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Napoli, allarme barelle all’ospedale Loreto Mare: spunta la soluzione “fai da te”

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Napoli, mancano le barelle e si ricorre a soluzioni ‘fai da te’.  E’ il caso che si è verificato all’ospedale Loreto Mare dove, in mancanza di lettighe per gli ammalati nel pronto soccorso, è stata impiegata una barella malfunzionante, riciclata dai sanitari pur di garantire una postazione ai pazienti

Questo è questo che accade al Loreto Mare di Napoli, dove  per evitare di far accomodare gli assistiti su sedie o altre postazioni di fortuna, questa mattina è comparsa nelle aree mediche dove vengono prestati i primi soccorsi, una barella con il bidoncino per i rifiuti speciali utilizzato per tenere dritto lo schienale malfunzionante.

Questo è stato un mese pesante per il Loreto Mare, che ha dubito subire numerose emergenze per la mancanza di barelle, soprattutto all’interno del pronto soccorso. Non è la prima volta che si ricorre a soluzioni d’emergenza tra le mura ospedaliere dove il grande afflusso di pazienti si scontra con l’insufficiente numero di barelle spesso in dotazione ai pronto soccorso cittadini. In realtà, nel presidio di via Vespucci, circa un anno fa, l’ex dirigente del nosocomio aveva dotato il presidio di nuove barelle che però dopo pochi mesi di utilizzo, cominciarono a rompersi, risultando inadeguate e molte furono interdette all’uso.

Questa crisi è cominciata proprio durante la fase del picco influenzale, dove circa 20 giorni fa, è stato  disposto l’arrivo di 20 nuove barelle per il Loreto Mare, ma anche c’è da dire che nel pronto soccorso si possono impegare barelle e letti dei reparti che ora sono stati in virtù dei trasferimenti di alcune specialistiche, quali neuroradiologia e neurochirurgia. Possiamo dire che si sta cercando di risolvere la situazione nel miglior modo possibile.

METEO: maltempo e neve tra poco a Torino. Lunedì bianco in Piemonte

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Lunedì bianco in Piemonte, poi vortice ciclonico, neve a ripetizione

Una perturbazione atlantica giungerà sulle nostre regioni a partire da ovest nel corso della giornata di Lunedì 5 Febbraio. 

Prime precipitazioni si stanno già verificando sulla Liguria, ma un guasto più importante si verificherà dalla mattina presto di Lunedi quando fenomeni diffusi e nevicate fino in pianura si estenderanno a tutto il Piemonte.

A Torino attendiamo dai 5 ai 12 cm di neve fresca nel corso della giornata; apporti più consistenti sulle Alpi e sui rilievi liguri.

Tra Lunedì e Mercoledi la perturbazione muoverà verso levante e l’aria fredda al suo seguito innescherà un vortice italico mediterraneo con condizioni di maltempo generale, forte sull’Emilia e al Centro-Sud entro Mercoledì, ivi con temporali. Sulle regioni settentrionali il concomitante ingresso di aria gelida sarà responsabile da Mercoledi’ mattina di nevicate copiose sull’Emilia fino a Bologna in particolare

vivicentro.it/METEO

Scafati, minaccia il padre con delle forbici per avere i soldi: denunciato

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Scafati, un uomo di 42 anni ha minacciato il padre con delle forbici per farsi dare i soldi: denunciato

Scafati, così ha esordito un uomo che ha minacciato il padre per farsi dare dei soldi: «Se non mi dai i soldi ti prendo a forbiciate». Si tratta di un 42enne scafatese ora imputato per tentata estorsione aggravata si era scagliato contro i suoi genitori, in particolare verso il padre, per pretendere l’elargizione di somme di denaro.

L’episodio contestato riguarda l’aggressione del 30 agosto 2016, consumata tra le mura domestiche. L’episodio fu denunciato ai carabinieri che raccolsero il racconto dei genitori, mettendo insieme un quadro di intimidazioni subite più volte. Nell’ultimo caso era spuntata anche la minaccia di un’arma. Infatti l’uomo aveva minacciato  di impugnare delle forbici contro il padre, il quale aveva provato a fronteggiare le pretese del figlio, che voleva soldi per le sue cose.

Finite le indagini,  il Gup ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio disponendo il processo. Secondo le ricostruzioni effettuate, l’imputato aveva già commesso simili fatti e l’utilizzo delle forbici era l’ultimo atto di una precedente serie di minacce e richieste di soldi formulate in famiglia. L’arma non è stata trovata, ma le intimidazioni verbali li hanno comunque portato al processo.

Napoli, il caso dei preti pedofili: “Io abusato a 13 anni in uno sgabuzzino”

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Napoli, nasce il caso dei preti pedofili. Un uomo ha dichiarato: “Io abusato a 13 anni in uno sgabuzzino”

I referti medici, i documenti ma soprattutto la testimonianza della vittima, D.E., oggi un uomo sposato, affetto da profonda depressione, non sono bastati per avviare un ulteriore procedimento canonico e punire il prete che, nel frattempo, la curia napoletana aveva provveduto a fare sparire dalla circolazione. Ora vive ospite di una struttura religiosa top secret dove sembra celebri regolarmente la messa e amministrando i sacramenti. Potrebbe trattarsi di un altro caso di insabbiamento. Negli scritti della  Dottrina della Fede, dove sono ospitati i chilometrici scaffali degli archivi, giace il fascicolo sul prete di Ponticelli. Il caso è stato archiviato l’anno scorso, dopo tre anni di accertamenti, sulla base della documentazione raccolta dalla diocesi di Napoli a seguito della denuncia di abusi su un minore per fatti avvenuti agli inizi degli anni Novanta. L’iter burocratico si è concluso da parte del Vaticano con il semplice consiglio all’arcivescovo di Napoli di inoltrare una «ammonizione» all’ex parroco di Ponticelli.

Tutto questo ha portato a far emergere un altro caso, quello di una seconda vittima. G.S., ha scelto nel frattempo di uscire dal silenzio. I vent’anni carichi di vergogna e dolore li ha raccontati anche al Mattino in una intervista in cui emergono non solo gli abusi ma soprattutto un atteggiamento rapace e predatorio da parte del sacerdote verso diversi ragazzini. «Vorrei che la Chiesa capisse la necessità di punire questi sacerdoti e di renderli finalmente incapaci di fare del male ad altri bambini». 

Per non morire di mafia al CTB, con Sebastiano Lo Monaco.

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Dall’autobiografia di Pietro Grasso

“I silenzi di oggi – scrive Pietro Grasso – siamo destinati a pagarli duramente domani”. Con questo lucido sguardo sul futuro, nel suo libro Per non morire di mafia (edito da Sperling – Kupfer S.p.A.), l’ex procuratore antimafia racconta insieme ad Alberto La Volpe una vita in cui il fenomeno criminale s’intreccia alla coscienza civile, a un mestiere totalizzante, alla vita privata. Proposto in versione teatrale con Sebastiano Lo Monaco, l’omonimo spettacolo sarà in scena dal 7 al 10 febbraio alle ore 20,30 al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20) per la Stagione di prosa del CTB Centro Teatrale Bresciano, realizzata grazie al sostegno dalla Fondazione ASM e del Gruppo A2A di Brescia. Una produzione Sicilia Teatro.

