Serie C Girone C – 25ª giornata
Domenica 11 Febbraio ore 16:30
Stadio Nicola De Simone 2017/2018
Siracusa-Akragas
Nella venticinquesima giornata di campionato di Serie C, al “Nicola De Simone” si disputerà il penultimo derby della stagione calcistica 2017/2018 (l’ultimo sarà il 6 Maggio contro la Sicula Leonzio).
Ancora una volta il Siracusa dovrà mirare alla vittoria per non perdere il quarto posto, ormai in suo possesso da mesi.
Il Siracusa con 36 punti, alle 16:30 dell’11 Febbraio dovrà fronteggiare i cugini, ultimi in classifica con 11 punti.
Rende, Cosenza e Matera da settimane cercano di strappare la posizione in classifica degli aretusei; quindi il Siracusa non può permettersi una sconfitta.
Gli azzurri in questa stagione hanno avuto sempre poca fortuna nel momento in cui si sono dovuti fronteggiare con squadre che militavano negli ultimi posti. A 13 partite dalla fine del campionato, però non possono essere mossi passi falsi; e Paolo Bianco dovrà concentrarsi per portare a casa la vittoria.
Il Mister della squadra aretusea, per questa partita dovrà tirare fuori dal cilindro magico tutte le idee per creare il giusto assetto in campo visto le tante assenze.
In rientro dalla squalifica, Daffara potrà scendere in campo, ma si dovrà fare a meno di Mucciante che ormai non fa parte del club aretuseo. Ancora in forse Tomei a proteggere il portale azzurro, ma D’Alessandro, nella gara contro il Cosenza, ha mostrato di essere un degno sostituto. Turati sembra ancora risentire dei postumi dell’intervento, mentre Giordano non potrà essere in campo per squalifica recidiva.
Il Siracusa sembra essere a corto di difensori Centrali, il cui ruolo potrebbe essere svolto da: Liotti (ruolo impiegato nella precedente squadra), Altobelli, Bruno oppure Punzi; quindi largo ai giovani.
Catania sembra aver smaltito l’infortunio al bicipite femorale, ancora in forse la presenza di De Silvestro e Parisi che alla fine del primo tempo a Cosenza ha subito un infortunio.
L’Akragas, forte della nuova presidenza cerca di conquistare punti utili per non declassare di categoria. Di Napoli non ha mai abbandonato la piazza ed ora sembra apparire forte grazie ai nuovi acquisti che hanno portato una nuova vitalità alla squadra.
Nella partita contro la Casertana si è evidenziato il ruolo del centroavanti Dammacco che ha portato la squadra al pareggio. Sanseverino ottima pedina in difesa e Zibert ottimo elemento di adocchiare perché in grado di saltare l’uomo con grande facilità.
Tra le file agrigentine mancherà Pisano, fermato per una giornata dal giudice sportivo per fallo da ultimo uomo.
La porta dei bianco-azzurro è ben protetta da Vono, capitano e giocatore rimasto legato alla squadra malgrado la voce di quel possibile fallimento.
In Totale le due squadre siciliane si sono affrontate in campo 46 volte registrando: 10 vittorie dell’Akragas con 34 goal, 16 pareggi e 21 vittorie del Siracusa con 50 goal.
L’ultima volta in campo, il 30 Settembre 2017, il Siracusa vinse per 0-3
Leoni e Giganti: entrambi in campo per vincere!
CRONOSTORIA DEL PRIMO DERBY
Fra le due città regna da millenni amicizia e rispetto, aspetto che si è riflesso nelle tifoserie di entrambe le città tanto da chiamarsi cugini.
Il loro primo derby risale alla stagione 1932/33 in Prima Divisione con una vittoria in casa del Siracusa 2-1 e in trasferta 4-1 giocate il 16 ottobre 1932 e 19 febbraio 1933.
Il Siracusa era allenato da Antal Mally, calciatore ungherese nato nel 1890, che portò l’S.S. Siracusa a sfiorare per ben due volte la serie B con il presidente Luigi Santuccio . In quella stagione la squadra siracusana giocava nel Campo Coloniale, sito in Via Augusto Von Platen, abbandonato nell’ottobre del 1932. In questo anno fu inaugurato lo stadio “Vittorio Emanuele III”.
Nel 1932 L’Akragas portava invece il nominativo di A.C. Agrigento e indossava la casacca color viola ( i colori bianco – azzurro furono poi adottati nel 1952). La nascita della società calcistica agrigentina si fa risalire proprio in questi anni, come la creazione dello stadio “Esseneto” che in quel periodo era solo formato da due tribune laterali e due curve chiamate “Prato“.
Nel 1932 /33 l’Akragas si piazzò 10° nel girone I di Prima Divisione. Retrocesso in Seconda Divisione a cui comunque rinuncia a partecipare. Il Siracusa invece si classificò seconda con 31 punti , stesso punteggio della prima in classifica, la Catanzarese a cui non riuscì a Napoli, 7 maggio 1933 a vincere lo spareggio (Catanzarese-Siracusa 1-0) e partecipare alle finali per la promozione in serie B.
In Totale le due squadre siciliane si sono affrontate in campo 46 volte registrando: 10 vittorie dell’Akragas con 34 goal, 16 pareggi e 21 vittorie del Siracusa con 50 goal.

I Comuni che accolgono richiedenti asilo sono aumentati del 59,8% (si sono aggiunte 1321 amministrazioni); le strutture sono aumentate del 92,9% (da 5.186 a 10.006); la capienza è cresciuta del 109% (da 94.533 posti a 197.607); e anche il numero di ospiti è salito, dell’88,4% (da 98.769 a 186.112). Questo potenziamento ha migliorato le condizioni dell’accoglienza: nel 2016 c’erano 4236 richiedenti asilo in più rispetto ai posti letto a disposizione, mentre nel 2017 avanzavano ancora 11.495 posti.
Nel 2016, quando la situazione era più critica dal punto di vista degli sbarchi (181.436 persone contro le 119.369 del 2017) l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva predisposto un piano che prevedeva una distribuzione più equa dei migranti, evitando così le concentrazioni nelle grandi città. L’idea era 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti.
Com’è andata? È stata rispettata questa quota? Diciamo che ora l’accoglienza è meno concentrata. Nel 2016 solo il 58% dei Comuni che accoglievano erano sotto questa quota. Nel 2017 siamo saliti al 68,8% dei Comuni. Il rispetto di questa quota, ovviamente, non è omogenea su tutta l’Italia. Nel Veneto, per esempio, la maggioranza dei Comuni è al di sotto (solo il 49% la supera). Ma è l’unico caso. Ci sono invece regioni dove nella stragrande maggioranza dei casi questo tetto viene superato: nel Molise è il 98,1% dei Comuni con strutture di accoglienza, in Basilicata l’89% e in Abruzzo l’83,3%.
Se non prendiamo come parametro i confini geografici, ma il numero di persone, in Italia la media è di un richiedente asilo ogni 325 persone. Nei Comuni che accolgono la media è un richiedente asilo ogni 100 abitanti.


