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Ucraina, Trump blocca aiuti: missili e sistemi di difesa, le armi date finora da Usa

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(Adnkronos) –
Donald Trump blocca gli aiuti militari americani all'Ucraina.La decisione del presidente degli Stati Uniti, dopo lo scontro di venerdì scorso nello Studio Ovale con Volodymyr Zelensky, è legata al no del presidente ucraino ad un cessate il fuoco immediato con la Russia.

Lo stop alle forniture è destinato ad avere un impatto sulle operazioni militari di Kiev che, sotto la precedente amministrazione democratica di Joe Biden, ha ricevuto armi, sistemi di difesa, munizioni e apparecchiature.  Gli Stati Uniti hanno fornito 65,9 miliardi di dollari di assistenza militare all'Ucraina dall'invasione russa del febbraio 2022.Secondo un elenco del Dipartimento di Stato aggiornato allo scorso 20 gennaio e rilanciato dal Guardian, gli Usa, per far fronte agli incessanti bombardamenti delle forze russe, hanno inviato a Kiev tre batterie di missili terra-aria Patriot e 12 sistemi di difesa Nasam, nonché sistemi e munizioni Hawk e oltre 3mila missili antiaerei Stinger.

Per migliorarne l'efficacia, sono stati consegnati 21 radar di sorveglianza aerea, insieme ad apparecchiature per integrare lanciatori e missili di eserciti occidentali con i sistemi ucraini. Washington ha inviato poi oltre 200 obici da 155 millimetri insieme a tre milioni di proiettili di artiglieria corrispondenti, 72 obici da 105 millimetri e un milione di proiettili corrispondenti, oltre a 700mila mortai.Ha consegnato più di 40 Himars, lanciarazzi montati su veicoli corazzati leggeri, con le relative munizioni, e più di 10mila Javelin, missili anticarro che nelle prime settimane del conflitto diventarono simboli della resistenza ucraina contro l'invasione russa.

Sono state consegnate anche 120mila armi anticarro, così come 10mila missili anticarro Tow e più di 500 milioni di proiettili per armi leggere e granate. Il Pentagono ha rifiutato di consegnare i suoi aerei da combattimento direttamente a Kiev, ma l'amministrazione Biden ha fornito 20 elicotteri militari Mi-17 di progettazione sovietica.Ha anche consegnato diversi modelli di droni e, dopo un lungo braccio di ferro, a partire dal gennaio 2023 Washington ha fornito un totale di 31 Abrams, i carri armati pesanti statunitensi tecnologicamente più avanzati, nonché 45 carri armati T-72B di progettazione sovietica. Nell'elenco del Dipartimento di Stato sono inclusi anche 300 veicoli da combattimento Bradley, 1.300 veicoli corazzati per il trasporto di personale, oltre 5mila veicoli militari Humvee e 300 ambulanze corazzate.

Washington ha fornito oltre 100 motovedette, sistemi di difesa costiera, mine Claymore, sistemi di comunicazione satellitare, visori notturni e oltre 100mila giubbotti antiproiettile. I dati riportati salgono al 20 gennaio, cioè alle ultime ore dell'amministrazione Biden.Da quando Trump è entrato in carica quello stesso giorno, Washington ha continuato a consegnare all'Ucraina quelle che un funzionario della difesa statunitense ha definito "munizioni critiche", approvate dalla precedente amministrazione, tra cui armi anticarro e proiettili di artiglieria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Naufragio Concordia, per Schettino ipotesi di lavorare per Vaticano

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(Adnkronos) – Se i giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma decideranno di concedergli la semilibertà, l’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino potrebbe uscire dal carcere di Rebibbia per andare a lavorare alla digitalizzazione di testi sacri per il Vaticano.Il difensore di Schettino ha infatti presentato la richiesta all’associazione ‘Seconda Chance’ che si occupa di reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro e che ha un protocollo con la Santa Sede, ricevendo disponibilità per la digitalizzazione di documenti per la Fabbrica di San Pietro.  ‘’Schettino da cinque anni si è già occupato della digitalizzazione dei documenti giudiziari della strage di Ustica e della strage di via Fani a Roma con il sequestro e l'omicidio dello statista democristiano Aldo Moro – spiega all’Adnkronos il difensore, l’avvocato Paola Astarita – E’ un campo nel quale ha molta esperienza e ha ricevuto anche encomi per il lavoro svolto in ambito carcerario’’.  L'udienza davanti ai giudici della Sorveglianza di Roma era fissata per oggi ma è stata rinviata all'8 aprile perché il relatore è cambiato e il nuovo giudice ha bisogno di tempo per studiare il fascicolo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dai dazi alle minacce di annessione, l’amore-odio di Trump per il Canada

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(Adnkronos) – Dai dazi del 25% alle minacce di annessione, nell'esplosiva politica estera del primo mese e mezzo di presidenza di Donald Trump spicca l'amore-odio che mostra verso il Canada.  Secondo alcuni all'origine di questo contrastato sentimento c'è il risentimento del tycoon per il fallimento delle sue Tower a Toronto e Vancouver, e la voglia di riscatto del presidente imprenditore che vede in un Canada 51esimo stato il capolavoro politico-immobiliare che suggellerà la sua presidenza.  Naturalmente, c'è poi la profonda antipatia per Justin Trudeau, il premier che Trump accusò di essere "disonesto" e "debole" quando, nel giugno del 2018, lasciò in anticipo il vertice del G7 che allora, come anche quest'anno, era presieduto da Ottawa.Già in quell'occasione, Trump minacciò di adottare dazi sulle auto prodotte in Canada.  Non a caso in questi mesi di attacchi e pressing contro il Canada, culminati appunto con l'entrata in vigore dei dazi al 25% con cui avvia una guerra commerciale con uno dei principali partner Usa, Trump ha accusato Trudeau di aver distrutto il Paese che avrebbe l'unica sua speranza nell'annessione da parte degli Usa, riservando invece parole di simpatia e amore per il popolo canadese.  Un atteggiamento che, a parte avere avuto l'effetto contrario di mobilitare lo spirito patriottico dei canadesi e far risalire nei sondaggi il partito Liberale che il 9 marzo nominerà il nuovo leader al posto del dimissionario Trudeau, anche chi è stato vicino al tycoon stenta a capire. "Non riesco a farmi un'idea, non so se sia una sorta di strategia", ha detto al New York Times Stephen Moore, economista della Heritage Foundation che è stato consigliere di Trump, avvisando che "con lui la politica è personale".  In Canada, intanto, stanno emergendo varie teorie riguardo alle mire espansionistiche di Trump, e lo stesso Trudeau le ha illustrate recentemente in pubblico. "Non solo l'amministrazione Trump sa quanti minerali cruciali abbiamo, ma potrebbe essere per questo che continuano a parlare di assorbirci e trasformarci nel 51esimo stato", ha detto il premier affermando che gli americani "vogliono poter avere vantaggi" dalle riserve minerarie canadesi.  "E Trump ha in mente che il modo più facile per farlo è assorbire il nostro Paese, questa è una cosa reale", ha avvisato il premier.

