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Siracusa-Akragas: Derby in casa. Molte assenze per gli aretusei.

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Serie C Girone C – 25ª giornata

Domenica 11 Febbraio ore 16:30

Stadio Nicola De Simone 2017/2018
 Siracusa-Akragas

Nella venticinquesima giornata di campionato di Serie C, al  “Nicola De Simone” si disputerà il penultimo derby della stagione calcistica 2017/2018 (l’ultimo sarà il 6 Maggio contro la Sicula Leonzio).

Ancora una volta il Siracusa dovrà mirare alla vittoria per non perdere il quarto posto, ormai in suo possesso da mesi.

Il Siracusa con 36 punti, alle 16:30 dell’11 Febbraio dovrà fronteggiare i cugini, ultimi in classifica con 11 punti.

Rende, Cosenza e Matera da settimane cercano di strappare la posizione in classifica degli aretusei; quindi il Siracusa non può permettersi una sconfitta.

Gli azzurri in questa stagione hanno avuto sempre poca fortuna nel momento in cui si sono dovuti fronteggiare con squadre che militavano negli ultimi posti. A 13 partite dalla fine del campionato, però non possono essere mossi passi falsi; e Paolo Bianco dovrà concentrarsi per portare a casa la vittoria.

Il Mister della squadra aretusea, per questa partita dovrà tirare fuori dal cilindro magico tutte le idee per creare il giusto assetto in campo visto le tante assenze.

In rientro dalla squalifica,  Daffara  potrà scendere in campo, ma si dovrà fare a meno di Mucciante che ormai non fa parte del club aretuseo.  Ancora in forse Tomei a proteggere il portale azzurro, ma D’Alessandro, nella gara contro il Cosenza, ha mostrato di essere un degno sostituto. Turati sembra ancora risentire dei postumi dell’intervento, mentre Giordano non potrà essere in campo per squalifica recidiva.

Il Siracusa sembra essere a corto di difensori Centrali, il cui ruolo potrebbe essere svolto da: Liotti (ruolo impiegato nella precedente squadra), Altobelli,  Bruno oppure Punzi; quindi largo ai giovani.

Catania sembra aver smaltito l’infortunio al bicipite femorale, ancora in forse la presenza di De Silvestro e Parisi che alla fine del primo tempo a Cosenza ha subito un infortunio.

L’Akragas, forte della nuova presidenza cerca di conquistare punti utili per non declassare di categoria. Di Napoli non ha mai abbandonato la piazza ed ora sembra apparire forte grazie ai nuovi acquisti che hanno portato una nuova vitalità alla squadra.

Nella partita contro la Casertana si è evidenziato il ruolo del centroavanti Dammacco che ha portato la squadra al pareggio. Sanseverino ottima pedina in difesa e Zibert ottimo elemento di adocchiare perché in grado di saltare l’uomo con grande facilità.

Tra le file agrigentine mancherà Pisano, fermato per una giornata dal giudice sportivo   per fallo da ultimo uomo.

La porta dei bianco-azzurro è ben protetta da Vono, capitano e giocatore rimasto legato alla squadra malgrado la voce di quel possibile fallimento.

In  Totale le due squadre siciliane si sono affrontate in campo 46 volte registrando:   10 vittorie dell’Akragas con 34 goal,  16 pareggi e 21 vittorie del Siracusa con 50 goal.

L’ultima volta in campo, il 30 Settembre 2017, il Siracusa vinse per 0-3

Leoni e Giganti: entrambi in campo per vincere!

CRONOSTORIA DEL PRIMO DERBY

Fra le due città regna da millenni amicizia e rispetto, aspetto che si è riflesso nelle tifoserie di entrambe le città tanto da chiamarsi cugini.

Il loro primo derby risale alla stagione 1932/33 in Prima Divisione con una vittoria in casa del Siracusa 2-1 e in trasferta 4-1 giocate il 16 ottobre 1932 e 19 febbraio 1933.

Il Siracusa era allenato da Antal Mally, calciatore ungherese nato nel  1890, che portò l’S.S. Siracusa a sfiorare per ben due volte la  serie B con  il presidente  Luigi Santuccio . In quella stagione la squadra siracusana giocava nel Campo Coloniale, sito in Via Augusto Von Platen, abbandonato nell’ottobre del 1932. In questo anno fu inaugurato lo stadio  “Vittorio Emanuele III”.

