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Verdi: “Napoli poteva cambiarmi la carriera, ma non mi pento su De Laurentiis…”

Le sue parole dopo il no al Napoli

Simone Verdi, attaccante del Bologna e grande obiettivo di mercato del Napoli per il mercato di gennaio, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera:

Simone Verdi, i nomi di Riva, Virdis e Paolo Rossi le dicono qualcosa? «Sì, che non sono stato l’unico stupido a dire no a una grande… Scherzi a parte, io non ho detto no al Napoli, ho detto sì al mio percorso al Bologna: non potevo andarmene a gennaio dopo tutta la fiducia che ha riposto in me quando venivo dalla retrocessione col Carpi».

Ma il caso è montato comunque. «Già. E molto più grande del dovuto. Ho dovuto sentire tante falsità, cose brutte persino sulla mia famiglia e sulla mia fidanzata, che avrebbero interferito nella scelta. Poi ho sbagliato anch’io…».

In che senso? «Avrei dovuto intervenire subito per spiegare e calmare le acque: invece la mia riservatezza, che ritengo un pregio, ha peggiorato la situazione».

E com’era la situazione? «L’offerta del Napoli poteva cambiare la mia carriera, lo so. Ma, dopo avere giocato già in sei squadre, a 25 anni qui ho trovato per la prima volta la mia casa calcistica. Sento di avere un progetto da condurre fino a giugno».

Molti non le hanno creduto e hanno detto che dietro il no c’erano altri club, cioè i soliti: Inter, Milan, Juve… «Mi viene da ridere. No, nessuno muoveva i fili. So ragionare da solo».

De Laurentiis ha detto: «Verdi mi ha deluso». «Forse ho mandato un messaggio sbagliato. Ma sia chiaro: il problema non era Napoli, e non ho mai detto sì per poi cambiare idea».

Sarri l’ha chiamata, vero? «Sì. Una telefonata amichevole. Ha capito, con molta serenità e sensibilità».

 

 

Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)

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La violenza delle armi torna a insanguinare le scuole americane. Nikolas Cruz, ex studente di 19 anni, fa irruzione in un istituto della Florida e uccide almeno 17 persone. Il ragazzo aveva una passione per armi, bombe e siti estremisti.

«Almeno 17 vittime». Il killer è un ex alunno: era stato allontanato dal campus perché «pericoloso»

NEW YORK – Torna la violenza nelle scuole americane. Stavolta ha colpito la Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, nella Florida meridionale, dove un ex studente ha ucciso – secondo quanto riferito dalla polizia – almeno 17 persone.

L’allarme è scattato verso le tre del pomeriggio, quando nella scuola si sono sentiti i primi spari. Stoneman Douglas è un grande istituto superiore della contea di Broward, frequentato da oltre 3000 studenti. Il panico si è diffuso rapidamente, con la polizia locale e l’Fbi che sono arrivate subito sul posto per bloccare il colpevole e far scappare le vittime. Un’ora dopo però l’assalitore era ancora libero.

Secondo le testimonianze raccolte all’esterno dell’edificio, l’attacco è cominciato all’interno di una classe. Il killer è stato identificato come Nicolas Cruz, 19 anni, un ex studente conosciuto perché in passato aveva minacciato i colleghi, al punto di essere allontanato dalla scuola: «Lo evitavamo – ha raccontato alla tv locale Wsvn uno dei ragazzi in fuga – perché sapevamo che era pericoloso». Il colpevole aveva anche una passione per le armi e voleva fare il militare: «Lo so – ha aggiunto il testimone – perché me le aveva mostrate. Diceva che andava spesso a sparare, gli piaceva l’adrenalina che ne ricavava». Martedì sera aveva guardato su Internet come costruire una bomba, e forse frequentava siti della resistenza siriana.

Cruz ieri mattina è andato in classe per saldare i suoi conti. Ha portato con sé un fucile Ar15 semiautomatico e una pistola, e dopo una lite ha iniziato a sparare su insegnanti e studenti. La polizia locale e l’Fbi hanno subito circondato l’edificio, aiutando i ragazzi a fuggire, ma alle quattro del pomeriggio il colpevole non era ancora stato fermato. Forse era ancora barricato dentro le aule, oppure era riuscito a scappare. Qualche minuto dopo è arrivata la notizia che il killer era stato catturato, in una casa a circa un miglio dalla scuola. Le telecamere lo hanno inquadrato dall’alto, mentre gli agenti lo arrestavano: un ragazzo bianco, con i pantaloni neri e una maglietta bordeaux. Il bilancio, come anticipato, parla di almeno 17 morti. Secondo il senatore locale Nelson, «molte persone hanno perso la vita».

Tragedie di questo genere sono diventate ormai un’abitudine negli Stati Uniti, nelle scuole e fuori. Il primo ottobre scorso a Las Vegas era avvenuto il massacro più grave nella storia del Paese, quando il sessantaquattrenne Stephen Paddock aveva sparato con armi da guerra dall’hotel Mandalay, contro il pubblico del festival musicale «Route 91 Harvest», uccidendo 58 persone e ferendone oltre 800. In questi casi l’America si divide sempre in due: da una parte quelli che denunciano la presenza di troppe armi, e dall’altra quelli che le difendono, puntando invece il dito contro le malattie mentali e la cultura che alimenta la violenza. Ieri il presidente Trump ha commentato così: «Nessun bambino, insegnante o chiunque altro, dovrebbe sentirsi insicuro in una scuola americana». Ma il problema delle armi per lui è intoccabile.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)
lastampa/Sparatoria a scuola, è strage in Florida – PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Prostituzione e riti voodoo: tre arresti nel casertano, la vicenda

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Con riti voodoo e ricorso alla violenza tre aguzzini costringevano una minorenne a prostituirsi

Celebravano riti voodoo per costringere una minorenne originaria della Nigeria a prostituirsi, ma anche violenza e minacce di ritorsione verso la famiglia in Nigeria. E’ accaduto a Castel Volturno, in provincia di Caserta, ‘città banlieu’ di quasi 20mila stranieri, di cui quasi il 75% irregolari.

