L’incendio è scoppiato in un appartamento di una palazzina sita in Piazza Spartaco
Castellammare di Stabia, intorno alle 12.30 è scoppiato un incendio a Piazza Spartaco. Mentre una delle maggiori arterie di traffico cittadino era immersa nel caos di quello che doveva essere un sabato mattina qualsiasi, è stata travolta da fumo nero, che pare fuoriuscisse da una finestra di un palazzo che dà proprio sulla Piazza. I presenti hanno chiamato i Vigili del Fuoco che sono arrivati celermente per domare l’incendio servendosi della scala elevatore. Inoltre sul posto sono giunti anche i sanitari del 118.
L’orario di punta in cui è accaduto l’incendio, ha fatto sì che ci fossero molti testimoni sul luogo, curiosi di capire cosa stesse accadendo. Per fortuna pare non ci siano stati feriti e che l’incendio si stato domato in tempo. Non è ancora chiaro cosa abbia potuto provocare l’accaduto, potrebbe anche trattarsi di qualche incidente di tipo domestico.
Spento l’incendio e messa in sicurezza la zona e l’appartamento, la folla si è dispersa e non vi è stato nessun tipo di blocco alla circolazione.
Nella giornata di oggi un grave lutto ha colpito la Famiglia Izzo ed in particolar modo Raffaele, componente della nostra redazione sportiva. A lui ed a tutta la sua Famiglia va la nostra vicinanza per la scomparsa di Francesco Izzo.
Questa mattina è scomparso il caro Francesco Izzo, padre del nostro redattore Raffaele che da anni cura per noi gli articoli sulla Juve Stabia.
Non abbiamo parole per poter esprimere in questo momento i nostri sentimenti verso l’amico nonchè collega Raffaele. In questi anni di collaborazione abbiamo potuto apprezzare le qualità umane di Raffaele, ragazzo esemplare e giornalista come pochi se ne possono incontrare nel cammino professionale di ognuno di noi, e siamo sicuri che tutto questo non può che essere frutto di una famiglia eccezionale e di un padre, Francesco, che non ha fatto mai mancare la sua guida nella crescita dei propri figli.
Stanislao Barretta (Amministratore Unico), Mario Vollono (Direttore Generale), Francesco Cecoro (Direttore Responsabile) e tutti i redattori di ViViCentro si uniscono al cordoglio della famiglia Izzo e in particolare del nostro caro Raffaele.
Insieme con tutti i nostri lettori ci stringiamo in un sentito abbraccio con i familiari di Francesco, per condividere insieme questo immenso dolore.
Alessia ritrova le sue origini rapita dalla bellezza di suonare in luoghi meravigliosi della Sicilia, dalle Isole Eolie a Taormina.
Austria, 2010
Alessia Forganni è una musicista. I genitori siciliani appena sposati si erano trasferiti a Brescia per lavoro. Lei è nata e scresciuta in quella città ove ha concluso gli studi musicali e universitari. Da 10 anni vive a Roma dove ha sviluppato la sua attività artistica. Ma appena può torna in Sicilia, nella sua terra d’origine per suonare in alcune tra le più affascinanti terrazze della nostra Isola, sperimentando ogni volta la meraviglia di valorizzare con la sua voce e la sua musica scenari di rara bellezza. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua esperienza.
Alessia, i tuoi genitori di Messina, tu bresciana ma romana di adozione. Cosa ti porta a suonare in Sicilia?
Libano, 2011
“In parte la casualità della vita; in parte l’amore per questa terra, dove sento le mie radici da sempre e che sin da bambina suscita in me un’attrazione irresistibile, come un richiamo ancestrale, di sangue. E anche i miei genitori ora sono tornati a vivere qui. Per questo motivo quando si sono create le circostanze, tramite una mia collega musicista, ho colto le occasioni per venire a suonare tutte le volte che potevo, e da lì si è aperto un cammino professionale che continuo a percorrere parallelamente alle mie attività a Roma. Oggi ho la fortuna di portare la mia musica in luoghi veramente pregiati come il Therasia Resort di Vulcano, nelle isole Eolie, e il Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina. In entrambe le cornici ho il privilegio di godere del fascino incantevole di due incredibili perle della Sicilia e di impreziosirle con la mia musica, e quindi con la mia anima. E mi sento molto fortunata per questo perché ogni volta è davvero un’emozione unica”.
Nord, Centro, Sud. Tre diverse realtà che vivi o hai vissuto. Cosa ami della Sicilia e cosa invece ti senti di criticare?
“Difficile non incorrere in cliché quando si parla di nord e sud Italia. Io come dimensione di vita principale ho scelto Roma perché è un ottimo compromesso tra i differenti estremi. Non stando sempre in Sicilia mi è molto facile godere degli aspetti positivi che la rendono una terra favolosa, quindi sicuramente la mia opinione può apparire parziale. Ma, al di là delle problematiche di questa terra, note a tutti, quello che ai miei occhi risalta sempre è la sua forza vitale, la sua bellezza naturale, le sue tradizioni sapientemente accudite, che sono frutto di stratificazioni culturali millenarie, e di inclusione. E mai di chiusura. E questo è un insegnamento che la Sicilia rappresenta per tutta Italia, da sempre. L’accoglienza del diverso, che viene valorizzato, è ciò che si può vedere nell’influenza normanna del Duomo di Catania, o nell’architettura araba nel Duomo di Palermo e in molti altri luoghi. Come anche la cucina: la tradizione di cuocere la selvaggina è stata affinata proprio dai normanni che erano provetti cacciatori e tutti conoscono, ad esempio, il cuscus siciliano di origine musulmana.
Libano, 2011
E la Sicilia è tutta così, un crocevia di stili e influenze e bellezze naturali che la rendono unica al mondo. Sappiamo tutti che sono caratteristiche peculiari che andrebbero valorizzate certamente di più, ma sono anche convinta che piano piano anche qui in Sicilia si stia consolidando un nuovo modo di fare turismo, andando a recuperare e fare conoscere sempre di più siti e realtà naturalmente integrate nel territorio, che lo valorizzino, anziché deturparlo. Ci sono, ad esempio, sempre più riconversioni di antiche masserie, e ville nobiliari, rimodernate, ma mantenendo lo stile originale e a basso impatto ambientale. La Sicilia mi riporta sempre ad assaporare l’amore per le piccole cose, una passeggiata sul lungomare, un sorriso in più con un passante, i biscotti appena fatti dei forni messinesi, il sapore ricco della frutta, il sole che ti scalda il viso anche in inverno. Cose di poco conto ma, che alla fine dei conti, valgono più di ogni altra cosa al mondo”.
Hypnos Studio, Roma (Grottaferrata), 2018
Tu studi musica sin da quando eri piccola, pianoforte in conservatorio a Brescia insieme agli studi universitari del DAMS cinema, poi canto e musica elettronica al conservatorio di Roma; hai avuto diversi progetti artistici che ti hanno portato anche, in alcuni casi, a calcare palchi internazionali, in Sud Africa, Russia, Germania, Austria, e anche qui in Italia, pure in tv su Rai 1. Hai inoltre all’attivo varie pubblicazioni e un album uscito nel 2017. Come concili i tuoi progetti artistici con le attività più tradizionali d’intrattenimento musicale?
