#Totò nacque oggi, 12 Febbraio, ma nel 1898. Nonostante ciò è e resterà sempre vivo nella mente e nel cuore di tantissimi e mai “fuori tempo” con i suoi pensieri, aforismi pieni di saggezza ed umanità.
Napoli, inaugurata una Piazza per Antonio De Curtis, il grande Totò: i dettagli
Napoli è stata inaugurata una piazza per Antonio De Curtis, il grande Totò. Una piazza per Totò, inaugurata questa mattina, nel cuore del rione Sanità. Si chiamerà da ora Largo Totò, la piazza dedicata ad Antonio De Curtis per festeggiare i 120 anni dalla sua nascita.
La piazza è stata inaugurata alla presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, dell’assessore alla cultura Nino Daniele e del consiglio della terza municipalità, è stata scoperta, tra uno scroscio di applausi, la targa intitolata al principe della risata. Presenti anche i nipoti di Totò che hanno celebrato il suo ricordo con commossa partecipazione. Un ricordo sempre vivo nel cuore dei napoletani, quello di Totò, genio della napoletano, maschera universale, come recita la targa in suo onore. Genio ricordato da tutto il mondo per i suoi classici senza tempo, ma non bisogna dimenticare che Totò per primo è stato figlio del popolo, nato appunto, nel Rione Sanità, da una relazione clandestina tra la madre e Giuseppe De Curtis, conte napoletano. Totò ha portato la cultura napoletana in tutto il mondo, e di questo ne dovremmo essere sempre grati.
Napoli-Lipsia al Sa Paolo alle ore 21,05 per l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Dirige il match l’arbitro portoghese Dias. I convocati, c’è anche Senese difensore della Primavera che avrà la maglia 81:
Campania, bufera di neve sul Vesuvio: ecco come si sono salvati i turisti
Ercolano, c’è stata un’ improvvisa bufera di neve sul Vesuvio, che ha portato 30 turisti stranieri in visita al Gran Cono sono rimasti bloccati per tre ore a quota mille. Per fortuna hanno trovato riparo in una baita, dove hanno brindato e si sono divertiti in attesa dei soccorsi. Insomma tutto bene, ma la tragedia è stata sfiorata. Erano le 13:30 quando un’improvvisa tempesta di neve ha imbiancato cratere e pendici in pochi istanti, e diversi veicoli sono rimasti letteralmente bloccati. Si tratta di alcune automobili, un autobus di linea che portava cinque passeggeri, un bus turistico che ne portava 20 e un taxi collettivo con 4 turisti: in tutto una trentina di persone, tutti turisti stranieri provenienti da Stati Uniti, Austria, Belgio, Germania, Polonia. Alcuni di loro, poco prima della bufera, erano riusciti anche a salire sul cratere, con il supporto del presidio delle guide vulcanologiche, ma la tempesta di neve improvvisa ha bloccato l’escursione e tutti sono scesi, cautamente a piedi, verso la prima piazzola. Quello che è successo si è trasformato per fortuna in una bella avventura, dove tutti gli ostaggi della bufera hanno trovato riparo nel piccolo bar-ristorante «Il rifugio del Vesuvio» dove hanno potuto riscaldarsi e bere birra e vino locali.
Sono giunti i soccorsi dopo un ora, dagli agenti del commissariato di polizia di Portici-Ercolano che hanno monitorato la situazione accertandosi delle condizioni di sicurezza delle persone. Il bus turistico, peraltro, viaggiava senza catene da neve a bordo. Poi sono arrivate quattro squadre composte dal personale della protezione civile della Regione Campania, a bordo di altrettanti fuoristrada «Isuzu», che hanno raggiunto la località sul Vesuvio, mentre il mezzo chiamato «Ulisse» ha prelevato i turisti. Sul posto anche gli agenti della polizia municipale di Ercolano.
Come da procedura, prima sono stati portati giù donne e bambini, poi tutti gli altri. Le delicate operazioni di recupero si sono concluse alle 18 circa, ma in realtà, la protezione civile circa 24 ore prima aveva diramato un comunicato di allerta meteo in Campania a partire dalle 6 di ieri mattina fino alla mezzanotte successiva, con previsioni di precipitazioni nevose e gelate persistenti oltre i 600-700 metri d’altezza. Nonostante ciò, ieri mattina il Gran Cono era aperto ai visitatori. E questo non va per niente bene.
Morto Bibi Ballandi, storico produttore tv: Fiorello cancella lo show, Milly Carlucci lo scopre in diretta. Aveva 71 anni ed era noto per le sue innumerevoli trasmissioni di successo. Sui social il tamtam dei personaggi con cui ha lavorato, da Rosario Fiorello ad Antonella Clerici
È morto, all’età di 71 anni, il produttore televisivo Bibi Ballandi, noto per le sue innumerevoli trasmissioni di successo. Tantissimi i messaggi di cordoglio di vip e personaggi televisivi. Ballandi era malato da tempo.
Sui social il tamtam dei personaggi con cui ha lavorato, da Rosario Fiorello ad Antonella Clerici.
Ciao bibi non dimentichero’ il tuo buonumore,la tua emilianita’i tuoi saggi proverbi e parole.e i nostri successi con i bambini di tluc, tanti anni https://insieme.so che mi guarderai da lassu’mangiando un piatto di tortellini della Lella
Caro Bibi, che dolore sapere che sei andato via! Grazie per le belle occasioni condivise, il tuo sorriso sempre rassicurante, le chiacchierate piene di racconti e di sogni #bibiballandi#Bibi
Senza Bibi Ballandi sarà tutto un altro mondo. Meno colorato. Fra tutte le cose che mancheranno ne cito una soltanto: la sua umanità che tutto pervadeva. #BibiBallandi
Fiorello sospende la trasmissione
«Profondo dolore» scrive su Twitter Fiorello che annuncia che la sua trasmissione radiofonica non andrà in onda stasera né domani.