Un racconto dell’orrore quello che si evince dall’indagine della Squadra Mobile di Caserta che ha fermato, su ordine della Dda di Napoli, tre persone provenienti da Ghana e Nigeria, due donne, di 48 anni e 38 anni e un uomo di 32 anni.

Nella ‘città banlieu’ la mafia nigeriana controlla il racket della prostituzione e dei sequestri di giovani donne, provenienti principalmente dalla Nigeria e dai Paesi limitrofi. I tre fermati, rispondono di vari reati, tra cui la riduzione o mantenimento in schiavitù, pluriaggravato in concorso. Oltre alla minorenne, gli investigatori della Polizia di Stato hanno scoperto che il trio teneva segregate anche altre due straniere, che poi erano mandate sulla Statale Domiziana a prostituirsi.

Tuttavia queste ultime non sono state ritrovate, ma di loro ha parlato la minore, che è riuscita a fuggire qualche mese fa da Castel Volturno per raggiungere il Nord Italia, dove ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla Polizia di Stato. Qui ha raccontato l’incubo vissuto: segregata e costretta a prostituirsi, sotto la minaccia costante che venissero toccati i suoi familiari rimasti in Patria.

La ragazza ha riferito anche di essere stata picchiata, fin quasi ad essere soffocata. La minorenne era in stato di soggezione poiché era vittima di riti voodoo che le venivano praticati dalla «madame», nella fattispecie una delle due donne arrestate. L’altra invece controllava che la minore si prostituisse senza ribellarsi. La ragazza doveva consegnare i soldi guadagnati con i clienti ai tre aguzzini. Ad agosto del 2017 la ragazza è poi riuscita a fuggire approfittando della distrazione dei suoi carcerieri.

Settore giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato in Nazionale

Settore giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato in Nazionale

Il difensore, classe 2003, Raffaele Campagnuolo è stato convocato dalla Nazionale Under 15 Lega Pro che disputerà una gara amichevole contro la Nazionale Under 15 di San Marino. Campagnuolo si aggregherà al gruppo azzurro il giorno 20 febbraio per restarci anche il giorno successivo, 21 febbraio. Fischio di inizio alle ore 15 del giorno 21 febbraio. Un’altra Vespetta torna in Nazionale, dopo l’ottima prova disputata a gennaio che gli ha consentito la nuova convocazione.

a cura di Ciro Novellino

Juve Stabia – Ercolanese: domani il test amichevole

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Domani il test amichevole tra Juve Stabia e l’Ercolanese

Nella giornata di domani la Juve Stabia scenderà in campo alle ore 14:30 per un test amichevole allo stadio “Solaro” contro l’Ercolanese che milita in serie D. Questo il comunicato della S.S. Juve Stabia:

La S.S. Juve Stabia rende noto che disputerà un test infrasettimanale con l’Ercolanese 1924 domani, giovedì 15 febbraio, alle ore 14,30 allo stadio “Solaro” di Ercolano.

S.S. Juve Stabia

A ‘La Cartiera’ il Carnevale posticipato con scherzo di cattivo gusto: arrivata un’ambulanza, l’accaduto

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Ecco cosa è accaduto nel tardo pomeriggio

Carnevale è passato da un giorno, ma qualcuno ha ancora voglia di scherzare, anche nel giorno di San Valentino. Lo scherzo è bello, l’importante è che non si vada oltre, non fare in modo che diventi di cattivo gusto. Infatti, questo tardo pomeriggio, intorno alle ore 19, nei pressi del Conad, presente all’interno del Centro Commerciale ‘La Cartiera’, sono arrivati i volontari del 118 in quanto è arrivata una segnalazione che richiedeva la corsa straordinaria di un’ambulanza. In realtà, il tutto era solo uno scherzo e i tanti addetti alle casse non sapevano nulla di questa richiesta. Fatto sta che, i volontari, hanno lasciato il centro commerciale senza per fortuna dover soccorrrere nessuno, ma con uno scherzo di cattivo gusto.

a cura di Ciro N0vellino

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La disfida del ragù: bolognese contro napoletano, quale sarà il più buono?

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Per Sapori hanno svelato la loro ricetta perfetta l’emiliana Irina Steccanella, chef dell’Agriturismo Mastrosasso, e la proprietaria di Zi’ Teresa, uno dei ristoranti più antichi di Napoli.

“Adesso mi vuoi insegnare come si fa il ragù? Più ce ne metti di cipolla, più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento”. Lo dice Rosa, uno dei personaggi indimenticabili di Edoardo De Filippo in uno dei suoi tanti brani che parlano di cibo e tradizioni culinarie. In questo caso una di quelle più famose d’Italia – napoletana ma non solo – ovvero il ragù tanto orgogliosamente rivendicato in “Sabato, domenica e lunedì”.

Condivisa, amata e contesa in egual modo dalla tradizione campana e da quella emiliana, questa ricetta affonda le sue radici molto lontano. Sia nel tempo che geograficamente. La parola che identifica questo sugo scuro, saporito e profumato deriva dal francese ragoût, ovvero oggi uno stufato – anche oltralpe -, ma una volta il sostantivo di un verbo imaginifico: ragoûter, che rimandava al senso di “risvegliare l’appetito” prima e che poi si è trasformato nell’immagine verbale di un condimento abbondante, a base di carne, usato anche per accompagnare altre preparazioni. Inizialmente identificato come ragoût anche in Italia, diventò prima ragutto in epoca fascista e poi è approdato al ragù che tutti conosciamo. E amiamo.

Oggi in Italia con questo termine si intende un sugo a base di carne macinata – ma non solo – cotto molte ore. Anche più di otto in alcune regioni, con variazioni da campanile a campanile che toccano il tipo di soffritto da utilizzare, i tagli di carne da aggiungere, la possibilità o meno di mischiare carne bovina e carne suina. Diffuso in maniera più o meno capillare in tutto il Paese, questo sugo però è figlio soprattutto della tradizione bolognese e di quella napoletana (con due ricette però diversissime tra loro), radicato nelle due culture in maniera fondamentale, tanto da diventarne simbolo. “Nel 1982 – racconta Irina Steccanella, chef dell’Agriturismo Mastrosasso, non lontano da Bologna – l’Accademia italiana della cucina ha depositato presso la Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Bologna” il testo ufficiale della ricetta del ragù bolognese “in modo da garantire la continuità ed il rispetto della tradizione gastronomica bolognese“.

