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Castellammare, insulti e minacce di morte sui social: denunciato ex sindaco

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Azione legale nei confronti dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio: la denuncia presentata dai colleghi magistrati

Aveva scritto una serie di post violenti contro i promotori dell’iniziativa delle “magliette rosse”, ora il giudice Luigi Bobbio nonchè ex sindaco di Castellammare, rischia seri provvedimenti: una denuncia è stata presentata alla presidente della Corte d’appello, affinchè invii al Csm la segnalazione propedeutica all’adozione di provvedimenti disciplinari. Sono stati gli stessi magistrati a “denunciare” il collega, dopo le frasi razziste pubblicate sulla sua bacheca facebook.
La reazione dell’Associazione Nazionale Magistrati era stata immediata censurando il comportamento di Bobbio; oggi s’è deciso di investire la Corte d’appello promuovendo, di fatto, un’azione disciplinare.
L’ex sindaco di Castellammare di Stabia, ora giudice dell’esecuzione al Tribunale civile di Nocera, aveva commentato l’iniziativa promossa da Don Luigi Ciotti indossando una t-shirt mimetica e accompagnando la fotografia con parole che lasciano poco spazio all’interpretazione «Fanculo voi zecche rosse, i clandestini e le pezze rosse! Per me…maglietta da combattimento! » si legge in un post tuttora visibile e accompagnato, tra l’altro, dall’emoticon di un pugnale. Poco dopo li aveva invitati anche al suicidio di massa in un commento.
In poche ore la sua presa di posizione aveva fatto il giro dei media e l’Anm aveva reagito con fermezza, esprimendo profondo sconcerto perdichiarazioni definite contrarie ai valori costituzionali ed espressive di una“radicale incontinenza rispetto al ruolo dimagistrato”.

Napoli, bambina ha fretta di nascere, mamma partorisce in ambulanza: il supporto fondamentale del 118

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Storia a lieto fine in ambulanza: donna in travaglio non riesce a raggiungere l’Ospedale, operatori del 118 di Napoli fanno da “ostetrica”

Ultimamente gli uomini e le donne del 118 sono balzati agli onori delle cronache per il clima di violenza che li ha investiti in questi mesi. Dall’inizio dell’anno solo nella città di Napoli si sono verificate già più di cinquanta aggressioni. Ma oggi, tra le corsie d’ospedale e nelle postazioni dei mezzi di soccorso il malcontento è stato attenuato da una bella storia a lieto fine: “Aveva fretta di nascere e una bambina è nata nell’ambulanza che era arrivata per soccorrere la mamma che era stata sorpresa dal travaglio nella zona di Montecalvario“: la prendono sull’ironico quelli dell’associazione «Nessuno tocchi Ippocrate» raccontando un episodio avvenuto ieri. L’ambulanza è arrivata dalla postazione Vomero con il medico Tommaso Prisco, l’infermiere Enzo Grieco e l’autista soccorritore Sergio Crescenzo che hanno potuto contare sulla collaborazione dell’equipe ginecologica del Cardarelli che ha atteso l’ambulanza con l’incubatrice già pronta per la nuova nata. “Per chi ha soccorso lei e la mamma – racconta il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli – sarà sempre una “centodiciottina” indipendentemente dal suo nome. È bello che la gente del quartiere ha aiutato concretamente la donna e l’equipe sanitaria”.

UFFICIALE – Juve Stabia, colpo in entrata del settore giovanile: arriva Luongo!

Juve Stabia, colpo in entrata del settore giovanile: arriva Luongo!

La Juve Stabia, settore giovanile, mette a segno un altro colpo in entrata. Ecco quanto evidenziato nel comunicato ufficiale:

“Il settore giovanile della Juve Stabia comunica di aver tesserato Luigi Luongo, classe 2002. Al giovane calciatore, arrivato dalla scuola calcio ASD Micri, va il nostro benvenuto”.

Ciro Novellino, Ufficio Stampa Settore Giovanile Juve Stabia

Castellammare, arte sacra persa nel degrado: l’appello per la restaurazione

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Uno struggente appello alla popolazione per il restauro di uno dei gioielli nascosti della città di Castellammare di Stabia: “la macchina delle quarantore”

Un appello per la restaurazione urgente di uno dei gioielli nascosti della città di Castellammare; un’opera d’arte, conservata nella Concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello che rischia di essere persa nel degrado. Anche con l’aiuto di fedeli e appassionati, nonché con la raccolta fondi dell’associazione «Arte e fede» guidata da don Antonio de Simone.
Il gioiello del XIX secolo in questione è “la macchina delle quaranta ore”. L’appello dell’associazione promotrice della raccolta, rilanciato anche da ilMattino, mira a coinvolgere quanti più fedeli e amanti dell’arte possibile per permettere i lavori di rifacimento.
Lo stato di abbandono in cui versa è stato raccontato sui social anche dall’architetto Gerarda Cimmino e da don Pasquale Vanacore, responsabile beni culturali della Curia della Diocesi sorrentino stabiese guidata da monsignor Francesco Alfano.
«Lo stato della macchina delle quarantore è preoccupante – si legge anche sul depliant della mostra “Lasciamo volare gli angeli” che ad ottobre sarà invece organizzata al Mudiss (Museo diocesano) di piazza Giovanni XXIII – l’essenza lignea è compromessa dall’attacco degli insetti xilofagi. Perde frammenti di gesso e oro e gli intagli sono sbrecciati».

