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Napoli, la Guardia di Finanza sequestra 190mila vestiti di Carnevale: la vicenda

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La Guardia di Finanza, ha provveduto a sequestrare prodotti non idonei alla commercializzazione

La Guardia di Finanza, impegnata nell’incessante attività di contrasto ai comportamenti che possono minare la leale concorrenza tra gli operatori di mercato, ha sottoposto a sequestro circa 190 mila prodotti di carnevale riportanti il marchio CE contraffatto e sprovvisti della certificazione di conformità prevista dalle norme vigenti.

I Finanzieri della Compagnia di Nola hanno individuato due attività commerciali a Nola, in provincia di Napoli, in cui erano esposte in vendita i prodotti sopracitati. L’intervento delle Fiamme Gialle ha consentito di sequestrare oltre 189mila articoli di carnevale contraffatti e accessori vari.

I responsabili erano intenzionati ad immettere nel circuito commerciale ad un prezzo accattivante i prodotti non conformi agli standard di sicurezza richiesti dalla normativa.

I titolari delle attività commerciali sono stati segnalati alla Camera di Commercio per la violazione delle disposizioni concernenti il codice del consumo mentre uno di essi è stato denunciato anche all’autorità giudiziaria per contraffazione.

Come si legge nella nota l’attività di servizio odierna testimonia il costante presidio esercitato dalla Guardia di Finanza di Napoli sul territorio a contrasto dell’illegalità economico-finanziaria e di tutti quei comportamenti in grado di minare la sana e leale concorrenza tra gli operatori del mercato e la salute dei consumatori, soprattutto dei più piccoli.

 

David Borrelli passa al gruppo misto «per motivi di salute»

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L’eurodeputato David Borrelli, fedelissimo di Casaleggio, passa al gruppo misto «per motivi di salute». Luigi Di Maio controlla i conti dei grillini e contrattacca: nessuno può farci la morale.

L’addio di Borrelli è un terremoto. Ombre sui conti del M5S in Europa

L’ex fedelissimo di Casaleggio passa al gruppo misto. Mistero sui “motivi di salute”

ROMA – «Perché uno dovrebbe passare a un altro gruppo per motivi di salute? Non poteva dimettersi?». A Luigi Di Maio spunta una smorfia nervosa: «È un disastro…». Il candidato premier è incredulo quando gli leggono il comunicato del capo delegazione Laura Agea: David Borrelli ha lasciato il gruppo degli europarlamentari e contemporaneamente ha abbandonato per sempre il M5S, «obbligato da motivi di salute». Borrelli non è uno qualsiasi nel M5S: primo consigliere grillino eletto, a Treviso nel 2008, è il numero tre dell’associazione Rousseau, ed è assieme a Max Bugani il braccio destro di Davide Casaleggio, uno che si sentiva al telefono con il padre Gianroberto un paio di volte al giorno. Era nel cuore della macchina della propaganda e del potere del M5S. Borrelli non aveva anticipato nulla a nessuno e come se niente fosse, a mezzogiorno, ha scritto un post su Facebook. Poi, è scomparso. Ha chiuso il telefono e si è reso irrintracciabile.

Resa dei conti sui rimborsi nei 5 Stelle

Le domande che si rincorrono dopo si ripetono uguali. Perché lascia pure il M5S? Perché non ha scritto lui il comunicato? Di Maio è asserragliato nella sede del comitato elettorale, con tutto lo staff. Non hanno una risposta chiara. I sospetti che voglia lasciare proprio ora perché è al secondo mandato, cioè l’ultimo per i 5 Stelle, si sprecano. Finché le troppe coincidenze cominciano a sbrogliare il giallo.

Le Iene, ancora loro. Il programma Mediaset è sulle tracce di Borrelli. Qualcosa non tornerebbe del totale dei versamenti che il gruppo dei grillini europei ha dichiarato di aver versato nel fondo per la microimprenditorialità del Mise: 606 mila euro. Era un impegno preso volontariamente. Gli europarlamentari infatti sono esentati dalla regola che impone ai 5 Stelle il taglio dello stipendio. Di loro iniziativa avevano deciso di devolvere la quota fissa di mille euro per le piccole e medie imprese, un settore che Borrelli ha avuto sempre a cuore. Ma in quella cifra ci sarebbe un buco. Le Iene stanno cercando Borrelli per chiedergli una spiegazione. Il grillino non è solo il fedelissimo di Casaleggio, ma anche il capo-ombra della squadra europea: fu lui a tentare il blitz segreto per portare – e avere così accesso a maggiori fondi – il M5S dal gruppo degli euroscettici, di cui era copresidente in condivisione con Ukip, ai liberali filo-Ue dell’Alde. Nigel Farage chiese e ottenne la sua testa. Sempre a lui, poi, il M5S aveva affidato l’organizzazione di Italia a 5 Stelle a Rimini e quindi i contributi raccolti per la festa di settembre.