Quando comincia la nuova mafia? Come ha cambiato la vita della Sicilia e dell’Italia? Che cosa ci resta ancora da fare e  da sperare con sconfiggerla? Sono solo alcuni degli interrogativi che Pietro Grasso si pone nel suo libro Per non morire di mafia e che vengono riproposti nella forma di un lucido monologo sostenuto da Sebastiano Lo Monaco.
Se Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono i primi a teorizzare che per combattere la mafia è necessario  conoscerla a fondo, il loro erede, a propria volta impegnato da trent’anni contro la criminalità organizzata, aggiunge che oggi per contrastare la mafia è indispensabile avere la percezione esatta della sua pericolosità. Ed è così che, dalla Procura nazionale antimafia, organismo che coordina le indagini sui fronti interni e internazionali, Pietro Grasso ripercorre le stagioni della guerra alla cupola siciliana in modo schietto, trattando anche gli scomodi aspetti che l’hanno resa più debole: i legami tra mafia e politica, gli scontri all’interno della magistratura, le carenze legislative e di mezzi.

Infine, Grasso affronta gli intrecci attuali con la 'ndrangheta e la camorra e traccia una mappa delle nuove mafie (cinesi, russe, albanesi, nigeriane, colombiane), individuando le strade e gli strumenti che ci permetteranno di non morire di mafia, di non sottometterci al suo potere.
Una storia d’impegno civile, immaginata nel racconto solitario di un uomo che da solo ne ha portato il peso e che ora  vuole renderne partecipe tutti noi. Nomi, anni, fatti noti, per ri-conoscere ed essere consapevoli in un teatro che ritorna alla sua funzione civile.

Finché la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio l'ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre pi forte, con cittadini sempre meno liberi.

Pietro Grasso

Per non morire di mafia 1di PIETRO GRASSO
versione scenica di NICOLA FANO
adattamento drammaturgico di MARGHERITA RUBINO
regia di ALESSIO PIZZECH
musiche originali DARIO ARCIDIACONO
scene GIACOMO TRINGALI
luci LUIGI ASCIONE
costumi CRISTINA DA ROLD
con SEBASTIANO LO MONACO
canti tradizionali CLARA SALVO
produzione SICILIATEATRO ASSOCIAZIONE
Durata dello spettacolo 1 ora e 10 minuti (senza intervallo)

Note di regia

Non un semplice spettacolo ma un ritratto, un’indagine emotiva, una discesa nel cuore vibrante del lucido pensiero di un uomo che ha dedicato e sta dedicando la sua vita alla lotta contro il crimine per il trionfo della legalità.
Lo immagino in una stanza. Lui è lì al suo tavolo, forse sta lavorando, forse, stanco, sta pensando, forse sta tenendo  una lezione, quello che è certo è che lo spettatore si trova partecipe di una riflessione sorprendente per la sua vitalità
intellettuale. Il tempo dello spettatore è lo stesso del protagonista sul palcoscenico. Il tempo della finzione corrisponde perfettamente allo sviluppo dell‘intera pièce che si dipana così tra il momento didattico, quello comico e quello che definirei tragico nel senso antico della parola.

Il protagonista/attore narra i tempi moderni come l’aedo cantava la guerra di Troia e ci invita alla speranza, al valore
supremo e antico del rispetto della legge dello stato ma guidato da una più profonda legge morale.
Un uomo/attore che dialoga con sé stesso e con il pubblico.
Un dialogo lucido in cui i segni tracciati sulla lavagna diventano il concretizzarsi di un percorso di pensiero che scava
nella memoria che fa della storia il proprio strumento di orientamento.
Un pensiero assolutamente urgente e necessario che viaggia sul delicato binario della contraddizione. Un aspetto,  quest’ultimo, che trova la sua sintesi nel senso del dovere, forte e al quale rispondere con una profonda e sana morale individuale.
Il nostro protagonista si stacca così dalla vicenda squisitamente autobiografica e diviene teatralmente simbolo di un
nuovo cittadino.

L’istante si allarga ad un gioco di sottile ironia che colora talora la narrazione ed il protagonista / narratore si pone al centro di una rivoluzione copernicana che ribalta la visione più praticata della mafia e del malessere sociale che avvolge il nostro paese.
Come un nuovo Galileo, egli ci offre un nuovo telescopio per scrutare l’universo che ci circonda: egli ci permette di
sapere.
Il monologo rispecchia una condizione del personaggio di solitudine in cui i pochi segni scenici raccontano il mondo che egli evoca ripercorrendo la propria vita tra il personale ed il professionale.
Un racconto che parte dalla Sicilia per aprirsi alla globalizzazione, verso un orizzonte di riferimento in cui si compie la tragedia contemporanea del fenomeno mafioso.
La musica va a sottolineare e a scandire le tappe concettuali che segnano una sorta di nuova Iliade contemporanea,  una nuova guerra che assume dimensioni talora mitiche proprio perchéŽ trae le sue origini in fenomeni culturali,  sociologici, antropologici che appartengono alla cultura meridionale e che trovano oggi alleati nei grandi sistemi  economici del profitto a tutti i costi.
La visione storica diventa per il nostro narratore strumento privilegiato.
Il protagonista assume su di sé, sul proprio corpo, tale racconto che egli vive nella profonditàˆdella propria anima e che condiziona l’intera sua esperienza di vita.
La grande storia si intreccia alla storia del singolo fatta di paure, di scelte familiari, di piccoli atti di coraggio e  determinando l’emergere, nel fluire della coscienza del personaggio di parole chiave che in modo inequivocabile dimostrano l’attualità della parola di Grasso.
Uno spettacolo che trae il suo interesse dalla capacità di sollecitare domande, analisi e una maggiore consapevolezza
negli occhi degli spettatori.
Il grido del personaggio è rivolto alle coscienze: su di esse vuole suscitare una presa di posizione e l’assunzione di una speranza possibile che possa dare corpo ad un’utopia per le nuove generazioni.
Un monologo quindi che riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa.
Un teatro capace di disegnare gli uomini, di delineare esperienze di vita che possano divenire modelli.
Un teatro che senza intellettualismi vuole dare un contributo al recupero di un senso della civiltà.
Tutto affidato all’arte attorale di Sebastiano Lo Monaco con il quale, dopo aver condiviso l’esperienza del “Non si sa  come” di Pirandello, sono felice di cominciare questa nuova avventura che lo vede confrontarsi con una dimensione testuale nuova e mettere la sua arte, di grande erede della tradizione italiana, al servizio di evento teatrale che muova verso la contemporaneità.
L’attore incarna così una comunità.
L’attore ci spinge a sentirci comunità capace di cogliere i tratti che ci legano, a ridiscutere i problemi del nostro presente, sottraendoci al qualunquismo, ai luoghi comuni e cercando di pervenire ad un’analisi che il teatro conduce non solo con il pensiero ma soprattutto con l’anima.

