Home Blog Pagina 3945

Rifiuti, sequestrate officina e lavanderia industriale nel napoletano

0
Controllate sei attività commerciali ed imprenditoriali

In attuazione del piano d’azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti firmato il 19 novembre 2018 dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dai Ministri interessati e dal Presidente della Regione Campania, la Cabina di Regia presieduta in prefettura dall’incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, ha disposto operazioni interforze di controllo straordinario del territorio a Somma Vesuviana, Calvizzano e Sant’Anastasia.

In campo 20 equipaggi, per un totale di 56 unità tra  Esercito, polizia, carabinieri, carabinieri forestali, guardia di finanza, polizia metropolitana, polizie locali, personale Arpac e tecnici comunali.
Sono state controllate 6 attività commerciali ed imprenditoriali operanti nel settore meccanico, della lavorazione del legno e del riciclaggio di materiale plastico (3 sono state sequestrate); controllate 42 persone (3 denunciate all’Autorità giudiziaria e 3 sanzionate amministrativamente) e 13 veicoli; contestate sanzioni amministrative per circa 12mila euro.
A Somma Vesuviana è stata sequestrata una lavanderia e tintoria industriale. L’attività veniva esercitata in un capannone di circa 1.500 mq e nei locali annessi di circa 2.500 mq. Sono emerse numerose violazioni alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di smaltimento di rifiuti pericolosi e non. All’interno dell’azienda vi erano fusti contenenti sostanze chimiche, cumuli di rifiuti di vario genere illegalmente depositati, nonché una vasca irregolarmente utilizzata per il contenimento di olio combustibile.
Sempre a Somma Vesuviana, in seguito ai controlli effettuati presso un’autofficina ed un attività di riparazione pneumatici, si è proceduto al sequestro delle due attività per violazione della normativa vigente in materia di stoccaggio e smaltimento rifiuti, nonché per mancata esibizione dei registri di carico e scarico rifiuti. Sono state sequestrate alcune aree annesse illegalmente adibite a discariche nelle quali erano depositati sul nudo terreno componenti meccaniche di auto, oli esausti ed altro materiale pericoloso.
A Sant’Anastasia è stata sequestrata un’area di 750 mq adibita a discarica abusiva di materiale da risulta di autodemolizione.

Un tunisino a Palermo strangola la compagna

Strangola la compagna italiana e poi chiama la polizia. Un uomo, un cittadino tunisino ha compiuto l’omicidio nella stessa abitazione.

Un uomo, un cittadino tunisino, ha strangolato la sua compagna, una donna italiana, e subito dopo ha chiamato la polizia per costituirsi. L’omicidio è avvenuto a Palermo nell’abitazione della coppia, in via Antonino Pecoraro Lombardo, nel quartiere Zisa. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia.

La vittima è una donna di 53 anni, Elvira Bruno. L’assassino è il marito, Moncef Naili, di 54 anni, un cittadino di origini tunisine che vive da diversi anni a Palermo dove fa il cuoco. La coppia ha due figlie. L’uomo si trova in questo momento in Questura dove viene interrogato. Le indagini sono condotte dagli investigatori della squadra mobile che stanno compiendo i rilievi del caso nell’appartamento dove è avvenuto l’omicidio.

Adduso Sebastiano

Casoria, due raid subiti da un bar in quattro giorni: distrutta la vetrata d’ingresso

0
Il proprietario: “Non ne posso più”

Due raid in quattro giorni ai danni dell’Angoletto, bar tavola calda in via Nazionale delle Puglie a Casoria. Arriva sui social lo sfogo del giovane proprietario, Lucio: “Adesso non ne posso proprio più”.

Sabato scorso, intorno alle due di notte, i balordi sono riusciti a mettere a segno il furto di tabacchi, mentre la scorsa notte, intorno alle tre, è stato messo in atto un tentativo di furto, che tuttavia non ha risparmiato la vetrata d’ingresso, completamente distrutta dall’azione dei malviventi. Non si placa l’emergenza sicurezza in città, tante rapine ai danni degli esercizi commerciali e dei cittadini. In pochi minuti arrivano centinaia di attestazioni di solidarietà per i ragazzi che conducono l’attività, presente sul territorio da oltre un ventennio: “Ragazzi non mollate”. E infatti, malgrado la seconda notte in bianco trascorsa a verificare i danni, anche oggi si lavora nel locale di Lucio.

Pozzuoli, continua la faida tra clan: presi gli autori di tre omicidi

0
A coordinare le indagini è stata la Dda di Napoli

Su delega della di Dda Napoli che ha coordinato le indagini, i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli per tre omicidi e reati in materia di armi  avvenuti nel 2008 tra Pozzuoli e Quarto; vittime due affiliati al clan Longobardi-Beneduce (Antonio Luongo e Procolo Pagliuca) e un ex affiliato al clan Sarno (Mario Morgese).

Si tratta di omicidi avvenuti nel periodo in cui si era consolidata una solida alleanza tra alcuni esponenti apicali del clan Longobardi-Beneduce, come i membri della famiglia Pagliuca, referente di Gennaro Longobardi, con esponenti del clan Sarno che in quel periodo stava stendendo la propria egemonia su altri territori, in contrapposizione con il clan Beneduce.
Nell’ambito degli accordi presi tra le due compagini criminali vi era quello di fornire un supporto per gli agguati da compiere nei confronti di esponenti della fazione opposta: tra questi si inseriscono l’omicidio di Gennaro Perillo, storico esponente del clan flegreo, avvenuto nel febbraio 2008 e il duplice omicidio di Michele Iacuaniello e Gennaro Di Bonito, fedelissimi di Gaetano Beneduce, avvenuto in data 26 giugno 2008.
In relazione al duplice omicidio di Michele Iacuaniello e Gennaro Di Bonito era già stata emessa una prima misura cautelare nell’ottobre 2017 a carico di Salvatore Pagliuca, Luca Palumbo e Mario Morgese (questi ultimi due appartenenti al clan Sarno) la cui posizione è attualmente il vaglio del gup, poiché gli imputati hanno chiesto di essere giudicati con lrito abbreviato.
Le recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno consentito l’emissione del provvedimento cautelare nei confronti di Antonio Luongo quale esecutore materiale che, armato di mitraglietta, aveva colpito a morte con numerosi colpi le due vittime in pieno giorno, all’altezza dell’uscita Monteruscello Nord – bivio per Quarto. Nei confronti di Antonio Luongo e di Procolo Pagliuca, figlio di Salvatore Pagliuca attualmente in esecuzione di pena per associazione camorristica e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, è stata emessa ordinanza anche per altro omicidio, quello di Gennaro Perillo, vecchio affiliato alla criminalità puteolana, ucciso anch’egli nel 2008. Questo delitto, avvenuto sempre in pieno giorno nella villa Comunale del rione Toiano, costituì il primo fatto di sangue effetto dei nuovi assetti criminali formatesi nel 2007-2008.

