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Scafati, tenta di uccidersi con il gas, salvato dai carabinieri

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Approfittando di un momento di solitudine a casa, si sarebbe barricato nell’abitazione e avrebbe aperto il gas della cucina

Scafati – Un 32enne qualche giorno fa si sarebbe chiuso in casa e avrebbe cercato di uccidersi con il gas della cucina. Il tentato suicidio sarebbe accaduto in Via Orta Longa. Già una settimana prima l’uomo aveva tentato di togliersi la vita ingerendo una grande quantità di farmaci. Le cause sarebbero da ricercare in una delusione d’amore.

Il 32enne avrebbe scritto un  biglietto lasciato all’esterno dell’abitazione, attaccato alla porta. Nel biglietto l’uomo chiedeva scusa ai genitori per il dolore che avrebbero provato per questo gesto. Approfittando di un momento di solitudine a casa, si sarebbe barricato nell’abitazione e avrebbe aperto il gas della cucina. I vicini, allarmati dalla puzza di gas, hanno allertato le forze dell’ordine.

I carabinieri giunti sul posto hanno fatto evacuare la zona e con uno stratagemma sono riusciti ad entrare in casa dove si era barricato l’uomo.

Il 32enne è stato trovato privo di sensi per le esalazioni del gas, è stato trasportato in ospedale dove avrebbe rcevuto le cure del caso.

Scafati, auto in fiamme in Via Passanti

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Si cerca di individuare il movente se di natura criminale o episodi isolati, anche se la natura dolosa dell’incendio sembra indiscutibile

Scafati – Un episodio criminale si è registrato nella mattinata di lunedì in Via Passanti, due auto sono state date alle fiamme. Le due vetture erano parcheggiate lungo la via ed erano state poste una distante dall’altra di qualche metro.

Sul luogo sono giunte le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. Dai primi rilievi effettuati dai vigili sarebbero state trovate, sul luogo dell’incendio tracce di liquido infiammabile.

Una delle due vetture, la Lancia Y, sarebbe intestata ad un pregiudicato di Scafati. Le indagini avviate da parte dei carabinieri sono state poste su più direzioni. Si cerca di individuare il movente se di natura criminale o episodi isolati, anche se la natura dolosa dell’incendio sembra indiscutibile.

(salernotoday – immagine di archivio)

 

Conte: “Rientro in Italia per i due motopescherecci “

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Da mercoledì erano stati posti sotto sequestro da unità militari libiche. Il premier comunica che le autorità libiche hanno acconsentito al rientro in patria

Il Presidente Giuseppe Conte in una nota si esprime la vicinanza del governo italiano nei confronti dei due motopescherecci Matteo Mazzarino e Afrodite Pesca fermi in Libia. Infatti da mercoledì erano stati posti sotto sequestro da unità militari libiche. Comunica anche che le autorità libiche hanno acconsentito al rientro in patria.

Di seguito quanto affermato dal premier:

“Ho appena avuto conferma che ai due motopescherecci Matteo Mazzarino e Afrodite Pesca, che da mercoledì erano stati posti sotto sequestro da unità militari libiche, è stata concessa l’autorizzazione a fare rientro in Italia. I nostri cittadini potranno finalmente rientrare a casa.  Non li abbiamo mai lasciati soli e abbiamo costantemente lavorato per sbloccare la situazione”. 

Il Napoli torna sul danese Kasper Dolberg: le ultime

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Nonostante la sessione di calciomercato apra soltanto a gennaio, il Napoli ritorna a seguire Kasper Dolberg

Il Napoli è sempre vigile sul mercato, nonostante manchino due mesi sessione invernale che aprirà ufficialmente a gennaio. La società partenopea ha un calciatore nel mirino, che piace da diverso tempo, ovvero Kasper Dolberg l’attaccante danese dell’Ajax. L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport scrive a riguardo:

“C’è un altro uomo che gli osservatori della società seguono da tempo, Kasper Dolberg, attaccante di 21 anni a caccia di rilancio. Ma il talento, enorme, resta: lo sa anche il Napoli. La pista che piaceva da morire al Napoli portava dritta a Dolberg. Il gigantesco centravanti danese dell’Ajax è ripiombato sulla terra. Smaltiti gli ultimi guai muscolari, da fine settembre ha ricominciato a giocare e soprattutto a segnare: nelle ultime quattro partite cominciate dal primo minuto ha collezionato 3 gol. Le qualità sono pure, ecco perché il radar è di nuovo vivo”

Meret può essere convocato contro l’Udinese: la situazione

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Buone notizie in casa Napoli: Alex Meret può essere convocato contro l’Udinese

Nella giornata di ieri è arrivato l’annuncio tanto atteso in casa Napoli: Meret guarito, può riprendere l’attività agonistica!. Il portiere è stato sottoposto a una visita di controllo con Tac dal chirurgo che lo ha operato, il quale ha affermato che è guarito e può riprendere gli allenamenti. L’edizione di oggi del quotidiano sportivo della Gazzetta dello Sport dedica ampio spazio al ritorno del giovane Meret che ora torna arruolabile dal tecnico di Reggiolo Carlo Ancelotti. Ecco quanto scrive la Rosea:

