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Roberto Venturato: “Ottima prova del Cittadella. Avanti così”

Il tecnico del Cittadella, Roberto Venturato, ha parlato ai nostri microfoni al Tombolato dopo il rotondo 3-0 del suo Cittadella ai danni della Juve Stabia.

Venturato: “Ottima prova del Cittadella. Avanti così”

Ecco quanto raccolto dalla nostra troupe in Veneto:

“Già all’andata dissi che la Juve Stabia era una squadra forte. Abbiamo fatto una grande prestazione contro la Juve Stabia che è venuto a giocarcela. Una prestazione che ci da grande autostima è consapevolezza della nostra forza. La voglia di restare tra le prime c’è. Ora è importante avere continuità di risultati per cercare di centrare i playoff. Ma pensiamo a gara dopo gara senza fare voli pindarici. Diaw ha trovato l’ambiente giusto a Cittadella per esplodere e far vedere il suo grande valore.”

Roberto Venturato: “Ottima prova del Cittadella. Avanti così”/Salvatore Sorrentino

COLLEGATE:

Juve Stabia, Caserta: Sconfitta meritata ma nessun dramma (VIDEO)

Al termine della sconfitta rimediata dalla Juve Stabia a Cittadella ha parlato Fabio Caserta. Il tecnico stabiese ha analizzato la gara ai nostri microfoni.

Queste le parole di Caserta:

Il Cittadella ha strameritato di vincere ma non bisogna fare drammi. Voglio pensare che sia stata solo una giornata storta. Dobbiamo capire gli errori commessi e ripartire dalla prossima importantissima partita contro il Trapani. Dobbiamo pensare a noi stessi e capire che siamo una squadra che se abbassa l’intensità e l’attenzione può perdere contro chiunque. La Juve Stabia non ha campioni che cambiano una gara ma ha un collettivo. Quando dai tanto dal punto di vista mentale come contro il Crotone poi possono accadere giornate del genere. Bisogna analizzare tutto ciò che non è stato fatto bene oggi. Non bisogna fare drammi, nel calcio può capitare una giornata storta. Abbiamo giocato solo dieci minuti quando abbiamo avuto la grande occasione di Bifulco, poi siamo letteralmente scomparsi dal campo. Lasciamo stare l’arbitro che oggi non c’entra niente. Abbiamo preso gol ancora una volta da fallo laterale. Non cerchiamo gli errori dell’arbitro che oggi non c’entrano sulla sconfitta.

Qui i gol della partita:

15° rigore per il Cittadella: fallo di mani di Tonucci su cross dalla sinistra. Sul dischetto va Iori che realizza per l’1-0 del Cittadella

47° Proia porta il Cittadella sul 2-0. Sagra dell’errore per la Juve Stabia. Prima Troest si fa saltare da Diaw, poi Tonucci va in scivolata sbagliando l’intervento su Proia e infine Provedel si fa beffare da un tiro non irresistibile

71° ancora gol per il Cittadella. Va in rete Iori che realizza una doppietta personale e riprende una corta respinta di Provedel su azione susseguente ad angolo. 

90° Finisce 3-0 per il Cittadella. La gara è durata 17 minuti. Fino al rigore realizzato da Iori equilibrio assoluto. Poi una sola squadra in campo ed è stata sicuramente il Cittadella che ha segnato tre reti ma ne poteva realizzare anche 6-7 senza alcun problema

Natale Giusti

Il Podio Gialloblu di Cittadella – Juve Stabia 3 – 0

La Juve Stabia incappa nella peggiore uscita stagionale al Tombolato, dove il Cittadella passeggia sulle Vespe superandole con un meritato 3 – 0.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Ivan Provedel, preso a pallonate dal Cittadella. Che il portiere della Juve Stabia, nonostante i tre gol incassati, sia il migliore in campo tra i gialloblu è il sintomo evidente della pochezza della prestazione offerta dalla squadra stabiese. L’ex Empoli si allunga fin dove può in più di un’occasione e, soprattutto nella ripresa, evita il collasso totale della squadra; proprio nei secondi 45 minuti Provedel diventa suo malgrado protagonista del tiro al bersaglio dei veneti, da cui esce comunque bene nonostante il pesante passivo.

Medaglia d’argento: a Roberto Vitiello, unico giocatore di movimento a salvarsi, forse, nella giornata storta del Tombolato. Al di là della gara da horror del collettivo, il capitano della Juve Stabia ci mette tanto cuore, risultando l’ultimo ad arrendersi nonostante sia il più esperto in campo tra i gialloblu. Da manuale del perfetto difensore un paio di chiusure del 28 che però non possono correggere i disastri della difesa delle Vespe.

Medaglia di bronzo: a Giacomo Calò, che non brilla ma nemmeno scompare. Il regista stabiese è quanto meno presente in campo, facendosi vedere più con giocate di sciabola che di fioretto. Se la precisione da calcio piazzato oggi manca, c’è invece la grinta che consente a Calò di restare in partita anche dopo che il Cittadella indirizza la gara, disimpegnandosi anche nella fase di copertura abbandonata o comunque non riuscita ad Addae e Mallamo.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: alla coppia difensiva Troest – Tonucci. I giganti della Juve Stabia restano fulminati dalla velocità di Diaw, forza della natura inarrestabile per loro. Banale, ed a poco valgono le poteste gialloblu sulla rimessa laterale, la disattenzione che porta Tonucci ad allargare il braccio ed al conseguente rigore netto, come pare impotente e svogliato Troest ogni volta che il 9 del Cittadella sceglie di puntarlo. Le difficoltà dei due, solo evidenziate nel primo tempo, dilagano nella ripresa, in cui i veneti non vanno in rete quasi ad ogni azione solo a causa di Provedel e di un pizzico di imprecisione. Troppo imprecisi e lenti per essere veri.

Medaglia d’argento: a Bright Addae, tornato per 90 minuti quello di inizio stagione. Passo indietro importante e purtroppo doloroso per il mediano ghanese, apparso totalmente in balia del centrocampo del Cittadella ed incapace di trainare la Juve Stabia con la sua fisicità. Pochissime le azioni degne di note dell’ex Ascoli, macchinoso anche palla al piede nei pochi palloni effettivamente giocati; a sorprendere nella prestazione di Addae la lentezza dei suoi movimenti, quasi come se la rete al Crotone abbia assorbito tutte le sue energie fisiche e mentali.

Medaglia di bronzo: ad Alessandro Mallamo, prevedibile ed imbrigliato senza difficoltà dal Cittadella. E’ l’ex Novara che nel disegno di Caserta, più di altri, deve sdoppiarsi nella doppia fase di incursore e mediano: purtroppo Mallamo non riesce a trovare la posizione per essere determinante, finendo invece con l’essere impalpabile ed incisivo. Specchio della sua prestazione negativa, i dribbling tentati e puntualmente infrantisi sulle caviglie degli avversari, apice di una gara nella quale Mallamo non trova mai lo spunto giusto.