E non è forse un caso se il leader del conservatori canadesi, Pierre Marcel Poilievre, il beniamino di Trump, Elon Musk ed altri esponenti del mondo Maga che per oltre un anno ha avuto un vantaggio di oltre 20 punti nei sondaggi, la scorsa settimana si è visto superato di due punti dai Liberali, in testa ai sondaggi per la prima volta in quattro anni.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Checco Zalone, omaggio alle donne l’8 marzo: ‘L’ultimo giorno del patriarcato’

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(Adnkronos) –
Checco Zalone omaggia le donne a modo suo.E lo fa con un nuovo brano intitolato 'L'ultimo giorno del patriarcato', che uscirà proprio l'8 marzo in occasione della Giornata Internazionale della Donna.  Il nuovo brano di Checco Zalone sarà accompagnato da un videoclip girato a febbraio con il regista Gennaro Nunziante nel paese di Castel San Pietro Romano, piccolo centro alle porte di Roma, inserito tra i borghi più belli d'Italia.  Del testo ancora non si hanno molte notizie, ma è facile intuire che Zalone tratterà i temi del patriarcato e della parità di genere.

E lo farà con la sua inconfondibile ironia, caratteristica che contraddistingue la maggior parte delle sue canzoni, invitando così il pubblico a riflettere su un tema importante, come la parità di genere, ma col sorriso. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gli studenti del Pirelli in visita all’Adnkronos

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(Adnkronos) – Il Pirelli all'Adnkronos.La IV e la V F dell'istituto tecnico commerciale romano sono state in visita questa mattina a Palazzo dell'Informazione.

I ragazzi, accolti dal direttore Davide Desario nella sala conferenze, hanno assistito a una presentazione dell'agenzia e hanno avuto modo di partecipare attivamente alla realizzazione di un vodcast. "E' stata un'esperienza interessante ma leggera e divertente allo stesso tempo, molto utile per comprendere una parte del lavoro dei giornalisti", ha detto Tiziano, V F, che ha condotto il vodcast intervistando due cronisti dell'Adnkronos. "Ho trovato tutto molto intrigante", ha sottolineato Samuel, V F, che ha invece partecipato a un secondo vodcast, questa volta in veste di ospite, insieme ad Arianna, sempre della V F: "Siamo stati contenti di aver avuto questa occasione di partecipare alla realizzazione di un video podcast: ci ha fatto capire come interagisce un giornalista con i propri ospiti e ci ha mostrato come funziona a livello tecnico un'agenzia di stampa multimediale". "Ho visto molta serietà da parte di tutta la redazione – ha affermato Alessio della IV F – Mi ha impressionato la riunione di redazione a cui abbiamo potuto assistere: durante gli interventi dei singoli capi dei servizi tutti gli altri, pur ascoltando, continuavano il loro lavoro, andando avanti a cercare notizie, telefoni e pc alla mano.Per noi ragazzi, che siamo attenti soprattutto ai social, vedere redattori impegnati a lavorare costantemente è stata una sorpresa, ci ha svelato un mondo che non conoscevamo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Ue approva ampliamento indicazione mirikizumab in malattia di Crohn

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(Adnkronos) – La Commissione europea (Ce) ha approvato mirikizumab, antagonista dell'interleuchina-23p19 (IL-23p19), per il trattamento della malattia di Crohn in fase attiva da moderata a grave nei pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico.Il farmaco – informa Lilly in una nota – è già stato approvato nel 2024 in Italia dall'Agenzia del farmaco (Aifa) come trattamento per gli adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave e agisce prendendo di mira una proteina specifica, l'interleuchina-23p19, fattore chiave dell'infiammazione intestinale nella malattia di Crohn, una delle principali malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici).  Si stima che la malattia di Crohn colpisca in Italia circa 100 mila persone, con esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni, sebbene possa manifestarsi a qualunque età. È associata a progressivo danno intestinale, disabilità e peggioramento della qualità di vita. "Se non adeguatamente controllata, la malattia di Crohn – spiega Alessandro Armuzzi, responsabile Uo Ibd, Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e professore ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University – può portare a complicazioni che richiedono l'ospedalizzazione e l'intervento chirurgico.

I pazienti, inoltre, spesso si rassegnano a una ridotta qualità della vita, con sintomi come diarrea cronica, dolore addominale e urgenza intestinale che hanno un forte impatto sul loro benessere psicologico e sulla socialità. È necessario dunque agire con trattamenti target che possano rappresentare una svolta nella gestione della malattia e della sintomatologia.Oggi, i pazienti hanno a disposizione un'ulteriore opzione terapeutica con un ottimo profilo di sicurezza ed efficacia per il trattamento della malattia e il controllo dei sintomi, per una migliore qualità di vita".  L'approvazione da parte della Ce rappresenta un importante avanzamento nella gestione della malattia di Crohn, offrendo ai pazienti un trattamento mirato in grado di migliorare significativamente la loro qualità di vita. "Con l'estensione dell'indicazione di mirikizumab – osserva Silvio Danese, direttore dell'Unità di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell'Irccs Ospedale San Raffaele e professore ordinario di Gastroenterologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele – abbiamo un ulteriore strumento per aiutare i nostri pazienti a controllare la malattia di Crohn, con buone possibilità di raggiungere la remissione a lungo termine, nonostante precedenti fallimenti terapeutici.

Sono ancora in molti, infatti, a convivere con questa patologia senza riuscire a tenere sotto controllo i sintomi invalidanti che impattano su molti aspetti della vita sociale e professionale".  Molti pazienti – precisa la nota – non raggiungono la remissione completa, nonostante i trattamenti, o non mantengono la malattia sotto controllo a lungo: fino al 40% dei pazienti non risponde ai farmaci inibitori del Tnf e il 50% di quelli che ottengono risultati quando iniziano il trattamento perdono i benefici nel corso del primo anno di cure.La decisione della Ce fa seguito al parere positivo del Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) dello scorso dicembre e si basa principalmente sui risultati dello studio randomizzato controllato con placebo di fase 3 Vivid-1, i cui risultati mostrano che i pazienti trattati con mirikizumab hanno riscontrato un miglioramento significativo sia della remissione clinica (54,1% contro 19,6% di pazienti trattati con placebo) sia della risposta endoscopica a un anno, con una guarigione visibile del rivestimento intestinale (48,4% contro 9% di pazienti trattati con placebo).

Mirikizumab è attualmente in fase di studio anche nel Vivid-2, che valuta l'efficacia e la sicurezza del farmaco fino a 3 anni in adulti con malattia di Crohn da moderata a severa.  "L'efficacia di mirikizumab – sottolinea Massimo Claudio Fantini, segretario generale di Ig-Ibd (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) e professore ordinario di Gastroenterologia, Università degli Studi di Cagliari, direttore della Sc di Gastroenterologia, Aou, Cagliari – si evidenzia con lo studio Vivid-2 nei pazienti con 2 anni di trattamento continuo: tra coloro che hanno raggiunto una risposta endoscopica dopo un anno nello studio Vivid-1, oltre l'80% ha mantenuto la risposta endoscopica.Inoltre, tra i pazienti che hanno ottenuto sia la remissione clinica sia la risposta endoscopica dopo un anno in Vivid-1, quasi il 90% ha mantenuto la remissione clinica nel secondo anno di trattamento nel Vivid-2".  Lo studio Vivid-1 ha inoltre messo in evidenza come il 32,5% dei pazienti trattati con mirikizumab ha ottenuto un miglioramento della risposta endoscopica a 3 mesi (rispetto al 12,6% con placebo), un risultato importante nel trattamento di una patologia che ha un impatto significativo sulla vita dei pazienti.

