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Guardia di Finanza: sequestrati 40mila prodotti non sicuri nel salernitano

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La Guardia di Finanza impengata nella lotta alla contraffazione ha sequestrato prodotti in un magazzino nel salernitano

La Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, impegnata nella lotta alla contraffazione, ha eseguito un controllo in un magazzino di Angri in cui sono stati scoperti 40 mila prodotti, tra cui articoli di carnevale, giocattoli e cosmetici, sprovvisti dei necessari certificati di conformità e sicurezza.

Le Fiamme Gialle, hanno riscontrato la presenza di prodotti, come astucci, zaini e altri articoli per la scuola, contraffatti che raffiguravano personaggi del mondo dei cartoni animati.

Il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per vendita di prodotti falsi e segnalato alla competente autorità amministrativa per l’irrogazione delle sanzioni fino a € 25.000,00.

Come si legge nella nota l’attività di servizio svolta conferma la presenza della Guardia di Finanza sul territorio impegnata nel contrasto dei comportamenti in grado di minare la leale concorrenza tra gli operatori del mercato e di nuocere alla salute dei consumatori e degli utenti.

Renzi stretto tra chi vuole e chi contesta le “regole dure”

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«Matteo Renzi, L’ex rottamatore si è ritrovato nuovamente stretto nella solita e micidiale tenaglia che minaccia, da sempre, la sinistra di governo: da una parte i settori più moderati e spaventati del Paese che chiedono “regole dure” contro l’immigrazione clandestina; dall’altra il variegato mondo della sinistra che contesta, appunto, le “regole dure” varate quest’estate dal ministro Minniti» scrive Federico Geremicca nel suo editoriale.

Il sentiero stretto di Matteo

Matteo Renzi non è contento. Giunti ormai a tre sole settimane dal voto, infatti, la campagna elettorale non cambia verso, ogni nuovo avvenimento (si pensi ai fatti di Macerata) pare moltiplicare le difficoltà del Pd e soprattutto – lamenta il segretario – «tutto è usato contro di me». Annotazione, quest’ultima, senz’altro vera: e che pare il contrappasso di quel che accadeva appena tre anni e mezzo fa, quando il 40% ottenuto alle elezioni europee certificò un consenso ed un pubblico sentire secondo il quale qualunque cosa Renzi dicesse o facesse era quella più innovativa, sensata e giusta da fare.

Pd all’angolo nei sondaggi. Renzi adesso teme il crollo al 20 per cento

Renzi teme il crollo Pd: ritorno di Veltroni in caso di disfatta?

Quanta acqua sia passata sotto i ponti da quel maggio 2014 a oggi, è cosa nota. Meno pubbliche e conosciute, forse, sono invece le ultimissime preoccupazioni del leader dei democratici, che arrivano soprattutto dal continuo monitoraggio di sondaggi e orientamenti dell’opinione pubblica. Le rilevazioni commissionate dal Pd confermano – e in alcuni casi amplificano – le forti difficoltà segnalate da tutti gli istituti di ricerca: con un paio di soglie di sicurezza già infrante o vicine all’esser abbattute.

La prima è quella che riguarda il possibile risultato proprio dei democratici, oggi stimati al di sotto di quanto ottenuto dal Pd di Bersani nel 2013; la seconda è quell’uno per cento che le liste alleate devono assolutamente superare affinché i voti ottenuti non finiscano letteralmente al macero, non determinando l’elezione di alcun parlamentare: e quell’uno per cento, al momento, verrebbe superato solo da «+Europa» di Emma Bonino.

Un quadro tutt’altro che rassicurante, dunque. E una tendenza, per di più, che pare difficilissima da invertire anche in ragione di quel «tutto è usato contro di me». A colpire Matteo Renzi, in particolare, è stata l’evoluzione dei fatti di Macerata, cominciati con colpi di pistola contro dei giovani di colore e contro la sede del Partito democratico e finiti con un corteo organizzato da movimenti di sinistra e trasformatosi in una dura manifestazione contro il governo ed il Pd: «Sparano contro le nostre sedi e contro gli immigrati – ha annotato Renzi – e invece di prendersela con Salvini accusano me».

Il fatto è che, nonostante il tentativo del segretario Pd di abbassare i toni e denunciare speculazioni politiche, l’ex rottamatore si è ritrovato nuovamente stretto (ma stavolta alla vigilia del voto) nella solita e micidiale tenaglia che minaccia, da sempre, la sinistra di governo: da una parte i settori più moderati e spaventati del Paese che chiedono «regole dure» contro l’immigrazione clandestina; dall’altra il variegatissimo mondo della sinistra che contesta, appunto, le «regole dure» varate quest’estate dal ministro Minniti (che oggi, con evidenti rischi di contestazione, sarà a Firenze per un’iniziativa elettorale proprio con Matteo Renzi).

La tendenza, insomma, è quella che è: e al di là dell’annotazione che dall’avvio della Seconda Repubblica a oggi mai una maggioranza di governo è stata poi riconfermata alle elezioni, invertirne il segno appare quanto mai complicato. Non a caso, sono settimane che Matteo Renzi riflette e pensa alle possibili mosse in un dopo-voto che dovesse vedere il Pd seccamente battuto. Le liste elettorali – che tante tensioni hanno determinato nel Pd – sono state per esempio costruite guardando appunto al 5 marzo e alla necessità di avere gruppi parlamentari di «fedelissimi». E non è l’unica mossa che pare esser stata compiuta guardando ad un futuro che si annuncia burrascoso.

