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Fondazione Snaitech, ChangeTheGame e Vero Volley insieme, nasce l’app ChangeTheGame

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(Adnkronos) – Si è tenuto oggi, martedì 25 marzo, presso l’Ippodromo Snai San Siro, l’evento di presentazione dell’APP ChangeTheGame, la prima applicazione in Italia pensata per la prevenzione di ogni forma di abuso e violenza nello sport. L’evento, che nasce dalla collaborazione tra Fondazione Snaitech, ChangeTheGame e Vero Volley, ha visto la partecipazione di Martina Riva, Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano, Fabio Schiavolin, Vicepresidente Fondazione Snaitech e Amministratore Delegato Snaitech, Daniela Simonetti, fondatrice di ChangeTheGame, e Alessandra Marzari, Cofondatrice di ChangeTheGame e Presidente Consorzio Vero Volley. Dopo aver inaugurato il primo sportello di assistenza psicologica gratuita per le vittime di violenze in ambito sportivo presso l’Università La Sapienza di Roma lo scorso settembre, Fondazione Snaitech e l’associazione ChangeTheGame proseguono il loro impegno con un’innovativa soluzione digitale, affiancate in questo nuovo progetto dal Consorzio Vero Volley, realtà di riferimento nella pallavolo italiana. Le tre realtà hanno scelto di unire le forze per costruire un futuro in cui lo sport sia per tutti e tutte sinonimo di rispetto, sicurezza e condivisione. L’app ChangeTheGame, sviluppata da TXT Group, nasce per rispondere a un’esigenza concreta: offrire ai giovani sportivi uno strumento accessibile e immediato per riconoscere, prevenire e contrastare situazioni di abuso. "Sostenere strumenti concreti per prevenire abusi e violenze nello sport significa difendere la parte più autentica di ciò che lo sport rappresenta: un luogo sicuro dove crescere, imparare il rispetto e costruire relazioni sane”, dichiara Martina Riva, Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano. “L’app ChangeTheGame è un passo importante verso una cultura sportiva fondata sull’ascolto, sulla tutela dei più giovani e sull’inclusione.Come Comune di Milano siamo al fianco di chi, come Fondazione Snaitech, ChangeTheGame e Vero Volley, sceglie di agire con coraggio e responsabilità per proteggere i valori più profondi dello sport”. “Lo sport deve essere un luogo di crescita, rispetto e inclusione.

Quando questi valori vengono compromessi da abusi e violenze, è nostro dovere intervenire”, sottolinea Fabio Schiavolin, Vicepresidente di Fondazione Snaitech. “Per questo abbiamo deciso di sostenere e promuovere questo progetto con ChangeTheGame e siamo orgogliosi di presentare uno strumento innovativo per offrire supporto e ascolto ai giovani atleti e atlete.Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di un cambiamento concreto, in cui la passione e il divertimento rimangano gli unici protagonisti dello sport”. “ChangeTheGame ringrazia la Fondazione Snaitech per essere parte attiva di un cambiamento radicale nel contesto sportivo, quello che mette al primo posto il benessere psicofisico degli atleti e delle atlete, il loro ascolto, la loro crescita.

Una ‘rivoluzione’ già presente e operativa all’interno del Consorzio Vero Volley che ha fatto dei valori le proprie linee guida”, dichiara Daniela Simonetti, fondatrice di ChangeTheGame. “Essere concreti, passare dalle parole ai fatti, dare uno strumento pratico come un’app per crescere sul fronte della consapevolezza e per facilitare la richiesta di ascolto e di aiuto è un passo da gigante in linea con gli orientamenti internazionali.Uno strumento – sviluppato da TXT che si è messa al servizio di una causa giusta – per ricordare a tutti i protagonisti dei contesti sportivi che lo sport significa divertimento, amicizia, empatia, solidarietà, ascolto e attenzione”. "Lo sport, per definizione, è sinonimo inclusione, collaborazione e unione In quanto realtà di spicco nel settore siamo chiamati ogni giorno a far valore questa tipologia di concetti, in particolar modo, agli occhi dei più piccoli e giovani, i quali necessitano di modelli esperti da cui prendere spunto per trovare nella disciplina sportiva non un luogo di scontro, bullismo e violenza, bensì di crescita, consapevolezza, amicizia, rispetto e passione.

Sotto questo punto di vista, il momento del gioco, in età evolutiva, è una grande occasione formativa che abbiamo, al fine di creare delle abilità di vita nel giovane”, dichiara Alessandra Marzari, Cofondatrice di ChangeTheGame e Presidente Consorzio Vero Volley. “Il lancio dell’App, nata grazie alla partnership con Fondazione Snaitech e alla collaborazione pluriennale con ChangeTheGame, per noi ha un significato di estrema importanza perché siamo convinti che, grazie a un utilizzo consapevole dell’applicazione stessa, potremo offrire un aiuto ancora più deciso e concreto utile a combattere e sconfiggere la violenza nel mondo sportivo”. Grazie a un’interfaccia intuitiva, ingaggiante e a contenuti divertenti, l’app si propone come strumento utile a identificare situazioni di disagio attraverso giochi e materiale informativo pensati da professionisti esperti per aiutare i giovani atleti a riconoscere comportamenti inappropriati e a conoscere i propri diritti. A queste prime sezioni educative e ludiche, si affianca anche un’ulteriore una funzione dedicata alla segnalazione di comportamenti inadeguati.Identificata con il pulsante HELP, rappresenta uno strumento di emergenza che consente di inoltrare una richiesta di aiuto immediata.

Per gli Under 14, la segnalazione viene inviata direttamente ai genitori, mentre per i ragazzi sopra i 14 anni e gli adulti è possibile scegliere fino a cinque contatti di fiducia. Nel corso dei mesi sono previsti alcuni aggiornamenti che permetteranno l’implementazione di ulteriori sezioni e contenuti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ai figli solo il cognome della madre”, la proposta di Franceschini

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(Adnkronos) – Niente più doppio cognome, tantomeno il tradizionale cognome paterno: la nuova proposta è di dare ai neonati il solo cognome della madre.A presentarla è Dario Franceschini, che la intende come un "risarcimento per un'ingiustizia secolare" nei confronti delle donne. "Presenterò un Ddl per dare ai figli solo il cognome della madre", ha annunciato stamattina all'Assemblea del gruppo Pd del Senato convocata per fare il punto sugli argomenti all'Ordine del giorno a palazzo Madama.

Un'iniziativa "a titolo personale" e sulla quale "non impegno il Gruppo", ha chiarito l'ex ministro che poi ha spiegato il senso dell'iniziativa come un "risarcimento" per le donne, visto che "per secoli" i figli hanno avuto solo il cognome paterno.I Ddl sul cognome dei figli sono in discussione in commissione Giustizia a Senato, dove sono stati presentanti testi da diversi gruppi parlamentari.  Sui social Franceschini poi ha spiegato: "Ai figli solo il cognome della madre.

Anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi, dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo che dalla nuova legge prenderanno il solo il cognome della madre.E’ una cosa semplice e anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico ma è stata una delle fonti culturali delle disuguaglianze di genere".

Non sono mancate le risposte, come quella di Carlo Calenda che sui social scrive: "Altre priorità non ne abbiamo?Boh".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Delitto di Garlasco, Sempio: “Comprendo la difesa di Stasi ma ora basta”

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(Adnkronos) – "Io comprendo i tentativi che possa fare la difesa (di Alberto Stasi, ndr) ancora negli anni, lo posso capire, però anche basta.Arriva un punto in cui ti dico basta".