L'estensione dell'indicazione di mirikizumab per la malattia di Crohn, dopo l'approvazione in Europa e in Italia per il trattamento della colite ulcerosa da moderata a grave nei pazienti adulti, è un passo in avanti nel percorso di Lilly al fianco delle persone che vivono con Mici. "Questa approvazione rappresenta un'importante opportunità per migliorare la qualità di vita dei pazienti con malattia di Crohn – conclude Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Lilly – Il nostro impegno è quello di offrire soluzioni terapeutiche innovative e sicure, collaborando con la comunità scientifica per rispondere ai bisogni insoddisfatti di chi convive con questa patologia.Siamo convinti che mirikizumab possa contribuire in modo significativo alla gestione della malattia e al miglioramento del benessere generale dei pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Real-Atletico a Psv-Arsenal, dove vedere gli ottavi di Champions League

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(Adnkronos) – Torna la Champions League con l'andata degli ottavi di finale.Oggi, martedì 4 marzo, spettacolo assicurato con il derby Real Madrid-Atletico Madrid, ma anche con Club Brugge-Aston Villa, Psv-Eindhoven-Arsenal e Borussia Dortmund-Lilla.

Fari puntati sul big match del Bernabeu tra i Blancos di Carlo Ancelotti e i Colchoneros di Diego Simeone, protagonisti negli ultimi anni di confronti infuocati.In Spagna e in Europa.  Dopo aver superato il Manchester City di Guardiola ai playoff, il Real è atteso dal derby contro l'Atletico.

La squadra di Simeone si è qualificata agli ottavi della massima competizione europea grazie al quinto posto nella fase campionato.Grande attesa anche per la sfida tra la sorpresa Psv, che ha eliminato la Juve negli spareggi, e l'Arsenal di Arteta.

Ecco le probabili formazioni delle partite di oggi:  
Club Brugge (4-4-2): Mignolet; Sabbe, Mechele, Ordonez, De Cuyper; Siquet, Jashari, Vanaken, Talbi; Jutgla, Tzolis.All.

Hayen.  
Aston Villa (4-2-3-1): Martinez; Cash, Disasi, Konsa, Digne; Tielemans, McGinn; Rogers, Asensio, Rashford; Watkins.All.

Emery.  
Real Madrid (4-3-3): Courtois; Vazquez, Rudiger, Alaba, Mendy; Modric, Tchouameni, Brahim Diaz; Rodrygo, Mbappé, Vinicius Jr.All.

Ancelotti 
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Molina, Le Normand, Lenglet, Galan; Simeone, De Paul, Llorente, Lino; Griezmann, Alvarez.All.

Simeone  
Psv (4-3-3): Benitez; Ledezma, Flamingo, Boscagli, Malacia; Schouten, Til, Saibari; Perisic, L.De Jong, Lang.

All.Bosz. 
Arsenal (4-3-3): Raya; Timber, Saliba, Gabriel, Calafiori; Odegaard, Partey, Rice; Nwaneri, Merino, Trossard.

All.Arteta.  
Borussia Dortmund (4-2-3-1): Kobel; Ryerson, Emre Can, Schlotterbeck, Bensebaini; Sabitzer, Gross; Adeyemi, Reyna, Bynoe-Gittens; Guirassy.

All.Kovac.  
Lilla (4-2-3-1): Chevalier; Meunier, Diakité, Alexsandro, Ismaily; André, Bouaddi; Cabella, Mukau, Haraldsson; David.

All.Genesio. Le sfide del martedì di Champions saranno visibili su Sky.

Si parte alle 18:45 con Club Brugge-Aston Villa, in diretta tv su Sky Sport Uno, Sky Sport 253 e in streaming su Now.Alle 21 tocca a Real Madrid-Atletico Madrid
(in diretta tv su Sky Sport Uno, Sky Sport 252 e in streaming su Now), Psv-Arsenal (diretta tv su Sky Sport Calcio, Sky Sport 253 e in streaming su Now) e Borussia Dortmund-Lilla (Sky Sport 254, Sky Sport 4K e in streaming su Now).

Tutte le partite serali saranno disponibili anche sul canale Zona Gol.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eleonora Giorgi morta, l’attacco di Clizia Incorvaia: “Falsità e ipocrisia da molti”

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(Adnkronos) –
Clizia Incorvaia si è lasciata andare a un lungo sfogo sui social, in difesa della suocera Eleonora Giorgi, morta ieri lunedì 3 marzo dopo una lunga malattia.  La scomparsa dell'attrice ha scosso tutti coloro che la conoscevano, in particolare tanti colleghi e volti noti del mondo dello spettacolo.Ma secondo la moglie di Paolo Ciavarro alcuni dei messaggi condivisi pubblicamente nascondono falsità e ipocrisia.  "Ci sono persone che scrivono post su mia suocera con una falsità assurda", scrive Clizia Incorvaia. "È bello dire belle parole adesso – continua la mamma di Gabriele, il nipotino di Eleonora – e non calcolarla quando era in vita.

Solo per consenso pubblico e like?Si", sottolinea Clizia.  "Ma il dolore e la rabbia…

lasciano spazio solamente all’amore.L’eredità di amore che ci hai lasciato”, aggiunge la Incorvaia prima di ringraziare tutti per i messaggi sinceri: "Grazie a voi tutti per i bellissimi messaggi", conclude. Clizia Incorvaia ha poi riservato dolci parole nei confronti della suocera Eleonora, con cui era molto legata: "Sei stata come una mamma per me.

Voglio riempirmi la testa e il cuore del tuo sorriso da bambina che porterò sempre con me", ha aggiunto.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Settimana del cervello, 2 eventi per i 30 anni Fondazione Cavalieri Ottolenghi

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(Adnkronos) – In oltre il 10% delle famiglie italiane una persona soffre di malattie neuro psichiatriche, con un costo totale stimato di circa 87 miliardi di euro all'anno.Sono dedicati proprio a questo tema i 2 appuntamenti in programma l’11 e il 12 marzo al Circolo dei lettori di Torino, in occasione della Settimana del cervello – che si celebra in tutto il mondo dal 10 al 16 marzo – per ricordare il trentennale della Fondazione Cavalieri Ottolenghi e la 'mecenate' che ne ha posto le basi, trasformando un dolore personale in fiducia nel progresso della scienza e della ricerca per la cura delle patologie neuropsichiatriche.

Nel primo incontro Alessandro Padovani, presidente della Società italiana di neurologia (Sin) illustrerà il valore dell’alleanza tra clinici e ricercatori per la salute del cervello. È dedicato invece al dialogo tra cinema e neuroscienze, il secondo appuntamento. La Fondazione Cavalieri Ottolenghi – riporta una nota – è nata nel 1995 grazie al lascito all’Università di Torino di Annetta Cavalieri Ottolenghi, gentildonna torinese che, colpita dalla sofferenza provocata dalle malattie mentali, di cui aveva esempi in famiglia, decide, alla sua morte, di destinare tutti i suoi averi allo studio delle cause e alla terapia delle patologie che colpiscono il cervello.La sede e i laboratori di ricerca della Fondazione si sono trasferiti nel 2010 nel nuovo Istituto, costruito nel comprensorio dell’Ospedale San Luigi Gonzaga, a Orbassano (To). È nato così il Nico, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, centro di eccellenza dell’Università di Torino, dove un team di 90 ricercatrici e ricercatori studia con approcci multidisciplinari come si ammala il cervello e come curarlo. Nel dettaglio, per il primo appuntamento della Settimana del cervello, martedì 11 marzo, al Circolo dei lettori, la Fondazione Cavalieri Ottolenghi ospita Alessandro Padovani, presidente della Società italiana di neurologia (Sin) e direttore della Clinica di Neurologia dell’Università di Brescia.