Non si è forse ragionato a sufficienza, per esempio, su una scelta assai sorprendente effettuata da Matteo Renzi: quella di candidarsi al Senato, dopo una lunghissima campagna referendaria impegnata a dimostrare – tra l’altro – quanto quella Camera fosse inutile, costosa e perfino dannosa per il buon funzionamento del sistema democratico. Cambiare idea non è, ovviamente, un delitto: ma in questo caso la conversione del segretario Pd è stata tanto convinta e fulminante da spingerlo a candidare al Senato quasi tutti i suoi cosiddetti «fedelissimi» (Boschi e Lotti esclusi, crediamo, solo per motivi di età). Singolare.

E a qualcuno, infatti – soprattutto nel Pd – questa scelta è apparsa né neutra né casuale. Così, i sospetti si sprecano. Il gruppo di «fedelissimi» voluto al Senato – si ipotizza – potrebbe trasformarsi nel «nucleo fondativo» di un nuovo soggetto politico, nel caso Renzi dovesse perdere la sua battaglia nel partito, se sconfitto alle elezioni. E qualcun altro aggiunge: quel drappello di senatori è destinato a costituire una sorta di «opposizione di blocco» capace di condizionare nascita e morte di qualunque governo.

vivicentro,it/EDITORIALI
vivicentro/Renzi stretto tra chi vuole e chi contesta le “regole dure”
lastampa/Il sentiero stretto di Matteo FEDERICO GEREMICCA

Nadia Toffa torna in tv e dichiara: “Ho avuto un cancro”

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Nadia Toffa torna in tv e dichiara: “Ho avuto un cancro”

Nadia Toffa, aveva fatto l’annuncio del suo ritorno in tv  un mese fa in un’intervista a Verissimo: “Non vedo l’ora di rivedere tutti, non ho mai avuto paura di morire”. E poche ore prima di andare in onda sulla sua pagina Facebook, lancia  un messaggio rivolto al suo pubblico: “Sono emozionata perché sarà una serata speciale, ve lo prometto. Non mancate. A dopo”.

Dopo essere entrata in studio, al programma Le Iene, colpita dall’affetto dei suoi colleghi, ha deciso di fare una dichiarazione:“Mi prendo due minuti per raccontarvi questi due mesi, sono molto emozionata, ho qui un foglietto con degli appunti”.

Ha raccontato a tutti:  “Ho avuto un cancro, mi sono curata. Sono stata operata. I medici mi hanno tolto il 100 per cento del tumore. Ho fatto una chemio e una radio preventive per evitare che rimanesse in giro qualche cellula. Non lo sapeva nessuno e ora ve ne posso parlare”. Ma non finisce qui, la Iena ci tiene a rassicurare il suo pubblico: Ora sto benissimo. E rispetto a quello che mi è successo penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca, questi non sono i miei capelli. Non vi nascondo che ci sono stati momenti difficili. Quando vedi le prime ciocche di capelli che ti rimangono in mano è un momento molto forte. Mi è venuta in mente Gabriella, la bambina di Taranto che ha avuto un tumore e ho pensato: se ce la fa uno scricciolo come te, allora ce la posso fare anch’io!”.

Ma l’affermazione che più ha destato meraviglia è stata la richiesta di Nadia, di normalità: “E adesso chiedo un aiuto a tutti voi – ha proseguito emozionata – vi chiedo normalità. Continuate a prendermi in giro, a criticarmi. Chi combatte contro il cancro non va trattatto come un malato, ma come un guerriero, siamo dei fighi pazzeschi”.

Non manca un monito a chi illude i malati con altre cure alternative: “Le uniche cure contro il cancro sono la chemio e la radio. Non c’è altro che possa curarti”.

La sua storia aveva fatto il giro del web, tanto da finire al terzo posto tra i trend mondiali di Google nel 2017.

Renzi teme il crollo Pd: ritorno di Veltroni in caso di disfatta?

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Il Partito democratico è in calo nei sondaggi dopo i fatti di Macerata: Renzi teme il crollo del partito al 20 per cento. Crescono le voci su un ritorno di Veltroni in caso di disfatta, Gentiloni lancia gli alleati. Per arginare l’offensiva i democratici firmeranno un’anagrafe antifascista e manifesteranno con i partigiani.

Pd all’angolo nei sondaggi. Renzi adesso teme il crollo al 20 per cento

Voci su un ritorno di Veltroni in caso di disfatta. Gentiloni si spende per gli alleati. Il partito firmerà un’anagrafe antifascista e manifesterà con l’Anpi

ROMA – L’assillo di questi giorni, rimbalzato da un telefono all’altro in forma interrogativa, sta diventando una presa d’atto, alla luce del fuoco di fila subito dal Pd nella prima vera settimana di campagna elettorale. «La responsabilità non paga», è l’amara constatazione dell’inner circle renziano in costante contatto col leader. Il quale in pubblico ammette di percepire un sentimento di paura nel partito, tanto da spronare i militanti riuniti ieri alla casa del popolo di Signa a «scuotersi di dosso la rassegnazione e a fare lo sforzo finale per essere il primo partito». Col passare dei giorni la paura nei ranghi cresce e i sondaggi non confortano. Per arginare l’offensiva Renzi non solo oggi sarà a Firenze con Minniti, ma giovedì sarà al sacrario di Sant’Anna di Stazzema con mezzo governo al seguito, per rimarcare la natura antifascista del Pd.