E' lo sfogo di Andrea Sempio, nuovamente indagato dalla procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, in un'intervista rilasciata oggi, 25 marzo, al programma 'Storie Italiane' condotto da Eleonora Daniele su Rai 1.  Sempio è sempre stato amico del fratello della vittima e a Marco Poggi il 37enne è ancora legato. "Ci siamo sentiti subito, il primo giorno.Lui subito mi ha chiamato.

Ci diciamo le solite cose, di farci forza e che prima o poi passerà anche questa", ha raccontato Sempio. Nel frattempo, da quando ha saputo di essere nuovamente indagato, il suo stato d'animo "è un turbine: ci sono giornate in cui la tensione si allenta un po' e ci sono i momenti in cui esce una qualche notizia, è un'alternanza tra momenti di quasi calma e momenti pesanti", ha detto l'indagato alle telecamere di 'Storie Italiane'.Quando ha ricevuto l'avviso di garanzia "all'inizio non avevo neanche capito – afferma – .

Poi quando mi sono trovato davanti il foglio che diceva che era di nuovo per la vicenda di Garlasco, questa volta in concorso…ti crolla la realtà addosso, non sai più cosa ti sta succedendo.

Sono dovuto andare dai miei e avvertirli: 'Ci siamo di nuovo, siamo di nuovo dentro'".  Il problema – ha spiegato il 37enne – non è tanto la nuova inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano, quando l'impatto mediatico. "Questa vicenda purtroppo va su due fronti: quello legale e quello mediatico, che al momento è quello che ha il peso preponderante, perché non è una cosa che cade solo sulle mie spalle, ma su quelle di tutte le persone che mi sono vicine, dagli amici, alla mia famiglia, ai colleghi di lavoro.E' un disastro, una cosa che schiaccia tutto". Dopo un periodo di ferie, Sempio ora è rientrato al lavoro. "Se stai a casa, ti dicono che ti stai nascondendo.

Se non esci e non fai la vita di prima, è sospetto.Come se tu la vita di prima potessi farla".

E poi "in qualche modo darti da fare e tenerti occupato, altrimenti la testa va sempre lì".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Capodimonte l’Annunciazione di Ludovico Carracci

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(Adnkronos) – Il Museo e Real Bosco di Capodimonte presenta “L’ospite bolognese. Ludovico Carracci (1555-1619)” con l’Annunciazione (1584, olio su tela, 182,5 x 221) in prestito dalla Pinacoteca nazionale di Bologna fino al 15 giugno. La mostra è stata inaugurata oggi, 25 marzo, giorno nel quale la Chiesa cattolica celebra l’Annunciazione del Signore.  

“Dopo Rubens e Baglione ecco il terzo atteso ospite del mese di marzo che arricchisce ancora di più l’offerta della Primavera dell’arte a Capodimonte: Ludovico Carracci, al quale dedichiamo la sala 6 – spiega Eike Schmidt, direttore del Museo -. I visitatori troveranno la sua celebre Annunciazione in dialogo con due opere di Capodimonte, dello stesso periodo e sul medesimo fondamentale tema iconografico, una di Scipione Pulzone e l’altra di Francesco Curia. Una gradita formula quella dell’Ospite che testimonia il costante dialogo con importanti istituzioni italiane e internazionali e che ben si adatta, in concomitanza dei lavori nella Reggia, all’esigenza di mostre agili, coinvolgenti, e confronti pensati per esaltare il nostro patrimonio”. 

Nell’opera ‘ospite’, in visita da Bologna, la Vergine intenta a leggere un libro di preghiere, è interrotta da un angelo che le porge un giglio e le annuncia che Dio si è incarnato in lei. L’inginocchiatoio in legno, la cesta di vimini con il cucito e il letto sulla destra, così come le linee del pavimento in cotto che segnano la fuga prospettica, alludono a un evento miracoloso che avviene in un ambiente scarno, simile a un’umile dimora della Bologna del tempo. Le torri cittadine si intravedono anche attraverso la finestra aperta da cui irrompe la colomba dello Spirito Santo. È con un preciso intento didattico e in piena sintonia con i dettami del Concilio di Trento (1545-1563), la risposta cattolica alle nuove dottrine luterana e calvinista, che Ludovico Carracci ideò questa pala orizzontale, originariamente collocata nella sede di una compagnia religiosa e non in una chiesa. Dopo i seducenti virtuosismi del Manierismo, Ludovico interpreta il tema in maniera piana e devota, facilmente intellegibile, come a voler facilitare l’immedesimazione del fedele spettatore.  

L’opera di Scipione Pulzone (Gaeta, 1550 ca. – Roma, 1598) proposta in sala 6 (primo piano) è datata 1587 (olio su tela, da Gaeta chiesa di Sant’Angelo in Planciano) e firmata sul cartiglio collocato nella parte bassa dell’inginocchiatoio. Raffigura la Vergine che, interrotta durante la lettura, ascolta il messaggio dell’Arcangelo e accetta ciò che il Signore, circondato da angeli, ha in serbo per lei. La stanza semplice, dove vi sono una sedia di vimini e gli strumenti da cucito, si affaccia su un panorama che ricorda quello del golfo di Gaeta. Attraverso questi espedienti, il pittore avvicina l’episodio sacro alla vita quotidiana dello spettatore. 

Francesco Curia (documentato dal 1588 – Napoli, 1608) dipinse la sua Annunciazione nel 1596-1597 (olio su tavola provenienza Napoli, chiesa di Santa Maria di Monteoliveto). Il dipinto mostra lo stile peculiare dell’autore, che ambienta l’episodio sacro nell’elegante portico di una strada di città. I colori vivaci delle vesti e la raffinata resa dei dettagli, come le preziose venature del marmo o il broccato che copre il leggio, suggeriscono un contatto diretto con artisti fiamminghi, che Curia poteva aver conosciuto a Napoli e nel corso dei suoi numerosi viaggi. 

Mamma record in Germania, a 66 anni partorisce il decimo figlio

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(Adnkronos) –
A 66 anni ha dato alla luce il suo decimo figlio, Phillip, 3,550 grammi per 50 centimetri, nato mercoledì scorso con parto cesareo. "Sta molto bene, i suoi valori sono ottimali", assicura la mamma ai giornalisti.La donna è stata seguita dal professore Wolfgang Henrich, direttore del Dipartimento di Ostetricia e dalla sua équipe interdisciplinare dell'Ospedale universitario Charité di Berlino durante la gravidanza e il parto cesareo, eseguito a 37 settimane.  Secondo la Bild, che ha visto la mamma nella clinica Virchow, Alexandra ha avuto otto dei suoi dieci figli dopo i 53 anni. "L'età e l'elevato numero di parti cesarei – otto – sono una rarità assoluta in ostetricia e hanno rappresentato una sfida", afferma Henrich. "Grazie alla sua costituzione fisica particolarmente buona e al suo equilibrio mentale, la signora Hildebrandt ha affrontato bene la gravidanza.

L'operazione si è svolta senza complicazioni". I rischi maggiori per la madre erano rappresentati dai problemi cardiovascolari e dalle aderenze conseguenza dei sette precedenti parti cesarei.Hildebrandt aveva precedentemente dato alla luce i gemelli Elisabeth e Maximilian che ora hanno 12 anni, Alexandra 10, Leopold 8, Anna 7, Maria 4 e Katharina 2 anni.

