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Questura di Napoli: Arresto a Scampia Avviso dall’Ufficio Immigrazione

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In merito alle operazioni sul territorio informa La Questura di Napoli informa che questa mattina gli agenti del commissariato Scampia e dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della sala operativa sono intervenuti in via Circumvallazione Esterna presso il campo rom per una lite.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno visto una donna minacciata da un uomo in evidente stato di agitazione che, alla vista degli agenti, gli si è scagliato contro ingaggiando una colluttazione.

Bloccato dagli agenti l’uomo, Darko Djordjevic, 34enne serbo irregolare sul territorio nazionale e attualmente sottoposto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, è stato arrestato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale nonché per evasione dagli arresti domiciliari.

INOLTRE, sempre dalla Questura di Napoli, giunge comunicazione che, a partire da oggi, lunedì 9 marzo 2020, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli, allo scopo di prevenire la diffusione dell’infezione da Covid 19, limiterà le occasioni che comportino condizioni di permanenza di più persone in ambienti circoscritti.

Per tale motivo è stato sospeso fino a nuovo avviso lo sportello informazioni e integrazioni documentali. Gli utenti dovranno inoltrare le richieste di informazioni e le integrazioni documentali all’indirizzo pec immig.quest.na@pecps.poliziadistato.it.

Qualora fosse necessario presentare documenti in originale, questi andranno inviati tramite raccomandata postale.

Redazione Campania

Sezze, arrestati nella notte due rumeni colti in flagranza di reato

Arresti a Sezze due cittadini rumeni per reato di furto aggravato, colti in flagranza di reato

Arrestati  dai carabinieri due cittadini rumeni per reato di furto aggravato

Sezze- Arrestati durante la scorsa notte, dai carabinieri della Stazione di Borgo Grappa, due cittadini rumeni per reato di furto aggravato.

L’intervento dei militari è scattato su segnalazione pervenuta dalla centrale  operativa mentre effettuavano  il servizio di controllo del territorio unitamente al personale del locale N.O.R.-Sezione Radiomobile.

Dopo la segnalazione, i carabinieri, giunti sul posto, hanno colto in flagranza del reato di furto aggravato, due cittadini romeni: i due, mediante l’utilizzo di strumenti di effrazione ed atti allo scasso, venivano sorpresi dai militari operanti mentre erano intenti ad asportare grondaie di rame presso un’abitazione. Il materiale recuperato è stato prontamente restituito agli aventi diritto. Gli arnesi sono stati posti sotto sequestro mentre gli  arrestati sono stati trasferiti presso il proprio domicilio in attesa delle successive determinazioni dell’Autorità Giudiziaria.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

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Torre del Greco, dramma in città: 25enne cade dal balcone di casa

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La ragazza è morta sul colpo

Torre del Greco, questa mattina, intorno alle 12.00, una ragazza di 25 anni circa, apre sia caduta dal balcone di casa sua. L’abitazione è sita in via Vittorio Veneto, in pieno centro storico, la ragazza pare sia caduta giù, dal quarto piano, sotto gli occhi di passanti e commercianti.

Sul posto la Polizia Municipale ed i Carabinieri che hanno chiuso la zona per impedire la circolazione di vetture ed il passaggio di pedoni. Sono subito scattate le indagini per capire cosa sia effettivamente successo, se si tratti di un incidente o di un gesto estremo fatto da parte della ragazza.

Corona Virus- Il calcio dei dilettanti si ferma fino al 3 aprile

La Lega Nazionale Dilettanti adotta un provvedimento o quasi estremo: dalla Serie D in giù, non si gioca per il rischio di contagio da Corona Virus, stop all’attività fino al 3 aprile

Simone Vicidomini– Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti riunitosi in sessione straordinaria quest’oggi a Roma in video conferenza, nel rispetto delle prescrizioni inserite nel dpcm sull’emergenza Covid19, ha adottato il provvedimento di sospendere tutte le attività fino al prossimo 3 aprile. “Come Consiglio Direttivo della LND abbiamo ritenuto che non bastasse fermarsi alle prescrizioni contenute nel D.P.C.M. approvato l’8 marzo ma che bisognasse adottare una decisione coerente con il momento che il Paese sta vivendo” – ha dichiarato il numero uno della LND Cosimo Sibilia. “La tutela della salute di tutti coloro che sono impegnati nelle nostre attività, infatti, – ha tenuto a precisare Sibilia – doveva e deve restare l’obiettivo primario da raggiungere, ma anche il punto di partenza per considerare quale impatto poteva e può avere l’organizzazione delle tante gare che ogni settimana caratterizzano la nostra attività. E’ un contributo necessario che il mondo del calcio dilettantistico italiano deve dare per superare il momento di difficoltà che sta attraversando la nostra nazione”.  Per garantire la salute di tutti coloro che operano quotidianamente al servizio del mondo dilettantistico, il Consiglio Direttivo ha inoltre disposto la riduzione dei servizi al pubblico presso tutte le sedi LND, sospendendo tutti quelli connessi all’attività agonistica. Contemporaneamente la salute degli stessi sarà garantita da appositi piani di sanificazione degli ambienti di lavoro. Tra gli altri provvedimenti assunti dal CD il rinvio del Torneo delle Regioni di calcio a cinque (in programma in Veneto dal 3 al 10 aprile), l’annullamento della fase nazionale del campionato Juniores Regionale e la richiesta al Presidente Federale Gabriele Gravina di sospendere il decorso dei termini previsti dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, così da evitare eventuali estinzioni dei procedimenti pendenti presso gli organi di Giustizia Sportiva. Quanto alla sospensione di tutte le attività il Presidente della LND, rivolgendosi a società e tesserati con un proprio messaggio, ha evidenziato che “In termini numerici il movimento calcistico dilettantistico rappresenta il più importante momento di coinvolgimento di persone. Il che, inevitabilmente, significherebbe prevedere la partecipazione di medici, ambulanze, forze dell’ordine, che, ci pare di poter affermare, rappresentano risorse, umane e non solo, che in questo particolare momento è opportuno vengano destinate ad altri e più importanti compiti”.

Stoppati,quindi i campionati dalla serie D in giù per il rischio di contagio da Corona Virus. Fermati,ovviamente,anche i campionati di Eccellenza e Promozione (a cui partecipano Barano,Real Forio,Ischia,Lacco Ameno e Procida) quelli di calcio a 5 femminile, più le attività dei Settori Giovanili e quelle delle Attività di Base. In dubbio la fine dei suddetti campionati, anche perchè non è assolutamente certa la fine dei suddetti campionati,ma anche la fine dell’emergenza per il week-end del 4-5 aprile prossimi.

Gazzetta – Zielinski, probabile rinnovo per il polacco fino al 2024

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Gazzetta – Zielinski, probabile rinnovo per il polacco fino al 2024

Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, vi è la possibilità di rinnovo per quanto riguarda Piotr Zielinski. Ecco quanto si legge:

“Zielinski, invece, è un talento in costante crescita, che presto firmerà il rinnovo fino al 2024”.

Frosinone | Stirpe: “Le porte chiuse non salvaguardano la salute”

Lettera aperta del presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, al presidente della Lega B, Mauro Balata, per chiedere la sospensione del campionato

Frosinone | Stirpe: “Le porte chiuse non salvaguardano la salute degli atleti”

 

Di seguito la lettera aperta del presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, circa la richiesta di sospensione del campionato di Serie B per il dilagare dell’epidemia da Coronavirus.

Gentile Presidente Balata,

dando seguito ai colloqui intercorsi la scorsa settimana e dopo aver valutato attentamente gli accadimenti delle ultime ore, sono a reiterare la richiesta di sospendere il nostro Campionato almeno per le prossime due giornate.

Tale richiesta appare giustificata soprattutto dalla crescita imponente dei contagi da Covid-19 avvenuta nelle ultime 48 ore, che impone una seria riflessione sia sulle priorità che in questa fase il nostro Paese è chiamato a perseguire, ma anche sulle altre considerazioni, più proprie del nostro ambito, che dovrebbero essere tenute nella debita attenzione.

