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Marco Barbaresi e Alauda Quartet omaggiano la musica di Mozart al Teatro Sala Umberto

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Secondo appuntamento di “Domenica Classica” al Teatro Sala Umberto. Marco Barbaresi e Alauda Quartet omaggiano la musica di Mozart

 Roma- Domenica 21 gennaio 2018 alle ore 11.00, Marco Barbaresi Alauda Quartet in concerto con Mozart in concerto e in quartetto, seconda data del ciclo Domenica Classica, in corso al Teatro Sala Umberto di Roma. Presentato dall’Associazione Suono e Immagine Onlus, con la direzione artistica di Lorenzo Porta Del Lungo, il ciclo di concerti si concluderà il 15 aprile 2018.

Dopo il primo appuntamento del 26 novembre scorso dedicato alla Triosonata barocca, ritornano le matinée dedicate alla classica con un omaggio alla musica di Mozart. Il giovane pianista Marco Barbaresi con Alauda Quartet, formato da Elena Cappelletti (violoncello), Oscar Holch (viola), Cristina Prats Costa e Milan Berginc (violino), rivisitano il concerto n°12, tema dedicato a Johann Christian Bach, l’undicesimo dei figli, e il quartetto 17, ultimo dei sei quartetti del compositore austriaco dedicati a Joseph Haydn, Maestro del quartetto d’archi.

Mozart compose il concerto n°12 per pianoforte nel 1782 per il pubblico di Vienna, un anno dopo aver lasciato Salisburgo, a seguito della rottura con l’Arcivescovo Hyeronimus Colloredo. Il cambiamento ebbe effetti anche sulla sua scrittura, animata da una rinnovata libertà stilistica dalle volontà del committente, che permette a Mozart di dare sfoggio della sua versatilità tecnica e profondità d’interpretazione. Il quartetto 17, denominato “La caccia”, fu scritto nel 1785 ed è attraversato da una forte tensione emotiva che richiede al quartetto d’archi uno sforzo ulteriore, capacità di cantare e di tenere una ritmica serrata.

Marco Barbaresi, diplomato nel 2014 al Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, ha vinto il VII° Concorso Internazionale Giovani  Musicisti “Luigi  Denza”, il Concorso per Giovani  Talenti “Mirabello in  Musica” nella VI° edizione Nazionale.

Il quartetto d’archi Alauda Quartet si è formato nel 2011 nelle classi del Royal Academy of Music di Londra. I componenti provengono da quattro diversi Paesi (Italia, Spagna, Serbia, Giappone). Ad unirli, la passione per la musica da camera.  Vincitori del Premio “Highly Commended” nel 2012, incidono il primo disco nel 2016 per l’etichetta Brilliant Classic, musiche per quartetto d’archi del compositore romano Roffredo Caetani.

W.A.Mozart

Concerto per pianoforte e quartetto n°12 in La Maggiore K. 414

  1. Allegro
  2. Andante

III. Rondò – Allegretto

W.A. Mozart

Quartetto in Sub Maggiore K. 458 ” La caccia

  1. Allegro vivace assai

2. Menuetto: Moderato – Trio

III. Adagio

  1. Allegro assai

Formazione

Marco Barbaresi – pianoforte

Alauda Quartet:

Elena Cappelletti – violoncello

Cristina Prats Costa – violino

Oscar Holch – viola

Milan Berginc – violino

Teatro Sala Umberto

Via della Mercede 50, Roma

Biglietti (con prevendita)

Platea: 20,50 € (intero) – 16 € (ridotto)

Galleria: 16,50 € (intero) – 10,00 € (ridotto)

Scuola: 5 € (ogni 10 studenti uno gratis)

CARD per la classica: 5 concerti 50 €

Ridotto BIBLIOCARD – CRAL dopo lavoro – Over 65

Abbonati Sala Umberto sconto 30%

Platea: 14 €

Galleria: 10 €

Info e prenotazioni

Tel: 06 6794753

Mail: prenotazioni@salaumberto.com

Appuntamenti Domenica Classica al Teatro Sala Umberto

“La nascita del canto europeo”11 febbraio 2018, ore 11.00

Lieder e tablet II”, 11 marzo 2018, ore 11.00

“Il suono del mare”, 15 aprile 2018, ore 11.00

Oggi Avvenne, il 18 gennaio 1987 il Napoli batteva il Brescia 2-1

Era l’ anno dello scudetto del Napoli

Il Napoli sul suo sito ufficiale ha pubblicato quest’ oggi il consueto appuntamento con l’ Oggi Avvenne. Il 18 gennaio del 1987 gli azzurri, di Ottavio Bianchi battevano il Brescia per 2-1. Era l’ anno dello scudetto. Ecco quanto scrive la società azzurra: Il giorno 18 gennaio il Napoli ha giocato diciassette partite, dodici in serie A, due in serie B, una in coppa delle Fiere, una in coppa Italia ed una in coppa Italia di serie C, ottenendo nove vittorie con otto sconfitte, senza pareggi.

Ricordiamo il 2-1 al Brescia nella sedicesima giornata della serie A-1986/87

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi:

Garella; Bruscolotti (57′ Muro), Ferrara; Bagni, Ferrario, Renica; Carnevale, De Napoli, Giordano, Maradona (62′ Caffarelli), Romano

I gol: 14′ Ferrara, 55′ Branco, 64′ Giordano (rig)

Dopo quindici giornate il Napoli era primo in classifica con due punti sull’Inter e tre su Milan e Juventus. Il 1986/87 è l’anno del primo scudetto che gli azzurri hanno conquistato con tre punti sulla Juventus. Da notare che il rigore del 2-1 fu trasformato da Bruno Giordano perchè concesso due minuti dopo l’uscita di Maradona, sostituito da Caffarelli.

A sbloccare la partita ci pensò Ciro Ferrara che segnò il secondo dei suoi quattordici gol in maglia azzurra. Il difensore napoletano occupa con 323 presenze il quinto posto tra gli azzurri di sempre: 247 partite di serie A, con 12 gol, 47 in coppa Italia, con due gol, 28 in Europa, con una rete, ed una presenza in supercoppa italiana.

Il Napoli è la prima squadra in Italia per supremazia territoriale, ecco i dati!

Il Napoli ha il miglior possesso palla di tutta la Serie A

Il Napoli attraverso una nota stampa ha comunicato, grazie ai dati forniti dalla Panini Digital, di essere la prima squadra in Italia per possesso palla e supremazia territoriale. Ecco quanto scrive la società partenopea: Il Napoli è la squadra italiana con i migliori numeri sia per il possesso palla che per la supremazia territoriale (in questo caso si intende il tempo di gioco passato nella metà campo avversaria in possesso di palla). Secondo i dati forniti dalla Panini Digital.

La media nelle prime 19 partite vede il possesso palla del Napoli al 58% e la supremazia territoriale al 71%. Solo la Roma ha un possesso palla simile al Napoli (con una gara in meno) e ancora la Roma è la squadra che più si avvicina agli azzurri come supremazia, con il 65%.