Alessio Pizzech

Biglietti

INTERO
Platea 27 €
Galleria Centrale 19 €
Galleria Laterale 13 €
RIDOTTO GRUPPI*
platea 24 €
Galleria Centrale 17 €
Galleria Laterale 12 €
RIDOTTO SPECIALE**
Platea 19 €
Galleria Centrale 14 €
Galleria Laterale 11 €
RIDUZIONI
* La riduzione Gruppi è riservata ad Enti convenzionati con il CTB.
** La riduzione Speciale è riservata a giovani fino a 25 anni, ultrassessantacinquenni e possessori di carta d’argento.

Acquisto presso:
TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Tel. +39 030 2808600
biglietteria@centroteatralebresciano.it
Orari botteghino
Nei giorni di spettacolo:
Giorni Feriali (tranne lunedì, giorno di chiusura) dalle 16.00 alle 19.00
Domenica dalle 15.00 alle 18.00

PUNTO VENDITA CTB
Piazza della Loggia, 6 – Brescia
Tel. +39 030 2928609
biglietteria@centroteatralebresciano.it
Orari di apertura
dal martedì al venerdì (esclusi i festivi) dalle 10.00 alle 13.00

ON-LINE
sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito modalità di pagamento: carta di credito o bancomat

Napoli, caffè e sfogliatelle gratis ai turisti in fila a Palazzo Reale

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Napoli, caffè e sfogliatelle gratis ai turisti che erano in fila per visitare il Palazzo Reale

Napoli, caffè e sfogliatelle gratis per tutti i turisti che erano in fila, aspettando il loro turno per entrare nel Palazzo Reale napoletano. Così è cominciata la domenica di tutti i turisti stranieri e non che hanno deciso di passare questo fine settimana a Napoli, per visitare tutte le sue meraviglie. A fare da cornice a questa prima domenica del mese di febbraio, è stato un sole leone e l’aria quasi di primavera che si poteva respirare in città, tra le strade della bella Napoli. Cosa si può desiderare di più mentre si è in coda in attesa di entrare in uno dei musei più belli di Napoli?

Il Palazzo Reale di Napoli, infatti, vanta  una storia di tutto rispetto. Edificio storico ubicato in Piazza del Plebiscito, nel centro storico di Napoli dov’è posto l’ingresso principale: l’intero complesso, compresi i giardini e il teatro San Carlo si affaccia anche su Piazza Trieste e Trento, Piazza del Municipio e Via Acton. Fu la residenza storica dei vicerè spagnoli per oltre centocinquanta anni, della dinastia borbonica dal 1734 al 1861, interrotta solamente per un decennio all’inizio del XIX secolo dal dominio francese con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat e, a seguito dell’Unità d’Italia, dei Savoia: ceduto nel 1919 da Vittorio Emanuele III di Savoia  al demanio statale, è adibito principalmente a polo museale, in particolare gli Appartamenti Reali, ed è sede della biblioteca nazionale. Il Palazzo Reale è stato costruito a partire dal 1600, per raggiungere il suo aspetto definitivo nel 1858.

E’ stato lo storico caffè Gambrinus ad offrire il caffè ai turisti in coda. Nel giorno dei musei aperti i titolari hanno voluto allietare  turisti e napoletani offrendo le gustose prelibatezze nostrane e tutti sembrano aver apprezzato molto l’iniziativa.

ESCLUSIVA – Il coord. Sica: “Castellammare è violentata da una amministrazione litigiosa che ha preso in ostaggio un’intera città”

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Il coord. Sica:  “Castellammare è violentata da una amministrazione litigiosa che ha preso in ostaggio un’intera città”

Il Coord. stabiese di FdI Ernesto Sica spiega in qualche riga le posizioni del suo partito e le prospettive possibili per Castellammare qualora  il cittadino decidesse di votare il suo schieramento. Attivo da 14 anni in politica, racconta egli stesso di vivere quest’esperienza come un credo e di combattere per la patria, al di fuori dell’Europa che, come lui stesso sostiene, non lo rappresenta:

Da quanto va avanti la sua attività politica e come si è evoluta?

“Milito sempre nello stesso movimento politico da oltre 14 anni. Ho mosso i primi passi in Azione Giovani , movimento giovanile di Alleanza Nazionale , dopo la fusione nel PdL ho militato nella Giovane Italia ed infine in Gioventù Nazionale , di cui sono stato coordinatore cittadino e dirigente nazionale, oggi mantengo il mio ruolo nazionale nella giovanile ma da poco più di 1 anno sono diventato anche coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia”.

 Quali sono i punti essenziali e salienti del vostro programma che pensa possano essere fondamentali per la potenziale scelta del cittadino stabiese alle prossime politiche?

“Il nostro programma è di alto profilo ma soprattutto è molto concreto e realizzabile. Fra i 15 punti in cui si può riassumere il programma i più importanti sono: Il più imponente piano di sostegno alla natalità ed alla storia d’Italia . Asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici e con un sistema di apertura a rotazione nel periodo estivo per le madri lavoratrici. Reddito infanzia con assegno familiare di 400 € al mese per i primi sei anni di vita di ogni minore a carico. Quoziente familiare in ambito fiscale. Deducibilità del lavoro domestico. Congedo parentale coperto fino all’80% ed equiparazione delle tutele per le lavoratrici autonome. Incentivo alle aziende che assumono neomamme e donne in età fertile. Tutela delle madri lavoratrici e incentivi alle aziende per gli asili nido aziendali. Deducibilità del costo ed eliminazione dell’IVA sui prodotti per la prima infanzia. Intervento sul costo del latte artificiale. Difesa della famiglia naturale, lotta all’ideologia gender e sostegno alla vita. Priorità alla sicurezza ed alla legalità. Sostegno alle forze dell’ordine e alle forze armate: stipendi e straordinari dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie utili al contrasto del crimine e del terrorismo, inasprimento delle pene per violenza contro un pubblico ufficiale, revisione della cosiddetta legge sulla tortura. Controllo del territorio anche con il contributo dell’esercito. Chiusura dei Campi nomadi anche per eliminare il fenomeno dei roghi tossici nelle grandi città. Cartolarizzazione del 50% dei beni sottratti alla malavita per finanziare un fondo a favore del comparto sicurezza e difesa. Certezza della pena: no ai decreti ‘svuotacarceri’, stop agli sconti automatici di pena e costruzione di nuovi carceri. Attenzione alle condizioni di vita e di lavoro della polizia penitenziaria. Sostegno alle vittime di reati. Separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti. Rispetto e potenziamento dei compiti di giudici di pace e magistrati onorari. Espulsione immediata per gli stranieri che delinquono ed esecuzione della pena nello Stato di provenienza. Legge che dica che la difesa è sempre legittima. Lotta al terrorismo. Lotta a tutte le mafie, contrasto alla corruzione. Contrasto all’immigrazione irregolare, meno tasse e meno burocrazia. Meno Stato negli ambiti non essenziali. Meno burocrazia, semplificazione normativa e della macchina amministrativa. Divieto di utilizzo di termini stranieri negli atti ufficiali e normativi. Ammodernamento della Pubblica Amministrazione e introduzione di una reale meritocrazia. Lotta agli sprechi. Tetto alle tasse in Costituzione e calendario fiscale: ogni nuova o maggiore tassa deve essere introdotta con un preavviso di almeno due anni. Deficit dello Stato ammesso solo per finanziare investimenti pubblici. Basta con lo Stato vessatore e con l’oppressione fiscale: riforma del contenzioso tributario con cancellazione dell’aberrazione dell’inversione dell’onere della prova. Pace fiscale per tutti i piccoli contribuenti che si trovano in condizioni di difficoltà economica attraverso un concordato generalizzato. Abolizione reale degli studi di settore e della “scissione dei pagamenti IVA” per PMI e liberi professionisti. Innalzamento del “regime dei minimi” a 50mila euro. Abolizione del tetto all’uso del contante. Risarcimento economico in caso di cartelle o bollette “pazze”. Lotta all’evasione a partire da quella delle grandi imprese e delle banche. Flat tax da subito al 15% per famiglie e imprese sul reddito incrementale rispetto all’anno precedente e successivamente per l’intero reddito prodotto. Sostegno a chi crea occupazione ed al lavoro autonomo. Difesa del lavoro e lotta alla disoccupazione. Flat tax ridotta solo alle imprese che producono in Italia con manodopera locale. Super deduzione del costo del lavoro per le imprese ad alta intensità di manodopera. Incentivo alla partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa come miglior antidoto alla delocalizzazione. Potenziare gli strumenti di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro con il maggior coinvolgimento di enti pubblici e privati. Tutela delle professioni e valorizzazione del lavoro autonomo. Sistema unico di ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori. Tutela del territorio, della natura e dell’ambiente. Contrasto alla povertà, Politiche sociali, efficiente tutela della salute. No all’assistenzialismo del reddito di cittadinanza. Aiuto economico concreto a chi è impossibilitato a lavorare per ragioni oggettive: bambini, disabili, ultra sessantenni privi di reddito. Aumento delle pensioni minime e raddoppio dell’assegno di invalidità. Reale riconoscimento della funzione sociale di chi si prende cura di un familiare non autosufficiente (caregiver), con tutele concrete in ambito lavorativo e normativo. Patto per la Salute tra Stato e cittadini con forme di incentivi anche fiscali per chi effettua una corretta e periodica prevenzione sanitaria. Garantire il diritto alla salute con il miglioramento e l’estensione delle prestazioni sanitarie. Modifica del sistema pensionistico: superamento della legge Fornero e nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente sostenibile con uguali condizioni per tutte le generazioni: abolizione dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita, flessibilità dell’età pensionabile e possibilità di pensione di anzianità con 41 anni di contributi. Piano casa per affrontare l’emergenza abitativa con mutuo sociale e affitto a riscatto. Cura dei più bisognosi con pasto caldo e dormitorio per tutti ma stop al racket dei mendicanti. Rafforzamento della sussidiarietà. Per un Terzo Settore qualificato, sostenibile e che generi valore: indirne gli “Stati generali” per modificare l’attuale riforma. Inserimento dello sport in Costituzione come strumento essenziale di benessere fisico e mentale, arricchimento valoriale, contrasto alle devianze giovanili, e garantendo l’attività motoria dalla scuola primaria fino alla terza età”.

 Rispetto alle posizioni del centrodestra, pensa che il suo partito possa uscirne più forte o penalizzato da questa coalizione?

“Ritengo che il nostro partito sia molto diverso dagli altri, soprattutto nei valori. Un partito di Destra, di tradizione nazionale e sociale, come il nostro mal si concilia con le posizioni spesso troppo moderate e inclini al compromesso come quelle di Forza Italia o di Noi con ltalia. Ma allo stesso tempo nella coalizione di centrodestra i vari partiti esprimono sensibilità diverse che al governo garantirebbero un’ampia rappresentanza di tutte le variegate istanze popolari, dando vita ad una compagine solida”.

Come sarà l’Italia tra 5 anni ed in particolare Castellammare?

“Queste elezioni rappresentano un importante crocevia per il paese. Con l’attuale andamento fra 5 anni rischieremo di trovarci in un paese dove gli immigrati la faranno definitivamente da padroni , in una nazione completamente svuotata della propria identità a causa di un governo targato Pd o 5Stelle non attento alle esigenze dei cittadini ed incurante delle tradizioni che differenziano l’Italia dal resto del mondo. Il Pd ha permesso alle banche di saccheggiare l’Italia ed a chiunque, soprattutto stranieri ed immigrati, di umiliarla. Il M5s non avendo radici ed idee al governo porterà solo confusione ed incertezza. Con la vittoria del centrodestra non ipotizzo che tutto andrà  per il meglio ma di certo fra 5 anni ci ritroveremo un paese che al primo posto avrà  messo gli interessi dell’Italia e degli Italiani, non creando un paese perfetto ma di certo garantendo una speranza di rinascita nazionale. Castellammare è violentata da una amministrazione litigiosa che ha preso in ostaggio un’intera città  condannandola all’immobilismo ed alla mediocrità . Una amministrazione che sta fallendo su tutti i fronti, soprattutto in tema ambientale. Mancano visioni di prospettiva ed interventi duri e decisi. Se questa amministrazione terminerà  il proprio mandato, dei prossimi 5 anni solo 2 potrebbero essere idonei ad un rilancio, con una nuova amministrazione dove spero che potremmo essere protagonisti. Se dovessimo entrare in consiglio comunale faremo volare davvero le sedie e se dovessimo salire al governo cittadino saremo duri ed intransigenti per mettere finalmente la città in ordine”.

Perché un cittadino stabiese  dovrebbe votare il suo partito?

“Perché  Fratelli d’Italia pone al primo posto la difesa di tutti gli italiani, senza distinzione fra nord e sud. Il nostro partito vanta una coerenza nella propria azione politica che nessun partito può rivendicare. Esempio di quanto appena esposto e’ rappresentato dalla totale opposizione a tutti i governi illegittimamente formati in questi 5 anni, senza mai cedere ad inciuci. I nostri rappresentanti, nel caso Enzo Rivellini e Antonio Iannone al Senato e Carmela Rescigno , oltre a Edmondo Cirielli e (speriamo ) Luca Scancariello alla Camera, di certo risponderanno alle esigenze del territorio che personalmente mi impegnerò a portare all’attenzione nazionale. A livello stabiese siamo gli unici sempre presenti tutto l’anno sul territorio, non come il resto dei partiti e movimenti che si ricordano del popolo solo in prossimità delle elezioni.

Il nostro lavoro sul territorio si é distinto nell’impegno sociale e solidale profuso in maniera costante e coerente nel tempo a sostegno degli stabiesi italiani in difficoltà Ci siamo battuti, fra l’altro, per l’ambiente, contro l’abusivismo, criminalità e contro l’immigrazione e continueremo a farlo. Il nostro partito é composto da varie anime, in quanto siamo numerosi, ma che remano nella stessa direzione. Noi per i cittadini ci siamo sempre e ci saremo sempre! Ogni voto dato a noi è una speranza per l’Italia e Castellammare”.

 Ernesto Sica, politicamente, come si vede tra 10 anni in Italia o in Europa?