“Innanzitutto cercando di personalizzare il più possibile il mio stile e il mio repertorio, contaminando l’attività di intrattenimento musicale anche con la parte originale e artistica. Sono due cose nettamente diverse, ma respirano entrambe in maniera osmotica l’una dell’altra. Per esempio il progetto che hai menzionato Duel (genere classico-pop), era sì un duo originale internazionale, ma è stato proprio lavorando con esso, molto all’estero, che ho imparato a relazionarmi con un pubblico straniero, con organizzatori e promoter di rilievo. E quando lavori in resort extra lusso, non è poi tanto diverso. Il tipo di relazione con le persone, sia l’audience, che la direzione, non è così differente. Inoltre suono da sempre, ma, prima di “fare l’Artista”, se così si può dire (provo sempre un certo imbarazzo, o timore reverenziale ad usare questa parola) ho lavorato nella direzione artistica di un’etichetta a Roma (Overlook Italia) e lì ho imparato molto di produzione e di comunicazione a tutti i livelli. Lavorare a fianco del discografico Mauro Borzellino sia nel management sia come artista, mi ha dato davvero tantissimo e mi ha fatto crescere.
Hypnos Studio, Roma (Grottaferrata), 2018
D’altro canto progetti originali come Fatalism e il primo album (elettronica), sviluppati con il producer fenomeno Daniele Vantaggio nel suo Hypnos Studio a Roma, o Njìra (deep-techno), che sono più recenti, meno pop e più elettronici, autoriali ed intimi, mi aiutano a conservare la natura personale anche nella musica d’intrattenimento, trasferendo lì la quota più “artistica” di me, cercando sempre un mio taglio, un mio modo, una mia nuance di colori vocali e sonori, anche per fare un brano distante dai miei, che so, come….O sole mio (!) all’occorrenza. E, in effetti, questo è quello che mi viene riportato spesso da chi mi ascolta, che la mia vocalità riconsegna una nota originale anche a brani triti e ritriti, proprio nei contesti come gli hotel. La scommessa è quella, se no…che noia!
Il Timeo a Taormina e il Therasia Resort a Vulcano. Due perle, come le hai definite, della nostra terra, e tra gli hotel più belli di tutta Italia. Cosa ci puoi raccontare di questi due luoghi pregiati?
“Sono due facce della stessa preziosa medaglia e rappresentano entrambi due differenti tipi di bellezze della Sicilia.
Belmond Grand Hotel Timeo, 2018
Il Timeo di Taormina, proprio alle spalle del Teatro greco, emana un’antica aurea di nobiltà e magnificenza. E’ una struttura di fine ottocento, via via ingrandita e ampliata. Ti fa pensare alle antiche ville siciliane, incurante dei secoli che passano: ha ospitato reali dal mondo, scrittori, artisti, attori e star di Hollywood. E mantiene sempre quella stessa magia, intatta, come il paesaggio che si staglia oltre la terrazza dove ho il piacere di suonare, immutato negli anni, con l’Etna che sbuffa trionfale e tutta la costa ionica che si srotola davanti ai tuoi occhi. Un assoluto privilegio. Ed è nel centro di una vera e propria bomboniera della Sicilia, Taormina, che rimane una meta mondiale indiscussa, con i suoi vicoli, i suoi panorami, negozi chic, e architetture storiche.
Therasia Resort, 2017
Il Therasia Resort è tutta un’altra bellissima storia, che conosco da più tempo, visto che questo sarà il quinto anno che tornerò a suonare lì. È un albergo di più recente costruzione, nel contesto selvatico delle Isole Eolie e di Vulcano e nasce come una struttura morfologicamente anatomica e integrata al contesto naturale cui appartiene.Anche la sua architettura interna ed esterna tendono a miscelarsi con l’ambiente naturale arricchendolo, senza snaturarlo, riuscendo ad essere un albergo extra lusso e al tempo stesso ecocompatibile, come una preziosa conchiglia sulle rive del mare da cui è nata.Dalla terrazza dove suono si ammirano tutte le altre isole eolie e nel mese di maggio il sole tramonta sul mare incastrandosi perfetto come una gemma tra Filicudi e Alicudi. In questo luogo ti riappropri del tuo essere come parte dell’universo, ritrovi l’armonia delle cose, la bellezza della natura incontaminata dall’uomo. Suonare in un contesto del genere significa diventare colonna sonora del film girato dalla natura. Cerchi davvero di vibrare sulla stessa linea d’onda dell’atmosfera che il paesaggio stilla intorno a te. E tutto si fa da sé: la musica si espande, passa tra gli ospiti in sala, salta dal muro bianco che cinge la terrazza e si tuffa verso il mare, e ti assicuro, la si vede prendere alto il volo”.
Come sei arrivata a realizzarti come musicista e a lavorare in luoghi così esclusivi, tu che non vivi nemmeno stabilmente qui?
Libano, 2011
“Realizzata hai ragione, mi sento, soprattutto come persona, ma a livello musicale ed artistico il cammino è sempre lì davanti a me, per fortuna! So che ho ancora tanto da esplorare e sono curiosa di vedere dove mi porteranno l’arte e la musica, che finora sì mi hanno dato tanto e mi hanno portato in luoghi meravigliosi, non solo fisici, anche della mia interiorità e della mia persona. Ma proprio il fatto di non sentire mai di essere arrivati a una completezza crea le giuste condizioni affinché la strada ti spinga più avanti. Ed è fondamentale, penso per chiunque. Nella mia esperienza credo che le crescite nella vita avvengano per due ragioni: quello che sogni e le persone che incontri. E poi l’energia che metti in ciò che desideri, ovviamente. Almeno per me è sempre stato così. Credo che quando desideri qualcosa, inneschi dei processi nella realtà che sono in parte dettati da casualità, in parte segnati da quella spinta che hai impresso con la tua volontà. E poi le persone: nella mia vita quando ho incontrato persone belle, poi sono successe sempre cose meravigliose”.
Grazie. Ti va di lasciarci qualche riferimento sulla tua musica originale?
“Certo con piacere. Grazie a voi e a Vivicentro, per avermi invitata!”
Ha riscosso molto successo Fabrizio Monteverde, per il suo nuovo lavoro coreografico, “Io Don Chichiotte”, svoltosi ieri sera al Teatro Vittorio Emanuele. Una versione contemporanea che ha rivisitato il romanzo più letto al mondo di Miguel Cervantes, Don Chichiotte della Mancia.
Dedicato a chi vive oltre e fuori le regole. A chi trae dai sogni energia e linfa vitale costruendosi un mondo fatto di introspezione, un mondo ideale ma immaginario, al fine di alleggerire il nichilismo della quotidianità attuale.
Si replica oggi pomeriggio alle 17,30.
Potrebbe essere una dedica pensata a tutti coloro considerati folli ma che spesso non lo sono, rei soltanto di vedere le cose con uno sguardo differente, come artisti e filosofi, che sono degli alieni in questo particolare momento storico per nulla al mondo considerati.
Un viaggio introspettivo che ha coinvolto i presenti, attraverso le paure, gli inganni, le illusioni e a volte anche le ossessioni, spinte quasi fino ad arrivare ad uno stato compulsivo, che in una società complessa come la nostra non può che far riflettere sul significato di esistenza, dell’essere e del “fine” se mai davvero un epilogo sia previsto.
Sulla scena i libri, tanti libri, e una macchina, che insieme simboleggiano le poche cose ma essenziali che il Don Chisciotte possiede e custodisce gelosamente, quasi in maniera morbosa, come lo si evince quando la figura di Sancho Panza interpretata da una donna incinta, cerca di riordinarli dentro una culla, mentre lui in maniera quasi compulsiva li riporta a sè.
La lettura di questi romanzi cavallereschi lo condizionano a tal punto da trascinarlo in un mondo fantastico, nel quale si convince di essere chiamato a diventare un cavaliere errante.
Don Chichiotte, come è ben noto anche nella versione originale, viene spesso deriso ed è in balia di un pregiudizio, considerato un folle cavaliere, in quanto gli attori coinvolti nella vicenda narrata e danzata si prendono burla di lui.
