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Juve Stabia, donati 30 accessi gratuiti al “Menti” ai meno abbienti

Juve Stabia, donati 30 accessi gratuiti al “Menti” alle famiglie meno abbienti della città: confermata la nostra indiscrezione di qualche giorno fa

Juve Stabia, donati 30 accessi gratuiti al “Menti” ai meno abbienti

Le dichiarazioni rilasciate dal patron Franco Manniello e dal presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, in occasione della conferenza stampa di presentazione della Partita Solidale, circa la possibilità di regalare un quantitativo di abbonamenti alle famiglie meno abbienti della città di Castellammare hanno trovato conferma oggi attraverso un comunicato ufficiale diffuso dalla S.S. Juve Stabia in cui viene confermato che 30 abbonamenti saranno donati, in occasione dell’Epifania, alle famiglie più bisognose della nostra città.

Di seguito il comunicato ufficiale diffuso dall’Ufficio Stampa della società gialloblù al riguardo:

S.S. Juve Stabia, augurando una felice Epifania a tutti i suoi tifosi, ne approfitta per donare un dolce pensiero che va ad aggiungersi alle calze di alcuni di loro. Da sempre impegnati nelle attività sociali e nell’ottica della storica continuità del progetto solidale, nell’intento dichiarato di alimentarlo costantemente, il Presidente Andrea Langella e tutta la dirigenza della società gialloblù hanno deciso, d’intesa con il Sindaco della Città di Castellammare di Stabia, in vista dell’Epifania, di regalare l’accesso gratuito allo Stadio “Menti”, in occasione delle prossime gare casalinghe di campionato della Juve Stabia, a 30 famiglie meno abbienti, individuate dai referenti comunali.
La Juve Stabia è un patrimonio di tutti e rafforzare il legame con la Città delle Acque e con tutte le classi sociali costituisce una priorità ed un obiettivo che viene sempre tenuto in evidenza in ogni progetto e tipologia di azione. Regalare un sorriso e la possibilità di stare accanto ai propri colori del cuore è il nostro regalo più bello per questa Epifania, da condividere con gli Stabiesi che amano i nostri colori“. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

 

Juve Stabia, Alice Tonucci: Castellammare città ideale per noi! Con le Vespe amore a prima vista!

Riprende la rubrica di ViViCentro Wags Stabiesi tramite cui conosciamo meglio le compagne dei calciatori della Juve Stabia. Questa settimana protagonista è Alice Giacometti, moglie del difensore stabiese Denis Tonucci.

Ciao Alice, come vi siete conosciuti tu e Denis? Come nata la vostra storia? Io e Denis stiamo insieme da quando eravamo ragazzini! Finite le superiori abbiamo iniziato a convivere a Cesena e da lì abbiamo sempre girovagato insieme! Anche i nostri figli hanno sempre seguito il papà; la famiglia deve restare unita per stare bene! Io faccio la mamma e moglie a tempo pieno ma sono davvero felice della scelta che ho fatto!

L’arrivo di Denis ha dato esperienza e grinta alla difesa stabiese. Come è nata la trattativa con il club e quale è stata la vostra reazione quando è stato raggiunto l’accordo? Quando è arrivata la chiamata alla Juve Stabia è stato subito un grande amore. Denis era molto attratto dalla piazza.

Pur essendo un nuovo acquisto, Denis è già leader  della squadra. Come avete vissuto il difficile periodo iniziale della stagione, fortunatamente messo alle spalle? Denis è un ragazzo che non si abbatte mai, vede sempre il positivo in ogni situazione e ad ogni momento c’è una soluzione! Ha un modo di ragionare che gli dà grande forza, è uno dei suoi pregi più grandi.

Nonostante sia qui da pochi mesi, Denis è già amatissimo dai tifosi. Ti aspettavi che potesse conquistare la piazza così velocemente? Mio marito sa farsi volere bene! Scende in campo e cerca di dare sempre il 120 per cento.

Non è la vostra prima esperienza al Sud (Foggia e Bari prima di Castellammare). Quali sono le impressioni sulla nostra città? Questo è il nostro quinto anno al Sud!!! Ed è proprio vero… arrivi piangendo e poi non ne puoi fare a meno! Amiamo Castellammare! Nel nostro tempo libero veniamo spesso con i bambini e i cani a passeggiare al lungomare.

Come vi piace trascorrere il tempo libero? Avete avuto modo di scoprire le bellezze della Campania? La Campania è proprio bella! L’abbiamo girata un po’ ma ci vorrà ancora tempo ma quando possiamo esploriamo volentieri le varie città!

In campo Denis fa della carica e della “garra” le sue armi migliori. Fuori dal campo invece che tipo è? Quali sono i suoi pregi ed i suoi difetti? Anche a casa Denis è un lottatore! Mi aiuta tantissimo ed è un grande papà! Un po’ troppo precisino ma tanto presente e tanto generoso.

Proprio per il suo spirito coraggioso ed il suo look, noi abbiamo soprannominato Denis “Capitan Jack Sparrow”. Ha anche altri soprannomi che immortalano le sue qualità? Bellissimo il soprannome che gli avete dato?? Spesso in passato lo hanno soprannominato “Il guerriero”.

Che rapporto hai con le altre mogli e fidanzate? Siete unite come lo è la squadra? Siamo davvero una bella squadra! Si respira un’aria di familiarità! Stiamo spesso insieme e ci aiutiamo tanto tra noi.

Come sta Denis e che messaggio vuoi dedicargli ora che il campionato sta per ricominciare? Denis si sta riprendendo dall’infortunio. È stato un po’ lungo e sofferto ma per fortuna sta recuperando! Io, Swami e Elvis saremo sempre al suo fianco pronti per il suo ritorno in campo!!

E’ un Lorenzo da favola! Il Procida abbatte il Quartograd 3-2

PROMOZIONE – PROCIDA – QUARTOGRAD 3-2: I biancorossi superano la formazione flegrea con 3 reti del Costagliola. Ma che fatica “espugnare” lo Spinetti

Incredibile prima vittoria biancorossa allo Spinetti. I procidani, avanti con la punta al 15’, raddoppiano al minuto 65, ma si fanno rimontare da Lazzaro e Monda. Nel recupero il colpo di scena: prima Lamarra fa un miracolo su Monda, poi in contropiede la punta isolana mette a sedere mezza difesa ospite e segna mandando in visibilio i tifosi

Simone Vicidomini-Incredibile prima vittoria del Procida nel rinnovato Spinetti. La squadra di Giovanni Iovine batte 3-2 il Quartograd – grazi ad una splendida tripletta di Lorenzo Costagliola – al termine di una altalena di emozioni che ad un certo punto del match pareva non poter mai arrivare. Forse sul piano del gioco la formazione ospite non meritava di cadere, ma i procidani hanno dimostrato la grinta e la capacità di non arrendersi che erano mancate nell’ultima uscita casalinga con l’Ercolano, nell’ultima di andata. I biancorossi non sembrano ancora al top, ma vanno avanti al quarto d’ora, mentre il Quartograd sembra in grado di restare in partita. Nella ripresa, i procidani raddoppiano addirittura, ma nell’ultimo quarto d’ora del tempo regolamentare i flegrei pareggiano: prima Lazzaro approfitta di una uscita non ortodossa di Lamarra e poi Monda infilza il portiere di casa con un colpo di testa su piazzato. L’inerzia pare passata tutta dalla parte flegrea, infatti nel recupero Monda ha sulla testa anche il colpo del ko, ma Lamarra respinge e sul capovolgimento di fronte Lorenzo Costagliola si beve tutti gli avversari che gli si parano davanti mettendo dentro l’incredibile tris. Il Procida scavalca l’Ottaviano e passa al terzo posto, anche se la vetta era e resta troppo lontana.