Il sentiero stretto di Matteo

Renzi stretto tra chi vuole e chi contesta le “regole dure”

Gentiloni sarà impegnato a Berlino con la Merkel, ma il capo dell’opposizione Andrea Orlando ci sarà e con lui Orfini, Martina, Pinotti, Fedeli, Madia, insieme a Fassino, Marcucci e ai renziani della prima ora. Lo stato maggiore del partito firmerà l’Anagrafe antifascista di Stazzema, nel luogo che commemora i martiri dell’eccidio nazi-fascista. Una mossa per provare a dare un segnale netto prima della manifestazione unitaria con l’Anpi del 24 febbraio.

Nella torre di controllo della campagna elettorale si attende con ansia un sondaggio commissionato a una nota società demoscopica sulle sfide nei collegi. Sperando che non vi siano troppe sorprese al ribasso rispetto a previsioni già fosche sul versante delle battaglie uninominali. Dove il Pd sembra reggere solo nelle regioni rosse. «Ancor di più dopo Macerata, c’è una sensazione di difficoltà anche nei collegi, dovuta a fatto che il Pd è schiacciato dalle posizioni e dalla propaganda degli altri partiti», ammette un dirigente toscano vicino al segretario. Il timore di come andrà a finire il 4 marzo è forte. Tanto che l’asticella, fissata finora intorno alla soglia psicologica del 25 per cento, ovvero la percentuale ottenuta da Bersani nel 2013, negli ultimi giorni è scesa di grado. Fino a fissarsi, nei conversari del cerchio stretto del segretario, intorno al 23 per cento, attuale fotografia dei consensi in capo al Pd.

Sotto la quale tutto viene messo in conto. «Se ci fermassimo intorno al 20 per cento sarebbe una disfatta e non reggerebbe più nulla», si agitano i renziani, «anche perché vorrebbe dire che il centrodestra avrebbe numeri per fare un governo autonomo». Uno dei dati segnalati dai sismografi interni è che il Pd perde consensi a favore del centrodestra e non dei grillini. Il timore di avvicinarsi alla temibile soglia del 20% la dice lunga. È vero che con i voti degli alleati che resteranno sotto il 3 per cento il Pd potrebbe strappare una percentuale più alta, sfiorando il 26-27%. Ma se la Bonino salisse oltre il 3% e Insieme e Civica Popolare restassero sotto l’uno (disperdendo così i voti), il film sarebbe un altro. E tutti sanno che la resa dei conti si farà sul peso del Pd come singolo partito. Le sonde dello stato maggiore renziano però ancora non registrano movimenti sospetti dei vari big, da Orlando a Franceschini. Per ora tutti stanno a vedere cosa succederà, ma certo il clima di diffidenza serpeggia a vari livelli. Le voci velenose già circolano, come quella di un Walter Veltroni in cima alla lista degli ex leader che potrebbero essere richiamati a gran voce a reggere le fondamenta della casa madre in caso di tracollo.

Per parte sua, Gentiloni sta muovendosi ad arte per scacciare da sè qualunque strana idea: conscio che la sua immagine è il valore aggiunto del Pd, la spende tutta in favore della coalizione, puntando a far crescere le varie liste alleate: ieri era in prima fila e sul palco a sostenere la Lorenzin a Roma ed era a fianco della Bonino per l’apertura della campagna elettorale ai primi del mese. «La coalizione sta recuperando sul centrodestra», dice il premier, senza specificare però che ciò è dovuto alla crescita di mezzo punto della lista Più Europa.

vivicentro.it/POLITICA
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lastampa/Pd all’angolo nei sondaggi. Renzi adesso teme il crollo al 20 per cento CARLO BERTINI

The Sun: “Forza Napoli, vinci lo Scudetto per il bene del calcio”

Il Napoli spinto verso lo scudetto anche in Inghilterra

Nick Elliott, giornalista del tabloid britannico “The Sun” e del suo inserto calcistico “Dream Team”, al cui interno cura e gestisce una propria rubrica (“The Take”, letteralmente “L’Opinione”). Ha dedicato spazio al Napoli con un editoriale dal titolo: “In celebrazione del Napoli e dell’unica corsa al titolo rimasta aperta nei cinque principali campionati d’Europa”: “18, 13, 11 e 9 punti. Sono queste le attuali distanze di vantaggio a favore delle squadre in vetta alla classifica in quattro dei cinque principali tornei d’Europa. Bayern Monaco, Manchester City, PSG e Barcellona sono scappate via nei propri campionati, in cui la lotta per la vittoria finale è ormai già risolta.

E’ per questo motivo che tutti noi dovremmo sostenere il Napoli. Gli uomini di Maurizio Sarri sono in testa alla Serie A con un solo punto di vantaggio sulla Juventus, pronta a capitalizzare al massimo ogni minimo passo falso.

I giganti di Torino – la Juventus, ndr – hanno vinto il titolo nelle ultime sei stagioni, ragion per cui sono in tanti a tifare per il Napoli nell’unica corsa al titolo ancora aperta nei principali campionati europei. Diego Armando Maradona guidò la squadra alla vittoria nel 1986/87 e nel 1989/90, gli unici due Scudetti nella storia del club. In parole povere, sono degli adorabili sfavoriti”.

Elliott prosegue la sua analisi rimarcando la differenza tra il Napoli di Maradona e quello creato e guidato da Maurizio Sarri: “Il Napoli ama imbastire l’azione partendo dalle sue retrovie. E sono pronti a vivere e a morire nel nome di questo credo. Aggiungiamo un tifo febbrile e una città irrimediabilmente innamorata del calcio e avremo la ricetta per una delle vittorie calcistiche più romantiche degli ultimi anni, seconda solo al miracolo compiuto dal Leicester. E’ per il bene del calcio che vorrei prevalessero le truppe di Sarri. Niente affligge di più lo sport che la monotonia e la prevedibilità. Continuerò ad ammirare la struggente forza di Manchester City, PSG, Bayern Monaco e Barcellona ma, per la possibilità di infliggere un duro colpo alla monotonia, seguirò particolarmente da vicino la Serie A.