Di Fiorello Bibi aveva detto: «È mio figlio. Io sono il babbo che gli è mancato presto, lui il figlio che non ho mai avuto».
Milly apprende in diretta a UnoMattina la notizia della morte di #BibiBallandi.
Milly Carlucci lo scopre in diretta
«Non dimenticherò il tuo buonumore, la tua emilianità e i tuoi saggi proverbi» scrive Antonella Clerici. La notizia appresa in diretta a «Unomattina» da Milly Carlucci, sconvolta: Bibi è infatti produttore di «Ballando con le Stelle».
vivicentro.it/SPETTACOLO – ATTUALITA’
vivicentro/Lutto nel mondo dello spettacolo: Morto Bibi Ballandi
corrieredellasera/Morto Bibi Ballandi, storico produttore tv: Fiorello cancella lo show, Milly Carlucci lo scopre in diretta (Annalisa Grandi)
Il duo Iovine-Lubrano:” L’importante oggi era portare a casa il risultato,anche se abbiamo giocato male,tre punti che valgono tanto”
A cura di Simone Vicidomini
Il Procida batte per 2-0 il Neapolis,grazie ai gol messi a segno da Russo e Micallo,entrambi arrivati sugli sviluppi di due calci piazzati. I biancorossi portano a casa tra punti importanti,su un campo al limite dell’impraticabilità dove era difficile giocare. Al termine della gara,hanno parlato ai microfoni dei giornalisti i tecnici Iovine e Lubrano del Procida. “Oggi effettivamente abbiamo giocato male-dichiara Iovine-sia in fase offensiva che difensiva. L’importante era il risultato, perché oggi c’eravamo solo noi e questi tre punti valgono tanto,in virtù soprattutto della partita dell’andata che gridava ancora vendetta, ed è giusto che sia finita così,anche perché all’andata non dovevamo perdere. Sei vittorie nelle ultime sette partite,obiettivo play off ? “ Non c’è ancora la salvezza matematica,continuiamo a giocare sotto questo punto perché più vedo che parliamo di salvezza e più facciamo punti importanti. Certo,tra pochi giorni avremo un’altra partita con qualche infortunato di troppo,e come si vuol dire la coperta è un po’ corta,anche perché tra un po’ avremo anche qualche calciatore che andrà in diffida ed allora sarà più pesante la coperta. Grande prestazione in campo oggi da parte degli under ? “ Adesso abbiamo solo gli under da poter sfruttare,quindi e loro che ci dovranno dare una mano in più. Queste partite sono difficili-commenta il tecnico Lubrano-specie quando di fronte hai una squadra come il Neapolis,che è abbastanza giovane e se la gioca fino alla fine. Loro avevano corsa e voglia,infatti ci hanno messo in difficoltà. Noi avevamo tutto da perdere,la giornata non era buona,si giocava o non si giocava,non avevamo ancora metabolizzato la partita vinta a Poggiomarino e qualcuno si credeva che questa era una partita facile,e tutte queste cose ci hanno portato a stare in tensione. Peccato perché la volevamo vincere gestendo meglio il risultato”. Sabato allo “Spinetti” conto la Pompeiana ci si aspetta un’affluenza maggiore di pubblico? “ Certo,penso il pubblico debba venire in massa allo stadio,perché il Procida sta facendo bene sotto tutti gli aspetti.
Napoli, lancia trolley con droga dalla finestra all’arrivo dei Carabinieri: arrestato
Napoli, un uomo quando ha visto i carabinieri arrivare ha lanciato dalla finestra un trolley contenente, tra l’altro, eroina e «bussolotti» di plastica usati per il confezionamento della sostanza stupefacente.I carabinieri lo hanno arrestato nel rione San Pietro a Patierno di Napoli: si tratta di un uomo di 31 anni, F. C., già noto alle forze dell’ordine per reati connesso allo spaccio di droga.
La vicenda: C. si è liberato della valigia poco prima che i militari facessero irruzione nella sua abitazione: all’interno sono stati trovati 800 grammi di eroina, 2 chilogrammi di sostanza da taglio e 12 chilogrammi di bussolotti di plastica, di solito usati per il confezionamento dello stupefacente, un bilancino digitale di precisione. Trovati e sequestrati anche utensili (forbici, coltelli e frullatori) impiegati per la preparazione e il confezionamento dell’eroina. Ora è agli arresti presso il carcere di Poggioreale.
Continuano le operazioni di controllo dei carabinieri nell’ambito della sicurezza e della legalità. Numerosi arresti sono stati fatti negli ultimi tempi sul territorio napoletano, grazie al lavoro delle forze dell’ordine.
Castellammare, Forza Italia. Cimmino dichiara: ” Compattiamo tutto il centrodestra”
Castellammare di Stabia, a parlare è Antonio Cimmino: «Compattiamo tutto il centrodestra sotto un’unica bandiera per ricondurre la politica nella direzione dei partiti». Antonio Cimmino, è l’unico rappresentante di Forza Italia nel consiglio comunale sciolto dieci giorni fa con la firma dal notaio Visconti sull’atto di sfiducia nei confronti del sindaco, che motiva la sua scelta di contribuire alla conclusione anticipata dell’ammmistrazione Pannullo, andando a sottolineare l’importanza di far confluire nuovamente la politica nei partiti.
Ha continuato Cimmino, dichiarando: «Quando gravitano nella politica figure senza un identità predefinita, accade che alcune persone possano ragionare secondo una linea a sé stante e dall’oggi al domani possano prendere una strada differente rispetto a quella iniziale. Oggi godiamo nuovamente di una rilevanza notevole su scala nazionale e dobbiamo approfittare di questa occasione per far confluire sotto la nostra egida tutte le figure ohe hanno intenzione di adottare una posizione chiara e ben definita».