Nel 1932 L’Akragas portava invece il nominativo di A.C. Agrigento e indossava la casacca color viola ( i colori bianco – azzurro furono poi adottati nel 1952). La nascita della società calcistica agrigentina si fa risalire proprio in questi anni, come la creazione dello stadio “Esseneto” che in quel periodo era solo formato da due tribune laterali e due curve chiamate “Prato“.

Nel 1932 /33 l’Akragas si piazzò 10° nel girone I di Prima DivisioneRetrocesso in Seconda Divisione a cui comunque rinuncia a partecipare. Il Siracusa invece si classificò seconda con 31 punti , stesso punteggio della prima in classifica, la Catanzarese  a cui non riuscì a Napoli, 7 maggio 1933 a vincere lo spareggio (Catanzarese-Siracusa 1-0) e partecipare alle finali per la promozione in serie B.

In  Totale le due squadre siciliane si sono affrontate in campo 46 volte registrando:   10 vittorie dell’Akragas con 34 goal,  16 pareggi e 21 vittorie del Siracusa con 50 goal.

Napoli, Trezeguet: “Questa è una Serie A bellissima. A maggio capiremo…”

“Le polemiche sono inutili, bisogna solo fare gol per vincere”

David Trezeguet, ex calciatore della Juventus, ha rilasciato un’intervista al quotidiano TuttoSport nel tentativo di riportare i binari calcistici il duello tra la sua ex squadra e il Napoli che stanno infiammando questa Serie A“Sono cresciuto nel mito di Maradona. I giocatori pensino solo a giocare e a fare gol, lì vince il più forte e le parole restano fuori”.

Come vede questa sfida scudetto tra Juventus e Napoli?
“Si tratta di una bella sfida che fa bene al calcio italiano. Il Napoli sta seguendo un percorso eccellente, anche se agli azzurri è rimasto soltanto il campionato, oltre all’Europa League, hanno giocatori di immenso valore. E’ un duello davvero appassionante, perchè in questo momento è impossibile dire chi sia il vero favorito. In questo senso sono convinto che Allegri abbia perfettamente ragione quando dice che lo scudetto si deciderà più avanti, magari proprio nelle ultime giornate di campionato, perchè c’è un equilibrio che potrebbe durare ancora per mesi”.

E alla fine chi prevarrà secondo lei?
“La Juventus ha dalla sua parte una grande esperienza che in questi casi è fondamentale, perchè servono concentrazione e nervi distesi. Vediamo… Certo per la Juventus inizia un periodo molto duro con la Champions League che dà entusiasmo e toglie energie. Sarebbe importante anche per il calcio italiano che la Juventus andasse avanti in Champions League”.

Povera Italia: Luca Traini in carcere è accolto come eroe

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Su la Stampa di oggi leggo che Luca Traini, l’autore dell’attentato razzista ai migranti di Macerata, viene accolto come un eroe in carcere. Parafrasando Totò mi viene da dire: lasciamolo lì per sempre. Non è bello rovinare i sogni di un idiota ne, aggiungo, togliere un eroe a chi non ha mai avuto niente, nemmeno la dignità.

Ma leggiamo ora l’articolo di FRANCESCO GRIGNETTI INVIATO A PESARO da La Stampa

Traini in carcere accolto come un eroe

Dai social solidarietà al naziskin accusato di strage

PESARO – Lo hanno applaudito al passaggio per i corridoi del carcere, Luca Traini. I detenuti italiani, ovviamente, non tutti. E lui s’è impettito. Orgoglioso di quello che ha fatto. Altro che «gesto folle di un fascista che ha infangato il tricolore», come sosteneva ieri il ministro Andrea Orlando, in visita ai feriti di Macerata. No, Traini per tanti è ormai un eroe.

Sembra davvero aver scoperchiato i sentimenti più segreti di una parte d’Italia, questo naziskin dall’aria truce. In tanti solidarizzano. Non soltanto sui social, ma anche nelle strade. E il suo avvocato Giancarlo Giulianielli è il primo a esserne sbalordito. Due giorni fa l’ha chiamato un normale cittadino da una cittadina della civile Toscana, e ha chiesto come fare a collaborare alle spese della sua difesa. Anche diversi gruppi dell’estrema destra dichiarano di essere pronti a pagarne le spese legali. Giulianielli, correttamente, ha informato il suo assistito di queste iniziative. Gli ha chiesto: che vuoi fare? E Traini, che si è detto onorato di riscuotere tanto consenso, ha risposto: «Che diano tutto alle famiglie bisognose. Ma che siano famiglie italiane».