Celeberrima la scena del combattimento contro i mulini al vento, che è stata interpretata dai ballerini attraverso delle prese a cavalcioni, mostrandosi alti come enormi giganti, situazione resa ancora più evidente dal lavoro e giochi di luci ed ombre, oscurando la parte inferiore del corpo dei ballerini che facevano da perno, ad opera del bravissimo light designer Emanuele De Meria.
In questa versione Don Chichiotte è un mendicante, povero, e pieno di problemi da cui vuole fuggire, evadere, e lo fa nel miglior modo che conosce, affidandosi al proprio sentire, alla propria fantasia e immaginazione, sicuramente più confortante della realtà preesistente che non fa altro che restituire delusioni e aspettative disattese. Una realtà spesso distorta che decide di affrontare impavidamente e senza remore.
L’intersecare tra sogno e finzione, tra normalità e follia è il fulcro principale dell’opera, Don Chichiote, prototipo del sognatore, spesso ha un rapporto alterato e in conflitto con la realtà, allorché per assurdo, vive in una contraddizione perenne, derivata dal suo intenso desiderio di voler applicare meticolosamente il proprio raziocinio. Ma qual’è il confine tra il sogno e l’illusione?
A placare in qualche maniera le fantasie irruenti che imbattono nella mente del Don Chisciotte ci pensa la figura di Sancho Panza che a differenza della versione classica qui è interpretato da una donna gravida, come a voler questa condizione, simboleggiare un amore materno e confortevole nei confronti del suo Don Chisciotte, di fatto, tra i due non vi è nessuna attrazione, nessun amore sbocciato, bensì, sentimenti di aiuto, conforto, spesso caritatevoli. Il suo ruolo, infatti, come nel romanzo è quello di ancorarlo e riportarlo nel mondo reale, la sua figura funziona da perfetta controparte all’interno del legame tra verità e illusione: da un lato, ella bilancia gli slanci fantasiosi di Don Chisciotte, ma dall’altro lato a volte cederà anche lei alla seduzione dei sogni.
Questa rilettura, in chiave contemporanea, del Don Chisciotte ha avuto un forte impatto verso il pubblico, anche per una serie di elementi non trascurabili, tecnicamente il coreografo ha davvero mescolato molti stili, a partire dal “contact” che dava proprio il senso di “pluralità” tra i protagonisti e gli altri attori, nonchè frammenti di “body percussion”, ha per esempio anche messo in atto una sorte di “disconnessione” creata da un’inaspettata lezione di danza, incentrata sull’esecuzione tecnica del Grand pliè, che inserita nel bel mezzo di un’opera tende a dar proprio quel senso di interruzione dalla realtà ovvero simbolo-momento di rottura che a volte irrompe in un percorso apparentemente logico e razionale dell’individuo.
E ancora, per introdurre famose musiche del balletto originale, spesso ha utilizzato il silenzio, importante quanto le note per Fabrizio Monteverde, ispirandosi sicuramente a chi per primi lo introdussero insieme alla musica concreta, sul palcoscenico, John Cage e Merce Cunningham.
Infatti, i suoni generati dal traffico della città, sirene di autoambulanza, pianti di neonati e voci di bambini che giocano in strada adoperati, sono tutti elementi sonori quotidiani volti a rappresentare la pesantezza di una realtà costante. Il loro utilizzo azzeccato, ha riportato alla memoria performance di danza d’avanguardia americana come “How to pass, kick, fall and run (1965), degli stessi John Cage e Merce Cunningham, promotori appunto di questo innovativo metodo creativo.
Leggiadra, e dai movimenti graziati ed eleganti, la performance di Dulcinea, in questa versione interpretata come una “donna di strada” emarginata dalla società, ma che per Don Chisciotte rappresenta l’illusione dell’amore ideale, lo stereotipo della femminilità che immagina e desidera.
Dodici in tutto i componenti del corpo di ballo che hanno introdotto il pubblico in un sogno, e che con la loro marcia decisa, si muovono e irrompono sulla scena in qualsiasi momento, pronti a far valere la propria personalità come a voler gridare io ci sono, e ben confermare ognuno la propria identità.
Scenografia sobria e scevra da ogni futilità, come i costumi curati da Santi Rinciari, essenziali, volti a far emergere solo il linguaggio del corpo e a far trasparire le emozioni dei ballerini.
Particolare è stato l’utilizzo del cappotto con funzione di un “capote de paseo”, dei toreri spagnoli, simbolo divergente, in questo caso, in quanto oggetto di protezione per chi magari non ha altro che tale indumento per proteggersi e difendersi.
Grande riconoscenza al Direttore della sezione Musica Matteo Pappalardo, che riconfermando il Balletto di Roma e Fabrizio Monteverde, anche ai fruitori della danza garantisce momenti di alto impatto culturale ed emotivo.
In Promozione, oggi pomeriggio alle 14:30 allo Spinetti andrà in scena il derby delle isole fra Procida ed Ischia. Gialloblu senza Sogliuzzo e Monti,i biancorossi senza Micallo
ISCHIA- Sette vittorie consecutive sono un ottimo viatico per presentarsi al rinnovato Spinetti, teatro del delicato derby con il Procida. L’Ischia è capolista del girone ed ha il morale alto, cosa che si è riflettuta anche sulla tranquilla settimana di lavoro vissuta dai gialloblu. Certamente, per la partita contro i biancorossi saranno ancora assenti Mario Sogliuzzo (che è rientrato in gruppo da poco) e Monti jr (caviglia gonfia dopo il Sant’Angello), mentre è in forse Christian Espositi per dolori al solito ginocchio. “Col Procida sarà una partita difficile, uno snodo fondamentale. Troveremo un campo stretto, completamente diverso dal Mazzella, una squadra costruita perbene, organizzata. composta da calciatori validissimi ed uniti, che potrebbero fare anche altre categorie. Noi ci siamo allenati con impegno, per preparare la partita al meglio perché sappiamo che è importantissimo uscire con un buon risultato dallo Spinetti”, ha affermato sul big match il centrocampista dell’Ischia, Davide Trofa, ai nostri microfoni. Questi i convocati da Billone Monti: Pistola, Romano, Accurso, Di Meglio N., Rubino, Saurino, Di Costanzo, Esposito, Abbandonato, Invernini, Trani L., Castagna, Mennella, Chiariello, Arcamone, Trofa, Buono, Trani C., Di Sapia, Salatiello, Aiello. Questa è la formazione con cui potrebbero scendere in campo i gialloblu: oltre a Mennella fra i pali, dovrebbero esserci Invernini, Chiariello, Di Costanzo e Pistola sulla linea difensiva, con Trofa, Esposito e Saurino a centrocampo, più Castagna, Di Meglio e Rubino in avanti. Arbitro del match sarà Andrea Savoia della sezione di Benevento (Assistenti: Antonio Russo e Giuseppe Andrea Palomba di Torre del Greco).
PROCIDA – Due vittorie di fila hanno galvanizzato l’ambiente Procida nella settimana del derby con l’Ischia. I ragazzi di Giovanni Iovine, usciti bene da un autunno pieno di problemi, sono pronti a fare lo scherzetto ai gialloblu. Traspare anche dalle parole che il bomber procidano Lorenzo Costagliola ha rilasciato ai nostri microfoni in settimana: “La posta in palio è alta, perché l’Ischia sta lottando col Pianura per il primo posto, mentre noi non vogliamo sfigurare davanti ai nostri concittadini. Mi aspetto una Ischia agguerrita, che vorrà fare punti a tutti i costi, ma noi ci siamo preparati e ci faremo trovare pronti per dire la nostra. Sappiamo che l’Ischia ha qualcosa in più di noi, ma cercheremo di sorprenderla”. Problemi, per mister Giovanni Iovine in chiave formazione titolare: è molto probabile l’assenza (ancora) di Giovanni Micallo (oltre a quelle di Muro e Landieri), mentre De Luise non è al top della condizione (il classe ’99 non si è allenato in settimana a causa dell’influenza). Questi i possibili 11 biancorossa: Lamarra fra i pali, la linea difensiva formata da Gamba, Micallo (De Luise), Russo, e Annunziata (De Luise), quella di centrocampo da Costagliola A., Coppola, Mazzella e Mammalella, con Costagliola L. e Cibelli in avanti.
