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Roma, spaccio in Curva Sud: indagati sei ultras

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(Adnkronos) – Avevano organizzato una vera e propria filiera che, a cominciare dal trasporto della sostanza stupefacente, correva poi lungo le direttrici della consegna, della detenzione, fino alla vendita al dettaglio delle dosi destinate ai consumatori che, in occasione delle gare di calcio disputate allo stadio Olimpico, frequentano la Curva Sud dell'impianto.Al termine di un'indagine condotta dalla Polizia e coordinata dalla Dda, la Digos della questura di Roma ha notificato il decreto di fissazione di interrogatorio, disposto dal gip del Tribunale di Roma, a tre esponenti dell'organizzazione ultras di fede giallorossa Gruppo Quadraro, che occupa la parte centrale del secondo anello della Curva Sud dello stadio Olimpico.  Nell’ambito della stessa attività di indagine, la Digos di Roma ha eseguito una perquisizione locale e personale nei confronti dei tre destinatari dell’interrogatorio preventivo e di altri tre esponenti dell'organizzazione ultras, tra cui un minorenne.

Gli indagati, spiegano gli investigatori, nell’ambito del gruppo della tifoseria romanista denominato Gruppo Quadraro, si associavano tra loro e con un minorenne allo scopo di commettere più delitti come acquisto, trasporto, commercio, cessione, vendita e detenzione illecita di sostanza stupefacente del tipo cocaina, regolarmente smerciata in occasione degli incontri di calcio in casa della Roma in una piazza di spaccio allestita e gestita nei bagni della Curva Sud.  Sono ritenuti inoltre responsabili del reato di cessione dello stupefacente, in quanto, in concorso tra loro e con altre persone, illecitamente ''effettuavano numerose cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina in occasione degli incontri di calcio casalinghi disputati dalla As Roma presso i bagni della Curva Sud dello stadio Olimpico fino a maggio 2024''.Le indagini hanno interessato numerosi incontri di calcio disputati dalla squadra giallorossa allo stadio Olimpico, a partire da gennaio 2024. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sospetto ictus per Davide Lacerenza, ricoverato in ospedale titolare della Gintoneria

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(Adnkronos) – Davide Lacerenza, titolare della Gintoneria in via Napo Torriani ed ex compagno di Stefania Nobile, agli arresti domiciliari per detenzione e spaccio di droga e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, è stato ricoverato stamane in ospedale a Milano per un sospetto ictus. "Si parla di un piccolo problema neurologico – spiega all'Adnkronos il suo legale, l'avvocato Liborio Cataliotti -.E' vigile e ho avuto modo di parlargli al telefono.

Ho già chiesto il trasferimento dei domiciliari in ospedale".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assistenza domiciliare integrata, Salutequità: “Superare modello prestazionale”

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(Adnkronos) – L'assistenza domiciliare integrata (Adi) per gli over 65, secondo quanto previsto dal Pnrr, entro il 2026 dovrebbe passare dal 4% circa del 2023 ad almeno il 10% e raggiungere così l'obiettivo fondamentale per l'evoluzione dell'assistenza del Servizio sanitario nazionale della 'casa come primo luogo di cura'.A tracciare il quadro della situazione dell'Adi, per la prima volta in modo analitico e organico, è un report di Salutequità, elaborato dopo la consultazione di un panel di esperti.

Il documento, che evidenzia la necessità di "superare il modello prestazionale", è stato presentato e discusso oggi in un evento a Roma, a cui hanno partecipato i maggiori esperti e stakeholder del settore, realizzato con il contributo non condizionato di Confindustria dispositivi medici.  La buona notizia è che nel 2023 la maggior parte delle Regioni risulta aver raggiunto l'incremento di numero di anziani assistiti a casa previsto dal Pnrr: 2, Umbria e Pa Trento, hanno raddoppiato l'obiettivo (oltre +200%); 4 invece non hanno raggiunto gli obiettivi ovvero Sicilia (1%), Campania (62%), Sardegna (77%) e Calabria (95%) (fonte Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, 2023), riporta una nota.Sulla presa in carico, rispettivamente degli over 65 e over 75, risultano più prossimi all'obiettivo 2026 Molise (7,26% e 11,97%), Abruzzo (5,80% e 9,57%), Basilicata (4,98% e 8,51%), Toscana (4,70% e 7,55%) e Umbria (4,62% e 7,40%), che hanno fatto registrare la più alta percentuale di anziani assistiti in Adi.

Viceversa, sono più distanti, con tassi più bassi di anziani riceventi cure domiciliari, Calabria (1,67% e 2,87%), Sardegna (2,15% e 3,60%), Puglia (2,49% e 4,16%), Valle d'Aosta (3,23% e 5,02%) e Campania (3,25% e 5,64%) (Fonte Italia longeva, Associazione nazionale per l'invecchiamento e la longevità attiva). Non mancano le criticità.L'intensità di cura, ovvero la quantità di assistenza, secondo il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) del ministero della Salute, nel 2022 era ancora troppo contenuta: 6 Regioni si collocavano al di sotto della soglia minima (Lombardia, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) per l'indicatore intensità di cura Cia 1, e per quello di intensità di cura Cia 2 e Cia 3 erano 4 le Regioni sotto la soglia minima (su Cia 2 Pa Trento, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna, su Cia 3 Valle d'Aosta, Pa Bolzano e Calabria).

Cia (Coefficiente di intensità assistenziale) – chiarisce Salutequità – indica la frequenza con cui il paziente ha ricevuto cure domiciliari nel periodo di cura e i livelli 1, 2 e 3 sono riferiti alla bassa, media e alta complessità assistenziale. Nel 2023, a fronte di un aumento del numero di persone assistite in Adi, in 14 regioni (dati Italia Longeva) il grado di attenzione all'intensità è basso e corrisponde, per oltre il 50%, a livelli compresi tra Gdc (giornate di cura) 0, con data del primo e dell'ultimo accesso che coincidono, e Cia tra 0 e 0,13, cioè visite di carattere episodico.In Lombardia e Calabria il 50% e oltre dell'erogazione di cure domiciliari si concentra in un unico accesso. Sulle ore di assistenza erogate a ciascun anziano over 65 non è andata meglio.

Crea Sanità (Centro per la ricerca economica applicata in sanità dell'Università di Tor Vergata di Roma) osserva una diminuzione media annua del 2,6% tra il 2018 e il 2023, passando da 18 a circa 15,8 ore.L'offerta tra regioni è stata eterogenea: la Calabria nel 2023 ha erogato in media oltre 56 ore a fronte di un numero di assistiti simile alla Basilicata, dove le ore si sono fermate a circa 38; anche tra Lombardia ed Emilia Romagna, con una platea di over 65 simile, le ore di assistenza fornite sono state significativamente diverse, rispettivamente 10,9 e 15,0.

Anche il passaggio dall'ospedale alle cure a domicilio risulta insufficiente come mostrano le anticipazioni del ministero della Salute sul rapporto Sdo (Schede di dimissione ospedaliera): nel 2023 solo l'1% delle dimissioni ordinarie e lo 0,3% di dimissioni protette hanno avuto attivazione di Adi. Secondo Salutequità, si procede troppo lentamente sull'accreditamento e sul rispetto degli standard di qualità fissati dall'intesa Stato-Regioni del 2021, a partire dalla telemedicina da garantire nell'erogazione dell'Adi.Il recepimento delle Regioni è andato al rallentatore: ≤12 mesi per Lombardia, Liguria, Umbria, Sicilia, Abruzzo, Veneto, Basilicata, Molise e Calabria; entro 18 mesi per Emilia Romagna, Marche, Sardegna e Piemonte; le altre a partire dal 2023.