Forza Napoli, fallo per il bene del calcio!”.

Castellammare, Lello Vitiello non rinuncia alla sua candidatura: “Non mi ritiro”

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Castellammare, Lello Vitiello non rinuncia alla sua candidatura: “Non mi ritiro”

Castellammare di Stabia, c‘è un massone candidato con M5S, si tratta di Lello Vitiello, al collegio uninominale di Castellammare-Campania 3 per la Camera. È guerra aperta con Luigi Di Maio che ha deciso di diffidarlo dall’utilizzo del simbolo 5Stelle, perchè appartenente alla Massonerie.  Ma l’avvocato penalista ha comunicato infatti di voler continuare la corsa al Parlamento nonostante i vertici grillini avessero provato a convincerlo per tutto il giorno a fare un passo indietro. L’avvocato stabiese  non ha potuto far altro che confermare quanto ricostruito sul suo conto, pur inviando due differenti comunicati: alle agenzie di stampa scrivendo che da un anno non fa più parte del Goi; Vitiello si sarebbe autosospeso dalla loggia solo lo scorso 23 gennaio.

Le incomprensioni tra Di Maio e Vitiello si sarebbero palesate solo ieri, nel tardo pomeriggio. Pare che il segnale del tira e molla per il ritiro spontaneo della candidatura sia durato per ore. Lo staff di Di Maio aveva chiesto al candidato di firmare un documento in cui Vitiello doveva impegnarsi a dimettersi in caso di elezione in Parlamento: l’adesione alla massoneria contrasta infatti con il regolamento varato dal Movimento 5 Stelle che al punto 6 esplicita espressamente il divieto di adesione alle logge.

Ma a Vitiello questo non sta bene, e replica: «Come candidato in un collegio uninominale rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata». Ma secca è stata la risposta del Movimento 5 Stelle: «Essendosi rifiutato di rinunciare spontaneamente, Lello Vitiello viene diffidato dall’utilizzo del simbolo e non potrà essere eletto con il Movimento a causa della sua adesione in passato al Grande Oriente d’Italia e per non averlo comunicato all’atto della candidatura dichiarando quindi il falso».

Visto dalla panchina – Vittoria, sperando che gli infortuni ci lascino un po’ in pace…

Visto dalla panchina – Vittoria, sperando che gli infortuni ci lascino un po’ in pace…

Siete bellissimi tutti con la maglia di Fouzi, dobbiamo vincere anche per lui! Stasera affrontiamo la squadra che gioca meglio in Italia; stanno con il sangue agli occhi, hanno perso due partite di fila immeritatamente. Sono nervosi, pericolosi, bene organizzati. Ma noi siamo il Napoli!!! Tonelli, ti voglio a mastino su Immobile, deve uscire senza aver preso palla! Koulibaly ti darà una mano. Occhio che hanno i centrocampisti come Parolo e Milinkovic che si inseriscono continuamente; Allan, dovrai correre come mai prima!!! Forza, in campo! Pronti via, e questi corrono come le furie! Lo sapevo, vorranno imprimere ritmo alla gara per metterci subito in difficoltà! Angolo, allontaniamo male, subito un traversone di Immobile, e De Vrij salta e segna… 0 a 1, prima occasione e subito in svantaggio!!! Lo avevo detto che sarà durissima.. Marek, bel cross ma i difensori spazzano, e soprattutto ci martellano continuamente alle gambe… Lorenzo scatta sulla sinistra, mira in porta ma poco preciso… peccato! Ancora Insigne dalla distanza, tiro ben calibrato di poco fuori… Milinkovic-Savic è molto falloso, sarebbe il caso di ammonirlo subito, ma l’arbitro non è d’accordo… La Lazio cerca molto i cross, Parolo per poco non segna dopo aver anticipato Koulibaly… siamo nervosi, troppo nervosi! Il primo tempo sta per finire, ma dobbiamo stare tranquilli per imporre il nostro gioco! Finalmente ne ammonisce uno
dei loro, Lucas Leiva, magari si tranquillizzano un po’ tutti! Lancio in verticale di Jorginho, Callejon solissimo, stop e volo e tiro, GOOOOOLLLL!!! 1 a 1 allo scadere, è fondamentale per noi! Adesso si innervosiscono loro, e Savic prende per il collo Callejon, questo è da espulsione!!! Niente solo giallo, ma vaf…….. Ecco, adesso butti fuori me?!? Al diavolo, me ne vado negli spogliatoi, ridicoli! Ragazzi, abbiamo recuperato bene, adesso dobbiamo partire a razzo appena mettiamo il pallone al centro! Loro hanno speso tantissimo, crolleranno, e noi dobbiam far girare la palla come sappiamo fare… Marek, fai spazio a Zielinski, servono
muscoli e corsa lÏ in mezzo… Forza, io vi guardo dalla tribuna, ma sentirete le mie urla anche da lì! Pronti via, ottima verticalizzazione di Lorenzo per Mertens, tocco di testa troppo centrale… Stavolta Dries per Lorenzo, tocco interno e tiro a giro, fuori di niente… stiamo giocando benissimo, non dobbiamo assolutamente mollare!!! Callejon bel cross in mezzo e autogol!!! 2 a 1, un po’ di fortuna non guasta mai! Wallace ci ha dato una bella mano… Continuiamo a forzare, abbiamo spazio adesso, tiro di Mario Rui, Zielinski sfiora, ed è gol!!! 3 a 1, stiamo dominando… La Lazio cambia molto, ma ormai è alle corde: botta da fuori terrificante di Zielinski, Strakosha vola e devia in angolo… Stiamo giocando in modo spettacolare, combinazione tra Jorginho e Mario Rui di tacco, pallonetto a cercare Zielinski, trova Mertens in area che con lo scavino di esterno destro supera ancora il portiere… 4 a 1, lezione di calcio! Dentro Rog, Allan ha il fiatone, ha corso per tre! Dentro anche Maggio, esce Callejon, sarà pure stanco ma sembra fresco come una rosa… Scambio stretto Lorenzo Dries Lorenzo, tiraccio a giro che meritava maggior fortuna…
Due minuti di recupero e tutti a casa, questa squadra stasera ha avuto carattere da vendere! Sperando che gli infortuni ci lascino un po’ in pace…

