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Secondigliano: Polizia arresta 44enne per droga in zona via Monte Tifata

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A Secondigliano la Polizia arresta 44enne napoletano in zona via Monte Tifata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondigliano: Polizia arresta 44enne per droga in zona via Monte Tifata

SECONDIGLIANO- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Polizia hanno arrestato un 44enne napoletano in zona via Monte Tifata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli agenti del Commissariato di Polizia erano di pattuglia durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nei pressi di  via Monte Tifata, hanno notato un uomo affacciato alla finestra del proprio appartamento che, alla vista dei poliziotti, ha lanciato un oggetto.

I poliziotti hanno recuperato gli oggetti lanciati: sono risultati essere due confezioni di un farmaco contenenti sette involucri di cocaina. Una volta all’interno dell’abitazione, i poliziotti  hanno bloccato l’uomo: nell’appartamento sono stati  rinvenuti altri due involucri della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 2 grammi.

L’uomo trovato colpevole di reato si chiama Luigi Ferraro, 44enne napoletano. Su di lui gravavano già altri precedenti di polizia.

La persona suddetta è stata dunque arrestata per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Continuano quotidianamente a registrarsi episodi di cronaca del genere, che come sempre vedono le Forze dell’Ordine in prima linea nell’interfacciarsi con soggetti affatto inclini al rispetto della legge, meno che mai al buon senso e alla coscienza civile.

Lo sconforto è registrare come il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti sia molto comune e se ne registrano numerosi casi.

Per chi sostenesse l’idea di legalizzare certi tipi di sostanze per dare un colpo deciso al traffico gestito dalla malavita, ricordiamo che sostanze di questo tipo creano dipendenza: un tipo di dipendenze che porta a volerne consumare sempre di più. L’idea che siano da considerare come strumento di terapia è assurdo: si schiavizzerebbe il corpo e la mente ad una dipendenza senza fine, e soprattutto, quanto più costante sarebbe il consumo, tanto più velocemente il corpo si abituerebbe e necessiterebbe di quantità sempre maggiori. Insomma le sostanze stupefacenti non curano né risolvono problemi, per chi sostiene che andrebbe legalizzato questo mercato, farebbe bene invece ad investire nei centri di ricerca con medici specializzati.

Stéphanie Esposito

Juve Stabia Live Talk Show: speciale #IoRestoACasa #AndràTuttoBene

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A Juve Stabia Live Talk Show per lo speciale #IoRestoACasa #AndràTuttoBene sono intervenuti il Sindaco Gaetano Cimmino e il Dott. Mauro Muto.

Juve Stabia Live Talk Show: speciale #IoRestoACasa #AndràTuttoBene

Ieri sera, giovedì 26 marzo a partire dalle ore 20,00, a Juve Stabia Live Talk Show per lo speciale #IoRestoACasa #AndràTuttoBene sono intervenuti il Sindaco Gaetano Cimmino e il Dott. Mauro Muto.
La puntata è stata trasmessa in diretta sulla pagina STABIESI AL 100 % e su Radio Città Castellammare (Fm 101,4 Mhz).

Ci sono stati collegamenti speciali e molto interessanti a partire dalle parole del primo cittadino di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino. Successivamente ci siamo collegati con il Direttore sanitario dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, Dott. Mauro Muto.

Da tre settimane il programma si propone di parlare della situazione attuale nella nostra città, impegnata come l’intera nazione e il mondo nella battaglia per debellare il Coronavirus COVID-19.

Il Sindaco si è collegato tramite skype in diretta per aggiornare sulla stato dei contagiati : si ricevono costanti aggiornamenti dall’ Asl, fino a ieri sera il numero di contagiati è salito a 13, di cui 2 deceduti. L’Ospedale San Leonardo ha messo a disposizione tutte le sue risorse per poter funzionare al meglio, sta di fatto, che si è costretti a dare la precedenza a pazienti che si trova in situazioni più gravi.

Continuando, il Sindaco si è detto soddisfatto di come la Cittadinanza sta cooperando in questa situazione, attenendosi alle norme comportamentali che prevedono di uscire il meno possibile (solo per stretta necessità).

Purtroppo però come lo stesso Sindaco li ha denominati ” i soliti imbecilli “, continuano a fregarsene delle norme precauzionali, comportandosi con totale mancanza di giudizio.

Il Corpo di Polizia Municipale ha fornito i dati : in due settimane sono state fermate più di duemila persone, diverse sono state le denunce.

Il Sindaco riconosce come l’aspetto economico sia molto preoccupante, si percepisce fortemente la difficoltà delle famiglie bisognose.