Cittadella-Juve Stabia 3-0 (Iori 17° e 71°, Proia 47°)

Cittadella-Juve Stabia, segui la diretta testuale del match dallo stadio “Piercesare Tombolato” di Cittadella. Vespe alla ricerca di punti pesanti

LIVE – Cittadella-Juve Stabia 2-0 (Iori 17° su rigore e 71°, Proia 47°)

90° Finisce 3-0 per il Cittadella. La gara è durata 17 minuti. Fino al rigore realizzato da Iori equilibrio assoluto. Poi una sola squadra in campo ed è stata sicuramente il Cittadella che ha segnato tre reti ma ne poteva realizzare anche 6-7 senza alcun problema. Gara da dimenticare al più presto. Vespe attese dal match importantissimo sabato prossimo alle 15 al “Menti” contro il Trapani. Un match che dirà tantissimo sulle possibilità salvezza della Juve Stabia.

86° esce il migliore uomo in campo, Davide Diaw, ed entra Panico

78° entra Izco ed esce Forte per le Vespe mentre entra Gargiulo ed esce Iori per il Cittadella

72° ancora Diaw fallisce il gol del 4-0 a botta sicura tutto solo davanti a Diaw

71° ancora gol per il Cittadella. Va in rete Iori che realizza una doppietta personale e riprende una corta respinta di Provedel su azione susseguente ad angolo. 

68° ammonito Ghiringhelli per il Cittadella per fallo su Di Mariano

65° esce Addae, entra Di Mariano. Nel Cittadella entra Stanco ed esce l’ex Rosafio

59° D’Urso va al tiro ma Provedel fa buona guardia. Secondo tempo senza storia con dominio assoluto del Cittadella

55° ammonito Rosafio. Per la Juve Stabia entra Rossi ed esce un evanescente Bifulco

53° Iori va al tiro pericolosamente di piatto destro e Provedel sventa la minaccia mettendo in angolo. Sul proseguimento dell’azione Iori ancora per pochissimo non trova la deviazione vincente.

51° Diaw ancora mattatore di giornata, gran tiro a giro e palla di pochissimo fuori

47° Proia porta il Cittadella sul 2-0. Sagra dell’errore per la Juve Stabia. Prima Troest si fa saltare da Diaw, poi Tonucci va in scivolata sbagliando l’intervento su Proia e infine Provedel si fa beffare da un tiro non irresistibile

SECONDO TEMPO

45° Finisce con il Cittadella in vantaggio per 1-0 il primo tempo del “Tombolato”. Vantaggio meritato per la squadra veneta. Fino al 17° gara in equilibrio con le Vespe che si erano rese più pericolose ma la gara si sblocca con il rigore trasformato da Iori. Nell’occasione errore dell’arbitro Ayroldi che inverte una rimessa che doveva essere assegnata alla Juve Stabia perchè l’ultimo tocco era stato di Rosafio. Poi le Vespe hanno smarrito gli equilibri in campo e si sono esposte varie volte ai contropiedi del Cittadella. Due volte Diaw e una volta D’Urso potevano portare i veneti sul 2-0 nel primo tempo.

44° Juve Stabia finalmente pericolosa in attacco: Forte, tiro-cross verso la porta di Paleari su cui interviene Iori che anticipa di pochissimo Canotto pronto alla deviazione a rete

40° Diaw, di gran lunga il migliore in campo nella prima frazione di gioco, supera di slancio Troest e Germoni e in diagonale per pochissimo non raddoppia per il Cittadella

35° ammonito D’Urso per fallo su Calò

30° ancora Diaw pericolosissimo, riceve un cross di D’Urso dalla destra e mette fuori di pochissimo

29° ammonito Forte che con questo cartellino giallo va in diffida

26° Diaw azione in contropiede, semina Mallamo e Germoni e salva sulla linea della porta Tonucci che mette in angolo

20° colpo di testa pericolosissimo di D’Urso su cross di Rosafio con palla che va vicinissima al palo alla sinistra di Provedel

19° errore difensivo della Juve Stabia, ne approfitta Diaw che mette altissimo sulla traversa

15° rigore per il Cittadella: fallo di mani di Tonucci su cross dalla sinistra. Sul dischetto va Iori che realizza per l’1-0 del Cittadella

13° ammonito Calò per un fallo a centrocampo

10° ammonito Iori per fallaccio su Bifulco che si involava verso l’area di rigore. Juve Stabia in campo con il modulo tattico 4-2-3-1 con Mallamo dietro Forte e i due esterni offensivi sulle fasce Bifulco a sinistra e Canotto a destra

3° occasionissima per Bifulco che entra in area di rigore e con un tiro a giro di destro mette la palla di pochissimo fuori alla sinistra della porta difesa da Paleari

1° affondo di Rosafio per il Cittadella sulla destra, entra in area rigore e mette un cross rasoterra al centro su cui nessuno è pronto alla deviazione vincente

PRIMO TEMPO 

La Juve Stabia contro il Cittadella di Venturato alla ricerca di punti pesanti per consolidare l’obiettivo salvezza dopo la grande vittoria interna contro il Crotone con gol di Addae al minuto 89 e il pareggio di Ascoli. Una Juve Stabia che dovrà ancora fare a meno anche stavolta di alcuni elementi fondamentali come Elia, Cissè, Fazio e Melara, gli ultimi due colpiti da influenza. Indisponibile anche il portiere Danilo Russo che però è partito comunque per il ritiro pre-gara. Ciò nonostante sarà una squadra col coltello tra i denti quella che scenderà in campo al “Tombolato” di Cittadella per conquistare punti importanti.

Nel Cittadella assenti i soli Pavan e l’ex Juve Stabia, Camigliano. Per il resto ampia possibilità di scelta per mister Venturato che si affiderà al consueto 4-3-1-2 con il probabile impiego di Rosafio come spalla di Davide Diaw. In ballottaggio con Rosafio, Luppi o Stanco.

Arbitrerà la gara il sig. Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta che sarà coadiuvato dagli assistenti Marcello Rossi della sezione di Novara e Gianluca Sechi della sezione di Sassari. Il quarto uomo sarà il sig. Lorenzo Maggioni della sezione di Lecco.

FORMAZIONI UFFICIALI 

CITTADELLA (4-3-1-2): Paleari; Ghiringhelli, Frare, Perticone, Rizzo; Proia, Iori (Gargiulo dal 78°), Branca; D’Urso; Rosafio (Stanco dal 66°), Diaw (Panico dal 86°)

Allenatore: sig. Roberto Venturato

JUVE STABIA (4-3-1-2): Provedel; Vitiello, Tonucci, Troest, Germoni; Addae (Di Mariano dal 65°), Calò, Mallamo; Bifulco (Rossi dal 55°); Canotto, Forte (Izco dal 78°)

Allenatore: sig. Fabio Caserta

 

a cura di Natale Giusti

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Carabinieri Mantova: arrestato ricercato per sei distinte condanne

Dal luglio scorso non si avevano più sue notizie. E.I., marocchino cl 92, è stato controllato dai Carabinieri Mantova della Sezione Radiomobile, in pieno centro, unitamente ad altri due connazionali.