Pubblicata la notizia del suo addio, La Stampa è stata contattata da una fonte che ha chiesto l’anonimato. Si tratta di un suo ex collaboratore veneto. «Andate a vedere le due case che possiede, a Bruxelles e a Strasburgo. Poi chiedetegli delle ristrutturazioni della sede della sua società, la Trevigroup, in via Castagnole a Treviso». Nella casa a Bruxelles ha anche il suo ufficio e vive con la compagna Maria Angela Riva, da cui aspetta un bambino. Fu per lei che Borrelli finì nella bufera, a ottobre: si scoprì che, per averla con sé, la fidanzata era stata assunta da un’altra europarlamentare grillina, Isabella Adinolfi. E sarebbe stato sempre questo il motivo di recenti screzi con Casaleggio.

Attraverso la biografia di Borrelli si può leggere gran parte della storia del M5S. Licenza di terza media, pizzaiolo, poi tecnico informatico, il blog di Grillo lo lancia come «il consigliere più povero d’Italia». Borrelli però è un ambizioso. Scala il M5S e diventa l’anello di congiunzione tra Casaleggio Sr e il mondo delle pmi venete. È membro del pensatoio di Confapri, l’associazione delle piccole imprese fondata dal futuro assessore di Roma Max Colomban e da Arturo Artom, due nomi chiave nel mondo imprenditoriale della galassia dei Casaleggio. Nel 2014 viene accusato di stalking dall’ex senatrice Paola De Pin che parla di sue pressioni a favore delle imprese venete. Due anni dopo l’ex collaboratore del M5S Caris Vanghetti dimostra, intrecciando i dati, che molti soldi del fondo per la microimpresa finiscono alle aziende associate della Confapri. Una vera e propria lobby grillina. Nel frattempo Borrelli diventa europarlamentare e la sua società raddoppia il fatturato.

«Grazie alla rete Confapri, le aziende comprano da lui i software gestionali». La vita privata di Borrelli spesso si intreccia alla sua attività politica. «L’ufficio di rappresentanza da europarlamentare in Italia, pagato con i soldi dell’Ue, è la casa dell’ex fidanzata fatta declassare da uso abitativo a commerciale» spiega la fonte. Paga anche una collaboratrice a Treviso: Valentina Gerosa, moglie del candidato sindaco del M5S, Domenico Losappio. «Se dovete cercarlo – suggerisce la fonte – andate in Argentina. Anni fa ci ha lavorato e ci torna spesso da europarlamentare».

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lastampa/L’addio di Borrelli è un terremoto. Ombre sui conti del M5S in Europa ILARIO LOMBARDO

Resa dei conti sui rimborsi nei 5 Stelle

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Lo scandalo dei falsi rimborsi dilaga sui Cinque Stelle. Sono almeno dieci i parlamentari coinvolti. All’interno del movimento inizia la resa dei conti con l’eurodeputato David Borrelli, fedelissimo di Casaleggio. Luigi Di Maio controlla i conti dei grillini e contrattacca: nessuno può farci la morale.

S’allarga lo scandalo falsi rimborsi. Ecco i primi dieci grillini nei guai

Di Maio: “Cozzolino e Della Valle cacciati”. Altre verifiche in corso

ROMA – Lo scandalo Rimborsopoli dilaga e travolge il Movimento 5 stelle, anche se Beppe Grillo è convinto che «alla fine ci favorirà». Dopo il deputato Andrea Cecconi e i senatori Carlo Martelli e Maurizio Buccarella – come lo stesso M5S scrive su Facebook – sono «coinvolti in irregolarità» anche i deputati Emanuele Cozzolino e il torinese Ivan Della Valle. Gli autori dell’inchiesta de Le Iene – da cui è nato il caso – in serata aggiungono all’elenco altri cinque nomi di parlamentari implicati: i tre deputati Giulia Sarti, Silvia Benedetti e Massimiliano Bernini, e le due senatrici Elisa Bulgarelli e Barbara Lezzi.

David Borrelli

David Borrelli passa al gruppo misto «per motivi di salute»

Luigi Di Maio è costretto a interrompere il suo tour elettorale e prova ad andare al contrattacco. In mattinata si reca in banca, nella filiale di Montecitorio, per mostrare alle telecamere i 150 mila euro che ha restituito e fugare ogni dubbio, almeno su di sè. Poi controlla di persona i conti di alcuni parlamentari fatti rientrare a Roma. E stamattina è atteso al ministero dell’Economia per chiedere un elenco più dettagliato dei versamenti devoluti dai 5 stelle al fondo per le Pmi. Per Cozzolino e Della Valle, invece, il destino sembra segnato: «Saranno cacciati», assicura Di Maio. Della Valle è affranto: «Non mi soffermo sui problemi finanziari e personali che mi hanno portato a tutto questo, non sono scusanti», scrive su Facebook, con gli attivisti grillini che lo demoliscono a suon di insulti.