A questo riguardo il Sindaco Cimmino fa un richiamo ai vertici più in alto come la Regione e il Governo: che vengano effettuate manovre che consentano ai cittadini di POTER VIVERE.
Tornando al sistema sanitario: il Sindaco si esprime chiaramente a riguardo, all’ Ospedale San Leonardo mancano le strumentazioni e un numero sufficiente di personale.

Oggi in Campania non si sa ancora il numero esatto dei contagiati, perché non ci sono tamponi a sufficienza.
Per il Sindaco, il Presidente della Regione De Luca, oltre ad alzare la voce nei confronti del Governo, dovrebbe chiedere aiuto alle cliniche private, per ottenere posti di terapia intensiva, si dovrebbe ricorrere ai laboratori di analisi, per ottenere l’esito dei tamponi in tempi certi! (triste l’aneddoto raccontato del paziente di cui si è avuto l’esito del tampone, solo dopo la sua morte).

Un altro appello a tutti gli altri Sindaci: fare fronte comune, richiedere di ottenere un numero di tamponi a sufficienza per tutta la cittadinanza, l’aiuto delle strutture private per i posti di terapia intensiva. Riflettendo, il Sindaco ritiene che sarebbe necessaria la figura di un Super-Manager a coordinare il piano da attuare.
il vantaggio TEMPO era quello che non siamo stati capaci di sfruttare degnamente.

Il Sinadaco Cimmino ha poi risposto ad alcune domande da parte delle persone sintonizzate: sulla sanificazione della città, che prosegue e di cui si può avere notizia sui canali ufficiali del Comune, sulla chiusura di alcune panetterie in questi giorni.

A tal proposito il primo cittadino ha esortato gli esercenti a riaprire per non creare assembramenti di consumatori in altre zone. Per gli imbecilli che perseverano in comportamenti fuori legge, fondamentale è l’aiuto delle Forze dell’Ordine.

C’è stato il collegamento telefonico con la casa del patron della S.S. Juve Stabia, Francesco Manniello per capire come la Juve Stabia stia affrontando l’emergenza e le prospettive per il futuro.
L’argomento legato alla Juve Stabia è stato come sempre discusso con colleghi ed amici in particolare con Gianluca Apicella.

Altro collegamento importante è stato quello con il Dott. Muto, ha dato aggiornamenti in merito alla situazione: difficile.

Nonostante ciò il Dott. Muto, ha espresso la sua gratitudine per la vicinanza da parte della cittadinanza e per il lavoro che il personale sanitario tutto sta svolgendo.
In merito alla questione dell’esiguo numero di posti in terapia intensiva: ci sono due posti in merito a quella che è l’attività intensiva di pazienti Covid positiva; in rianimazioni ci sono due stanze: una stanza filtro e un’altra che serve da anti-filtro in cui ci sono due pazienti, uno positivo e l’altro di cui si è in attesa dell’esito del tampone; nell’ex area triage ci sono 13 pazienti.
Secondo il parere del Dott. Muto, al momento nella Città di Castellammare la situazione è sotto controllo.

Importante è il messaggio che ha voluto lanciare il Dott. Muto: quando anche questa guerra sarà finita, non si dimentichi che i medici e il personale sanitario tutto, svolge il proprio compito tenendo fede al giuramento di Ippocrate, e che se ora li si chiama angeli e li si rispetta, che non si ri-verifichino ancora quegli episodi, in cui si viene aggrediti malamente, in nome di stupide ragioni.

 

 

 

 

 

 

 

La squadra di Juve Stabia Live da appuntamento con Mario Di Capua, Mario Vollono, Natale Giusti e Giovanni Donnarumma tutti i diretta dalle rispettive case, anche su TvOggi, oggi venerdì 27 marzo, alle ore 20,30 e in replica alle 0,30 sul canale 71 del digitale terrestre.
Se vi interessa seguire in diretta la prossima puntata basta che vi collegate giovedì 2 aprile 2020 alle ore 20 sulla pagina facebook Stabiesi al 100%.
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   Stéphanie Esposito

Cassa di Risparmio di Bolzano: 4 richieste di rinvio a giudizio

Cassa di Risparmio di Bolzano: richiesta di rinvio a giudizio per 4 esponenti della Banca in carica fino al 2014. Sono imputati per truffa, aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto. Numerosi piccoli risparmiatori sarebbero stati truffati in occasione dell’acquisto di azioni collegate all’aumento di capitale sociale effettuato nel 2012

Cassa di Risparmio di Bolzano: 4 richieste di rinvio a giudizio

Con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari (avvenuta lo scorso mese di dicembre) e la fissazione dell’udienza preliminare, il prossimo 6 maggio, nella quale sarà valutato il rinvio a giudizio degli imputati, si è conclusa un’importante fase del procedimento penale avviato nei confronti di quattro esponenti dei vertici della Cassa Risparmio di Bolzano in carica fino al 2014 (Presidente del Consiglio di Amministrazione, Direttore Generale, Responsabile Direzione Crediti e Treasury, Responsabile Direzione Finance & Controlling).