Ha poi due figli più grandi, nati nel 1979 (Svetlana, 45 anni, medico) e nel 1989 (Artjom, 36 anni, diplomatico). La neomamma si è detta felicissima della sua famiglia numerosa e ha detto di voler incoraggiare gli altri a fare più figli.La donna non ha avuto bisogno di alcuna forma di assistenza medico-riproduttiva per questa decima gravidanza, ha assicurato rispondendo ad una domanda di Bild: "Mangio sano, nuoto regolarmente un'ora e corro per due ore, non fumo, non bevo e non ho mai usato contraccettivi". "E' la gravidanza della mamma più in avanti con l'età che io abbia seguito al Charité", ha spiegato Heinrich, che ha praticato a Hildebrandt anch i precedenti cesarei. "E' stata una gravidanza senza complicazioni".  "Perché un decimo figlio?", "perché no, se posso?". "È bello quando ci si siede tutti intorno a un grande tavolo in sala da pranzo".

Hildebrandt e suo marito, l'ex deputato della Cdu Daniel Dormann, 59 anni, hanno appena preso casa a Berlino-Zehlendorf. "Lì, tutti i bambini avranno la loro stanza", assicura.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dante, Divina Commedia Opera Musical in Cina, Ortis: “Cultura e bellezza ponte tra popoli”

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(Adnkronos) – “La cultura e la bellezza sono ponti incrollabili che, diversamente dai ponti architettonici o dai ponti economici, insistono perché immateriali. È un'operazione, questa, straordinaria di unione, di collegamento, di dialogo.Un dialogo profondo, eterno che possa abitare, come la letteratura di Dante e Dante stesso, in un tempo che è un non tempo, un per sempre".

A dirlo Andrea Ortis, co-autore e regista de 'La Divina Commedia Opera Musical', alla presentazione, presso la sede della Società Dante Alighieri, a Roma, della tournée in Cina dell’acclamato kolossal teatrale prodotto da Mic International Company, che a partire dal 25 aprile farà il suo debutto toccando 15 grandi città, tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong, in collaborazione con We Opera Studio Limited.  “Toccheremo 15 città in tutta la Cina e in un momento storico come questo è una condizione straordinaria – spiega Ortis – che dimostra ancor di più di come la bellezza e la cultura possano essere un ponte tra popoli e il vero linguaggio da seguire". "Dante è un elemento di enorme modernità, perché ha mappato l'animo dell'uomo e l'animo dell'uomo persevera.E’ eterno proprio perché le nuance che abitano nell'uomo” come “i desideri, le fiducie, le aspirazioni, i sogni e le cadute, appartengono agli uomini di tutti i tempi e di tutti i popoli.

La vera modernità di Dante è la storia e la storia, paradossalmente, è l'aspetto più moderno che possiamo avere”, conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dante, Gravina (Mic Musical): “Ricreiamo una storia senza tempo in musica e danza”

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(Adnkronos) – "L'opera di Dante è immortale, attraversa i secoli e ha sempre degli attimi di modernità incredibili.Tant'è che in tutto il percorso che descriviamo in un linguaggio nuovo attraverso la musica, la danza e le arti visive, riusciamo davvero a ricreare un percorso umano di una storia che non ha tempo".

Così Francesco Gravina, produttore de 'La Divina Commedia Opera Musical' e presidente della Mic Musical è intervenuto all’evento di presentazione, presso la sede della Società Dante Alighieri, a Roma, della tournée in Cina de 'La Divina Commedia Opera Musical', l’acclamato kolossal teatrale prodotto da Mic International Company, che a partire dal 25 aprile farà il suo debutto in Cina, toccando 15 grandi città, tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong, in collaborazione con We Opera Studio Limited.  Il produttore, poi, spiega perché la scelta della Cina per il debutto della tournée: “Tra tutti i mercati emergenti, quello della Cina è veramente molto attento alla cultura”.Pertanto “c'è stata l'opportunità di intraprendere questo percorso e crediamo che il punto di partenza per tutto il tour internazionale che stiamo programmando possa essere proprio la Cina, in un anno importante tra relazioni Italia-Cina, che avviene, appunto, quest'anno”.  "Oggi sono tantissimi i ragazzi delle scuole che si sono appassionati attraverso questa modalità di trasmissione del messaggio sempre attuale della Divina Commedia – conclude Gravina – e ci auguriamo che anche in Cina possa avere lo stesso tipo di successo che abbiamo avuto in Italia”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Rossi e il ritorno in panchina: “Presto allenerò di nuovo una squadra”

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(Adnkronos) –
Daniele De Rossi torna in panchina?Dopo l'esonero dalla Roma, arrivato lo scorso settembre, l'ex centrocampista è pronto ad allenare di nuovo: "Spero di non essere libero per fare il mister a breve, anzi secondo me non sarò libero per fare l'allenatore", ha detto De Rossi, oggi anche presidente dell’OstiaMare, nel corso del sopralluogo congiunto con l’assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato e il presidente del X municipio della Capitale Mario Falconi all’impianto sportivo Anco Marzio di Ostia. "Il mio lavoro è un altro, la mia passione gigante è quella di allenare", ha detto De Rossi, "e un allenatore non ha tempo di pensare a due squadre.

Quindi questo era il momento migliore per questa bella storia.In futuro so che non sarò capace di farlo perché non avrò tempo, perché il lavoro di allenatore ti toglie ancora più energie di quello che fa il lavoro da proprietario". De Rossi ha parlato anche dello stato del calcio italiano, in particolare dei giovani: "Penso che per sviluppare i ragazzi come siamo stati cresciuti noi, manchino 5, 6, 8 ore di calcio per strada a settimana.

Una volta si giocava sul cemento o sulla sabbia, ed è un modo diverso di toccare la palla", ha spiegato l'ex capitano della Roma, "se guardiamo ad Argentina e Brasile, la sensazione è che loro continuino, anche a volte per necessità, a giocare tanto per strada, nei campetti o sulla sabbia, sulle superfici sconnesse.La scuola calcio è molto importante, ma non deve sostituire completamente quella che è poi l'attività ludica del giocatore, del ragazzino.

Fra qualche anno, magari ciclicamente, torneremo a produrre i Totti e i Del Piero.Forse qualche talento in più nelle altre nazionali si può notare, i vari Mbappé, Sané, Foden". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’ex arbitro De Santis: “Var usato male, arbitri tornino a fare arbitri”

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(Adnkronos) – Il Var chiarito negli stadi al popolo dei tifosi durante i match "sarebbe ottimo per spiegare le decisioni, ma il problema è a monte.Se non ci sono decisioni univoche, come accade spesso, il Var è uno strumento che viene usato male".

Lo ha detto all'Adnkronos l'ex arbitro Massimo De Santis. "Sarebbe un ottimo strumento a disposizione dell'arbitro soprattutto per far comprendere a calciatori e a spettatori che la partita termina senza errori, ma è uno strumento che si sta utilizzando male e ci lascia sempre tutti col dubbio al termine di qualsiasi partita.Invece Aia, Figc e tutte le componenti del calcio devono dare una linea chiara e univoca, che possa far vedere che la stessa decisione viene presa su tutti i campi allo stesso modo.

E soprattutto che venga presa la decisione giusta". Il nuovo strumento, il VarDict, non potrebbe innescare reazioni pericolose nelle tifoserie presenti? "Se i tifosi vedono la spiegazione e si rendono conto che immagini e decisione presa coincidono perfettamente – ha aggiunto De Santis – questa viene accettata.Il problema è quando vengono poste delle immagini in cui il rigore c'è perché le immagini lo dimostrano chiaramente, ma si vanno a trovare delle motivazioni per le quali non viene concesso.

Secondo me è da rivedere il calcio con il Var perché sta diventando un calcio troppo soggettivo e in funzione di quello che decidono in sala Var.Questo non può accadere.

