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Decine di cosiddetti furbetti percepivano disoccupazione, assegni sociali ed evadevano il fisco

La Guardia di Finanza di Livorno ha individuato decine di cosiddetti furbetti che frodavano il fisco e truffavano le risorse pubbliche.

Diverse, infatti, le attività condotte dalle donne e dagli uomini in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza e ai reparti dipendenti dal locale Gruppo, dalla Compagnia di Piombino a quella di Portoferraio, dalla Tenenza di Cecina alla 1a e alla 2a Compagnia (porto), fino al Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria di Livorno.

A partire dall’operazione che ha visto protagonista “in negativo” un senegalese 67enne che, fino all’intervento dei finanzieri, aveva percepito un assegno sociale di 465 euro, pur non avendone il diritto. Tant’è vero che aveva dichiarato redditi pari a “zero” e la fittizia residenza in Italia. 10 mila gli euro illecitamente ricevuti negli ultimi 2 anni e mezzo. Immediatamente avviata la procedura per il recupero e la sospensione delle erogazioni in itinere da parte dell’Inps. Dagli assegni sociali alle indennità di disoccupazione.

Le Fiamme Gialle hanno sanzionato un muratore polacco, 33enne, per aver chiesto e ricevuto 8.000 euro nel 2017 pur essendo stato licenziato per giustificati motivi. Anche lui, in realtà, non era residente in Italia.

5 anni “senza pagare le tasse”. Era il modus operandi illecito di un rappresentante di commercio, 45enne, livornese. Dal 2013 al 2017 ha “introitato” oltre 156 mila euro: uno stipendio di 2.600 euro in pratica, ma “al nero”.

Analogo stipendio, sommerso, non di 2.600 ma di circa la metà, 1.300 euro, sempre “esentasse”, era quello di un altro livornese 51enne. Intermediario nel commercio di carni fresche e congelate, in 5 anni ha nascosto al fisco oltre 82.000 euro di incassi.

Scoperta anche un’autoscuola che aveva rinnovato 8 mila patenti per la guida di macchine autocarri e pullman, ma solo per 200 di queste con l’emissione di ricevute fiscali. In media una su 40 in 5 anni, occultando al fisco redditi per 160 mila euro, con un’IVA evasa per 35.000 euro.

Evasore totale per quattro anni, dal 2014 al 2017, un procacciatore d’affari di nazionalità thailandese, 29enne. La GdF ha constatato redditi non dichiarati al fisco per oltre 230mila euro e un’IVA evasa per più di 35mila euro.

Proseguono, infine, i controlli nei confronti di colf e badanti. 11 le attività concluse dalle Fiamme Gialle a Rosignano Marittimo, Castagneto Carducci e sull’Isola d’Elba con il recupero a tassazione di redditi per oltre 380mila euro.

Dall’evasione fiscale a quella contributiva. Stavolta di un’officina meccanica gestita da un 56enne, anche lui livornese, che durante l’accesso della GdF impiegava nelle riparazioni un uomo senza averlo assunto con regolare contratto di lavoro.

Analoga realtà in un ristorante livornese in cui 4 persone sono state trovate intente a svolgere attività di “aiuto cucina”. Alla titolare, una donna di 63 anni, è stata comminata una sanzione di 6.000 euro.

Per la sicurezza prodotti invece due gli esercizi commerciali sanzionati perché rivendevano merce priva dei requisiti minimi di etichettatura, in particolare confezioni di bastoncini per l’igiene auricolare non recanti le previste diciture.

Più di 20mila gli articoli sequestrati a un 60enne residente a San Vincenzo e a un cinese di Campiglia Marittima.

Dopo il maxi-sequestro dei 644 kg di cocaina in porto, diverse le operazioni antidroga contro il minuto spaccio in città, tra le quali quella nei confronti di 2 ragazzi 23enni residenti a Livorno, arrestati. Avevano cercato di “farla franca” con, in tasca, un etto di hashish, ma il “fiuto” dei cani delle Fiamme Gialle li ha fatti individuare sul bordo di una strada dell’area portuale industriale. Sequestrato lo stupefacente che portavano indosso; altro lo avevano nascosto in una baracca, tra la vegetazione, e a casa, per un totale di mezzo chilo di cannabis.

Adduso Sebastiano

Castellammare, LeU: “Cancellare lo Sprar significa fare arrivare migranti, i cittadini lo sanno?”

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Cancellare lo Sprar significa fare arrivare migranti. Questo i cittadini lo sanno?

Castellammare ecco la posizione di LeU sulla questione dello Sprar:

 Anche il governo della mia città, in linea con la propaganda leghista, annuncia che cancellerà lo Sprar. Ho provato a far capire più volte in aula che chi non vuole gestire le emergenze deve aderire al programma Sprar, ma è più forte di loro, amano raccontare le favole che si ritorceranno contro la loro becera propaganda. Perchè dico questo? Perchè conosco la norma che è chiara, fin troppo chiara. I comuni che aderiscono allo Sprar possono per legge utilizzare la cd “clausola di salvaguardia” e dire no a nuovi arrivi quando l’Amministrazione Comunale valuta che non sarebbero gestiti al meglio. Con questo cosa voglio dire, che i comuni virtuosi che hanno accolto migranti tra Sprar e Cas, secondo le indicazioni del Ministero nel rispetto della norma, possono rifiutarsi di “prendere” nuovi migranti. Questo può avvenire quando si ritengono sbagliate le modalità di lavoro o i posti di assegnazione proposti dal prefetto, che non può fare altro che adeguarsi. Al contrario, chi non ha lo Sprar deve adeguarsi alle imposizioni delle scelte prefettizie ovvero gestire emergenze.
Lo Sprar che la propaganda definisce “un business da malavitosi”, ha consentito in molti luoghi del Paese la governance del fenomeno migratorio. Perché permette una gestione efficiente, in un contesto di comunità in cui ai migranti si associa il lavoro degli italiani, l’utilizzo di strutture pubbliche, l’interazione con luoghi privati.
Senza lo Sprar, molte persone rischiano di restare in mezzo a una strada, non completando e talvolta non iniziando nemmeno, un percorso di autonomia e inserimento sociale. Questo comporta da un lato altri costi per lo Stato, dall’altro rischi per la comunità e per le stesse persone coinvolte, quali fra tutti quello di andare ad allargare il campo della piccola criminalità dettata da esigenze di pura sopravvivenza.
Annunci e/o provvedimenti come questi sono solo becera propaganda che si ritorcerà contro la città. Servirà solo a fare altra propaganda d’odio contro i migranti quando si dovrà gestire emergenza.