La ricostruzione dei fatti ha condotto alla formulazione di un’accusa ben precisa: i precedenti vertici della Cassa di Risparmio, allo scopo di rimediare a una situazione di grave dissesto e difficoltà finanziaria che l’istituto di credito stava attraversando, hanno ingannato il pubblico dei risparmiatori, nascondendo loro i reali rischi che stavano correndo nell’acquistare azioni della banca. In altre parole, per convincere i risparmiatori a sottoscrivere le azioni della Cassa di Risparmio e finanziare, così, l’aumento di capitale necessario a ripianare le ingenti perdite maturate negli esercizi precedenti (e non esposte in bilancio), sono stati forniti dati falsi, ostentando utili in forte crescita (+79%), in realtà inesistenti, e nascondendo, appunto, le gravi perdite subite.

L’attività ingannevole ha consentito alla banca di “rastrellare” circa 100 milioni di euro, utilizzati per l’aumento del capitale sociale effettuato nel 2012.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bolzano, sono state avviate a seguito di segnalazioni pervenute allo stesso ufficio giudiziario dalla Banca d’Italia e dal Centro Tutela Consumatori Utenti. Le successive investigazioni sono state svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano e dal ROS dei Carabinieri di Trento, con il contributo della stessa Banca d’Italia.

Secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini preliminari, la crisi della Cassa di Risparmio, riflessa nella perdita record di 231 milioni di euro, contabilizzata solamente nel 2014, era conosciuta già da alcuni anni ed era pertanto nota ai vertici della banca prima dell’avvio dell’aumento di capitale sociale del 2012. Con riferimento a quest’ultimo esercizio, la perdita ricostruita dagli investigatori è pari ad almeno 50 milioni di euro.

L’ingente perdita è maturata a causa della dissipazione delle risorse della banca in una serie di operazioni di finanziamento prive di merito creditizio, ignorando il parere contrario dei competenti organi tecnici interni, violando elementari regole di sana e prudente gestione bancaria, di norma invece applicate alla generalità dei prodotti e servizi finanziari e, in particolare, ai finanziamenti nei confronti delle famiglie.

Si tratta, innanzitutto, degli stessi finanziamenti di cui gli attuali vertici della banca hanno chiesto conto ai precedenti amministratori, attraverso l’avvio di un’azione di responsabilità, finalizzata ad ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Il contesto che emerge dagli atti delle indagini evidenzia svariati casi limite, per decine di milioni di euro, in cui, ad esempio, sono stati anticipati al debitore, di fatto senza alcuna garanzia, crediti IVA risultati poi collegati a frodi in danno dell’’Erario oppure sono stati accettati in garanzia immobili, stimati a pieno valore di mercato ma successivamente rivelatisi abusivi.

In altri casi, sono stati finanziati lavori edili mai eseguiti, documentati da fatture false, oppure impianti fotovoltaici il cui titolare, a meno di un anno dall’ottenimento del prestito, aveva già manifestato l’intenzione di portare i libri in Tribunale, fino ad arrivare a finanziamenti concessi a imprese che manifestamente non avrebbero mai potuto sostenere il peso degli interessi e restituire il capitale.

Un aspetto significativo collegato al reato di truffa contestato ai presunti responsabili è rappresentato dal comportamento tenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio (socio di maggioranza assoluta, al 66%, della Cassa di Risparmio), la quale, nonostante le rosee previsioni circa l’investimento in nuove azioni della banca, ha contenuto al minimo il proprio impegno a supporto dell’operazione di ricapitalizzazione.

Allo stesso modo, i vertici dell’epoca dell’istituto di credito, alcuni con redditi annui pari a diverse centinaia di migliaia di euro, risultano avere sottoscritto azioni di nuova emissione per cifre simboliche o nulle.

Di segno decisamente contrario l’atteggiamento tenuto dalla banca nell’organizzare il collocamento delle azioni. Solo nei confronti dei piccoli risparmiatori, in un mese e mezzo (dal 22 ottobre al 7 dicembre 2012) sono state vendute oltre 270.000 azioni della Cassa di Risparmio, a fronte di volumi di scambio inferiori a 30.000 titoli in tutto il 2011. Ciò avveniva in un periodo, come noto, connotato da turbolenza dei mercati finanziari.