Ricerche senza sosta per dodicenne scomparsa: non si trova

Sono proseguite tutta la notte le ricerche della ragazzina di dodici anni affetta da autismo dispersa da ieri a Serle, nel Bresciano. La giovane era con altri ragazzi disabili e con gli operatori della fondazione Fobap, la Fondazione bresciana assistenza psicodisabili, quando si è allontanata correndo durante una passeggiata. Nella notte le ricerche sono proseguite con l’utilizzo di droni per la rilevazione termica e con il sorvolo di elicottero dell’Aeronautica ma la bambina non si trova. “Non era mai successo che si allontanasse. Forse l’ultima volta quando aveva quattro anni” ha spiegato il padre della giovanissima. La dodicenne è la prima di quattro figli e oltre a lei anche un fratellino è affetto da autismo. Le ricerche via terra sono riprese questa mattina alle sei e trenta. Oltre duecento persone ieri tra Vigili del fuoco, carabinieri, Soccorso alpino, Protezione civile e volontari sono stati impegnati nelle ricerche.

Fonte: ANSA

Sorrento, preso a bastonate: risarcito dopo 8 anni

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Sorrento, preso a bastonate: risarcito dopo 8 anni

Sorrento, è stato risarcito il 40enne che fu bastonato a Cava de’ Tirreni, in pieno centro, da due fratelli. La violenza era accaduta a causa dell’accusa di una presunta relazione extra coniugale. La discussione tra i due fratelli e il 40enne di Sorrento era subito degenerata, e l’uomo era stato colpito anche a bastonate. Per fortuna, i contendenti erano stati separati pochi istanti dopo.

Dopo la vicenda però, ha avuto luogo il processo dinnanzi al Giudice di Pace di Cava de’ Tirreni, dove il 40enne si era costituito parte civile, assistito dall’avvocato Luigi Alfano,   che si è concluso ieri e che ha previsto il risarcimento dei danni per il 40enne sorrentino, mentre i fratelli dovranno rispondere in sede civile per i danni arrecati al 40enne. Il giudice ha escluso anche la particolare tenuità dei fatto, avvalorando la tesi della parte civile che ha sostenuto fin dal primo momento che ci fosse premeditazione nell’aggressione ai danni della vittima. (Fonte Punto Stabia News)

 

Obrigado Alisson Becker

Molto amaro. Come l’ultimo mate romano postato sui social da Alisson dalla terrazza di casa sua. Come l’umore di tanti tifosi giallorossi, sedotti e conquistati dalle sue parate e ora abbandonati e in cerca di un nuovo numero uno. Le ultime ore di Alisson Becker a Roma sono state piene di pensieri e ricordi, con la mente che è tornata indietro all’inizio dell’esperienza romana difficile e turbolenta, ma che è servita per farlo diventare quello che è.

Su quella terrazza ha costruito le sue fortune. Lì si è costruito una palestra dove lavorare sul fisico per diventare uno dei portieri più forti del mondo, anche dopo gli allenamenti di Trigoria. Lo ha voluto fortemente Alisson. Ha voluto quel numero uno della Roma e se l’è conquistato, con pazienza e tanta fatica. Le prime trentotto partite di campionato, un’intera stagione, seduto sulla panchina a vedere il compagno Szczęsny giocare. Ci sono voluti pazienza e carattere forte, in tipico animo tedesco e poco brasiliano. Come le sue origini che emergono dai lineamenti, dal cognome e dalla città da cui è nato: Nova Hamburgo. Una cittadina del Rio Grande do Sul, enclave tedesca nell’estremo sud brasiliano. La nonna gli parlava tedesco, forgiando uno spirito duro e coriaceo così come dimostrato sul campo. La mamma, portiere nella squadra di pallamano e il papà in quella del sindacato dei lavoratori, ne hanno segnato la strada tra i pali. Il merito però è stato del fratello, di cinque anni più grande anche lui portiere nell’Internacional. Alisson è cresciuto inseguendo Muriel. Cresciuto tardi in altezza invece e solo dopo i 15 anni è diventato l’omone che oggi incute timore agli attaccanti. “Non mi considero l’ultimo baluardo, ma un difensore che partecipa cerco di fare presenza sugli attaccanti”. Questo è stato l’Alisson portiere a Roma. Determinante e incisivo, al cospetto di un ruolo solitario e marginale, quale quello del portiere. Come disse suo fratello Muriel: “Non andrà allo scontro con la Roma: non gli interessano solo i soldi, se andrà via sarà perché anche ai giallorossi farà comodo”. Faranno comodo i 62,5 (più 10 di bonus) milioni di euro, sarà il portiere più pagato della storia, superati Buffon, Ederson e Neuer. Frutto delle 22 volte nelle quali è uscito imbattuto nelle 49 partite dello scorso anno. Sarà il trasferimento più remunerativo per la Roma. Il secondo Salah è partito sempre per Liverpool la scorsa stagione, ma a 20 milioni in meno. Rimane l’amarezza di veder partire per l’ennesima estate un altro protagonista. Rimane l’amarezza di quel mate, lasciato freddare su quel tavolo della terrazza. Sullo sfondo l’Eur, come in una chiacchierata tra due amici che ci hanno messo un po’ ad esserlo, ma che ora sembrava non volessero salutarsi.