Diverso il discorso per i cinque nomi indicati da Le Iene. Su di loro il giudizio del leader è ancora sospeso. Lo staff del Movimento sta approfondendo le verifiche bancarie e al momento risulta che le senatrici Lezzi e Bulgarelli abbiano saltato un solo bonifico. Per loro «non si prefigurerebbe il dolo», sostengono dal M5S, ma si tratterebbe piuttosto di «un semplice errore». I sospetti non si sono ancora diradati su Sarti e Benedetti, scomparse dai radar, mentre Bernini si dichiara «estraneo alle accuse» e annuncia querela.

Non ci sono però solo le restituzioni false, tra i problemi del Movimento, ma anche le restituzioni gonfiate. Il gruppo di consiglieri regionali siciliani M5S sostiene, sul sito Tirendiconto, di aver restituito più di 3 milioni e 590 mila euro. Peccato che manchino, a bilancio, 836 mila euro. Sembra che nessuno si sia intascato nulla. Semplicemente, sono soldi che non sono mai esistiti perché corrispondono alla quota di rimborsi elettorali delle regionali 2012 a cui i Cinque stelle siciliani hanno rinunciato. «Rinunciare non è restituire», ammette candidamente a La Stampa Giancarlo Cancelleri, che da presidente di Sicilia5stelle ha sotto mano le rendicontazioni. «I soldi sono rimasti a disposizione della Camera», si difende Cancelleri. Una somma ingigantita – accusa l’ex M5S Riccardo Nuti – per «pompare mediaticamente il Movimento», e il rischio è che il “giochetto” possa essere stato adottato anche in altre regioni.

Di Maio, messo alle strette, tenta di contrattaccare con un durissimo post sul blog delle Stelle. La reazione, lontana dagli abituali toni posati, è veemente. «Ingordi!», è l’accusa lanciata ai parlamentari Pd, colpevoli di essersi «intascati milioni e milioni di euro a sbafo». «Chi pensa di farci la morale abbia la dignità di starsene zitto e andarsi a nascondere». «Matteo Renzi – prosegue Di Maio – come livello di promesse mancate è ben al di sotto delle nostre mele marce» e «l’unica cosa che ha restituito agli italiani è il traditore della Patria Berlusconi».

La replica del segretario Pd non si fa attendere: «Erano la novità della politica italiana. Ora sono l’arca di Noè di truffatori, scrocconi, riciclati», scrive nella sua e-news. E poco più tardi, nel corso di un comizio a Latina, rincara: «Sono come gli altri partiti, ma diversamente dagli altri sono incompetenti e nelle città che amministrano sono un disastro». Lapidario, invece, il commento di Berlusconi lasciando la sede di Confcommercio: «Onestà, onestà».

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lastampa/S’allarga lo scandalo falsi rimborsi. Ecco i primi dieci grillini nei guai FEDERICO CAPURSO

Giuntoli fissa una deadline: la lista dei nomi appetibili

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Il direttore del Napoli Cristiano Giuntoli ha stabilito una deadline e ha due nomi che possono piacere

La sessione di mercato di gennaio è finita e al Direttore Sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli non resta che ricorrere agli svincolati, unica soluzione possibile, per far fronte all’assenza prolungata di Faouzi Ghoulam. Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo Tuttosport, il Ds Giuntoli ha stabilito una deadline entro e non oltre questa settimana. Dunque, ancora pochi giorni e le verità, su chi e se verranno effettuati acquisti da parte del Napoli, verranno sciolte.

Al momento, Giuntoli non sembra avere intenzione di acquistare esterni sinistri che non siano in condizioni ideali.

Tra i nomi valutati, il primo seguito era quello del brasiliano Siqueira, ex Udinese ed Atletico Madrid, anche se ultimamente ha avuto problemi ad una caviglia.  Dunque la soluzione più plausibile resta quella dell’ex Fiorentina, il croato Milic, che sul piano fisico dovrebbe assicurare qualche garanzia in più, anche se sul piano tecnico non entusiasma.

Discariche e traffico rifiuti: sequestrati beni per oltre 5 milioni a due fratelli campani

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La Dia e i Carabinieri hanno sequestrato beni a due fratelli di uno di Torre Annunziata e uno della provincia di Salerno

La Direzione investigativa antimafia e i carabinieri, hanno eseguito un decreto emesso dal Tribunale di Varese su proposta del direttore della Dia. Durante l’operazione hanno sequestrato a due germani di origini campane, inseriti nel contesto criminale della provincia di Varese, beni mobili ed immobili, non giustificati dal reddito dichiarato, per un valore complessivo di superiore cinque milioni di euro.

I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando provinciale di Varese avevano da tempo posto la propria attenzione sui due fratelli, un 66enne di Torre Annunziata – attualmente latitante – e un 59enne della provincia di Salerno, entrambi residenti a Fagnano Olona , in provincia di Varese, in quanto radicati nello scenario criminale della provincia di Varese, in modo particolare nella gestione illecita di discariche e nel traffico illecito di rifiuti.

I militari dell’Arma hanno così segnalato al centro operativo Dia di Milano i due, che avevano «un tenore di vita non proporzionato rispetto al loro reddito, tale da ritenere – spiegano la Dia e i carabinieri – che il patrimonio accumulato potesse essere il frutto dei proventi delle loro attività illecite».

