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Givova Scafati, superata la MRinnovabili Agrigento

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Battesimo del 2020 fortunato e convincente della Givova Scafati, che si impone con autorevolezza al PalaMangano contro la seconda forza del girone ovest del campionato di serie A2. Finisce infatti 90-73 la sfida tra contro la MRinnovabili Agrigento.

IL NUOVO ANNO INIZIA COL BOTTO: SUPERATA LA MRINNOVABILI AGRIGENTO

Tranne i primi minuti, la partita è stata saldamente in pugno agli uomini di coach Perdichizzi, che hanno mostrato consapevolezza nei propri mezzi e personalità da vendere, confermando il trend positivo di fine 2019, macchiato solo dalla sconfitta di misura a Trapani che, a quanto pare, non ha interrotto il percorso di crescita e maturazione del team gialloblù. Una delle migliori compagini del raggruppamento è stata annichilita senza grossi problemi, grazie ad una accorta difesa e ad un attacco sempre lucido, nonostante le non perfette condizioni fisiche di Ammannato e soprattutto Tommasini.

LA PARTITA
Entrambi i quintetti cominciano di gran carriera la sfida. A Chiarastella, De Nicolao ed Easley rispondono con la stessa moneta Stephens, Lupusor e Rossato, tenendo in equilibrio la contesa (11-10 al 5’). A metà frazione però la compagine di casa (bene Rossato, Stephens e Frazier) tira fuori le unghie, recupera qualche prezioso possesso difensivo e pigia il piede sull’acceleratore (22-12 al 8’). Al termine del primo quarto, i locali sono così avanti 26-18.

Anche il secondo quarto inizia su ritmi elevati, con botta e risposta da una parte e dall’altra e gli attacchi particolarmente ispirati, anche dalla lunga distanza (38-29 al 14’). Il pubblico del PalaMangano assiste ad una gara divertente ed emozionante, nella quale possono ammirare un gioco spettacolare ed avvincente, degno di un palcoscenico di serie A2.
Trascorrono i minuti, ma le distanze restano immutate, con la truppa di casa (bene Crow) in doppia cifra di vantaggio (44-32 al 17’) fino all’intervallo lungo (50-36).
Entrambi i quintetti faticano a carburare in avvio di ripresa. Dopo una miriade di errori su entrambi i fronti del gioco, il primo canestro arriva solo al 22’ ad opera di Ambrosin (50-38). Ma da qui innanzi è quasi un monologo gialloblù: Stephens, Rossato, Frazier e Portannese sono i protagonisti del +20 al 25’ (62-42). I tentativi di Pepe, Ambrosin e De Nicolao di scuotere i compagni e spingerli a recuperare il passivo si infrange ripetutamente contro l’accorta difesa gialloblù, che al termine del terzo quarto consente ai locali di conservare comunque un buon margine di vantaggio sull’avversario (74-55).
Il canovaccio di inizio ultimo periodo resta pressoché lo stesso del penultimo: capitan Crow e soci continuano a fare la parte della lepre e gli isolani ad inseguire, senza però riuscire nell’intento (81-61 al 34’). Il ritmo di abbassa e con esso anche il numero delle realizzazioni, ma il vantaggio scafatese resta importante e non viene in nessun modo scalfito fino alla sirena conclusiva, che arriva mentre il tabellone elettronico segna 90-73.

LE DICHIARAZIONI
Dichiarazioni di coach Giovanni Perdichizzi: «Abbiamo giocato contro una squadra in grande fiducia, che è venuta a Scafati per dare continuità ai risultati fin qui conseguiti. Noi abbiamo avuto il merito di aver rotto i loro giochi e forzato le loro conclusioni. Abbiamo difeso con maggiore intensità e continuità rispetto alla precedente partita di Trapani. Abbiamo giocato con il nostro ritmo, in contropiede come in transizione, punendo le loro scelte difensive e giocando con costanza, tranne gli ultimi minuti, in virtù di un pizzico di rilassatezza per il vantaggio accumulato e di stanchezza per le ridotte rotazioni che mi hanno impedito di utilizzare Tommasini, visibilmente debilitato dall’influenza che lo ha tenuto a letto per l’intera settimana, costringendomi invece ad utilizzare Portannese nella veste di playmaker. Stasera abbiamo avuto risposte positive anche da Crow e Fall, dai quali mi aspetto sempre, in ogni partita, il contributo fornito stasera. E’ stata una partita dura, che siamo riusciti a rendere facile col trascorrere dei minuti e quindi mi ritengo contento e soddisfatto della prestazione generale della squadra».

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI 90
MRINNOVABILI AGRIGENTO 73

GIVOVA SCAFATI: Markovic, Portannese 14, Tommasini, Crow 8, Spera n. e., Lupusor 8, Ammannato 5, Rossato 15, Fall 4, Stephens 22, Frazier 14. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni.
ASS. ALLENATORI: Luise Sergio e Callipo Francesco.

MRINNOVABILI AGRIGENTO: Rotondo 2, De Nicolao 13, Veronesi, Chiarastella 3, Ambrosin 11, Morreale n. e., James, Moretti 4, Pepe 19, Easley 21. ALLENATORE: Cagnardi Devis. ASS.
ALLENATORI: Giovanatto Michele e Ferlisi Giuseppe.

ARBITRI: Bartolomeo Antonio di Cellino San Marco (Br), Saraceni Alessandro di Zola Predosa (Bo), Martellosio Mattia Eugenio di Buccinasco (Mi).

NOTE

Parziali: 26-18; 24-18; 24-19; 16-18.

Tiri dal campo:
Scafati 34/66 (51,5%);
Agrigento 27/74 (36,5%).

Tiri da due:
Scafati 25/44 (56,8%);
Agrigento 20/45 (44,4%).

Tiri da tre:
Scafati 9/22 (40,9%);
Agrigento 7/29 (24,1%).

Tiri liberi:
Scafati 13/17 (76,5%);
Agrigento 12/15 (80,0%).

Falli:
Scafati 16;
Agrigento 19.

Usciti per cinque falli: nessuno.

Rimbalzi:
Scafati 40 (29 dif.; 11 off.);
Agrigento 42 (23 dif.; 19 off.).

Palle recuperate:
Scafati 10;
Agrigento 8.

Palle perse:
Scafati 13;
Agrigento 15.

Assist:
Scafati 24;
Agrigento 17.

Stoppate:
Scafati 5;
Agrigento 1.

NOTE
La dirigenza, gli atleti, lo staff tecnico, sanitario ed amministrativo, nonché il main sponsor della Givova Scafati si stringono intorno al dolore che ha interessato in queste ore la società Basket Kleb Ferrara, colpita dalla dipartita del vice presidente Marco Cocchi, deceduto al palasport e durante il corso della odierna partita di campionato sul parquet degli Stings Mantova.
La morte l’ha strappato all’amore e all’affetto di tifosi, atleti e dirigenti, nonché a tutti i suoi cari, che piangono la sua scomparsa. L’intero sodalizio gialloblù si unisce al cordoglio della famiglia Cocchi, partecipando alla commozione, profondamente addolorata per il grave lutto che l’ha colpita.

Basket

Partita Solidale, al “Menti” quadrangolare con le scuole calcio Juve Stabia

Partita Solidale, al “Menti” quadrangolare con le scuole calcio Juve Stabia: presenti anche i calciatori della Juve Stabia, Danilo Russo e Luigi Canotto

Partita Solidale, al “Menti” quadrangolare con le scuole calcio Juve Stabia

Si è tenuta ieri domenica 5 gennaio con inizio alle ore 10:30, allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, la Partita Solidale, quadrangolare a cui hanno preso parte quattro delle scuole calcio affiliate alla SS Juve Stabia: il centro tecnico formativo ‘Dieci e Lode’, l’A.S.D. Tre Torri San Marcellino 2019, la scuola calcio Virtus Goti ’97 e l’Oratorio Lourdes.

La Partita Solidale era stata preceduta venerdì 3 gennaio presso la sala stampa dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia dalla conferenza stampa di presentazione dell’evento a cui avevano preso parte tra gli altri il presidente della Juve Stabia Andrea Langella, il patron Franco Manniello, il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia Saby Mainolfi, il primario del Reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Carmela Bravaccio e il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino.

Il ricavato della Partita Solidale è stato interamente devoluto all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, Reparto di Neuropsichiatria Infantile, per la ricerca e la cura della Sindrome di Rett, malattia molto rara che colpisce alcune bambine sin dall’età infantile.

A sostegno della bambine colpite dalla sindrome di Rett, si è potuto assistere ad una giornata di divertimento e di passione, nel nome della solidarietà e dello sport e con l’ottima organizzazione per il secondo anno consecutivo della S.S. Juve Stabia. Presenti tanti ospiti alla Partita Solidale e tante le maglie messe a disposizione e sorteggiate dei campioni stabiesi e non. Per l’occasione erano presenti anche i calciatori della Juve Stabia, Danilo Russo e Luigi Canotto che hanno scattato foto con le piccole Vespette.

