristiche che resero la vettura agli occhi del pubblico molto più avanti rispetto alla 600.
Interessante il lancio pubblicitario, in cui la Fiat chiese alla Disney, nella persona di Giovan Battista Carpi, di disegnare una storia dove la Fiat 850 fosse tra i protagonisti di una grande avventura e fu pubblicata in dieci episodi sul settimanale Topolino, dal n. 455 al 464. Paperino, insieme a Qui Quo Qua, su ordine di zio Paperone, era al volante di una fiammante Fiat 850 rossa per portare un super-super gas a Tokyo, in occasione delle Olimpiadi, per alimentare la fiaccola olimpica. Tra le insidie preparate da Maga Magò aiutata della Banda Bassotti, e l’azione benevola di Mago Merlino, auto e paperi riescono a salvarsi da ogni pericolo.
Fiat 850 su Topolino
Con la nascita della Fiat 850, anche la 600 adottò le porte del modello nuovo, che sostituirono quelle con apertura controvento. Anche se ero lo stesso della 600, l’abitacolo fu scaltramente ridisegnato e rivestito di materiale plastico antiriflettente in modo da fornire un aspetto molto più moderno. L’impianto di riscaldamento disponeva di un radiatore proprio e quindi non immetteva nell’abitacolo l’aria calda e maleodorante del motore.
Oltre all’allestimento “base”, fu introdotta una versione denominata “Super”, leggermente più potente, che poi cedette il posto nell’ultima serie alla “Special”, con profili cromati sulle fiancate, una mascherina anteriore più vistosa e piccoli accorgimenti interni che la rendevano quasi una fuori-serie. Fu anche construita la Fiat 850 Familiare (erede della multipla) che divenne poi Fiat 900 T.
Nacquero anche due varianti della Fiat 850. La versione Coupé venne ristilizzata sfoggiando una nuova coda allungata e incassata con 4 fari circolari anziché due. La Spider venne equipaggiata col motore da 52 CV della coupé, ma i ritocchi estetici furono limitati alla scomparsa di fari anteriori più sporgenti e ad una nuova griglia posteriore.
Fiat 850 Coupe
La nascita della 127 vide l’uscita di produzione delle berline nel mentre le due Sport rimasero in listino fino al ’72. Molti i carrozzieri che si cimentarono in circa venti nuove interpretazioni su meccanica della “850”, negli allestimenti berlina 4 porte, berlinetta, coupé, spider, familiare e spiaggina, realizzate da Savio, Vignale, Allemano, Moretti, OSI, Boneschi, Francis Lombardi, Michelotti, Caprera e Siata.
La Seat, allora controllata da Fiat, realizzò una interessantissima versione 4 porte della 850, molto simile alla 850 Lucciola di Francis Lombardi, ma progettata indipendentemente dalla casa spagnola.
Seat 850 4 porte
La Zastava utilizzò invece il motore per equipaggiare la Zastava 850, identica invece alla Fiat 600. La filiale tedesca Fiat Neckar (ex Fiat-NSU) lanciò sul mercato la Neckar Adria, praticamente identica alla 850 Super. Il motore della Fiat 850 venne utilizzato anche per la Seat 133 prodotta in Spagna e Argentina, e per la Fiat Panda 34, che però non arrivò mai in Italia e che gettò le basi per la Seat Marbella.
Ad oggi se ne vedono poco in giro, soprattutto nelle grandi città, e non si può dire che godono della stessa popolarità delle 500. E’ sempre bello però vederne una ai raduni perché è solitamente perfetta, ben tenuta, e carica di storie emozionanti sapientemente raccontata dagli impavidi proprietari.
Juve Stabia, fumata bianca in arrivo per un nuovo attaccante: i dettagli
Nuovo importante rinforzo per il reparto offensivo della Juve Stabia, che sta definendo l’arrivo di Lorenzo Sorrentino. Nuova avventura, dunque, per l’attaccante reduce dall’esperienza con la maglia della Sambenedettese. E la Juve Stabia prende Sorrentino. Lo riferisce Giancluca Di Marzio sul proprio sito.
Le Vespe hanno dunque anticipato Sicula Leonzio e Bassano che erano interessate all’attaccante.