Capri, incontro sulla solidarietà e l’accoglienza presso l’ex cattedrale di Santo Stefano

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Ecco tutti i dettagli dell’evento

Sabato 16 Marzo, alle ore 16.00, nella Parrocchia Santo Stefano Protomartire di Capri, si terrà un incontro di solidarietà ed accoglienza promosso dall’Associazione Alessandro Peluso Onlus e dal Movimento Cristiano Lavoratori della sede di Capri in collaborazione con la Parrocchia di Santo Stefano.

L’incontro che intende coinvolgere la comunità isolana, sensibile ai temi della solidarietà sociale, è stato accolto con entusiasmo da Salvatore Ciuccio Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori di Capri e dal Parroco Don Carmine Del Gaudio. Nel corso dell’evento si parlerà dei vari progetti dei quali l’Associazione Peluso si occupa da più di 10 anni, una serie di iniziative legate alla tutela dell’infanzia con molteplici attività rivolte alla salvaguardia dei minori, sostenendo bambini che vivono situazioni di svantaggio.
In particolare, uno dei progetti principali dell’associazione: “Accogli un bambino bielorusso”, prevede l’ospitalità temporanea in nuclei familiari italiani, di minori provenienti dalla Bielorussia e da tutte le provincie presenti su quel territorio.

Questo progetto consiste nell’ospitare in Italia, bambini orfani, che vivono in case famiglie o in Istituto. Di solito coloro che scelgono di fare questa esperienza sono famiglie che vivono nel territorio campano e che desiderano aiutare chi è in difficoltà, offrendo così una speranza per il futuro a questi piccoli bambini che hanno avuto un inizio difficile sin dalla nascita.

L’incontro di solidarietà, volto ad acquisire maggiori informazioni sui progetti dell’associazione Peluso sarà coordinato dal parroco Don Carmine del Gaudio e dal Presidente MCL-Capri Salvatore Ciuccio, con la presenza e partecipazione della Presidente dell’Associazione Peluso Antonietta Balestriere, del vice Presidente Francesco Peluso, del Dott. Davide De Rosa, diacono permanente della Parrocchia Santa Maria della Salute di Napoli, della sociologa Angela Annibale e della psicologa Benedetta De Rosa.

A Sorrento parte la raccolta straordinaria per i rifiuti ingombranti

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Ecco tutti i dettagli

Sorrento, l’iniziativa si terrà a Marina Grande il prossimo venerdì 15 marzo dalle ore 8 alle 11, e a Marina di Puolo nello stesso orario, venerdì 12 aprile, è promossa dall’assessorato all’Ambiente del comune di Sorrento e dalla società Penisolaverde ed è realizzata all’interno della campagna di comunicazione internazionale denominata Let’s Clean Up Europe.

Nel primo appuntamento tutti i rifiuti ingombranti potranno essere depositati a Marina Grande, in due punti di raccolta ben definiti: il primo lungo la strada adiacente la chiesa parrocchiale, il secondo nei pressi della piazza del borgo marinaro. Invece per l’appuntamento del 12 aprile a Puolo, i rifiuti dovranno essere lasciati presso la piazzetta nei pressi della sbarra di accesso alle ultime rampe che portano alla marina. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Cooperativa Sant’Anna e la Coop Azzurra di Marina Grande e con il Consorzio Marina di Puolo, che raccoglie numerosi operatitori economici del borgo marinaro che delimita la città di Sorrento con quella di Massa Lubrense.

“Questa iniziativa – dichiara il consigliere comunale Luigi Di Prisco – è volta ad incentivare la raccolta dei rifiuti presso i borghi marinari presenti a Sorrento, in prossimità della primavera, che avvia la stagione turistica. Negli anni, questa attività ha portato maggiore decoro e pulizia presso i luoghi dove si è concentrata la nostra attenzione, in quanto in questo periodo, tra lavori strutturali e di ammodernamento di numerose attività produttive, era facile vedere dei rifiuti abbandonati a se stessi. Inoltre è essenziale partire da terra per la pulizia dei fondali, in quella zona che congiunge il mare con il borgo marinaro, dove vengono prodotti e abbandonati rifiuti di ogni genere”.

In Penisola Sorrentina arriva una nuova droga: si tratta della Purple Drank

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I dettagli

Durante l’operazione avvenuta pochi giorni fa in Penisola Sorrentina, oltre alla droga tradizionale è stata trovata anche una nuova “droga” che sta spopolando tra i giovani, si tratta della Purple Drank. Per quanto riguarda la sua composizione, sarebbe di una mistura a base di sciroppo per la tosse usato impropriamente rispetto alle indicazioni mediche e facendone quindi una sorta di droga. La sua preparazione comprende sciroppo per la tosse contenente codeina o prometazina usato in dosi maggiori rispetto a quelle consigliate, che viene poi mescolato con bevande gassate. Il suo colore è il viola a causa dei coloranti usati per la sua preparazione. (Positanonews)

 

Blitz della GdF di Torre Annunziata: sequestrato deposito illecito

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La società doveva vendere abiti usati, ma nei capannoni sono stati trovati 200mila kg di rifiuti

La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha sottoposto a sequestro 3 capannoni industriali illecitamente adibiti a deposito di rifiuti urbani, scoprendo, all’atto dell’accesso, la presenza di 12 persone intente a prestare la propria attività lavorativa del tutto sprovviste di regolare inquadramento contrattuale e contributivo.

La società oggetto di controllo, con sede a Cercola, era formalmente dedita alla vendita di capi di abbigliamento usati i quali, una volta selezionati, devono essere soggetti ad apposito trattamento di igienizzazione e sanificazione.

