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Napoli, il Consiglio comunale approva la delibera sulla riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale

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Napoli, il dibattito sul nuovo piano di riequilibrio è proseguito con diversi interventi

In Consiglio comunale è proseguito il dibattito sulla delibera n. 57 per l’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale riformulato, approvato infine con 23 voti favorevoli con appello nominale. A margine dell’approvazione del piano è intervenuto in Aula il sindaco Luigi de Magistris.

Per Elena Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra), quando si parla di piano di riequilibrio, bisogna essere consapevoli che non siamo di fronte al libro dei sogni, e che nel corso di questi sette anni sono cambiate le regole del gioco; non è discutibile sul piano giurisprudenziale il principio della continuità amministrativa, ma questa deve collimare anche con democrazia, politica, buona fede; a proposito del debito, siamo di fronte ad un problema attualissimo: quando, la democrazia, può tagliare con la continuità amministrativa imposta dal passato? Sarà questo il tema della manifestazione del 21 febbraio a Roma. A proposito dei costi della politica, occorre una inversione di tendenza: vanno richiamati i principi costituzionali ed i diritti umani contro la spending review; ha chiesto alle opposizioni una maggiore partecipazione anche per proporre ricette alternative rispetto alle scelte dell’amministrazione che comunque sono dettate dalle richieste della Corte dei Conti.

Per Stanislao Lanzotti (Forza Italia) è inaccettabile, parlando del futuro della città, essere costretti ad affrontare argomenti così importanti, in poco tempo, senza avere a disposizione la documentazione completa, senza l’opportuno approfondimento in commissione; in generale, la logica di scontro amministrativo sottesa anche alla manifestazione romana non giova alla città; meglio sarebbe stato puntare su una legge speciale per Napoli, con un forte controllo commissariale sull’impiego delle risorse; è necessario gestire il patrimonio puntando alla messa a reddito per creare opportunità per i cittadini, in una visione strategica che oggi manca; ha infine annunciato che dopo la discussione generale, il proprio gruppo non parteciperà alla votazione.

Per Eleonora De Majo (Dema) negli ultimi due anni, come in un perverso videogioco, l’amministrazione si trova ad affrontare difficoltà sempre maggiori e diverse; ciononostante, è stata positivamente affrontata la riformulazione del piano grazie all’emendamento alla legge di bilancio; vanno ringraziati tutti coloro, amministrazione e uffici, che hanno lavorato per realizzare il miracolo di predisporre il documento in tempi brevi; con il piano, ci vengono chiesti impegni gravosi, come le dismissioni del patrimonio; sul tema della grande evasione e della riscossione, dobbiamo essere consapevoli delle morosità incolpevoli dovute alle condizioni molto pesanti in cui vive una parte della città; la politica che stiamo perseguendo è in difesa delle città, tutte messe in difficoltà dalle scelte governative, e in particolare, sul debito post terremoto, l’amministrazione sta giocando una partita trasparente, radicalmente diversa da quella di forze politiche che l’hanno generato e che ancora ritengono di lucrare sulla salute delle persone nella gestione dei rifiuti.

Per Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) la seduta di oggi chiude un lavoro politico svolto in Parlamento, nel quale tutti hanno svolto la propria parte, e grazie al quale l’ammontare complessivo di un debito sempre più soffocante può essere spalmato nel tempo; sul piano tecnico va riconosciuto a tutti il lavoro svolto e, sul piano politico, ha definito importante la manifestazione del prossimo 21 febbraio a Roma, necessaria pur essendo consapevoli che non ci saranno nell’immediato provvedimenti formali tesi a risolvere la questione; sarà necessaria una nuova battaglia politica, all’indomani delle consultazioni elettorali, per affrontare e risolvere il problema, riscrivendo le regole.

Per Arienzo (Partito Democratico), va premesso che il Piano nasce dalla volontà del Parlamento di andare incontro agli enti locali; in questo senso, a proposito della manifestazione del 21, si è detto perplesso sulla volontà dell’amministrazione di smarcarsi dalla linea dell’Anci e di porsi da sola in una protesta sul debito; è complesso per le opposizioni, ha concluso, dare il proprio contributo politico quando i documenti sono arrivati in ritardo e in sede di conferenza dei capigruppo è stata rifiutata la richiesta di un minimo slittamento dei tempi tecnici; tutto ciò, ha concluso, annunciando che il PD non parteciperà al voto, pone ancora il tema del ruolo che si vuole attribuire al Consiglio della terza città d’Italia, dove ancora emerge che non c’è spazio per la politica e per il confronto.

Rinaldi (Dema) ha ringraziato i consiglieri di opposizione presenti in Aula, che hanno consentito un dibattito vivo su un tema importante; di fronte alle grandi difficoltà di carattere economico-finanziario della città di Napoli, si è riusciti ad evitare il dissesto; vanno fortemente criticate le conseguenze negative per la città dei debiti connessi al post-terremoto e all’emergenza rifiuti; per questi motivi, la manifestazione di Roma sarà centrale per rilanciare il tema di Napoli, e del Mezzogiorno intero, grande assente di questa campagna elettorale, a trazione Nord. Se il presidente della Corte dei conti arriva a parlare della necessità di una legge speciale per Napoli come unico rimedio per uscire dal debito, questo vuol dire che è noto a un soggetto neutro che da sette anni a Napoli si sta compiendo un miracolo, si tratta di un riconoscimento del credito politico del quale gode la città; mettere in discussione quei debiti, ha concluso, mette in discussione quel sistema criminale che li ha generati e che toglie ossigeno alla città.

Menna (Movimento 5 Stelle), ha richiamato l’attenzione dell’Aula sugli scontri di ieri, ricordando che l’antifascismo non può essere difeso solo nelle piazze; in una discussione che riguarda il bene della città, ha invitato ad andare oltre le divisioni degli schieramenti, ricordando come sia importante condannare le conseguenze negative del post-terremoto e dell’emergenza rifiuti; tuttavia la sua parte politica non voterà questo documento perché le opposizioni non sono state messe in condizione di contribuire costruttivamente; difendersi da un sistema richiede lacrime e sangue, e scelte impopolari, ad esempio, sul tema dei rifiuti, serviva ai tempi dell’emergenza essere più netti e fare appello ai cittadini.

Concluso il dibattito, l’assessore Panini ha nuovamente sottolineato la solidissima struttura tecnica del documento che però rispetta anche contenuti politici; si tratta di un ottimo piano che, una volta consegnato alla Corte dei conti, ci garantirà di affrontare la nuova difficile fase che si apre nella quale porremo il tema degli enti locali. L’amministrazione, costituzionalmente ed eticamente rigorosa, che aveva ereditato una amministrazione dichiarata tecnicamente “fallita” dalla Corte dei conti, ha garantito i diritti costituzionali ed il lavoro, e non ha alimentato il debito che deriva sostanzialmente dalle regole nel frattempo intervenute. Ha concluso ricordando la natura super partes della manifestazione del 21 febbraio a Roma: è fondata sulla inoppugnabile verità che buona parte del debito è di competenza dello Stato e che la città ha già pagato e sta pagando la sua parte.