A 4 anni dalla firma dell'intesa però anche le deliberazioni regionali faticano a decollare, ostacolate dalla mancanza di pareri di funzionalità e verifiche sul campo. Secondo gli homecare provider che hanno partecipato ad una ricognizione di Salutequità, le procedure per l'accreditamento Adi risultano complesse e sono state completate in sole 3 Regioni (Lazio, Sicilia e Campania).Il quadro è reso ancor più complesso alla luce delle carenze di personale necessario per garantire le cure a casa.

In particolare, preoccupa quella degli infermieri, che assicurano il 67% dell'Adi attuale: ad esempio quelli di famiglia e di comunità (IFeC) nel 2022 erano di appena 1.464 unità, secondo la rilevazione del ministero della Salute, appena il 7,6% del fabbisogno indicato nel Dm 77 di 19.314.Anche ipotizzando un incremento del 25% nel numero di IFeC nei 2 anni successivi, la carenza sarebbe oggi di almeno 14.485 infermieri.

E ancora, dai dati Aidomus-It (studio realizzato dalla Federazione nazionale infermieri e dal Cersi, Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell'infermieristica, sull'assistenza infermieristica domiciliare in Italia), meno di 1 Asl su 2 (40%) ha un assistente sociale in organico, solo 1 Asl su 2 (53,2%) ha assunto almeno un operatore sociosanitario (Oss), valore che scende di oltre 10 punti nel Sud Italia (41,7%).E per i medici palliativisti solo il 22% (37) delle borse di specializzazione è stato assegnato a fronte dei 170 contratti banditi, e nei prossimi 5 anni ci saranno solo 195 specialisti in medicina e cure palliative.  "Il rischio che corriamo – afferma Tonino Aceti, presidente di Salutequità – è fare bella figura con l'Europa e al contrario una pessima figura con i pazienti, perché stiamo puntando su un modello prestazionale che bada più alla quantità delle persone che hanno un accesso sanitario a casa e non invece a una vera presa in carico al domicilio per chi ha bisogno di cure più intense e continuative.

Proprio sugli aspetti qualitativi andrebbero assegnati obiettivi specifici alle Regioni.Non possiamo perdere la grande occasione del Pnrr per produrre vero valore nel servizio sanitario pubblico – avverte – Serve una capacità di monitoraggio e intervento centrale più incisiva per garantire un'attuazione uniforme e tempestiva dell'intesa Stato-Regioni su accreditamento Adi.

E' necessario superare la carenza di professionisti specializzati e assicurare l'uso della tecnologia, con l'adozione di strumenti digitali realmente accessibili.Infine – conclude Aceti – dobbiamo già da ora attrezzarci per garantire un incremento strutturale del Fondo sanitario nazionale che vada oltre le risorse temporanee del Pnrr, per evitare il collasso delle cure domiciliari". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aceti (Salutequità): “Aumentare qualità cure domiciliari complesse”

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(Adnkronos) – "Stiamo facendo una bella figura con l'Unione europea perché, sulla carta, dal punto di vista numerico, ci stiamo avvicinando all'obiettivo" che prevede di passare dal 4% circa di assistenza domiciliare integrata (Adi) per gli over 65 del 2023 ad almeno il 10% nel 2026. "Siamo invece molto lontani da ciò che va garantito ai pazienti, cioè incrementare il livello e la qualità delle cure domiciliari per tutte quelle situazioni assistenziali più complesse.Sono questi i casi che dovrebbero percepire il valore di un investimento di circa 3 miliardi di euro sull'assistenza domiciliare integrata garantiti dal Pnrr.

Un valore che oggi fa fatica a svilupparsi: questo è il vero problema".Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha presentato il report dedicato all'Adi ed elaborato dopo la consultazione di un panel di esperti.

Il documento, realizzato da Salutequità, è stato presentato oggi a Roma durante un evento che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti e stakeholder del settore realizzato con il contributo non condizionato di Confindustria dispositivi medici.  "Abbiamo situazioni a macchia di leopardo tra le Regioni – sottolinea Aceti – Alcune stanno viaggiando a una velocità maggiore e altre sono molto indietro.Questa disparità evidenzia il problema del monitoraggio e controllo del livello centrale sulle Regioni, il tallone d'Achille di tutti gli ambiti assistenziali che caratterizzano il nostro Servizio sanitario nazionale.

Inoltre, non siamo ancora a norma sull'intesa del 2021 sull'accreditamento e l'autorizzazione delle cure domiciliari che stabilisce gli standard di qualità, sicurezza e innovazione che devono essere garantiti in tutti i territori regionali". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adolescence, la decisione di Starmer: “Mostrare la serie nelle scuole”

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(Adnkronos) – "Abbiamo guardato Adolescence con i nostri figli di 16 anni e 14 anni, e devo dire che mi ha colpito duramente".Anche Keir Starmer entra nel dibattito ormai globale che sta suscitando la serie di Netfilix che racconta in quattro puntate, ognuna delle quali un unico piano sequenza, di un 13nne accusato di aver ucciso a coltellate una compagna di classe. "Una torcia che illumina una combinazione di problemi a cui la gente non sa come rispondere", ha aggiunto il premier britannico che, insieme ai creatori della serie, ha annunciato che da oggi Netflix renderà Adolescence disponibile gratuitamente a tutte le scuole secondarie britanniche.  "In un certo senso quello che succede nella storia, potrebbe succedere veramente dovunque, a qualsiasi ragazzo", ha detto ancora Starmer che ha ammesso di aver trovato la serie "in certi momenti inquietante".

Ma ha sottolineato l'importanza del fatto che questa stia illuminando, e accendendo il dibattito, su "misoginia, i contenuti online e il fatto che i ragazzi, soprattuto i maschi, sono attratti da questo mondo".  Il leader laburista ha sottolineato poi come, a differenza di altre cose che il governo deve affrontare, "non c'e' una risposta ovvia che risponda alle domande" che vengono suscitate da questa serie. "E' una cosa più ampia, è una questione cultura e quindi dobbiamo guardare in modo più ampio, lavorare come società, discutere e per questo approvo veramente che Adolescence venga mostrata gratuitamente nelle scuole perché ritengono che i giovani la debbano vedere", ha detto ancora Starmer riferendosi all'iniziativa della piattaforma di mettere la serie a disposizione del servizio di streaming scolastico Into Film+.  In realtà Jack Thorne, che ha scritto la serie insieme all'attore Stephen Graham, che interpreta il padre del ragazzo, e il produttore Jo Johnson, che ieri hanno incontrato Starmer e la ministra della Cultura, Lisa Nandy, al premier britannico hanno rivolto una richiesta specifica, quella di considerare "abbastanza urgentemente" il divieto dei telefoni a scuola e l'istituzione di "età del consenso" digitale.Ed hanno fatto l'esempio di quello che succede in Australia, dove è stata approvata una legge che vieta ai ragazzi sotto i 16 di usare i social media.  Una proposta del genere è stata avanzata anche dall'opposizione conservatrice, ma, interpellato nell'intervista alla Bbc sull'idea del bando, Starmer ha ricordato che il 97% delle scuole già lo adottano, quindi "secondo me questa non è la questione centrale". "Se dobbiamo fare i conti con questo, credo che sarebbe meglio concentrarsi su quella che considero la questione reale, cioè a che tipo di materiale, che sia da scuola o altrove, questi ragazzi hanno accesso – ha continuato il premier – e che sia da scuola o da altre parti, è un materiale che non dovrebbe essere chiaramente disponibile ai ragazzi".  Oltre all'iniziativa per mostrare la serie nelle scuole, il governo ha anche aggiornato le linee guida per i corsi di educazione sessuale e affettiva.