Contro il Lipsia Sarri potrebbe scegliere Reina al posto di Sepe: questi i motivi

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Maurizio Sarri sa che il Lipsia è una squadra da non sottovalutare, e per evitare brutte sorprese in porta si affida a Reina

Maurizio Sarri è consapevole che contro il Lipsia, che occupa la seconda posizione in Bundesliga, l’eccessiva gioventù può giocare brutti scherzi e, per compensare l’esperienza, tra i pali schiererà Pepe Reina. A riportare la notizia è l’edizione di oggi del quotidiano Il Mattino.

“Insegue il record di presenze nelle coppe europee e con la gara di domani può arrampicarsi a quota 164 gare, staccando Seedorf e portandosi a 12 partite dal primatista assoluto, Iker Casillas (176 match internazionali). E quindi, Sepe dovrebbe fare un passo a lato, nonostante la voglia matta del portiere di Torre del Greco che in ogni caso tanto bene ha fatto nelle tre partite in cui è sceso in campo”

RETROSCENA – Ghoulam potrebbe essere presente al San Paolo per il Lipsia: questi i motivi

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L’algerino Faouzi Ghoulam potrebbe esser presente al San Paolo per la sfida di Europa League contro il Lipsia

Il terzino sinistro del Napoli, Faouzi Ghoulam, potrebbe già aver terminato prima del previsto la stagione ma la sua presenza nel gruppo azzurro non è da mettere in dubbio. A riportare un interessante retroscena è l’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport:

Ghoulam potrebbe essere al San Paolo domani sera con il Lipsia per ricevere l’applauso di incoraggiamento dei tifosi azzurri. Da quando si è rotto la rotula del ginocchio destro ha sentito grande affetto da parte della gente di Napoli e, ovviamente, dei suoi compagni di squadra. Ora con fede e scaramanzia si appresta ad affrontare la riabilitazione”

Lipsia, Hasenhüttl: “Napoli è favorito. Sarri è come me”

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Le parole dell’allenatore del Lipsia Ralph Hasenhüttl in vista della sfida di Europa League contro il Napoli

L’allenatore del Lipsia Ralph Hasenhüttl, prossimo avversario del Napoli di Maurizio Sarri in Europa League, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Mattino.

Anche in questa stagione il Lipsia sta andando molto bene. Quali sono i segreti del successo della squadra che occupa il secondo posto in Bundesliga?

«Abbiamo una filosofia molto chiara, con grande competenza in tutti i settori, e una città e una regione che ci seguono, pazze per il calcio che giochiamo. Il Lipsia è una squadra giovane che ha fame di successo. Siamo molto ambiziosi e vogliamo provare ancora una volta a conquistare il posto in Champions League».

Lipsia e Napoli sono state eliminate dalla Champions con qualche rimpianto: considera l’Europa League un ripiego?

«Certo, ci sarebbe piaciuto rimanere più a lungo in Champions, ma con questo difficile sorteggio che ci ha abbinato al Napoli avremo ancora l’impressione di giocare in questa competizione. Per noi l’Europa League è importante e vogliamo andare avanti».

Nel Lipsia non ci sarà il terzino sinistro Halstenberg, out per un infortunio per tutta la stagione. La sua assenza può influire sulla sfida con il Napoli? E riuscirà a recuperare lo svedese Forsberg?

«Abbiamo recentemente superato il colpo della grave perdita di Halstenberg. Forsberg è tornato ad allenarsi con la squadra, ma non sappiamo se sarà disponibile contro il Napoli».

Quali possono essere i maggiori rischi da affrontare nella partita al San Paolo? Quali sono i giocatori azzurri più pericolosi?

«Vedo solo calciatori forti nel Napoli, tutti di alto livello e con un grande spirito di squadra. Inoltre, è facile comprendere che stanno giocando insieme da tempo, visto che gli automatismi sono perfetti. Non è un caso che il Napoli sia primo nel campionato italiano».

Che tipo di allenatore è Sarri?

«Come me, ha iniziato la carriera dai campionati minori e ha fatto tanta gavetta. Al Napoli sta portando avanti un ottimo lavoro e prepara la squadra sempre al meglio per i suoi impegni».

In quali condizioni fisiche e mentali il Lipsia viene a giocare al San Paolo?

«Arriviamo con grande fiducia in noi stessi e con due vittorie consecutive ottenute in Bundesliga. Sappiamo che ci attende un compito molto difficile, ma non vediamo l’ora di giocare. E vogliamo presentarci al meglio».

 Chi è il vero favorito tra Napoli e Lipsia per accedere agli ottavi di Europa League?

«Esclusivamente il Napoli (ride, ndr)».

Europa League, Sarri contro il Lipsia schiererà quattro titolarissimi

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Sarri contro il Lipsia non vuole sfigurare, quattro titolarissimi faranno gli straordinari

L’Europa League è un obiettivo alla portata del Napoli, e Maurizio Sarri non ha intenzione di snobbarla o di fare un’altra brutta figura in Europa dopo l’eliminazione dalla Champions League. Come riporta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport, domani sera contro il Lipsia darà maggiore minutaggio alle alternative.