Su richiesta delle opposizioni, la votazione sulla delibera 57 per la riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale è avvenuta per appello nominale ed ha registrato – assenti dall’Aula come preannunciato le opposizioni – 23 voti favorevoli.

Anche il Sindaco de Magistris è intervenuto in Aula ed ha ringraziato la squadra, tecnica e politica, che ha elaborato il piano, lavorando in condizioni difficili e superando molti ostacoli, e anche le opposizioni che hanno discusso degli interessi della città, pur essendo in campagna elettorale. In questi anni l’amministrazione è riuscita a preservare i servizi di rilevanza costituzionale, a realizzare l’acqua pubblica, a non mettere sul mercato le partecipate, salvaguardando il lavoro. Ma, ha proseguito, siamo stati votati per essere trasparenti, corretti, onesti, ma anche per rispondere a bisogni e diritti, e ciò va fatto, anche disobbedendo, se la legge è ingiusta: quella del 21 febbraio sarà la prima tappa della grande mobilitazione che andrà avanti anche dopo la campagna elettorale; irrompiamo in un vuoto politico, denunciando che la cassa bloccata impedisce di governare e realizzare il mandato popolare. La Corte dei conti è stata molto severa ma, nell’ultima apertura del suo anno giudiziario, con onestà intellettuale oltre che istituzionale, sono stati definiti “storici” i debiti che la città è nell’impossibilità di pagare. Leggi speciali ci sono state per altre città, ultima Torino per i trasporti, non Napoli, che può farcela con leggi ordinarie, non speciali: a Roma non si va contro qualcuno, ma perché abbiamo le classe bloccate per due debiti che consideriamo particolarmente insopportabili, uno del 1980, l’altro relativo al commissariamento rifiuti.

De Magistris ha infine denunciato la canea mediatica nazionale sul movimento 5 stelle e il pericoloso crinale che si è imboccato, quello di equiparare fascismo e antifascismo; richiamando Sandro Pertini, ha concluso sulla necessità di contrastare il fascismo e di non tradire la costituzione repubblicana nata grazie al sangue dei partigiani che hanno combattuto il fascismo.

Serie C, giornata anticipata al sabato per le elezioni

La Lega Italiano Calcio rende noto che la nona giornata di ritorno del campionato di Serie C è anticipata al 3 marzo

Nel campionato Serie C, la nona giornata di ritorno viene anticipata a sabato 3 marzo ed in questa data si giocheranno tutte le gare in programma“, è l’annuncio della Lega Italiana Calcio Professionistico.

Lo ha deciso la Lega Pro per rispettare la data del 4 marzo in cui si svolgono le Elezioni politiche 2018“.

La decisione condivisa con i nostri club– spiega Gabriele Gravina, Presidente Lega Pro- è nata con la consapevolezza di anticipare il turno di campionato a sabato 3 marzo, salvaguardando così il diritto alla partecipazione al voto“.

Napoli, il sindaco De Magistris: “Stop alla propaganda fascista nel nostro Paese”

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Le parole del sindaco di Napoli in seguito agli scrontri avvenuti nei pressi della stazione di Garibaldi

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris è intervenuto a seguito degli scontri avvenuti ieri sera tra attivisti dei centri sociali e le forze dell’ordine di ieri nei pressi della stazione di Garibaldi.

Queste le parole del primo cittadino De Magistris con cui rivendica e difende i valori antifascisti:

“La Costituzione pone fuori legge le organizzazioni che fondano la loro ideologia sul fascismo e, quindi, sull’odio razziale e del diverso come pericolo per la razza ritenuta, in modo aberrante, superiore. Mi chiedo chi aspettano il Ministro dell’Interno e lo stesso Governo per porre fine alla propaganda fascista nel nostro Paese. Napoli è città della resistenza popolare al nazifascismo. Napoli è città medaglia d’oro al valor militare per le quattro giornate del settembre del 1943 quando una rivolta di popolo sconfisse il potente esercito nazifascista. Prima città d’Europa a liberarsi con il suo popolo dal nazismo e dal fascismo. Se si continuano a consentire comizi e manifestazioni neofasciste facendole passare per esercizio della democrazia significa autorizzare l’inizio della fine della democrazia. È da qui che si crea il clima brutto che si respira e che deve essere sconfitto. L’eversione non può divenire normalità. Vogliamo Stato e Popolo uniti a difesa della Costituzione e dei suoi valori antifascisti inviolabili. Napoli prima, ora e sempre antifascista”.

“Il Pungiglione Stabiese” – 2018, la vittoria al Menti resta un tabù

Il Pungiglione Stabiese: Le Vespe anche contro il Bisceglie non riescono a conquistare i tre punti incassando una sconfitta pesante per il morale

Questa sera come di consuetudine ritorna l’appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 19 febbraio 2018 dalle ore 20:00 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè.

Per seguire la puntata basta collegarsi su facebook, questi i link:

VIDEO

  • Diretta facebook sul profilo personale di Mario Vollono e sulle pagine ViViCentro.it e ViViRadioWEB
  • La puntata sarà poi inserita il giorno dopo nella galleria video della pagina ViViCentro.it dove potrete trovare l’archivio di tutte le puntate andate in onda questa stagione sportiva

In questa puntata in studio ci saranno Mario Di Capua e Giovanni Donnarumma.

Commenteremo insieme il campionato della Juve Stabia, parlando della sconfitta con il Bisceglie di Alberga. Le Vespe incassano il gol dopo appena 10 minuti e non riescono a raddrizzare la partita, rischiando di subire il raddoppio che arriva comunque nei secondi finali della partita quando tutti i calciatori, compreso il portiere Branduani, erano alla ricerca del pari.

Ci collegheremo telefonicamente con Pasquale Logiudice, ex D.S. della Juve Stabia per parlare di questo campionato e dei motivi relativi alla fragilità difensiva della squadra.

Presenteremo il match con la corazzata Lecce che verrà disputato domenica alle ore 16:30 invece che alle 20:30 come era previsto inizialmente.

Ci collegheremo telefonicamente per notizie più approfondite sul Lecce con l’amico e collega Luigi D’Ambrosio di ColpodiTaccoWeb.it, che analizzerà con noi il momento dei salentini in vista della gara con la Juve Stabia.

Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Mario Vollono” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulla chat facebook!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

La Juve Stabia perde con il Bisceglie scatenando la rabbia delle tifose

In questo 2018 la Juve Stabia non riesce più a vincere al Menti

La Juve Stabia ieri ha disputato e perso meritatamente la gara con il Bisceglie. La squadra pugliese aveva già all’andata condannato le Vespe ad una sconfitta senza appelli e anche al ritorno si ripete lo stesso esito.