Il prezzo delle azioni di nuova emissione è stato fortemente sopravvalutato: a fronte di un prezzo d’emissione di 210 euro, le prime stime interne hanno indicato valori delle azioni inferiori a 120 euro.

Le indagini hanno consentito di constatare che gli impiegati agli sportelli delle filiali sono stati “pressati” dalla dirigenza allo scopo di vendere il maggior numero di azioni di nuova emissione. In alcuni casi, gli acquisti di azioni sono stati conclusi da persone ultraottantenni, con limitate capacità di risparmio e che avevano dichiarato di non voler correre alcun rischio; per tale ragione, il personale che ha curato la vendita ha provveduto alla “riprofilatura” dei clienti (all’insaputa degli stessi), al fine di farli risultare maggiormente propensi al rischio.

A tale riguardo, la banca ha sempre classificato le azioni come caratterizzate da un profilo di rischio medio, nonostante le obbligazioni dello stesso istituto (titoli notoriamente meno rischiosi), già a maggio del 2012 erano state declassate dall’agenzia di rating Moody’s a livello di titoli “spazzatura”.

Oltre alla truffa, sono stati contestati agli indagati, a vario titolo, anche i reati di “aggiotaggio bancario” (per aver diffuso notizie false sulla solidità della banca), “ostacolo alle funzioni di vigilanza della Banca d’Italia” (per aver occultato il reale grado di deterioramento del credito erogato e per aver presentato agli organi di vigilanza documenti falsi atti a nascondere l’assenza di adeguate procedure interne di valutazione dei crediti) e di “falso in prospetto” (per non aver rappresentato in modo adeguato, nel prospetto informativo, le reali condizioni economico patrimoniali della banca).

Cassa di Risparmio di Bolzano: 4 richieste di rinvio a giudizio / Redazione

Manniello: “Situazione difficile, restate a casa. D’Elia non é la Juve Stabia!”

Nel corso della puntata di “Juve Stabia Live Talk Show” andata in onda ieri sera, é intervenuto il patron delle vespe Franco Manniello. Ecco le sue dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione:

“Durante questo difficile periodo per il nostro paese, é chiaro che anche la Juve Stabia si sia fermata. Siamo tutti a casa in attesa di nuove disposizioni. La salute é al primo posto e nessuno deve rischiare. L’appello che lancio é quello di restare a casa per battere quanto prima il virus. É un momento bruttissimo che cambierà per sempre la nostra economia e la nostra vita. Lo stato deve aiutare le persone comuni che stanno soffrendo tanto fisicamente ed economicamente, non i milionari del pallone. Anche la Juve Stabia avrà delle perdite così come tutti. Ma in questo momento non ha senso parlare di calcio. Bisogna risolvere il problema sanitario e quello economico perché ci sono tante persone che rischiano la fame.”

Disappunti societari risolti? “Per ora é inopportuno parlare di queste cose. L’unica cosa che dico chiaramente é che non riconosco l’amministratore D’Elia. Punto. Per ora é più opportuno pensare alle cose serie come la salute.

Per quanto concerne il calcio posso dire che, a mio avviso, il campionato va bloccato. Ci sono più di 8000 morti e sarebbe da folli mandare a giocare i giocatori in giro per l’Italia, il virus non andrà via facilmente. Bisogna limitare i danni per poter partire in sicurezza a settembre con il nuovo campionato. La Juve Stabia accetterà le decisioni di chi di dovere ma personalmente credo sia difficile prendersi una responsabilità così pesante.

Ripeto che questo evento epocale cambierà tante cose nelle nostre vite. Credo che molte squadre faticheranno ad iscriversi e che molte cose vadano cambiate: su tutto i contratti pesanti e gli obblighi di riscatto. Sono accordi presi in situazioni diverse, ore molto presidenti non avranno la forza di togliere soldi alle loro aziende per metterle nel calcio. Anche la Juve Stabia ha due obblighi di riscatto in caso di salvezza e mi auguro che vengano trasformati in diritto di riscatto per tutelare le nostre casse.”

Segnalate due persone per uso non terapeutico di sostanza stupefacente

Carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere: segnalate due persone per uso non terapeutico di sostanza stupefacente.