Ragù bolognese

 Ragù bolognese

A Napoli è radicato nella storia e nei ricordi di tutte le famiglie, fin dal dopoguerra, quando ” dato che non tutti potevano permettersi di comprare la carne necessaria a cucinarlo – racconta Carmela Abbate, dello storico ristorante Zi’ Teresa al Borgo marinaro -, era uso presso molti signori, dopo aver mangiato, di sporcarsi la camicia con un po’ di sugo e scendere in strada”. Un vezzo, un modo “per vantarsi senza farlo notare del benessere economico che si aveva. Il ragù è sempre stato un simbolo”. Di uno status sociale “ma anche e soprattutto della tradizione domenicale del riunirsi in famiglia, di un senso di convivialità che qui è molto forte”. E che accomuna due città, seppur così lontane geograficamente.

Ragù napoletano Abbondante basilico, per il ragù napoletano

Un sugo profumato, corposo, che parla di tradizione, di storia, di tavolate infinite. Ma che siate napoletani, bolognesi o semplicemente amanti della buona cucina, voi quale ragù preferite? Raccolte per Sapori le “ricette perfette” della versione emiliana e di quella partenopea.

Il ragù bolognese (ricetta di Irina Steccanella, dell’Agriturismo Mastrosasso)

1. Partiamo dal classico soffritto: sedano carota e cipolla tritati. Nella versione tradizionale viene mischiato tutto in cottura, mentre io consiglio di far andare separatamente gli ortaggi. Si inizia con le carote e dopo cinque minuti si aggiunge tutto il resto.

2. La cottura del soffritto è importantissima: bisogna che duri almeno venti minuti a fuoco dolce, basso, per poter garantire il gusto inconfondibile al vostro ragù.

3. Quando mancano pochi minuti alla fine della cottura del soffritto, tenete a portata di mano una battuta di pancetta fresca e prosciutto crudo da aggiungere appena le verdure sono al punto giusto. Con una grande attenzione alla qualità dei salumi.

4. Il soffritto così si arricchirà del sapore e dei grassi di pancetta e prosciutto. Una volta dorati i primi ingredienti, andrà aggiunta la salsiccia, per donare gusto e morbidezza al nostro ragù.

5. Passo dopo passo, vanno aggiunti gli ultimi tagli di carne. Dopo la salsiccia andrà aggiunto il lombo di maiale e solo in seguito la carne macinata.

6. In un pentolino, su uno dei fuochi piccoli, va fatto bollire per qualche istante il vino rosso che verrà poi usato per bagnare la carne, una volta che tutte le parti aggiunte al soffritto saranno perfettamente rosolate. Questo passaggio gli fa perdere la parte alcolica che potrebbe dare un gusto non proprio piacevole alla carne.

7. Una volta sfumato ulteriormente il vino, va aggiunto finalmente il pomodoro. Che deve essere ben carico: ideale usare doppio concentrato.

8. Una volta versato il pomodoro e amalgamata bene la carne, la salsa va allungata con acqua, in modo da avere sufficiente liquido per tutta la durata della cottura e non doverne aggiungere in corso d’opera. In questa fase vanno poi aggiunti sale e pepe. Quest’ultimo rigorosamente macinato fresco.

9. La cottura: il ragù dovrà cuocere tre ore,tre ore e mezzo circa. Il tutto a fuoco lento e avendo l’attenzione di girarlo di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.

10. A cottura ultimata si spegne il fuoco e si “ruba” un pezzetto di pane, lo si ricopre di abbondante ragù e una bella spolverata di Parmigiano Reggiano: e il gioco è fatto !!!

Il ragù napoletano. (ricetta di Carmela Abbate, titolare del ristorante Zi’ Teresa al Borgo marinaro).

1. Innanzitutto, va usato un ottimo olio per irrorare il fondo della pentola. Nei tempi antichi si usava lo strutto, ma oggi è consigliabile un extra vergine di oliva. In questo ingrediente nobile va aggiunto il necessario per il soffritto, con attenzione alla cipolla, che deve essere dorata/ramata e tagliata a quadrucci.

2. Dopo aver fatto delicatamente rosolare il soffritto va aggiunta – per una media di otto persone – la seguente carne: una puntina di maiale, che sia alta, un paio di braciole (che andranno cucinate secondo la ricetta classica, con uva passa, pinoli, parmigiano e prezzemolo), 3 o 4 salsicce, mezzo chilo di muscolo e mezza gallinella di maiale.

3. I pezzi vanno aggiunti uno alla volta e fatti rosolare lentamente, girando di tanto in tanto la carne fino a farla diventare dorata e avvolta da una leggera crosticina.

4. Appena la carne è al punto giusto di rosolatura, aggiungere un generoso bicchiere di vino e farlo sfumare. Se non si vuole un ragù troppo scuro, troppo nero – com’era invece nella tradizione -, aggiungere del buon vino bianco.

5. Una volta sfumato il vino, andrà aggiunto il pomodoro. Con grandissima attenzione alla qualità della passata che si utilizza, perché andrà a trasformare del tutto il sapore finale del piatto.

6. Il segreto del ragù napoletano sta nel tempo di cottura. Regola vuole che resti a puppuliare (sobbollire), dalle otto alle dieci ore.

7. Dopo circa tre o quattro ore, andrò tolta la carne – che verrà poi riposta in un contenitore coperto per utilizzarla poi a fine cottura, per non farne macerare il sapore -, e aggiunto il sale.

8. Il formato di pasta perfetto rimangono gli ziti. Se possibile spezzati a mano, come si faceva una volta.

9. Una volta cotta e scolata la pasta, un primo passaggio, per amalgamare bene il sugo, andrà fatto nella pentola dove è stato cotto il ragù, ancora sporca di salsa.

10. Fondamentale, per concludere la mise en place del piatto e garantirgli un’ottima riuscita è il basilico va usato in abbondanza, solo così il profumo sarà esattamente quello tradizionale, che rende questo piatto ancor più goloso.