Mi riferisco, in primo luogo, al rispetto verso i Tifosi che hanno diritto a vivere l’evento sportivo nella sua pienezza e senza la mortificazione, a cui abbiamo assistito nello scorso fine settimana, della partita a porte chiuse che costituisce, tra l’altro, anche un danno ai diritti patrimoniali soggettivi appartenente ai Tifosi stessi.

In secondo luogo, la decisione di giocare a porte chiuse non appare utile a salvaguardare la salute degli Atleti, degli Arbitri e degli altri Assistenti di gara, dei Dirigenti e di tutti coloro che in qualche modo partecipano alla gestione dell’evento, contribuendo a prefigurare quasi la previsione di una tutela minore per questi soggetti.

In ultimo, in un momento complesso quale l’attuale, appare ingiustificato distrarre il Personale Sanitario o le Forze dell’Ordine dai loro compiti istituzionali per dedicarli alla gestione di eventi quali le partite a porte chiuse (a me personalmente, ma penso anche ad Altri, crea, in questa fase, un forte senso di colpa!).

Per questo motivo chiediamo, almeno di posticipare la giornata 29 e la 30 al termine di questo campionato( si potrebbe, ad esempio, ipotizzare il recupero rispettivamente il 18/5 ed il 23/5)
con, conseguente slittamento dei play-off e play-out al massimo di 10 gg. di calendario.

In tal modo, potremmo riallinearci alle disposizioni governative che prevedono una rivalutazione complessiva della situazione ad inizio aprile e posticipare a quel periodo ulteriori ed opportune decisioni su questa ed altre tematiche correlate.

Auspicando che la proposta possa ricevere almeno adeguata analisi e valutazione, colgo l’occasione per porgere un cordiale saluto!

Maurizio Stirpe”. 

 

a cura di Natale Giusti

Verona – Napoli: per i partenopei continua la rincorsa per la Champions

Un campionato di Serie A che vedrà le prossime giornate disputate a porte chiuse, tra cui anche Verona – Napoli, per via dell’emergenza legata alla diffusione del Covid-19. Sarà senz’altro strano guardare così tante partite in assenza del pubblico. Anche per via del fatto che si sta entrando in un momento della stagione fondamentale e decisivo, non solo in riferimento alla corsa scudetto che, in questo momento, vede la contesa tra tre squadre, ovvero Lazio, Juventus e Inter, in rigoroso ordine di classifica.

C’è anche la lotta per entrare in Champions League e in Europa League a catalizzare l’attenzione degli appassionati, oltre ovviamente quella legata alla permanenza nel massimo campionato italiano. I bookmakers offrono quote molto interessanti online e il palinsesto di NetBet scommesse sportive è sempre decisamente ricco. Piazzare una puntata online è veramente un gioco da ragazzi, soprattutto in virtù del fatto che si può accedere alle diverse piattaforme anche direttamente tramite il proprio dispositivo mobile. Attenzione solamente alla scelta del portale dove aprire il conto di gioco, che deve presentare il marchio AAMS, sinonimo di garanzia e affidabilità.

Come arriva il Verona

La formazione scaligera attende tra le mura amiche, rigorosamente a porte chiuse ovviamente, il Napoli di Gennaro Gattuso. L’emergenza, però, non è solo sanitaria esternamente rispetto alla squadra, ma anche interna. Infatti, il Verona affronterà il Napoli senza poter contare su alcuni tra gli uomini più fidati del tecnico Juric.

Gli ultimi esami strumentali, ad esempio, che ha dovuto affrontare Fabio Borini hanno messo in evidenza come la già diagnosticata lesione che ha colpito il muscolo retto femorale dell’ex Milan non è ancora guarita del tutto. Quindi, servirà aspettare ancora prima di rivederlo sul rettangolo di gioco e, di conseguenza, contro il Napoli non sarà certamente a disposizione di Juric.

Il discorso è praticamente identico anche per Davide Faraoni: solamente pochi giorni fa è stato diagnosticato all’esterno un trauma distorsivo al comparto mediale della caviglia destra. In questo caso, però, sarà necessario avere ancora più pazienza, dato che Faraoni non tornerà certamente in campo prima di un mese.

Mister Juric potrà contare comunque su alcuni dei suoi uomini più affidabili nel mettere in difficoltà la compagine azzurra. Sia Amrabat che Lazovic proveranno a mettere in difficoltà il centrocampo del Napoli, così come Pessina. In attacco, Verre, Stepinski e Zaccagni si scambieranno continuamente posizione e le proveranno tutte pur di portare pericoli dalla parte della difesa dei partenopei.

Come arriva il Napoli

La squadra di Gennaro Gattuso dovrà sfidare il Verona su un campo molto difficile, visto che in casa dell’Hellas ci sono tante squadre che sono incappate in un passo falso. Anche la Juventus, ad esempio, è dovuta soccombere di fronte alla prestazione di grande cuore e grinta del Verona, a cui Juric ha dato un gioco spesso anche di notevole qualità e velocità.

Sottovalutare il Verona è il primo errore che la compagine partenopea dovrebbe assolutamente evitare, altrimenti il rischio è quello di permettere proprio alla squadra scaligera di tornare in alto in classifica. Addirittura, in caso di vittorie di entrambe le gare che il Verona deve ancora recuperare rispetto al Napoli, che ne ha già disputate 26, potrebbe non solo agganciare, ma anche superare i partenopei, fermi a quota 39.

Il consiglio migliore che dovrebbero seguire gli uomini di Gattuso è quello di evitare di fare calcoli e portarsi a casa altri tre punti che rendono comunque ancora vivo il sogno Champions League, anche se sembra chiaramente una chimera. Se la Roma, infatti, pare raggiungibile, l’Atalanta sicuramente sta tenendo un passo diverso rispetto a tutte le altre, e diventa complicato pensare ai bergamaschi in caduta libera.

Juve Stabia, Curva Sud da applausi anche a porte chiuse

Juve Stabia, Curva Sud da applausi anche a porte chiuse. Fantastica la Curva Sud che ha fatto sentire il suo sostegno dall’esterno dello stadio

Juve Stabia, Curva Sud da applausi anche a porte chiuse

 

La Juve Stabia ieri ha compiuto l’ennesima impresa del suo campionato, battendo abbastanza nettamente lo Spezia di mister Italiano lanciatissimo e in lotta per il salto diretto in Serie A. La gara si è svolta a porte chiuse a seguito del decreto governativo per il contenimento del contagio da Coronavirus che è stato subito recepito anche dalla Lega B.

La partita con lo Spezia si è svolta quindi in un clima a dir poco surreale con gli spalti deserti. Ma anche in questo contesto la Curva Sud non ha mancato di far sentire il suo apporto, ancora una volta fantastico ai ragazzi di mister Caserta.

Così un buon numero di tifosi della Curva Sud non ha mancato di sostenere la squadra con cori di incitamento ritmati con il suono dei tamburi dall’esterno dello stadio che sicuramente hanno caricato le Vespe impegnate nel difficilissimo match interno contro lo Spezia.

Un gesto d’amore di una tifoseria che non manca mai di far sentire il proprio sostegno alla causa gialloblù anche nei momenti più difficili come quando per esempio nell’estate del 2018 appariva un miraggio anche l’iscrizione delle Vespe al campionato di Serie C 2018-2019 che poi sarebbe stato stravinto a suon di record dalla Juve Stabia di mister Fabio Caserta.

Ieri l’ennesima conferma di un’amore indissolubile che ha fatto vivere a tutti una bella giornata di sport facendo dimenticare per qualche ora le brutte notizie dell’epidemia da Coronavirus.