Segnalate due persone per uso non terapeutico di sostanza stupefacente

I Carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere, nel corso dei vari servizi di perlustrazione del territorio, finalizzati anche per il contrasto allo spaccio e alla detenzione di sostanze stupefacenti e tesi in particolar modo a far rispettare le norme stabilite con i vari Decreti Legge emanati per contrastare la diffusione epidemiologica da COVID-19, hanno segnalato due persone per uso non terapeutico di sostanza stupefacente.
Nel pomeriggio del 24 marzo, i Carabinieri della Stazione di Goito hanno controllato D.Y., 30enne di Carpenedolo (BS), in sosta con la propria autovettura in un parcheggio di Goito e, a seguito di un’ispezione del veicolo, hanno rinvenuto un involucro in cellophane contenente due grammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. D.Y. è stato segnalato alla Prefettura di Brescia quale assuntore e la sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro amministrativo.
I Carabinieri della Stazione di Castel Goffredo, durante la serata del 25 marzo, “pizzicavano”, nei pressi della propria abitazione, F.G. 25enne del luogo, trovato in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, sottoposta a sequestro amministrativo. Il ragazzo è stato segnalato alla Prefettura di Mantova quale assuntore.
Entrambi sono stati anche denunciati in stato di libertà per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria (art. 650 del Codice Penale), poi convertite in sanzioni amministrative ex art.4 D.L. 19/2020.
Continuano senza sosta i controlli posti in atto dai Carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere tesi all’identificazione della filiera dello spaccio su tutto il territorio dell’Alto Mantovano, anche durante l’attuale periodo di emergenza sanitaria.

Redazione Lombardia

Morire non è mai piacevole: Morire In Solitudine è anche disperante

Morire in solitudine, senza avere l’affetto dei propri cari nel momento del trapasso, è quanto di più triste possa capitare ad ogni essere umano. A tal riguardo, molti anziani preferiscono morire in casa e non in ospedale.

Giorno dopo giorno i numeri dei decessi aumentano, particolarmente colpiti sono i più fragili, tutti coloro che sono già in età avanzata. E’ una moria continua ed inesorabile, gli operatori sanitari, visto il gran numero dei ricoverati in terapia intensiva, spesso devono prendere decisioni estreme, scegliere i pazienti che hanno la più minima possibilità di sopravvivenza e chi “abbandonare” al loro destino (il cosiddetto ‘triage estremo’).

Proprio ieri, in una intervista, una Dott.ssa italiana che lavora in un Ospedale spagnolo, ha dichiarato :

Si tengono attaccati ai respiratori artificiali, solo coloro che hanno la pur minima speranza di sopravvivenza.

Apriamo Parentesi :

Le case di cura sono sempre più spesso colpite dal Coronavirus sia al Nord che al Sud, il personale medico e infermieristico, pur dando il massimo del loro impegno, non é in grado di fronteggiare questa emergenza nazionale. Se qualcuno viene contagiato, è facile che lo siano anche gli altri ospiti.

A Messina nella casa di riposo “Come d’Incanto”, su 40 degenti, 28 sono risultati positivi al virus. Dopo reiterate proteste del personale, durate giorni, la casa di riposo è stata svuotata, nei prossimi giorni sarà sottoposta a sanificazione. Tutti gli anziani positivi al virus, sono stati trasferiti negli Ospedali Papardo di Messina e Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto.

La misura è stata adottata dal Covid Team del Policlinico G. Martino, alla luce dei risultati su tutti i tamponi effettuati.

Mentre nella Casa di cura Cristo Re, si sono registrati 4 casi positivi, 21 sono risultati negativi, questi ultimi sono stati dimessi, visto che erano nelle condizioni di essere mandati a casa; mentre i 4 positivi sono rimasti all’interno della struttura, isolati rispetto agli altri reparti, si prenderà cura di loro  personale specializzato.

Chiusa Parentesi.

Se a distanza di più di un mese ancora in Italia siamo “deficienti” per mancanza di guanti, mascherine, e tutto ciò che riguarda il materiale sanitario che si sarebbe dovuto mettere a disposizione agli operatori,  siamo messi proprio male. A tale riguardo, questi sono dati certi, dall’inizio della pandemia fino ad oggi sono 41 i medici sia mutualistici che ospedalieri, morti a causa del Coronavirus. Non si conosce ancora il numero degli infermieri che hanno avuto la stessa sorte dei medici.

Domanda lecita : 

Se avessero avuto i giusti dispositivi di sicurezza, alcuni dei sanitari colpiti dal virus nell’esercizio delle proprie funzioni, si sarebbero potuti salvare? La risposta la potremmo avere negli anni a seguire, magari in qualche aula di Tribunale.

Solo che nessun risarcimento, né medaglie alla memoria, potrà ridare la vita a coloro che l’hanno persa per colpa altrui.