LE FORMAZIONI – Il Procida è stato schierato da Giovanni Iovine con un 4-4-2 che ha visto Lamarra fra i pali, la linea difensiva formata da Gamba, Micallo, Russo e De Luise, quella di centrocampo da Costagliola A., Coppola D’Auria e Veneziano con Costagliola L. e Cibelli in avanti. Il Quartograd ha risposto con questo 11, mandato in campo da Vincenzo Longobardi: Cortese in porta più Di Costanzo, Tarasco, Cavaliere, Zaccariello, De Vivo, Torino, Tafuto, Monda, D’Amuri e Lazzaro.

LA PARTITA – I primi squilli sono degli ospiti, nei primi 10 minuti, ma Lamarra si fa trovare pronto. Poco dopo Lorenzo Costagliola, beccato da un improvviso lancio di Gamba, mette in rete ma è fermato per un fuorigioco che pareva non esserci. Passano un paio di minuti e lo stesso 18 procidano porta in vantaggio i suoi. Al 15’, pasticcio difensivo del Quartograd, Cibelli serve il compagno che batte il portiere in uscita. Poco dopo la mezz’ora, è Tony Costagliola a fallire una buona opportunità da posizione defilata.
Nella ripresa, pronti via ed il Procida fallisce una grossa occasione da gol: Cibelli, servito sul filo del fuorigioco, cerca di scavalcare Cortese con un morbido pallonetto ma non ci riesce. Poco dopo, Di Costanzo ci prova di fuori, ma debolmente. Al 52’, Micallo calcia da fuori, Cortese non trattiene e Lorenzo Costagliola mette in rete, ma il guardalinee lo becca ancora in off side (dubbio). Al minuto 65’, il Procida raddoppia: azione in ripartenza con Cibelli che serve l’accorrente De Luise, sul cui cross basso di fa trovare pronto Lorenzo Costagliola che fulmina Cortese di piatto. Proteste ospiti per una presunta irregolarità (o i padroni di casa non hanno buttato fuori il pallone con un avversario a terra). Al minuto 77 Lazzaro accorcia le distanze: lungo lancio per l’11 ospite, Lamarra esce male e da posizione defilata il flegreo mette dentro a porta vuota. All’83’, contro piede Cibelli-Lorenzo Costagliola, tiro dal limite del secondo deviato in corner. Al minuto 89, il Quartograd pareggia: punizione dalla tre quarti di Tafuto, colpo di testa di Monda che beffa Lamarra. Al 92’, gli ospiti sfiorano il clamoroso vantaggio con Monda che si fa parare un colpo di testa a botta sicura da Lamarra. Sul capovolgimento di fronte, ovvero 15 secondi dopo, Lorenzo Costagliola è lanciato in contropiede, salta un paio di avversari e mette dentro il clamoroso 3-2 finale.

PROCIDA     3
QUARTOGRAD       2

PROCIDA: Lamarra, Gamba, De Luise, Coppola, Micallo, Russo, D’Auria (67’ Mammalella), Veneziano, Costagliola L., Costagliola A. (87’ Mazzella), Cibelli (84’ Vanzanella). A disposizione: Gadaleta, Calise D., Pisano, Ambrosino D., Ambrosino S., Calise G.. All.: Giovanni Iovine

QUARTOGRAD: Cortese, Di Costanzo (70’ Della Monaco), Tarasco, Cavaliere (78’ Napolitano), Zaccariello, De Vivo, Torino (57’ Shassah), Tafuto, Monda, D’Amuri (67’ Gaveglia), Lazzaro. A disposizione: Nacci, Tedesco, Spada, Sorrentino, Palumbo. All.: Vincenzo Longobardi

Arbitro: Mauro Di Martino della sezione di Castellammare di Stabia (Assistenti: Carlo D’Alfiero e Carmine Caso di Frattamaggiore)

Reti: 15’, 65’ e 90’+2 Costagliola L. (P), 78’ Lazzaro (Q), 89’ Monda (Q)

Ammoniti: D’Auria, Coppola, Cibelli (P), Monda, Torino, D’Amuri (Q)

Tindaro Bisazza: Un Gigante Buono Scomparso Nel Nulla (M. Lo Piano)

Sono passati quasi 7 anni dal momento in cui Tindaro Bisazza, considerato da molti un gigante buono, è scomparso nel nulla.

Tindaro Bisazza : Un Gigante Buono Scomparso Nel Nulla (Mauro Lo Piano)

Quattro giorni dopo essere stato ricoverato in una casa di cura per malattie mentali a Castanea Delle Furie, piccola frazione a ridosso della Città di Messina, il giorno 8 Aprile del 2013, verso le 4 del mattino si è allontanato dalla struttura sanitaria.

Il ricovero era stato necessario perché aveva avuto problemi a livello mentale, per lunghi mesi era stato sottoposto a cure specifiche. A causa dei tanti farmaci che giornalmente gli venivano somministrati, viveva in uno stato confusionale, per dirla in breve, non era in grado di autogestirsi.

Nell’immediatezza della scomparsa erano state fatte ricerche intorno a tutto il comprensorio, il volto dello scomparso era stato postato sui giornali, le televisioni locali ne avevano parlato, il caso era stato trattato da Rai 3 su “Chi l’ha visto”.

La sorella dello scomparso aveva affisso personalmente le foto del fratello nelle principali Città siciliane, nelle piazze, nei bar, in tanti esercizi commerciali di tanti piccoli paesi dell’entroterra siciliano, tutto inutile, nessuna segnalazione era pervenuta ai familiari.

Agata, ancor oggi non sa darsi pace, è convinta che non sia stato fatto tutto il possibile per ritrovarlo, ha cercato in tutti questi anni di tenere accessi i riflettori sul caso, con la speranza che non cadesse nel dimenticatoio.

Una cosa sarebbe certa, Tindaro una volta allontanatosi dalla casa di cura, non sarebbe stato in grado di ritornare sui suoi passi. Il pericolo maggiore sarebbero stati i numerosi dirupi che erano a poche centinaia di metri dalla struttura sanitaria, non sarebbe improbabile che possa essere precipitato in qualche burrone.

Ora, a distanza di anni, Agata chiederà ancora una volta alle Autorità competenti che vengano riprese le ricerche, ricontrollate le zone impervie a ridosso della struttura, magari con l’ausilio dei cani molecolari, con mezzi più sofisticati.

In merito alla triste vicenda desidero aprire una parentesi :

Conoscevo personalmente Tindaro, veniva spesso nel mio studio di Analisi Cliniche a farsi controllare, era affettuoso, mite, ossequioso, una vera persona per bene.

Più volte abbiamo fatto colazione assieme, nonostante i suoi problemi era un piacere stare in sua compagnia, un gigante buono che non dava fastidio a nessuno.

Agata si chiede, se fosse scomparso un familiare di qualche persona altolocata, le ricerche si sarebbero protratte per un tempo molto più lungo? Certamente la risposta sarebbe stata positiva, solo che come spesso accade, non tutti i cittadini hanno la stessa valenza.

Tindaro Bisazza: Un Gigante Buono Scomparso Nel Nulla / Mauro Lo Piano

Deputati Cinque Stelle ricorrono al Tar contro il Governo Regionale di centrodestra

I deputati siciliani del M5S: Luigi Sunseri, Ketty Damante e Nuccio Di Paola, hanno agito al Tar contro la Giunta Musumeci per spostamento di fondi.