Carabinieri Mantova: arrestato ricercato per sei distinte condanne

Mentre gli altri erano in possesso di regolari documenti, il giovane si è limitato a fornire le generalità accampando come scusa di aver dimenticato il portafoglio.

I militari, non convinti dall’atteggiamento, hanno quindi accompagnato l’uomo nella caserma di via Chiassi per ulteriori accertamenti sull’identità tramite la verifica delle impronte digitali.

Dalla banca dati nazionale è emerso che, oltre ad aver dichiarato delle false generalità, c’era a suo carico un provvedimento, emesso dalla Procura di Verona, relativo ad un cumulo di pene, per complessivi tre anni e mezzo di carcere, derivante da sei distinte condanne per i reati di furto, resistenza a p.u., lesioni, rissa e ricettazione, commessi prevalentemente nel veronese.

Prima di essere accompagnato in carcere ha però chiesto scusa ai Carabinieri per aver detto loro una bugia.

Carabinieri Mantova: arrestato ricercato per sei distinte condanne/Redazione Lombardia

Polizia anticrimine. Sequestrati beni al centro storico: 300mila euro

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Nei giorni scorsi gli agenti della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali  della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, in seguito ad attività d’indagine tese all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti, hanno dato esecuzione a due decreti di sequestro di beni emessi dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione.

Polizia anticrimine. Sequestrati beni al centro storico: 300mila euro

È stato sequestrato ad A.E., 46enne napoletano contiguo al clan “Mazzarella”, un appartamento sito in via Pisanelli la cui provenienza è da ricondursi all’illecita attività dell’uomo.

Inoltre, in vico Carbonari è stato sottoposto a sequestro un appartamento acquistato in assenza di disponibilità economiche lecite da R.D.V., 53enne napoletano anch’egli contiguo al clan “Mazzarella”, attualmente detenuto in seguito ad una condanna a 28 anni di reclusione per aver partecipato ad un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante nella zona del centro storico di Napoli.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 300mila euro.

Redazione Campania

Porta Nolana: maxi sequestro di TLE, quattro persone arrestate

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Giovedì pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno intimato in via Porta Nolana  l’alt a due scooter che procedevano a forte velocità.

I conducenti, alla vista della pattuglia, hanno accelerato la marcia e si sono dati alla fuga fino a quando, dopo un inseguimento, sono stati bloccati in via Salaiolo all’Orto del Conte dove i tre occupanti dei motocicli hanno tentato di entrare in un negozio di alimentari.

Dopo averli bloccati, gli agenti hanno rinvenuto loro indosso delle consistenti somme di denaro e due fogli riportanti diverse sigle di marchi di sigarette; inoltre, avendo notato che le due donne presenti nell’esercizio commerciale stavano tentando di occultare alcuni borsoni, gli operanti hanno esteso il controllo al locale dove hanno rinvenuto, in una cassettiera sotto il bancone, oltre diecimila euro e diversi pacchi di sigarette di contrabbando.

Ancora, nel locale sottostante il negozio, hanno sorpreso altri due uomini ed hanno trovato numerose scatole contenenti tabacchi lavorati esteri, 12 cellulari e documenti contraffatti. Altre stecche di TLE erano in un piccolo locale posto sul margine opposto della strada e in uso ad una delle persone controllate.

Le perquisizioni personali, effettuate nei confronti delle persone fermate, hanno consentito di sequestrare la somma di 42838 euro. Complessivamente sono state recuperate 1184 stecche di tabacchi lavorati per un peso complessivo di 239 kg.

Patrizia Federico, 58enne, Gennaro De Masi,  36enne, Salvatore De Masi, 34enne, napoletani con precedenti di polizia,  e C.D.M., 28enne napoletana, sono stati arrestati per contrabbando di tabacchi lavorati esteri; Salvatore De Masi è stato arrestato anche per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Le tre persone a bordo dei ciclomotori, G.D.M., e S.A., napoletani di 52 e 26 anni con precedenti di polizia, e S.V., 28enne napoletano, sono stati denunciati per contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Porta Nolana: maxi sequestro di TLE, quattro persone arrestate/Redazione Campania

Aeroporto Fiumicino: arrestato corriere cinese con oltre 5 Kg di Shaboo

Aeroporto Fiumicino: la Guardia di Finanza di Roma ha arrestato, con oltre 5 chili di ”SHABOO”, un corriere cinese in arrivo dal Brasile e diretto a Bologna

Aeroporto Fiumicino: arrestato corriere cinese con oltre 5 K di SHABOO

Oltre 5 chili di “shaboo” che stavano per essere immessi sul mercato sono stati intercettati all’aeroporto “Leonardo Da Vinci” dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, con la collaborazione di personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno arrestato un corriere di nazionalità cinese.

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino hanno individuato l’uomo, in arrivo dal Brasile e diretto a Bologna, che aveva diluito lo stupefacente, grazie a un sofisticato procedimento chimico, all’interno di confezioni di cosmetici e di maschere per il viso trasportate nel proprio bagaglio.

La droga, denominata metanfetamina e conosciuta come “Ice” per la somiglianza ai cristalli di ghiaccio, esiste dalla fine dell’800, allorquando venne ottenuta sinteticamente da chimici di origine giapponese. Viene assunta fumàndola con effetti assai duraturi, superiori dieci volte a quelli alla cocaina, rendendola una delle sostanze più dannose in circolazione.

La partita di “shaboo” sequestrata avrebbe consentito di ricavare oltre 50 mila dosi di droga, garantendo alle organizzazioni criminali guadagni pari a circa due milioni di euro.

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dal Comando Provinciale negli scali aeroportuali e portuali della Capitale.

Redazione Lazio / Maria D’Auria

Barano, la salvezza passa nello scontro play-out col Marcianise

ECCELENZA- Dopo il turno infrasettimanale di mercoledì che ha visto il Barano espugnare Poggiomarino, gli aquilotti avranno un altro scontro salvezza col Marcianise

La vittoria ottenuta mercoledì in casa del Real Poggiomarino ha rilanciato il Barano in classifica, anche per la salvezza diretta. Oggi gli aquilotti, sono a 7 lunghezze dalla zona che li lascerebbe in Eccellenza un’altra stagione e non sembra più impossibile raggiungerla.

La sfida di oggi pomeriggio, poi, in caso di successo darebbe modo agli aquilotti di guadagnare una posizione, scavalcando una diretta concorrente ostica come il Marcianise. Per la gara contro i casertani, che non vivono un momento buonissimo, dopo essere addirittura partiti con ambizioni da alta classifica,  mister Gianni Di Meglio (che sarà squalificato fino al 5 marzo) non potrà contare ancora su Terracciano ,Parisi ed Oratore.