VIDEO – Simone Verdi si improvvisa giocatore di basket

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Simone Verdi si improvvisa giocatore di basket

Durante la sessione mattutina di allenamento del Napoli di Carlo Ancelotti al Caricato, Simone Verdi si è dilettato ad esercitarsi con dei palleggi, terminando la serie con un tiro verso un canestro.

https://twitter.com/sscnapoli/status/1020230493873360896

Rendiconti addio: così tramonta il mito della trasparenza a Cinque Stelle

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Il sacro principio degli scontrini archiviato. Le spese aumentate. I bilanci insensatamente moltiplicati. E il Movimento diventa Associazione. Meno stelle, più Rousseau

DI SUSANNA TURCO

Alla faccia della sua pur notevole carica istituzionale, Paola Taverna ti accoglie nel suo video con l’aria nasale e compiaciuta di una annunciatrice: «Sabato e domenica ci sarà una nuova tappa di Rousseau City Lab. Il mouse di Rousseau arriva a Livorno, alla rotonda di Ardenza». È vicepresidente del Senato, sembra un navigatore satellitare, una signorina buonasera, la voce del supermercato: «Entra su Rousseau alla voce Activism. Scopri l’evento che è più vicino a te». L’incredibile video non è isolato: è pieno trend a Cinque stelle. Meno movimento, più Associazione Rousseau. Meno vaffa, più azienda. Riguarda un po’ tutti i volti noti: dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che si dedica con passione ai video della “Rousseau open Academ” – la più recente creatura del team di Davide Casaleggio- fino al Guardasigilli Alfonso Bonafede, intento a spiegare tutto de «lo scudo della rete», cioè il pool di avvocati cui rivolgersi, come grillini.

Così, anche così, col salto al governo il mito dell’anticasta si è tradotto, più che in politica, in tecnica, strategia mediatica e opacità. Slittamenti che si svolgono su vari livelli. La famosa trasparenza diventa qualcosa di sempre più rarefatto, la piazza viene rinchiusa e stipata nel mega mouse gonfiabile della Associazione Rousseau, il tecnoaziendalismo sopravanza insieme con la macchina di Casaleggio. Le Cinque stelle diventano sempre più Rousseau: c’è anche un dominio che lo esemplifica, l’indirizzo web «rousseau.movimento5stelle.it», che porta dritto nel futuro. E ci sono significative mosse mediatiche: a giugno, per distogliere l’attenzione dal caso di Luca Lanzalone – che fra l’altro aveva incontrato Davide Casaleggio a una cena poco prima del suo arresto – Luigi Di Maio ha dato grande spolvero alla pubblicazione del bilancio dell’Associazione Rousseau. Non una parola su quello (rimasto peraltro riservato) della Associazione Gianroberto Casaleggio che pure aveva organizzato l’evento al centro delle polemiche. E, soprattutto, Di Maio non ha dato alcuna pubblicità – come avrebbe fatto fino a poco tempo fa – al mero conto finale delle spese del comitato elettorale presieduto da suoi fedelissimi, che pure aveva raccolto «64 mila euro nei primi due giorni», «quasi cinquecentomila» all’inizio di febbraio e alla fine boh (nel 2013, le polemiche per la mancata pubblicazione partirono a neanche due settimane dal voto – e Grillo si precipitò a raccontare dove stavano i soldi).

Ci sono mosse giudiziarie: è la Rousseau e non il Movimento ad aver tirato fuori, in febbraio, i soldi per risarcire una causa persa da M5S. Mosse commerciali: il sito tirendiconto.it ha addosso tutti i segni di un prossimo smantellamento, mentre è già statuito che i 331 deputati e senatori eletti con M5S verseranno ciascuno 300 euro al mese all’Associazione di cui Casaleggio jr è socio fondatore, tesoriere, dominus (totale: quasi 6 milioni in un quinquennio). E ci sono mosse politiche: il più recente bilancio presentato in Parlamento alla Commissione preposta non è quello del partito, ma quello di una Associazione che, per quanto definita «cuore del Movimento», non è quella che ha presentato le liste e depositato il contrassegno elettorale, né nel 2013 né nel 2018; così, i rendiconti non sono più firmati nemmeno da Beppe Grillo, ma da Davide Federico Dante Casaleggio e Pietro Dettori. Sembrava fosse un partito, invece era un calesse.

Ma conviene cominciare terra terra, dagli scontrini. Nel M5S non se ne vede più uno da un pezzo. Gli ultimi risalgono alla fine del 2017. Bisogna andare nella preistoria grillina, per ricordare che la scorsa legislatura era cominciata addirittura con espulsioni comminate ai parlamentari per carenze sul fronte della presentazione delle prove di spesa . In piena campagna elettorale 2018, l’esplodere del caso dei finti bonifici ha fatto il resto. E la nuova legislatura è cominciata con il presidente della Camera Roberto Fico che si è visto rinfacciare i rimborsi taxi, quando si è fatto fotografare sull’autobus. Perché mai continuare a prestare il fianco a tutto ciò? Cade così il mantra degli scontrini. I parlamentari saranno tenuti a restituire 2 mila euro al mese, oltre ai 300 destinati alla Rousseau, e avranno diritto a un forfait per le spese di soggiorno, vitto e trasporto di tremila euro, senza dover presentare prove. Non proprio da buttar via, visto che nel 2013 la regola era tenere al massimo tremila euro, non limitarsi a restituirne 2 mila (a «i nostri terranno 2500 euro al mese», proclamava Grillo al tempo dello Tzunami tour).