Callejon: “Vogliamo andare in semifinale e scrivere la storia”

“Felice di essere arrivato a Napoli”

Josè Maria Callejon, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la consueta conferenza stampa della vigilia dei match di Europa League. Gli azzurri affronteranno l’Arsenal per tentare l’accesso alle semifinali.

Ecco le sue parole:
Ci dici i tuoi tre motivi per cui il Napoli può passare?
“Sarà difficile, l’abbiamo visto già all’andata, ma lo spogliatoio ha fiducia e fame, darà tutto in campo. Lo faremo per noi, per i tifosi, per la città, meritiamo tanto”.

Domani sarai il più vecchio in campo. Cosa vi siete detti a Verona?
“Posso dare quello che in questi anni ho vissuto a Napoli. Sulla riunione ci siamo detti tutto quello che pensavamo. Abbiamo parlato tutti e abbiamo capito tante cose, non dirò cosa ma siamo contenti, pure il mister, di quello che è uscito”.

Senti che questo gruppo può farcela a vincere?
“Siamo molto fiduciosi, abbiamo sbagliato il primo tempo all’andata, siamo tornati con un po’ di rammarico ma domani c’è l’opportunità storica di fare una grande partita, d’alto livello, per passare in semifinale”.

Come vivi personalmente l’attesa per questa partita storica per il Napoli?
“Bisogna riposare bene, mangiare bene, essere concentrati al 100% perché è molto importante per noi. Può essere storica per città e storia, tutti dobbiamo avere in testa questo se vogliamo una semifinale d’EL. Bisogna mettere il cuore”.

Qual è il tuo segreto? Perché sei insostituibile per tutti gli allenatori?
“Lavoro sempre al 100%, il calcio è la mia passione, fino all’ultimo giorno mi allenerò e giocherò al massimo. Io ho avuto la fortuna di giocare con tutti gli allenatori, sono felice qui da 6 anni e sarò contento ancora di quello che farò in futuro”.

Ancelotti: “Rappresentiamo l’Italia in Europa, metteremo il cuore in un ambiente fantastico”

“Per andare avanti ci vogliono cuore, intelligenza e coraggio”

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la consueta conferenza stampa alla vigilia dei match delle coppe europee. Gli azzurri affronteranno l’Arsenal nel ritorno dei quarti di finale di Europa League partendo dal 2-0 in favore dei Gunners.

Ecco le sue parole:
Ci dà la ricetta in tre parole per passare?
Coraggio, intelligenza, cuore. Il coraggio l’ho visto poco all’andata, soprattutto all’inizio, il cuore è quello che ci metteremo domani oltre all’intensità perché è una grande opportunità che dovremo cogliere insieme ad un ambiente che sarà sicuramente straordinario”.

Sul tridente e sull’eliminazione della Juventus da favorita.
“Giocare con tre attaccanti domani è una possibilità. Le gare europee sono imprevedibili. Nelle gare da dentro o fuori ti basta sbagliare un tempo. La Juventus non s’è fatta trovare pronta soprattutto nella seconda parte di ieri, quella decisiva. Nulla di nuovo, questa è la Champions”.

Su come giocare la gara.
“Vogliamo giocarceli tutti questi 90′, al massimo delle nostre potenzialità, con intelligenza fino all’ultimo minuto e quindi non voglio sentire che bisogna far gol nei primi 10′, 15′, 30′ ecc.  E’ una grande opportunità che abbiamo, siamo l’unica italiana rimasta in Europa in questo momento, speriamo di esserci anche venerdì e se non ci saremo venerdì dovrà essere solo per il risultato e non per una prestazione non all’altezza. Io credo che possiamo farcela”.

Ancora sulla sfida d’andata.
“La prima parte della gara di Londra è dovuta ad una questione tattica, non facendo quello che abbiamo preparato, ma anche per quella ambientale che ci ha condizionato. Domani avremo un ambiente opposto, un supporto importante”.

Al San Paolo il Napoli ha sempre tirato fuori la gara della vita, anche contro big assolute.
Il binomio è fondamentale, se la squadra gioca bene il San Paolo ti aiuta, altrimenti è difficile. Tutto può diventare possibile”.

La strategia quale sarà?
“Sarà una gara di grande intensità, ma da fare con equilibrio perché sono pericolosi in contropiede”.

Ti aspetti maggiore personalità?
“Dipende dal gioco, se quello funziona allora dopo aumenta anche la personalità della squadra. Il fattore ambientale ci darà più coraggio e quindi anche più personalità”.

Mister, l’Ajax gioca il miglior calcio in Europa?
“L’Ajax gioca molto bene, ma mi sorprende il fatto che sia una sorpresa. Nessuno la menzionava, ma ha costruito un ciclo con giovani di grandissimo valore. Non credo che vinceranno la Champions, ma potrei essere uno di quelli che sbaglia un pronostico. Difendono in modo individuale, accettano tanti duelli, ma sono bravi proponendo un calcio propositivo”.

Mister, la gara di ieri è una risposta a chi pensa che non sia necessario il gioco? C’è ancora chi pensa ad imbottire la squadra di top player, ma già che lei è qui dove non abbonderanno mai top player è una risposta.
“E’ chiaro che occorrono metodo, programmazione. Siamo tutti sorpresi dall’Ajax, in passato ha sempre sfornato tanti giocatori, ma dalle nostre partii non è permessa una programmazione lunga perché l’opinione pubblica chiede solo i risultati”.

La gara di Verona darà indicazioni? Zielinski ad esempio centrale?
“Verona ci ha aiutato a toglierci un po’ di scorie accumulate dopo Londra e la gara col Genoa. Vincere ti aiuta a creare un ambiente positivo, necessario per una gara come quella di domani”.

Mister, Callejon sempre più leader. Lui ha espresso il desiderio di restare, il Napoli del futuro ripartirà da lui?
“Sì, già il voler rimanere è positivo per club e allenatore, ma è frutto di colloquio che abbiamo già avuto ed il voler continuare insieme per la sua qualità ed il senso di appartenenza. Molto più importante qui che altrove perchè avere giocatori col senso d’appartenenza è la chiave per tanti club come Milan, Barcellona, Bayern, parliamo di giocatori che quando vestono la maglia sentono qualcosa di speciale”.

