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Castellammare, emergenza Covid – 19:continuano i controlli sul territorio

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Castellammare, emergenza Covid – 19:continuano i controlli sul territorio

Castellammare, continuano senza sosta i controlli da parte delle forze dell’ordine, controlli che riguardano le applicazioni delle norme anti coronavirus.

Infatti, dalla giornata di ieri la polizia municipale sta presidiando costantemente la città, in particolare sul viale Europa e nei pressi dell’imbocco del raccordo autostradale, e ha fatto scattare la denuncia per un 60enne a spasso in villa comunale, mentre sono 130 i controlli effettuati oggi dagli agenti di polizia alle persone in strada, tutte munite di autocertificazione e valida motivazione per uscire di casa.

Purtroppo ancora sono tante le persone che non rispettano la norma numero uno imposta dal Governo, ovvero quella di rimanere a casa a meno di non rientrare nelle categorie specifiche che comprendono l’autocertificazione.

Castellammare, smentita la notizia: pronto soccorso attivo

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Castellammare, smentita la notizia: pronto soccorso del San Leonardo attivo

Castellammare, da alcune ore girava nel web la notizia che il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo fosse chiuso. Il Sindaco Cimmino  ha fatto chiarezza pubblicando una nota dell’Ente a cui loro fanno riferimento in questa particolare situazione. Ecco quanto si legge:

“Il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo è perfettamente attivo e funzionante, ma la chiusura del pronto soccorso a Torre del Greco e Boscotrecase fa convogliare a Castellammare un flusso sempre più elevato di pazienti, il che ha richiesto l’adozione di misure e accorgimenti per fronteggiare in maniera ancor più adeguata l’attuale emergenza. Il pronto soccorso è stato diviso in due unità, perfettamente separate e isolate l’una dall’altra. Una di esse preserva le sue caratteristiche di pronto soccorso a tempo pieno, l’altra è adibita all’accoglienza di pazienti catalogabili come “casi sospetti”, con un filtro all’ingresso per garantire lo smistamento dei casi in oggetto, mediante l’ausilio di 2 pattuglie della polizia municipale. ”

Inoltre la nota fa riferimento anche ad un altro caso di coronavirus, il cui tampone è risultato positivo all’interno del nosocomio stabiese; si legge:

“È di oggi la notizia di un paziente, non stabiese, il cui tampone ha dato esito positivo al coronavirus (Covid-19) nell’ospedale San Leonardo. Il paziente è stato trasferito  all’ospedale di Boscotrecase per le cure del caso, in attesa di valutare se è necessario un ulteriore trasferimento in altra sede ospedaliera. Sono attualmente presenti al San Leonardo altri 4 casi sospetti, non stabiesi, in attesa dell’esito del tampone.”

Non mancano i controlli da parte delle forze dell’ordine, su tutto il territorio stabiese, infatti ” la polizia municipale sta presidiando costantemente la città, in particolare sul viale Europa e nei pressi dell’imbocco del raccordo autostradale, e ha fatto scattare la denuncia per un 60enne a spasso in villa comunale, mentre sono 130 i controlli effettuati oggi dagli agenti di polizia alle persone in strada, tutte munite di autocertificazione e valida motivazione per uscire di casa.”

Serie B, slitta un pò ovunque la ripresa degli allenamenti

Serie B, slitta un pò ovunque la ripresa degli allenamenti. Tra le poche eccezioni la Salernitana che ieri si è allenata a gruppetti ma oggi il rompete le righe

Serie B, slitta un pò ovunque la ripresa degli allenamenti

 

Ieri l’AIC con un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito ha tuonato soprattutto nei confronti di alcuni club di Serie B che avrebbero ripreso gli allenamenti nonostante la situazione grave in Italia per l’epidemia da Coronavirus.

AIC, in un momento delicato per il Paese, è costretta suo malgrado a denunciare la paradossale situazione che si sta verificando in più di qualche club professionistico. Nonostante l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha adottato con un Decreto misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale sino al 25 marzo 2020, ci rattrista e siamo indignati nel registrare ancora oggi un comportamento scriteriato e fuori dal contesto nazionale e internazionale di alcune società che si ostinano a convocare gli atleti per allenamenti in piccoli gruppi, o peggio ancora, per il controllo quotidiano della temperatura”.

Occorre rimarcare però che un pò ovunque le società di Serie B hanno recepito l’invito dell’AIC.

Unica eccezione è rappresentata dalla Salernitana che ieri si è allenata a gruppetti di cinque calciatori rispettando sempre il metro di distanza imposto dalla normativa per il contenimento del contagio da Coronavirus.

Allenamento blando quello dei granata a gruppi di cinque senza pallone e quindi senza partitina con una corsetta preceduta da monitoraggio della temperatura corporea. Anche le docce al termine dell’allenamento sono state fatte a gruppetti dai ragazzi di Ventura. Da oggi però il rompete le righe anche in casa Salernitana.

La tendenza generale però quasi ovunque per le squadre di Serie B è quella di un ulteriore slittamento della ripresa degli allenamenti a data da destinarsi.

E’ il caso della Juve Stabia che avrebbe dovuto riprendere domani gli allenamenti. Ma in casa gialloblù viene recepito l’invito dell’AIC e domani non ci sarà alcuna ripresa.

Anche per le Vespe allenamenti giustamente rinviati a data da destinarsi. Gli uomini di Caserta stanno rispettando una tabella di lavoro personalizzato con alcuni esercizi fisici che vengono quotidianamente fatti dai singoli calciatori nelle proprie abitazioni.

Per il Pescara sono iniziate da tre giorni le sedute di allenamento in video chat su WhatsApp. Molto probabile che anche il Pescara, che avrebbe dovuto riprendere domani, opti per allungare la sosta dei propri calciatori.

Anche per altre squadre come Spezia, Perugia e Pisa prevale, come un pò per tutte le altre di Serie B, l’orientamento a rinviare a data da destinarsi gli allenamenti.

Lo Spezia ha comunicato che, “a seguito della persistente emergenza sanitaria del Covid-19, la sospensione degli allenamenti è prolungata fino a data da destinarsi”.

Il Perugia di Serse Cosmi invece ha fatto sapere che slitta di una settimana (23 marzo) la ripresa degli allenamenti. Pisa e Benevento decideranno domani il da farsi sui tempi della ripresa del lavoro sul campo.

Mentre il Trapani per non perdere il ritmo dovrebbe riprendere domani gli allenamenti al “Provinciale” ma solo a piccoli gruppi e a ritmo molto blando.

Tranne rare eccezioni, prevale quindi in Serie B la tendenza a rispettare le indicazioni imposte dal Governo a non uscire di casa e a limitare la vita sociale che altrimenti potrebbe favorire il diffondersi del contagio da Coronavirus.

 

a cura di Natale Giusti

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Emergenza da Covid19, violazioni al DPCM: ancora denunce

Denunce. Continuano serrati i controlli delle FFOO su tutto il territorio per l’osservanza del DPCM recante disposizioni in materia di “contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid-19”. Ancora violazioni.

Violazione dei provvedimenti emessi dal Presidente del Consiglio dei Ministri, diretti a contenere l’emergenza epidemiologica da Covid19. Le denunce dei carabinieri di Latina

Latina- A fronte di tantissimi italiani che hanno recepito il contenuto del decreto, restando in casa e spostandosi solo per “giustificati motivi”, ce ne sono ancora tanti che violano le disposizioni  vigenti.

I Carabinieri della Tenenza di Fondi, durante la notte, hanno tratto in arresto un 38enne per spaccio, colto in flagranza, e denunciato per inosservanza dei provvedimenti all’emergenza da Covid19. L’uomo è stato sorpreso dai militari, in violazione alle prescrizioni relative allo spostamento delle persone fisiche sul territorio nazionale, dopo aver ceduto ad un’altra persona 0,5 gr di cocaina. Le successive perquisizioni, personale e domiciliare, hanno consentito di rinvenire altri 4,5 gr circa della stessa sostanza, una somma contante di 40 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio, un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento. Lo stupefacente, il materiale e il denaro rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro, assunti in carico e debitamente custoditi. L’arrestato è stato quindi condotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari.