 

 

a cura di Natale Giusti

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Polizia di Secondigliano e Gianturco: arresti per violenza e spaccio droga

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Gli agenti del comando di Polizia di Secondigliano hanno operato un arresto per violenza. I colleghi di Gianturco, altro arresto per spaccio

Secondigliano e Gianturco: arresti per violenza e spaccio droga

Secondigliano: Polizia arresta tre persone per lesioni

Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del commissariato Scampia, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della sala operativa sono intervenuti in via del Cassano per una lite in strada.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno bloccato tre persone che stavano aggredendo con calci e pugni due uomini; al contempo, gli agenti sono stati avvicinati da una donna che ha riferito che i tre, poco prima, avevano aggredito e malmenato lei e la madre ottantenne  per una questione ereditaria.

C.C., 48enne, F.P. 58enne e G.P. 24enne, napoletani, sono stati arrestati per lesioni personali, mentre F.P. e G.P. anche per percosse e minacce gravi.

Gianturco: Polizia arresta 65enne per droga e armi

Giovedì scorso i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Brin un uomo che stava consegnando diversi involucri a una persona a bordo di uno scooter che, alla loro vista, si è data alla fuga.

Gli agenti hanno bloccato lo spacciatore ed hanno esteso il controllo all’appartamento dell’uomo in via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche rinvenendo, con il supporto delle Unità Cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e della Guardia di Finanza, 463 involucri di cocaina per un peso complessivo di circa 400 grammi, diverso materiale per il confezionamento della droga, due bilancini, una pistola semiautomatica risultata rubata, un revolver con matricola abrasa  e 25 cartucce di vario calibro.

G.C., 65enne napoletano, è stato arrestato per detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e ricettazione.

Polizia di Secondigliano e Gianturco: arresti per violenza e spaccio droga / Redazione Campania

Castellammare, la lettera dell’Assessore alla scuola Carosella agli studenti

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Castellammare, la lettera dell’Assessore alla scuola Carosella agli studenti

Castellammare, di seguito riportiamo la lettera che l’Assessore alla scuola, Diana Corosella, ha indirizzato ai ragazzi, e che è riportata sulla pagina ufficiale del Sindaco Gaetano Cimmino. Si legge:

“Carissimi ragazzi,

è un po’ che non ci incontriamo nei corridoi delle scuole, o ai distributori del caffè, o mentre raggiungete la segreteria o la sala professori, affaccendati in tutto ciò che è Scuola. Ma è vero anche che la scuola non è solo un edificio od un banco o ancora un’aula ma siamo noi, tutti, su Scuolanext o Edmodo o dovunque riusciamo a continuare quelle relazioni docente-discente che, uniche, costituiscono la vera Scuola.

Ed ecco che proprio in virtù di quella relazione speciale che gli attori tutti del processo educativo devono instaurare, oggi ci si presenta un’occasione, una sfida per mostrare che, indipendentemente dalle odierne difficoltà fisiche, siamo comunque tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Siamo cioè uniti da quel legame di cui sopra, che fortunatamente la tecnologia aiuta ad assicurare.

Ma non solo: ci si chiede, com’è razionalmente evidente, di stare quanto più possibile tra le mura domestiche, di limitare le uscite per il bene di noi stessi e dei nostri cari, per far sì che questo momento passi più velocemente e con il minor danno possibile.

E allora, quale migliore occasione che riempire quello spazio e quel tempo di solo apparente noia, con la possibilità della scoperta, dell’avventura, dell’incontro con magnifici ed immortali personaggi di altri tempi e di altre storie, consegnate da autori di ogni periodo e luogo all’immortalità della memoria, ed a conforto di noi lettori? Quale più sereno momento per farsi dei nuovi amici che resteranno con noi per sempre, e che ci dispiacerà lasciare al termine di ogni storia, ma con la certezza d’incontrarne altri, e di ricevere da tutti ed ognuno un insegnamento, un consiglio od un monito, che potremo riascoltare ogni volta che dovessimo sentirne la necessità?

Come un giovanissimo John Keats scrisse in un momento ben più difficile per lui di quello che stiamo oggi vivendo, l’arte è vera amica dell’uomo, è ciò che propone bellezza anche quando nel mondo intorno tutto sembra suggerirne la mancanza. La letteratura ci farà visitare nuovi continenti, ci farà vivere in altri tempi, ci farà riscoprire quanto sia sempre stato meravigliosamente bello essere, noi per primi, storie uniche ed irripetibili.

Vi auguro dunque buono studio attraverso la guida online che riceverete dai vostri docenti, e buon viaggio nel magnifico regno della lettura! Quando ci ritroveremo in aula saremo diventati tutti, sicuramente, più forti e consapevoli.

Diana Carosella
Assessore alla Scuola del Comune di Castellammare di Stabia”

Pozzuoli, bar devastato a colpi di fucile: probabile raid della camorra

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Pozzuoli, bar devastato a colpi di fucile: raid della camorra

Pozzuoli, bar preso di mira da quello che sembrerebbe essere un raid della camorra. Il tutto è successo ieri mattina, dove sono stati esplosi colpi di fucile contro un bar di via Verga.  Secondo quanto riportato da Cronaca Flegrea, sarebbero state 8 le persone che hanno esploso  numerosi colpi di fucile a pompa all’interno dell’attività commerciale.

Le otto persone, in sella a moto di grossa cilindrata, intorno alle 8.00 di mattina, dopo aver fatto uscire i presenti, hanno sparato contro il bancone. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale stazione che hanno avviato le indagini.

IL PUNGIGLIONE STABIESE: La Juve Stabia si mostra di nuovo FORTE!

Al Pungiglione Stabiese parleremo della vittoria con lo Spezia e del prossimo turno con il Pescara.

Questa sera ritorna il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla della Juve Stabia.

Anche per questa puntata la conduzione sarà affidata a Mario Vollono che insieme agli ospiti e a voi telespettatori commenterà il campionato della Juve Stabia in particolare con un occhio di riguardo al prossimo turno.

Collegatevi oggi 09 marzo 2020 dalle ore 20:00 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè.

Per seguire questa puntata del Pungiglione Stabiese basta collegarsi su facebook, questi i link:

In questa puntata del Pungiglione Stabiese saranno presenti i giornalisti: Mario Di Capua e Natale Giusti.

Questa sera parleremo della vittoria con lo Spezia, ma anche del prossimo turno con il Pescara.

La Juve Stabia gioca con le marce alte e annichilisce lo Spezia che prova a rientrare in partita con il gol del 2 a 1 ma poi deve arrendersi alle parate di Provedel e alla brillantezza dell’attacco stabiese. La contesa si chiude con Bifulco che sigla il 3 a 1 finale prima del palo di Fazio che per poco non realizza la quarta rete per i gialloblè.

Le Vespe sabato pomeriggio saranno ospitate dal Pescara di Mister Legrottaglie a meno che non venga decisa per la sospensione dei campionati di calcio.

Come da programma durante le puntate ci collegheremo con alcuni ospiti telefonici:

Questa sera avremo in collegamento telefonico Gaetano Fontana ex allenatore e centrocampista della Juve Stabia.

Chiuderemo i collegamenti telefonici con il collega Rapa Luciano Direttore di PescaraSport24 per presentare al meglio i prossimi avversari.

Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sulla pagina facebook Stabiesi al 100% per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulla chat facebook!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati.

Ci adoperiamo per offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Nola, 81enne morta in ospedale: risultata positiva al Covid -19

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Nola, 81enne morta in ospedale: risultata positiva al Covid -19

Nola, una donna di 81 anni sarebbe morta presso l’ospedale Santa Maria della Pietà, per complicazioni respiratorie. La donna pare sia arrivata in pronto soccorso con un edema polmonare per la quale non c’è stato nulla da fare. I vari accertamenti ed il tampone, hanno riscontrato la positività al Covid – 19.

Nell’osepdale Santa Maria della Pietà sono subito partite le procedure previste in questi casi e l’attività è stata sospesa per sanificare i reparti. Dalla direzione dell’Asl Napoli 3 Sud hanno fatto sapere che nessun medico è stato messo in quarantena.