Oggi a mente fredda vi vogliamo raccontare il pensiero delle tifose del Menti che ogni domenica sostengono le Vespe, e che hanno assistito a questa ennesima delusione di questo 2018. La loro analisi della partita è comune, tant’è che tutte affermano che la squadra non ha onorato la maglia. Sono molto arrabbiate con tutti i calciatori per questo motivo. Secondo il loro modesto parere anche le scelte di Mister Caserta non hanno convinto soprattutto quando ha operato i cambi effettuati anche in maniera tardiva.  La classifica non è diventata molto complicata solo grazie ai tre punti conquistati a Fondi. Il Menti è diventato in questo 2018 un vero tabù e questo non se lo spiegano. Questa maledizione deve essere allontanata già dalla prossima partita casalinga con la Sicula Leonzio e per farlo sono pronte a versare sul sintetico del Menti enormi quantità di sale! Nonostante le arrabbiature, ci fanno sapere che sono sempre innamorate della Juve Stabia e mai l’abbandoneranno, ma chiedono ai calciatori di fare più attenzione e di metterci ancora più impegno per onorare la maglia.

A cura di Patrizia Esposito

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Insigne: “Ogni volta che indosso la maglia del Napoli al San Paolo mi viene la pelle d’oca”

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La lettera d’amore di Insigne verso il suo Napoli

L’attaccante del Napoli, Lorenzo Insigne, sulle pagine di Players’ Tribune scrive una lunghissima lettera d’amore verso il suo Napoli, in cui racconta i suoi inizi, le sue emozioni, le sue passioni. Questa la lettera:

“Adesso sono sei anni che indosso questa maglia e provo ancora la stessa emozione ogni volta che segno un gol per il Napoli. Significa tanto per me, perché sono fiero di essere di questa città. Sapete, a volte sento alcune persone parlare male e dire cattiverie discriminatorie su Napoli: per me è molto frustrante perché non conoscono la città, le persone buone e quelle meno buone si trovano dappertutto. Per me questa è la città più bella del mondo: abbiamo il sole, il mare, si mangia bene. E se non credete a me, la prova sono i miei compagni di squadra: magari alcuni arrivano qui con un po’ di timore perché sentono parlare male di Napoli, ma guardate quanti giocatori sono rimasti qui, invece di trasferirsi in club più grandi. Alcuni di loro sono qui da tre o quattro stagioni e non vogliono andarsene, né loro né le loro famiglie. Il nostro capitano, Marek Hamšík, è slovacco e vive qui da 11 anni. Quando chiedo ai miei compagni perché vogliono rimanere loro mi dicono: “Amo questa città, amo la vita qui, amo i tifosi del Napoli”. Noi qui facciamo sentire a casa tutti: Napoli è stupenda e spero che un giorno se ne accorga anche chi parla male di questa città.

Ora il mio unico obiettivo è vincere lo scudetto con il Napoli. E’ stato molto doloroso non qualificarsi al Mondiale con la nazionale e non c’è nulla che posso dire per esprimere tutta la mia delusione. Mi fa ancora arrabbiare, perché avrei voluto vivere un Mondiale da protagonista dopo quello in Brasile in cui ero giovane e avevo giocato poco. Ma devo chiudere quel capitolo e concentrarmi per cercare di vincere il tricolore con il Napoli, il primo della mia vita. Lo voglio fare per la mia città, il mio paese, i miei amici, la mia famiglia e per i miei figli: questa città ha bisogno di vincere.

Ogni volta che indosso la maglia del Napoli al San Paolo mi viene la pelle d’oca.

Ogni volta che indosso la maglia del Napoli al San Paolo mi viene la pelle d’oca. Perché so cosa significa per la mia famiglia, e ripenso a tutto quello che ha sacrificato mio padre negli anni per tirare avanti e per permettermi di coltivare questa passione. Non so cosa abbia dovuto fare per avere i soldi per comprare le mie prime scarpe, ma so che è stato faticoso. Quel sacrificio ha dato inizio a questo sogno. E ora posso scendere in campo nella mia città e mi vengono i brividi perché penso: “Qui ha giocato il più grande giocatore della storia. Qui è dove ha giocato Maradona”.

Con tutto il dovuto rispetto, caro Ronaldo, adesso che sono più grande e che conosco la mia storia, devo pentirmi e devo dire che Maradona è il più grande giocatore che sia mai esistito.

Ronaldo, avevi delle scarpe meravigliose. Eri il Fenomeno. Eri la mia ispirazione. Ma io sono napoletano, qui c’è un solo re. E il suo nome è Diego Armando Maradona”

Controlli al porto di Napoli, sequestrati giocattoli contraffatti

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Dai controlli eseguiti dai funzionari dell’Ufficio Dogane nel porto di Napoli, sono stati individuati container contenenti merce contraffatta

Nell’ambito dei controlli effettuati dai funzionari dell’Ufficio Dogane, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Napoli, sono stati individuati sette container contenenti merce contraffatta.

Durante l’operazione, che rientra nell’attività di contrasto al commercio di prodotti di illecita provenienza da altri Paesi, ha permesso di sottoporre a sequestro i container, arrivati dalla Cina, contenenti scooter a batteria per bambini, automobiline sia a batteria che elettriche. Il sequestro dei veicoli giocattolo ha impedito che fossero immessi sul mercato prodotti che avrebbero fruttato un ricavo illecito stimato circa 450 mila euro. I responsabili delle spedizioni sono stati denunciati.

Elezioni 2018: gara a raccontare agli italioti la favola quotidiana

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Elezioni 2018 ed etalico farlocchismo: «Si prendono impegni solenni e surreali perché tanto sarà impossibile onorarli, e la colpa se la prenderà qualcun altro»

I giocolieri che ingannano sui numeri

C’è qualche cosa che non torna nelle promesse di questa gioconda e sciagurata campagna elettorale. E non sono i conti. Che quelli non tornino lo sa chiunque abbia un soffio di vita in testa, e le operazioni dei quotidiani, compreso il nostro, di mettere giù il saldo della fantasilandia è soltanto una certificazione ragionieristica del festoso delirio. È già stato detto che nessuno dei leader sarà mai in grado di tradurre in ciccia tanta costosissima munificenza, poiché abbiamo le pezze al sedere, e intanto che l’Unione Europea ci tiene d’occhio attraverso il mirino del fucile. Ma non è un problema. Siccome è molto improbabile che uno dei tre schieramenti guadagni i seggi necessari a governare in solitudine, per avere la maggioranza in Parlamento serviranno coalizioni più ampie di quelle in gara, o addirittura larghe intese, e così il responsabile del tradimento sarà sotto mano: il nuovo alleato, purtroppo indispensabile.

LEGGI ANCHE: Campagna elettorale: contraddizioni e farlocchismo

Davvero fantastico: si prendono impegni solenni e surreali perché tanto sarà impossibile onorarli, e la colpa se la prenderà qualcun altro.