Nella conferenza dal titolo ‘Brain Health: un'alleanza tra clinici e ricercatori per la salute del cervello’ il professor Padovani spiegherà l’urgenza di coniugare gli sforzi per una risposta coordinata a livello nazionale, europeo e globale per promuovere la ricerca e l'innovazione nel campo: un'alleanza tra clinici, farmacologi, neurobiologi per prevenire e curare le malattie del cervello, all’interno del concetto di One health, una salute unica e olistica che coinvolga l’uomo, gli animali e l’ambiente in cui vivono.Perché non c'è un cervello in salute in un corpo malato e viceversa. Il secondo appuntamento, mercoledì 12 marzo – è dedicato al dialogo tra cinema e neuroscienze.

Andrea Giaime Alonge, docente di Storia del cinema e Sceneggiatura cinematografica dell’Università di Torino e Alessandro Vercelli, direttore del dipartimento di Neuroscienze e del Nico – Università di Torino, parleranno di 2 mondi intrecciati indissolubilmente.Le neuroscienze indagano infatti i sottili meccanismi mentali che quest’arte evoca e sfrutta, d’altro canto il cinema racconta la malattia mentale e la sua cura in moltissimi modi, aiutando a combattere lo stigma, stimolandoci a immedesimarci nel malato neuropsichiatrico e nei suoi caregiver.

Ci sono film poi, come ‘Risvegli’, che raccontano di scienziati di nobili sentimenti, con i quali lo spettatore è chiamato a identificarsi.Ma allo stesso tempo c'è una lunga tradizione – che parte da un classico del cinema muto, ‘Il gabinetto del dr.

Caligari’ (1920), e arriva fino a ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’ (1975) – che invece presenta medici e scienziati sotto una luce piuttosto sinistra.Lo scienziato, e in particolare lo scienziato della mente, può essere un eroe, ma anche un pericolo per la società e la libertà dell'individuo.

La partecipazione agli eventi – in via Bogino 9 Sala Gioco alle 18:00 – è con ingresso libero fino a esaurimento posti. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Andreulli: “Castellammare? Mi sento a casa. Ad Acireale grande gioia dopo una partita infinita”

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Fabio Andreulli, ex centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione Il Pungiglione Stabiese che va in onda ogni Lunedì dalle 20:30 sui canali social Vivicentro.it.Le dichiarazioni di Fabio Andreulli sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.it.

“Uno dei ricordi più belli alla Juve Stabia è certamente il derby con il Napoli, con un’intera città raccolta attorno alla squadra già due ore prima della gara, fu un’esperienza bellissima.

Ho tanti ricordi a Castellammare, ho tanti amici anche in Curva, ogni volta che torno è come sentirmi a casa mia, li ringrazio tutti per l’affetto dimostrato.Il direttore Pannone venne a Castellammare e con lui anch’io, sono stati i miei inizi nel calcio professionistico, ho giocato con calciatori importanti, esperienza molto bella dal punto di vista umano e come giocatore, arrivai quando fecero il campo in erba sintetica.

Mi sono trovato fin da subito bene con l’intera città, al di là del lavoro che facevo.Nei miei 5 anni ho avuto un rapporto con gli altri calciatori molto buono, non ho mai avuto problemi con nessuno.

Nell’anno della C1 sono stato in camera con Petrazzuolo, che fa attualmente ancora parte della società, è un bravissimo ragazzo, un tipo tosto.Nell’anno del testa a testa col Potenza, abbiamo vinto la partita che più contava, stavamo dilapidando un buon vantaggio a causa di qualche pareggio di troppo.

Alla fine si ricordano sempre le partite che contano.Tifosi?

Anche quando giocavo io e stavamo vincendo la C2, c’erano settimane con lo stadio pieno ed altre meno, forse dipende dalla vicinanza del Napoli per il quale parecchi stabiesi tifano, ma non me lo so spiegare, ci sono ovviamente anche i tifosi della festa che vanno solo quando si vince.Ricordo anche la vittoria di Acireale, partita infinita, con qualche disordine a fine gara.

Nello spogliatoio successe di tutto e mi ricordo che Petrazzuolo si seppe difendere e difese anche i più giovani.Ci ruppero il vetro del pullman con un sasso, fu una baraonda ma tornammo a casa felici.

Io e Gigi Castaldo avemmo la possibilità di andare al Napoli, ma non se ne fece nulla.Nel calcio moderno mi rivedo in Barella.

Oggi lavoro con mio fratello in una azienda ereditata da nostro padre ed alleno i ragazzini in una polisportiva non a scopo di lucro del mio paese, un bel gruppo per togliere i bambini dalla strada, dove tra l’altro anche io iniziai a tirare i primi calci ad un pallone.Spero di ritornare quanto prima allo stadio Romeo Menti sto provando ad organizzarmi con i ragazzi della Polisportiva.

Saluto tutti e ringrazio tutta Castellammare per l’affetto che mi avete dimostrato durante la mia permanenza alla Juve Stabia.”

Dolly Parton, morto il marito Carl Dean: “Uniti per oltre 60 anni”

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(Adnkronos) –
Lutto per Dolly Parton, la regina della musica country: è morto il marito Carl Dean, con cui è stata sposata quasi 60 anni, evitando sempre i riflettori su di sé e ispirando l'intramontabile successo "Jolene".  Dean aveva 82 anni, tre in più della celebre moglie, e si è spento a Nashville, nel Tennessee.La cerimonia funebre avverrà in forma privata, con la partecipazione dei parenti più stretti, ha fatto sapere la famiglia. "Carl e io abbiamo trascorso molti anni meravigliosi insieme.

Le parole non possono rendere giustizia all'amore che abbiamo condiviso per oltre 60 anni.Grazie per le vostre preghiere e le vostre condoglianze", ha scritto Dolly Parton in un comunicato.

La famiglia, tramite l'addetto stampa della cantante, ha chiesto rispetto e privacy.Non è stata annunciata la causa del decesso. Nel 1964 Dolly Parton incontrò Carl Dean fuori dalla lavanderia a gettoni 'Wishy Washy' il giorno in cui si trasferì a Nashville all'età di 18 anni.

Si sposarono due anni dopo, il 30 maggio 1966, in occasione del Memorial Day, con una cerimonia privata a Ringgold, in Georgia.All'epoca Dean era il titolare di un'impresa di lavori stradali a Nashville.  La figura di Dean ha ispirato 'Jolene', canzone scritta e interpretata da Dolly Parton per il suo album omonimo del 1974.

Il brano narra di una donna che affronta Jolene, una bellissima ragazza che ritiene che stia tentando di sottrarre il suo uomo e la prega di non portarglielo via.Secondo quanto sostenuto dalla Parton, la canzone è stata ispirata da un'impiegata di banca dai capelli rossi che flirtò con suo marito alcuni giorni dopo il loro matrimonio.

Parton ha dichiarato, inoltre, che Dean ha contribuito a ispirare il suo ultimo album 'Rockstar' del 2023. (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sclerosi multipla, per la Giornata della donna torna Gardensia in 5 mila piazze

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(Adnkronos) – In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) torna con Gardensia per promuovere la ricerca contro la malattia.La manifestazione solidale, giunta alla 20ma edizione, colorerà – venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 marzo – 5 mila piazze con gardenie e ortensie, simbolo del legame tra le donne e la lotta contro la sclerosi multipla (Sm) che in Italia colpisce oltre 140 mila persone, con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini.

Evolvendo da Fiorincittà, passando alla profumatissima Gardenia ,fino all'attuale Gardensia, l’iniziativa ha consolidato il suo ruolo nella sensibilizzazione sulla Sm nella raccolta fondi con un fiore, anzi due.  La Sm è una malattia neurologica cronica, imprevedibile e progressivamente invalidante, che si manifesta generalmente tra i 20 e i 30 anni, una fase cruciale della vita.Attraverso Gardensia – spiega una nota – Aism invita a scegliere una pianta e contribuire così alla ricerca scientifica e al potenziamento dei servizi per le persone con Sm e patologie correlate.