“Qualcuno, comunque, sarà costretto agli straordinari: Koulibaly, Hysaj, Callejon e Insigne saranno regolarmente in campo, costretti dagli infortuni di Milik, Ghoulam e Chiriches. Il centrocampo sarà del tutto nuovo: Sarri schiererà contemporaneamente Rog, Diawara e Zielinski, le sue vere certezze insieme agli 11 titolari. È l’unico reparto, quello centrale, che non avrà bisogno di rinforzi per i prossimi anni, tra titolari e riserve”

Castellammare, Fincantieri ancora in sciopero, previsti due cortei per domani: tutti i dettagli

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Previsti due cortei dei dipendenti Fincantieri

Domani a Castellammare di Stabia, ci saranno altre manifestazioni dei dipendenti della Fincantieri. Lo sciopero prevede due nuovi cortei sulla statale sorrentina nella fascia oraria compresa tra le 9.00 e le 11.00, l’uscita anticipata tra le 19.00 e le 21.00 e tra le 4.00 e le 6.00 e il blocco di qualsiasi forma di straordinario. Ecco il comunicato di Rsu Fincantieri:  “Siamo pronti a formalizzare una richiesta per un riunione ad horas col Prefetto di Napoli. Il rinvio dell’incontro con i vertici aziendali, previsto per gennaio, sta facendo crescere il malumore tra i lavoratori. Siccome negli ultimi anni si sono persi tantissimi posti di lavoro e, in controtendenza, negli altri siti sono state annunciate imminenti assunzioni, abbiamo deciso di manifestare le nostre preoccupazioni anche all’esterno, in modo da coinvolgere la cittadinanza, confidando che a breve si possa fare chiarezza sul futuro dei lavoratori di questo cantiere”. La circolazione del traffico nella città delle acque potrebbe essere a rischio dopo le ore 9 per chi viene da Sorrento e la Penisola Sorrentina verso l’entrata per l’autostrada Napoli – Salerno a Castellammare di Stabia nei pressi dello stabilimento .

Istat, quasi 9 milioni di donne vittime di molestie sessuali

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Negli ultimi tre anni sono state molestate 8 milioni e 816 mila le donne. Le forme più frequenti di molestie sessuali sono sono quelle verbali per il 24% delle donne; a seguire pedinamenti (20,3%), molestie con contatto fisico (16%), atti di esibizionismo (15,3%) o telefonate con messaggi sessuali a sfondo sessuale (10%). A commettere le molestie sono in larga misura gli uomini: per il 97% delle vittime donne e per l’85,4% delle vittime uomini.

MOLESTIE VERBALI E SUL WEB

La molestia verbale è la forma più diffusa di violenza nel corso della vita di una donna. Le molestie con contatto fisico sono state subite dal 15,9% delle donne. Nella maggior parte dei casi, il 60%, questo tipo di molestie sono perpetrate da estranei o da persone che si conoscono solo di vista (15,8%).

Considerando l’intero corso della propria vita, avvengono più frequentemente sui mezzi di trasporto pubblici per le donne (27,9% dei casi). Sempre più diffuse anche le molestie attraverso il web: il 6,8% delle donne ha subito offese, commenti inappropriati o osceni attraverso i social network.

MOLESTATI ANCHE GLI UOMINI

L’Istat stima che 3 milioni 754mila uomini  abbiano subito molestie nel corso della loro vita (18,8%), 1 milione 274 mila negli ultimi tre anni (6,4%).

DONNE MOLESTATE SUL LAVORO

I dati riportati dall’Istat rilevano che 1 milione 404mila donne hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Con riferimento ai ricatti sessuali sul luogo di lavoro si stima che, nel corso della vita, 1 milione 173mila donne (7,5%) ne siano state vittima per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera. Sono 167mila le donne che hanno subito queste forme di ricatto negli ultimi tre anni (l’1,1%); al momento dell’assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) o le lavoratrici nel settore del commercio e dei servizi (30,4%).

 

 

Fonte: Il Sole 24 ore

Mantova revoca cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

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Dopo un dibattito di quasi quattro ore, il Consiglio comunale di Mantova ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini conferitagli il 21 maggio 1924.

La revoca della cittadinanza è passata a maggioranza con Pd, Sinistra italiana e lista civica Palazzi (forze politiche che amministrano il Comune) contro si sono schierati Forza Italia, Lega, lista civica Bulbarelli, CasaPound, Cinque Stelle e lista civica Comunità e territori. Una revoca assolutamente giustificata per il Pd poichè – secondo Giovanni Pasetti, capogruppo del Pd – Mussolini non ha mai fatto nulla per Mantova. “Non vogliamo cancellare la storia –  ha commentato il sindaco Pd Mattia Palazzi – ma discutere su quali valori il consiglio e la città intendano celebrare”. “Mussolini era un dittatore e un liberticida” si legge nella mozione approvata. Forza Italia,  che ha votato contro, ha parlato di tentativo di cancellare una parte e di storia, e di conseguenza anche una parte di Mantova.