Il giochino presuppone però che gli elettori siano tutti gonzi. Ed è qui l’aspetto straordinario della vicenda. Non tanto che i capi politici prefigurino un paese dei balocchi buono per la fiaba della buonanotte, ma che non esista un elettore disposto a prenderli sul serio. Fate la prova. Vi capiterà a cena un amico deciso a votare Silvio Berlusconi. Chiedetegli: ma davvero tu pensi che introdurrà un’aliquota fiscale unica al 23 per cento? Davvero pensi lo farà, dopo averlo assicurato a vuoto per due decenni e mezzo? Chiedete a un elettore di Matteo Salvini: ma davvero tu pensi che pagheremo il 15 per cento di tasse, di colpo, da un giorno con l’altro? Chiedete a un elettore di Matteo Renzi: ma davvero tu pensi che toglierà il canone tv, con la Rai che già non sta in piedi così? Sono mica matto, vi risponderanno. Una fumisteria collettiva fra chi chiede il voto offrendo la luna e chi lo concede tenendo i piedi per terra. Gli unici a riporre speranze in un immediato arricchimento collettivo sono forse gli elettori a cinque stelle, in buonissima parte persuasi che siamo conciati così perché la casta s’è ingoiata tutto, e che basti uno schiocco di dita per condurre l’intero popolo all’agiatezza. Dovrebbero alzare gli occhi, in certe stazioni ferroviarie, dove i pannelli dell’istituto Bruno Leoni aggiornano sul debito: più 4.469 euro al secondo, 268 mila euro al minuto, 16 milioni all’ora, 386 milioni al giorno, 11 miliardi e mezzo al mese. Ma non saranno i numeri a dissuaderli, perché tanto vogliono la rivoluzione, ovunque conduca.

Se si sceglie di mettere la croce sul simbolo di Forza Italia o del Pd è per terrore di quella rivoluzione, se la si mette sulla Lega è per disfarsi degli immigrati (auguri), se la si mette su Liberi e Uguali è per fare male a Renzi e recuperare un’idea elegiaca di sinistra. Non perché sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno: quello lo si promette a qualche residuale ingenuotto, per sottrarlo a Luigi Di Maio o all’astensionismo, in una rincorsa fra matti e che otterrà il solo risultato di aumentare la frustrazione.

Operazione “Vello d’Oro”: fermi e sequestri nei confronti della ‘ndrangheta

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La Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Vello d’Oro” ha eseguito ordinanze di custodia cautelare e sequestro di beni nei confronti di individui legati alla ‘ndrangheta

Nella mattinata odierna circa 200 militari appartenenti ai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Firenze, nell’ambito dell’operazione denominata “VELLO D’ORO”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del Capoluogo Toscano – Dott.ssa Paola Belsito – su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, emessa nei confronti di 14 persone (11 in carcere e 3 ai domiciliari), residenti tra la Calabria e la Toscana. Contestualmente alle misure cautelari personali, su richiesta del P.M., il GIP ha disposto anche il sequestro preventivo di 12 società, 5 con sede in Italia e 7 all’estero (per queste ultime è stata avviata specifica attività di assistenza giudiziaria internazionale in Slovenia, Gran Bretagna, Austria, Croazia e Romania) e di numerosi conti correnti bancari.

In totale, sono 18 le persone indagate nei cui confronti vengono contestate le ipotesi di reato che vanno dall’associazione per delinquere, all’estorsione, al sequestro di persona, all’usura, al riciclaggio ed autoriciclaggio, all’abusiva attività finanziaria e all’utilizzo/emissione di fatture per operazioni inesistenti nonché al trasferimento fraudolento di valori. È stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso di cui all’art. 7 della legge n. 203/91.

Il provvedimento giudiziario eseguito dai militari appartenenti alle due Forze di Polizia è stato emesso a conclusione di complesse ed articolate indagini, avviate a seguito di una denunzia di un imprenditore toscano in quanto vittima di un’attività di usura e di minacce operate da STELLITANO Cosma Damiano [imprenditore calabrese, di fatto domiciliato a Vinci (FI)], poiché, a fronte di un prestito ricevuto per € 30.000, avrebbe dovuto restituire una somma di denaro maggiorata di interessi (usurari) corrispondenti al 17% in un solo giorno (per un importo pari ad oltre € 35.000).

Le investigazioni, svolte anche con l’ausilio di indagini tecniche, – coordinate dal Procuratore Ettore Squillace Greco (applicato alla DDA di Firenze) e, più di recente, dal Sost. Proc. dott.ssa Giuseppina Mione – sono state condotte inizialmente dal Reparto Operativo dei Carabinieri di Firenze e, a partire dal novembre 2014, co-delegate anche al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, riuscendo ad individuare un sodalizio criminale ben strutturato di cui facevano parte, tra gli altri, soggetti legati ad elementi di spicco delle famiglie ‘ndranghetiste dei “BARBARO” e dei “NIRTA”, attive nella zona del litorale jonico della provincia di Reggio Calabria.

Il prosieguo delle indagini ha permesso di individuare un’articolata organizzazione criminale di origini calabrese – operante in Toscana ed in Calabria, nonché in diversi Stati europei quali la Slovenia, la Croazia, l’Austria, la Romania ed il Regno Unito –costituita attorno a SCIMONE Antonio, soggetto risultato a capo di una rete di aziende costituite ad hoc per generare voluminose movimentazioni finanziare (pagamenti di fatture relativi a costi fittizi) “strumentali” per costituire ingenti quantità di denaro contante a disposizione dei sodali, da destinare a nuove attività illecite ovvero da riciclare/reimpiegare in attività commerciali.

Più in particolare, SCIMONE Antonio, – con la fattiva collaborazione del menzionato STELLITANO, di NIRTA Giuseppe (nipote dell’omonimo capo indiscusso della ‘ndrina “La Maggiore” di San Luca, ucciso nel 1995) e di BARBARO Antonio –faceva confluire in conti correnti esteri intestati a società “cartiere” (tutte direttamente e/o indirettamente riconducibili allo stesso SCIMONE Antonio, in gran parte intestate a prestanome) rilevanti somme di denaro da riutilizzare come prestiti di denaro contante ad imprenditori conciari toscani, questi ultimi gravemente indiziati di essere ben consapevoli della provenienza illecita del denaro e complici del sistema criminale ideato dai menzionati calabresi.

Gli imprenditori toscani, infatti (indagati anche per il reato di riciclaggio), restituivano ai loro “finanziatori” le somme di denaro ricevute in prestito, maggiorate di interessi celando la dazione di denaro attraverso il pagamento di false fatture di acquisto di pellame, emesse da una S.r.l con sede nel pisano e materialmente predisposte dal contabile di fiducia dello STELLITANO.

In questo modo, gli imprenditori toscani – alcuni dei quali destinatari della odierna misura cautelare in carcere (3 persone) o domiciliare (3 persone) – si finanziavano ottenendo denaro contante (da utilizzare principalmente nella retribuzione “in nero” dei dipendenti) e, annotando in contabilità le citate false fatture, abbattevano gli utili delle proprie aziende (quindi pagavano una minore imposta sul reddito delle persone giuridiche), registravano un credito IVA fittizio e, quindi, scaricavano sull’erario il “costo” del finanziamento illecitamente ottenuto.