“Io vivo la politica come una religione. Il mio credo di Destra proviene da profonde convinzioni etico-culturali. Svolgo la mia attività politica con talmente tanta passione e dedizione che di rado penso ad aspirazioni personali. Di certo se in futuro sarò chiamato a servire la patria a qualsiasi livello di rappresentanza mi farò trovare pronto privilegiando il livello nazionale piuttosto che quello europeo, dato che questa Europa non mi appartiene. Io sono per l’Europa dei popoli. Fra 10 anni mi vedo come un combattente per la patria, a prescindere da ruolo e posizione”.

 a cura di Annalibera Di Martino 

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Napoli, tutti pazzi per la City Half Marathon: la città capitale dell’atletica

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Napoli, tutti pazzi per la City Half  Marathon: la città di Napoli diventa capitale dell’atletica

Napoli, ritorna la  quinta edizione della gara podistica “Napoli City Half Marathon”. Oltre seimila corridori questa mattina, hanno gremito le strade del quartiere di Fuorigrotta e della citta, dando vita a quello che ormai si sta imponendo come uno degli appuntamenti di atletica più importanti d’Italia.
Dalla Mostra d’Oltremare sino al centro della città in piazza del Plebiscito, gli atleti hanno percorso alcune delle strade napoletane più importanti e simboliche del patrimonio mondiale Unesco. I numeri di questa edizione però sono davvero rilevanti: oltre seimila maratoneti di cui duemila napoletani, tremila dalle altre regioni italiane e circa mille stranieri. Una edizione insomma che segna in maniera significativa il percorso di internazionalizzazione voluto dagli organizzatori della società “Napoli Running” e dal suo presidente Carlo Capalbo.
Le tappe della maratona sono state  tra il lungo mare e il Castel dell’Ovo, tra il Maschio Angioino e il teatro San Carlo, tra la zona portuale e piazza del Plebiscito. Arte e storia che non hanno distratto i vincitori, tutti e tre keniani, nella gara di mezza maratona maschile. A vincere è stato Abel Kipchumba in 1h00’12” che ha segnato anche il nuovo record del percorso oltre ad aver migliorato il suo primato personale di ben tre minuti. Una prima parte di gara velocissima, con i primi 5km corsi in poco più di 14’ ed un passaggio al km 10 in 28’08” ad un ritmo di 2’48”. Il tempo segnato da Kipchumba è di sicuro valore, una delle migliori prestazioni di sempre in Italia e il secondo tempo al mondo nel 2018.

Record  anche per la gara femminile, anche questa molto veloce. E’ prima Eshete Shitaye, etiope d’origine ma battente bandiera del Barhein, ha colto il successo in 1h08’38”, ottavo tempo al mondo sulla distanza per questo 2018. Un crono davvero eccezionale che fa capire quanto questo nuovo percorso sia veloce.

La Napoli City Half Marathon è stata trasmessa su Fox Sports, canale 204 della piattaforma Sky, dalle ore 10.10 fino alle 11.45, con la telecronaca curata  da Nicola Roggero e del campione Francesco Panetta. In streaming è distribuita in diverse nazioni del mondo tra le quali Usa, Austra e Germani, Polonia e Spagna, Polonia e Repubblica Ceca, portando Napoli e le sue bellezze in giro per il mondo.

Verona-Roma 0-1| Di Francesco nel post partita: “Dovevamo vincere, gli errori fanno parte del gioco”

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Post Verona-Roma. Dichiarazioni di Di Francesco dopo la prima vittoria del 2018

di Maria D’Auria

Roma- “A Roma ci vuol solo equilibrio, il resto conta poco”. Così Eusebio Di Francesco esordisce ai microfoni di Premium Sport nel dopo partita, al Bentegodi, dove la sua squadra, con difficoltà, è riuscita a mantenere il vantaggio realizzato dopo un minuto di gioco, portandosi a casa 3 punti preziosi. È la prima vittoria del 2018 conquistata dalla Roma.

Dopo sei gare a digiuno di vittorie, per i giallorossi era fondamentale vincere. Ma la Roma ha sofferto fino all’ultimo. “La sofferenza è conseguente al fatto di essere rimasti in 10”, afferma Di Francesco, giustificando così le difficoltà della squadra a segnare altri gol dopo l’espulsione di Pellegrini nella ripresa.

Questa squadra ha sempre avuto un grande equilibrio. Non sono mancate le occasioni per raddoppiare ma…lo so, devo dire sempre le stesse cose, hanno creato tante occasioni ma manca la cattiveria!

La gara è stata preparata in relazione al tipo di gioco dell’avversaria, pertanto il tecnico giallorosso ha rimodulato la squadra ricorrendo al 4-2-3-1.Sono un allenatore che non improvvisa: abbiamo lavorato tutta la settimana con questo sistema di gioco, ma non dimentichiamo che col 4-3-3 questa squadra è arrivata al primo posto nel girone di Champions ed ha ottenuto tante vittorie. Il Verona è una squadra che cerca più la palla lunga per cui io devo abbassarmi per forza. Dipende dalla squadra con la quale giochi e ti regoli di conseguenza. Le partite vanno guardate nello specifico, ad esempio, se incontri il Napoli che palleggia di più, interpreti diversamente la partita”. E aggiunge: “Era importane vincere e oggi la squadra mi ha dato la sensazione di compattezza. Ha interpretato bene il modulo, calcola che nel primo tempo abbiamo avuto il 70%  di possesso palla, il che vuol dire che il Verona l’ha vista poco. Gli errori ci sono stati, ma quelli fanno parte del gioco”.

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Napoli, Corso Novara ostaggio dei venditori ambulanti: scatta la rivolta

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Napoli, Corso Novara ostaggio dei venditori ambulanti: scatta a rivolta dei residenti

Napoli, scatta la rivolta dei residenti di Corso Novara. Le risse continue in pieno giorno, sporcizia, marciapiedi divelti, bancarelle abusive che entrano fin sulle scale dei portoni dei palazzi, sono le cause del malcontento dei cittadini.  Da anni, il tratto compreso tra la Stazione Centrale e via Firenze è preda di un indicibile degrado. Condizioni igieniche precarie, esalazioni per i bisogni espletati in pubblica piazza fanno da cornice a una delle porte d’ingresso della città.

Pochi giorni fà si è anche tenuto un blitz da parte della polizia locale a Porta Nolana, che in 24 ore ha liberato l’area da abusivismo, spaccio e prostituzione, ma questo non basta e scoppia la rivolta di residenti e commercianti anche sul lato opposto di piazza Garibaldi. Dopo aver raccolto decine di firme, proprietari e negozianti hanno deciso di dire basta. Mercoledì hanno inviato un esposto-denuncia in Questura e ai vigili e diffidato il Comune e la IV Municipalità, chiedendo lo sgombero del suk abusivo di corso Novara e la riqualificazione della strada. Infatti i sanpietrini staccati che giacciono in strada non contribuiscono certo ad abbassare il rischio che qualcuno, in caso di rissa, possa farsi ancora più male. Ma non è una strada che non ha potenzialità, che sono accresciute dopo la riqualificazione di piazza Garibaldi. Nel giro di pochi metri, si trovano una filiale di banca, hotel, supermercati, caffè e profumerie.