Nel partito mugugnano, ma intanto il famoso “tirendiconto” è in disarmo. Fermo alla scorsa legislatura: ancora col faccione di Alessandro Di Battista, che invece è a zonzo per l’America, o dello stesso Di Maio, che ormai sta a via Veneto tra i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. I rendiconti ancora fermi alla scorsa legislatura, a Dicembre 2017: ma nel 2018 li hanno presentati in due.

 

Insieme agli scontrini, faremo più fatica ad avere i minuziosi rendiconti che – soprattutto al Senato – i gruppi parlamentari M5S fornivano. C’è da dire, anzi, che il gruppo Camera si è già aggiornato. Tutt’ora, in ritardo vistoso, non ha ancora fornito il link ufficiale al bilancio 2017, si è limitato a dare anticipazioni all’agenzia di stampa Adnkronos: e in effetti sono bastati a far venire i brividi.

 

Non volevano i soldi pubblici, anzi lo scrivono tutt’ora sul sito: «Non riceve alcun finanziamento pubblico». Ma attraverso i contributi di Camera e Senato ne hanno presi eccome. E tanti: 32 milioni di euro, complessivamente, in un quinquennio. Soldi incassati dal movimento, attraverso i gruppi parlamentari, e poi spesi. Tutti. Tanto da finire in rosso. Osservando l’andamento, si vede che nel quinquennio le spese sono esplose, a partire dal 2015. E hanno finito per rosicchiare i soldi messi da parte nel primo biennio, più virtuoso. Il gruppo della Camera ha certificato un quasi un milione in rosso per il 2017, 803 mila euro per la precisione. Il francescanesimo, totalmente abbandonato . E dove sono andati questi soldi? Oltre che nella sempre crescente numero di dipendenti, in collaborazioni, consulenze e incarichi esterni. Per la “comunicazione” e non solo. Già nel 2016, solo il comparto era lievitato del 375 per cento, superando il mezzo milione di euro di spese. Per il 2017, il caso più notevole è anche il più curioso: quello Domenico De Masi, il sociologo forse più amato – e di certo più pagato – dai Cinque stelle (almeno prima che passasse nel comitato promotore di Leu). Le due ricerche da lui svolte (insieme con un team di 14 persone, ha poi precisato), sono la voce più pesante della spesa di 183 mila euro devoluti in servizi (il restante è andato alla Ipsos, per due sondaggi). Un’enormità. Nella nota al rendiconto, si precisa che i risultati della prima ricerca sono stati presentati, quelli della seconda mai, perché dovevano essere il cuore di un convegno organizzato per febbraio 2018, e «successivamente rimandato a causa delle imminenti elezioni» (evidentemente non preventivabili).

La spesa sempre crescente – a fronte di donazioni degli attivisti grillini che si aggirano attorno a una media fissa di 27-29 euro a testa – è del resto un dato comune nei molti bilanci presentati dai Cinque stelle. E si dice “molti” non a caso. Pur non volendo accedere ai contributi pubblici (cioè ai rimborsi elettorali e al meccanismo del 2 per mille), infatti, il Movimento Cinque stelle ha presentato almeno il triplo dei bilanci necessari, in una moltiplicazione di numeri che (per paradosso) si traduce in mancata chiarezza. Secondo quanto risulta pure alla commissione per la Trasparenza, detta Commissione Calamaro dal nome del suo presidente, e alla quale i partiti debbono presentare i loro rendiconti, il Movimento sembra essere uno e trino: cioè per ognuno dei primi tre anni della scorsa legislatura (unici dati finora disponibili) ha presentato tre bilanci. Quello del Comitato elettorale per le elezioni politiche 2013, quello per le europee del 2014, e infine, quello dell’Associazione MoVimento Cinque stelle che si è presentata alle elezioni (si tratta dell’Associazione tra Grillo, suo nipote e il commercialista Nadasi, costituita nel 2012; quella che si è presentata alle ultime elezioni e che ha Di Maio come capo politico ancora non ha presentato bilanci).

A tutti questi bilanci si aggiungono i due dell’Associazione Rousseau (nata a metà 2016). Il risultato complessivo rasenta un Picasso nel periodo cubista. Ci sono molti più bilanci di quelli che dovrebbero esserci, perché per la legge l’obbligo a trasmettere i rendiconti è di chi ha ottenuto il 2 per cento dei voti o ha almeno un eletto (ma non hanno obblighi i comitati elettorali, e tanto meno le Associazioni come la Rousseau che formalmente si occupa solo della piattaforma on line di M5S). E si finisce per avere un quadro incongruo: l’unico organismo che dovrebbe aver soldi, cioè il Movimento cinque stelle, non li ha. In compenso, in tutte le sue molteplici incarnazioni, finisce in passivo: non c’è n’è uno che nel giro di un paio d’anni non abbia almeno 4 mila euro di rosso.
Per converso, in tanta moltiplicazione, mancano tasselli che logicamente sarebbero fondamentali: manca ad esempio il primo rendiconto del comitato elettorale 2013, cioè quello dei fondi raccolti per le politiche che videro per la prima volta M5S diventare titolare di un quarto dei voti degli italiani. Qualcosa si ricava nel rendiconto successivo, quello del 2014, nel quale si dichiara che l’anno prima c’erano stati un totale di 737 mila euro di contributi (di cui 41 mila dall’estero), e uscite per complessivi 626 mila euro. In compenso, il Movimento vero e proprio conta nello stesso periodo sulle sole quote associative: 600 euro, poi 800, poi mille. Il suo massimo di spesa riguarda la registrazione del simbolo (4 mila euro).