In Castelforte e Itri (LT), i Carabinieri delle locali Stazioni, hanno denunciato 3 persone, poiché dopo i regolari controlli, sono stati fermati a bordo delle proprie autovetture e non sapevano fornire elementi giustificativi della loro presenza in loco, di fatto violando il D.P.C.M. del 9 marzo recante disposizioni in materia di “contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Anche a Formia, durante la notte, i Carabinieri della locale Compagnia, hanno denunciato altre 7 persone che, a bordo delle proprie autovetture, a seguito del controllo dei militari, non avevano motivazioni atte a giustificare la loro presenza in città, violando di fatti il predetto decreto, sono state denunciate anche per false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale ai sensi dell’Art. 496 C.P.

I Carabinieri della Stazione di Roccagorga, hanno denunciato un 48enne, sorpreso all’interno della propria attività commerciale di bar-tabacchi, mentre somministrava bevande alcoliche, aggirando le disposizioni contenute nel decreto emesso dal Premier Conte relative alla chiusura dei bar.

Altre 11 persone, a Priverno, San Felice Circeo, Sonnino, Sperlonga e Maenza, sono state denunciate dai Carabinieri dei locali Comandi Stazione, tutte sorprese lontane dalle proprie abitazioni senza giustificato motivo. Infine, sempre a Latina, i Carabinieri del Nucleo Operativo – sezione radiomobile, hanno denunciato un 52enne fermato a bordo del pullman di linea tratta Stazione ferroviaria – Latina Centro, anche lui senza giustificato motivo.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

COVID 19 – Il Sindaco di Scafati chiede sicurezza per l’ospedale cittadino

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Il presidio ospedaliero “Mauro Scarlato” di Scafati diventerà una struttura per curare i pazienti contagiati dal COVID 19

E’ notizia di alcuni giorni fa che nell’operazioni di potenziamento della sanità campana alcuni ospedali del territorio devono essere riqualificati o potenziati per prepararsi all’ondata di epidemia del COVID 19  che con tutta probabilità investirà nei prossimi giorni il sud e in particolare la Campania.

Tra gli ospedali da riqualificare c’è il “Mauro Scarlato” di Scafati individuato dalla direzione generale della ASL Salerno e della Regione Campania come presidio per la gestione dei pazienti infetti da Coronavirus.

Oggi il Dottor Salvati, sindaco di Scafati, ha voluto rendere noto a tutti il suo pensiero su questa decisione.

Ecco la nota apparsa sul profilo social del Sindaco di Scafati:

Mi corre l’obbligo di tornare sulla questione ospedale, dopo la decisione della direzione generale della ASL Salerno e della Regione Campania di individuare il “Mauro Scarlato” come presidio per la gestione dei pazienti infetti da Coronavirus. Ho infatti saputo un’ulteriore novità: che a breve chiuderanno tutti gli ambulatori ed il punto di primo intervento del nostro ospedale. Ben venga blindare un ospedale destinato ad accogliere malati infetti, ma non si può concepire una struttura riconvertita in questo modo senza una tenda di pre-triage per l’accertamento dei casi o anche solo come zona filtro, come è organizzato l’ospedale di Nocera Inferiore. Resta fermo il principio di solidarietà ed accoglienza che questa comunità non hai mai messo e mai metterà in discussione. E’ meglio precisarlo per qualche tesserato politico o qualche leone da tastiera che, ovviamente, specula anche su questioni così delicate per alimentare, artatamente, stupide polemiche.

Ribadisco, come ho fatto in precedenza, che la nostra città è pronta a fare la sua parte per aiutare le istituzioni a fronteggiare l’emergenza, accettando di mettere a disposizione l’ospedale “Mauro Scarlato” per la gestione dei casi infetti. E’ però mio dovere, come sindaco e come medico, chiedere garanzie concrete per la mia città e per gli operatori sanitari che lavorano e lavoreranno all’interno del presidio. Mi risulta che oggi all’ospedale di Scafati non ci sono ancora neppure le mascherine per chi lavora nella terapia intensiva e che ci vorranno settimane per il lavori di riadattamento della struttura. Il Governo adotti, allora, prima tutte le misure di protezione per garantire la sicurezza di tutta la comunità, inviando anche forze militari per presidiare la struttura. Dobbiamo essere realisti. La situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro, quindi serve da subito la presenza fissa di mezzi dell’esercito. L’ospedale deve essere BLINDATO. Fatta questa premessa, e ribadendo tali richieste, accettiamo questa decisione di individuare il nostro ospedale per la cura dei positivi al Covid-19, nonostante sia una decisione imposta dall’alto, senza alcun confronto con il territorio, non concordata né con lo scrivente, né con le istituzioni locali. La nostra comunità ha già pagato caro le scelte della politica regionale del passato, che hanno imposto un declassamento del “Mauro Scarlato”, con la sua esclusione dalla rete dell’emergenza. Tutti si sono scordati del nostro ospedale: da Caldoro a De Luca.

Non si possono chiedere ai cittadini scafatesi ancora, e solo, sacrifici. Ci avete tolto il pronto soccorso, ci avete estromesso dalla rete dell’emergenza. Volete utilizzare l’ospedale per la gestione del Covid-19? Blindatelo, dotatelo di tenda pre-triage per i casi da accertare o come zona filtro e di tutti gli strumenti di protezione e sicurezza necessari, assicurandoci che, quando passerà questa emergenza, riavremo il nostro pronto soccorso. Scriverò oggi stesso una lettera al presidente della Regione Vincenzo De Luca a cui trasferirò le richieste di una comunità intera, chiedendogli, tra altro, l’impegno per iscritto a riaprire il pronto soccorso del “Mauro Scarlato” una volta che sarà superata questa emergenza, e ovviamente di garantire condizioni di sicurezza per gli operatori sanitari e per tutta la città di Scafati. E’ un mio dovere. Da sindaco. Da cittadino scafatese.

Coronavirus Covid19, il punto della situazione alle 18 del 15 marzo

Stando ai dati diffusi nella Conferenza stampa del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli sui dati relativi all’emergenza coronavirus 15 marzo 2020 (ore 18.00) con il Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro i casi totali sono stati 24747 e, al momento, sono 20603 le persone che risultano positive al virus mentre le persone guarite sono 2335.

I pazienti ricoverati con sintomi Coronavirus Covid19 sono 9663, in terapia intensiva 1672, mentre 9268 si trovano in isolamento domiciliare.

In dettaglio, i casi attualmente positivi sono:

  • 10.043 in Lombardia,
  • 2.741 in Emilia-Romagna,
  • 1.989 in Veneto,
  • 1.087 nelle Marche,
  • 1.030 in Piemonte,
  • 763 in Toscana,
  • 493 in Liguria,
  • 396 nel Lazio,
  • 367 nella Provincia autonoma di Trento,
  • 316 in Friuli Venezia Giulia,
  • 296 in Campania,
  • 212 in Puglia,
  • 199 nella Provincia autonoma di Bolzano,
  • 179 in Sicilia,
  • 139 in Umbria,
  • 128 in Abruzzo,
  • 75 in Sardegna,
  • 66 in Calabria,
  • 56 in Valle d’Aosta,
  • 17 in Molise
  • 11 in Basilicata.

Sono 2.335 le persone guarite.
I deceduti sono 1.809, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Coronavirus Covid19, il punto della situazione alle 18 del 15 marzo / Redazione

Chiede l’esercito il Presidente della Regione Siciliana

L’esercito, poiché teme le conseguenze dei 31 mila siciliani che dal Nord-Italia sono giunti nell’Isola. I casi di Coronavirus in Sicilia.

Il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci chiede “l’intervento dell’Esercito” per “contrastare chi arriva dal Nord Italia nell’isola”. Lo ha annunciato a Mezz’ora in più su Rai3.

“I prefetti sono stati avvertiti – ha detto Musumeci – si tratta di destinare una parte dei soldati che già sono su strada ai controlli nei punti di arrivo nell’Isola. In Sicilia ci prepariamo al peggio, anche se fino a questo momento la diffusione appare contenuta con 188 positivi e 71 ricoverati, di cui 15 in terapia intensiva e due decessi. È chiaro che bisogna essere preparati al peggio e abbiamo già preparato reparti da convertire per realizzare 1.000-1.500 posti per ospedalizzazione ordinaria e 200 posti per terapia intensiva”.