Morire non è mai piacevole: Morire In Solitudine è anche disperante / Lo Piano SaintRed

Cavallo di ritorno: trattiene l’autovettura e chiede 200 euro

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Cavallo di ritorno: trattiene l’autovettura e chiede 200 euro per la restituzione: arrestato dai Carabinieri Sezione Operativa di Trieste.

Cavallo di ritorno: trattiene l’autovettura e chiede 200 euro

La mattina di martedì 10 marzo, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di via Hermet hanno arrestato in flagranza per il reato di estorsione M.M., 32enne pluripregiudicato originario della provincia di Napoli.

Quando i militari hanno appreso che un 34enne molisano residente a Trieste era stato vittima del furto della propria autovettura con conseguente richiesta estorsiva e che l’autore del reato, vantando immotivatamente un credito nei suoi confronti, aveva deciso di tenersi l’auto, minacciandolo che se non gli avesse dato 200 euro non gliel’avrebbe più restituita (reato tristemente noto come “cavallo di ritorno” e particolarmente diffuso nelle aree del Paese maggiormente interessate dalla criminalità organizzata), hanno predisposto il servizio e hanno atteso che l’estorsore si rifacesse vivo.

Seguendo la vittima, che aveva deciso di pagare per paura di subire ulteriori ritorsioni e per rientrare in possesso della propria auto, i militari in borgese notavano che la stessa si era fermata a un bancomat per effettuare il prelievo della somma richiesta, venendo nella circostanza raggiunta dall’estorsore.

Era nel momento della dazione del denaro che i Carabinieri facevano scattare il bliz bloccando e arrestando in flagranza l’estorsore che, dopo le formalità del caso, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, veniva condotto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa della definizione della sua posizione.

Redazione

Certificati CITES: periodo di validità esteso fino al 15 giugno 2020

L’Utilizzo per la movimentazione transfrontaliera di Certificati Cites in data successiva a quella di scadenza potrebbe determinare problemi per cui, in considerazione dell’emergenza epidemiologica COVID-19, è stata predisposta l’estensione del periodo di validità fino al 15 giugno 2020.

Certificati CITES: periodo di validità esteso fino al 15 giugno 2020

Con il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (pubblicato in GU Serie Generale n.70 del 17-03-2020) sono state adottate misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’articolo 103, comma 2 prevede che tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.

Tale disposizione non trova applicazione nei confronti delle licenze e dei certificati CITES la cui durata di validità è stabilita non in una norma nazionale ma nei regolamenti dell’Unione Europea (Reg.(CE) n.865/2006 e Reg.(UE) n.792/2012).

Il loro utilizzo per la movimentazione transfrontaliera di esemplari CITES in data successiva a quella di scadenza potrebbe determinare problemi al momento dell’ingresso in altri Paesi e l’applicazione di pesanti sanzioni oltre al sequestro della merce.

Le autorità estere deputate ai controlli CITES, ignare dei provvedimenti emergenziali adottati dal nostro Paese, restano tenute a verificare che la documentazione CITES sia in linea con quanto disposto dai regolamenti dell’Unione Europea e dalla Convenzione CITES.

Allo stesso tempo, per non vanificare l’intento della disposizione di che trattasi, tali documenti potranno essere sostituiti a titolo gratuito, a richiesta dell’interessato all’Autorità emittente, con altri dello stesso tipo riportanti la scadenza del 15 giugno 2020.

Redazione

CorSport – Pronto il rinnovo per Zielinski fino al 2025

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CorSport – Pronto il rinnovo per Zielinski fino al 2025

L’edizione odierna del Corriere dello Sport scrive sul contratto di Piotr Zielinski e informa sulle cifre e i dettagli dell’affare:

 “Zielinski ha un contratto che andrà in scadenza nell’estate del 2021, quando avrà ventisette anni e dunque sarebbe nel pieno delle proprie facoltà e nel vivo di quel processo di maturazione che va completandosi: è questo il momento per lasciare che le ragioni sue e quelle del Napoli si incrocino, almeno sino al 2025. E’ chiaro che il calcio, con le sue regole bizzarre, poi finirà per proporre adeguamenti, aggiornamenti e magari anche la possibilità che ci siano novità, ma almeno va fissata una data – adesso – per evitare interventi esterni e per sentirsi entrambi e reciprocamente gratificati. Zielinski guadagna circa due milioni di euro (un milione e ottocentomila euro per la precisione) e nel nuovo patto di ferro che De Laurentiis sta siglando con il manager del polacco c’è, chiaramente, un ritocco che trascinerà l’ingaggio a due milioni e ottocentomila euro, all’inizio, e poi lo condurrà fino ai tre milioni e mezzo. Ma un rinnovo ha varie voci (i bonus, i diritti d’immagine) ed ha i suoi tempi: però la volontà del Napoli e di Zielunski è chiara. Ma un giocatore del genere, affinché le tentazioni del mercato restino sufficientemente a distanza di sicurezza, va blindato dentro una clausola che si trasformi in deterrente o in affare: ce n’è una e risale al giugno del 2016, di 65 milioni di euro; e ce ne sarà un’altra adesso, probabilmente prossima ai cento milioni di euro”