Dopo la mobilitazione sui social, Rita è stata ritrovata
E’ stata ritrovata la 57 enne scomparsa a Napoli qualche giorno fa. Si tratta di Rita De Gregorio, infermiera, che si era allontanata dalla sua abitazione in Corso Vittorio Emanuele. Dopo l’ allerta di una vicina, la quale aveva chiamato le forze dell’ ordine si erano perse le tracce della donna, la quale però è stata ritrovata nelle ultime ore a Roma. E’ stato possibile rintracciare la 57 enne nella capitale, grazie alla grande mobilitazione sui social, dove la famiglia della donna si era appellata, ricevendo l’ aiuto di più di 100 mila persone. Insomma, tutto è bene ciò che finisce bene.
Dall’Inghilterra: “Il Liverpool cerca il sostituto di Coutinho: Insigne è finito nel mirino”
La finestra di mercato di gennaio è un momento notoriamente difficile per fare acquisti, ma il Liverpool cerca colpi per puntare al terzo posto. La prima acquisizione è stato il difensore Virgil Van Dijk per una cifra record che è stata una dichiarazione di intenti. Ma dopo è arrivata la cessione di Phillipe Coutinho per 142 milioni di sterline, finito a Barcellona. Secondo liverpoolecho.co.uk, Lorenzo Insigne sarebbe l’acquisto giusto per sostituirlo: una superstar di livello mondiale e uno dei migliori giocatori in Europa, ma non sarà facile perchè il Napoli non lo cederà.
La Federazione collaborerà con l’ Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI
La FIGC ha siglato un accordo con l’ Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI per l’ assistenza medica alle varie nazionali. Ecco il comunicato a cura della Federazione:
La Federazione Italiana Giuoco Calcio e l’ Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI hanno siglato un accordo quadro per l’ assistenza medica delle 19 nazionali di calcio, calcio a 5 e beach soccer: i calciatori e le calciatrici di tutte le squadre Azzurre potranno così beneficiare dei servizi dell’ IMSS, che negli anni ha sviluppato un’ esperienza d’ eccellenza nella preparazione olimpica.
In base all’ accordo, anche i dipendenti della FIGC e i loro familiari potranno beneficiare direttamente di una serie di servizi dell’ Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI.
Matteo Liviero è un nuovo calciatore del Cittadella
Nuova avventura per Matteo Liviero, terzino sinistro dal doppio passato con la maglia della Juve Stabia. Il difensore scuola Juventus ha vestito la casacca gialloblè nei primi sei mesi del 2014 e nella scorsa stagione.
Nel campionato passato Liviero ha offerto prestazioni scintillanti per tutto il girone di andata, calando poi bruscamente in quello di ritorno, come del resto tutto l’organico stabiese.
In estate la rescissione contrattuale tra la Juve Stabia ed il calciatore che, dopo sei mesi di preparazione solitaria, ha trovato l’accordo con il Cittadella.
In Veneto Liviero ritrova Camigliano, altro difensore nella scorsa stagione alla Juve Stabia, in estate passato al Cittadella.
Questo il comunicato dei granata:
Da oggi Matteo Liviero è un giocatore del Cittadella! Raggiunto l’accordo per l’arrivo in maglia granata del difensore classe 1993 nato a Castelfranco Veneto. Le giovanili con la maglia della Juventus, poi Perugia, Carpi, Lecce e Juve Stabia. Questa mattina le visite mediche, nel pomeriggio il primo allenamento agli ordini di mister Venturato. A Matteo il nostro benvenuto a Cittadella e un grosso in bocca al lupo per il prosieguo della stagione con i nostri colori!
Dal 1 luglio 2018 , i datori di lavoro non potranno più pagare stipendi in contanti.
Dal 1 luglio 2018, i datori di lavoro non potranno più pagare stipendi in contanti. I soldi dovranno essere versati soltanto tramite bonifico, strumenti di pagamento elettronico, assegno bancario o circolare consegnato o anche in contanti ma solo presso uno sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento. A riportare la notizia è l’ edizione odierna del quotidiano Il Sole 24 ore, che scrive anche che i motivi di questa decisione sono riconducibili alla nuova legge di bilancio 205/2017. La decisione secondo quanto riporta il quotidiano è legata alla tutela del lavoratore, in modo che non riceva più importi che non sono corrispondenti a quelli della busta paga effettiva. La tracciabilità dei pagamenti però non si applicherà ai rapporti di lavoro instaurati con la pubblica amministrazione ed a badanti e colf che lavorano almeno quattro ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, i cui contratti rientrano tra quelli collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici.