“Il braccio che si era infortunato a luglio è perfettamente guarito perché l’osso si è del tutto calcificato e i tendini sono finalmente a posto. Dunque, a distanza di tre mesi da quel maledetto primo giorno di ritiro, Meret è pronto per giocarsi una maglia con Karnezis e Ospina. Anzi, potrebbe già essere convocato per la prima volta alla ripresa del campionato proprio contro l’Udinese, squadra con cui è cresciuto ed è diventato grande”

Ercolano, caccia al tesoro al parco archeologico, i dettagli

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Famiglie al museo. Caccia al tesoro archeologico al Parco di Ercolano 

ErcolanoDomenica 14 ottobre si svolgerà a partire dalle ore 11.00 la caccia al tesoro al Parco Archeologico di Ercolano, visita gioco per famiglie con bambini dai 3 ai 12 anni. I bambini, guidati dal personale di Coopculture, visiteranno i principali monumenti del Parco con un percorso incentrato sul tema dell’infanzia e dei bambini nel mondo romano: i giochi, la scuola, l’educazione in famiglia, l’alimentazione.

Durante il percorso l’archeologo oltre a mostrare alcuni giocattoli, indicandone l’uso, leggerà degli indovinelli che dovranno indirizzare i fanciulli alla ricerca di riproduzioni di giocattoli, tavolette cerate, carrettini, noci, trottoline, precedentemente nascosti nell’area di scavo.

Al termine i bambini riceveranno in dono una piccola pergamena con una favola tratta dalle fonti della letteratura greca e latina.

Il  Direttore Francesco Sirano ha così dichiarato:

“Bambini e famiglie sono un target di nostro riferimento, sappiamo che a loro dobbiamo tanta attenzione  e l’iniziativa di domenica la consideriamo un trampolino dal quale partire per poi ripeterle in futuro a questa fascia di pubblico tanto influente per il futuro della cultura in generale. Ritengo occasioni del genere fondamentali per il miglioramento dell’offerta culturale del Parco, facendo crescere nei più piccoli l’interesse per il sito archeologico e infondendo la passione per territorio e il patrimonio culturale.”

L’iniziativa avrà inizio dalla biglietteria del Parco a partire dalle ore 11,00, le prenotazioni per la caccia al tesoro archeologica si effettuano al numero di Coopculture, 848800288 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17; il sabato dalle 9 alle 14. Le prenotazioni saranno chiuse il venerdì 12/10/2018 alle 17.

Napoli, maxi blitz sgomina una piazza di spaccio legata ai clan camorristici

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I personaggi arrestati sarebbero stati accusati di gestire una piazza di spaccio. Avrebbero mettendo a segno lo smercio di una grande quantità di droga

Napoli – Un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 12 persone. Gli indiziati tutti della zona nord della città, sono stati ritenuti responsabili, a vario di titolo, di associazione finalizzata allo spaccio e di spaccio di eroina e cocaina.

I personaggi arrestati sarebbero stati accusati di gestire una piazza di spaccio, mettendo a segno lo smercio di una grande quantità di droga.

Durante le indagini sono state rilevate alcune intercettazioni telefoniche.  Queste avevano già portato all’arresto e al sequestro perchè colti in flagranza di reato, alcuni appartenenti alla cosca.

Il gruppo criminale sarebbe essere risultato a carattere familiare con una precisa divisione dei ruoli. La cosca familiare risulterebbe legata ai clan camorristici di Scampia e Secondigliano.

 

Il Napoli su Piatek, la risposta del Genoa

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L’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti ha espresso interessi verso l’attaccante del Genoa Piatek

L’attaccante del Genoa e della nazionale polacca Krzysztof Piatek che ha sorpreso tutta l’Europa dal punto di vista dei gol messi a segno, secondo l’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport, anche il Napoli sarebbe tra i club interessati. Ecco quanto scrive la Rosea:

“Preziosi vuol tenerselo stretto sino a fine stagione, ma non esclude di venderlo in inverno trattenendolo in prestito. Perciò i pretendenti si sono già fatti sotto. La Juve ha anticipato tutti. Il Bayern è arrivato a ruota, mentre pure il Napoli ha bussato alla porta del Genoa. Più precisamente Carlo Ancelotti ha fatto un sondaggio, iscrivendo di fatto il club azzurro ad un’asta che parla già di una quotazione da 40 milioni”.

Corsi e ricorsi storici: siamo “all’oro per la Patria”?, ed allora: “io speriamo che me la cavo”

Quando pensi di averle viste tutte e che si è toccato il fondo, immancabilmente tornano i corsi e ricorsi storici, e ti vedi lanciare una pala tra i piedi mentre ti senti dire: scava!, è ora di scavare.