Si sentono i suoi dieci anni di militanza nei gruppi più estremi, quelli che già da tempo fanno raccolte di cibo a favore dei poveri, alla maniera dei neonazisti greci di Alba Dorata. Al sostituto procuratore Stefania Ciccioli, Traini ha raccontato la sua vita di adolescente emarginato e triste, con una difficile storia familiare, che a 17 anni trovò finalmente un gruppo dove sentirsi spalleggiato. La sua prima manifestazione, un raduno di Forza Nuova ad Ascoli. Ma poi di queste iniziative ce ne sono state tante. L’innamoramento per la Lega e per Matteo Salvini è storia recente.

Brutti sporchi e cattivi, in genere i naziskin si vantano di essere diversi dalla brava gente borghese. Traini non fa eccezione. Sulle nocche delle mani si era fatto tatuare la parola inglese «Outcast». Significa: emarginato. Così come farsi tatuare sulla tempia la runa celtica: a un certo punto ha intrapreso un percorso di non ritorno. E se ora in tanti a Macerata s’interrogano su come sia stato possibile, Luca Traini evidentemente aveva varcato la sua linea d’ombra. Non per caso, se fino a un anno fa in palestra lo chiamavano «Big John» e lui ci stava a questo ruolo abbastanza inoffensivo, e con gli amici il massimo dell’esagerazione era mangiare 10 hamburger al fast food, ora aveva preso a farsi chiamare «Lupo». Un percorso verso il precipizio che in palestra era stato ben percepito. La storia era davvero diventata un’altra. E ora? «Siccome si sente orgogliosamente un emarginato tra gli emarginati – racconta il suo legale – dice che il carcere non gli sta stretto. Anzi, lo sente come se fosse casa sua». Un successo.

vivicentro.it/CRONACA
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Napoli, patenti facili a Napoli, la Guardia di Finanza scopre un’ evasione di 1 milione e mezzo

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Ecco la scoperta della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza a seguito di un’ inchiesta su patenti facili ha scoperto un’ evasione di oltre un milione e mezzo di euro. Ecco il comunicato delle Fiamme Gialle: Un’ evasione fiscale da oltre un milione e mezzo è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Napoli durante controlli a medici abilitati ad accertare l’idoneità psicofisica per il conseguimento o il rinnovo delle patenti di guida. I controlli hanno riguardato 154mila visite mediche tra Napoli e Ischia dell’ultimo triennio. L’incrocio delle informazioni di enti pubblici e banche dati ha messo in luce un sistematico occultamento dei compensi. Le criticità riguardano soprattutto 7 tra medici di base e medici militari in quiescenza la cui posizione nei confronti dei fisco non rispecchia il numero di visite effettuate. Uno di loro, tra il 2015 e il 2016, ha effettuato 28 mila visite per le quali ha preso in ‘nero’, a parte la quota trattenuta alla scuola guida, compensi che hanno fatto emergere 450.000 euro di differenza tra il denaro percepito e il reddito regolarmente dichiarato. Altri tre medici hanno patteggiato la loro situazione con il fisco.

Reja: “Il Napoli gioca il miglior calcio degli ultimi tempi, vorrei vincessero lo scudetto”

Ecco le parole di Edy Reja

Uno dei doppi ex della sfida di sabato tra Napoli e Lazio è Mister Edy Reja, il quale ha allenato sia gli azzurri portandoli nella scalata dalla Serie C alla massima serie e i capitolini. Il tecnico ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni dell’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole:

Mister, che partita si aspetta sabato sera?

«Altamente spettacolare, come del resto lo è stata quella dell’andata».

Partiamo dalla capolista: quanto le piace la squadra di Sarri?

«Tanto, io godo nel vedere giocare il Napoli. Secondo me, pratica in assoluto il miglior calcio degli ultimi anni. Magari non sempre riesce a essere brillantissimo perché per caratteristiche deve andare costantemente a mille all’ora, però adesso ha limitato molto i cali di concentrazione del passato».

In cosa questo Napoli è diverso da quello anche solo dello scorso anno?

«Ora è costantemente dentro la partita, prima prendeva qualche gol di troppo non appena abbassava l’intensità. Si vede che l’esperienza ha fortificato un gruppo che è migliorato nella gestione delle partite. Gli azzurri non si chiudono neppure quando sono in vantaggio ma riescono comunque a rischiare poco».