10 bis. L’ultimo consiglio: mai buttare il ragù avanzato. La salsa si può usare per aggiungere gusto ad altre ricette, come la parmigiana di melanzane o il sartù di riso.

larepubblica/ LARA DE LUNA

Napoli-Lipsia: ecco le scelte di Sarri e Hasenhuttl

Scelte quasi obbligate per Sarri, più scelte a disposizione di Hasenhuttl

Domani sera allo stadio San Paolo andrà in scena la gara di andata dei sedicesimi di Europa League tra NapoliLipsia. Una gara che potrebbe essere bloccata considerata l’alta posta in palio e l’obbligo di non toppare. Importante per gli azzurri, un sogno per i tedeschi.

NAPOLI

Sarri deve fare i conti con le squalifiche di Mertens e Machach oltre agli infortunati Ghoulam, Chiriches e Milik. Dovrebbero riposare Jorginho, Alla e Hamsik. La novità riguarda anche una presenza in panchina: si tratta di Gaetano, attaccante della Primavera azzurra.

4-3-3: Reina; Maggio, Tonelli, Koulibaly, Hysaj; Rog, Diawara, Zielinski; Ounas, Callejon, Insigne. All: Sarri.

LIPSIA

Tedeschi che arrivano a Napoli senza particolari problemi di formazione. Unico indisponibile è lo squalificato Ilsanker. Dovrebbe sedere in panchina Demme, mentre sarà regolarmente in campo Kampl. Tra i pali ci sarà Gulacsi.

4-4-2: Gulacsi; Laimer, Orban, Upamecano, Klostermann; Kampl, Keita, Kaiser, Bruma; Poulsen, Werner. All: Hasenhuttl

a cura di Michele Avitabile
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Napoli, in Commissione Bilancio la riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale

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Nella giornata di oggi è stata illustrata la prima sezione della riformulazione del piano di riequilibrio pluriennali

La prima parte, la sezione 1, di quello che sarà il riformulato piano di riequilibrio pluriennale è stata oggi illustrata dall’assessore Panini e dal dirigente dell’unità che si occupa del monitoraggio dell’attuazione del piano, Sergio Aurino, alla commissione Bilancio, presieduta da Manuela Mirra. Prima dell’approvazione in Consiglio della delibera di proposta, altre due riunioni della commissione sono state programmate per i prossimi giorni.

La riunione ha avuto inizio con le osservazioni del consigliere Brambilla (Movimento 5 Stelle) sull’impossibilità di interloquire su una parte soltanto della delibera, tra l’altro arrivata ai consiglieri soltanto ieri sera; inoltre, si è in forte ritardo rispetto alla scadenza per l’approvazione del documento nonostante il lavoro di riformulazione del piano fosse già in corso a seguito della delibera di ottobre della sezione regionale della Corte dei conti.

In proposito, l’assessore Panini ha sottolineato che è senza aggancio reale la scadenza di 45 giorni fissata dal Parlamento per la riformulazione del piano anche perché si tratta di un lavoro complesso per calcolare in 15 anni il rientro da realizzare.

Sergio Aurino, dell’unità per il monitoraggio del piano, ha premesso all’illustrazione della sezione 1 del nuovo piano, che la possibilità di una sostanziale revisione del piano stesso, e la fissazione tra 15 anni della data del riequilibrio, decorre solo dal 1° gennaio di quest’anno, a seguito della Legge di bilancio, mentre era comunque in corso il lavoro per revisionare i ritmi del rientro e apportare al piano le modifiche necessarie per riscontrare la delibera della Corte dei conti; ad essa, comunque, sarà inviata nella giornata di domani una apposita relazione (il Comune aveva già chiesto una proroga dei 60 giorni, oltre che proposto ricorso alle sezioni riunite) ed anche il Consiglio sarà investito, a questo punto dopo l’approvazione del nuovo piano, del riscontro alla Corte dei conti. Del resto, anche nella delibera che la Giunta sottoporrà la prossima settimana al Consiglio per la riformulazione del piano, ci sono elementi riconducibili alle osservazioni della sezione regionale della Corte del 16 ottobre, ad esempio, la ridefinizione del Fondo di passività potenziali. La rideterminazione al 31.12.2017 del fondo, che ora ammonta ad oltre 531 milioni, richiesta dalla Corte, è infatti indispensabile dato di partenza del nuovo piano di riequilibrio. Anche un’altra delle richieste della Corte dei conti trova riscontro nel piano rimodulato, e cioè l’inserimento nei risultati di amministrazione al 1° gennaio 2015 dell’importo del Fondo di rotazione (di 234 milioni) che non era stato inserito nel vecchio piano.

La prima sezione del nuovo piano di riequilibrio contiene dunque, come ha spiegato Aurino, la fotografia della situazione delle finanze del Comune nell’arco temporale che va dal 2015 al 2017, la base cioè sulla quale la seconda parte proporrà la riformulazione. Dal documento illustrato oggi, emergono importanti indicazioni, anche positive, come l’aumento delle entrate provenienti dai tributi comunali nel periodo 2015/2017, un dato significativo perché avviene ad aliquote invariate (fissate dal massimo proprio per l’adesione al piano di riequilibrio) ed in presenza di forti tagli subiti dal Comune che, ad esempio, ha visto diminuire progressivamente l’apporto del fondo di solidarietà comunale, e ciò come effetto distorsivo del metodo di calcolo del fondo stesso. Altro elemento positivo emerso, che si riverbererà anche sui prossimi anni, è il recupero dell’evasione: per la sola Tari, sono stati accertati 100 milioni di evasione che saranno recuperati con una buona percentuale di riscossione.

Nella riunione prevista nella giornata di domani e di venerdì, ha concluso la presidente di commissione Mirra, sarà completato il lavoro della commissione sulla rimodulazione del piano di riequilibrio.

Confapi, accordo formazione e lavoro con Scuole Campania-UniSOB

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Protocollo d’intesa Confapi Scuole Campania-UniSOB per orientare i giovani laureati in Scienze dell’Educazione

NAPOLI – «La convenzione tra Confapi Campania e l’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa è un passaggio fondamentale per la realizzazione di percorsi finalizzati alla scelta consapevole e all’inserimento professionale dei giovani e per lo scambio di esperienze».