Secondo quanto riportato da The Times recentemente, questi ora includerebbero "lezioni per contrastare la misoginia e il crescente appeal di influencer come Andrew Tate".  Inoltre il governo ha ricordato misure come l'Online safety act, che impone alle società di social media di proteggere i minori da materiale come pornografia, promozione di autolesionismo, bullismo e sfide pericolose.Inoltre viene chiesto di adottare "tecnologie di verifica dell'età" degli utenti. "E' una legge importante", conclude Starmer, ammettendo però che "dobbiamo tornarci sopra per vedere se c'e' ancora lavoro da fare per proteggere i più giovani".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salerno, 15enne ferito gravemente a Capaccio Paestum: vittima di pestaggio

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(Adnkronos) – Trovato a terra ferito gravemente e in una pozza di sangue, 15enne forse vittima di un pestaggio.Indagano i carabinieri sul grave episodio avvenuto nella serata di ieri a Capaccio Paestum (Salerno).

Gli investigatori temono possa trattarsi di una spedizione punitiva ai danni del 15enne, attualmente ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Ruggi di Salerno.Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia di Agropoli che sono al lavoro per le indagini e i rilievi.

Possibile che il 15enne possa essere stato vittima di un branco di coetanei.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arriva la primavera e spuntano le formiche, ecco come trovarle ed eliminarle

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(Adnkronos) – Arriva la primavera, addio all'inverno.E con le prime temperature in risalita ecco ricomparire nelle case, a volte, degli ospiti indesiderati: le formiche.

Le formiche, infatti, sono un insetto che compare facilmente nelle nostre case, soprattutto nel periodo della primavera-estate, quando sono alla ricerca di un posto che consenta la sopravvivenza della colonia e l’approvvigionamento di una buona quantità di cibo.Ecco perché le troviamo per lo più in cucina.

Capirne la provenienza, e di conseguenza eliminarle, suggerisce Leroy Merlin, è fondamentale per diverse ragioni.In primo luogo, perché i formicai tendono a svilupparsi con estrema velocità, e poi perché arrivano a contaminare gli alimenti, portando dei germi che risultano potenzialmente pericolosi per la salute. A ciò va aggiunto il fatto che alcune specie di formiche mordono, ovvero causano punture che risultano dolorose, mentre altre sono solite rosicchiare il legno: parliamo della formica rossa e della formica falegname.

In natura sono presenti oltre 12.000 specie diverse.La buona notizia è che in Italia sono assenti quelle più pericolose.

La formica è un animale antichissimo.Nonostante le sue dimensioni ridotte possiede una forza immensa che le permette di trasportare attraverso le mandibole oggetti che pesano oltre 50 volte rispetto al proprio peso. Inoltre, ha una vita sociale intensa, strutturata secondo tre ordini che collaborano tra loro senza che nessuno comandi sull’altro: formiche operaie, maschi e formiche regine.

L’obiettivo è quello di assicurare l’andamento positivo della colonia.La formica è estremamente intelligente e ha un innato istinto di sopravvivenza.

Non va mai sottovalutata, motivo per cui trovare un nido in casa per poi eliminarlo può risultare tutt’altro che semplice.Ha però anche dei punti di debolezza ed è su quelli che bisogna fare leva in maniera tale da capire come trovare il nido di formiche in casa e, di conseguenza, eliminarlo. Ma come trovare un nido di formiche in casa?

Bisogna innanzitutto capire perché arrivano.Per capire come eliminare le formiche in casa è essenziale infatti, conoscere le abitudini e le ragioni che portano l’insetto a presentarsi in giardino o davanti all’uscio di casa per poi entrare senza bussare.

Un aspetto a cui si rivela essenziale prestare attenzione per effettuare una disinfestazione delle formiche in casa ed eliminarle alla radice sono le condizioni che ne causano la presenza e la sopravvivenza. 
Ecco quindi alcuni accorgimenti da adottare sempre: evita di lasciare residui di cibo in giro e cura la pulizia della casa per quanto riguarda le superfici che si trovano più esposte: pavimenti, mobili della cucina e via dicendo; se hai delle piante, soprattutto sul balcone o all’interno, controlla che non ci siano degli afidi.La loro comparsa è molto più comune di quanto non si possa pensare in quanto attaccano numerose colture.

Quando arrivano lo fanno spesso in compagnia delle formiche; fai in modo che non risultino presenti dei fori da cui le formiche riescono a penetrare in casa.In presenza di eventuali crepe puoi applicare dello stucco. Se, nonostante queste buone abitudini le formiche si fanno vive, esistono delle soluzioni per trovare un nido e poi eliminarlo.

Ecco come fare.Come arrivano le formiche, da sole oppure in gruppo?

Il modo in cui si muovono è il seguente: una formica operaia va alla ricerca di cibo, in maniera isolata; se trova qualcosa di sostanzioso che non può trasportare da sola allora invia un impulso alle altre formiche, che sopraggiungono a centinaia partendo dal nido.  
Quando è presente un formicaio in casa vuol dire che c’è anche una fila di insetti che si muovono insieme: non resta che seguire la colonna per individuare l’ubicazione del nido.Non è difficile, dal momento che le formiche trasportano con la parte mandibolare del cibo.

Sono perciò piccole ma facilmente individuabili: è questo il loro punto di debolezza; il formicaio si trova ubicato in luoghi ben precisi: nel battiscopa, nelle parti sottostanti il pavimento, in punti mai a vista comunque: non in una pianta né tantomeno all’interno dei mobili; le formiche adottano questa strategia per poter risultare nascoste alla vista e operare indisturbate.Non è detto che il nido sia nelle stanze della casa, spesso si trova all’esterno.

Le formiche entrano solamente alla ricerca del cibo. Molte persone sono restie a utilizzare degli insetticidi aventi formulazione chimica per eliminare le formiche, soprattutto se sono presenti in casa degli amici a quattro zampe, nonostante risultino perfettamente sicuri.Ecco perciò una panoramica dei rimedi naturali particolarmente indicati (ed efficaci) per uccidere le formiche in casa, che nulla esclude di adoperare in combinazione con tali prodotti: acido citrico e aceto.

Hanno formulazioni simili, in grado di tenere lontane le formiche e allo stesso tempo denotano un effetto disinfettante che tutela pavimenti e superfici dalla presenza di altri insetti particolarmente sgraditi.  E ancora menta.L’olio essenziale di menta, ma anche una pianta aromatica di questo tipo da tenere alla finestra, presenta un odore che allontana le formiche.

Bicarbonato, il rimedio fai da te per eccellenza, da utilizzare in molteplici circostanze, persino per tenere lontane le formiche.Il consiglio è quello di predisporre delle strisce nei punti di accesso della casa.

Fondi di caffè.Quando si utilizza contro le formiche questo rimedio naturale bisogna considerare che tende ad ammuffire, macchiare le superfici e ad attirare altri insetti.