Teme il rischio usura per i «titolarissimi» di Sarri?

«Scegliere quasi sempre gli stessi interpreti potrebbe essere un limite in considerazione del fatto che sta per ricominciare l’Europa League, una competizione molto dispendiosa dal punto di vista psicofisico. Lo so per esperienza, con la Lazio perdemmo una qualificazione alla Champions proprio per le troppe energie lasciate in campo internazionale».

Si può ovviare al problema?

«Credo che il Napoli debba cambiare molti interpreti già contro il Lipsia evitando così di spremere i “soliti noti” e affrontando l’impegno senza eccessive pressioni. Del resto, gli azzurri non hanno l’organico della Juventus che ha pure la capacità di cambiare spesso pelle, andare oltre i tanti infortuni e risparmiarsi quando è giusto farlo. Allegri è un grande sul piano tattico e i suoi uomini non mollano mai. Però mi auguro che, stavolta, sia il Napoli a vincere il campionato».

La prossima settimana al San Paolo arriva la sua Spal. Preoccupato per i ferraresi?.

«Semplici ha fatto un lavoro straordinario. Ora a causa della classifica li vedo giocare poco sereni. Ma sono usciti rafforzati dal mercato, con la giusta grinta possono salvarsi».

Italo passa agli americani: venduta per 2 miliardi di euro

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Italo passa agli americani: venduta per 2 miliardi di euro

Italo diventa degli americani. Gli azionisti di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori), la società dei treni ad alta velocità Italo, hanno accettato l’offerta d’acquisto del GIP (Global Infrastructures Partners).

Ieri, mercoledì 7 febbraio, è stata presa la decisione. Cinque ore di consiglio di amministrazione, durante il quale l’offerta del GIP è arrivata a circa 2 miliardi di euro, più i 400 milioni di euro di debiti della società di cui si faranno carico i nuovi acquirenti. La scelta è stata presa all’unanimità da parte tutti gli azionisti: Intesa Sanpaolo, Generali, Montezemolo, Della Valle, l’armatore Punzo, Cattaneo, Isabella Seragnoli, il patron della Brembo Bombassei e il fondo Peninsula.

Adesso si aspetta l’approvazione dell’antitrust per chiudere definitivamente l’operazione di vendita.

Il passaggio della società dei treni ad alta velocità Italo agli americani metterà fine al processo di quotazione in borsa della società stessa. Sulla questione i ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, si sono espressi positivamente.

NTV, nata nel 2006, è la sola società privata di treni ad alta velocità in Europa. Anche il Gip esiste dal 2006 ed è “un fondo americano tutto dedicato alle infrastrutture, con tre direttrici principali: trasporti, energia e gestione di acque e rifiuti. Ha sede a New York e investimenti consistenti in molti paesi europei. Ha entrate annuali superiori a 5 miliardi di dollari e controlla società che in tutto hanno 21.000 dipendenti”, informa il Sole 24 Ore.

L’ attacco del Napoli è tra i più forti del 21o secolo, ecco la classifica!

L’ attacco azzurro è al nono posto

Il tridente del Napoli è tra i più forti e prolifici del 21 o secolo. L’ attacco formato da Lorenzo Insigne, Dries Mertens e Josè Maria Callejon è stato inserito nella classifica del portale fourfourtwo, che ha stilato una stilato una classifica degli attacchi più forti. I tre calciatori azzurri sono al nono posto in una lista che vede in vetta il trio Messi, Suarez e Neymar del Barcellona e Ronaldinho, Ronaldo e Rivaldo nel Brasile. Ecco la classifica:

  1. Barcellona (Messi, Suarez, Neymar)
  2. Brasile (Ronaldinho, Ronaldo, Rivaldo)
  3. Real Madrid (Bale, Benzema, Ronaldo)
  4. Barcellona (Henry, Eto’o, Messi)
  5. Manchester United (Tevez, Rooney, Ronaldo)
  6. PSG (Mbappe, Cavani, Neymar)
  7. Borussia Dortmund (Gotze, Lewandowski, Reus)
  8. Porto (Hulk, Falcao, Varela)
  9. Napoli (Callejon, Mertens, Insigne)
  10. Chelsea (Pedro, Diego Costa, Hazard)

Napoli, colpi di pistola a Soccavo, un rapinatore tenta di derubare una farmacia

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Il fatto è avvenuto nel quartiere di Napoli, Soccavo in via Epomeo

Il pomeriggio di ieri è stato da paura del quartiere di Napoli, Soccavo. Un rapinatore ha tentato di derubare una farmacia in via Epomeo. Il tentativo del ladro non è andato a buon fine così e così mentre si allontanava ha sparato un colpo di arma da fuoco a vuoto. Fortunatamente nessuno era nella traiettoria, ma la paura della gente è stata tanta. Le forze dell’ ordine stanno indagando sul caso, cercando di capire l’ identità del rapinatore che subito dopo il tentativo di rapina si è dato alla fuga.