Il Barano, quindi, potrebbe essere schierato così: Di Chiara in porta, la linea difensiva formata da Cuomo, De Simone, Capuano e Manieri, quella di centrocampo composta da Conte, Di Spigna (Scritturale) e Sburlino, con in avanti Rosi (D’Antonio) , Arcamone e Sirabella (Selva).

Arbitro della partita sarà Michele Coppola di Castellamare di Stabia (Assistenti: Luca Chianese di Napoli e Achille Beltrani di Ercolano).

A cura di Simone Vicidomini

Agrigento pensa di sospendere la Sagra del Mandorlo in fiore

Si valuta la prevenzione coronavirus anche ad Agrigento per l’annuale sagra, dopo i casi registrati nel Nord Italia.

A rischio la sagra del Mandorlo in fiore ad Agrigento per colpa del coronavirus. Il sindaco Lillo Firetto ha chiesto un incontro urgente al Prefetto Dario Caputo con i vertici dell’Asp “perchè si valutino congiuntamente le condizioni e le capacità di reazione a un’eventuale situazione crisi, così da essere pronti sin d’ora ad affrontare ogni evenienza”.

“Nell’incontro – spiega il Comune – dovrà essere anche avviata di concerto una seria valutazione sull’eventualità dell’interruzione di manifestazioni che richiamano ogni anno persone da ogni parte d’Italia e dal mondo, come il Mandorlo in Fiore o il Premio Uno nessuno e centomila, o altre iniziative connesse alle celebrazioni di Agrigento 2020, che potrebbero essere foriere di ulteriori allarmi e preoccupazioni”.

La Festa del Mandorlo in Fiore ha rappresentato, fin dalla sua nascita, un momento di gioia e di crescita culturale e si è presto consolidata come una tradizione e un appuntamento annuale atteso da tutti. In particolare Canterini agrigentini di Val d’Akragas, sotto la valida ed appassionata guida del loro maestro Professor Francesco Flora, avevano ancora una volta dato prova della loro bravura e dell’accurata preparazione esibendosi nelle più belle e melodiose canzoni della terra agrigentina e riscuotendo applausi e ovazioni da parte di tutta la cittadinanza e delle Autorità locali. Dopo ben quattro edizioni, articolate tra il 1937 e il 1940, la manifestazione folcloristica subì una battuta d’arresto a causa della dura guerra che imperversava. In particolare. Iniziata la guerra, infatti, ogni attività culturale, ogni organizzazione gioiosa di carattere sociale, ogni tradizione, cessò di esistere. Furono anni duri, in cui si pensò che tutto era andato perso, che nulla sarebbe stato più come prima. Ma quando, finalmente, la tristissima guerra, che anche ad Agrigento durante il sanguinoso periodo dei bombardamenti aveva provocato lutti e macerie, finì la popolazione del capoluogo, che contava poco più di 38mila abitanti, strinse i denti e avviò la rinascita. Vi sono stati poi altri anni in cui non si tenne anche in momenti di difficoltà a reperire i fondi. Dal 1992, però, la Festa del Mandorlo in Fiore ha ripreso la sua festosa tradizione annuale.

Adduso Sebastiano

Primo morto in Italia per il SARS CoV 2: è un 78enne di Padova (VIDEO)

Primo morto in Italia per il Coronavirus SARS CoV 2, chiamato COVID19 è un 78enne di Padova. Quindici casi in Lombardia.

Primo morto in Italia per il SARS CoV 2: è un 78enne di Padova

È di ieri sera il primo morto in Italia per il Coronavirus SARS CoV 2, chiamato COVID19. È il 78enne di Padova che era risultato positivo al Coronavirus, ed è deceduto ieri sera poco dopo le 22,45.

Ora l’ospedale sarà chiuso e svuotato per le necessarie operazioni di messa in sicurezza ed intanto si apprende anche che i casi in Lombardia sono saliti a 15 per cui il governo ha ordinato, nell’immediato, la chiusura di scuole ed uffici in 10 Comuni del Lodigiano mentre i sindaci dei comuni più critici hanno ordinato la chiusura anche dei negozi e, comunque, di tutti i luoghi di aggregazione di vasto pubblico.

Intanto si apprende anche che il primo ricoverato nel lodigiano, quello contaminato dall’amico senza sintomi, versa in gravi condizioni. Già da ieri era stato spostato, con gli altri ricoverati per il virus, a Milano dove sono meglio attrezzati per trattare le malattie infettive.

Dando un’occhiata anche alla situazione dei casi confermati nel mondo abbiamo che 76.767 sono i casi confermati per il nuovo coronavirus nel mondo dall’inizio dell’epidemia.

Di questi, 75.567casi confermati in Cina mentre, i casi confermati in Europa salgono a 48 (incluse Russia e Gran Bretagna)

Questa la situazione ad ora per quanto è dato sapere visto che, nel solco delle italiche vicende, è da ieri che, nel pieno del marasma e dell’ansietà generata dalle notizie sul deleterio diffondersi del Coronavirus COVID19 in Lombardia, il sito del Ministero della Salute oscilla tra il “per niente raggiungibile” al “non utilizzabile per ricerche varie, e la cosa lascia perplessi, per non usare dei francesismi dovuti per cui, qualora la situazione dovesse perdurare, come appare essere ancora ad ora, ci permettiamo di segnalare, tra le varie fonti alternative disponibili (purché però notoriamente serie ed affidabili), anche la nostra dove potrete trovare le risposte più varie alle domande che il caso fa nascere (risposte riprese ed inviate dal Ministero, quand’era agibile) cercando CORONAVIRUS o, più velocemente, cliccando QUI – 

Non appena ci saranno aggiornamenti sarà nostra cura darvene segnalazione

Stanislao Barretta

Castellammare. Presentato il romanzo giallo del giornalista Vastarelli

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Castellammare. Presentato alla Mondadori  il romanzo giallo d’esordio del giornalista  Vastarelli. A presentarlo il giornalista Ferraro.

E’ stato presentato ieri pomeriggio, al Mondadori Bookstore di Castellammare di Stabia il giallo a tinte noir Dieci piccoli napoletani, romanzo d’esordio del giornalista partenopeo Antonio Vastarelli, già redattore de Il Mattino, caposervizio del quotidiano Napolipiù e responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione Banco di Napoli, attualmente direttore del periodico www.merqurio.org e responsabile dell’ufficio stampa di Cantieri del Mediterraneo. Relatore della presentazione il giornalista Domenico Ferraro.
Il palese richiamo, già dal titolo, ai Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, libro giallo più venduto di sempre con circa 110 milioni di copie, fa da buon auspicio al romanzo di Vastarelli, edito nel catalogo Nero italiano di Fanucci Editore, che sta riscontrando un ottimo impatto tra il pubblico dei lettori a soli tre mesi dall’uscita.