I tre capannoni industriali completamente colmi di capi usati da selezionare, stipati in buste di plastica e indistintamente collocati insieme ai rifiuti derivanti dalle operazioni di cernita e taglio.

Inoltre, è stata constatata l’assenza di locali e macchinari idonei a consentire l’igienizzazione degli indumenti e il titolare dell’attività non è stato in grado di esibire la documentazione relativa all’avvenuto trattamento di sanificazione, né la documentazione fiscale concernente l’acquisto degli abiti usati.
All’interno di uno dei capannoni era presente un locale fatiscente contraddistinto dalla sola insegna affissa sulle pareti recante la dicitura «igienizzatore», ma comunque privo di qualsiasi strumento in grado di attuare il processo di sanificazione. Alla luce di quanto rilevato dai finanzieri, i capannoni industriali, per complessivi 750 mq e circa 200mila kg di rifiuti contenuti, nonché le attrezzature e i macchinari rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro, mentre il responsabile è stato denunciato per illecita gestione di rifiuti.

Cina e cattolicesimo: “un altro cristiano, un cinese in meno”

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CINA – Xu Xiaohong, presidente della Commissione nazionale del Movimento patriottico delle Tre Autonomie, interviene alla Conferenza politica consultiva: “A molti credenti manca una vera coscienza nazionale. Ecco perché diciamo ‘un altro cristiano, un cinese in meno’. Combattiamo le infiltrazioni straniere”.

Pechino  Il cristianesimo in Cina “deve affrontare con più impegno la propria sinicizzazione, secondo i dettami del presidente Xi Jinping, e deve combattere contro le influenze straniere che vogliono sovvertire lo Stato attraverso la fede”. Lo ha detto Xu Xiaohong, presidente della Commissione nazionale del Movimento patriottico delle Tre Autonomie, durante una sessione della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc). Il Movimento è il corpo amministrativo – creato da Mao Zedong – che riunisce i cristiani protestanti ufficiali.

La Cpcpc riunisce invece tutti i rappresentanti della società civile (anche quelli religiosi) per offrire consigli all’Anp e al Partito su come migliorare le sue politiche, ma in realtà essa tende a sottomettere la società civile alle decisioni del Partito.

La sinicizzazione cui fa riferimento Xu è la campagna lanciata dal leader supremo cinese nei confronti delle cinque religioni ufficiali del Paese (cristianesimo protestante, cattolicesimo, islam, taoismo e buddhismo). Secondo Xi Jinping, queste fedi potrebbero divenire strumento di separatismo etnico o di ingerenze straniere negli affari interni del Paese.

In epoca recente, ha aggiunto il leader protestante ufficiale, “il cristianesimo si è diffuso in Cina insieme all’invasione coloniale delle potenze occidentali. Per questo è considerato una religione straniera. Va detto che ad alcuni fedeli manca una vera coscienza nazionale. Ecco perché diciamo ‘un altro cristiano, un cinese in meno’. Fra i problemi più pesanti che dobbiamo affrontare vi sono le infiltrazioni di forze straniere e i raduni illegali di preghiera”.

Agli incontri della Conferenza politica ha partecipato anche Shen Bin, vice presidente dell’Associazione patriottica dei cattolici cinesi. Secondo il funzionario, “il cattolicesimo ha affrontato degli alti e bassi nel Paese a causa di alcune chiese locali, che non sono riuscite a mettere in pratica i principi di indipendenza ed auto-gestione e non si sono integrate con la cultura cinese”.

La Quaresima ortodossa e il digiuno (forzato) da internet a Mosca

La Quaresima ortodossa e il digiuno (forzato) da internet a Mosca

(AsiaNews/Agenzie)

Torre Annunziata, scritte sui muri contro la polizia: la firma è del clan

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Torre Annunziata, scritte sui muri contro la polizia: la firma è del clan

A Torre Annunziata, in piazza Cesaro sono comparse delle scritte contro le forze dell’ordine: «Sbirro infame», «cavaliere m…», «zona nostra». Sembrerebbe che i firmatari di queste scritte sia il clan Gionta, che insulta non solo la polizia ma anche i rivali dei Gallo-Cavalieri, amici-nemici con i quali è in atto da anni una tregua armata.

Le scritte comparse sul monumento dei caduti, in pieno centro, con uno spray giallo e alcune iniziali, le stesse che furono ritrovate mesi fa, all’interno di un appartamento abbandonato a due passi da palazzo Fienga, la storica roccaforte del clan Gionta oggi murata e confiscata. Ad indagare sulle scritte i poliziotti  del commissariato di Torre Annunziata, agli ordini del dirigente Claudio De Salvo.

Ricordiamo che proprio pochi giorni fa la polizia ha sequestrato una pistola carica e mezzo chilo di cocaina ai Gionta, nei pressi del porto della città.

La Quaresima ortodossa e il digiuno (forzato) da internet a Mosca

Aleksandr Volkov, portavoce del patriarcato, ammonisce i fedeli ad evitare lo “scambio del perdono”, un gesto quaresimale, via social e sms. In aprile il governo prevede una sospensione della rete internazionale di internet, per evitare fake news. Ingenti manifestazioni in molte città russe: “La Russia non è l’Iran o la Corea del Nord: noi facciamo parte del mondo civile”.

Quaresima Russia-Lent-childrenMosca – Lunedì, 11 marzo, è iniziata la Quaresima secondo il calendario liturgico della Chiesa ortodossa russa, che porterà alla celebrazione pasquale di domenica 28 aprile, una settimana dopo quella cattolica e delle altre Chiese, che seguono il calendario gregoriano. La domenica 10 marzo, a conclusione della settimana “del burro” (maslenitsa, l’ultima in cui sono permessi i cibi grassi), si è svolto il rito del “perdono reciproco”, quando prima del digiuno la Chiesa invita tutti a chiedere perdono agli altri per i propri peccati.