I deputati regionali del M5S Luigi Sunseri, Ketty Damante e Nuccio Di Paola hanno depositato ricorso al Tar contro la delibera della giunta Musumeci (389 dell’1 novembre 2019 – FSC 2014/2020 Patto per lo sviluppo della Regione siciliana) che avrebbe distratto circa 50 milioni di euro, inizialmente destinati alle aree in crisi di Termini Imerese e Gela, verso altri territori dell’isola.

Ci eravamo occupati in un articolo “8 Novembre 2019 Gela e Termini Imerese perdono i finanziamenti a favore di Catania” di questo spostamento di fondi, da Termini Imerese e Gela, verso Catania, la città dell’attuale Presidente della Regione Nello Musumeci.

Ho presentato scrive sulla propria pagina Facebook il deputato regionale pentastellato Luigi Sunseri ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo regionale per la Sicilia) contro il Governo Musumeci e la delibera (illegittima!) che scippa 50 milioni di euro a due delle città che più stanno soffrendo la crisi economica: Termini Imerese e Gela. 100mila siciliani trattati come bestie a cui togliere anche gli ultimi sospiri. Ma hanno, ovviamente, fatto male i conti. In qualità di cittadino, deputato e commissario della commissione bilancio dopo aver inviato nota ufficiale al Presidente della Regione Nello Musumeci, all’Assessore per l’Economia Gaetano Armao, all’Assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano, e al Ragioniere Generale Bologna e aver fatto convocare una commissione bilancio urgente sul tema ho deciso di presentare ricorso al TAR. Richiedendo la revoca della delibera di giunta in questione, perché palesemente contra legem. Pensano di poter fare quello che vogliono, ma capiranno che non è così. Migliaia e migliaia di siciliani che vivono in aree di crisi complessa, e che subiscono un sopruso da parte di incapaci, meritano il massimo impegno. La delibera è chiaramente illegittima, oltre che moralmente vergognosa. Ma adesso toccherà a un tribunale dirlo. Il ricorso è stato cofirmato dai colleghi di Gela Ketty Damante e Nuccio Di Paola”.

Attendiamo la decisione del Tar. Nell’immagine di copertina, Palazzo d’Orleans a Palermo, una costruzione settecentesca sede della Presidenza della Regione Siciliana. A destra in basso nell’immagine, il deputato Luigi Sunseri ricorrente al Tar contro la Giunta Regionale.

Adduso Sebastiano

Il Lacco Ameno passa sulla Puteolana Filosa e Matarese aprono bene il 2020

PROMOZIONE – PUTEOLANA 1909 – LACCO AMENO 0-3: Ottima prova dei lacchesi che aprono l’anno nuovo come avevano chiuso il vecchio

Una rete del classe 2000 in avvio di ripresa ed una doppietta del compagno (13 gol stagionali, e 11° assist di Cantelli!) hanno dato il largo successo agli uomini di Iervolino, che attendono ancora il verdetto del ricorso contro il Santa Maria e che intanto strizzano l’occhio alla zona alta della classifica

Simone Vicidomini-Il Lacco Ameno inizia come meglio non si poteva il suo anno nuovo ed il girone di ritorno. La squadra allenata da Angelo Iervolino ottiene la seconda vittoria consecutiva in trasferta, battendo con un secco 3-0 la Puteolana 1909 ultima in classifica. I rossoneri, giunti all’appuntamento (al Simpatia di Pianura) con qualche defezione di troppo (rinviato il debutto dell’ultimo arrivato Errichiello), sono passati nella ripresa, grazie alla seconda rete in campionato di Filosa ed alla doppietta di Matarese, che con 13 segnature stagionali si conferma il miglior bomber dei lacchesi. Puteolana bene solo nella primissima fase della partita, poi il Lacco Ameno ha preso in mano le redini del gioco e nella ripresa – nonostante le intimidazioni dei locali – non ha dato scampo all’avversaria. Ottima la prova dell’asse Mattera-Cantelli (il funambolo è giunto all’11° assist stagionale!), come quella di Matarese, che ultimamente non è una novità.

LA PARTITA – Il Lacco Ameno ha dovuto rinunciare a Montagnaro ed Errichiello (infortunati) e Tessitore (squalificato). Mister Angelo Iervolino ha mandato Savio in panchina nonostante non potesse scendere in campo (problemi ad una caviglia) ed ha schierato i suoi con questi 11: Mazzella fra i pali, la linea difensiva  formata da Capuano, Monti, Muscariello e Mattera, quella di centrocampo da Iacono e Barile, con Cantelli, Iovene e Filosa dietro Matarese in avanti.
La Puteolana 1909 è stata mandata in campo dal tecnico Franscesco Di Meo con questo 11: Savastano in porta più Caputo M., Buonfino, Coppola, Trincone, Esposito, Carandente, Cangiano, Riccio, Idigbogu e Broscritto.

LA PARTITA – La partita inizia con una grande pressione dei padroni di casa, ma le occasioni sono una per parte. Prima un tiro da fuori di Carandente ha colpito il palo esterno e poi il Lacco Ameno ha risposto con un’azione sull’asse Cantelli-Filosa. Nella prima frazione, poi non ci sono state altre occasioni, anche se gli ospiti hanno tenuto di più palla nella seconda fase della frazione. Nella ripresa, il Lacco Ameno parte meglio e passa in vantaggio con Filosa: azione sulla destra del classe 2000 in combinazione con Iovine, che lo serve sull’esterno, lui rientra ed insacca nel sette opposto al 52’. I rossoneri non si sono fermati ed hanno raddoppiato con Matarese su calcio di rigore. Al 68’, Filosa scatta sulla destra, crossa ed un difensore ha colpito la sfera con un braccio obbligando l’arbitro a decretare il penalty. Il tris ospite, ancora con Matarese, è arrivato poco dopo (72’): Cantelli, servito da Mattera, va sul fondo e mette per l’accorrente compagno che non sbaglia. La Puteolana, in pratica, non ha avuto occasioni.

PUTEOLANA 1909  0
LACCO AMENO     3

PUTEOLANA 1909: Savastano, Caputo M., Buonfino, Coppola, Trincone, Esposito, Carandente, Cangiano, Riccio, Idigbogu, Broscritto. A disposizione: Aldorisio, Patano, Hellini, Caputo A., Salvati, Bronfino, Sardo. All.: Francesco Di Meo

LACCO AMENO: Mazzella, Capuano, Mattera, Muscariello, Iacono, Monti, Cantelli, Barile, Matarese, Iovene, Filosa. A disposizione: Zabatta, Dinu, Amendola, Romano, Barr, Lombardi, Palomba, Calise, Savio. All.: Angelo Iervolino

Arbitro: Giuseppe Magnifico della sezione di Caserta (Assistenti: Pasquale Di Matteo di Napoli e Stefano Borriello di Ercolano)

Reti: 52’ Filosa (LA), 68’ rig. e 72’ Matarese (LA)

Ammoniti: Esposito, Carandente, Patano, Coppola, Idigbogu (P), Barile, Capuano (LA)

Il Casoria espugna Barano, decide un gol di Napolitano nella ripresa

ECCELLENZA- BARANO- CASORIA 0-1: Gli aquilotti vengono sconfitti di misura da una rete dell’ex Procida entrato nel secondo tempo

Una sconfitta che sicuramente lascia l’amaro in bocca ma che rispecchia la classifica attuale. I bianconeri dovranno cercare di cambiare subito marcia,cercando di incanalare un filotto di risultati positivi per cercare di restare aggrappate al treno della salvezza diretta