Alla domanda sul perché la scelta del romanzo d’esordio sia caduta proprio sul genere del giallo, negli ultimi tempi molto in voga tra gli scrittori in generale e partenopei in particolare, Vastarelli così risponde “In un periodo in cui i dati sulla lettura sono poco confortanti, bisogna inventarsi un modo per tenere il lettore attaccato al libro. E il romanzo giallo lo è! Io ho poi scelto uno schema preciso, che è quello fornito da Agatha Christie, come nel suo giallo più famoso, infatti, anche in Dieci piccoli napoletani una filastrocca annuncia ciò che avverrà a breve, solo che lì erano omicidi, nel mio caso sono sparizioni. La struttura del giallo è un genere che funziona per tenere il lettore in sospeso e attaccato alle pagine e nel frattempo poter dire delle cose, lanciare dei messaggi, nel mio caso permettersi anche un pezzo di satira di un mondo che ho conosciuto e che descrivo nel romanzo, quella borghesia decadente e corrotta che puoi incontrare nelle passerelle politiche, a tratti ridicola, che si tiene su in forza di un patto corroso da interessi criminali”

Pungente, preciso ed impietoso davvero il ritratto di questa Napoli indolente che fa da sfondo alle avventure di Arturo Vargas, il protagonista di Dieci piccoli napoletani, indolente egli stesso, giornalista ormai al tramonto di una carriera bruciata, all’inizio non suscita proprio simpatia immediata ma quando, una mattina, trova una busta con cinquemila euro in contanti sul suo pianerottolo e contemporaneamente riceve una telefonata da una improbabile Paola di Littanic che lo irretisce con la sua voce calda e sensuale, il destino di Vargas sembra cambiare rotta ed il lettore si ritrova legato indissolubilmente alla sua sorte.
La donna gli lancia una sfida senza dare tempo al nostro novello Marlowe di pensare: ha la convinzione che la vogliano uccidere e una lista di dieci sospettati su cui indagare, per ognuno di loro Vargas riceverà cinquemila euro in anticipo.

La motivazione iniziale è prettamente materiale, Vargas sbarca il lunario scrivendo racconti fantasy sotto pseudonimo, è quindi comprensibilmente allettato dalla proposta ma la vicenda non è cosi semplice e l’improvvisato ed imbranato detective si ritroverà a fare i conti con se stesso, dal momento che tutta la vicenda sembra essere legata anche al suo passato.
Vastarelli riesce così, come sopra ribadito, a lanciare dei messaggi, a porsi degli interrogativi: tramite il coinvolgimento della polizia, ad esempio, che finisce per sospettare dello stesso Vargas poiché il commissario Massimo Ordine, nomen omen ovviamente (l’autore si diverte spesso e volentieri a giocare con le parole) non crederà alla storia dei soldi in contanti e alla telefonata della di Littanic, l’autore tratta la problematica delle fake news “E’necessario ristabilire il principio dell’autorevolezza per contrastare la valanga di notizie infondate che oggi arrivano, ad esempio, in una redazione, il giornalista, molto spesso, non ha nemmeno il tempo di fare una verifica perché nel frattempo la notizia, vera o falsa che sia, è già stata passata da altri. Questo  – continua Vastarelli – anche per la mancanza di personale specializzato che un tempo assicurava maggiore qualità dei prodotti editoriali e la sparizione di figure fondamentali quali i correttori di bozze che oggi non esistono più”.
Una galleria di personaggi variamente caratterizzati, simpatici o stravaganti come il professor de Rogatis, vicino di casa di Vargas, convinto che la verità di tutto sia nascosta nelle parole e che solo l’enigmistica può svelarla ed una stramba, improbabile ma di grande effetto, colonna sonora che risuona, però, solo nella testa del protagonista, da Mozart che suona con Dizzy Gillespie all’orchestra di Gil Evans sulle note della sigla di Starsky & Hutch, la fortunata serie televisiva degli anni ’70, fanno da piacevole contorno a quella che si preannuncia essere una lettura molto interessante ed originale e che se fossi in voi non mi perderei!
Giusy Somma

L’amico del boss, ex deputato, faceva il segretario dell’assessore

Si dimette il segretario dell’Assessore Regionale Siciliano all’agricoltura.  Per i Magistrati era l’amico di un boss.

Franco Mineo è un ex deputato del “Partito della Libertà” (fondato il 29 marzo 2009 dall’unione dei due principali partiti di centro-destra presenti in Italia dal 1994: Forza Italia di Silvio Berlusconi e Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini), iscritto poi al Gruppo “Grande Sud” (fondato il 14 luglio 2011 Gianfranco Micciché attuale Presidente dell’ARS e commissario in Sicilia per Forza Italia). Nell’attuale Governo Regionale di centro destra, Franco Mineo era segretario dell’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera.

A marzo 2019 Franco Mineo era stato condannato in primo grado a otto mesi di reclusione, pena sospesa in attesa dell’appello, insieme ad altri 16 imputati a pene comprese tra gli 8 mesi e i 10 anni e 10 mesi di carcere, nel processo ‘Agorà’, nato da un’inchiesta del 2015 della Procura di Palermo che ipotizzò i reati di corruzione elettorale aggravata, malversazione, millantato credito e peculato.

In precedenza in un altro processo era stato condannato a 8 anni e 6 mesi. Ma poi in Appello nell’ottobre 2018 i reati contestati erano andati tutti prescritti. La Corte d’appello di Palermo non ha riconosciuto l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra imputata all’ex parlamentare e ha pertanto dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per l’accusa di intestazione fittizia di beni. L’altro reato contestato, il peculato, è stato derubricato in peculato d’uso e, pure questo, dichiarato prescritto.

Mineo oggi segue la carriera politica del figlio Andrea, eletto nel 2017 nelle fila del centrodestra in consiglio comunale a Palermo con circa 1.500 preferenze, per lo più arrivate dai seggi dell’Arenella.

Pochi giorni addietro, il 17 febbraio, nell’ambito dell’operazione “White Shark”, il boss palermitano dell’Arenella. Gaetano Scotto, è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, Tra l’altro durante l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip ha dichiarato che prendeva il Reddito di Cittadinanza. L’inchiesta che lo coinvolge, coordinata dalla DDA di Palermo, ha portato in cella pure altri otto mafiosi del clan dell’Arenella guidati, secondo gli Inquirenti, proprio da Scotto. Il capomafia Scotto, coinvolto nell’indagine sulla strage di Via D’Amelio, era stato scarcerato nel 2016. Scotto, infatti, è una delle dieci persone accusate ingiustamente, dall’allora finto pentito Vincenzo Scarantino, della strage Borsellino e adesso parte civile nel processo sul depistaggio che è in corso a Caltanissetta. Ma secondo i Magistrati, dopo la scarcerazione sarebbe tornato a guidare la famiglia mafiosa dell’Arenella.