Mantova non è la sola a voler cancellare l’onta della cittadinanza onoraria al dittatore Mussolini, e tante nel corso degli anni ne hanno revocato la cittadinanza. Non tanto tempo fa anche il comune di Crema si è resa protagonista di una scelta analoga ottenendo però l’unanimità dei voti.

 

 

 

 

 

 

 

Napoli, odissea di una 21 enne colpita da una meningite: ecco l’ accaduto

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La ragazza ha girato tre ospedali prima del ricovero al Cotugno di Napoli

Una ragazza di 21 anni residente a Grumo Nevano si è accorta di avere la meningite dopo aver girato gli ospedali di Aversa (Caserta), il Cardarelli e il Cotugno di Napoli. La ragazza è arrivata nell’ ultimo ospedale in condizioni pessime ed è stata immediatamente ricoverata presso il reparto di Rianimazione. I medici dell’ospedale di Aversa, dopo averla visitata, non si erano accorti della patologia. Pensavano che soffrisse di disturbi vascolari. Successivamente grazie all’ intervento di una dottoressa del Cardarelli è stato possibile il trasferimento al Cotugno, nosocomio specializzato nella cura delle malattie infettive.

Castellammare, ubriachi in pieno centro: urlano e insultano dei cittadini

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Il fatto è avvenuto a Castellammare

Questa mattina a Castellammare di Stabia, al vico Mantiello, strada alle spalle della centralissima Piazza Spartaco sono stati visti due cittadini con accento dell’ Est Europa, presumibilmente ucraini, consumare delle bevande alcolice in pieno centro. La notizia è stata data dall’ edizione online del quotidiano Magazine Pragma, che ha aggiunto che queste persone per una mezz’ ora hanno iniziato ad urlare e cantare canzoni a squarciagola disturbando la quiete pubblica. Sono anche volati insulti ad alcune persone che avvicinandosi a loro ha chiesto di abbassare la voce. Al peggio non c’è mai fine.

Napoli, finge incidente in moto, una 16 enne si ferma ad aiutarlo: violentata

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Il fatto è avvenuto a Napoli

Un 45 enne ha finto un incidente in moto ed a fermarsi ad aiutarlo è stata una ragazza di 16 anni. L’ uomo successivamente l’ ha adescata e violentata. Ecco il racconto dei Carabinieri. I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 45enne di Secondigliano, indagato per violenza sessuale aggravata nei confronti di due ragazze, di cui una minore di 16 anni.

Le indagini della Procura di Napoli Nord sono scattate a seguito della denuncia delle due ragazze e fanno riferimento a due distinti episodi, avvenuti rispettivamente a luglio e a ottobre del 2017. Identico il modus operandi: l’indagato, dopo aver simulato di essere rimasto vittima di un incidente stradale con la propria moto, induceva le vittime a fermarsi e, una volta che queste gli si avvicinavano per aiutarlo, commetteva gli atti sessuali.

Kiss Kiss: “Fossi in Sarri proverei Ounas terzino, potrebbe fare come Zambrotta”

Kiss Kiss promuove Ounas terzino

Il Napoli dopo il nuovo infortunio di Faouzi Ghoulam ha nuovamente l’ esigenza di un terzino sinistro. La proposta del giornalista di Kiss Kiss, Valter De Maggio, sarebbe quella di provare Adam Ounas terzino, come fece la Juventus con Zambrotta. Ecco le parole del giornalista: “Pensavo agli esterni, ieri sera. Fossi in Sarri proverei quarto a sinistra Ounas. E’ mancino e ha il fisico di Mario Rui. La Juventus adottò Zambrotta, una cosa del genere. Magari, in emergenza, potrebbe essere una possibilità.

Qualiano, cibo non tracciabile e dipendenti in nero: sigilli ad una pizzeria

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Il fatto è avvenuto a Qualiano

Cibo senza tracciabilità e dipendenti in nero. Questa è la scoperta dei militari della stazione dei Carabinieri di Qualiano, i quali hanno compiuto quest’ indagine su una pizzeria insieme ai sanitari dell’ ASL e all’ufficio tecnico del Comune di Qualiano. Al locale sono stati messi i sigilli. La notizia è stata data dall’ edizione online del quotidiano Il Mattino che scrive: “Il team ha scovato cibo senza tracciabilità e 5 lavoratori impiegati in nero. Il personale sanitario ha poi riscontrato altre difformità rispetto alle schede temperature frigorifero non registrate e la mancata verifica della scheda serbatoio acqua potabile. Lo stabile infine nasceva su un vecchio stabile agricolo in spregio delle regole e delle norme edilizie in materia”.