Lo ha detto Valentina Ercolino Perillo, presidente Confapi Scuole Paritarie Campania, a margine della presentazione dell’accordo che si è tenuto, questa mattina, a Napoli presso la sede Confapi di Via S. Aspreno.

«Puntiamo a un potenziamento del raccordo tra Confapi Campania e UniSOB di Napoli per iniziative di comune interesse – ha aggiunto – soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo di buone pratiche in tema di orientamento universitario».

«Si tratta di una iniziativa che rientra nella strategia complessiva di promozione e divulgazione delle opportunità offerte da Confapi per lo sviluppo professionale dei laureati e laureandi – ha commentato Anna Sommella, vicepresidente Confapi Scuole Paritarie Campania –. Questa convenzione sarà utile anche a formalizzare la presenza di laureandi e laureati nelle aziende consociate Confapi (scuole Paritarie/Parificate autorizzate dal Miur) attraverso la stipula di accordi per attività di tirocini e stage».

«Sull’onda del grande successo ottenuto lo scorso ottobre 2017, il prossimo marzo (5-9/3/2018) si terrà presso l’Università Suor Orsola la II edizione del “Job days”, una tre giorni destinata all’incontro studenti-imprese, finalizzata all’inserimento dei neo-laureati nel mondo del lavoro – ha spiegato, invece, il presidente Confapi Campania, Emilio Alfano –. Un’opportunità non solo per gli studenti ma anche per le imprese che vi partecipano per sfruttare i nuovi canali di networking  favorendo un’espansione non solo a livello territoriale ma anche verso i confini dettati dalle nuove reti commerciali».

L’insofferenza verso chi protesta contro coloro che si divorano tutto

Una insofferenza divenuta ormai quasi un conclamato sintomo imperioso della decennale politica italiana, istituzioni, burocrazia ….

L’insofferenza verso chi civilmente protesta contro coloro che di tutta notorietà, da anni, si divorano tutto, è quasi un generale imperioso sintomo culturale della decennale politica, dagli scranni più alti dello Stato all’ultimo addetto del sistema pubblico-politico. Un concetto ormai come incarnato, per cui i cittadini-contribuenti dovrebbero solo, per leggi, sentenze e regolamentazioni, obbedire e pagare, al massimo muggire.

Questa infatti è la chiara e trasversale percezione, ogni qualvolta (seppure con argomenti da semplici cittadini ma reali e non propagandistici) si evidenzia la sistematica e nota mangiatoria legalizzata della politica italiana insieme ad istituzioni e burocrazia. Eloquente è d’altronde il decennale persistere nella P.A. di superremunerazioni, superpensioni, vitalizi, doppie, pluri e baby pensioni, ecc.

Significativo d’altra parte, che prima di queste elezioni nazionali di marzo 2018 (così come di quelle regionali di novembre 2017 in Sicilia) non è stato riproposto il «tetto» di 240 mila euro lordi per gli stipendi dei consiglieri parlamentarideliberato nel 2014 e che avrebbe dovuto stabilizzarsi a regime proprio il 1° gennaio 2018. All’epoca, una valanga di ricorsi (1.012 solo alla Camera) accolti parzialmente dalle Commissioni giurisdizionali per il personale (che agiscono in regime di autodichia, cioè la particolare prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti nei due rami del Parlamento) hanno sancito, con tre sentenze, l’assoluta temporaneità dei tagli alla parte fissa dello stipendio. E la prima sentenza, la numero 7 del 2015, porta la firma del presidente del collegio, relatore ed estensore, che poi era il tesoriere renziano (?).

Insieme al «tetto» permanente, per gli stipendi più alti, erano previsti una serie di «sottotetti»: 240 mila euro per i consiglieri (segretario generale e per i suoi vice, capo servizio, capo ufficio, consigliere); 166 mila per i documentaristi e i ragionieri; 115 mila per i segretari parlamentari; 99 mila per assistenti parlamentari (commessi), tecnici, ex addetti alla buvette e al ristorante, barbieri (solo alla Camera). Dal 2014 al 2107, grazie ai tagli sono tornati nelle casse dello Stato, almeno per quel che riguarda la Camera, 24 milioni di euro.

In Sicilia, oltre a fissare il tetto dei 240 mila euro lordi per i vertici apicali della burocrazia di Palazzo dei Normanni, l’accordo, che scadeva il 31 dicembre, prevedeva che “a decorrere dal primo gennaio o alla fine della legislatura” potevano “essere adottati i limiti stipendiali previsti presso il Senato della Repubblica”stabilendo allora le sotto soglie per le altre carriere: 204 mila euro per gli stenografi, 193 mila euro per i segretari, 148 mila euro per i coadiutori, 133.200 euro per i tecnici e 122.500 euro per gli assistenti parlamentari.

Eppure, anche la Consulta aveva promosso il “tetto” di 240mila euro lordi annui per gli stipendi dei dirigenti pubblici, oggetto negli ultimi anni di molte polemiche e, in casa Rai, di una controversa delibera del Cda sull’applicazione del limite di legge ai compensi artistici. Con la sentenza 124/2017, la Corte costituzionale ha infatti respinto al mittente, dichiarandole infondate, una serie di questioni di legittimità costituzionale sul limite retributivo e sul divieto di cumulo retribuzione-pensione presentati dal Tar Lazio a partire dal 2015 sulla base dei ricorsi di 11 magistrati contabili e 9 giudici del Consiglio di Stato. Il limite massimo ai compensi dei dipendenti pubblici, introdotto nel nostro ordinamento dalla manovra Monti del 2011 e dalla legge di Stabilità 2014 – si legge nella pronuncia «persegue finalità di contenimento e complessiva razionalizzazione della spesa, in una prospettiva di garanzia degli altri interessi generali coinvolti, in presenza di risorse limitate» e al tempo stesso «trascende la finalità di conseguire risparmi immediati e si inquadra in una prospettiva di lungo periodo». Non solo. Il limite contestato non si applica alla sola magistratura (le toghe ricorrenti chiedevano al Tar di dichiarare illegittimo il vincolo che impedisce di cumulare pensioni e retribuzioni a carico dell’erario oltre il “tetto”) ma ha via via esteso il suo campo d’azione all’intera amministrazione pubblica. Quindi amministrazioni statali, autorità indipendenti, società partecipate e da ultimo anche «agli amministratori, al personale dipendente, ai collaboratori e ai consulenti» della Rai.