E’ questo che mi richiama alla mente la “richiesta” del DUO fatta agli italiani e alle LORO aziende (perchè, cosa che “il popolo” tanto invocato da loro dimentica, o peggio in tanti non sanno ne ci pensano nemmeno, le “aziende di Stato sono NOSTRE perché lo Stato siamo noi, non loro, eletti o meno che siano), di “comprarsi” il debito italiano per dare loro i soldi per continuare a giocare al loro Monopoli Gialloverde e fa niente se poi, magari, comunque si andrà a gambe all’aria lo stesso perché ci faranno restare sempre più soli ed isolati in Europa, e non solo. Fa niente tanto i soldi non saranno i loro e nemmeno la colpa: quella sarà degli altri. Di chi non li ha capiti e gli ha remato contro, sabotandoli perché, come Calimero, sono “piccoli e neri”.

E NERI lo sono anche perché, pure questa mossa, dopo i vari “me ne frego”, “non mi piego” e simili delizie di vecchia disastrosa e vergognosa memoria, tanto ricorda ora “l’oro per la Patria” di Mussoliniana memoria. A voler essere ottimisti e a non voler retrocedere tanto nel tempo passato, arriviamo comunque al dopo guerra e alla Prima Repubblica, quando si usarono, appunto, le Aziende di Stato per “far crescere – creando debito – l’Italia. Ma loro, almeno, avevano una Nazione che veniva fuori da una guerra sciagurata e quindi in rovina. E c’è da dire, ad onor del vero, che l’incipit fu anche corretto e l’Italia riprese a muoversi e a vivere. Peccato poi che la vita, la “bella vita”, travolse molti governanti e si perse la retta via smarrendo, con essa, anche la giustificabile motivazione.

Ma torniamo ad oggi e al nostro DUO di bulletti al potere, esaminiamoli con attenzione scevra da abbagliamenti vari, e vediamo che le quattro mosse che hanno in mente nella loro lotta allo spread sono tutte all’insegna di quel passato che, se ancora non è “l’oro per la Patria”, ha comunque portato la lira alla bancarotta nel famigerato 1992, lo stesso anno in cui, non a caso, scoppiò Tangentopoli.

Un ritorno a quei tempi sembra anche il pasticcio che si è creato attorno alla politica economica: tra Giovanni Tria, Giancarlo Giorgetti e Paolo Savona sembra essere ai tempi del Tesoro, del Bilancio e delle Finanze, quelli di Guido Carli, Rino Formica e Paolo Cirino Pomicino (scegliete voi chi interpreta chi).

In conclusione:

ora il Governo spingerà le aziende di Stato a indebitarsi, sosterrà le banche coi soldi dei contribuenti e succhierà il risparmio degli italiani per pagare il debito pubblico (il che ricorda, come su scritto: “l’oro per la Patria”), mentre Tria, Giorgetti e Savona ricordano, sempre come su scritto, Carli, Formica e Pomicino

E questo è per cui: Io speriamo che me la cavo!

Alessandro Mastalli, Capitan Cuore, fa una sorpresa a un tifoso

Piccoli gesti, grande cuore. Alessandro Mastalli, Capitan Cuore, a sorpresa al compleanno di un suo giovane tifoso

Gragnano – Un vero Capitano non si vede solo in campo. Le sue gesta e il suo cuore sono ancora più grandi quando sono messe a disposizione degli altri. E stasera, capitan Mastalli, il capitano della Juve Stabia (da 4 anni in maglia gialloblù), si è trasformato in Capitan Cuore partecipando a,  sorpresa, ad una festa di compleanno di un suo tifoso, Gaetano Sollo, esaudendo il desiderio della madre.

Carmela Cinque, madre di Gaetano e tifosa della Juve Stabia, ha voluto organizzare al figlio una festa di compleanno a sorpresa, per ringraziarlo dell’amore e del sostegno  che le ha dato in alcuni momenti difficili che la donna ha dovuto affrontare. Carmela voleva per suo figlio un compleanno “indimenticabile”. E così è stato. Contattata Patrizia Esposito, in arte La Vespa Regina, responsabile della rubrica “Vespa Rosa” della Juve Stabia (di Vivicentro.it), ha espresso il desiderio di far incontrare il figlio Gaetano con il suo “idolo” del calcio,  Alessandro Mastalli, proprio in occasione del suo 21esimo compleanno.

Il Capitano della Juve Stabia, di fronte a tale richiesta, non ha avuto un attimo di esitazione, ha voluto pensare lui a tutto. Così, stasera, verso le 20.00, Capitan Mastalli, classe 96, si è prima recato a casa di Patrizia Esposito, facendo una sorpresa ad un altro suo grande tifoso, il signor Catello Esposito (padre della Vespa Regina). Poi, tutti  insieme, si sono presentati direttamente a casa di Gaetano Sollo piombando nel bel mezzo della festa e, con grande stupore del festeggiato, il Capitano della Juve Stabia, con umiltà e generosità, gli ha consegnato una maglietta da lui autografata.