Non bisogna prendere gol, ha scelto qualcosa di particolare per la difesa?
“Ho deciso che non bisogna prendere gol, abbiamo deciso insieme. Il problema della difesa non riguarda solo i quattro difensori, ma spesso non si pressa bene in avanti e se i reparti non accompagnano si crea spazio dove è facile inserirsi. La chiave è la compattezza, tenendo vicini i reparti”.

I tifosi hanno fatto degli striscioni ‘pretendiamo la Coppa Uefa’, un verbo un po’ forte. Voi cosa pretendete? Il verbo le piace?
“Io pretendo il massimo impegno e concentrazione, il risultato invece anche col massimo impegno non si può garantire. Io non posso pretendere e quindi garantire il risultato, io e tutti dobbiamo pretendere impegno, massima applicazione e concentrazione. Tutto il resto non possiamo controllarlo. Pretendere un risultato no, dai miei giocatori pretendo l’impegno”.

 

Napoli, spaccia droga alla stazione: cane Pocho smaschera il pusher

0
Agenti attirati dal fare sospetto dell’uomo

Nel corso di un dispositivo di sicurezza realizzato nella stazione di Napoli Centrale mediante la predisposizione di varchi di accesso presidiati dalle pattuglie della Polizia Ferroviaria, due agenti in borghese, mimetizzati tra i turisti, hanno notato un uomo adulto avvicinarsi con fare circospetto a tre ragazzi molto giovani rivolgendogli alcune domande sottovoce. Richiamati dal comportamento sospetto del gruppo, i poliziotti si sono avvicinati, senza farsi notare e sono riusciti a captare l’oggetto della discussione: l’uomo si era proposto di procurargli del fumo.

Infatti, di lì a poco, i quattro si sono incamminati verso il quartiere Vasto entrando in una sala scommesse. Gli agenti, certi di trovarsi al cospetto di un’attività di spaccio di sostanza stupefacente, li hanno seguiti ed hanno fatto irruzione nel locale, procedendo al controllo di tutti gli avventori presenti, tra i quali molti pregiudicati. Hanno quindi effettuato una minuziosa perquisizione di tutti gli ambienti della sala giochi: in un cestino dell’immondizia sono state trovate buste di erba e stecche di fumo, celate tra i rifiuti. A questo punto, vista la necessità di procedere ad un controllo più accurato dell’ambiente e dei soggetti che erano all’interno, al fine di individuare l’autore dello spaccio di droga, che certamente si era disfatto della sostanza stupefacente, all’arrivo della polizia, è stato richiesto l’intervento di un’unità cinofila.
L’infallibile cane antidroga Pocho, intervenuto sul posto, dopo una veloce ricognizione dei luoghi, prima si è concentrato su un soggetto straniero che aveva una dose di droga per uso personale. Successivamente ha indicato con decisione un giovane di colore, che non ha perso di vista, tampinandolo con insistenza, finché, nel corso della perquisizione che ne è seguita, è stato effettivamente trovato in possesso di una bustina di erba confezionata allo stesso modo e del tutto uguale a quelle rinvenute nel cestino.
A confortare la tesi che lo spacciatore fosse proprio il 25enne gambiano vi sono, oltre alle dichiarazioni dei testimoni, anche le immagini del sistema di videosorveglianza della sala giochi che, nelle fasi immediatamente successive al controllo, lo hanno immortalato mentre si dirigeva verso il cestino nel quale era stata ritrovata la sostanza. D.B. pregiudicato con precedenti specifici, è stato arrestato per detenzione a scopo di spaccio di sostanza stupefacente e tradotto presso il carcere di Poggioreale.
La sostanza stupefacente rinvenuta, positiva al test per i cannabinoidi, per un peso complessivo di circa 34 grammi, è stata sottoposta a sequestro penale, così come le due dosi trovate addosso al procacciatore, denunciato per concorso in spaccio e al primo soggetto individuato da Pocho, che è stato anche lui denunciato perché irregolare sul territorio nazionale. Entrambi sono stati altresì segnalati per il possesso della sostanza stupefacente.

Il Procuratore: Quartieri in mano alla criminalità. Sull’indagine Sea Watch è stata richiesta l’archiviazione.

Le parole sono del Procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro, pronunciate nel corso di un’intervista per il “Corriere della Sera” in tema di sicurezza.

Carmelo Zuccaro è Procuratore Capo della Repubblica a Catania, in merito alle indagini sulla mafia, che riguardano anche potenti dell’economia e della finanza, afferma che la sua linea è riassumibile in una frase condivisa con il suo predecessore, Giovanni Salvi: “La legge è uguale per tutti, anche per i potenti, anche a Catania”.

Alla domanda su quale sia la situazione sul piano della sicurezza, ha risposto cheVi sono quartieri di Catania intensamente popolati e degradati, non soltanto periferici ma anche nel centro storico, in cui proliferano piazze di spaccio controllate da gruppi direttamente o indirettamente collegati con sodalizi mafiosi, che gestiscono sulle pubbliche strade i loro traffici di sostanze stupefacenti condizionando la vita e le abitudini di quei quartieri e reclutando a man bassa manovalanza anche tra la popolazione più giovane”.

Zuccaro, che aveva già, in precedenti interviste, parlato della necessità di impiegare l’Esercito per dare maggiore sicurezza alla città. Rinnova questa sua istanza spiegando che “attualmente a Catania sono presenti contingenti di militari dell’Esercito impegnati a presidio di obiettivi sensibili contro gli attacchi terroristici”.

Precisa ulteriormente che <<nelle riunioni di Comitato in Prefettura si è contemplata la possibilità di un loro impiego anche in funzione di “controllo dinamico” del territorio, ovviamente ad integrazione e supporto del personale della Polizia>>.

Evidenzia inoltre che “L’opinione pubblica percepisce un livello di sicurezza piuttosto basso e purtroppo tale percezione corrisponde alla situazione effettiva, come recenti episodi di cronaca nera confermano”

Il Magistrato lamenta pure “la carenza di mezzi, basti pensare che il sistema di videosorveglianza pubblica a Catania è gravemente inefficiente e, nonostante il previsto stanziamento di rilevanti risorse, si tarda ancora a concretizzare un piano efficiente di messa in opera di tale sistema”.