Per il Presidente Musumeci “è chiaro che bisogna prepararsi al peggio” poiché – ha detto “siamo preoccupati per le 31 mila persone che sono arrivate in Sicilia. Abbiamo istituito un numero verde per autodenunciarsi e 31 mila persone si sono denunciate, ma quante altre migliaia non si sono registrate? Servono uomini in divisa per controllare i punti di arrivo contro lo sciocco e il furbo e che mette a rischio il sacrificio fatto da 5 milioni di persone. Ho chiesto pure l’esercito, non ci rimane che altra soluzione che l’impiego dell’esercito, bisogna modificare l’assetto e destinare soldati ai punti di arrivo. Se diamo la possibilità ai soldati di essere anche agenti di sicurezza si viene a creare un deterrente. Ieri ho parlato con la Ministra dell’interno Lamorgese”.

E ancora sui trasporti ha aggiunto il Presidente della Regione Siciliana “Ho chiesto al Ministero dei trasporti di predisporre una ordinanza che blocchi non solo tutti gli arrivi di notte in Sicilia ma che li limiti anche di giorno”. Come avevamo pubblicato ieri, il limite era solo per i treni notturni “14 Marzo 2020 A Messina arriva l’Intercity. Il Ministero dei Trasporti ferma i treni notturni per il Sud”.

Intanto si è messo in auto-isolamento domiciliare il sindaco di Licata, Pino Galanti, disponendo che lo stesso facciano i ventidue impiegati del Comune dell’Agrigentino. La decisione è stata presa dopo che è risultata positiva al coronavirus la moglie di un impiegato. Disposta la sanificazione dei locali del Municipio.

E c’è allarme “dopo i 19 casi di contagio da coronavirus all’ospedale di Sciacca, richiede le stesse misure di tutela sanitaria approntate nel Lodigiano e del Veneto”. A sostenerlo oggi sono i sindaci di 17 comuni del versante occidentale della provincia di Agrigento, i quali si sono rivolti alle massime autorità dello Stato per manifestare preoccupazione per quella che hanno definito “la condizione di incalzante emergenza che si sta determinando per la potenziale diffusione del contagio”.

E a Catania, in atto la provincia con più casi accertati di Covid-19, una coppia catanese, marito e moglie, sono stati entrambi contagiati e c’è stata la necessità di doverli porre in rianimazione, però in due ospedali diversi, poiché la città è arrivata al limite dei numeri di posti disponibili a causa dell’aumentare di pazienti da intubare per via della polmonite virale da coronavirus. Finora il sistema ha retto, ma soltanto perché – sostengono molti medici – i casi sono pochi. Ma se dovessero aumentare la situazione potrebbe diventare insostenibile in quanto ancora non si sa quando in città scatteranno i Covid Hospital e soprattutto quando i posti di rianimazione saranno disponibili.

La Caritas di Catania, in accordo con la Curia di Catania, ha disposto la chiusura di tutti i servizi fino al 25 marzo, salvo ulteriore proroga stabilita dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La decisione fa seguito al Dpcm dell’11 marzo poiché, ha comunicato la Caritas, non è più possibile garantire per gli assistiti, i volontari e gli operatori, quelle misure anti-contagio che risultano necessarie per arginare il diffondersi del Covid-19.

“Un gesto, quello della sospensione dei servizi, che consideriamo di estrema sofferenza – ha sottolineato don Piero Galvano, direttore dell’organismo diocesano – a Catania ci sono almeno un centinaio di senza dimora e pertanto chiediamo alle Istituzioni e alla Protezione Civile di pensare anche a loro in questi momenti di estrema difficoltà, perché la loro fragilità e l’assenza di una casa li espongono ancora maggiormente a questa situazione”.

Nell’immagine di coperti i casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi domenica 15 marzo, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. In totale sono 188 i casi positivi registrati dall’inizio, di cui 71 ricoverati (15 in terapia intensiva), 108 in isolamento domiciliare, sette guariti e due deceduti. Questa la divisione nelle varie province: Agrigento, 20; Caltanissetta, 2; Catania, 91; Enna, 2; Messina, 10; Palermo, 33; Ragusa, 4; Siracusa, 15; Trapani, 11. Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

L’opinione.

In una Nazione civile, un’emergenza dovrebbe valere per tutti. E invece appare e si direbbe di tutta evidenza, che già ancora prima della sua ufficialità, è stato da qualcuno diffuso anticipatamente il Dpcm dell’8 marzo, come per innescare una partenza allarmistica e incontrollata verso il Sud. Evento che in un certo senso, da un lato avrà alleggerito la potenziale ulteriore pressione sanitaria-sociale al Nord (poichè, tanto per adesso i cittadini del meridione non giovano alle imprese private e pubbliche della Lombardia e Regioni limitrofi), ma per un altro verso ha di certo posto il Sud e la Sicilia in una situazione potenzialmente drammatica, come d’altronde sta accadendo.

Adduso Sebastiano

EMERGENZA COVID-19, anche la GORI prende provvedimenti

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Emergenza Coronavirus – Sospensione accesso del Pubblico agli Sportelli

CON MY GORI ED IL NUMERO VERDE COMMERCIALE POSSIBILE QUALSIASI OPERAZIONE

Come ulteriore misura di prevenzione della diffusione dei contagi ed in osservanza alle raccomandazioni e prescrizioni delle Autorità competenti, in particolare dell’ordinanza n.15 della Regione Campania, al fine di arginare la diffusione del virus Covid 19, GORI comunica la chiusura al pubblico di tutti i punti di contatto presenti sul territorio (Torre del Greco, Nocera Inferiore, Pomigliano d’Arco, Castellammare di Stabia, Piano di Sorrento e Anacapri) fino al superamento dell’emergenza sanitaria in corso.

Tuttavia, per facilitare anche gli utenti che non utilizzano agevolmente i canali a distanza, è stato attivato un ulteriore servizio per l’esecuzione di pratiche commerciali: in prossimità dell’accesso ad ogni sportello sarà possibile prelevare e compilare un modulo di richiesta di contatto telefonico, da depositare poi in un apposito contenitore chiuso. Il personale GORI provvederà a contattare direttamente il cliente per la lavorazione delle pratiche.

Si richiede a tutti la massima collaborazione, privilegiando, comunque, l’utilizzo dei canali digitali e telefonici. Registrandosi all’area clienti myGORI del sito www.goriacqua.com è possibile effettuare tutte le operazioni di sportello comodamente da casa e in pochi click.

Inoltre, a disposizione degli utenti vi è il Numero Verde Commerciale 800900161 (gratuito da rete fissa) e 0810206622 (da rete mobile). Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 17:30 ed il sabato dalle 09:00 alle 13:00.

GORI si scusa degli eventuali disagi arrecati, legati esclusivamente alla volontà di tutelare al massimo la sicurezza e la salute dei cittadini e del proprio personale.

Quartieri Spagnoli (NA): Polizia arresta 26enne e sequestra marijuana

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Stanotte gli agenti del commissariato Montecalvario, Quartieri Spagnoli (NA), durante il servizio di controllo del territorio, finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno notato in vico Tre Re a Toledo un uomo che stava uscendo da un’abitazione ma, alla vista della Polizia è subito rientrato.

Gli agenti, insospettiti,  hanno bussato alla porta e l’uomo ha aperto consegnando loro 1 kg. di marijuana sottovuoto, 20 grammi di cocaina e due giubbotti antiproiettile.

Richard Ronald Agyen, 26enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente.

Quartieri Spagnoli (NA): Polizia arresta 26enne e sequestra marijuana  / Redazione Campania

Altre operazioni sul territorio della Polizia di Stato, dal nostro archivio:

Polizia di Napoli. Giugliano: denunciato 56enne. Bagnoli: arrestato 40enne

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Alcune delle operazioni portate a termine nella giornata di ieri dalla Polizia di Napoli: un denunciato a Giugliano; un arresto a Bagnoli

Polizia Napoli. Giugliano: denunciato 56enne. Bagnoli: arrestato 40enne

Ieri mattina i poliziotti del commissariato di Giugliano-Villaricca, durante il servizio di controllo del territorio finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno notato nei pressi di un supermercato in via Pietro Nenni a Mugnano di Napoli un uomo con indosso un cappellino con lo stemma della Polizia di Stato.