Un limite, quello dei 240 mila euro, che era per tutte le categorie di dipendenti delle pubbliche amministrazioni, enti pubblici economici, autorità indipendenti, cassazione, ecc. Sicché conseguentemente alla mancata riproposizione della norma, diversi stipendi dal 1° gennaio 2018 sono automaticamente balzati fino a 340 mila euro l’anno e più. Dicono i malpensanti, così assicurandosi la rafferma nomenclatura il compiacimento elettorale di potenti corporazioni e sindacati.

Di contro, certi nobili media e quotidiani, risaputamente allineati al centrodestra e centrosinistra, privati e pubblici, biasimano per adesso solo i parlamentari del “movimento” (nonostante si sono questi ultimi decurtati la propria remunerazione donandola alle imprese) poiché alcuni di loro non hanno ancora devoluto qualche migliaio di euro (o hanno mistificato di farlo tanto che per tale motivo pare se ne assumeranno le conseguenze interne) su un totale complessivo fino adesso raccolto di due decine di milioni di euro.

Poi però, questi stessi blasonati mezzi d’Informazione, guarda caso, durante questa campagna elettorale quasi non citano più gli innumerevoli milioni di euro pubblici che i trasversali politici di sempre (come anche istituzionali, burocrati, ecc.) si sono nel tempo “legalmente” incassati, estorcendoli fiscalmente in modo forzoso ai concittadini e alle imprese e allargando pure la voragine del debito pubblico, nazionale e regionali.

Per carità, si fa bene a guardare a “caval donato in bocca” se possa avere la candida (che è pure contagiosa e si può diffondere in altre parti del corpo), tanto più se poi questo “movimento” dovesse, per ipotesi, governare.

Ma è inquietante e significativo che parallelamente non si scrutano e criticano, eticamente, doverosamente e pure aspramente (sempre in modo civile) anche le pletore di decennali “carnivori, vampiri e parassiti” del sistema pubblico-politico che da tempo immemore ci succhiano e divorano, ai cittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi, i sacrifici, l’esistenza e pure l’unica vita.

Adduso Sebastiano

Castellammare, posti rubati agli invalidi: lo strano caso dell’ospedale ‘San Leonardo’

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Ad occupare indebitamente il posto auto per i portatori di handicap è lo stesso personale del nosocomio

Incredibile il caso che tiene banco in questi giorni all’opedale ‘San Leonardo’ di Castellammare di Stabia: la lamentela arriva dall’interno e riguarda i posti auto.

In particolare, i posti della discordia sono quelli assegnati a coloro che hanno un handicap e possiedono un regolare permesso per occupare quei posti contrassegnati dalle strisce gialle. Molto spesso, in particolare negli ultimi giorni, capita che questi parcheggi sono occupati impropriamente dallo stesso personale ospedaliero; il parcheggio di cui stiamo parlando è quello riservato ai soli dipendenti del San Leonardo.
Questa mattina, una dipendente invalida (in foto) ha dovuto parcheggiare in seconda fila perchè non era disponibile nessuno spazio utile a lei; inoltre, la dipendente ha dovuto faticare, e non poco, per riuscire a superare le barriere per entrare nel presidio ospedaliero.
La questione indigna, non solo chi vede abusivamente sottrarsi ciò che gli spetta di diritto, ma anche quella parte buona del personale che segue le regole e si schiera con il lecito.

Lotta all’evasione, così il Fisco setaccia conti correnti e libretti

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A più di 25 anni dall’istituzione formale e a nove dalla realizzazione, l’agenzia delle Entrate prova a puntare sull’archivio dei rapporti finanziari per combattere l’ evasione fiscale. E lo fa spinta dalle indicazioni della Corte dei conti che, nella relazione del luglio dello scorso anno, ha segnalato «il chiaro sottoutilizzo» della mole di informazioni comunicate dalle banche e dagli altri operatori finanziari al Fisco.

Si tratta dei dati sull’apertura e la chiusura dei rapporti finanziari, ma anche delle informazioni sui saldi e i movimenti di conti correnti, conti di deposito, rapporti fiduciari, carte di credito e altri rapporti finanziari. Dati che l’Agenzia avrebbe dovuto sfruttare – ha rilevato la Corte dei conti – per predisporre «liste selettive» di contribuenti a maggior rischio di evasione (come ha previsto il decreto legge 201/2011) e per condurre «analisi del rischio» di evasione (come indicato dalla legge di Stabilità del 2015). Ma fino al luglio dello scorso anno, si legge nella relazione dei magistrati contabili, «deve registrarsi l’inesistenza di selezioni di contribuenti attraverso lo strumento dell’archivio dei rapporti finanziari». Questo benché lo strumento – dopo una gestazione lunga e complessa – sia funzionante e utilizzato per altri tipi di accertamenti e indagini, anche penali.

Ora le Entrate provano a mettere l’archivio dei rapporti finanziari al servizio delle finalità per cui era stato pensato in origine. Tanto che «la sperimentazione» per il suo utilizzo nelle analisi di rischio è finita tra gli strumenti chiave per la lotta all’evasione nel piano della performance 2018-2020 presentato dall’agenzia delle Entrate a fine gennaio. Il Fisco, in particolare, si propone di mettere sotto la lente quest’anno le persone fisiche e nel 2019 quelle giuridiche.

Nel documento, l’Agenzia parla di «completamento» della sperimentazione «già avviata». E in effetti le analisi del Fisco sono già state condotte in relazione al periodo d’imposta 2013, limitatamente a conti bancari, rapporti fiduciari, gestioni collettive del risparmio, gestioni patrimoniali, certificati di deposito e buoni fruttiferi. Ora le Entrate hanno l’intenzione di estendere la sperimentazione anche al periodo d’imposta 2014, ampliando lo spettro dei rapporti sotto controllo a carte di credito, prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione, acquisto e vendita di oro e metalli preziosi.