A Bruxelles nasce un movimento anti Cinque Stelle. A fondarlo è l’europarlamentare David Borrelli. L’iniziativa scatena l’ira di Luigi Di Maio che attacca: voleva un terzo mandato e noi gli abbiamo detto di no. Nel nuovo soggetto dovrebbero confluire anche Colomban ed ex leghisti veneti.
Borrelli fonda un movimento anti-M5S. Ira del leader Di Maio: voleva un terzo mandato
Dietro l’addio dell’europarlamentare le tensioni con Casaleggio e il futuro a Bruxelles. Nel nuovo soggetto anche Colomban ed ex leghisti veneti. In uscita un altro deputato Ue
BRUXELLES – Di sicuro qualcuno mente. Perché non c’è alcuna malattia che ha costretto l’europarlamentare grillino David Borrelli, braccio destro di Davide Casaleggio e membro del triumvirato nell’associazione Rousseau, a passare al gruppo Misto, com’è stato scritto nel comunicato firmato dalla delegazione europea e non smentito dall’interessato per oltre 24 ore. Solo ieri Borrelli, irrintracciabile per chiunque, è rispuntato su Facebook: «Non ho problemi di salute e non ne ho mai accennato», scrive prima di annunciare che fonderà un «nuovo movimento di imprenditori e risparmiatori».
Alla lettura del post, però, nel M5S viene meno anche l’ultima goccia di pazienza e dai vertici cominciano a dire quello che non volevano rivelare. Spiega una fonte vicina a Luigi Di Maio: «L’unico a conoscere la verità era Davide Casaleggio, ma noi sapevamo che da tempo chiedeva qualcosa che non gli potevamo dare». Cosa? Quello che Di Maio ha ripetuto agli esterrefatti colleghi che gliel’hanno chiesto: «Ci ha pregato di fargli fare il terzo mandato e quando gli abbiamo detto di no ci ha chiesto di trovargli un posto da dirigente tipo Filippo Pittarello».
Tra i responsabili della comunicazione del gruppo europeo del M5S, Pittarello è un altro degli uomini fidati di Casaleggio, di cui era un ex dipendente. Borrelli guardava a lui come modello per costruirsi un futuro politico dopo la fine dei due mandati, regola inderogabile per i 5 Stelle. Voleva continuare a vivere Bruxelles, dove ha preso casa e dove vuole far nascere la figlia che aspetta dalla compagna Maria Angela Riva. Gli screzi con Casaleggio erano cominciati proprio a causa sua. Ieri Marco Canestrari, altro ex dipendente della Casaleggio, ha scritto che Borrelli era in rotta con il M5S per motivi politici e a riprova di questo ha pubblicato un post critico dell’eurodeputato datato 24 ottobre. Gli articoli di giornale che svelavano di come avesse fatto ottenere alla compagna un contratto da stagista nel gruppo M5S di Bruxelles, però, erano esattamente di una settimana prima. Ora, in questo annuncio di guerra tra ex amici fraterni, ai 5 Stelle non sfugge che Borrelli, di fatto il numero tre dell’Associazione Rousseau, ha in mano la scatola nera della Casaleggio e del M5S: dati, informazioni, retroscena, che, come hanno fatto altri fuoriusciti, ora potrebbe rivelare.
Resta ancora da capire la tempistica e i sospetti sui soldi. Perché Borrelli, che faceva capricci per restare strapagato a Bruxelles, se ne va proprio nei giorni dell’inchiesta sui finti bonifici e mentre le Iene sono sulle sue tracce per chiedergli conto di cifre che non tornano – oltre centomila euro – nelle restituzioni degli europarlamentari? Borrelli oltretutto non ha dato la delega per controllare le sue donazioni al fondo per le pmi.
Oggi il team che ha messo a lavoro Di Maio affronterà il capitolo Bruxelles sui bonifici. Intanto però fanno sapere che il movimento che ha in mente Borrelli dovrebbe essere fondato con l’imprenditore amico di Casaleggio, ex assessore a Roma, Max Colomban, assieme a ex leghisti veneti vicini al mondo delle pmi, con cui Borrelli ha sempre avuto ottimi rapporti. Chi lo conosce a Treviso già lo ha battezzato «Il Movimento Confapri», dall’associazione che riunisce le aziende della zona, fondata da Colomban e Arturo Artom, altro uomo-impresa amico dei Casaleggio.
Sulla questione del doppio mandato si stava molto ricamando a Bruxelles nelle ultime ore. Borrelli, già consigliere comunale, tra un anno non avrebbe potuto più presentarsi. Ed ex colleghi non smentiscono le amicizie con la Lega: «E chi lo ricandida sennò? Nel Nord-Est puoi avere speranze solo con noi o con la Lega». A cui Borrelli guardava con simpatia.
Un anno fa, dopo il fallito approdo nel gruppo dei liberali orchestrato proprio da Borrelli, la pattuglia europea dei 5 stelle ha perso quattro membri: uno passato con la Lega, un altro nei Verdi, mentre altri due si sono autosospesi. Con l’uscita di Borrelli ora restano in dodici rispetto ai diciassette di inizio legislatura. E c’è chi è pronto a scommettere che presto il numero si ridurrà. Ci sarebbero infatti alcuni eurodeputati particolarmente attivi nei rapporti con gli altri gruppi. Due diverse fonti parlamentari, per esempio, fanno il nome di Dario Tamburrano, che avrebbe recentemente aperto un canale di dialogo con i vertici dei Verdi per discutere di un suo possibile approdo. Philippe Lamberts, numero uno dei Verdi, non conferma. Tamburrano, contattato da La Stampa, smentisce. Ma nel gruppo sale la tensione: «Dopo il 4 marzo – fa notare un’altra fonte M5S – potrebbe saltare il tappo».