CorSport – Nuovo contratto per Di Lorenzo: fissato incontro con ADL

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CorSport – Nuovo contratto per Di Lorenzo: fissato incontro con ADL

L’edizione odierna del Corriere dello Sport scrive del futuro contratto per Di Lorenzo e del futuro incontro tra Giuffredi e De Laurentiis. Ecco quanto si legge:

“E infine (last but not least) c’è Di Lorenzo, che viene per ultimo ma ovviamente non per importanza, anzi: De Laurentiis e Giuffredi hanno già avuto modo di fissare (assai teoricamente s’intende) un appuntamento, per dialogare, amabilmente, delle varie situazioni, compresa quella dell’esterno arrivato da Empoli nell’estate scorsa e già entrato, sorprendendo chiunque, nel club Italia. Prevenire è sempre preferibile”.

Lillo, un meticcio di spinone, ucciso e buttato in un burrone

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Arrestato dai Carabinieri di Reggio C. un 50enne per l’uccisione di Lillo, meticcio di spinone, sparato e buttato ancora vivo in un burrone

Lillo, un meticcio di spinone, ucciso e buttato in un burrone

I Carabinieri della Stazione di Marina di Gioiosa Jonica hanno arrestato, in ottemperanza ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Locri, Totino Antonio, cinquantacinquenne, disoccupato, accusato di uccisione di animale, detenzione e porto di arma da fuoco.

Le indagini svolte dai militari sono state avviate a seguito della denuncia sporta da un’imprenditrice di Marina di Gioiosa Jonica che il 13 marzo scorso si è recata presso la locale Stazione Carabinieri per denunciare l’uccisione del suo cagnolino, un meticcio spinone di media taglia.

La carcassa di Lillo, questo il nome dell’animale, veniva rinvenuta in un burrone nella campagne di Marina di Gioiosa Jonica con evidenti segni di violenza.

L’animale aveva una corda legata alla zampa, presentava segni di trascinamento ed evidenti ferite di arma da fuoco.

Acquisita la notizia di reato i Carabinieri hanno avviato le indagini partendo proprio dal luogo del delitto, un burrone sito in strada Pantalogna nel comune di Marina di Gioiosa Jonica.

Si sono rilevate preziose le informazioni fornite da alcuni testimoni che hanno consentito di giungere alla completa identificazione dell’autore dell’efferato delitto, già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di armi, e dimorante nelle vicinanze del luogo del reato.

Secondo quanto accertato, Totino Antonio ha dapprima sparato un colpo di fucile caricato a pallini nei confronti dell’animale e dopo qualche ora, forse infastidito dal lamento del cane è ritornato sulla scena del crimine, ha legato una corda alla zampa dell’animale e l’ha gettato ancora agonizzante nel burrone.

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della stazione di Marina di Gioiosa Jonica assieme ai Cacciatori di Calabria si sono recati presso l’abitazione dell’uomo per trarlo in arresto e nella circostanza in un area poco distante dalla sua abitazione hanno rinvenuto ben occultato tra la vegetazione un fucile artigianale sottoposto a sequestro. Sarà il RIS di Messina a stabilire se è la stessa arma utilizzata per commettere l’efferato gesto.

Redazione

CorSport – Rinnovo Hysaj e Mario Rui: è ancora tutto in ballo

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CorSport – Rinnovo Hysaj e Mario Rui: è ancora tutto in ballo

L’edizione odierna del Corriere dello Sport scrive sui contratti di Hysaj e Mario Rui:

“Hysaj, che andrà in scadenza anche lui tra quindici mesi, ha già fatto capire che vorrebbe rimettersi in gioco altrove. Parleranno egualmente di rinnovo, il Napoli e il difensore albanese, ma sapendo entrambi di dover lasciare una finestra aperta sul futuro immediato: quando la stagione, quella in corso, si concluderà, sarà quasi automatica la cessione. Ha prospettive più lusinghiere Mario Rui, che si è integrato ed ha definitivamente scacciato via ogni forma di diffidenza popolare: ma ha un contratto che sta lì e che non può essere tenuto a portata di mano di eventuali corteggiatori”.