Qualiano, tenta rapina in un appartamento: nei guai una ragazzina del campo rom di Scampia

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Il fatto è avvenuto a Qualiano

Due giovani di origine rom di 14 e 16 anni stavano per rubare in un appartamento a Qualiano, in provincia di Napoli. La rapina è stata sventata dalla domestica dell’ abitazione, la quale si è accorta dei due ed ha immediatamente allertato il 112. Per scappare i due ragazzi hanno urtato la donna, facendola cadere al suolo. Dopo la fuga i due sono stati presi dai Carabinieri. il 14 enne, in quanto non imputabile è stato riconsegnato ai genitori, mentre la 16 enne , residente presso il campo rom di Scampia è stata arrestata. La ragazza, nata in Francia ma da diversi anni residente a Napoli, è ritenuta responsabile in concorso di rapina impropria e lesioni personali.

Gli M5S fanno tesoro degli aforismi di Totò

Uno dei celebri aforismi di Totò recita: “Quando hai a che fare con una persona che si crede superiore agli altri e ne è fermamente convinta, ridici sopra e assecondala perché non è bello rovinare i sogni di un idiota”, ed è probabilmente a questo che si attengono i leader politici quando si affannano a negare che, anche da noi come a Berlino, dopo le elezioni potrebbe profilarsi la necessità di dover ricorrere a una Grosse Koalition, cosa più che chiara se si guarda ad occhi aperti alla realtà di un Parlamento che si annuncia super frammentato. Ed evidentemente, è sempre per non turbare i sogni dei loro elettori, che ammanniscono anche promesse e programmi che mai potranno essere mantenute e realizzati. Un esempio sui tanti possibili, è il programma su trasporti e mobilità del M5s, pieno di proclami su ambiente, sviluppo dei treni, liberalizzazione dei servizi ma privo di qualsiasi dato economico.

Per rendercene conto proviamo a seguire l’analisi che fa, su la voce.info, Marco Ponti che, esaminando proprio il Programma M5s, scrive:

Programma M5s: la rivoluzione liberale può attendere

Politici e aforisma di TotòChe cosa dice sui trasporti il programma elettorale del M5s? Prioritari sono i problemi ambientali, che si pensa di alleviare con il passaggio da strada a ferrovia. Ma è una strategia costosa e poco efficace. È poi discutibile la posizione sulle gare.

Ambiente prima di tutto

Nel programma per i trasporti e la mobilità del Movimento 5 stelle (che, nella sua versione completa, dovrebbe uscire a breve sul sito) sembra mancare ogni dato economico, non c’è nemmeno nella forma di un quadro di riferimento per il settore: questo fatto ne rende complessa l’interpretazione.
L’obiettivo dominante è sicuramente quello ambientale. Ma in ogni caso la dimensione economica rimane centrale, per il problema dei “costi di abbattimento”.
Se si ignora quanto costa alla collettività ridurre di una unità un qualsiasi “costo esterno”, il rischio di inefficienza è molto alto. A risorse date, “abbattere” dove costa di più significa abbattere meno di quanto possibile.
Per l’ambiente, il programma punta poi al cambio modale (per esempio, da strada a ferrovia). Tuttavia, questa strategia, oltre che costosa, appare assai poco efficace, come 40 anni di tasse sulla strada e di sussidi al trasporto pubblico dimostrano.

Un esempio illuminante: se si raddoppiasse il trasporto merci in ferrovia (risultato improbabile e costoso anche per la perdita di entrate fiscali) si risparmierebbe meno dell’1 per cento delle emissioni totali di CO2.
Inoltre, un veicolo stradale di oggi inquina un decimo di uno di 20 anni fa e uccide un terzo di meno, per il progresso tecnico. La tendenza accelererà grazie agli investimenti industriali in corso all’estero, che porteranno anche alla guida automatica. Puntare molte risorse pubbliche sulle ferrovie, tecnologia “matura” e che genera per euro speso scarsa occupazione, è una politica industriale difficile da difendere. Aggiungiamo alcuni altri fatti: nonostante i sussidi, e le tasse sul modo stradale, le ferrovie trasportano circa il 10 per cento in quantità, ma solo il 2 per cento del fatturato del settore. I pendolari che usano la ferrovia sono il 5 per cento del totale. La ferrovia non può infatti essere capillare, per ovvie ragioni tecnologiche.

Il testo del programma M5s afferma poi: “lo stato sussidia i modi più inquinanti”. I fatti sembrano affermare il contrario: sussidiamo con 14 miliardi all’anno le ferrovie, con 7 i trasporti pubblici, abbiamo le tariffe dei trasporti pubblici più basse d’Europa, mentre il trasporto stradale, tra i più tassati del mondo, rende allo stato circa 40 miliardi netti all’anno (nonostante gli sconti ai camion). Sulla base del principio ambientalista “chi inquina paga”, siamo tra le nazioni più virtuose del mondo, come confermano autorevoli ricerche internazionali sul tema, dell’Ocse come dell’Fmi.
Le attività molto inquinanti che sussidiamo non riguardano i trasporti, sono altre, per esempio l’agricoltura.

Dov’è la rivoluzione liberale?