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vivicentro/In Ue un movimento anti-M5S per un Gruppo misto in Italia
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Il Procida di mister Iovine non si ferma più ! I biancorossi vincono nel giorno di “San Valentino” battendo nel recupero la Neapolis allo stadio “Spinetti”,grazie alle reti messe a segno da Russo e Micallo. I padroni di casa portano a casa 3 punti da grande squadra con estrema intelligenza ed esperienza, sfruttando due calci da fermo, una delle poche strade vincenti quest’oggi su un terreno di gioco bagnato ed insidioso che non permetteva palleggio e ritmo
La partita. Primi minuti di studio tra le due squadre, con i padroni di casa più coraggiosi nel spingersi in avanti e cercare di sbloccare il match. Al 21’ ci riescono, con tutta la scaltrezza di Giorgio Russo che è abile a colpire di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo e portare i biancorossi in vantaggio, 1-0 per il Procida e seconda gioia stagionale per il gigante della retroguardia biancorossa. Partita che il Procida è dunque abile a sbloccare e mettere sui suoi binari, forse la mossa più difficile da compiere su un terreno di gioco pesante. Al 24’ c’è la reazione degli ospiti con Ferro che s’infila in area di rigore sfuggendo dal fondo e calcia col destro ma Lamarra come sempre risponde presente e salva il risultato. Al 28’ ancora il Neapolis con il migliore dei suoi, Emanuele Catena che si libera dei difensori con agilità e calcia col destro ma ancora Lamarra a dire di no. Al 33’ rispondono i padroni di casa, questa volta con Ciro Parascandolo, chiamato a sostituire Lorenzo Costagliola, facendolo ottimamente con una partita di estremo sacrificio e protagonista di una buonissima prestazione. Al 35’ ancora proprio il 9 biancorosso a cercare la conclusione da fuori area ma sfera che termina di poco fuori. Al 43’ ci prova il capitano del Neapolis, Roberto Mollo, ma palla termina lontano dalla porta di Lamarra. Termina senza recupero la prima frazione di gioco con i padroni di casa che amministrano un meritato vantaggio avanti per una rete a zero.
La ripresa. La seconda parte di gara riprende su ritmi blandi con un Procida attento ed un Neapolis che timidamente cerca di reagire allo svantaggio. Biancorossi che confermano di essere tra le migliori difese del campionato amministrando il risultato e cercando di colpire quando possibile. Al 51’ brivido nell’area di rigore di Lamarra col portiere biancorosso che viene colpito in volto da un’ottima chiusura di Boria che però rischia di provocare un rocambolesco autogol, riesce però a cavarsela il Procida con la palla che termina in calcio d’angolo. Al 54’ il Procida mette il sigillo ad un match già in pugno, ancora sugli sviluppi di un calcio da fermo questa volta con Saurino abile a saltare più in alto di tutti ed impattare perfettamente il pallone, tiro che viene leggermente deviato dal capitano biancorosso Giovanni Micallo che esulta. Dubbi sulla paternità del gol che inizialmente sembrava essere di Ciro Saurino ma poi è stato assegnato al capitano Micallo, quel che è certo è che il Procida si porta sul 2-0 e mette il punto esclamativo sulla partita. Tanti cambi da una parte e dall’altra e match che cala inevitabilmente di ritmo su un campo pesante con due squadre che si sono affrontate a viso aperto. Al 26’ colpisce di testa Mollo ma la sfera termina di poco lontano la porta di Lamarra. Al 31’ bellissima azione sull’asse Cibelli-Annunziata col neo entrato che serve in area di rigore Costagliola che calcia ma tiro che viene murato dalla retroguardia ospite. Al 33’ ancora il 10 biancorosso Antonio Costagliola che sguscia alla difesa del Neapolis e calcia col suo mortifero mancino ma questa volta non è preciso come sempre e pallone che termina fuori. Al 35’ ancora Costagliola A. scatenato che sfugge palla al piede da centrocampo e s’infila in area di rigore, calcia con la punta per anticipare l’intervento del difensore che però riesce leggermente a deviare il tiro, sfera che termina di pochissimo a lato dalla porta protetta da Giuliani. Poche emozioni sul finale di gara col Neapolis che si affaccia soprattutto negli ultimi minuti con insistenza verso la porta di Lamarra che al 91’ è abile a salvare l’imbattibilità su un buon inserimento di Mercogliano. Altra vittoria, altro clean sheet per il Procida, che si conferma sempre più solida in difesa e cinica in attacco. Continua il filotto di vittorie in casa biancorossa, con i ragazzi di Iovine e Lubrano abili anche a portare a casa “match sporchi” come quest’oggi con scaltrezza e furbizia, elementi tipici di una grande squadra, che il Procida, partita dopo partita, sta dimostrando di essere a tutti gli effetti.
ISOLA DI PROCIDA CALCIO: Lamarra, Lubrano V. (55’ Annunziata), Boria, Russo, Micallo, Saurino, Muro (62’ Barone), Mammalella, Parascandolo (50’ Lubrano P.), Costagliola A., Cibelli. A disposizione: Telese, D’Orio, Verde, Vanzanella. Allenatore: Iovine Giovanni – Lubrano Biagio.
NEAPOLIS: Giuliani, Cerqua, Morra, Guerra, Cinquegrana, Mollo, Coppola, Murolo (62’ Mercogliano), Catena, Rosbino (82’ Sarnataro), Ferro (85’ Costagliola). A disposizione: De Simone, Palmenteri, Franzese, Scognamillo. Allenatore: De Carlo Vittorio.
ARBITRO: Andrea Belluomo – Torre Annunziata. ASSISTENTI: Antonio Vano , Giuseppe Galiero – Napoli.