Cresce il numero di Comuni che accolgono migranti

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In Italia cresce il numero di Comuni che accolgono gli immigrati: sul territorio nazionale ne sono presenti oltre 1.300 in più rispetto al 2016. Ma sei comuni su dieci continuano a rifiutare di ospitarli.

Più strutture per i profughi. In un anno 1321 Comuni aprono all’accoglienza

I dati del Viminale contraddicono la tesi dell’ invasione. La distribuzione è disomogenea: il 60% dei centri non li ospita

TORINO – È uno dei temi centrali della campagna elettorale, eppure in Italia, in 3 Comuni su 5, non hanno mai visto un solo richiedente asilo. «L’invasione», una volta redistribuita sul territorio, ha queste caratteristiche: su 7978 Comuni italiani, 3291 hanno strutture per l’accoglienza. Per gli altri, è una questione di cui si sente parlare in televisione.

Abbiamo chiesto al Viminale i dati capillari dell’accoglienza. Era un lavoro che avevamo già fatto l’anno scorso e questo ci consente di fare alcune valutazioni. Cosa è cambiato tra il 15 luglio 2016 e il 21 dicembre scorso?

I Comuni che accolgono richiedenti asilo sono aumentati del 59,8% (si sono aggiunte 1321 amministrazioni); le strutture sono aumentate del 92,9% (da 5.186 a 10.006); la capienza è cresciuta del 109% (da 94.533 posti a 197.607); e anche il numero di ospiti è salito, dell’88,4% (da 98.769 a 186.112). Questo potenziamento ha migliorato le condizioni dell’accoglienza: nel 2016 c’erano 4236 richiedenti asilo in più rispetto ai posti letto a disposizione, mentre nel 2017 avanzavano ancora 11.495 posti.

Migranti 2Nel 2016, quando la situazione era più critica dal punto di vista degli sbarchi (181.436 persone contro le 119.369 del 2017) l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva predisposto un piano che prevedeva una distribuzione più equa dei migranti, evitando così le concentrazioni nelle grandi città. L’idea era 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti.

Migranti 3Com’è andata? È stata rispettata questa quota? Diciamo che ora l’accoglienza è meno concentrata. Nel 2016 solo il 58% dei Comuni che accoglievano erano sotto questa quota. Nel 2017 siamo saliti al 68,8% dei Comuni. Il rispetto di questa quota, ovviamente, non è omogenea su tutta l’Italia. Nel Veneto, per esempio, la maggioranza dei Comuni è al di sotto (solo il 49% la supera). Ma è l’unico caso. Ci sono invece regioni dove nella stragrande maggioranza dei casi questo tetto viene superato: nel Molise è il 98,1% dei Comuni con strutture di accoglienza, in Basilicata l’89% e in Abruzzo l’83,3%.

Migranti 4Se non prendiamo come parametro i confini geografici, ma il numero di persone, in Italia la media è di un richiedente asilo ogni 325 persone. Nei Comuni che accolgono la media è un richiedente asilo ogni 100 abitanti.

La politica che hanno perseguito gli ultimi governi punta a un maggior numero di Comuni che mette a disposizione le proprie risorse. E pare che spingere su questo tema, al di là di singole amministrazioni in cui si sono alzate le barricate, ottenendo un effetto soprattutto mediatico, sta dando i suoi frutti. Anche in questo caso, però, la solidarietà non è uguale in tutte le regioni.

Tuttavia, la solidarietà verso un problema nazionale è diversa lungo lo Stivale. La regione con meno Comuni che accolgono richiedenti asilo è la Valle d’Aosta: il 17,6% del totale. Segue la Sardegna: 17,8%. Dall’altra parte della classifica troviamo la Toscana (84% dei Comuni) e l’Emilia Romagna (75,4%). La palma del comune piùsolidale d’Italia spetta a Valleve, in provincia di Bergamo, che ospita 86 richiedenti asilo su una popolazione di 133 abitanti.