Calcio A 5, Serie C2 I biancoverdi dopo aver conquistato la final four in Coppa, si rituffano in campionato per giocarsi lo scontro diretto contro il Guadagno Pack
E’ un momento decisamente ricco, di impegni e di emozioni, per la Virtus Libera Forio. Domani pomeriggio (oggi per chi legge il giornale), la squadra foriana è attesa dal terzo impegno in appena sette giorni. Dopo la splendida rimonta sul Saviano Fressuriello e la vittoria col Città di Acerra che ha aperto agli isolani le porte della Final Four, ancora un incontro di grande importanza attende capitan Coppa e compagni: la Virtus Libera Forio domani sarà di scena sul campo del Guadagno Pack, capolista del girone B. Prima e seconda della classe a confronto (due i punti di differenza tra di esse), in quello che è a tutti gli effetti un big match ad alta quota. La gara non si giocherà a San Vitalaiano, alla Palestra Beethoven, che abitualmente ospita le gare casalinghe del Guadagno, ma bensì al centro sportivo V.i.d.a. a Marigliano.
I convocati. E’ stata una settimana di gran lavoro per la Virtus Libera Forio. Gli impegni ravvicinati hanno costretto gli isolani ad essere sempre in campo, dal lunedì al giovedì, tra allenamenti e partita di Coppa. Out ancora Beneduce e Iacono, i quali già da settimane sono ai box per malanni fisici. Anche se non al top, ci sarà comunque Daniele Melise. I convocati di mister Monaco sono: Curci (p), Trofa (p), Buono, Caruso, Coppa, Cuomo, Mainolfi, Melise, Morgera, Patalano, Polito, Rossi.
Diretta Tv. Il big match tra Guadagno Pack e Virtus Libera Forio si giocherà domani pomeriggio con inizio alle ore 15.30 e sarà trasmesso in diretta da Nuvola Tv.
Se revocate ad Autostrade, anche al Consorzio siciliano potrebbero essere disdette, dice il Viceministro. Domani manifestazione di utenti sulla A18.
“Se si apre la stagione delle revoche delle concessioni autostradali, voi capite bene che in Sicilia, con le condizioni in cui versano le nostre autostrade, dove ci potrebbe portare, perché devo dire che il Cas (Consorzio Siciliano Autostrade) sta un tantino peggio di Autostrade per l’Italia”. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il Viceministro alle infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, a margine di una sua breve visita a Gela. Cancelleri ha però voluto precisare subito che “su questo delicato tema ci sarà un approfondito ragionamento” in seno al governo ai partiti della maggioranza, facendo intendere che ancora non c’è nulla di deciso.
Il Viceministro siciliano, appartenente ai Cinque Stelle, in merito poi alla recente inchiesta con arresti, indagati e sequestri a carico di Amministratori comunali e della società di navigazione nello Stretto di Messina e di cui ci siamo occupati nell’articolo “18 Dicembre 2019 Arrestato sindaco e manager di società di traghettamento” e “10 Gennaio 2020 Beni per oltre 3,5 milioni di euro sequestrati nello Stretto di Messina”, Cancelleri ha detto <Notizie davvero sconfortanti quelle che emergono dalle indagini portate avanti dalla Procura di Messina sugli appalti per le isole minori. Non curanti della sicurezza dei passeggeri sono state impiegate navi – nei tratti marittimi di La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica – non idonee a trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta e con gravi carenze tecniche e strutturali! Nessuna sicurezza dunque nel trasporto delle persone a mobilità ridotta e, alla compagnia di navigazione colpevole, sono state sequestrate le 3 navi traghetto, denaro, beni mobili ed immobili e quote societarie, per oltre 3,5 milioni… Ancora ombre su chi dovrebbe offrire un servizio ai cittadini e utilizza soldi pubblici!>.
Intanto domani domenica 19 gennaio 2020, dalle ore 9,30 alle ore 13,30, a Letojanni, in Piazza Cagli, si svolgerà una manifestazione di cittadini, l’ennesima, per cercare di sensibilizzare le Autorità regionali siciliane competenti, affinché si ripristini la regolare viabilità sull’autostrada che collega Messina a Catania, nel tratto antistante il paese di Letojanni, rimuovendo la frana che da cinque anni obbliga i veicoli in transito al doppio senso su una corsia. La manifestazione è organizzata anche da meetup M5S di Giardini Naxos insieme ad altri comitati e gruppi di cittadini della riviera jonica messinese.
Associazioni del territorio hanno dato vita a tre giorni di iniziative per festeggiare S. Catello. La prima con visite guidate, cura del verde, concerti
Con successo si è conclusa la prima giornata “Insieme per S. Catello”
Castellammare di Stabia – Con grande interesse da parte dei cittadini si è consumata la prima delle tre giornate delle iniziative programmate da alcune associazioni, su sollecitazione del parroco della Concattedrale don Antonino Esposito, in occasione della Festa patronale.
A cura dell’associazione “Aercheoclub Stabiae”, si sono tenute visite guidate nel centro storico, nella mattina per gli studenti delle prime classi degli istituti superiori e nel pomeriggio per tutti i cittadini.
Nella stessa mattina l’associazione “l’Incrocio delle Idee” ha messo a dimora piante sempre verdi nei vasi prospicienti il Museo Mudiss dopo aver, nella giornata precedente, ripuliti e liberati dall’invasiva erba i vasi e predisposto il terreno.
Un ridare decoro a un piccolo spazio della città, con l’obiettivo di attenzionarle nel corso dell’anno e soprattutto per sensibilizzare esercizi commerciali e cittadini a contribuire a migliorare l’ambiente lì dove si vive, oltre che inviare un chiaro messaggio all’ente pubblico per provare a trovare soluzioni, che ci potrebbero essere, per superare le oggettive difficoltà per la cura e la diffusione del verde.
All’iniziativa, sollecitati nella stessa mattinata, hanno partecipato attivamente gli alunni di due classi dell’Istituto Panzini che in conclusione sono stati intrattenuti gradevolmente da cantastorie Aniello Lascialfari.
All’interno della Chiesa del Gesù, una mostra, a cura dell’Associazione Marinai d’Italia, Libero Ricercatore e Pro Natura, sul cantiere navale stabiese.
Nella stessa Chiesa, nella serata più interventi per un collettivo concerto finalizzato alla raccolta fondi per la costruzione di alloggi universitari a Saaba in Burkina Faso, organizzato dall’associazione “Progetto Famiglia”.
Una gradevolissima e qualificata serata che ha visto esibirsi artisti “di lungo corso” ma anche giovani promesse che hanno intrattenuto il pubblico, anche se purtroppo non proprio numeroso. Franco Cecere, accompagnato alla chitarra da Attilio Garganico con due pezzi del repertorio classico napoletano.
A seguire due promesse, Marta Mass della scuola “88 Music Lab” e Stefania Barretta della scuola “Mousikè”. Giuseppe Di Maio, Carmine Daniello, Emanuele Palomba e Alessandro Del Prete, capitanati dal prof, Giuseppe Dantuono, che costituiscono la “Musikè Clarinet Ensamble”, si sono esibiti con tre pezzi di musica classica.
Un fenomenale trio, Lello Muollo, Carmine Passaro e Nicola Velino, con chitarra, fisarmonica e mandolino, in una forma originale, qualificata e divertente si sono presentati con pezzi di musica popolare e un omaggio al concittadino Raffaele Viviani.
Ha concluso la serata il cantautore Jazz Peppe De Rosa applauditissimo dai presenti all’iniziativa.
Nel corso della serata è stato presentato, supportato da esplicative slaid, il progetto in corso di realizzazione in Burkina Faso.
La seconda giornata di detta iniziativa prevede, oltre alle visite guidate nel centro antico, un concerto in Concattedrale dell’orchestra giovanile del “Liceo Scientifico F. Severi” di Castellammare di Stabia.
Il 21 gennaio, con inizio ore 17, a cura del “CPS”, si terrà una conferenza, nella sede della stessa Comunità, dal titolo “San Catello Patrono dei Migranti”.
Il tema differenza di genere e la questione della violenza sulle donne è diventa in questi giorni oggetto di discussione tra giornalisti, studenti ed esperti.
Differenze di Genere: tra le Parole, il Palco e la Realtà
Il tema riguardo alla Differenza di genere e alla violenza sulle Donne è stata in questi giorni argomento di discussione tra giornalisti e studenti a seguito di due importanti iniziative.
Il 16 gennaio, nella sala Parlamentino della Camera di Commercio di Napoli ha avuto luogo l’evento dal titolo “Percorso Rosa, Codice Rosso, Femminicidi e i figli della violenza. La corretta informazione nella deontologia del giornalista”, promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, Commissione Pari Opportunità e Assostampa Napoli Nord.
Il 17 gennaio invece al Liceo “F. Severi” la conferenza “Dove c’è violenza non c’è amore” organizzata dalla Dott.ssa Marianna Trojano, ha coinvolto studenti, giuristi e psicologi per coinvolgere le ragazzi e i ragazzi in una riflessione su quella che è “la situazione attuale”. Sicuramente rispetto a dieci anni fa, non si può dire che il “problema” si ancora tenuto nascosto… Molte donne, trovano finalmente il coraggio di chiedere aiuto, senza vergognarsi di essere parte lesa, quando per anni e anni, hanno sopportato in silenzio,nella vana speranza che certi atteggiamenti da parte degli “uomini” sarebbero cambiati.
La natura degli uomini non cambia. Se ti picchia, se ti insulta, se ti umilia, se ti fa vivere costantemente in stato di ansia, apprensione, umiliazione, sudditanza, vergogna… Questo non è Amore.
C’è anche un’altra verità: gli uomini non sono tutti uguali, e per fortuna, finalmente si stanno facendo sentire, gli Uomini, quelli veri, che non usano la forza bruta per affermare la propria virilità, ma che semplicemente sanno vivere la loro umanità pienamente: sanno ridere, piangere, chiedere scusa, chiedere aiuto, sanno fallire, nel senso che dinanzi all’insuccesso hanno imparato ad “incassare” i brutti colpi che la vita gli ha mandato, ma non per questo riversano le proprie frustrazioni sulle proprie mogli, compagne, figlie, madri, amiche…
Il #MeToo ha certamente innescato un fuoco che si è propagato su larga scala, ma ha “purtroppo” coinvolto solo le Donne, degenerando in una sorta di caccia alle streghe, che gli ha fatto perdere potenza.
Le Rivoluzioni o meglio le Evoluzioni, quelle vere, riescono se sono Uomini e Donne Insieme a farle, Donne e Uomini giovani e adulti Insieme.
Le parole scritte dai giornalisti, quelle dette tra studenti in un forum, sono ancora troppo poco: c’è da sperare in eventi del genere che promuovano il dibattito e la riflessione ad una cadenza più regolare; i dati dimostrano che negli anni sono aumentate sempre di più gli interventi delle forze dell’Ordine in soccorso delle vittime, in particolare di violenza domestica. Il tema non riguarda le quattro mura di casa, ma la società, il Paese intero.
Il vecchio detto “… Tra moglie e marito non mettere il dito…” è tra le frasi tramandate nel tempo che più ha avvelenato la mentalità comune.
Pensare che far finta di non sapere sia rispettoso nei riguardi della privacy di una “famiglia” è da Ignavi. In quella “famiglia” ci potrebbero essere figli e figlie che a loro volta subiranno l’influsso di quell’atmosfera velenosa, che porterà i figli ad emulare il padre e le figlie ad assorbire la mentalità velenosa secondo la quale la “femmina deve stare zitta e fare come dice il padre, perché è QUESTO il RISPETTO”.
“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, recita un antico proverbio africano, faremmo bene a tenerlo a mente, per ricordare a noi stessi dell’importanza dell’impegno civile rispetto a questi temi: che si sia coinvolti, o magari si è stati fortunati nel crescere in un contesto lontano da questo veleno, dobbiamo sentirci tutti responsabili, maschi, femmine, uomini, donne, giovani e adulti. Solo così potrà maturare un cambiamento, una vera e propria Evoluzione della specie.
I consiglieri comunale Scala, Nastelli e Iovino, chiedono interventi urgenti per risolvere il problema dei disagi in due arterie principali della città
Disagi e pericolo segnalati più volte, in viale Europa e via Cosenza
Castellammare di Stabia – A firma dei consiglieri comunali di opposizione Tonino Scala (Liberi & Uguali), Giovanni Nastelli (Uniti per Stabia) e Francesco Iovino (Partito Democratico) un invito e dunque una richiesta, indirizzata all’amministrazione comunale ad istituite, in maniera urgente, un tavolo tecnico per affrontare e trovare una soluzione al problema dei persistenti disagi in viale Europa e via Cosenza.
Una situazione di degrado e pericolo, segnalata dalla scorsa estate dai cittadini residenti in quelle strade ad alta densità di traffico, e approdata in Consiglio comunale attraverso una interrogazione prima e una mozione poi.
A ogni passaggio di camion o autoarticolati i fabbricati situati lungo Viale Europa e via Cosenza ricevono una sollecitazione tale da far vibrare solai e murature nelle quali si cominciano a vedere crepe.
Tutto diventa ancor più grave, segnalano ancora i consiglieri, nelle ore in cui il traffico è meno intenso e i camion transitano a velocità più sostenuta; in sintesi, “ogni camion che transita corrisponde ad una scossa di terremoto!”.
Un problema che viene da lontano, più volte segnalato ma che non trova soluzione e i cittadini del quartiere, continuano a vivere con una giustificata paura temendo che, prima o poi, ci sarà qualche crollo.
Una prima ipotesi detto disagio si attribuiva al dissesto di quel tratto di strada, ma i lavori di rifacimento del manto stradale sono stati eseguiti, e il problema ancora sussiste.
Si può a questo punto supporre, è la dichiarazione dei consiglieri, che i lavori non sono stati eseguiti a regola d’arte e che “sulla tenuta dell’asfalto abbia inciso negativamente il fatto che questo sia stato steso durante giorni di pioggia”, e comunque i cittadini interessati continuano a vivere nella paura.
Una risposta e una possibile e soprattutto efficace soluzione è diventata indispensabile per risolvere una vicenda che comincia a datarsi e che costituisce un pericolo per la incolumità pubblica e privata, lamentata e segnalata da più parti. Giovanni Mura
Due blitz delle forze dell’ordine contro la camorra. Arresti a Castellammare di Stabia e a Gragnano. Colpiti i clan dei Casalesi e Di Martino
Soddisfazione del presidente SOS Cuomo, per la lotta contro la camorra
Castellammare di Stabia – “Il nuovo anno nel comprensorio stabiese si apre all’insegna della legalità e della lotta alla camorra”.
Questa la importante affermazione contenuta nella nota stampa che il coordinatore del Circolo della Legalità e presidente di SOS Impresa Luigi Cuomo ci ha inviato, in riferimento alle operazioni delle forze dell’ordine dei giorni scorsi.
Dieci arresti complessivi in due giorni nei territori di Castellammare di Stabia e Gragnano che hanno riguardato il clan dei Casalesi e presunti affiliati e quello dei Di Martino. Quest’ultimo attivo nei Monti Lattari.
E proprio a proposito di questo importante blitz Cuomo rinnova i ringraziamenti alle forze dell’ordine per il lavoro svolto, così come ringrazia quanto fatto dalla magistratura inquirente.
Grande soddisfazione dunque per le operazioni compiute contro i Casalesi, è ancora affermato, che avevano provato a inserirsi nel mercato stabiese, e altrettanta soddisfazione per il blitz compiuto nella Casa comunale contro i Di Martino con il fermo di tre presunti affiliati. “E’ un segnale forte che non deve essere sottovalutato – ha dichiarato il presidente Cuomo – Anche a Castellammare e a Gragnano lo Stato è più forte della camorra”.
Una presenza tangibile dello Stato, attestata giorno dopo giorno con camorristi, usurai ed estorsori che vengono assicurati in carcere, cosa possibile soprattutto quando a contrastare questi crimini prevale la collaborazione tra le vittime, con le forze dell’ordine.
L’augurio di Luigi Cuomo è che questi episodi possano incoraggiare i cittadini e i commercianti a denunciare, così come è avvenuto nel trascorso anno e come ancor più si auspica accada nel 2020.
“Liberare le città dalla camorra è utile e fa bene a tutti – dichiara il coordinatore del Circolo della Legalità – e quindi bisogna esprimere la massima solidarietà a chi, in prima fila, per dovere o per necessità, agisce ponendo fine all’arroganza e alla violenza dei clan e dei loro affiliati”.
Grande e importante è l’impegno del Circolo della Legalità stabiese a Castellammare, attraverso varie e diversificate iniziative che il nostro giornale non si è risparmiato di raccontare.
Ed è proprio in questa struttura, ci ricorda Cuomo, volontari, operatori e professionisti “sono impegnati quotidianamente accanto alle vittime che denunciano perché nessuno resti solo e a tutti vengano assicurati i benefici di legge riservati proprio a chi collabora con le forze dell’ordine contro il racket e l’usura”.
Vale la pena che ricordiamo che alcuni mesi fa è stato presentato uno strumento utile per segnalare episodi di criminalità, di estorsioni e usura, che ha il nome “YouPol”.
Strumento che sicuramente potrà essere di aiuto per le forze dell’ordine nel loro giornaliero lavoro di contrasto ai vari reati.
Come fu affermato in quella occasione, “Castellammare oggi ha una grande opportunità: il Circolo della Legalità. Un presidio antiracket e antiusura a disposizione di tutti i commercianti che soffrono la prepotenza dei clan. Non siete soli, fidatevi dello Stato”.
Se cresce la fiducia delle vittime, anche le denunce possono aumentare, è la conclusione di Luigi Cuomo, in un giorno in cui si respira aria nuova. Giovanni Mura
In una regione in “stagnazione economico produttiva” trova terreno fertile la spregiudicata aggressività delle consorterie mafiose, si dice nella relazione.
La mafia è stata duramente colpita ma non è stata sconfitta, ha nel traffico e spaccio di droga il suo business più remunerativo, continua ad avere rapporti solidi con Cosa Nostra negli Stati Uniti e in Sicilia ha ancora come punto di riferimento l’ultimo superlatitante Matteo Messina Denaro. Questi i punti più importanti della relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia per il periodo gennaio-giugno 2019.
“Attività di indagine più recenti hanno confermato la persistente attualità di rapporti tra esponenti di famiglie storiche di Cosa nostra palermitana, cosiddetti perdenti, con elementi di Cosa nostra americana con particolare riferimento alla famiglia Gambino da oltre cinquant’anni radicata negli Stati Uniti” scrive la Dia nella sua relazione semestrale di 688 pagine al Parlamento.
La Direzione Investigativa Antimafia segnala infatti un rafforzamento dei rapporti tra esponenti di alcune famiglie storiche di Cosa nostra palermitana, i cosiddetti “scappati”, con la Cosa nostra americana. Le indagini hanno, infatti, dato conferma dell’evoluzione dei rapporti tra Cosa nostra e gli “americani”, ovvero i perdenti della guerra di mafia contro i corleonesi. Molti di loro, tornati a Palermo, hanno recuperato l’antico potere mafioso, forti anche degli storici rapporti con i boss d’oltreoceano, stringendo addirittura accordi con l’ala corleonese. Sul fronte interno, si registra uno scenario mafioso caratterizzato da un impellente bisogno di un nuovo assetto e di risolvere l’annosa questione della leadership. La solidità, l’influenza criminale, la capacità militare ed il peso “politico” delle singole famiglie, dei mandamenti e delle rispettive strutture di vertice ricoprono un ruolo fondamentale per la definizione dei rapporti di forza e, di conseguenza, per l’individuazione delle nuove strategie e dei nuovi equilibri.
Per i mandamenti del palermitano ma soprattutto del trapanese la figura del superlatitante Matteo Messina Denaro, capo del mandamento di Castelvetrano, “costituisce ancora il principale punto di riferimento per le questioni di maggiore interesse dell’organizzazione, nonostante la lunga latitanza”. Rispetto e fedeltà che però devono sempre più fare i conti con l’assenza del boss dal territorio. Evidenzia la Dia “Da parte di molti membri dell’organizzazione mafiosa trapanese, non mancano – sottolineano gli investigatori – segnali di insofferenza da parte di alcuni affiliati per una gestione di comando difficoltosa per via della latitanza che tende a riverberarsi negativamente tralasciando le questioni importanti per gli affari dell’organizzazione”.
La relazione sottolinea come “anche nel trapanese cosa nostra risenta della crisi di liquidità e della difficoltà di comunicazione interna tra affiliati”. A ciò si aggiunge “il progressivo indebolimento causato dall’attività di contrasto degli apparati investigativi”.
Il traffico di stupefacenti resta per la ‘mafia siciliana’ una delle maggiori fonti di ricchezze e in contanti. Un settore criminale “nel quale consolidare alleanze e, quindi, consolidare il proprio ruolo negli assetti criminali; una possibilità di riaccreditarsi nella filiera al fine di costituire propri canali di approvvigionamento sicuri e continuativi, fornendo, peraltro, occupazione nelle diverse attività. In un quadro come quello descritto le città di Palermo e Catania continuano a ricoprire un ruolo di centralità nei flussi di hashish dalla Campania e di cocaina dalla Calabria, per la redistribuzione sui mercati isolani (ed anche maltesi, come sembrano suggerire i ripetuti sequestri di stupefacenti avvenuti nel porto di Pozzallo e in quello Stato)”.
In una regione in “stagnazione economico produttiva, che mortifica le aspettative soprattutto della popolazione giovanile – si sottolinea nella relazione – trova terreno fertile la spregiudicata aggressività delle consorterie criminali che si nutrono delle risorse della Regione, ove invece esse potrebbero prosperare in un ambito di sana incentivazione all’imprenditoria e di leale concorrenza“.
La donna ha tentato il suicidio lanciandosi da un ponte: adesso si trova in ospedale
Boscoreale, una 50enne originaria di Torre Annunziata, si è lanciata dal cavalcavia di piazza Varga. ul posto vi erano persone che hanno visto l’intera scena, ed è stato proprio grazie a questio che la donna ha ricevuto le cure mediche in tempi molto brevi, in quanto sono stati chiamati subito i sanitari del 118 di Poggiomarino. Dopo le prime cure del caso, la donna è stata portata all’ospedale Cardarelli di Napoli, ricoverata al Trauma center del nosocomio. La donna però non sembrerebbe trovarsi in pericolo di vita.