Molti più soldi si ritrova a gestire il comitato per le elezioni europee del 2014. Parte con 617 mila euro di contributi (di cui 39 mila dall’estero) ne spende per la campagna elettorale 413 mila. I restanti 200 mila circa vengono in parte girati alla causa del mai celebrato referendum no euro (45 mila nel 2014, 30 mila nel 2015), altri in spese per lo più non specificate. Intorno ai soldi raccolti per le europee si verifica peraltro un caso di strani conteggi: nel counter collocato sul sito del Movimento, in alcuni momenti aumenta il numero dei contribuenti senza che aumenti il totale, in altri momenti accade l’inverso. Come se fossero numeri a caso, il che quantomeno non è estetico: ufficialmente vale alla fine il rendiconto (dove il numero dei contribuenti non c’è). Nel quale si segnala come quello di Beppe Grillo, 54 mila euro circa, sia in pratica l’unico ad aver superato i 10 mila euro. Il tutto, comunque, è niente rispetto ai 32 milioni che arrivati via Parlamento, e ancor meno rispetto a quelli che arriveranno: basti pensare che i parlamentari sono più che raddoppiati da 126 a 331.

In questo delirio di bilanci, ecco sorgere l’Associazione Rousseau. Fondata l’8 aprile 2016 da Davide e Gianroberto Casaleggio (quattro giorni prima della sua morte), alla fine di quell’anno era in attivo di 79 mila euro, nel 2017 è già in passivo secondo la solita tendenza: 135 mila euro il disavanzo di gestione. Dice Davide Casaleggio che la maggior parte dei soldi (89 mila euro) sono serviti a rendere i dati degli iscritti più sicuri, dopo che il sistema è stato bucato più volte dagli hacker. Di certo, 31 mila e spicci la Rousseau li ha messi a bilancio nel 2017 prevedendo che le sarebbero serviti, al centesimo, nel febbraio 2018 , per pagare una causa persa contro espulsi romani da M5S.

Più ancora che i soldi, tuttavia, è il sistema in crescita a dover essere messo sotto la lente. Alcuni fattori mostrano infatti come il sistema Casaleggio sia sempre più attivo ed operante. Il Rousseau City lab che si citava all’inizio ne è un tassello. Casaleggio e i suoi soci girano l’Italia per mostrare come funziona il sistema della democrazia diretta. La tecnodemocrazia. Dentro un bianco mouse gonfiabile, spiegano il futuro. E a illustrarlo, non c’è Luigi Di Maio, capo politico di M5S. C’è Enrica Sabatini, socia di Rousseau. Che parla di «nuovi modelli di partecipazione», «democrazia diretta, invece che delegata», una «rivoluzione culturale» rispetto alla quale «in Italia ci sono pregiudizi», anche se «i risultati ci danno ragione, essendo arrivati al governo di questo Paese». Eccolo, il link, persino spudorato: è la Rousseau, ad essere arrivata al governo. I risultati le danno ragione.
Lo stesso Casaleggio, parlando durante la serata de “il mio voto conta” l’ha detto ancora meglio: «La consapevolezza dei propri diritti di cittadinanza digitale si sta alzando, un nuovo tipo di diritti e di strumenti . Oggi gli strumenti per esercitare questi diritti non sempre accessibili, ma quando lo diventano poi si pretendono, proprio come quelli che abbiamo creato con Rousseau». Insomma l’accesso alla rete è «un diritto», persino sancito nel contratto di governo tra lega e cinque stelle, e questo è «un primo passo verso il riconoscimento di nuovi diritti, che stiamo cominciando a costruire anche grazie a Rousseau».

Ecco Davide che recupera il padre, le sue direttrici, e le porta su nuovi orizzonti. Senza dimenticare pure l’aggancio con il mito olivettiano: «In un certo senso siamo figli di Adriano. E oggi la sua idea di comunità è il faro che ci indica la strada al centro di Rousseau», scrive Davide su Facebook a inizio luglio. Il mondo che gli gira attorno, del resto, funziona in maniera sempre più integrata. Tra echi olivettiani, e gli approdi più contemporanei. Come quello di Edoardo Narduzzi, amico di Gianroberto Casaleggio, che lavorò con lui alla WebbEgg e costruì la Netikos, esperto di startup, criptovalute e blockchain, è stato uno degli investitori di Pipero, ristorante nel quale si sono incontrati Davide Casaleggio e Luca Lanzalone, pochi giorni prima del suo arresto. Un’altra società di Narduzzi, la Mashfrog, è nella partnership degli organizzatori del master sulle criptovalute organizzato dalla Link University, l’ateneo privato che ha un rapporto privilegiato coi Cinque stelle. L’università che adesso sta per aprire una nuova sede a Napoli. Proprio nell’area della ex Olivetti, ma sarà certamente un caso.
18 luglio 2018
https://espresso.repubblica.it/attualita/2018/07/13/news/non-ti-rendiconto-piu-1.324908
Immagine: beppegrillo.it