a cura di Fabiano Malacario

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Castellammare, pestaggio a via Napoli: i due fratelli picchiati da 4 persone

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Castellammare di Stabia, pestaggio a via Napoli: i due fratelli picchiati da 4 persone

Castellammare di Stabia, panino a via Napoli, nella periferia nord della città. Due fratelli, un ingegnere e un avvocato, sono stati così accerchiati e pestati. Si tratta dei fratelli G.R e G.R., sono state vittime della violenza del branco. Ignote le cause che hanno spinto il commando di quattro uomini a compiere il pestaggio. Per identificare i colpevoli, comunque, sono già partite le indagini.

L’avvocato ha riportato un trauma cranico mentre l’ingegnere la frattura del setto nasale. Sono state necessarie per loro le cure all’ospedale San Leonardo di Castellammare. Ma non vertono in condizioni gravi.

All’interno dell’ospedale sono giunte le forze dell’ordine che hanno interrogato gli uomini, per poter cercare di risalire ai colpevoli. Importatissime per le indagini, saranno i video della sorveglianza esterna dei negozi dove è avvenuta la vicenda. Probabilmente dietro il raid di ieri notte, ci sarebbero delle incomprensioni in ambito lavorativo, o quanto meno questa la prima ipotesi che è stata fatta al momento. Di certo, gli aggressori, conoscevano le abitudini dei due uomini. Probabilmente, le indagini verranno presto a capo della situazione, nelle prossime ore, per ora le forze dell’ordine continueranno ad indagare, parlando anche con perone residenti sul posto dove è accaduta la vicenda, per accertarsi se qualcuno abbia potuto vedere qualcosa.

Sanremo 2018, il gruppo “Lo Stato Sociale” porta alla ribalta il delicato tema del lavoro in Italia

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“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Così recita il primo articolo della nostra Costituzione. Eppure nonostante l’Italia sia o quanto meno, debba essere, un paese garantista, cioè che garantisca a tutti una serie di diritti, tra cui quello di poter lavorare, si può dire che, ultimamente, questo non è più un diritto, ma un lusso.

Ebbene si, in Italia lavorare è diventato un vero e proprio lusso, perchè in un momento di crisi sociale, lavorare non è più un diritto nè un dovere, perchè trovare un lavoro, o quanto meno cercare di mantenere il proprio, è diventato praticamente impossibile.Quante storie abbiamo sentito nel corso di questi quattro anni, che riguardano persone che hanno perso il lavoro,quante storie di grandi uomini che si sono sentiti piccoli nel perdere ciò che più li nobilitava.

In questo contesto, l’Italia è stata definita “il paese dei suicidi” causati dalla crisi. Secondo i dati dal 2012 ad oggi, sono gli imprenditori i più colpiti, che si ammazzano per la vergogna. Più di 700 morti dal 2012 ad oggi. Il 60% di chi decide di togliersi la vita per motivi economici ha tra i 45 e i 64 anni, 44 su 100 sono imprenditori, ma è alto anche il numero dei disoccupati (il 40% del totale). Sono alcuni dei numeri raccolti dal laboratorio di ricerca sociale della Link Campus University, l’unico centro studi che continua a monitorare il fenomeno dei suicidi legati alla crisi.

Il tema del lavoro viene affrontato costantemente in tv, ma anche su tutti i social, e c’è chi addirittura, ne ha fatto il tema centrale della propria canzone a Sanremo. Stiamo parlando dello Stato Sociale, uno dei gruppi in gara nella categoria “Campioni” alla 68esima edizione del festival della canzone italiana, con il brano “Una vita in vacanza”. È la prima volta dello Stato Sociale a Sanremo: il gruppo proviene da un contesto molto diverso, non siamo infatti dinnanzi al bel canto, lo stesso cantante del gruppo, Lodovico Guenzi, è piuttosto stonato, ma il genere di appartenenza è quello della musica indipendente italiana. Influenzato da diversi generi di musica, come quello di Rino Gaetano, l’ Underground Resistance e dai Daft Punk, Lo Stato Sociale, ha portato sul palco dell’Ariston una canzone che parla di lavoro, affrontando l’argomento con leggerezza, ma non superficialità.