Per quanto riguarda le singole partite, il maggior possesso palla del Napoli si è avuto alla 7° giornata contro il Cagliari, con il 68%, mentre la maggiore supremazia territoriale è stata registrata contro la Juventus con l’87%. Il minor possesso palla si è avuto contro la Sampdoria con il 44%, e sempre contro la Sampdoria la minore supremazia territoriale con il 49%

Salerno, la Guardia di Finanza sequestra 200 mila euro ad un imprenditore: ecco i motivi

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La Guardia di Finanza ha sequestrato 200 mila euro ad un imprenditore per mancato versamento dell’ Iva

La Guardia di Finanza ha effettuato un sequesto di oltre 200 mila euro ad un imprenditore nel salernitano, per non aver mai versato l’ Iva. Ecco quanto scrivono le Fiamme Gialle: Su disposizione della Procura della Repubblica, i militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale hanno eseguito un decreto preventivo per equivalente. L’esecuzione della misura cautelare reale è giunta a conclusione delle indagini eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Salerno. L’imprenditore si era reso responsabile di omissione di versamento Iva per un importo di oltre 200 mila euro.

Napoli – Domani Attilio Fontana Live al Museum

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Per la rassegna targata Polosud Records e Be Quiet il cantautore e attore porta in scena la sua arte

In occasione della rassegna  Polusud Records & Be Quiet il cantante ed attore Attilio Fontana, reduce da attività televisive di successo porta domani il suo spettacolo di successo sul palco del Museum Shop&Bar a Napoli, Una carriera quella di Fontana iniziata molti anni fa tra la musica ed il teatro cimentandosi in diversi generi, senza smettere di essere vocalist e produttore artistico:

“Arriva a Napoli per la rassegna Polusud Records & Be Quiet l’attore, cantante e compositore Attilio Fontana, reduce da esperienze teatrali e televisive di successo. Domani 19 gennaio, dalle ore 21, porterà il suo spettacolo sul palco del Museum Shop&Bar (Largo Corpo di Napoli, 3 – ingresso gratuito). Con Franco Ventura (chitarre) ed Ettore Gentile (pianoforte), Fontana (chitarra e voce) presenterà il suo repertorio e le composizioni più recenti.

La strada intrapresa da Attilio Fontana nel mondo dell’arte è iniziata parecchio tempo fa, arricchendosi negli anni di numerosissime e diverse sfumature. Una continua altalena tra la musica e il teatro fino a un fondersi d’esperienze e talenti. Nelle serie tv e tournée teatrali si è formato al fianco di grandi artisti, senza smettere di essere vocalist e produttore artistico, con due album da cantautore: “A” e “Formaggio”. Vince il titolo di campione e supercampione nel seguitissimo programma di Rai Uno “Tale e Quale show 3” nel 2013, diventando noto al grande pubblico e particolarmente amato. Attilio Fontana sceglie per quest’occasione di raccontarsi al pubblico napoletano con un live che riserverà molte sorprese”.

 

Fonte:  Gabriella Diliberto

Coppa Italia-Real Forio il sogno della finale svanisce,il Savoia cala il poker

Il Real Forio viene travolto nella bolgia del  “Giraud” con un pesante 4-1 dalla corazzata Savoia

A cura di Simone Vicidomini

Non c’è più niente da fare…è stato bello sognare ! Così apriva la canzone di Bobby Solo,perfetta per descrivere una giornata che molti di noi ricorderanno.  Il Real Forio dice addio al sogno di giocarsi la finale di Coppa Italia Dilettanti Campania. La finale del 7 febbraio se la giocherà il Savoia che ha ribaltato la sconfitta dell’andata per 3-1 al “Calise” con un netto 4-1. Una prestazione sontuosa da parte dei padroni di casa,con un netta differenza di esperienza e qualità tra le due squadre. I biancoverdi orfani della difesa titolare con di Di Dato fermo ai box e Calise G per squalifica, con Savio ancora una volta adattato nel ruolo di difensore centrale,ma che purtroppo solo dopo 20′ è stato costretto ad abbondare il campo per un problema muscolare. Il vantaggio degli oplontini è arrivato alla mezz’ora di gioca con Fava Passaro. I biancoscudati dopo aver sbloccato la gara,hanno alzato ancora di più il proprio baricentro trovando ancora il raddoppio con De Rosa che ha avuto la meglio su una mischia in area di rigore. Nel finale del primo tempo,il Real Forio ha avuto una doppio occasione per riaprire i giochi: prima con Castagna che si fa parare un tiro a botta sicura con Pezzella (monumentale) in corner. Proprio sugli sviluppi del corner Piccirillo di testa ha colpito una traversa. Nella ripresa ci si aspettava una reazione di orgoglio,da parte dei biancoverdi,e invece al 64′ il punteggio segnava 4-0 in favore dei padroni di casa. A 2′ dal termine è Rubino a procurasi un calcio di rigore,che lo stesso attaccante segna. Inutile il gol della bandiera,da parte dei biancoverdi che comunque escono a testa alta contro la prima in classifica del campionato su 17 partite giocate,15 vittorie,1 pareggio e 1 sola sconfitta. Il sogno sfuma così,è stato bello sognare ma ora testa al campionato,perchè c’è da conquistare una salvezza diretta,partendo proprio dalla prossima sfida al “San Mauro” contro il Casoria di mister La Manna,con la speranza che nella testa dei giocatori foriani non ci sia ancora questa sconfitta subita e il pass fallito per la finale.

Le Formazioni– Gli oplonti devono fare a meno dello squalificato Gallo,in virtù dell’espulsione rimediata all’andata. Mister Fabiano sceglie il modulo del 4-3-3. Pezzella fra i pali, difesa formata da Sardo,Riccio,Di Girolamo e Del Prete. A centrocampo con Liccardo ci sono De Rosa e Pappagoda. In avanti tridente composto da Galizia,Fava Passaro e Caso Naturale.  Il Real Forio deve rinunciare a G.Calise per squalifica,con Di Dato e Iacono.C fermi ai box. Mister Impagliazzo ancora una volta sceglie il 4-5-1,con Mennella tra i pali,difesa composta da Sirabella,Conte,Savio e Iacono F. A centrocampo Castagna,Trofa e Piccirillo con Vitagliano e Filosa ai lati. In avanti il solo Rubino.

La partita– Partono subito forte i padroni di casa,che provano a bucare la difesa biancoverde con un paio di conclusioni,tra cui la più insidiosa è quella di Caso Naturale con un diagonale sul quale Mennella devia in corner. Al 17′ De Rosa di testa non arriva per il tap in vincente,poi dopo pochi minuti è Fava dopo uno scambio con Caso Naturale provare un diagonale,ma Mennella fa suo il pallone bloccando a terra.

Tegola Savio. Al 20′ Savio è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare,al suo posto entra Calise. N,che ingenuamente si fa ammonire per non aver rispettato le regole del cambio. Il Savoia chiude il Real Forio nella proprio metà campo,e al 25′ Caso Naturale si coordina per una rovesciata ma manda la palla fuori. Il gol sembra essere nell’aria ed infatti al 29′ il Savoia passa in vantaggio con Fava Passaro che batte Mennella con una mezza scivolata,su un cross di De Rosa. Dopo pochi minuti viene atterrato in area di rigore Caso Naturale,i biancoscudati protestano per il penality non concesso,con il direttore di gara Angelillo di Nola che lascia proseguire. Il Savoia continua a pressare la difesa biancoverde e al 37′ De Rosa ha la meglio su una mischia in area,trovando un guizzo vincente che batte Mennella. Il centrocampista fa esplodere l’intero “Giraud” portando così la qualificazione dalla loro parte. Sul finire del primo tempo il Real Forio ha una doppia occasione per riapre i giochi: Pezzella è monumentale su una conclusione ravvicinata di Castagna con l’estremo difensore che devia in corner. Proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo è Piccirillo che colpisce la traversa.  Nella ripresa il copione non cambia,anzi sembra essere scritto per i padroni di casa. Dopo pochi minuti ci prova Caso Naturale che approfitta di un errato passaggio di Calise,ma Mennella ci mette una pezza. Sul fronte opposto Castagna serve Trofa che per poco non trova l’impatto vincente di testa. Al 60′ tris del Savoia: ripartenza fulminea del neo entrato Di Paola al posto di Galizia,che serve sul secondo palo l’inserimento perfetto di Caso Naturale che da due passi non sbaglia e fa tre 3-0.

Poker e notte fonda per il Real Forio– I biancoverdi prima della terza rete,hanno tentato il tutto per tutto per accorciare lo svantaggio,ma al 64′ Fava Passaro cala il poker con un colpo di testa su una respinta corta di Mennella su un cross partito dai piedi di Di Paola. Il tecnico Fabiano manda in campo Esposito al posto proprio di Fava Passaro che esce tra gli applausi del Giraud. Nei biancoverdi dentro Chiaiese fuori Vitagliano. Dopo poco sono ancora i biancoscudati ad avere la palla gol del 5-0 con Esposito che da due passi calcia addosso a Mennella. I foriani sembrano aver accusato il colpo ed al 71′ Di Paola impegna Mennella che devia in corner. Al’80’ si fanno vedere in vanti i biancoverdi,che sfiorano il gol: contropiede di Piccirillo che serve Filosa defilato in area,ma la conclusione del giovane calciatore termina sull’esterno della rete. Arriva però il gol della bandiera ospite. Al minuto 87′ ingenuo fallo di Del Prete che sgambetta Rubino  in area, è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso attaccante che batte Pezzella e fa 4-1 e riapre le speranze di qualificazione,che però dopo 4′ di recupero si spengono con la gara che termina e parte la festa del Savoia.

 

Scafati- Castellammare: 150 anni di carcere per il clan Loreto-Ridosso

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Chiesto più di un secolo e mezzo per le estorsioni aggravate dal metodo mafioso al clan Loreto-Ridosso.

La Procura di Salerno ha chiesto più di un secolo e mezzo per le estorsioni aggravate dal metodo mafioso ai danni di alcuni imprenditori di Scafati e delle zone vesuviane compiute dal clan Loreto- Ridosso. Come riportato dal Metropolis: “Pene più elevate chieste al gup Mariella Zambrano dal pm Giancarlo Russo per Gennaro Ridosso, Roberto Cenatiempo (15 anni), Luigi Ridosso (14) e Luigi Di Martino alias ‘o profeta (12 anni). Otto anni per Luigi Ridosso. Pene minime per i collaboratori di giustizia Romolo Ridosso (2 anni), Pasquale Di Fiore (4), Giovanni Messina (2,6), Dario Spinelli (2 anni e mezzo) e Alfonso Loreto (da quantifcare ma il pm ha chiesto il minimo). Cinque anni la richiesta per l’ex primula rossa Pasquale Loreto, padre di Alfonsino. Poi un anno e mezzo per Giuseppina Casciello, 8 e 6 mesi per Giovanni Cesarano, 4 anni e mezzo per Francesco Paolo D’Aniello, 8 anni per Giuseppe Iorio alias “Peppe o’ killer”, 10 anni a Mario Di Fiore alias “o’ cafone”, 4 anni e mezzo per Giovanni Vincenzo Immediato, 6 anni e mezzo per Antonio Matrone detto Michele, 6 anni per Francesco Matrone, 3 anni per Giuseppe Morello, 3 e mezzo per Francesco Nocera alias “cecchetto”, 5 anni per Vincenzo Pisacane alias “Coccodè”, un anno e mezzo Mario Sabatino”.

 

Fonte: Metropolis

Trasferita da un ospedale ad un altro per 5 ore: muore in ambulanza

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Trasferita da un ospedale ad un altro per 5 ore: muore in ambulanza

Lascia senza parole la morte di Barbara di Matteo, la 50enne trasferita da un ospedale all’altro per il malfunzionamento dei macchinari e per altri motivi ancora da accertare, dei nosocomi in cui è giunta. Un odissea durata 5 ore, riportata dal Mattino.

La donna, originaria di Omignano (Salerno), martedì aveva accusato un malore, la febbre era molto alta. Le sue condizioni appaiono subito critiche quando giunge al primo ospedale, il San Luca di Vallo della Lucania. Lì i sanitari ritengono opportuno sottoporla ad una Tac, ma il macchinario è guasto da vari giorni per cui si decide il trasferimento all’ospedale di Battipaglia. Anche lì però, per situazioni ancora da chiarire, i medici predispongono un ulteriore spostamento. Si decide per il San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.

Neanche il nosocomio salernitano è però in grado di dare una sistemazione e cure appropriate alla donna. Inevitabile la decisione di un altro spostamento, questa volta al Cardarelli di Napoli.

Durante l’ennesimo trasporto in ambulanza Barbara di Matteo muore per una grave emorragia celebrale, lasciando un marito e un figlio di 17 anni.

Un episodio questo che ha messo in evidenza le varie mancanze degli ospedali in cui si è tentato di ricoverare la donna. Il San Luca di Vallo della Lucania ieri ha aggiustato il macchinario per effettuare la Tac, inconcepibile che sia stato non funzionante per vari giorni.

Elezioni: le promesse di Vie En Rose si sprecano (Lo Piano e SaintRed)

Dopo il 4 marzo, una volta che le promesse di tutti i candidati Premier saranno, com’è prevedibile, “mantenute”, la nostra vita potrebbe avere un cambiamento radicale, essere tutta in discesa: in parole povere, una splendida Vie En Rose 
 
Le Promesse :
Abolizione del canone Rai, del bollo di circolazione, delle tasse universitarie, pensioni a 60 anni, sgravi fiscali fino al 15%, redditi vari di sopravvivenza garantiti.
In questo ricco paniere di agevolazioni, detrazioni fiscali, di aiuti economici, nessuno ha parlato di funerali. Se saranno “offerti” dallo Stato, al momento del decesso, ognuno di noi potrebbe morire in pace, avendo cassa e funerale assicurato.
In questo contesto, si potrebbero invitare i candidati Premier, a formulare una proposta, una leggina per il loculo; purtroppo, questo tema ancora non e’ stato discusso nelle aule di Palazzo Madama e di Montecitorio, una problematica rimasta irrisolta.
Dal Sogno alla realta’ :
Perche’ possano divenire realta’ le promesse fatte in campagna elettorale, ci vorrebbe la bacchetta magica di Maga Maghella, altro che studi approfonditi di emeriti economisti, o di improvvisati chiromanti politici.
Il Lavoro questo sconosciuto :
Tutti parlano di lavoro, ma nessuno sa come fare a colmare questa lacuna che da anni rappresenta una vera e propria falla nel nostro tessuto sociale. La disoccupazione continua ad essere la 1a causa del nostro dissesto economico; dare piccoli contentini ai milioni di Italiani che ancora annaspano solo per poter sopravvivere, non serve a nulla, una sola boccata d’aria, non riesce a riempire i polmoni.
Ognuno avra’ la sua baby pensione? la paghetta mensile anche senza lavorare? i giovani non possono e non devono restare a casa, o ancor peggio espatriare solo perche’ in Italia non si trova un posto neppure con il lanternino.
La favola del milione di posti e’ ridicola, come tutti i futuri incentivi che verranno dopo il 4 Marzo. Speriamo che dopo tale data, i Cittadini Italiani possano avere solo la possibilita’ di sopravvivere con un posto lavoro duraturo e non vengano ancora presi in giro da una classe politica sempre piu’ bugiarda e ipocrita.

Lega – L’avv. Giulia Bongiorno come capolista : “Mi ha colpito la nitidezza di pensiero di Salvini”

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Il leader della Lega annuncia il nome di Giulia Bongiorno come capolista, la Bongiorno dichiara: “Mi ha colpito la nitidezza di pensiero di Salvini sulle regole e le sanzioni”.

Matteo Renzi ha annunciato la candidatura di Siani e Cantone per il Parlamento, ora tocca al leader della Lega Matteo Salvini, che in una conferenza stampa a Montecitorio, ha annunciato Giulia Bongiorno come capolista della Lega: «Giulia Bongiorno si candida come capolista della Lega in diversi territori del Paese».

Si tratta dell’avvocato penalista che difese Giulio Andreotti e che è stata presidente della commissione Giustizia della Camera, nonché eletta alla Camera per la prima volta nel 2006 con An e che ha poi seguito l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini nella scissione del Pdl aderendo a Futuro e libertà. Inoltre è un membro dell’Associazione “Doppia difesa” contro la violenza sulle donne .
Entusiasmo nelle parole del leader Salvini per un nome così autorevole ed importante:

«È – ha spiegato Salvini – il segno di una Lega che cresce, coinvolge, punta su professionalità della realtà civile soprattutto nel campo della difesa della sicurezza, dei diritti delle donne, della riforma della Giustizia».

L’avvocato Bongiorno si sente emozionata per il ruolo che investe e si dice speranzosa per la collaborazione al fine di costruire un’Italia più regolamentata :
«Sono emozionata di riprendere questo percorso, contenta di un’interlocuzione continua con Salvini. Voglio un’Italia con meno contumaci, perché ci si deve mettere la faccia, e con più regole che ci garantiscono la libertà. Mi sentivo un po’ contumace. Portavo avanti battaglie seduta nel mio ufficio. Ma se non si è in Parlamento le cose si dicono ma non si fanno. A tutto pensavo tranne che potessi correre con Salvini. Ma negli anni mi esprimevo e mi si diceva che la mia posizione era interessante, “ma dovevo stare attenta, perché quello che dicevo io lo diceva anche Salvini”».

«Si chiamava Lega Nord, sembrava un partito di maschilisti. Avevo una certa diffidenza. Mi ha colpito la nitidezza di pensiero di Salvini sulle regole e le sanzioni. Questo è un Paese in cui ci si è dimenticati cosa sono le sanzioni. L’Italia è diventato il paese della cuccagna per chi delinque», ha detto Bongiorno. «Ho già una legge nel cassetto -ha annunciato l’avvocato penalista – stop ai bambini utilizzati come merce di scambio quando i genitori litigano». Quanto alle polemiche sui vaccini ha sottolineato: «Ho vaccinato mio figlio, ho una lista di circa 12 vaccini. Quando Salvini dice di riflettere sull’obbligatorietà dei vaccini rende manifesta alcune perplessità che vengono espresse anche dalla comunità scientifica. Ho sempre condiviso la posizione di Salvini».

«In questo Paese si fanno norme slabbrate che poi il magistrato interpreta come vuole. Chi le scrive non ha calpestato la polvere dei tribunali. Pensiamo alla legge sullo stalking: era stata svuotata per un errore da un provvedimento del ministro Orlando. Abbiamo dimenticato totalmente che cosa sia una sanzione. Se fai un omicidio e ti beccano in flagranza rischi di avere uno sconto di pena. Io non ho ansia di libertà. Sono favorevole a regole, sanzioni e divieti. Suona antico? No, suona buono. Èun deterrente per i futuri reati e così evitiamo di importare immigrazione».

«Lo dicono alcuni magistrati che l’Italia sia diventata una sorta di Paese della cuccagna per i delinquenti che arrivano da tutte le parti. Il delinquente non è stupido: preferisce l’Italia perché trova impunità e sconti di pena garantiti dalla cosiddetta ‘lavanderia giudiziarià», ha insistito la Bongiorno. E assicura impegno anche in tema di immigrazione e di tutela delle donne, italiane ed immigrate»

Inoltre si sofferma anche sulla questione delle case chiuse, condividendo il parere del leader del Carroccio: «Io non ne posso più del caos, c’è il far west, c’è bisogno di una regolamentazione, a mio avviso serve una disciplina».

Campione d’Italia, il Casinò: Dalle Stelle Alle Stalle (Lo Piano e Saint Red)

Campione d’Italia, uno dei 4 Casino’ esistenti in tutto il nostro territorio nazionale, ha chiuso i battenti. Dopo qualche decennio di splendore, la casa da gioco, ha avuto un declino costante che l’ha portata dalle stelle alle stalle. 

I debiti della Societa’ che gestisce il Casino’, ammontano a circa 60 milioni di franchi, di cui 30 dovuti al Comune di Campione, altri 30 alle Banche. A questi bisogna aggiungere gli stipendi arretrati, visto che da 4 mesi, i quasi 500 dipendenti non ricevono un franco, e per questo motivo, hanno deciso di incrociare le braccia. I lavoratori, temono lo spettro della cassa integrazione, seguita dal licenziamento. 

Il Casino’ di Campione d’Italia, ha sede nell’enclave italiana in territorio svizzero, la Procura di competenza e’ quella di Como, i magistrati,  visti gli atti procedurali, hanno gia’ chiesto il fallimento per insolvenza della Societa’ che lo gestisce, l’ipotesi dolosa e’ di peculato.

Il sindaco di Campione, Roberto Salmoiraghi, ha presentato un esposto alla Procura, in quanto la Società che gestisce il casinò, è partecipata al 100% dal Comune.

Una cordata austriaca sta tentando di risollevare le sorti della casa da gioco, anche se i numeri sono deprimenti, visto che sono stati registrati 672 mila “visitatori” nel 2017; si era partiti da piu’ di un milione, ma si e’ registrata una perdita costante di 40 mila unita’ annue.

Mai era capitato che un Casino’ chiudesse i battenti, le entrate sono state sempre superiori alle uscite, tranne in alcuni casi come in quello di Venezia, in cui erano i croupier ad essere stati infedeli.

Il Comune di Campione, ha 60 giorni per evitarne il fallimento, per fare cassa l’Amministrazione ha deliberato la cessione della vicina Villa Mimosa ad una Società austriaca, la Novomatic, per 5 milioni di euro.

Gli austriaci, ne investiranno 6, in questo contesto, si sono impegnati ad assumere 74 addetti madrelingua cinesi, Nella Villa, entro il 2019, dovrebbe sorgere il Dragon Casinò per soddisfare la voglia di gioco asiatica. 

Se in Italia si favorisce il gioco d’azzardo, e’ perche’ torna utile alle casse dello Stato, nessuna importanza ha se milioni di cittadini dilapidano le loro risorse nella ricerca di una vincita che possa cambiarne l’esistenza, visto che solo uno su 50 milioni riesce a farcela.

A Campione, vi sono in ballo 500 lavoratori che perderebbero il posto di lavoro, dall’altro centinaia di migliaia di pendolari del gioco che avrebbero un’occasione in piu’ per non dilapidare i propri risparmi. dietro una roulette. E’ difficile stabilire quale possa essere il minore fra questi 2 mali.

Vomero, il Presidente Capodanno : “Intitolate a Roberto Murolo le scale di via Cimarosa!”

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Il 19 gennaio ricorre l’anniversario della nascita del grande artista

Il Presidente del Comitato dei valori collinari si sofferma sul valore dei riconoscimenti artistici . Lo fa in occasione del 19 gennaio, ricorrenza della nascita del grande artista Roberto Murolo: chiede maggiore considerazione per il cantore della musica napoletana, con la proposta d’intitolare le scale di via Cimarosa :

“Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che già in passato, ha più volte chiesto che, nell’ambito del quartiere Vomero, dove il grande artista visse e mori,  venisse intitolo un luogo pubblico a Roberto Murolo. Proposta ripresa nel marzo 2013, in occasione del decennale della morte di Murolo dall’allora presidente della municipalità Vomero-Arenella, il quale affermo ” E’ giunta l’ora d’intitolare una strada a Roberto Murolo al Vomero” ( https://vomero.napolitoday.it/vomero/via-roberto-murolo-vomero.html ), atteso che, a tutt’oggi, benché siano trascorsi quasi cinque anni,  questo impegno non è stato ancora mantenuto,  rilancia la proposta, chiedendo che al grande cantore della Napoli classica, nato il 19 gennaio 1912, del quale dunque domani cade il 106esimo anniversario della nascita, vengano intitolate le scale di via Cimarosa, poste proprio dinanzi al palazzo dove si trova la sua casa, oggi sede della fondazione Roberto Murolo.

“ In verità mi aspettavo una maggiore considerazione – afferma Capodanno – per un artista del calibro di Murolo, che ha rilanciato la canzone napoletana nel mondo intero e che tanto lustro ha dato e continua a dare a Napoli, riproponendo le più belle melodie e scrivendo pagine indelebili che fanno, a giusta ragione, parte del retaggio storico della cultura partenopea “.

“ Ma così non è stato. In verità a Murolo, nel 2014, fu intitolata una delle traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, cosa che però fece storcere il naso a più di un estimatore del grande artista, sia per il fatto che si era scelto un tratto di strada collaterale sia perché la scelta era caduta al di fuori del territorio del Vomero, quartiere dove Roberto Murolo era sempre vissuto e dove, prima di lui aveva abitato, anche il padre, Ernesto Murolo, come ricordano le due lapidi apposte sulla facciata del fabbricato in via Cimarosa – puntualizza Capodanno -. L’idea delle scale attigue al palazzo mi è venuta in mente, osservando quanto fatto al riguardo prima per Giancarlo Siani e, più di recente, per un altro grande artista, Massimo Troisi, al quale sono state intitolale le scale di via Mariconda “.

“ Mi auguro che, in tempi brevi, questa proposta venga fatta propria anche dall’amministrazione comunale partenopea – prosegue Capodanno -. Così, come auspico, che poi venga posta in atto al più presto, rendendo così omaggio a un grande e indimenticato protagonista della canzone napoletana “.

 

Fonte: il Presidente del Comitato Valori collinari Gennaro Capodanno

 

FOTO – Vinicius Morais arrivato a Villa Stuart per le visite mediche

FOTO – Vinicius Morais arrivato a Villa Stuart per le visite mediche

Inizia l’avventura italiana per l’ultimo acquisto in ordine cronologico del Napoli, nonostante poi proseguirà la stagione in Portogallo. Ha intrapreso le visite mediche presso la clinica Villa Stuart infatti Carlos Vinicius Alves Morais, attaccante classe ’95 del Real Sport Clube. Ecco le prime foto, come riporta il sito ufficiale di Gianluca Di Marzio.

Torre Annunziata, rapina alla Farmacia Contaldo: colpo sventato dal coraggio di un titolare

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Momenti di panico alla Farmacia Contaldo di Torre Annunziata: colpo sventato dal coraggio di un medico titolare.

Ieri sera verso le 19 a Torre Annunziata ennesima rapina ai danni di un’attività commerciale: l’obbiettivo è la Farmacia  Contaldo di piazza Ernesto Cesaro. Un malvivente a volto coperto armato di una pistola di calibro 9, è piombato nel negozio, scavalcando i clienti, arrivando al bancone per minacciare la farmacista : «Dammi i soldi subito oppure ti ammazzo». Dal retrobottega della farmacia spunta uno dei camici bianchi. E’ il medico titolare della struttura. Un segno al cliente spaventato che si trova alle spalle del malvivente e poi la decisione di sventare il colpo.

Questo è uno dei casi di rapine di Torre Annunziata che stanno terrorizzando la città, ma questa volta il coraggio dell’imprenditore del negozio è stato fondamentale per salvare il bottino e permettere alle forze dell’ordine di procedere, molto probabilmente, all’arresto del ladro.

 

Fonte: Metropolis

Hamsik: “A Bergamo non so se ci sarò. Lo striscione del San Paolo? Brividi lungo la schiena”

Le sue parole

Marek Hamšík ha parlato ai microfoni di Pravda:

 

Alla fine dell’anno scorso, hai battuto il record di Maradona a Napoli. I tifosi hanno preparato per te un grande striscione allo stadio. Cosa provavi in quei momenti?

Stavo aspettando il 115° gol. Molto è stato scritto al riguardo e tutti si stavano preparando per questo momento. Quando è arrivato, è stato bellissimo. Lo stesso è stato ripetuto quando ho fatto il 116esimo gol nel match con la Sampdoria. Quando i 60 mila spettatori hanno gridato il mio nome al San Paolo, mi sono venuti i brividi dietro la schiena. È qualcosa di irripetibile, lo ricorderò per il resto della mia vita.

Hai ricevuto molte congratulazioni?

Non solo da compagni di squadra o conoscenti. Mi ha fatto piacere che la gente guardasse questo gol e si ricordasse di me.

Vivi a Castel Volturno, ma puoi fermarti tranquillamente a Napoli?

Lì trovo difficile spostarmi, così è stato e lo sarà. Questo non è legato al record, però.

Attraverso i social network hai scambiato parole con Maradona. Ti sei mai incontrato personalmente?

Non ancora, non era il momento. Ma credo che accadrà e potrò passare del tempo con lui. Si è congratulato per il record, sono molto contento, lo apprezzo.

Il Napoli ha segnato più di 100 gol nelle ultime stagioni. Ci sarà un altro record nel 2018?

Queste sono tutte sfide che mi motivano. I record devono essere interrotti prima o poi, quindi è sempre così. Sono contento di averlo superato, ma so che prima o poi ci sarà qualcuno dopo di me.

Stai ancora pensando al tuo futuro con il Napoli, dove sei stato già undici anni?

Non ho alcun dubbio. Da Napoli sicuramente non me ne andrò. Non posso dire cosa accadrà tra un anno o due. Ora mi sto concentrando per ottenere finalmente lo scudetto a Napoli. Questo è il mio obiettivo principale.

La primavera sarà lunga e impegnativa…

Certo, sono d’accordo. Abbiamo avuto una primavera importante l’anno scorso. Avere una sola partita da giocare è una grande occasione. Credo che manterremo questa tendenza e celebreremo lo scudetto.

In autunno hai avuto periodi difficili, ma il tuo finale è stato eccellente…

Per fortuna ne sono uscito. Ho battuto il record, ho iniziato a fare gol, ne ho messi dentro tre uno dietro l’altro.

L’Inter ha perso un po’ di terreno. E i punti. Sei felice?

È importante che il distacco con le altre cominci ad esserci. Non ci sono più squadre vicine nelle prime cinque posizioni. Erano davanti a noi e alla Juventus, ora sono nove o più punti dietro.

Finirete col battere la Juventus, che è in competizione da alcuni anni con voi?

Lo spero. La Juventus è indubbiamente la nostra avversaria più dura, ma non firmo nemmeno per le altre squadre. Ci sono ancora molti punti in gioco

Negli ultimi giorni, sei stato influenzato, ci sarai?

La gola mi fa male. Mi sono perso l’allenamento di martedì, vedremo come si svilupperà il tutto. Non lo so ancora se ci sarò nella partita di domenica.

Guardia di Finanza (RO): Smantellata organizzazione di narcotrafficanti operante nella capitale

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Arrestati 28 soggetti, sequestrati 10 chilogrammi di sostanze stupefacenti, oltre a beni per circa 600.000 euro.

Da questa mattina i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo una misura cautelare voluta dal Tribunale capitolino per 28 soggetti tutti indiziati per associazione a delinquere per traffico di sostanze stupefacenti: 

“Dalle prime luci dell’alba, circa 200 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo, nelle province di Roma e Latina, una misura cautelare emessa dal Tribunale capitolino su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 28 soggetti, tutti indiziati di appartenere a un’articolata associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa nel quartiere di San Lorenzo. I provvedimenti in esecuzione scaturiscono da una minuziosa attività investigativa, protrattasi per oltre un anno e condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata – anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali nonché servizi dinamici sul territorio, all’esito dei quali è stata accertata l’operatività, nella Capitale, di due sodalizi, i cui membri si sono resi responsabili di gravi condotte di narcotraffico. Le indagini hanno avuto origine dalla nota operazione “DRUSO-EXTRA FINES” che, il 4 ottobre scorso, ha portato all’arresto – nel Lazio, in Sicilia, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna e in Germania – di 37 appartenenti al clan gelese RINZIVILLO, oltre al sequestro di beni e società per circa 11 milioni di euro. In quel contesto, i militari del G.I.C.O. di Roma avevano rilevato l’esistenza di contatti tra il noto boss di “Cosa nostra”, Salvatore RINZIVILLO, e un pluri-pregiudicato romano, Maurizio PASQUETTO (classe ‘60), relativi a comuni affari illeciti nel settore del traffico di droga. Le investigazioni avviate sul conto di quest’ultimo, gravato da numerosi precedenti specifici, hanno evidenziato come egli si collocasse al vertice di un autonomo contesto delinquenziale, sistematicamente dedito al commercio di ingenti partite di stupefacenti, per lo più cocaina e marijuana. Coadiuvato dal fidato collaboratore Bruno REALI (classe ‘62, anch’egli gravato da numerosi precedenti di polizia), “magazziniere” delle partite di droga e “cassiere” del gruppo, il PASQUETTO ha operato al centro di una fitta rete di collegamenti criminali che lo hanno visto relazionarsi, di volta in volta, per finalità connesse al reperimento dello stupefacente, con altre consorterie operanti nella Capitale, in primis con i “gruppi” facenti capo a Giovanni LA RACCA (classe ‘59, pluripregiudicato) e a Nicholas CIANFROCCA (classe ’90, incensurato).
Peraltro, il PASQUETTO aveva costituito, presso la propria abitazione nel quartiere di San Lorenzo, nota zona della movida romana, un vero e proprio “supermarket” della droga, aperto 24 ore su 24, in cui era possibile acquistare qualunque tipo di sostanza stupefacente, anche consumandola direttamente, al riparo da occhi indiscreti e, soprattutto, da eventuali controlli delle forze dell’ordine. Le indagini permettevano, poi, l’individuazione di un ulteriore sodalizio criminale, in contatto con la consorteria riferibile a PASQUETTO allo scopo di rifornirsi da quest’ultima di droga, da smerciare in tutta la Regione. Il vertice di questa associazione per delinquere è risultato essere il pregiudicato Gennaro AMATO (classe ‘60), il quale, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica residenziale in provincia di Roma, continuava a gestire, attraverso il suo alter ego Alessandro CONTÌ (classe ‘80), un florido traffico di cocaina e marijuana. I Finanzieri hanno scoperto che l’AMATO aveva reinvestito i proventi delle sue attività illecite nell’acquisizione, di fatto, di due società di capitali operanti nel settore del noleggio di autovetture di lusso, le cui cariche societarie e amministrative erano state formalmente attribuite a due “prestanome” allo scopo di eludere le disposizioni di legge in tema di misure di prevenzione patrimoniale.

Il G.I.P del Tribunale di Roma ha disposto: ” il sequestro preventivo del capitale sociale e del compendio aziendale delle due imprese, per un valore di circa 600.000 euro. Oltre alle misure cautelari oggi in esecuzione – per 20 soggetti in carcere e per i restanti 8 agli arresti domiciliari – nel corso delle indagini le Fiamme Gialle avevano arrestato altre 3 persone in flagranza di reato e sequestrato circa 5,5 chilogrammi di cocaina e 6 chilogrammi di marijuana”.

 

Fonte: Comunicato Gdf

Napoli, il Sassuolo ha individuato il sostituto di Politano

La trattativa potrebbe svoltare

Continua la ricerca di un esterno d’attacco da parte del Napoli. Mister Sarri ha bisogno di valide alternative per poter essere competitivo sia in campionato che in Europa League.

I nomi più quotati al momento, dopo il rifiuto di Verdi, sono quelli di DeulofeuPolitano. Lo spagnolo stuzzica Sarri per la sua velocità e abilità nel dribbling. Il Barcellona non lo ha convocato per la gara di Coppa del Re contro l’Espanyol relagandolo definitivamente ai margini del progetto e in Spagna si dice che i blaugrana vogliano liberarsene a tutti i costi. Il calciatore, però, non è del tutto convinto di questa soluzione, infatti, nell’anno dei Mondiali in Russia vorrebbe avere la possibilità di giocare titolare e sfruttare le sue chanches. A Napoli sarebbe impresa ardua intaccare il piccolo trio.

Per non farsi trovare impreparato in caso di fallimento della trattativa, il Napoli è al lavoro su più fronti. Secondo quanto riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, continua insistente il pressing su Politano, considerato incedibile dal Sassuolo. Ieri, l’entourage del calciatore ha incontrato il club che gli ha ribadito la volontà di non cederlo a gennaio. Nel frattempo, la società del patron Squinzi sembra aver già trovato il suo sostituto: si tratta di D’Alessandro del Benevento.

Guardia di Finanza (NA): Arrestati a Cardito 3 contrabbandieri di sigarette, sequestrati 295 kg in un’abitazione

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Le fiamme gialle del Gruppo di Afragola hanno arrestato 3 contrabbandieri in Cardito (NA) sorpresi mentre stoccavano all’interno di un’abitazione kg 295 di t.l.e di provenienza ucraina.

Il Comando Provinciale di Napoli ha iniziato un’operazione di controllo intensificato per contrastare il fenomeno del contrabbando. I Finanzieri di Afragola hanno identificato un’appartamento di Cardito (NA) all’interno del quale si praticava proprio l’attività di contrabbando: venivano stoccate le sigarette che, come scoperto dalle fiamme gialle, venivano poi sistemate su scaffalature. L’intervento delle forze dell’ordine ha fatto si che si scoprissero 3 persone in flagranza di reato, proprio nell’atto di sistemare dei colli contenenti tabacchi di provenienza ucraina:

“NEL QUADRO DELL’INTENSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE GENERALE E DI CONTROLLO ECONOMICO DEL TERRITORIO, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA RECRUDESCENZA DEL CONTRABBANDO DI TABACCHI LAVORATI ESTERI, IL COMANDO PROVINCIALE NAPOLI HA DISPOSTO UNA CAPILLARE INTENSIFICAZIONE DEI SERVIZI DI CONTRASTO ATTUATI SULL’INTERO TERRITORIO PROVINCIALE. IN TALE CONTESTO, I FINANZIERI APPARTENENTI AL GRUPPO DI AFRAGOLA, AL TERMINE DI UN’ATTIVITÀ INFO-INVESTIGATIVA NELLO SPECIFICO COMPARTO, HANNO INDIVIDUATO UN APPARTAMENTO IN CARDITO (NA) ALL’INTERNO DEL QUALE VENIVANO STOCCATE SIGARETTE DI CONTRABBANDO. L’INTERVENTO DELLE FIAMME GIALLE CONSENTIVA DI SCOPRIRE 3 PERSONE, IN FLAGRANZA DI REATO, INTENTE A SISTEMARE DEI COLLI CONTENENTI TABACCHI DI PROVENIENZA UCRAINA ALL’INTERNO DI ARMADI E SCAFFALATURE PRESENTI NELL’ABITAZIONE.

Un ulteriore perquisizione ha permetto di recuperare 295 kg di tabacco lavorato all’estero e di arrestare i 3 responsabili, tutti di nazionalità italiana. L’attività investigativa svolta dal Comando di Afragola ha posto sotto sequestro circa una tonnellata di sigarette di contrabbando e 12 responsabili nonché altri 34 alle autorità competenti:

“LA SUCCESSIVA PERQUISIZIONE DEI LOCALI PERMETTEVA AGLI OPERANTI DI SEQUESTRARE, COMPLESSIVAMENTE, KG 295 DI TABACCHI LAVORATI ESTERI E DI ARRESTARE I 3 RESPONSABILI, TUTTI CITTADINI ITALIANI, CHE VENIVANO POSTI A DISPOSIZIONE DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COMPETENTE. QUEST’ULTIMA, DOPO L’UDIENZA DI CONVALIDA, CONDANNAVA GLI STESSI ALLA MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.. L’ATTIVITÀ ESEGUITA TESTIMONIA IL COSTANTE PRESIDIO ESERCITATO DAL CORPO SUL TERRITORIO A SALVAGUARDIA DELLE LEGGI ED A CONTRASTO DI UN FENOMENO CONNOTATO DA FORTE PERICOLOSITÀ SOCIALE. IN PARTICOLARE, NEL CORSO DELL’ANNO 2017, IL GRUPPO DI AFRAGOLA, NELL’ATTIVITÀ DI CONTRASTO AL FENOMENTO IN PAROLA, ATTRAVERSO IL MONITORAGGIO DELLE AREE GEOGRAFICHE RICADENTI NELLA PROPRIA CIRCOSCRIZIONE DI SERVIZIO, HA SOTTOPOSTO A SEQUESTRO, COMPLESSIVAMENTE, QUASI UNA TONNELLATA DI SIGARETTE DI CONTRABBANDO, TRAENDO IN ARRESTO 12 RESPONSABILI E DENUNCIANDONE ALTRI 34 ALL’A.G. COMPETENTE”.
Fonte: Sala Stampa GDF

Napoli, Savoldi sta con Verdi: “La felicità non dipende dai soldi”

“Quello che conta è ciò che senti dentro”

Anche Beppe Savoldi, ex attaccante del Napoli, così come Roberto Mancini, ha parlato e difeso la scelta di Simone Verdi di rimanere a Bologna e di non cedere alle lusinghe del club di Aurelio De Laurentiis.

Ecco quanto ha dichiarato:
“A differenza di Verdi io al Napoli andai volentieri. Me lo chiesero i dirigenti del Bologna ed io risposi subito di si, senza pensarci tanto, anche perchè era una grande occasione che non potevo perdere. E che non voleva perdere neanche il Bologna. A quell’epoca il cartellino del giocatore apparteneva alla società che aveva il suo destino tra le mani. Poi è verso che se uno proprio non voleva andare in una squadra, avrebbe dovuto parlare con il presidente. Ma non era il mio caso, tutte le parti in causa avevano l’interesse di chiudere questo affare. C’erano in ballo tanti soldi, ricordo che la contropartita era quasi di un miliardo e mezzo più la metà di Rampanti e Clerici. In tutto sui due miliardi delle vecchie lire. Ma tenete anche conto che potevo passare da una squadra di metà classifica come il Bologna a una come il Napoli che lottava per vincere lo scudetto. Ora per Verdi non sarebbe stato così. Io faccio un altro discorso, Verdi a Napoli non avrebbe avuto un posto fisso, e non vorrei che questa consapevolezza abbia rappresentato un freno per il ragazzo. Chi giudica il suo comportamento commette un grosso errore, Verdi avrà preso questa decisione dopo aver valutato tutti i pro e i contro. E dico di più, questa scelta l’ha fatta di sicuro nel proprio interesse. Bravo com’è, potrebbe anche prendere più soldi a luglio, perchè state sicuri che le grandi squadre continueranno a stargli addosso. Alla luce del fatto che rimanendo a Bologna potrà giocare tutte le partite. Perchè giocare è importante. fondamentale, io a Napoli andai essendo sicuro di fare il titolare. Penso che abbia messo in conto il fatto di poter dimostrare a Bologna quello che vale, sapendo che continuando a giocare come ha fatto fin qua a luglio potrebbe arrivare per lui anche una squadra più forte del Napoli. E che gli offre anche più soldi di quelli che gli ha offerto il Napoli oggi. Conoscendolo sapeva che avrebbe potuto avere pochi spazi da qui alla fine del campionato e che di conseguenza era consigliabile restare a Bologna, dove sicuramente continuerà ad essere un protagonista. Penso che la felicità è importante e non la si può trovare da chi ti paga di più. La felicità non dipende dai soldi che hai ma da quello che senti dentro. E come fai a dire che Verdi ha sbagliato se per lui la felicità, almeno per il momento, l’avverte vivendo a Bologna e giocando nel Bologna”.

TEMPI CONTRARI PER LE CRIPTOVALUTE, CROLLO DEL BITCOIN

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Di Virginia Murru

 

La diffidenza verso le ‘criptovalute’ dilaga, la Cina ne sta vietando il trading centralizzato, ma il muro alzato sugli scambi arriva anche dalla Corea del Sud, e in Europa,  da Germania e Francia. Il bitcoin è sotto i 12 mila dollari, secondo l’Agenzia Reuters, c’è un affondo pari al 18% (martedì 16 gennaio, valore minimo del 2018, dopo un anno al galoppo che sembrava inarrestabile).

E’ stato quindi il bando sentenziato sugli scambi che ha innescato panico e timore ‘di un più ampio giro di vite regolatorio’. Il 16 gennaio scorso è già stato definito il ‘martedì nero del bitcoin’.

L’impetuosa corsa alle vendite turbina nel mercato di tutte le criptovalute, delle quali, Ethereum è in calo del 23%, e Ripple del 33%. Il sito sudcoreano ‘Yonhap’, riporta le dichiarazioni rilasciate ad una radio locale dal ministro delle Finanze Kim Dong-yeon, il quale sostiene in sintesi che verranno adottate una serie di misure per arginare la corsa irrazionale e sfrenata agli investimenti in criptovalute.

Ma anche la Cina ha contribuito ad assestare colpi pesanti al bitcoin. Sempre secondo  la nota di Reuters, ai vertici della Banca Centrale (su direttiva del  vice Governatore Pan Gongsheng), avrebbero deciso di vietare il trading centralizzato delle criptovalute. Ossia quello che passa attraverso le piattaforme ‘Coinbase o Kraken’, canali privilegiati per lo scambio. Anche se per gli irriducibili gli scambi avvengono su canali alternativi.

Intanto, la Corea del Sud, intende bandire gli scambi di valuta virtuale, almeno per ora quelli che non sono stati ancora finalizzati, ma è in programma una disciplina di carattere giuridico per la regolamentazione del mercato. Tutte  notizie che corrono sul web e che non contribuiscono ad un rialzo della fiducia, e infatti il bitcoin sta rilevando un crollo di notevoli proporzioni, dato che sulla piattaforma Bitstamp (Lussemburgo), è andato giù fino a 11.200 dollari. Di questo passo la sopravvivenza diventa critica.

Ma la criptovaluta, in termini razionali, che cos’è in realtà?

E’ certamente un’espressione dell’era digitale, in primis.

Dunque una moneta ‘paritaria’, decentralizzata (e digitale), queste le caratteristiche più singolari, il cui ‘volume’ d’implementazione è basato sulla crittografia, quando si tratta di rendere valide le transazioni e per la generazione. Ma una vera e propria definizione sfugge e tutte le leggi della finanza in questo ambito, dato che,  in ogni caso, è difficile legittimarla al pari di una moneta con corso legale. Trasponendo in un’asse di confronto le due ‘unità di conto’ – la moneta reale e quella virtuale – si può arrivare a qualche stentata conclusione, per ovvie ragioni.

La moneta reale è certamente il mezzo di scambio per eccellenza, e ‘riserva di valore’, poiché è intrinseca la capacità di mantenere nel tempo il valore e quindi d’essere utilizzata nel futuro senza rischi di ‘deterioramento. La moneta reale porta  in sé un ‘potere liberatorio’ in quanto mezzo di pagamento, dato che, nel momento in cui l’acquirente versa il corrispettivo del bene acquistato mediante il controvalore (in moneta appunto), viene meno ogni onere che grava su di lui, dato che  si estingue così il debito.

La moneta reale è un’unità di conto, per via delle caratteristiche che storicamente le sono state attribuite, ossia rappresenta un metro comune per misurarne il valore, cosa che si verifica regolarmente con le transazioni  commerciali. Ed è la prerogativa storicamente più datata nel tempo, basta pensare agli scambi delle Civiltà più evolute nel Mediterraneo di ormai 5 mila anni or sono, che incidevano su tavolette di argilla il valore relativo allo scambio dei beni, il più elementare negozio giuridico nel quale i protagonisti erano l’acquirente e il venditore. E’ implicito che, a garanzia del legittimo uso della moneta reale, vi siano organismi di carattere economico-giuridico-finanziario (di espressione politica) che investano la moneta stessa di potere liberatorio nella conclusione di una transazione.

Alla criptovaluta (bitcoin o altre con funzioni simili), non vengono riconosciute le stesse prerogative della moneta reale. Secondo gli esperti, il bitcoin finisce per essere volatile in quanto (secondo un’analisi de Il Sole 24 ore), l’offerta finale del numero di bitcoin è definita, ossia il valore varia a seconda degli umori della domanda. La conclusione alla quale si perviene è che in un simile contesto, la ‘criptovaluta’ non si può definire ‘unità di conto’, poiché si comporta come un metro  la cui capacità di misura si dilata o si restringe nel tempo. Pertanto non è un mezzo idoneo virtuoso che può essere usato nella contabilizzazione.

Nel panorama poco edificante delle criptovalute, negli ultimi giorni, troviamo anche paesi europei che mettono le mani  avanti e prendono misure adeguate a difendere i risparmiatori dai rischi di  perdite ingenti, come sta accadendo in Francia e in Germania.

E’ stato infatti  Macron a mettere in discussione il bitcoin, decidendo di portare all’attenzione del G20 questo tema attuale e ormai scottante, sempre con l’obiettivo di tutelare i risparmiatori. Ma non solo. Sempre in Francia è di prossima istituzione un ‘Osservatorio Nazionale sulle Criptovalute’, considerate ormai una potente insidia per la società.

Le Maire, ministro dell’Economia, ha recentemente dichiarato che è in via di definizione la nomina di una Commissione, guidata da Jean Pierre Landau (ex Governatore della Banca di Francia), che avrà la funzione di argine sui rischi derivanti dalle speculazioni nell’ambito delle criptovalute in generale e del bitcoin in particolare. Landau è sempre stato un nemico dichiarato del bitcoin, e non ne ha mai fatto mistero, pare li abbia definiti ‘i tulipani del XXI secolo’, rimando alla speculazione del 2014.

L’avversione sta diventando un tam tam generale, e anche dal versante tedesco della Bundesbank le riserve sono tante. Secondo i vertici della Banca Centrale, sarà inutile lottare all’interno dei propri confini nazionali se non si realizzerà una disciplina di coordinamento giuridico internazionale in grado di ostacolare le speculazioni e tutelare i risparmiatori.

Si annunciano insomma tempi duri per le criptovalute;  le sue ‘regole’ quasi imponderabili sui mercati virtuali, dovranno passare ora attraverso i cingoli delle ferme opposizioni politiche, quasi un morso del cobra per chi fino ad ora ha lucrato in questo ambito. Certamente imprevisto, non in modo così severo, dopo un anno di boom esplosivo, in un mercato in cui vere e proprie regole non ne  esistono, forse anche questa è stata la ragione del successo, basato sull’azzardo e il brivido del rischio.

Quando in questi panorami virtuali s’insinua la disciplina della Legge, si è obbligati a procedere su strade ferrate, non su quelle fissate nei transiti irrazionali, dove c’è spazio per illeciti e trasgressioni.