Meglio quindi non abusare di tale soluzione.Infine, una buona prassi è quella di adoperare l’aspirapolvere per uccidere le formiche, ricordandosi tuttavia di eliminare immediatamente il sacchetto che è stato utilizzato, altrimenti il rischio è quello di ottenere l’effetto opposto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virus misterioso terrorizza la Russia, tosse con sangue tra i sintomi: cosa sappiamo

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(Adnkronos) –
Tosse con sangue e gravi sintomi respiratori: sono gli effetti di un misterioso 'virus X' in Russia.Le voci, nate sul canale Telegram russo 'Shot', si sono concentrate su pazienti con un quadro clinico serio, ma che risultavano negativi ai test per influenza e Covid-19.

Secondo 'Newsweek' i funzionari sanitari russi attribuiscono questi casi a comuni infezioni respiratorie, tra cui il Mycoplasma pneumoniae.  Le autorità russe hanno respinto le voci parlando di "speculazioni sui resoconti di un virus non identificato" e assicurando che "non sono stati rilevati nuovi agenti patogeni".Rospotrebnadzor, un'agenzia russa responsabile della supervisione della tutela dei diritti dei consumatori e della salute pubblica, ha affermato che "non ci sono prove di un virus nuovo o non identificato in circolazione sul territorio della Federazione Russa".   Sul canale Shot i messaggi parlavano di pazienti di diverse città russe con febbre alta, dolori muscolari e tosse grave che persisteva per settimane, che a volte con sangue.

Ma i test per l'influenza A e B e per Sars-CoV-2, che potrebbero essere responsabili di questi sintomi, sarebbero risultati negativi.Una donna identificata solo come Alexandra ha scritto su Shot che "al quinto giorno" di malattia ha "iniziato a tossire sangue.

Anche dopo una settimana di antibiotici, gli attacchi di tosse non si sono fermati". I sintomi descritti, "stanchezza e dolori iniziali, seguiti da febbre alta e tosse debilitante", erano simili in molti altri casi menzionati sul canale Telegram.I resoconti – riporta Newsweek – sono stati ripresi dai principali media russi, tra cui Lenta.ru e Newizv.ru, che hanno evidenziato le varie testimonianze, sottolineando anche l'assenza di conferme formali da parte delle agenzie sanitarie statali.

L'agenzia Rospotrebnadzor ha ribadito che "diffondere informazioni non verificate sulla sanità pubblica può portare un allarmismo inutile" e ha esortato i cittadini "a cercare assistenza medica tramite i canali ufficiali".   
Il 'giallo' ha attirato l'attenzione degli scienziati occidentali.Su X Giacomo Gorini, immunologo – tra i primi sviluppare il vaccino anti-Covid di AstraZeneca – oggi a Oxford, ha spiegato che le informazione sono "così frammentarie che è impossibile al momento dare stime epidemiologiche su incidenza, ospedalizzazioni o decessi (se presenti).

Per ora, ipotesi più probabile, potrebbe essere ancora tutto riconducibile a malattie già note.Dobbiamo insomma aspettare che si ottengano più informazioni e chiederci di quali fonti ci fideremmo.

Io di quelle pubbliche russe non mi fido tanto.Ma – ha concluso – qui è la mia personale opinione, che vale quanto la vostra.

Se emergono fatto scientifici rilevanti, ci vediamo qui" su X.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Vaticano: “Lievi miglioramenti su infezione polmonare e uso della parola”

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(Adnkronos) – La situazione clinica di Papa Francesco continua a essere "stazionaria", ma si registra un lieve miglioramento per quanto riguarda il quadro infettivo polmonare e per quanto riguarda la voce.Lo fa sapere la Sala stampa vaticana spiegando che questi lievi miglioramenti sono certificati dalle analisi del sangue che il Papa ha effettuato nei giorni scorso e da una lastra. Bergoglio sta vivendo la convalescenza protetta a Casa Santa Marta da domenica 23 marzo quando è stato dimesso dal policlinico Gemelli, dopo 38 giorni di ricovero.

Nella sua stanza al secondo piano – la 201 – continua la terapia farmacologica e le fisioterapie respiratoria e motoria.I lievi miglioramenti si registrano soprattutto per la fisioterapia respiratoria; per quanto riguarda il movimento, Bergoglio ha ancora bisogno di assistenza. "La mobilità in un paziente di 88 anni che ha avuto una lunga ospedalizzazione è lenta", fa notare la Sala stampa vaticana. Il Pontefice dedica un "tempo significativo" alle fisioterapie e durante il giorno svolge anche un po' di lavoro alla scrivania.

Ogni mattina concelebra messa nella cappellina al secondo piano. 
Nell'Angelus di domenica scorsa, 30 marzo, preparato solo in forma scritta, Papa Francesco ha parlato proprio di guarigione. "Anch’io la sto sperimentando così, nell’animo e nel corpo.Perciò ringrazio di cuore tutti coloro che, a immagine del Salvatore, sono per il prossimo strumenti di guarigione con la loro parola e con la loro scienza, con l’affetto e con la preghiera.

La fragilità e la malattia – ha scritto – sono esperienze che ci accomunano tutti; a maggior ragione, però, siamo fratelli nella salvezza che Cristo ci ha donato''. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme febbre gialla nelle Americhe, in tre mesi casi già raddoppiati rispetto a tutto il 2024

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(Adnkronos) – Allarme febbre gialla nelle Americhe.La Pan American Health Organization (Paho) ha emesso un nuovo alert epidemiologico in risposta all'aumento dei casi umani della malattia virale trasmessa dalle zanzare, prevenibile con la vaccinazione, ma potenzialmente fatale. "Al 22 marzo 2025 le infezioni confermate sono più che raddoppiate rispetto al totale registrato nel 2024".

Quest'anno in poco meno di 3 mesi i casi sono stati "131, con 53 decessi"; in tutto l'anno scorso erano stati "61, di cui 30 mortali".I Paesi interessati da questo boom di inizio 2025 sono "Bolivia (1 caso, 1 decesso), Brasile (81 casi, 31 decessi), Colombia (31 casi, 13 decessi) e Perù (18 casi, 8 decessi)".

Quest'anno le infezioni sono state dunque segnalate anche "oltre la regione amazzonica tradizionalmente colpita", sottolinea la Paho.  "La stragrande maggioranza dei casi di febbre gialla rilevati ha coinvolto persone non vaccinate", evidenzia l'Oms panamericana, che invita a "intensificare gli sforzi di vaccinazione nelle aree a rischio, puntando a tassi di copertura superiori al 95%.La vaccinazione è lo strumento più efficace per combattere la malattia", avverte la Paho.

L'agenzia raccomanda ai Paesi di "rivedere le proprie scorte di vaccini, garantire piani di risposta rapida per le epidemie e assicurarsi che i viaggiatori nelle aree endemiche siano informati e vaccinati". La Paho ritiene "particolarmente preoccupanti i nuovi casi segnalati da ottobre 2024 nel dipartimento di Tolima in Colombia", perché "indicano che il virus sta comparendo in aree non precedentemente colpite negli anni passati.In queste regioni, attività come l'agricoltura rappresentano un fattore di rischio per l'esposizione al virus.