Nonostante i progressi della ricerca, le cause della malattia rimangono sconosciute e non esiste ancora una cura definitiva.Tuttavia, i risultati degli ultimi 20 anni hanno migliorato significativamente la qualità della vita delle persone con la malattia, grazie a terapie innovative e approcci integrati.

La manifestazione promossa da Aism, si svolge sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e, grazie all’impegno di oltre 14 mila volontari, offre la possibilità di donare e ricevere una gardenia o un’ortensia a fronte di un contributo minimo di 15 euro per pianta, che è possibile anche prenotare contattando la sezione provinciale Aism della propria città (aism.it/gardensia). Quando si tratta di donne con disabilità, la discriminazione è ancora troppo alta: è stata sperimentata almeno una volta nella vita dalle persone con Sm e neuromielite ottica (61,1%) mentre per le donne arriva al 63%.Per mettere uno stop a discriminazione e violenza contro le donne con disabilità.

Aism ha promosso diversi progetti ( I>DEA, e #Cambiailfinale ) pensati nel tempo offrendo strumenti informativi e formativi (incontri, guide, video) destinati a creare una rete di supporto capace di riconoscere e fronteggiare gli impatti delle discriminazioni (progettoideaaism.it) “Con Gardensia facciamo fiorire la ricerca, facciamo fiorire tante iniziative di Aism per le donne, facciamo fiorire vita nuova dentro e oltre la sclerosi multipla e patologie correlate – afferma Chiara Francini, attrice, scrittrice, conduttrice televisiva e ambasciatrice Aism – Come dico sempre, non bisogna mai smettere di apprezzare la bellezza, anche di un fiore, donare bellezza e prendersi cura di sé, tutti noi meritiamo di essere ogni giorno forti e chiari.Ci sono sempre nuove sfide da affrontare e superare, portiamo nuova linfa alle nostre radici, con il sorriso, tutti noi, qualsiasi sia la nostra età, possiamo essere ‘ragazze e ragazzi come io’, persone autentiche, uniche, speciali”.  Quest’anno è attivo anche il numero solidale 45512, grazie al quale è possibile sostenere la realizzazione di un centro di eccellenza europeo per la neuroriabilitazione.

I fondi raccolti saranno utilizzati per creare laboratori all’avanguardia, sviluppare dispositivi tecnologici per la riabilitazione e validare nuove linee guida.Le donazioni al numero solidale variano da 2 a 5 o 10 euro in base all’operatore.

All’iniziativa 'Bentornata Gardensia' hanno aderito Assaeroporti e Aeroporti 2030 insieme agli Aeroporti Italiani. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dai pomodori alle auto, ecco come i dazi di Trump potranno far salire i prezzi

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(Adnkronos) – I pesanti dazi imposti da Donald Trump sui prodotti importati da Messico, Canada e Cina potranno trasformarsi per le famiglie americani in nuovo rialzo dei prezzi al supermercato, nelle rivendite di auto, nei negozi di elettronica e ai benzinai.Anche se Peter Navarro, consigliere della Casa Bianca per il commercio, afferma che gli effetti dei dazi sui prezzi sarà relativamente "piccolo", considerata la simultanea deregulation adottata dall'amministrazione, insieme alla riduzione delle spese federali e l'espansione della produzione energetica, .  "Considerata la combinazione di questi tre Paesi, sarà difficile entrare in un supermercato e non vedere una sorta di effetto inflazionistico", spiega al New York Times Jason Miller, della Michigan State University, riferendosi al fatto che Canada, Messico e Cina costituiscono insieme il 40% dell'import Usa.

Il primo impatto in ordine di tempo si sentirà sui prodotti alimentari freschi, il 65% dei quali arriva dal Messico, da dove arriva anche una parte della produzione di grandi aziende agricole Usa.  Dal momento che le scorte di frutta e verdura hanno ovviamente vita breve nei supermercati, già nel giro di un paio di settimane, quindi, i dazi potrebbero far salire il prezzo di pomodori, avocato, fragole.Si rischia anche un rialzo dei prezzi della birra di importazione, il 18% del totale consumato negli Usa secondo i dati del Beer Institute, citati dal Washington Post, che ricorda che arrivano dal Messico 4 galloni su 5 di birra importata.

Secondo le previsioni di Beer Merketer's Insight, i dazi del 25% potrebbero far salire il prezzo delle marche più vendute, Modelo Especial e Corona, del 4-12 per cento.  
Le importazioni agricole dal Canada interessano soprattutto cereali e carne, oltre ovviamente l'iconico sciroppo di acero: il Canada produce il 70% della produzione globale del famoso condimento dei pancake, e il 60% delle sue esportazioni arrivano negli Usa.  Si teme, inoltre, che i dazi – in tempi più lunghi, potranno avere un effetto anche sui costi delle automobili, considerato che le grandi industrie automobilistiche inviano ogni settimana da Canada e Messico veicoli finiti e componenti auto per un valore di decine di miliardi di dollari.E dalla Cina anche le importazioni per miliardi di dollari di componenti dalla Cina.

Basti pensare che nelle fabbriche della General Motors in Canada e Messico lo scorso anno è stato prodotto quasi il 40% di tutti i suoi veicoli in Nord America.  
In Messico, per esempio, si produce l'88% dei pickup venduti negli Usa: i dazi del 25% potranno far crescere di 3mila dollari il prezzo di un nuovo veicolo Ford o GM, ha detto recentemente il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrad.Le misure potranno farsi sentire anche sul prezzo della benzina, anche se Trump ha limitato al 10% i dazi sulle importazioni energetiche dal Canada, dal quale arriva il 60% delle importazioni petrolifere degli Usa.

Secondo gli esperti l'effetto delle tariffe sul mercato dipenderà da quanto rimarranno in vigore.  Infine, i dazi sulle importazioni cinesi potranno far salire i prezzi sull'elettronica, dai cellulari ai computer e videogame.E anche il prezzo del legname potrà salire, dal momento che il 30% di quello utilizzato negli Usa arriva dal Canada, e questo potrà avere un effetto sul settore dell'edilizia, esacerbando la crisi degli alti costi per la casa per milioni di famiglie americane.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coop, taglia traguardo 5 anni la campagna ‘Close the Gap’ per inclusione e parità di genere

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(Adnkronos) – Coop rilancia anche nel 2025 'Close the Gap', la campagna per l’inclusione e la parità di genere che giunge così al traguardo dei 5 anni.Al centro dell’attenzione di Coop, quest’anno, la necessità che l’educazione alle relazioni diventi una materia scolastica obbligatoria nel nostro Paese, come peraltro è già nella maggioranza dei Paesi europei.  In Italia non sono state sufficienti 16 proposte di legge in quai 50 anni per renderla tale.

Eppure, da questa educazione passa la prevenzione in grado di limitare se non impedire atti di odio, emarginazione, finanche violenza di genere.L’obiettivo del nuovo impegno di Coop è avviare una diffusa operazione di sensibilizzazione sul tema usando la propria rete di negozi, i propri prodotti e avviando collaborazioni con il mondo dell’associazionismo più coinvolto.  Continua inoltre il lavoro interno per l’inclusione e dopo che Coop Italia ha ottenuto nel febbraio di un anno fa, prima tra le insegne della grande distribuzione organizzata italiana, la certificazione per la Parità di Genere Uni PdR 125, lo strumento volontario previsto dal dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, tutte le grandi cooperative di consumatori hanno anch’esse acquisito la certificazione o sono in procinto di ottenerla.