Dimaro live giorno 11, sessione di allenamento mattutina: migliorano Hamsik e Diawara

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Il report della sessione mattutina del Napoli di Carlo Ancelotti

Si è conclusa da poco la sessione mattutina di allenamento del Napoli di Carlo Ancelotti al Caricato. La giornata è iniziata con la classica seduta di esercizi atletici.  Giuntoli, Lombardo e Carlo Ancelotti erano seduti in panchina e discutono tra loro.

A seguire è stata giocata una partitella a porte piccole ed a campo ridotto. La squadra è stata divisa in due gruppi: con la casacca gialla: Mezzoni, Albiol, Chiriches, Luperto; Fabiàn Ruiz, Hamsik, Grassi, Callejon, Vinicius, Verdi. Mentre senza casacca: Hysaj, Maksimovicm Tonelli, D’Ignazio; Allan, Diawara, Rog; Ounas, Ciciretti, Insigne. Durante la partita Ancelotti ha dato diverse indivazioni per Amadou Diawara.

Successivamente gli azzurri hanno svolto un esercizio attacco contro difesa. Sulla destra attaccano Fabiàn Ruiz, Hamsik, Grassi Callejon, Vinicius e Verdi. Difendono: Marfella, D’Ignazio, Tonelli, Maksimovic, Hysaj. Dall’altra parte attaccano Allan, Diawara, Rog, Ounas, Ciciretti e Insigne contro Karnezis, Mezzoni, Albiol, Chiriches, e Luperto. Anche durante questi esercizi Carlo Ancelotti fornisce indicazioni molto chiare per i due registi, Hamsik e Diawara: appena ricevono palla, l’indicazione è quella di cambiare subito gioco.

Ancora una partitella a campo ridotto. La squadra nuovamente divisa, in blu: Marfella, Hysaj, Maksimovic, Tonelli, D’Ignazio, Allan, Diwara, Rog, Ounas, Ciciretti, Insigne. In casacca gialla: Contini, Mezzoni, Albiol, Chiriches, Luperto; Fabiàn, Hamsik, Grassi; Callejon, Vinicius, Verdi.

Dal nostro inviato a Dimaro

Procida, beccati i furbetti del cartellino: sospesi 4 dipendenti del Comune

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Procida, beccati i furbetti del cartellino: sospesi 4 dipendenti del Comune

I Carabinieri della Compagnia di Ischia hanno dato esecuzione a un’Ordinanza cautelare interdittiva emessa dal GIP di Napoli a carico di 4 dipendenti del Comune di Procida.
I soggetti colpiti dalla misura sono indiziati in ordine a plurimi episodi di truffa aggravata e continuata ai danni del Comune di Procida consistiti in allontanamenti ingiustificati e arbitrari dalla sede di lavoro, fatto che unito ad artifizi e raggiri aveva indotto in errore l’Ente sull’effettività e completezza del servizio prestato e procurato ai 4 l’ingiusto profitto di retribuzione non dovuta, con danno per il Comune.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli (Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione) traggono origine da accertamenti dei Carabinieri della Compagnia di Ischia iniziati a seguito di una segnalazione circa l’assenteismo dal posto di lavoro di alcuni dipendenti comunali e di appartenenti al Comando Vigili Urbani. Per ottenere riscontri sono poi state sviluppate con servizi di osservazione, controllo e pedinamento predisposti a riscontro per verificare la fondatezza di quanto segnalato.
Le indagini hanno permesso di appurare sin da subito e per tutto il corso dell’operazione che alcuni dipendenti e vigili urbani, allontanandosi dal posto di lavoro dopo aver marcato il loro cartellino in entrata, si recavano in altri luoghi a svolgere faccende personali, spese varie e/o interessi privati, o addirittura, rientravano nella loro abitazione.

Un quadro indiziario composto da una serie di omesse timbrature di cartellini, doppie timbrature da parte di colleghi compiacenti, allontanamenti arbitrari e assenze ingiustificate, parziali o totali, dalla sede di servizio, inosservanza sistematica di puntualità e dell’orario minimo di servizio svolto, con responsabilità indirette dei rispettivi Capi Sezione e del Responsabile della 1^ Sezione Ufficio Personale.
In relazione alle ipotesi di reato contestato il GIP di Napoli ha disposto nei confronti dei 4 soggetti menzionati la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per la durata di mesi dodici.
Nell’ambito della stessa indagine risultano complessivamente 12 le persone indagate.

Fraccaro, “Ho deciso di abolire la tassa sulla democrazia”

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L’annuncio del ministro dei rapporti con il Parlamento e della democrazia diretta Riccardo Fraccaro

Il ministro dei rapporti con il Parlamento e della democrazia diretta Riccardo Fraccaro annuncia l’abolizione dell’imposta di bollo per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum.