Proprio questo rito, che prevede un esplicito atto di contrizione e un gesto di pace da scambiarsi vicendevolmente, ha contribuito ad alimentare una polemica che in questi giorni sta agitando tutta la Russia, nei confronti di internet e dei mezzi informatici di comunicazione: tramite Aleksandr Volkov, portavoce del patriarcato, la Chiesa ortodossa ha ammonito i fedeli a evitare lo “scambio del perdono” via social e sms.

Nel comunicato si precisa che “l’invio di immagini e disegni devoti conditi da frasi preconfezionate, del tipo io vi perdono e voi perdonatemi, non ha niente in comune con l’autentico senso del perdono”. La tradizione della Chiesa prevede la visita alla tomba dei propri cari al cimitero, per poi recarsi in chiesa e scambiarsi la richiesta di perdono e di pace, come “condizione imprescindibile per introdursi nel cammino quaresimale”. Non serve inviare un messaggio a tutti gli indirizzi della propria rubrica, ha affermato Volkov, ma bisogna “cercare le persone che ci sono davvero care, i parenti e gli amici. Non è una questione di quantità, come se il perdono fosse un like, ma di qualità: se riusciamo a perdonare davvero almeno una persona, sarà un grande passo nella conversione quaresimale”.

La guerra patriarcale contro le relazioni virtuali si inserisce in clima acceso a causa delle decisioni parlamentari delle ultime settimane, che dovrebbero portare a una sospensione dalla rete internazionale di internet in aprile, e dalle misure di controllo contro le fake news, che hanno suscitato proteste e manifestazioni di piazza.

Il portale di Ekaterinburg TochkaNews ha lanciato un appello provocatorio, in riferimento alle raccomandazioni del presidente del parlamento, Vjaceslav Volodin, a controllare le informazioni nel periodo pasquale, per evitare “false interpretazioni” della festa cristiana. L’agenzia ha rivolto a Volodin la domanda “Lei può dimostrare che la risurrezione di Cristo non è un fake? Come spiegare sui media questo evento, senza incorrere in sanzioni?”. Il direttore della Novaja Gazeta Dmitrij Fomintsev ha commentato a sua volta che, secondo le nuove disposizioni, i giornalisti non possono parlare del mistero centrale della fede cristiana, senza infrangere le regole per cui non si devono pubblicare notizie che non abbiano stretta attinenza ai fatti dimostrabili. Per ora dalla Duma non è arrivato alcun commento alle provocazioni “pasquali”.

La misura contro le fake news è stata approvata in parlamento in prima lettura, con un testo a firma del deputato Andrej Klishas, secondo il quale i mezzi di informazione potranno essere “bloccati” in caso di diffusione di notizie che comportino “minacce che arrecano conseguenze nocive per la vita e la salute dei cittadini, e violazioni dell’ordine pubblico”. Sono previste multe salate e provvedimenti di censura.

Contro la stretta censoria anti-internet, si sono svolte in varie città russe manifestazioni, autorizzate e non (v. foto 2), che promettono di aumentare d’intensità nelle prossime settimane, superando anche le proteste contro la riforma delle pensioni. A Mosca hanno sfilato quasi 20mila persone, nonostante i tentativi della polizia di rallentare l’afflusso del corteo, che era stato autorizzato per un massimo di 10mila. Almeno 30 persone sono state arrestate, compresi membri del partito liberal-nazionalista (LDPR) presente in parlamento e alcuni giornalisti forniti di pass ufficiale.

Come sempre più spesso accade in Russia, alla polizia si sono affiancati gruppi di druzhinniki, i volontari dell’ordine pubblico, una figura che esisteva ai tempi del regime sovietico, con il compito di controllare i manifestanti e confiscare materiali pericolosi (striscioni, volantini e perfino qualche drone). Cortei non autorizzati di varie centinaia di persone si sono svolti a Voronezh, Khabarovsk e altre città russe. Il fondatore del primo social russo Vkontakte, Pavel Durov, ha sostenuto le manifestazioni sostenendo che “la Russia non è l’Iran o la Corea del Nord, noi facciamo parte del mondo civile”. Durov si è trasferito all’estero da alcuni anni.

Ad aprile verrà temporaneamente sospeso il collegamento internazionale di internet, come previsto dal testo di Klishas approvato dalla Duma, secondo cui “l’isolamento della Russia da internet può essere necessario in situazioni eccezionali, per difendere la sicurezza nazionale”.

di Vladimir Rozanskij/asianews

Cina, Xu Xiaohong, presidente della Commissione nazionale del Movimento patriottico delle Tre Autonomie

Cina e cattolicesimo: “un altro cristiano, un cinese in meno”

Era Politica: Theresa May bocciata (Lo Piano – Saint Red)

Nella maggior parte dei casi le ere politiche hanno durata breve, l’Inghilterra non fa eccezione: Theresa May ha ricevuto dal Parlamento una sonora bocciatura, la sua politica sembra essere giunta al capolinea.
Stare in politica è come andare a scuola, l’accordo con i propri “compagni di classe” è fondamentale, senza questo, per chi ha la guida di un Paese, è come andare a sbattere contro un muro di gomma.
 
Pollice verso : 
Il Parlamento inglese, e’ stato irremovibile, ieri sera, ancora una volta ha votato no’, su quello che potrebbe essere l’ultimo  tentativo della Premier Theresa May, di far uscire con un accordo scritto, la Gran Bretagna dall’Unione Europea.
La Premier inglese in questi ultimi giorni aveva tentato ogni possibile mediazione con Bruxelles, era riuscita a strappare alcune concessioni, tutto inutile, il suo tentativo e’ miseramente naufragato con il voto di ieri in Parlamento. 
E ora, gli scenari futuri possibili sono 3 :
1) Hard Brexit, (uscita senza accordo)
In questo caso, le tensioni fra le 2 Irlande potrebbero aumentare e diventare incandescenti. 
2) Proroga:
Oggi Westminster votera’ su tale richiesta, anche se nulla si da per scontato, questa opzione sembra improbabile, visto che sarebbe la 3 volta che si rimanda la questione della Brexit. Se cosi’ fosse per rimandarla a quando? 
Bisogna ancora aggiungere che, il 26 Maggio si svolgeranno le Elezioni Europee, ragion per cui, difficilmente, pochi mesi non basterebbero per trovare una soluzione al problema. 
3) Niente Brexit : 
Il governo potrebbe decidere di ritirare la richiesta di Brexit prima del 29 marzo. Se Londra decidesse di uscire unilateralmente, ci sarebbe una crisi politica e forse nuove elezioni. 
Nel caso in cui tra Labour e Tories, ci fosse un testa a testa, alla fine, potrebbe succedere di tutto.
In Inghilterra, dopo le votazioni sulla Brexit, si e’ creata una gran confusione politica, entrambi gli schieramenti non hanno avuto in questi 3 anni, le idee molto chiare.
 