L'aumento dei casi e la loro diffusione geografica evidenziano l'urgente necessità di rafforzare le misure di sorveglianza, prevenzione e controllo per contenere la malattia", esorta l'Oms panamericana.Anche "la situazione epidemiologica nello stato di San Paolo in Brasile, con 34 casi e 19 decessi", è considerata "preoccupante a causa della sua vicinanza a centri urbani densamente popolati, aumentando il rischio di un'epidemia più ampia". La febbre gialla "dal 1960 ha causato 9.591 casi umani e 3.444 decessi", ricorda la Paho. "Dall'epidemia in Brasile tra il 2016 e il 2018 la minaccia della malattia per la salute pubblica è riemersa nelle Americhe", ammonisce l'agenzia che continuerà – si legge in una nota – a monitorare la situazione e a supportare i Paesi nell'adozione delle strategie migliori per prevenire e combattere l'infezione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Soffientini (Pierre Fabre Pharma): “Orgogliosi del rimborso tabelecleucel in Ebv+ Ptld”

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(Adnkronos) – "Avere ottenuto la rimborsabilità per la prima terapia cellulare allogenica per trattare la malattia Ptld, patologia linfoproliferativa post trapianto, positiva al virus Epstein Barr, è un grande moto d'orgoglio.Questa nuova terapia non fa altro che dimostrare l'impegno di Pierre Fabre nell'area oncologica che dura da più di 40 anni".

Così Maria Elena Soffientini, direttore Market Access e Public Affairs, Pierre Fabre Pharma, all'Adnkronos Salute commenta l'approvazione da parte dell'Agenzia del farmaco Aifa al rimborso di tabelecleucel, la prima terapia cellulare allogenica a cellule T specifica per il virus di Epstein Barr (Ebv), ottenuta da donatori sani, per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 2 anni con malattia linfoproliferativa post-trapianto positiva al virus di Epstein Barr (Ebv + Ptld) recidivata o refrattaria, che hanno ricevuto almeno una terapia precedente. "Pierre Fabre è impegnata in diverse aree terapeutiche con l'obiettivo di migliorare la vita delle persone colpite da patologie a grande impatto sociale – aggiunge Soffientini – In particolare, attualmente siamo impegnati nel melanoma, nel tumore del colon retto, ma avremo delle novità anche per il tumore del polmone non a piccole cellule, che comunque rimane uno dei big killer tra i tumori, e un'altra terapia per la vescica iperattiva.Questa è una patologia che non mette a rischio la vita del paziente, ma ha un grosso impatto sociale sulla sua qualità della vita.

Siamo sicuri che queste 2 nuove opzioni terapeutiche porteranno dei vantaggi ai pazienti".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, ematologa Barbui: “Terapia cellulare efficace in Ptld correlata a Ebv”

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(Adnkronos) – In seguito a un trapianto di organo solido o di cellule staminali emopoietiche possono verificarsi delle complicanze ematologiche rare note come Ptld. "Sono malattie linfoproliferative post trapianto" che si trattano in "prima linea utilizzando l'immunoterapia da sola o in combinazione alla chemioterapia, con risultati molto buoni in una buona percentuale dei pazienti.Vi è purtroppo un sottogruppo di pazienti che non rispondono a questa terapia di prima linea o recidivano, per i quali la mediana di sopravvivenza è meno di 6 mesi.

In questo gruppo di pazienti, per quelli che hanno una malattia linfoproliferativa Ebv correlata", cioè positiva al virus di Epstein Barr, "c'è la possibilità di utilizzare una nuova strategia terapeutica che si chiama tabelecleucel".Lo ha detto all'Adnkronos Salute Anna Maria Barbui, responsabile Day hospital Ematologia Asst Papa Giovanni XXIII, Bergamo, in occasione del via libera al rimborso di tabelecleucel da parte dell'Agenzia italiana del farmaco. "Questa è una terapia nuova – spiega Barbui – perché non verte sull'utilizzo dell'immunoterapia o della chemioterapia, ma si basa sull'utilizzo di linfociti T citotossici anti Ebv, che sono ottenuti da donatori sani.

Queste cellule sono in grado di riconoscere le cellule della malattia che hanno integrato il virus di Epstein Barr e di listarle", quindi eliminarle. "Per questa terapia cellulare lo studio Allele, che è stato pubblicato l'anno scorso, ha dimostrato, nel sottogruppo di pazienti Ptld Ebv positivo, che è possibile ottenere una risposta complessiva del 51% dei casi con una mediana di sopravvivenza generale di 18,4 mesi.Inoltre, sul gruppo dei pazienti che hanno avuto una risposta, oltre l'84% è ancora vivo a 1 anno.

Sono dei dati estremamente promettenti per questa tipologia di pazienti che senza questa terapia avrebbero una sopravvivenza mediana inferiore ai 6 mesi". La novità di questo trattamento "è sicuramente legata al fatto che non è una chemioterapia, ma è una terapia cellulare – chiarisce l'ematologa – E' una terapia pronta all'uso, somministrata in Day hospital, per cui non richiede il ricovero del paziente.Inoltre, è estremamente ben tollerata: anche questa popolazione di pazienti, che è particolarmente fragile, non ha sviluppato degli effetti collaterali importanti che ne abbiano bloccato l'utilizzo". La malattia si presenta nei pazienti sottoposti a trapianto che vengono trattati con una terapia immunosoppressiva, condizione che può portare a una riattivazione dell'infezione da virus di Epstein Barr (asintomatica nella popolazione sana) e a un mancato controllo della stessa, con un conseguente sviluppo di una malattia linfoproliferativa Ebv correlata (Ebv+ Ptld).  "E' una complicanza ematologica rara che tipicamente si presenta con dei linfonodi ingrossati e anche dei sintomi sistemici come febbre, sudorazione e perdita di peso – illustra Barbui – Bisogna però ricordare che questi sono sintomi aspecifici e comuni ad altre forme, come quelle di tipo infettivo: la diagnosi deve essere fatta con la biopsia di un linfonodo".

Questa patologia "è considerata una complicanza rara perché ha una prevalenza non superiore allo 0,05% della popolazione.Però bisogna considerare che in Italia, in 1 anno, si fanno 4mila trapianti di organo solido e circa 2mila trapianti di cellule staminali ematopoetiche.

Questi dati riguardano sia popolazione adulta che popolazione pediatrica.E quindi – sottolinea la specialista – è facile capire come queste complicanze, seppur rare, si diagnostichino nelle nostre ematologie ogni anno con dei numeri abbastanza rilevanti: per questo vanno riconosciute".  La patologia ha uno spettro di malignità molto variegato. "Esistono delle Ptld che sono polimorfe, quindi non appartengono al gruppo dei tumori veri e propri, e delle monomorfe con un'aggressività elevata.

Si possono quindi avere delle Ptld in cui occorre fare la chemioterapia, in altre basta modulare la terapia immunosoppressiva e la condizione riverte spontaneamente".La terapia cellulare tabelecleucel, rimarca Barbui, "ha indicazione nel sottogruppo di coloro che non rispondono alla terapia di prima linea e che sono Ptld correlate a Ebv, una forma che ha una mediana di sopravvivenza inferiore ai 6 mesi.

E' proprio in questo contesto che viene ad essere proposta la nuova terapia cellulare". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cesena – Juve Stabia (1-2): Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente

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Guarda le foto di Cesena – Juve Stabia realizzate dal fotografo, Antonio Gargiulo, che ci raccontano così la vittoria delle Vespe (1-2) con i romagnoli all’Orogel Stadium – Dino Manuzzi.

Il Tabellino Ufficiale

CESENA (3-4-2-1): Klinsmann;  Ciofi, Prestia (64′ Piacentini), Mangraviti; Adamo, Celia (75′ Donnarumma), Calò (69′ Savic), Francesconi; Antonucci (45′ Tavsan), Berti (64′ Russo); Shpendi

In Panchina: Pisseri, Siano, Mendicino, Saric, Piacentini, La Gumina, Bastoni, Manetti, Pieraccini.