Castellammare, stangata agli esponenti del clan Cesarano: i dettagli
Castellammare di Stabia, condannati a 18 anni di carcere complessivi, coloro che sono ai vertici del clan cesarano, che opera a Castellammare e Pompei. Il verdetto è arrivato nel pomeriggio di ieri. La pena più pesante è stata inflitta a R. Belviso, ritenuto l’ultimo capoclan della cosca specializzata in droga ed estorsioni. L’uomo che avrebbe raccolto lo scettro del comando dopo l’arresto del boss L. Di Martino, ha incassato 7 anni e due mesi di carcere, anche se il pm ne aveva chesti 8 anni e 8 mesi. Stangata anche per A. Falanga l’imprenditore che avrebbe raccolto i soldi del pizzo imposto ai commercianti delle “macchinette”. Infatti la condanna è avvenuta perchè il clan aveva il monopolio sui videopoker nella zona stabiese e non.
Ma le condanne non sono finite: condannato a 5 anni e 1 mese di reclusione, anche G. Di Martino, figlio di ‘o profeta, l’attuale bos. Per lui la DDA aveva chiesto 6 anni di reclusione. Il boss L. Di Martino ha deciso di ricorrere al rito ordinario e il suo processo verrà celebrato a Torre Annunziata. Per coloro che stanno tenendo l’inchiesta, i quattro hanno imposto il pizzo, con richieste sempre più esose, ad un imprenditore specializzato nell’installazione dei videopoker e delle slot machine.
Addio a Bea, la “bimba di pietra”: “Ora potrai riabbracciare la mamma in Paradiso”
Il cuore della piccola Bea ha smetto di battere. Conosciuta come “la bambina di pietra“, per l’inspiegabile malattia che le aveva irrigidito tutte le articolazioni, si è spenta ieri a sei mesi dalla morte madre, Stefania Fiorentino, avvenuta ad agosto a causa di un tumore.
“Beatrice questa sera è volata via. In questo giorno, dedicato agli innamorati, ha deciso di correre ad abbracciare la sua mamma. Saperle insieme sarà la nostra forza”- ha scritto la zia di Beatrice, sorella di Stefania, Sara Fiorentino. – “Il mondo di Bea resterà in assoluto il miglior posto che io abbia mai potuto visitare, per sempre”.
Bea soffriva di una malattia a cui nessuno è riuscito a dare un nome, i migliori specialisti del mondo avevano studiato la sindrome senza riuscire a spiegare perchè le sue articolazione fossero pietrificate, immobili. La piccola riusciva solo a muovere gli occhi.
Negli ultimi tempi era ricoverata nel reparto rianimazione del Regina Margherita di Torino. I familiari avevano deciso che fosse sedata per evitarle ulteriori sofferenze: “I suoi polmoni sono compromessi”, scriveva ieri la zia.
Ad esserle fatale è stato un arresto cardiorespiratorio.
L’ultimo saluto alla piccola si terrà sabato 17 febbraio ore 10:00, nella chiesa del Santo Volto (Torino).
Violenze – Nei giorni scorsi una professoressa di italiano a Caserta è stata accoltellata da uno studente 17enne. Ieri un altro caso di violenza ai danni di un docente da parte di un alunno: in Valnure, nel Piacentino, un bambino di 11 anni, prima media, ha mandato in ospedale un’insegnante di 65 anni e oltre 40 di carriera in cattedra: “La verità che promana dagli ultimi casi estremi narrati dalle cronache ha una portata storica, ben più vasta e terribile: la nostra epoca si sta avviando al tramonto della pedagogia. Dopo l’evaporazione del Padre, ora assistiamo all’eclissi del Maestro”, scrive Antonio Scurati nel suo editoriale.
L’educazione scompare dall’orizzonte
Gli scolaretti disobbediscono alle loro maestre. Gli adolescenti aggrediscono i loro insegnanti. I genitori di quegli adolescenti si precipitano a scuola per picchiare gli insegnanti già aggrediti dai propri figli. Una brillante invenzione di una delle tante narrazioni distopiche che proliferano di questi tempi sugli schermi domestici delle nostre serie tv preferite? No. La realtà sociale delle nostre scuole raccontata dalla cronaca di questi giorni. Ma non ci si può arrendere alla cronaca. La verità che promana dagli ultimi casi estremi narrati dalle cronache ha una portata storica, ben più vasta e terribile: la nostra epoca si sta avviando al tramonto della pedagogia. Dopo l’evaporazione del Padre, ora assistiamo all’eclissi del Maestro.
Si tratta, per l’appunto, di una morte lenta, di un evento in cammino da decenni, una trasformazione profonda che dischiude un inaudito avvenire davanti a sé. Ciò che sta accadendo, infatti, non è il legittimo rifiuto delle pedagogie tradizionali, conservatrici o reazionarie ma l’abbandono stesso dell’idea che il bambino debba essere in qualche modo – e da qualcuno – accompagnato, guidato, condotto per mano a una destinazione a lui ignota.
E che questa conduzione presupponga una subordinazione dell’educando all’educatore, implichi una disciplina, mobiliti un sapere da trasmettere e apprendere, preluda a una formazione che prosegue per tutta la vita dell’uomo senza la quale l’uomo non viene al mondo, non esiste, senza la quale l’uomo non è nulla.
Il secondo dopoguerra europeo si è progressivamente sbarazzato di tutte le tradizionali istituzioni pedagogiche: esercito, scuola, famiglia, istituzioni pubbliche, grandi partiti politici di massa. Si è sbarazzato, in altre parole, della modernità, l’epoca che aveva creduto che non soltanto il soldato, lo scolaro e il figlio andassero educati ma anche il cittadino e il militante. La liquidazione della scuola è solo l’ultima tessera di un domino al termine del quale l’educazione stessa scompare dall’orizzonte della nostra esperienza umana. E non ci inganni il fatto che la scuola italiana da decenni è ostaggio di pedagogisti e pedagogismi. Il burocratico dominio di questi specialisti segna proprio l’eclissi della funzione educativa dell’insegnamento. E’ proprio in questi decenni di pedagogismi proliferanti che l’insegnamento viene espropriato del suo tratto magistrale, che i programmi scolastici vengono privati dei loro contenuti fondamentali, che gli insegnanti stessi vengono sviliti a categoria sociale derelitta, malpagata, screditata, emarginata, a un branco di vecchi «sfigati». Non ci si deve, perciò, stupire che i genitori prendano sempre più spesso partito per i figli nei conflitti con gli insegnati. La rottura dell’alleanza scuola famiglia è il prodotto della distruzione storica di entrambe. Il padre che abbia perso il rispetto per l’insegnante del proprio figlio è, infatti, con tutta evidenza, un genitore che ha già perso il rispetto di se stesso.