Complici della riuscita sorpresa, la vincitrice del concorso di Vespa Rosa, Roberta Schettino, e Margherita Savastano, lettrice di Vespa Rosa nonché collaboratrice di Patrizia Esposito nella realizzazione di eventi.

Il Capitano dal cuore grande, prima di andare via, ha fatto una promessa: portare la Juve Stabia in Serie B e continuare con lo Stabia la sua carriera.

Dalla Redazione di ViVicentro, un grande in bocca al lupo per i sogni nel cassetto di Capitan Cuore.

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di Maria D’Auria e Patrizia Esposito

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Il dr. Gratteri: sciogliere la DIA e ripristinare il Co.Re.Co

«Ho chiesto di sciogliere la Dia che ci farebbe risparmiare milioni di euro. La legge Bassanini «è stata un favore alle mafie».

Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, sono stati i protagonisti di un dibattito andato in scena a Diamante (comune della provincia di Cosenza sulla costa tirrenica) nell’ambito del festival del peperoncino. Il capo della DDA (la Direzione Distrettuale Antimafia è la denominazione del pool di magistrati che compongono la “Procura distrettuale antimafia” che nell’ordinamento della Repubblica Italiana è l’organo delle Procure della Repubblica presso i Tribunali dei capoluoghi dei 26 distretti di Corte d’appello) ha rivelato di aver recentemente chiesto al ministro dell’Interno Matteo Salvini di procedere allo scioglimento della Dia (la Direzione Investigativa Antimafia è un organismo investigativo interforze, inquadrato nel Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’interno della Repubblica Italiana, con compiti di contrasto alla criminalità organizzata di tipo mafioso in Italia.).

«Al ministro dell’Interno l’ho detto l’ultima volta a Ferragosto, in occasione del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza: sciolga la Direzione investigativa antimafia e faccia rientrare nei corpi di appartenenza i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri». Nicola Gratteri in un’intervista pubblica, torna a lanciare una proposta destinata a creare rumore negli ambienti della giustizia italiana. Il Procuratore capo della Dda di Catanzaro è convinto che solo così, in attesa che vengano portati a termine i concorsi per l’ingresso di nuovi appartenenti alle Forze dell’Ordine, si possa dare impulso a inchieste che rischiano di impanarsi per la carenza di investigatori. «In questo modo – aggiunge Gratteri – risparmieremmo milioni di euro per pagare gli stipendi dei dirigenti e mantenere in vita le loro auto. Queste risorse potrebbero essere utilizzate per pagare gli straordinari alla polizia giudiziaria».

Vuole andare fino in fondo il procuratore di Catanzaro, che ha già messo in conto le critiche rispetto a un progetto dirompente: «È una sciocchezza se qualcuno, tra i grandi giornali, scriverà che il ministro, sciogliendo la Dia, favorisce le mafie. Questa proposta la sto formulando io pubblicamente, che non sono certo un colluso». È consapevole di toccare le corde giuste Gratteri quando loda «il nuovo corso» inaugurato alla Procura di Catanzaro e ricorda «la fila di persone» dietro la porta del suo ufficio per denunciare. «I calabresi non sono omertosi, bensì non sanno con chi parlare», spiega il capo della Dda.

Gratteri la prende alla larga, mettendo nel mirino la legge Bassanini che «è stata un favore alle mafie». Per suffragare questa tesi il Procuratore cita l’abolizione del Co.re.co (il Comitato regionale di controllo), «organismo in grado di tutelare i sindaci dalle pressioni di faccendieri e criminali». Il dr. Gratteri ha evidenziato come la legge Bassanini (emanata negli anni ’90 per semplificare l’attività amministrativa, eliminando i controlli esterni) abbia fatto proliferare la mafia:Adesso – ha ricordato – è direttamente la ‘Ndrangheta in diversi casi che decide i sindaci e compone le liste, perché l’organizzazione vota e fa votare in quanto ha bisogno di gestire e avere consenso“.

Per quanto riguarda la normativa che regola i comuni sciolti per mafia, il magistrato ha sostenuto: “La legge non è assolutamente adeguata” e “va cambiata prevedendo commissari a tempo pieno con poteri straordinari tali da licenziare i dipendenti e annullare le gare d’appalto. Le norme devono cambiare fino a quando non sarà più conveniente delinquere“.

Rispondendo alle domande degli studenti, Gratteri ha poi parlato del punto debole dei porti, dove passa gran parte della cocaina. “Rotterdam ha 17 chilometri di banchina e Santos in Brasile 35: in condizioni del genere, viste le dimensioni, la corruzione dilaga. – ha spiegato – L’anno scorso sono state sequestrate 8 tonnellate di cocaina nel porto di Gioia Tauro, dove quattro famiglie pretendono il 20% del valore della cocaina che transita. I sequestri sono stati possibili perché in Italia ci sono leggi appropriate e si svolgono indagini specifiche”.