Napoli, ricompaiono le baby gang: ragazzo ferito nel parco pubblico

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Napoli, con esattezza a Pomigliano, ricompaiono le baby gang: ragazzo ferito all’interno di un parco pubblico

Napoli, ieri sera un altro brutto episodio di violenza  si è consumato, con esattezza  a Pomigliano. Il tutto si è svolto all’interno del parco pubblico, dove un gruppo di ragazzini, ieri sera, poco prima della mezzanotte, si sarebbero affrontati a botte.

Un ragazzino è rimasto ferito. E’ stato curato dai medici del 118. Per fortuna ha riportato solo lievi escoriazioni e contusioni. Non è stato quindi necessario portarlo al pronto soccorso. Sull’episodio sta indagando il gruppo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Castello di Cisterna, diretto dal tenente Ugo Mercurio. Non si hanno ancora informazioni sufficienti per ricostruire bene i fatti in quanto il ragazzo ferito non ha voluto fare denuncia,questo testimonia come l’omertà tra gli adolescenti coinvolti in queste vicende è ancora troppo forte.

Venti giorni fa sempre nei pressi del parco pubblico di Pomigliano altri due quindicenni italo marocchini sono stati feriti a seguito di un terribile pestaggio di gruppo. Uno dei due, scosso da questa esperienza, ha voluto lasciare l’Italia e fare ritorno in Marocco. Entrambi avevano denunciato il pestaggio subito ai carabinieri, che grazie a questa fattiva collaborazione sono riusciti ad  arrestare uno degli aggressori, un coetaneo dei giovani italo marocchini. Ma non è finto qui, in quanto pochi giorni dopo questa vicenda un signore che stava portando il suo cagnolino, sempre nei pressi del parco pubblico, è finito in ospedale, anche lui pestato da due ragazzetti, per futili motivi. Dopo un breve periodo di “riposo”a quanto pare il fenomeno delle baby gang è tornato.

Milano, il Mudec apre le porte al mito messicano di Frida Kahlo

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Dall’1 febbraio è aperta al MUDEC di Milano la mostra Frida Kahlo. Oltre il mito, dedicata all’artista messicana Frida Kahlo de Rivera, vissuta tra il 1907 e il 1954 e diventata un’icona.

FRIDA OLTRE IL MITO

La vita, il dolore, l’incidente e l’amore legano le oltre cento opere di Frida Kahlo, tra quadri, fotografie e disegni, molti dei quali mai esposti prima in Italia. Il curatore della mostra Diego Sileo ha voluto dare una nuova lettura dell’opera di Kahlo, da sempre interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o come una sorta di psicoanalisi amatoriale, consegnando così la figura di Frida al mito. Fino ad oggi infatti la maggior parte delle mostre su Frida Kahlo si sono infatti limitate ad analizzare i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre, il tragico incidente d’auto avvenuto quando aveva 18 anni e la sua tragica lotta contro la malattia.

LA MOSTRA

La mostra raccoglie oltre 70 dipinti, 150 foto e 50 disegni, opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, insieme a prestiti di diversi musei internazionali. Ci sono poi materiali inediti provenienti dall’archivio scoperto nel 2007 di casa Azul, la dimora dell’artista e di Diego Rivera, e da quelli della nipote Isola Kahlo, dell’ex fidanzato Alejandro Gomez Arias e dello scrittore Miguel N. Lira.

Ad aprire la mostra il disegno «Le apparenze ingannano», dove l’artista si ritrae con un abito trasparente, che lascia vedere la sua fisicità martoriata, solitamente nascosta da ampie vesti. A chiuderla, 16 fotografie in bianco e nero scattate nel bagno di casa Azul, con i bustini, le stampelle e le protesi di Frida. In mezzo, un allestimento tematico, legato allo spirito della pittrice che l’ha resa – oggi più che mai –  un’ icona.

 

 

Macerata: sparatoria in città contro gli immigrati, le dichiarazioni del sindaco Romano Carancini

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“L’odio e la rabbia non possono sopraffare il rispetto delle persone, che deve venire prima di tutto”.

Sono le parole del sindaco di Macerata, Romano Carancini, che interviene a fine giornata dopo il vertice tenutosi in Prefettura alla presenza del ministro Minniti, sul grave fatto di violenza che ieri ha visto la città assistere al ferimento di sei immigrati a colpi di arma da fuoco per mano di un 28enne che a bordo di un’auto ha seminato il panico per alcune ore.

LEGGI ANCHE: Sparatoria a Macerata, le news nel nostro archivio

“L’odio e la rabbia non possono sopraffare il rispetto delle persone, che deve venire prima di tutto. Quello che sta accadendo in questi giorni in città è inaccettabile – prosegue il sindaco riferendosi anche all’uccisione di Pamela Mastropietro –. L’odio, che non può attraversare i colori della pelle delle persone, va lasciato da parte per fare spazio alla riflessione, alla responsabilità e al ragionamento.

Intendo comunque rassicurare i cittadini: Macerata è e resta una città accogliente e la violenza non fa parte del suo codice genetico. In momenti come questo la coesione sociale e politica diventa l’elemento fondamentale per rasserenare gli animi e non creare divisioni. D’altra parte, i maceratesi hanno sempre dimostrato di sapersi unire nei momenti più difficili. Sulla sicurezza in città siamo, ora e da sempre, al fianco delle forze dell’ordine, che stanno operando con indiscutibile competenza ed efficacia. Voglio ringraziare il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il ministro Marco Minniti e il prefetto Roberta Preziotti per la vicinanza e l’impegno concreto. Infine voglio ribadire che dobbiamo essere tutti dentro un contesto di comunità. Non si possono, anche attraverso i media, lanciare percorsi di odio, direttamente o indirettamente. Nessuno qui è fuori. L’ultimo appello lo lancio a chi ha  responsabilità politiche: non è accettabile, dopo quello che è successo, che continuino a proliferare affermazioni che non fanno degna una persona. Viviamo i prossimi giorni con grande senso di responsabilità e usando la testa, immaginando che siamo dentro una comunità e che non conta il colore: il sangue di Pamela e quello dei feriti è identico”.

Alla Reggia di Caserta gli scatti dello statunitense Kyle Thompson

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La Reggia di Caserta farà da cornice alla prima esposizione in Italia delle fotografie della giovane star della fotografia statunitense Kyle Thompson.

Promossa dalla Reggia di Caserta in collaborazione con la galleria aA29 Project Room, Milano/Caserta col patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Comune di Caserta, la mostra – fruibile dal 27 marzo al 4 giugno – raccoglie le fotografie che hanno reso celebre il ventiseienne Kyle Thompson che ha già all’attivo mostre in molti Paesi, pubblicazioni e Premi, tra cui due edizioni del Photo of the Day di Vogue Italia.