Mandzukic disse ‘no’ al Napoli nel 2012: Bigon l’aveva trattato
Da fresco capocannoniere con la Croazia (tre reti all’Europeo 2012) a nuovo attaccante del Napoli: il passo non fu lontano. Sì, c’è stato un tempo in cui Mandzukic fu corteggiato a lungo dagli azzurri nell’estate in cui decise di lasciare il Wolfsburg. L’allora ds Bigon l’aveva trattato, ma la battaglia di mercato premiò il Bayern Monaco che con 13 milioni si assicurò il croato nella stagione che avrebbe portato alla tripletta Bundesliga-Champions (con gol di Mario nella finale di Wembley contro il Borussia Dortmund)-Coppa di Germania. «Cercava un altro tipo di sfida», è il messaggio del suo entourage. Lo riporta Tuttosport.
E’ un Giuseppe Cruciani senza freni inibitori quello che ha commentato lo scambio di botta e risposta sui vari siti e quotidiani napoletani nei confronti degli errori/orrori arbitrali durante l’ultima gara della Juventus a Cagliari.
Ecco quanto ha scritto il giornalista nel suo editoriale su Libero:
“Al piagnisteo napulitano non c’è mai fine. Non basta ai tifosi azzurri essere primi in classifica, non basta avere una squadra ammirata da tutta Europa, non bastano gli elogi che arrivano da ogni dove. No, a Napoli vedono soltanto fantasmi e pericoli. La Juve è sempre Satana e sinonimo di ruberie e furti con scasso. Insomma, il solito ridicolo repertorio: gli Agnelli che comandano e ca***te del genere. Roba da matti. Ha cominciato l’altro giorno il quotidiano Il Roma: ‘E’ fuga con la Rubentus’. Per chi non lo sapesse viene utilizzato da chi ha il cervello in pappa per identificare la storia di una squadra di pallone chiamata Juventus come una lunga avventura banditesca e criminale. Ora, finchè certe cose vengono dette sul web ci si potrebbe passare sopra. Ma in quella redazione ci hanno pure ragionato, hanno trasformato l’insulto da curva in una bella copertina. […] Il signor Valentino Di Giacomo, giornalista e collaboratore de Il Mattino, ha scritto su Facebook: “Chi tifa Juve odia lo sport e chi odia lo sport è come chi odia gli animali, non ha diritto di campare”. Questa persona si augura in sostanza che milioni di persone muoiano all’istante per il solo fatto di tifare Juventus. Non avevo mai letto un tale riassunto di imbecillità. […] Napoli sarà anche prima nel calcio, ma nelle lacrime non teme nessuno”.
Come spiega Paolo Baroni su La Stampa, solo un nuovo impiegato su dieci ha il posto fisso e questo contribuisce a fare dell’Italia un Paese di precariato sia pur con mezzo milione di occupati in più.
Mezzo milione di dipendenti in più. Solo uno su dieci ha il posto fisso
A tempo determinato sono 450 mila, gli indeterminati meno di 50 mila. Raddoppiati i contratti stagionali, quelli a somministrazione +22%
Il governo fa partire i suoi conteggi dal 2014, anno primo dell’era Jobs act, e quindi parla di un milione e 29 mila occupati in più con ben 541mila posti a tempo indeterminato. In realtà la fotografia degli ultimi 11 mesi del 2017 è diversa: rispetto al novembre 2016 ci sono infatti 497 mila lavoratori dipendenti in più, ma di questi solo 48 mila sono assunti con contratti permanenti, mentre i restanti 450 mila sono a termine: in un anno sono saliti del 18,3%ed ora valgono il 16% del totale (2,9 milioni contro 14,9). In pratica «10% di permanenti e 90% a termine. Questa la composizione dei nuovi occupati negli ultimi 12 mesi», annota il direttore della Fondazione Adapt, Francesco Seghezzi che segnala come tra settembre e novembre si contino 101mila contratti a termine in più e 16mila indeterminati in meno.