Ultima annotazione: a fronte dei 1321 Comuni che si sono aggiunti tra il 2016 e il 2017, ce ne sono 89 che hanno smesso di accogliere.

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Ronaldo: “Mi piacerebbe che il Napoli vincesse lo scudetto, gioca un calcio affascinante”

Ecco le parole di Ronaldo

Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto come Ronaldo il Fenomeno, ha rilasciato una lunga intervista all’ edizione odierna del quotidiano la Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue parole:

Finiamo con il campionato: si diverte ancora a vedere il calcio italiano?

«Napoli-Juve di oggi è un po’ come Real-Barcellona dei miei ultimi anni nella Liga: un duello qualche gradino sopra le altre. Al Napoli ho visto giocare un calcio molto affascinante, la Juve ti schiaccia con la forza mentale, con la varietà di soluzioni. Non so come finirà, so come spero che finisca».

Lo diciamo?

«Ma sì, dai: dopo tutto questo dominio della Juve mi piacerebbe che toccasse al Napoli, anche se da tifoso dell’Inter preferirei poter dire Inter. Massimo rispetto per la Juve e per i suoi tifosi, ma se per una volta, e magari per un po’, lo scudetto andasse ad una squadra che non sia la Juve credo sarebbe una bella cosa, per il campionato italiano. Se ogni tanto non si cambia chi vince, poi ci si annoia. No?».

VIDEO ViViCentro- Beppe Vessicchio: “La passione per la musica non te la può togliere nessuno”

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Il Maestro Vessicchio al Festival di Sanremo 2018: un simbolo assoluto della musica contemporanea anche all’Ariston

In esclusiva per ViViCentro il maestro simbolo del Festival di Sanremo Beppe Vessicchio che racconta le sue esperienze e la sua carriera alla kermesse canora: dagli esordi all’ultimo festival, al suo rapporto con la musica stessa, sia nella dimensione privata che in quella pubblica.

Qual è la canzone che lei ricorda con più piacere?

La canzone che ricordo è la nevicata del’56 perché è stata la prima volta che ho diretto. mia Martini è un monumento

Nel tempo libero il maestro Vessicchio che musica ascolta?

Nel tempo libero cerco di comporre perché il momento dell’ascolto è legato quasi sempre ad analisi o a studio. Mi manca il tempo per farlo per piacere, mi sono reso conto che per un po’ di anni avevo smesso di studiare perché la musica fatta per lavoro mi aveva dato grandi soddisfazioni. Poi mi son reso conto che era musica per lavoro, non musica di piacere. Mi son reso conto che l’unica cosa che posso portare avanti nei miei giorni è il rapporto che ho con lei, quindi con la musica di sempre: quella del presente e quella del passato, c’è sempre da imparare. Ogni tanto mi accorgo che alcuni procedimenti ed intuizioni di qualche avanguardista ha una radice lontana e cerco di tracciare questo percorso. Spesso mi trovo a studiare partiture lontanissime nel tempo, del 700 o a guardare qualche segnalazione di qualche amico che mi invita ad ascoltare musica in rete, davvero particolare. La musica si è riaccesa nella sua massima capacità di attrazione, perché mi son reso conto che è la musica al centro. Chi è fortunato a fare un lavoro che ama c’è e va avanti, ma la passione non te la può togliere nessuno“.

dalla nostra inviata a Sanremo, Annalibera Di Martino

Meta, dietro la scomparsa del giovane Luigi potrebbero esserci match clandestini di boxe

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Ecco nuovi dettagli sulla scomparsa di Luigi Celentano

Oramai è passato un anno dalla scomparsa del giovane Luigi Celentano dalla città di Meta di Sorrento. Ad occuparsi del caso è stata la trasmissione televisiva Chi l’ ha visto, in onda su Rai 3. Secondo quanto viene riportato sulla scomparsa del ragazzo, di cui non si hanno ancora tracce ci sarebbero delle scommesse clandestine di boxe. La madre ha riferito alcune parole che il ragazzo le aveva detto prima di sparire:
Lunedì mi ammazzano, così mi disse“, spiega la madre. “E poi nel letto aggiunse, prima di sparire: mi mancherai“.  Mentre il padre ha detto:” È uscito il sette di picche nero, una carta brutta – spiega Celentano senior – La gente è cattiva, possibile che 14 o 15 persone abbiano fatto del male e traumatizzato Luigi al punto da spingerlo a prendere il primo treno e andare via. Oppure quelle stesse persone l’hanno ammazzato. Prima di allontanarsi Luigi ha distrutto la scheda sim del suo cellulare, lo so perché ho trovato i frammenti a casa Perché voleva isolarsi? Che fine ha fatto mio figlio?”
 