Gli agenti, insospettiti,  lo hanno controllato trovandolo in possesso anche di un portatessere con la scritta “Associazione Polizia di Stato” e di una placca di riconoscimento con la scritta “Associazione Nazionale Polizia”.

Il controllo è stato esteso all’abitazione dell’uomo, residente nel comune di Giugliano in Campania,  dove i poliziotti hanno sequestrato una pettorina blu con la scritta polizia e hanno ritirato cautelativamente le armi regolarmente detenute dall’uomo: tre pistole semi automatiche e tre fucili oltre a 218 cartucce di vario calibro.

L’uomo, un 56 enne napoletano, è stato denunciato per possesso di segni distintivi e usurpazione di titoli o di onori e gli è stato ritirato il porto di fucile.

Ieri sera, invece, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, su segnalazione della Centrale Operativa, sono intervenuti a Bagnoli, in via A. Righi, per una lite familiare.

Giunti sul posto i poliziotti hanno trovato una donna affacciata ad un balcone che li stava attendendo e un uomo che, dall’interno dell’abitazione, stava inveendo contro di lei con insulti e minacce.

La donna, agitata e con evidenti segni di percosse, ha raccontato di aver già denunciato il coniuge lo scorso febbraio e di essere stata malmenata dall’uomo anche in quell’occasione e in presenza dei figli minori.

G.C., napoletano di 40 anni con precedenti di polizia, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia.

Redazione Campania

Controlli sul territorio di Mantova dei Carabinieri: ieri 10 denunce

I Carabinieri di Mantova, durante i controlli sul territorio per il rispetto del DPCM hanno elevato, nella sola giornata di ieri, 10 denunce

Controlli sul territorio di Mantova dei Carabinieri: ieri 10 denunce

Nonostante le continue opere di sensibilizzazione diffuse su tutti i media ancora qualche cittadino sprovveduto viene beccato dai Carabinieri impegnati a verificare il rispetto dei provvedimenti emanati dal Governo per contenere e gestire l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del covid-19.

Dieci in tutto le persone denunciate nella sola giornata di ieri dalle articolazioni dipendenti dalla Compagnia di Mantova.

Non esiste un target ben preciso dei dissidenti, ma le motivazioni fornite fanno riflettere sulla mancata consapevolezza della grave crisi che stiamo vivendo. C’è chi ha percorso oltre 100 km per andare a cena da amici unitamente alla propria fidanzata, non convivente.

Sempre una coppia di fidanzati, entrambi teenager, sono stati controllati per strada nonostante lui fosse visibilmente febbricitante e con tosse.

Poco plausibile la scusa di un 60enne italiano, proveniente da Porto Mantovano, che è stato trovato a Mantova e ha riferito che si stava recando al Tennis Club.

Addirittura un marocchino si è spostato da Viadana, comune col più alto numero di cittadini positivi, per raggiungere Mantova per acquistare dei prodotti alimentari in un noto market di prodotti etnici.

L’invito che viene fatto dalle Istituzioni è di restare in casa e di uscire solo per comprovate esigenze.

Redazione Lombardia

Gazzetta – Ibrahimovic voleva il Napoli a prescindere da Ancelotti: tra sei mesi si vedrà

Gazzetta – ha ceduto alla corte del Milan, ma Ibrahimovic aveva in mente di giocare a Napoli a prescindere da Ancelotti. Tra sei mesi si vedrà

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport racconta un retroscena legato alla trattativa, poi sfumata, tra il Napoli e Ibrahimovic. Secondo la rosea, il calciatore avrebbe ancora nella mente l’idea di giocare nella città di Maradona a prescindere dalla presenza di Ancelotti:

“Riavvolgiamo il nastro: Zlatan cede alla corte del Milan dopo tanti se e tanti ma, dopo altre proposte poi sfumate (l’idea di giocare nel Napoli che ancora venera Maradona gli sarebbe piaciuta e non per la presenza di Ancelotti, poi decollato verso Liverpool). Lo fa comunicando la sua decisione alla vigilia di Natale a Zvone Boban, il dirigente che gli parla in croato e che ora è stato licenziato. Lo fa dopo le tante telefonate di Paolo Maldini, che ammira. Lo fa perché Pioli ha insistito in tutti i modi con la dirigenza per avere questo giocatore di classe ed esperienza, un po’ agé, ma sempre un fenomeno. La proprietà e l’ ad Gazidis assecondano il progetto, seppure a breve termine. Tutti si dicono «Sei mesi, poi si vedrà»”.

“Riavvolgiamo il nastro: Zlatan cede alla corte del Milan dopo tanti se e tanti ma, dopo altre proposte poi sfumate (l’idea di giocare nel Napoli che ancora venera Maradona gli sarebbe piaciuta e non per la presenza di Ancelotti, poi decollato verso Liverpool). Lo fa comunicando la sua decisione alla vigilia di Natale a Zvone Boban, il dirigente che gli parla in croato e che ora è stato licenziato. Lo fa dopo le tante telefonate di Paolo Maldini, che ammira. Lo fa perché Pioli ha insistito in tutti i modi con la dirigenza per avere questo giocatore di classe ed esperienza, un po’ agé, ma sempre un fenomeno. La proprietà e l’ ad Gazidis assecondano il progetto, seppure a breve termine. Tutti si dicono «Sei mesi, poi si vedrà»”.

Gazzetta – Moron-Napoli, Giuntoli e ADL convinti dal suo rendimento: Fabian Ruiz ne ha parlato bene

Gazzetta – Moron-Napoli, Giuntoli e ADL convinti dal suo rendimento: Fabian Ruiz ne ha parlato bene, è probabile che si possano ritrovare a partire dalla prossima estate.

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha dedicato spazio alla trattativa tra il Napoli e il Betis per Moron: “Sul suo cartellino c’è una clausola di 60 milioni di euro, che Giuntoli proverà a trattare col club spagnolo. Il ds napoletano arriverà ad offrire 40 milioni e i restanti 20 milioni in bonus, facilmente raggiungibili. Dovrebbe essere questa la strategia e la linea che sosterrà il Napoli. In questa stagione, Moron ha già messo insieme 29 presenze e 11 gol, un rendimento apprezzabile, che pare aver convinto sia Aurelio De Laurentiis sia Giuntoli. Sul centravanti spagnolo ha espresso un giudizio positivo anche Fabian Ruiz. I due sono stati compagni nel Betis nell’ultima stagione che il centrocampista napoletano ha disputato nella Liga. E’ probabile che si possano ritrovare a partire dalla prossima estate. Da questa operazione dipenderà anche il futuro napoletano di Petagna”.

“Sul suo cartellino c’è una clausola di 60 milioni di euro, che Giuntoli proverà a trattare col club spagnolo. Il ds napoletano arriverà ad offrire 40 milioni e i restanti 20 milioni in bonus, facilmente raggiungibili. Dovrebbe essere questa la strategia e la linea che sosterrà il Napoli. In questa stagione, Moron ha già messo insieme 29 presenze e 11 gol, un rendimento apprezzabile, che pare aver convinto sia Aurelio De Laurentiis sia Giuntoli. Sul centravanti spagnolo ha espresso un giudizio positivo anche Fabian Ruiz. I due sono stati compagni nel Betis nell’ultima stagione che il centrocampista napoletano ha disputato nella Liga. E’ probabile che si possano ritrovare a partire dalla prossima estate. Da questa operazione dipenderà anche il futuro napoletano di Petagna”. il fu uro  nap ole ta no di Petagna”.

Quel Reddito di Cittadinanza che può salvarci l’esistenza economica

Il Reddito di Cittadinanza, vituperato da delatori ed heaters, oggi nell’anno del Coronavirus, può evitarci di dovere chiedere l’elemosina.