In merito poi alle notizie, dell’indagine Sea Watch che vede indagati per sequestro di persona i Ministri: Salvini, Conte, Di Maio e Toninelli davanti al Tribunale dei ministri e rispettiva richiesta di archiviazione, specifica che “Posso confermare en­trambe le notizie, essendo le notizie già state rese pubbliche da uno degli interessati, cui era stata data la comunicazione prevista dalla legge Costituzionale che disciplina la materia. Il resto, comprese le motivazioni, è coperto da segreto investigativo”.

Adduso Sebastiano

Marina e Trenta contro Salvini che risponde: comando io, la direttiva è “doverosa e legittima”

Nelle ultime ore è il tema migranti a dominare sul fronte politico e interno in Italia nel quale ora si vede anche la Marina contro Salvini per la direttiva del Viminale sulla Mar Ionio e migranti.

Secondo i militari, la Direttiva del Ministro dell’Interno Salvini sui porti è una ingerenza inaccettabile: “non abbiamo mai preso ordini dal Ministro dell’Interno, siamo in democrazia, non è un regime totalitario” queste le parole che punteggiano la presa di posizione dei militari nei confronti di Salvini, e questa volta sono parole che non arrivano ne da ONG ne da attivisti, ma dallo Stato Maggiore della Difesa che ieri si è visto recapitare la direttiva del Viminale con la quale si inibisce l’entrata in territorio italiano alle navi con a bordo migranti.

La Direttiva era fatta per contrastare la nave Ionio ma era indirizzata, oltre che ai vertici di polizia, Guardia di Finanza, e carabinieri, anche al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, e al capo di stato maggiore della Marina, Valter Girardelli.

Per i militari che hanno parlato all’agenzia di stampa Adnkronos, quella di Salvini è un’ingerenza visto che loro dipendono dal Ministero della Difesa e dal Presidente della Repubblica che è anche Capo delle Forze Armate.
La dura presa di posizione abbastanza inedita innesca un vero e proprio scontro istituzionale per cui il caso è arrivato prima sul tavolo del ministro della difesa Trenta, poi al Quirinale che ieri ha avuto un incontro con il premier Conte per discutere, tra l’altro, del decreto “sblocca cantieri” che è bloccato da 28 giorni, insieme a quello sulla “crescita” (nuuovo record assoluto di ritardo) che appaiono essere scomparsi dai radar e che, comunque, non sono ancora approdati al Quirinale dal momento che Lega e M5s se li rimpallano perché “continuano a non essere d’accordo su singole norme”.

Cosa peggiore ed ancor più allarmante per il Quirinale è che, nel frattempo sembra che “articoli estranei sarebbero entrati nel testo approvato ‘salvo intese’ quasi un mese fa, snaturandone l’impianto originario, il che significa che a rigor di logica, ma anche di legge, il provvedimento andrebbe approvato di nuovo in Consiglio dei ministri prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale” come sintetizza il Corriere della Sera.

Tra Mattarella e Conte, si evince al termine, c’è stato perciò un discorso “sul metodo, una tirata d’orecchie da parte del Colle, una discussione franca su modo di governare che sta snaturando la natura del decreto legge, già peraltro abusata da tutti i governi” e non si è parlato anche della direttiva Salvini; anche perché sembra che sia arrivata ore dopo la chiusura dell’incontro.

Comunque sia, nessun commento ufficiale viene espresso e non si da a vedere nemmeno l’intenzione di far trapelare il pensiero del Presidente che, da sempre, ha come regola il rispetto costituzionale dell’equilibrio dei poteri e il rispetto dei limiti propri e delle competenze altrui.

A tutte le accuse e le rimostranze anche dei vertici militari la Lega ribatte che, se mai, è dal ministro Trenta che da giorni è in atto un tentativo di ingerenza. Ed allora ecco ancora il Comandante Salvini pronto a rimarcare:

“Sono io che ho la competenza sui porti. Ho oneri e onori e per me restano chiusi”

aggiungendo che, secondo la sua visione delle cose e del suo potere, la direttiva è stata ed è “doverosa e legittima” perché anche la Marina può svolgere compiti di “polizia marittima” per cui, come ribadito anche a Radio Anch’io, sui porti decido io:

“Il ministro dell’Interno – afferma il Comandante – a prescindere da chi lo fa è la massima autorità nazionale di pubblica sicurezza e deve autorizzare gli sbarchi nei porti se per motivi di interesse nazionale e sicurezza ritenga che non ci sia nessun porto per far sbarcare non sbarcano”.
“Il porto di sbarco va assegnato dal ministro dell’Interno e se non lo assegna il porto non c’è.
Posso stare simpatico o antipatico ma gli italiani mi pagano per difendere gli interessi nazionali”

insiste, rispondendo alle polemiche con i ministri M5s sulla gestione dei porti attirando così la replica di Di Maio pronto ad affermare che, chiudere i porti, è inutile se davvero sono in 800.000 pronti a partire dalla Libia.

Stranamente Salvini, per ora, non sbotta subito anche contro l’altro vice ma continua a dire ai suoi: “Parlate delle cose positive, delle vostre competenze” e non attaccate i 5 stelle e questo, ad analisi di tanti, lascerebbe intravedere che il suo attuale pensiero, e timore, è rivolto a quello che potrà essere il controllo dei gruppi da parte di Di Maio dopo il 26 maggio.

E questo è!

Comunque sia, di sicuro la tensione nel governo resta alta tanto che un ‘big’ del partito di via Bellerio sbotta: “Così non si può andare avanti”.

Ovviamente, alta è anche l’attenzione del Quirinale che, ovviamente, una volta emerse le frizioni e l’irritazione dei vertici militari, segue tutti gli sviluppi con attenzione visto che il Capo dello Stato è anche Capo delle Forze armate.

Napoli-Arsenal, i dubbi di Ancelotti sulla formazione: potrebbe puntare il tutto per tutto dando una maglia ad Insigne

Napoli-Arsenal, i dubbi di Ancelotti sulla formazione: potrebbe puntare il tutto per tutto dando una maglia ad Insigne

Il count down del match tra Napoli ed Arsenal sta per scadere e Ancelotti avrebbe già le idee chiare su come aggredire gli inglesi. Qualche dubbio sul modulo, però, resta: per provare la rimonta potrebbe infatti schierare il tridente con Milik, Insigne e Mertens che domenica scorsa contro il Chievo Verona ha dato risposte positive. Ma, secondo quanto riferisce ilMattino, questo modulo verrà proposto solo a partita in corso e non dal primo minuto. Ancelotti potrebbe infatti preferire la conferma del 4-4-2 con Callejon e Zielinski sulle fasce.

 Il Mattino sul tridente Insigne-Milik e Mertens contro l’Arsenal: 

“All-in: tutto in gioco, tutti dentro,il tutto per tutto. È la partita del piatto  che  non  deve  piangere, con il Napoli che ha due abrasioni sulla pelle ed è atteso da unmatch di ritorno che non permette calcoli e misurini. E lo stesso discorso  vale  per  Arek  Milik, l’escluso dell’Emirates. Domani tocca a  lui,  con  Insigne  come spalla, stando alle prove tecnichee tattiche di ieri a Castel Volturno (il tridente sarà l’arma della disperazione). Servono i suoi centimetri, la sua potenza fisica, i suoigol. Ancelotti stavolta non rinun-cia al polacco, il miglior bomberdella stagione”

Scandalo prostituzione minorile nell’Agro Nocerino: clienti dal salernitano alla Penisola Sorrentina

0
Scandalo prostituzione minorile nell’Agro Nocerino: clienti dal salernitano alla Penisola Sorrentina, arrestato il presunto sfruttatore, un operatore del mercato ortofrutticolo

Un giro di prostituzione minorile dalle proporzioni gigantesche: clienti da ogni dove, dal salernitano fino alla Penisola Sorrentina raggiungevano ogni giorno l’Agro Nocerino, fra Sant’Egidio Montalbino e Pagani, per intrattenersi con baby squillo. Questo quanto sarebbe emerso dalle indagini che hanno portato in carcere uno dei presunti sfruttatori, un operatore del mercato ortofrutticolo, che avrebbe concesso un immobile di sua proprietà per gli incontri, chiedendo in cambio dai 20 ai 30 euro a prestazione. I clienti venivano adescati nei bar, tramite locandine e con annunci su internet. I colleghi del Metropolis hanno riferito che i clienti provenivano da diverse zone della Campania, tra cui Vietri sul Mare, la vicina Cava de Tirreni, l’area dei Monti Lattari e della Costa d’Amafi. Fino al Valico di Chiunzi, Tramonti, Ravello e Scala.
Ma la rete di clienti potrebbe essere addirittura più grande, coinvolgendo tutte le province della Campania. In un
documento, considerato credibile dal giudice, sono state raccolte le testimonianze dei giovani finiti nel giro.  I ragazzi minorenni sono ora considerati parte offesa e il processo, frutto delle indagini del sostituto procuratore Elena Guarino,  avrà inizio il prossimo 14 giugno.

Si è dimessa la Presidente della Regione Umbria, del PD

Si è dimessa a pochi giorni dagli arresti nell’inchiesta sulla sanità regionale che la vede indagata a Perugia insieme ad assessore e dirigenti.

La Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, del PD, ha comunicato le sue dimissioni dalla carica istituzionale, “ai sensi dell’art.64, comma 3, dello Statuto regionale”, si legge in una nota, con una apposita lettera inviata alla Presidente dell’Assemblea Legislativa, Donatella Porzi.

Il passo indietro dell’esponente del Pd è arrivato nel tardo pomeriggio di oggi (16 aprile), al termine di una lunga riunione nel palazzo che ospita la sede della Giunta, nel centro del capoluogo umbro.

Dal Pd è arrivato un duro attacco al Movimento Cinque Stelle “Caro Di Maio vergognati tu. Parli di Zingaretti e delle dimissioni della Marini, che ci sono state, mentre hai aspettato tre anni sulle inchieste e sui processi della Raggi senza fare nulla. Anzi hai pure modificato il codice etico per evitare qualsiasi provvedimento a carico del sindaco della capitale sotto inchiesta. Un minimo di decenza”, dice a caldo Paola De Micheli, coordinatrice del Pd.

I 5stelle hanno replicato ” Dopo averlo sollecitato per giorni, Zingaretti non ha avuto nemmeno il coraggio di mandarla a casa. E alla fine la Marini, messa all’angolo, si è dovuta dimettere. Felici? No, siamo delusi da questa vecchia politica che giorno dopo giorno prova a spacciarsi come il nuovo ma rimane sempre la stessa: attaccata agli interessi personali e affaristici, sacrificando il merito e i diritti dei cittadini. Non basta cambiare l’abito del Pd per spacciarlo come nuovo. Stiamo ripulendo il sistema da queste mele marce”, scrive il gruppo grillino alla Camera.

Com’è noto tutto è partito dall’inchiesta della Procura di Perugia e dalle prime ammissioni di chi ha ricevuto la spintarella e il non stupore di chi ha perso nei concorsi, come si fosse innanzi alla normalità di invece deviato sistema politico-elettorale.

Nei giorni scorsi erano stati conseguentemente arrestati, e poi messi ai domiciliari, per la vicenda il segretario del Pd dell’Umbria, Gianpiero Bocci, e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale, Luca Barberini. Stesso provvedimento per il direttore generale dell’azienda ospedaliera Emilio Duca e per il direttore amministrativo della stessa azienda.

La dimissionaria presidente della Regione Umbria risponde di cinque capi d’imputazione con accuse di abuso d’ufficio, falsità ideologica e materiale e rivelazione del segreto. Tra i fatti che le sono contestati c’è il concorso per assistente amministrativo categoria “C” che si preoccupa di far avere ad Anna Cataldi, nuora dello scomparso Valter Fascini, uomo forte della LegaCoop dell’Umbria. «Mettetela dentro» dice la Marini in una intercettazione con Duca.

Gli atti della Guardia di Finanza rappresentano i retroscena del «ruolo» della Marini, intercettata mentre parla con Duca nel giostrare i concorsi nella sanità regionale. Un «sistema» che avrebbe permeato anche le gare d’appalto, nonché il Piano di investimento nel digitale, nella parte relativa al Pathology, su cui sono previsti stanziamenti per 1,2 milioni di euro.

Secondo il Procuratore Luigi De Ficchy un’associazione per delinquere aveva preso il controllo della sanità regionale. Emilio Duca e Maurizio Valorosi, direttore generale e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera perugina, erano ai vertici della «cupola» che aveva lo scopo di attuare «le richieste illegittime provenienti dalla classe politica e, nello specifico, dall’assessore regionale alla Salute Luca Barberini, dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e da Gianpiero Bocci, ex sottosegretario del ministero dell’Interno e segretario regionale Pd dell’Umbria». Barberini e Bocci, come Duca e Valorosi, sono ai domiciliari.

Stando alle intercettazioni la Marini è contattata direttamente da Marisa Fascini, moglie dello scomparso Valter Fascini. Per questo la stessa governatrice discute con Duca: «La moglie de Fascini (…) m’ha portato questa selezioni qua…tu ce l’hai tutte? Deve fare la selezione».

Secondo gli inquirenti la governatrice sta chiedendo se Duca è in possesso delle tracce, tanto che il dg risponde: «Le tracce non ci sono ancora».

Queste, però, arriveranno: c’è una fotografia che immortala una funzionaria, Maria Rosa Franconi, consegnarle a Duca. «A questo punto – riassumono gli investigatori – la Marini chiede a Duca se gli può mandare la “Marisa” a prendere le domande da consegnare alla candidata». L’operazione va in porto, tanto che lo stesso Duca chiama la segretaria particolare della Marini, Sonia Monaldi, per riferire a «Catiuscia, che capirà» il nominativo «Cataldi Anna».

Il Capo della procura Luigi De Ficchy e i sostituti Mario Formisano e Paolo Abbritti hanno iniziato a infilare le testimonianze di chi ha sfilato davanti alle commissioni addomesticate dei concorsi dell’ospedale finiti sotto inchiesta. E chi aveva il compito fatto in tasca ha ammesso. Con le domande in tasca è arrivata, secondo l’accusa, anche chi aveva come sponsor Catiuscia Marini, presidente Pd della giunta regionale. La Finanza ascolta Duca, dipinto come il grande esperto per sistemare i puzzle dei concorsi addomesticati, e ascolta anche la presidente.

«Gli ho detto “i posti sono già finiti”…». È Duca che si sfoga con il direttore amministrativo Valorosi (finito anche lui ai domiciliari assieme all’ex sottosegretario all’Interno e segretario regionale del Pd, Gianpiero Bocci, e all’assessore alla Sanità, anche lui del Pd, Luca Barberini) fotografando la situazione delle pressioni subite dai «referenti politici» per segnalare persone da far avanzare in uno dei concorsi finiti nel mirino degli investigatori.

Tra i referenti, almeno per un concorso e un nominativo, c’è anche Catiuscia Marini. Che si spende personalmente per una parente di un dirigente della Legacoop Umbria. Il tramite tra la governatrice e la candidata è una certa Marisa: «Ti mando la Marisa?» chiede la Marini a Duca per mandare «a prendere le domande da consegnare alla candidata, ma Duca tentenna e così la Marini chiama Valentino Valentini, suo consigliere politico (scrivono i Pubblici ministeri).

La Marini dice a Valentini di mettere le tracce della prova scritta in una busta e di portarle alla “…Marisa, quella della Lega Coop…”» così da farle avere alla candidata. «Mettetela dentro» raccomanda a Duca.

Ma qui sorge un problema: la donna non ha i titoli per partecipare al concorso. Sempre dai dialoghi intercettati e trascritti nelle oltre 500 pagine di richiesta di misura cautelare dei Pm perugini: «Marini: “Poi mettice anche, che c’ha la laurea…”. Duca: “e questa è la domanda… la domanda importante… dopo, adesso lo verifico”. Marini: “Quale domanda?”. Duca: “…di essere in possesso di diploma di istituto tecnico commerciale geometra conseguito…”. Marini: “No, geometra”. Duca: “Vabbé, comunque cercamo… sta tranquilla». Finirà che la candidata non potrà terminare il concorso perché non in possesso dei titoli richiesti, ma verrà spostata in un’altra selezione.

La Procura dopo avere acquisito le prime ammissioni ha dichiarato che «C’è stata una gara a fermare le indagini» dice De Ficchy in un contesto caratterizzato da una «profonda omertà» dove anche chi è stato danneggiato non ha avuto «il coraggio di denunciare».

C’è un passaggio sugli appalti che i Pm sottolineano in neretto «… Le uniche cose dove tu… ci puoi rimettere il fondoschiena per intero… sono …i concorsi e le gare d’appalto» dice Duca a una giovane dottoressa che si è presentata assieme alla zia dirigente comunale per avere un aiuto in vista di un concorso. E proprio gli appalti possono essere il prossimo passo dell’indagine. A partire da quella richiesta di aiuto in una selezione all’ospedale per la figlia del dirigente di un’azienda con cui l’ospedale ha firmato un appalto da oltre un milione d’euro.

L’opinione (amaramente ironica):

Buona parte (temo quasi una maggioranza) del trasversale e conclamato sistema pubblico-politico italiano, nazionale e regionale, esprime interiormente tutta la propria indignazione e solidarietà alla Giunta e burocrazia regionale dell’Umbria, poiché “così fan e hanno fatto da sempre tutti” in Italia. E con queste ultime norme, barbare e populiste, come la volgare “spazzacorrotti” oppure la “tagli ai vitalizzi” e altre plebee nefandezze analoghe, si mettono in discussione i “diritti acquisiti” di governare e amministrare questa Nazione, Regioni, Enti e Comuni, con il clientelismo, il voto di scambio, il mercimonio, l’ingordigia, lo sprezzo. Si vuole persino impedire di continuare a raccontare, come da sempre al popolino, retoriche propagandistiche tramite i nostri blasonati assoldati/e e avviati menestrelli/e, nelle televisioni pubbliche e ora sui social, oppure di foraggiare per fini elettorali, manifestazioni, eventi, passerelle, processioni e similari, i cui contributi per almeno un quarto ritornano in nero o in “prestazioni” alla politica o al funzionario che li ha erogati. Alla gente, da sempre, basta dare quanto dovuto al suo rispettivo livello intellettivo, come panem et circenses, molliche e avanzi a pioggia e poi facendola sfogare, azzuffandosi i cittadini tra di loro come buoi in un recinto, per poi comunque spremere loro il dovuto latte, carne e pelli (estorsione fiscale, vessazioni di vario genere, ecc.). Ma d’altronde, vi immaginate se le persone s’impicciassero di come si gestisce la Cosa pubblica ? Ma dove andremmo a finire ? L’Italia è culturalmente una e unita con l’ipocrisia, compiacenza, connivenza, convittualità, spartizione, prostituzione etica e deontologica, omertà sparsa, delinquenza e mafie native e d’importazione. Insinuare questi sacrosanti principi, sovvertire pertanto l’ordine delle cose, vuol dire compiere un atto blasfemo e anticostituzionale. Ricorreremo e reagiremo comprandoci ancora più elettori. La spalmata collettrice politico-pubblica-giuridica-burocratica-sociale umana che ha regnato incontrastata da decenni in questa Nazione, garantendo la generalizzata mangiatoia e culturale corruttela e quindi la mercenaria pace sociale, non si tocca, poiché è una profanazione e un’infamia. Noi siamo tutto e senza di noi i cittadini non sono nessuno.

Nell’immagine di copertina, la Procura della Repubblica Presso Il Tribunale Di Perugia e il Palazzo Donini sede della Presidenza Regione Umbria.

Adduso Sebastiano

Docente di Scafati indagato per terrorismo: la Cassazione conferma il sequestro di materiale informatico

0
Docente di Scafati indagato per terrorismo: la Cassazione conferma il sequestro di materiale informatico e una sim che lo collegherebbero ad una cellula smantellata a Bari nel marzo 2018

Il suo nome era finito in un’inchiesta che, nel marzo 2018, aveva portato in carcere un egiziano di 59 anni con l’accusa di terrorismo. Ieri, i giudici della Cassazione hanno negato a un docente 54enne originario di Scafati il dissequestro del materiale informatico, libri in lingua araba e una sim card che lo collegherebbero a una cellula terroristica smantellata a Bari lo scorso anno.

Nel ricorso, l’avvocato del docente scafatese aveva sostenuto che l’uomo non si è mai convertito all’Islam e che non aveva legami di parentela con uno degli indagati.
Gli inquirenti erano giunti al lui sia grazie ad una telefonata intercettata tra due indagati dell’inchiesta, sia a un gruppo Whatsapp denominato “ragazze di famiglia” che, secondo la versione sostenuta dal docente, sarebbe stato utilizzato solo per comunicazioni tra parenti.
Per la Cassazione, invece, in quella conversazione fu pubblicato anche un video, poi cancellato, da uno dei partecipanti in cui vi sarebbero elementi propagandistici. Al vaglio ci sarebbero anche altri contatti tra il docente e uno degli indagati. I giudici della Cassazione hanno quindi ritenuto opportuno sostenere la decisione del Riesame di Bari che aveva evidenziato “l’obiettiva sussistenza di elementi indizianti preesistenti e spiegando anche la diretta funzionalità del sequestro per l’accertamento dei fatti“.

Il Mattino – Malumore dei calciatori del Napoli dopo il ritiro forzato a Verona: faranno di necessità virtù

Il Mattino – Malumore dei calciatori del Napoli dopo il ritiro forzato a Verona: faranno di necessità virtù

L’edizione odierna de IlMattino svela un retroscena allarmante sul ritiro forzato del Napoli a Verona. Secondo il quotidiano, gli uomini di Carlo Ancelotti non sono rimasti impassibili alla scelta a sorpresa della società, maturata dopo la sconfitta contro l’Arsenal, e nello spogliatoio si sarebbe creato un certo malumore. La vittoria ottenuta sul Chievo Verona aveva ridato un po’ di serenità dopo le ultime prestazioni apparse “svogliate” agli occhi di allenatore e tifosi. Ed ora toccherà ad Ancelotti l’ardua missione di rimotivare il gruppo atteso ad una vera e propria impresa per rimontare il passivo di 2-0.

Il Mattino sull’atmosfera che si vive all’interno dello spogliatoio del Napoli dopo il ritiro:

 “La squadra stasera andrà in ritiro. Non ha mandato giù la due giorni a Verona, un fuoriprogramma mal digerito, ma ha fatto di necessità virtù”.

Gazzetta – Ancelotti ripensa alla difesa a “tre e mezzo”: ecco come il Napoli proverà a rimontare l’Arsenal

Gazzetta – Ancelotti ripensa alla difesa a “tre e mezzo”: ecco come il Napoli proverà a rimontare l’Arsenal

Manca un solo giorno a Napoli-Arsenal, una sfida che per i partenopei vale l’intera stagione. Lo sa benissimo Ancelotti che ha passato l’intera settimana a studiare ogni minimo dettaglio per riuscire a ribaltare il 2-0 maturato all’Emirates Stadium di Londra. L’allenatore del Napoli starebbe ripensando di riproporre la cosiddetta difesa a “tre e mezzo” con cui la squadra ha ben figurato durante i gironi di Champions. Chiriches e Ghoulam sono già stati allertati dopo le prove tattiche dei giorni scorsi. L’esterno verrà impiegato più alto, permettendo al centrale della fascia opposta di scalare durante l’impostazione.

A svelare l’espediente tattico a cui Ancelotti potrebbe affidarsi nella sfida del San Paolo è l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Per respirare ancora l’atmosfera di Champions, Carlo Ancelotti sta pensando di riproporre quella difesa a tre e mezzo che tanto bene ha fatto nel girone dello scorso autunno. Certo, non potrà suonare la famosa musica che al San Paolo assume un fascino e una carica eccezionale per i giocatori, ma di sicuro per provare l’impresa contro l’Arsenal, il Napoli dovrà stare molto attento alla fase difensiva perché un gol degli inglesi complicherebbe maledettamente il discorso qualificazione, visto che occorrerebbe poi segnarne quattro”

Napoli-Arsenal, De Laurentiis ritorna al San Paolo dopo il ricovero: pronto a dare la carica alla squadra

Napoli-Arsenal, De Laurentiis ritorna al San Paolo dopo il ricovero: pronto a dare la carica alla squadra, occorrerà un’impresa

Il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, avrebbe finalmente recuperato una condizione di salute soddisfacente dopo i recenti problemi che lo hanno costretto a un periodo di riposo forzato e al ricovero presso l’Ospedale Gemelli di Roma. Il patron azzurro, che non ha potuto assistere alla partita di andata contro l’Arsenal a Londra, avrebbe fatto sapere che sarà al San Paolo per incitare la squadra nel difficile compito di rimontare il doppio svantaggio maturato all’Emirates Stadium. 

A svelarlo è l’edizione odierna de Il Mattino: “Da domani sarà a Napoli anche Aurelio De Laurentiis, completamente ripreso dopo il ricovero al Gemelli. Vorrà essere presente al pranzo di gala con i dirigenti dell’Arsenal e poi la sera sarà allo stadio”

SSC Napoli, quattro calciatori azzurri diventano testimonial Adidas

I quattro si aggiungono ad Insigne

Amin Younes, Simone Verdi, Elseid HysajDavid Ospina hanno stretto un rapporto con Adidas come testimonial del famoso brand. I quattro vanno ad aggiungersi a Lorenzo Insigne, segno che il Napoli sta diventando un marchio, a livello commerciale, sempre più appetibile.

Cinque firme, inclusa quella di Insigne, che dimostrano la flessione da parte del presidente Aurelio De Laurentiis che ha aperto le porte dei diritti di immagine ai propri calciatori dopo anni di controllo.
Irene Larcher, Sr. Director Brand Activation Adidas, ha dichiarato: “Siamo molto contenti di accogliere altri quattro talenti del Napoli nel nostro team di atleti. Il football rimane una delle categorie più strategiche per Adidas e la continua ricerca di asset dal grande valore creativo, sia sul campo che fuori dal campo, rimane un presupposto costante per poter parlare in modo diretto e credibile ai ragazzi innamorati di questo sport”.
Successivamente, Aurelio De Laurentiis ha commentato: “Con la firma di questo importante accordo, che arriva dopo quello già siglato con Lorenzo Insigne, il coinvolgimento di altri quattro nostri importanti calciatori consolida la nostra collaborazione con Adidas. Questa intesa rafforza ulteriormente la nostra strategia dei diritti di immagine, unica nel panorama calcistico, ed è un ulteriore esempio della valorizzazione dei calciatori del Napoli sul piano commerciale”.
Grazie all’accordo firmato con il club partenopeo, Simone Verdi indosserà le adidas X18, Amin Younes e Elseid Hysaj Copa 19 mentre David Ospina veste Predator.

Napoli, pronto il piano antiracket con le associazioni dei pizzaioli

0
Le associazioni intendono essere parte attiva

Sono state le pizzerie di Napoli ad essere al centro delle cronache che segnalavano una recrudescenza del fenomeno del racket. Ed è proprio dalle associazioni che hanno avviato l’iniziativa per fare dell’arte dei pizzaioli patrimonio immateriale dell’umanità, che riparte l’impegno culturale e civico antiracket. Si è svolto ieri un incontro presso l’assessorato alla cultura e al turismo con la partecipazione della Fondazione Univerde, titolare del logo, con il presidente Pecoraro Scanio.

Le associazioni intendono svolgere un ruolo attivo per sensibilizzare gli aderenti ai contenuti del «Patto» e dar vita ad un programma che ribadisca che l’arte dei pizzaioli è fondata sui valori della trasparenza e della legalità. Le associazioni si costituiranno parte civile nei processi che vedono vittime e denuncianti i titolari delle pizzerie. Prosegue dunque l’impegno dell’amministrazione nella lotta contro il racket. Dopo la presentazione del patto civico contro le attività estorsive a danno degli esercizi commerciali, delle imprese e delle strutture ricettive della città, presentata lo scorso 27 marzo dal sindaco e dagli assessori Alessandra Clemente, Nino Daniele ed Enrico Panini, con l’adesione dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e della Fondazione Univerde.
Così, dopo le testimonianze di solidarietà e vicinanza da parte di personaggi di spicco del mondo dell’arte e della cultura, si raccoglie oggi la partecipazione di un’importante rappresentanza del tessuto produttivo cittadino. «E fondamentale che l’iniziativa diventi il più possibile visibile e partecipata, affinché nessuno resti indietro e isolato. Spezzare il silenzio e la solitudine delle vittime, indicando loro la maniera di liberarsi da questa oppressione, è il primo, fondamentale passo verso la liberazione dalla camorra. Gli imprenditori e i commercianti sani della città sono la maggioranza. Tutti loro, insieme con le istituzioni, hanno la forza per vincere questa guerra», così gli assessori Nino Daniele e Enrico Panini.

Napoli, non sopporta l’attesa al pronto soccorso e sfonda la porta: denunciato

0
Calci e pugni ai locali del pronto soccorso

Raid di violenza all’ospedale del Mare di Napoli dove i familiari di un paziente hanno preso a calci e pugni i locali del pronto soccorso. L’episodio è accaduto intorno alle 15 quando un giovane napoletano, accompagnato da alcuni parenti, è arrivato al presidio di Ponticelli lamentando un malessere forse di natura cardiologica, come riferito ai medici.

Dopo gli esami di routine e l’assegnazione di un codice giallo da parte degli operatori sanitari, i familiari hanno cominciato a mostrare insofferenza per l’attesa fino ad una vera e propria esplosione di rabbia. Uno dei parenti dell’assistito, un 44enne napoletano, ha sfondato una porta scorrevole del pronto soccorso, rompendone anche il vetro.
Sul posto sono intervenute le volanti del commissariato di polizia di Ponticelli che hanno identificato l’’uomo denunciato per danneggiamento. I familiari del giovane che è stato comunque assistito e dimesso senza la necessità del ricovero, hanno riferito ai poliziotti di non aver trovato un cardiologo che potesse fornire immediatamente assistenza, circostanza smentita dai sanitari che sostengono che l’uomo pretendesse di essere visitato da uno specifico cardiologo di reparto, già conosciuto.
“Anche l’intervento delle guardie giurate ha evitato il peggio – ha dichiarato Giuseppe Alviti presidente dell’associazione nazionale della vigilanza privata- chiediamo però l’installazione al più presto della videosorveglianza”.

Juve Stabia, impazza la “vespe mania” in città

Il campionato straordinario che sta disputando la Juve Stabia, ovviamente, non è passato inosservato. Le vespe, alle quali mancano due punti per festeggiare la storica promozione in serie cadetta, stanno vivendo al massimo il calore e la passione che la città di Castellammare di Stabia ha per la propria squadra. I risultati esaltanti che stanno conseguendo i ragazzi di mister Fabio Caserta ha riportato l’entusiasmo in una città che si era spenta dal punto di vista del tifo. Le dimostrazioni lampanti del rinnovato entusiasmo sono l’accoglienza da brividi riservata alla squadra al rientro dalla felice trasferta siciliana con la Sicula Leonzio e le file ai botteghini per assicurarsi i tagliandi per la sfida di sabato con la Vibonese che potrebbe, in caso di vittoria stabiese, portare all’aritmetica vittoria del campionato. La “doppia festa”, prima a Capodichino e poi al Viale Europa, denotano l’attaccamento della piazza verso la casacca gialloblu. Impossibile, anche per i più distaccati e scettici, rimanere impassibili dinnanzi ai risultati che stanno ottenendo le vespe. Manca poco per raggiungere quel sogno. E la squadra può contare, nuovamente, sul sostegno del suo dodicesimo uomo…