E tra le novità, anche grazie al coinvolgimento delle direzioni del personale delle cooperative, l’avvio di percorsi di inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza. 'Dire, fare, amare', l’istruzione come prevenzione: l'educazione alle relazioni ha come principale obiettivo quello di rendere ogni persona consapevole di chi è, cosa desidera, come comportarsi al meglio con gli altri siano esse persone vicine, coetanei o partner.E' una formazione a tutto tondo che coinvolge la sfera degli affetti e quella della sessualità.

Potrebbe essere una materia scolastica ma in Italia non lo è, benché siano molte le voci di organizzazioni, movimenti, psicologi, pedagoghi o altri che la ritengono uno strumento importante anche lato prevenzione.  Coop aggiunge la sua voce a questo coro e lo fa partendo da 'La scuola degli affetti.Indagine sull’educazione alle relazioni', una survey svolta dal proprio ufficio studi con la collaborazione di Nomisma su un campione rappresentativo della popolazione italiana (2000 persone tra i 18 e i 64 anni).

A guidare i lavori un comitato scientifico formato da Linda Laura Sabbadini, ex dirigente del dipartimento per le Statistiche sociali dell’Istat e oggi editorialista, Elisabetta Camussi, docente di Psicologia sociale presso l'università Milano Bicocca e presidente della Fondazione Ossicini, Enrico Galiano scrittore, insegnante e comunicatore sociale noto per il suo impegno nella diffusione di una didattica alternativa.I dati emersi sono molto netti: in sintesi il 70% del campione esprime il suo apprezzamento a che l’educazione alle relazioni divenga una materia scolastica obbligatoria e ben 9 italiani su 10 ritengono che proprio l’insegnamento scolastico possa contribuire alla prevenzione di fenomeni di odio, emarginazione, finanche violenza di genere.

A partire anche dalla tenera età, dato che un genitore su due immagina che il percorso dell’educazione alle relazioni possa iniziare già dalla scuola elementare. Scorporata in tre sezioni, la survey indaga quanto gli italiani siano oggi soddisfatti dell’educazione alle relazioni ricevuta, come sia il dialogo su questi temi fra genitori e figli e appunto quale debba essere il ruolo da riconoscere all’istituzione scolastica.La fotografia restituita per quanto concerne la soddisfazione attuale è un’immagine in chiaroscuro dove a fronte di 4 italiani su 10 che si dicono molto soddisfatti del proprio know how relazionale, 3 su 10 hanno una percezione completamente opposta.

Alla madre è riconosciuto il ruolo di guida sia nelle relazioni con il partner che in quelle con familiari e amici (è infatti scelta come figura di riferimento dal 68% degli intervistati nel primo caso e dal 78% nel secondo).La figura paterna viene invece superata dal ruolo svolto dal partner (70% e 72%) e da amici e coetanei (59% e 68%).

E' comunque la cerchia ristretta e reale che ci circonda la guida per l’80% degli italiani.E tra coloro che hanno un partner, se è vero che il dialogo di coppia soddisfa la maggioranza, è altrettanto vero che condividere le proprie emozioni con l’altro/a rimane la più grande difficoltà e tra le situazioni vissute spesso o qualche volta si insinua anche il sospetto nei confronti dell’altro (lo dichiara il 26% del campione). Quando poi si passa al tema genitori-figli, benché il mood non sia negativo, ci sono argomenti e argomenti e l’informazione sessuale rimane ancora un tabù.

Se il 44% dichiara di parlare spesso con il proprio figlio o figlia di rapporti interpersonali con amici o familiari, la percentuale scende al 21% se si parla di coppie e al 19% se si parla di informazione sessuale.Tra coloro che hanno una qualche difficoltà (ovvero l’80%), a pesare nel confronto per il 56% c’è il timore di suscitare ansia nel figlio/figlia, il 51% dichiara il proprio imbarazzo, un altro 46% indica come fattore di impedimento la chiusura da parte del figlio.

Tra i meno loquaci i papà con figli adolescenti maschi. Entrando più direttamente sul tema dell’educazione alle relazioni oggi, il campione intervistato indica tra le figure che più dovrebbero essere direttamente coinvolte sì genitori e parenti stretti (riconosciute come figure cardine da 9 intervistati su 10) ma anche agli insegnanti, ritenuti molto e abbastanza importanti nella formazione in media in uguale misura, stesso discorso per gli psicologi.Un ambito in cui la competenza e la conoscenza viene riconosciuta. Proprio le competenze ritornano come indispensabili quando si chiede in una formazione scolastica continuativa chi dovrebbe svolgere un ruolo centrale; il 68% degli intervistati non a caso immagina programmi che coinvolgano esperti esterni, quali psicologi o pedagogisti, il 62% immaginano spazi di ascolto psicologico specializzato, il 51% programmi di formazione specialistica agli insegnanti.

E se volessimo avere la cartina tornasole tra coloro, seppur una minoranza, che non vogliono l’educazione alle relazioni come materia scolastica obbligatoria il motivo principale per il 49% è proprio il timore che possa essere trattata con superficialità.Tra i banchi, insomma, molte competenze e niente tabu.

Così, per 9 genitori su 10 i programmi scolastici di educazione alle relazioni dovrebbero parlare sia di rapporti con i partner che di rapporti in generale che di informazione sessuale (anatomia del corpo, malattie sessualmente trasmissibili, metodi contraccettivi e consenso nelle relazioni sessuali). "Nei 5 anni di 'Close the Gap' -spiega Maura Latini, presidente di Coop Italia- abbiamo affrontato molti temi, siamo stati tra i primi a sollevare il dibattito sulla 'tampon tax', abbiamo sposato la causa delle donne in Iran all’indomani della morte di Masha Amini, abbiamo sostenuto la necessità dell’estensione del congedo paterno obbligatorio oltre i limiti della legge ancora oggi esistente.Oggi alziamo l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza e sulla necessità dell’educazione alle relazioni per le giovani generazioni.

Noi crediamo che il tema non sia più procrastinabile e che ci sia urgenza di affrontarlo in modo serio, senza infingimenti ideologici proprio come strumento irrinunciabile di maggiore consapevolezza e di prevenzione.Ce lo conferma anche la fotografia restituita dalla survey che dimostra una maturità sul tema da parte del campione analizzato non così scontata.

Non siamo i soli a sostenere questa necessità, ma proprio perché Coop è un movimento popolare fatto di persone, presente in modo capillare nei territori vogliamo mettere a disposizione questa nostra ricchezza a sostegno della causa.L’occasione di oggi è l’avvio di una campagna 'Dire, fare, amare' che ci accompagnerà nel corso dei prossimi mesi condividendo questi obiettivi con la nostra base sociale e con altre realtà del mondo associativo che credono nella forza del cambiamento". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, disturbi di memoria e attenzione per 75% pazienti, all’Ieo servizio dedicato

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(Adnkronos) – Ogni anno, su 390mila nuovi pazienti oncologici registrati in Italia, quasi 293mila sviluppano disturbi di attenzione, memoria e concentrazione, generando il fenomeno noto come 'chemo brain'.Per offrire una soluzione efficace a questi disturbi è nato il primo percorso di valutazione e riabilitazione neuropsicologica in Italia, ideato dalla divisione di Psiconcologia dello Ieo, Istituto europeo di oncologia, diretto dalla professoressa Gabriella Pravettoni, che ha l’obiettivo di aiutare le persone, durante e dopo le cure, a superare questi ostacoli grazie a strategie di recupero e compensazione. "Le patologie e le terapie oncologiche, come chemioterapia, immunoterapia e radioterapia, possono influire temporaneamente sulle capacità cognitive – spiega Roberto Grasso, neuropsicologo allo Ieo di Milano – Si possono quindi manifestare disturbi di memoria, scarsa concentrazione, affaticamento mentale e rallentamento nei processi decisionali.