Paura del futuro
Il mercato del lavoro sta cambiando o le imprese non vogliono investire, oppure non hanno fiducia nel futuro e quindi evitano se possibile di attivare rapporti di lavoro stabili? «Qualunque sia l’interpretazione – risponde l’esperto – servono urgentemente politiche attive per gestire le transizioni». Il governo vede ovviamente il bicchiere più pieno che vuoto. E lo stesso fa ovviamente Renzi. I numeri però parlano da soli: da quando si è esaurita la spinta degli incentivi alle nuove assunzioni (che non a caso da quest’anno verranno rilanciati) le tipologie di contratti più precari hanno di gran lunga sopravanzato quelli stabili. E la progressione sembra non arrestarsi anche se come come segnala Seghezzi il mese di novembre è stato certamente influenzato da un effetto stagionale legato alle festività natalizie. Nei dati Paolo Mameli, senior economist della Divisione ricerca di Intesa Sanpaolo legge continuità coi mesi precedenti, ma anche un segnale in controtendenza: la crescita di novembre dei dipendenti a tempo indeterminato (14mila, +0,1%) è infatti «la più pronunciata dallo scorso marzo».
Le ultime statistiche non solo ci consegnano un mercato del lavoro sempre più precario (o più flessibile, dipende dai punti di vista), ma anche la qualità dei nuovi posti creati lascia molto a desiderare. Ad ingrossare le fila di chi ha finalmente trovato un’occupazione sono soprattutto lavoratori inquadrati nelle qualifiche più basse, addetti alle vendite ed ai servizi personali, occupati nelle attività di noleggio, nelle agenzie di viaggio e nelle agenzie immobiliari, nei servizi di supporto alle imprese,nei trasporti e nelle attività di magazzinaggio, come nelle attività legate ai servizi di alloggio e ristorazione. Tutte professioni a cui corrispondono tra l’altro salari modesti e una produttività particolarmente bassa e tra l’altro in prospettiva potrebbero essere in gran parte automatizzabili. Come segnala il sociologo del lavoro Emilio Reynieri stando ai dati dell’ Ocse il nostro, assieme alla Grecia, è l’unico mercato europeo dove la ripresa non si è tradotta in una crescita delle qualifiche più alte (professioni intellettuali, tecnico-scientifiche e dirigenti) più spiccata rispetto a quelle basse. Ad andare per la maggiore sono soprattutto i rapporti di lavoro di tipo stagionale, i contratti a chiamata, che hanno preso il posto dei vecchi voucher (+126% in un anno), ed i contratti di somministrazione (oltre un milione nel 2017, +22%), che consentono alle imprese di prendere in affitto i lavoratori di cui hanno bisogno.
Le altre ombre
Non solo, ma i diversi numeri postivi di novembre, alcuni da record come il totale degli occupati ai massimi dal 1977, nascondono altre ombre. Come spiega anche l’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi rimaniamo infatti il Paese in Europa col secondo peggiore tasso di occupazione. Poi continua a cedere occupati la fascia di mezzo tra 35 e 49 anni, i più sfortunati visto che non beneficiano di alcun tipo di incentivi, ed aumenta in maniera preoccupante la disoccupazione tra gli over 50 (+7,2%) che scontano la fine degli ammortizzatori sociali.
Il confronto del ‘77
Se poi si guarda indietro di 40 anni, ovviamente tutt’altra situazione economica, altra condizione del mercato del lavoro e altri inquadramenti, il confronto con oggi resta in gran parte impietoso: nel 1977 infatti il tasso di disoccupazione era al 6,4% ed i senza lavoro erano appena 1,34 milioni, il tasso di occupazione maschile era addirittura al 74,6% ma quello delle donne era appena al 33,5%. Anche allora i giovani non se la passavano tanto bene, però i senza lavoro erano appena il 21,7% ovvero 10 punti in meno di oggi.
A Poggioreale, quartiere di Napoli, un 26 enne è stato arrestato con l’ accusa di detenzione e porto illegale di armi da fuoco clandestine. L’ uomo era già conosciuto alle forze dell’ ordine per spaccio di sostanze stupefacenti. I Carabinieri l’ avevano adocchiato con uno zainetto, mentre parlava con due persone. Il malvivente appena si è accorto dei militari si è allontanato con passo celere, ma senza lo zainetto. Successivamente grazie ad una accurata ispezione delle forze dell’ ordine, lo zainetto è stato rinvenuto all’ interno di una canna fumaria. Al suo interno c’erano 5 pistole semiautomatiche ,2 calibro 7,65 , 2 calibro 9 , una 22. Si tratta di 4 armi con matricola abrasa e di una sulla quale sono in corso accertamenti.