CdM: “Il Napoli chiede 10 milioni per Younes, si tratta di una plusvalenza record!”

Ecco le ultime su Younes, fissata la cifra di 10 milioni per il cartellino

Il caso di Amin Younes tiene banco nell’ ambiente di Napoli. Il calciatore dopo aver firmato un contratto con validità a partire dal 1 luglio, ha fatto un clamoroso dietrofront dicendo che non vuole indossare la maglia del Napoli. Ieri, l’ avvocato della società ha fatto sapere che il contratto è valido, quindi il calciatore tedesco ma di origine libanese dovrà presentarsi obbligatoriamente in ritiro, nonostante abbia chiesto la cessione. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, il Napoli avrebbe già fissato il prezzo del cartellino del calciatore che si avvicinerebbe ad una cifra vicina ai 10 milioni di euro. Si tratterebbe di una plusvalenza record, considerando che è stato preso a parametro zero.

Saviano, tenevano il figlio psicotico incatenato al letto: arrestata una famiglia

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La famiglia è stata arrestata ed è accusata di sequestro di persone e maltrattamenti in famiglia

Una famiglia di Saviano, in provincia di Napoli, è stata arrestata perchè tenevano il figlio psicotico di 36 anni ammanettato al letto per non farlo uscire di casa. I genitori di 65 e 60 e la sorella di 35 anni sono stati portati presso la casa circondariale di Poggioreale, tutti incensurati. A far scattare l’ allarme è stato un controllo dei Carabinieri, nella casa di Saviano, teatro della vicenda. I militari della Compagnia di Nola hanno trovato il 36enne legato al letto e all’armadio con due lucchetti e una catena di ferro intorno ad una caviglia.

CdM: “Gli agenti di Jorginho saranno in tribuna al San Paolo. United e City alla finestra”

Ecco le ultime su Jorginho

Jorginho è uno dei calciatori fondamentali nello scacchiere tattico di Sarri. L’ italo-brasiliano è capace come pochi di dare il giusto ordine alla manovra, orchestrando nel migliore dei modi i tempi di gioco, dettandoli a tutta la squadra. Sul centrocampista del Napoli, ci sono da tempo gli occhi delle due di Manchester: City e United. Le due compagini sarebbero pronte ad investire anche 40 milioni di euro per avere il calciatore, ed è per questo che secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, che il Napoli vorrebbe accelerare quanto prima le pratiche per il rinnovo. Come riporta il quotidiano, gli agenti di Jorginho, saranno al San Paolo per la sfida di sabato con la Lazio.

Il Mattino: “Sarri affascinato dalle big della Premier, il rinnovo può aspettare”

Sarri richiesto in Premier

Sono tante le squadre che in questi anni stanno apprezzando l’ ottimo lavoro di Maurizio Sarri con il Napoli, come il Chelsea, il West Ham e il Tottenham. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino al tecnico non dispiacerebbe allenare in Premier League, ed è per questo che sta riflettendo bene su cosa fare con gli azzurri. Ecco quanto scrive Il Mattino: “A questo punto, Sarri vuole capire meglio. Ed e’ per questo che i sondaggi di Pellegrini tra Inghilterra, Francia e Spagna servono a capire anche quante follie sarebbero disposti a fare per strappare Sarri a De Laurentiis. La verita’ e’ che Sarri non e’ indifferente all’idea di una proposta di una big della Premier, dove tanta pubblicita’ gli ha fatto il suo amico Pep Guardiola. Qualsiasi allenatore ci penserebbe non una, ma dieci, cento volte prima di rifiutarla a priori. E nei prossimi giorni non cambiera’ molto. Magari, sia pure al telefono, l’ad Chiavelli e l’agente Pellegrini cominceranno a gettare le basi per il nuovo accordo. Ma da qui a parlare di firma su un contratto nuovo di zecca ci vorra’ ancora del tempo. Non v’è certezza assoluta”.