In ultima analisi, il sistema fraudolento così congeniato faceva gravare sulle casse dell’Erario il costo del denaro contante ricevuto dagli imprenditori toscani e, di converso, il profitto illecito dei calabresi. Infatti, il “prezzo” pagato dagli imprenditori toscani per il finanziamento ottenuto era, di fatto, celato sotto forma di IVA corrisposta per il pagamento delle menzionate fatture false (imposta poi portata a credito nelle liquidazioni periodiche dagli stessi imprenditori) mentre le società emittenti le citate fatture non hanno mai provveduto a versare l’IVA incassata.

Soffermandosi poi sulla natura degli stretti rapporti che SCIMONE Antonio ha intrattenuto con i soggetti quali i menzionati NIRTA Giuseppe e BARBARO Antonio, è stato possibile circostanziare l’aggravante del metodo mafioso.

In concomitanza con l’operazione “VELLO D’ORO”, la Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ed i militari del locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia –emesso nell’ambito dell’operazione denominata “MARTINGALA” nei confronti di 27 persone (di cui 4 destinatarie anche del provvedimento dell’A.G. toscana), ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, beni, utilità di provenienza illecita, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, reati fallimentari ed altro.

Guardia di Finanza di Caserta, individuati e sanzionati parcheggiatori abusivi

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La Guardia di Finanza ha effettuato un servizio di pattugliamento della città di Caserta, sanzionando diversi parcheggiatori abusivi

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, impegnata nella costante lotta al fenomeno dell’abusivismo commerciale e al decoro urbano, ha effettuato un servizio di pattugliamento della città di Caserta durante lo scorso fine settimana, anche con il supporto di alcune pattuglie dei Baschi Verdi di Aversa.

Oltre la decina le pattuglie che hanno vigilato la città ed in particolare le aree caratterizzate da maggior afflusso di visitatori e turisti come Piazza Carlo III, Piazza Matteotti, Piazza Cattaneo e l’area adiacente la Reggia di Caserta.

Sono stati complessivamente eseguiti 5 ordini di allontanamento nei confronti di altrettanti parcheggiatori abusivi, alcuni dei quali già noti alle Fiamme Gialle per la loro recidività.

In particolare giovedì sera sono stati verbalizzati 3 soggetti in via Battisti; sabato sera è stato individuato 1 soggetto in via Unità Italiana mentre nella serata di domenica è stato identificato e verbalizzato un altro soggetto posizionato in Piazza Cattaneo.

Uno dei parcheggiatori individuati in via Battisti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 650 c.p. in quanto, non osservando il Divieto di accesso (c.d. “Daspo Urbano”) a quell’area emesso nei suoi confronti dalla Questura di Caserta, continuava ad effettuare l’attività di parcheggiatore abusivo. Per altri 2 parcheggiatori recidivi è stata proposta l’applicazione del Divieto di accesso, in quanto la condotta illecita è stata reiterata nell’arco delle successive 48 ore dall’ordine di allontanamento.

Coppa del Mondo spada maschile: secondo posto per l’Italia nella gara a squadre

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La squadra di spada maschile azzurra sconfitta in finale dalla Francia

L’Italia sorride al termine della gara a squadre che ha concluso la tappa del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile. La formazione azzurra ha infatti conquistato il secondo posto, bissando così quello già ottenuto a Legnano nel secondo appuntamento stagionale.

A salire in pedana per comporre il quartetto italiano sono stati Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, assieme a Gabriele Cimini, reduce dall’ottima prestazione nell’individuale e Lorenzo Buzzi, che non hanno fatto rimpiangere gli infortunati Paolo Pizzo e Marco Fichera.

Gli azzurri, guidati in panchina dai maestri Dario Chiadò ed Alessandro Bossalini, dopo aver esordito agli ottavi superando Israele per 45-42, hanno avuto nettamente la meglio ai quarti di finale sulla Germania col punteggio di 43-33, aprendo così le porte della semifinale contro gli ostici portacolori della Corea del Sud.

I quattro spadisti azzurri sono stati capaci di affrontare i coreani nel migliore dei modi ed imporsi nettamente, per 45-33.

In finale è poi giunta la sfida contro la Francia. Al termine di un match che ha visto i transalpini sempre avanti, nell’ultima frazione Enrico Garozzo ha provato a rimontare il punteggio, concludendo però con i transalpini avanti per 45-41.

 COPPA DEL MONDO – SPADA MASCHILE – PROVA  A SQUADRE – Vancouver, 18 febbraio 2018

Finale

Francia b. ITALIA 45-41

 Finale 3°-4° posto

Corea b. Ungheria 45-32

 Semifinali

ITALIA b. Corea del Sud 45-33

Francia b. Ungheria 45-32

 Quarti

Corea del Sud b. Usa 45-32

ITALIA b. Germania 43-33

Francia b. Ucraina 45-37

Ungheria b. Russia 45-36

Tabellone dei 16

ITALIA b. Israele 45-42

Classifica (24): 1. Francia, 2. ITALIA, 3. Corea del Sud, 4. Ungheria, 5. Ucraina, 6. Germania, 7. Usa, 8. Russia.

ITALIA: Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, Lorenzo Buzzi, Gabriele Cimini

La fotogallery di Juve Stabia – Bisceglie (0-2) | ViViCentro

Juve Stabia – Bisceglie le foto dei calciatori in campo

Guarda le foto di  Juve Stabia – Bisceglie realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci racconta così la sconfitta delle Vespe allenate dal duo Caserta – Ferrara con i ragazzi di Giuseppe Alberga allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.

 

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, la Juve Stabia torna a giocare in casa e lo fa contro il Bisceglie nella giornata 26° del campionato di serie C, girone C.

Queste le formazioni ufficiali:

Juve Stabia (4-4- 2): Branduani, Nava, Bachini, Marzorati, Crialese, Melara, Viola, Mastalli, Canotto, Paponi, Simeri.

A disposizione di Caserta e Ferrara: Bacci, Dentice, Allievi, Vicente, Redelofi, Matute, Berardi, Strefezza, Franchini, Calò, D’Auria, Sorrentino.

Bisceglie (3-5- 2): Crispino, Jurkic, Markic, Delvino, Giron, Azzi, Toskic, Risolo, Montinaro, Ayina, D’Ursi.

A disposizione di Alberga: Vassallo, Alberga, Diallo, Petta, Jovanovic, D’Ancora, Prezioso, Vrdoljak, Migliavacca.