La Dia mette nero su bianco come Scotto avrebbe effettuato il controllo delle attività commerciali con le estorsioni. Emerge tuttavia un quadro nuovo, con il racket non necessariamente imposto con la forza; alcuni commercianti sono risultati emblematici di una particolare categoria di soggetti, che sono allo stesso tempo vittime e fiancheggiatori del potere mafioso, difatti avrebbero pagato senza imposizioni, per ingraziarsi il superboss Gaetano Scotto, ritenuto dagli investigatori pure il trait d’union tra la mafia e i servizi segreti deviati.

Scotto è pure indagato per l’omicidio dell’agente di polizia Nino Agostino e della moglie Ida insieme al boss Nino Madonia. Nei giorni scorsi il Procuratore generale Roberto Scarpinato, ha inviato un avviso di chiusura indagine, che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Agostino e la moglie furono assassinati davanti alla loro casa di villeggiatura a Villagrazia di Carini la sera del 5 agosto 1989. In questi 31 anni l’inchiesta si è dovuta confrontare con molte ombre e con tentativi di depistaggio contro i quali si è battuto il padre di Nino, Vincenzo Agostino. Scotto ha sempre negato di appartenere alla mafia e di essere coinvolto nell’omicidio di Villagrazia di Carini.

Del boss Gaetano Scotto Vivicentro se ne era occupato anni addietro “26 Febbraio 2016 Delitto Agostino, all’Ucciardone confronto all’americana fra il padre dell’agente ucciso e “faccia da mostroe poi ancora in “3 Agosto 2017 Strage di Bologna : «Le mele marce dello Stato» e lo struggente racconto dei coniugi Agostino”.

Ora, negli atti dell’arresto del boss dell’Arenella Gaetano Scotto e di altri membri del clan, emergono anche le frequentazioni pericolose di Franco Mineo l’ex forzista e attuale segretario dell’Assessore regionale Bandiera. Ai rapporti fra Mineo e gli Scotto il Gip Roberto Riggio dedica un capitolo, breve ma ricco di episodi, dell’ordinanza di custodia cautelare. Un condensato di spunti che conferma un legame quasi ventennale fra il politico e la famiglia dell’Arenella. Un rapporto che secondo i Sostituti procuratori Amelia Luise, Laura Siani e l’aggiunto Salvatore De Luca non si è interrotto nemmeno durante la latitanza di Gaetano Scotto.

Il boss Scotto infatti è stato intercettato mentre parlava con la sorella, raccontando di come Franco Mineo e Pietro Magrì (a giugno del 2019 condannato a otto anni anche in Cassazione con altri cinquantasette tra boss, estortori e gregari mafiosi) lo avessero raggiunto nel suo nascondiglio nel nord Italia dove trascorreva la sua latitanza e come i due fossero molto preoccupati per la loro incolumità. Mineo e Magrì, nel racconto di Scotto, dicono al boss di temere per la sua vita in quanto qualcuno, non gradendo “la gestione” della famiglia, “aveva promesso loro bastonate”. Mineo avrebbe anche fatto ottenere alcuni contratti alla Fiera del Mediterraneo ad Angela Rossi, nipote di Scotto. E poi alla vigilia delle elezioni comunali del 2017, candidato il figlio Andrea, parlava con Scotto di bandi per assunzioni. Il figlio Andrea Mineo, che è anche coordinatore dei giovani di Forza Italia in Sicilia, fa parte dello staff dell’assessorato ai Beni culturali retto ad interim da Musumeci.

Ma la presunta protezione data a Mineo da Scotto per gli inquirenti è solo una tessera del mosaico delle relazioni pericolose fra i due. Per la famiglia Scotto Franco Mineo è anche una sorta di ufficio di collocamento. Al politico vengono chiesti posti di lavoro per familiari e affiliati: un impiego alle Poste per la nipote di Gaetano Scotto, un lavoro per il braccio destro Paolo Galioto (in un’agenzia di sicurezza con tanto di corso per l’utilizzo delle armi da fuoco), altri contratti a tempo determinato alla Fiera del Mediterraneo. Tutto nel segno dell’amicizia, degli abbracci e delle strette di mano, ripresi dalla Dia nei moltissimi incontri fra gli Scotto e Mineo. La contropartita? Secondo gli inquirenti pacchi di voti da gestire nelle diverse tornate elettorali.

La Dia nel maggio 2017, a poche settimane dalle elezioni comunali di Palermo in cui era candidato il figlio Andrea Mineo, intercetta due incontri fra Franco Mineo e Gaetano Scotto, di buon mattino nella stradina dove Scotto dà di norma gli appuntamenti. Mineo ci va in bicicletta e informa il boss di un nuovo bando per un lavoro che sarebbe stato pubblicato a breve. Scotto raccomandava al politico di attivarsi per la nipote che lavora in un call center in crisi. Mineo assicura il sostegno e subito cambia argomento sottolineando come il figlio Andrea potrebbe avere ottime probabilità di essere eletto in sala delle Lapidi (ove si tengono le riunioni del Consiglio Comunale di Palermo a Palazzo delle Aquile o Palazzo Pretorio). Nessuna richiesta, nessun reato, solo un’altra conversazione pericolosa.

Sul segretariato in assessorato di Franco Mineo sono intervenuti con una nota i deputati del M5S all’Ars “L’ex deputato Mineo non può continuare ad occupare ruoli chiave alla Regione, Musumeci anche questa volta non si volti dall’altro lato e si faccia sentire. Mineo non sarebbe indagato per questi fatti, ma è più che evidente che comportamenti gravissimi come questi non possono essere per nulla compatibili con la permanenza ai piani alti dell’amministrazione regionale, specie se a ciò si aggiunge che su Mineo pende pure una condanna in primo grado per corruzione elettorale, con la, per niente gradevole ciliegina, dell’inibizione dai pubblici uffici. Registriamo con soddisfazione che qualche politico su questo caso, a differenza di quanto avvenuto per il caso Savona, abbia ritrovato la voce. Speriamo che la trovi anche il presidente della Regione, che finora ha brillato per il suo assoluto e inopportuno silenzio, guardandosi bene, assieme a tutti i partiti, dal proferire parola sulla permanenza di Savona, accusato di truffa, al timone della commissione Bilancio, la più importante dell’Ars”.

Sulla questione era intervenuto anche Il deputato del PD Antonello Cracolici “E’ il caso che Mineo faccia subito un passo indietro, o che qualcuno a Palazzo d’Orleans glielo faccia fare, la politica certe volte ha bisogno di gesti forti al di là del garantismo. Mineo ha un incarico fiduciario da parte dell’assessore e occorre tenere conto delle vicende emerse in queste ore anche per rispetto dell’opinione publbica. Il silenzio di Musumeci e di tutti gli assessori e responsabili politici del centrodestra la dice lunga sulla debolezza di certa politica. Nel caso di Mineo, poi, è già grave che un condannato in primo grado per corruzione elettorale venga nominato negli staff della Regione”.