Sulle infrastrutture, il programma afferma che con M5s al governo saranno fatte rigorose analisi costi-benefici. Certo, la gran parte delle maggiori opere, soprattutto ferroviarie, non supererebbero il test. Anche il ministro uscente aveva promesso le analisi, ma non ne ha prodotta alcuna. Il problema è (e qui bisogna riferirsi alle esperienze internazionali, data l’assenza di riferimenti nazionali) che le ferrovie fanno fatica a superare il test, anche perché i benefici ambientali sono reali, ma modesti. Non si può usare un metodo di scelta rigoroso solo quando i risultati piacciono.

Quanto alla funzione sociale del trasporto pubblico, le categorie più povere sulle lunghe distanze viaggiano in bus, tassati invece che sussidiati, e i pochi pendolari in treno sono quasi tutti impiegati e studenti. Gli operai, gli artigiani e le categorie a più basso reddito, che non lavorano nelle aree centrali e risiedono in luoghi a bassa densità per ridurre i costi della casa, non possono essere serviti se non in minima parte dal trasporto pubblico (i mezzi sarebbero semivuoti, con costi pubblici insostenibili): con le loro tasse sulla benzina sussidiano chi lavora e studia nelle aree centrali, le uniche ben servibili.

Le gare hanno funzionato in tutta Europa. La privatizzazione non è un tema pertinente. La socialità dei servizi rimane controllata dagli enti locali nei bandi: tariffe, rete, fermate, pulizia. Se un’impresa (privata o pubblica) vince la gara e si “comporta male”, difficilmente rivincerà al turno successivo. Poi per aggiudicarsi il bando occorre che abbia chiesto meno sussidi di altre. Con quelle risorse, si possono abbassare le tariffe o garantire più servizi. Non fare le gare è contro la socialità dei servizi.

In Italia gli enti locali (ma anche lo stato centrale) da anni non favoriscono le gare, per ragioni di consenso verso dipendenti e fornitori, che amano entrambi il monopolio.

Infine, un tema centrale di politica dei trasporti che il programma M5s non tocca è la fusione di Anas con Fsi, che è un quasi-monopolio tutto pubblico. Il nuovo soggetto si sta espandendo nei servizi urbani, nei bus di lunga distanza e nelle ferrovie concesse, così diventerà sempre meno contendibile. Occorre forse fare l’opposto: “unbundling” per ridurne il potere politico (“clout”), già oggi altissimo, dividendo l’infrastruttura (che è un “monopolio naturale”) dai servizi di trasporto.

vivicentro.it/POLITICAOPINIONI
vivicentro/Gli M5S fanno tesoro degli aforismi di Totò
lavoce.info/Programma M5s: la rivoluzione liberale può attendere (Marco Ponti)

*Marco Ponti insegna economia dei trasporti, prima a Venezia e da tre anni al Politecnico di Milano. Ha svolto attività di consulenza per la Banca Mondiale, il ministero dei trasporti, le Ferrovie dello Stato e del ministero del Tesoro occupandosi di regolazione del settore aereo e autostradale. Ha partecipato come esperto al primo e al secondo Piano Generale dei Trasporti. Svolge attività di ricerca nell’ambito dei modelli trasporti-territorio, di analisi di fattibilità economica e finanziaria dei progetti (versioni avanzate dell’analisi costi-benefici), regolazione economica e liberalizzazione del settore (tecniche di gara, regole di accesso alle infrastrutture ecc.) e di “public choice”.

Oggi Avvenne, il 13 febbraio 2012 il Napoli batteva il Chievo 2-0: decisivo Cavani

Cavani e Britos permettevano al Napoli di conquistare i tre punti

Il Napoli con il consueto appuntamento con l’ Oggi Avvenne, ha voluto ricordare la vittoria del 13 febbraio 2012 sul Chievo per 2-0, grazie ad un gol di Britos ed uno di Cavani. Ecco quanto scrive la società partenopea: Il giorno 13 febbraio il Napoli ha giocato dodici partite, otto in serie A, due in serie B, una in serie C1 ed una in coppa Italia, ottenendo due vittorie e tre pareggi, con sette sconfitte.

Ricordiamo il 2-0 al Chievo nella quarta di ritorno della serie A-2011/12

Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri:

De Sanctis, Grava, Aronica, Britos, Zuniga, Inler, Gargano, Dossena, Hamsik (68′ Maggio), Lavezzi (77′ Pandev), Cavani (89′ Vargas)

I gol: 15′ Britos, 38′ Cavani (rig)

Dopo ventidue giornate il Napoli era settimo in classifica. A fine torneo gli azzurri si sono piazzati al quinto posto alle spalle di Juventus, Inter, Udinese e Lazio.

Il gol che ha sbloccato la partita porta la firma di Miguel Angel Britos. Il difensore uruguyano ha segnato 3 gol nelle sue 99 presenze in maglia azzurra. 3 reti in 68 presenze in serie A e nessun gol nelle 8 di coppa Italia, nelle 22 in Europa e nella presenza in supercoppa italiana.