E non ci si illuda che basti alzare la voce per ritrovare la magnifica speranza progressista di una educazione dell’uomo per l’uomo. Forze storiche potenti le si oppongono. Innanzitutto il trionfo autocratico del mercato. Abbiamo smesso di credere, di sperare di potere e di dovere educare i nostri figli da quando la società dei consumi ha individuato in loro i clienti più appetibili. E’ stato allora che abbiamo abbandonato l’onere e l’onore di formare i loro gusti e abbiamo incominciato a inseguirli. Similmente, ciò che resta della cosiddetta leadarship politica ha abdicato alla conduzione del proprio elettorato per accodarsi ai suoi umori momentanei. Le tecnologie della comunicazione digitale stanno facendo il resto. Il magnifico universo del world wide web è un cosmo ottuso in cui non ci sono sapienti e alunni, maestri e allievi, ma solo guru chiassosi e adepti ignoranti. Il suo orizzonte è l’orizzontalità immobile del tramonto di ogni pedagogia. Su questo impero dell’immoralità dilagante l’astro del pedagogo tramonta inesorabilmente, cedendo il passo a quello del libertino.
Resta da capire se riteniamo di avere ancora qualcosa da insegnare ai nostri figli.
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vivicentro/Violenze nelle classi italiane: prima l’eclissi del Padre, ora del Maestro
lastampa/L’educazione scompare dall’orizzonte ANTONIO SCURATI
Napoli, sputi e lanci di oggetti contro il 118: due raid in due giorni
Napoli, due raid in due giorni contro il 118, che lo hanno visto colpito da sputi e oggetti vari che hanno diversi danni alla struttura. L’ultimo episodio è avvenuto ieri sera, intorno alle 19.30 durante un’intervento di soccorso per un incidente stradale su corso Sirena, a Ponticelli. Il personale della postazione 118 è stata oggetto di minacce, insulti e strattonamenti perchè, secondo il gruppetto di persone che stavano attendendo l’ambulanza, i soccorsi avevano impiegato troppo tempo ad arrivare. Medici e infermieri del servizio, invece, segnalano che la chiamata in centrale è giunta alle ore 19.23 mentre esattamente un minuti dopo l’equipaggio è partito dalla postazione Ponticelli per raggiungere alle 19.29 il luogo dell’incidente, per un totale di 5 minuti di attesa.
Ma non è la prima volta, anche il giorno prima è avvenuta una cosa analoga: la postazione 118 di Pianura che sosta in via dei Grassi, è stata nel mirino di lanci di oggetti e ortaggi, cosa che avviene frequentemente nei turni di notte. In questo caso, però, l’ambulanza è stata presa di mira da balordi che hanno anche tentato di salire sul tetto del mezzo di soccorso per puro divertimento.
Castellammare di Stabia, questa mattina gli alunni del Liceo Classico “Plinio Seniore” hanno scioperato davanti la sede principale della scuola, in Via Nocera: ecco i dettagli
Castellammare di Stabia, sono le 8:00 del mattino, e mentre gli alunni di tutte le scuole stabiesi, si apprestano a dar luogo alla loro giornata scolastica, gli alunni del Liceo Classico “Plinio Seniore”, la cui dirigente scolastica è la Dottoressa Fortunella Santaniello, hanno invece deciso di scioperare. Davanti scuola sono stati numerosi gli alunni presenti ed anche bene informati riguardo le motivazioni dello sciopero, ma non solo, c’erano anche delle mamme preoccupate per i disagi che i loro figli si trovano a dover affrontare quotidianamente a scuola, da due anni a questa parte.
Riguardo le motivazioni, la Redazione di VIVICentro.it, ha parlato con due dei quattro, Rappresentati di Istituto presenti allo sciopero. F. Serretta ha dichiarato: “Questo sciopero ha origine da disagi passati. L’anno scorso abbiamo occupato perchè abbiamo un problema enorme a scuola: abbiamo poche aule e un numero troppo alto di iscrizioni. Alla fine dell’occupazione, che è durata 5 giorni e che a livello scolastico, riconosco che ci ha distrutto, c’era stato promesso dalle Istituzioni Locali e dalla stessa Dirigenza, che nel settembre del 2017 avremmo avuto una sede, che però non è mai arrivata. Per quattro mesi abbiamo cercato di parlare con la Dirigenza e le Istituzioni Locali, per cercare di arrivare ad un compromesso, ma questa sede non è mai arrivata e nè tanto meno ci hanno fatto sapere niente al riguardo. Di conseguenza abbiamo deciso di attivarci e di agire in maniera diversa, in modo tale da far tornare a galla il problema e di farlo conoscere a più persone possibile perchè abbiamo bisogno di aiuto per risolvere questo problema. Per noi la Dirigenza e le Istituzioni, non stanno facendo il massimo, manifestiamo per portare di nuovo fuori il problema.”