Il Presidente della Commissione Regionale Antimafia Claudio Fava ha evidenziato come sia “Possibile che uno che per i Pm ha rapporti abituali con i boss svolga una funzione dirigenziale alla Regione? Lo chiedo a Musumeci e a Bandiera, del quale non voglio discutere la buona fede, ma qui, al di là di quelle che saranno le conclusioni dell’inchiesta, siamo di fronte a evidenze molto gravi sul piano politico. Decoro vorrebbe che questo signore venisse rimosso subito dal suo incarico”.

Infine è intervenuto anche il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci con un comunicato sulla vicenda di Franco Mineo “Ho richiamato più volte, in passato, gli assessori regionali circa la necessità di vigilare sul personale – interno ed esterno – chiamato a operare negli Uffici di diretta collaborazione. L’egoismo dei partiti non può e non deve essere premiato a danno della rigorosa selezione, innanzitutto morale, nella scelta dei collaboratori negli uffici pubblici. Sono certo che su questo tema non sarà più necessario un ulteriore mio richiamo al senso di responsabilità di ognuno”.

E dopo questa nota del Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, che invitava gli assessori a vigilare sulla scelta dei propri collaboratori, Franco Mineo, ritenuto dalla Procura di Palermo amico di un boss, si è dimesso dalla segreteria dell’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera.

Nell’immagine di copertina la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura.

Adduso Sebastiano

Manolas: “Dovevamo giocare la palla più veloce! Messi? Avversario tosto, ma nessuno è imbattibile”

Manolas: “Dovevamo giocare la palla più veloce nel primo tempo! Nello spogliatoio il mister ci ha caricati. Messi? Avversario tosto, ma non imbattibile. Siamo tutti esseri umani

Il difensore del Napoli, Kostas Manolas, è intervenuto ai microfoni di Sky al termine della partita vinta contro il Brescia. (RILEGGI LIVE)
Queste le sue parole:
“In una partita come questa, non potevamo permetterci di pensare al Barcellona: siamo dietro in classifica e dovevamo fare prestazione buona. Dobbiamo continuare così.
Nel primo tempo dovevamo giocare più veloce la palla, ma il campo non era nelle migliori condizioni.
Le parole di Gattuso nello spogliatoio? Il mister ci carica sempre e ci dice che dobbiamo fare. Alla fine abbiamo vinto la partita.
Il gruppo c’è sempre stato, ma i risultati mancavano. A volte anche immeritatamente. Saremmo potuti essere più in alto in classifica.
L’abbraccio con Fabian Ruiz? Prima della partita gli ho detto che doveva tirare meglio e lui mi è stato a sentire.
Barcellona? E’ tra le squadre più forti del mondo, siamo pronti a sfidarli. Contro di loro ho segnato un gol importante (con la maglia della Roma ndr), è stata una serata speciale per me, ma ora è il passato.  Messi? Sei sempre preoccupato quando giochi con il migliore del mondo, sarà un avversario tosto. Ma nessuno è imbattibile, alla fine siamo tutti esseri umani”

Barcellona? E’ tra le squadre più forti del mondo, siamo pronti a sfidarli. Contro di loro ho segnato un gol importante (con la maglia della Roma ndr), è stata una serata speciale per me, ma ora è il passato.  Messi? Sei sempre preoccupato quando giochi con il migliore del mondo, sarà un avversario tosto. Ma nessuno è imbattibile, alla fine siamo tutti esseri umani”Barcellona? E’ tra le squadre più forti del mondo, siamo pronti a sfidarli. 

Ssc Napoli:” Azzurri in campo con carattere, mentalità e cuore”

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Al Rigamonti finisce con un successo per gli azzurri la sfida tra Brescia-Napoli. Una partita non spettacolare, ma quello che contava per gli uomini di Gattuso era tornare al successo e poter sognare l’Europa League.  Infatti, gli azzurri con questa vittoria volano al sesto posto a -3 dalla Roma di Fonseca quinta.   In vista do  questa vittoria preziosissima dei partenopei, riportiamo il commento della Ssc  Napoli:

“BRESCIA – Poco prima delle 10 della sera il Napoli accende il sole di mezzanotte nel cielo del Rigamonti. Agli azzurri vengono i 5 minuti che ribaltano partita e risultato a Brescia. I 5 minuti che vanno dal 49′ al 54′. Insigne è glaciale e raffinato nell’infilare il rigore del pareggio. Poi Fabian Ruiz accarezza un sinistro di seta fina che fa il giro del mondo prima di infilarsi all’incrocio. E’ il frame decisivo che colora d’azzurro il profondo nord e consegna al Napoli il terzo meritato successo consecutivo. Carattere, mentalità, organizzazione, anima e cuore. E’ il corredo completo che ci accompagna con orgoglio e ardore in questo percorso di fine febbraio. In attesa dell’evento di martedì: Napoli-Barcellona. L’Europa dei campioni si accende a casa nostra. La notte del San Paolo illumina le stelle più splendenti del Continente...”

Gattuso: “Discorso negli spogliatoi? Se lo dico, mi censurano. Contro il Barça voglio la cazzimma!”

Gattuso in conferenza: “Tre vittorie su campi difficili, volevo un cambiamento e lo sto vedendo. Ora Sappiamo soffrire quando dobbiamo

L’allenatore del Napoli, Rino Gattuso, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria ottenuta sul Brescia (RILEGGI LIVE)
Queste le sue parole:

“Non mi aspettavo di fare tre vittorie su campi difficili ma volevo vedere un cambiamento ed è quello che mi stanno mostrando. Nel secondo tempo abbiamo giocato meglio, il rigore ci ha aiutati. Abbiamo mosso palla e siamo cresciuti. Non me lo aspettavo ma volevo queste vittorie: ora sappiamo soffrire quando dobbiamo”.

Cosa hai detto negli spogliatoi? “Non posso dirlo perchè altrimenti ci censurano! (ride ndr)
Quando prepariamo questo tipo di partite sappiamo di dover saper soffrire. Quando la mia squadra prende gol e vedo compagni insultarsi mi dà fastidio. Abbiamo fatto errori, poi però nella ripresa siamo scesi in campo col piglio diverso.”

Il Napoli ha agguantato il sesto posto? “Si sta bene qui, ma ora momento non dobbiamo dimenticarci cosa abbiamo passato e rischiato. Dobbiamo andare alla ricerca della tranquillità che tradotto significa che dobbiamo fare i 40 punti. Abbiamo superato dei momenti terribili dove la squadra non riusciva a tirare fuori nulla. Non si respirava bella aria nello spogliatoio.”

Mercato? “La rosa non si discute: a mercato concluso ho ringraziato tutti i dirigenti per avermi messo a disposizione elementi funzionali. Siamo una squadra forte, ma dobbiamo migliorare il collettivo”.

La partita di Balotelli? Lui incide quando ha la palla, ma in fase di non possesso è un’altra storia. Il suo carattere difficilmente cambierà, ma è consapevole che poteva fare di più in carriera.