Allenatore: Michele Mignani

Juve Stabia (3-4-1-2): Thiam; Ruggero, Peda, Bellich (58′ Quaranta); Mussolini (69 Andreoni), Pierobon, Leone (45′ Buglio), Fortini; Pierobon (86′ Louati); Candellone, Piscopo (69′ Meli), Adorante

In panchina: Matosevic, Rocchetti, Baldi, Sgarbi, Gerbo, Maistro, Mosti.

Allenatore: Guido Pagliuca

Direttore di gara: sig. Matteo Marcenaro della sezione AIA di Genova

Primo Assistente: sig. Vito Mastrodonato della sezione AIA di Molfetta

Secondo Assistente: sig. Claudio Barone della sezione AIA di Roma 1

IV° ufficiale: sig. Mattia Drigo della sezione AIA di Portogruaro

VAR: sig. Manuel Volpi della sezione AIA di Arezzo

AVAR: sig. Antonio Giua della sezione AIA di Olbia

Marcatori: 21′ Mangraviti (aut.), 53′ Adorante (JS)

Angoli: 8 – 1

Ammoniti: 28′ Leone, 45′ Pierobon, 48′ Bellich, 67′ Quaranta, 70′ Tavsan (Ce), 86′ Adamo (Ce)

Espulsi: Nessuno

Recupero: 5 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Giornata primaverile con temperatura mite. Terreno in erba naturale in ottime condizioni. Presenti 825 tifosi gialloblù.

Spettatori totali: 12.110 di cui Abbonati 7.893 (rateo € 71.166,23) Miniabbonamenti: 187 (rateo € 2.237,22) Paganti 4.029 di cui 825 ospiti (incasso € 46.309,00)

LE FOTO

Assassino studentessa arrestato dall’ex Ros che catturò Messina Denaro

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(Adnkronos) – Il colonnello Lucio Arcidiacono, Comandante provinciale dei Carabinieri di Messina, che ha arrestato, dopo poche ore dall'omicidio, il presunto assassino della studentessa 22enne Sara Campanella, è l'ex comandante del Ros che nel gennaio 2023 catturò il boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro.Arcidiacono proviene, infatti, dal Raggruppamento Operativo Speciale che lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo.

L'Ufficiale ha rivestito diversi incarichi a Napoli, Catania, Palermo e Roma.E adesso guida i Carabinieri di Messina.

Fin dal suo insediamento nella città dello Stretto, il colonnello Arcidiacono ha sottolineato la grande attenzione che l'Arma rivolge ai bisogni della collettività, dicendosi pronto a conoscere ancor di più un territorio complesso come quello di Messina e della sua vasta provincia.Il colonnello arriva in riva allo Stretto dopo una lunga carriera iniziata frequentando il 175esimo corso dell'Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali di Roma.

Poi l'incarico di Comandante di Plotone del 1° Battaglione "Piemonte" di Moncalieri.Per lui anche la guida del Nucleo Operativo e Radiomobile di Savona e Alassio in Liguria.

Oggi Messina.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma, donna trovata morta in casa: interrogati due uomini

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(Adnkronos) – Proseguono le indagini dei carabinieri di Parma dopo che una donna di circa 60 anni, di nome Daniela, è stata trovata morta nella serata di ieri presso la sua abitazione di via Ruggero, nel quartiere Pablo.La procura ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia.

L’esame sarà fondamentale per verificare l’eventuale coinvolgimento dei due uomini presenti nell’abitazione al momento dell’arrivo dei carabinieri, giunti sul posto dopo diverse segnalazioni presentate dai vicini di casa, spaventati da una serie di rumori provenienti dall’interno dell’appartamento, ora sotto sequestro. Si sarebbe verificato anche un parapiglia che avrebbe allertato gli abitanti del condominio, una palazzina anni ‘60 dei Prati Bocchi.Una volta entrati nell’appartamento, oltre al cadavere della donna vestita in maniera sommaria, carabinieri hanno trovato i due uomini che, trasportati presso la caserma di via delle Fonderie, sono stati interrogati durante la notte.

Rispondendo alle domande degli agenti, i due individui non avrebbero saputo ricostruire l’accaduto.  Secondo quanto riferito all’Adnkronos da una donna residente in una palazzina limitrofa, la signora Daniela risiedeva nell’appartamento assieme ad uno dei due individui, con cui era solita recarsi presso il Centro di salute mentale di Parma e la coppia avrebbe periodicamente ospitato individui frequentanti il centro di via Vasari.  In base alle prime ricostruzioni, nell’ultimo anno la signora Daniela avrebbe subìto un infortunio agli arti inferiori e avrebbe diradato le uscite che era solita fare con le amiche, assieme alle quali amava recarsi presso i bar del quartiere per trascorrere i pomeriggi.Ancora da capire se il decesso possa essere collegato all’infortunio, aspetto su cui stanno indagando i carabinieri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Simona Ventura, 60 anni all’insegna di “crederci sempre, arrendersi mai”

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(Adnkronos) – Ha segnato la televisione italiana. È stata la prima donna a condurre 'Quelli che il calcio' e 'Le iene'.Oltre 60 programmi all'attivo in 40 anni di carriera tra Rai, Mediaset, Sky e la parentesi ad Agon Channel non solo come conduttrice ma anche come inviata, giurata, opinionista, ospite fissa o concorrente.

Senza dimenticare svariati Telegatti vinti.Tra alti e bassi, si è sempre rialzata.

Non è un caso se il suo motto sia 'Crederci sempre, arrendersi mai'.Un nome e un cognome: Simona Ventura, per tutti "SuperSimo", che oggi 1 aprile compie 60 anni.  E lo fa sull'onda del successo (l'ennesimo) in tv (e non solo).

A partire dal matrimonio con Giovanni Terzi (il secondo dopo quello con Stefano Bettarini, dal quale ha divorziato nel 2008).Mentre sul piccolo schermo, sarà l'opinionista della nuova edizione de 'L'isola dei famosi' condotta da Veronica Gentili.

Senza dimenticare il secondo posto a 'Ballando con le stelle 2024', anche se per molti avrebbe dovuto vincere quell'edizione, e la conduzione di 'Citofonare Rai2' con l'amica e collega Paola Perego.Ma anche la sua esilarante presenza fissa al tavolo di 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio sul Nove con memorabili karaoke con indosso t-shirt su cui sono stampate le sue iconiche frasi ("caviglia fina, puledra di razza", solo per citarne una). Classe 1965, nata a Bentivoglio, la carriera di "SuperSimo' è iniziata negli Anni 80: nel 1985 è apparta in tv come concorrente allo show 'W le donne' condotto da Amanda Lear e Andrea Giordana su Rete 4, mentre nel 1986 ha vinto la fascia Miss Muretto ad Alassio e partecipa di diritto a Miss Italia.

Il primo di una lunga serie di traguardi.Nel 1988 ha esordito nella tv nazionale come valletta al fianco di Giancarlo Magalli nel programma di Rai 1 'Domani sposi '.

Dopo un periodo a Telemontecarlo, in cui ha lavorato come praticante giornalista sportiva (è stata inviata di 'Galagol', condotto da Massimo Caputi e Alba Parietti), è passata a Mediaset diventando uno dei volti di punta di Italia 1 grazie alla conduzione di 'Mai dire gol della Gialappa's Band'.Qui è stata inizialmente affiancata a Teo Teocoli e in seguito a Claudio Lippi e nella stagione 1996-1997 ha condotto in solitaria la versione domenicale dello show.