Incontriamo pazienti con difficoltà a ricordare che giorno sia e cosa hanno fatto poco prima.Altri faticano a organizzare la propria giornata sulla base degli impegni professionali e personali.

Altri ancora dimenticano gli appuntamenti di lavoro.Il servizio di recupero delle difficoltà cognitive può aiutarli a riprendere quella che era la vita prima della malattia". Il percorso è suddiviso in 2 step: la valutazione neuropsicologica e la riabilitazione. "La valutazione prevede un’analisi approfondita delle funzioni cognitive del paziente, grazie all’utilizzo di test specifici – continua Grasso – Avviene in struttura e dura circa un’ora e mezza.

Gli obiettivi sono: esaminare la memoria a breve e lungo termine, la capacità di attenzione e concentrazione, il linguaggio e le funzioni comunicative, le funzioni esecutive (pianificazione, organizzazione e problem solving) e le abilità visuo-spaziali.Ogni test è condotto da neuropsicologi esperti, in grado di comprendere l’entità dei deficit e di progettare un intervento personalizzato, che si realizza poi nella seconda fase, la riabilitazione, che punta a favorire il recupero delle funzioni cognitive compromesse o a sviluppare strategie di compenso per gestirle in modo più efficace".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eleonora Giorgi, petizione per intitolarle la via del bacio in ‘Borotalco’

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(Adnkronos) – Dopo la scomparsa di Eleonora Giorgi, venuta a mancare ieri all'età di 71 anni, è partita una petizione online lanciata su Change.org dagli amministratori della pagina Facebook da 79mila follower 'Largo Arenula, 2'.L'obiettivo è quello di intitolare all'attrice via Elio Lampridio Cerva, a Roma, ovvero la via del bacio tra Nadia Vandelli e Manuel Fantoni
nel film 'Borotalco'.  "Eleonora è stata una grande attrice, amata da molti italiani.

Crediamo che rinominando la via in suo onore, Roma e l'Italia tutta possano mostrare il loro apprezzamento per il suo contributo alla commedia italiana", scrivono gli autori dell’appello. "Crediamo, inoltre, che questo sarebbe un modo appropriato di onorare la sua vita e il suo lavoro.E un modo per ricordare quel meraviglioso bacio tra Nadia Vandelli e Sergio Benv…

Manuel Fantoni.Invitiamo a firmare questa petizione per intitolare via Elio Lampridio Cerva a Roma a Eleonora Giorgi, una grande donna che ha arricchito la nostra cultura". Il film, diretto e interpretato da Carlo Verdone, è una delle commedie di maggior successo a cui Eleonora Giorgi ha legato il suo nome.

Quel personaggio le somigliava "parecchio – raccontò nel 2022 l'attrice al 'Corriere della Sera' – perché Carlo mi aveva permesso di ritagliarmi su misura il personaggio insieme al costumista Luca Sabatelli.Ero all'apice del successo e qualcuno mi disse: 'Ma perché perdi tempo con questa cosetta?'. 'Sarà un film leggero e profumato come il talco', mi disse Carlo dopo aver deciso finalmente il titolo". "È stato il più bel ruolo della mia carriera e uno dei personaggi femminili più riusciti del cinema italiano", ha confessato Giorgi, che per quell'interpretazione vinse il David di Donatello e il Nastro d'Argento. "Io ero all'apice della carriera, Carlo aveva avuto uno straordinario successo con i suoi primi film 'Un sacco bello' e 'Bianco Rosso e Verdone'.

Avevo un desiderio folle di lavorare con Verdone e lanciai un appello che lui raccolse – ha detto in un'intervista sempre del 2022 al 'Messaggero' – Dalle nostre conversazioni nacque il ruolo di Nadia in cui misi molto della mia personalità.Anch'io ero una bionda spumeggiante e un po' ingenua, proprio come Nadia.

Che pronuncia la migliore battuta femminista del cinema italiano, e ben 40 anni fa: 'Anch'io ho diritto alla mia dimensione, mica posso fare la casalinga'.Quel film dimostrò che un'attrice carina poteva far ridere e mi regalò una soddisfazione indimenticabile". Carlo Verdone ha ricordato ieri la sua amica e collega Eleonora Giorgi in un post sui social in cui la chiama "amore mio" e le promette: "Sarai sempre nel mio cuore".

E parlando di lei in televisione non è riuscito a trattenere la commozione. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A, lo scudetto è per quattro: i dati che confermano il ritorno della Juve

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(Adnkronos) – Lo scudetto si fa…in quattro.

In Italia, una lotta per il titolo così agguerrita non si vedeva da un po’.Dopo 27 giornate, l’Inter comanda la classifica con 58 punti.

Seguono il Napoli, a quota 57, l’Atalanta (55) e la Juventus (52).Quattro squadre in 6 lunghezze, come mai accaduto nell’era dei tre punti in questo momento della stagione. Quest’anno la Serie A non ha un padrone e regala spettacolo in ogni turno, tra botta e risposta e colpi di scena continui.

Dopo due campionati dominati prima dal Napoli di Luciano Spalletti e poi dall’Inter di Simone Inzaghi, la lotta scudetto in questa stagione è una delle più belle di sempre.Gli azzurri e i nerazzurri si sono divisi il primato dopo le prime giornate, ma in seguito hanno rallentato e sono rientrate nella corsa anche l’Atalanta di Gian Piero Gasperini e la Juventus di Thiago Motta, volata a –6 dopo il successo sul Verona firmato da Koopmeiners e Thuram. Fino al weekend del 25 maggio, l’ultimo della stagione, ci sono ancora da assegnare 33 punti.

Ma soprattutto, sono ancora diversi gli scontri diretti all’orizzonte.Il primo già domenica sera allo Stadium, quando ci saranno di fronte Juve e Atalanta.

Un confronto da cui potrebbe venir fuori la candidata più seria per inserirsi nel duello Inter-Napoli.Domenica 16 marzo, al Gewiss andrà invece in scena Atalanta-Inter. L’Inter di Simone Inzaghi è l’unica delle contendenti ancora impegnata su tre fronti.

I nerazzurri dovranno affrontare le semifinali di Coppa Italia contro il Milan, ad aprile, e gli ottavi di Champions contro il Feyenoord.Gare che potrebbero togliere energie preziose nella volata finale.

Napoli, Atalanta e Juve potranno invece ragionare di settimana in settimana, pensando solo al campionato.Un elemento da non sottovalutare in una stagione così lunga.

E che, grazie ai 15 punti conquistati nelle ultime 5 partite (tre nello scontro diretto con l'Inter) rimette in corsa anche i bianconeri.Per un traguardo impensabile fino a pochi giorni fa.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, quanto costa la squalifica: persi premi e il maxi ingaggio di Doha

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(Adnkronos) – Quanto costa la squalifica a Jannik Sinner?Il tennista azzurro è costretto a rimanere lontano dai campi per tre mesi in seguito all'inibizione ricevuta dopo l'accordo raggiunto con la Wada per chiudere il caso Clostebol.

Il numero uno al mondo salterà quindi numerosi tornei e dovrà rinunciare a parecchi premi in denaro, ma può contare sulla fedeltà dei suoi sponsor.  Sinner è tornato ad allenarsi nel fine settimana a Monte Carlo e rimarrà nel Principato fino al 13 aprile, quando potrà tornare all'attività di allenamento ufficiale.L'obiettivo è tornare per gli Internazionali di Roma, al via il prossimo 7 maggio.  Nei giorni in cui inizia Indian Wells, l'assenza del numero uno del mondo fa rumore.