Un gesto forte quello commesso dalla 50enne, la quale in pochi secondi è salita sul ponte, ha scavalcato il guard rail e si è lanciata nel vuoto. La velocità con cui ha agito la signora non ha permesso ad alcuno di intervenire prima che questa commettesse l’atto.
Un gesto forte quello commesso dalla 50enne, la quale in pochi secondi è salita sul ponte, ha scavalcato il guard rail e si è lanciata nel vuoto. La velocità con cui ha agito la signora non ha permesso ad alcuno di intervenire prima che questa commettesse l’atto. v v v v v v v v
Prosegue con entusiasmo il viaggio di GORI nelle scuole primarie del territorio, per educare i più piccoli alla cultura del Plastic Free.
Al grande puzzle dei Comuni che stanno aderendo al progetto di educazione ambientale dell’Azienda si è aggiunto anche il tassello di Torre Annunziata. Proprio questa mattina, infatti, presso l’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi”, alla presenza del sindaco, Vincenzo Ascione, del vice presidente di GORI, Luigi Mennella, e dell’assessore all’Ambiente, Bruno Orrico, è stata avviata la distribuzione di circa 2.300 borraccine ecosostenibili, destinate a tutti gli alunni della scuola primaria.
“Questa iniziativa, sviluppata insieme a GORI, è un esempio di perfetta collaborazione istituzionale, attraverso la quale continuiamo il percorso della nostra amministrazione contro l’uso massivo della plastica, che proseguirà con l’installazione delle casette dell’acqua su tutto il territorio cittadino”, dichiara il primo cittadino, Vincenzo Ascione.
Le borraccine consegnate oggi si aggiungono alle oltre diecimila già distribuite agli alunni di altre città. Torre Annunziata, infatti, è l’undicesimo comune ad aver aderito al progetto Plastic Free di GORI, ma tantissimi altri sono gli eventi che stiamo organizzando nelle scuole per il prossimo futuro, in sinergia con le amministrazioni comunali” sottolinea il vice presidente di GORI, Luigi Mennella.
Numeri destinati a crescere, quindi, insieme agli altri progetti di sostenibilità ambientale su cui GORI è al lavoro. Tra questi: UN CLICK PER IL SARNO, l’iniziativa collegata al servizio Bolletta Web. Per ogni adesione al sistema di fatturazione che consente di ricevere la bolletta dell’acqua direttamente sulla casella personale di posta elettronica, GORI devolverà 1 euro ad una serie di attività svolte insieme alle associazioni ambientaliste del territorio, al fine di contribuire alla riqualificazione ambientale del fiume Sarno.
“Dobbiamo far comprendere alle nuovissime generazioni che le risorse naturali a nostra disposizione non sono infinite. È necessario, quindi, instillare nei bambini la consapevolezza di un uso responsabile delle materie che produciamo, al fine di orientarli alla tutela dell’ecosistema”, conclude l’Assessore all’ambiente, Bruno Orrico.
Castellammare, continuano le operazioni antiabusivismo al rione Moscarella
Proseguono le operazioni di ripristino della legalità nel rione Moscarella. Lo Stato, la città di Castellammare di Stabia e tutta la cittadinanza si riappropriano finalmente di zone del territorio lasciate per troppo tempo abbandonate e lasciate alla mercé di chiunque.
Dopo l’operazione di abbattimento avvenuta nelle scorse ore, il Comune di Castellammare, oltre al ripristino dello stato dei luoghi, ha deciso di realizzare una vera e propria “piazzetta” per tutti i residenti con panchine, alberature e giostre per i più piccoli. Gli Uffici e gli operai sono già al lavoro.
Sotto il coordinamento del commissariato di Ps di Castellammare di Stabia, due giorni fa infatti, personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, del settore Urbanistica, uomini del comando di polizia municipale, hanno effettuato una serie di operazioni antiabusivismo nei quartieri di Moscarella e Savorito.
In particolare, nel rione Moscarella, si è proceduto all’abbattimento di un manufatto in legno completamente abusivo. La struttura era ubicata su suolo pubblico, l’ingresso era stato pavimentato e, nel corso dei primi sopralluoghi, era anche dotata di piscina. v v v v v v v v v v v v v v v v v v v
I carabinieri forestali della stazione di Roccarainola e del Parco di Ottaviano hanno arrestato un 33enne di Sarno per furto di energia elettrica. Titolare di un’officina di lavorazione dei metalli a San Gennaro Vesuviano, l’uomo è stato sanzionato per l’assenza di autorizzazioni ambientali e amministrative.
Durante il controllo i militari hanno notato molti cavi ammassati e scoperto che l’attività fosse alimentata da energia elettrica prelevata senza il filtro del contatore, direttamente dalla rete elettrica nazionale. L’allaccio era abilmente occultato dietro un quadro di Padre Pio fissato alla parete. Il 33enne è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.
Durante il controllo i militari hanno notato molti cavi ammassati e scoperto che l’attività fosse alimentata da energia elettrica prelevata senza il filtro del contatore, direttamente dalla rete elettrica nazionale. L’allaccio era abilmente occultato dietro un quadro di Padre Pio fissato alla parete. Il 33enne è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.Durante il controllo i militari hanno notato molti cavi ammassati e scoperto che l’attività fosse alimentata da energia elettrica prelevata senza il filtro del contatore, direttamente dalla rete elettrica nazionale. L’allaccio era abilmente occultato dietro un quadro di Padre b b b b b furto
Il 30enne è stato trovato in possesso di droga e documenti falsi
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Torre del Greco, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in Piazza Palomba un motoveicolo con due giovani a bordo.
I poliziotti hanno bloccato e controllato le due persone e una di esse, oltre ad aver esibito documenti di identificazione falsi, è stata trovata in possesso di due involucri di cocaina del peso complessivo di circa 55 grammi e della somma di 730 euro. Inoltre, presso l’appartamento di quest’ultimo, gli agenti hanno sequestrato ulteriori 700 grammi di cocaina, 74 grammi di hashish, 14 grammi circa di MDMA e materiale per il confezionamento.
G. Cerqueto, 30enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazioni falsi.
G. Cerqueto, 30enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazioni falsi. G. Cerqueto, 30enne napo torre del greco
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Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto come ospite a Juve Stabia Live Talk Show: tutte le sue dichiarazioni
Caserta a JSL: “Obiettivo salvezza lottando uniti tutti insieme”
Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è stato ospite nella quindicesima puntata della trasmissione “Juve Stabia Live Talk Show” in onda ogni giovedì sulla pagina Facebook Stabiesi al 100% e ogni venerdì alle 20:30 con replica alle 0:30 su TV Oggi, canale 71 del digitale terrestre. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Il primo pensiero va ad Antonio Filippi scomparso purtroppo in settimana. Abbiamo condiviso momenti belli e meno belli da quando sono a Castellammare, è sempre stato un importante punto di riferimento per me. Mi mancherà molto. Ci sentivamo spesso con lui, Giulio e Clemente. Si metteva sempre nella sua solita postazione allo stadio e mi mancherà tantissimo. Tante volte abbiamo litigato – aggiunge Caserta – anche perchè era un testardo come me. La vita con lui è stata ingiusta perchè ha sofferto tantissimo. Possiamo solo pregare per lui e sperare che stia bene dove si trova ora.