Questo vuole essere un semplice e indicativo articolo d’incoraggiamento e speranza per chi, in questo drammatico periodo di Coronavirus, si è visto dall’oggi al domani senza lavoro o prospettive economiche. Mentre siamo in attesa dei provvedimenti che prenderà il Governo del Premier Giuseppe Conte per far fronte alla grave crisi economica conseguente al diffondersi del Covid-19 e quindi al generale forzoso arresto di quasi tutte le attività economiche, ritorna più che attuale il supporto finanziario personale del Reddito di Cittadinanza. L’INPS mette on line a disposizione degli utenti delle istruzioni su come compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la richiesta dell’ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente, in acronimo ISEE, uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie e che tiene conto di reddito, patrimonio e delle caratteristiche di un nucleo familiare). Peraltro anche per chi percepiva il Reddito di Cittadinanza c’è l’obbligo quest’anno di rinnovare l’Isee.

Prendiamo due potenziali casi.

Lei, seppure disoccupata, è ha a carico del coniuge che lavora in una ditta privata con un normale stipendio che supera i parametri per potere accedere la compagna al Reddito di cittadinanza. Con la crisi in atto del Coronavirus la ditta chiude e il marito si ritrova senza lavoro. Prende al momento la disoccupazione ma per una percentuale sulla precedente remunerazione che non può bastare alla famiglia in quanto hanno anche un mutuo da pagare. A questo punto si può riformulare l’Isee per potere richiedere il Reddito di Cittadinanza.

Lei era sposata e a carico del marito. Ora ha chiesto la separazione che il coniuge non vuole darle seppure continua a tenerla a proprio carico prendendosi i benefici fiscali. Per tutto questo è in corso un giudizio. Le udienze vengono rinviate e tanto più in questa fase emergenziale del coronavirus. La donna dovrebbe farsi fare un attestato da parte del proprio avvocato che le udienze vengono rinviate in un giudizio nel quale lei ha chiesto la separazione e che di fatto non è più a carico del marito non percependo alcun sostegno economico. Con l’attestato fa un’autocertificazione e la presenta all’Inps per accedere il Reddito di Cittadinanza.

E si potrebbe continuare con altri esempi, ma in generale valgono due regole basilari.

La prima: non pensate di fare i furbetti come tanti endemici ‘delinquenti’ o truffaldini, dichiarando o nascondendo eventuali vostri redditi o altro in nero, poiché oggi con i mezzi tecnologici, informatici e l’incrocio delle banche dati, è possibile per gli Organi preposti scoprire in tempo reale le truffe. E le conseguenze sono penali, ovverosia sarete soggetti a processi, spese e tempo trascorso nei tribunali. Quindi dichiarare ciò che è vero e nessuno potrà smentirci.

La seconda: anche in questo tempo del coronavirus, sarebbe bene prendere contatti con un Caf possibilmente noto, serio e non di quelli improvvisati, oppure rivolgersi agli sportelli delle Poste italiane, prendendo un appuntamento e recandosi per discutere la situazione (portatevi la autocertificazione prevista dal DPCM dell’8 marzo 2020 per potere per adesso uscire di casa “10 Marzo 2020 Si va fuori casa solo per lavoro, salute e spesa”) così da avviare l’iter. In caso di accoglienza della domanda, si riceve l’importo spettante su una apposita Carta detta Carte RdC 2020, così si può nuovamente in attesa di tempi migliori avere una vita un po’ più dignitosa.

Ieri si sono ricevuti e letti degli ansiosi e, si dovrebbe aggiungere, quasi disperati appelli di persone che non sapevano più cosa mettere in pentola per se stessi e soprattutto i propri figli. I meri suggerimenti che si sono potuto dare, compenetrandosi con preoccupazione e anche conoscenza da trincea del problema, sono quelli sopra. E si è ritenuto pure farli conoscere ai lettori che dovessero trovarsi in analogo bisogno.

Ci si augura che il nostro Premier Giuseppe Conte e il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, sappiano affrontare questa drammatica situazione, non solo sanitaria, ma adesso pure economica, tenendo anche presente che non tutti si è iscritti ai sindacati (ciò vale anche per certa Giustizia politicizzata) e pertanto non per questo si deve essere sostenuti meno di altri.

Adduso Sebastiano

CdS – Gravina (FIGC): “C’è una dead line per la fine dei campionati, altrimenti playoff e playout”

CdS – Gravina (FIGC): “C’è una dead line per la fine dei campionati, altrimenti playoff e playout. Ma il titolo potrebbe anche non essere assegnato”

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport
 Queste alcune delle sue dichiarazioni:

I club e la Lega sono tutti della stessa idea? 
“Non ci sono alternative. Ce lo dicono le proiezioni dei modelli matematici sullo sviluppo del virus. L’Europeo fa da tappo allo slittamento quasi certo di molti campionati. Se non togli il tappo, la bottiglia esplode, con il rischio di perdere tutto”.

Ma noi questo Europeo non lo volevamo vincere? 
“Certo, ma che significa? Sono il primo a dispiacermi. Per i tifosi e per tutti i collaboratori del calcio che da mesi ci lavorano. Per la meravigliosa giornata inaugurale di Roma che salterà. Per il danno economico che deriverà al calcio, già dalla rinuncia alle due amichevoli contro Inghilterra e Germania. E per l’attesa sportiva. Potevamo giocarcela, perché veniamo da un periodo straordinario e Mancini ha lavorato benissimo”.

Ma lei è certo di poter salvare il campionato? 
“Beh, io mi accontenterei di salvare la salute di tutti gli uomini di sport, anzitutto. Poi ho fiducia di salvare anche i campionati”.

Giocando fino a giugno, o anche a luglio? 
“Abbiamo una dead line. È il 30 giugno. Scadono contratti, assicurazioni, licenze. Finisce l’anno calcistico. Andare oltre significa introdurre modifiche regolamentari del tutto eccezionali”.

Quanti giorni servono per concludere i tredici turni mancanti della serie A, considerato che nello stesso periodo potrebbero esserci impegni delle italiane nelle Coppe?  
“Dai 45 ai 60 giorni. In due mesi portiamo tutto a termine con certezza. Se pure iniziamo a maggio, si può fare”.

Quindi lei non crede a una riapertura dopo il 3 aprile. 
“Credo che aprile sarà ancora in parte un mese di sofferenza, e in parte di accompagnamento alla ripresa delle attività. Ma non ho la sfera di cristallo”.

Se l’epidemia si mangia anche un po’ di maggio o tutto maggio, che si fa? Si rinuncia ad assegnare lo scudetto, o lo si regala alla Juve, grazie a un solo punto in più sulla Lazio? Come avete fatto a ipotizzare una simile idea? Fa torto alla stessa Juve e ai tifosi italiani. 
“Tutti pensano che l’unico problema sia quello di assegnare lo scudetto. Ma noi dobbiamo stabilire chi va in Champions e in Europa League, chi retrocede in B, chi sale in A, chi retrocede in C e chi sale in B. Le sembra poco?”

No, ma che c’entra con lo scudetto? 
“C’entra, perché in via teorica si potrebbe anche non assegnare il titolo, ma tutto il resto si deve stabilire. Rinunciare a promozioni e retrocessioni sarebbe una violazione degli interessi soggettivi di tante società”.

Vuol dire che, se la classifica cristallizzata vale per le qualificazioni, dovrebbe valere anche per lo scudetto? 
“Non vorrei dover rispondere a questa domanda. Perché penso che congelare una classifica sia un errore da evitare. Il valore della competizione va salvaguardato. Dobbiamo dare delle chance a chi ha investito tanto su un obiettivo sportivo. Vuol dire giocare il più possibile. Portarci avanti col campionato e finirlo, se possibile”.

E se non è possibile? 
“Trovare una formula che salvi la competizione”.

Playoff? 
“Playoff e playout”.

Ma non tutti concordano. 
“Mi pare normale. Chi punta a vincere o a salvarsi preferirebbe giocarle tutte. E ha ragione. Ma in questo momento nessuno ha la certezza di poter fare una cosa piuttosto che un’altra”.

E allora? 
“Allora ho detto a tutte le Leghe: fate le vostre proposte, discutiamo. Ma le regole vanno fissate subito, prima di ricominciare a giocare. E l’ultima parola spetta alla Federazione, non ad altri”.