A Venezia negli ultimi giorni ha fatto scalpore la notizia della morte di Ivano Gritti, 47 anni, del quartiere Giudecca. Nelle ultime ore è stato fermato Ciro Esposito, 49 anni, originario di Napoli, accusato per la morte dell’ amico. Infatti su Facebook erano spesso in foto insieme. Ma Esposito ai microfoni di Venezia Today si è giustificato dicendo : “Erano colpi a scopo intimidatorio”. L’ uomo ha colpito due volte all’ altezza dell’ occhio Gritti, sparati attraverso la porta, i quali sono risultati fatali al veneziano che dopo poco è spirato. Esposito ha raccontato di aver preso la pistola semi automatica quando ha sentito urlare e sbattere la porta di casa sua.
Il francese potrebbe arrivare a Napoli già durante questa sessione di mercato
Machach è già un affare concluso, il Napoli è riuscito a battere la concorrenza di molte squadre e ad assicurarsi le prestazioni del centrocampista che si è svincolato dal Tolosa.
Giovedì Machach sosterrà le visite mediche a Villa Stuart per poi giungere a Castel Volturno alla corte di Sarri che ne valuterà le condizioni e deciderà se trattenerlo o girarlo in prestito (ipotesi più accreditata).
Secondo quanto riportato da Il Mattino, Ciciretti e Younes, in scadenza di contratto con, rispettivamente, Benevento e Ajax, sono destinati ad arrivare a giugno a parametro zero, quando il loro contratto terminerà con i loro club di appartenenza.
Castellammare di Stabia, il Cavaliere Salvatore Palumbo festeggia i suoi 100 anni
Castellammare di Stabia, una vita dedita al lavoro, alla volontà, al sacrificio, al coraggio e all’attaccamento alla famiglia e alla Patria, quella di Salvatore Palomba, che ha festeggiato i suoi 100 anni circondato da tutte le persone che gli vogliono bene, gli amici e la sua splendida famiglia. Ad onoralo anche il primo cittadino stabiese, il Sindaco Antonio Pannullo, che ha voluto salutare Salvatore in questo gioioso evento.
Il Cavaliere Palomba ha parlato della sua vita da militare e da internato al primo cittadino con molta lucidità, ricordando date e luoghi. Sono stati presenti Don Maurizio Molino, parroco della chiesa di S, Maria del Carmine, e il commendatore Rodolfo Armenio, che ha consegnato al festeggiato una lettera di auguri da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, Capo della Casa Reale d’Italia. All’interno della lettera, il Principe ringrazia il Sign. Palomba per essere un esempio di onestà e laboriosità, di valori culturali e civili e patriottici che rappresentano per tutti i giovani un modello di vita da seguire. Salvatore Palomba ha ricevuto la Medaglia d’onore destinata ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945, ma già precedentemente, nel 2011 è stato insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
Questa mattina la Linea 1 della Metropolitana di Napoli è rimasta bloccata. In particolare il tratto Garibaldi – Dante è rimasto fermo per più di un’ ora a causa di un guasto tecnico, il quale ha provocato non pochi disagi a tutta la popolazione, che giorno dopo giorno viaggiano con la Linea 1. La tratta è rimasta bloccata dalle ore 8 per poi essere ripresa alle 9:15. Secondo quanto riporta il sito de Il Mattino, è rimasta ferma anche la linea 601 degli autobus, anche qui a causa di un guasto tecnico ma anche per mancanza di mezzi. In questo momento la situazione sembrerebbe essere tornata alla normalità, ma i disagi provocati ci sono stati. E come.
“Il portiere del Genoa è forte nella tecnica e nella reattività”
Ai microfoni de La Repubblica, DinoZoff ha espresso la sua idea per quanto riguarda le potenzialità e le capacità di Mattia Perin, in lizza per difendere i pali del Napoli dopo la partenza di Pepe Reina.
Ecco le sue parole: “Perin è così richiesto perché è l’espressione migliore di una scuola italiana che si è assottigliata, più che impoverita, a causa dell’esplosione di altre scuole straniere e in parte anche per come vengono allenati oggi i portieri, più sui piedi che sulla presa. A renderlo così forte però è la testa. In campo punta tutto su tecnica e reattività, le sue qualità più importanti, ma a fare la differenza è il carattere, è l’umiltà che porta con sé tra i pali. Perin è un portiere umile nel senso che non ha paura di sbagliare, è questo che lo rende speciale. Il salto ad una grande squadra che lotta per coppe e scudetti prima si fa, meglio è, anche se nel suo ruolo è ancora più difficile: in un grande club si para molto meno che in una squadra come il Genoa, ma bisogna farsi trovare sempre pronti”.