In questo contesto, anche Bruxelles, non sapra’ che pesci prendere, visto che la politica, non e’ fatta solo di pane, amore e fantasia.

APPROFONDIMENTO – Juve Stabia: piangi, perdona, impara e vai avanti

Di istantanee il derby tra Juve Stabia e Cavese ne ha lasciate molte: lo spettacolo ed il rispetto reciproco di due tifoserie caldissime, l’andamento della gara in stile montagne russe, il ricordo tangibile di Catello Mari. In casa gialloblù l’immagine che forse più ha colpito i tifosi sono state però le lacrime a fine gara di Paolo Branduani.

Il portierone della Juve Stabia non è riuscito a trattenere la rabbia, dovuta all’errore che ha portato al secondo vantaggio della Cavese, cedendo all’emozione dopo il triplice fischio dell’arbitro. Lacrime che, per certi aspetti, sanno di liberazione per il 26 della Juve Stabia, scrollatosi forse del peso enorme di quell’imbattibilità che durava dal 26 dicembre scorso, diventata quasi un ulteriore avversario da fronteggiare, e raccontata da giornalisti nazionali ed internazionali, arrivati al Menti per conoscere il portiere dai numeri record.

Eppure Branduani ha pochissimo da rimproverarsi. Innanzitutto perché un errore può capitare a chiunque, figurarsi a chi più di tutti, tra le Vespe, sta facendo registrare un rendimento surreale; a confermare questo aspetto, Daniele Paponi, che dopo la gara scherzosamente ha confidato ai giornalisti: “Abbiamo scoperto che Paolo è umano!”, tirando a distanza su il morale al compagno di tante battaglie. E poi, l’estremo difensore non deve rammaricarsi di nulla perché un istante prima del pareggio di Carlini, con il solito miracolo domenicale aveva salvato la Juve Stabia dall’1 – 3 ormai quasi realizzato da Fella. Un tempismo molto simile al derby di andata, a Cava, con Branduani prodigioso tra i suoi pali prima della rete stabiese (in quell’occasione, vittoriosa, di Paponi).

Vengono allora in mente, per Branduani, le parole “Piangi, perdona, impara, vai avanti”: piangi per scrollarti di dosso la rabbia; perdona te stesso perché non hai nulla per cui non essere fiero; impara così che l’errore ti renda più forte; vai avanti verso un obiettivo che è ancora a portata di mano.

Le stesse riflessioni le allarghiamo ad Alessandro Mastalli, anche lui provato dopo il match di domenica. Le sue lacrime, forse, stupiscono meno di quelle di Branduani, un po’ per l’età ed un po’ perché culmine di una stagione difficile per il giovane Capitano stabiese, scopertosi fragile nella stagione della Juve Stabia più forte da quando veste la maglia gialloblù. Anche al 24 delle Vespe va il nostro incoraggiamento a non lasciarsi abbattere dall’errore di domenica ed a trasformare le lacrime in grinta.

Lacrime, per Branduani e Mastalli, da cui ripartire perché non è forte chi non cade ma chi, dopo esser caduto, ha la forza di rialzarsi.

Raffaele Izzo

Papa Francesco: 6 anni di pontificato fuori dalle “consuetudini”

Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio è, dal 13 marzo 2013, il 266º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma.

Il 13 marzo del 2013 il cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, saliva sulla cattedra di Pietro con il rivoluzionario nome di Francesco. Questo papa venuto “da molto lontano”, dall’altro capo del mondo stupì subito per il suo stile sobrio e privo di paludamenti curiali. Si capì subito che non aveva mai vissuta nella Curia vaticana e che non ne amava le consuetudini.

Cominciò dopo l’elezione con il non voler prendere l’auto papale ma viaggiare sull’autobus insieme ai “suoi” cardinali per andare alla cena di festeggiamento mentre il cardinale segretario di Stato preferì andare con la sua auto di rappresentanza, con tanto di autista.

Il giorno appresso stupì tutti decidendo di continuare ad abitare i 50 mq. del suo appartamentino occupato in Santa Marta durante il conclave abbandonando lussi, sfarzi e protocolli degli appartamenti pontifici del Palazzo apostolico. Vita francescana, per uno che proviene dal ferreo ordine dei Gesuiti, la Compagnia di Gesù.

Si presenta umile e dimesso, si proclama semplicemente Vescovo di Roma ed auspica una “chiesa povera per i poveri”, ma le resistenze sorde non si fanno attendere.

È di quei giorni la notizia della ristrutturazione di un attico di “appena” 400 mq. da servire da abitazione per il cardinale Segretario di Stato, con i fondi di imprecisata provenienza.

Nell’ottobre del 2014 indice due Sinodi dei vescovi dedicati alla famiglia ed alle problematiche ad essa connesse nella società industriale del mondo occidentale cattolico.

Alla fine dei due consessi pubblica il documento “Amoris laetitiae”, nel quale esorta alla misericordia ed alla comprensione dei casi di disagio coniugale.

Molti separati o divorziati restano allontanati dai sacramenti, anche se la separazione l’hanno subita. Il papa invita a non fare preclusioni aprioristiche e a discernere con misericordia caso per caso. Ma da parte dei conservatori si è levato un nuovo apriti cielo con fuoco di sbarramento.

Quattro cardinali escono allo scoperto e firmano un contro-documento in cui esprimono i loro “dubbia”.

Tutte le riviste cattoliche ed i siti tradizionalisti si scatenano nell’intero orbe terracqueo. Tutti addosso a papa Francesco che osa sovvertire la dottrina millenaria della chiesa in tema di morale del matrimonio.

Egli predica la morale della comprensione come fa Cristo con l’adultera ed i suoi detrattori tradizionalisti, come i farisei, insistono per la lapidazione dell’adultera. Si vede che si ispirano ad un modello diverso da quello di Cristo.

Continuando sulla stessa scia, nel 2015 egli intitola l’anno santo alla Misericordia e ne spiega con parole e fatti i suoi significati profondi per il cristiano.

Propone perfino di cambiare in italiano una espressione della preghiera per antonomasia dei cristiani: il Padrenostro. Alla frase “non indurci in tentazione”, egli propone di sostituire l’espressione “aiutaci a non cadere in tentazione”. Perché Dio è Misericordia , e non può indurci in tentazione.

Nel 2016, con grande coraggio ecumenico, partecipa alle celebrazione dei 500 anni dalla Riforma di Lutero, riconoscendo indirettamente, che non tutte le “proteste” del monaco agostiniano erano campate in aria.

Egli ricorda il monito evangelico “Ut unum sint”: lavoriamo affinché tutti tornino allo stesso gregge. E qualche anno più tardi, incontrando dei musulmani, si spinge a dire che “Dio è unico”, comunque gli uomini lo chiamino, lo preghino o lo adorino. Questo è verissimo ma è alquanto rivoluzionario se detto da un papa.

Nel 2017 visita le tombe di due parroci “scomodi” dei decenni passati: don Primo Mazzolari da Bozzolo e don Lorenzo Milani da Barbiana.: sono state due figure emblematiche osteggiate dalla gerarchia ecclesiastica del loro tempo. Il papa ha ristabilito i loro meriti agli occhi del cattolicesimo universale.

Recentemente ha organizzato un Convegno in vaticano di tutti i Presidenti delle conferenze episcopali, per discutere di pedofilia e dettare linee guida di prevenzione. Non ha risolto il problema con la bacchetta magica. Ma ha osato parlarne. Ricordando il versetto evangelico: “guai a colui per colpa del quale avviene lo scandalo”. Sembrano cose ovvie, ma nel mondo curiale non sembra che lo siano tanto.

Lunga vita a papa Francesco ed alla sua coraggiosa opera di pulizia e svecchiamento che lui, vecchio di anni ma giovane di animo, sta tentando di fare.

Auguri Papa Francesco.

CARMELO TOSCANO

Campania, De Luca sull’Autonomia differenziata: “Tentativo di furto da parte di Salvini”

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Campania, De Luca sull’Autonomia differenziata: “Tentativo di furto da parte di Salvini”

Abbiamo sventato un tentativo di furto con destrezza di Salvini”. Lo ha affermato Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, intervenuto nel corso della mattinata su Radio Crc rispondendo ad una domanda sull’Autonomia Differenziata chiesta da alcune regioni del nord.

Il 15 febbraio – ha riferito il governatore campano – sarebbe arrivata in Parlamento l’intesa già raggiunta tra lo Stato e il Veneto. A due giorni dalla scadenza, la Regione Campania ha fatto una iniziativa fortissima contro questa operazione, che significavatogliere 6 miliardi al resto d’Italia per darli al Veneto. Si prevedeva la rottura del sistema scolastico nazionale, con differenze salariali tra insegnanti del nord e quelli del sud; la rottura del Sistema sanitario nazionale. Siamo arrivati a un passo dal disastro. Questa giostra era stata messa in piedi per spostare miliardi di euro alle regioni del nord. Noi accettiamo la sfida dell’efficienza. Ma la vogliamo fare ad armi pari. Tuteliamo con i denti gli interessi dei nostri figli. Bisogna ringraziare la Campania per aver bloccato questa operazione”.

 

Il tema è stato affrontato anche dal Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che nei scorsi giorni ha proposto un referendum sull’autonomia della città: “Questa storia che fa sembrare che i meridionali siano la zavorra del Paese deve finire. Io credo molto in una Italia unita e coesa che valorizzi tutte le autonomie. I meridionali da sempre contribuiscono con lavoro, solerzia e fatica alle sorti del nostro Paese” aveva riferito il primo cittadino partenopeo

 

Calciomercato Napoli, De Laurentiis bluffa su Insigne: Raiola a caccia di pretendenti

Calciomercato Napoli, De Laurentiis bluffa su Insigne: Raiola a caccia di pretendenti

Nella giornata di ieri, il Patron del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva voluto smentire le voci di un possibile addio a Lorenzo Insigne. Il presidente azzurro, che ha difeso a spada tratta il capitano partenopeo, starebbe però bluffando in attesa di un’offerta importante. De Laurentiis avrebbe infatti lasciato aperto le porte a chi volesse strappargli il suo numero 24, anche se non ha intenzione di accontentarsi sul prezzo. Secondo la Gazzetta dello Sport, Mino Raiola sarebbe già stato avvisato: 100 milioni di euro, sarà questa la cifra che dovrà portare nelle casse della società qualora volesse spostare il suo assistito.
La sua eventuale cessione permetterà l’arrivo di Hirving Lonzano, l’attaccante messicano del PSV che Ancelotti ha segnato sul taccuino per la prossima stagione.
Lonzano, anche lui nella “scuderia” Raiola, potrebbe arrivare anche senza la cessione di Insigne, ma a farne le spese potrebbe essere Dries Mertens, già dato per partente l’estate scorsa e probabile obiettivo di diverse squadre per la prossima sessione di calciomercato.

Insigne nervoso dopo l’esclusione contro il Salisburgo: la sua reazione è da vero capitano

Insigne nervoso dopo l’esclusione contro il Salisburgo: la sua reazione è da vero capitano

L’edizione odierna de ilMattino racconta l’umore del capitano del Napoli, Lorenzo Insigne, turbato ultimamente a causa di un’esclusione dolorosa contro il Salisburgo e il palo colpito contro la Juventus. La sua reazione è stata comunque propositiva, mettendosi al servizio della squadra e riconquistando un posto da titolare per la partita di domani.
Questo uno stralcio preso da ilMattino:
“Poco male, c’è ancora tempo per rifarsi e arricchire il proprio bottino personale. A partire da domani, quando Ancelotti lo schiererà ancora dall’inizio. Cosa che invece non era accaduta nella partita di andata e che certamente non gli aveva fatto piacere. Perché stare in panchina non piace a nessuno, me che meno a Lorenzo che veniva dal palo centrato su rigore contro la Juventus. Quell’esclusione non deve avergli fatto troppo piacere, ma da buon capitano e uomo di spogliatoio non ha alzato la voce. Si è messo al servizio dell’allenatore e della squadra, entrando in campo nel finale e offrendo il proprio contributo con la massima professionalità”.

Repubblica – Duro scontro tra De Laurentiis e l’Assessore Borriello: “Sei colluso con la Camorra!”

Repubblica – Duro scontro tra De Laurentiis e l’Assessore Borriello: “Sei colluso con la Camorra!”

L’edizione odierna de laRepubblica svela alcuni retroscena legati al duro scontro avvenuto ieri pomeriggio tra il patron della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis e l’Assessore allo Sport del Comune partenopeo, Ciro Borriello.

Questo il racconto:
“De Laurentiis dà in escandescenze soprattutto quando l’assessore allo Sport Ciro Borriello cerca di contrastare la tesi dell’imprenditore sul tifo azzurro. « Presidente, compri i calciatori e vedrà come la gente verrà allo stadio», sbotta Borriello. Il tutto mentre il patron insiste sulle presenze opache all’interno del tifo organizzato.
«Il calcio è passione, io vengo da Barra…», continua l’assessore. De Laurentiis lo interrompe: «Se sei di Barra, allora sei colluso con la camorra… » . Pronta la risposta di Borriello: « No, se ero colluso con la camorra non stavo nella giunta de Magistris». L’assessore prova in tutti i modi a convincere De Laurentiis: «Guardi che in curva B ci va anche il presidente dell’Ordine degli ingegneri che non mi sembra affatto un camorrista… »”.

Salisburgo-Napoli, tornano i “titolarissimi”: CorSport mette Mertens e Malcuit in panchina

Salisburgo-Napoli, tornano i “titolarissimi”: CorSport mette Mertens e Malcuit in panchina

Vigilia con pochi interrogativi per Carlo Ancelotti che domani guiderà il Napoli in Austria alla conquista del passaggio del turno in Europa League contro il Salisburgo: in difesa scelte obbligate a causa delle assenze di Koulibaly e Maksimovic, entrambi squalificati. Giocheranno Luperto e Chiriches. Dopo il turn over contro il Sassuolo tornano in campo i titolarissimi. Saranno solo in panchina, secondo il Corriere dello Sport, Mertens e Malcuit.

Questo uno stralcio preso dal quotidiano sportivo:
“Chiriches-Luperto davanti a Meret, inedito assoluto, e via. Per quel che riguarda il resto della formazione, sulle fasce, in difesa, agiranno Hysaj e Mario Rui, mentre a centrocampo si rivedrà la linea che ormai è possibile definire titolarissima: Callejon, Allan, Fabián, Zielinski (eccezion fatta per il brasiliano, tutti a riposo al Mapei); in attacco, spazio alla coppia composta da Milik, che sei giorni fa ha spezzato il digiuno stagionale in Europa, e Insigne”

Centro estetico di un clan catanese sequestrato a Messina nella frazione costiera di Tremestieri

Il centro estetico sarebbe riconducibile ad un esponente dei Santapaola Ercolano due volte condannato per associazione mafiosa.

Un centro estetico gestito di fatto da un esponente del clan Ercolano Santapaola è stato sequestrato dalla Squadra Mobile di Catania che ha eseguito un provvedimento del gip del Tribunale di Catania. L’inchiesta è stata condotta dalla Procura Distrettuale etnea. Il sequestro ha interessato anche quote societarie, beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati e dei conti correnti della società “Nails Express Italia Sas di B.V. & C.”.

Il sequestro preventivo è frutto delle indagini compiute nei confronti dalla Squadra Mobile catanese nei confronti di Antonio Alfio Giuseppe Motta, esponente di spicco del clan Santapaola-Ercolano, uomo d’onore di Cosa nostra catanese che ha due condanne per associazione mafiosa e sottoposto a misure di prevenzione personali e reali, come pure noto – dicono i magistrati della Procura di Catania – per le sue capacità imprenditoriali e per riciclare i proventi delle attività delittuose derivanti dalla sua appartenenza al clan. Le intercettazioni hanno evidenziato come Motta sebbene risultasse soltanto un dipendente della società in realtà ne era il titolare esclusivo. Il provvedimento di sequestro è stato emesso nei confronti di altri tre indagati per trasferimento fraudolento di valori.

Adduso Sebastiano

Alberto Angela, Baia e la Costiera Amalfitana: il primo episodio di “Meraviglie” parte col botto

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Alberto Angela, Baia e la Costiera Amalfitana: il primo episodio di “Meraviglie” parte col botto

Noi italiani siamo davvero strani: viviamo in un Paese bellissimo, ricco di tesori, ma spesso andiamo a cercare la bellezza all’estero. La mia è stata una scommessa, volevo far vedere a tutti in che Paese meraviglioso viviamo“. Alberto Angela torna ad incantare su Rai 1 con il suo racconto dedicato a Baia e la Costiera Amalfitana. L’affascinante divulgatore scientifico ha tenuto milioni di telespettatori incollati alla tv durante il primo episodio dell’ultima edizione di “Meraviglie”. Ma il successo ottenuto con gli ascolti di ieri sera non è neanche minimamente paragonabile a quello ottenuto sui social: gli hashtag dedicati al programma e al conduttore sono infatti diventati immediatamente quelli più popolari. Decine di migliaia di commenti anche su Facebook, ovviamente tutti di apprezzamento. Non era facile considerato che quella di ieri era anche la serata di Juventus-Atletico Madrid.
La nuova serie di “Meraviglie, la penisola dei tesori” si svilupperà in quattro appuntamenti durante i quali Angela racconterà insieme ai suoi ospiti la creatività e l’ingegno dei nostri antenati che ci hanno consegnato un’Italia ricca di tradizione, storia e cultura. Ogni puntata analizzerà 3 siti di interesse culturale, uno del nord Italia, uno del centro e uno del sud, per un totale di 12 territori da scoprire insieme al divulgatore più amato della tv.

“Ci sono capolavori ovunque, noi stessi abbiamo difficoltà a sceglierli. Abbiamo spaziato dal Nord ai paesaggi di Montalbano. Qui la cultura diventa una sinfonia. Credo che questo programma, più che darci l’orgoglio di essere italiani, ci dà un’identità, racconterà quali sono le nostre radici che vanno difese coerentemente” ha spiegato il conduttore ad inizio programma. Che dire, se la prima serata è stata questa non vediamo l’ora di vivere le altre tre in sua compagnia.

Nel caso tu te lo sia perso, clicca sul link per rivivere le emozioni della prima serata di Meraviglie, la penisola dei tesori:
https://www.raiplay.it/video/2019/03/Meraviglie-La-penisola-dei-tesori-2ddc50c0-cdc7-44fe-a564-7b6262e375d5.html

Real Forio, Mister Citarelli: “Ho grandi stimoli, in campo per vincere”

ECCELLENZA-REAL FORIO-L’INTERVISTA: L’ex allenatore di Procida ed Ischia,Mimmo Citarelli è ufficialmente il nuovo tecnico dei biancoverdi

Simone Vicidomini- L’ex allenatore di Procida ed Ischia, Mimmo Citarelli guiderà il Real Forio nelle ultime quattro partite di campionato-con la speranza che i foriani possano raggiungere la salvezza diretta. Ecco la nota ufficiale del club foriano in merito alla sua ufficialità in panchina: ” La società del Real Forio comunica ufficialmente che l’incarico di allenatore della prima squadra è stato affidato a Mimmo Citarelli, già Responsabile del Settore Giovanile biancoverde. Citarelli, che ha alle spalle un passato illustre da giocatore e da allenatore ed è stato individuato come il profilo giusto per regalare alla piazza il raggiungimento della salvezza. La società comunica inoltre che gli allenamenti riprenderanno oggi(ieri) pomeriggio a Forio.

Il Real Forio è stato dunque lasciato da Isidoro Di Meglio, che però ha vuole dimettersi anche se poi ufficialmente è stato esonerato,lasciando così la squadra a quota 24 punti, al quart’ultimo posto in classifica in piena zona retrocessione. E pensare che nel girone di andata aveva conquistato 20 punti. Nel girone di ritorno i foriani hanno totalizzato soltanto 4 punti con la sola vittoria nel derby con il Barano ed il pareggio casalingo con la Puteolana. C’è da dire che lo stesso Isidoro Di Meglio già qualche tempo fa,aveva palesato la voglia di dimettersi dopo la sconfitta casalinga contro l’Ottaviano,anche se poi la dirigenza gli aveva rinnovato la fiducia. Il nuovo allenatore arrivato all’ombra del Torrione, è intervenuto ai microfoni della stampa,ecco le sue parole.

Mister Citarelli,innanzitutto le volevo chiedere come è andato il suo arrivo al Forio. Ci racconti come è andata la giornata di lunedì… 

“Lunedì mi hanno interpellato, la società mi ha chiamato. Ci siamo dati appuntamento per la sera per capire se c’era la disponibilità ad assumere l’incarico. Io ho risposto che non c’erano problemi, ma che avrei comunque voluto parlare con tutta la società. Ci siamo visti, abbiamo trovato l’accordo la sera stessa, con voglia ed entusiasmo, per il mio ritorno in pista. È una cosa che mi stimola molto, dare una mano. Bisogna girare pagina. Quando le cose non vanno bene, ci sono dei problemi, bisogna girare pagina e pensare solo ed esclusivamente alla partita di domenica. Non vedevo l’ora di andare al campo tutta la settimana con tutta la voglia che io ho di fare bene. Mi hanno chiamato per intervenire, per dare una mano e io ho accettato con grande entusiasmo. Mi farebbe piacere far sapere che anche i dirigenti mi hanno saputo trasmettere molto entusiasmo, tanta voglia di continuare. Mi hanno dato le garanzie del fatto che la società sia viva e presente, che sia vicino ai giocatori e che ci tengono molto alla salvezza. Tutti si sono stretti ancor di più perché credono in questo gruppo, che possa uscire da questi mesi di difficoltà, in cui non si è fatto bene. Io ho chiesto a tutti di voltare pagina e di pensare solo alla partita di sabato”.

Ieri ha avuto modo di svolgere la prima seduta di allenamento con la squadra. Prima di iniziare ha avuto un momento di confronto con i giocatori? Come è andato il primo allenamento? 

“Io – dichiara Citarelli-come ho sempre fatto quando mi è capitato di subentrare, non ho parlato con i singoli, ma direttamente con lo spogliatoio, con tutta la squadra. Ho parlato direttamente con tutti mettendo subito in chiaro il mio modo di vedere le cose, anche in modo incisivo, ma con chiarezza. I giocatori li ho visti attenti e concentrati e devo dire che hanno fatto un buon allenamento. Non c’è molto tempo per pensare. Devono avere la capacità di cambiare atteggiamento, di mettere una pietra sopra tutti gli errori che tutte le parti hanno commesso e pensare al nuovo corso, concentrandosi per tutta la settimana. Dobbiamo pensare solo alla partita con il San Giorgio, che è una gara complicata, anche se noi dobbiamo giocare con grande determinazione perché abbiamo un solo obiettivo che è quello di vincere. Bisogna lavorare senza se e senza ma, con grande voglia, tutti insieme, tutta la rosa, me compreso, con una sola mentalità, una mentalità vincente, di andare in campo e vincere la gara senza fronzoli”.