Gravina FIGC

Gazzetta – Il Napoli lavora al colpo Jovic: il Real Madrid ha fissato il prezzo

Gazzetta – Il Napoli lavora al colpo Jovic: il Real Madrid ha fissato il prezzo. La sua valutazione attuale si aggira intorno ai 40 milioni di euro. Cifra che il Napoli ritiene di poter trattare

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riferisce di un interessamento da parte del Napoli verso Luka Jovic del Real Madrid:

“Uno di questi è Luka Jovic, 22 anni, del Real Madrid dove è arrivato nella scorsa estate. I blancos l’hanno acquistato dall’Eintracht Francoforte dove il ragazzo s’è messo in evidenza realizzando 25 reti in 54 presenze. La presenza di Benzema, sotto certi aspetti, lo penalizza un po’, perché finora Zidane ha puntato solo ed esclusivamente sul centravanti francese. Jovic ha una valutazione attuale che si aggira intorno ai 40 milioni di euro. Cifra che il Napoli ritiene di poter trattare, magari dilazionando il pagamento in un paio di anni”.

“Uno di questi è Luka Jovic, 22 anni, del Real Madrid dove è arrivato nella scorsa estate. I blancos l’hanno acquistato dall’Eintracht Francoforte dove il ragazzo s’è messo in evidenza realizzando 25 reti in 54 presenze. La presenza di Benzema, sotto certi aspetti, lo penalizza un po’, perché finora Zidane ha puntato solo ed esclusivamente sul centravanti francese. Jovic ha una valutazione attuale che si aggira intorno ai 40 milioni di euro. Cifra che il Napoli ritiene di poter trattare, magari dilazionando il pagamento in un paio di anni”.“Uno di questi è Luka Jovic, 22 anni, del Real Madrid dove è arrivato nella scorsa estate. I blancos l’hanno acquistato dall’Eintracht Francoforte dove il ragazzo s’è messo in evidenza realizzando 25 reti in 54 presenze. La presenza di Benzema, sotto certi aspetti, lo penalizza un po’, perché finora Zidane ha puntato solo ed esclusivamente sul centravanti francese. Jovic ha una valutazione attuale che si aggira intorno ai 40 milioni di euro. Cifra che il Napoli ritiene di poter trattare, magari dilazionando il pagamento in un paio di anni”.

La Ministra: solo qualche centinaio. La Regione Siciliana: 30mila registrati

La Ministra ha dichiarato che da venerdì della settimana scorsa a oggi sono “qualche centinaio” le persone partite dal Nord per il Sud.

“Dalle società del trasporto ferroviario nazionale riceviamo le rilevazioni sul numero di coloro che si sono spostati da tutto il nord a tutto il sud negli ultimi due venerdì. Possiamo affermare che non c’è stato nessun esodo, né ieri, né la scorsa settimana, in quanto il numero di persone che da tutto il nord ha raggiunto tutte le destinazioni del sud con i treni è pari a qualche centinaio in totale. Così la Ministra Pd dei trasporti Paola De Micheli su Facebook “Il governo ha garantito e sta attuando le misure che consentono alle persone di spostarsi esclusivamente per esigenze lavorative inderogabili o per motivi sanitari urgenti e improcrastinabili. Resta quindi forte la raccomandazione di evitare in tutti i modi gli spostamenti non urgenti o vitali. E’ assolutamente da evitare la partenza da una regione all’altra per incontrare familiari o amici che abitano altrove. Questo costituisce un grave pericolo per se stessi e per le persone amate ed è un serio rischio anche per tutti coloro che stanno rispettando le indicazioni, rimanendo a casa”.

Oggi un comunicato della Polfer annotava cheTutti i passeggeri partiti in treno da Milano e diretti verso le regioni del sud – 438 persone in tutto – sono stati controllati dalla Polizia Ferroviaria sia alla partenza sia una volta a destinazione. I poliziotti hanno verificato in partenza l’identità e le motivazioni del viaggio e tutti hanno dimostrato di avere una giusta motivazione”. A destinazione i viaggiatori sono stati nuovamente controllati ed è stata anche rilevata la temperatura. Per i treni diretti in Sicilia, le verifiche sono scattate a Messina.

E sempre oggi, l’Assessore Regionale siciliano alla salute, Ruggero Razza di centrodestra, venuto a Messina, ha dichiaratoQuello che ci conforta su questi rientri è che se trentamila cittadini hanno voluto registrarsi è perché intendono rispettare le regole. Dopo il 3 aprile vedremo quali sono stati i primi effetti di questo rigore. Le misure di pubblica sicurezza competono allo Stato e il dialogo tra la Regione e lo Stato è molto intenso anche in queste ore. Facciamo appello ai cittadini: chi deve ritornare in Sicilia lo faccia solo se indispensabile. Se non ci sono ragioni di indispensabilità, già ora il decreto del Presidente del consiglio dei ministri obbliga alla permanenza presso il proprio domicilio”.

L’opinione.

Certo che per chi deve riportare le notizie, come nella fattispecie lo scrivente, è sempre tutto molto chiaro, rispondente e lineare, come d’altra parte tutto in questa Nazione.

Adduso Sebastiano

Teatro Mandanici, riaprono iscrizioni Laboratorio Multidisciplinare “Digitale”

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Al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto aumentano gli allievi, e c’è ancora possibilità per iscriversi, fino al 20 marzo, al Laboratorio Multidisciplinare “Digitale”. Il sindaco Materia: “Una sperimentazione importante anche come proiezione nel futuro post emergenza.”                             Sasà Neri: “Un’esperienza di sorprendente intensità.”

Teatro Mandanici, riaprono iscrizioni Laboratorio Multidisciplinare “Digitale”

Barcellona Pozzo di Gotto – Solo con il passaparola, già in pochi giorni di sperimentazione, sono arrivate nuove richieste di iscrizione. Per questa ragione, d’accordo con il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, il regista Sasà Neri ha deciso di riaprire le iscrizioni al laboratorio multidisciplinare del Teatro Mandanici le cui attività si stanno svolgendo on line. Per iscriversi c’è tempo fino a venerdì 20 marzo (mandare mail a neri.itam@gmail.com). 

“Si tratta di una sperimentazione innovativa – commenta il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Roberto Materia – che oggi acquista un valore ulteriore, quello di proiettare concretamente tutti gli allievi, ragazzi e adulti, nel futuro prossimo, il futuro post emergenza, tenendoli legati alle proprie vocazioni e impegnati in uno stile di vita creativo e costruttivo.”

Le attività su piattaforma digitale del laboratorio sono curate in questa prima fase da Sasà Neri per la recitazione, Giulio Decembrini per il canto e Davide Colnaghi per dizione e fonetica, con Ninetta Napoli e Davide Caputo all’assistenza. Dalla terza settimana si aggiungeranno Alice Ingegneri per la danza e Riccardo Ingegneri per il combattimento scenico. 

L’impegno quotidiano parte alle ore 10 del mattino con le lezioni individuali su differenti domini, che diventano quasi delle “stanze” separate per lo studio, mentre nel pomeriggio hanno luogo le sessioni collettive in incontri di due ore. Gli allievi scrivono testi dai quali si stralciano brani che vanno a integrare il copione, suggeriscono canzoni da interpretare live, analizzano e commentano, recitano e cantano. E l’impostazione della regia si sviluppa nell’analisi delle relazioni che intercorrono on line, con i volti di tutti in primo piano a svelare emozioni e dubbi. “Impossibile distrarsi”, conclude Sasà Neri. “L’intensità di questa esperienza è davvero sorprendente ed è entusiasmante immaginare la forza scenica che avranno gli attori che stiamo formando con questa nuova formula nel momento in cui debutterà lo spettacolo.” 

“L’obiettivo – conclude Neri – è arrivare pronti alla data del 15 maggio, giorno nel quale è fissato il debutto dello spettacolo esito del laboratorio e ispirato a ‘Romeo e Giulietta’. Ma c’è anche un altro obiettivo, quello di realizzare un progetto sperimentale di formazione e allestimento di cui far tesoro al di là dell’emergenza sanitaria e dell’attuale chiusura dei teatri. Si tratta di una sfida davvero speciale che abbracciamo con piena consapevolezza e impegno.”

Mariella Musso

A Messina arriva l’Intercity. Il Ministero dei Trasporti ferma i treni notturni per il Sud

A Messina è arrivato l’Intercity partito ieri sera dal Nord Italia. Disposti controlli. I dati di oggi dei contagi in Italia e in Sicilia.