Sinner è costretto a guardare uno dei Masters 1000 più iconici e prestigiosi dalla televisione, non potendo competere nemmeno per il ricco montepremi.Al vincitore del torneo californiano infatti andranno 1.2 milioni di dollari (1.201.125 per la precisione), mentre al finalista andranno oltre 630mila dollari.

Per i semifinalisti sono in palio quasi 355mila dollari, mentre per chi si ferma ai quarti di finale ce ne saranno 202mila.Gli ottavi di finale valgono oltre 110mila dollari, mentre il terzo turno più di 64mila. Tutte entrate a cui Sinner dovrà rinunciare, proprio come a quelle dei seguenti tornei.

La squalifica dai campi durerà fino al 4 maggio, con il numero uno del mondo che salterà quindi, oltre a Indian Wells, anche Miami, Monte Carlo e Madrid. Sinner, inoltre, ha già dovuto rinunciare all'assegno proveniente da Doha.In occasione dell'Atp 500 infatti, gli organizzatori avevano previsto una specie di gettone di partecipazione, che avrebbe dovuto aggirarsi intorno al milione, per incentivare la presenza dei migliori tennisti del mondo.

Il forfait dovuto all'accordo con la Wada ha fatto saltare il banco, così come l'esibizione di Las Vegas, inizialmente prevista per i primi di marzo e ora rinviata a data da destinarsi.  Nonostante la squalifica, Jannik Sinner continua a mantenere i rapporti commerciali con tutte le aziende partner.Un dettaglio non da poco e che non era scontato, tanto che, all'indomani della notizia dell'inibizione dell'altoatesino dai campi, qualcuno aveva sussurrato di come alcuni sponsor fossero pronti ad abbandonarlo.

Nei giorni scorsi, la Rolex ha confermato la partnership pubblicando un video che lo raffigura insieme a Coco Gauff e Roger Federer. Sinner oggi appare in svariate pubblicità, presta il suo volto a tante iniziative ed è spesso invitato come guest star a grandi eventi.Gucci è stato uno dei primi marchi a puntare su di lui, proprio come Nike, con cui il numero uno al mondo ha un accordo da circa 15 milioni l'anno.

In tv lo vediamo spesso negli spot di Fastweb e Lavazza, brand che sponsorizza diversi tornei del circuito.Ma nell'ultimo anno, quello dell'ascesa e della consacrazione, Sinner ha stretto accordi anche con De Cecco, Enervit, Alfa Romeo, Parmigiano Reggiano, Technogym, L'Oreal e anche Pigna, che ha lanciato una nuova linea di oggetti scolastici ispirati proprio all'azzurro.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Guglielmo Marciano: Troppo cari i biglietti per settori ospiti. Serie B? Un sogno per noi tifosi

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Guglielmo Marciano, storico tifoso della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Il pungiglione stabiese che va in onda ogni Lunedì dalle 20:30 sui canali social Vivicentro.it.Le dichiarazioni di Guglielmo Marciano sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.it.

“Non possiamo dire niente a questa squadra, sono poche le partite in cui abbiamo meritato di perdere e col Cittadella è stata una di queste.

Siamo andati un po’ in difficoltà dal punto di vista fisico, anche se la palla per portarci in vantaggio l’avevamo avuta noi con Buglio un tantino egoista nel non servire Adorante.La Juve Stabia ha dimostrato una forza ed una vigoria fisica importante, se caliamo in uno di questi aspetti possiamo andare in difficoltà.

Ci sta rifiatare per una partita che è girata per un episodio.Non si può dire niente al buon Varnier, seppure ha ripetuto un errore da matita blu come contro il Brescia, ci può stare.

Non avrei cambiato Pierobon a centrocampo che è un mastino che dà equilibrio al centrocampo, ma in quel momento il mister ha preferito giocare con un’altra punta da affiancare ad Adorante.Vorrei che si puntasse un po’ di più su Morachioli quando i terzini sono bloccati, a Palermo non mi era dispiaciuto.

A Mantova bisogna andare col coltello tra i denti, mettendo in campo la garra fondamentale.Sarà una partita difficile contro una squadra tecnica che, però, se aggredita va in difficoltà.

A Castellammare non abbiamo il senso della misura perché con due partite vinte ambiamo alla serie A e con due sconfitte rischiamo di retrocedere.Personalmente, firmerei per fare 20 campionati di fila in B con questi risultati.

Se nelle ultime 10 vinciamo 4 partite ci salviamo in carrozza.L’anno scorso siamo partiti per salvarci e abbiamo avuto due artefici di un capolavoro come l’allenatore e il DS che ha portato a Castellammare giocatori che la maggior parte di noi non conosceva nemmeno; quest’anno partivamo con tutti gli sfavori del pronostico, quindi bisogna vedere la salvezza come una benedizione dal cielo.

Bisogna essere oggettivi: fino ad ora il campionato è stato entusiasmante.La B per Castellammare è la Champions’ League ed è una vetrina importante per la città oltre ad essere un orgoglio per noi tifosi storici, le persone probabilmente ricordano poco il passato in D e C2.

Io ero tra i pochissimi a sostenere la maglia a Torre Del Greco e Pistoia, dove non arrivammo a 50 unità.Ricordo con affetto la Juve Stabia della rinascita con l’ospite di questa sera, Fabio Andreulli.

Non è possibile non riempire lo stadio con una squadra come questa che ti fa divertire.Bisogna stringersi attorno a questi ragazzi e portarli uniti fino al traguardo.

C’è un problema caro biglietti per la gente che segue come me la squadra in trasferta, auspico un prezzo calmierato pattuito tra tutte le società.E’ impensabile pagare oltre 20 € per un settore ospiti.

Una trasferta ci costa oltre 100 €, per un padre di famiglia è una spesa esosa”.

Bagnaia, prime scintille in Ducati? Pecco: “Voglio capire cosa è successo”

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(Adnkronos) – Sorriso a metà in casa Ducati.Nonostante l'ottimo avvio di stagione, con Marc Marquez che ha trionfato in Thailandia conquistando sia gara Sprint che Gran Premio, Pecco Bagnaia ha lasciato trasparire un po' di delusione.

Il terzo posto raccolto nelle prime due corse del Mondiale non preoccupano il pilota italiano, ma lasciano intravedere un gap con il compagno di squadra che Bagnaia intende colmare già dal prossimo Gp, in programma il 16 marzo in Argentina. Nell'immediato post gara di Buriram infatti, Bagnaia si è mostrato piuttosto nervoso a bordo pista.Pecco ha avuto un colloquio fitto con Luigi Dall'Igna, direttore generale Ducati, a cui ha detto: "Finire terzo va benissimo, ora però voglio capire cosa è successo", riferendosi al fatto di non essere mai riuscito ad avvicinarsi a Marquez, in testa alla corsa dal primo all'ultimo giro.

Marc ha mantenuto un passo gara perfetto, trovando continuità e dosando le gomme, dominando così la gara. La Ducati ha mostrato fin da subito la propria superiorità, ma Bagnaia, che dopo la delusione dello scorso anno vuole tornare a vincere il titolo, ha fatto intendere di non accontentarsi del podio.Sulla stessa lunghezza d'onda proprio Dall'Igna che, consapevole di essere ripreso, ha risposto alla preoccupazione del suo pilota con un "ne parliamo dopo".

Parole a cui Pecco ha risposto con uno sguardo piuttosto eloquente e carico di amarezza. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)