Pomeriggio piovoso al Romeo Menti di Castellammare per il match tra Juve Stabia e Bisceglie. I padroni di casa puntano a replicare il successo di Fondi contro la compagine pugliese, che conferma, per ora, il preparatore dei portieri Albera quale allenatore, dopo l’esonero di Nunzio Zavettieri. Caserta cambia modulo preferendo il 4-4- 2 al consueto 4-2- 3-1 e lanciando tra i titolari Melara in luogo di Strefezza. Il Bisceglie invece conferma il 3-5- 2 con i due ex Juve Stabia equamente divisi tra campo (Giron) e panchina (D’Ancora).

Solo 581 gli spettatori presenti al Romeo Menti.

Minuto 10: GOL BISCEGLIE. Palla sanguinosa persa da Mastalli che innesca il contropiede del Bisceglie concluso da D’Ursi con la conclusione maligna che beffa Branduani. 0 – 1 Bisceglie.

Minuto 94′: GOL BISCEGLIE. Raddoppio del Bisceglie che chiude la gara grazie a Jovanovic, che appoggia la palla nella porta lasciata incustodita da Branduani, salito nell’area di rigore dei pugliesi per cercare il pareggio nel finale.

Finisce così. La Juve Stabia stecca ancora l’appuntamento con la prima vittoria casalinga del 2018, uscendo anzi a mani vuote al cospetto di un avversario non certo temibile. Per la squadra di Caserta i tre punti al Menti stanno diventando una chimera.

A cura di Giovanni Donnarumma

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Napoli, rubano abiti nel centro commerciale Auchan: arrestate due donne

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Napoli, rubano abiti nel centro commerciale Auchan: arrestate due donne

Napoli, è avvenuto un furto all’interno dell’Auchan di Giugliano. Due donne sono state arrestate perchè trovate a rubare vestiti. Si tratta di P. Pellino, di Sant’Antimo, 55 anni e A. Bennato, di Somma Vesuviana, 22 anni. Le ladre sono accusate di furto aggravato perpetrato nel noto negozio “Ovs”. Le donne si erano impossessate di capi d’abbigliamento, come jeans, t-shirt e calze a cui aveva rimosso i sistemi antitaccheggio. Per sfuggire agli allarmi avevano nascosto tutti i capi sotto i giubbotti convinte di poter sfuggire all’occhio vigile delle guardie. Sul posto sono poi giunti i carabinieri della compagnia di Giugliano che hanno recuperato la refurtiva da un valore complessivo di 147 euro. Le due sono in attesa del rito direttissimo.

Ma non è finita qui. Poco lontano, a Casandrino, invece, è stato arrestato S. Di Francesco, 50 anni, accusato di furto aggravato, in quanto l’uomo è stato sorpreso dai militari dell’arma mentre si trovava all’interno di una villa in via Lavinaio. Il ladro aveva forzato il cancello d’ingresso di una recinzione di un appezzamento di terra. Una volta dentro ha asportato trenta porte in alluminio, parte delle quali aveva già caricato all’interno della propria autovettura, per un danno di 1500 euro.

Castellammare-Gragnano, scoperta discarica abusiva: scatta l’indagine

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Castellammare-Gragnano, scoperta discarica abusiva: scatta l’indagine

Tra Castellammare di Stabia e Gragnano è stata scovata una discarica abusiva. Pneumatici, vernici e rifiuti urbani erano stati accumulati in un’area di 150 metri quadrati in via Castellammare, a Gragnano. A scoprirla gli uomini della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, agli ordini del capitano Salvatore Della Corte.

Via Castellammare è una strada di collegamento tra la città delle acque e Gragnano, percorsa costantemente da autoveicoli ma non completamente sottoposta alle telecamere di videosorveglianza, di conseguenza ciò consente, ed ha consentito di non essere sottoposti a  qualsiasi controllo.

Nell’ambito dei controlli sul territorio, la Guardia di Finanza proseguirà quindi le attività di controllo trovare i responsabili dello sversamento abusivo di materiali inquinanti. La Gdf per ora ha già ben chiari su chi sono i sospettati, orientati nei confronti di alcune ditte del territorio, che operano nel settore edilizio. Ma, ovviamente le indagini  non si fermano qui, si continuerà ad indagare  comunque a 360 gradi e nei prossimi giorni sono attesi ulteriori sviluppi. Per ora l’aria interessata è stata delimitata per permettere di far proseguire le indagini.

Castellammare di Stabia, spacciavano usando il paniere di casa: arrestati in 3

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Castellammare di Stabia, spacciavano usando il paniere: arrestati in 3

Castellammare di Stabia, in tre spacciavano attraverso il paniere di casa; sono stati trovati in casa più di 3mila euro in contante e telecamere abusive. Questo ha portato i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Torre Annunziata nei confronti di 3 indagati già noti alle forze dell’ordine, 2 dei quali sono fratelli, ritenuti responsabili di spaccio di cocaina.

Le indagini hanno fatto luce sull’attività illecita che i 3 conducevano, particolarmente viva nel corso dell’ultimo mese. I militari li hanno scoperti grazie all’ osservazione della piazza di spaccio e “pizzicando” alcuni clienti del trio, presi con ancora addosso le dosi di cocaina. Lo scambio avveniva sotto casa dei 2 fratelli che cedevano le palline mediante un paniere calato dal balcone mentre il terzo socio, per altro libero vigilato, regolava l’afflusso degli acquirenti.

Durante le operazioni i carabinieri hanno trovato nell’abitazione dei fratelli 3.400 euro, probabilmente frutto delle loro transazioni; sono state anche sequestrate delle telecamere abusive, nascoste all’interno di una lampada posta all’ingresso del palazzo, istallate per proteggere gli affari dai controlli delle forze dell’ordine, che però a quanto pare, non sono servite a molto ai malviventi, dato che sono stati ugualmente scoperti.

Castellammare, guidava auto rubata a suore stabiesi: arrestata donna di Sorrento

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Castellammare di Stabia, guidava auto rubata a suore stabiesi: arrestata donna di Sorrento

Castellammare di Stabia, una donna di 35 anni di Sorrento, è stata arrestata perchè guidava un’auto rubata alle suore della città delle acque. Il tutto è avvenuti nella mattinata di venerdì 16 febbraio 2018, nel corso della consueta attività di vigilanza stradale finalizzata alla sicurezza e libertà di circolazione, attraverso una contestuale intensificazione dei servizi di prevenzione e repressione di ogni forma di criminalità, personale della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli – Fuorigrotta, operante sulla Tangenziale di Napoli, su segnalazione della locale Sala Operativa, dopo un inseguimento iniziato nei pressi dello svincolo di Furoigrotta e terminato nei pressi dello svincolo di Agnano, è stata arrestata  C.F., pregiudicata trentacinquenne residente a Sorrento. La donna viaggiava su un’auto rubata.

Si tratta di una Fiat Panda. Grazie ad all’indagine eseguita dalla forze dell’ordine, si è giunti a ricostruire i fatti: la macchina poco prima era stata asportata, manomettendo la serratura d’ingresso ai garage, dalla sede delle Suore Francescane Alcantarine di Castellammare di Stabia. La vettura è stata immediatamente riaffidata alle religiose e la persona arrestata, dopo le formalità di rito, veniva associata alla casa circondariale femminile di Pozzuoli. Sono però in corso altre indagini, per capire se la donna abbia legami con la criminalità stabiese.

 

EDITORIALE – Juve Stabia, un film visto e rivisto…

La Juve Stabia concede il Bis..ceglie, confermando per la seconda volta in stagione come la compagine pugliese rappresenti un boccone indigesto per gli uomini di Caserta. Zero punti portati a casa, tra andata e ritorno, contro i nerazzurri e, soprattutto, due tra le prestazioni peggiori della stagione che arrivano contro la squadra di Zavettieri prima ed ora di Alberga.

Avete presente il palinsesto televisivo del periodo estivo, con repliche su repliche a riempire la programmazione? La prestazione di ieri della Juve Stabia assomiglia, in effetti, proprio ad una vecchia replica già vista nel corso della stagione. Adeguandosi ad un copione ormai noto, e che non fa più notizia, le Vespe hanno messo nella gara di ieri tutti i difetti che, insieme o alternativamente, hanno caratterizzato tutte le sconfitte stagionali.

Tante volte abbiamo sottolineato la natura sprecona e fragile che porta la Juve Stabia a creare e sciupare, tante palle gol prima di andare in rete ed allo stesso tempo ad incassare gol alla prima occasione concessa agli avversari. Anche ieri, come in un film visto e rivisto, i gialloblù hanno steso il tappeto rosso agli avversari, facendosi bucare dal primo tiro del Bisceglie, dopo 10 minuti di gioco, aiutato anche da una sanguinosa palla persa a centrocampo da Mastalli. A nulla o quasi, e non è una novità, sono servite le tante occasioni da rete create dalle Vespe con Canotto, Paponi, Simeri, Viola e Melara imprecisi, ed in alcuni casi sfortunati, nell’attimo che avrebbe potuto cambiare la gara.

Parlando di difetti ormai noti della Juve Stabia, ancora una volta i ragazzi di Caserta e Ferrara hanno completamente sbagliato l’approccio alla gara, entrando in campo con una svogliatezza che non si vede nemmeno nel più blando degli allenamenti. Le ragioni che, a volte, portano la Juve Stabia a calcare il campo “forte” di un’inconscia convinzione di superiorità non le possiamo conoscere certo noi, ma dovrebbe essere chiaro a tutta la squadra che i risultati passano prima dall’atteggiamento e poi dai gol e dai passaggi riusciti. Un organico giovane, con valori rilevanti ma non idonei ad “ammazzare” il campionato, costruisce i propri risultati prima con la fame, la grinta, la voglia di sopraffare gli avversari ed il rispetto verso compagni ed allenatore (Canotto lo tenga a mente): se mancano questi elementi, che devono essere le fondamenta del progetto, inevitabilmente tutto lo il palazzo gialloblù è destinato a crollare.

Infine, non manca qualche perplessità sullo schieramento tattico iniziale. Mastalli e Viola sono stati schiacciati dal centrocampo del Bisceglie, soffrendo (e come dargli torto) l’apporto nullo dato in fase di copertura da Canotto e Melara. Il primo ieri è stato anarchicamente irritante, persino nell’uscita dal campo; il secondo ha mostrato ancora una volta di avere un piede educatissimo ma che deve essere supportato da una condizione atletica adeguata che, ad oggi, ancora manca. Simeri e Paponi, poi, sono stati troppo spesso orientati dagli stessi movimenti, lasciando intravedere sintomi di una convivenza tattica non semplice. L’equilibratore Strefezza non è riuscito nella ripresa a ristabilire l’ordine.

Ora il calendario mette di fronte alla Juve Stabia la corazzata Lecce, in volata solitaria verso la Serie B. Il lato positivo è che gare come quella con i salentini di certo faranno salire le motivazioni di una squadra apparsa scarica. Sarà ovviamente difficile immaginare un capolavoro gialloblù al Via Del Mare, ma ci sono tutte le potenzialità per cancellare il brutto film di ieri, visto e rivisto fin troppe volte.

Raffaele Izzo

Napoli, ultimo whatsapp dei tre napoletani scomparsi in Messico: i dettagli

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Napoli, ultimo whatsapp dei tre napoletani scomparsi in Messico: indagini in corso

Napoli, continuano le indagini su i tre uomini partenopei scomparsi in Messico. Sono state aperte tre inchieste, prima a Napoli e a Roma e poi, ultima avvenuta pochi giorni fa, in Messico. Le autorità messicane hanno aperto un’inchiesta sulla scomparsa di tre italiani scomparsi nello stato di Jalisco (centro). L’hanno indicato all’agenzia di stampa France Presse la procura locale e Mario de Vita, un parente dei tre scomparsi. L’ultima volta i tre – Vincenzo Cimmino, Antonio e Raffaele Russo, originari di Napoli – sono stati visti a Tecalitlan, nello Stato di Jalisco, circa 600 km a ovest di Città del Messico. Era il 31 gennaio.

L’ultima volta che de Vita è riuscito ad avere un contatto telefonico con i tre parenti, erano stati fermati dalla polizia in una stazione di servizio, ha spiegato all’Afp. “Hanno avuto tempo d’inviare un messaggio vocale” per dire a un altro membro della famiglia, che non era con loro, di “restare in hotel”. All’indomani de Vita ha presentato una denuncia, come confermato anche dalla procura locale.
Al quotidiano El Occidental, inoltre, de Vita ha detto di aver pensato che i tre fossero stati rapiti, ma che al momento non c’è stata alcuna richiesta di riscatto. Come sappiamo, sono state fatte diverse congetture sull’accaduto, c’è chi ha parlato di droga, ma le famiglie difendono i tre uomini a spada tratta.

Napoli, uomo investito da un treno a Sant’Antimo: treni in ritardo fino a 70 minuti

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Napoli, uomo investito da un treno a Sant’Antimo: treni in ritardo fino a 70 minuti

Napoli, ancora paura e terrore su i binari dei treni delle linee partenopee. Questa volta è toccato alla Linea Napoli-Formia, dove una persona è stata investita dal treno, a Sant’Antimo. A riportare la notizia è il sito NapoliToday. 

Si sa poco sull’accaduto, se non che è una persona di sesso maschile è stata investita a Sant’Antimo sulla linea ferroviaria Formia-Napoli.Si è a conoscenza solo del sesso della persona interessata. La cosa certa è che il tutto è accaduto dalle 10.55, dove il traffico fra AversaNapoli Centrale è stato sospeso.

Sul posto è giunta anche  l’Autorità giudiziaria per i rilievi di rito e per investigare sull’accaduto. Per evitare ulteriori disagi alla linea ferroviaria, è in corso la riprogrammazione del servizio ferroviario. I treni a lunga percorrenza sono deviati via Aversa/Caserta. Sono in programma ritardi ferroviari fino a 70 minuti.

Sulla persona interessata dall’incidenza, per ora non ci sono notizie, si sa solo che è di sesso maschile, nulla riguardo le condizioni in cui verte. Di conseguenza seguiranno aggiornamenti sul caso e sulla vicenda.

 

Politici spendaccioni e bugiardi: 1000 miliardi di promesse politiche

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In campagna elettorale si fanno tante promesse politiche per attirare il voto degli elettori. Paolo Baroni ha analizzato quelle dei principali partiti quantificandone i costi alla luce di un debito pubblico italiano che continua a salire di ben 4469 euro ogni secondo. In totale i partiti hanno fatto promesse per oltre 1000 miliardi.

Le promesse dei partiti valgono 1000 miliardi

Ma intanto il debito pubblico continua a salire di ben 4469 euro ogni secondo

ROMA – C’è la norma scassa-bilanci, l’abolizione della legge Fornero che vogliono Lega e 5 Stelle, che da sola costa 140 miliardi di qui al 2035 e, in media, 10-15 l’anno nei prossimi 5 anni. E ci sono altre proposte acchiappa-voto che singolarmente valgono un’intera manovra se non due: dalla flat tax del centrodestra al reddito di cittadinanza dei 5 Stelle, agli investimenti fuori dai vincoli europei del Pd. In totale, ma il conto è certamente fatto per difetto perché – confermano gli economisti – molte proposte non sono sufficientemente dettagliate, si arriva alla cifra iperbolica di mille miliardi di euro. In dettaglio: 5-600 miliardi di debito da tagliare e altri 400 abbondanti legati a misure di ogni tipo. Numeri che da soli rendono bene l’idea di quanto esagerate siano le promesse dei partiti.

Crescita miracolosa

L’impegno più rilevante, davvero titanico viste le cifre in ballo, riguarda il debito pubblico. Forza Italia lo vuole tagliare di 30 punti in 5 anni, il Pd in 10 anni, mentre sempre in 10 anni l’M5S punta addirittura a scendere di 40 punti. In soldoni parliamo di qualcosa che ai valori correnti oscilla tra 514 e 686 miliardi. Ovviamente il tutto senza mettere nuove tasse: si scommette quasi esclusivamente su una ripresa dell’economia come l’Italia non conosce da decenni, su un bilancio con un avanzo primario sempre più rilevante e su un’inflazione fissa sopra al 2%, conteggiando poco o nulla sul fronte delle privatizzazioni. Tutte «ricette incerte», le ha bollate nei giorni scorsi il Sole 24 Ore.

A spingere di più sulla crescita, secondo gli obiettivi di finanza pubblica raccolti dall’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica guidato da Carlo Cottarelli, sono innanzitutto Lega e Forza Italia. Gli azzurri nei tre scenari che presentano ipotizzano un Pil nominale che nel 2018 sale del 2,5% e a fine legislatura (2022) tocca il +4 se non addirittura il +5% mentre la Lega arriva a +4,7. A sinistra invece Leu (+4,3) sorpassa il Pd e il suo cauto +3,5%. Per gli esperti di Fi il rapporto debito/Pil dal 129,9% di quest’anno dovrebbe scendere al 112,8% nel 2022 (ed al 105,7% nello scenario più spinto) restando comunque ancora lontano da quota 100. La Lega si ferma invece al 120,3%, il Pd arriva al 118,4% (ed al 100,6% nel 2029 come promesso) e Leu al 114,4%. Non pervenute invece le stime del M5S.

Chi offre di più

Sulla carta tutti (salvo la Lega) puntano formalmente a ridurre il deficit, ma la realtà dei programmi ci consegna uno scenario completamente differente. Secondo le stime di Roberto Perotti della Bocconi pubblicate da Repubblical’insieme delle misure proposte da Forza Italia e Lega, da Pd, 5 Stelle e Leu potrebbe arrivare a costare anche 420 miliardi di euro (minimo 280). I programmi del centrodestra, in particolare, arrivano a pesare sino a un massimo di 300 miliardi (310 di costi e appena 10 di coperture, Berlusconi dice invece solo 110miliardi), soprattutto per effetto dell’introduzione della flat tax che nell’immediato produrrebbe 64 miliardi di minori entrare, addirittura 72 secondo altre stime (Brunetta parla invece di 50 «tutti coperti» e la Lega di 66). Poi c’è il reddito di dignità, che a seconda delle soluzioni costa 26 o 45 miliardi (29 secondo Daveri de lavoce.info), l’aumento delle pensioni a mille euro (24 miliardi) e l’eliminazione dell’Irap (altri 22 miliardi)

Maxisconti e nuovi bonus

Il pacchetto del Pd si ferma a quota 56 miliardi (39,7 di maggiori spese e 16,7 di minori entrate), mentre per il responsabile economico del Pd Tommaso Nannicini il totale si fermerebbe “appena” a 35. In questo caso la voce più critica riguarda la riduzione strutturale del cuneo a favore del lavoro stabile che potrebbe arrivare a costare anche 12 miliardi (1,8 al massimo per il Pd). Il sostegno alle famiglie (bonus da 240 euro/mese) vale invece 9 miliardi, gli investimenti fuori dalle clausole europee ben 18 e 2,75 miliardi il raddoppio dei fondi per il reddito di inclusione. Sul fronte delle entrate il taglio dell’Ires farebbe perdere 2,9 miliardi, 1,8 l’estensione del bonus da 80 euro. Il programma del M5S comporta invece oneri per 63 miliardi (108 di spese e/o mancate entrate con coperture per 45). Differenti i numeri che forniscono i grillini che indicano costi per 78,5 miliardi e coperture per 79, col risultato miracoloso che il loro sulla carta sarebbe l’unico programma a produrre un avanzo (0,5 miliardi). La norma cardine in questo caso è il reddito di cittadinanza valutato 15 miliardi a fronte dei 29 stimati da Baldini e Daveri su lavoce.info. Poi, tra gli interventi più onerosi, ci sono i costi dell’azzeramento della Fornero (11-15 miliardi), gli aiuti alle famiglie (14,5) e la riforma dell’Irpef (16). Il programma di Leu, infine, prevede spese per 30 miliardi (soprattutto per ridurre il peso delle tasse ai redditi più bassi e aiutare i meno abbienti) e saldo zero, visto che sarebbe interamente coperti da un recupero equivalente (e sempre virtuale) dell’evasione.

«Ogni promessa è debito», avvertono i megacontatori fatti installare dall’Istituto Bruno Leoni nelle stazioni di Roma e Milano. Ed è il caso di dire che mai ammonimento è stato più attuale dal momento che fa certamente impressione leggere che il nostro debito pubblico cresce di ben 4.469 euro ogni secondo che passa. Tant’è che proprio nella settimana in cui si andrà a votare tornerà a sfondare quota 2300 miliardi.

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vivicentro/1000 miliardi di promesse politiche
lastampa/Le promesse dei partiti valgono 1000 miliardi PAOLO BARONI