Alla domanda, se i Rappresentati si fossero attivati per parlare anche con il nuovo Commissario Prefettizio, l’altro rappresentante, A. Dolvi, ha risposto: “La settimana scorsa abbiamo provato a fare il comitato studentesco e 10 minuti prima che iniziasse, la Preside ci ha chiamato nel suo ufficio, in presidenza, e ci ha chiesto di darle una settimana di tempo per organizzare l’incontro con il Commissario Prefettizio e con la Provincia. Di conseguenza, alle parole della Preside, noi avevamo deciso di non scioperare e glielo avevamo fatto anche presente, infatti la stessa aveva detto che era orgogliosa di noi. Ma questo incontro fino a ieri non è avvenuto e per questo abbiamo deciso di attivarci. Noi sappiamo che la Dirigenza non ha colpe, perchè di tutto questo se ne dovrebbe occupare la Provincia, e siamo contenti perchè quest’anno noi rappresentati abbiamo aperto un grande dialogo con la Preside, e non c’è scontro come è stato con i rappresentati dell’anno scorso.”
Continua F. Serretta: “Noi pensiamo che sia la Dirigenza e le varie Istituzioni, quelle locali e non, non si stanno attivando come potrebbero. Noi abbiamo avuto false promesse e questa cosa ci ha fatto arrabbiare. Abbiamo continuato a lottare in maniera pacifica, infatti abbiamo scelto di fare lo sciopero sotto la sede principale per evitare di bloccare il traffico, e non solo, i ragazzi sono liberi di entrare tranquillamente e fare lezione, non siamo nessuno per fermali, infatti abbiamo scelto di scioperare alle 8:00 proprio per dare la possibilità anche ai ragazzi che hanno la mezza rotazione e che entrano alle 11:00, di poter partecipare allo sciopero. Una cosa è certa, non abbiamo intenzione di fermarci, ci saranno altre manifestazioni al riguardo, finchè non verremmo ascoltati e finchè non ci verrà dato quello che ci spetta.”
Gli alunni presenti allo sciopero erano tutti bene informati riguardo le motivazioni, in quanto sono essi stessi, che in prima persona, stanno subendo degli abusi, e delle ingiustizie. Una ragazza ha dichiarato: ” Una volta, a causa della mancanza delle aule, siamo stati costretti a fare lezione in un aula insieme ad altre 2 classi. In totale eravamo 60 alunni, una cosa inumana. Noi sappiamo che sono stati sbloccati dei fondi per le scuole, siamo informati, perchè non li usano per darci una terza sede?”
Perchè in sostanza è questo che chiedono i ragazzi, una terza sede, o almeno una sede succursale più grande, che riesca ad andare in contro alle esigenze di numero di iscrizioni riscontrate negli ultimi anni. Il Plinio Seniore stabiese, come si sa, negli ultimi anni ha aggiunto all’indirizzo classico e delle scienze umane, di base, anche quello linguistico e artistico, e questo ha portato a far schizzare alle stelle il numero degli iscritti.
Come si legge infatti da uno striscione posto davanti la scuola, il motto dei ragazzi è: “Prima le soluzioni, dopo le iscrizioni”. Certo il modo di manifestare di questi giovani è stato un po irruento, e con ogni probabilità poco adatto, ma come dare torto a questi ragazzi, che si vedono sottratti il diritto a studiare nella maniera più adeguata e in strutture che lo consentano.
Torre Annunziata, cadavere di una donna rinvenuto in spiaggia, del Lido Azzurro: i dettagli
Torre Annunziata, questa mattina è stato ritrovato un cadaveresulla spiaggia del Lido Azzurro. Il corpo è quello di una donna anziana. E’ stato uno choc per chi ha trovato il cadavere, in quanto la donna era completamente nuda, tranne per il fatto che indossava il reggiseno, di conseguenza si è subito pensato ad un atto fatto nella maniera più brutale possibile.
Sul posto sono giunti, repentinamente, anche la Polizia e Carabinieri allertati dalla Capitaneria di Porto. Le forze dell’ordine, insieme alla squadra scientifica, hanno iniziato a fare rilievi e indagini per risalire all’identità della povera vittima e alle modalità con cui è morta e soprattutto come è giunta, verosimilmente via mare, sull’arenile oplontino.
Dalle prime indagini è emerso che aveva 81 anni e si chiamava N. D. F. Il riconoscimento del cadavere, è avvenuto grazie ad un familiare. Sembrerebbe che la donna soffrisse si depressione e che si era allontanata da casa nella serata di ieri, come già capitato in passato.
La donna era completmanete nuda ed indossava solo il reggiseno. Poco distante, sulla spiaggia del Lido Santa Lucia, pare sia stato trovato uno scaldacollo che forse era indossato dalla signora. Da lì, probabilmente, la donna si sarebbe tuffata in mare una volta spogliatasi. Il corpo sarebbe poi stato trascinato dalle correnti dove è stato rinvenuto.
L’ipotesi è che l’81enne si sia suicidata, lanciandosi dalla scogliera e tuffandosi in mare e lasciandosi annegare. Ma queste sono, per l’appunto ipotesi, solo l’autopsia sul colpo del cadavere, potrà togliere ogni dubbio.
Florida, studente espulso fa una strage al liceo: almeno 17 morti e 15 feriti
Strage in Florida: un ex studente ha aperto il fuoco all’interno dell’istituto che frequentava uccidendo 17 persone e ferendone decine. Si chiama Nikolas Cruz, ha 19 anni ed era stato allontanato dalla scuola perchè ritenuto una “potenziale minaccia“.
E’ accaduto ieri alle 14:30 ora locale, le 20:30 in Italia, al liceo Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, a circa 70 chilometri a nord di Miami. Il giovane si è servito di un fucile d’assalto semi-automatico Ar-15. Ha fatto scattare l’allarme dell’istituto in modo che gli studenti e gli insegnanti uscissero dalle aule; poi munito di maschera antigas e fumogeni, ha dato il via alla sua follia omicida.
Ne ha uccisi 17: dodici all’interno delle aule, due mentre tentavano di mettersi in salvo, una vittima per strada, e due sono decedute in ospedale. 15 invece i feriti, alcuni in gravi condizioni.