Risulterebbe questo, il terzo caso da Corona Virus.

Rapporto integrato Istat, Inps, Inail, Anpal: MERCATO DEL LAVORO 2019

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Rapporto integrato Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail, Anpal relativa al Rapporto mercato del lavoro 2019

Rapporto integrato Istat, Inps, Inail, Anpal: MERCATO DEL LAVORO 2019

Questo Rapporto annuale è frutto della collaborazione sviluppata nell’ambito dell’Accordo quadro tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, finalizzato a produrre informazioni armonizzate, complementari e coerenti sulla struttura e sulla dinamica del mercato del lavoro in Italia.

L’obiettivo è valorizzare la ricchezza delle diverse fonti d’informazione sull’occupazione – amministrative e statistiche – per rispondere alla crescente domanda di una lettura integrata dei dati sul mercato del lavoro.  

La positiva cooperazione inter-istituzionale sviluppata nell’arco di un triennio ha condotto al raggiungimento di diversi obiettivi e l’Accordo, in scadenza a fine dicembre 2018, è stato prorogato fino a dicembre 2021 per completare il percorso avviato.

Oltre alla realizzazione del Rapporto annuale e della Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione, ormai a regime da tre anni, l’Accordo quadro prevede anche la progettazione e lo sviluppo, tuttora in corso, di un Sistema informativo statistico sul lavoro.

Gli approfondimenti qui presentati affrontano più tematiche, intrecciando gli aspetti congiunturali e ciclici con l’evoluzione del quadro strutturale – segnato dal progressivo rallentamento della crescita economica – in un contesto di una maggiore incertezza globale dovuta alle guerre commerciali, attenuate ma non scomparse in seguito al recente accordo Usa-Cina, e alle accresciute tensioni geopolitiche.

La comparsa del coronavirus Covid-19 a gennaio 2020 e la sua rapida diffusione in Cina e nel resto del mondo stanno inoltre indebolendo ulteriormente le prospettive di crescita economica con un prevedibile impatto sfavorevole anche sul mercato del lavoro.

Il quadro che emerge presenta diversi aspetti positivi insieme alle criticità che la ripresa economica degli ultimi anni ha solo in parte attenuato.

Se, infatti, da un lato emergono evidenze di un miglioramento del mercato del lavoro in cui fattori di fondo – demografici e sociali, di selezione interna e risposte ai mutamenti tecnologici delle imprese – e di più breve periodo hanno contribuito a una prolungata ripresa che ha portato i livelli occupazionali ai massimi storici; dall’altro permane un’ampia area di inoccupazione e sottoccupazione dove spicca l’utilizzo del part time involontario, accanto all’aumento dei divari con l’Ue e l’acuirsi degli squilibri territoriali.

Complessivamente, il Rapporto intende fornire una base empirica e analitica utile a favorire lo sviluppo del dibattito pubblico sul tema del lavoro.

Capitolo 1. Le dinamiche del mercato del lavoro in una fase di incertezza

  • Nel terzo e quarto trimestre 2019 nell’area dell’euro, coerentemente con l’andamento del Pil, prosegue a ritmi più lenti la crescita dell’occupazione che resta al massimo storico; prosegue anche la diminuzione del tasso di disoccupazione: a dicembre 2019 tocca il 7,4%.
  • In Italia nel terzo trimestre 2019 si osserva per la quarta volta consecutiva una crescita congiunturale del Pil dello 0,1%. Tuttavia, nel quarto trimestre 2019 il Pil ha subìto una riduzione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e una variazione dello +0,1% nel raffronto su base annua.
  • Nel terzo e quarto trimestre 2019, l’occupazione in Italia è al massimo storico di 23,4 milioni di unità, ma nei dati preliminari di dicembre e gennaio si registra un calo sia del numero di occupati sia del tasso di occupazione.
  • Con riferimento all’input di lavoro, nel terzo trimestre 2019, assistiamo a una crescita delle ore lavorate sia su base congiunturale (+0,4%) sia in termini tendenziali (+0,5%); nel quarto trimestre 2019 rallenta la crescita tendenziale (+0,3%) e diviene negativa la variazione congiunturale (-0,3%). Complessivamente, è proseguita, seppure con fasi alterne, l’espansione dei livelli di input di lavoro dopo il minimo raggiunto nell’ultimo trimestre del 2013 anche se rimane ancora sotto ai livelli del 2008.
  • Permane la tendenza a una crescita occupazionale a bassa intensità lavorativa: il numero di occupati supera il livello del 2008 ma la quantità di lavoro utilizzato è ancora sensibilmente inferiore. A differenza della fase ciclica degli anni ’90, in cui l’occupazione e le ore lavorate seguivano sostanzialmente lo stesso andamento, la fase più recente è caratterizzata da una discesa delle ore lavorate e da una caduta del tempo pieno a fronte di una sostanziale tenuta dell’occupazione.
  • Gli elevati divari con l’Ue sono aumentati anche nella recente fase di ripresa: il gap nel tasso di occupazione è passato da 8,9 punti nel primo trimestre 2014 fino a 10,2 punti nel terzo 2019 e quello del tasso di disoccupazione da 2,1 a 3,5 punti, con differenze più accentuate per le donne e i giovani. Continuano ad ampliarsi alcuni storici divari caratteristici del nostro Paese, anzitutto quello generazionale a favore dei più adulti. Seppur in lieve diminuzione, i divari di genere rimangono elevati: la metà delle donne in età attiva non lavora e quasi una donna su cinque vorrebbe lavorare ma non trova un impiego.
  • Si accentuano le disuguaglianze territoriali: nella media dei primi tre trimestri del 2019 la distanza tra il Mezzogiorno e il Centro-nord è di oltre 20 punti per il tasso di occupazione e per quello di mancata partecipazione. Nelle regioni meridionali, il tasso di occupazione per settore e professione evidenzia la minore domanda di lavoro nei settori di industria in senso stretto, servizi alle imprese, istruzione e sanità nonché la forte mancanza di professioni a medio-alta qualifica.

Diagramma rapporto integrato ore lavorate

Capitolo 2. La crescita del part time come alternativa all’orario standard: dinamica e problemi aperti

  • Nel 2018 gli occupati a tempo parziale in Italia sono 4,3 milioni, il 18,6% del totale. Tale quota, cresciuta in modo continuo negli ultimi anni, si è avvicinata a quella della media Ue (20,1%). La differenza residua dipende principalmente dal lavoro indipendente che in Italia è più presente e meno interessato dal part time, mentre per i dipendenti la quota è pressoché analoga in Italia e in Europa.
  • Tra Italia e Ue esistono tuttavia forti differenze nell’utilizzo del part time. In Italia tra il 2008 e il 2018 la quota di occupati a tempo parziale che dichiara di non aver trovato un lavoro a tempo pieno è passata dal 40,2% al 64,1% mentre in Europa è scesa dal 24,5% al 23,4%. Difatti, in Italia il ricorso al part time si lega più a strategie delle imprese che a esigenze degli individui e ha rivestito un ruolo di sostegno all’occupazione nei periodi di forte calo del tempo pieno.
  • Nel Mezzogiorno il part time involontario sfiora l’80% contro il 58,7% nel Centro-nord, a fronte di una diffusione analoga nelle due ripartizioni. Il part time involontario è inoltre più diffuso nei servizi alle famiglie, nelle professioni non qualificate e tra gli atipici. A parità di condizioni, la probabilità di essere in part time involontario per una donna occupata è circa tre volte superiore a quella di un lavoratore.
  • Dai dati di fonte Inps relativi al settore pubblico e alle imprese private, nel 2018 oltre 5,5 milioni di dipendenti sono stati interessati, per almeno un giorno, da rapporti di lavoro part time; di questi 4,6 milioni sono stati coinvolti in maniera esclusiva.
  • Rispetto al 2008 le giornate retribuite part time sono aumentate del 60% mentre quelle complessive appena del 5%. La crescita è spiegata più dalle nuove assunzioni che dalle trasformazioni da full time a part time. Mediamente il regime di orario part time è pari nel 2018 al 59% dell’orario contrattuale.
  • Considerando la variabilità dei regimi di orario di part time si possono distinguere quattro tipi di part time: “marginale” (fino al 37% del corrispondente full time), “standard” (tra il 38% e il 56%), “rafforzato” (dal 57% al 74%), il “quasi full time (dal 75% in su); quest’ultima forma nel 2018 spiega poco meno del 30% delle giornate retribuite part time ed è più diffusa al Nord e nel pubblico impiego.
  • La crescita del part time è dovuta sia a un maggior ricorso a tale regime di orario sia a un’intensificazione presso le imprese che già lo utilizzavano. Rispetto al 2014 le imprese con solo dipendenti full time sono diminuite del 14% mentre sono cresciute del 12% quelle con solo dipendenti part time e del 9% quelle con entrambe le tipologie.