In pratica, il Fisco utilizzerà le informazioni contenute nell’archivio dei rapporti per ricostruire il patrimonio finanziario dei contribuenti, di modo da individuare eventuali incrementi non giustificati dai redditi prodotti nell’anno, al netto delle spese sostenute. Le eventuali incoerenze saranno considerate sintomo di «rischio fiscale» e potranno far partire le ordinarie attività di accertamento dell’Agenzia, alle quali resta affidata – in concreto – la valutazione dei casi di evasione.

/ilsole24ore

Designazione Arbitrale: Matera-Siracusa

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Serie C Girone C – 26ª giornata

Domenica 18 Febbraio ore 14:30

Stadio XXI Settembre-Franco Salerno 2017/2018
Designazione Arbitrale: Matera-Siracusa

 

L’arbitraggio del match tra   Matera Vs Siracusa  della 26ª giornata di campionato di serie C, 18 Febbraio 2018 alle ore 14:30, spetta a Luigi Carella (Bari)

  • Assistente 1: Leonardo De Palma (Foggia)
  • Assistente 2: Lucia Abruzzese (Foggia)

Carriera di Luigi Carella :

Serie C Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 3 9 0 0
2017/2018 5 18 0 1
TOT. 8 27 0 1
       
Serie C Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 5 22 1 0
2017/2018 1 1 0 0
TOT. 6 23 1 0
       
Serie C Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 5 20 0 1
2017/2018 2 7 0 2
ToT. 7 27 0 3
       
Coppa Italia Serie C Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 1 7 2 0
ToT. 1 7 2 0
Serie D Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 6 0 0
2015/2016 1 5 0 0
ToT. 2 11 0 0
Serie D Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 5 0 0
2015/2016 2 10 2 1
ToT. 3 15 2 1
Serie D Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 2 6 0 0
ToT. 2 6 0 0
Serie D Girone E Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 3 21 1 2
ToT. 3 21 1 2
Serie D Girone F Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 2 0 0 0
ToT. 2 0 0 0
Serie D Girone  G Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 3 20 1 0
ToT. 3 20 1 0
Serie D Girone I Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 4 19 2 0
ToT. 4 19 2 0
Serie D Play-Off Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 4 0 1
ToT. 1 4 0 1
Poule Scudetto (D) Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 3 0 0
ToT. 1 3 0 0
Campionato Naz. U17C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 7 0 0
 ToT. 1 7  0
Coppa Italia Primavera Partite giallo doppio giallo rosso
2017/2018 1 4 0 1
ToT. 1 4 0 1
Primavera 1 Partite giallo doppio giallo rosso
2017/2018 1 1 0 0
ToT. 1 1 0 0
Primavera 2b Partite giallo doppio giallo rosso
2017/2018 3 14 0 1
ToT. 3 14 0 1
Campionato Primavera Girone A Partite giallo 
 doppio giallo  rosso
2016/2017 2 5 0 1
2017/2018 4 9 0 0
ToT. 6 14 0 1
Campionato Primavera Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 7 24 0 0
2017/2018 2 4 0 0
ToT. 9 28 0 0
Campionato Primavera Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 4 5 0 2
ToT. 4 5 0 2

Bergamo, abusi sessuali su ragazzo disabile: in manette un pachistano di 38 anni

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Cologno al Serio (Bergamo) – Un pachistano di 38 anni è stato arrestato dai carabinieri di Treviglio con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di un ragazzo disabile psichico.

ARRESTATO PER VIOLENZA SESSUALE

Il pachistano arrestato, che risiedeva da oltre dieci a Cologno al Serio, è stato arrestato su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Bergamo per violenza sessuale nei confronti di un trentenne disabile psichico. Il pachistano, secondo quanto ricostruito dai militari, avrebbe approfittato proprio delle  condizioni del ragazzo per mettere in atto gli abusi. Le indagini sono partite da una confidenza fatta dalla vittima a un amico.  Trasportato successivamente in ospedale a Treviglio, i primi accertamenti medici hanno permesso di confermare l’avvenuta violenza sessuale ai danni del trentenne. Nei prossimo giorni l’uomo sarà interrogato, nel frattempo sono stati sequestrati alcuni vestiti per accertamenti e del materiale informatico.

Il pachistano però era già stato denunciato nel 2008 per tentata violenza sessuale nei confronti di un minorenne, sempre nella provincia di Bergamo.

 

La redazione di ViviCentro augura un felice compleanno a Franco Manniello

Il numero 1 della Juve Stabia compie 63 anni

La redazione di ViviCentro è felicissima di porgere i più sentiti e affettuosi auguri a Franco Manniello, presidente della Juve Stabia, per il suo sessantatreesimo compleanno.

Alla guida delle vespe di Castellammare di Stabia dal 2008, Manniello è riuscito a dare di nuovo lustro al calcio della città della acque con la vittoria dei play-off di Lega Pro nella stagione calcistica 2010-11 e la conseguente promozione in Serie B.
Intervistato in esclusiva dalla nostra redazione, il numero 1 gialloblu ha fatto il punto della situazione di questa stagione e dell’obiettivo prefissato dalla Juve Stabia.
A gennaio è riuscito a sostituire Morero, partito verso Avellino, con l’ex milanista Marzorati; ha portato a Castellammare Melara, grande protagonista del doppio salto di categoria del Benevento. Manniello ha anche previsto un futuro brillante per Fabio Caserta, magari lo stesso che ha consegnato una panchina in Serie A a Rastelli, ex tecnico gialloblu.

Dalla redazione di ViviCentro, buon compleanno presidente Manniello!

Napoli, Viviani: “Allan arrivò all’Udinese per fare l’esterno”

“Zielinski diventerà un calciatore di assoluto livello internazionale”

Fabio Viviani, ex vice di Reja al Napoli nonchè collaboratore di Guidolin all’Udinese, si è concesso ai microfoni de Il Roma per parlare di scudetto, Europa League e del Napoli.

Ecco le sue parole:

Cosa mi colpì di Zielinski la prima volta che lo vidi?
“La sua capacità di calciare angoli e punizioni in porta sia col destro che col sinistro. Negli anni è cresciuto anche fisicamente: diventerà fortissimo, un centrocampista di livello internazionale”. 