E ancora, 'Scherzi a parte', 'Festivalbar' in coppia con Amadeus e 'Le Iene'.  Nel 2001 è tornata in Rai per condurre per dieci anni 'Quelli che il calcio'.Da lì sono passati grandi star internazionali della musica a partire da Amy Winehouse, Katy Perry e Lady Gaga.

In una sola parola: successo, che l'ha portata sul palco dell'Ariston nel 2004.Anno in cui ha condotto il Festival di Sanremo, affiancata da Gene Gnocchi e con la partecipazione di Paola Cortellesi e Maurizio Crozza.

L'anno prima, nel 2003, ha esordito alla conduzione del reality show 'L'isola dei famosi', restando al timone per otto edizioni.Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di giudice nel talent show 'X Factor' (a quel tempo su Rai 2) restando al banco della giuria anche nell'edizione successiva.

Ventura poi è tornata in quel ruolo anche nella quinta edizione, la prima a debuttare su Sky.  Nel 2014 Simona ha fatto il suo ritorno nella tv generalista, conducendo la finale di Miss Italia, in onda su La7 da Jesolo.L'anno successivo, nel 2015, le braccia di 'Mamma Rai' l'hanno riportata 'a casa' nel ruolo di giurata della terza edizione di 'Notti sul ghiaccio', talent show di Rai 1 dedicato al pattinaggio artistico e condotto da Milly Carlucci.

Nel 2016 è stata la concorrente dell''Isola dei Famosi' tornando così a Mediaset.Dopo l'esperienza sull'isola, ha condotto 'Selfie – Le cose cambiano', ha guidato il viaggio dei sentimenti di 'Temptation Island Vip' ed è stata giudice di 'Amici di Maria De Filippi'.

Nel 2019 è passata, di nuovo, in Rai conducendo la sesta edizione di 'The Voice of Italy' su Rai 2. Nella carriera di Simona Ventura c'è anche il cinema.Nel 2008 ha recitato ne 'La fidanzata di papà' con la regia di Enrico Oldoini, nel 2009 'Videocracy – Basta apparire' diretto da Erik Gandini (nei panni di sé stessa), nel 2010 'Somewhere' diretto da Sofia Coppola e nel 2011 'Vacanze di Natale a Cortina' diretto da Neri Parenti.

Ventura ha sperimentato anche la regia.Nel 2021 ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il docu-film 'Le 7 giornate di Bergamo' e nel 2022 ha presentato al Festival di Torino il docu-film 'Marco inedito, dagli ultimi 100 giorni di Marco Pannella'.

Riavvolgendo il rullino dei ricordi, Simona ha prestato la voce a Lola Bunny nella versione italiana di 'Space Jam' (1996).Mentre nel 2008 è uscita la sua autobiografia 'Crederci sempre, arrendersi mai', edita da Mondadori e nel 2019 ha pubblicato il suo secondo libro 'Codice Ventura', edito da Sperling & Kupfer. Professionista instancabile, che non conoscere il verbo arrendersi, ma anche mamma.

Ventura è madre di Nicolò (1998) e Giacomo (2000), nati dal matrimonio con Stefano Bettarini.Nella sua vita c'è anche Caterina, nata da una sua parente in difficoltà, che ha adottato dandole il suo cognome. (di Lucrezia Leombruni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pesce d’aprile, come è nato il giorno degli scherzi e perché si chiama così

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(Adnkronos) – L'inizio del mese di aprile coincide sempre con la festa più divertente dell'anno.Oggi, 1° aprile, è la giornata dedicata agli scherzi, ai 'pesci d'aprile', una tradizione diffusa in diversi Paesi del mondo.

Se una volta bisognava prestare attenzione solo a ciò che raccontavano amici e conoscenti, da anni ci si mette anche il web con 'fake news' creative, alcune particolarmente memorabili. Le origini della tradizione del pesce d'aprile secondo molti risalirebbero alla storia della Chiesa cattolica.Una delle teorie più remote riguarda il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce.

Il pontefice grato a Bertrando, avrebbe così decretato il divieto di mangiare pesce il 1° aprile. Ma c'è un'altra teoria che colloca la nascita della la tradizione nel XVI secolo, in seguito all'adozione del calendario gregoriano.La riforma adottata da Papa Gregorio XIII, infatti, ha spostato il Capodanno, che in Europa si festeggiava scambiandosi pacchi dono tra il 25 marzo e il 1° aprile, al 1° gennaio.

Da qui l'usanza di scambiarsi pacchi regalo vuoti il 1° aprile per ricordare la festa abolita.  C'è inoltre chi, come alcuni antropologi, crede che la nascita della tradizione degli scherzi del pesce d'aprile si debba collocare all’inizio della stagione della pesca primaverile.Nella prima settimana di aprile, infatti, spesso i pescatori non trovavano pesce e tornavano a mani vuote diventando così oggetto di scherno da parte dei loro concittadini.

Per altri studiosi invece le origini del pesce d'aprile ricadrebbero nell'età classica nel mito di Proserpina, che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa, e nella festa pagana dei Veneralia, che si teneva proprio il 1° aprile. Il nome 'pesce d'aprile' gioca sul concetto del pesce che abbocca all'amo e si lascia pescare.Per questo chi il 1° aprile crede a uno scherzo sarebbe considerato 'credulone' quanto un pesce.

Non in tutti i Paesi però il nome di questa giornata è lo stesso.Nei Paesi angosassoni non ci sono riferimenti ai pesci: il giorno è noto come 'April's Fools' Day' dove 'fool' significa 'sciocco'. Dal CERN a Google, anche i nomi più illustri nel corso degli anni si sono dedicati a organizzare scherzi.

E alcuni sono rimasti nella storia.  Uno dei più noti è quello che convolse il famigerato Mostro di Loch Ness.Il 1° aprile del 1972 fu esposta allo Yorkshire's Flamingo Park Zoo, in Gran Bretagna, la carcassa di 'Nessie' dopo un clamoroso annuncio da parte di un gruppo di zoologi di aver recuperato il suo corpo, galleggiante sulle acque del tenebroso lago.

In realtà, rivelò il ranger autore dello scherzo, si trattava del cadavere di un elefante marino. Nello stesso anno, sempre in Inghilterra, l'astronomo Patrick Moore sulla Bbc avvertì che grazie a una congiunzione astrale per cui si erano allineati i pianeti di Giove e Plutone, alle 9.47 ora di Londra si sarebbero avute rilevanti conseguenze sulla forza di gravità, da fare in modo che chi avesse in quel preciso momento compiuto un salto, per strada o in casa, si sarebbe sentito leggerissimo. Nell'aprile 1996 il Mit ('Massachusetts Institute of Technology') annunciò di aver istituito l''Internet Cleaning Day' per il giorno seguente allo scopo di fare una sorta di tabula rasa del web, cancellando siti, account inattivi e mail in sospeso per rendere migliore la navigazione on line.Come?

Scollegando tutti i computer, in ogni parte del mondo. Due anni dopo, nel 1998, l'organizzazione 'New Mexican for Science and Reason' annunciò invece che l'Alabama aveva deciso di modificare il valore del pi greco, passando da 3,14 a un molto più semplice 3.Motivo?

Ricondurre la costante matematica a un valore biblico. Nel 2015 il CERN annunciò di aver scoperto che la Forza dei cavalieri Jedi in 'Star Wars' esiste davvero.A spiegarlo con una dichiarazione fu il ricercatore del CERN Ben Kenobi dell'Università di Mos Eisley, provincia di Tatooine: "La Forza è ciò che dà ad un fisico delle particelle il suo potere".