Diagrammarapporto integrato  2 ore lavorate

Capitolo 2. La crescita del part time come alternativa all’orario standard: dinamica e problemi aperti

  • Nel 2018 gli occupati a tempo parziale in Italia sono 4,3 milioni, il 18,6% del totale. Tale quota, cresciuta in modo continuo negli ultimi anni, si è avvicinata a quella della media Ue (20,1%). La differenza residua dipende principalmente dal lavoro indipendente che in Italia è più presente e meno interessato dal part time, mentre per i dipendenti la quota è pressoché analoga in Italia e in Europa.
  • Tra Italia e Ue esistono tuttavia forti differenze nell’utilizzo del part time. In Italia tra il 2008 e il 2018 la quota di occupati a tempo parziale che dichiara di non aver trovato un lavoro a tempo pieno è passata dal 40,2% al 64,1% mentre in Europa è scesa dal 24,5% al 23,4%. Difatti, in Italia il ricorso al part time si lega più a strategie delle imprese che a esigenze degli individui e ha rivestito un ruolo di sostegno all’occupazione nei periodi di forte calo del tempo pieno.
  • Nel Mezzogiorno il part time involontario sfiora l’80% contro il 58,7% nel Centro-nord, a fronte di una diffusione analoga nelle due ripartizioni. Il part time involontario è inoltre più diffuso nei servizi alle famiglie, nelle professioni non qualificate e tra gli atipici. A parità di condizioni, la probabilità di essere in part time involontario per una donna occupata è circa tre volte superiore a quella di un lavoratore.
  • Dai dati di fonte Inps relativi al settore pubblico e alle imprese private, nel 2018 oltre 5,5 milioni di dipendenti sono stati interessati, per almeno un giorno, da rapporti di lavoro part time; di questi 4,6 milioni sono stati coinvolti in maniera esclusiva.
  • Rispetto al 2008 le giornate retribuite part time sono aumentate del 60% mentre quelle complessive appena del 5%. La crescita è spiegata più dalle nuove assunzioni che dalle trasformazioni da full time a part time. Mediamente il regime di orario part time è pari nel 2018 al 59% dell’orario contrattuale.
  • Considerando la variabilità dei regimi di orario di part time si possono distinguere quattro tipi di part time: “marginale” (fino al 37% del corrispondente full time), “standard” (tra il 38% e il 56%), “rafforzato” (dal 57% al 74%), il “quasi full time (dal 75% in su); quest’ultima forma nel 2018 spiega poco meno del 30% delle giornate retribuite part time ed è più diffusa al Nord e nel pubblico impiego.
  • La crescita del part time è dovuta sia a un maggior ricorso a tale regime di orario sia a un’intensificazione presso le imprese che già lo utilizzavano. Rispetto al 2014 le imprese con solo dipendenti full time sono diminuite del 14% mentre sono cresciute del 12% quelle con solo dipendenti part time e del 9% quelle con entrambe le tipologie.

Diagramma rapporto integrato 3 ore lavorate

Capitolo 3. Le cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato: consistenze, dinamica dei licenziamenti e accesso alla NASpI

  • I licenziamenti relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono passati da 647 mila nel 2014 a 579 mila nel 2018. La quota di licenziamenti sul totale delle cessazioni nel 2018 è risultata pari al 36% contro il 42% nel 2014; specularmente le dimissioni hanno pesato per il 53% nel 2018 e per il 48% nel 2014.
  • La gran parte dei licenziamenti è motivata da ragioni economiche, circa nove su dieci, ma l’incidenza di quelli disciplinari sul totale dei licenziamenti risulta in crescita: dal 7,4% del 2014 al 13% del 2018.
  • La maggior parte dei licenziamenti avviene nelle piccole imprese (62% nel 2018). In particolare, i datori di lavoro che hanno licenziato dipendenti con rapporti di lavoro a tempo indeterminato hanno anche attivato nuovi contratti a tempo indeterminato, in ragione di 1,2 rispetto ai licenziamenti effettuati (0,7 nelle piccole imprese e 2,0 in quelle più grandi).
  • Se guardiamo alle caratteristiche del rapporto di lavoro concluso con il licenziamento è consistente la quota di part time e di lavori di breve durata (in cui sono inclusi i licenziamenti intervenuti nel periodo di prova). Nel 2018 oltre un terzo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato interrotti per licenziamento ha la durata inferiore a un anno; i licenziamenti entro tre mesi dall’assunzione sono più frequenti tra i giovani fino a 29 anni (18,8% in confronto al 10,8% del totale).
  • La quota di lavoratori licenziati in presenza dei requisiti richiesti per accedere alla NASpI, lo strumento di sostegno al reddito dei disoccupati entrato in vigore nel 2015, oscilla attorno al 60% per gli anni 2016-2018. Il mancato accesso alla NASpI è motivato essenzialmente dal tempestivo ricollocamento al lavoro che interessa circa il 30% dei lavoratori licenziati. Nella quota residua (attorno al 10%) si addensano soprattutto lavoratori stranieri.

Diagramma rapporto integrato 4 ore lavorate

Capitolo 4. I tirocini extracurriculari strumento di prima esperienza o reingresso nel mercato del lavoro e le caratteristiche delle imprese ospitanti

  • Strumento a vocazione mista, non del tutto assimilabile né a una pratica formativa né a una esperienza di lavoro, in questi ultimi anni l’istituto del tirocinio ha visto un incremento nel numero di esperienze avviate, una progressiva estensione della tipologia di soggetti e beneficiari coinvolti e, infine, l’ampliamento della platea di settori e imprese che ne hanno fatto ricorso. La specificità del sistema Italiano risiede nella collocazione delle esperienze di tirocinio all’interno di un quadro unitario di politiche attive per il lavoro capace di tenere insieme tutti gli interventi per la transizione scuola-lavoro e le misure per l’occupazione. Inoltre, è obbligatoria la presenza di un soggetto terzo, pubblico o privato, accreditato ai sensi del Decreto legislativo n. 150/2015, chiamato all’intermediazione.
  • A livello nazionale, il numero dei tirocini è passato dai 227 mila nel 2014 ai 349 mila nel 2018, con una crescita del 53,9%. Nel complesso, nel quinquennio 2014-2018, i tirocini sono stati 1 milione e 615 mila e rappresentano il 2,5% di tutte le attivazioni riferibili alla somma dei nuovi rapporti di lavoro attivati e dei tirocini avviati nello stesso periodo. L’incremento ha riguardato sia il numero di individui coinvolti, sia il numero delle imprese ospitanti.
  • Il numero di individui è cresciuto nel corso del quinquennio del 57,1%, per un totale di 1 milione 158 mila, dei quali il 51% sono giovani tra i 15 e i 29 anni alla loro prima esperienza nel mercato del lavoro. A un anno dal termine dell’esperienza, il tasso di inserimento si avvicina al 60%.
  • A livello nazionale, il numero delle imprese che avviano tirocini è cresciuto notevolmente nel periodo 2014-2017 (da 101 mila a 174 mila) e quasi raddoppiato (da 88 mila a poco più di 157 mila) se si considera il sottoinsieme di imprese integrato con il Registro statistico Frame-Sbs. Il 67,5% dei tirocini è attivato dalle imprese con meno di 50 addetti ma i tirocini con più elevati livelli di competenza si svolgono presso le imprese di maggiori dimensioni e nelle imprese attive in settori economici con un alto livello tecnologico.

Diagramma  tirocini extracurricolari

Capitolo 5. Verso una nuova tipologia di lavoro autonomo

  • Nel 2018 in Italia i lavoratori indipendenti sono circa 5 milioni (il 21,7% degli occupati). Nel periodo 2008-2018 l’occupazione indipendente si è ridotta del 9,5% (558 mila unità in meno) a fronte di un aumento del 4,0% di quella dipendente (+682 mila persone).
  • Malgrado ciò l’Italia si colloca al terzo posto in Europa per la quota di indipendenti, dopo Grecia e Romania, soprattutto per l’elevata presenza di quelli senza dipendenti; i datori di lavoro autonomi con dipendenti mostrano una distribuzione relativamente più equilibrata fra i paesi europei.
  • Il lavoro indipendente comprende una gamma molto ampia di identità professionali e culture del lavoro che in alcuni casi possono incontrare limitazioni e vincoli molto stringenti nei rapporti con i propri clienti/committenti. Alla 20th International Conference of Labour Statisticians l’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) ha approvato una nuova classificazione che rivede i confini tra dipendenti e indipendenti, individuando la nuova figura dei dependent contractor: occupati formalmente autonomi vincolati da rapporti di subordinazione con un’altra unità economica (cliente o committente) che ne limita l’accesso al mercato (prezzi, tariffe, ecc.) e l’autonomia organizzativa.
  • Nella media dei primi tre trimestri del 2019 la Rilevazione sulle forze di lavoro stima 452 mila dependent contractor, l’11,5% degli indipendenti senza dipendenti. La monocommittenza costituisce un tratto distintivo: circa il 50% dei dependent contractor dichiara di lavorare per un unico cliente a fronte del 15,3% degli altri autonomi senza dipendenti; i dependent contractor sono inoltre più soggetti a vincoli organizzativi, quali il lavorare presso il cliente/committente o il dover rispettare dei vincoli nell’orario di lavoro.
  • Tra i dependent contractor vi è una maggiore presenza di donne e quote più elevate di giovani tra 15 e 34 anni (26,4% a fronte del 10,0% tra i datori di lavoro e del 15,8% degli autonomi senza dipendenti). Le professioni più frequenti tra i dependent contractor si configurano come una domanda di lavoro che mira a esternalizzare e scarica su questi lavoratori una parte dei rischi di impresa (operatori di call center, venditori a domicilio, addetti alle consegne, conduttori di mezzi pesanti).

Diagramma occupati indipendenti

Capitolo 6. Lavoro e salute: infortuni sul lavoro e malattie professionali nell’ultimo quinquennio

  • Nel 2018 gli infortuni sul lavoro accaduti e denunciati all’Inail sono stati 562.952, oltre 1.500 al giorno, in lieve flessione rispetto al 2017 (-0,5%, circa 3 mila in meno). Dal 2008 la diminuzione delle denunce è stata del 35,5% con oltre 300 mila casi in meno (dai primi anni 2000, erano oltre 1 milione, le denunce si sono ridotte di quasi la metà). Gli infortuni riconosciuti per il 2018 sono 373 mila, di cui più del 21% “fuori dell’azienda” (in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto e in itinere).
  • Le denunce per esiti mortali di infortuni accaduti nel 2018 sono state 1.245, oltre 3 al giorno, 95 in più rispetto al 2017, ma 369 in meno dal 2008. Il 2018 si è contraddistinto per l’elevato numero di incidenti mortali “plurimi” (come il crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 vittime, e i due incidenti stradali a Lesina e a Foggia con 16 braccianti vittime). I casi mortali accertati positivamente sono stati 744, di cui il 60% “fuori dell’azienda”.
  • I primi dati provvisori sulle denunce di infortunio del 2019 registrano rispetto all’anno precedente una sostanziale stabilità dei casi in complesso e un calo di infortuni mortali.
  • Nel periodo 2014-2018 diminuisce l’incidenza delle denunce di infortunio sul numero degli occupati: si è passati dalle 28,3 denunce ogni 1.000 lavoratori del 2014 alle 26,3 del 2018; per i casi mortali, caratterizzati da maggiore variabilità, l’incidenza nel 2018 si riposiziona sui livelli del 2014 (5,8 denunce mortali ogni 100.000 lavoratori). L’incidenza degli infortuni in occasione di lavoro nel quinquennio 2014-2018 risulta in calo mentre quella per i casi in itinere in lieve aumento; analoga la tendenza per i casi mortali. L’incidenza infortunistica delle denunce risulta più elevata in agricoltura che nelle attività industriali o dei servizi.
  • Nel 2018 sono state denunciate 59.503 malattie professionali, in lieve aumento (+2,6%) rispetto all’anno precedente. Le malattie riconosciute positivamente, a dato consolidato, sono circa 24 mila l’anno; per il 2018, nel 67% dei casi interessano il sistema osteomuscolare (prevalentemente disturbi dei tessuti molli e dorsopatie), nel 15% il sistema nervoso (prevalentemente sindromi del tunnel carpale), nel 4% sono tumori.
  • I primi dati provvisori del 2019 indicano ancora un aumento delle denunce di malattia professionale rispetto al pari periodo del 2018.
  • Cresce progressivamente e più velocemente che per gli occupati, l’età media alla denuncia di malattia professionale: da 52 anni nel 2008 a 56 nel 2018. A dato consolidato, ogni anno, a prescindere dalla data di denuncia, sono mediamente 1.700 i lavoratori deceduti con riconoscimento di malattia da lavoro, con età media alla morte di 77 anni.

Diagramma incidenza infortunistica

Rapporto integrato Istat, Inps, Inail, Anpal: MERCATO DEL LAVORO 2019 / Redazione

Coronavirus: detenuti in rivolta e tentativi di evasione in vari carceri

Detenuti in rivolta e tentativi di evasione dal carcere dell’Ucciardone a Palermo e in quelli di Foggia, Reggio Emilia e Ferrara.

C’è stato un tentativo di evasione dal carcere Ucciardone di Palermo. Alcuni detenuti, con la motivazione della protesta, hanno tentato di divellere la recinzione dell’istituto di pena per cercare di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla Polizia Penitenziaria.

Il carcere è circondato dai Carabinieri e Polizia di Strato in tenuta antisommossa. Anche le mura del carcere sono presidiate. Le strade attorno a vecchio carcere borbonico sono chiuse. Ieri sera la protesta era iniziata contro lo stop alle visite in carcere per l’emergenza coronavirus era scattata anche al Pagliarelli, il secondo carcere di Palermo.

Qui i parenti dei detenuti hanno bloccato il traffico e manifestato davanti ai cancelli. Come all’Ucciardone anche al Pagliarelli i reclusi gridavano “indulto indulto”.

La protesta sarebbe scaturita dopo le rigide disposizioni imposte per evitare il contagio nel corso dei colloqui nell’area dove si trovano i carcerati di media sicurezza.

Pertanto circa trecento detenuti hanno incendiato cuscini, carta e pezzi di stoffa. La rivolta è scoppiata in almeno 150 camere detentive. Non ci sono stati feriti. Alcuni hanno annunciato lo sciopero della fame e della sete, a partire da oggi.  Una trentina di familiari ha invece inscenato una pacifica manifestazione davanti al carcere di Trapani. Hanno detto di essere preoccupati per un possibile contagio del coronavirus all’interno dell’istituto di pena.