Fortemente malvisto dalla critica musicale italiana, il gruppo bolognese ha sorpreso tutti in questa edizione del Festival. Non solo sono arrivati sul podio della classifica, aggiudicandosi il secondo posto, ma il loro messaggio è anche arrivato forte e chiaro nelle menti di tutti gli italiani. Ciò che ha caratterizzato l’esibizione del gruppo, oltre alla musica orecchiabile e al testo semplice da imparare, è che Lo Stato Sociale ha portato sul palco di Sanremo anche alcuni uomini, i cui nomi potrebbero dire poco o niente, ma che in realtà dicono quasi tutto di questa crisi lavorativa che sta affrontando l’Italia e in particolare la Campania. Si tratta di Domenico Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, operai Fiat di Pomigliano d’Arco. I cinque sono stati licenziati nell’ormai lontano 20 giugno 2014 a seguito di una manifestazione in cui venne impiccato un manichino di Marchionne  al fine di denunciare il suicidio della metalmeccanica Maria Baratto. A fine settembre 2016 la Corte di Nola ha dichiarato illegittimo il licenziamento dei cinque manifestanti, imponendo la reintegrazione di tutti all’interno della FIAT.

Ma non è finita qui:  sono effettivamente stati reintegrati e percepiscono da diversi mesi lo stipendio pieno, ma nessuno di loro è stato effettivamente reinserito in azienda, in sostanza non sono autorizzati dall’azienda a riprendere il loro posto nella filiera e sono quindi costretti a vivere una vita in vacanza“La loro storia è solo uno dei tanti esempi di come il lavoro in questo paese pesi sulle vite delle persone, troppo spesso degradando la loro dignità.” Questa la dichiarazione del gruppo sulla loro pagina Facebook. In sostanza tutti dovrebbero poter vivere una vita in vacanza, ma non una vacanza forzata.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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Napoli, bomba contro un negozio: devastato outlet di abbigliamento

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Napoli, bomba contro un negozio di abbigliamento. Devastato un outlet: la vicenda

Napoli, è stata fatta scoppiare una bomba in un’attività commerciale di Gianturco questa notte. Evento spiacevole che ha destato dal sonno proprietari e residenti. Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe avvenuta intorno alle 4.40 in un grosso outlet di abbigliamento, “Le Griffe Outlet”, con sede in via Brin, all’altezza della fermata della metropolitana. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia Vicaria e i vigili del fuoco della squadra Orientale 2B.

Qualcuno ha fatto esplodere l’ordigno davanti alla porta di ingresso del negozio, che ha parzialmente danneggiato la facciata e l’insegna oltre a una tabella in ferro con le scritte delle griffe in vendita. All’interno numerosi i danni alle vetrine e alle controsoffittature. Sul posto, oltre i vigili del fuoco, che hanno sedato l’incendio conseguente allo scoppio, anche le forze dell’ordine che stanno investigando sull’accaduto. Non si esclude nessuna pista; prima tra tutte è stata presa in considerazione quella del racket, ma è tutto ancora da verificare. Gli investigatori, si serviranno anche dei filmini di video sorveglianza che ci sono nel quartiere, per poter risalire ai colpevoli.

Lipsia, Demme: “Sarà emozionante giocare al San Paolo. Sarri mi piace molto”

Ecco le parole di Demme

Il centrocampista del Lipsia, Diego Demme, di origini italiane ha parlato ai microfoni dell’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Ecco le sue parole:

Come ha preso il sorteggio di Europa League contro il Napoli? «Sono stato molto contento. Sara’ un match molto speciale per me perche’ la mia famiglia ha origini italiane e siamo stati anche tifosi del Napoli. Per me si e’ trattato del miglior sorteggio possibile».

Ma c’e’ un giocatore del Napoli che le piace di piu’? «Insigne».

Lei si chiama Diego, come mai? «Mio padre era un grande fan di Diego Maradona quando giocava nel Napoli e cosi’ ha deciso di chiamarmi proprio come quel giocatore che ha segnato un era del calcio».

E suo padre le ha mai parlato di Maradona? «Mi ha raccontato di quanto fosse magico quel Napoli. Di quanto lui abbia cambiato il gioco di quella squadra e mi ha spiegato il significato dell’impatto di Maradona nel mondo del calcio».

Quindi lei e’ emozionato di giocare al San Paolo? «Certamente. Rappresentera’ un momento molto speciale per la mia carriera. Ma non mi voglio far influenzare negativamente. Voglio vincere e passare il turno, anche se sono consapevole di quanto il Napoli sia una grande squadra».

Ma come e’ vista Napoli in Germania? «L’immagine che abbiamo qui e’ di una bellissima citta’. Le foto che si trovano online sono un’ottima pubblicita’. La prima cosa che ti salta alla vista e’ l’immagine del Vesuvio e poi pensi subito alla bonta’ della pizza. Credo che sia una citta’ splendida ed il posto ideale dove trascorrere le vacanze».

E cosa si dice da voi di Maurizio Sarri? «E’ un allenatore di successo e ha riportato il Napoli al top della serie A. La sua influenza e’ evidente nel gioco della squadra. Mi piace molto».

Sarno, accerchiato e insultato da ragazzini: si tratta di Nozzolino, star della tv

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Sarno, accerchiato e insultato da ragazzini: si tratta di Nozzolino, star della tv

Sarno, Francesco Nozzolino, star di diversi programmi tv è stato aggredito ed insultato, mentre camminava tranquillo per le strade della sua città. A commettere l’atto un branco di ragazzini. È stato rincorso, accerchiato e, poi, preso di mira con delle bombolette spray, mentre un altro riprendeva il tutto con un cellulare. Il video è finito sul web, così come la denuncia. «Sono stato aggredito da un gruppo di ragazzini».

