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Io ti chiamo Mater (dedicata alla giornata mondiale della Terra)

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IO TI CHIAMO MATER – (Canto per Madre Terra)

Sei immensa Terra
non sa contenerti il mio dire
breve è il mio pensare.

Tu sei quella che apre il seme- nudo
e lo costringe al canto
fissi al suo centro
un indirizzo esatto d’uomo
o albero svettante
e accendi il Regno.

Così -il tuo volto immane
io l’ho chiamato Mater.

Quando la sera rimbalza sul crinale
e allunghi membra a dismisura
in ogni segno vitale
io giustifico il cielo all’ombra
d’un piccolo sapere.

So ch’è imprudente il tuo sonno
alle mie veglie.. io sono un uomo
che t’ha sfregiato il volto
e so che non merito perdono-

Ma tu sei Gaia- ovvero Terra
intelligenza di zolle- pane oltre l’argilla
e fai spuntare fiori su ogni mio errore.

E’ inutile suggerirti un’altra luce
non c’è nulla – Gea -ch’io possa insegnarti

il cielo non ha maestri
sotto il suo arco.

(Virginia Murru)

L’Antitrust dell’Ue ha avviato un’indagine sul prestito concesso dallo Stato ad Alitalia

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di Virginia Murru

L’Antitrust europea ha aperto un’indagine sul prestito di 900 milioni, concesso dallo Stato ad Alitalia nel 2017
Che fossimo perennemente nell’occhio del ciclone (Ue) non è una novità, di tanto in tanto, qualora vi fossero dubbi, arrivano le conferme: questa volta nel mirino c’è Alitalia, e il “prestito ponte” concesso dallo Stato lo scorso anno.

L’indagine è stata avviata e la Commissione europea intende vederci chiaro sui tempi relativi alla concessione del prestito, e le condizioni riservate all’ex compagnia di bandiera italiana.
Così si è espressa in merito la Commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager:

“La Commissione europea deve vigilare e garantire che i prestiti concessi dagli Stati membri rispettino le norme vigenti dell’Ue in termini di aiuti di Stato”. E’ nostro compito verificare che il prestito concesso ad Alitalia rientri nel rispetto delle norme approvate dall’Unione.”

Nel 2017 il governo italiano, considerata l’emergenza finanziaria che Alitalia stava affrontando, risolse d’intervenire con il cosiddetto “prestito ponte” di 900 mln, dei quali peraltro, la compagnia, secondo i rilievi dell’Amministrazione straordinaria, ne ha utilizzato solo una parte. In ogni caso, non hanno torto coloro che sostengono che l’Ue usi nei confronti dell’Italia una spessa lente d’ingrandimento, mentre paesi come la Germania e altre solide economie europee, abbiano trasgredito in modo ben più pesante.

Deutsche Bank e Commerzbank (tanto per fare qualche esempio), pilastri della finanza ed economia tedesca, che hanno rischiato il default (ma ritenute ‘too big to fail’, con un bilancio simile al Pil italiano..), hanno usufruito di aiuti di Stato consistenti, che hanno suscitato a suo tempo non poche polemiche.

Certamente,l’articolo 107 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU), è stato violato più di una volta.
Nella struttura solida dell’economia tedesca, ci sono controsensi piuttosto singolari, visto che il sistema bancario si è rivelato uno dei più fragili, sorretto dal lungo braccio dello Stato, soprattutto nel corso dell’ultima crisi economica che ha interessato l’Europa. Lo Stato ha contribuito con somme consistenti per il salvataggio di grandi istituti di credito, ‘elargendo’ più o meno 200 miliardi di euro, rilevando titoli tossici, permettendo aumenti di capitali e intervenendo nei Land anche in settori diversi (comparti industriali) da quello bancario.

Non si tratta di importi approssimati, sono resoconti della Commissione europea, ed equivale al 7% del Pil della Germania.

Ma lo Stato, in Germania, con la sua mano provvidenziale, è andato ben oltre, si arriva a quasi 500 mld di euro, se si aggiungono garanzie statali, offerta di liquidità: ossia il 17% della ricchezza prodotta dalla nazione. Un sistema creditizio, insomma, che senza la protezione dello Stato, avrebbe certamente messo in crisi il sistema, e fatto crollare tante certezze. Sono fatti, non pressappochismi, perché avvicinando l’osservatorio un po’ di più, si conclude che un terzo del sistema creditizio tedesco è al riparo, grazie al paravento dei mezzi pubblici. E si sottraggono anche i conti reali alla vigilanza della BCE.

E allora perché sempre tanto rumore per le ‘trasgressioni’ in Italia, che ha fatto ricorso ai fondi Ue molto meno rispetto ad altri paesi membri? Due pesi e due misure? L’impressione è questa, ma tant’è: quando si punta il dito su presunte o reali violazioni della normativa europea, ci si può solo difendere.
Se poi si pensa che la Commissione si è decisa ad agire, perché concorrenti di Alitalia, hanno esercitato non poche pressioni (non si tratta propriamente di ‘cecchini’, si sarebbero mosse in merito Ryanair e Lufthansa), si comprende che lo sdegno non è puro vittimismo. Il fine, per chi conosce trama e ordito delle vicende Alitalia, sarebbe proprio quello di condizionare le strategie dell’Amministrazione straordinaria, e indurre ad accelerare la vendita della Compagnia, o meglio la ‘svendita’.

Tutto questo, nonostante le dichiarazioni del CUB- Trasporti (il 4 aprile scorso), il quale ha confermato che il trasporto aereo risulta in crescita, e l’ex Compagnia di bandiera, nonostante le difficoltà, ha costi bassi di gestione, forse i più bassi rispetto alla concorrenza. Sempre in rapporto alle regine europee del trasporto aereo, avrebbe anche una produttività superiore, per esempio a quella Lufthansa.

Questo, in teoria, dovrebbe escludere l’ascia dei tagli del personale. Ma purtroppo le logiche e le dinamiche di queste scelte, sono altre.

Proprio ora che iniziano i mesi in cui più intenso è il traffico aereo, e mentre nulla si sa di preciso sul nuovo Piano industriale della compagnia, la scure cade impietosa sul versante occupazionale, e si conferma pertanto la decisione di tagliare quasi 1500 posti di lavoro. Ossia quello che chiede Lufthansa per il risanamento della compagnia, e per portare a buon fine la sua offerta.

I licenziamenti saranno resi meno drammatici dall’assegno di ricollocazione per i dipendenti a ‘0’ ore.
Lo chiamano già ‘l’accordo infame’, quello che ieri le tre maggiori confederazioni sindacali hanno sottoscritto al Mise, guarda caso proprio ieri l’indagine Ue è stata ufficialmente avviata, mentre dietro le quinte gli avvoltoi attendono di avventarsi su un ‘boccone’ ancora ritenuto eccellente nel mercato del trasporto aereo.

Ci si insinua in una fase delicata della politica italiana, alle prese con tentativi (sempre falliti) di accordi politici validi e altri improbabili, per esercitare maggiore pressione sulla vicenda Alitalia, spingere e accelerarne la vendita, certamente non nell’interesse della Compagnia italiana.

Le polemiche sui tagli hanno un loro logico fondamento: perché ridurre i dipendenti se la compagnia viaggia con correnti favorevoli in termini di redditività, il traffico merci e passeggeri è in continua crescita, già si annuncia una stagione estiva record e un trend in continuo progresso?
Queste sono le perplessità sulle decisioni prese dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e dalle parti sociali.

Da Calenda che ha risolto negli ultimi mesi situazioni roventi di aziende minacciate di chiusura, mentre la questione Alitalia si è affrontata in modo apparentemente paradossale. Un anno fa, i lavoratori, tramite referendum, si opposero al Piano di ristrutturazione, i soci non la sostennero più con ulteriori mezzi, e così si aprì la strada dell’Amministrazione straordinaria di Gubitosi e gli altri Commissari. Commissari che hanno poi avviato una procedura d’offerta, con vicissitudini sempre incerte, e tutt’ora ancora nulla è stato deciso sul possibile acquirente.

Basterebbe analizzare i numeri, anche sulle rotte a lungo raggio, per concludere che nei prossimi mesi il traffico aereo è proiettato verso un chiaro aumento del numero di passeggeri.

Vi sono enigmi sulle scelte di questi licenziamenti certamente non chiare, alla luce dei fatti, gli interrogativi sono tanti e c’è chi auspica, per una tutela più certa, la nazionalizzazione. Il 30 aprile scadrà l’intervento della Cassa Integrazione Straordinaria, della quale ha beneficiato la Compagnia, che ad oggi è ancora controllata per il 51% dalla Compagnia Aerea Italiana (CAI), e per il restante 49% da Etihad.

Intanto, nei giorni scorsi, la Compagnia e i sindacati hanno firmato un verbale nel quale si prevede il rinnovo della Cassa integrazione straordinaria, per ulteriori 6 mesi, ossia fino alla fine di ottobre.

Il prestito concesso dal governo ad Alitalia, è stato notificato a Bruxelles all’inizio del corrente anno, e giustificato come “aiuto di salvataggio”, anche se fin da subito, in ambito europeo, vi sono stati dissensi simili a tiri al bersaglio. Si è sostenuto che il prestito viola le norme europee sulla disciplina che riguarda gli ‘aiuti di Stato’.

La Commissione europea contesta in particolare i tempi di durata del prestito e la sua entità, stabiliti dal maggio 2017 fino al dicembre del corrente anno, e dunque, in linea di principio, si sarebbe violata la norma Ue che fissa con un massimo di 6 mesi la durata del prestito a garanzia del salvataggio.

Sarà pertanto la Commissione ad ‘arbitrare’ la questione, c’è solo da sperare che l’Italia riesca a dimostrare di non avere violato le norme europee, non più di altri Stati membri che, al riguardo, hanno un “dietro le quinte” non propriamente ortodosso.

Napoli, il 25 aprile dei migranti: “Condizioni più umane per i centri di accoglienza”

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A Napoli un corteo da piazza Mancini a Materdei

Nel giorno della Liberazione, il giorno in cui l’Italia fu liberata dalle forze tedesche e dal nazifascismo, un lungo corteo ha mosso i propri passi da piazza Mancini fino a piazza Scipione Ammirato a Materdei a Napoli.

Matteo, attivista di Potere al Popolo, spiega: “Non ricordiamo il 25 aprile solo come festa di liberazione ma consegneremo alla questura un documento dove chiediamo condizioni più umane per i centri di accoglienza e il prolungamento dei permessi di soggiorno da sei mesi a un anno”.

I partecipanti al corteo hanno richiamato l’attenzione alle problematiche dell’accoglienza e della sanità per i migranti mediante Cartelloni e bandiere. Moussa, cittadina maliana trapiantata in Italia, dice: “Vogliamo vivere in Italia dignitosamente. Siamo esseri umani come tutti gli altri e i nostri diritti vanno rispettati”.

Castellammare, Forum Evoluzioni e Prospettive del termalismo in Campania: “Terme stabiesi grande opportunità”

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Tavolo tecnico con i rappresentati di associazioni: questa è la proposta lanciata da Luigi Raia, neodirettore dell’agenzia turistica della Campania per la crescita del settore. Nel mirino anche le Terme di Castellammare

Molte le voci di esperti del settore turismo intervenute al forum “Evoluzioni e prospettive del termalismo in Campania”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.
“Sono favorevole ad una sinergia con i commercialisti per iniziare un percorso virtuoso di rilancio della Campania sui mercati globali. Nell’ambito privato – ha dichiarato Luigi Raia, neodirettore dell’agenzia turistica della Campania  – la Regione riconosce che il turismo rappresenta un asse trasversale a tutte le iniziative di natura economica, ma se è vero che stiamo beneficiando di un momento storico favorevole dovremmo anche chiederci cosa fare perché questi flussi permangano e si incrementino. Il turista non deve solo visitare la Campania, ma ci deve anche tornare”.
Per favorire tutto ciò, spiega Raia, è necessario un cambio di mentalità: “La cittadinanza deve entrare nell’ottica di essere una comunità turistica e ragionare quindi nell’ottica della valorizzazione dell’ospitalità e dell’accoglienza in tutti i modi possibili il suo territorio, che deve essere propria di tutti gli operatori turistici. Senza parlare della necessità di poter fare programmazione, se si vuole incrementare l’incoming in uno scenario in cui il turista deve poter sapere almeno un anno prima cosa fare in un determinato luogo”.

Nel corso dell’incontro è stato riservato molto spazio al nuovo bando pubblicato dalle Terme di Castellammare. Per Giancarlo Carriero, presidente Sezione Turismo Unione Industriali di Napoli, “è molto importante il rilancio del comparto termale stabiano, che può diventare occasione di sviluppo per l’intera regione. Il piano industriale è stato redatto partendo dalle basi scientifiche della medicina termale e dalle più moderne implementazioni del comparto termale. Le aziende dell’Unione Industriali esamineranno con grande attenzione il bando che sarà emesso, e non mancheranno di proporre il loro contributo”. A giudizio di Massimiliano Barone, presidente Commissione Turismo Odcec Napoli, “il settore termale in Campania potrebbe essere rivitalizzato grazie alla recente norma contenuta nella legge di stabilità 2018, che prescrive la non applicabilità della Bolkestein al settore termale e quindi permetterebbe lo sblocco per il rilascio o il rinnovo regionale delle concessioni per lo sfruttamento delle acque termali. Tale impulso potrebbe essere coadiuvato dalla Agenzia Regionale per la promozione del Turismo”. In conclusione, per Salvatore Esposito De Falco, professore Ordinario di Management presso l’Università degli Studi di Roma Sapienza, “per l’area di Castellammare il bando della gestione delle terme è una grande opportunità per il territorio: si è stimato un flusso potenziale turistico di 1.800.000 visitatori. Occorre cambiare direzione, verso un nuovo sistema”.

Torre Annunziata, la madre è succube del marito violento: bambino dato in affidamento

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Brutta storia di violenza domestica a Torre Annunziata: bambino in affidamento perchè la madre è succube del marito violento

Una brutta storia di violenza domestica a Torre Annunziata. Una donna, racconta il Metropolis, picchiata, insultata, offesa e malmenata in qualsiasi orario del giorno e della notte dall’uomo che amava ma che, sotto effetto di farmaci, la violentava. Per sopportare queste violenze, anche lei aveva iniziato ad assumere farmaci. E sarebbero stati proprio questi farmaci, che con il tempo le avrebbero causato disturbi psicofisici che hanno convinto il giudice del tribunale dei minori a cancellare la patria potestà a quella coppia di Torre Annunziata che ora dovrà comparire davanti al giudice del tribunale di Napoli.
Uno spaccato terrificante che viene descritto, nelle informative dei carabinieri, come un «quadro familiare disastroso», un contesto nel quale a pagarne le conseguenze continua ad essere un bambino di appena nove anni.
Il fascicolo racconta otto anni di violenze,  tra referti medici, relazioni degli assistenti sociali e verbali delle forze dell’ordine. La vicenda, sempre secondo quanto raccolto da Metropolis, inizia ad agosto quando la donna viene ricoverata nell’ospedale Sant’Anna- Madonna della Neve di Boscotrecase con un ematoma al volto e numerose lesioni lungo tutto il corpo; la prognosi è di trenta giorni. Ma quello è solo l’ultimo degli episodi che la 40enne aveva subito. Disperata, racconta ai carabinieri tutto quello che per anni ha sopportato fino alla decisione di mettere la parola fine.
Sia lei M.B. di 40 anni che il compagno G.G. di 41 anni avrebbero dovuto seguire un piano terapeutico deciso dal tribunale dei minori di Napoli, dai servizi sociali e dalla responsabile della comunità di Trecase, dove la donna era stata accolta. Il giudice inizialmente deciso che gli incontri tra i due genitori con il piccolo si sarebbero dovuti tenere presso la comunità, ma puntualmente. ogni qualvolta la donna si presentava nel centro, sul suo corpo erano presenti segni inequivocabili.  «Sono caduta da cavallo»  oppure «ho fatto un incidente» queste le giustificazioni puerili che la donna dava ai responsabili del centro. Tutte scuse che non hanno convinto gli assistenti sociali e li hanno così obbligati a relazionare vietando anche le visite e gli incontri con il piccolo.  Nonostante ciò l’uomo non si sarebbe arreso: ha continuato a minacciare la donna, persino a fare irruzione nella casa famiglia dove la sua compagna era ospite. Una storia assurda che tra qualche giorno sarà ricostruita nell’aula del palazzo di giustizia napoletano nella prima udienza dibattimentale grazie alla tenacia del difensore della famiglia, l’avvocato Saverio Salierno.

Torre Annunziata, volontari ripuliscono il Monumento ai Caduti e l’editto borbonico deturpati dai vandali

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Volontari ripuliscono monumenti deturpati dai vandali. L’iniziativa di Torre Annunziata trasforma la festa della Liberazione in giornata di impegno civile: applaude il Centro Studi Storici “D’Alagno”

Giornata di impegno civile per alcuni volontari di Torre Annunziata: nel giorno dedicato alla “Liberazione”, i cittadini ripuliscono i monumenti deturpati dai vandali. A partecipare in prima persona alla pulizia del Monumento ai Caduti di piazza Cesàro, continuamente deturpato da scritte con lo spray, al fianco dei volontari, c’era anche l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune oplontino, Luigi Ammendola. Le scritte sono state rimosse per l’ennesima volta, si spera ultima, ma qualcuno, considerando l’inciviltà dei teppisti, ne dubita. Il monumento ha potuto tornare, così, a “splendere” nel giorno in cui il sindaco Vincenzo Ascione, e le altre auotirtà civili, militari e religiose, hanno reso omaggio a chi ha sacrificato la propria esistenza per la libertà.

«La nostra è stata una iniziativa del tutto spontanea in questa particolare giornata. La Festa della Liberazione – ha detto l’assessore – è anche senso civico, senso di appartenenza, oltre che alla Repubblica, anche e soprattutto alla propria comunità che deve saper preservare la memoria e i simboli che la rappresentano».

Ripulita anche un’altra importantissima testimonianza storica della città: l’editto borbonico datato 1785 sul mestiere del “sensale”, che compare in corso Garibaldi (vico di San Gennaro). Anche in questo caso, l’epigrafe era stata imbrattata con dello spray.

«È stato un giorno bellissimo per il nostro patrimonio culturale – ha commentato Vincenzo Marasco, presidente del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” -. Finalmente ci siamo liberati di una inaccettabile bruttura che contrassegnava l’antico editto borbonico affisso al corso Garibaldi di Torre Annunziata, ma anche dell’assurda inciviltà espressa da certi insulsi individui. L’assessore Ammendola, accogliendo il nostro appello, armato di tanta buona volontà e senso civico, insieme ad altri volenterosi, ha ridonato lustro e decoro a questa importante testimonianza di storia patria e al monumento dedicato ai nostri Eroi, sfregiato per l’ennesima volta».

Pompei, ancora scoperte durante i restauri: trovato lo scheletro di un bambino vittima dell’eruzione

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Grande emozione a Pompei per una scoperta sorprendente, durante alcuni interventi di restauro: ritrovato lo scheletro di un bambino, vittima dell’eruzione del 79 d.C.

“Pompei è a una svolta per la ricerca archeologica non solo per le scoperte eccezionali che regalano forti emozioni come nel caso di questo ritrovamento. Ma anche perché si è consolidato un nuovo modello di approccio scientifico che affronta in maniera interdisciplinare le indagini di scavo”. E’ il commento di Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico, sul ritrovamento a Pompei dello scheletro di un bambino di 7-8 anni, vittima dell’eruzione, individuato in un ambiente del grande complesso delle Terme Centrali. Il cranio e le ossa del fanciullo sono state ritrovate al di sotto di uno strato di circa 10 centimetri. Un fatto inusuale, dicono gli esperti, perché solitamente nella stratigrafia dell’eruzione del Vesuvio è presente il lapillo nel livello più basso e poi la cenere che sigilla tutto. L’ipotesi è che in questo caso sia penetrato solo il flusso piroclastico “Un team di professionisti specializzati -sottolinea Osanna- lavora stabilmente, e con il supporto di risorse tecnologiche all’avanguardia, per non lasciare al caso nessun elemento scientifico”.

Lo scheletro, fa sapere in una nota il Parco archeologico, è stato rimosso e trasferito al Laboratorio di ricerche applicate. Grazie alle indagini sarà possibile stabilire con più precisione l’età del bambino e determinare eventuali patologie.

Napoli, banconote false nel rione Sanità: denunciata una donna

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Fugge dopo aver tentato di spendere una banconota falsa, i Carabinieri la rintracciano e la denunciano. Durante la perquisizione sono state rinvenute diverse banconote contraffatte nel quartiere Sanità di Napoli

I Carabinieri del nucleo Operativo della Compagnia Vomero hanno denunciato e tratto in arresto S. De Vita, una donna di 47 anni del rione Sanità di Napoli.
La donna avrebbe cercato di spendere una banconota falsa da 100 euro in un noto Bar del quartiere Vomero ma, non riuscendo nell’intento perché il titolare si è accorto della falsità della banconota, si sarebbe allontanata facendo perdere momentaneamente le tracce.
Allertati dall’esercente, i Carabinieri si sono messi subito alla sua ricerca riuscendo a rintracciarla, poco dopo, in via Solimena mentre si apprestava, verosimilmente, a tentare di rifilare la banconota falsa a un negozio di abbigliamento.
Durante la perquisizione sono state rinvenute 4 banconote da 100 euro false nonché di diverse banconote da 50, 20, 10 e 5 euro che le sono state sequestrate e sulle quali sono ancora in corso accertamenti.
Poco dopo l’arresto della donna, in caserma si è presentato ai militari dell’Arma anche un titolare di una Rosticceria di viale Colli Aminei dichiarando che intendeva denunciare di essere stato vittima di un analogo episodio: appena intravista la 47enne ha subito affermato che era stata proprio lei che poco prima gli aveva dato una banconota falsa da 100 a fronte della spesa di una decina di euro per l’acquisto di rustici.
Formalmente riconosciuta anche in sede di individuazione di persona, la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’AG.

Napoli, De Magistris omaggia la festa della Liberazione:”Napoli città profondamente antifascista”

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Grandi emozioni a per la celebrazione della Festa della Liberazione. Il Sindaco De Magistris:”Napoli profondamente antifascista”

Bellissima giornata di festa nel segno della Liberazione, a Napoli, per l’annuale celebrazione del 25 Aprile. Alle 10.15 il sindaco Luigi de Magistris è intervenuto alla cerimonia di deposizione di corone, in onore dei Caduti al Mausoleo di Posillipo, poi al Monumento Salvo D’Acquisto alle 11.

“Questa giornata non deve essere solo per ricordare, ma anche per continuare a resistere contro le nuove violenze, gli autoritarismi e le ingiustizie che sono ancora molto forti e in favore dell’attuazione della Costituzione che dopo tanti anni si sta ancora difendendo. Qui i valori costituzionali si avvertono ogni giorno. Napoli è città profondamente antifascista“. ha ribadito il sindaco. La nostra Costituzione ”qualche volta scricchiola, a volte sembra che riparta ma ancora bisogna attuarla in pieno e Napoli sta facendo il massimo per farlo”. Napoli dà alla Liberazione ” grande importanza, soprattutto perché nella storia l’abbiamo anticipato: prima del 25 aprile ci sono state le Quattro Giornate del 1943 con cui ci siamo liberati come popolo da soli dall’oppressione nazifascista. La citta’ ha nel sangue i valori di democrazia, di libertà, di uguaglianza,di giustizia”. ha concluso l’ex pm.

Grande attesa per le ore 15.00, quando da piazza Garibaldi partirà la manifestazione con corteo organizzata dalla rete antifascista e con l’adesione di associazioni e movimenti “Per un 25 aprile di LiberAzione”.

 

Castellammare, errori di calcolo e tasse gonfiate: il Comune rimborsa 15 contribuenti

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Disastro nel calcolo dei tributi dovuti per 15 contribuenti di Castellammare di Stabia: il Comune è costretto a risarcirli per un esborso di 25000 euro

La Soget, società che si occupa del calcolo e della riscossione dei tributi nella città di Castellammare di Stabia, ha concesso parere favorevole ai rimborsi per le somme richieste, con riferimento al periodo compreso tra il 2013 e il 2017, dal momento che eventuali pendenze antecedenti a tale lasso di tempo sono finite in prescrizione.
I 15 beneficiari del rimborso avevano lamentato tasse gonfiate, imposte duplicate e versate due volte e addirittura accertamenti non dovuti. Il Comune di Castellammare di Stabia è dovuto correre ai ripari ed ha provveduto al rimborso nei confronti dei contribuenti che hanno versato erroneamente i tributi relativi alle imposte comunali Tasi, Imu e Ici.

L’ente comunale ha disposto il pagamento delle spettanze per un importo complessivo di poco superiore ai 25mila euro per i rimborsi da destinare a 13 cittadini stabiesi, ad un legale rappresentante di un’azienda e ad una società ubicata sul territorio di Castellammare di Stabia. Stando a quanto raccolto da Repubblica, l’azienda beneficiaria del rimborso sarebbe La Deso srl, con sede in via Ripuaria, che riceverà pertanto una somma di circa 9mila e 500 euro per aver pagato importi non dovuti in relazione alla Tasi e all’Imu dell’anno 2014. Il rimborso più ingente è destinato però a Gennaro Sicignano, legale rappresentante della Nautica Stabiese srl, società che si occupa di rimessaggio e vendita di imbarcazioni, a cui spettano oltre 10mila euro per aver versato l’Imu 2013 in misura maggiore rispetto all’importo dovuto, mentre per un residente a Corso Alcide de Gasperi il rimborso si aggira intorno ai 1500 euro per errori reiterati tra il 2013 e il 2016 nel calcolo di Imu e Tasi.

Ma se stavolta il Comune ha dovuto far fronte ad un esborso da circa 25mila euro per i rimborsi correlati agli errori di calcolo per le imposte comunali, ben diverso è il discorso per le bollette gonfiate Tari, per le quali, su disposizione del Ministero dell’Economia, la parte variabile non va più moltiplicata per le pertinenze (box, garage, cantine, soffitte), dato che queste ultime non implicano una produzione aggiuntiva di rifiuti. Il Comune ha pertanto dovuto correggere le somme in esubero degli scorsi anni, stornando le eccedenze dalle bollette del 2018 e del 2019 e accumulando una sopravvenienza passiva di circa 150mila euro per l’anno in corso, pur senza alcun impatto sull’importo della tariffa, rimasta in media pressoché inalterata rispetto al 2017.

Campania, 35mila toghe: prima regione per numero di avvocati

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La Campania si conferma la prima regione per numero di avvocati, ma la crescita è in leggera flessione. Benissimo Napoli con i suoi 13.564, terza in Italia

Con 34.330 iscritti, la Campania si conferma, anche quest’anno, la prima regione per numero di avvocati iscritti all’albo. Benissimo anche Napoli che rappresenta la terza provincia con 13.564 iscritti, dietro solo le città di Roma e Milano. Sono questi i dati che emergono da “I numeri dell’avvocatura”, documento redatto annualmente dalla Cassa Forense.
“I numeri dell’avvocatura delineano un mondo in significativa mutazione – dichiara l’avvocato Giovanni Lega, presidente di ASLA, Associazione Studi Legali Associati – “Diritto al Futuro” sarà una giornata di riflessione e analisi sul futuro della nostra professione, pensando in particolare ai giovani. Se vogliamo cambiare il mondo – prosegue Lega – dobbiamo partire dai giovani: durante la giornata sarà affrontato il futuro della next generation of lawyers con dibattiti, workshop e testimonianze non solo di esperti del settore, ma anche di personalità di spicco del mondo della cultura, dell’arte e dello sport, su i temi delle nuove tecnologie, le nuove frontiere della formazione specialistica, il valore e i vantaggi della diversity all’interno degli studi legali, ma non solo.

Nel  2017 gli avvocati residenti in Italia sono oltre 242 mila, lo 0,4% in più rispetto all’anno precedente (pari a circa mille professionisti),  ma in flessione rispetto alla media degli ultimi anni del tasso di crescita degli avvocati iscritti agli albi. Rimane ancora molto persistente il divario tra uomini e donne, sia per quanto riguarda il numero totale di professionisti sul territorio, le avvocate infatti sono 14.841 contro i 19.489 avvocati, sia a livello reddituale che si inquadra, addirittura, tra i più bassi del paese: 14.150 euro di media per un’avvocata e 33.508 per gli avvocati.

L’Ordine che conta il maggior numero di professionisti è quello di Napoli che, con 13.564 avvocati, supera abbondantemente quelli di Salerno (4045) e Santa Maria Capua Vetere (4516)
I dati della Cassa Forense sono stati letti e analizzati da ASLA (Associazione Studi Legali Associati) – che con quasi cento Studi membri tra i più importanti d’Italia dal 2003 promuove una cultura moderna della professione legale – in occasione del lancio di “ASLA Diritto al Futuro”, il primo evento in Italia dedicato agli avvocati del futuro che si svolgerà a Palazzo Mezzanotte a Milano il prossimo 18 maggio.

Nel corso dell’evento – realizzato con il patrocinio della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense – esperti, studiosi, operatori ed esponenti di spicco del panorama economico, sociale, culturale, artistico, sportivo nazionale e internazionale discuteranno e si confronteranno sui grandi temi dell’innovazione e sulla professione del domani.

 

Napoli, a giugno manifestazione per la Libertà di Stampa:”No al Bavaglio”

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Nel mese di giugno la Federazione nazionale della stampa Italiana organizzerà due manifestazioni, a Napoli e a Milano per protestare contro il “bavaglio”

Dopo anni di distensione sociale, torna a crescere la minaccia di censura sugli organi di Stampa. Tutto ciò è anche da inquadrare in un contesto, come quello campano, che vede accrescere sempre di più gli atteggiamenti intimidatori in generale.
“La stampa in Italia è formalmente libera, ma i giornalisti devono combattere”. Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, dà con queste parole appuntamento per due manifestazioni nazionali che saranno organizzate in nome della libertà di stampa. “La prima si terrà a Milano e il tema sarà il contrasto al lavoro precario – ha sottolineato – la seconda a Napoli, a giugno, contro il bavaglio alla stampa”. Lorusso è intervenuto al Pan – dove è conservata la Mehari di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra – ad una manifestazione per la libertà di stampa alla quale sono intervenuti Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine, Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, presidente campano dell’Ordine. Giulietti ha rilanciato la richiesta di “un incontro urgente con il Capo dello Stato e con i presidenti di Camera e Senato”,”siamo di fronte ad una emergenza democratica’

Molise, forte scossa di terremoto di magnitudo 4.2: le zone coinvolte

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La terra torna a Tremare. Una violenta scossa di magnitudo 4.2 è stata avvertita in Molise: tanta paura per le persone, ma al momento non sono stati ancora segnalati danni alle strutture

Fortissima scossa di terremoto in Molise, a Termoli e su tutta la costa. Secondo i primi dati rilasciati dall’Ingv, la scossa delle 11:48 di stamattina, sarebbe stata addirittura di magnitudo 4.2, con epicentro a un chilometro da Acquaviva di Collecroce, nella provincia di Campobasso, a una profondità di 31 chilometri. Il sisma è stato avvertito anche in Abruzzo fino a Pescara ed in alcune zone della Campania e della Puglia.
Tantissima paura per i cittadini che si sono immediatamente riversati nelle strade.  Le forze di polizia, Vigili del fuoco e Protezione civile stanno facendo verifiche dopo la scossa di terremoto avvertita dalla popolazione in Molise: al momento non vengono segnalati danni. «Ho appena parlato con il sindaco di Guardialfiera (Campobasso), hanno sentito la scossa ma non c’è nessun problema». Queste sono state le prime parole del presidente uscente della Regione Molise, Paolo Frattura. Nelle prossime ore si farà il punto della situazione per mettere insieme le segnalazioni dei cittadini raccolte per una prima stima dei danni e per attuare le prime disposizioni di messa in sicurezza delle zone più a rischio.

Non c’è rosa senza spine. In Italia? Niente rose, ma tante spine! (VIDEO)

Piccola prefazione (quasi) d’obblico a: Non c’è rosa senza spine ….. Per puro caso, o forse per i tanti corsi e ricorsi storici, oggi, 25 Aprile, Festa della liberazione, mi ritrovo a scrivere di un’Italia liberata – allora – dall’invasore ma non da se stessa e dalle sue manie suicide per cui eccola poi a liberarsi, “secondo alcuni saccenti pensieri”, dai Politici di professione e, soprattutto, da quella che si ricorda come la “prima Repubblica” per consegnarla a politicanti minuscoli che si beavano, ed ancor oggi si beano, del loro NON essere politici ed anzi, fanno a gara ad appuntarsi la medaglietta di cartone del “rottamatore” “picconatore” “innovatore”.

Bah! Probabimente mi sbaglio, probabilmente sono io a vedere le cose in modo distorto, ma – sempre secondo me –  fatto sta che stiamo correndo verso le macerie lasciate dalla guerra il 25 Aprile del 1945 (1 mese e 6 giorni dopo la mia nascita tanto per annotarne bene epoca e data) senza avere però ne spina dorsale, ne doti morali, ne capacità “Politiche” degli Uomini che c’erano all’epoca e che seppero far risorgere l’Italia mentre questi … bah, lasciamo perdere e  veniamo ora ai fatti – politici – di oggi, 25 Aprile 2018, annotando che, appena circa 18 ore fa scrivevamo: “Consultazioni FICO: per ora il Pd ha detto ‘sì’ a Mattarella, non al M5s” (VIDEO) evidenziando, nel contempo, un facile “MA” espresso con un:

“Ciò non vorrà automaticamente dire che tutto procederà liscio e velocemente perché ci sarà ancora da capire se tutto il Pd seguirà la linea esposta da Martina.
Per questo lo stesso segretario reggente ha annunciato la convocazione di una direzione nei prossimi giorni. E quella sarà la sede in cui i nodi potrebbero venire al pettine: si verificherà cioè se Matteo Renzi bloccherà anche questa apertura, se avrà la maggioranza o se passerà la linea dialogante esposta da Dario Franceschini.”

A seguire poi, ultimato anche l’incontro tra Fico e la delegazione dei pentastellati, abbiamo scritto:

“Di Maio pronuncia le parole magiche: «Qualsiasi discorso con la Lega si chiude qui»” (VIDEO) dando così nota di quello che appariva essere l’attuazione del passo chiesto dal Partito democratico, come precondizione per aprire una trattativa per un possibile governo.

Queste le “rose” di ieri, ma già ne segnalavamo le spine. Spine che non hanno mancato di pungere ed allora ecco oggi venir fuori la goccia di sangue renziano che adesso, cadendo sull’embrione di trattativa appena abbozzata, sin da subito comincia ad allargarsi pretendendo un posto di peso nell’eventuale esecutivo; cosa che può equivalere al “fattore B” in terra salviniana per cui, parimenti, rischia di far naufragare i progetti come, facilmente, avevamo messo in conto e come oggi scrive anche Fabio Martini nel suo editoriale su La Stampa espresso in un: “Quello tra Pd e M5S sarà un dialogo pieno di ostacoli”.

L’argomento/evento appassiona e sollecita anche le penne di Friedman e Cottarellie che, a loro volta e sempre su La Stampa di oggi esprimono la loro Opinione / Analisi sulla crisi in atto.

Nel farlo, Friedman sostiene che, in questa fase di stallo, si debba trovare il governo che nuoccia meno al Paese: “Un esecutivo formato da Pd-M5S o un ritorno alle urne farebbero meno danni rispetto a un’alleanza tra la formazione di Di Maio e la Lega”. Insomma il classico: piuttosto che…. meglio il piuttosto!

Cottarelli, invece, prende in esame i programmi elettorali dei partiti e fa emergere che, a sorpresa, i punti di contatto tra Pd, M5S e Lega sono oltre 50.

Intanto, in tutto questo, risalta ancora un Mattarella che appare impegnato a studiare l’ultima carta per evitare di tornare a votare: un governo con premier politico e ministri tecnici ma, riecco l’immancabile e sempre-presente “MA”: come la prenderebbe Salvini? E i Cinque Stelle con un Di Maio che sembra disposto a limare le diversità per trovare un’intesa a tutti i costi?

In molti giudicano, forse per questo, Di Maio come un democristiano travestito da rivoluzionario e di fatto, a me che Democristiano sono sempre stato e resto pur se mi sono fermato “a” e “con” Aldo Moro, qualcosa di antico mi torna alla memoria. Ma intendiamoci, mi riferisco all’antico buono, a quello di “Antiquariato d’arte e di eccelso livello”, non certo al “vecchio in genere”, magari anche di Ikeana manufattura.

Ed allora ecco che, non so come ne perché (forse perché ben si adatta all’attuale stallo?), mi è tornato in mente un pensiero scritto proprio da Aldo Moro sul finire degli anni ’60:

«Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo».

Cosa dire se non annotare che questa è la riprova che i grandi pensieri, di grandi personalità, non muoiono ne perdono mai di valore e Moro, indubitabilmente, faceva parte di quella schiera di VERI GRANDI POLITICI di cui tanto si sente oggi la mancanza e dei quali, checché ne dicano e pensino i detrattori della tanto disprezzata Prima Repubblica (che PRESE un’Italia in rovina, letteralmente e materialmente parlando, facendola risorgere), tanto ci sarebbe bisogno ed invece ….

Invece eccoci qui a dover continuare a recitare il nostro mantra e ad augurarci, come da troppo tempo siamo costretti a fare: io speriamo che me la cavo.

Stanislao Barretta

EDITORIALI • POLITICA

Pompei, nuova scoperta nel Parco Archeologico: i dettagli

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Scoperto lo scheletro di un bambino nel complesso delle Terme Centrali del Parco Archeologico di Pompei

Scoperto lo scheletro di un bambino di 7 -8 anni, individuata in un ambiente del grande complesso delle Terme Centrali del Parco Archeologico di Pompei. Lo straordinario ritrovamento è avvenuto casualmente durante un intervento di consolidamento e restauro del complesso termale già scavato nell’800.

La particolarità del ritrovamento è che lo scheletro è immerso nel flusso piroclastico e non come ci si sarebbe aspettati data la stratigrafia dell’eruzione del 79 d.C.: nel livello più basso il lapillo e poi la cenere che funge da sigillo. Alla luce di ciò il bambino si doveva trovare in ambiente chiuso dove il lapillo non è riuscito ad entrare né a causare il crollo dei tetti, mentre è penetrato direttamente il flusso piroclastico dalle finestre, nella fase finale dell’eruzione.

Gli scavi del complesso termale si erano già effettuati tra il 1877 e il 1878, probabilmente in quell’occasione lo scheletro doveva essere già stato intercettato, ma inspiegabilmente non scavato, poiché lo strato vulcanico non permetteva la realizzazione di un calco.
Le ossa sono  emerse durante la pulizia di un ambiente di ingresso. Al di sotto di uno strato di circa 10 centimetri è affiorato prima il piccolo cranio e in un secondo momento le ossa, disposte in maniera raccolta, che hanno permesso di formulare le prime ipotesi circa l’età del fanciullo che, in fuga dall’ eruzione, aveva trovato ricovero nelle Terme Centrali.  Grazie alle indagini antropologiche sarà possibile determinare eventuali patologie. Allo scopo lo scheletro è stato rimosso e trasferito al Laboratorio di Ricerche applicate del Parco Archeologico di Pompei.

Pompei è a una svolta per la ricerca archeologica – dichiara Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei – non solo per le scoperte eccezionali che regalano forti emozioni come nel caso di questo ritrovamento. Ma anche perché si è consolidato un nuovo modello di approccio scientifico che affronta in maniera interdisciplinare le indagini di scavo. Un team di professionisti specializzati quali archeologi, architetti, restauratori ma anche ingegneri, geotecnici, archeobotanici, antropologi, vulcanologi lavora stabilmente, fianco a fianco e con il supporto di risorse tecnologiche all’avanguardia, per non lasciare al caso nessun elemento scientifico, e dunque ricostruire nella maniera più accurata possibile un nuovo pezzo di storia che, attraverso gli scavi, ci viene restituito.”

Sarri, l’agente osserva il mercato estero: Pellegrini sarà affiancato da Ramadani

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Pellegrini, l’agente di Maurizio Sarri, sarà affiancato da Ramadani

Nel mondo del calciomercato si stanno affermando nuovi padroni che stanno consolidando la propria autorità. Meno appariscenti di Mino Raiola, ma non meno influenti sulle scelte dei loro assistiti. Tra questi si Fali Ramadani, agente fra gli altri di Stevan Jovetic e Adem Ljajic. In molti l’hanno già definito come il Raiola dell’Est. Ramadani ha in comune con il manager di Ibra e Balotelli il medesimo ascendente sui suoi giocatori e l’inclinazione a combattere con le società per liberare i gioielli verso destinazioni più ricche e prestigiose.

Come riportato dal quotidiano Il Mattino:

Ecco perché fa riflettere la scelta di Alessandro Pellegrini – attualmente manager di Maurizio Sarri – di farsi affiancare proprio da Ramadani per quel che riguarda le sue operazioni all’estero. Una sorta di tutorato da parte dell’agente serbo di origini turche che parla fluentemente l’italiano e vive in quel di Berlino. L’allenatore del Napoli, infatti, non ha mai nascosto le proprie velleità di espatrio al termine della sua esperienza in azzurro e a questo punto l’assistenza da parte del manager serbo potrebbe rivelarsi molto utile per trovare la collocazione giusta all’allenatore toscano. Ramadani, poi, ha già ottimi rapporti con molti dei principali club europei come Monaco (dove ha già sistemato in passato Jovetic) e Chelsea (dove ha portato il suo assistito Marcos Alonso), due piazze che potrebbero rivelarsi molto ambite per Sarri qualora dovesse decidere di lasciare Napoli“.

Ghoulam scalpita per tornare: la data di un suo possibile ritorno

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Ghoulam vorrebbe essere presente contro il Crotone

Al rientro dal giorno di riposo dopo la magica notte di Torino, a Castel Volturno ad attendere la squadra c’era anche Ghoulam. L’algerino prosegue il suo recupero, dall’infortunio che lo ha colpito nel momento del recupero a febbraio.

Come riportato dal quotidiano Il Mattino: “Il suo recupero è lento, è atteso a breve a Villa Stuart per avere il via libera. Metterebbe la firma per andare in panchina per la gara di Crotone ma è difficile che possa succedere“.

Sportitalia – Hysaj, blitz dell’agente in Inghilterra: incontro con dirigenti del Chelsea

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L’agente di Hysaj ha incontrato i dirigenti del Chelesa

L’agente di Hysaj, difensore del Napoli, ha incontrato i dirigenti del Chelesa, ecco quanto riportato dal sito di Alfredo Pedullà:

“Il rendimento di Hysaj è fuori discussione, sempre protagonista nella strepitosa stagione del Napoli. E c’è una clausola da 50 milioni che qualcuno potrebbe decidere di pagare. Mario Giuffredi, agente dell’albanese, è stato ieri in Inghilterra e ha memorizzato dopo alcuni incontri che il Chelsea – ecco la prima notizia – spinge per Hysaj. Lo stesso Chelsea che ci ha provato ben due volte per Koulibaly e non ha certo depennato dalla lista il colosso senegalese. Ma che ora si sta concentrando su Hysaj, ritenuto perfetto per la Premier, anche perché non è scontata la conferma di Zappacosta. Ma c’è di più: nel corso degli incontri di ieri è stato memorizzato che sull terzino ci sono – molto interessati – il Manchester United, destinato a liberare Darmian (seguito dalla Juve con molto interesse già dallo scorso gennaio), e il Liverpool. Precedenza alla volata scudetto, ma Hysaj resta uno dei gioielli più ambiti del Napoli”.

Blitz nel Parco Nazionale del Vesuvio: i dettagli dell’operazione

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Controlli nel Parco Nazionale del Vesuvio, denunciate 21 persone e sequestrate diverse attività commerciali

Il Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio ha effettuato una serie di controlli volti a contrastare lo smaltimento illecito di rifiuti nel territorio del parco e nelle aree limitrofe.

I controlli sono stati eseguiti dal Reparto di San Sebastiano al Vesuvio e dalle quattro Stazioni Carabinieri Parco, quelle di Boscoreale, Ottaviano, San Sebastiano al Vesuvio e Torre del Greco che operano nel territorio dei 13 comuni rientranti nell’Area Protetta.

Le verifiche hanno riguardato in particolare le attività e aziende che sono ritenute a maggior rischio circa lo smaltimento illecito e all’inquinamento ambientale.

Dai controlli effettuati dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio sono stati sequestrati 4 opifici tessili, 3 autolavaggi, 5 officine meccaniche o di autocarrozzeria e un impianto di recupero rifiuti. Sottoposta a sequestro anche un’area utilizzata come discarica e un deposito di rifiuti non autorizzato.

Negli opifici tessili sequestrati sono stati rinvenuti rifiuti speciali consistenti in scarti di lavorazioni tessili tenuti senza annotazione nei prescritti registri di carico e scarico. Mentre gli autolavaggi operavano gestendo o smaltendo illegalmente i rifiuti speciali, anche pericolosi, derivanti dalle particolari attività svolte. Riscontrate violazioni anche nelle autofficine meccaniche e delle autocarrozzerie, in particolare queste ultime non rispettavano le prescrizioni a riguardo delle emissioni in atmosfera.

Al termine delle operazioni sono state denunciate all’autorità giudiziaria 21 persone e comminate 12 sanzioni amministrative per l’importo complessivo di 30.000 euro circa

A quando un neo 25 aprile

25 Aprile 1945 «Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata quel giorno e in quelli immediatamente successivi. Oggi molti si sono arresi.

Il 25 aprile 1945 fu il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) il cui comando aveva sede a Milano, proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa. Parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia, il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo luogotenenziale “Disposizioni in materia di ricorrenze festive”) che recitava: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale». Il 27 maggio 1949, con la legge 260 (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive”), essa è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale.

La propaganda di sinistra (e il sistema nella sua totalità) nel tempo hanno trasformato questa ricorrenza, come anche altre, in una distrazione di massa con caccia alle streghe e fantasmi, a cui ha fatto da grancassa la destra, riempendoci ulteriormente di divinatori e ombre, così tutti potendo dissimulare che nel frattempo la Repubblica e la Democrazia si sono trasformate in una sorta di “ingentilita tirannia” in cui le leggi, le sentenze e le regolamentazioni (quelle promulgate, decise e imposte dal medesimo sistema e fatte solo per esso da Parlamenti, Giurisprudenza e Burocrazia) sono divenute una “lupara” per vessare giuridicamente ed estorcere in modo fiscale i cittadini al fine di assoggettarci forzosamente e così farsi mantenere il sistema insieme a tutte le varie innumerevoli corti e seguiti.

Di conseguenza sono decenni che da parte di sempre più crescenti cittadini si chiede quasi una rivoluzione, in sostanza un ripristino della reale democrazia (governo del popolo) con un ritorno ai principi di “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza” (un celebre motto risalente al 1700 e associato in particolare all’epoca della Rivoluzione francese.

Il sistema ha risposto incrementando la subordinazione collettiva attraverso l’accrescimento del clientelismo, del nepotismo, favoritismo, deprimendo l’attività imprenditoriale e l’investimento privato con un’estorsione fiscale in continuo aumento, causando in maniera parallela il bisogno e l’opportunismo sociale e pertanto diffondendo l’assistenzialismo che tiene al guinzaglio di Stato e Regioni eserciti di cittadini, specialmente al Sud, che significa anche voti sicuri (voto di scambio legalizzato) quindi potere assoluto.

Allo stesso tempo l’annoso sistema ha consentito in modo mimetizzato, non facendo controlli, un’evasione fiscale a molti cittadini, così garantendosi pure il sostegno elettorale di frodatori, delinquenti e mafiosi che di conseguenza fanno le loro fortune.

Il sistema ha dimostrato negli anni di essere il più forte e scaltro.

Rispetto infatti al passato, in cui si usavano le armi per piegare la volontà della gente, oggi il sistema ci si giova del diritto deviato, oppressivo, arrogante e sprezzante.

Così la corruzione dilaga, in modo anche lecito, in tutti i settori della Pubblica Amministrazione, della Politica, Giustizia, Burocrazia, quindi nello Stato, Regioni (soprattutto) e Comuni (specialmente). E non c’è verso di uscirne.

D’altronde e senza dilungarsi andando lontani, quando senza alcuno scrupolo, etica e onestà intellettuale, da destra a sinistra, si approva una legge elettorale come quella in corso, che di fatto ha gettato deliberatamente nell’incertezza governativa un’intera Nazione (con anche il rischio in un mondo ormai globalizzato di potersi nel frattempo ritrovare in una imprevedibile crisi economica o anche geopolitica tanto più dirompente per l’Italia che è gravata da un gravoso debito pubblico) significa che il sistema non solo è marcio e misantropo, ma soprattutto è divenuto pericolosamente sociopatico.

Un altro recente esempio è il decreto legge n.28 del 16 marzo 2015 voluto dal centrosinistra durante il Governo Renzi e Ministro della Giustizia Orlando, che ha dato ulteriore forzosa impunità alla corruzione e malavita. In sostanza fino a cinque anni di reclusone non è più reato penale e il procedimento, per giurisprudenza a ben due sezioni unite della Cassazione, va archiviato (su questa incomprensibile norma, che spero il prossimo governo abroghi immediatamente, ci ritornerò con uno specifico articolo).

Insomma, avremmo bisogno di un neo 25 aprile di liberazione da questo nuovo tiranno (ma evoluto in mala fede) sistema italiano.

E l’unica reale arma a difesa dei cittadini dal sistema, in una Nazione civile ed avanzata, è innanzitutto la conoscenza dei diritti, doveri, dell’essere umano e dell’ambiente in modo scientifico.

Invece siamo un popolo che quanto a conoscenza siamo in maggioranza rimasti a quando il sole girava intorno alla Terra. Siamo infatti in massima parte figli di una scuola dai programmi stagnanti, inconcludenti, antiquati, pertanto genitori e figli sembriamo venire dal passato, non siamo istruiti ed informati sul presente e futuro da 21° secolo, in cui la scienza, la civiltà, la mente umana, hanno radicalmente iniziato a scoprire e scoprirsi.

A questo si aggiunga un sistema mediatico e informativo che utilizza la scienza della psiche per dirottare le nostre menti a seconda degli interessi politici, consumistici, mondiali, ecc. approfittando della nostra generale insipienza e approssimazione, tanto che ormai e addirittura, finiscono con l’essere programmi d’opinione e d’indirizzo dei format volutamente demenziali in cui l’associazione con piaceri e desideri ci porta poi ad emularne i personaggi e le dicerie, facendoci sprofondare ancora più nella regressione culturale a parrocchetto, da negromante e cavernicola.

Pertanto chi nella sua specifica materia e ruolo ha l’istruzione, insieme chiaramente ad una inesistente deontologia e giovandosi di sovvenzionatori vari, oppure mediante leggi apposite per drenare soldi pubblici (le nostre tasse), si unisce in caste, corporazioni, ordini e a loro volta in logge, confraternite e molteplici associazioni, che con schiere di opportunisti, lucciole, prezzolati e mercanti di concittadini, ma anche famiglie di vario genere, entrano così nel sistema Stato, Regioni, Enti, Palazzi, Tribunali, Comuni, dominando con proprie norme e dettami , tutto costituzionale, ma concettualmente dispotico.

E però anche dura per i restanti cittadini di sana volontà combattere questa conclamata mentalità corrotta nelle Istituzioni, ecc. poiché i diffusi esempi che ci sono risaputamente in Italia, dagli scranni più alti all’ultimo sgabello, stanno inquinando sempre più la società e maggiormente i nostri giovani che sono (siamo) sempre più divisi, disgregati, sostanzialmente depressi, demotivati, avviliti, disperati, schiacciati e annichiliti forzosamente, giuridicamente vessati, estorti fiscalmente e impotenti elettoralmente. Sicché la maggioranza corrotta, ingorda e ipocrita, coalizzandosi, finisce con il governare e così continua il sistema.

Il pesce marcisce dalla testa e poi il verminaio si estende fino alla coda.

Basta decennale arroganza, autoreferenza e autocrazia. Ci sarà più un 25 aprile ?  

Adduso Sebastiano.