Barcellona? Ora ho iniziato a pensarci…Affrontiamo una squadra con qualcosa più di noi. Spero di recuperare energia e giocatori per giocarmela con le nostre armi. Voglio una squadra con la cazzimma”.

Gol del Brescia? Ci hanno mangiato in testa, mi sono arrabbiato con tutti: Tonali ha messo una palla cattiva ma la nostra linea ha sbagliato completamente“.

Gattuso a Sky:” Stiamo facendo una buona fase difensiva. Dobbiamo fare 40 punti”

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Gattuso:” Mancano 13 partite alla fine e credo che arrivar in Europa League sarebbe  qualcosa di importante”

Rino Gattuso, allenatore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Sky al termine della vittoria del suo Napoli contro il Brescia. Ecco le sue dichiarazioni:

“Mi da fastidio quando si dice che se vai a Brescia vai a farti una passeggiata. Noi prepariamo le partite, guardiamo tanti video però dopo dobbiamo saperci far trovar pronti. Il primo gol glielo abbiamo regalato, ci siamo fatti mangiare in testa e dopo  abbiamo avuto un palleggio sterile, alcuni giocatori hanno iniziato a chiedere spiegazioni e io qui mi arrabbio perché in Serie A non ci sono partite facili. Noi dobbiamo sempre fare 40 punti.  

In alcune partite dobbiamo fare meglio, ci vuole il veleno. In fase difensiva stiamo facendo meglio, stiamo lavorando bene. C’è uno spirito diverso e non dobbiamo pensare che se tu vai sotto la partita è chiusa. Ci sta pure subire gol e andare in svantaggio, ma poi devi saper recuperare e penso che oggi ci sia stata una grande reazione-

Europa o Barcellona? Visto che mancano 13 partite alla fine e , per andar in Europa, credo che tu debba fare ancora 26-27 punti penso che arrivar in Europa League sarebbe un qualcosa di importante. Poi il Barca è una grande squadra. possono metterci in difficoltà ma noi ci giocheremo le nostre carte.

Miglioramenti grazie al mercato?. A fine mercato ho ringraziato la società e il direttore sportivo. Se stanno tutti bene e difficile scegliere la formazione giusta però ora dobbiamo pensare partita dopo partita. All’inizio eravamo fragili e non avevamo continuità,  non è stato facile ma dobbiamo continuare.

Cosa è mancato oggi? Gli ultimi 20 metri quando Mertens veniva a toccare, non arrivavano gli inserimenti di Fabian e di Elmas; il palleggio è stato  sterile ma  nel secondo tempo  abbiamo giocato senza palla e sempre con 2-3 uomini in area.”

Brescia-Napoli, le statistiche del match

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Brescia-Napoli, le statische del match

I dati sulla partita che ha visto trionfare il club di De Laurentiis

Al Rigamonti finisce l’anticipo della 25esima giornata di Serie A tra Brescia-Napoli.  Vincono gli azzurri che, dopo esser andati all’intervallo sotto 1-0, nella ripresa grazie al gol di Insigne sul rigore e  a una straordinaria perla di Fabian sono riusciti a vincere  2-1. Successo fondamentale per gli uomini di Gattuso che salgono al sesto posto in classifica a -3 dalla Roma che giocherà domenica contro il Lecce.  Adesso testa alla Champions per i partenopei, a martedì, per la sfida contro il Barcellona.

 

Brescia-Napoli, le statistiche del match

Brescia-Napoli, le statistiche del primo tempo

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Brescia-Napoli, le statistiche del primo tempo

I dati statistici dei primi quarantacinque minuti

Al Rigamonti finisce il primo tempo tra Brescia-Napoli. Per il momento sono in vantaggio i padroni di casa  avanti 1-0.  Decisivo il gol  di Chancellor  dopo 26 minuti su calcio d’angolo. La partita non è bella, gli azzurri fanno veramente tanta fatica a impensierire la difesa degli uomini di Diego Lopez che, per il momento, stanno facendo un match difensivo fantastico. In questa partita,  Gattuso è partito col tridente dei “nuovi piccoletti”: Mertens, Insigne e Politano. L’assenza di una torre si fa sentire, vedremo se nella ripresa cambieranno o meno le sorti di questo match per l’allenatore calabrese e  i suoi che martedì se la vedranno contro il Barcellona in Champions League.

Brescia-Napoli, le statistiche del primo tempo

Protocollo d’intesa tra l’Istituto Comprensivo di Alì Terme (ME) e l’Auser Jonica

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L’Auser Jonica della provincia messinese ha promosso un protocollo d’intesa per i cittadini di tutte le età.

Alla presenza della Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Alì Terme, Professoressa Rosita Alberti, è stato siglato ieri, 20 febbraio 2020, un protocollo d’intesa con l’Auser Jonica di Santa Teresa di Riva e la Libera Università per la Terza Età “Auser Insieme” di Milazzo.

Per l’Auser erano presenti Angela Passari della Presidenza Regionale, Claudio Graziano Presidente Provinciale e Pina Teresa Lontri Presidente Auser Jonica.

L’Auser Jonica, aderente all’Auser Nazionale – una grande rete associativa – è un’associazione di promozione sociale che si è costituita per dare ruolo e valore agli anziani del nostro Territorio, ma aperta ai giovani e all’intercultura.

Un’associazione che opera nel campo dell’apprendimento permanente, dove i cittadini di tutte le età possono trovare opportunità per partecipare attivamente come risorsa generale della società, praticare la solidarietà e diffondere la cultura, apprendere cose nuove, vivere in modo pieno la propria esistenza.

La LUTE di Milazzo ha già costituito Università per la Terza Età anche nei Comuni di Furnari, Pace del Mela, Santa Lucia del Mela, Condrò, Torregrotta, Monforte San Giorgio, Spadafora, Villafranca Tirrena, Messina e Letojanni.

Ora, grazie alla sensibilità della Dirigente Scolastica Professoressa Rosita Alberti, si è potuto dare avvio al progetto “Università dello Jonio” – aperta a uomini e donne di tutte le età – anche nei Comuni di Alì Terme e Nizza di Sicilia.

A breve sarà predisposta l’offerta formativa per dare inizio ai corsi tenuti da docenti volontari.

Nei prossimi giorni saranno tenuti degli incontri con il Sindaco di Ali Terme e con quello di Nizza di Sicilia per predisporre un ulteriore protocollo d’intesa nel tentativo di consolidare, con azioni comuni nella zona jonica, questa esperienza di apprendimento permanente che sta ottenendo grande consensi e partecipazione in altre zone della provincia.

Rivestendo l’iniziativa un carattere sociale, sarebbe auspicabile che anche gli altri Comuni del territorio jonico, alcuni dei quali, si è appreso, già informati dall’associazione, aderissero a tale iniziativa di interesse collettivo.

Santa Sarta