Per questo sono dell'opinione che l'arbitro debba tornare a fare l'arbitro e dimostrare di sapere arbitrare". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Capello critica Totti: “Non correva e non aveva dribbling”

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(Adnkronos) –
Capello lancia una frecciata a Francesco Totti.L'ex allenatore, tra le altre della Roma, ha parlato del suo ex attaccante, con cui ha vinto uno scudetto nel 2001: "Lui era un centrocampista avanzato.

Aveva una grande visione di gioco, non correva e non aveva dribbling", ha detto Capello a RSI.Eppure, già nella stagione del tricolore, Totti collezionò 13 gol e tre assist, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria del campionato. Il rapporto tra Capello e Totti, in ogni caso, non è mai decollato, tanto che l'ex capitano giallorosso fu spesso sostituito: "A Torino feci entrare Nakata al suo posto, avevo capito che non era in giornata.

Mi serviva brio, gente che correva e così misi in campo anche Montella.Nel mestiere dell'allenatore servono queste intuizioni, e infatti loro fecero i gol che ci permisero di pareggiare quell'incontro, poi decisivo per vincere il campionato". Capello ha raccontato altri aneddoti riguardo il suo periodo alla Roma, uno relativo proprio al giorno della vittoria dello scudetto, quando i tifosi giallorossi, a pochi minuti dal termine della partita contro il Parma, fecero invasione di campo sul prato dell'Olimpico: "Mi ricordo che ero arrabbiatissimo.

A dieci minuti dalla fine hanno fatto invasione di campo, rischiavamo la sconfitta a tavolino.In quel momento ero una belva.

I tifosi non avevano capito il pericolo che stavamo correndo".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gigi D’Alessio e l’allarme sull’intelligenza artificiale: “Musica senza creatività”

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(Adnkronos) – "Bisogna assolutamente regolamentare l'intelligenza artificiale perché andremo incontro ad una generazione mediocre e sfaticata", così Gigi D'Alessio ha spiegato il suo punto di vista sul rapporto tra la musica e l'intelligenza artificiale. Il cantautore napoletano è intervenuto in collegamento video al seminario 'Musica e Intelligenza Artificiale: Opportunità, rischi e la sfida nella regolamentazione' che si è tenuto oggi, martedì 25 marzo, nella sede del ministero della Cultura. "Se avrò una macchina che lavora al posto mio vuol dire che io non farò nulla, non imparerò nulla.Lo sappiamo bene – ha aggiunto – la macchina non ha mai espresso emozioni.

L'intelligenza artificiale non è altro che un recipiente in cui ci sono tutti i contenuti da cui si tira fuori – e parlo del mio settore – una canzone.Secondo me questa non è una cosa bella.

Che fine faranno i Mogol, i Migliacci, i Baglioni, autori che hanno scritto canzoni che cantiamo tutti e che stanno nel nostro Dna?". "La macchina – ha sottolineato ancora l'artista – non ha occhi, la macchina non ha sangue nelle vene, non sa che cosa è il battito del cuore quando si scrive una canzone.E' un po' questo il problema.

Io sono uno che ha dedicato la vita alla musica, ho studiato dieci anni di Conservatorio con sacrifici.Le macchine – conclude D'Alessio – dobbiamo usarle e non farci usare da loro.

Questo è il mio pensiero e parlo a nome di tutti gli autori, di tutti i musicisti.Io faccio un discorso soprattutto da musicista: la creatività verrà meno e avremo tutti i prodotti uguali.

Addirittura le case discografiche potranno anche non investire sugli artisti facendo dei dischi con l'intelligenza artificiale.Quindi a noi rimarrà solo il live, ma perderemo tutta la creatività". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un tumore gli invadeva mezzo viso, salvato a Bologna da un intervento hi-tech

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(Adnkronos) –
Intervento record al Policlinico Sant'Orsola di Bologna, dove a un paziente è stato asportato un tumore che invadeva la metà del suo viso, poi ricostruita grazie a tecniche all'avanguardia.Un intervento durato 14 ore, al seguito del quale il paziente non solo riconosce il suo viso allo specchio, ma ha anche avuto un recupero veloce che gli ha permesso di tornare a parlare e ad alimentarsi normalmente.  
Il tumore di Massimiliano era partito dalla mascella e presto si è preso tutto: orbita, naso, seni paranasali e base del cranio, l'intera parte destra del volto. "Invadeva metà del mio viso", ricorda l'uomo, protagonista dell'intervento record di asportazione e ricostruzione eseguito al Policlinico Sant'Orsola di Bologna. "Un'impresa unica", la descrivono dall'ospedale: "Tre protesi personalizzate realizzate con diversi materiali e grazie all'uso della pianificazione chirurgica virtuale, della realtà aumentata e della tecnologia 3D", abbinate a un autotrapianto d'osso.  
Veloce il recupero: dopo cinque giorni il paziente ha ripreso a parlare, dopo 12 ad alimentarsi normalmente e dopo 15 era a casa.

La vista è rimasta inalterata e non sono previste altre terapie, salvo una riabilitazione mirata con anche esercizi di logopedia. "Ho potuto contare sulla presenza umana di professionisti straordinari che si sono presi cura di me, mi hanno dato forza e voglia di tornare alla mia vita", racconta Massimiliano. "Oggi – dice – mi riconosco nel mio viso allo specchio".  "Il tumore è comparso per la prima volta 10 anni fa, allora era impossibile fare qualcosa di diverso dalla chirurgia conservativa – spiega l'uomo – A ottobre è tornato per la terza volta: mi è stato proposto quindi di agire in modo più aggressivo grazie alle protesi e alle nuove competenze.Sono molto grato ai professionisti e non solo ai chirurghi: al Sant'Orsola mi sono sentito a casa tutto il tempo" e "per me è stato fondamentale: ho subito un intervento durato 14 ore e sono stato ricoverato due settimane", sottolinea Massimiliano.   "Il problema era grande e la nostra risposta lo è stata altrettanto – afferma Achille Tarsitano, direttore Chirurgia maxillo facciale Irccs Policlinico Sant'Orsola – Dopo avere eliminato la malattia abbiamo ricostruito le strutture ossee con un intervento complesso e all'avanguardia.

In questo caso demolire, senza avere la possibilità di una contestuale ricostruzione di alta precisione, avrebbe significato mutilare il viso sia dal punto di vista estetico che funzionale".Alle tre protesi, disegnate e fabbricate su misura, "abbiamo affiancato un trapianto di alcune componenti utilizzando l'osso della fibula del paziente.

Il tutto grazie alla collaborazione fondamentale dei colleghi della Chirurgia plastica" guidati da Federico Contedini.  L'ospedale festeggia "un risultato straordinario per un intervento non ordinario, se si pensa che fino a pochi anni fa una ricostruzione come questa sarebbe stata difficile anche solo da immaginare".Tarsitano assicura che "per la chirurgia maxillo-facciale l'uso delle tecnologie 3D e della realtà aumentata ha rappresentato una nuova frontiera.

Il progetto di ricerca su questa tematica – riferisce – è nato all'interno del Dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie dell'università di Bologna.In virtù dei positivi risultati ottenuti, è stato possibile trasferire la tecnologia nella pratica clinica.

Oggi riusciamo a proporre ai pazienti soluzioni che rispettano fedelmente la figura di partenza.Questo è estremamente significativo perché stiamo parlando del volto.

L'impatto clinico e sociale è altissimo".  "In Emilia Romagna i risultati più stupefacenti della ricerca e dell'innovazione tecnologica in ambito medico sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno – commenta l'assessore alle Politiche per la salute della Regione, Massimo Fabi – grazie al nostro sistema sanitario pubblico e universalistico, a tecnologie all'avanguardia e a professionisti d'eccellenza.In concreto, ciò significa permettere a un paziente di guarire da un tumore al volto senza compromettere la qualità della sua vita.

In altre realtà queste tecniche sono riservate solo a pochi privilegiati.Per questo continueremo a lottare per un sistema sanitario che garantisca cure a tutti, compresi i molti pazienti provenienti da altre regioni", aggiunge l'assessore, rivolgendo "un doveroso ringraziamento e congratulazioni a tutti i ricercatori e all'équipe chirurgica che hanno permesso di raggiungere questo straordinario risultato". 
La tecnologia Cad-Cam (Computer Assisted Design-Computer Assisted Manufacturing) – approfondisce una nota del Policlinico Sant'Orsola – permette di progettare digitalmente un intervento demolitivo e ricostruttivo sulla base della Tac del paziente.

Attraverso un programma di pianificazione virtuale, è possibile disegnare e stampare in 3D guide di taglio personalizzate che consentono al chirurgo di replicare con precisione il piano chirurgico virtuale e di realizzare protesi fedelissime con materiali di ultima generazione.Queste tecnologie di pianificazione virtuale e stampa 3D sono facilitate all'interno dell'Irccs anche grazie alla presenza dell'eDimes Lab diretto dalla Emanuela Marcelli dell'università di Bologna.

La tecnologia Cad-Cam non solo ha rivoluzionato la pianificazione preoperatoria, consentendo ai chirurghi di valutare opzioni e prevedere risultati con precisione, ma ha anche ridotto il rischio di complicanze intra e postoperatorie.La produzione di protesi con materiali biocompatibili ha migliorato significativamente l’adattabilità anatomica e funzionale, contribuendo all'eccellenza nella ricostruzione cranio-facciale.

Le protesi realizzate tramite tecnologia Cad-Cam sono inoltre più rapide da produrre rispetto alle tecniche tradizionali, riducendo i tempi di attesa per i pazienti. 
La Chirurgia orale e maxillo Facciale del Sant'Orsola è stata pioniera in questa metodologia sin dal 2012, riporta il policlinico.A oggi sono state impiantate circa 200 protesi personalizzate, rappresentando così la casistica più ampia in ambito nazionale.

Centro di eccellenza nazionale, accoglie per il 60% pazienti provenienti da altre regioni, dimostrando il suo impegno costante nell'offrire cure all'avanguardia per tutti.Il successo di questa procedura offre speranza e migliora significativamente la qualità di vita per i pazienti, evidenziando il ruolo cruciale della tecnologia e dell'innovazione applicata in un luogo come l'Irccs. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, il 6 e 7 maggio torna a Riva del Garda Rebuild

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(Adnkronos) – Il 6 e 7 maggio 2025 torna a Riva del Garda (Tn) REbuild, giunto all’undicesima edizione.Come ogni anno, un ricco programma di meeting (16 le conferenze e 4 i workshop in agenda) che vede la partecipazione di oltre 60 speaker è stato studiato per plasmare la roadmap del futuro del comparto delle costruzioni, dalla progettazione al dismantling, passando sotto la lente tutti i processi intermedi e collegati, gli strumenti di nuova generazione, i materiali più d’avanguardia e le conoscenze più innovative.

Il focus di tutto l’impianto di REbuild 2025 ruoterà attorno al tema delle connessioni tra persone, competenze e tecnologie a 360°.Una visione che mira ad affiancare all’edilizia tradizionale industrializzazione, prefabbricazione, nuova cantieristica, digitalizzazione (AI, Big Data, machine learning, ecc.), figure professionali tecnologicamente avanzate, tool evoluti, per poter restituire case history, prodotti e soluzioni ad alto tasso innovativo. Quella che REbuild intende dare è una visione di rinnovamento all’interno di una imprescindibile cornice di valori composta da sostenibilità economica, ambientale e sociale. "Grande attenzione all’impatto non solo economico, ma anche sociale, etico e culturale dell’utilizzo e dello sviluppo di tecnologie intelligenti che devono essere condivise, accessibili e migliorative della qualità della vita di tutti, oltre a trasformare il comparto", sottolinea Roberto Pellegrini, Presidente di Riva del Garda Fierecongressi. "L’effetto di questi cambiamenti deve essere allineato ai principi di sostenibilità e inclusione sociale". Se già nelle edizioni passate REbuild aveva infatti anticipato il tema dell’“innervazione” del digitale quale elemento di rivoluzione epocale per l’efficienza della filiera accanto a processi di rinnovamento ‘hard’ del sistema industriale in ottica di sostenibilità e accessibilità, l’edizione 2025 andrà oltre, accendendo il dibattito sulle potenzialità di sviluppo del settore innescate dalla condivisione di forme diverse e complementari di intelligenza. Esg, digitalizzazione e industrializzazione nel progetto, sostenibilità sociale, economica e ambientale, economia circolare, riqualificazione del costruito, nuove fonti energetiche e nuove frontiere per la decarbonizzazione, impiantistica intelligente, ecosistemi imprenditoriali che guardano allo spazio, transizione inclusiva, nuovi scenari competitivi nell’immobiliare, modelli finanziari green-oriented, ConTech, off-site, deep retrofit e design for disassembly, urban mining sono i macro-temi al centro delle 16 conferenze e dei 4 workshop in programma, che vedranno la presenza di una sessantina di ospiti e relatori di livello internazionale pronti a confrontarsi su dati, casi, esperienze, strategie e visioni. Filtrano intanto i primi nomi degli speaker di REbuild 2025: Matteo Pedaso (Land), Francesca Mazzocchi (Lama), Matteo Mazzotti (Cdp), Costanza De Stefani (C40), Maurizio Carta (Assessore Urbanistica Palermo) si confronteranno sui progetti che sostanziano gli Esg; Lorenzo Fiorillo, PwC, parlerà di come misuriamo gli Esg; nuove frontiere per fonti energetiche e decarbonizzazione sarà il tema affrontato da Eric Ingersoll (Terra Praxis) e Paola Clerici (Enea); Benedetta Brighenti (Renael e Fedarene) porterà esperienze nazionali e internazionali su politiche per la transizione; Elma Durmisevic (4D architects) e Andrea Zani (Permasteelisa) interverranno sulla circolarità nelle costruzioni; Walter Cugno (Thales Alenia Space) porterà la lezione dell'industria spaziale italiana capace di capitalizzare l'intelligenza di un ecosistema economico; Andrea Ciaramella (Italian Proptech Network) approfondirà il tema del ConTech; Samuel Cocci (Coima) si occuperà delle dimensioni del benessere: progetti, tecnologie e mercato; Floriana Marotta (Mab Architettura) porterà casi ed esperienze di connessione tra digitale e industrializzazione nel progetto; decarbonizzazione come opportunità per aziende, cittadini e ambiente vedrà l’intervento di Sergio Andreis (Kyoto Club). I workshop di REbuild analizzeranno l’evoluzione dell’edilizia attraverso tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, robotica, stampa 3D e digitalizzazione, strumenti chiave per accelerare l’innovazione.

Verranno approfonditi il ruolo della sostenibilità e dell’economia circolare per ridurre l’impatto ambientale del settore e l’industrializzazione dei processi con metodologie costruttive off-site, che rendono la produzione più efficiente e flessibile. Le riflessioni dei partecipanti contribuiranno alla definizione di un nuovo manifesto per il futuro del costruire: “Tecnologie emergenti, industrializzazione dei processi e nuovi materiali stanno ridefinendo progettazione e costruzione, aprendo scenari inediti per un’edilizia sostenibile, innovativa e resiliente”, commenta Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi. “Saranno esperienze disintermediate, interattive e coinvolgenti, in cui i partecipanti avranno ruolo attivo nel tracciare un percorso di innovazione.I risultati costituiranno la base di discussione su cui, nell’ultima conferenza di REbuild, sarà elaborato, con l’aiuto di esperti, un vero e proprio manifesto di intenzioni e visioni avvalorate da esperienze e saperi, che sarà messo a disposizione di tutti gli attori del comparto e delle istituzioni”. Start-up e scale-up, real estate company e società consolidate sono impegnate nello sviluppo e nell’offerta di servizi innovativi e soluzioni data-driven, come alcune giovani realtà selezionate dalla call di REbuild racconteranno: Ai, robotica avanzata e stampa 3D con materiali eco-compatibili, digitalizzazione e condivisione di dati informazioni per snellire le complessità del cantiere, ecosistemi digitali che mixano Bim, Realtà Mista e Ai Generativa e trasmettono informazioni istantanee agli operatori, avvento della robotica avanzata in situ sono alcune delle testimonianze all’interno del programma di REbuild. Lo studio condotto per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia guidato dal Prof.

Ezio Micelli, Presidente Comitato Scientifico di REbuild | Professore ordinario Università Iuav di Venezia, ha raccolto, confrontato, sintetizzato e combinato i dati emersi da diversi studi autorevoli condotti nel biennio 2023-2024 sulla tematica Esg/immobiliare che hanno coinvolto oltre 5000 tra investitori, immobiliaristi, esponenti del mondo del credito e della finanza, stakeholder chiave del comparto. "La metanalisi – afferma Ezio Micelli – ha portato a una restituzione solida e affidabile circa le scelte degli operatori del settore immobiliare riguardo alle azioni già intraprese o pianificate per la trasformazione sostenibile del patrimonio edilizio, con particolare focus sugli aspetti ambientali.Un’indagine su priorità, richieste, necessità e attese degli attori del comparto che ha offerto indicazioni forti e precise circa la centralità del tema della sostenibilità variamente declinata.

Un concetto ormai introiettato che, superato l’approccio ideologico, ora viene affrontato in maniera pratica".  In estrema sintesi, i quattro punti focali dello studio: L'81% degli operatori considera essenziale che gli asset rispettino i criteri Esg, che influenzano l'85% delle decisioni di investimento.L'aspetto ambientale è la priorità per il 40%, seguito dal sociale (35%) e dalla riduzione degli sprechi (25%); l'analisi mostra che le aziende svolgono un ruolo attivo nella transizione verso la sostenibilità, anticipando le normative e superando le aspettative delle politiche pubbliche.

Il 55% degli operatori mira a capitalizzare i benefici economici derivanti dall'efficienza energetica degli immobili; Crisi climatica e pandemia hanno amplificato la necessità di ridurre l'impatto ambientale degli edifici, con il 65% degli operatori che considera il rischio climatico un rischio finanziario, e migliorare la salubrità degli stessi.Per gli operatori, gli immobili che rispettano i criteri sociali Esg rappresentano anche un impegno sociale verso gli stakeholder – dipendenti, clienti, investitori e comunità locali – e il miglioramento delle condizioni socio-ambientali; gli operatori immobiliari si stanno concentrando su tecnologie per migliorare la performance energetica e ridurre le emissioni: oltre il 30% considera cruciale il monitoraggio energetico, in quasi 1/4 dei casi punta su soluzioni per ottimizzare la gestione degli edifici, e quasi uno su cinque si prefigge certificazioni ambientali.  La crescente centralità delle tematiche Esg sta innescando una trasformazione organizzativa strutturale all'interno delle imprese del settore immobiliare, dove sostenibilità e innovazione stanno diventando componenti centrali nelle strategie di sviluppo e investimento degli operatori.

Il tema delle connessioni di saperi, conoscenze e intelligenze, al centro di REbuild 2025, emerge con forza.In particolare, spicca la necessità di creare team specializzati nella gestione della sostenibilità immobiliare: l'80% degli operatori ha dichiarato che la propria organizzazione dispone di esperti o gruppi dedicati alla gestione Esg del patrimonio immobiliare.

Eco-tecnologie avanzate (25%), promozione di collaborazioni tra le aziende del settore immobiliare e quelle innovative per la co-creazione di soluzioni sostenibili (24%), occupazione di edifici a zero emissioni (23%), investimenti in competenze specialistiche (15%) e potenziamento raccolta dati e benchmarking (13%) sono le azioni principali su cui puntano gli operatori.Se la fase di progettazione è già in una certa misura coinvolta e voce in capitolo di queste innovazioni, se il Proptech si sta inserendo a pieno titolo nei processi del Real Estate, il settore delle costruzioni presenta, nel suo complesso, grandi potenzialità di incremento di utilizzo di soluzioni innovative.

Come è, ad esempio, la tecnologia legata alla cantieristica.Il ConTech, nel breve-medio periodo, accompagnerà la rivoluzione del cantiere e la trasformazione del modello di business nella produzione e assemblaggio dei componenti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

IIS Vitruvio: Progetto europeo di didattica basata su scambio e collaborazione in un contesto multiculturale

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Nella settimana tra il 14 e il 20 marzo l’istituto d’Istruzione Superiore “M.P.Vitruvio” di Castellammare di Stabia ha ospitato alunni e docenti del Lycée professionnel Jean Nicoli di Bastia in Corsica, per il progetto eTwinning “Kilometro zero e zero pregiudizi”.

Organizzato dalle docenti di lingua francese, prof.sse Maria Rosaria Candela e Filomena Guida, il progetto ha coinvolto gli alunni in numerose attività didattiche sia all’interno della scuola sia sul territorio circostante, alla scoperta delle bellezze dell’area stabiese.Hanno partecipato al progetto gli alunni delle classi 3Ap, 4Ap, 4Bp dell’indirizzo “Servizi commerciali” e la classe 5At dell’indirizzo” Turismo” dello storico Istituto stabiese.

Durante la prima giornata il gruppo di alunni e docenti del liceo francese di BastiaJean Nicoli” è stato accompagnato dagli alunni “vitruviani” che, con le loro insegnanti di lingua francese e con la prof.ssa di Arte e Territorio Rosa Stefanile, li hanno guidati in un suggestivo itinerario dei siti archeologici stabiani, Villa Arianna e Villa San Marco, come esperte guide turistiche.Gli Scavi archeologici sono stati particolarmente ammirati dai partner francesi, così come tutti gli altri luoghi di interesse storico e paesaggistico di Castellammare.

Nella mattinata seguente si è svolta la visita ufficiale della scuola con i suoi attrezzati laboratori, dove gli alunni francesi sono stati coinvolti in molte interessanti attività, tra esse le innovative lezioni di economia e storia tenute dai docenti dell’Istituto Gaetano Cannavaro e Dora La Rosa.Due atelier professionali di produzione del formaggio e distillazione dell’olio essenziale di arancia, a cura degli alunni dell’indirizzo “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria” guidati dai docenti Vincenzo Somma e Gabriella Sassi, hanno suscitato grande interesse negli alunni del Liceo francese.

Gli ospiti sono stati poi guidati nei giorni seguenti in altre uscite alla scoperta delle attività economiche più caratteristiche del territorio, con le visite agli orti biologici: “L’orto di Carmela” a Castellammare e “Fattoria Zero” a Pompei, organizzate in collaborazione con la prof.ssa Stefania Reina.La visita alle attività produttive locali è proseguita con quella di due aziende molto note, il “Pastificio Di Martino” di Gragnano e l’azienda “Limonoro” di Sorrento.

I rappresentanti del Lycée professionnel Jean Nicoli di Bastia in Corsica hanno mostrato grande interesse per le attività proposte, partecipando alle stesse con entusiasmo, come ha evidenziato la prof.ssa Filomena Guida:

“Gli studenti di Bastia, insieme alle loro docenti Mia Benedetto ed Anne Florence Vesperini, sono rimasti soddisfatti ed entusiasti dello scambio culturale, professionale e linguistico, esprimendo gratitudine per l’accoglienza ricevuta dall’istituto e dalla nostra Dirigente Scolastica prof.ssa Angela Cioffi.”

“Ci auguriamo che questa bella collaborazione possa continuare nei prossimi anni, con altri progetti e attività che rendano ancora più ampia l’offerta formativa del nostro Istituto.”

Anche per la prof.ssa Maria Rosaria Candela lo scambio interculturale con alunni e colleghi francesi è stata un’esperienza molto positiva:

“Ringrazio la mia collega Filomena Guida che mi ha proposto questo progetto.Siamo riuscite a costruirlo passo dopo passo con apprezzabili risultati grazie anche alla fattiva collaborazione di tutti gli altri colleghi della scuola.

Un ringraziamento particolare va alla nostra Dirigente Scolastica, prof.ssa Angela Cioffi che ha accolto con entusiasmo il progetto e ci ha consentito di realizzarlo.”

Un altro gruppo francese, preveniente dalla città di Trappes, sarà ospitato al Vitruvio nei prossimi giorni nell’ambito dello stesso progetto, coinvolto in altre entusiasmanti attività e nella visita dei luoghi più iconici della città, dal centro storico con  i suoi bellissimi  murales, alle chiese  antiche e al Duomo con i suoi tesori artistici.Con eTwinning “Kilometro zero e zero pregiudizi” l’Istituto “M.P.

Vitruvio” di Castellammare incontra l’Europa, grazie a un progetto dove i nostri giovani si incontrano con altri di nazionalità diversa non solo per imparare una lingua straniera ma per conoscersi, divertirsi e vivere insieme un’esperienza indimenticabile.

Mauro Fratini porta in scena “Ci vorrebbe un miracolo” al Teatro de’ Servi

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(Adnkronos) – Il 2 aprile, il Teatro de' Servi di Roma ospiterà lo spettacolo di stand-up comedy "Ci vorrebbe un miracolo" di Mauro Fratini.  Lo show, che si annuncia ironico e satirico, si concentrerà sui miracoli compiuti da Gesù e quelli che noi comuni mortali realizziamo ogni giorno, senza però finire nelle sacre scritture. "Ci vorrebbe un miracolo" è un resoconto che unisce ironia e satira, come spiega lo stesso Fratini: "dal latino 'miraculum', ovvero 'cosa meravigliosa', è un evento  straordinario al di sopra delle leggi naturali, privo di una spiegazione logica.Ma la vita di tutti  noi non è forse una cosa meravigliosa, priva di ogni spiegazione?

Svegliarci la mattina è già un  miracolo; arrivare a sera senza aver 'ammazzato' nessuno, non è forse un altro miracolo?Arrivare a fine mese senza dover passare per la Caritas, non è forse anche questo un  miracolo?".  L'artista si interroga inoltre su quale sia il vero significato di un miracolo, "Jesus Christ Superstar, con le sue parole, ci ha fatto capire che tutti noi compiamo ogni giorno  miracoli ben più difficili del trasformare l'acqua in vino.

Il nostro superpotere non è far  resuscitare Lazzaro, che tra l'altro mi ha confessato che non voleva neanche svegliarsi" e "il nostro superpotere sono le parole: è grazie alle parole che costruiamo la  realtà in cui viviamo.Non a caso il cristianesimo definisce la Bibbia 'Parola di Dio', perché  sono le parole a compiere i miracoli", e si domanda se i nostri piccoli miracoli quotidiani siano altrettanto importanti, "Il 'Biondino di Nazareth' alla fine cosa ha fatto?

Cosa ci ha lasciato?". Fratini conclude la sua riflessione con una certezza: " che se Gesù tornasse sulla terra oggi, il suo pulpito  sarebbe un palcoscenico e le sue parole quelle di uno stand-up comedian che, attraverso la  satira, cerca di far risorgere le coscienze". L'appuntamento con "Ci vorrebbe un miracolo" è per il 2 aprile, al Teatro de' Servi, in Via del Mortaro 22, a Roma. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Uer-Fond. Lottomatica: realtà virtuale e mindfulness contro i pregiudizi

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(Adnkronos) – Utilizzare strumenti innovativi per contrastare le discriminazioni e promuovere l’inclusione tra gli adolescenti: è questo l’obiettivo della ricerca condotta dall’Università Europea di Roma (Uer), con il contributo della Fondazione Lottomatica, che ha sperimentato un modello educativo basato su realtà virtuale e mindfulness per favorire la coesione sociale nelle scuole italiane.I risultati dello studio, presentati presso la sede Uer in via degli Aldobrandeschi a Roma, hanno coinvolto gli studenti del Liceo “E.

Majorana” di Latina, città simbolo di multietnicità.  Il progetto ha interessato 120 studenti del primo biennio dell’indirizzo linguistico, suddivisi in un gruppo sperimentale e uno di controllo, impegnati in attività educative e psicosociali mirate a stimolare l’inclusione sociale e la consapevolezza interculturale.L’indagine ha evidenziato una correlazione significativa tra valori prosociali e ‘rabbia morale’, un’emozione che emerge di fronte alle ingiustizie sociali e che ha favorito comportamenti più inclusivi.  L’83% dei partecipanti ha dichiarato di aver acquisito una maggiore consapevolezza dell’impatto dei pregiudizi nelle relazioni interpersonali e di sentirsi più aperto e tollerante verso diversità culturali e individuali.

Il modello adottato, che integra tecnologia immersiva e attività partecipative, ha mostrato una forte efficacia nel migliorare l’empatia e la consapevolezza sociale.  Tra le esperienze più impattanti, l’uso della Realtà Virtuale (VR) all’interno di un ambiente naturale virtuale ha permesso agli studenti, attraverso appositi visori, di mettersi nei panni dell’altro, favorendo la progettazione di iniziative concrete contro il pregiudizio etnico.Tra le proposte degli studenti da rivolgere alle istituzioni scolastiche per favorire l’inclusione, emergono incontri divulgativi sul pregiudizio etnico, creazione di contenuti social per la sensibilizzazione, produzione di cortometraggi a tema e infine masterclass culinarie per valorizzare le diverse tradizioni enogastronomiche.  Nel contesto italiano, sempre più caratterizzato da pluralismo culturale, interventi educativi di questo tipo diventano fondamentali.

Nel 2024 si contano oltre 5 milioni di residenti stranieri nel nostro Paese (in aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente), con regioni come il Lazio che vedono gli stranieri rappresentare l’11,1% della popolazione.In particolare, la provincia di Latina riflette pienamente questo cambiamento sociale.

L’iniziativa dell’Università Europea di Roma apre così la strada a nuove applicazioni del progetto su scala nazionale, con l’obiettivo di trasformare l’educazione in un vero strumento di cittadinanza attiva, replicabile in molte realtà scolastiche.  “Siamo orgogliosi di aver supportato questo progetto innovativo che dimostra quanto sia fondamentale utilizzare metodologie moderne, come la realtà virtuale, per sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della coesione sociale e dell'inclusione", ha dichiarato Riccardo Capecchi, presidente di Fondazione Lottomatica.  “L'adozione di tecnologie coinvolgenti -ha continuato- ci consente di avvicinarci al linguaggio dei più giovani, rendendo l’esperienza educativa più efficace nel trasmettere messaggi importanti.Investire in iniziative educative che promuovono l'apertura e la valorizzazione della diversità e contrastano i pregiudizi è una delle priorità della nostra Fondazione.

Crediamo fermamente che l'educazione sia uno strumento potente per costruire una società più giusta e solidale”.  "Questa ricerca-intervento, supportata dalla Fondazione Lottomatica, dimostra come l’integrazione di metodologie interdisciplinari, fondate su un approccio psicosociale ed educativo e supportate dalle più recenti evidenze scientifiche, possano favorire la coesione sociale e di conseguenza contrastare le discriminazioni etniche tra gli adolescenti", ha affermato Angelo Panno, coordinatore del corso di laurea magistrale in psicologia in Uer.  "Questo risultato assume un valore ancora maggiore, dal momento che si è sviluppato all’interno di un contesto estremamente significativo per la crescita degli adolescenti, ossia la scuola.L’impiego della Realtà Virtuale, della mindfulness e di attività partecipative ha favorito un senso di appartenenza e coesione, rafforzando l’apertura degli studenti verso la diversità.

Il sostegno della Fondazione Lottomatica è stato fondamentale non solo per realizzare un intervento di rilievo per il mondo scolastico, ma anche per sostenere una giovane ricercatrice nel suo percorso professionale.Potremmo affermare che investire nella ricerca vuol dire promuovere il progresso scientifico e dare fiducia alle nuove generazioni, offrendo loro l’opportunità di sviluppare e applicare conoscenze che possano generare un impatto concreto sulla società", ha concluso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gerry Scotti cade dalle scale di Striscia la notizia: il video virale

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(Adnkronos) – Un ritorno col botto, quello di Gerry Scotti alla conduzione di Striscia la notizia.Il conduttore del tg satirico ha fatto il suo ingresso in studio precipitando dalle scale, dando vita a una gag che ha fatto il giro dei social.   Gerry Scotti è tornato alla conduzione di Striscia la Notizia insieme a Michelle Hunziker. "E allora signori e signore…

buonasera!", ha detto il conduttore prima di scivolare dalle scale dello studio.Scotti è rotolato fino ai piedi del famoso bancone.

Michelle Hunziker si è avvicinata subito per aiutarlo: "Ma lo sai che stai da dio", ha detto la conduttrice notando i capelli disordinati di Gerry Scotti.  Il video è stato postato sulla pagina ufficiale del tg satirico: "Un ritorno col botto", si legge a corredo.Un chiaro riferimento alla gag organizzata in precedenza per un ingresso trionfale e un ritorno alla conduzione indimenticabile.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Berrettini-De Minaur al Miami Open: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – La ripresa di Matteo Berrettini passa per Miami.Oggi, martedì 25 marzo, l'azzurro affronta il numero 11 del ranking Alex De Minaur agli ottavi del Masters 1000 californiano.

Per il tennista romano, reduce dal successo in due set (6-4 6-4) contro Bergs, è il primo ottavo in un Masters 1000 da Monte Carlo 2023.  La sfida tra Berrettini e de Minaur agli ottavi di finale del Masters 1000 di Miami è in programma come quarto match di giornata sul Grandstand e inizierà non prima delle 21.I precedenti tra l'azzurro e l'australiano raccontano un 2-2: Matteo ha vinto sull'erba del Queen's nel 2021 e poi a Wimbledon nel 2023.

De Minaur ha invece avuto la meglio nel 2017, nel primo confronto a livello Challenger, e poi in Atp Cup nel 2022.  Il match tra Berrettini e de Minaur sarà trasmesso in diretta sui canali di Sky Sport.Sky Sport Uno e Sky Sport Tennis saranno i canali di riferimento, ma la sfida sarà visibile anche in streaming su Sky Go e Now.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Miami, De Minaur batte Fonseca e ‘sfotte’ il pubblico: “Rio Open”

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(Adnkronos) – Alex De Minaur ha battuto il baby fenomeno Joao Fonseca al Masters 1000 di Miami.A far parlare in queste ore però non è tanto il risultato, ma il comportamento sugli spalti dei tanti tifosi brasiliani accorsi all'Hard Rock Stadium per sostenere il tennista verdeoro.

Per tutta la durata del match, terminato in tre set con l'australiano che si è imposto con il punteggio di 5-7, 7-5, 6-3, il tifo sudamericano è stato incessante, tanto da 'infastidire' De Minaur. Il tennista aussie, a fine partita, ha ironizzato con il tradizionale messaggio scritto sulla telecamera: "Rio Open" e una faccina che sorride.Due semplici parole con cui De Minaur voleva far capire che sembrava di stare in Brasile, non negli Stati Uniti.

Il numero 11 del mondo ha poi spiegato il suo pensiero con un post sui propri canali social: "Qui si diffonde solo amore!", ha scritto De Minaur", "probabilmente una delle atmosfere più rumorose in cui ho mai giocato, mi sono goduto la battaglia.Sono qui per fare i complimenti allo straordinario supporto che Joao ha qui a Miami.

Buonanotte a tutti". Un modo per allentare la tensione che si era creata dopo la partita, e che ha trovato la sponda di Boris Becker: "Il tennis ha bisogno di giocatori che attirino la folla e creino un'atmosfera come abbiamo visto quando gioca Fonseca", ha scritto l'ex tennista rispondendo su X a un utente che si lamentava del tifo verdeoro, "non era contro De Minaur ma per il giovane ragazzo brasiliano".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute: neurologo Villani: “Con epilessie rare disturbi cognitivi e comportamentali”

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(Adnkronos) – "L'esordio delle epilessie rare e complesse è molto precoce, soprattutto in età infantile, e nella stragrande maggioranza dei casi sono epilessie che rispondono poco ai trattamenti farmacologici.Si caratterizzano anche per la presenza di altri disturbi di tipo cognitivo e comportamentale.

La disabilità cognitiva è sicuramente una delle componenti fondamentali di queste malattie.Ciò determina tutta una serie di problematiche dal punto di vista diagnostico e terapeutico".

Lo ha detto Flavio Villani, direttore dell'Unità operativa di Neurofisiopatologia e Centro epilessia dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, intervendo oggi a Roma all'incontro 'Oltre l'epilessia: le sfide delle epilessie rare e complesse', con esperti, istituzioni e rappresentanti delle famiglie colpite da epilessie rare.  "Non è sufficiente il controllo delle crisi, ammesso che si riesca a raggiungerlo, ma è necessario anche avere un approccio su questi altri disturbi cognitivi comportamentali – aggiunge Villani – Purtroppo, non ci sono farmaci che agiscano su forme di epilessie gravi, severe, associate anche a disturbi del neuro-sviluppo". Come spiega l'esperto, "il miglior controllo delle crisi epilettiche comporta anche un miglioramento dei disturbi correlati alle crisi stesse.Ormai è ben noto che l'impatto di queste componenti più psichiche e cognitive è preponderante sulla qualità della vita, cioè tanto maggiori sono i disturbi cognitivi e i disturbi comportamentali associati, tanto minore è la qualità della vita dei pazienti e delle famiglie.

Per questo motivo è necessario che gli specialisti (neurologo, epilettologo, psichiatra, neuropsichiatra infantile), dialoghino fra di loro per cercare di gestire al meglio la malattia".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)