Alla domanda di come si contrasti il crimine all’estero, il magistrato ha evidenziato che l’Unione Europea è piena di esponenti della ‘Ndrangheta perché non c’è uniformità legislativa. Ha poi dato la sua interpretazione al bisogno di mafia che sembra emergere dai territori e da alcuni settori dell’economia. Per il procuratore “non è solo richiesta di protezione ma anche desiderio di arricchimento personale e di potere“.

Infine, Gratteri ha parlato del rapporto tra mafia e terrorismo e di come sul contrasto di quest’ultimo siano concentrate tutte le forze di polizia. Ma al momento “non ci sono indagini significative dalle quali emergano contatti – ha concluso – perché la mafia non ha alcuna convenienza a stabilire collegamenti con il mondo del fondamentalismo islamico, al cui contrasto sono concentrate le polizie di tutto il mondo“.

L’Opinione.

Il dott. Gratteri, Attuale Procuratore Capo di Catanzaro e noto magistrato in prima fila nella lotta alle mafie, particolarmente alla ndrangheta, lo aveva già detto nel 2016, nel corso della presentazione del suo libro “Padrini e Padroni” che si era tenuta alla Procura di Enna alla presenza del procuratore Massimo Palmeri e del massmediologo Klaus Daviche:

La riforma Bassanini è stata un grande, anche se involontario, favore alle mafie, perché  ha tolto il CORECO. Un sindaco solo davanti al mafioso che va lì e gli dice «No questa delibera deve passare.» il primo cittadino cosa risponde «Guarda che è inutile che la facciamo perché tanto il CORECO la boccia». Oggi non c’è nemmeno quello”. Ha dichiarato Gratteri in un’altra fase dell’incontro: “Quando il capomafia concorre a votare il sindaco, perché la cosa terribile per i politici solo le ultime 48 ore quando hanno paura di non essere eletti, fanno patti con il diavolo. Bisognerebbe incatenare i candidati gli ultimi tre giorni per non farli andare nelle case dei capimafia. – afferma il magistrato che prosegue – Oggi rispetto a venti anni fa sono loro che vanno a casa dei mafiosi a chiedere pacchetti di voti in cambio di appalti perché la mafia è più credibile di loro. Trenta quaranta anni fa era il contrario: era il boss che andava dal politico a chiedere il posto per la nuora, o di non far fare la leva al figlio”.

Il Co.Re.Co di cui trattasi, era un organo della Repubblica italiana, precisamente delle Regioni con sezioni provinciali, al quale erano attribuite funzioni di controllo sugli atti delle province, dei comuni e degli altri enti locali.

Da queste pagine si è spesso scritto che i nostri Comuni e quanto annesso e connesso, sono in balia di forze politico-sociali deviate.

Tutto questo poiché, per legge, non ci sono controlli. Furono rimossi per effetto della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 che ha riformato il Titolo V della Costituzione. La legge costituzionale, in realtà, non ha soppresso i CO.RE.CO. ma si è limitata ad abrogare l’art. 130 Cost. che ne prevedeva l’istituzione, il che aveva fatto sorgere dubbi circa la possibilità per le Regioni di mantenerli comunque in vita. In ogni caso, tutte le Regioni (guarda caso) hanno scelto di sopprimerli.

La riforma del Titolo V della Costituzione è entrata in vigore l’8 novembre 2001 dopo un lungo iter normativo: il Senato, con deliberazione adottata l’8 Marzo 2001 (Governo Amato II) ha approvato la Legge Costituzionale n. 3/2001 (riforma Titolo V della Costituzione, artt. 114–132 Cost. disciplina delle autonomie locali) con una maggioranza inferiore a quella richiesta (maggioranza qualificata dei due terzi dei membri delle Camere). Per questo tale legge fu sottoposta a referendum confermativo il 7 ottobre 2001 (Governo Berlusconi 2) che si è concluso con esito favorevole all’approvazione della legge (il 64% dei votanti si è espresso per il sì, a riprova che noi italiani a volte votiamo contro i nostri interessi di cittadini), sicché è poi entrata in vigore il mese successivo.

Un esempio per far comprendere le conseguenze deleterie di quella norma: una volta un consigliere comunale di Minoranza, ma pure un cittadino tramite un consigliere, poteva semplicemente segnalare alla Sezione del CoReCo una eventuale anomalia di Delibera, di Giunta o di Consiglio, oppure di Determina sindacale o di responsabile amministrativo oppure tecnico. La Commissione ne verificava la regolarità. Dal 2001 in poi invece, per quanto un’Opposizione comunale possa impegnarsi, di fatto alla fine può solo ricorrere al Tar, la qualcosa ha costi non sopportabili per molti. L’effetto misconosciuto negli anni è stato che la Minoranza comunale, essendo stata forzosamente svuotata del suo controllo sulla Maggioranza, ha finito in parecchi casi con il rinunciare al proprio ruolo se non anche opportunamente allinearsi.

Altrettanto andrebbe rivista la legge 97/2016 sulla Trasparenza della Pubblica Amministrazione, ma in senso chiaro, serio e soprattutto severissimo per gli inadempienti. Poiché così com’è, senza gravose sanzioni, è inconcludente e inefficace, tanto che gli amministratori comunali continuano arrogantemente a ridersela dei cittadini o anche dei consiglieri di minoranza che legittimamente chiedono civile trasparenza.

I nostri Comuni sono di tutta evidenza e notorietà, divenuti dei feudi pubblico-politici con rispettive cortigianerie, forzosamente incontrollati e incontrollabili. Mentre il cittadino, anche il più volenteroso e civile, è totalmente impotente, nonché intimidito se non anche minacciato da ritorsioni di ogni genere, pure trasversali, da quelle legali ad amministrative, lavorative e pure delinquenziali. Il neo Governo nazionale 5stelle-lega ripristini sollecitamente il Co.Re.Co. La Regione Siciliana, poiché a Statuto autonomo, in questa materia potrebbe immediatamente provvedere.  Si aggiunga però a rotazione, tra i componenti del Co.Re.Co. anche Magistrati, Carabinieri e Guardia di Finanza, magari di un’altra provincia rispetto a quello di controllo.

L’immagine è tratta da antimafiaduemila.

Adduso Sebastiano

Napoli, sala operatoria chiusa e lunghe liste d’attesa: disagi al Vecchio Pellegrini

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Napoli, sala operatoria chiusa e lunghe liste d’attesa: disagi al Vecchio Pellegrini

Continuano i disagi al Vecchio Pellegrini, l’ospedale col maggior numero di accessi nel centro storico di Napoli: sala operatoria chiusa e liste di attesa sempre più lunghe. A pagarne le conseguenze è sia l’utenza del pronto soccorso che quella dei pazienti ricoverati, oltre all’aggravio di spesa economica che, inevitabilmente, sta pesando sull’azienda.
A denunciare la situazione è la direzione ospedaliera del presidio della Pignasecca che ha segnalato le criticità della sala operatoria interdetta all’uso, richiedendo urgentemente misure che possano ripristinarne il funzionamento.
Su 4 sale operatorie, dunque, una è stata chiusa e dal 28 settembre scorso con una nota ufficiale è stata «segnalata l’instabilità del soffitto richiedendo l’intervento della ditta manutentrice e sollecitando una perizia tecnica». In pratica, come si legge nella documentazione inviata alla direzione generale dell’Asl Napoli 1, «il fissaggio al soffitto dell’apparecchiatura elettromedicale si è rivelato non stabile a causa di un probabile cedimento della muratura del solaio».
Questo è accaduto alla lampada scialitica, attrezzatura impiegata per illuminare il campo operatorio durante l’attività chirurgica per cui si è proceduto alla sua rimozione e al conseguente blocco delle operazioni.
«Si invita a verificare lo stato dei solai di tutte le sale operatorie – si legge ancora nelle note sottoscritte dalla direzione del Pellegrini – è indispensabile un incontro congiunto con gli organi a cui spettano le competenze aziendali per trovare una soluzione».
In realtà, le criticità del nosocomio della Pignasecca erano già state evidenziare in un documento risalente al 13 aprile 2018, dove la direzione sanitaria elencava numerose problematiche spiegando che «il pronto soccorso accoglie un grosso bacino di utenza con un gran numero di accessi le cui attività chirurgiche rappresentano un’ eccellenza di riferimento nell’Asl ma tale criticita’ determina un aumento dei tempi delle liste di attesa e di degenza e quindi di costi per l’azienda».
Tra le situazioni emergenziali indicate dalla direzione ci sono la scarsa manutenzione dell’impianto elettrico, le criticità nella gestione delle bombole di ossigeno, la mancanza di parapetti sulla terrazza di copertura, l’ammaloramento delle mura esterne con pericolo di caduta di materiale laterizio e le carenze dell’impianto di illuminazione di emergenza. Anche le organizzazioni sindacali del presidio hanno considerato gravi le problematiche segnalate dalla direzione che hanno ufficialmente sostenuto con una nota ufficiale.
«Le organizzazioni Cgil, Cisl, Uil, Fials FSI del Pellegrini – hanno scritto i sindacalisti – considerando la gravità della situazione strutturale  che coinvolge  le sale operatorie, chiedono un incontro urgente  con la presidente  della prima commissione speciale sulla trasparenza del consiglio regionale della Campania, Valeria Ciarambino per investire il livello istituzionale del problema, visto la scarsa attenzione che la direzione  strategica dell’Asl sta ponendo verso tutti i presidi cittadini».

Campania, il Ministro Costa detta la linea dura sulla Terra dei Fuochi: “Voglio più arresti”

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Campania, il Ministro Costa detta la linea dura sulla Terra dei Fuochi: “Voglio più arresti”

Si è detto leggermente soddisfatto il Ministro dell’Ambente, Sergio Costa, commentando i dati che mostrano un incremento significativo delle azioni di contrasto ai crimini contro l’ambiente pari al 35% e delle denunce cresciute in un anno del 40%: “Sono risultati significativi – ha affermato – ottenuti grazie all’azione della cabina di regia” ha sottolineato Costa che oggi ha presieduto proprio cabina di regia sulla Terra dei Fuochi all’interno della Prefettura di Napoli.
Ma per il Ministro i risultati ottenuti fin qui non sono abbastanza e detta la linea dura: “Il mio obiettivo è roghi zero e voglio gli arresti dei criminali che mettono fuoco ai rifiuti”.
L’arresto – ha spiegato – è elemento forte di deterrenza e simbolicamente è elemento che dà robustezza allo Stato. Voglio un incremento forte degli arresti”.
Le fonti aperte come internet e le fonti chiuse come gli informatori ci dicono con molta chiarezza dove c’è la concentrazione degli incendi e gli orari pertanto adesso è il momento di passare da pochi arresti a un numero di arresti così da eliminare i roghi“, ha aggiunto il ministro.
Nell’area della Campania rinominata “Terra dei Fuochi”, dall’inizio del 2018 si sono verificati in media 3 roghi al giorno mentre nel 2012 la media era pari a 8. Il dato è stato fornito dallo stesso ministro al termine della riunione. “È stato fatto un bel percorso ma non mi accontento – ha detto Costa – perché 3 roghi al giorno sono ancora troppi”. Il ministro ha sottolineato che è stato fatto “un bel percorso per il controllo dei flussi dei rifiuti e molte sono state le azioni di controllo su chi all’origine in modo illecito gestisce i rifiuti“.
Costa ha reso noto di aver chiesto ai Prefetti di Napoli e Caserta di convocare ogni tre settimane un Comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza su tematiche di tutela ambientale e che le cabine di regia sulla Terra dei Fuochi alla sua presenza saranno convocate «con maggiore cadenza».

Tsunami Indonesia, interrotte le ricerche ma mancano all’appello 5mila persone: i numeri della tragedia

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Tsunami Indonesia, interrotte le ricerche ma mancano all’appello 5mila persone: i numeri della tragedia

A quasi quindici giorni dal sisma la possibilità di trovare persone vive sotto le macerie è considerata ormai nulla. Dopo essere state prorogate di un’altra settimana, le ricerche dei dispersi causati dal sisma e dallo tsunami che lo scorso 1° ottobre ha devastato l’isola di Sulawesi, in Indonesia, sono state interrotte. L’ultimo bollettino ufficiale parlava di 2.065 vittime e 650 dispersi. La conta dei morti, però, potrebbe raggiungere numeri molto più pesanti: alcune case, infatti, sprofondate per la liquidazione del suolo, sono invisibili alle riprese aeree. Mancherebbero all’appello, quindi, più di 5mila persone.
La fine delle operazioni – annunciano le autorità indonesiane – è stata onorata con una preghiera di massa nei quartieri di Balaroa, Petobo e Jono Oge, tra i più colpiti di Palu. I volontari, anche provenienti dall’estero, potranno però continuare le ricerche in autonomia.

Nel frattempo, l’ Unicef ha lanciato un appello per una raccolta fondi che risponda ai bisogni umanitari immediati dei bambini per i prossimi 6 mesi. I fondi aiuteranno a fornire servizi idrici, igienico-sanitari, per la salute, la nutrizione, l’istruzione e la protezione dell’infanzia ad un numero stimato di 475mila bambini.  “La nostra priorità maggiore al momento è assicurare che i bambini ricevano aiuti salvavita – ha dichiarato Debora Comini, rappresentante Unicef per l’Indonesia – ma i prossimi 6 mesi saranno fondamentali: lavoreremo per assicurare che ogni bambino colpito abbia un’equa opportunità di continuare il suo percorso di ripresa in corso e di ricostruire la sua vita in meglio in un ambiente sicuro e favorevole“.

Decreto Fiscale: ipotesi cancellazione del debito delle mini-cartelle

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Decreto Fiscale: ipotesi cancellazione del debito delle mini-cartelle

Nel decreto fiscale collegato alla manovra spunta l’ipotesi stralcio totale, cioè cancellazione del debito delle mini-cartelle sotto i mille euro più vecchie: quelle tra il 2000 e il 2010. È una delle ipotesi allo studio in vista del decreto fiscale collegato alla manovra che dovrebbe contenere la ‘pace fiscalè fortemente voluta dalla Lega.

Come riferiscono fonti di maggioranza si tratta ancora di una ipotesi di lavoro, presente comunque in una bozza più avanzata del provvedimento, che consentirebbe di liberare il ‘magazzinò della ex Equitalia di un quarto dei crediti non riscossi, cancellando il 25% delle cartelle.  (Il Mattino)

“Antropologicamente non pagano il biglietto”, il Comune di Napoli querela l’imprenditore dopo gli insulti in tv

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“Antropologicamente non pagano il biglietto”, il Comune di Napoli querela l’imprenditore dopo gli insulti in tv

Il Comune di Napoli ha deciso di difendere i propri cittadini querelando l’imprenditore Gianluca Brambilla che, in diretta su Rai Tre, durante la trasmissione Agorà, ha puntato il dito contro i napoletani con teorie pseudo-lombrosiane (per non dire razziste): “Antropologicamente il napoletano vuole usare i mezzi pubblici gratis e deve avere servizi fatiscenti“, sono state le parole dette da Brambilla nel corso della puntata di Agorà del 24 settembre, con Umberto De Gregorio (presidente Eav) che aveva invitato Brambilla a visitare la Campania per ammirare le sue bellezze e chiedere scusa ai napoletani e a tutti i campani.
A distanza di pochi giorni, il comune ha affidato all’Avvocatura comunale attivando lo sportello “Difendi la città” il compito di procedere contro l’imprenditore.
In una nota ufficiale, il comune ha spiegato i motivi di tale decisione. “Abbiamo inteso querelare l’imprenditore Gianluca Brambilla per dare un segnale forte a tutti coloro che quotidianamente con dichiarazioni scellerate e luoghi comuni infangano il nome e l’immagine della città di Napoli – dichiara la delegata all’Autonomia della città Flavia Sorrentino – attraverso tali azioni vogliamo favorire il percorso di rinascita della nostra città. Il Comune non accetta più che Napoli subisca a testa bassa, ma reagisce a difesa e a tutela di un intero popolo e del suo diritto ad essere rispettato”.

Salvini: “Bellissime le parole di Mattarella”

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Salvini commenta il discorso del Presidente Mattarella fatto ad alcuni studenti ricevuti al Quirinale.

“Bellissime parole”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta, lasciando palazzo Madama, le parole del Capo dello Stato che ha ricordato come la Costituzione gli consenta di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva anche difeso le Autorità indipendenti puntando il dito contro il “potere che inebria”

Pozzuoli, evade dai domiciliari: reclusione e pena aumentata per un 53enne

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Pozzuoli, evade dai domiciliari: reclusione e pena aumentata per un 53enne

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pozzuoli, in provincia di Napoli, hanno arrestato M. Daniele, 53enne di Pozzuoli, per il reato di evasione.
I poliziotti, impegnati nel consueto servizio di prevenzione sul territorio, dopo aver svoltato in via Reginelle, hanno notato l’ uomo che viaggiava a bordo di un’autovettura violando il regime della detenzione domiciliare. Dopo averlo riconosciuto, gli agenti lo hanno bloccato e lo hanno sottoposto ad accertamenti dai quali sarebbe emerso che la Procura della Repubblica aveva emesso per lui, presso il Tribunale di Napoli, un’ordinanza di misure cautelari per la durata di tre mesi. I poliziotti hanno quindi arrestato il 53enne per evasione.
L’uomo è comparso dinanzi al giudice di turno per la celebrazione del rito per direttissima che si è concluso con una condanna a 8 mesi di reclusione.

Mattarella: “La storia insegna che l’esercizio del potere inebria”

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“La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere – aggiunge Mattarella

Nella nostra Costituzione “c’è un sistema complesso di pesi e contrappesi. Perché? Perché – vedete – la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare,di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere”: lo ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella rispondendo alle domande di alcuni studenti ricevuti al Quirinale.

“La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere – aggiunge Mattarella -. C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti.

Secondo il capo dello Stato, ci sono, rispetto a pericoli di sbandamenti nella gestione del potere, “due antidoti. Il primo è personale: una capacità di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo. C’è poi un altro antidoto che è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo”

La Costituzione, ha aggiunto Mattarella, “conta molto sull’autodisciplina e l’autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo. Questo consente anche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”.

Sorrento, il Comune invia cartelle per 140mila euro per multe non pagate

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Sorrento, il Comune invia cartelle per 140mila euro per multe non pagate

Sorrento, il Comune ha notato che ci sono 907  contravvenzioni per violazioni del Codice della Strada contestate dagli agenti della polizia municipale, che non sono state ancora pagate e che risultano essere state fatte nel 2016. A queste se ne aggiungono altre 18 relative al biennio 2015/2016. Il tutto è stato notato grazie al report che è emerso tramite l’ Andreani Tributi, società che gestisce le riscossioni per conto del Comune, che ha inviato i risultati nei giorni scorsi.

In totale il loro importo è pari a poco più di 140mila euro (142mila 842,03 euro per l’esattezza). In base a ciò cominceranno da domani, avvisi di riscossione coattiva attraverso i quali il Comune punta ad ottenere il pagamento di quanto dovuto dai destinatari dei verbali. Ovviamente gli importi delle cartelle saranno comprensivi anche delle sanzioni accessorie e degli interessi. (SorrentoPress)