Credo che la sosta abbia fatto bene a tutti. Soprattutto per i giocatori che hanno speso tanto e anche per recuperare calciatori che erano infortunati. Abbiamo lavorato con più tranquillità. Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale a fine 2019 ma non abbiamo fatto ancora niente. Non pensavo che l’inizio del campionato potesse essere così difficile ma poi siamo venuti fuori molto bene. Un finale in crescendo ma dobbiamo iniziare già da sabato a pensare che ora arriva la parte più difficile con il girone di ritorno in cui tutte le squadre si sono rafforzate.
Il mercato di gennaio è un pò strano. Noi tutti dobbiamo essere contenti della rosa che ha la Juve Stabia. Io sono molto contento della rosa che ho a disposizione. C’è chi non ha potuto dare il contributo che aspettavamo ma è normale in un campionato. Carlini – aggiunge mister Caserta – mi ha chiesto di andare via perchè vuole giocare con più continuità. Ma non c’è alcun problema tra me e lui o tra lui e la società. E’ un ragazzo eccezionale che lo scorso anno ha fatto un campionato straordinario. Questi ragazzi hanno fatto qualcosa di eccezionale quest’anno e di mercato non parlo. Ho molta fiducia della società e di Ciro Polito, io devo pensare solo ad allenare. Dobbiamo sapere che sabato c’è una gara difficile contro un Empoli che si è rafforzato tantissimo facendo sei acquisti di spessore. Sono convinto che alla fine arriveranno in Serie A. Noi però non dobbiamo pensare a loro ma solo a noi stessi e a fare punti importanti.
I ragazzi sono rientrati dopo la lunga sosta molto bene. Tutti in forma da veri professionisti. Sono contento per come si sono allenati in questi giorni e ora dobbiamo raccogliere i frutti del lavoro. Gli infortunati? Tonucci, Mastalli e Calvano sono out insieme con Cissè che si porta dietro qualche problemino fisico. Canotto, Forte e Cissè insieme? Ci sarà anche la possibilità durante il campionato di vederli insieme. Se c’è la disponibilità di ognuno di loro si può fare tutto.
Non mi piacciono i paragoni tra me e Braglia. Braglia ha vinto il campionato e poi resterà nella storia perchè ha tenuto tre anni le Vespe in Serie B. Essere paragonato a Braglia per me è motivo d’orgoglio. Per me la cosa più importante è portare la Juve Stabia alla salvezza.
Nel girone di andata sono state due la gare importanti: a Trapani dove non venivamo da un buon inizio di campionato. Grande reazione della squadra lì. Poi la seconda svolta è stata col Chievo: sotto di due reti la squadra ha avuto la forza di ribaltare la partita. Due gare chiave queste nel girone di andata. Il girone di ritorno – aggiunge Caserta – sarà più difficile perchè affronteremo squadre che si sono molto rinforzate e che lotteranno anche solo per il punto che può essere determinante per il prosieguo del campionato. Noi dobbiamo essere bravi a partire bene e tornare ad essere la squadra vista nelle ultime giornate di campionato del 2019.
Il presidente Manniello fa i numeri e le tabelle per la salvezza. Non so quanti punti basteranno, dipende molto dalle prime partite del girone di ritorno. Noi dobbiamo pensare a fare più punti possibile, a me i numeri non piacciono e non possiamo fare tabelle. Dobbiamo pensare a gara dopo gara. Sarà un girone di ritorno come quello di andata, di sofferenza lottando tutti insieme. Non dobbiamo fare voli pindarici e pensare solo alla salvezza.
Il mercato è un inferno da giocatore. Il calciatore arriva al campo col cellulare in mano e anche appena finisce l’allenamento torna al cellulare. E’ un periodo bruttissimo per un calciatore. Anche per il tecnico non è facile questo periodo. Se arriva un’offerta irrinunciabile per un tuo calciatore la vivi comunque male. Il mercato non è un buon momento né per un calciatore, né per un tecnico. Trenta giorni di mercato a gennaio sono esagerati anche perchè poi tutte le operazioni si faranno negli ultimi due-tre giorni come spesso capita. Spero che passi presto il periodo del mercato.
Di Gennaro lo scorso anno non ha giocato molto, quest’anno ha avuto difficoltà all’inizio. Non sta giocando non per demerito suo ma solo perchè ho fatto scelte diverse. E’ un professionista esemplare – aggiunge Caserta – che si allena sempre al massimo, non è contento quando non gioca ma non ha mai creato problemi nessuno. Sono sicuro che ci darà un grosso contributo nel girone di ritorno.
Il manto erboso è in una condizione pietosa. Se guardate le immagini di 4-5 mesi e lo guardate ora vi renderete conto che il campo è peggiorato tantissimo. Non so chi se ne deve occupare ma è un qualcosa che si deve mettere a posto. Non riesco a fare il doppio allenamento perchè il terreno è duro e può provocare problemi ai calciatori. Così si rischia di continuare la striscia degli infortuni. Chi di dovere faccia qualcosa per il terreno di gioco”.
Nel 2011 l’unica vittoria delle vespe sull’Empoli a Castellammare
Stabia e Empoli, si sono affrontate in campionato allo stadio San Marco di Castellammare una sola volta, era il campionato Nazionale di Serie C 1952 / 1953, domenica 11 gennaio 1953 alla sedicesima giornata d’andata, la gara terminò con la vittoria per tre ad uno per i fiorentini con le reti di Bernard, Trevisan e Buda per gli azzurri e il gol per le vespe di Luigi GANELLI.
Juve Stabia e Empoli, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Romeo Menti di Castellammare quattro volte, un pari, una vittoria per le vespe e poi due successi per i toscani. Questi i dettagli:
– 1994 / 1995 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘
23 ottobre 1994 – 9° giornata d’andata: JUVE STABIA – EMPOLI 1 – 1 (arbitro Luigi Freddi di Sassari) Montella (E) e Salvatore BUONCAMMINO(video).
Tomas Danilevicius
– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie Bwin
14 gennaio 2012 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – EMPOLI 3 – 1 (arbitro Emiliano Gallione di Alessandria) Tomas DANILEVICIUS (JS) (foto), Marco SAU (JS) e BRUGMAN (E).
– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin
24 novembre 2012 – 16° giornata d’andata: JUVE STABIA – EMPOLI 1 – 2 (arbitro Francesco Borriello di Mantova) Fabio CASERTA (JS), TAVANO (E) e SAPONARA (E).
– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet
26 ottobre 2013 – 11° giornata d’andata: JUVE STABIA – EMPOLI 0 – 2 (arbitro Angelo Cervellera di Taranto) Tavano e Mchedlidze.
Torre del Greco, ladri tentano di portare via il bancomat: scattano le indagini
Raid notturno per portare via il bancomat dalla filiale Unicredit di via Vittorio Veneto di Torre del Greco: banca seriamente danneggiata ma colpo fallito. Ha creato clamore questa mattina la presenza di una pattuglia dei carabinieri all’esterno dell’istituto di credito posto in prossimità di un frequentato istituto scolastico comprensivo.
A destare l’attenzione dei passanti sopratutto gli evidenti danni alla porta d’ingresso della filiale Unicredit. Stando ad una prima ricostruzione, il tutto sarebbe stato provocato da un’azione programmata da un gruppo di malviventi che ha provato a scardinare il bancomat con l’obiettivo di portare via la cassa e il suo contenuto.
Qualcosa è però andato storto e l’arrivo delle forze dell’ordine ha messo fine ai propositi delinquenziali. Sono ora in corso le indagini, portate avanti anche con l’ausilio delle immagini del sistema di videosorveglianza, con l’obiettivo di dare un volto e un nome agli autori del raid.
Qualcosa è però andato storto e l’arrivo delle forze dell’ordine ha messo fine ai propositi delinquenziali. Sono ora in corso le indagini, portate avanti anche con l’ausilio delle immagini del sistema di videosorveglianza, con l’obiettivo di dare un volto e un nome agli autori del raid.