CHI E’ KYLE THOMPSON

Esponente di una fotografia concettuale dove luoghi e persone sanno mettere in scena storie surreali e oniriche, Thompson nasce nei sobborghi di Chicago, dove l’umano non esiste e gli occhi si riempiono di case abbandonate, foreste vuote, fiumi, laghi. In questi contesti l’artista esplora, senza influenze esterne, le proprie emozioni e le sensazioni che quelle ambientazioni gli suscitano. Interviene sulla scena con acqua, fumo, effetti di luce e con oggetti della sua quotidianità o della sua storia. Per rafforzare il racconto o guidare l’osservatore.
Parlando di questi suoi autoritratti d’inizio, l’artista ricorda: “Necessitavo di un modo per incanalare le mie emozioni. Sentivo che gli autoritratti le esprimevano. Senza dover ricorrere alle parole. Avevo una terribile difficoltà nel rapportarmi con le persone, quindi ho finito per usarmi in quasi tutte le mie foto, passando parecchie ore ogni giorno nel girovagare da solo attraverso foreste vuote facendomi autoritratti grazie al timer delle mie fotocamere”
E gli scatti di Kyle ci parlano di sogni, a volte incubi, ricordi e traumi infantili, sensazioni ed emozioni dal gusto malinconico e nostalgico, che vanno a sollecitare la parte più intima del nostro inconscio.

THOMPSON A CASERTA 

Per Caserta, Kyle Thomson ha dato vita ad un progetto specifico. La mostra ideata per la Reggia esplora – afferma la curatrice Gabriela Galati – “il contesto e l’ambiente che circondano le sue immagini”.
“L’artista è interessato al rapporto tra ambiente urbano e natura: abitando in una grande metropoli americana, avverte l’urgenza di ricercare spazi naturali, non-antropizzati per creare il suo lavoro.
Thompson considera lo spazio naturale come una sorta di palcoscenico in cui un leggero spostamento dell’obiettivo della camera distruggerebbe l’illusione creata e metterebbe in luce il vero contesto della scena. Il progetto da lui ideato per questa esposizione mira a dare un altro sguardo sul rapporto tra spazio urbano e natura.
Di conseguenza, le immagini sono concepite in dittici: una di maggiori dimensioni sarà sempre un autoritratto dell’artista immerso in questi spazi naturali all’interno di aree urbane, l’immagine più piccola invece sarà quella che romperà l’illusione e farà vedere il vero ambiente in cui questa “natura” è immersa. L’interesse è quello di mettere in evidenza non solo come la città cambia la natura, ma anche come alcune, anche se piccole, porzioni di natura riescono a mantenersi immutabili”.
“È così bello essere in grado di creare un momento che non è mai esistito. Qualcosa che è così reale, ma inventato. Puoi creare un momento che non è mai accaduto, ma che continua a vivere nel suo stesso stato immutabile, ed è una sensazione creativa che adoro”, dice Thompson.

Under 16, Juve Stabia-Incontro Volla 3-1: Guarracino ancora in gol, il tabellino

Under 16, Juve Stabia-Incontro Volla 3-1: Guarracino ancora in gol, il tabellino

Vittoria interna per la Juve Stabia, categoria Under 16, allenata da mister Sacco, al campo Aura Sport. Risultato di 3-1 contro l’Incontro Volla. Apre le marcature Grimaldi, raddoppia Guarracino. Poi il gol ospite di Volpe fino al 3-1 finale di Solimeno.

Così in campo:

JUVE STABIA – Domigno, Liccardo, Sagliano, Costanzo, Dattilo, Vitale, Grimaldi, Cautero, Solimeno, Guarracino, Gaudino. A disp. Di Biase, Zaccariello, Celentano, Coppeta, Vitiello, D’Aniello, Mauriello. All. Sacco

INCONTRO VOLLA – Carillo, Barella, Papa, Maresca, Panico, Volpe, Fragiello, Incarnato, Galpieri, Di Grazia, Casella. A disp. Guida, Mollo, Cuorvo, Violante, Guadagnuolo, Sannino. All. Sullo

a cura di Ciro Novellino

Verona-Roma 0-1 (1′ Cengiz Under) | Arriva la vittoria dopo due mesi di digiuno, ma che fatica!

VERONA-ROMA – Sono ormai tre i mesi senza vittorie in esterna per gli uomini di Eusebio Di Francesco. Un ruolino di marcia impietoso per una squadra che lotta per conquistarsi un posto in Champions League. I giocatori, distratti nel corso del mese di gennaio dalle voci di mercato, sono chiamati a riconquistarsi la stima dei tifosi a partire da oggi nel lunch match contro il Verona di Pecchia. 16 i punti per i gialloblu che però sono reduci da una clamorosa vittoria contro la Fiorentina al Franchi, mentre la Roma è ferma a quota 41 con la vittoria che manca dal 16 dicembre.

CRONACA SECONDO TEMPO:

49′ Termina la partita con il risultato di 1-0 in favore della Roma

48′ Buono sprint di Defrel, che ruba un pallone e si invola verso la porta avversaria. Scarica il pallone su Strooman che da solo davanti a Nicolas si fa ipnotizzare e sbalia

45′ Fabbri assegna 4 minuti di recupero

43′ Terza ed ultima sostituzione per Di Francesco: Dzeko lascia il posto a Defrel

35′ El Shaarawy passa il testimone a Perotti

30′ Primo cambio anche per Di Francesco con Gerson in campo per Under

27′ Chance monumentale per Dkeko che non riesce proprio a segnare il suo undicesimo gol su regalo di Nicolas. Il tiro però è troppo centrale e l’estremo difensore avversario riesce a smanacciare il pallone allontanando il pericolo

25′ Esce Aarons ed entra l’ex Barcellona Lee, secondo cambio per la squadra di Pecchia

21′ Fuori Valoiti, dentro Calvano tra le fila del Verona

6′ Cartellino rosso per Lorenzo Pellegrini, autore di un fallo a centrocampo

3′ Giallo per BBuchel per intervento su Under, espulso il tecnico Pecchia dall’area tecnica.

1’Dzeko prova a girarsi ma il suo tiro non centra lo specchio

CRONACA PRIMO TEMPO:

45′ Termina senza recupero il primo tempo di Verona-Roma e con la squadra ospite in vantaggio

32′ Conclusione dalla distanza di Matos, traiettoria insidiosa e pericolo per la Roma

28′ Cartellino giallo per Fares

24′ Ammonito Nainggolan. Il Belga era diffidato e salterà la prossima sfida contro il Benevento

23′ Tiro di Strootman dalla trequarti campo, ma il pallone va alto. Prova la sassata dalla distanza anche Nainggolan ma anche questo tentativo non va

21′ Ammonito Caracciolo per fallo su Nainggoaln

20′ Sesta chance per la Roma che arriva da palla inattiva: cross da calcio d’angolo per il centravanti bosniaco che tenta la botta dalla distanza ma il pallone sfila al lato del primo palo

18′ Occasione monumentale per il raddoppio giallorosso: inbucata di El Shaarawy, sembrava fatta con il faraone in 1 contro 1 con il portiere avversario ma un avversario gli sposta la palla all’ultimo

15′ Cross di Under per la testa di Dzeko, ma Nicols si fa trovare pronto. Sul capovolgimento di fronte, buona opportunità costruita dal Verona sull’asse Petkovic-Matos

13′ Buona ripartenza della Roma orchestrata da Nainggolan che serve un ottimo pallone ad Under. Il passaggio però andava effettuato un tantino prima: il turco ha dovuto rallentare la sua corsa per arpionare il pallone ed ha perso l’attimo per calciare in porta

7′ Calcio d’angolo per il Verona (il primo) senza sviluppi

5′ Incursione sulla destra di Nainggolan, che passa ad Under. Il turco si guarda intorno e serve Dzeko che è smarcato, si gira ma il pallone finisce alto sopra la traversa

3′ Azione personale di Dzeko, che si porta la palla sul mancino e prova a caricare il tiro ma la sua conclusione debole sfila al lato del primo palo

1′ Subito GOL DELLA ROMA  con Cengiz UNDER, determinato a tagliare il campo e a fulminare con un sinistro sul primo palo a sorprendere Nicolas. Primo segno in Serie A per lui.