Divenuto popolare grazie alla partecipazione al programma “Ciao Darwin”, come “bucatino”, ha subito l’aggressione ieri in corso Amendola a Sarno.

La vicenda: Francesco, accompagnato dal papà, stava raggiungendo la stazione della circumvesuviana, quando un gruppo di almeno dieci ragazzini, di circa 12 anni, lo ha raggiunto, accerchiato e apostrofato con termini offensivi. Armati di bombolette spray, i ragazzi lo hanno colpito con getti di schiuma. È stato il papà a intervenire per allontanarli. Il video, girato probabilmente da uno del gruppo, è finito su tutti i social. Francesco racconta: “Stavo raggiungendo la stazione insieme a mio padre per prendere il treno e ci stavano seguendo dei ragazzini con i cellulari in mano per fare video e foto. Fin qui tutto normale. Poi, hanno iniziato ad aggredirmi riempiendomi di schiuma. Tra l’altro è stato anche diffuso il video di quanto accaduto. Sono adirato. Mi chiedo in che mondo viviamo, non si ha più neanche la libertà di passeggiare con serenità, alla mercè di un branco di ragazzini di dieci e dodici anni. Bambini che, forse, non sanno neanche dove siano di casa educazione e legalità. Purtroppo, come al solito prevale l’ignoranza”.

CdM: “Con quali stimoli il Napoli scenderà in campo con il Lipsia? C’è il rischio di snobbare l’ impegno”

Giovedì gli azzurri ospiteranno il Lipsia

Giovedì il Napoli scenderà in campo contro il Lipsia per la sfida di Europa League. L’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, sottolinea però la possibilità che gli azzurri scelgano di snobbare l’ impegno europeo per mantenersi in forma per il campionato. Ecco le parole del quotidiano: “Le ambizioni tricolori adesso vanno messe da parte. Il Napoli è chiamato all’Europa League e l’avversario non è di quello proibitivi, il Lipsia, ma è assai scomodo. Il dubbio però è questo: la squadra di Maurizio Sarri con quali stimoli scenderà in campo? Gli azzurri potrebbero essere inconsciamente condizionati e dunque, così come era successo in Champions, scegliere di ‘snobbare’ l’impegno”.

Salerno, il giallo delle targhe straniere: indagini su i furbetti delle multe

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Salerno, il giallo delle targhe straniere: indagini su i furbetti delle multe

Salerno, un fenomeno di che si sta allargando a macchia d’olio in città. Parliamo del fenomeno delle targhe straniere, che ha portato le forze dell’ordine ad indagare su probabili abusi da parte dei cittadini. Infatti  una task force verrà istituita in settimana al comando della polizia municipale per alzare la guardia su un fenomeno sempre più crescente. Attenzione puntata sulle targhe delle auto della Romania o Bulgaria.

Questa indagini nasce dal fatto che una volta compiuta una infrazione, come il passaggio col rosso al semaforo o il transito in zona a traffico limitato, diventa quasi impossibile far recapitare il verbale ai possessori delle auto straniere soprattutto se non risultano residenti in Italia. Questo configura una doppia violazione che rasenta la truffa. Ai conducenti di auto straniera dell’Unione Europa è fatto obbligo di pagare la multa all’istante quindi all’atto della contestazione: in caso di multa in divieto di sosta non ci sono troppi affanni per i vigili contestare direttamente la sanzione, ma i problemi cominciano a registrarsi quando i veicoli stranieri vengono pizzicati dall’autovelox, oppure in Ztl o peggio ancora al passaggio col rosso. In quest’ultimo caso il sistema di riscossione deve fare i conti con i meccanismi del Paese emettitore della targa incriminata, richiedendo tempi lunghi e lunghe procedure diplomatiche.

L’ ultimo nome in casa Napoli è Siqueira: Giuntoli valuta l’opportunità di ingaggiarlo!

Sondaggio del Napoli per Siqueira

Il Napoli è molto vigile sul mercato. L’ ultimo nome che circola nell’ ambiente napoletano è quello di Siqueira, il quale in virtù dell’ infortunio di Ghoulam, potrebbe essere ingaggiato dalla società partenopea. Il calciatore lo scorso anno era al Valencia. Il suo profilo interessa e come riporta l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo degli azzurri, Cristiano Giuntoli avrebbe già fatto un sondaggio su di lui. Ecco quanto scrive la Rosea: “Il diesse starebbe valutando l’opportunità d’ingaggiare il mancino brasiliano Guilherme Siqueira, 31 anni, svincolato, la scorsa stagione al Valencia col quale ha sommato 11 presenze”.

Napoli, uccise una zia e ne ferì un’altra: “Capace di intendere e volere, andrà a processo”

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Napoli, uccise una zia e ne ferì un’altra: “Capace di intendere e volere, andrà a processo”

Napoli, con esattezza, Ponticelli. Era lucido quando, a ottobre scorso, uccise a coltellate una zia e ne ferì un’altra, con una violenza, secondo l’accusa, premeditata. E sarà capace di stare in giudizio, ad aprile prossimo, quando comincerà il processo che lo vede imputato per l’omicidio di Rosa Vitagliano e il ferimento della sorella Maria, accoltellate davanti alla loro casa in via Botteghelle, a Ponticelli. Queste le conclusioni per la perizia psichiatrica per P. De Liguori, 39 anni, il nipote accusato di omicidio e tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione. La Procura nei giorni scorsi ha chiuso l’indagine ritenendo che le prove contro di lui siano chiare e evidenti al punto da consentire il giudizio immediato, ossia un processo davanti ai giudici dell’Assise senza passare per lo step dell’udienza preliminare.