Simone Vicidomini– Inizia con una sconfitta il 2020 per il Barano. Gli aquilotti vengono superati di misura per 1-0 al Don Luigi Di Iorio contro il Casoria,degli ex Cirelli e Guidone. Se il 2019 si era chiuso con una vittoria importantissima che valeva il doppio contro la Mariglianese,l’anno nuovo inizia forse nel maniera più brutta. Una sconfitta che sicuramente lascia l’amaro in bocca ma che rispecchia la classifica attuale. I bianconeri dovranno cercare di cambiare subito marcia,cercando di incanalare un filotto di risultati positivi per cercare di restare aggrappate al treno della salvezza diretta. Dopo una prima frazione di gioco terminata sullo 0-0, che ha visto le due squadre annullarsi nella propria metà campo,la ripresa è stata molto più pimpante. Nel primo tempo c’è da segnalare soltanto due conclusioni dalla distanza ,una per parte: prima con Oratore e poi quella di Ferrara. L’unica nota negativa purtroppo è stato l’infortunio del bomber Oratore che alla mezz’ora di gioco ha chiesto il cambio per un problema al ginocchio (si sospetta una rottura) con la speranza che non sia nulla di grave,anche perché sarebbe una perdita davvero importante per la squadra di Gianni Di Meglio. Il Casoria nella ripresa è passato ad un 4-2-4 con l’ingresso in campo di Napolitano e Vitale. Proprio l’ex Procida è stato a timbrare il gol ,con una conclusione potente dal limite,che ha permesso ai viola di espugnare l’isola regalando i tre punti. Il Barano ha provato a reagire,dove ha avuto anche l’occasione per pareggiare i conti con Arcamone che però da due passi si è fatto respingere per poi nel finale giocarsi il tutto per con un 4-2-4 ma senza creare alcuna occasione. Tuttavia agli aquilotti è mancata la stoccata vincente sotto porta,forse quel pizzico di esperienza in più dove avrebbero potuto raccogliere almeno un punto. Nel prossimo turno il Barano sarà di scena a Casal Di Principe contro l’Albanova.

LE FORMAZIONI- Il Barano ha dovuto rinunciare per squalifica a De Simone (tre turni di stop). Solo panchina per i nuovi acquisti Sburlino e Parisi. Gli aquilotti sono stati schierati in campo da Gianni Di Meglio (squalificato) con un 4-3-3 che ha visto Di Chiara a difesa della porta,la linea difensiva formata da Cuomo,Capuano,Terracciano e Manieri, il centrocampo con Scritturale,Di Spigna e Conte in avanti Oratore al centro dell’attacco con Selva e D’Antonio sulle fasce. Sul fronte opposto il Casoria è stato schierato in campo da De Michele con un 4-3-3 con Maiellaro tra i pali,la linea difensiva con Russo,Ferrara,Diana e Finizio,il centrocampo con D’Avolio,Sannino (ex Real Forio) e Carponi in avanti Gioelli al centro con Cirelli e Guidone ai lati (ex Barano entrambi).

Barano-Casoria 0-1

EQUILIBRIO IN CAMPO- Il primo squillo del match è dei padroni di casa al 6’ minuto,lancio lungo di Terracciano dalle retrovie, spizzata di testa dal limite che trova Oratore,conclusione potente di un soffio fuori alla destra del palo. Con il passare dei minuti le due squadre si annullano nella propria metà campo,creando zero occasioni da gol. Alla mezz’ora di gioco,si fa vedere il Casoria con un tiro di Ferrara dalla distanza. Dopo poco Oratore richiama la panchina e chiede il cambio(problema al ginocchio) al suo posto Arcamone. Non accade più nulla. La prima frazione di gioco termina sul risultato di 0-0.

NAPOLITANO GOL VITTORIA- La ripresa si apre con un doppio cambio tra le file del Casoria: fuori Sannino e Carponi e dentro Napolitano e Vitale. Al 57’ minuto,arriva il gol degli ospiti: azione insistita di Guidone sull’out di sinistra che resiste alla carica di due avversari,cross basso che attraversa tutta l’area di rigore,respinta corta e dal limite dell’area arriva Napolitano che lascia partire un missile terra-area con la sfera che si insacca in rete dove Di Chiara non può far nulla. Al 61’ minuto,ci provano ancora gli ospiti con Gioielli,conclusione insidiosa sul versante destro che termina a lato. Al 60’ minuto, inizia la girandola di cambi tra le due squadre,per il Barano entra Sirabella al posto di Spigna con Conte che si posizione in mediana. Per il Casoria esce Cirelli ed entra Esposito,con i viola che passano ad un 5-3-2. Al 68’ minuto,Gioielli riceve palla dal limite,controlla ed illude un avversario e tenta il tiro a giro,tentativo di poco fuori. Al 73’ occasione ghiotta per il Barano di pareggiare i conti: azione insistita sull’out di sinistra con il pallone che arriva in area di rigore ad Arcamone che da sette metri,decide di stoppare e poi tirare consentendo a Maiellaro di respingere il suo tentativo. (Incredibile palla gol sciupata) Al 79’ minuto, sale in cattedra ancora una volta Gioielli,conclusione velenosa sul versante destro. Gianni Di Meglio da indicazioni al suo secondo Mennella in panchina e decide di giocarsi il tutto per tutto facendo entrare anche Pesce,schierandosi con un 4-2-4. I bianconeri infatti iniziano a giocare con lancia lunghi,cross e traversoni cercando la spizzata vincente. Nel finale dei cinque minuti di recupero, Pesce viene atterrato da un difensore viola in area di rigore,ma il direttore di gara lascia giocare. La gara termina così sul risultato di 0-1 per il Casoria.

BARANO 0

CASORIA 1

BARANO:Di Chiara,Cuomo,Manieri,Conte,Capuano,Terracciano,Scritturale(74’Sburlino),Di Spigna(60’Sirabella)Oratore(31’Arcamone)D’Antonio(66’Castaldi)Selva(81’Pesce).A disp.:Arcamone,Ruffo,Pascarella,Parisi. All. Ciro Mennella

CASORIA:Maiellaro,Ferrara,Russo,Sannino(45’Napolitano)Finizio,Diana(75’ Di Benedetto) Guidone,Avolio,Cirelli(62’Esposito)Gioielli,Carponi(45’Vitale).A disp.:Capasso,Cioffi,D’Anna,Conte,Picardi.All. Ivan De Michele

Arbitro:Sabatino Ambrosino della sezione di Nola (Ass.:Gennaro Pollaro di Napoli e Alfonso Riccardo di Nola)

Reti: 58’ Napolitano

Ammoniti: Selva (B) Sannino(C)

Recupero: 1’p.t- 5’s.t

Calci d’angolo:5-4

Juve Stabia, le vacanze delle Vespe in giro per il mondo

Archiviata la prima parte della stagione, la Juve Stabia si gode qualche giorno di relax. I calciatori gialloblu riprenderanno gli allenamenti il 9 gennaio: proseguono le vacanze in giro per il mondo delle Vespe.

Ancora qualche giorno di riposo per Fabio Caserta ed i suoi ragazzi. Il girone di andata, chiuso con 10 punti raccolti nelle ultime quattro gare, ha permesso alla Juve Stabia di godersi una fine ed un inizio d’anno di serenità. Diverse le mete scelte dalle Vespe per godersi appieno la sosta invernale, che per i gialloblu terminerà giovedì 9 gennaio quando ricominceranno gli allenamenti in vista della sfida all’Empoli del 18 gennaio.

Vicini non solo in campo ma anche in vacanza Nicholas Allievi e Giacomo Calò, che hanno scelto di visitare New York insieme alle rispettive compagne Michela e Cler. Relax all’estero anche per Alessandro Mallamo e la fidanzata, che hanno trascorso la fine d’anno nella sempre bellissima Londra. Spiaggia e sole invece la scelta di Max Carlini: in attesa che si delinei il suo futuro, il Conte sta trascorrendo insieme alla moglie Cristina, in dolce attesa, ed al piccolo Massimo qualche giorno a Sharm el Sheikh. Ritorno a casa, in Ghana, per Bright Addae che ha approfittato della sosta per rafforzare la sua fondazione, da anni impegnata in attività di beneficenza in Ghana: in tenuta gialloblu il centrocampista si è cimentato in mini tornei calcistici dal fine solidale. Parigi la destinazione verso cui è volato invece Mariano Izco con moglie e figli.

Vacanze italiane invece per molti altri gialloblu, in primis Fabio Caserta, tornato nella sua Reggio Calabria. Soggiorno a Venezia molto intenso per Alessandro Mastalli, che nello scenario della città veneta ha chiesto alla compagna Margherita di sposarlo. Relax comune anche per Francesco Forte e Fabrizio Melara, romani doc che proprio nella capitale stanno trascorrendo, incontrandosi, le rispettive ferie. A Roma anche Luca Germoni. Neve invece per Simone Calvano che a Bormio insieme alla fidanzata Laura non si ferma nemmeno in vacanza, e prosegue in piscina la riabilitazione post intervento chirurgico al ginocchio.

Juve Stabia, rese note alcune cessioni per il Settore Giovanile

Juve Stabia, rese note alcune cessioni per il Settore Giovanile: si tratta di un classe 2001 e di quattro classe 2002. Il comunicato della società

Juve Stabia, rese note alcune cessioni per il settore giovanile

Tempo di calciomercato anche per il Settore Giovanile della Juve Stabia. Attraverso un comunicato ufficiale sono state rese note quattro operazioni di cessione, con la formula del prestito, riguardanti un classe 2001 e quattro classe 2002. Si tratta di Mattia Miccio, difensore centrale classe 2002, che passa al Sorrento; Carmine Del Negro, attaccante classe 2001, che viene ceduto all’Agropoli; Claudio Casillo, portiere classe 2002, che passa al Savoia; Raffaele Chierchia, difensore classe 2002, che passa al Poggiomarino e infine Andrea Pascale, attaccante classe 2002, che passa al Poli Puglianello.

Di seguito il comunicato ufficiale della Juve Stabia:

Rendiamo noto che sono stati raggiunti gli accordi per la cessione, con la formula del prestito, dei seguenti calciatori del nostro Settore giovanile:

1. Mattia Miccio difensore centrale classe 2002 al Sorrento;

2. Carmine Del Negro attaccante classe 2001 all’Agropoli;

3.Claudio Casillo portiere classe 2002 al Savoia;

4. Raffaele Chierchia difensore classe 2002 al Poggiomarino;

5. Andrea Pascale attaccante classe 2002 alla Poli Puglianello.

Ai giovani calciatori va il nostro ringraziamento per quanto fatto con le vespe e un in bocca al lupo per la nuova avventura.

S.S. Juve Stabia”. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

Nola, arrestati tre minorenni per il tentato omicidio

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I tre avevano tentato di accoltellare un ragazzi di 14 anni nel parcheggio del centro commerciale “Vulcano Buono”

I Carabinieri della Stazione di Nola hanno dato esecuzione alle misure della custodia cautelare in Istituto penale per minorenni, emesse dal GIP del Tribunale per i minorenni di Napoli l, nei confronti di tre ragazzi, di cui due 15enni e un 16enne, ritenuti responsabili del reato di tentato omicidio in concorso ai danni di un ragazzo di 14 anni accoltellato nel parcheggio del centro commerciale “Vulcano Buono” di Nola la sera dello scorso 8 dicembre.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Napoli e condotte dai Carabinieri della Stazione di Nola, hanno permesso di identificare compiutamente tutti gli aggressori e di appurare che l’aggressione traeva origine da futili motivi. In particolare, i carabinieri di Nola, attraverso un’accurata e tempestiva ricostruzione della vicenda avvenuta con l’escussione di numerosi minori, loro familiari e persone informate sui fatti, hanno accertato che mentre il giovane – la vittima – si trovava presso la pista di pattinaggio del centro commerciale insieme ad un’amica, dopo essere stato verbalmente infastidito e provocato da un aggressivo gruppo di coetanei di età compresa tra i 12 ed i 16 anni, decideva di allontanarsi all’esterno del centro commerciale.

Nonostante che il ragazzo si fosse allontanato per sottrarsi alle immotivate angherie del gruppo, gli aggressori lo hanno seguito all’esterno e lo hanno colpito con calci e pugni, percuotendolo al capo con un manganello e ferendolo all’addome con una coltellata. Il giovane dapprima è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Nola, poi – a causa delle gravi condizioni di salute – trasferito in prognosi riservata presso l’ospedale “Cardarelli” di Napoli, dove veniva sottoposto a successivo intervento chirurgico.

Torre Annunziata, spari contro un negozio: allarme racket

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Paura in città: spari contro la saracinesca di un negozio

Torre Annunziata, allarme racket in città. Sei colpi di pistola sono stati sparati contro la saracinesca di un negozio di elettronica e videogiochi in corso Vittorio Emanuele. E’ così che hanno inaugurato il nuovo anno i proprietari dell’attività commerciale, che il 31 dicembre sera avevano chiuso il negozio alle ore 18, per poi ritrovare il 2 gennaio, giorno della riapertura, i fori di 6 proietti conficcati nella saracinesca.

Sulla vicenda stanno investigando i carabinieri della stazione di Torre Annunziata, guidati dal maresciallo Egidio Valcaccia, i quali hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza per comprendere la dinamica dell’accaduto e per ricostruire la vicenda. La pista più temuta è quella di stampo intimidatorio da parte della camorra locale, ma nulla verrà escluso. nemmeno l’ipotesi che gli spari siano associabili ai festeggiamenti del Capodanno.

Certo è che nella seconda metà del 2019, episodi di questo genere hanno seminato il panico tra le attività commerciali di Torre Annunziata, ecco perchè l’ipotesi racket sembra quella più possibile. Certo è che nella seconda metà del 2019, episodi di questo genere hanno seminato il panico tra le attività commerciali di Torre Annunziata, ecco perchè l’ipotesi racket sembra quella più possibile. b 

 

San Giorgio a Cremano, bomba contro paninoteca: si indaga

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San Giorgio a Cremano, bomba contro paninoteca: si indaga

San Giorgio a Cremano, ancora tanta paura in città. Intorno alle 2:30 di questa notte è stata fatta esplodere davanti ad una paninoteca, una bomba carta che ha danneggiato l’ingresso dell’attività commerciale situata all’angolo tra piazza Giordano Bruno e via Pittore. In base a quanto ricostruito, l’ordigno ha distrutto le vetrate della paninoteca, ma sono stati registrati dei danni anche all’interno del locale, dovuti allo scoppio della bomba.

Sul posto sono giunte repentinamente le forze dell’ordine e i vigili del fuoco: la loro azione ha permesso di mettere tutta la zona in sicurezza. In base ai rilievi della scientifica e alle telecamere di sorveglianza posizionate nella zona, potrebbe essere possibile avere degli indizi importanti per trovare i colpevoli.

Purtroppo non si tratta di un caso isolato, in quanto soltanto 7 giorni fa, nella notte del 28 dicembre, fu fatta esplodere un’altra bomba carta davanti alla vetrina della gioielleria Mariarosaria Esposito in corso Umberto I. Con molta probabilità si tratta di un’azione intimidatoria a sfondo camorristico, ma tutte le piste saranno vagliate dalle forze dell’ordine. Con molta probabilità si tratta di un’azione intimidatoria a sfondo camorristico, ma tutte le piste saranno vagliate dalle forze dell’ordine

 

Cancellava i debiti delle aziende. Sequestrati i suoi beni

Ha cancellato con un click i debiti con l’Inps di almeno tredici aziende. La Guardia di Finanza di Palermo gli ha sequestrato beni per oltre 200 mila euro.

L’ex funzionario dell’Inps cancellava con un clic i debiti previdenziali delle aziende “amiche”. I debiti sparivano e poteva essere rilasciato il Durc (Documento unico di regolarità contributiva).

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto emesso d’urgenza dall’A.G. inquirente, con il quale è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma di circa 223 mila, quale profitto dei reati di abuso d’ufficio, accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e frode informatica ipotizzati nei confronti dell’ex funzionario dell’INPS – Nicolò Ancona, palermitano, classe ’53.

Una preliminare indagine interna condotta dall’Ente aveva fatto emergere indici di anomalia nelle “lavorazioni” svolte dal funzionario, con conseguente segnalazione alla locale Procura della Repubblica. Le Fiamme Gialle palermitane, su delega dell’A.G., hanno conseguentemente svolto mirate indagini volte a verificare le attività compiute dal funzionario pubblico nel periodo tra il 2011 ed il 2015 su pratiche relative ad “abbandono e sospensione dei crediti previdenziali”.

Gli approfondimenti investigativi, svolti anche mediante indagini finanziarie, hanno consentito di rilevare condotte illecite poste in essere dal dipendente pubblico, il quale ha svolto una serie di “lavorazioni” anomale di pratiche relative ad “abbandono e sospensione di crediti previdenziali” nonché di “sgravi contributivi”, consentendo ad alcune aziende di ottenere indebiti benefici normativi e contributivi.

In particolare, Ancona, attraverso la variazione dei c.d. “codici stato di lavorazione” e bypassando la prevista autorizzazione del direttore di sede, ha alterato i fascicoli di 13 aziende, cancellando con motivazioni infondate e surrettizie i loro debiti previdenziali e determinando di fatto un ammanco nelle casse dell’INPS.

Ed è stato proprio l’utilizzo dei sistemi informatici al di fuori dei canoni e delle mansioni attribuite al dipendente che ha fatto scattare i controlli. Al termine delle indagini il Pubblico Ministero ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza, convalidato dal competente G.I.P., delle somme derivanti dai reati commessi, quantificate in euro 223.000, pari all’ammontare degli sgravi di cui le società avevano indebitamente giovato in danno dell’Ente pubblico.

I finanzieri, nel dare esecuzione al provvedimento, hanno sequestrato due immobili ubicati a Palermo, riconducibili all’indagato e di valore complessivo pari all’importo da sottoporre a vincolo reale.

Le indagini hanno fatto emergere versamenti in contanti “anomali” da parte di Ancona nei suoi conti corrente per 47 mila euro. Non basta, però. Gli accertamenti su questo fronte sono ancora in corso, così come quelli sui ripetuti contatti telefonici fra i titolari delle imprese e il funzionario.

Bisogna accertare le eventuali responsabilità, finora non emerse, tra gli altri, dei titolari di un’impresa di trasporto, una gelateria, un cinema, un ambulatorio di medicina specialistica, un asilo nido, un’agenzia di pratiche automobilistiche e una immobiliare, cooperative sociali.

Adduso Sebastiano

La decennale retorica dei discorsi di fine anno

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Fanno ormai tutti discorsi ampollosi ai concittadini, ma pressoché mai a chi, per legge, di fatto e da sempre, ha primarie responsabilità.

La retorica è l’arte di conquistare e persuadere mediante discorsi. E noi cittadini comuni, germogliati un po’ ovunque nei decenni con sermoni e monologhi a cominciare dalla scuola dell’obbligo e poi televisione, ne rimaniamo affascinati pure quando si replicano le analoghe ridondanze di sempre che però, abitudinari come siamo divenuti culturalmente, ci intriga anche sentire, seppure poi di fatto nella Penisola si cambia ogni cosa solo a parole mentre nel quotidiano niente muta nella sostanza. Come dire: nulla di nuovo sotto il sole mentre galleggiamo a vaniloqui in un mare oscuro. Fino a che dura.

In questo fine 2019 c’è stata l’inflazione dei discorsi, anzi sermoni. Prima era solo quello noto e solenne di fine d’anno del Quirinale nel quale si ripete il medesimo augurio di intenti propositivi e a cui segue l’altrettanta consueta lusinga delle trasversali pletore pubblico-politiche e anche di privati nonché dell’informazione assonante.

Da alcuni anni e particolarmente in quello trascorso, tanti emulatori si sono dati al discorso di fine anno.

In questa Nazione infatti, l’ipocrisia interiore seguita da retorica a buon mercato, sembra l’unico sintomo di decadenza umana che non risenta di alcuna crisi. Sicché pure i comuni cittadini, afferrati da una sorta di “delirio da palco”, si sono dati alle omelie di fine anno.

Tra le figure istituzionali sono comparsi nell’anno appena trascorso anche stucchevoli Presidenti di Regione, sindaci di Città metropolitane e Comuni. Le innumerevoli claque di opportunisti e allineati (uomini e donne) si sono subito dopo sbucciate le mani ad applaudire e riempire con complimenti le proprie bocche e pagine di articoli e commenti.

Di tutta evidenza, tali pianificati messaggi mediatici di fine anno giovano implicitamente soprattutto per rassicurare le corrispondenti corti sulla solidità del generale sghembo sistema, sul mantenimento del conclamato clientelismo, mercimonio, corruzione legalizzata, ingordigia, nepotismo, familismo e corporativismo, sulla sistematicità in questo dell’Amministrazione, sull’onnipotenza di propugnare e interpretare le leggi secondo convenienza, sulla continuità dell’estorsione fiscale e del debito pubblico, insomma sul seguitare dell’asservito potere costituzionale e democratico, pertanto che stando nel trasversale sistema si appartiene alle classi e livelli dominanti.

E seppure andasse male, alla fine comunque pagherebbero come sempre i buoi-cittadini e specialmente i contribuenti noti o con i beni alla luce del sole e dopo in mancanza anche i loro “vitelli” (figli).

D’altra parte, appare lampante, salvo per chi non può o non vuole vedere, che siffatti formali discorsi ufficiali, e non solo di fine anno, sono rivolti in modo diretto solo ai cittadini. Mentre, guarda caso, quasi mai ai Governanti, Parlamentari, Giudici, Boiardi, Burocrati, Direttori, Dirigenti, Amministratori di Enti vari quali Città Metropolitane, Comuni, Partecipate, ecc.

Sarebbero invece questi ultimi a cui si dovrebbero fare le prediche, nonché applicare pure seri ed efficaci controlli, pene e sanzioni in crescendo in proporzione all’incarico o titolo (ma quando mai).

Il cittadino a cui tutti si rivolgono al contrario non conta forzosamente quasi nulla in questa Democrazia, salvo quando fa la comparsa in ogni (apparente) suo autonomo pensiero oppure mette la pressoché vana X, relegato com’è per legge e sopravvivenza, ad obbedire al sistema, pagare il pizzo dei tributi per mantenere il sistema e poi al massimo muggire o anche fare flash mob ma sempre per sollazzo del sistema o di una parte di esso a seconda la convenienza politica del momento.

D’altronde, senza andare troppo nei meandri oscuri, imperscrutabili e complessi del sistema, si guardi semplicemente l’Albo pretorio del proprio Comune, oppure della rispettiva Città metropolitana e nel caso si trovi una delibera o una determina che non sembra chiara se non anche illecita, si provi civilmente a contestarla. Occorrono diverse migliaia di euro per le iniziali spese legali, poi alcuni anni da potere sprecare e tanta pazienza e pure coraggio per sopportare, resistere, fare fronte ad ogni tipo di ritorsioni, ecc.

Quindi figurarsi ciò che può fare il cittadino rispetto alle scelte di una Regione o di uno Stato oppure nei confronti della Giustizia ingiusta o elusiva, oppure contro la Burocrazia sprezzante o accidiosa, ecc. Praticamente quasi niente.

Tuttavia, il cittadino tutto questo neanche forse lo sa. Anzi la maggior parte di noi di solito lo scopre a proprie spese quando ormai è troppo tardi e forse neppure allora lo comprende, poiché usciamo anche da raffermi programmi scolastici palesemente anacronistici e in certe materie chiaramente filtrati, specialmente in diritto, economia e libero dibattito, mentre siamo anche manifestamente influenzati da un sistema mediatico ambiguamente evasivo, dissimulatore e adeguatamente conformista agli apparati.

Inoltre, aspetto purtroppo sempre più visibile, dopo tante generazioni trattate nei decenni da “manzi” e legalmente recintate attraverso norme ingannatrici e sprezzanti, la maggioranza dei cittadini fuori dei castelli ci siamo quasi assuefatti, limitandoci ormai solo a mugghiare e scornarci se on pure cannibalizzarci tra di noi, praticamente ci stiamo involvendo per frustrazione, abbattimento, impotenza, difficoltà e anche viscida istigazione di certa comunicazione e propaganda.

E poi basta un vacillamento economico o geopolitico in qualche parte del Mondo per vedersi in questa Nazione andare socio-economicamente più a fondo prima del ragionevole prevedibile. Fino a che dura tutto questo veicolato nascondimento e vanagloria.

Come se ne esce ?

Adduso Sebastiano

Invito a ripulire quanto “lasciato” dai cani per strada

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Un nostro lettore ci invia una lettera lamentando il grave problema di inciviltà di cittadini che non si preoccupano di ripulire dove sporcano i loro cani

Invito a ripulire quanto “lasciato” dai cani per strada

Castellammare di Stabia – Dopo la pubblicazione di un nostro articolo pubblicato nei giorni scorsi titolato “Vigilia di Capodanno e band in piazza”, dove tra l’altro, si faceva cenno alla inciviltà di alcuni cittadini che non si preoccupano di ripulire dopo “quanto lasciato sul marciapiede dal proprio cane”, pubblichiamo una lettera di un nostro lettore, che ha chiesto di non pubblicare il suo nome, che lamenta questa problematica.

LA MALA EDUCAZIONE…
CERTO È BELLO POSSEDERE UN CANE. TI FA COMPAGNIA, GIOCA CON TE, E A VOLTE CON I SUOI OCCHIETTI SEMBRA AFFETTUOSO….. E TU SEI CONTENTO…

Ma possedere un cane richiede degli obblighi, dei doveri verso il cane e verso la popolazione e verso la città.

Ci sono leggi che tutelano i beni comuni, l’igiene e l’integrità delle persone. Il cane non sa cos’è bene e cosa è male… Ma i proprietari?

Ma quanti rispettano il viver civile… Basta osservare per le strade quanti sono muniti degli attrezzi necessari ed allora iniziano le gimcane sui marciapiedi, nei viali.

Arrivando all’estremo quello che succede in un condominio di via Salvatore di Giacomo dove i cani sono liberi di scorrazzare imbrattando stuoini e scale… Si perché, sempre i cani, non riuscendo a premere i pulsanti dell’ascensore, salgono a piedi sbagliando, a volte anche il piano, dato che sono abitudinari, defecano, si liberano, spesso allo stesso posto… Per questo motivo vengono cacciati fuori delle abitazioni. Per liberarsi.. In casa sporcano.

Non bisogna poi lamentarsi se si usano vari metodi per mandare messaggi agli incivili e se mai si procede a denunce “contro ignoti”.

Si spera sempre che queste segnalazioni possano cambiare il modo di pensare in tutti i campi anche nella gestione dei rifiuti modo ed orari di conferimento. Abbattere il modo di pensare di alcuni che fuori casa loro……..

Questo è quanto ci ha inviato il nostro lettore.

Un problema igienico e anche d’immagine che diventa ogni giorno più preoccupante per il quale occorre una ulteriore campagna di sensibilizzazione indirizzata a chi pensa di vandalizzare sempre più la città, così come non sarebbe male attivare qualche possibile controllo.

Non possiamo che condividere anche l’ultima riflessione del nostro lettore che auspica un cambio culturale relativamente al bene comune.

Un lettore legittimamente arrabbiato che riporta in questa lettera anche un aspetto più circoscritto ma che comunque descrive bene l’inciviltà e la poca propensione al bello e al pulito.
Giovanni Mura

Applausi scroscianti per il Galà Lirico al Vittorio Emanuele (recensione)

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Successo per il soprano Svetlana Kasyan e per il tenore Zoran Todorovich, nonché professionalità dell’orchestra “corpo vitale” del Teatro di Messina.

Applausi scroscianti per il Galà Lirico al Vittorio Emanuele di Messina

Notevole consenso ieri sera, al Teatro Vittorio Emanuele, per il Galà Lirico che non soltanto ha messo in risalto la bravura del soprano Svetlana Kasyan e del tenore Zoran Todorovich, ma che ha anche evidenziato la professionalità dell’orchestra “corpo vitale” del Teatro di Messina, ormai colonna portante e garanzia di successo.

Si replica domani, 5 gennaio 2020, ore 17.30.

L’orchestra che il direttore artistico Matteo Pappalardo promuove da sempre, in questa occasione, guidata dal direttore Claudio Maria Micheli, ha eseguito in overture, la verdiana sinfonia “Forza del destino”, molto apprezzata e applaudita.

Dopo l’elegante e precisa introduzione al concerto, si sono alternati il soprano Svetlana Kasyan con “Vissi d’Arte” dall’opera “Tosca”, (in video) e il tenore Zoran Todorovich con “Donna non vidi mai” dall’opera “Manon Lescaut”, (in video), entrambe di Giacomo Puccini.

Sempre dello stesso compositore, l’orchestra ha suonato in maniera impeccabile l’intermezzo “Manon Lescaut”, seguito dalle arie tratte dall’opera “Aida” di Giuseppe Verdi, “Ritorna vincitor” splendidamente interpretato dalla Kasyan, “Se quel guerriero io fossi”, altrettanto egregiamente dal tenore Todorovich, che insieme chiusero, riscuotendo consensi e molto apprezzamento, la prima parte dello spettacolo, sulle note sempre verdiane di “La fatal pietra”.

Gradite sorprese nella seconda parte del galà, dopo aver ricominciato, con il famoso intermezzo tratto dalla “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e le due arie dall’opera “Andrea Chénier”, “La mamma morta” e “Come un bel dì di maggio”, l’orchestra ha riscosso un notevole apprezzamento insieme anche al I°violino di spalla Pasquale Faucitano, il cui suono prodotto da un “Vincenzo Sannino” del 1930, è stato particolarmente apprezzato e applaudito.

Un’altra ben accolta sorpresa è stato il fuori programma “Non ti scordar di me”, nota canzone scritta dal compositore italiano Ernesto De Curtis e lanciata per la prima volta dal tenore Beniamino Gigli, nel film omonimo del 1935, interpretata in maniera eccellente da Zoran Todorovich, che a conclusione della performance ha riscosso forti applausi.

Si sono ancora alternati soprano e tenore con le arie di Giacomo Puccini, con “Oh, sarò la più bella…tu, tu, amore” dall’opera “Manon Lescaut” di Jules Massenet, e con “Meditation”, dalla commedia lirica “Thaïs”.

Deliziosa e soave la Kasyan anche in “La Welly” “Ebben, ne andrò lontana”, di Alfredo Catalani. Altrettanto apprezzato il Todorovich in “L’anima ho stanca” dalla “Adriana Lecouvreur”.

Concludono lo spettacolo con la celeberrima aria di Giacomo Puccini, tratta dall’opera “Madama Butterfly”, “Bimba dagli occhi pieni di malia”.

Un inizio d’anno positivo, per il Vittorio Emanuele, che preannuncia il proseguo di una stagione teatrale in grande crescita, ricca di consensi e gratificazioni.

Un “tempio della musica, ma anche della danza, della prosa e dell’arte in genere”, il teatro di Messina, diventato oramai simbolo della città.

Mariella Musso

 

 

TuttoSport – Napoli su Marcos Acuña dello Sporting: offerti 15 milioni

TuttoSport – Napoli su Marcos Acuña dello Sporting: offerti 15 milioni, ma la richiesta è di 20. Sul terzino ci sarebbe anche il pressing dell’Inter

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di TuttoSport, il Napoli avrebbe messo gli occhi su un terzino sinistro dello Sporting Lisbona. Al club azzurro piace molto l’argentino Marcos Acuña.
Gattuso avrebbe espressamente chiesto un nuovo calciatore in quel ruolo dopo aver valutato come “non affidabili” le condizioni di Ghoulam. Il nome principale segnato sul taccuino del ds Giuntoli sarebbe Ricardo Rodriguez del Milan, ma l’esterno svizzero sarebbe vicino al PSV.
Per Acuña la strada è in salita, considerando che lo Sporting chiede 20 milioni (l’offerta del Napoli è ferma a 15) e che sul calciatore ci sia il pressing anche dell’Inter.

TuttoSport sulla trattativa per Marcos Acuña:

“Continua anche la ricerca di un mancino e l’ipotesi Ricardo Rodriguez non è tramontata nonostante il Milan non intenda cederlo in prestito. Se gli azzurri si trovassero costretti ad investire denaro fresco, preferirebbero bussare alla porta dello Sporting per l’argentino Acuña, valutato 20 milioni. Il Napoli ne ha già offerti 15”.

 

Continua anche la ricerca di un mancino e l’ipotesi Ricardo Rodriguez non è tramo tata nonostante il Milan non int enda cederlo in pr estito.

CdS – Asse Napoli-Verona, non solo Amrabat e Rrahmani: Giuntoli vuole anche un altro calciatore

CdS – Asse di mercato Napoli-Verona, non solo Amrabat e Rrahmani: Giuntoli vuole anche il centrale difensivo Kumbulla

Secondo quanto riferisce l’edizione odierna del Corriere dello Sport, si sarebbe formato un vero e proprio asse di mercato tra il Napoli e l’Hellas Verona. L’interesse del ds Giuntoli nei confronti di Amrabat e Rrahmani è noto da diversi mesi, ma nella trattativa ora potrebbe rientrare anche un altro nome. Agli azzurri piace molto anche il profilo di Kumbulla, il forte (e giovanissimo) centrale difensivo che ha già attirato l’attenzione di diverse squadre.

Il Corriere dello Sport sull’interesse nei confronti di Kumbulla:

In realtà, c’è anche Marash Kumbulla nell’elenco di Giuntoli, un centrale di un metro e novanta e soprattutto di diciannove anni (saranno venti tra un mese) che ha impiegato poco tempo a convincere e ne avrà comunque bisogno di altro per spingere il Napoli ad allargare i propri orizzonti e i dettagli d’un business a quel punto tridimensionale. Però Kumbulla viene monitorato una partita sì e l’altra pure, mentre Tony D’Amico e Giuntoli sono ancora al telefono. Tanto, restano sei mesi davanti a sè.

 

Però Kumbulla viene monitorato una partita sì e l’altra pure, mentre Tony D’Amico e Giuntoli sono ancora al telefono. Tanto, restano sei mesi davanti a sè.

Gazzetta – Rinnovi Napoli, Milik vicino alla firma: Gattuso punterà forte su di lui, le cifre

Gazzetta – Rinnovi Napoli, Milik vicino alla firma: Gattuso punterà forte su di lui, le cifre. Il polacco chiede 4 milioni, la società azzurra gliene offre 3. Si chiude a 3.5

Il rientro di Milik era uno dei passaggi fondamentali per dare una svolta al campionato del Napoli. Ancelotti lo ha aspettato e il polacco lo ha ripagato tirando fuori delle prestazioni eccezionali in un periodo davvero difficile per la squadra. Ora in panchina siede Rino Gattuso, che ha però già capito l’importanza dell’attaccante polacco e non intende farne a meno. Milik sembra essersi lasciato alle spalle i problemi fisici che lo hanno costretto finora a una stagione altalenante, ma sull’orizzonte c’è anche un’altra questione che potrebbe distrarlo dal calcio giocato: il rinnovo. Nell’ambiente azzurro c’è ottimismo per la firma, come spiega l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:

Rino Gattuso punterà forte sull’attaccante polacco, che considera un giocatore importante per il suo progetto tecnico. L’unico ostacolo è rappresentato dal rinnovo del contratto. Quello in essere scadrà a giugno 2021 e lo stipendio attuale è di 2,5 milioni a stagione. Per rinnovarlo, Milik ha chiesto 4 milioni fino al 2024, mentre il Napoli gliene offre 3 per la stessa durata. Ed è sull’aspetto economico che la questione s’è bloccata, anche se i contatti tra Giuntoli e il manager del giocatore sono costanti. L’ipotesi più probabile e che le parti, alla fine, decidano di dividersi la differenza e chiudere l’accordo a 3,5 milioni. L’altro aspetto riguarda, invece, la clausola rescissoria che il presidente vorrebbe inserire nel prossimo accordo e che trova contrario Milik. Ma questo non è un problema insormontabile, l’accordo economico è alla base di tutto.

CdS – Lobotka-Napoli, il Celta non molla, ma la distanza si è notevolmente ridotta

CdS – Lobotka-Napoli, il Celta non molla, ma la distanza si è notevolmente ridotta: gli azzurri offrono 18 milioni, gli spagnoli ne chiedono 22

L’edizione odierna del Corriere dello Sport, ha fornito alcuni aggiornamenti sulla trattativa tra il Napoli e Stanislav Lobotka. L’affare potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro anche se resta una piccola distanza tra l’offerta degli azzurri e la richiesta del Celta Vigo.

Il Corriere dello Sport sulla trattativa per Lobotka:

Lobotka vuole il Napoli, ha detto sì, non deve neanche più dilungarsi sul contratto (un quinquennale che attende l’autografo) e ora spera che il Celta Vigo, in un impeto di generosità, lo ceda e lo lasci andare. Perché ciò succeda possibilmente in fretta, all’inizio della prossima settimana, c’è chi sta facendo capire al Celta Vigo che non è il caso di tenersi un calciatore insoddisfatto, che certo ognuno ha le proprie ragioni e anche la necessità poi di individuare un sostituto e comprarlo.
Una differenza esiste tra i diciotto milioni proposti dal Napoli (tre per il prestito e quindici per il riscatto obbligatorio da fissare per il prossimo giugno) e i ventidue che sono stati richiesti e potrebbero diventare venti. Si è giocato al ribasso e il Napoli si è avvicinato al desiderio altrui: ma non è finita, e bisognerà attendere (probabilmente), che se ne vadano via le feste, che si scollini anche il campionato (domenica sera c’è Celta Vigo-Osasuna e lunedì, invece, gli azzurri contro l’Inter).