Il Ministero dei Trasporti ferma i treni notturni per il Sud.

Da questa sera ci sarà il fermo dei treni notturni. Alla luce del decreto firmato dalla Ministra delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, i convogli della notte “non saranno più disponibili”.

Intanto questa mattina ai viaggiatori che avevano in programma un viaggio sui Frecciarossa è arrivato un sms che li informava della possibilità di rimodulare il viaggio su uno dei convogli confermati, oppure di ottenere il rimborso del biglietto. Il Ministero delle Infrastrutture, in accordo con quello della Salute, ha infatti deciso di attuare una nuova razionalizzazione dell’offerta in considerazione della ridotta mobilità a livello nazionale e anche locale decisa dal Governo per contrastare la diffusione del coronavirus. Una riduzione resterà in vigore fino al 25 di marzo e interesserà sia i servizi dell’alta velocità che anche quelli utilizzati dai pendolari del trasporto regionale. In tutti e due i casi vengono assicurati i “servizi essenziali”. Dunque chi viaggia con Trenitalia potrà utilizzare almeno una coppia di treni su ogni direttrice (vedasi tabella in basso al decreto), per gli Intercity è possibile in accordo con le amministrazioni locali prevedere ulteriori riduzioni dei servizi. Limitazioni anche per i collegamenti ad alta velocità Italo di Ntv. Il decreto del Mit, invece, prevede la libera circolazione dei convogli merci e di quelle organizzati per gestire l’emergenza.

“Accogliamo con soddisfazione la scelta del Ministro Paola De Micheli di sospendere i treni notturni per la Sicilia, recependo così il grido d’allarme dei siciliani, del Governo Musumeci e dell’intero Mezzogiorno” ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone “Le notizie circa una potenziale linea di contagio aperta dal rientro di tanti cittadini dal Nord al Sud Italia hanno preoccupato tutti e, per questo, manteniamo sempre l’attenzione altissima sul rispetto delle restrizioni anti-coronavirus e su eventuali falle nel sistema”.

“Per quanto riguarda l’autotrasporto – sottolinea inoltre Falconesono esclusi dall’obbligo di quarantena tutti i conducenti di quei veicoli che spostano merci e che giungono da fuori Sicilia. Lo prevede l’ordinanza anti-covid19 del presidente della Regione Nello Musumeci (articolo 5 c. 3) con l’obiettivo di non penalizzare lo strategico settore dell’autotrasporto, ancora più vitale in tale situazione di emergenza. Naturalmente – conclude Falcone – sono stati posti precisi obblighi sulla sanificazione dei mezzi che entrano in Sicilia e sul rispetto assoluto di norme comportamentali e restrizioni da parte dei conducenti di tir, camion e altro”.

A Messina è arrivato l’Intercity partito ieri sera dal Nord Italia. Disposti controlli.

A Messina intanto è arrivato alla stazione centrale l’Intercity notturno partito ieri sera da Milano con a bordo numerosi passeggeri. Erano presenti in stazione i medici dell’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale Messina 5) che con l’aiuto della Polizia di Stato di Messina ed agli agenti della Polfer (Polizia Ferroviaria) si sono occupati del controllo della temperatura dei passeggeri con i termoscanner. Tutti i casi eventualmente con febbre sarebbero stati trasferiti immediatamente al Policlinico di Messina per sottoporli a ulteriori controlli con obbligo di isolamento per i casi sospetti.

I dati di oggi dei contagi in Italia e in Sicilia.

Nel frattempo il bollettino dei casi di coronovirus, oggi 14 marzo 2020 in Italia, resi della protezione civile: sono 17.750 i malati di coronavirus in Italia, 2.795 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 21.157. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

In Sicilia si hanno i seguenti dati “Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (sabato 14 marzo), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 2.100, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, invece, 156 campioni (26 più di ieri). Risultano oggi ricoverati 53 pazienti (14 a Palermo, 23 a Catania, 5 a Messina, 1 a Caltanissetta, 3 ad Agrigento, 2 a Enna, 2 a Siracusa e 3 a Trapani) di cui 11 in terapia intensiva, mentre 97 sono in isolamento domiciliare, 4 sono guariti e 2 deceduti. Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87”.

Coronavirus: oggi dall’Italia e dal mondo.

Oggi l’ex ministro leghista al Turismo, il senatore Gian Marco Centinaio e la collega di partito, l’europarlamentare Susanna Ceccardi, sono partiti in “missione” in pullman per “riportare a casa” un gruppo di 50 italiani bloccati sulle isole Canarie.

Da oggi chiunque rientri in Puglia, “da ogni parte d’Italia o del mondo”, dovrà auto segnalarsi all’Asl e restare in isolamento a casa per almeno 14 giorni. Inoltre, in caso di comparsa di sintomi compatibili con il coronavirus, dovrà avvertire il medico. Lo stabilisce una nuova ordinanza del governatore Michele Emiliano. Il provvedimento estende gli obblighi fino ad oggi erano previsti solo per chi tornava da zone con focolai di coronavirus a chiunque rientrerà dall’estero o da qualsiasi zona dell’Italia. «Ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con riferimento alla notizia di un nuovo esodo da Milano verso il sud a bordo di treni partiti nella notte. In Puglia ieri si è registrato un balzo di 50 nuovi casi di pazienti positivi al coronavirus che ha portato i contagiati a 158. «Di nuovo ondate di pugliesi che tornano in Puglia dal nord. E con loro arrivano – scrive Emiliano – migliaia di possibilità di contagio in più».

“I numeri evidenziano una crescita della diffusione del contagio, una crescita che è costante: ci sono 11.685 positivi in Lombardia, con un incremento di 1.865, ci sono 4.898 persone ospedalizzate con 463 persone in più. Le persone in terapia intensiva sono 732, con un incremento di 85 e i decessi 966, 76 in più”. Sono i numeri resi noti oggi dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. La Lombardia, ha detto l’assessore, sta “continuando a svuotare gli ospedali con maggiore pressione”, tanto che “oggi siamo arrivati al punto che non abbiamo più autoambulanze, aspetteremo a tarda serata per gli spostamenti, ma la macchina si è messa in moto già in maniera straordinaria”. Lo spostamento, in alcuni casi, viene effettuato anche con voli militari: due pazienti affetti da coronavirus e provenienti da Bergamo sono stati così spostati Palermo, questa notte, grazie alla disponibilità data dalla regione Sicilia. Attualmente sono ricoverati, in gravi condizioni, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico.

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio dei Cinque Stelle è al lavoro per far rientrare gli italiani dall’estero “In questi giorni difficili, oltre alle tante emergenze, c’è quella delle migliaia di italiani in tutto il mondo che vorrebbero rientrare a casa”. Inizia così un post Facebook del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che assicura “La situazione è complessa perché tantissimi voli vengono cancellati in continuazione e molti Paesi stanno chiudendo i confini, ma siamo già riusciti a risolvere molte situazioni, a rimpatriare giovani, famiglie con bambini e contiamo di trovare tutte le soluzioni al più presto”. Nel caso non sia possibile fare affidamento sui voli, fa sapere il ministro, la Farnesina garantirà viaggi in pullman e in nave. “Sto parlando con i miei colleghi ministri degli Esteri per assicurare che ogni singolo caso venga risolto”.

Dopo tre settimane di quarantena, da un giorno Vo’ (un comune italiano di 3 305 abitanti della provincia di Padova in Veneto, posto sul versante ovest dei Colli Euganei e detiene il record del nome di comune italiano più corto, insieme ad altri due comuni: si tratta di Ne e Re) non vede crescere il numero dei positivi al Coronavirus. Lo dicono i dati diffusi oggi dalla Regione Veneto: la località dei Colli Euganei che registrò il primo morto ufficiale da Covid-19, il 78enne Adriano Trevisan, sembra dimostrare che il contagio si può frenare. “Abbiamo applicato la quarantena”, dice cauto il sindaco Giuliano Martin, “con grande senso di responsabilità e fatto due screening a cui ha aderito il 95% della popolazione”.