Ho deciso di abolire la ‘tassa sulla democrazia’. Ho voluto che il mio primo atto ufficiale da ministro fosse quello di cancellare l’imposta di bollo per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum, iniziative popolari, petizioni ed istanze“. Queste le parole del titolare dei Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro parlando di “una tassa a carico dei cittadini che arrivava fino a 32 euro a richiesta solo per poter partecipare alla vita politica” e alla formazione delle decisioni pubbliche”.

Monti Lattari, agricoltore condannato perchè coltivava marijuana: i dettagli

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Monti Lattari, agricoltore condannato perchè coltivava marijuana: i dettagli

Lettere, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, S. D. Coméntale, 73enne agricoltore di Lettere, perchè scoperta una piantagione di marijuana, da lui coltivata. L’uomo era stato arrestato nello scorso febbraio, e secondo le forze dell’ordine,  la sua attività, era quella di coltivare la marijuana, che poi veniva rivenduta ai giovani nelle piazze di spaccio.

L’anziano narcos fu scoperto dai finanzieri della compagnia di Castellammare agli ordini del capitano Salvatore Della Corte, che eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, al termine di una lunga indagine durata quattro mesi.

Il nonnino, conosciuto come  “Minicuccio o’ capellone”, non è un personaggio nuovo per quanto riguarda la coltivazione e il traffico di droga. L’uomo era solito occuparsi delle sue piante, anche mentre era ai domiciliari: Comentale approfittava dei permessi giornalieri per recarsi nel suo terreno e trattare la marijuana che ormai era in fase di essiccatura.

E’ ormai cosa risaputa che le zone di Lettere, Casola di Napoli, Gragnano, Pimonte e Agerola, in base al riscontro emerso nelle numerose indagini, sono considerate la Giamaica italiana proprio per la coltivazione in loco di cannabis.

Il Ministro Savona indagato per “Usura bancaria”: la vicenda

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Il Ministro Savona indagato per “Usura bancaria”: la vicenda

Sembrerebbe che il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, sia indagato nell’inchiesta di Campobasso,  del pm Rossana Venditti che coinvolge altre 22 persone per presunta usura bancaria. Savona all’epoca dei fatti contestati era al vertice di Unicredit.

Il nome del ministro Savona risulta presente dell’atto della Procura della Repubblica di Campobasso relativo alla richiesta di proroga dei termini di durata delle indagini preliminari nell’inchiesta relativa ai parchi eolici di Molise, Puglia e Campania. E’ quanto spiegano fonti legali all’ANSA, confermando quanto riportato dalla stampa locale.

Givova Scafati, Alessandro Zaccaro completa il pacchetto under

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Alessandro Zaccaro è il nuovo acquisto della Givova Scafati

Givova Scafati comunica di aver chiuso l’accordo per la stagione agonistica 2018/2019 con il giovane Alessandro Zaccaro. Con il suo arrivo, viene così ultimato il gruppo degli under che si aggregheranno alla prima squadra e tra i quali figurano anche quattro prodotti del vivaio scafatese: il playmaker Michele Giordano (classe 2000), il centro Alessandro Zhou (classe 2001), l’ala piccola Luca Di Palma (classe 1998), la guardia Andrea Esposito (classe 2000).

Classe 1999, ala piccola di 198 cm, Alessandro Zaccaro è cresciuto cestisticamente nelle fila del Kouros Napoli, società guidata dall’esperto Antonio Petillo, che a Scafati (e non solo) conoscono tutti, sia per le sue qualità di scrittore, ma soprattutto di allenatore, istruttore e scopritore di giovani talenti. Dopo la trafila delle giovanili, costellate da due titoli regionali under 15 (stagioni 2012/2013 e 2013/2014), il neo tesserato gialloblù ha fatto esperienza in prima squadra nelle ultime due stagioni agonistiche, in serie C, prima con la maglia della Virtus Piscinola (5.5 punti di media in 25 gare disputate) e poi con quella del Neapolis Casavatore (6.9 punti di media in 31 gare giocate). La sua duttilità tattica sia in attacco che in difesa, la propensione al sacrificio ed il fisico prorompente ne fanno un elemento importante nello scacchiere gialloblù, soprattutto per avere standard elevati di qualità negli allenamenti e nelle rotazioni degli esterni durante l’arco dell’intera stagione agonistica.

Napoli, scoperto giro di prostituzione: un 14enne affidato ai servizi sociali

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Scoperto un giro di prostituzione lungo le strade del Centro Direzionale di Napoli

Gli agenti del Reparto Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale di Napoli, lungo le strade del Centro Direzionale, noto luogo di frequentazione della prostituzione maschile, hanno intercettato un giovanissimo di soli 14 anni in compagnia di altri soggetti noti in quanto tutti abitualmente dediti alla prostituzione.

Il minore, data l’impossibilità di rintracciare i genitori, è stato immediatamente affidato ad una struttura di accoglienza individuata dai Servizi Sociali.

La Procura per i Minorenni di Napoli sarà informata della situazione di pregiudizio riscontrata a carico del giovanissimo per poter predisporre ulteriori interventi a sua tutela. I controlli hanno portato all’identificazione di altri 7 soggetti dediti alla prostituzione che poi sono stati anche invitati a denunciare eventuali episodi di violenza o sfruttamento.