 

 

a cura di Natale Giusti 

Foto: S.S. Juve Stabia

 

 

Sulla A19 PA-CT sarà riaperto entro marzo il doppio senso di circolazione

Il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Cancelleri ha assicurato la fine della deviazione per i mezzi pesanti sulla A19 tra Resuttano e Cinque Archi.

Ci eravamo occupati della disagevole deviazione in questione per i veicoli medio-pesanti “1 Gennaio 2020 Sicilia, A19 Palermo-Catania: una deviazione difficile”, a causa delle quale, autoarticolati, autotreni, pullman e mezzi al di sopra delle 3,5 tonnellate dovevano percorrere una strada alternativa con avvallamenti e buche che facevano quasi contorcere i veicoli che l’attraversano. Si erano accluse sia foto che dei video postati su Facebook.

Ora, in un intervista rilasciata al quotidiani La Sicilia, il Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Giancarlo Cancelleri, originario di Caltanissetta e della compagine Cinque Stelle, ha assicurato che “Entro marzo sull’autostrada A19 sarà istituito il doppio senso di circolazione nel tratto Catania-Palermo. Per i mezzi pesanti, quindi, non sarà più necessaria nessuna deviazione sulla viabilità secondaria”.

In precedenza il Cancelleri aveva effettuato dei sopralluoghi per definire il piano degli interventi. L’ultimo nella mattinata del 4 gennaio corrente anno con i tecnici dell’ex Provincia, il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino, Anas e associazione autotrasportatori.

«Con 400mila euro verranno rimossi i pericoli che ci sono fino a Ponte Cinque Archi – ha dichiarato il Viceministro – attraversando i paesi di Resuttano e Santa Caterina Villarmosa. Proveremo ad attenuare i disagi per i camionisti”

Parla Cancelleri anche del noto Viadotto Himera, del quale ci siamo occupati in un recente articolo “25 Settembre 2019 Viadotto Himera sulla A19 CT-PA, ancora tempo per ricostruirlo” e che era stato chiuso al transito nell’aprile 2015 a seguito del cedimento di un pilone. Inizialmente il flusso di veicoli venne dapprima deviato su strade alternative per poi, alla fine di quell’anno, essere incanalato su una bretella provvisoria di una strada provinciale di circa 2 chilometri, adeguata dall’ANAS al transito anche di mezzi pensati, la quale con una rampa di accesso finale immetteva nuovamente i mezzi sulla A19.

“Il 30 dicembre scorso – aggiunge Cancelleri – sono state consegnate le componenti in acciaio corten che verranno assemblate e adagiate sui piloni. Si tratta di sette pezzi messi l’uno accanto all’altro e poi saldati, che formeranno una campata lunga 170 metri. Dopodiché ci sarà il cosiddetto varo dal basso, con la struttura sollevata e poggiata su due pile. I lavori procedono in linea con il cronoprogramma”.

“Sulla Palermo-Catania – prosegue Cancelleri – c’è un investimento di un miliardo di euro. I lavori sono iniziati da qualche anno e laddove sono stati completati, come nel tratto Palermo-Buonfornello, i miglioramenti sono tangibili. Il ministero è al fianco dell’Anas che opera anche in strade dove non ha competenza. Si è infatti compreso che per la viabilità siciliana il momento è delicato”.

Se c’è finalmente attenzione verso la A19 Palermo Catania, autostrada senza pedaggio e di competenza dell’ANAS che è una società per azioni integrata da gennaio 2018 nel Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane quindi sostanzialmente indirizzata dal Governo nazionale, altrettanto non si può dire, seppure sono a pagamento per gli utenti, della A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo, le quali sono di competenza del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) e pertanto della Regione Sicilia. Ci siamo anche occupati di queste ultime due Autostrade siciliane nell’articolo “27 Dicembre 2019 Autostrade siciliane A18 e A20 simili a vecchie carreggiate (video)”.

Adduso Sebastiano

doppio senso di circolazione

As Roma Torino 0-2|Scivolone all’Olimpico, Belotti castiga la Roma (VIDEO)

Le difficoltà della Roma a concretizzare avvantaggiano un Torino più cinico e determinato. Ko dei giallorossi all’Olimpico, per Fonseca non c’è stato verso di segnare  

Il Toro mette ko la Roma all’Olimpico, prima sconfitta del 2020 dopo 5 vittorie consecutive. Per Fonseca la palla “non è voluta entrare

di  Maria D’Auria

Roma- I granata fanno bottino pieno all’Olimpico grazie ad una doppietta di Belotti. Tante le occasioni sprecate dai giallorossi che, seppur in partita, hanno mostrato poca cattiveria al momento di finalizzare.

Un Toro più cinico e determinato, pericoloso nelle ripartenze, mette ko una Roma che puntuale, dopo la sosta “natalizia”, si lascia sopraffare mettendo a rischio la zona Champions.

Pellegrini e Mancini si divorano almeno due palle gol, Dzeko e Perotti sembrano un po’ spaesati e un po’ troppo imprecisi in attacco, ne approfitta Belotti, artefice del doppio vantaggio ma anche dell’azione che ha provocato il rigore. Il resto lo fa Salvatore Sirogu, un portiere che para di tutto. Decisivo almeno in 4 interventi su Zaniolo, Florenzi, Kolarov e Pellegrini. Il palo di Belotti all’8’ grazia la Roma rendendo meno pesante la sconfitta.

La gara è segnata da troppe contestazioni arbitrali, in casa giallorossa vengono estratti 5 gialli, lo svantaggio arrivato al 46’, 50 secondi oltre il recupero segnalato nell’half time, brucia parecchio ai padroni di casa e la tifoseria si fa sentire. Si tenta di recuperare lo svantaggio nella ripresa ma è il Torino a beffare gli uomini di Fonseca raddoppiando all’86’ su rigore, penality assegnata dall’arbitro Di Bello dopo aver consultato il VAR.

I giallorossi interrompono così il filotto di cinque vittorie consecutive e Mister Fonseca, in conferenza stampa, afferma che questa sconfitta non cambia nulla, di fatti la Roma resta al quarto posto, ma insieme all’Atalanta che deve ancora affrontare il Parma, un eventuale vittoria potrebbe cambiare le posizioni in classifica.

Le statistiche parlano di una Roma superiore al Torino, con il 59% di possesso palla, maggior precisione nei passaggi e con 31 tiri totali (di cui 7 in porta) contro i 12 dei granata. Ma come si sa, le percentuali molto spesso non rispecchiano un risultato ottenuto con intelligenza e con un pizzico di fortuna. Per Paulo Fonseca, la sosta natalizia non ha influito sulla mancata vittoria, per lui la palla “non è voluta entrare” (vedi VIDEO).

Conferenza post partita- FONSECA- VIDEO

(Servizio di Maria D’Auria)

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Mercato, quattro Vespe lasciano la Juve Stabia a gennaio

Mercato, quattro Vespe lasciano la Juve Stabia a gennaio: in procinto di lasciare la Juve Stabia ci sono Del Sole, Carlini, Lia e Vicente

Mercato, quattro Vespe lasciano la Juve Stabia a gennaio

Tempo di grandi manovre e di mercato alla Juve Stabia come di consuetudine accade in ogni mese di gennaio, periodo nel quale le squadre di Serie B osservano la meritata sosta post-natalizia mentre le società stilano il loro piano di rafforzamento in vista del rush finale di un girone di ritorno che si preannuncia molto avvincente.

Nella Juve Stabia la priorità del mercato di gennaio è prima di tutto quella di cedere elementi che hanno chiesto di essere ceduti per acquisire quella continuità che non hanno potuto avere in maglia gialloblù, oppure che hanno deluso nel girone di andata, oppure infine che non rientrano nei piani della società per il prosieguo del campionato. Solo dopo aver provveduto a queste cessioni potrebbe avere uno scossone anche il mercato in entrata delle Vespe che prevede almeno un paio di colpi.

Quattro i maggiori indiziati a lasciare la Juve Stabia nel mercato di gennaio: si tratta di Max Carlini, Damiano Lia, Ferdinando Del Sole e Bruno Vicente che ha già da tempo rescisso il contratto con le Vespe per permettere il tesseramento del centrocampista Marcel Buchel.

Massimiliano Carlini rappresenta probabilmente la cessione più dolorosa per la Juve Stabia in questa sessione di mercato di gennaio. Il centrocampista nativo di Terracina e classe 1986, è stato tra i principali protagonisti della splendida cavalcata che ha portato le Vespe a stravincere nettamente il campionato di Serie C dello scorso anno. 10 gol e ben 8 assist rappresentano un marchio indelebile con cui Carlini, da vero campione, si è ricucito lo scorso anno un ruolo di primattore nella squadra magistralmente allenata da mister Fabio Caserta. Tuttavia Carlini in questa stagione non ha avuto lo stesso spazio da titolare avuto nello scorso campionato e ha chiesto allo stesso Caserta in un colloquio franco, diretto e soprattutto privo di alcuna polemica, di essere ceduto proprio per avere maggiore possibilità di giocare altrove e acquisire quindi di conseguenza maggiore continuità di rendimento, proprio quella che gli è mancata in questo girone di andata appena terminato. Sulle tracce di Carlini si sono subito fiondate Catanzaro, Padova e Reggiana ma sarebbe con ogni probabilità proprio la squadra veneta ad averla spuntata e ad aver battuto la concorrenza. Per il passaggio di Max Carlini al Padova in Serie C mancherebbe ormai solo l’annuncio che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni di mercato.

Damiano Lia, terzino destro nativo di Lentini classe 1997, dopo la bella stagione con la Cavese nello scorso campionato di serie C in cui ha totalizzato ben 25 presenze e i precedenti campionati giocati in Interregionale con la stessa Leonzio nel 2016-2017 (14 presenze e 2 reti) e con il Messina nel 2017-2018 con 28 presenze e un gol, non ha trovato praticamente mai spazio nel progetto tecnico della Juve Stabia nel girone di andata in Serie B. Le sirene di mercato per Lia parlano di un suo probabile ritorno nella terra natia a Lentini in quanto ci sarebbe proprio la Sicula Leonzio sulle sue tracce. Lia infatti è un profilo che interessa alla Sicula Leonzio che ha intenzione di muoversi molto sul mercato di gennaio. Potrebbe quindi interessare ai siciliani anche se al momento non c’è nulla veramente di concreto.

Ferdinando Del Sole, esterno offensivo scuola Juventus nato il 17/01/1998 a Napoli, arrivato in estate come possibile rivelazione della Juve Stabia per il torneo di Serie B, ha francamente deluso nel girone di andata e non è riuscito ad approfittare delle diverse occasioni che pure mister Caserta gli ha offerto facendolo anche partire titolare in alcune gare. Per Del Sole l’ipotesi più calda in questo mercato di gennaio è un ritorno alla base, più precisamente alla Juventus Under 23 in Serie C.

Bruno Vicente, brasiliano di Cruzeiro do Sul classe 1989, in realtà ha già rescisso da qualche mese il contratto che lo legava alla Juve Stabia. La sua rescissione si è resa necessari infatti perchè altrimenti non sarebbe stato possibile l’inserimento e il tesseramento in rosa del centrocampista Marcel Buchel, arrivato a Castellammare da svincolato. Vicente già in estate aveva sfiorato la cessione al Monopoli, saltata poi proprio nelle ultime ore di mercato a causa di incomprensioni sorte con i suoi procuratori. Ora sulle tracce di Bruno Vicente ci sarebbe il Catania: per il suo passaggio tra gli etnei mancherebbe solo l’annuncio ufficiale e sarebbe martedì 7 gennaio, salvo clamorosi ripensamenti, la giornata buona per l’arrivo di Vicente a Catania (conferme in questo senso arrivano anche dalla città etnea).

 

a cura di Natale Giusti

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Promozione- Ischia da lì su è tutto più bello, poker al San Sebastiano

PROMOZIONE- SAN SEBASTIANO- ISCHIA 1-4: I gialloblu travolgono la formazione vesuviana e volano in testa alla classifica

Una vittoria importantissima,ma soprattutto tre punti d’oro che consentono per la prima volta in questa stagione ai gialloblu di comandare la testa della classifica,in virtù del pareggio del Pianura per 1-1 contro l’Ottaviano

Simone Vicidomini– Chi ben comincia è metà dell’opera. Inizia davvero con il botto il 2020 dell’Ischia. I gialloblu nella prima trasferta del nuovo anno,travolgono al “Paolo Borsellino”di Volla il San Sebastiano. Una vittoria importantissima,ma soprattutto tre punti d’oro che consentono per la prima volta in questa stagione ai gialloblu di comandare la testa della classifica,in virtù del pareggio del Pianura per 1-1 contro l’Ottaviano. E’ pensare che soltanto poche settimane fa nessuno ci avrebbe scommesso che la squadra di Monti ,avrebbe recuperato ben nove punti dal Pianura che viaggiava ad un media di punti straordinaria. Una striscia positiva quella degli isolani che finalmente hanno trovato la giusta quadratura ma anche nel cinismo e cattiveria in più che è mancata in qualche partita scorsa. La gara contro i vesuviani, ha visto un’Ischia faticare nella prima parte,dove è apparsa un po’ contratta ,complice anche le forti raffiche di vento, anche se non ha rischiato davvero nulla. Proprio sul gong finale,primo dell’intervallo Castagna ha sbloccato il match con una grande conclusione che si è stampata sotto la traversa. Nella ripresa il San Sebastiano ha trovato il pareggio,anche forse in maniera fortunosa con un tiro dal limite di Giorgio che ha preso una strana traiettoria,complice anche il vento forte beffando Mennella. A cambiare l’inerzia dell’incontro e dare quella spinta in più a portare a casa i tre punti e sta senza ombra di dubbio l’ingresso in campo di Pistola che ha prima confezionato l’assist su una punizione che è valso il gol di Trofa per il nuovo vantaggio per poi trovare il gol personale su un assist al bacio del piccolo folletto Trani entrato anche lui. Nel finale di partita l’Ischia ha sprecato almeno due-tre palle gol nitide,con Castagna che poi ha messo in ghiaccio il risultato. Nel prossimo turno i gialloblu saranno di scena al Mazzella dove ospiteranno il Sant’Agnello,altra compagine che lotta per un posto nei play-off.

LE FORMAZIONI- L’Ischia ha dovuto rinunciare ancora una volta a Sogliuzzo fermo ai box. I gialloblu sono stati schierati in campo da Monti con un 4-3-3 che ha visto Mennella tra i pali, la linea difensiva composta da Aiello,Chiariello,Monti e Accurso,il centrocampo con Buono,Saurino e Trofa (alla prima da titolare) in avanti Rubino al centro dell’attacco con Castagna e Invernini ai lati.

Sul fronte opposto il San Sebastiano è stato mandato in campo da mister Castellano con questi 11: Testa a difesa della porta,più Perrino,Riccardi,Tufano,Lucignano,Micciche,Langella,Giorgio,Borrelli,De Marino e Imparato.

San Sebastiano-Ischia 1-4

CASTAGNA SUL GONG- Una partita iniziata con ben mezz’ora di ritardo,caratterizzata da un forte vento gelido di gennaio che ha visto le due squadre faticare nei primi minuti iniziali dell’incontro. Il primo squillo dell’incontro lo suonano i gialloblu al 13’ con un colpo di testa da parte di Invernini che viene murato all’ultimo,su un calcio d’angolo battuto da Castagna. Al 23’,sale in cattedra Castagna che va via a due avversari,avanza centralmente e dai venti metri va alla conclusione con la sfera che sorvola sopra la traversa. Al 27’,doppio cambio tra le file dell’Ischia:Saurino è costretto ad uscire per un problema al tendine (ad inizio partita il centrocampista già accusava un piccolo dolore) al suo posto Arcamone,fuori anche Invernini per Di Meglio Nicola. Al 42’minuto,anche i padroni di casa sono costretti al cambio forzato: esce Langella per infortunio al suo posto entra Prisco. Al 45’ minuto,arriva il gol che porta in vantaggio i gialloblu:lancio lungo dalle retrovie per Rubino che scambia nello stretto con Castagna,il numero 11 isolano si defila sull’out di sinistra e con un potente tiro insacca in rete bucando i guanti a Testa. Azione stupenda tra i due compagni di reparto. Finisce così la prima frazione di gioco sul risultato di 0-1 per l’Ischia.

GIORGIO PAREGGIA,LUCIGNANO CHE INGENUITA’- La ripresa si apre con gli stessi ventidue della prima frazione di gioco. Al 51’minuto, il San Sebastiano incredibilmente al primo tiro in porta trova il gol del pareggio:Giorgio ha la meglio su un rimpallo dal limite dell’area,conclusione bella ed imparabile per Mennella che rimane fermo,con la sfera che si insacca in rete all’angolino basso. La reazione dei gialloblu è imminente. Al 55’ minuto, i vesuviani rimangono in dieci:intervento scomposto di Lucignano su Trofa nella metà campo,il difensore locale già ammonito in precedenza si becca il secondo giallo che gli vale l’espulsione. Mister Monti dalla panchina decide così di giocarsi la carta Pistola che rientra in campo dopo un lungo stop,al posto di Accurso con Buono che si abbassa a terzino. Proprio l’ingresso in campo dell’ex Barano da l’inerzia in più che serviva alla squadra. Al 57’ minuto,azione insistita degli isolani in area ospite con la sfera che carambola sui piedi di Rubino che si gira e conclude, ma il suo tentativo viene murato da un difensore.

San Sebastiano-Ischia 1-4

TROFA PRIMA GIOIA-  Al 61’ minuto l’Ischia passa nuovamente in vantaggio: calcio di punizione dal limite battuto da Pistola morbido sul primo palo,dove trova Trofa che tutto solo insacca in rete il gol dell’1-2. Il vantaggio galvanizza gli isolani che con il passare dei minuti schiacciano nettamente l’avversario nella propria metà campo, in virtù anche della superiorità numerica in campo.

PISTOLA TRIS E POI CASTAGNA…- Al 76’ minuto, gli ospiti calano il tris: azione personale del neo entrato Trani che va via a più di un avversario con una serie di dribbling,serve Pistola appostato all’altezza dell’area di rigore che controlla ed insacca in rete. (Non poteva andare meglio di così un assist ed un gol per il suo rientro in campo). Il San Sebastiano prova la reazione d’orgoglio e al 82’minuto colpisce la traversa con la conclusione di De Marino.Successivamente l’Ischia ha l’occasione anche per arrotondare il punteggio sempre con Pistola che però viene colto in controtempo su un assist di Castagna a due passi sotto porta. Al 89’ minuto, ancora Castagna si ritrova a tu per tu con Testa che però incredibilmente spara alto sopra la traversa. Sul gong finale al 95’minuto, arriva il quarto gol che chiude de finitamente l’incontro:lancio lungo di Chiariello che trova Castagna che penetra nella difesa ospite,a tu per tu questa volta non sbaglia e fissa il punteggio sull’1-4.

SAN SEBASTIANO 1

ISCHIA 4

SAN SEBASTIANO:Testa,Perrino,Riccardi,Tufano(84’Tarallo)Lucignano,Micciche,Langella(42’Prisco) Giorgio,Borrelli(66’Di Matteo)De Marino(81’Saiz)Imparato. A disp.:Esposito,Tarallo.A.Blandi,Ranavolo,Nazzaro.All. Francesco Castellano

ISCHIA:Mennella,Aiello,Accurso(56’Pistola)Saurino(27’Arcamone)Chiariello,Monti(81’Di Costanzo)Invernini(27’Di Meglio.N)Buono,Rubino(72’Trani)Trofa,Castagna.A disp.:Di Meglio.M,Esposito,Abbandonato,Trani.C. All.Giuseppe Monti

Arbitro: Luca Trapanese della sezione di Salerno(Ass.:Luca Arcella di Frattaggiore e Andrea Dicanio di Napoli)

Reti: 45’,95’ Castagna (I) 51’Giorgio (S) 61’ Trofa, 76’ Pistola (I)

Ammoniti:Perrino,Lucignano,Giorgio (S) Mennella,Aiello,Arcamone (I)

Recupero:4’p.t. 5’s.t.

Calci d’angolo:1-4

Note: Al 55’ espulso Lucignano per doppia ammonizione

CdS – Mertens potrebbe accettare il biennale offerto dal Napoli: due squadre seguono la situazione

CdS – Mertens  ora potrebbe accettare il biennale offerto dal Napoli: Inter e Borussia Dortmund seguono la situazione. Lui vuole competere ad alti livelli in Italia e in Europa.

Secondo l’edizione odierna del Corriere dello Sport, qualcosa sarebbe cambiato nella testa di Mertens. Il belga avrebbe infatti aperto alla possibilità di accettare il biennale offerto dal Napoli, nonostante lui preferirebbe altre condizioni. Inter e Borussia Dortmund seguono l’evolversi della situazione e sono pronte a offrirgli un contratto. Mertens è però molto attaccato ai colori azzurri ed è per questo che potrebbe accettare l’offerta di De Laurentiis, a patto che il Napoli gli consenta di restare competitivo ad alti livelli in Italia e in Europa.

Il Corriere dello Sport sul rinnovo di Mertens:

“Dries non ha ancora deciso nulla: sa dell’Inter e sa del Borussia, ovviamente, ma allo stesso tempo è anche consapevole che il Napoli ha messo sul piatto un’offerta importante per trattenerlo: il medesimo ingaggio attuale, e dunque 4,2 milioni a stagione, fino al 2022 (con bonus alla firma). Mertens, che compirà 33 anni il 6 maggio, dal canto suo aspira a un triennale, però al cospetto di una serie di garanzie tecniche per il futuro potrebbe anche accettare un biennale. Ovvero: vorrebbe ancora competere ad alti livelli in Italia e in Europa”.

Eccellenza-Pomigliano tris al Real Forio, i biancoverdi tornano sulla terra

ECCELLENZA – POMIGLIANO – REAL FORIO 4-0: Nessuno scampo al De Cicco per i biancoverdi, travolti dalla squadra di Carannante nonostante i tanti tifosi al seguito

La squadra foriana resta penultima ad una lunghezza dal Barano terz’ultimo ed all’orizzonte ha un altro impegno durissimo, quello di domenica prossima al Calise contro il Frattamaggiore. Mister De Siano ha eletto il Calise a fortino, ma sarà dura portare avanti il proposito

Simone Vicidomini– Comincia davvero male, e non come era terminato il 2019, il 2020 del Real Forio. La squadra allenata da Nello De Siano è stata pesantemente sconfitta al De Cicco di Sant’Anastasia da un ritrovato Pomigliano, al quarto successo di fila. Reduci da due vittorie consecutive, e con qualche assenza di troppo, i biancoverdi hanno ceduto 4-0, al termine di una partita che ha avuto davvero poca storia. Infatti, il Pomigliano è andato subito in vantaggio con Pastore, ma al quarto d’ora era già sul 2-0 (ci ha pensato Bacio Terracino a siglare dopo l’assist al compagno per la prima segnatura) ed ha chiuso il primo tempo col tris di Foti. La ripresa, con un Real Forio abbastanza incapace di creare grossi grattacapi a Bellofiore, si è aperta con il poker di Catalano e per poco non è arrivato anche il pokerissimo. La squadra foriana resta penultima ad una lunghezza dal Barano terzultimo ed all’orizzonte ha un altro impegno durissimo, quello di domenica prossima al Calise contro il Frattamaggiore. Mister De Siano ha eletto il Calise a fortino, ma sarà dura portare avanti il proposito. Nota a margine: sono stati tanti tifosi che hanno seguito la squadra isolana in terra ferma per sostenerla e con loro si è scusato – per la prestazione offerta – pubblicamente (su facebook) il tecnico Nello De Siano.

LE FORMAZIONI – Il Real Forio ha dovuto rinunciare a Fiorentino (frattura alla mano) e ad Esposito. Oltre ai due, non è potuto scendere in campo nemmeno Joof, per non meglio precisabili motivi legati al suo tesseramento. Quindi, Nello De Siano ha schierato i suoi con un 4-3-3 che ha visto D’Errico fra i pali, la linea difensiva composta da Galloppa, Trani, Iacono e Di Meglio, con a centrocampo Festa, Sorrentino ed Errico più Amabile, De Luise e Babù in avanti.
Il Pomigliano ha risposto, per ordine del suo allenatore Roberto Carannante, con questo 4-3-3: Bellofiore a difesa dei pali, la linea di difesa formata da Barone Lumaga, Esperimento, Rega e Vitiello, quella di centrocampo da Grieco, Foti e Gagliardi, con Catalano, Pastore e Bacio Terracino in avanti.

LA PARTITA – La gara si apre con il Pomigliano che trova il gol del vantaggio fin da subito e di fatti al 6’ Bacio Terracino apre il suggerimento per Pastore che di testa sigla l’1-0.  Al 16’ Gagliardi sfiora il raddoppio con un bel tiro al volo. Al 20’ il raddoppio giunge grazie ad un gol di Bacio Terracino.  Al 23’ il Pomigliano conquista una punizione da posizione interessante: sulla battuta va lo specialista Alessio Foti che va vicino al 3-0. Un appuntamento solo rinviato perché al 35’ è lo stesso Foti che cala il tris al Forio con un bellissimo tiro potente e forte. Al 42’ gli ospiti conquistano un calcio di rigore: sulla battuta va De Olivera para Bellarosa.  Per il giovane portiere è il 5 rigore parato nel corso della stagione 2019/2020. Il primo tempo termina sul 3-0.
Il match riparte e al 4’ il Pomigliano cala il poker agli isolani: di testa il giovane Catalano sigla il 4-0.  E’ dominio assoluto granata.  Al 25’ Pastore sfiora la manita e poco dopo l’occasione del 5-0 è sui piedi di Riverso, ma il suo tiro va alto. La gara prosegue e i padroni di casa sono in avanti fino alla fine e di fatti al 45’ Foti manca l’appuntamento con il gol. Il match termina sul 4-0 finale e adesso testa alla prima trasferta del 2020 contro l’Afro Napoli.

POMIGLIANO         4
REAL FORIO           0

CALCIO POMIGLIANO: Bellarosa, Barone Lumaga (35’st Ricciardi), Foti, Vitiello (26’st Riverso), Esperimento, Rega, Catalano (30’st Labriola), Grieco, Pastore,Gagliardi (44’st Ferraro), Bacio Terracino (40’st Forquet) . A disposizione: De Simone, Guadagno, Carfora, Esposito. Allenatore: Roberto Carannante.

REAL FORIO: D’Errico, Galloppa, Di Meglio (11’st Nicolella), Festa, Trani, Iacono, Sorrentino, Errico (1’st Senese), De Luise (40’st Di Lustro), Amabile (1’st Boria), De Olivera Babù (21’st Migliaccio). A disposizione: Di Maio, Verde, Calise, Senese, Trofa.  Allenatore: Aniello De Siano.

Arbitro: Christian De Angelis della sezione di Nocera Inferiore (Assistenti: Alessio D’Anna di Caserta e Aniello Barbaria di Nocera Inferiore)

Reti: 6’ pt Pastore, 20’ pt Bacio Terracino, 35’ pt Foti, 4’st Catalano (P)

Ammoniti: Barone Lumaga, Galgiardi, Trani, De Luise, De Olivera.

Calci d’angolo: 7-1

Recupero: 1’pt, 3’st.

 

 

 

Gazzetta – Gattuso lavora tra le macerie dell’ammutinamento, ha dimostrato di poter far miracoli

Gazzetta – Gattuso lavora tra le macerie dell’ammutinamento, la scorsa stagione al Milan ha dimostrato di poter far miracoli. Napoli-Inter sarà la notte dei Sergenti d’Italia

Il nuovo allenatore del Napoli, Rino Gattuso, ha accettato una panchina abbastanza impervia per il prosieguo della sua carriera da allenatore. Non solo c’è la pressione di dover far meglio di un mostro sacro come Ancelotti, ma anche la consapevolezza che le difficoltà non sono affatto superate. In conferenza stampa ha sottolineato più volte quanto la squadra si sia mostrata disponibile a seguire i suoi dettami, ma è anche vero che gli strascichi dell’ammutinamento ribalzano ogni tanto nelle menti dei calciatori, della società e anche dei tifosi. Ma se c’è qualcuno in grado di riportare tutti con la testa sul capo, questo è proprio il Ringhio. Una qualità che lo ha reso campione da calciatore e che ha già dimostrato di poter trasmettere nelle vesti di allenatore. Ad esaltare il suo lavoro è stata l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:

“Gattuso è arrivato nuovamente a fine impero, come lo era il Milan che ha allenato. È arrivato in un Napoli lacerato dallo scontro suicida tra presidente e spogliatoio; un Napoli da rifondare, dopo anni gloriosi. Rino sta cercando di portare regole, lavoro ed empatia tra le macerie di un ammutinamento. Cerca il miracolo che gli riuscì al Milan, perché arrivare a un punto dalla Champions la stagione scorsa, fu tale. E la stagione attuale del Milan lo dimostra. Gattuso, senza Koulibaly e Mertens tornato a casa a curarsi, pretende orgoglio e progressi. È la notte dei Sergenti d’Italia”.

Il Mattino – Tutti pazzi per Meret: piace alle big di Premier, ma anche a Juve e Inter

Il Mattino – Tutti pazzi per Meret: piace alle big di Premier, ma anche a Juve e Inter. De Laurentiis non intende aprire alla sua partenza. Probabile la partenza di Karnezis

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, sul portiere del Napoli Alex Meret si sarebbero fiondate le big di Premier League.
De Laurentiis stravede per il gioiellino che sta diventando piano piano punto fisso della squadra e non intende privarsene per la prossima stagione. Su di lui ci sarebbero anche Juventus e Inter:

Il Mattino sulle offerte ricevute dall’agente di Meret:

“La Premier è impazzita per il portiere che il Napoli considera incedibile e che andrà a formare una delle pedine su cui ripartire nella prossima stagione. Ma il procuratore, Federico Pastorello ha ricevuto diverse offerte per Meret. Anche in Italia, Inter e Juventus hanno già mostrato forti interessamenti. De Laurentiis non intende aprire alla sua partenza. Se arriverà offerte interessanti, potrebbe partire Karnezis”.

 

De Laurentiis non intende aprire alla sua partenza. Se arriverà offerte interessanti, potrebbe partire Karnezis”.De Laurentiis non intende aprire alla sua partenza. Se arriverà offerte interessanti, potrebbe partire Karnezis”.De Laurentiis non intende aprire alla sua partenza. Se arriverà offerte interessanti, potrebbe partire Karnezis”.

Il Mattino – Lobotka-Napoli, De Laurentiis incontra gli agenti: potrebbe essere convocato contro la Lazio

Il Mattino – Lobotka-Napoli, De Laurentiis incontra gli agenti: potrebbe essere convocato già contro la Lazio sabato prossimo. Il Napoli è prontissimo ad accoglierlo

Secondo l’edizione odierna de Il Mattino, il Napoli sarebbe ad un passo dal colpo Lobotka. Il centrocampista del Celta Vigo potrebbe essere addirittura convocato per il match di sabato prossimo contro la Lazio. Nei prossimi giorni il presidente De Laurentiis incontrerà gli agenti del calciatore per chiudere. Fumata bianca in arrivo:

“Si scopre che c’è un motivo per cui il Celta non vuole scendere sotto i 22 milioni di euro per chiudere l’operazione: il Nordsjaelland, il club norvegese da cui nell’estate del 2017 è arrivato Lobotka, ha una percentuale sulla rivendita del 25 per cento. Da qui il braccio di ferro sul prezzo del cartellino. Occhio, perché De Laurentiis incontrerà tra domani e giovedì gli agenti di Lobotka alla Filmauro per chiudere l’affare. Vuole fare un regalo a Gattuso e questo regalo sarà Lobotka. Il Napoli è prontissimo ad accoglierlo. Gli impegni nei rispettivi campionati hanno fatto slittare di qualche giorno il faccia a faccia definitivo. O la va o la spacca, ma la fumata bianca è attesa in questa settimana. L’impressione è che Lobotka possa andare in panchina con la Lazio, sabato prossimo“.

Teste Calde: una corsa verso la distruzione totale (Lo Piano – Saint Red)

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In questi ultimi decenni troppe teste calde continuano ad arrogarsi il diritto di calpestare con ogni mezzo la convivenza fra i Popoli.

Teste Calde: una corsa verso la distruzione totale (Lo Piano – Saint Red)

Il Medio Oriente continua ad essere in fiamme, stessa cosa dicasi per la Libia, Afghanistan, Algeria, Burundi, Colombia, Congo, Costa D’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Israele, Palestina, la lista è molto più lunga.

Le grandi potenze cercano di sfruttare a loro vantaggio ogni minimo cambiamento politico, una quantità infinita di armi vengono vendute, le guerre fratricide e tribali, continuano ad essere fonti di ricchezza per molti Stati.

Il numero dei morti continua a salire, non passa giorno che non avvengano stragi: l’essere umano è solo carne da macello, la vita di milioni di persone non ha alcuna valenza, si convive con la morte come se fosse un evento naturale.

Il possibile invio di truppe turche in Libia è solo un granello di sabbia nello scacchiere mondiale, cosi’ come l’uccisione del generale iraniano Soleimani. In queste ultime ore si sono avute un’infinità di minacce non solo verbali, a queste potrebbero seguire lunghe scie di morte.

Da un lato Trump non vuole la guerra, ma la fa, dall’altro gli Iraniani coveranno per anni il loro odio verso gli Stati Uniti, dicendosi pronti a infliggere gravi perdite al popolo americano, sarebbe solo questione di tempo. Fra i tanti messaggi inviati dai combattenti iracheni ve ne è uno abbastanza chiaro :

“Americani preparate le bare”.

L’odio è il principale “carburante” dei contendenti, la religione completa il quadro, in nome suo si continuano a compiere stragi e orrendi delitti.

L’Isis, dato per morto, sta riprendendo quota e coraggio, averne decapitato i vertici, sembra che sia servito a poco, solo alcuni giorni fa sono state mozzate le teste ad alcuni loro ostaggi.

In questo contesto l’Europa sembra che stia a guardare, l’invio di nuove truppe nei territori caldi sparsi nel Mondo sembra che non serva a placare gli animi.

Per non parlare del Dittatore della Corea del Nord, Kim Jong Un, che cambia idea da un giorno all’altro: 2 giorni fa ha sparato un altro dei suoi missili a lunga gittata, tanto perché si possa continuare a parlare di lui.

Noi tutti da un momento all’altro ci potremmo trovare in qualche conflitto dalle conseguenze imprevedibili, bastano pochi bottoni per mandare in aria il nostro sistema planetario.

Nei caveau militari mondiali ci sono tante migliaia di bombe atomiche, ne basterebbero molte di meno per distruggere il nostro pianeta.

Nonostante ciò la corsa agli armamenti non cessa mai, la Russia ha in dotazione missili invisibili capaci di colpire i più remoti bersagli, l’America si darà presto da fare per non rimanere indietro.

E’ tutta una corsa verso la distruzione totale.

Teste Calde: una corsa verso la distruzione totale / Lo Piano SaintRed

Aumentano i biglietti dei treni in Sicilia

I viaggiatori dovranno sborsare il 10% in più sui biglietti e sugli abbonamenti dei treni. Il Governo regionale: sevizi migliorati, costi aumentati.

Trenitalia ha annunciato un aumento del 10% di biglietti e abbonamenti (settimanali, mensili e annuali) a cominciare da domenica e dal 1 gennaio 2020, supportata dalla Regione Sicilia che considera i costi della compagnia ferroviaria minori nell’isola rispetto alle altre regioni.

L’aumento del costo dei biglietti scatta subito dopo l’arrivo dei nuovi treni, che sono stati presentati in le scorse settimane a Palermo (e giorno 8 ci sarà il bis a Catania) e che miglioreranno, una volta messi a regime, la circolazione in Sicilia, quantomeno “svecchieranno” la flotta.

Tuttavia i nuovi treni supertecnologici non possono viaggiare in molti luoghi nell’Isola, causa binari e infrastrutture obsolete.

“Le nuove tariffe – ha dichiarato l’assessore ai Trasporti Marco Falcone – sono inevitabili. Nel 2019 infatti abbiamo scongiurato un aumento del 7%. Oggi, a fronte di un miglioramento del servizio e lavori alla rete ferroviaria, il 10% in più credo sia sopportabile dall’utenza”.

Di tenore diverso sono i dati in possesso del Comitato pendolari siciliani (Ciufer) secondo cui i treni siciliani, sarebbero in perenne ritardo. Il comitato pendolari, ha monitorato 9 linee, conteggiando 40.636 minuti di ritardo. È quanto emerge dall’analisi di circa 11mila treni in esercizio lungo la Messina-Catania-Siracusa, Catania-Palermo, Palermo-Trapani, Messina-Palermo, Messina-Sant’Agata di Militello-Palermo, Agrigento-Palermo, Modica-Ragusa-Caltanissetta, Siracusa-Ragusa-Gela e Catania-Caltagirone. Nel dettaglio, dei 749 treni monitorati sulla Catania-Palermo 180 risultano essere arrivati a destinazione in anticipo sull’orario previsto, 32 in orario, 266 con un ritardo entro i 5 minuti, 94 in ritardo di 10 minuti, 63 in ritardo di 20 minuti e 98 oltre i 20 minuti. A ciò si aggiungano 18 treni soppressi e 11 parzialmente soppressi, per complessivi 3.994 treni-chilometro cancellati e 6.581 minuti di ritardo.

Il 4 gennaio scorso ilSole24ore scriveva che “… è molto semplice dimostrare, in proporzione, che i maghrebini, nel medioevo, lungo le vie carovaniere del Sahara, quantunque muniti di cammelli e dromedari, erano più veloci dei treni siciliani. Trapani dista da Catania 315,5 km: il treno copre questa distanza in 6 ore e 30 minuti, se la buona sorte arride ai viaggiatori. Ma il tratto TP-CT è ‘fortunato’, per così dire. Se da Trapani si vuole andare a Messina, se cioè si vogliono percorrere appena 14 km in più (329,3 km), occorrono addirittura più di 8 ore. Il viaggio si trasforma in una vera e propria via crucis – nei termini della sofferenza, non in quelli temporali, dato che la via crucis dura di meno –, se invece, da Trapani dobbiamo raggiungere Ragusa perché sono necessarie 10 ore (quasi 11, a voler esser onesti) per fare 359,1 km”.

L’opinione.

Quanto sopra è una piccola parte di un impareggiabile specchio (la Sicilia) ormai in frantumi, cui ogni singolo pezzo riflette rovine. Mancano infrastrutture viarie e collegamenti con il continente e quelli che ci sono costano parecchio. In Sicilia ci sono livelli di povertà in crescita pure tra chi lavora. I giovani sono sempre più tagliati fuori dall’occupazione. La popolazione è sempre più vecchia. Siamo tra i primi per: abbandono della scuola dell’obbligo; disoccupazione; arretratezza economica-sociale; disorganizzazione pubblico-politica. L’emigrazione sta poi svuotando la forza biologica, artigiana e professionale. Stanno rimanendo gli statali e regionali (mantenuti con il debito pubblico e l’estorsione fiscale ai resilienti conterranei ancora laboriosi, produttivi, operosi e proprietari). Chi può e ha la disponibilità manda persino i figli a studiare fuori dalla Sicilia. Siamo pieni di mafiosi e nuove generazioni di guappi. Abbiamo, guarda caso e da sempre, trasversali Governi regionali, Parlamenti, politici e burocrati, ingordi, apatici e inconcludenti, i cui eletti, incaricati, nominati, assoldati o assunti, spesso, quando non sono persino condannati, sono indagati per corruzione e addirittura per mafia, anche quando ostentano antimafia. Continua da sempre lo spreco di denaro pubblico. La Sicilia sta divenendo un deserto di decadenza e abbandono. I cittadini siciliani si è ormai come inebetiti e rassegnati. Siamo tutti ad aspettare da decenni qualche “messia” e passiamo da un colore politico, di profittatori e predoni, ad un altro analogo, mentre aspettiamo che cambi tutto quando di fatto non muta niente. Ma come si esce da questa annosa trappola ?

L’immagine di copertina è ricavata da Facebook.

Adduso Sebastiano

Roma Torino | Le formazioni ufficiali live dall’Olimpico

 Tutto pronto allo stadio Olimpico per l’anticipo tra la Roma di Paulo Fonseca e il Torino di Walter Mazzarri. La partita rappresenta la prima sfida del 2020 ed è valida per la 18esima giornata di campionato. Vediamo le scelte dei due allenatori.

Dallo Stadio Olimpico, vi sveliamo le formazioni ufficiali dei giallorossi e dei granata

Tutto pronto allo stadio Olimpico per questo anticipo serale tra la formazione allenata da mister Paulo Fonseca e quella allenata da Walter Mazzarri, prima sfida del 2020 in programma alle ore 20.45, gara valida per la l8esima giornata di campionato.

Il Torino è reduce dalla sconfitta pre-natalizia con la Spal mentre la Roma  ha chiuso l’anno con una bella vittoria in trasferta sulla Fiorentina (4 a 1), che è costata la panchina a Vincenzo Montella. Tornano Florenzi e Perotti titolari; Pellegrini preferito a Mkhitaryan.

La ripresa dopo la sosta è sempre un’incognita. Buona la cornice di pubblico presente questa sera.

Vediamo le scelte dei due mister per questa gara:

Le formazioni ufficiali:

ROMA (4-2-3-1) Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.

TORINO (3-4-2-1) Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Lukic, Rincon, Aina; Verdi; Berenguer, Belotti.

Dallo Stadio Olimpico, la nostra inviata Maria D’Auria

Epifania 2020: festa solidale per bambini di famiglie in difficoltà

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Epifania 2020. Le associazioni Aliante, Aquilone Azzurro, Garden Club Stabia, Moica, Ass. Prometeo Per La Spesa Sospesa e l’avv. Ernesto Sica hanno organizzato una festa solidale per bambini di famiglie in difficoltà per il giorno 6 gennaio alle ore 11.00 presso il Salone Viviani a via vico S.anna a Castellammare di Stabia. I bambini della nostra Città sono tanti e spesso dimenticati, momenti come questi sono molto importante per infondere gioia e dignità ai nostri piccoli stabiesi ed aiutano ad alimentare positivamente tutta la comunità cittadina.

Epifania 2020: festa solidale per bambini di famiglie in difficoltà / Redazione Campania

Collegata da archivio

SUD – CRONACA

“Befana Tricolore”, un’iniziativa stabiese per i bimbi delle famiglie in difficoltà

Befana solidale a Castellammare di Stabia Castellammare, ieri la Befana tricolore. Come da tradizione, il gruppo del Consigliere Ernesto Sica, unito ad una…

MILANO ospita l’Annunciazione di Filippino Lippi a Palazzo Marino

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L’Annunciazione di Filippino Lippi è la tradizionale mostra a Palazzo Marino che Milano offre ai milanesi per il periodo natalizio

MILANO ospita Filippino Lippi a Palazzo Marino

Puntuale, come da un decennio a questa parte, la città di Milano da appuntamento ai milanesi – e non – per la consueta mostra natalizia a Palazzo Marino. È ormai tradizione consolidata la scelta di un’opera pittorica custodita in altra città italiana e che poi viene ospitata con tutti gli onori nella sala Alessi di Palazzo Marino, per tutto il periodo natalizio.

Quest’anno la scelta è caduta su Filippino Lippi, il delicato pittore fiorentino vissuto a Firenze in pieno Rinascimento. Fu figlio d’arte, essendo il padre pittore anch’egli ma soprattutto fu discepolo del sommo Sandro Botticelli, alla cui bottega si formò e perfezionò. Il maestro Botticelli di Filippino era anche amico, tanto che, ancora quindicenne, lo iscrisse alla Compagnia di san Luca, che era la confraternita degli artisti nella Firenze dell’epoca: correva l’anno 1472. Di lì ad un decennio il “nostro” Lippi è già un artista affermato e quotato, ricevendo incarichi da vari committenti che ne apprezzano l’arte ed il valore. Tra questi si annovera il Comune di San Gimignano, allora molto ricco e fiorente.  I Priori e i Capitani di San Gimignano non commissionano una Annunciazione per caso, ma per il fatto che in molte città italiane dell’epoca il Capodanno coincideva con il nostro 25 marzo, giorno del concepimento di Gesù, che proprio in quel giorno l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria. Insomma se il Natale cade il 25 dicembre, tutto ebbe inizio nove mesi prima, giusto il tempo di una umana gravidanza, quale fu quella di Maria, anche se operata prodigiosamente dallo Spirito.

Filippino nel 1483-84 realizza una Annunciazione insolita, anziché un’unica tela egli dipingerà due tondi che raffigurano uno l’arcangelo nunziante e l’altro la Vergine del “fiat”. Ovviamente si voleva enfatizzare l’effetto simbolico della raffigurazione “ab Incarnatione Domini“.

Il prestito è un’operazione culturale molto fruttuosa vicendevolmente: per Milano che ospita ed offre un’opportunità museale gratuita ai milanesi e per la città di San Gimignano che fa il prestito, perché approfitta della “vetrina” milanese per ricevere visibilità e promozione al suo patrimonio artistico. In cambio del prestito il Comune di Milano si sdebiterà finanziando il restauro di un’opera presente nella Pinacoteca di San Gimignano.

La mostra, inaugurata il 29 novembre scorso, resterà aperta fino al 12 gennaio. L’allestimento in Sala Alessi di palazzo Marino è molto suggestivo. Il curatore ha studiato un percorso in penombra che conduce il visitatore a trovarsi in un vestibolo dove vengono proiettati in successione decine di dettagli delle due tele ad alta definizione, che fanno cogliere dettagli che mai si sarebbero notati ad una visione d’insieme. L’opera viene come scandagliata rigo per rigo: l’occhio gode e la mente spazia, nel considerare la maestria di un giovane pittore di soli 26 anni capace di tanta bravura.

Poi, finalmente si viene introdotti nella sala, davanti all’opera e qui è il cuore che riceve un tonfo di commozione, di fronte a tanto tripudio di colori, di fronte a tanta compostezza di volumi e di forme unite alla cura dei particolari che si erano prima ammirati e che adesso si vanno a cercare ed a tentare di individuarli ad uno ad uno. Colori pastosi, panneggio vaporoso ma leggiadro, sfondi fantasiosi, cura della prospettiva, arredo ricco di simbologia rendono i due tondi opera degna di ammirazione e contemplazione, per coglierne appieno estetica e messaggio allegorico.

La visita costituisce un’esperienza gratificante: i visitatori vengono accolti, guidati e congedati con garbo e competenza. A fine visita è disponibile una capiente sala audiovisiva, dove un filmato riprende tutte le tematiche storico-artistiche concernenti l’opera in modo da soddisfare anche i palati culturalmente più esigenti. Uscendo si ricevono in omaggio coupon per ottenere sconti successivi in altre mostre e musei cittadini. Come invito ed incentivo a fruire sempre più dei beni culturali ed a coltivare la Bellezza che essi suscitano nel nostro animo.  In questi tempi opachi in cui sembra prevalere l’egoismo, la disumanità, l’irrazionalità della forza bruta, come auspicio per il nuovo Anno 2020 non è male. Anzi.

Un grazie alla generosa Milano, da sempre città aperta ed accogliente, è più che doveroso.

Carmelo TOSCANO

 

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Napoli-Inter, i convocati di Gattuso: Fabian Ruiz recupera, Tonelli in lista; Koulibaly e Mertens out

Napoli-Inter, i convocati di Gattuso: Fabian Ruiz recupera, Tonelli in lista; Koulibaly e Mertens out

Seduta pomeridiana per il Napoli al Centro Tecnico. Gli azzurri preparano il match contro l’Inter di lunedì 6 gennaio al San Paolo per il posticipo della 18esima giornata di Serie A (ore 20.45).
Allenamento sul campo 2 per la squadra che ha svolto una prima fase di attivazione seguita da partitina mani e piedi.  Successivamente lavoro di reattività e velocità. A chiusura di sessione, esercitazioni tecnico tattiche. Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Ghoulam e Koulibaly.
Al termine dell’allenamento Gattuso ha diramato la lista dei convocati:

Portieri Meret, Karnezis, Ospina
Difensori Di Lorenzo, Hysaj, Luperto, Manolas, Mario Rui, Tonelli
Centrocampisti Allan, Elmas, Fabian Ruiz, Gaetano, Zielinski, Younes, Callejon
Attaccanti  Insigne, Lozano, Llorente, Milik, Leandrinho,

https://twitter.com/sscnapoli/status/1213855489198571521

 

 

Allenamento sul campo 2 per la squadra che ha svolto una prima fase di attivazione seguita da partitina mani e piedi.  Successivamente lavoro di reattività e velocità. A chiusura di sessione, esercitazioni tecnico tattiche. Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Ghoulam e Koulibaly.Allenamento sul campo 2 per la squadra che ha svolto una prima fase di attivazione seguita da partitina mani e piedi.  Successivamente lavoro di reattività e velocità. A chiusura di sessione, esercitazioni tecnico tattiche. Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Ghoulam e Koulibaly.

Gattuso: “L’Inter è una squadra, hanno qualità che noi dobbiamo ritrovare! Koulibaly e Mertens sono out”

Gattuso: “L’Inter è una squadra, hanno qualità che noi dobbiamo ritrovare! Koulibaly e Mertens sono out, valutiamo le condizioni di Fabian Ruiz. Lozano l’ho visto in gran forma”

L’allenatore del Napoli, Rino Gattuso, è intervenuto nel corso della conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato contro l’Inter. Queste le sue parole:

“Non dobbiamo pensare al ciclo terribile che avremo di fronte. Bisogna fare una grande prestazione. L’Inter è una delle squadre più forti a livello fisico, hanno un grandissimo allenatore. Se facciamo la stessa gara che abbiamo fatto contro il Sassuolo saremo nei guai.
Dobbiamo migliorare sulla tenuta in campo, dobbiamo saper soffrire.
Voglio vedere lo stesso entusiasmo che ho visto il primo giorno. Sto vedendo gli occhi di chi mi sta dando tutto. Dobbiamo proseguire su questa strada qui.
Preoccupato per la gara contro l’Inter? Per l’importanza della gara sì, ma non perché si chiamino Inter. Dobbiamo rispettarli, hanno grande mentalità composta da grandi giocatori. Dobbiamo prepararla bene e giocarla nel miglior modo possibile.

Mertens? Aveva fastidi, non si è allenato bene. Ha lavorato a livello aerobico, ha un edema, distrazione degli adduttori. L’abbiamo mandato a casa per farsi curare dai suoi uomini di fiducia, tornerà mercoledì sera”.

Ibra al Milan, hai pensato di tornare in campo? Io ci lascio le penne! (ride, ndr). Io sembro il nonno di Ibra, questo lavoro ti distrugge.
Regali di compleanno? Non voglio regali, voglio una squadra orgogliosa. Insieme alla società  e ai ragazzi voglio far ritornare l’entusiasmo al San Paolo.  Ultimamente vedo un ambiente freddo”. 

Lozano? Questa settimana l’ho visto molto bene. Abbiamo cambiato modo di lavorare. Può darci una grande mano ma deve migliorare, non può fare 20-30 scatti e poi non averne più. Ne servono 120-130. Se riusciamo a farlo esprimere come ha fatto al PSV potrà essere importante. Callejon sa già quello che vogliamo e per questo lui è più avanti. Voglio vedere il Lozano degli ultimi sette giorni, vivo, brillante e col veleno”.

Difesa? Abbiamo provato a recuperare Koulibaly, ma non mi sembra il caso di rischiare di perderlo per lungo tempo. Lui avrebbe voluto giocare. Abbiamo provato Di Lorenzo centrale, ha fatto bene ma c’è Luperto. Oggi valutiamo chi sta meglio
Allan?
Ha sempre giocato mezz’ala, può fare qualche gara di contenimento ma è uno a cui piace andare in avanti.”.

“A inizio stagione era immaginabile pensare a un distacco del genere dall’Inter. Non dobbiamo guardare la classifica, dobbiamo pensare partita per partita”.

Centrocampo? Valutiamo le condizioni di Fabian Ruiz. Il singolo giocatore può far vincere 1-2 partite, ma è il gruppo che garantisce un futuro. Spero di raggiungere una compattezza di squadra.

Insigne? Lo dite voi che non è esploso. In carriera ha fatto tanto senza che nessuno gli regalasse niente. Se vedo partecipazione do il cuore per i miei calciatori. Sono disposto a fare di tutto per loro. Solo io so quanto questa squadra sta dando a me e allo staff. E’ questa la strada da seguire. Insigne è penalizzato dal fatto di essere napoletano: è il primo a prendere gli insulti. Deve pensare solo ad allenarsi”.

L’Inter di Conte? Ha dato una mentalità. Sanno soffrire, tenere il campo e poi ripartire: hanno entusiasmo e qualità. Anche l’anno scorso esprimevano un buon calcio, ma tutto il resto è merito di Conte.  E’ merito dell’allenatore. Lo scorso anno esprimevano un buon calcio, tutto questo è merito di Antonio Conte, giocano da squadra. Nell’Inter vedo tutto questo, vorrei vederlo anche nella mia squadra

Isa Danieli in “Raccontami. Una passeggiata devota” (Recensione)

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Castellammare, 4 gennaio 2001 Teatro Supercinema, recensione dello spettacolo: Isa Danieli in “Raccontami. Una passeggiata devota”.

Isa Danieli in “Raccontami. Una passeggiata devota”

Grandi applausi ieri sera al Teatro Supercinema per Isa Danieli che, in “Raccontami. Una passeggiata devota”, ha riproposto sulla scena i più bei personaggi delle opere teatrali di cui è stata negli anni insuperabile interprete.
Personaggi intensi, carismatici, dalla potente drammaticità, che l’hanno consacrata signora indiscussa del teatro italiano e attraverso i quali l’attrice ha ripercorso le tappe della sua fortunata carriera.
Un viaggio a ritroso nel tempo, per rendere omaggio ai grandi maestri coi quali ha lavorato e che le sono rimasti nel cuore, una passeggiata appunto “devota”: da Eduardo De Filippo ad Annibale Ruccello, da Manlio Santanelli a Ugo Chiti, da Enzo Moscato a Roberto De Simone.
Così rivivono sulla scena la “Regina Madre” di Manlio Santanelli, che racconta al figlio il primo incontro col padre, un incontro non convenzionale per il suo comportamento considerato all’epoca spregiudicato e trasgressivo.
Non convenzionale anche il racconto dell’adolescente Miriam, madre di Cristo che, in “In nome della madre” di Erri De Luca, partorisce da sola in una stalla, senza l’aiuto di nessuno, restituendoci l’immagine di una donna indipendente che risolve i problemi da sola, così diversa da quella tramandataci dalla tradizione.
La .Donna Clotilde in “Ferdinando” di Annibale Ruccello, il grandissimo e compianto autore stabiese, è la baronessa borbonica in decadenza che disprezza la nuova cultura affermatasi dopo l’unificazione d’Italia e pretende, andando controcorrente, che si parli esclusivamente in napoletano.
La Chiarina di “Bene mio e core mio” del grande Eduardo è la donna che si è sacrificata per la famiglia e che ora rivendica prepotentemente il suo ruolo di padrona di casa di fronte ad un ipotetico matrimonio del fratello.
Con Nanà di “Luparella” di Enzo Moscato, l’attrice ci fa rivivere gli orrori della seconda guerra mondiale, la ribellione della donna che arriva a commettere un omicidio, mentre in “Allegretto (per bene…ma non troppo) di Ugo Chiti, racconta delle violenze maschili che hanno spinto Domenica a diventare una prostituta.
Un excursus di personaggi femminili di grande spessore drammaturgico, che incarnano l’evoluzione della donna nella società italiana del Novecento. Donne coraggiose che, relegate a ruoli subalterni, lottano contro i pregiudizi, si ribellano alle grette convenzioni di una società oppressiva e profondamente in crisi.
Il reading si conclude con un testo di Di Roberto De Simone, l’autore de “La gatta Cenerentola”, il capolavoro teatrale che ha fatto conoscere la Danieli al grande pubblico. Di De Simone, l’artista recita “Dedica segreta”, un toccante j’accuse sulle violenze e le prevaricazioni perpetrate ai danni delle donne fin dalla notte dei tempi.
Un’interpretazione magistrale, che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso, emozionato per la straordinaria forza espressiva e per la carica umana dell’artista, una delle più grandi attrici del teatro contemporaneo.

Adelaide Cesarano

Castellammare si candida a Capitale Italiana della Cultura 2021

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Il sindaco ha comunicato la candidatura di Castellammare a Capitale Italiana della Cultura. Entro il 2 marzo va presentato il Dossier per essere valutato

Castellammare si candida a Capitale Italiana della Cultura 2021

Castellammare di Stabia – Nell’ultimo Consiglio comunale dell’anno appena trascorso, il sindaco Gaetano Cimmino ha comunicato all’assemblea di aver presentato una manifestazione di interesse e dunque la candidatura di Castellammare di Stabia, a “Capitale Italiana della Cultura 2021”.

Una notizia che abbiamo deciso di dare con consapevole ritardo, per quanto già diffusa, per non disperderla nel marasma festivo e nelle legittime “distrazioni” natalizie, perché la riteniamo importante e dunque meritevole di riflessione, approfondimento e discussioni che dovrebbero andare oltre l’assise comunale.

Un bando pubblicato dal Ministro per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo (MiBACT) che ha istituito detta iniziativa nel 2014 e che, come recita lo stesso bando, ha la finalità di “sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”.

44 sono le città che hanno presentato la loro candidatura e per la Campania, oltre Castellammare, Capaccio Paestum, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida e Teggiano.

Le città che hanno inoltrato la loro candidatura, devono presentare entro il 2 marzo prossimo, i propri dossier di candidatura. Dossier che saranno esaminati da una giuria composta da sette esperti che selezioneranno, entro il 30 aprile, i 10 progetti finalisti e le rispettive città saranno poi invitate ad un pubblico incontro di presentazione e di approfondimento del dossier presentato.

Da qui la scelta della città Capitale Italiana della Cultura 2021 che avverrà entro il 10 giugno e a seguire la formalizzazione da parte del Consiglio dei Ministri.

La città vincitrice, terrà questo titolo per un intero anno e riceverà un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Importante è dunque la predisposizione del dossier e a tale proposito leggiamo che il 22 gennaio a Firenze, a cura di una Fondazione è prevista una giornata seminariale di formazione che lo scopo di fornire agli Enti che presenteranno la candidatura elementi strategici e della comunicazione, utili alla definizione di un Dossier che risponda a quanto indicato nelle Linee Guida previste dal bando.

Non sappiamo se Castellammare deciderà di partecipare e dunque essere maggiormente pronta a questa importante sfida che necessità anche e soprattutto, del coinvolgimento e la collaborazione dell’intera comunità.

Un risultato finale che non è semplice da raggiungere attestato, al netto dal programma delle attività da sviluppare nell’intero anno, da tutte una serie di modalità e presupposti che necessitano di lavoro, impegno, tempo e una visione complessiva di quanto è necessario e possibile proporre, per aspirare a conseguire il risultato finale.

Senza scoraggiarsi comunque pensiamo che per questo tentativo vadano predisposti strumenti di lavoro capaci di impegnare, e con il poco tempo a disposizione, tutte le potenzialità esistenti a Castellammare.

Così come vanno organizzati momenti di informazione, che è anche un modo per coinvolgere e far sentire la comunità tutta, protagonista (proviamo a pensare a una iniziale conferenza stampa del primo cittadino), momenti di ascolto e tutto a cura di un organismo, di un gruppo di lavoro, una commissione, chiamiamola come vogliamo, che va subito costituita e avviata da subito a predisporre il tutto.

Una opportunità, un momento di grande visibilità nazionale e internazionale, che potrebbe segnare una svolta per la città, che vale la pena provare credendoci e impegnando al massimo quanto è possibile impegnare.

Lo scorso anno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2021 è stato assegnato a Matera, quest’anno a Parma.
Giovanni Mura