Ovviamente Ben Kenobi, Tatooine e Mos Eisley sono tutti riferimenti al primo film della saga di fantascienza di George Lucas.  Nello stesso anno tre stimati scienziati australiani, Andrew Hamilton, Robert May e Edward Waters , rivelavarono le prove dell'esistenza dei draghi, pubblicando una ricerca secondo la quale le mitiche creature sputafuoco erano molto diffuse nel Medioevo.  Nel 2016 Google lanciava il suo 'Cardboard Plastic', un visore per la realtà…reale. "Un dispositivo che permette di vedere le cose nel modo in cui le vedi veramente, sperimentando la tua visione del mondo", si leggeva sul sito dedicato all''invenzione', disponibile in sei colori e quattro dimensioni.

Un pezzo di plastica che "ti avverte su ciò che fai, vedi e senti più di prima". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’azzurro pensiero AFREDDO: Il Napoli dedica la vittoria sul Milan al piccolo Diego e tallona l’Inter

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Il Napoli batte il Milan 2-1 al Maradona e ristabilisce le distanze dall’Inter capolista che nel tardo pomeriggio aveva superato con lo stesso punteggio l’Udinese.
Nel primo tempo, gli azzurri partono a spron battuto e vanno subito in vantaggio con un sinistro al fulmicotone di Politano da fuori area che dopo 2′ batte Maignan.  La seconda rete che manda le squadre al riposo è siglata da Lukaku che sfrutta un assist di Gilmour per spingere in rete un pallone (anche un po’ masticato) di sinistro.

A fine frazione, il Milan cerca di rispondere alzando il baricentro.

Nel secondo tempo, l’ingresso di Rafa Leao dà linfa al Milan che sfiora la rimonta.  Gimenez dal dischetto fallisce la rete, dopo che un ingenuo Billing aveva provocato la massima punizione.Jovic a poco dal termine accorcia le distanze, ma non basta.

TOP:

Politano, nel primo tempo è un’ira di Dio, nella ripresa cala come tutta la squadra.

FLOP:

Billing, dopo le prime apparizioni molto positive, stasera mostra qualche limite di esperienza.

 

Conclusione

Si doveva vincere per tallonare l’Inter e vittoria è stata.  La squadra torna al 4-3-3 e nel primo tempo è molto convincente.

Nella ripresa, si ripresenta il calo fisico ormai di tutte le settimane.  Gli azzurri, però, non mollano e dedicano la vittoria al piccolo Diego scomparso in settimana alla tenera età di 14 anni su un campo di calcio.La prossima giornata regala una sfida molto complicata per gli uomini di Conte.  Si va al Dall’Ara in un insolito Lunedì sera per affrontare il Bologna di Vincenzo Italiano.

Napoli – Milan (2-1), tre punti d’oro e la rincorsa allo scudetto continua

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Il Napoli di Antonio Conte ha lanciato un segnale forte e chiaro: la corsa allo scudetto è più viva che mai.La vittoria per 2-1 contro il Milan non è solo un successo prezioso per la classifica, ma un manifesto di ambizione, carattere e voglia di vincere.

Con questo risultato, gli azzurri confermano il secondo posto e si portano a soli tre punti dall’Inter capolista.A otto giornate dalla fine, nulla è ancora deciso, e il Napoli ha tutto il diritto di crederci.

La sfida contro i rossoneri ha messo in evidenza un Napoli maturo, cinico e consapevole della propria forza.Sin dai primi minuti, la squadra è entrata in campo con la giusta mentalità, colpendo il Milan con la velocità di Politano e la freddezza di Lukaku, autore di un gol che non solo ha consolidato la vittoria, ma ha anche scritto una nuova pagina della sua carriera con il 400° centro tra club e nazionale.

Ma oltre ai singoli, ciò che impressiona è il collettivo.Antonio Conte, in pochi mesi, ha dato un’identità solida alla squadra, trasformandola in una macchina da battaglia pronta a lottare fino all’ultimo secondo.

Non è più il Napoli fragile e incerto di inizio stagione: oggi è una squadra compatta, affamata, e soprattutto consapevole di poter ribaltare ogni pronostico.E guardando il calendario, i motivi per sperare aumentano.

L’Inter, pur essendo ancora la favorita, ha un cammino più tortuoso, con l’impegno in Champions League e Coppa Italia che potrebbero sottrarre energie preziose.Il Napoli, al contrario, ha la possibilità di concentrarsi esclusivamente sul campionato, un vantaggio che potrebbe rivelarsi decisivo nelle ultime battute di questa corsa scudetto.

Il sogno è lì, a portata di mano.Servirà continuità, servirà coraggio, ma soprattutto servirà il cuore di una squadra e di una città intera.

Il Napoli ha dimostrato di poter battere chiunque, e se continuerà su questa strada, allora davvero nulla è impossibile.Il Maradona è pronto a esplodere, i tifosi sono pronti a sognare, e il Napoli è pronto a scrivere un’altra pagina di storia.

Imprese, Number 1 Logistics acquisisce attività italiane di FM Logistic

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(Adnkronos) –
Number 1 Logistics Group annuncia l’acquisizione delle attività italiane di FM Logistic, un’operazione strategica che consolida ulteriormente la sua posizione di leader nella logistica per i settori FMCG (Fast-Moving Consumer Goods) e Health & Beauty Care.L’accordo – si spiega in una nota – "si inserisce in un contesto di crescente concentrazione del mercato della contract logistics, con l’obiettivo di ottimizzare l’efficienza operativa, ampliare il range di servizi offerti e massimizzare il livello di servizio per i clienti".

L’integrazione delle attività italiane di FM Logistic "permetterà a Number 1 di raggiungere un market share di oltre il 25% rafforzando in particolare la presenza nel settore della Beauty Care e nella logistica a temperatura controllata.Contestualmente, è prevista una crescita di 60 milioni di euro di fatturato, grazie a un network ampliato ancora più solido e capillare e un aumento di oltre 200 dipendenti che vanno ad aggiungersi agli attuali 2.000".

L’operazione sarà effettiva a partire dal 01 aprile 2025.FM Logistic continuerà a gestire le proprie attività a Corteolona.

Il sito di Corteolona non è compreso in questa operazione e rimarrà sotto la gestione di FM Logistic. “La crescita di Number 1 si basa da sempre su una visione chiara: innovazione, creazione di valore per le comunità, attenzione costante alle persone e sostenibilità” – ha dichiarato Davide Villani, Presidente e Amministratore Delegato di Number 1 Logistics. “Questa acquisizione ci permette di consolidare il nostro posizionamento nel mercato e di offrire un servizio sempre più efficiente e innovativo ai clienti attuali e potenziali.L’integrazione dei nuovi hub di Capriata D’Orba (AL) e Vellezzo (PV) amplia ulteriormente le nostre capacità operative, rafforzando la nostra offerta di soluzioni logistiche”. “Riteniamo che questo passaggio a Number 1 Logistics Group sia un’evoluzione naturale.

La loro forte esperienza nel mercato italiano e il loro impegno per la qualità del servizio garantiranno la continuità per i nostri clienti e dipendenti.Siamo fiduciosi che questa integrazione offrirà nuove opportunità di crescita e stabilità negli anni a venire.” Jean-Christophe Machet, CEO di FM Logistic. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)