Torre Annunziata, fermati dai carabinieri due rapinatori seriali: si tratta di due fratelli

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Torre Annunziata, fermati dai carabinieri due rapinatori seriali: si tratta di due fratelli

Torre Annunziata, i carabinieri del comando oplontino hanno arrestato due fratelli, di 16 e 18 anni, colpiti da un decreto di fermo disposto dalla Procura per i Minorenni di Napoli, in quanto all’atto dei reati ipotizzati entrambi erano minorenni.

Si tratta di due rapinatori seriali, accusati di rapina e porto in luogo pubblico di una pistola a tamburo, ma non solo, anche di una rapina in una farmacia di Terzigno, dove il 30 giugno irruppero, con il volto  coperto dai caschi integrali ed uno con pistola alla mano. I due minacciarono il titolare riuscendo ad arraffare 350 euro; poi fuggirono su un Piaggio “Liberty 50” rinvenuto poco dopo dai carabinieri lungo la via di fuga.

ma non è finita qui, perchè il 6 luglio, sempre a Terzigno e in tarda serata, sempre con volto coperto per non farsi riconoscere,  rapinarono una pizzeria spaventando il proprietario con una pistola e riuscendo a farsi consegnare 150 euro. I due ragazzi sono stati riconosciuti grazie ai particolari ricordati dalle vittime delle rapine e dalle immagini dei video di sorveglianza, interni alle attività commerciali rapinate.

Sottoposti, quindi, a fermo, sono stati accompagnati presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

Torre del Greco, il Sindaco Palomba presenta la Giunta: ecco i nomi

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Torre del Greco, il Sindaco Palomba presenta la Giunta: ecco i nomi

A seguito delle elezioni amministrative, che hanno decretato il nuovo sindaco di corallino, Giovanni Palomba,  primo cittadino di Torre del Greco ha nominato la giunta firmando i relativi decreti e provvedendo all’assegnazione delle deleghe. Al momento sono sei gli assessori scelti, lunedì verrà diffuso il nominativo del settimo.

Ecco i nomi:

Gennaro Granato è il vicesindaco, si occuperà di Demanio, Bilancio e Tributi, Servizi Demografici e al Cittadino, Sviluppo sostenibile, Sport, Impianti sportivi, Personale.

Pietro De Rosa, dirigente del locale Commissariato di Polizia, affidati a lui i settori Ambiente ed Ecologia, Verde Pubblico, Sicurezza.

 Vincenzo Sannino, ottieni i lavori pubblici ed anche le deleghe a Decoro e Arredo urbano e Servizi tecnologici.

Luisa Refuto gestirà i settori Politiche Sociali, Politiche Giovanili, Pics 2014-2020, Protezione Civile, Informagiovani.

Annarita Ottaviano: Attività produttive, economiche e turistiche, Slotc-Suap, Finanziamenti e Fondi Pubblici, Formazione, Avvocatura e Contenzioso, Problematiche e Risorse del Mare, Razionalizzazione Servizi Pubblici, Marketing Territoriale, Benessere Animale, Politiche per la famiglia, Qualità della vita del cittadino, Diritto al Gioco.

Ad Anna Pizzo sono stati affidati  Eventi, Cultura, Turismo e promozione delle attività turistiche, Pubblica Istruzione, Edilizia Scolastica, Rapporti con il clero enti territoriali e sovra-ordinati, Urbanistica, Politiche per la Periferia.

Questione migranti, Juncker a Conte: “Avete ragione ma no soluzione ad hoc”

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La risposta del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker al premier italiano Conte

L’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi”, e gli avvenimenti di questo fine settimana “hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri“. Queste le parole del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, in una lettera di risposta al premier italiano Conte. “Tuttavia – continua – queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile“.

Salvini querela Saviano per un post su facebook: i dettagli

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Salvini querela Saviano per un post su facebook: i dettagli

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha presentato denuncia querela nei confronti dello scrittore Roberto Saviano per il contenuto di alcuni post su facebook, ritenendole lesive “della reputazione del sottoscritto e del Ministero dell’Interno stesso”.  La notizia, anticipata dall’Huffington Post, è confermata dal Viminale.

Il post in questione è stato pubblicato in data 12 giugno, in cui Saviano parlava della questione legata alla sua scorta, ma sembrerebbe essere stato causa di querela anche quello del 22 giugno, in cui Saviano definiva Salvini “ministro della malavita”. Nell’atto si fa notare come la questione abbia avuto un forte impatto mediatico sulla stampa nazionale e straniera e si sottolinea come le dichiarazioni siano “al di fuori di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica – non potendosi certo parlare di diritto di cronaca – in quanto vi è una gratuita aggressione alla mia persona, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle iniziative amministrative poste in essere dal Gabinetto a cui appartengo”.

Intanto Saviano dice: “Non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale, quindi non so ancora chi sia il magistrato incaricato delle indagini: appena lo saprò chiederò di essere interrogato. Oggi non bisogna arretrare di un passo davanti a un potere che ha il terrore delle voci critiche, dei testimoni oculari delle nefandezze che si consumano ogni giorno nel Mediterraneo e di chi ogni giorno afferma con forza che incutere paura è l’arma nelle mani di chi vuole restringere le libertà personali”. (ANSA)