Napoli, agguato di camorra a Miano: freddati due uomini del clan Nappello

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Uccise due persone del clan Nappello

Una vera e propria azione di camorra nel quartiere napoletano di Miano. Poche ore fa due sicari sono andati a colpo sicuro ad uccidere Antonio Mele di 57 anni e Biagio Palumbo di 52, persone affiliate al clan Nappello. Il fatto è avvenuto intorno alle 19 del pomeriggio di ieri, nella seconda traversa di via Janfolla, mentre i due uomini erano in macchina, secondo quanto trapela dalle indagini in corso delle forze dell’ ordine sono stati avvicinati da due sicari, del clan rivale, in moto e suon di colpi di pistola avrebbero freddato i due. In questo momento non ci sono ancora testimoni.
 

Gazzetta: “Mertens recupera, Albiol in forse, Chiriches scalpita per un posto da titolare”

Mertens dovrebbe esserci sabato

La caviglia di Dries Mertens fa molto meno male e non è così tanto gonfia. L’ attaccante belga ci sarà nel big match di sabato prossimo tra Napoli e Lazio, una sfida che gli azzurri devono vincere assolutamente per continuare a restare in vetta, ma secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, il tecnico azzurro, Maurizio Sarri, potrebbe rinunciare ad uno dei pilastri della sua difesa: Raul Albiol. Lo spagnolo è alle prese con un affaticamento, si sta allenando a parte e nel caso venga confermato il suo forfait, Vlad Chiriches giocherà dal primo minuto facendo reparto con Koulibaly.

Sanremo 2018, le pagelle delle canzoni delle Nuove Proposte

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Sul palco per la seconda puntata anche le Nuove Proposte, la pagella dei nuovi cantanti

Francesco Baglioni con “Il Congiuntivo”: pezzo frizzante, testo originale. Il brano nel complesso convince. Molto radiofonico. Voto: 8

Giulia Casieri con “Come Stai”: musica travolgente, testo poco ricco. Il brano nel complesso è abbastanza interessante. Voto: 6

Mirkoeilcane con “Stiamo tutti bene”: testo molto profondo, musica inadatta. Non si sposa bene con il significato importante che porta: ricorda molto Faletti con “Signor Tenente”.  Voto: 6

Alice Caioli con “Specchi rotti”: testo di frasi rifuse, musica già sentita: ricorda molto un brano di Mariella “Piano inclinato” e la canzone di Elodie “tutta colpa mia”. Voto: 5

Nella media delle canzoni presentate questa sera sono di un livello abbastanza alto. Aspettiamo la prossima serata per ascoltare l’altra parte delle nuove Proposte.

 

 

Sanremo 2018, le pagelle dei big della seconda serata

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Pagelle della seconda serata per le canzoni del Festival di Sanremo 2018

Le Vibrazioni con il brano “Così sbagliato“: testo nello stile dei Modà, musica estremamente radiofonica. Voto:6

Nina Zilli con il brano “Senza appartenere“: testo bellissimo, musica suggestiva, nel complesso un bel brano. Voto: 7

Diodato e Roy Paci con il brano “Adesso“: testo incisivo, ricco e pieno di significato. musica impeccabile. Il brano funziona. Voto: 8

Elio e le Storie Tese con il brano “Arrivedorci“: il testo non si sposa bene con la musica, eccessiva ironia. VOTO: 5

Ornella Vanoni con Pacifico e Bungaro con il brano Imparare ad Amarsi: testo incisivo, musica ricca di suggestioni orientaleggianti. VOTO: 8

Red Canzian con il brano “Ognuno ha il suo racconto“: ritmo incalzante, coinvolgente, testo poetico. VOTO: 8

Ron con il brano “Almeno pensami“: Impeccabile l’interpretazione, testo poetico e ricco, musica armoniosa e delicata. VOTO:9

Renzo Rubino con il brano “Custodire”: brano orecchiabile, testo che aderisce parzialmente con la musica. VOTO: 6

Annalisa con il brano “Il mondo prima di te”: testo disconnesso, musica che non colpisce. Usuale.  VOTO: 5

Decibel con il brano “Lettera al Duca“: Brano rockeggiante con suggestioni country, il testo non si sposa bene con la musica scelta. VOTO: 5

Le canzoni in gara al secondo ascolto sembrano convincere di più rispetto a ieri. Il livello è abbastanza alto, ma ci sono diversi pezzi che non convincono del tutto. L’impronta autoriale è evidente, nei pezzi di Ron e Canzian. Meno convincente il plotone dei giovani.