Sarri dice: ha tutto per diventare uno dei più bravi, deve solo rendersene conto…
“Ed ha ragione perchè solo la consapevolezza delle sue doti, che sono innate ed evidenti, lo completerà. Piotr è un ragazzo introverso, ma questo è un apparente limite: solo con umiltà e a piccoli passi si arriva lontano. Accadrà anche per lui”.

Da un centrocampista all’altro: che ricordi ha del “giovane” Allan?
“Quando arrivò all’Udinese faceva l’esterno, aveva sempre giocato così, ma Guidolin lo spostò subito al centro del campo e da allora non ha smesso di crescere. Come Piotr, anche Allan è un ragazzo eccezionale, sempre disponibile con tutti, allegro e solare. Con la sua cattiveria agonistica trascina tutta la squadra, non accetta di perdere neanche nel possesso palla (ride, ndr). Ha grande generosità ma la sua miglior qualità, pur essendo maturato in fase di costruzione, è quella di sradicare palla dai piedi degli avversari”.

Merita la convocazione in nazionale?
“Per ambire a palcoscenici di un certo livello incide molto anche il cammino in ambito internazionale, dove c’è grande visibilità. Bisognerebbe ripetere le stesse prestazioni anche in Champions e ora, nel caso del Napoli, in Europa League. Ecco, magari questo aspetto potrebbe essere una spinta in più per far bene anche in questa competizione”.

Ma domani, contro il Lipsia, nell’andata dei sedicesimi di finale, potrebbero esserci molte novità di formazione…
“Ed è giusto sia così, perchè il campionato è troppo importante. Ma anche vincere l’Europa League sarebbe un traguardo di grande prestigio, ecco perchè sono convinto che Sarri, pur con dei cambi, per dar respiro ad alcuni e visibilità ad altri, cercherà di andare avanti finchè possibile. Nessun allenatore decide di ‘mollare’ una competizione prima ancora di disputarla”.

E lo scudetto?
“Il Napoli è pronto, ma dovrà continuare così fino alla fine. Se si ‘limiterà’ ad una stagione straordinaria rischierà di non farcela, perchè la Juventus allo straordinario ci sta abituando da anni. Per battere una squadra così forte, come quella di Allegri, servirà solo una stagione eccezionale. E io me lo auguro”.

Pierluigi Pardo: “Sarri ha deciso di puntare solo al campionato!”

“Non sono d’accordo con questo modo di vedere”

Pierluigi Pardo, giornalista di Premium Sport, è intervenuto durante la trasmissione Si Gonfia la Rete in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della gestione delle due competizioni da parte di Maurizio Sarri.

Ecco le sue dichiarazioni:

“Penso sia sbagliato abbandonare le competizioni. L’Europa League è una competizione ancora lunghissima per di più a febbraio è ancor più logorante, ma è l’eccezione che conferma la regola. Per la sfida che ha di fronte a sè in campionato e la rosa risicata che ha, Sarri inconsapevolmente la sua scelta l’ha già fatta. A me però non è piaciuta la gestione delle coppe da parte del Napoli. Ad esempio in Coppa Italia il discorso sarebbe stato diverso se avesse battuto l’Atalanta. La formula della competizione è molto più snella. La Juventus non sta bene a centrocampo. Bisogna dire che ci sono delle assenze al di là di Dybala. Ad Allegri mancano Matuidi e Cuadrado. Marchisio non è mai tornato ai suoi livelli e Khedira non è in forma. In difesa aveva delle assenze che pesavano dal punto di vista del turnover. In questo momento la Juventus è Higuain che ha fatto reparto da solo. Il Tottenham ora è favorito per la qualificazione, ma la Juventus ha delle possibilità. Ho visto Allegri abbastanza nervoso. Il pareggio ci può stare, ma è chiaro che per come si era messa per la Juventus è una grande delusione.

Lipsia, Demme: “Il Napoli è eccezionale. Non posso mancare al San Paolo”

“In queste partite si diventa calciatori”

Diego Demme, calciatore del Lipsia che affronterà il Napoli in Europa League, ha parlato della prossima sfida che dovrà affrontare la sua squadra rilasciando un’intervista alla Bild.

Ecco le sue parole:

E’ vero che hai visto molte partite del Napoli da bambino?
“Avevo i nastri VHS con le partite, le ho viste quasi tutte. E ancora oggi nel finesettimana la televisione mostra sempre le loro partite in Serie A: quest’anno il campionato è eccitante con un duello avvincente con la Juventus”.

Il Napoli è un avversario imbattibile?
“Non direi, perchè nelle gare ad eliminazione diretta tutto può succedere. L’attacco Callejon-Mertens-Insigne è eccezionale. Un piccolo tiki-taka con passaggi sempre di prima. E dietro ci sono Koulibaly ed Albiol che chiudono gli spazi. Ma è per giocare queste partite che si diventa calciaotre, vogliamo anche divertirci”.

Viaggi a Napoli?
Con la mia fidanzata Alina siamo stati a Napoli due volte a Capodanno, di recente un amico di papà ci è venuto a prendere all’aeroporto e poi ha fondato il fan club personale. Ci saranno anche giovedì, sarà bello”.

San Paolo?
Siamo preparati a tutto, l’esperienza avuta con il Besiktas in Champions League ci aiuterà”.

Quanto Maradona c’è in me?
“Soltanto la conformazione fisica. Sono un mix tra Pirlo e Gattuso: sono due miei idoli, per questo vedevo un sacco di partite del Milan”.

Rapine in Circum, arrestata la baby gang: c’è un 17enne di Santa Maria la Carità

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Rapine in Circum, arrestata la baby gang: c’è un 17enne di Santa Maria la Carità

Presi dai Carabinieri 3 ragazzini autori di rapine nelle stazioni circumvesuviana. Un 19enne di Portici, un coetaneo di Ponticelli e un 17enne di Santa Maria la Carità sono stati identificati e tratti in arresto dai carabinieri di Casalnuovo di Napoli perché sono ritenuti i responsabili di una rapina ai danni di un uomo che attendeva la circum all’interno della stazione di Casalnuovo: identificati, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare.