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Castellammare, spazzini in sciopero: non c’è sicurezza sul lavoro

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Castellammare, spazzini in sciopero: non c’è sicurezza sul lavoro

Castellammare di Stabia, sono pronti allo sciopero gli spazzini della città delle acque. Le accuse rivolte all’AM Tecnology riguardano: norme di sicurezza non rispettate e inadempienze nei pagamenti. A notificare il tutto sono proprio i sindacati, che si rivolgono alla società per il trattamento riservato ai netturbini e ai dipendenti del servizio di nettezza urbana.

Più volte i sindacati hanno cercato di intavolare un tavolo di trattative, anche solo per poter spiegare al meglio le condizioni di lavoro alle quali devono sottostare gli operai di questa categoria, ma è stato sempre molto difficile riuscirlo a fare. Nonostante le sollecitazioni, non c’è stata alcuna risposta da parte dell’azienda e del Commissario Cupello. Questo ovviamente ha mandato su tutte le furie i sindacati, che minacciano di avviare lo stato di agitazione, preludio anche ad un eventuale sciopero con conseguente interruzione del servizio.

Diciamo che la protesta potrebbe essere davvero dietro l’angolo: ci sarà la partecipazione dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel, che contestano alla ditta il reiterarsi dei ritardi nei pagamenti ai lavoratori, oltre che il prolungarsi dell’attesa per il versamento del fondo, ovvero il fondo Fasda, che ha lo scopo di garantire la copertura totale o parziale del costo dell’assistenza sanitaria.

Napoli, camorra: sequestrata la discoteca dei vip e calciatori

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Napoli, camorra: sequestrata la discoteca dei vip e calciatori

Napoli, è stata sequestrata la discoteca dei vip e calciatori: si tratta del Coroglio Club Partenopeo, dei fratelli Esposito, il club dove Pepe Reina aveva organizzato una festa per l’addio ai compagni di squadra, prima del suo trasferimento al Milan. I fratelli Esposito, dovettero già affrontare un’ordinanza cautelare, poi annullata in sede di Riesame, oggi sono accusati di intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan Contini (a Napoli) e una propaggine del clan Sarno in provincia. I tre sono anche legati da rapporti familiari con esponenti della famiglia Sarno-Palazzo di piazza Mercato, legati da rapporti di amicizia con Ettore Bosti (che sta scontando una condanna a venti anni di reclusione come boss della camorra del Vasto-Arenaccia.

Durante l’indagine sono state verificate eventuali relazioni pericolose tra gli imprenditori ritenuti legati alla camorra ed ipotesi di combine calcistiche, su cui però non ci sono stati riscontri. Quindi niente accuse legate al calcio scommesse. Ma è emerso che i fratelli Esposito hanno avuto dei contatti con alcuni calciatori: anni fa, al suo arrivo a Napoli, Higuain trascorse una giornata in una barca messagli a disposizione dai fratelli Esposito (ma era ovviamente inconsapevole dei presunti contatti con la camorra dei tre imprenditori) e dallo stesso Paolo Cannavaro.

A Roma da qualche anno, guarda caso, prendono fuoco gli autobus di linea

Oggi ben due autobus di linea hanno preso fuoco a Roma. Uno di mattina ed uno nel pomeriggio

 

Si era già affrontato questo argomento dei pullman di linea che a Roma, guarda caso, si fermano da soli, si guastano da soli e ora s’incendiano pure da soli.  Saremo al ventesimo autobus di linea e forse più, che da qualche anno nella città di Roma prende fuoco, da solo ! E immagino che le conclusioni ufficiali individuino le cause in un cortocircuito, oppure nell’usura dovuta a qualche decina d’anni del mezzo o ancora al surriscaldamento degli impianti accessori di bordo. Insomma, i motivi tecnici non mancherebbero.

Autobus di linea che a Roma, guarda caso, prendono fuoco da soli

Tuttavia appare anche singolare che solo adesso, da quando a Roma c’è un’Amministrazione dei 5stelle, coincidenza vuole, tutti si sarebbero accorti che il trasporto pubblico è un cosiddetto “pozzo senza fondo”.

Si omette tuttavia di dire che lo è da decenni, da quando e a tutt’oggi, dai Governi nazionali e regionali, nonché negli Enti, Partecipate e Comuni, ci sono sempre stati politici di sinistra, destra e centro, che hanno eticamente inquinato e si sono ingozzati di tutto e di più, insieme ai rispettivi codazzi elettorali, specialmente sindacali, clientelari, giuridici, professionali e altro.

A Roma da qualche anno, guarda caso, prendono fuoco gli autobus di linea

Nel frattempo a Roma, ma solo ora che da poco più di un anno è sindaca la dott. Raggi dei 5stelle, guarda caso, si scopre pure che i dipendenti fanno il doppio lavoro o anche che la società comunale ha un grosso debito di circa un miliardo e trecentocinquanta milioni di euro.

Insomma, d’un tratto i media evidenziano la realtà disastrosa, anomala e illecita (legalizzata) del trasporto pubblico locale di persone, senza però chiedersi: dov’erano essi stessi nei decenni precedenti ?

Sul trasporto pubblico però, essendo in parte conoscitori di tale settore si ritiene potere e dovere aggiungere altre risapute quanto dissimulate evidenze.

Il trasporto pubblico di persone è un settore che riceve contributi pubblici sulla scorta di alcuni parametri, tra cui i chilometri in concessione, il numero e il genere di personale e l’età degli autobus. Anzi per l’acquisto di questi ultimi riceve anche contributi a fondo perduto fino al 75% e per le aziende di proprietà totalmente pubblica fino al 100%. La categoria degli autoferrotranvieri, in parole semplici gli autisti (conducenti di linea) è sindacalmente tra le più forti d’italia.

A Roma da qualche anno, guarda caso, prendono fuoco gli autobus di linea

Ma il trasporto pubblico in generale (in Italia, a Roma come in Sicilia) è anche un trasversale sistema clientelare, politico, sindacale, burocratico, familista, nepotista e cortigiano, il quale gode pure della compiacenza distrettuale e nazionale di certa Giurisprudenza ed Avvocatura, che forzosamente e per sentenze, eludono e insabbiano oppure si ritorcono per verdetto, anche trasversalmente, contro chi civilmente cerca di non farsi assoggettare.

I trasporti pubblici, soprattutto quelli comunali e regionali, sono stati notoriamente negli anni luoghi di collocamento anche per certe famiglie e segreterie di partiti, nonché bacini d’incarichi per sindacalisti e allineati professionisti senza alcuna deontologia (specialmente certi studi legali da corridoio di Tribunali), ma pure imboscamento per certi fannulloni, mantenute e raccomandati che poi se ne stanno altrove o a fare anche il doppio lavoro e spesso nell’analogo settore, ecc.

È stato notoriamente pure un luogo di cannibalizzazione di autobus per venderseli a pezzi, dai motori ai pneumatici, oppure danneggiamento di veicoli per innescare l’acquisto di autobus nuovi, come anche provocare interventi di manutenzione per conoscenti, amici e compari, ma anche centri di scambio di voto, concubinato, ecc.

Come pure ambienti ultra retribuiti per dirigenti, direttori, consulenti, esperti, distaccati e lavoratori in generale con inventati straordinari e trasferte, oppure per starsene in malattia o escogitare infortuni e patologie di ogni tipo con la compiacenza anche di tanti remunerati medici e consulenti del lavoro.

A Roma da qualche anno, guarda caso, prendono fuoco gli autobus di linea

Ci sono persino elementi collegati al mondo del lavoro-sindacale-delinquenziale che, nell’omertà generale, quando un pullman esce dal lavaggio salgono a bordo per insozzarlo, sicché poi altri gruppi paralleli, per vari motivi non ultimo delegittimare l’azienda anche innanzi alle Autorità, possono additare quest’ultima di far circolare i mezzi sporchi. Oppure si recano nelle officine interne ed esterne per dettare condizioni di mala manutenzione. E altro.

Un ambiente dove chi vuole vederci chiaro, come minimo rischia di avere bruciata l’autovettura o anche di ritrovarsi sempre sotto procedimenti penali e civili innanzi a Giudici mentalmente avversi in quanto interiormente compiacenti al sistema, o ancora di subire intimidazioni, porte chiuse, il criminale sotto casa, minacce e ritorsioni, anche giudiziarie, verso i familiari.

Un reale quanto significativo esempio di certi aspetti oscuri del trasporto pubblico.

Nel 1991 e 1992, mentre amministravo un’azienda privata nel settore del trasporto pubblico locale di persone, subì quattro attentati (con nove autobus bruciati, un’autovettura ed un fuoristrada). Incendi che furono definiti dalle Autorità di “matrice mafiosa” e che causarono conseguentemente dopo alcuni anni il fallimento della società che amministravo, tanto che rimasi senza più lavoro. I dipendenti  (solo maschi) furono assorbiti alle dipendenze della Regione siciliana. Sul fallimento un giudice scrisse: <<Appare doveroso trasmettere alla Procura della Repubblica, copia degli atti processuali, con particolare riferimento all’esame dell’odierno … nel quale lo stesso ha pubblicamente denunciato le innumerevoli attività politico-mafiose che hanno decretato il fallimento della società e la successiva “riesumazione dell’azienda” in capo ad altri soggetti>>.

Dopo circa dieci anni, in cui praticamente conducevo le indagini da solo, al punto, ritengo, di essermi avvicinato più volte a scoprire un sistema politico-istituzionale-burocratico-assoggettante, persino con un’intercettazione ambientale fatta a mio rischio (registrazione che però, guarda caso, fece stranamente inalberare un PM che non ne volle saperne di approfondirla chiedendone e ottenendo l’archiviazione malgrado la mia oggettiva e fondata opposizione) mi ritrovai, a seguito di una relazione di un avvocato e di un giudice, con un dispositivo di un Gip e presidente della sezione ANM, con uno stravolgimento di ogni mio precedente sforzo (e gravoso impegno finanziario) per cercare la verità: “… dalle indagini esperite è emerso … che la situazione economica della società, già in difficoltà fin dal 1995, si è sensibilmente aggravata a seguito di una serie di attentati e di incendi di presunta matrice mafiosa …”. Gli attentati avvenuti nel 1991 e 1992, storicamente e di fatto, come anche riportato da tanti articoli della Stampa di allora, sono stati trasposti dalla Magistratura come avvenuti nel 1995 e seguente. E cosa paradossale, ciò risulta ai Giudici dalle “indagini esperite”.

Insomma è stato come sentenziare che “dalle indagini esperite” l’attacco alle Torri Gemelle risulta alla Magistratura italiana essere avvenuto nel 2005 e non nel 2001. Feci ricorso in Cassazione che mi condannò ad un’ammenda di 500 euro per sostanzialmente ricorso temerario.

Poi ci si stupisce e persino ci si indigna che non si esce mai dalla annosa “politica mafiosa”. Non potrà avvenire mai se persino una parte della Magistratura si rivela ipocrita e pure omertosa.

Adduso Sebastiano

Brescia, a maggio apre un Festival dedicato a collezionisti e collezioni

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BRESCIA – Dal 16 maggio al 2 settembre apre la seconda edizione del Brescia Photo Festival, l’affascinante rassegna dedicata a collezioni e collezionisti.

IL FESTIVAL

Il Festival – promosso e organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Ma.Co.f. Centro della fotografia italiana – con il sostegno di Comune di Brescia, Provincia di Brescia, Mo.Ca., Mille Miglia, e con la collaborazione di LABA Libera Accademia di Belle Arti, Silvana Editoriale, Contrasto e comuni di Desenzano, Coccaglio e Montichiari – quest’anno intende esplorare  l’universo del collezionismo fotografico attraverso un’attenzione particolare all’arte del collezionare immagini. Dall’accumulo quantitativo alle scelte mirate, dall’approccio monotematico a quello enciclopedico, collezionare è una pratica fondata su una profonda passione, sulla volontà di possedere e di custodire oggetti preziosi, sull’appropriazione, atteggiamento tipico anche dello sguardo del fotografo.

LE MOSTRE
Due le mostre principali al Museo di Santa Giulia: Ferdinando Scianna. Cose, a cura di Luigi Di Corato e Percorsi paralleli. La Collezione Mario Trevisan, a cura di Mario Trevisan con Renato Corsini e Luigi Di Corato.
Ferdinando Scianna, il primo grande fotografo Magnum italiano, è indagato lungo un doppio percorso: le immagini di una collezione ideale di ottanta oggetti trovati e fotografati, accompagnati da una selezione della propria collezione di oggetti acquistati nei corso dei suoi innumerevoli viaggi, in Italia e nel mondo, accompagnati da foto e testi prodotti dall’autore che raccontano il suo personalissimo rapporto con le cose, dalle cere votive di Polsi agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu, ai toreri madrileni.
Mario Trevisan – tra i più grandi collezionisti di fotografia in Italia e in Europa che proprio a Brescia ha dato avvio alla sua collezione con l’acquisto della sua prima foto d’autore – apre al pubblico parte del suo immenso patrimonio personale, proponendo una selezione di quaranta coppie, tutte rigorosamente vintage, di fotografie in dialogo tra loro. Un viaggio inedito tra le distonie e sintonie, in cui le immagini e i loro autori diventano protagonisti di una nuova opera

La manifestazione coinvolge anche altre istituzioni e spazi espositivi della città: oltre al Museo di Santa Giulia e al Mo.Ca., partecipano infatti il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia con due mostre: Mario De Biasi, monografica composta da 30 immagini in bianco e nero vintage del grande fotografo italiano che fanno parte della collezione FIAF Grandi Mostre, e un’esposizione di scatti realizzati sul set del film Ossessione di Luchino Visconti del 1943 dall’archivio di Pietro Delpero; l’AAB Associazione Artisti Bresciani – con la mostra 1976-2018. Foto di gruppo con bresciani, che espone i grandi ritratti “vintage” che furono fatti ai visitatori della mostra organizzata nel 1976 dal Collettivo Fotografi costituitosi negli anni ’70, presso lo Spazio Contemporanea, l’Università Cattolica con il progetto espositivo ospitato presso la propria sede di via Trieste Immagini oltre la storia. Da Jünger a oggi, riflessioni contemporanee sul reale dedicato alla “collezione” di immagini fotografiche realizzata da Ernst Jünger nel volume Il mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro tempo; la Fondazione Berardelli nel proprio spazio espositivo di via Milano 107 con la mostra Volti, Azioni, Oggetti. La Poesia Visiva nelle fotografie della collezione Berardelli e Planet Vigasio con la mostra “Fotografia moderna. La collezione di Ivano Catini” a cura di Renato Corsini, collezione di apparecchi fotografici raccolti in un ampio lasso di tempo che raccontano, dal professionista al dilettante, l’evoluzione della macchina fotografica negli ultimi cinquant’anni. Gli oggetti veri e propri si accompagneranno a fotografie di autori vari che documentano persone nell’atto di usare appunto quelle macchine fotografiche in una sorta di gioco sul tema del fotografo ergo sum.

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Castellammare, coltivavano marijuana in Abruzzo: otto arrestati nella zona dei Monti Lattari

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Otto affiliati al clan Di Lorenzo di Castellammare sono stati arrestati dai Carabinieri per aver messo su un’enorme coltivazione di marijuana in Abruzzo

Avevano pensato, strategicamente, di delocalizzare la propria produzione, dai Monti Lattari alle montagne dell’Abruzzo, quasi come farebbe una multinazionale. Peccato che in questo caso il prodotto non era destinato ad un mercato legale: otto affiliati ai Di Lorenzo, narcos attivi nel comprensorio stabiese, avevano messo su, tra le montagne della Marsica, in Abruzzo, un’enorme piantagione di marijuana, ma sono stati puntualmente arrestati dai carabinieri della Compagnia di Avezzano dopo un’indagine condotta dalla Procura de L’Aquila.
Secondo quanto riferito da IlGazzettinoVesuviano, gli otto membri del gruppo criminale avrebbero agito indisturbati sin dal 2016, nascondendo la droga tra le piante di mais. Due anni fa ci fu un primo sequestro e una prima ondata di fermi ma questo non ha scoraggiato i clan del comprensorio stabiese che sono ritornati nel territorio abruzzese piantando nuove piantagioni con l’aiuto di alcuni esponenti locali.  Le piantagioni di marijuana sono state prima sequestrate e poi distrutte.
Gli otto uomini fermati sarebbero:
D.L., 52enne di Casola di Napoli (NA), pregiudicato, appartenente a clan camorristico;
M.D., 41enne di Casola di Napoli, pregiudicato, destinatario di misura cautelare in carcere;
Un 55enne di Lettere (NA), con precedenti di polizia, appartenente a clan camorristico;
Un 29enne di Castellammare di Stabia (NA), incensurato, destinatario di misura cautelare agli arresti domiciliari;
D.L., 22enne di Casola di Napoli, con precedenti di polizia, destinatario di misura cautelare agli arresti domiciliari;
D.N., 70enne di Gragnano (NA), con precedenti di polizia, destinatario di misura cautelare agli arresti domiciliari;
Un 57enne di Castellammare di Stabia, incensurato, destinatario di misura cautelare agli arresti domiciliari;
S.D.G., 43enne di Luco dei Marsi (AQ), con precedenti di polizia, unica donna del gruppo, destinataria di misura cautelare agli arresti domiciliari.

APPROFONDIMENTO – Juve Stabia, inferno gialloblù!

“Al mio segnale…scatenate l’inferno!” E’ questo l’ordine che il generale Massimo Decimo Meridio, prima di diventare suo malgrado un gladiatore, urlava ai suoi soldati. Sportivamente parlando, dopo la conquista dei playoff la Juve Stabia chiama a raccolta i propri tifosi così che possano scatenare un inferno gialloblù in grado di spingere alla vittoria i gladiatori stabiesi.

Dopo un campionato strabiliante, se confrontato con i dubbi ed i tormenti estivi del Patron Manniello, la truppa guidata da Fabio Caserta non soltanto è riuscita ad accedere agli spareggi promozione, ma lo ha fatto dalla porta principale. A ben vedere l’unico elemento negativo della stagione della Juve Stabia è stato quello ambientale, con una piazza sempre presente nel trascurare la propria squadra ed assente invece nel sostenerla.

Se il pubblico delle Vespe è stato poco “pungente”, i calciatori stabiesi sul rettangolo di gioco hanno affilato il proprio pungiglione, trafiggendo gran parte degli avversari e volando fino al quarto posto in classifica. Pur avendo mostrato grandi doti caratteriali, è impensabile pensare che la squadra possa ora tentare quella che sarebbe un’impresa titanica senza il sostegno di tutta la città di Castellammare.

Mai come in questa stagione i calciatori stabiesi si sono rivelati gladiatori, scendendo in campo con l’unico obiettivo di portare in alto i colori della Juve Stabia. Giusto, quindi, che nella prima, di quelle che si spera possano essere otto battaglie, Fabio Caserta ed i suoi ragazzi meritino di avere un pubblico degno di un’arena.

Martedì 15 il secondo turno playoff, ma d’esordio per la Juve Stabia, che sfiderà nel match secco il suo avversario, potendo contare su due risultati su tre. E’ imprescindibile il sostegno della piazza, di tutti gli stabiesi, a prescindere dalla fede calcistica. Tante volte, durante la stagione, si è detto “meglio pochi ma buoni” per vedere con ottimismo l’assenza del grande pubblico al Menti ma non ora; servirà essere in tanti, rumorosi, vestiti di gialloblù e, soprattutto, pronti a ruggire per spingere la Juve Stabia alla vittoria. Trasformare il Menti in un Colosseo gialloblù, così da far tremare le gambe agli avversari e potenziare, invece, quelle dei calciatori stabiesi.

“Conquisterò la folla…le darò qualcosa che non ha mai visto prima” dirà invece Massimo, divenuto Ispanico e calatosi perfettamente nei panni di eroe dell’arena. C’è da scommettere che, con un Menti che ribolle passione, lo spirito con cui la Juve Stabia scenderà in campo sarà lo stesso con cui Massimo sfida l’imperatore Commodo, unico ed ultimo ostacolo tra sé e la libertà.

Poter contare su un inferno gialloblù sugli spalti, così da offrire ai propri tifosi uno spettacolo mai visto prima: i gladiatori stabiesi non chiedono altro!

Raffaele Izzo

Napoli, rapinatori di banche fregati: l’istituto di credito è online, il caveau è vuoto

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Divertente, o quasi, la scena ripresa dalle telecamere di videosorveglianza all’interno del caveau di una Banca di Napoli: dopo essere riusciti ad entrare da un tunnel non hanno trovato neanche una banconota

Era un colpo perfetto, pianificato in ogni dettaglio, come nei film. Ma, questa volta, alla banda di rapinatori è andata male: i banditi non hanno trovato il bottino.
Gli uomini della banda, infatti, dopo essere riusciti a sbucare dal sottosuolo all’interno degli uffici – che in quel momento erano chiusi – della sede di Napoli di “Che Banca” nella centralissima via Vittorio Emanuele, all’angolo con via Santa Brigida, alla fine hanno dovuto rinunciare al colpo dopo essersi accorti che la cassaforte non conteneva nemmeno una banconota.

La scena, tra il divertente ed il grottesco, è stata ripresa per intero dalle telecamere di videosorveglianza interna collegate, da prassi, con la Questura. L’episodio, stando a quanto riferito da Il Mattino, si sarebbe verificato alle quattro di oggi pomeriggio. Al primo allarme sul posto sono arrivate le Volanti della polizia, ma i ladri erano già fuggiti da dove erano arrivati. Secondo le prime analisi il colpo sarebbe sicuramente opera di professionisti: il gruppo di quattro persone incappucciate, infatti, avrebbe dimostrato di conoscere bene la zona dei condotti fognari del centro cittadino da dove hanno scavato il tunnel che li ha portati nel caveau.

Scafati, uomo ruba una macchina e provoca un incidente: aveva assunto alcolici

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Follia nella notte a Scafati, dove un uomo di 32 anni prima ruba un’auto e poi si schianta a causa della guida spericolata. Foglio di via per uno straniero

Notte brava per un residente a Scafati. L’ uomo, uno straniero di 32 anni, ha vissuto un’intera notte sprezzante della legge, prima di essere arrestato: il 32enne avrebbe, infatti, prima rubato una macchina nel comune di Scafati per poi dirigersi nella zona Irpina dove, a causa di una guida a dir poco spericolata, avrebbe anche provocato un incidente scontrandosi contro un’altra autovettura. Secondo le prime informazioni per fortuna non ci sarebbero state gravi conseguenze. Sul luogo dell’incidente è intervenuta la pattuglia della Stazione di Quindici e l’uomo, una volta fermato dagli agenti, sarebbe risultato positivo all’ assunzione di sostanze stupefacenti ed alcool. La notizia è stata riferita da Irpinia Oggi.  La persona adesso è nei guai: alla luce di quanto emerso, infatti, dovrà rispondere di diversi reati tra cui di ricettazione e guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’ assunzione di sostanze stupefacenti ed alcool. In attesa delle disposizioni del giudice di turno per lui è stato predisposto il ritiro della patente. L’ uomo è stato anche proposto per l’emissione della misura di prevenzione del Rimpatrio con Foglio di Via Obbligatorio.

Piano di Sorrento, Sindaco e Questore premiano due poliziotti contraddistinti in servizio

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Cerimonia di premiazione nella sala consiliare del Comune di Piano di Sorrento per due poliziotti-eroi che si sono contraddistinti in servizio: l’encomio va a Giuseppe Fornari e Attilio Manzo

Durante la cerimonia di premiazione, ospitata nella sala consiliare del Comune di Piano di Sorrento, due encomi speciali per essersi contraddistinti in azioni a tutela della pubblica incolumità sono stati recapitati a due poliziotti: Giuseppe Fornari, assistente capo coordinatore della Squadra Mobile di Napoli, e Attilio Manzo, assistente in forza al commissariato di Sorrento.

Fornari è stato protagonista di ben due interventi: nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2014, a Marina Grande, mise in salvo le persone che abitavano in una palazzina nella quale era improvvisamente divampato un incendio. Il secondo episodio risale al 24 ottobre 2016 quando il poliziottoì non esitò a intervenire per sedare una rissa in Piazza Lauro, sempre a Sorrento: nello scontro rischiarono di rimanere coinvolte alcune famiglie con bambini al seguito.

Attilio Manzo si è contraddistinto, invece, per un intervento nel supermercato in Piazza della Repubblica, il 14 ottobre 2016, a Piano di Sorrento, dove si era sviluppato un incendio: il suo coraggio consentì di mettere in salvo i clienti presenti all’interno della struttura. A conferire gli encomi ai due poliziotti è stato il sindaco Vincenzo Iaccarino alla presenza del questore di Napoli Antonio De Jesu, del vicequestore e dirigente del commissariato di Sorrento Donatella Grassi, del capo della Squadra Mobile di Napoli Luigi Rinella, dei vertici del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) Ernesto Morandini, Vincenzo Della Vecchia e Pasquale Martorelli, nonché delI’Ispettore superiore dell’ufficio di controllo del territorio Massimo Vanacore.

Givova Scafati, Pipitone: “Sarà una sfida da dentro o fuori, servirà accuratezza in difesa e circolazione di palla”

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Sarà gara 5 tra la Givova Scafati e Bondi Ferrara  a stabilire  chi passerà ai quarti di finale

Sarà la decisiva gara cinque in programma domani con palla a due alle ore 20:45, al PalaMangano a decretare quale società tra Givova Scafati e Bondi Ferrara si aggiudicherà la vittoria degli ottavi di finale playoff del campionato di serie A2 ed il conseguente superamento del turno, con accesso ai quarti, dove ad attendere c’è la De’ Longhi Treviso, vittoriosa 3-1 nella serie contro Lighthouse Trapani.

Dopo il 2-2 che ha premiato la squadra che ha giocato tra le mura amiche, bisognerà capire se il trend casalingo prenderà piede anche nell’ultimo incontro della serie, che si caratterizza per la doppia iniziativa delle dirigenze delle due contendenti: quella ferrarese ha messo a libera disposizione dei propri sostenitori degli autobus per raggiungere Scafati in occasione della partita; quella scafatese, invece, ha aperto gratuitamente al pubblico residente nel territorio della Regione Campania l’accesso al PalaMangano e agli spalti della gradinata. Sentore questo che entrambi i sodalizi hanno ben compreso l’importanza che l’apporto ed il sostegno del pubblico amico potrebbe avere nell’economia della sfida e sul risultato finale. Inoltre, ambedue i team sono mossi da motivazioni importanti, dispongono del roster al completo e ci tengono a fare bella figura, mossi dal desiderio di passare al turno successivo.

Queste le dichiarazioni del centro  della Givova Scafati, Vincenzo Pipitone in occasione di gara 5: «Dopo le sconfitte di gara tre e gara quattro, non tira una buona aria nello spogliatoio, ma al contempo non ci siamo affatto demoralizzati, anzi siamo carichi e desiderosi di scendere in campo in gara cinque, per riscattarci dalle ultime due negative uscite. Sarà una sfida da dentro o fuori, la pressione è sicuramente tutta sulle nostre spalle, perché Ferrara è reduce da due successi in due incontri, nei quali praticamente non abbiamo mai giocato, e verrà a Scafati carica a mille, per puntare alla vittoria e dimostrare di essere capace di vincere anche al PalaMangano. Servirà accuratezza in difesa e circolazione di palla, tornando ad essere la squadra che siamo stati nella fase regolare e nelle prime due partite di play-off».

Arbitreranno l’incontro i signori Pepponi Giulio di Spello (Pg), Costa Alessandro di Livorno e Di Toro Claudio di Perugia.

La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Sarà inoltre trasmessa in diretta radiofonica sui sui 92,50 mhz di Radio Sant’Anna ed in streaming su ViviRadioWeb dal sito internet https://vivicentro.it/viviradioweb/ (media partner della Givova Scafati). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nel giorno di giovedì (ore 21:00).

Universiadi Napoli 2019, sopralluogo del Fisu: stadio San Paolo ok

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Passi in avanti verso i lavori di rifacimento del San Paolo in vista delle Universiadi previste a Napoli nel 2019: la Cti, la commissione tecnica del Fisu, ha dato l’ok all’impianto

Lunghissimo ed accurato sopralluogo della Cti (la Commissione tecnica internazionale della Fisu) allo stadio San Paolo di Napoli in vista delle Universiadi 2019. L’impianto partenopeo, che ospiterà la cerimonia di inaugurazione delle Universiadi e le gare di atletica, sarà oggetto di lavori di rifacimento.
In particolare alcuni interventi saranno in favore della sistemazione della pista di atletica e la riqualificazione degli impianti. Il sopralluogo – si apprende dall’Ansa- avrebbe avuto un esito sostanzialmente positivo. I commissari si sono soffermati soprattutto sulla pista d’atletica ravvisando la necessità di apportare qualche piccola modifica al progetto, in particolare per quanto riguarda le pedane dedicate al salto in lungo e al salto triplo.
Inoltre è stato suggerito lo spostamento della mixed zone e dell’area delle telecamere. I tecnici inviati dal Comune hanno annotato tutte le richieste. Tutti gli adeguamenti necessari sarebbero risultati fattibili.
Il sopralluogo era a rischio dopo il recente crollo di un muro della Curva A dello Stadio, poi risultato poco influente.
La visita della commissione internazionale proseguirà anche domani con sopralluoghi al PaladelMauro di Avellino, al Palavignola di Caserta e al Palajacazzi di Aversa.

Givova Scafati, obiettivo gara 5 per conquistare i quarti

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Gara 5 decisiva per la Givova Scafati che vuole conquistare i quarti di finale

Sarà la decisiva gara cinque in programma domani con palla a due alle ore 20:45, al PalaMangano a decretare quale società tra Givova Scafati e Bondi Ferrara si aggiudicherà la vittoria degli ottavi di finale playoff del campionato di serie A2 ed il conseguente superamento del turno, con accesso ai quarti, dove ad attendere c’è la De’ Longhi Treviso, vittoriosa 3-1 nella serie contro Lighthouse Trapani.

Dopo il 2-2 che ha premiato la squadra che ha giocato tra le mura amiche, bisognerà capire se il trend casalingo prenderà piede anche nell’ultimo incontro della serie, che si caratterizza per la doppia iniziativa delle dirigenze delle due contendenti: quella ferrarese ha messo a libera disposizione dei propri sostenitori degli autobus per raggiungere Scafati in occasione della partita; quella scafatese, invece, ha aperto gratuitamente al pubblico residente nel territorio della Regione Campania l’accesso al PalaMangano e agli spalti della gradinata. Sentore questo che entrambi i sodalizi hanno ben compreso l’importanza che l’apporto ed il sostegno del pubblico amico potrebbe avere nell’economia della sfida e sul risultato finale. Inoltre, ambedue i team sono mossi da motivazioni importanti, dispongono del roster al completo e ci tengono a fare bella figura, mossi dal desiderio di passare al turno successivo.

Dichiarazione dell’assistente allenatore Alessandro Marzullo: «Dobbiamo essere capaci di resettare tutti gli sforzi, la fatica e lo stress di questi giorni, per riuscire a conquistare i quarti di finale con i nervi, con il cuore ed una ritrovata compattezza di squadra e fluidità di gioco: un risultato che, per quanto abbiamo fatto fin qui nel corso dell’intera stagione agonistica, ci meritiamo davvero. Sarà difficile contro un collettivo tosto come quello della Bondi Ferrara, che non dispone molte rotazioni, ma ha un quintetto esperto e fisico che si sta esaltando in questa seconda fase. Noi sappiamo di avere le carte in regola per poter avere la meglio, siamo convinti che i nostri tifosi possano darci la spinta decisiva e poi abbiamo ancora tante energie fisiche e mentali per disputare una gara di coesione ed energia, che ci consentirebbe di spuntarla e superare così il turno».

Arbitreranno l’incontro i signori Pepponi Giulio di Spello (Pg), Costa Alessandro di Livorno e Di Toro Claudio di Perugia.

La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Sarà inoltre trasmessa in diretta radiofonica sui sui 92,50 mhz di Radio Sant’Anna ed in streaming su ViviRadioWeb dal sito internet https://vivicentro.it/viviradioweb/ (media partner della Givova Scafati). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nel giorno di giovedì (ore 21:00).

La lunga odissea del soccorso a 105 migranti in balia di onde e burocrazia.

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Odissea di un soccorso che si protrae da due giorni con 105 migranti prigionieri ed in balia di onde e burocrazia.

Nella giornata del 6 Maggio, a seguito di una chiamata satellitare pervenuta alla Centrale Operativa della Guardia Costiera Italiana proveniente da una imbarcazione in difficoltà a largo delle coste libiche, l’unità a vela Astral di bandiera inglese, appartenente alla ONG Proactiva Open Arms, si è diretta in prossimità del gommone con 105 migranti a bordo.

La stessa, sebbene informata dell’assunzione del coordinamento da parte delle autorità libiche, ha proceduto in autonomia al recupero dei migranti, ritenendo la situazione critica.

Una volta terminato il recupero, si è reso necessario il trasbordo su un’altra unità più idonea a condurre i naufraghi in salvo.

Presente in zona anche la nave Aquarius, della SOS Mediterranee, anch’essa di bandiera inglese.

Attesa la mancanza di indicazioni da parte dello Stato di bandiera dell’unità Astral, la Centrale Operativa della GuardiaCostiera italiana, a tutela della salute e della sicurezza dei 105 migranti presenti a bordo, già provati dal salvataggio, in considerazione anche dell’approssimarsi delle ore notturne, ne ha autorizzato il trasbordo su nave Aquarius, unità di maggiori dimensioni, idonea ad accogliere in condizioni di sicurezza i naufraghi, nonché in grado di poter prestare agli stessi una adeguata assistenza sanitaria.

Dopo le operazioni di trasbordo su nave Aquarius, avvenute nella serata di ieri, 7 Maggio 2018, su autorizzazione della Centrale Operativa della Guardia Costiera italiana, l’unità Aquarius, della ONG SOS Mediterranee, ha comunicato di voler rimanere in area di operazioni sino alla serata odierna, in considerazione del peggioramento delle condizioni metereologiche previsto nelle prossime ore.

Intanto, dopo i numerosi solleciti rivolti dall’ IMRCC di Roma alle autorità inglesi, queste hanno risposto rappresentando l’urgenza della situazione a bordo e quindi la Guardia Costiera italiana, di concerto con il Ministero degli Interni, ha deciso di indicare un luogo sicuro di sbarco.

Napoli, il figlio ventenne del boss è in coma, la denuncia:”In carcere si muore di malattia”

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Il figlio ventenne dell boss di camorra, R.Elia, dell’omonimo clan, è entrato in coma in seguito a forti emicranie. La denuncia di Pietro Ioia:”In carcere di malattia si muore”.

Sarebbe in coma A. M. Elia, il figlio ventenne del boss di camorra R.Elia dall’omonimo clan del Pallonetto di Santa Lucia. Questa mattina, dopo aver accusato forti emicranie, è stato trasportato d’urgenza al Cto di Napoli (prima era stato trasportato al San Paolo e poi al Cotugno).
Come riferiscono i parenti e la fidanzata, il malessere fisico del giovane si sarebbe manifestato circa da una ventina di giorni. Dolori lancinanti a un occhio e alla testa, – come riporta Il Mattino – motivo per cui all’interno del penitenziario il ragazzo era stato sottoposto ad una cura di antibiotici e antidolorifici (Toradol e Oki), ma non era bastato. Il ventenne aveva smesso di mangiare con la speranza che venisse sottoposto ad una tac urgente. Ora lotta tra la vita e la morte in terapia intensiva. Si sospetta un’infezione cerebrale.
“Questo ragazzo (detenuto nel carcere di Poggioreale ndr) è vittima della malasanità che da anni esiste nelle nostre carceri. Il “mostro di cemento” si conferma sempre più sinonimo di malavita, malasanità e morte”, denuncia Pietro Ioia, presidente dell’associazione Ex Detenuti Organizzati Napoletani e autore del libro “La Cella Zero”, ispirato alla vicenda che vede imputati alcuni agenti di polizia penitenziaria di Poggioreale, accusati di presunte violenze ai danni dei carcerati. “In carcere di malattia si muore», tuona Ioia, che giovedì 10 maggio sarà tra i promotori del sit-in all’esterno del Tribunale di Napoli, dove si terrà l’udienza per il processo ai secondini accusati di essere stati aguzzini della cosiddetta cella zero.

Napoli, non solo Apple: ora anche Tim punta sul capoluogo campano

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Dopo l’insediamento della Apple a Napoli dei mesi scorsi, ora anche un altro colosso dei Ict è pronto a puntare sul capoluogo campano: Tim rilancia gli investimenti al sud

In occasione del convegno “EU in my region”, Tim ha deciso di annunciare nuovi importanti investimenti al sud e la prossima apertura del Tim Wcap Napoli, un nuovo hub dell’innovazione e dell’imprenditorialità.
Il progetto vede in campo l’Università Federico II e Cisco Italia in qualità di partner strategico.

In ambito Ict, i prossimi  anni offriranno l’occasione di creare valore a beneficio di tutti gli attori”, ha sottolineato Mario Di Mauro, Executive Vice President Strategy Innovation and Customer Experience di Tim il quale però invita a non perdere tempo. “Bisogna investire oggi perché ci siano ritorni nel futuro, e bisogna farlo assieme. Tim crede nell’open innovation e la interpreta come open collaboration. Per raggiungere quest’obiettivo tutti devono cooperare: Pubblica Amministrazione, Università, grandi aziende, Pmi e startup. Tim sta facendo la sua parte ed è particolarmente orgogliosa di farlo al sud. Ora siamo felici di annunciare la prossima apertura di Tim Wcap Napoli, hub dell’innovazione e dell’imprenditorialità”.

Tim Wcap metterà a disposizione di startup, pmi innovative e studenti l’accesso a piattaforme e asset tecnologici, per sviluppare applicazioni e soluzioni digitali. Inoltre, per la promozione dell’imprenditorialità, ci saranno iniziative dedicate sia alle nuove startup sia alle aziende già presenti sul mercato, con particolare focus nei settori  della cyber security, industry 4.0, multi-cloud, wi-fi community.
Dopo la Apple, dunque, anche il colosso Tim ha deciso di puntare su Napoli per i propri investimenti.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il Rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi, il Presidente Regione Campania, Vincenzo De Luca, l’Assessore Internazionalizzazione, Startup, Innovazione Regione Campania, Valeria Fascione e Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia.

Napoli, coppia di sposi scelgono i binari della Cumana come set fotografico: rintracciati e multati

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Avevano allestito un vero e proprio set fotografico sui binari della Linea Cumana. Le foto, scattate da alcuni passanti, erano diventate virali sul web. I due sposini sono stati rintracciati e multati

Conto salatissimo per la luna di miele di due sposi partenopei: le immagini del loro “set fotografico” improvvisato sui binari della linea Cumana di Napoli, scattate da alcuni passanti divertiti, avevano fatto il giro del web, soprattutto su Facebook. Il set era stato “montato” per il classico servizio fotografico della coppia di sposini, che per ricordarsi del giorno del proprio matrimonio avevano scelto come insolito sfondo i binari del treno, in particolare quelli della stazione di Bagnoli – quartiere della periferia occidentale di Napoli.

La singolare foto di nozze è diventata talmente popolare da arrivare anche agli occhi della Polizia Ferroviaria di Napoli che ha identificato la coppia di novelli sposi, convocandoli presso i loro uffici e infliggendogli una multa, nonché un severo ammonimento.
“La contravvenzione è stata comminata per l’ingresso abusivo nell’area dei binari, destinata esclusivamente al transito dei treni. Ciò che conta, però, è la diffida a non reiterare il gesto temerario che, in passato, è costato anche la vita dei protagonisti. Un azzardo che mette in pericolo la vita. Basta poco, anche una semplice distrazione, e si rischia il peggio. Non credo che il fotografo riterrà opportuno riutilizzare i binari come il set per i suoi servizi fotografici” ha dichiarato Michele Spina, dirigente della Polizia Ferroviaria di Napoli.

Sorrento, dodicenne molestata per mesi dal nonno: il racconto degli abusi arriva in tribunale

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Un uomo di Sorrento avrebbe abusato della nipote dodicenne per mesi: la bambina gli era stata affidata poichè la madre stava scontando una pena in carcere ed il padre era imbarcato per lavoro

Brutta storia di molestie verso una ragazzina appena dodicenne, la quale avrebbe raccontato abusi ricevuti per un intero anno. Stando a quanto riferisce il Mattino, i fatti sarebbero accaduti nel 2015, a Sorrento. In quel periodo la ragazza era stata affidata alle cura dei nonni poichè la madre stava scontando un periodo di reclusione in carcere ed il padre era imbarcato su una nave per lavoro. Le molestie ricevute proprio dal nonno, ha raccontato la ragazza, sarebbero durate per un anno intero: “Mi toccava dappertutto, mentre facevo i compiti e mentre dormivo”.
Questa mattina il caso è finito in tribunale. Il racconto degli abusi è stato riferito in aula dalla madre (testimone al processo) che, dopo un colloquio telefonico con la figlia, decise di denunciare l’uomo direttamente dal carcere.
A processo, dinanzi al tribunale di Torre Annunziata, c’è il nonno della ragazzina, insieme alla nonna – accusata di aver nascosto gli abusi – e al papà, che non sarebbe intervenuto in tempo per bloccare le orrende attenzioni dell’anziano genitore sulla adolescente.

Napoli, il Comune acquista 56 nuovi autobus: avanzati sistemi di sicurezza a bordo

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Grazie ad un finanziamento di 15 milioni del Pon Metro, il comune di Napoli ha acquistato 56 nuovi autobus: a bordo sistemi di sicurezza e telecamere

Buona notizia per i pendolari che ogni giorno scelgono i trasporti pubblici per muoversi nella città di Napoli: questa mattinaalla presenza del sindaco, Luigi de Magistris, e dell’assessore alla Mobilità, Mario Calabrese, è stato firmato l’accordo tra l’amministrazione comunale di Napoli e la società vincitrice della fornitura di 56 autobus nuovi di fabbrica. Si tratterebbe di veicoli del modello Citymood 10: “I primi 30 saranno consegnati entro 150 giorni dalla sottoscrizione – si legge in una nota – e la fornitura sarà completata entro gli ulteriori 60 giorni ma l’amministratore delegato della Industria Italiana Autobus spa (che si è aggiudicata la gara) Del Rosso, ha assicurato che i primi 20 autobus della commessa saranno consegnati già prima dell’inizio dell’anno scolastico 2018/2019″.
I bus sono stati acquistati grazie al finanziamento da circa 15 milioni di euro del Pon Metro. I nuovi veicoli, utilizzati anche in molte altre città italiane, avranno una capienza di 90 posti.

 Ogni autobus sarà dotato di tre porte di servizio con bordo sensibile elettrico e anti-schiacciamento in apertura e chiusura delle porte. Inoltre saranno fornite di una rampa per consentire l’accesso a bordo dei cittadini diversamente abili in carrozzella. A bordo di ogni mezzo ci saranno moderni sistemi di geo-localizzazione, utili al monitoraggio del servizio, e di videosorveglianza a circuito chiuso.

Spesa Ue. Due novità interessanti: Bilancio europeo e governi nazionali

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Il nuovo bilancio Ue proposto dalla Commissione dimagrisce per i tagli indotti dalla Brexit. L’accordo sulle nuove priorità – meno risorse su coesione e agricoltura, più per l’Europa del futuro (sicurezza, infrastrutture, agenda digitale) – richiederà unanimità degli stati membri e maggioranza nel Parlamento. Difficile che passi.

La proposta della Commissione è appena arrivata e già si scontra con le levate di scudi dei governi nazionali. Eppure, il nuovo bilancio europeo finanzia beni pubblici europei fondamentali, ma finora negletti, come immigrazione, sicurezza e difesa.

Bilancio europeo e governi nazionali

La presentazione, il 2 maggio, delle proposte della Commissione per il bilancio europeo del 2021-27 ha generato l’usuale levata di scudi da parte dei politici nazionali, alla ricerca del consenso degli interessi minacciati. Si preannunciano fuoco e fiamme e non c’è dubbio che le proposte, che devono essere approvate all’unanimità dal Consiglio e poi a maggioranza dal Parlamento europeo, avranno vita assai difficile.

Per l’Italia, motivo del contendere è la riduzione (del 5 per cento secondo la Commissione, forse un po’ di più guardando i numeri) della spesa prevista per agricoltura e politiche di coesione di cui ancora siamo beneficiari, sia pure in misura minore di altri paesi. Soprattutto in questo periodo, “Italy first” ha ovviamente il suo fascino. Ma prima di stracciarsi le vesti per difendere gli interessi nazionali bisogna capire dove questi stanno.

I vantaggi per l’Italia di far parte dell’Unione Europea hanno ben poco a che vedere con la politica di coesione o con quella agricola. Riguardano piuttosto l’offerta di beni collettivi che il paese avrebbe difficoltà a fornire da solo. Ad esempio, i vantaggi di negoziare trattati internazionali in una collettività di 27 paesi invece che da soli. Oppure la possibilità per le imprese di accedere al mercato unico e per i lavoratori di muoversi liberamente tra le frontiere. E non c’è dubbio che l’Unione Europea dovrebbe e potrebbe offrire molti altri beni collettivi. L’abbiamo imparato a nostre spese, per esempio, con la crisi dei rifugiati, quando l’Italia che è stata lasciata in buona parte da sola ad affrontare l’emergenza profughi, mentre è del tutto ovvio che il controllo delle frontiere dell’Unione dovrebbe essere un problema europeo e non nazionale. Altrettanto si potrebbe dire per la difesa, la sicurezza, l’innovazione tecnologica, l’agenda digitale, l’ambiente, le reti infrastrutturali e così via: sono tutti beni pubblici europei per i quali il finanziamento da parte del bilancio europeo è sempre stato marginale o inesistente. Ma la ragione principale sta proprio nell’esigenza dei politici nazionali di far vedere ai propri elettori che sono capaci di riportare a casa i soldi elargiti a livello europeo, anche a costo di usarli per sostenere spese che potrebbero benissimo finanziarsi da soli.

Stretta tra la necessità di non far crescere troppo il bilancio europeo (che resta intorno all’1 per cento del Pil) e quello di aumentare la spesa sui beni collettivi europei finora negletti, la Commissione ha cercato una soluzione di compromesso. Che si traduce in una riduzione del finanziamento alle politiche tradizionali – coesione e agricoltura, a cui finora sono andate oltre il 75 per cento delle risorse – cui corrisponde un incremento della spesa per i beni pubblici collettivi. Si prevede per esempio di triplicare i fondi europei per il controllo delle frontiere e la gestione degli immigrati, raddoppiare quelli per la sicurezza interna e per la ricerca e l’innovazione, moltiplicare per venti le risorse per il fondo di difesa comune e così via. Se sia troppo o troppo poco, è naturalmente materia di discussione. Ma la direzione è evidentemente quella giusta. Bisogna anche tener conto che il documento della Commissione deve poter essere approvato dal Consiglio, cioè dai paesi stessi: proposte più radicali, benché forse desiderabili, avrebbero ancor minori possibilità di consenso.

Lo stesso si può dire per le fonti di finanziamento del bilancio, per le quali la Commissione propone una semplificazione e un ampliamento delle risorse proprie (soprattutto in ambito di tassazione ambientale), anche se molto al di sotto di quanto sarebbe auspicabile per cominciare a configurare una fiscalità europea autonoma.

Prima di salire sulle barricate, poi, si dovrebbero leggere con più attenzione anche le proposte sulle politiche tradizionali. La spesa per l’agricoltura viene sì ridotta, ma un grande beneficiario era il Regno Unito, che non sarà più della partita. Non è ovvio, dunque, quanto saranno pesanti gli effetti sui paesi rimanenti. Se ne capirà qualcosa solo a giugno, quando verranno presentate le misure dettagliate.

Sull’altro fronte, il principale ridimensionamento riguarda il fondo di coesione, che però finanzia solo i paesi dell’Est. Per il fondo sociale e quello di sviluppo regionale, invece, si prevede di affiancare al tradizionale criterio di riparto basato sul Pil pro-capite indicatori quali occupazione, accoglienza e integrazione dei migranti. Un criterio che dovrebbe beneficiarci, anche se di nuovo bisognerà aspettare le proposte di giugno della Commissione per sapere qualcosa di più.

Due novità interessanti

Ci sono poi due novità positive che meritano di essere segnalare, anche se le possibilità di approvazione da parte del Consiglio sembrano ancora più remote.

Primo, la Commissione propone la possibilità di condizionare l’elargizione dei fondi europei al rispetto dello stato di diritto da parte dei singoli paesi. Su proposta della Commissione, che potrebbe essere respinta dal Consiglio solo a maggioranza qualificata, l’Unione Europea avrebbe cioè la possibilità di sospendere, ridurre o restringere l’accesso ai fondi europei in modo proporzionato alla natura e gravità della deviazione. Verrebbe da dire: alla buon’ora. L’Unione Europea è basata sui principi della democrazia liberale, tra cui centrale è la separazione dei poteri: che un paese membro possa tranquillamente violarli (per esempio, ponendo la magistratura sotto il controllo diretto del governo, come in Polonia) senza incorrere in nessuna sanzione, mentre se ne prevedono nel caso in cui un paese sfori le regole fiscali dello 0,1 per cento del Pil, stride fortemente con qualunque concezione democratica.

Secondo, la Commissione prevede anche l’erogazione specifica di fondi per i paesi dell’Eurozona: prestiti per sostenere la spesa di investimento se un paese è colpito da un forte shock asimmetrico, finanziamenti per accelerare la convergenza economica, trasferimenti per ridurre la spesa per interessi nel caso un paese debba ricorrere all’Esm (European Stability Mechanism), tutti condizionati comunque al rispetto delle regole fiscali. Le risorse immaginate (complessivamente 55 miliardi per i primi due interventi, 600 milioni per il terzo) sono ovviamente del tutto insufficienti per sostenere una politica di bilancio comune nell’Eurozona. Ma il segnale politico resta importante.

*Massimo Bordignon/lavoce.info/

*Massimo Bordignon è membro dello European Fiscal Board. Le opinioni espresse nell’articolo sono personali e non impegnano in alcun modo l’istituzione di appartenenza.

Si è laureato in Filosofia a Firenze e ha svolto studi di economia nel Regno Unito (MA, Essex; PhD, Warwick). Si occupa prevalentemente di temi di economia pubblica. Ha insegnato nelle Università di Birmingham, Bergamo, Brescia, Venezia e all’Universita Cattolica di Milano. Attualmente è professore ordinario di Scienza delle Finanze presso quest’ultima Università, dove dirige anche l’Istituto di Economia e Finanza e la Doctoral School in Public Economics. Ha svolto e svolge tuttora attività di consulenza per enti pubblici nazionali e internazionali ed è stato membro di numerose commissioni governative, compresa la Commissione sulla Finanza Pubblica presso il Ministero del Tesoro nel 2007-8. Redattore de lavoce.info.

 

Frattamaggiore, minacce e rapine alle coppiette: due arresti

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I due si muovevano sempre a bordo della stessa autovettura

I poliziotti del commissariato di Frattamaggiore hanno tratto in arresto, nel tardo pomeriggio, Claudio Merolla, 40enne napoletano e Stefania Iovine 25enne di Casandrino per il reato di rapina.

I poliziotti, in seguito a diverse denunce di rapina, avvenute tutte tra il 30 aprile e il primo maggio a giovani coppiette, nei pressi dello stadio comunale cittadino, sono risaliti alla coppia che le metteva a segno. I due, sempre a bordo della stessa autovettura, avvicinavano le vittime e minacciandoli li rapinavano dei soldi e di quanto in loro possesso.
I poliziotti sono risaliti ai due, che si erano resi irreperibili presso le loro abitazioni. Ieri, il cerchio si è chiuso; la donna è stata bloccata mentre passeggiava in Via Martino in Frattamaggiore, mentre l’uomo è stato bloccato in Frattaminore nei pressi della sua abitazione in Via Viaggiano dove è stata anche rinvenuta e sequestrata l’autovettura utilizzata per commettere le rapine.
Immediatamente informata l’Autorità Giudiziaria ha disposto che l’uomo fosse condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale mentre la donna fosse sottoposta agli arresti domiciliari.

L’Autorità Giudiziaria ha autorizzato la divulgazione delle foto dei due fermati per far sì che gli stessi possano essere individuati da altre vittime.