Intanto, pure nel carcere di Foggia in via delle Casermette, i detenuti sono in rivolta contro le restrizioni ai colloqui con i parenti imposte per l’emergenza Coronavirus. Anche lì all’esterno dell’istituto ci sono i parenti di alcuni di loro. I detenuti urlano “indulto, indulto”. Da quanto si apprende dalle agenzie, è in corso una violenta protesta da parte dei detenuti e un tentativo di evasione. Sul posto decine di auto della Polizia e Carabinieri. Ci sarebbero diversi evasi, alcuni feriti e pare anche dei morti. Notizie ancora in corso di conferma.

A Foggia c’è una situazione insostenibile, i detenuti sono tutti fuori, c’è stata un’evasione di massa”. È quanto fa sapere il sindacato di polizia penitenziaria Uilpa, sottolineando di avere già inviato una lettera in proposito al Premier Conte e al Presidente Mattarella. I detenuti sono in rivolta in varie parti d’Italia per protestare contro le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus.

Anche Reggio Emilia tra le carceri in cui ieri è scoppiata una rivolta dei detenuti innescata dalle misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus.

Tensione anche nel carcere di Ferrara dove alcuni detenuti avrebbero cercato di bloccare un agente impugnando dei bastoni.

È stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Modena sulla rivolta scoppiata in carcere ieri. Al momento i reati ipotizzati sono resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata. Dovranno essere approfondite anche le cause della morte di tre detenuti: durante la rivolta si sarebbero impadroniti dell’infermeria e avrebbero assunto un’overdose di farmaci e ci sarebbero stati dei morti per overdose da psicofarmaci.

Nell’immagine di copertina il carcere dell’Ucciardone è un antico istituto penitenziario di Palermo. È situato in piena città, vicino al quartiere di Borgo Vecchio, nei pressi del porto, in via Enrico Albanese 3.

Adduso Sebastiano

Fuggiaschi e No-Vax: due facce della stessa emotività collettiva

Assalto alla diligenza dei fuggiaschi verso il Sud e silenzio enigmatico dei No-Vax al tempo del coronavirus

 

Fuggiaschi e No-Vax: due facce della stessa inenarrabile emotività collettiva

 

Appena avuto sentore del decreto che disciplina i nostri comportamenti al tempo dell’emergenza, molti nostri connazionali hanno avuto la brillante alzata di ingegno di fare come sono abituati a fare in autostrada: prendere la corsia di emergenza e scavalcare i fessi che disciplinatamente fanno la fila.

Molto bravi! – Me ne vado al Sud, dai miei, dove il contagio non c’è -.  Certamente. Così se la nonna o l’anziana madre stanno ancora bene, noi gli regaliamo un po’ di “aria del Continente”, che è arricchita con qualche “corona” di virus. Come regalo, non potevano trovare di meglio, questi nostri “con-terroni”.

Così se al Sud – Dio non voglia ! – divampasse alla grande il contagio come al Nord, per fuggire non gli resterebbe altro che salire su un barcone e sperimentare l’esperienza di fare i migranti verso l’Africa. Cosi invertiamo le rotte migratorie nel Mediterraneo ed equilibriamo i conti.

L’umanità ha sempre vissuto epidemie e pestilenze varie e se l’è sempre cavata. Anche a memoria di noi contemporanei,  abbiamo vissuto epidemia che sembravano apocalittiche e poi – lentamente – si sono autolimitate. Come è nell’ordine delle cose. Ci ricordiamo tutti dei virus HIV, Ebola, SARS, Aviaria, mucca pazza. Abbiamo subito e sofferto per quei bollettini di guerra che ci hanno martellato per mesi.

Poi abbiamo visto che un po’ per le cure ed un po’ per i comportamenti appropriati, le emergenze gradatamente sono rientrate. È come quando divampa un grande incendio, sono due le cose da fare: circoscrivere il fuoco per evitare il peggio e poi cercare di spegnerlo. È quello che si sta cercando di fare con le norme appena emanate: cercare di circoscrivere l’incendio dell’epidemia. Perché a spegnerlo ci stanno pensando già gli eroici medici ed infermieri degli ospedali che si sottopongono a turni massacranti, sia per lo sforzo fisico che per la massiccia dose di stress emotivo cui vanno incontro.

Dovrebbe bastare il loro eroico esempio di queste settimane per farci accettare le semplici regole che ci vengono imposte:

  • Lavarsi le mani spesso e con metodo appropriato
  • Evitare luoghi affollati
  • Mantenere distanza di sicurezza tra persone, per evitare di contagiarsi con l’alito o gli starnuti
  • Non stringere la mano che è facile veicolo di contagio (tosse e starnuti). Conseguenza logica è tossire o starnutire alla piega del gomito.

Non siamo di fronte ad una catastrofe naturale come un terremoto dove manca tutto. Siamo in periodo di emergenza, è vero, ma abbiamo la fortuna di avere case riscaldate , confortevoli e cibo a volontà. Se non si può andare al bar, al ristorante, in palestra o al cinema, queste non sono certo attività vitali indispensabili. Chi non riesce a rinunciarvi è figlio dell’opulenza di questa società del benessere, che ritiene indispensabili delle semplici abitudini voluttuarie. Abbiamo anche la fortuna di avere telefoni, videochiamate, social di ogni tipo: possiamo comunicare con gli altri ad abbundantiam. Il cinema in casa lo abbiamo con TV, internet; l’aperitivo del bar o il pranzetto del ristorante possiamo prenderci il piacere di prepararli in casa per i nostri cari. Idem per la palestra, si può fare ginnastica in casa a corpo libero, anche senza attrezzi e macchinari vari. Magari la facessimo tutti e tutti i giorni! E poi ci sarebbe anche la possibilità della lettura di qualche libro o qualche rivista che regalano sempre un po’ conoscenza e di sapere.  Queste giornate di emergenza potrebbero essere l’occasione di riscoprire il calore della nostra casa e la bellezza di poter parlare un po’ di più con i propri famigliari.

Chi non ha fatto sentire la propria voce in queste settimane sono quegli  scienziati  dei No-Vax, quelli che una di loro aveva  minacciato il professor Roberto Burioni, stimato virologo del San Raffaele di Milano, dicendogli via web che sapevano dove abita e dove andarlo a trovare eventualmente, lui e sua figlia.  Sempre molto coraggiosi, con la tastiera in mano,  gli eroi mediatici!

Non sappiamo se  tireranno fuori dal loro fertile cilindro qualche  argomento per dirci che la vaccinazione contro il coronavirus non si dovrà fare. Noi sappiamo, però, che il virus è stato sequenziato nel suo RNA e che, sicuramente, più di una casa farmaceutica è sulle sue tracce per mettere a punto il relativo vaccino. Se questo, come è probabile avverrà, nel prossimo autunno vedremo le file chilometriche di gente in coda per farsi vaccinare. Costi quel che costi. E tra questi in attesa, chi sa se non ci sarà anche qualche amico No-Vax , magari ricreduto, in coda pure lui  a farsi immunizzare? Per il sì e per il no: non si sa mai, meglio mettersi al sicuro!

Salvo poi arrivare a casa, imbracciare la tastiera e, coraggiosamente, continuare a sparare contro i vaccini. E la battaglia tra ladri e carabinieri potrà continuare ancora. Ognuno si diverte come può e come sa.

A  parte la benevola ironia che usiamo per sdrammatizzare la nostra tragica situazione odierna, da quanto stiamo vivendo,  tutti dovremo imparare qualche cosa. Tutti ad avere comportamenti adeguati e responsabili. E gli anici No-Vax a non demonizzare i vaccini. Se oggi avessimo avuto un vaccino già pronto,  avremmo assistito ad una simile ecatombe? quanti sarebbero stati i morti per causa coronavirus? e quanti i morti per danno da vaccino?

Sono queste le domande che dovrebbero farci riflettere, pacatamente e serenamente, dopo che avremo seppellito i morti e conteggiato i danni patiti.

E proprio stavolta è il caso di dire: Dio salvi l’Italia!