Il giudice Rossella Marro ha accolto la richiesta del pm Ida Frongillo e ha disposto il processo dinanzi alla quinta sezione della Corte di assise di Napoli con prima udienza l’11 aprile. L’uomo è in carcere da circa quattro mesi.

La vicenda: era il sette ottobre scorso, un sabato sera, quando, probabilmente sotto l’effetto di stupefacenti, uscì dalla sua casa per raggiungere quella della zia, distante solo qualche chilometro. Con una scusa si fece accompagnare dalla madre. Nel cortile scatenò la violenza. De Liguori, che tra l’altro era ai domiciliari e non avrebbe potuto allontanarsi dalla sua abitazione, si avventò sulla zia.

Torre del Greco, operazione movida sicura: denunciati 11 giovani

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Torre del Greco, operazione movida sicura: denunciati 11 giovani

Torre del Greco, continua l’operazione movida sicura, che in questo fine settimana ha portato a  undici denunciati per violazioni al codice della strada, droga e possesso di armi improprie e sette giovani segnalati come assuntori di sostanze stupefacenti. I Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, sono stati impegnati in una serie di controlli straordinari della città: la task force – guidata dal capitano Emanuele Corda – ha operato sul fronte della lotta allo spaccio di droga e della verifica del rispetto del codice della strada.

Nell’operazione Alto Impatto sono stati sottposti a controllo oltre 100 tra vetture e persone, in particolare al parcheggio Bottazzi di via Marconi, da sempre ritrovo di giovani e giovanissimi. In quattro sono stati denunciati perché sorpresi a guidare senza patente mentre un 20enne è stato beccato a spendere soldi falsi: stava provando ad acquistare una birra con una banconota da 100 euro contraffatta.

Ma non solo giovani, nei guai anche un uomo di mezza età, trovato a girare per le vie del centro con un coltello di 20 centimetri in tasca: per lui è scattata la denuncia per possesso di armi improprie. Infine, è stato trovato in possesso di  10 grammi di hashish. Infine, sette giovanissimi sono stati segnalati come assuntori di sostanze stupefacenti.

Bagni: “Questo Napoli è simile al mio, ecco per quale motivo!”

Ecco le parole di Bagni

L’ ex calciatore del Napoli, Salvatore Bagni ha parlato ai microfoni del quotidiano Il Corriere dello Sport, sul Napoli. Ecco le sue parole: “Non scendo nei particolari, perché non si può: ritengo che non si possa negare l’evoluzione in senso generale di questo sport affascinante come nessun altro. Ma noto però somiglianze nel carattere: questa squadra, come la nostra, sta esplodendo, dopo una fase di costruzione. Ora ha una testa che prima non aveva, una maturità che le consente di battere la Lazio, che è avversario di primissima fascia. Però ci sono quelli lì dietro. Due cose: la prima, questo Napoli è incantevole e comunque non si può affiancarlo al nostro, per evidenti ragioni. La seconda: questo Napoli può diventare, come nessun altro dopo quella epopea, come il nostro, perché può vincere. E penso che ciò basti”.

Napoli, gli operai Fca di Pomigliano arrestati per uno striscione: i dettagli

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Napoli, gli operai Fca di Pomigliano arrestati a Sanremo per uno striscione: i dettagli

Napoli, tre operai Fca dello stabilimento di Pomigliano hanno tentato di irrompere sul tir di Rai Radio 2, in piazza Borea d’Olmo, a Sanremo, davanti al Teatro Ariston, per protestare durante una trasmissione.

Sono stati fermati dai poliziotti. I tre volevano interrompere la diretta radiofonica per leggere un comunicato. Si tratta delle stesse persone (ne manca una quarta) che ieri hanno mostrato uno striscione in piazza Colombo, durante una breve e pacifica protesta. I tre operai sono stati identificati e per loro è stato disposto il foglio di via per tre anni da Sanremo.

La denuncia è circolata veloce sui social network, così come la foto: «La polizia di Sanremo ha fermato gli operai FCA di Pomigliano mentre erano in città per ringraziare il gruppo musicale de Lo Stato Sociale per la solidarietà espressagli dinanzi a milioni di telespettatori. Evidentemente questa cosa ha disturbato i vertici del Festival, per cui la polizia sta in questo momento interrogando, prendendo le impronte e denunciando Mimmo, Marco e Antonio non si capisce bene per quale motivo. Probabilmente dire che si vuole lavorare in questo Paese é oramai considerato reato. Sosteniamo i compagni di FCA! Giù le mani dagli operai!», è scritto nella pagina “La Voce delle Lotte”. Inoltre anche su i social degli uomini, sono comparse diverse dichiarazioni. Vicini alla vicenda degli operai, anche il gruppo Lo stato Sociale.

 

Ghoulam ha iniziato la riablitazione, settimana prossima potrebbe essere a Castel Volturno

Ghoulam ha iniziato la riabilitazione

Il terzino del Napoli, Faouzi Ghoulam è stato veramente molto sfortunato. Quando si pensava che era praticamente pronto al rientro in campo, la rotula cede ed è costretto a ripresentarsi sotto i ferri di Villa Stuart. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino, il franco-algerino, è rientrato a Napoli e sta iniziando a svolgere un programma di riabilitazione diverso. In settimana potrebbe essere già a Castel Volturno per svolgere delle terapie con i suoi compagni. Per quanto riguarda Arek Milik: il polacco continua con il suo piano di recupero, che prevede il suo rientro in campo non prima di fine febbraio.