 

Juve Stabia – Paganese, seguila in diretta su ViViRadioWeb dalle 15:45

Segui Juve Stabia – Paganese su ViViRadioWeb

ViViCentro.it, come sempre, anche per la gara delle 16.30 che vedrà i padroni di casa della Juve Stabia sfidare la Paganese, vi propone la diretta radiofonica a pillole, del match.

A partire dalle 15:45 ci saranno Mario Vollono, Mario Di Capua insieme agli altri inviati della redazione sportiva di ViViCentro e ai membri di Juve Stabia Live che ricordiamo sono Romano Farriciello, Giovanni Donnarumma, Bruno di Martino e Peppe Amore.

La radiocronaca si comporrà di collegamenti di 3 minuti ogni 15, che saranno trasmessi in streaming da ViViRadioWEB la radio di ViViCentro Network.

Aggiornamenti flash quindi sull’andamento della gara per chi si collegherà, una possibilità in più per seguire tutto il campionato delle Vespe.

Avvisiamo i nostri affezionati radioascoltatori che dalle ore 17:45 la radiocronaca si sposterà sul Canale 2 di ViViRadioWEB per fare spazio alla diretta integrale della gara tra la Givova Scafati e la Leonis Group Roma che verrà trasmessa sul Canale 1

Per ascoltare il Canale 2 di ViViRadioWEB è possibile farlo esclusivamente collegandosi al sito della radio https://vivicentro.it/viviradioweb/ scorrendo la pagina fino a visualizzare il player del secondo canale e cliccando su play. Per chi fosse già collegato dall’inizio bisogna chiudere il browser e entrare nuovamente nel sito della radio (in questo modo si effettuerà il refresh della pagina e si ascolterà correttamente la radio).

Mentre di consuetudine per ascoltare il Canale 1 ViViRadioWEB è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/

scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android (https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it)

IPhone (https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8)

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradio (https://www.facebook.com/ViViCentroRadio) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

Allora buon ascolto e forza Juve Stabia!

Queste le probabili formazioni:

Juve Stabia (4-2-3-1): Branduani, Nava, Bachini, Marzorati, Crialese, Mastalli, Viola, Simeri, Strefezza, Canotto, Paponi. (All. Caserta – Ferrara)

Paganese (3-5-2): Gomis, Meroni, Piana, Acamproa, Pavan, Tascone, Bensaja, Scarpa, Della Corte, Cernigoi, Cesaretti. (All. Favo)

Under 14, Europa-Juve Stabia 0-2: Di Serio e Sannino stendono gli avversari

Under 14, Europa-Juve Stabia 0-2: Di Serio e Sannino stendono gli avversari

Arriva una vittoria esterna per l’Under 14 di mister Franzese. Contro l’Europa, la gara finsice col punteggio di 2-0 grazie ai gol di Di Serio e Sannino. Gara combattuta ma portata a casa dalle Vespette.

Così in campo:

EUROPA – De Angelis, Brancaccio, Vivenzio, Pisaniello, Rotta, Bernardo, Di Buono, Pezzullo, Zito, Grasso, Romano. A disp. D’Avino, Castaldo, Ippolito, Armoniaso, Ferrara, Cimmino, Leone. All. Pastore

JUVE STABIA – Spina, Ventrone, Capo, Marino, Mahmoud, Esposito, Caputo, Balzano, Sannino, Cavaliere, Di Serio. A disp. Fusco, Russo, Capo, Montella, Migliaccio. All. Franzese

a cura di Ciro Novellino

Verona-Roma, le formazioni ufficiali: Under nel tridente d’attacco, Difra riporta Nainggolan sulla trequarti

NOTIZIE AS ROMA – “Vorrei segnare, ma l’unica cosa che conta oggi è la vittoria”. Così Cengiz Under (a cui Eusebio Di Francesco ha dato una nuova possibilità di vestire la maglia da titolare) a pochi minuti di distanza dal match contro l’Hellas Verona. A proposito di Verona, la partita di andata contro questa squadra segnò il ritorno in campo di Florenzi, oggi capitano della formazione giallorossa a causa dell’assenza per infortunio di Daniele De Rossi, schierato come di consueto come sterno basso sulla fascia destra. Una novità è rappresentata dalla posizione di Nainggolan, riportato oggi 30 metri più avanti. Vediamo gli schieramenti completi:

FORMAZIONI UFFICIALI:

HELLAS VERONA (4-4-2): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares; Romulo (c), Valoti, Buchel, Aarons; Matos, Petkovic
A disp.: Silvestri, Coppola, Zuculini, Lee, Calvano, Boldor, Bearzotti, Souprayen, Danzi
All. Fabio Pecchia

ROMA (4-2-3-1): Alisson; Florenzi (c), Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman; Ünder, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko.
A disp.: Lobont, Skorupski, Juan Jesus, Capradossi, Bruno Peres, Gerson, Perotti, Defrel.
All. Eusebio Di Francesco

Arbitro: Michael Fabbri della sezione di Ravenna
Assistenti: Di Fiore – Schenone
Quarto Ufficiale: Rapuano
VAR: Pairetto
AVAR: Ranghetti

Claudia Demenica

Under 13, Recale 2002-Juve Stabia 1-3: super tripletta per Cioffi!

Under 13, Recale 2002-Juve Stabia 1-3: super tripletta per Cioffi!

La gara Under 13 tra Recale 2002 e Juve Stabia si è giocata al comunale di Recale ed è terminata con il punteggio di 1-3 per le Vespette. I gol tutti nella ripresa con i padroni di casa in gol al sesto minuto grazie ad Inverno. Per Juve Stabia in gol Cioffi autore di una tripletta.

Così in campo:

RECALE – Smeragliuolo, Iovine, Costagliola, Di Monaco, Iuliano, Moretta, Prezioso, Inverno, Caroprese, Ruggiero, Marrandino. A disp. Paudice, Allegretta, Scarfato.

JUVE STABIA – Arrichiello, Ferrara, Delloiacono, Granatello, Improta, Marcuccio, Miele, Provvisiero, Coppola, Prisco, Minasi. A disp. Sacco, Cioffi, Di Nardo, Maffei, Papa. All. Petrillo

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi