CdS – Asse Napoli-Hellas Verona: Rrahmani promesso agli azzurri, Amrabat per ora starebbe aspettando un’offerta dell’Inter
L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta alcuni aggiornamenti sulle trattative in corso tra Napoli ed Hellas Verona per Amrabat e Rrhamani. Gli azzurri vorrebbero prelevarli entrambi, ma il centrocampista marocchino starebbe attendendo un’offerta dall’Inter prima di prendere la decisione finale. Più vicino, invece, l’arrivo del difensore kosovaro.
“Il Napoli si è portato il lavoro avanti con il Verona, c’è un patto per Amrabat e per Rrahmani, un centrocampista e un difensore, che messi assieme vengono valutati qualcosa come venticinque milioni circa. Ma Amrabat sta tergiversando un po’, avendo intuito che ci sarebbe anche l’Inter, mentre Rrhamani è assai più vicino di quanto sembri. Però questo è il mercato che verrà e ce n’è sempre uno che si può addobbare con un altro innesto, possibilmente sulla corsia di sinistra, in difesa, o anche altrove”.
L’edizione odierna del Corriere dello Sport ripor ta alcuni aggiornamenti sulle trattative in corso tra Napoli ed Hellas Verona per Amr abat e Rrha mani. Gli azzurri vorreb bero prelevarli entrambi, ma il centrocampista maro cchino starebbe attendendo un’offerta dall’Inter prima di prendere la decisione finale. Più vici no, invece, l’arrivo di Rrahmani.
Benedetto XVI ha rispetto a Papa Francesco, parere differente sulla questione del celibato dei preti, in “Des profondeurs de nos coeurs” lo esprime chiaramente.
Benedetto XVI e Papa Francesco sul celibato dei preti: visioni parallele?
Le opinioni del Papa emerito Benedetto XVI e Papa Francesco sono state ancora una volta messe a confronto, in quanto le loro visioni sebbene mirino sempre al bene della Chiesa guardano però ad orizzonti differenti. Questa volta il tema è quello del celibato dei preti.
Come spiegava il teologo Valerio Mauro, nel 2019, rispondendo alla domanda di un lettore su toscanaoggi.it , dove gli venivano chieste delucidazioni in merito al fatto se il celibato fosse sempre stato valido per i preti : “Il Nuovo Testamento presenta una situazione chiara per i chiamati a esercitare un ministero nella giovane chiesa. Dato il contesto culturale dell’epoca, è presumibile che gli apostoli fossero sposati. Certamente lo fu Pietro, del quale si ricorda la suocera. Secondo la tradizione, l’unico apostolo non sposato sarebbe stato Giovanni.
Le lettere pastorali offrono una testimonianza più limpida. A Timoteo si raccomanda che gli episcopi siano «irreprensibili, mariti di una sola donna, sappiano guidare bene la propria famiglia e abbiano figli sottomessi e rispettosi, perché se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?» (1Tim 3,2-5). La medesima indicazione si ha per i diaconi, che «siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie» (1Tim 3,12). A Tito è rivolta una raccomandazione simile: ogni presbitero, che lui dovrà stabilire nelle varie città dell’isola di Creta, «sia irreprensibile, marito di una sola donna e abbia figli credenti, non accusabili di vita dissoluta o indisciplinati» (cf Tt 1,5-6).
Anche se in questo tempo dell’era apostolica non è stata ancora chiarita la distinzione fra le varie figure nominate, i termini episcopi e diaconi, corrispondono certamente figure di ministeri ordinati. Per la loro scelta, dunque, non solo il matrimonio non è un impedimento, ma deve essere valutata la loro capacità di guidare la propria famiglia. L’indicazione di essere sposati con una sola moglie dipende dalla prospettiva condivisa nelle prime generazioni cristiane dell’unico matrimonio durante la vita terrena.
Nei secoli seguenti, l’influsso culturale dell’epoca favorì l’inserimento di una visione sacrale, che richiedeva la continenza per coloro che avevano la presidenza del culto, soprattutto dell’eucaristia. Questa idea di «purità rituale» era molto diffusa, anche al di fuori della tradizione giudaica. Pertanto, pur ordinando soprattutto uomini sposati, si cominciò a chiedere loro una continenza sempre più ampia ed estesa, e non solo nei giorni in cui avrebbero celebrato l’eucaristia. Le prime testimonianze in tal senso sembrano essere attestate dal concilio di Elvira (Spagna, inizi del IV secolo), che al canone 33 prescrive l’astensione dai rapporti coniugali per il clero sposato.
Una testimonianza più chiara l’abbiamo nella lettera del 385 di papa Siricio al vescovo di Tarragona. Il papa chiede che l’ordinazione a qualunque ministero, episcopale, presbiterale o diaconale, sia riservata a uomini sposati una volta sola. Al tempo stesso si proibisce che generino figli, perché sono tenuti a osservare la purità rituale: se sacerdoti e leviti d’Israele dovevano osservarla durante il loro servizio al tempio, i ministri della chiesa sono chiamati ad un servizio senza interruzione.
Il processo continua sotto la medesima prospettiva, attraverso vari interventi magisteriali, trovando una divaricazione fra le tradizioni orientale ed occidentale. L’Oriente cristiano continua l’ordinazione di uomini sposati, chiedendo loro di astenersi dai rapporti coniugali in prossimità della celebrazione dei santi misteri. Il celibato diventa riservato alla figura del vescovo, che nella sua persona, dedita come pastore ad una precisa chiesa locale, rappresenta simbolicamente il Cristo sposo della sua Chiesa.
In Occidente il processo matura diversamente, segnato dalla considerazione negativa dei rapporti sessuali, anche se vissuti all’interno della relazione coniugale. Papa Leone magno, raccomandando a vescovi e presbiteri di trasformare la loro vita da carnale in spirituale, chiede di non allontanare le proprie mogli, ma di vivere con esse come se non fossero le loro spose. Lo stato di ministri sposati continuò ad essere diffuso nell’alto medio evo, insieme a quello del concubinato, accettato più facilmente perché non poneva problemi di eredità alla morte del ministro. Le necessarie riforme portate avanti all’inizio del secondo millennio spinsero decisamente verso una condizione celibataria del clero latino.
Dalla riforma di Gregorio VII al pontificato di Innocenzo III si sviluppa una continua e progressiva riaffermazione della necessità celibataria per il clero. La contrapposizione con la visione protestante porterà un’ulteriore radicalizzazione della norma cattolica latina. Questa è la storia, ricca di tensioni diverse, di valutazioni che mutano, di possibili aperture al futuro.”
Mercoledì prossimo in Francia per l’editore Fayard, uscirà il libro “Des profondeurs de nos coeurs” scritto da Papa emerito Benedetto XVI a quattro mani con il cardinale Robert Sarah. In questo è forte il chiaro il messaggio in merito alla questione se sia o meno necessario il celibato per i preti, dove scrive: “Io credo che il celibato dei sacerdoti abbia un grande significato ed è indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita”.
Papa Francesco invece, in una conferenza stampa del 28.01.2019 tenutasi in aereo (reperibile sul canale youtube TV2000), risponde alla domanda con particolare attenzione: citando san Paolo VI: “Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato”, continua però sottolineando il fatto che il periodo storico in cui una frase del genere fu detta, erano gli anni ’68-’70. Papa Francesco ritiene che il tema debba essere aperto rispetto ai casi dove esiste il problema pastorale per la mancanza di sacerdoti. “Non dico che si debba fare, perché non ho riflettuto, non ho pregato a sufficienza su questo. Ma i teologi devono studiare”.
Quello che si evince ad oggi, è che grazie a Papa Francesco molti temi di questo genere, quasi sempre considerati taboo e intoccabili, vengono quantomeno portati alla luce di conversazioni e confronti, inoltre, cosa non da poco, catturano l’attenzione e quindi inducono alla riflessione l’intera comunità (credente o meno), perché indipendentemente dalla Fede, sono temi che riguardano gli esseri umani e verso i quali è legittimo prestare attenzione su quella che è la situazione attuale e quale potrebbe esserne l’evoluzione.
Altro tema che certamente continuerà a tenere alta l’attenzione pubblica è scoprire come Papa Francesco vorrà rendere “più Importante” il ruolo della Donna nella Chiesa.
Tuttosport – Fiducia in Ospina nonostante l’erroraccio: Gattuso ora lo preferisce a Meret, il colombiano sa giocare anche con i piedi
Secondo l’edizione odierna di Tuttosport, Gattuso nutrirebbe ancora molta fiducia in Ospina nonostante l’erroraccio che ha condizionato irrimediabilmente la partita contro la Lazio. Non è escluso che il portiere colombiano possa partire titolare nei prossimi match. L’allenatore del Napoli in questo momento lo preferisce a Meret per un motivo ben preciso:
Sabato a Roma contro la Lazio in campionato è toccato a Ospina macchiarsi dell’errore decisivo che ha costretto i partenopei alla settima battuta d’arresto nella Serie A 2019-2020. A proposito del colombiano, pare che Gattuso continui a tenerlo in grande considerazione, nonostante quanto successo all’Olimpico. All’allenatore calabrese piacciono i portieri bravi anche con i piedi. In questo aspetto Ospina si fa preferire a Meret, assente a Roma anche per un problema all’anca. Non va dimenticato, che anche il portiere prelevato dall’Udinese è stato protagonista di uno svarione in occasione della sconfitta interna di lunedì scorso contro l’Inter. Uno dei tanti errori individuali che stanno condannando il Napoli a una classifica da horror. Le defaillance in fase difensiva non sono le uniche ragioni per le quali nelle ultime 10 giornate gli azzurri hanno vinto solo contro il Sassuolo”.
CdS – Calciomercato Napoli, per Tsimikas mancano solo i dettagli, l’Olympiacos ha fissato il prezzo: contatti anche con Vertonghen che è in scadenza con il Tottenham
Il mercato del Napoli non si fermerà a Demme e Lobotka. La squadra mercato azzurra starebbe, infatti, lavorando freneticamente per portare nuovi rinforzi già a gennaio. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, l’affare più vicino alla chiusura dovrebbe essere quello per assicurarsi le prestazioni del terzino sinistro greco Tsimikas. Il ds partenopeo avrebbe inoltre iniziato a prendere contatti con gli agenti di Vertonghen, esperto difensore centrale in scadenza con il Tottenham:
“Il nome che riempirebbe la fascia di sinistra, quella sulla quale ormai è rimasto solo Mario Rui (e per l’emergenza Hysaj), quella dalla quale è scomparso Ghoulam (che Giuntoli vorrebbe vendere ma mica è semplice con quel carico di bonus che si è conquistato al momento del rinnovo, poco prima che si infortunasse) è Kostas Tsimikas: ha (avrà a maggio) 24 anni, costa intorno ai sei milioni, ha battuto la concorrenza di Koutris, è rimasto sul taccuino del diesse e di Maurizio Micheli, il capo dell’area scouting, e anche lui sogna. Al Napoli è venuta la tentazione di pensare ad un trentatreenne (ad aprile), ma di qualità, come Jan Vertonghen: va in scadenza, a giugno, con il Tottenham, ci sono stati ripetuti colloqui con il suo entourage che hanno creato spiragli e spinto a una serie di riflessioni. E’ una ipotesi tenuta lì, anche perché il Progetto in genere sfugge a certe scelte d’età avanzata (Llorente è stata un’eccezione) e però non si sono registrati novità, non perché si possa pensare che si chiuda in tempi rapidi. Ma se il belga dovesse aver voglia di andar via dalla Premier, per cominciare ad allestire il proprio futuro, il Napoli sarebbe pronto ad accelerare”.
Roma Juventus 1-2. Serata nera all’Olimpico per i giallorossi che vengono fermati da Demiral e Ronaldo. Zaniolo infortunato, finisce qui la sua stagione?
Roma sconfitta per 2 a 1 dalla Juventus, Demiral e Ronaldo decidono la gara. Rottura del crociato per Zaniolo.
Roma- Dopo la sconfitta con il Torino con cui inaugura il 2020, la Roma di Fonseca continua a perdere all’Olimpico. Stasera è la Juventus a mettere ko i giallorossi con un gol di Demiral realizzato dopo solo tre giri d’orologio e con il rigore trasformato da Ronaldo al 10’. Serata nera per i giallorossi, che peggiora con il brutto infortunio di Zaniolo al 34’. Nella ripresa provano a pareggiarla, mostrando la grinta che era mancata nel primo tempo, ma non riescono ad andare oltre il 2 a 1.
I giallorossi si fanno agganciare dall’Atalanta che nell’anticipo di sabato sera ha pareggiato contro l’Inter. La prossima gara all’Olimpico sarà tra Roma e Lazio, il 26 gennaio. Un’altra sfida che potrebbe mettere in difficoltà i capitolini perché da un lato c’è una Lazio brillante, dall’altra una Roma traballante.
La gara.
La Juve gela la Roma con un gol inaspettato che arriva dopo solo tre minuti dal fischio d’inizio: Smalling devia un tiro di Dybala su punizione, Demiral al volo calcia in rete portando i bianconeri in vantaggio.
Al 10’ arriva il raddoppio degli ospiti. Veretout perde palla e, nel tentativo di recuperarla, atterra Dybala nell’area piccola. L’arbitro estrae il giallo ed assegna il rigore trasformato da Ronaldo. 2 a 0 per la Juventus.
Demiral si infortuna e la Juve resta temporaneamente in 10. E arriva l’occasione gol per la Roma. Pellegrini calcia in porta sulla respinta corta di Szczesny, ma Rabiot arriva sulla traiettoria della palla respingendo a sua volta toccando con il braccio. Nessun dubbio per l’arbitro Guida che lascia proseguire: il braccio era attaccato al corpo.
Alla mezz’ora la situazione per la Roma si complica ulteriormente: Zaniolo con una bellissima azione personale, si invola verso l’area di rigore braccato da due avversari. De Ligt lo ferma ma la caduta è grave, Zaniolo esce tra le lacrime, entra Under al suo posto. Il giovane, trasportato a Villa Stuart, riporta una rottura del legamento crociato del ginocchio destro con lesione meniscale. Su Instagramm, qualche ora dopo, scrive “Vi giuro, tornerò più forte di prima”.
Grande intervento di Pau Lopez prima dell’intervallo, il portiere ferma un bel tiro di Cristiano Ronaldo.
Nella ripresa la Roma torna più motivata e più determinata. Ma manca sempre quella dose di aggressività che potrebbe cambiare la gara. La Roma costruisce, crea molte più occasioni senza riuscire mai a concretizzare. Fa un buon possesso palla mentre la Juventus rallenta.
Al 64’ ancora un’occasione sfiorata dai giallorossi: Dzeko in area di rigore prova la conclusione sul primo palo ma colpisce in pieno il legno. Insiste la Roma e, ancora, Dzeko offre una palla d’oro ad Under che colpisce di testa ma la palla rimbalza prima sul ginocchio di Alex Sandro, poi sulla mano. Rimpalli involontari che salvano la porta bianconera.
I giallorossi accorciano le distanze, stavolta è il Var a decidere a favore dei padroni di casa. Un tocco di mano del terzino bianconero, infatti, costa il rigore alla Juve e Perotti, dal dischetto, non sbaglia. Roma 1, Juventus 2. La Roma ci crede ma la difesa avversaria è impenetrabile.
Nel recupero Pellegrini spreca una grandissima occasione: in area di rigore, tenta la conclusione ma calcia male mandandola fuori. A nulla servono i 5 minuti di recupero, la gara si conclude con la vittoria della Juventus per 2 a 1 e torna prima in classifica.
Consapevole delle capacità dell’avversaria, Fonseca nel post partita si ritiene soddisfatto della prestazione dei suoi uomini che hanno continuato a spingere fino all’ultimo minuto. Con Zaniolo fuori dai giochi, si dovrebbe provvedere ad un nuovo ed importante acquisto, risorse economiche permettendo. Fonseca nelle prossime ore incontrerà il dirigente per sottoporgli la questione.
TABELLINO
ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout (66′ Cristante); Zaniolo (35′ Under), Pellegrini, Perotti (82′ Kalinic); Dzeko. All. Fonseca JUVENTUS (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Demiral (19′ De Ligt), Bonucci, Alex Sandro; Rabiot, Pjanic, Matuidi; Ramsey (69′ Danilo); Dybala (69′ Higuain), Cristiano Ronaldo. All. Sarri
Ammoniti: Veretout (R), Pjanic (J), Kolarov (R), Mancini (R), De LIgt (J), Cuadrado (J), Cristante (R), Kalinic (R), Florenzi (R)
Dei cittadini, al grido “Non c’è un Nord e un Sud ma solo un’Italia” raccontano l’abbandono in cui sono state lasciate le loro stazioni e i rispettivi collegamenti.
“Siamo nella stazione ferroviaria di Rosolini – inizia così il video delle otto persone che alternandosi, con evidente amarezza, raccontano le condizioni di totale abbandono in cui versano le stazioni ferroviarie e i collegamenti dei loro rispettivi paesi – come potente ben vedere è rimasta solo la panchina per potere prendere il treno. La stazione ferroviaria ormai è dismessa, è chiusa, in quanto è stata adibita ad un ristorante albergo, non ci sono i servizi igienici e non c’è neppure la possibilità di fare un biglietto in questa zona, è tutto nel totale abbandono”.
Si cambia la zona e prosegue nella descrizione un altro del gruppo “Qui siamo a Noto Marina, oggi meta di turismo mondiale, migliaia e migliaia di turisti vengono da tutto il mondo per visitare questi splendidi luoghi. Eppure un tempo esisteva una linea ferrata che da noto conduceva a Noto marina. Oggi purtroppo questa linea ferrata è stata dismessa e questa grande opportunità per il turismo non esiste più”.
Ci si sposta ancora e cambia pure l’interlocutore che dice “Siamo a Noto Città patrimonio dell’umanità, Qui la stazione è stata dismessa ed esistono solo le panchine per il transito dei treni. Da qui una volta attraverso la linea ferroviaria che conduceva a Pachino si potevano raggiungere le località balneari di Noto marina e di Vendicari, oggi non è più possibile seppure queste località siano divenute mete turistiche importati e affollatissime. Bene, analizzata la triste realtà della ferrovia netina ora ci spostiamo a Pachino”.
E nuovamente si cambia luogo e anche chi espone la situazione “Qua ci troviamo nella stazione ferroviaria di Pachino abbandonata anche questa, siamo nella parte più a Sud della Sicilia perché siamo vicino a Capo Passero. Si parla sempre di grandi opere, della freccia rossa, freccia grigia, freccia di tutti i colori a Nord e qua non ci è rimasta neanche una freccia spuntata”. Continua un altro del gruppo “La stazione di Pachino, come ben Giuseppe ha preceduto nella discussione, anche aggiungo che negli ani passati che ormai è stata chiusa la stazione, si sono persi tante opportunità per quanto riguarda lo scalo merci, visto che Pachino, grande produzione mondiale del ciliegino, ovviamente aveva uno scalo merce per lo smercio e la spedizione di produzione di Pachino. Oggi viene tutto trasportato su gomma, quindi l’opportunità che aveva Pachino sulla ferrovia ormai non c’è più”. Cambia ancora colui che parla “Come potete vedere qui abbiamo quattro linee ferrate. Questa stazione che ora è completamente in disarmo dovrebbe essere pienamente attiva, pullulante di persone, di merci, di attività, sia per quanto riguarda il traposto di persone che per quanto riguarda il traffico commerciale e invece è completamente in disuso. Giorno 11 gennaio venite con noi, noi faremo questa esperienza, vedremo insieme le condizioni della ferrovia siciliana, noi abbiamo fatto l’esempio della zona Sud dove viviamo, riteniamo purtroppo che le condizioni di tutta la ferrovia siciliana sicuramente non saranno diverse da quelle che riguardano la nostra zona. Venite con noi, ci scambieremo le reciproche impressioni, e cercheremo di capire per quale motivo siamo arrivati a questo punto e che è arrivato il momento, è arrivato il momento di reagire”.
A questo punto tutto il gruppo all’unisono fa sentire un’ultima voce: “Non c’è un Nord e un Sud, ma solo un’Italia”.
La pagina Facebook di questi nostri conterranei che stanno cercando di mostrare le condizioni di abbandono nelle quali si trova la viabilità siciliana, nella fattispecie quella ferroviaria e capirne anche le motivazioni, è Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale – Sicilia.
L’opinione.
Dalle nostre pagine di Vivicentro, redazione siciliana, non possiamo che purtroppo confermare e anche più in generale, le amare considerazioni del gruppo di cittadini di cui sopra. La Sicilia è una Regione forzosamente assoggettata, abbandonata e svuotata da sempre: dallo Stato, Regione, una volta le Province ora le Città metropolitane, Enti vari e innumerevoli, Comuni, Partecipate, Giustizia, Burocrazia, Ordini professionali, Associazioni di categoria, Imprenditoria, Sindacati e cosiddetta nobile società civile. Un’Isola tradita dai trasversali siciliani eletti negli anni che la dovevano e la dovrebbero rappresentare nei due Parlamenti, regionale e nazionali nonché in Europa; sprezzata nel tempo dai Governi regionali e nazionali; ingannata dalle Istituzioni e dai boiardi. I siciliani sono stati in un certo senso obbligati ad adeguarsi, assuefarsi, opportunamente quasi a rassegnarsi, poiché il bisogno poi detta legge, come anche il senso ancora della famiglia impone di preoccuparsi dei figli e, soprattutto, la consapevolezza che si è impotenti innanzi a norme e interpretazioni arroganti, oppressive e subdole, diventa depressione, regressione, appiattimento. Se poi si aggiunge a tutto questo la (guarda caso) parallela mafia, i cittadini sono come in una trappola. Dalle nostre pagine spesso si deve ancora concludere: Come se ne esce ?
Si è svolto ieri, a Catania, un evento che fa parte di un ciclo di incontri promossi in tutta Italia, dalla Senatrice M5S Cinzia Leone di Monreale (PA), Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Sono intervenuti la Senatrice Tiziana Drago, l’eurodeputato Dino Giarrusso e la deputata regionale Roberta Schillaci.
“Le voci della differenza,” contro la violenza di genere nelle famiglie mafiose.
L’evento è stato organizzato a Catania dalla Senatrice M5S Tiziana Drago, di Trecastagni (CT), Segretario della Commissione permanente Finanza e Tesoro, e della Commissione bicamerale per le questioni regionali.
Il tema era incentrato su donne vittime di violenza all’interno di famiglie mafiose, ma non vittime di mafia. Quindi sulle donne che hanno trovato il coraggio di testimoniare e di raccontare di sé. Dibattito tematico volto a porre come fine unico la conoscenza e la sensibilizzazione di un fenomeno tanto silenzioso quanto grave.
L’incontro ha avuto luogo a Viagrande, Comune in provincia di Catania, in cui risiede l’Eurodeputato Dino Giarrusso, presso l’Hotel Villa Itria, moderato dal giornalista Gianfranco Marcelli, vice direttore di “Avvenire” e capo della redazione romana fino al 2015, attualmente collaboratore presso il giornale quotidiano “Conferenza Epistolare Italiana”.
Dopo i saluti istituzionali e l’accoglienza del Sindaco Franco Leonardi e dell’Assessore alle Pari opportunità Rosanna Cristaldi, grati ai relatori per aver scelto il paese etneo che amministrano, come sede per trattare un argomento così importante, è iniziato il giro di interventi.
Nel discorso introduttivo, la Senatrice Drago del M5S essendo un’insegnante, è stata spinta dal suo stesso ruolo ad occuparsi di questa tematica, e in quanto tale, sostiene sia un dovere civile, morale ed etico per un docente, occuparsi di problematiche del genere e di grande rilevanza.
Per la Senatrice, la figura dell’insegnante, infatti, va equiparata ad un pubblico ufficiale e dal momento che attraverso il suo lavoro entra all’interno delle famiglie e dei loro contesti, se ne è coinvolti, per questo motivo,al fine di mantenere il docente in una posizione di oggettività, è benenon sia dello stesso Comune in cui opera.
La Senatrice del M5S Cinzia Leone, a proposito di cognomi o famiglie più o meno “ingombranti”, ha ricordato la figura di Maria Rita Lo Giudice, venticinquenne, reggina, la quale, malgrado i tanti sforzi compiuti per cercare di costruirsi una propria strada quale anche prendersi la laurea a pieni voti in Economia, probabilmente non è riuscita ad alleggerire un “fardello” e malessere della situazione familiare in cui viveva, tanto che parrebbe si sia suicidata – ci sarebbero infatti ancora delle indagini in corso – poiché come sostengono alcuni, sembra si vergognasse del cognome che portava (mentre altri dicono che ne andasse fiera) giacché il suo cognome era quel di “Lo Giudice” che a Reggio Calabria è spesso associato alla ‘ndrangheta.
Ha spiegato che la commissione d’inchiesta, di cui lei è vice presidente, si muove sulle 4P: Prevenzione, Protezione, Punizione e Politiche Integrate. Lei si occupa della prima, divisa in due aspetti: comunicazione e formazione. A tal proposito, ha presentato e depositato un disegno di legge sull’educazione emozionale che in maniera trasversale e scientifica, dà luogo di poter parlare di “gestione delle emozioni”, a partire dai 3 anni e fino ai 18, in un percorso evolutivo nelle scuole.
La Leone, ha poi concluso il suo discorso invitando le donne a fare squadraalla solidarietà femminile, da cui certamente si può trarre grande giovamento.
Interessante il punto di vista e l’intervento di Salvina Nastasi, Funzionario assistente sociale e collaboratrice della Questura di Catania, che ha testimoniato quanto sia alto il numero delle donne vittime di violenza di genere che spesso si rivolgono all’ufficio, e quanto sia importante per loro, il contatto con le forze dell’ordine, che proprio perché primo deve essere ben gestito.
Ha parlato anche del senso di colpa che erroneamente queste donne provano. Chi non ne conosce i meccanismi manipolativi di relazioni affettive pericolose come queste, non sa che molti uomini mettono in campo delle strategie ad hoc, proprio per condurle in questo stato di malessere.
La Funzionaria della Questura, ha ben spiegato, come si può accompagnare la vittima nel percorso di riuscita, ovvero, monitorando la situazione e mantenendo i contatti con essa, come stanno facendo a Catania, dove la rete antiviolenza sta funzionando molto bene, avvalendosi di un pool che lavora in maniera egregia.
Ha infine volto il suo pensiero anche e soprattutto alle donne che hanno perso la vita per mani di chi diceva di amarle.
In ambito penale e criminale, efficace anche l’intervento della Professoressa di Diritto processuale penale e Direttore nazionale Postgraduate Fondazione Ymca Italia, Daniela Mainenti, che dopoaver fatto notare, come ad oggi, il Femminicidio non esiste tra i termini del nostro sistema giuridico, anche se è equiparato a reati gravi come lo stalking, dovrebbe invece essere tipizzato dal legislatore e assumere aspetti penalistici. Inoltre, ha parlato non soltanto della presenza delle donne nel circuito mafioso in quanto vittime della, o controla mafia, ma pure di quelle che sono per la mafia, e spesso “portatrici di comunicazione e di continuità”, citando la Ninetta Bagharella, vedova del boss mafioso Salvatore Riina e la Mariangela Di Trapani.
La prof.ssa, con l’occasione dell’incontro e della presenza di rappresentanti delle Istituzioni e della Politica, ha auspicato una maggiore attenzione nei passaggi fondamentali normativi, secondo i quali il legislatore non dovrebbe lasciare da solo il Magistrato nella decisione e valutazione caso per caso.
La Mainenti, ha terminato definendo il senso del suo intervento un invito a tutti gli operatori, a migliorarsi con sinergia, anche culturalmente, con lo scopo di far venir meno quel consenso sociale al potere territoriale e arcaico su cui si fonda l’organizzazione mafiosa, in maniera da far ritornare e far provare al contrario, il sentimento della vergogna a chi vi appartiene o simpatizza, e oggi in “disuso”.
Parla di una emergenza sociale ancora all’anno zero, Roberta Schillaci, Deputata M5S Ars, Componente della commissione regionale antimafia, anche se, stanno già facendo delle proposte come “il reddito di libertà”,che consentirebbealle donne di allontanarsi dai contesti violenti e degradati, come anche dal subire violenze psicologiche, così da potere quanto meno raggiungere una sorta di indipendenza anche economica.
La Deputata, ha pure citato Piera Aiello, che aveva deciso di collaborare con la Giustizia, nonché Valeria Grassi che a Madonia si era determinata ad aprire una palestra e ove, con coraggio, ha denunciato i pizzini il giorno dopo, tanto che dapprima ha avuto la scorta, che però ora le è stata tolta.
Tuttavia, e purtroppo, ha aggiunto, “il reddito di libertà” non è ancora stato finanziato, in quanto la Corte dei Conti ha congelato una serie di capitoli alla Regione.
L’On. Schillaci, ha concluso ricordando volentieri Lea Garofalo, testimone di giustizia italiana, vittima della ‘ndrangheta, e la figlia che proseguì la battaglia antimafia, affermando che le donne “invisibili” spesso stanno in silenzio pur sapendo tutto, venendo sovente considerate “custodi dell’onore”. Pertanto, potrebbe essere complesso aiutarle, ma lo si deve fare, anche attraverso “paracaduti” messi a disposizione da tutti gli attori istituzionali e non.
A seguire, è intervenuto Dino Giarrusso, Deputato M5S al Parlamento Europeo, il quale ha invitato tutti a riflettere pure sui contesti criminali e culturali in cui le donne spesso, mal convinte o essendo concettualmente sopraffatte, tramandano una cultura mafiosa ai propri eredi.
Un’inchiesta, ha specificato l’Eurodeputato, condotta dallo stesso nell’ambito dello spettacolo, ne è stato un chiaro esempio, poiché l’eco iniziale dell’indagine si è interrotto immediatamente nel momento in cui veniva coinvolta, davanti all’opinione pubblica, una persona molto potente e conosciuta in ambito televisivo.
Attraverso quella inchiesta si è evidenziato come in Italia la legge in merito è del tutto “infelice” ed impunita, rimarcando la “totale mancanza di sanzione sociale”, e le conseguenze da cui ne derivano anche poi culturalmente i cattivi esempi.
Giarrusso, ha citato inoltre Giancarlo Siani, il primo giornalista ucciso dalla camorra sul quale aveva fatto un film. Ha rammentato, anche la figura della madre di Peppino Impastato, Felicia Bartolotta Impastato, la quale, ha dovuto convivere tra il conflitto affettivo con il marito appartenente alla famiglia mafiosa e un figlio invece, giornalista antimafia.
L’eurodeputato ha dunque concluso il proprio intervento sottolineando che, essendo la violenza di genere un problema culturale, lo Stato dovrebbe avere una duplice funzione per risolverlo: da un lato occorrerebbe sanzionare e reprimere, e per un altro verso pensare anche ad un supporto culturale mediante un progetto educativo scolastico alla legalità.
Ha terminato il giro di interventi Mons. Antonio Raspanti, Vescovo di Acireale, che si è appellato ad un accorato incoraggiamento per tutti: “Non è vero che non si può vincere!”
Anche il successivo confronto con il pubblico è stato molto interessante e di profondo livello.
La Juventus oggi è di scena in casa della Roma con uno stadio stracolmo. Ecco le formazioni ufficiali.
La Juventus all’Olimpico contro la Roma con uno stadio stracolmo. Ecco le formazioni ufficiali.
Roma- In sessantamila per una notte all’Olimpico in un big match contro gli avversari storici. Da Turone ad oggi sembra passato un attimo, invece tanti nuovi tifosi lo conoscono soltanto di nome, non per aver visto dal vivo quella Roma. La Juventus oggi è di scena in casa della Roma con uno stadio stracolmo.
La squadra di mister Fonseca scenderà in campo con:
Dopo la brutta sconfitta con la compagine di Mazzarri domenica scorsa i giallorossi sono chiamati a fare l’impresa contro l’altra squadra di Torino che domina da sette anni il campionato italiano.
Sarà una prova da superare di squadra, con il gruppo, con il massimo della coesione e con le individualità quali Dzeko, Pellegrini e Zaniolo.
Il bel tempo aiuterà sicuramente lo spettacolo così come una Juve momentaneamente inseguitrice dell’Inter di Conte, da ieri al primo posto in classifica.
Il Miracolo di Marcellino – Il Musical andrà in scena alla Casa della Musica Federico I, il 19 Gennaio ore 18 e il 20 gennaio alle ore 10 in replica esclusiva per le scuole.
Il Miracolo di Marcellino – Il Musical: quando Gesù è il tuo migliore amico
NAPOLI- Il Miracolo di Marcellino – Il Musical andrà in scena alla Casa della Musica Federico I, il 19 Gennaio ore 18 e il 20 gennaio alle ore 10 in replica esclusiva per le scuole.
All’ origine della storia c’è un’antica leggenda popolare spagnola, che narra di un neonato abbandonato, raccolto in fasce ed allevato con amore dai frati di un convento. Crescendo il bimbo sentirà il bisogno di un Amico e lo troverà in un crocifisso dimenticato nella soffitta abbandonata del convento. Ogni giorno Marcellino porta al suo Amico pane e vino presi di nascosto dalla dispensa dei frati. Gesù ascolta i suoi desideri e quando Marcellino chiede di poter vedere sua mamma… Gesù lo accontenta, con un gesto d’Amore che sarà poi ricordato come il Miracolo di Marcellino.
Il miracolo di Marcellino – Il Musical è una produzione Direzione Spettacolo e Darec Academy, nel Cast: Gio’ Di Tonno, Giorgio Marchegiani, Roberto Lovera, Myriam Somma, Giovanni De Filippi, Francesco Polizzi, Arsenio Spinillo, Andrea Lami, Emanuele Revalente, Valerio De Negri, Veronica Di Giacobbe.
Le musiche dello spettacolo sono a cura di Mons. Frisina, la regia associata di Riccardo Trucchi e Antonio Melissa, la super visione artistica del M° Gino Landi e la voce di Gesù affidata a Giò di Tonno sono alcuni degli ingredienti del musical che in soli 10 giorni ha registrato più di 12.000 presenze al Teatro Sistina di Roma. Il regista Riccardo Trucchi ha dichiarato: – abbiamo voluto evidenziare un grandissimo concetto espresso da Papa Giovanni Paolo I°: che l’amore di Dio è come l’amore di una mamma perché, come egli stesso citò il 10 Settembre 1978: “Dio è madre e non vuole farci del male”.
Negli anni ’50 il film “Marcellino Pane e Vino” con la regia di Ladislao Vajda e Pablito Calvo nel ruolo di Marcellino, fece commuovere intere generazioni, oggi grazie a questo spettacolo, la storia di Marcellino viene raccontata ancora: lo spettacolo si rivela profondo, che commuove e che diverte nello stesso tempo. Uno spettacolo rivolto a tutti che ci pone dinanzi a temi importanti visti con gli occhi di un bambino, e grazie al quale ricordiamo che in fondo tutti noi custodiamo dentro di noi quell’ innocenza e quella fede in qualcosa di grande e inspiegabile.
Under 17 A-B, Juve Stabia-Roma 1-7: secca sconfitta per le Vespette contro la capolista del campionato. In vantaggio con Lucci poi solo Roma
Under 17 A-B, Juve Stabia-Roma 1-7: secca sconfitta per le Vespette
Troppa Roma (capolista del campionato) per la Juve Stabia Under 17 di mister Giorgio Lucenti e partita che in pratica si chiude con lo stesso risultato dell’andata quando i giallorossi si erano imposti con il medesimo risultato di oggi contro le Vespette. Eppure la gara era iniziata molto bene per la Juve Stabia con il vantaggio iniziale siglato da Lucci, neo acquisto e ultimo arrivato questa settimana dalla sessione di calciomercato in maglia gialloblù. Poi la capolista del torneo ha fatto vedere la differenza di valori tecnici in campo.
Il tabellino del match:
JUVE STABIA – Tessitore, Campagnuolo, Tufano (64′ Polito), Caputo, Lauro, Di Pasquale, Esposito, Affinito (64′ D’Ambrosio), Lucci, Romilli (72′ D’Angelo), Damiano (81′ Moccia). A disp. Maresca, Caiazza, Pecorella, Mattera, Marzoli. All. Lucenti
ROMA – Mastrantonio, Ludovici, Falasca, Catena (45′ Voelkerling), Diaby, Di Carota, Nobile (61′ Meloni), Bruno (63′ Evangelista), Koffi (72′ Cantarelli), Logrieco, Cassano. A disp. Del Bello, Sarna. All. Piccareta
GOL – 14′ Lucci (J), 21′ rig, 30′, 87′ Cassano (R), 38′ Nobile, (R) 67′ Koffi (R), 70′ Voelkerling (R), 81′ Ludovici (R)
AMMONIZIONI – Campagnuolo (J)
ESPULSIONI – /
Di seguito tutti i risultati della quattordicesima giornata del campionato Under 17 Serie A-B Girone C:
Lecce-Crotone 1-3
Benevento-Frosinone 1-3
Trapani-Cosenza 2-2
Pescara-Perugia 1-1
Juve Stabia-Roma 1-7
Napoli-Ascoli 3-1
Per effetto di questi risultati la classifica è la seguente: Roma sempre più saldamente in testa con 36 punti, segue il Napoli con 29 punti, Frosinone e Pescara con 24, Ascoli 21, Crotone 20, Benevento 19, Perugia 17, Cosenza 13, Trapani e Juve Stabia 12 punti, Salernitana 10, Lecce ultimo con soli due punti.
Nel prossimo turno Juve Stabia di scena a Crotone domenica 19 gennaio alle ore 15.
Il consigliere Sica denuncia che la Soget SpA sta inviando lettere inesatte contestando il mancato pagamento di una quota della TASI relativa all’anno 2014.
Stabia (NA) – Avvisi di accertamento TASI 2014: importi non dovuti
In questi giorni molti cittadini stabiesi, aprendo la cassetta della posta, hanno avuto la sgradevole sorpresa di trovarvi una lettera della Soget Spa, la società che gestisce la riscossione dei tributi a Castellammare, che contestava loro il mancato pagamento di una quota della TASI relativa all’anno 2014.
Nella stragrande maggioranza dei casi, però, le contestazioni sono illegittime, in quanto i contribuenti a cui erano state indirizzate ne avevano già pagato tutte le quote relative. A coloro che si sono recati presso gli sportelli della Soget per chiarire l’equivoco, è stato detto che si è trattato di un’errata applicazione della tariffa.
Ma che cos’è la TASI e chi la paga?
La TASI è l’imposta comunale per i servizi cosiddetti “indivisibili”, cioè quelli fruiti da tutti i residenti del comune, come l’illuminazione pubblica, la sicurezza, la manutenzione delle strade, l’anagrafe, ecc.
TASI è l’acronimo di Tariffa sui Servizi Indivisibili ed è stata istituita con il comma 639 della Legge di Stabilità per il 2014. Devono pagarla sia il proprietario che il detentore dell’immobile, secondo aliquote e quote stabilite dal comune.
Dal 2016 questa imposta non è più dovuta sulle abitazioni principali. Nel caso di un immobile dato in uso a familiari o affittato, quando il soggetto che lo detiene lo utilizza come abitazione principale, la TASI è pagata solo dal possessore.
Tornando agli avvisi di accertamento, si è trattato di un’errata applicazione, una “svista burocratica” che però comporta disagi notevoli per i cittadini stabiesi interessati, anche quando possono esibire la ricevuta di pagamento.
Disagi come quello di recarsi presso gli uffici della società, affrontando il traffico, e fare lunghe code agli sportelli. Non tutti possono permetterselo e molti, probabilmente anche per mancanza di tempo, pagheranno somme non dovute.
Ma come mai la Soget commette simili errori?
A chiarirci le idee, il Consigliere comunale Avv. Ernesto Sica che ha denunciato sui Social questo problema.
“Anche se la Soget dispone di validi strumenti per verificare a chi un immobile appartenga e quanto abbiano versato i proprietari, – sottolinea il Consigliere comunale – un errore frequente che commette, quando gli immobili sono in comunione legale dei beni tra due coniugi e uno dei due ne ha già pagato l’intero importo, è quello di chiederne la metà all’altro coniuge”.
“Invito la Soget a prestare maggiore attenzione – afferma l’Avv. Sica – in quanto non tutti i cittadini sono in grado di documentare i versamenti effettuati e molti saranno costretti a rivolgersi (a pagamento) a Caf o professionisti, per dei controlli che invece potrebbero essere fatti d’ufficio dalla Soget stessa. Non pochi poi, probabilmente per imperizia, pagheranno somme non dovute”.
Guarda le foto di Lazio – Napoli realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma che ci raccontano così la sconfitta dei partenopei allenati da Gattuso con i ragazzi di Mister Simone Inzaghi allo stadio Olimpico di Roma.
Lazio e Napoli gara valida per la 19esima giornata di Serie A 2019/20 è stata vinta dai capitolini con un gol nel finale di Ciro Immobile che ha approfittato dell’errore di Ospina. Il Napoli si è confrontato con una delle squadre più in forma del campionato e che alla vigilia promettevano battaglia per restare in scia delle capoliste Inter e Juventus.
Le Formazioni Ufficiali:
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Caicedo, Immobile. A disp.: Proto, Guerrieri, Bastos, Patric, Silva, Jony, Cataldi, Berisha, André Anderson, Adekanye. All.: Simone Inzaghi
NAPOLI (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Mario Rui; Allan, Fabian Ruiz, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne. A disp.: Karnezis, Luperto, Tonelli, Elmas, Gaetano, Lozano, Llorente. All.: Gennaro Gattuso
L’azione del gol della Lazio
82′ ⚽ Clamorosa leggerezza di Ospina! Il portiere del Napoli si fa rubare la palla da Immobile che calcia a porta vuota. Di Lorenzo prova a salvare sulla linea ma non ci riesce e per la Lazio è il gol della vittoria finale
Under 16 A-B, Ascoli-Juve Stabia 2-2: doppietta decisiva di Damiano nei minuti finali. Carnevale fallisce un calcio di rigore sul risultato di 0-0
Under 16 A-B, Ascoli-Juve Stabia 2-2: doppietta di Damiano per le Vespette
Nei minuti finali accade l’inverosimile al “Picchio Village” di Ascoli: la Juve Stabia Under 16 di mister Michele Sacco che era sotto di due reti a zero per effetto dei gol siglati per la squadra marchigiana da Governatori al 21° del primo tempo e da Altamura al minuto 11 della ripresa, riesce nei quattro minuti di recupero concessi dal direttore di gara a riportare incredibilmente in parità la partita. E’ Damiano l’eroe di giornata per le Vespette che sigla entrambe le reti che consentono alla squadra di mister Sacco di uscire imbattuta dalla difficile trasferta di Ascoli quando probabilmente nessuno se lo aspettava più. Da evidenziare che nel corso del primo tempo la Juve Stabia aveva fallito un calcio di rigore al minuto 11 con Carnevale che aveva sparato alto sulla traversa di sinistro la massima punizione accordata dal direttore di gara. Da notare che subito dopo il triplice fischio finale della gara, c’è stata molta tensione tra le due squadre in campo e le rispettive panchine con gli animi che comunque sono ritornati alla calma molto presto senza problemi.
Il tabellino del match:
ASCOLI – Scartozzi, Marcucci, Cisternino, Moliterni, Briganti, Castorina, Acciarri, Stragapede, Rizzi, Di Matteo (45′ Altamura), Governatori (59′ Manari M.). A disp. Orazi, Clemente, Nicolai, Luciani, Zadro, Manari S., Cinelli. All. Pieri
JUVE STABIA – Del Sorbo, Cimino, Pirozzi (72′ Leone), Esposito, Ventrone (63′ Minasi), Santarpia, Vitale (54′ Damiano), Russo, Di Serio, Carnevale (54′ Noviello), Carannante. A disp. Arrichiello, Mollichella, Casillo, Martire, Balzano. All. Sacco
Per effetto del 2-2 conseguito dalla Juve Stabia Under 16 ad Ascoli, la classifica al termine della quattordicesima giornata è la seguente: Roma in testa con 31 punti, segue il Napoli con 29 punti, poi Perugia e Trapani 22, Benevento e Pescara 19, Lecce 17, Juve Stabia 16, Cosenza e Ascoli 12, Frosinone 10, Crotone 7 e Salernitana 5 punti. Nel prossimo turno la Juve Stabia ospiterà il Trapani domenica 19 gennaio alle ore 15:00.
PROMOZIONE – RIONE TERRA – PROCIDA 0-1: I biancorossi ottengono la seconda vittoria consecutiva ed agganciano il podio
La squadra biancorossa, in grande emergenza per l’assenza di Micallo (per infortunio), ma anche per le non perfette condizioni fisiche dello stesso Russo e di De Luise ha portato a casa il risultato al termine di una gara arcigna e grazie ad un super Lamarra
Simone Vicidomini-Il Procida batte il Rione Terra in trasferta, ottiene la seconda vittoria consecutiva e torna al terzo posto della classifica. La partita è stata decisa da una rete di Giorgio Russo, bravo a battere il portiere avversario sugli sviluppi di un calcio di punizione laterale. La squadra biancorossa, in grande emergenza per l’assenza di Micallo (per infortunio), ma anche per le non perfette condizioni fisiche dello stesso Russo e di De Luise, che ha preso il posto del capitano al centro della difesa. Fatto sta, che la compagine di Giovanni Iovine (che ha schierato ben 2 calciatori del 2003 nella formazione titolare, Pisani e Gamba ed ha lasciato un indisciplinato Cibelli in panchina) ha giocato una gara arcigna e, anche grazie ad una ottima prestazione di Lamarra, riesce a portare a casa un risultato davvero importante.
RUSSO SBLOCCA – Fin dai primi minuti sono gli uomini di mister Tiziano Montefusco a fare la partita ed essere subito pericolosi ma, dopo la conclusione ravvicinata di Lucignano, la botta da fuori di Maisto e la giocata spettacolare di Improta, bella ma di poco alta la sua rovesciata, è il Procida a passare tra le proteste generali: su sviluppi di punizione laterale, in mischia Russo in area si ritrova il pallone tra i piedi e batte Granata: il guardalinee rileva un fuorigioco, l’arbitro considera una giocata volontaria il tocco smarcante della retroguardia di casa decidendo così di convalidare il gol: al 16′ è 0-1. Nonostante il gol incassato, il Rione Terra continua a macinare gioco: Corace è il faro della manovra dei puteolani, la catena di sinistra funziona che è una meraviglia con Del Giudice ed Orteca ma Lamarra (miglior in campo degli isolani e della partita) è bravo su quest’ultimo ed il primo tempo finisce 0-1.
LAMARRA SUPER- Stesso spartito nella seconda frazione ancora vibrante ma sempre corretta: Rione Terra padrone del campo anche nella ripresa con il Procida costretto a difendersi nella propria metà campo. Sfortuna ed imprecisione per i flegrei: al 20′ Lucignano stacca di testa ma colpisce la traversa poi è Lanuto a sciupare spedendo a lato da ottima posizione. Il Rione Terra diventa a trazione anteriore, complici gli ingressi delle ali Sica, De Simone e Buonaurio, senza tuttavia sfondare. A ridosso del 90esimo altro sussulto gialloblu ma il Procida può contare su un super Lamarra: l’estremo difensore ospite dice di no pure a Ranieri entrato per dare manforte nell’assedio finale. Al triplice fischio è 0-1.
RIONE TERRA 0
PROCIDA 1
RIONE TERRA: Granata, Fusco, Del Giudice, Maisto (41’st Ranieri), Silvestre, Iervolino (37’st Buonaurio), Orteca (16’st De Simone), Cerchiaro (27’st Sica), Lucignano, Corace, Improta (6’st Lanuto). A disp.: Nasti, Follero, Trincone, Lovriso, Sica. All. Montefusco.
PROCIDA: Lamarra, Gamba (27’st Mammalella), Annunziata, Coppola, De Luise, Russo, Ambrosio (17’st Cibelli), Pisano (3’st Veneziano), Costagliola L., Costagliola A., Mazzella. A disp.: Atteo, Carannante, Vanzanella, D’Auria, Cerase, Calise. All. Iovine.
Arbitro: Esposito di Ercolano (Assistenti: Mallardo e Ganzerli)
Stasera all’Olimpico va in scena il big match tra Roma e Juventus, ultima gara del girone di andata. Fonseca prepara la difesa a tre contro la Vecchia Signora
Roma- Juventus, Fonseca prepara la difesa a tre contro la Vecchia Signora
Roma – Stasera all’Olimpico va in scena il big match tra Roma e Juventus, ultima gara del girone di andata. Fonseca potrebbe blindare il quarto posto con tre lunghezze in più rispetto all’Atalanta. Dopo l’ultima sconfitta in casa contro il Torino, diventa determinante vincere, ma di fronte ci sono i campioni d’Italia.
Secondo il Corriere dello Sport, Fonseca avrebbe intenzione di preparare una difesa a tre dopo aver notato le difficoltà degli avversari contro il sistema di gioco della Lazio (unica squadra ad averla sconfitta in campionato).
L’alternativa al nuovo modulo contro la Vecchia Signora sarebbe il consueto 4-2-3-1 ma con lo spostamento di Cetin sulla fascia destra e l’avanzamento di Florenzi sulla linea dei tre dietro a Dzeko.
In conferenza stampa, Fonseca ha affermato che contro le squadre più forti, la Roma, ha sempre giocato bene e con coraggio. Contro il Genoa, il Torino e il Sassuolo, è stato un problema di ambizione e mentalità. “Dobbiamo volere di più se vogliamo andare nei primi posti- ha sentenziato il tecnico– Non possiamo sbagliare certe partite, a volte ci manca un po’ di aggressività”.
Il tecnico portoghese poi fa i complimenti al suo avversario di cui conosce le capacità. “Conosco la Juve solo con Sarri, è un grandissimo allenatore, uno dei migliori d’Europa, ha un’idea positiva di calcio che mi piace molto. Ha iniziato quest’anno alla Juve ma sta costruendo una squadra molto forte”. E facendo un confronto tra le due prime in classifica, dichiara: “Sono completamente diverse nel modo di pensare il gioco. Non preferisco nessuna delle due, mi piacciono entrambe. Sono due squadre con idee molto forti dell’allenatore. Sono due forme diverse, ma mi piacciono entrambe”.
Alla domanda se allenerebbe la Juventus, risponde determinato: “Non penso al futuro. Sto bene alla Roma e non penso a nient’altro”.
Sul mercato di gennaio non è molto soddisfatto. Ciò che serve alla Roma è un giocatore “pronto”. “Ci serve un giocatore su cui non abbiamo dubbi e non è facile trovarlo, il mercato può essere un’opportunità per prendere giocatori per il futuro, non vogliamo giocatori tanto per fare numero. Non è facile trovare un giocatore pronto per entrare subito in squadra. Se avremo possibilità di trovare un giocatore così staremo attenti, parlo costantemente con Petrachi”
Infine confuta ogni dubbio su Under: “Non stiamo pensando di venderlo, non gioca perché c’è Zaniolo che sta facendo bene”.
Probabili formazioni
ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Lo Pellegrini, Perotti (Cetin, passaggio a difesa a 3); Dzeko. ALL.: Fonseca.
JUVENTUS (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Demiral (De Ligt), Bonucci, Alex Sandro; Rabiot, Pjanic, Matuidi; Ramsey (HIguain); Dybala, Ronaldo. ALL.: Sarri
Un candidato della Lega in Calabria è divenuto notorio sui social riprendendosi nella vasca ad idromassaggio mentre fuma il sigaro e beve rum.
È diventato virale il video di Alfio Baffa, imprenditore 39enne con un passato politico prima in Forza Italia ed ora al fianco di Matteo Salvini, candidato della Lega al Consiglio regionale della Calabria. Ex consigliere comunale di Corigliano, Alfio Baffa, sta spopolando sugli smartphone dei calabresi. È stato infatti questo video a regalargli la momentanea notorietà tra i calabresi e non solo. L’ex consigliere, dal 2013 al 2018, fino alla fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano a seguito del referendum del 22 ottobre 2017, si ritrova in molti cellulari per aver inviato il video in un gruppo WhatsApp, dal nome “Revenge porn” (una sorta di vendetta fatta dagli ex, che consiste nella diffusione di video hard del rispettivo partner) in cui vi sono alcuni suoi amici. Ma poi è stato poi diffuso sul web.
Il video riprende Baffa in una vasca idromassaggio di un hotel di Roma, dopo aver assistito al comizio di Matteo Salvini, mentre fuma un sigaro e sorseggia del rum da un bicchiere di plastica. Il giovane calabrese della Lega si presenterà come consigliere regionale in Calabria alle prossime elezioni del 27 gennaio.
Il protagonista si è difeso in un post su Fb “Un bagno in vasca fa notizia perché i candidati delle altre liste non sono molto “puliti”? O forse è una questione di buon gusto? Perché in quel caso ci tengo a scusarmi: non si può bere del rhum in un bicchiere di plastica!”.
Baffa se la prende con un non meglio precisato ostile interno “Qualche stro… ha fatto circolare questo video: sicuramente è stato qualche nemico interno. Ma si può giudicare un uomo politico da un video?” e aggiunge che il video “stava l’à da tre mesi, era circolato pure dalle mie parti e non era successo nulla. Adesso che sono candidato e mancano pochi giorni alle elezioni regionali, guarda caso è uscito di nuovo2. Del suo partito dichiara “posso dire che mi hanno detto di andare davanti. Ho ricevuto grande solidarietà. Io sono inattaccabile da ogni punto di vista, però quando c’è una competizione elettorale si usano qualsiasi metodo e strumento contro i contendenti. Tre mesi fa già lo conoscevano questo mio video dalla vasca da bagno, adesso è diventato di dominio pubblico. Ma ci tengo a difendermi, perché sono alla prima esperienza di candidatura al Consiglio regionale e non ho mai fatto nulla di male, anzi la gente che prima non mi votava, ora mi voterà: ha capito che ho subito una cattiveria personale e si è posizionata al mio fianco”.
L’opinione.
Si apre insomma in modo evidente quella che potremmo chiamare: “La campagna elettorale della vasca da bagno” con sigaro e rum a seguito, mancando solo la bellona di turno” o nel caso di una donna candidato, il belloccio di turno, oppure dello stesso sesso. D’altra parte e risaputamente, la trasversale politica in Italia, da destra a sinistra, sopra e sotto, è sempre stata un “teatrino” di fiction. Solo che prima non c’erano i social, tanta informazione e si sapeva molto meno, sicché si poteva fare molta etica a buon mercato e retorica ampollosa, dissimulando la realtà e seppellendo quanto accadeva dietro le quinte o nel privato. Oggi invece si sa talmente tanto che non conviene neanche nascondere, anzi, spesso far conoscere e sapere, implicitamente si trasforma adesso in una propaganda elettorale e/o mediatica. Ciò che inquieta è che i cittadini ci siamo come assuefatti e persino ci compiacciamo facendo ironia o canzonature come fosse tutto “normale”. Fino a che dura tutto questo annoso scivolamento pubblico-politico verso l’ignoto cerebro-socio-economico “si va avanti”, parole queste tra virgolette usate in una intervista di qualche giorno addietro da un economista riguardo all’Italia.
ECCELLENZA- REAL FORIO-FRATTAMAGGIORE 0-5: I biancoverdi vengono travolti dai nerostellati con una manita,prestazione davvero deludente
I biancoverdi avevano iniziato la nuova gestione sotto la guida di De Siano con due vittorie che sembravano scacciare tutti i fantasmi vissuti insieme a Citarelli,ma la condizione fisica del brasiliano vista in campo quest’oggi ha gettato la maschera sulla vera condizione in generale di una squadra penultima in classifica condannata con molta probabilità alla retrocessione
Simone Vicidomini-Il Real Forio viene travolto al Salvatore Calise dalla Frattese. I nerostellati si sono imposti sul risultato di 5-0. E’ davvero notte fonda per la squadra di De Siano che ora rischiano seriamente di essere la seconda squadra a retrocedere direttamente. La parabola dei foriani è quella di Babù, i biancoverdi avevano iniziato la nuova gestione sotto la guida di De Siano con due vittorie che sembravano scacciare tutti i fantasmi vissuti insieme a Citarelli,ma la condizione fisica del brasiliano vista in campo quest’oggi ha gettato la maschera sulla vera condizione in generale di una squadra penultima in classifica condannata con molta probabilità alla retrocessione. Una partita già archiviata nella prima frazione di gioco per i nerostellati che hanno chiuso sul risultato di 4-0,dominando il lungo e il largo,ove i biancoverdi non sono mai stati pericolosi. I padroni di casa hanno subito ben tre gol direttamente su azione da calcio d’angolo. A sbloccare il match il match è stato prima Balzano dopo pochi minuti,che nel finale ha trovano la doppietta. Nel mezzo Arario firma il raddoppio con un gran tiro dal limite dell’area,e Fontanarosa cala il tris. Nella ripresa non accade davvero nulla,con ritmi molti bassi e solo girandola di cambi tra le due squadre. Nel finale di partita però a i biancoverdi si fanno ancor più del male con Festa che nel tentativo di intervenire di testa per salvare un gol,deposita in rete. Nel prossimo turno il Real Forio sarà di scena in trasferta in casa del San Giorgio.
LE FORMAZIONI- Il Real Forio ha dovuto rinunciare a Fiorentino fermo ai box per la frattura della mano,Amabile non al meglio,assente anche Joof per un problema di tesseramento. I biancoverdi sono stati schierati da De Siano con un 4-4-2 che ha visto D’Errico tra i pali, la linea difensiva con Galloppa,Iacono,Trani e Di Meglio, il centrocampo con Esposito,Boria,Festa e Sorrentino, in avanti De Luise e Babù. Sul fronte opposto la Frattese è stata schierata in campo da Grimaldi con un 3-5-2:Evangelista a difesa della porta, più Oliva,Tommasini,Viglietti,Balzano,Auriemma,Costanzo,Fontanarosa,Spavone,Arario e Grezio.
BALZANO APRE,ARARIO RADDOPPIA – Al 9’ passa in vantaggio la Frattese:sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Costanzo,Grezio appostato sul secondo palo,la rimette al centro dell’area di rigore e trova la testa di Balzano che con un’incornata trafigge il portiere biancoverde. Al 13’ minuto, rispondono i padroni di casa con un tiro di De Luise dal limite,conclusione a giro e facile preda per Evangelista. Al 17’ minuto, i nerostellati raddoppiano:Costanzo viene servito il quale si appoggia a Grezio che spalle alla porta innesca Arario,il numero 10 fa partire un missile rasoterra dal limite dell’area che si insacca sotto la traversa fulminando D’Errico.
FONTANAROSA TRIS,BALZANO FA POKER- Al 28’minuto, gli ospiti trovano la terza rete: cross di Costanzo per Fontanarosa che con un colpo di testa beffa l’estremo difensore numero uno dei foriani. Alla mezz’ora di gioco Frattese padrona del campo e del risultato. Al 40’ minuto, i bianconeri calano il poker e terzo gol subito dai foriani su calcio d’angolo: Arario spizza di testa in area per Balzano che di testa da due passi impatta in rete,segnando la sua doppietta personale di giornata. La prima frazione di gioco termina sul risultato di 0-4 per la Frattese.
RITMI BASSI- La ripresa si apre con il doppio cambio per la Frattese:escono Spavone e Fontanarosa ed entrano Ferrara e Rizzo. Al 66’ minuto,leggerezza degli ospiti con Tommasini che alleggerisce male di testa verso il suo portiere. Migliaccio (da poco entrato) approfitta dello scarico corto,ma solo davanti ad Evangelista spedisce alto sopra sulla traversa. Ritmi davvero molto bassi in questo secondo tempo, in virtù dell’ampio vantaggio dei nerostellati. A 74’ minuto,occasione per la Frattese con Varriale che va via sulla fascia sinistra,si accentra e calcio di collo piede. La conclusione del neo entrato è angolata e ben calibrata,ma D’Errico si oppone e respinge in calcio d’angolo. Al 78’ tra le file dei biancoverdi esce Babù (prestazione deludente quest’oggi) al suo posto Serban. Al 92’minuto, la Frattese trova il 5-0:cross di Rizzo dalla destra, in area dove Festa incredibilmente nel tentativo di allontanare di testa insacca in rete. E’ l’ultima nota da segnalare,la partita termina così sul risultato di 0-5 per la formazione di Grimaldi.
REAL FORIO 0
FRATTAMAGGIORE 5
REAL FORIO:D’Errico,Galloppa,Di Meglio(69’Della Calce)Festa,Trani,Iacono,Esposito(61’Migliaccio)Sorrentino,De Luise(86’Trofa)Boria,De Oliveira Anderson(78’Serban) A disp.Di Maio,Verde,Di Lustro,Errico,Nicolella. All.Aniello De Siano
FRATTAMAGGIORE:Evangelista,Oliva,Tommasini,Viglietti(80’Pepe) Balzano,Auriemma(73’D’Abronzo)Costanzo,Fontanarosa(45’Rizzo)Spavone(45’Ferrara)Arario(67’Varriale)Grezio. A disp.D’Agostino,Sparano,Pappagoda. All. Sossio Teore Grimaldi
Arbitro:Sabatino Ambrosino della sezione di Nola(Assistenti:Vincenzo Sabatino di Napoli e Vito Marrazzo di Nocera Inferiore)
Reti:9’,40’ Balzano 17’ Arario 28’ Fontanarosa (F) 93’autogol Festa
Juve Stabia, riprendono i tornei Under 15 e Under 16 Regionali: una sconfitta e una vittoria per le Vespette impegnate nei due tornei Regionali
Juve Stabia, riprendono i tornei Under 15 e Under 16 Regionali
Sono ripresi oggi domenica 12 gennaio, dopo la sosta per le festività natalizie, i due campionati Regionali Under 15 e Under 16 che vedono impegnate le rappresentative giovanili della Juve Stabia. Nel campionato Under 15 Regionale Girone C, la Juve Stabia ha subito una sconfitta interna contro il Real Casarea per 0-1. Di seguito tutti gli altri risultati della giornata:
Virtus Junior Napoli-Juve Domizia 1-0
Di Roberto-Albanova Calcio 4-1
Juve Stabia-Real Casarea 0-1
R.D. Internapoli Kennedy-Sporting Club Picentia 2-0
Santa Maria Assunta-Pol. Santa Maria Cilento (domenica 12 gennaio ore 11:30)
Puteolana-Oasi Giugliano (lunedì 13 gennaio ore 18)
Nel prossimo turno le Vespette saranno impegnate nel torneo Under 15 Regionale in casa contro l’Albanova Calcio sabato 18 gennaio alle ore 15.
Nel campionato Under 16 Regionale le Vespette hanno battuto la Virtus Sangennarese col punteggio di 4-2.
Il tabellino del match:
JUVE STABIA – Pozzani (Cirino), Esposito F. (Battaglia), Vastola (Coppola), Di Lauro, Lebro, Esposito M., Braucci, Ferraro (Esposito P.), Dello Iacono (Aprea), Improta, Scopece. A disp. Di Nardo All. Lepre
SANGENNARESE – Pagano, De Luca (Ranieri), Ianco, Boccardo, Cordella, Auriemma, Prisco, Ranieri, Santorelli, Massa, Massa. All. Prisco
GOL – 7′ Di Lauro (J), 10′ Lebro (J), 24′ Ferraro (J), 42′ Aprea (J), 52′, 61′ Auriemma
AMMONIZIONI – /
ESPULSIONI – /
Di seguito gli altri risultati di giornata del campionato:
San Tommaso Calcio-Marano Calcio 4-4
Juve Stabia-Virtus Sangennarese 4-2
Pasquale Foggia-Atripalda 10-1
Di Roberto-Acerrana 1926 3-0
Virtus Battipaglia Calcio-Scuola Calcio Torrione (domenica 12 gennaio ore 12:30)
Gescal 2008-San Giorgio 1926 (lunedì 13 gennaio ore 16:30)
Nel prossimo turno le Vespette affronteranno fuori casa la Virtus Curti Camorani sabato 18 gennaio alle ore 15.
Under 15 A-B, Ascoli-Juve Stabia 1-0: sconfitta esterna per le Vespette. Decide un gol molto contestato di Fratini al 12° del secondo tempo
Under 15 A-B, Ascoli-Juve Stabia 1-0: sconfitta esterna per le Vespette
Riprende il campionato Under 15 A-B Girone C purtroppo con una sconfitta esterna per le Vespette impegnate al “Picchio Village” di Ascoli contro i padroni di casa. Gara molto equilibrata decisa da un gol al 12° della ripresa siglato da Fratini. Azione della rete del vantaggio marchigiano molto contestata: Cavallin scatta sul filo del fuorigioco e il guardalinee sotto la tribuna alza la bandierina segnalando la posizione di off-side. L’arbitro però non ne tiene conto, si erge a protagonista e sconfessa la segnalazione del proprio asistente: Cavallin entra in area di rigore stabiese dalla sinistra e mette un poerfetto pallone al centro per l’accorrente Fratini che non ha difficoltà a mettere in rete sotto misura. Nel finale occasionissima per la Juve Stabia Under 15 di mister Vincenzo Franzese: Piccolo serve un pallone invitantissimo per Chiantese che entra in area di rigore e da ottima posizione spara alto sulla traversa.
Il tabellino del match:
ASCOLI – Raffaelli, Regnicoli, Ripani, Zoboletti, Cacciatori, Viti, Ribaudo, Flaiani, Fratini (72′ Troiani), Carano, Menna (35′ Cavallin). A disp. Marcucci, Andreucci, Strappini, Di Donato, Carpani, Accorsi, Gagliardi. All. Iuliano
JUVE STABIA – Belardo, Caropreso, Schettino (59′ Papa), Piccolo, Borrelli, Serra, Saviano (59′ Pimienta), Del Mondo, Perna, Noletta (49′ Chiantese), Fravola (55′ Del Re). A disp. De Iulio, Russo, Celentano, Battaglia, Marcuccio. All. Franzese
GOL – 47′ Fratini (A)
AMMONIZIONI – Ripani (A), Zoboletti (A), Caropreso (J), Borrelli (J)
ESPULSIONI – /
Di seguito tutti gli altri risultati della quattordicesima giornata del torneo Under 15 A-B Girone C:
Trapani-Cosenza 2-2
Frosinone-Lecce 1-0
Crotone-Napoli 1-2
Ascoli-Juve Stabia 1-0
Roma-Benevento 1-2
Perugia-Salernitana 1-2
In classifica in testa il Frosinone con 34 punti, segue il Napoli con 30 punti, poi Pescara 28, Roma 26, Benevento 20, Lecce e Juve Stabia con 17 punti, Ascoli 16, Salernitana 15, Perugia 14, Cosenza 8, Trapani 6 e Crotone ultimo con 4 punti. Nel prossimo turno le Vespette ospiteranno il Trapani domenica 19 gennaio alle ore 11:00.
Verso Napoli-Perugia, azzurri subito in campo per l’allenamento mattutino al Centro Tecnico di Castel Volturno: prima apparizione per Diego Demme
Archiviata la sconfitta contro la Lazio, il Napolisi è ripresentato già questa mattina al Centro Tecnico di Castel Volturno per l’allenamento mattutino: gli azzurri preparano il match di ottavi di finale di Coppa Italia contro il Perugia in programma martedì al San Paolo (ore 15). La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall’inizio all’Olimpico hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sul campo 1, sono stati impegnati in riscaldamento col pallone e attivazione in avvio sessione. Successivamente lavoro tecnico individuale e seduta tecnico tattica. Chiusura con partitina a campo ridotto 6 contro 6. Younes e Meret sono rientrati in gruppo. Prima apparizione di Diego Demme al Centro Tecnico. Il centrocampista ha visitato la struttura. Napoli
La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall’inizio all’Olimpico hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sul campo 1, sono stati impegnati in riscaldamento col pallone e attivazione in avvio sessione. Successivamente lavoro tecnico individuale e seduta tecnico tattica. Chiusura con partitina a campo ridotto 6 contro 6. Younes e Meret sono rientrati in gruppo. Prima apparizione di Diego Demme al Centro Tecnico. Il centrocampista ha visitato la struttura