Il 19enne ha tentato di dileguarsi ma è stato bloccato dalla polizia. Mostrava segni di difficoltà respiratoria, quindi è stato condotto prima in ospedale per accertamenti e poi alla centrale di polizia.
Ancora non sono chiare le motivazioni che hanno spinto Nikolas Cruz a sterminare docenti e compagni di scuola. Già in passato era stato identificato come una potenziale minaccia per il Miami Herald. “L’anno scorso ci avevano detto che non sarebbe potuto entrare a scuola se avesse avuto con sé uno zaino – ha spiegato al giornale Jim Gard, insegnante di matematica che aveva avuto Cruz tra i suoi allievi – Ci sono stati dei problemi, ha minacciato degli studenti l’anno scorso e mi sembra che gli fosse stato ordinato di lasciare il campus”.
Durante la settimana della 68a edizione del Festival di Sanremo, nella città dei fiori, sono giunti anche fiori provenienti dal mercato di Castellammare di Stabia e da Sanremo per realizzare un abito prodotto dalla signora Franca e da Pasquale il figlio. “L’Orchidea” è stata selezionata per partecipare a questo evento e per la prima volta è stato realizzato questo abito da madre e figlio. Fiori veri, naturali, e nulla di finto. A presentare l’abito di fiori Veronica Maya, giornalista. Durante l’iniziativa, tra gli ospiti, anche Sofia Di Chicco, Miss Europe Continental Italy 2017.
Marcello Lippi, ct della Cina, ha rilasciato un’intervista a TuttoSport: «Sono perfettamente d’accordo con Allegri (che ha dichiarato dopo il 2-2 in Champions: “Se qualcuno pensava che avremmo dovuto battere il Tottenham 4-0 ha bisogno di un dottore bravo”, ndr). Max ha ragione e fa bene a respingere in maniera netta tutta la negatività che arriva dall’esterno. Vincere non è affatto scontato, in Champions . Il Tottenham è un’ottima squadra. E se il 2-2 fosse arrivato in rimonta, recuperando due gol agli inglesi e non facendoseli recuperare, adesso si farebbero tutti altri discorsi in ottica ritorno. Un po’ di rosico ci sta per come era iniziata la gara, però non è ancora finita. C’è un’altra partita».
Cosa non è andato nella Juventus?«Non tocca a me dirlo, non mi permetterei mai. Parlare di quello che è successo non ha senso, bisogna stare vicino alla squadra e guardare avanti con ottimismo. Allegri e i giocatori sanno perfettamente quello che ha funzionato e quello che non è andato bene. Parliamo di un allenatore e di una squadra che da anni stanno ottenendo risultati importanti in Italia e a livello internazionale».
Gli ottimisti puntano sulla fragilità della difesa del Tottenham: concorda?«Io avevo pronosticato una partita simile a quella contro il Barcellona dello scorso anno. All’inizio è andata così, poi è diventata una gara un po’ stregata, penso al rigore sbagliato da Higuain. Ma l’ultima cosa che deve succedere è che la squadra ora perda autostima, proprio per questo condivido in pieno quanto detto da Allegri. Ripeto: c’è un’altra partita da giocare per qualificarsi ai quarti».
Sensazioni per la gara di ritorno? «Non la sbaglieranno a Wembley. E non c’è soltanto la vittoria. Si può passare anche con un 2-2 nei 90’ e un gol nei tempi supplementari».
Questa situazione le ricorda qualche episodio del passato?«Ci sono delle anologie con i nostri quarti del 2003. A Torino pareggiammo 1-1 contro il Barcellona. E poi siamo andati al Camp Nou a giocarci la qualificazione. Siamo passati in vantaggio con Nedved, abbiamo subito il pareggio di Xavi e siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Davids. Partita infinita: ai supplementari cross di Birindelli e gol di Zalayeta. In quella Champions abbiamo distrutto le spagnole. Prima del Barcellona avevamo battuto il Deportivo la Coruna e in semifinale eliminammo il Real Madrid».
«I primi anni – spiega Angelo Briganti a Il Mattino- ci mettevamo all’uscita degli spogliatoi e aspettavamo la squadra, cosi’ che Sarri si potesse fermare qualche minuto a parlare con noi prima di mettersi dietro ai suoi ragazzi». «E’ unmaestro di calcio», aggiunge Angelo con un sorriso grande come tutta la Toscana. Lui e altri sei o sette amici erano la «seconda squadra» di Maurizio Sarri, quella che lui allenava con le parole ogni santo giorno. «Se non ci vedeva era preoccupato – racconta Flavio Ingargiola – al punto tale che se c’era il giorno di allenamento a porte chiuse, si affacciava fuori dallo stadio e ci gridava: “Che fate lì fuori, io vi voglio dentro”. «Ha portato per settimane le stesse scarpe – raccontano insieme Flavio Ingargiola e Vincenzo Valori e, se pure si rompevano, lui le sistemava con lo scotch pur di non cambiarle. Cosi’ come la giacca a vento che sul retro era completamente bruciata dal calore delle sigarette». Un aneddoto anche sul mercato: «Ricordo perfettamente cosa mi disse di Verdi», dice ancora Flavio. «Per Maurizio aveva ottime gambe ma era ancora un po’ ragazzino, chissa’ che adesso non abbia cambiato idea: per questo lo voleva al Napoli».
Sarà un San Paolo deserto, pochi biglietti venduti: la causa è solo una
Sono solo 10mila i tagliandi staccati fino ad ora per Napoli-Lipsia. E c’è la grossa consapevolezza che non si recupererà con l’avvicinarsi alla gara di stasera alle 21.05. L’appeal dell’Europa League non attecchisce sui tifosi napoletani. Lo riporta La Gazzetta dello Sport. E’ evidente che il campionato incide sull’acquisto di un biglietto per una gara infrasettimanale. Questo poi accade in particolar modo se le condizioni meterologiche di stasera sono così rigide.