Fuggiaschi e No-Vax: due facce della stessa inenarrabile emotività collettiva// Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Juve Stabia , la quiete prima della tempesta – EDITORIALE

Juve Stabia di nuovo bella e vincente: lo Spezia cade al Menti sotto i colpi di Calò, Forte e Bifulco

La Juve Stabia torna al successo nel momento forse più delicato della stagione, per motivi calcistici e non. Contro lo Spezia i gialloblu legittimano la vittoria con una prestazione dai ritmi costantemente alti ed in cui il successo è stato per pochi minuti, nella ripresa, in discussione. La squadra di Caserta è stata più forte anche dello scenario desolante del Menti vuoto, fattore maggiormente pericoloso che avrebbe potuto condizionare l’approccio alla gara dei gialloblu.

Surreale è stato in particolare l’ingresso in campo delle squadre, accolte dal consueto sottofondo musicale grintoso e nulla più: gli attimi che hanno preceduto il calcio d’inizio sono stati a tutti gli effetti la quiete prima della tempesta. Se infatti calmo, fin troppo, è stato il pre gara, i 90 minuti regolamentari sono stati durissimi per lo Spezia, su cui si è abbattuta la tempesta stabiese.

I ragazzi di Caserta non hanno sbagliato nulla, mostrando maturità nella gestione della gara come nelle scelte tecnico tattiche dell’ultimo passaggio o della conclusione. Imbrigliati Nzola e Ricci, la Juve Stabia ha iniziato a costruire gioco contando sulle solide fondamenta della coppia Calvano – Calò, i cui componenti hanno brillato individualmente e collettivamente. Il cuore pulsante, per posizione in campo e spirito, della squadra ha esaltato tutta la manovra, apprezzabile per velocità e qualità.

La maturità, paradossalmente, è stata tanta soprattutto dopo che lo Spezia ha accorciato dagli undici metri le distanze, aumentando progressivamente la pressione. Inevitabile per le Vespe indietreggiare il baricentro e concedere spazi ai liguri ma senza mai dare la sensazione di poter concretamente capitolare. Probabilmente una squadra non serena avrebbe perso i giusti equilibri ma non la Juve Stabia, caparbia nel resistere per poi colpire di nuovo.

Nell’ultimo quarto di gara, dopo la pioggia fine effettivamente caduta sul Menti, è infatti comparso il definitivo arcobaleno a tinte gialloblu grazie al sigillo di Bifulco, che ha fatto partire la silenziosa festa stabiese. Vittoria meritata che restituisce serenità alla squadra in attesa delle decisioni che il momento complesso richiede.

Sperando che la tempesta che preoccupa tutti noi passi, la tempesta Juve Stabia fa sorridere i tifosi stabiesi.

Denunciato 19enne trovato in possesso di tirapugni e mazza da baseball

Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di CASTIGLIONE DELLE STIVIERE hanno denunciato un 19enne trovato in possesso di tirapugni e mazza da baseball.

Denunciato 19enne trovato in possesso di tirapugni e mazza da baseball

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castiglione delle Stiviere, nel corso di un servizio di perlustrazione del territorio, hanno denunciato in stato di libertà G.E., 19enne residente a Montichiari, per porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

Il 19enne è stato controllato, alla guida della propria autovettura, in via Cavour di Castiglione delle Stiviere nella serata del 05 marzo e, durante l’esibizione dei documenti, i Carabinieri hanno notato, nel portaoggetti vicino al volante, un tirapugni in metallo.

Durante la perquisizione del veicolo è stata rinvenuta nel bagagliaio anche una mazza da baseball per la quale il ragazzo non ha fornito valide giustificazioni circa il possesso, dichiarando altresì di non praticare lo sport del baseball.

Gli oggetti sono stati sequestrati e verranno depositati presso l’ufficio corpi di reato della competente Autorità Giudiziaria.

Continuano senza sosta i controlli posti in atto dai Carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere tesi a contrastare e reprimere le attività criminali su tutto il territorio dell’Alto Mantovano.

Redazione Lombardia

Operazione Iron Coin: smaschera frode fiscale smascherata dalla GdF

GUARDIA DI FINANZA PAVIA OPERAZIONE IRON COIN. SMASCHERATA FRODE FISCALE DA OLTRE 40 MILIONI DI EURO DIRETTORE POSTALE RUBAVA L’IDENTITÀ DI IGNARI CLIENTI. 7 RESPONSABILI ARRESTATI. (VIDEO)

Operazione Iron Coin: smaschera frode fiscale smascherata dalla GdF

Una maxi frode da oltre 40 Milioni di euro nel settore del commercio all’ ingrosso di metalli ferrosi è stata scoperta dalle fiamme gialle pavesi.

L’operazione “IRON COIN”, coordinata dal Procuratore Aggiunto Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Valeria Biscottini, è scattata alle prime luci dell’alba di quest’oggi e ha disarticolato un’associazione a delinquere transnazionale capeggiata da due imprenditori italo-svizzeri.

In tutto sono sette le ordinanze eseguite quest’oggi.

In carcere sono finiti i promotori della frode: due fratelli incensurati D.P e D.A. unitamente a F.C., ex direttore dell’ufficio postale 2 di Vigevano. Mentre ai domiciliari sono finiti i due figli dell’ex direttore e un’altra persona coinvolta nella maxi frode.

Peculato, frode fiscale, uso indebito di carte di credito sono alcuni dei reati contestati, a vario titolo, ai membri dell’associazione a delinquere.

Le indagini sono state originate dall’ approfondimento di operazioni sospette effettuate principalmente dall’ ufficio postale vigevanese di cui il F.C. era direttore.

Transazioni bancarie a sei zeri che non sono passate inosservate e che hanno spinto le Fiamme Gialle pavesi a scavare nei conti del direttore e dei suoi familiari.

È stato così scoperto un vortice di fatture false e bonifici in transito sui conti correnti di svariate società, tutte scatole vuote, aventi sede in Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia-Giulia che celavano l’attività fraudolenta dei due fratelli italo-svizzeri, oggi arrestati, amministratori di una società anonima elvetica e veri dominus di una serie di società italiane ed estere – con sedi in Svizzera, Slovenia e Croazia -, operanti nel settore della lavorazione dei metalli ferrosi.

Scopo del milionario giro di fatture false era frodare l’IVA, che di fatto non veniva versata nelle casse dello Stato.

I conti correnti, inoltre, erano collegati a decine di carte prepagate intestate a ignari clienti dell’ufficio postale a cui era stata rubata l’identità approfittando della momentanea disponibilità dei loro documenti acquisiti durante le operazioni di sportello.

L’operazione odierna conferma il costante impegno della Guardia di Finanza a tutela della legalità del libero mercato e della lecita concorrenza tramite il monitoraggio dei flussi finanziari e il controllo dei circuiti di pagamento.

Redazione

Il Mattino – Pronto il sostituto di Hysaj se salta il rinnovo: Faraoni

L’esterno del Verona seguito da vicino da Cristiano Giuntoli

Il Napoli è al lavoro per gli acquisti e le cessione per la prossima stagione nonostante ci siano ancora da giocare coppe e campionato. La trattativa per il rinnovo di Elseid Hysaj è aperta, Gennaro Gattuso vorrebbe tenerlo ma non è detto che si trovi l’accordo. In questo caso il direttore sportivo partenopeo Cristiano Giuntoli avrebbe già la soluzione: Davide Faraoni, esterno del Verona.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Gattuso spinge per il rinnovo di Hysaj, il calciatore è tornato decisivo con il nuovo allenatore. Si lavora nei prossimi giorni tra Giuntoli e Giuffredi, suo agente. Intanto, l’emergenza Coronavirus sta facendo saltare tutti gli appuntamenti in programma, quindi difficile poter capire quando De Laurentiis affronterà di nuovo la questione. Distanza minima tra le parti, ma la firma potrebbe anche non arrivare. Di sicuro, sul piatto c’è già un eventuale sostituto: Davide Faraoni, terzino destro del Verona, guarda caso sempre della scuderia di Giuffredi”.