“Oggi il contagio si sarà anche fermato, ma il secondo tampone a cui siamo stati sottoposti una settimana fa ha dato 11 positivi, e quindi nei prossimi giorni usciranno sicuramente altre persone infettate” pronostica Erik Granzon, titolare di un’azienda pirotecnica e portavoce degli imprenditori di Vo’. Granzon chiede alla Regione di ripristinare il blocco totale delle attività “Molti di noi avrebbero preferito continuare la quarantena, e infatti avevamo chiesto di aprire i varchi solo per consentire lo scambio delle merci, non per far entrare e uscire la gente. Così rischiamo solo di trascinare il problema fino a quest’estate e di allungare l’agonia delle nostre aziende”.

Intanto il Governo della Germania ha allentato le restrizioni sull’export di mascherine e altro equipaggiamento di protezione sanitaria. Come annunciato dal ministero dell’Economia a Berlino: se è garantito l’approvvigionamento fondamentale per la vita nel Paese, deve essere dato il permesso per l’esportazione. L’obiettivo è quello di garantire la protezione delle persone in Germania rimanendo al tempo stesso fedele al «principio centrale» della solidarietà europea.

Un operatore tecnico del 118 di Bergamo, in servizio alla Soreu, la centrale operativa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, ospedale al centro dell’emergenza coronavirus, è morto la notte scorsa dopo essere stato contagiato dal Covid-19. Aveva 45 anni.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dei Cinque Stelle “Più “braccialetti” per alleggerire le carceri”. Incrementare il numero dei braccialetti elettronici come uno degli strumenti per consentire al sistema delle carceri di reggere l’emergenza sanitaria. È ciò che starebbe valutando il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, in vista del prossimo decreto del governo, previsto tra oggi e domani.

Nel frattempo ci sono state oltre settemila persone denunciate (attenzione si parla di penale quando si tratta di ammende) in un giorno per aver violato le misure restrittive introdotte con i provvedimenti governativi per l’emergenza coronavirus. Secondo gli ultimi dati del Viminale, ancora in corso di consolidamento, sono state controllate complessivamente 157.271 persone, 6.942 delle quali denunciate per violazione delle misure e 276 per false dichiarazioni. Sono stati inoltre controllati 83.454 esercizi commerciali e denunciati 239 negozianti.

La Spagna ha proibito tutti gli spostamenti che non siano dettati da cause di forza maggiore, ma è consentito andare al lavoro e rifornirsi di beni alimentari. Lo riporta El Pais precisando che lo ha deciso il Consiglio dei ministri in una riunione straordinaria convocata per decretare lo stato di allarme annunciato ieri dal premier Sanchez e che sarà in vigore per almeno due settimane. Cinque voli della compagnia aerea britannica low cost Jet2, partiti stamane dal Regno Unito e diretti per Malaga e Alicante, in Spagna, sono stati fatti tornare indietro a metà del volo in seguito alle misure adottate dal Paese per fronteggiare la pandemia di coronavirus. Lo riferisce la Cnn che cita Flightradar24, il sito web che offre servizi di tracciamento di voli in tempo reale. La compagnia ha deciso quindi di annullare tutti i voli diretti in Spagna con effetto immediato. In Spagna il numero di contagi si attesta a 5.100 casi mentre le persone decedute sono 132. È quanto riporta El Pais citando il ministero della Sanità. Più di 1.500 nuovi contagi sono stati registrati in un giorno nel Paese, che si prepara a dichiarare oggi lo stato di emergenza per limitare il propagarsi del virus.

Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri del Movimento Cinque Stelle, docente universitario, medico, ricercatore, è risultato positivo al test Coronavirus dopo esser stato alcuni giorni fa in contatto con un «sospetto positivo». Lo rende noto lui stesso affermando di essersi messo in isolamento “appena mi sono accorto di avere dei sintomi. Ho seguito da subito tutti i protocolli come indicato dal ministero – aggiunge – Mia moglie ed il piccolo stanno ancora bene e, seppur nella stessa casa, abbiamo diviso gli ambienti”.

Un team di 9 persone della Croce rossa cinese composto da medici e ricercatori ha visitato l’Istituto Spallanzani di Roma e scambiato ogni utile esperienza al fine di condividere percorsi diagnostici e terapeutici per la prevenzione e la lotta al nuovo coronavirus. “I medici dello Spallanzani, ma in generale gli ospedali italiani stanno facendo un ottimo lavoro”, hanno detto i medici cinesi, durante il punto stampa per il bollettino odierno dello Spallanzani.

Spiagge blindate (o quasi) in Toscana: dalla Versilia a Pisa, da Livorno alla Maremma. Proprio questa mattina, ad esempio, il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha firmato l’ordinanza che impone il divieto di accesso agli arenili di Viareggio e Torre del Lago, e alle zone immediatamente adiacenti. Il divieto, valido nei giorni sabato 14 e domenica 15 marzo, sabato 21 e domenica 22 marzo e mercoledì 25 marzo, arriva dopo la stretta sui controlli della polizia municipale.

Nella speranza di limitare il contagio di coronavirus il governo del Marocco ha chiuso da oggi con effetto immediato tutte le frontiere per evitare l’ingresso di stranieri e isolare i marocchini. Ceuta e Melilla, le enclave spagnole in Marocco sono completamente isolate.

La sindaca di Roma Virginia Raggi ei Cinque stelle, ha disposto i parchi chiusi fino al 25/3 contro contagio “Ho deciso di chiudere fino al 25 marzo le ville storiche, le aree giochi e i parchi pubblici recintati di Roma, per contenere la diffusione del coronavirus nella nostra città». Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Facebook.«Saranno esclusi da questo provvedimento solo le aree e i parchi non recintati, come Villa Borghese, dove – prosegue – è invece previsto un aumento dei controlli da parte della nostra Polizia Locale e delle altre forze dell’ordine”.

Per i fumatori il rischio di terapia intensiva raddoppia “Un terzo dei fumatori positivi al Covid-19 presentava all’atto del ricovero una situazione clinica più grave dei non fumatori e per loro il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica è più che doppio. A sottolinearlo sono gli esperti dell’istituto Superiore di Sanità (Iss), che ribadiscono l’importanza di smettere di fumare, soprattutto in questo momento.

Dopo una trattativa durata l’intera notte, Governo e parti sociali hanno firmato l’accordo sul protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro per l’emergenza coronavirus. “Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul protocollo con le nuove regole sul lavoro nell’emergenza. I Sindacati “Importante accordo di tutela dei lavoratori. Questa mattina, presso la presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro». Lo affermano i sindacati in una nota unitaria. Si tratta — scrivono — di «un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici”.

La Guardia di Finanza ha sequestrato 840 mila guanti e 120 mascherine al posto di confine con la Svizzera a Ponte Chiasso (Como), circa 840 mila guanti monouso di cui 800 mila in vinile e 40 mila in lattice e 120 mascherine con valvola di classe FFP 2 dirette in territorio elvetico in violazione delle recenti norme che ne vietano l’esportazione, senza autorizzazione, a causa dell’emergenza coronavirus (qui gli aggiornamenti dalla Lombardia).

È arrivata anche la notizia della positività dell’ex ministro dello sport e parlamentare Pd Luca Lotti. A renderlo noto è stato lui stesso su Twitter, precisando “Sto bene, sono a casa e resterò qui fino a quando tutto sarà passato”.

Adduso Sebastiano

 

Misure anti contagio, scattano i controlli in Penisola Sorrentina

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Misure anti contagio, scattano i controlli in Penisola Sorrentina

Scattano i controlli da parte dei carabinieri riguardanti le messe in pratica delle misure anti contagio, sia da parte di privati cittadini che di esercizi commerciali.

Nel rione “Savorito” di Castellammare di Stabia identificato e denunciato dai carabinieri della locale sezione radiomobile un 40enne di Cava de’ Tirreni. L’uomo non è stato in grado di giustificare la sua presenza in un comune diverso da quello di residenza.

Sorrento il titolare di un bar di Viale degli Aranci è stato denunciato perché sorpreso ancora in attività dopo le 18:00, orario oltre il quale non è consentito rimanere aperti al pubblico.

Inoltre a A Forio di Ischia i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno denunciato il titolare di un ristorante che alle 21 era ancora aperto nonostante il divieto: all’interno tre clienti che cenavano.