A novembre i lavoratori sono 23,2 milioni, il livello più alto in 40 anni. In particolare ci sono mezzo milione di occupati in più. Ma come spiega Paolo Baroni solo un nuovo impiegato su dieci ha il posto fisso e questo contribuisce a fare dell’Italia un Paese di precari.
Record di occupati da 40 anni. In calo i giovani senza lavoro
I dati Istat: a novembre i lavoratori salgono a 23,2 milioni, il livello più alto dal 1977. Cresce il numero di donne impiegate. Ma resta al palo la fascia tra i 35 e 49 anni
TORINO – A novembre si registra il nuovo record storico degli occupati, al top da 40 anni, che aumentano di 345 mila unità. Ma i nuovi assunti sono quasi tutti a tempo determinato. E resta al palo la fascia d’età tra i 35 e i 49 anni, quella che dovrebbe imprimere maggiore propulsione all’economia del Paese. Una buona notizia è il record storico per il tasso di occupazione femminile, che si attesta al 49,2%.
Secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, a novembre gli occupati toccano la quota record di 23 milioni e 183 mila: si tratta del massimo dall’inizio delle serie storiche nel 1977. Il tasso di occupazione sale di 0,2 punti percentuali al 58,4%. Gli occupati risultano in aumento dello 0,3% rispetto a ottobre e dell’1,5% rispetto a novembre 2016. Attenzione però: sul quasi mezzo milione di lavoratori dipendenti in più, 450 mila sono a termine e solo 48mila sono a tempo indeterminato (un rapporto di quasi uno a dieci). Calano poi i lavoratori indipendenti: sono 152 mila in meno rispetto a un anno prima.
Quanto alle fasce d’età, in valori assoluti aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+396 mila) ma anche i 15-34enni (+110 mila), mentre nella fascia tra i 35 e i 49 anni i lavoratori non solo non aumentano, ma addirittura diminuiscono di 161 mila unità.
Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,0%, (-0,1 punti percentuali a novembre rispetto a ottobre): il numero di disoccupati in Italia è calato di 243 mila unità in un anno. Anche la disoccupazione giovanile cala: al 32,7%, in diminuzione di 1,3 punti. Secondo l’Eurostat, si tratta del calo più consistente di tutta l’eurozona. Ciononostante, abbiamo ancora la terza disoccupazione giovanile più alta d’Europa, dopo Grecia (39,5% l’ultimo dato disponibile, che risale a settembre) e Spagna (37,9%). La più bassa si registra invece in Repubblica Ceca (5%) e Germania (6,6%).
Il tasso di disoccupazione scende all’11%, lo 0,1% in meno rispetto a ottobre. Si tratta del livello più basso da settembre 2012. I giovani senza lavoro scendono al 32,7% (-1,3 punti), il minimo da gennaio 2012. E la stima delle persone in cerca di occupazione a novembre diminuisce per il quarto mese consecutivo (-0,6%, -18 mila). Anche qui, bisogna distinguere: la diminuzione della disoccupazione si concentra nelle classi di età più giovani, mentre si osserva un aumento tra gli over 35.
Ma se aumentano i tempi determinati, le retribuzioni diminuiscono? Sembra di no. Gli ultimi dati Istat su questo fronte risalgono al terzo trimestre del 2017 (luglio, agosto e settembre), quando nel settore dell’industria si è registrato un incremento medio della retribuzione oraria dello 0,61% e in quello dei servizi dello 0,66%, con una punta dell’1,68% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche.
I dati scatenano la solita polemica in chiave elettorale. «C’è un ennesimo boom dei contratti a termine. Non mi pare che ci siano dati che diano un segno diverso rispetto alla continua precarizzazione del nostro mercato del lavoro», commenta la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. Diametralmente opposta la lettura dell presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, secondo il quale le riforme «dimostrano di dare slancio al Paese, a cominciare dal Jobs Act», perciò «non vanno smontate ma adeguatamente potenziate».
Per il premier Paolo Gentiloni «il numero di occupati ha raggiunto il livello più alto da 40 anni. E scende anche la disoccupazione giovanile». Ma, sottolinea, «si può e si deve fare ancora meglio. Servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni».