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Amare Te: il nuovo singolo di Milena Setola

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 Milena Setola dopo “Everybody Loves Somebody” con il singolo “Amare Te”.


L’artista Milena Setola presenta il nuovo singolo “Amare te”, dopo la cover natalizia di enorme successo:

“Un inizio 2018 con la marcia giusta per Milena Setola, artista partenopea di respiro nazionale, dopo l’exploit natalizio di “Everybody Loves Somebody”, originale cover di Dean Martin programmata nelle radio italiane e cliccatissima in rete (migliaia le condivisioni “augurali” sui social). Il nuovo singolo “Amare te”, conferma la vocazione melodica dell’artista, e conferma le sue grandi capacità interpretative”.

Allegato al brano, anche un videoclip, ambientato in scenari del terzo millennio e personaggi medievali, che descrive l’amore di Pignalosa e Di Tella:

“Il videoclip, diretto da Antonio Levita, è un vero e proprio viaggio nel tempo, alternando ambietazioni futuribili tra scuole del terzo millennio e personaggi medievali, dove l’unico comune denominatore è l’amore descritto dalle parole di Luigi Pignalosa e Giuseppe Di Tella”.

 

Fonte: Gigi Rosa Promotion

Napoli, arrestato uomo che truffava gli anziani: la vicenda

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Napoli, arrestato un giovane di 25 anni per truffa ai danni degli anziani: ecco la vicenda

Un ragazzo di 25 anni truffava gli anziani, anche ultra 90enni, è stato identificato e arrestato dai carabinieri. Le sue vittime erano tutte residenti nel quartiere napoletano di Capodimonte. Il giovane 25enne si spacciava  per un nipote spiegando di aver ordinato un articolo tecnologico che sarebbe arrivato per mano di un corriere a cui i nonni avrebbero dovuto pagare il pacco in contanti. Poi si è presentato davanti alla porta delle vittime fingendosi il corriere e ha intascato il contante lasciando nelle mani dei raggirati un amplificatore per antenna tv da pochi euro.

La vicenda è avvenuta il  9 ottobre, come ricostruito dai carabinieri, dove l’uomo aveva truffato una coppia di coniugi di 90 e 87 anni da cui è riuscito a farsi consegnare 1.000 euro e in quell’occasione si è fatto accompagnare da un suo amico 13enne. Ma non è l’unica vicenda successa, un’altra il 30 ottobre dove ha spillato 900 euro a un 96enne. Il ragazzo è stato identificato attraverso delle telecamere presenti nelle abitazioni e nei dintorni.

UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva il classe 2001 Tartaglione!

UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva il classe 2001 Tartaglione!

“Il settore giovanile della Juve Stabia comunica di aver raggiunto un accordo per il tesseramento del centrocampista, classe 2001, Andrea Tartaglione. Il presidente Andrea De Lucia, il responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi, e tutti gli staff accolgono il nuovo colpo con grande gioia”.

Tartaglione è centrocampista da grosse qualità, svincolato a dicembre dal Benevento e tesserato dalla Ternana, arriva a titolo definitivo. Un centrocampista di 190 cm circa che saprà essere di aiuto alla propria squadra, Under 17 di Macone, proprio per le sue qualità.

a cura di Ciro Novellino

Torre Annunziata, open day all’Istituto Superiore “Ernesto Cesaro- Vesuvus”: i particolari

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A Torre Annunziata,  sabato 20 gennaio e sabato 27 gennaio, si terrà l’open day dell’Istituto Superiore “Ernesto Cesaro- Vesuvus”: ecco tutti i dettagli

Nell’ultimo periodo le scuole dei comuni di Castellammare, Torre Annunziata e Pompei, hanno dato vita ad una iniziativa, quella dell’open day, un modo per sostenere i ragazzi, le famiglie ed il territorio nella scelta della scuola superiore. Domani toccherà all’Istituto Superiore “Ernesto Cesaro-Vesevus” di Torre Annunziata, che ha organizzato  sabato 20 gennaio e sabato 27 gennaio, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, la possibilità di far visita alla scuola e di partecipare alle varie iniziative. La Direttrice scolastica Rita Iervolino, ha dichiarato : «Per le famiglie e gli studenti di scuola media la scelta della scuola superiore non è semplice  ma rappresenta un momento cruciale nella vita dei giovani studenti e una decisione che influisce pesantemente sul loro futuro e sulle scelte che seguiranno». 

L’Istituto “Cesaro-Vesevus” è liceo delle scienze umane (opzione economico-sociale), istituto
professionale (odontotecnico, agrario) ed istituto tecnico, con diplomi finiti che permettono
l’inserimento veloce nel mercato del lavoro nei settori delle costruzioni (CAT geometra),
dell’economia, gestione aziendale e marketing, del turismo (AFM ragioneria), chimicobiotecnologico.

L’Istituto “Cesaro” di via Alessandro Volta di Torre Annunziata aprirà le sue porte agli studenti dellescuole medie, alle famiglie ed ai cittadini, che potranno visitare i suoi spazi, aule, laboratori,
attrezzature sportive ed aule specializzate. Il “Cesaro-Vesevus” è dotato di un’ampia sala per le conferenze attrezzata per la videoproiezione, una biblioteca, moderne strutture per lo sport, numerosi laboratori ed aule speciali. E’ dotata di numerosi laboratori, come quello di matematica, informatica, fisica, chimica e anche quello di topografia. La vivibilità degli spazi in cui si studia e si passano molte ore della giornata riveste una importanza
peculiare: tutte le aule del “Cesaro” sono ampie e luminose, molte affacciano sul mare, e sono tutte
dotate di lavagna interattiva multimediale LIM.

«Occhio dunque ai due appuntamenti – conclude la dirigente Rita Iervolino – Sarà un momento di
convivialità e di scambio di buone informazioni».

Serata duetti Sanremo 2018: i cantanti ospiti all’Ariston e la ‘quarta’ conduttrice

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Via con la lista dei cantanti ospiti della serata duetti, spuntano nomi per gli ospiti della serata e Sabrina Impacciatore come possibile quarta conduttrice.

Il 6 febbraio parte ufficialmente la 68° edizione del Festival di Sanremo capitanata da Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore, che sarà affiancato durante tutta la gara dai co-conduttori Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker. Ieri, sono stati resi noti dallo stesso direttore artistico i nomi dei cantanti che affiancheranno i big in gara durante la quarta serata dedicata ai duetti, sostituitasi alla serata solitamente dedicata negli scorsi anni alle cover:

 

Skin con Le Vibrazioni

Alice con Ron

Alessandro Preziosi con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico

Serena Rossi con Renzo Rubino

Giusy Ferreri con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

Michele Bravi con Annalisa

Anna Foglietta con Luca Barbarossa

Daniel Jobim e Ana Carolina con Mario Biondi

Arisa con Giovanni Caccamo

Marco Masini con Red Canzian

Neri per Caso con Elio e le Storie Tese

Ospiti di Sanremo 2018: Ai grandi nomi che affiancano gli artisti in gara, scelti tra una vasta gamma che abbraccia non solo la musica italiana ma anche il cinema, si pensi alle “cinematografiche” esibizioni di Serena Rossi ed Alessandro Preziosi che potranno incuriosire sicuramente il pubblico , Baglioni punta in alto anche con la scelta degli ospiti che si alterneranno con intermezzi musicali, a cui parteciperà lo stesso conduttore, durante le quattro serate: per ora spuntano i nomi di Laura Pausini e Biagio Antonacci .

Indiscrezioni, fanno anche trapelare la notizia che Baglioni potrebbe aggiungere una presentatrice “last minute“, proprio a poche settimane dall’inizio del Festival che affiancherà Favino e la Hunziker: si fan il nome dell’attrice Sabrina Impacciatore, grande amica del collega Favino:

Il team di Claudio Baglioni, direttore o “dittatore” artistico del Festival di Sanremo (il suo cachet è il più alto degli ultimi anni, con un contratto che prevede ospitate post Festival per ammortizzare i costi), sta vagliando l’ipotesi di una nuova figura che possa affiancare Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. La scelta potrebbe cadere su Sabrina Impacciatore, attrice,  nonché collega stimata dello stesso Favino“. (fonte: Pianetadonna.it)

Si esce dall’ infanzia a soli 9-10 anni e l’ adolescenza si espande

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Uno studio su Lancet riscrive le età della vita. Dalla tv allo spettacolo, i limiti sono già spariti Si esce dall’ infanzia a soli 9-10 anni e l’ adolescenza si espande

Adolescenti fino a 24anni: bambini precoci, adulti sempre più tardivi

Dove troveremo il tempo per vivere tutta questa giovinezza? L’adolescenza si espande, nell’esordio e nell’addio: usciamo dall’infanzia a soli 9-10 anni e entriamo nell’età adulta a 24, stando alle ricerche di Susan Sawyer, direttrice del centro per la salute degli adolescenti al Royal Children’s Hospital di Melbourne. Sawyer ha pubblicato uno studio su Lancet Child & Adolescent Health che vela di serietà scientifica quello che in realtà vediamo tutti i giorni: bambini sempre più precoci e adulti sempre più tardivi.

Età puberale già alle elementari

Ci nutriamo meglio e ci curiamo di più così l’età puberale ci raggiunge già alle elementari (nei Paesi più ricchi). E, dall’altra parte, continuiamo a crescere ben oltre i canonici 18-20 anni: la ricerca rileva che il cervello, per esempio, continua il processo di maturazione, è veloce e efficiente. I denti del giudizio spuntano molto dopo. E così quando, a 25 anni circa, lasciamo la casa di mamma e papà siamo «istruiti e competitivi ma poco pratici della vita reale, ben nutriti ma spesso incapaci di friggere un uovo e, soprattutto, ci si sente ancora molto giovani» provoca Gustavo Pietropolli Charmet, psicoterapeuta dell’età evolutiva. Insomma, davvero stiamo costruendo un futuro meno adulto, cioè con i vecchi da una parte (perché facciamo meno figli) e gli adolescenti (più o meno tardivi) dall’altra? Ovviamente no.

I giovani adulti

«In realtà l’adolescenza secondo me finisce sempre verso i diciotto anni: quella che viene dopo è una fase diversa, ancora oscura: quelli che io chiamo i giovani adulti», osserva Charmet. Una sorta di «dèi senza potere»: hanno età vigorosa, salute e smalto ma spesso non hanno né indipendenza economica, né un ruolo chiave nei sistemi sociali. Contraltare: il mondo degli âgé che spende patrimoni per restare giovane. Quello del benessere è uno dei pochi settori immuni o quasi dalle crisi: solo in Italia, nel 2017 palestre e centri estetici sono cresciuti dell’1,8 per cento.

Confini annullati

Il sociologo Pietro Adamo ironizza: «Non è che non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più le stagioni e basta». In breve: siamo abituati a ragionare per categorie come, grossomodo, infanzia, adolescenza e età adulta, ma per lo specialista ormai tra questi universi ci sono scambi osmotici frequenti, tanto da annullarne i confini. Anche simbolici: serie tv come Immaturi o libri di enorme successo come quelli di Volo, Moccia o Bosco, testimoniano questa mobilità generazionale. E ci sono personaggi dello spettacolo che si sono costruiti un successo con una veste di simpatico zio adultescente (come J-Ax, in perfetta coppia con il più giovane Fedez). O Fabio Rovazzi, che non sarà mai visto come un vero adulto.

Siamo bionici senza saperlo

E ancora. «Grazie alla tecnologia, alla medicina e al benessere dei Paesi ricchi, oggi siamo bionici senza saperlo», continua Adamo. «Pensiamo di essere diventati vecchi quando ci accorgiamo di poter fare l’amore come a trent’anni, di lavorare come a quaranta e persino di pensare a una famiglia, visto che la vita si è allungata. La verità è che prima sembravamo più giovani, oggi siamo davvero giovani». Basta guardare la tv: tra i programmi di successo in Rai c’è Ballando con le stelle. È un’ode alla flessuosità acerba ed è condotto da una bella… 64enne come Milly Carlucci. E negli adolescenti precoci? Lo psicanalista Luigi Zoja fa un esempio illuminante: «So di genitori che hanno regalato uno smartphone a un bambino di nove anni. Che vi ha visto immagini pornografiche. Ebbene, mamma e papà hanno speso i soldi per un analista ma non gli hanno tolto il cellulare. Io penso che la vera adolescenza coincida con il primo smartphone, ma non tutti i genitori l’hanno capito». In definitiva: siamo sicuri che il mondo sia pronto a una giovinezza senza confini?

rscorranese@corriere.it

vivicentro.it/
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corrieredellasera/Adolescenti fino a 24anni: bambini precoci, adulti sempre più tardivi (Roberta Scorranese)

Torre Annunziata, sette arresti per traffico di droga: la vicenda

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Torre Annunziata, sono avvenuti sette arresti per traffico di droga, proveniente dall’Olanda e smistati nelle varie province di Napoli

Sono stati eseguiti dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli sette arresti per traffico di droga. I provvedimenti , emessi dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA partenopea, riguardano i componenti di una organizzazione criminale con agganci all’estero ed attiva sul territorio dell’hinterland vesuviano, facente riferimento al clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata.

L’indagine è partita dal GICO (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza e ha consentito di raccogliere gravi indizi a carico del clan che si approvvigionava di droga dall’Olanda e riforniva le piazze di spaccio di Secondigliano, dell’area torrese nonché quelle dislocate sul territorio pugliese. Per gli investigatori, il ruolo centrale nell’organizzazione era ricoperto da N. S., detto il chiattone, che curava gli scambi e le impostazioni  prevalentemente di cocaina e hashish. Implicati anche  il cognato G.C. e il nipote R. C. ma anche A. C., D. N., F. N., G. R. P.

Le indagini hanno riportato il modus operando dei malviventi che consisteva nell’ attento uso di dispositivi “protetti”. I sodali, gli spacciatori ed i fornitori, infatti, comunicavano telefonicamente ricorrendo ad apparecchi criptati di ultima generazione.Il braccio destro di S., di fatto, sarebbe A. C. il quale essendo in possesso di una società di noleggio, che è stata preventivamente messa sotto sequestro, con sede a S. Giuseppe Vesuviano, disponeva dei mezzi per il traffico della droga.

 

Napoli, multe ai parcheggiatori: 19 milioni che nessuno ha pagato

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Napoli, ecco le beffe delle multe dei parcheggiatori: 19 milioni che nessuno ha pagato

Nuova beffa dei parcheggiatori abusivi: solo negli ultimi tre anni i parcheggiatori abusivi di Napoli hanno ricevuto 26.370 multe, ognuna da 726 euro. Ovviamente nessuna di quelle contravvenzioni è stata pagata perché, ufficialmente, gli abusivi risultano nullatenenti: questo significa che dal 2015 ad oggi è stato accumulato un debito con il comune di Napoli che supera i 19 milioni di euro. Questo ovviamente non è un problema che riguarda solo il Comune, ma anche i cittadini di Napoli, dal momento che questi soldi potevano essere usati per favorire infrastrutture ed altro all’interno della città.
Invece quella valanga di soldi non è uscita dalle tasche degli abusivi e non è finita nel bilancio del Comune, ma contribuirà a renderlo ancora più ingestibile. Anche perché questi soldi, dopo un lasso di tempo non breve, verranno prima etichettati come «difficilmente esigibili», e poi saranno direttamente cancellati.
E’ quindi giusto sapere che nel momento in cui diamo la moneta al parcheggiatore abusivo, stiamo non solo finanziando la malavita e le organizzazioni criminali, ma stiamo pure togliendo soldi al comune, che poi inesorabilmente vengono tolti a noi contribuenti.

Insulti e inni: neofascisti in fuga sui social russi

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Inni antisemiti, svastiche e foto di coltelli. I neofascisti eplusi da Twitter, Facebook o Google traslocano su piattaforme russe: “Qui si possono minacciare i politici senza conseguenze”. Come scrive Michele Valensise “per contrastare l’odio sul web bisogna seguire l’esempio tedesco. In Germania, in base a una nuova legge, i social media sono tenuti a cancellare contenuti illegali o perseguibili”.

Così i neofascisti italiani traslocano sui social russi

Immagini di Mussolini, inni antisemiti e pugnali con le svastiche: gli estremisti espulsi da Facebook fuggono su piattaforme estere

ROMA – Minacce di morte. Insulti razzisti, pesanti e irripetibili. E poi un fiume di materiale negazionista, apertamente antisemita. Foto di coltelli, passamontagna e richiami di guerra. È la rete dell’ultradestra, con social pronti ad accogliere tutti i «patrioti» espulsi da Twitter, Facebook o Google. Oppure a dare spazio ai messaggi più imbarazzanti delle organizzazioni politiche neoafasciste, come CasaPound, pronte a cercare consenso nelle urne. Parole e manifesti che è meglio non mostrare sui canali social più noti, pena la chiusura degli account.

Lo spazio alternativo più noto è diffuso si chiama Vkontakte ed è gestito da San Pietroburgo. Considerato oggi il social network più usato in Ucraina e in Russia, è stato fondato nel 2006 da Pavel Durov, dal 2014 il network appartiene a una serie di imprese riconducibili a uomini vicinissimi a Putin, tra i quali Alisher Usmanov, il multimilionario russo proprietario dell’Arsenal. CasaPound, con i suoi 2288 follower, è sicuramente tra le organizzazioni politiche italiane più presenti. Con una curiosità, che però rivela molto: la stragrande maggioranza dei post sono scritti in ucraino e sostengono apertamente la fazione nazionalista. La galleria delle immagini pubblicate negli ultimi tre anni richiama soprattutto lo scenario ucraino e la minoranza serba in Kosovo, diventando una sorta di vetrina geopolitica. Tantissimi gli aperti riferimenti al fascismo, senza nessun timore di censure. Braccia alzate, pugnali con la firma Mussolini, fasci littori e la solita paccottiglia nostalgica del Ventennio. Il disegno di un ultras della Lazio, con in mano un pugnale e la scritta «Arremba sempre», titolo di una canzone degli ZetaZeroAlfa, è l’immagine visibile del contatto con il mondo delle tifoserie. E per essere ancora più chiari, tre coltelli incrociati, con il commento «assicurazione sulla vita».

Su Vk i gruppi antisemiti trovano facilmente spazio, senza tanti problemi. La community «Revisionismo storico», nonostante i pochi iscritti (sessantanove, quasi tutti italiani), pubblica da diversi mesi post e immagini per negare l’esistenza dell’Olocausto. Attività che diventa quasi frenetica a ridosso della giornata della memoria del 27 gennaio. L’iconografia utilizzata è la stessa che è possibile trovare sul sito neonazista Usa «Stormfront», colpito negli anni passati da due inchieste della magistratura romana.

Meno conosciuta è la rete gestita da una società Usa, Gab.ai. È nata nel 2016 ed è pensata come una comunità del movimento radicale alt-right statunitense. Il logo è il «meme» (immagine virale usata in rete) «Pep the frog», la rana simbolo dell’estrema destra a livello internazionale. Qui trova ospitalità chi è stato cacciato dai network più conosciuti. L’account italiano «Celeste Bazzoli» – creato un paio di settimane fa – è riferibile a un omonimo utente di Twitter cancellato lo scorso dicembre dopo alcuni post violenti: «I coglionazzi di Twitter mi hanno bloccato e mi hanno rubato 2300 follower», commenta. Poco prima su Gab aveva pubblicato un messaggio di aperte minacce nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini, allargato per l’occasione a quasi tutto l’arco costituzionale: «Boldrini, Kienge, Chaouki, Karaboue, Alfano, Renzi, Boschi, Bindi, Fiano, Grasso. Hanno devastato la nostra patria! La sentenza è già stata emessa, vanno giustiziati». Molti gli utenti italiani bloccati su Twitter per post razzisti, violenti o offensivi, passati al network dell’alt-right: «Benvenuto Kirios, qui si può tranquillamente dire che la Boldrini è una sguattera di Soros e nessuno ti rompe le …», scrive l’utente Autari König. Gab è anche utilizzato per scambiarsi informazioni su come evitare problemi con altri social: «Se ti interessa ho trovato un modo per rientrare su Twitter N volte anche se ti sospendono in continuazione», scrive un altro utente italiano, The Jocker.

Gab è soprattutto la piattaforma di riferimento delle principali organizzazioni della destra radicale anglosassone. Su questo social network ha trasferito il proprio account Jayda Fransen, l’autrice inglese dei video islamofobi rilanciati da Donald Trump lo scorso dicembre, suscitando la forte irritazione del governo May. Twitter, dopo quei post, aveva chiuso le bacheche di Fransen e del partito Britain First, ritenuti canali di diffusione delle campagne di odio nei confronti di rifugiati e migranti. Oltre alla Fransen è presente sul social dell’alt-right anche Nick Griffin, vice presidente di Alliance for Peace & Freedom, il partito europeo di estrema destra fondato e diretto da Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. Griffin su Gab parla senza grandi problemi di «genocidio bianco», diffondendo le tesi complottiste della sostituzione etnica.

Più sofisticato e complesso è il progetto dell’organizzazione della destra europea «Generazione Identitaria», presente in Italia, Francia, Austria, Germania e Gran Bretagna. Si chiama «Patriot Peer» e una applicazione dedicata ai «patrioti». Ha una funzione di radar sociale, che permette di riconoscere e incontrare altri aderenti all’organizzazione, scansionando un codice. Ha un’agenda di eventi – dalle «azioni dirette» ai volantinaggi – che permette di acquisire punti e accedere a funzioni riservate della app. Il progetto è ancora in fase di sviluppo ma promette la massima riservatezza e server sicuri per tutti i militanti. Un network nero e riservato.

vivicentro.it/POLITICA
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lastampa/Così i neofascisti italiani traslocano sui social russi – ANDREA PALLADINO

Napoli, Cardarelli arriva il “Marcatempo”: controlli delle presenze in corsia

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All’ospedale Cardarelli di Napoli, arriva il Marcatempo, contro i furbetti del cartellino

Al Cardarelli di Napoli si è dato il via ai controlli delle presenza in corsia. Sono stati montati nei giorni scorsi in tutto l’ospedale i nuovi marcatempo a impronte digitali. L’obiettivo è controllare e sbarrare il passo ad abusi o comportamenti illeciti nell’organizzazione dei turni del personale. Il Manager Ciro Verdoliva spiega: «Dalla prossima settimana inizierà il lavoro di allestimento dei server informatici centralizzati e il rifacimento di tutti i cartellini personali. Quindi si procederà con la fase di raccolta delle impronte digitali per poi partire con i collaudi. Dagli inizi di marzo saremo pronti con il nuovo sistema che manderà definitivamente in soffitta la tradizionale strisciata con l’attuale badge magnetico».

L’istruttoria per giungere all’allestimento dei nuovi marcatempo al Cardarelli è durata circa un anno. Si può dire che è cominciata una nuova epoca per i furbetti del cartellino, che come sappiamo e come è avvenuto altre volte, spesso marcavano il loro bage lavorativo e poi tutt’altro facevano che lavorare, li si poteva trovare al bar o a fare la spesa nel supermercato vicino al posto di lavoro. Ora non solo si potranno controllare le entrate e le uscite, ma soprattutto i turni, dando la possibilità a tutti di ruotare in maniera corretta.

Napoli, panico sulla tangenziale: auto in fiamme sotto la galleria

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Napoli, panico in tangenziale: auto in fiamme sotto la galleria, il traffico va in tilt

Napoli, panico e paura sulla Tangenziale dove, questa mattina, un’autovettura ha preso fuoco mentre percorreva la galleria ‘Vomero’, verso la direzione Capodichino. L’incidente è avvenuto intorno alle 8 del mattino sulla carreggiata trafficata dove gli automobilisti hanno cominciato a fermarsi e scappare via.
Sono stati attimi di vera e propria paura, dove le auto hanno iniziato ad incolonnarsi mentre il fumo della vettura carbonizzata invadeva tutta la galleria. Fortunatamente i Vigili del fuoco sono intervenuti repentinamente insieme al personale specializzato della tangenziale di Napoli.

Per fortuna non ci sono stati feriti e l’auto bruciata è stata messa subito in sicurezza. Il traffico è andato in tilt, ed il blocco si è avuto per almeno mezz’ora con l’interdizione della galleria Vomero. Passato il tempo necessario il flusso del traffico ha ripreso regolarmente. Da accertare ancora le cause della combustione dell’auto.

Napoli, uomo trovato morto in via Acton: si da il via alle indagini

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Napoli, è stato trovato il corpo di un uomo morto, questa mattina in via Acton: si da il via alle indagini

Ennesimo giallo a Napoli. E’ stato ritrovato ai giardini Molosiglio, in via Acton, il corpo di una persona di sesso maschile. Dai primi accertamenti l’uomo risulta morto per cause naturali. E’ stato anche riconosciuto: era un senza tetto che spesso bazzicava nei giardini per trovare rifugio durante la notte.  Sul posto gli uomini della polizia di Stato, commissariato San Ferdinando, che sono al lavoro per risalire all’identità dell’uomo che non aveva documenti. Purtroppo non è il primo clochard trovato morto a Napoli e nelle sue province negli ultimi tempi. L’allarme senza tetto si sta facendo sempre più insistente, spesso queste persone vengono trovate morte per il freddo, altre volte per malnutrizione oppure per coma etilico. Non tutti hanno deciso di condurre questa vita, molti sono stati costretti dalla vita, altri l’anno trovata come unica soluzione. Le condizioni in cui vertono per strada sono massacranti e le istituzioni sembrano tardare a fare qualcosa. Si spera che dopo questo ennesimo caso, ci si dia da fare per aiutare queste povere persone.

Padoan teme un governo di demolitori ed antieuropeo

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Il candidato Pier Carlo Padoan non è ancora in campagna elettorale, ma si sta preparando. Non vuole fare previsioni sul dopo voto, se auspichi o meno una grande coalizione. Ma spiega che la battaglia è fra “demolitori e costruttori”. E aggiunge: “Temo un governo antieuropeo, finiremmo nel baratro. Senza stabilità subiremo le riforme decise da Francia”.

Padoan: “Costruttori e demolitori, questa è la vera battaglia”

Il ministro disegna lo scenario per il dopo elezioni: serve stabilità. Con un governo antieuropeo subiremmo le decisioni di Francia e Germania

ROMA – Il candidato Pier Carlo Padoan non è ancora in campagna elettorale, ma si sta preparando. Per il momento l’unica iniziativa cui ha partecipato è in una sezione Pd dell’Esquilino, fra bandiere del Pci e dell’Unione Sovietica, invitato dagli iscritti. E’ nell’ufficio di via XX settembre, sta organizzando appunti al computer. Alza la testa, si schermisce: «Mi saranno utili in futuro». Non vuole fare previsioni sul dopo voto, se auspichi o meno una grande coalizione. Per lui la battaglia è fra “demolitori e costruttori”. Chi ha orecchie per intendere, intenda. In ogni caso quello che tratteggia sembra il programma di massima per avere una larga base parlamentare.

Ministro, dopo quattro anni a quella scrivania ha dalla sua risultati non disprezzabili. Ci si è seduto la prima volta con l’economia ancora in recessione, la lascia con un discreto segno più. Se si esclude la Gran Bretagna in Europa siamo però ancora il Paese che cresce meno di tutti. Avete creato più di un milione di posti di lavoro, ma il 58 per cento sono a tempo determinato. Che fare per ottenere di più?  

«Una delle leve più importanti è quella degli investimenti pubblici. Però richiede che tra la fase di programmazione e quella di realizzazione ci sia una macchina pubblica che funziona. Spesso ci si lamenta del fatto che l’Europa non ci fa spendere soldi, eppure non passa mese senza che mi si faccia notare il ritardo nell’utilizzare le risorse».

Quanto di quell’inefficienza pesa sulla crescita?  

«Sono convinto che se fossimo capaci di spendere le risorse disponibili nel bilancio fino all’ultimo euro cresceremmo già oggi almeno del due per cento».

Ci dica una priorità per la prossima legislatura. 

«Penso alle cose che bisogna cominciare a fare per ottenere risultati nel lungo termine. In questi anni abbiamo dovuto affrontare un’emergenza dietro l’altra: la recessione, l’aumento del debito pubblico, le banche. Abbiamo riparato la macchina, l’abbiamo rimessa in carreggiata. Adesso serve una fase due, quella della programmazione lungimirante. Per una crescita sostenibile serve un tempo paziente».

In concreto?  

«Significa che dobbiamo investire sul capitale umano sottoutilizzato: lavorare sull’educazione e la formazione. E dobbiamo mettere le donne in condizioni di contribuire alla crescita. In questi anni giovani e donne sono rimasti indietro. Ci siamo persi il loro contributo».

Insisto: in concreto?  

«Nell’immediato si possono introdurre vantaggi fiscali per le famiglie e promuovere l’occupazione femminile. Ma per essere efficaci nel lungo termine dobbiamo migliorare i servizi alla famiglia, dal sostegno ai “care giver” – ovvero a chi si occupa di bambini, anziani o disabili in casa – agli asili nido. Sono questi servizi, questa rete che libera il tempo delle donne e le mette in condizione di contribuire allo sviluppo».

Sono sempre di più le imprese che spostano le produzioni in parti d’Europa in cui la manodopera costa meno. Non occorre insistere per abbattere il costo del lavoro?  

«La concorrenza al ribasso dei salari non è una battaglia che possiamo giocare. Il costo del lavoro lo abbiamo già abbassato: dia un’occhiata agli ultimi dati sull’Irap, vi si può leggere chiaramente l’effetto della cancellazione del cuneo fiscale presente in quell’imposta fino al 2014. E gli 80 euro hanno aumentato il netto in busta paga per i lavoratori».

Evidentemente non basta. O no?  

«E infatti dobbiamo insistere. Ma se in un Paese europeo ci sono operai disposti a farsi pagare un terzo di quelli italiani per la stessa mansione non c’è molto da fare. La partita che dobbiamo giocare e vincere è quella dell’innovazione, sui prodotti a valore aggiunto. Più scommettiamo sulla formazione e su Impresa 4.0, più avremo imprese competitive e lavoratori ben pagati».

Introdurre una flat tax non potrebbe dare uno shock all’economia come accaduto in alcuni Paese dell’ex est europeo? 

«A parole è semplice. La proposta più seria tra le mille che sento l’hanno elaborata Nicola Rossi e l’Istituto Bruno Leoni, ma contiene l’aumento dell’IVA al 25 per cento su tutti i prodotti: dubito che raccoglierebbe molti consensi. Ho sentito dire da Berlusconi che nella sua proposta le tre detrazioni principali per figli, interessi sui mutui e lavoro dipendente resterebbero. Dunque come la si finanzierebbe? Non basterebbe la cancellazione di tutte le altre agevolazioni fiscali».

Non si potrebbe chiedere più flessibilità all’Europa? Di fatto lo chiedono tutti i grandi partiti, Pd compreso.  

«Si dice flessibilità, si legge debito. Sento le stesse persone dire che bisogna tagliare il debito e poi che bisogna aumentare il deficit. Ma il deficit si trasforma in debito».

Eppure lei ha negoziato proprio su questo con le istituzioni europee, e di flessibilità ne ha ottenuta.  

«L’abbiamo ottenuta proprio perché abbiamo trovato uno spazio dentro le regole. Se tu rispetti le regole, anche quelle che non ti piacciono, vieni rispettato dagli altri e allora puoi provare a cambiarle. Altrimenti vieni emarginato. Nelle istituzioni europee si decide a maggioranza ed è inutile alzare la voce se gli altri non si fidano. Poiché abbiamo riconquistato credibilità, penso dovremmo spenderla per ottenere che la spesa per investimenti non venga calcolata ai fini del rispetto del trattato di Maastricht. Il deficit per spesa corrente si trasforma in debito nel presente e nel futuro, quello per investimenti aumenta il potenziale e si trasforma in ricchezza. Un governo stabile e con una strategia di lungo periodo potrebbe ottenere questo risultato».

A giudicare dai sondaggi sembra difficile che esca dalle urne un vincitore in grado di garantire stabilità. Potrebbe essere un governo di larghe intese a farlo?  

«Guardi, in campo vedo tre posizioni. Quella dei demolitori, che vogliono abolire quanto fatto in questi anni senza alcuna proposta. Poi c’è la bacchetta magica, agitata da chi promette di fare sparire in un colpo solo problemi accumulati in vent’anni. E poi ci siamo noi, che in quattro anni abbiamo trainato il paese fuori dalle secche delle crisi. Abbiamo tracciato una strada per il futuro. La partita è costruttori contro demolitori».

Condivide i timori dell’Europa su una vittoria delle ragioni populiste?  

«Ciò che dobbiamo temere soprattutto è un governo debole che non sia in grado di dire la sua ai tavoli che contano. Ora che la Germania si avvia ad avere finalmente un governo con una maggioranza parlamentare il rischio è che si accordi con la Francia per una riforma delle istituzioni europee passando sopra la nostra testa».

Che tipo di riforme teme?  

«Penso a misure che potrebbero avere conseguenze ben più pesanti del fiscal compact o del bail-in. Per esempio l’idea di imporre un tetto al possesso di titoli di Stato alle banche. Davanti a un governo incapace di promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo le istituzioni europee finirebbero con l’adottare regole sempre più rigide. Un governo antieuropeo a quel punto avrebbe buon gioco a dire “ce ne andiamo” e davanti al noi si aprirebbe un baratro».

La grande coalizione in Germania è una buona notizia per l’Italia?

«Avremo un interlocutore capace di comprendere le ragioni italiane. Mi sembra un’ottima notizia se sapremo sfruttarla».

Lei dove si candida? 

«Dove può essere utile il mio contributo. Se ne sta parlando in queste ore».

È stata una decisione sua o è stato Matteo Renzi a chiederglielo?  

«Penso che in questi anni sia stato fatto un lavoro importante. Ho deciso di impegnarmi perché non vada disperso, perché si continui nel solco tracciato. Ne abbiamo parlato insieme e abbiamo deciso che la candidatura avrebbe dato un contributo utile».

Twitter@alexbarbera

vivicentro.it/OPINIONIECONOMIA
vivicentro/Padoan teme un governo antieuropeo
lastampa/Padoan: “Costruttori e demolitori, questa è la vera battaglia” ALESSANDRO BARBERA

Festival di Sanremo, le prime pagelle delle canzoni: Avitabile e Servillo i migliori

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Festival di Sanremo, ecco le prime pagelle delle canzoni, che vedono trionfare già Avitabile e Servillo

Come ogni anno, si sta avvicinando la data fatidica in cui verrà trasmesso il Festival di Sanremo, previsto quest’anno per il 6 febbraio. Si sa che il Festival della musica italiana porta con se, già dai primi giorni del mese di gennaio, grande fermento. Molti i programmi tv che dedicano dei veri e propri special al Festival, ripercorrendone le tappe. Quest’anno è stato scelto un direttore artistico d’eccezione, il grande Claudio Baglioni, ma non sono mancate le critiche. Accusato di aver preferito un’edizione basata sul «oldies but goldies» il divo Claudio punta su melodie e lenti d’altri tempi.  Il «dittatore artistico», intanto, riconosce che «un po’ di rap ci sarebbe dovuto essere, ma forse il tempo a disposizione non mi è bastato a convincere i big del nostro hip hop, loro hanno lo stesso pregiudizio verso Sanremo che ebbe la generazione dei cantatutori. Peccato, avrei voluto convincerli che l’importantissima kermesse televisiva può diventare una Mostra della canzone».

Ecco le pagelle delle canzoni:

Annalisa: «Il mondo prima di te»
Voto 4. La Scarrone cambia stile, ma poi rimane prigioniera della rincorsa della radiofonicità canaglia. Nel venerdì dei duetti le darà una mano Michele Bravi. Voto: 4

Enzo Avitabile e Peppe Servillo: «Il coraggio di ogni giorno»
Voto 8. Una canzone che si fa testimone e portavoce di una realtà contemporanea; un sax che si fa preghiera laica, ma nemmeno troppo.

Luca Barbarossa: «Passame er sale»
Voto 7. Canzone semplice, ma audace. Un grande ritorno per il cantante.

Mario Biondi: «Rivederti»
Voto 7 e mezzo. Gli archi come li usava Nelson Riddle per Sinatra, l’andamento lento ma elegante di Bruno Martino. Mario Biondi canta in italiano questa volta: non sarà originale, anzi a tratti sfiora il plagio, ma il pezzo è elegantissimo.
Giovanni Caccamo: «Eterno»
Voto 4. Un po’ sforzata sia l’esibizione, sia il testo della canzone che la sua presenza al Festival.

Red Canzian: «Ognuno ha il suo racconto»
Voto 5. Pop rock si sarebbe detto al tempo dei Pooh, oggi qualcuno lo scambierà per rock, ma è l’innocuo racconto di un «sopravvisuto» che si sente investito del ruolo di «testimone del tempo», solo che il tempo non lo sa e si svela altrove.

Decibel: «Lettera dal duca»
Voto 7. Testo molto più hippy che bowiano, a cui crede di ispirarsi.

Diodato-Roy Paci: «Adesso»
Voto 4 e mezzo. Del picciotto siculo c’è solo la tromba, il protagonista canoro e autorale è uno solo, alle prese con il disagio dei giovani che sognano un mondo meno cellulardipendente, meno tossicoditastiera.

Elio e le Storie Tese: «Arrivedorci»
Voto 7. Torna una grande band che siamo sicuri riusciranno a lanciare un messaggio serio con la loro canzone facendo divertire il pubblico.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli: «Il segreto del tempo»
Voto 5. Come Canzian, giocano con il mito della loro eternità, autoclonando il Pooh style più classico.

Max Gazzè: «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno»
Voto 7 e mezzo. Una favola popolare pugliese, la spiaggia di Vieste, lei bellissima, lui spavaldo pescatore, le sirene gelose.

The Kolors: «Frida»
Voto 4. Stash accetta la sfida dell’italiano e guarda alle piccole fans.

Ermal Meta e Fabrizio Moro: «Non mi avete fatto niente»
Voto 5. Un grande duo per questo festival, forse troppo da digerire.  Il ritmo è sostenuto, ambirebbe a una propulsione alla Manu Chao.

Noemi: «Non smettere mai di cercarmi»
Voto 4. Peccato, perché lei è una signora interprete, e, a tratti, si sente persino in questo nonpezzo. Peccato davvero.

Ron: «Almeno pensami»
Voto 8. Un grande ritorno: se non sapessimo che si tratta di un inedito di Dalla avremmo parlato di un pezzo dalliano al cento per cento, intonato con devozione dall’amico di una vita.

Renzo Rubino: «Custodire»
Voto 4 e mezzo. Ben arrangiata, ma poco canzone, in attesa del contributo della scugnizza Serena Rossi, coprotagonista nella giornata dei duetti.

Lo Stato Sociale: «Una vita in vacanza»
Voto 7.  Canzone sul dilemma esistenziale: «Vivere per lavorare o lavorare per vivere»? Si può dare di più, certo, ma anche di meno, e almeno fanno ballicchiare tra i violini dell’Occidentali’s karma al tramonto.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico
Voto 7. Un terzetto con i fiocchi: i due coautori (a cui nella serata del venerdì si aggiungerà Alessandro Preziosi) fanno da testimonial alla prova d’autore di nostra signora della canzone, alle prese, finalmente, con una canzone adatta alla sua età e al suo carisma.

Le Vibrazioni: «Così sbagliato»
Voto 6. La band ritrovata ritrova anche il sound (occhio al Chiaravalli’s touch), forse persino la canzone, with a little help from Skin: la pantera nera degli Skunk Anansie è pronta a pigiare sul pedale del rock nella versione reloaded della semifinale.

Nina Zilli: «Senza appartenere»
Voto 4. Un po delusi da Nina la cui canzone non decolla, probabilmente è poco strutturata.

Giaccherini pronto a lasciare il Napoli: questa la sua nuova destinazione

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Giaccherini pronto a lasciare il Napoli a titolo definitivo, dopo sole cinque presenze tra Serie A e Coppa Italia

L’esterno azzurro Emanuele Giaccherini sta per lasciare definitivamente il Napoli. Il calciatore vorrebbe più spazio e avrebbe scelto una nuova destinazione: dopo sole 5 presenze, di cui 4 subentrando in Serie A e una da titolare in Coppa Italia, Giaccherini ha detto sì al Chievo Verona.

A riportare la scelta di Giaccherini è l’edizione di oggi del quotidiano Corriere della Sera di Verona secondo cui il giocatore vorrebbe ripartire dal 4-3-1-2 di Rolando Maran per rilanciarsi e, cogliendo l’occasione dell’assenza dell’infortunato Lucas Castro, arriverebbe per fare la mezz’ala, ma potrebbe giocare anche nel ruolo di seconda punta. Queste le ultime da Verona:

“Firmerebbe, il centrocampista toscano, anche domani. Idem, con lui, il Chievo. Ma la palla, dopo gli ulteriori sviluppi positivi di ieri tra il giocatore e il club della Diga, passa al Napoli. La pista che si batte, per arrivare all’accordo col club azzurro, è quella di un prestito, magari con diritto di riscatto. Ma il Napoli dovrebbe fare un passo verso il Chievo perché l’ingaggio di Giaccherini, circa 2 milioni di euro, è totalmente fuori budget, in ottica gialloblù. I buoni rapporti tra i due ds, di qua Giancarlo Romairone e di là Cristiano Giuntoli, sono storia nota. Ovvio che non bastino, però. Tra il Napoli e Giaccherini, praticamente mai entrato nelle rotazioni di Sarri, ormai c’è il consenso reciproco per lasciarsi. Tuttavia il Napoli non può certo regalarlo, Giak. Per trovare l’accordo c’è tempo fino alle ore 23 di mercoledì 31 gennaio, dunque altri dodici giorni. E l’impressione è che la trattativa potrebbe sbloccarsi, se si sbloccherà, giusto in extremis”.

Oggi avvenne: un gol di Alemao in Genoa-Napoli 3-4 del 1992

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Nel giorno 19 gennaio 1992, Alemao segnò nel match Genoa-Napoli, terminato con la vittoria degli azzurri 3-4

Il giorno 19 gennaio il Napoli ha giocato dodici partite, dieci in serie A, una in serie B ed una in coppa Italia, ottenendo quattro vittorie e cinque pareggi, con tre sconfitte.

Ricordiamo il 4-3 a Marassi al Genoa nella diciassettesima giornata della serie A-1991/92

Questa è la formazione schierata da Claudio Ranieri:

Galli; Ferrara, Francini; Crippa, Alemao, Blanc; Corradini, De Napoli, Careca, Zola, Silenzi

I gol: 14′ Zola, 29′ Silenzi, 30′ Skuhravy, 40′ Careca, 58′ Skuhravy, 84′ Alemao, 90′ Skuhravy

Dopo sedici giornate il Napoli era terzo in classifica a sei lunghezze dal Milan ed a tre dalla Juventus.  Gli azzurri chiusero il campionato al quarto posto alle spalle anche del Torino.

Uno dei quattro gol di Marassi porta la firma di Riccardo Alemao, Il centrocampista brasiliano vanta 14 gol nelle sue 134 presenze in maglia azzurra: 9 nelle 93 di serie A, 2 nelle 23 di coppa Italia e 3 nelle 17 partite in Europa. Ha giocato anche la supercoppa italiana del 1990.

Balotelli al Napoli? SuperMario non ha mai nascosto la simpatia per l’azzurro, tutto è possibile

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Balotelli al Napoli? Uno scenario da non escludere

Mario Balotelli in estate lascerà il Nizza e la priorità del calciatore è di rimanere in Europa. La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna si domanda se merita la chance di tornare nel nostro campionato:

Sullo sfondo resta sempre Mino Raiola che, con il cugino Enzo, non fa mancare le sue attenzioni dalla vicina Montecarlo, mentre l’avvocato Vittorio Rigo resta il suo prezioso legale: in estate lascerà Nizza: può liberarsi gratis. Se nel 2016 Balo ha glissato sulle offerte di Palermo e Chievo, ora potrebbe aspirare anche ad un progetto più ambizioso. L’idea di restare in Europa è prioritaria, ma l’ipotesi più attraente è quella di tornare in Serie A. Nei suoi pensieri il Milan c’è sempre. Non ha mai nascosto la sua simpatia per Napoli, anche se De Laurentiis sinora è stato cauto sul tema. E poi? Tutto è possibile, a patto che Mario...”

Napoli, minacciava le sue vittime con una siringa per droga: arrestato

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Napoli, un uomo rapinava le sue vittime, minacciandole con una siringa per droga: è stato preso

Non c’è tregua a Napoli e nei suoi  comuni limitrofi. Ad allertare le autorità questa volta è un episodio che vedeva come protagonista un uomo e le sue vittime: questo metteva a segno i colpi servendosi di un taglierino e una siringa per droga. Nelle ultime due settimane sono state fatte cinque rapine in  a danno di donne sole. I carabinieri della stazione di Saviano lo hanno arrestato stamani in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Nola; si tratta di F. G. 38enne del posto. E’ stato identificato, a seguito di indagini condotte dai militari in cui è stato riscontrato che la tecnica usata per mettere a segno la rapina è sempre la stessa,  nel primo pomeriggio individuava le vittime donne sole in svariati posti del centro. Tra le donne colpite anche una minorenne che è stata rapinava mentre aspettava il treno alla stazione della Circumvesuviana. Il modus operandi era il medesimo:  il rapinatore minacciava le sue vittime armato di coltello ed una siringa.

Morais: una scommessa del DS Giuntoli e di Pompilio

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L’acquisto di Morais da parte del Napoli potrebbe rientrare anche a strategie di mercato future

I tifosi azzurri hanno sfogato ieri un po’ di rabbia sui social in seguito all’acquisto da parte del Napoli del centravanti brasiliano classe ‘95 Carlos Vinicius Alves Morais che milita nella Serie B portoghese con il Real Sport Clube. Una scommessa del DS Giuntoli e del suo braccio destro Pompilio, come riportato dall’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport:

La società di De Laurentiis ha intenzione di allargare il suo parco tesserati perché dal vivaio rientreranno in prima squadra al massimo un paio di elementi (Roberto Insigne e Luperto) e dunque c’è l’idea di controllare un po’ di calciatori per poterli scambiare o fare plusvalenze. Morais, 190 centimetri di altezza, un buon sinistro e bravo nel gioco spalle alla porta, resterà nella sua attuale società, poi in estate si vedrà“.

Atalanta, il presidente Percassi: “Contro il Napoli ne verrà fuori una grande partita”

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Le parole del presidente dell’Atalanta Antonio Percassi sulla sfida di domenica contro il Napoli

Si avvicina la ripresa del Campionato della Serie A, con il Napoli che domenica nel lunch match affronta l’Atalanta in trasferta a Bergamo allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Il presidente dei nerazzurri Antonio Percassi è stato i Intervistato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, queste le sue parole sulla sfida di domenica:

Si affrontano le due squadre che giocano il miglior calcio: bravo anche Sarri. Certo che fermare quei tre piccoletti là davanti, Mertens, Insigne e Callejon sarà dura. Sono convinto che ne verrà fuori una grande partita”. Chi vince lo scudetto? “Da Juve e Napoli non si scappa“.