Campania, emergenza coronavirus: un milione di dispositivi inviati

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Coronavirus: un milione di dispositivi inviati nei giorni scorsi in Campania

Campania, emergenza coronavirus: un milione di dispositivi inviati nei giorni scorsi

La Protezione Civile Campania, ha diramato un comunicato di risposta alle affermazioni fatte dal nostro Presidente, Vincenzo De Luca. Di seguito riportiamo la dichiarazione:

“In merito alle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, è opportuno precisare che – contrariamente a quanto da lui sostenuto – sono stati consegnati, alla Regione Campania, fino ad oggi, circa un milione di dispositivi. Nel dettaglio, si tratta 788.600 mila mascherine, circa 99mila ffp2 e ffp3, 109mila guanti in lattice, oltre 3000 dispositivi – tra camici chirurgici, copriscarpe e visiere di protezione – e 15 ventilatori per terapia intensiva e sub-intensiva.”

La nota si conclude con una nota di positività dati i risultati del decreto:

“È in corso un lavoro incessante che, anche grazie all’approvazione del Decreto “Cura Italia”, sta dando segnali di risposta concreta anche in termini quantitativi che aumenteranno giorno dopo giorno.”

Castellammare, emergenza covid – 19: altri due contagi in città

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Castellammare, emergenza covid – 19: altri due contagi in città

Castellammare di Stabia, sale a 13 il numero di contagiati in città. Lo rende noto il Sindaco tramite una nota sulla sua pagina ufficiale:

“L’Asl ci ha comunicato in serata che altre due persone sono risultate positive al Covid-19 a Castellammare di Stabia: una donna di 60 anni, che già da diversi giorni avvertiva sintomi febbrili, e un medico di 61 anni, quest’ultimo strettamente collegato ad un altro caso positivo in città. Entrambi sono in isolamento domiciliare dallo scorso 14 marzo insieme ai rispettivi nuclei familiari. E a loro, a nome di tutta la città, va il mio in bocca al lupo in questo momento così delicato.

Sale a 13 il numero dei cittadini contagiati dal coronavirus (Covid-19) a Castellammare: 10 sono le persone attualmente positive, di cui 3 ricoverate in ospedale, 2 cittadini sono deceduti, una è guarita. In isolamento domiciliare ci sono ora 140 persone, identificabili come casi sospetti oppure venute a contatto di recente con pazienti positivi e con casi sospetti in attesa dell’esito del tampone.”

Non è mancato il caloroso abbraccio virtuale del Primo Cittadino, in un momento così delicato per tutti noi, unito ad una raccomandazione che in questo periodo è diventata fondamentale ma che attualmente no è ancora del tutto rispettatta:

“Nell’augurare una pronta guarigione a tutti i cittadini alle prese col virus, non mi stancherò di ripetere che oggi è fondamentale restare a casa ed evitare i contatti sociali. Solo il buonsenso e l’impegno di tutti ci consentiranno di porre un freno al dilagare del virus e di superare questa emergenza. Insieme ce la faremo.”

GdF Reggio Calabria: stroncata frode vendita Kit diagnosi Coronavirus

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La GdF Reggio Calabria ha sequestrato 900 Kit per la presunta diagnosi del Covid-19 privi di validazione e certificazione tecnica necessaria

GdF Reggio Calabria: stroncata frode vendita Kit diagnosi Coronavirus

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli volti a verificare il pieno rispetto delle misure adottate da ultimo dal Governo per il contenimento dell’epidemia COVID-19, ha avviato un piano straordinario di controlli volti ad individuare possibili casi di frode in commercio o di rialzo fraudolento dei prezzi di dispositivi medici per l’emergenza epidemiologica.

In tale contesto, nell’ambito di un controllo eseguito da militari in forza alla 2 Compagnia di Gioia Tauro nei confronti di un Centro di Analisi Biochimiche della Piana, venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro cautelare 900 kit per la diagnosi del virus Covid-19, sprovvisti di alcuna validazione da parte delle Autorità sanitarie Nazionali, così come mancanti di certificazione CE, posti in vendita anche attraverso un sito web dedicato, in violazione ad ulteriori disposizione di legge.

Dalla documentazione acquisita nel corso del controllo è stato accertato che alcuni utenti avevano già effettuato il bonifico per l’acquisto on line dei suddetti prodotti, comunque non ancora consegnati grazie all’intervento dei finanzieri.

Al titolare del Laboratorio è stata inoltre contestata la violazione della specifica fattispecie prevista dalle Direttive CE, punita con la sanzione amministrativa da 21.400 euro a 128.400 euro, prevista per la violazione del comma 3 dell’art. 19 del D.Lgs. 08/09/2000 “Attuazione della direttiva 98/79/CE relativa ai dispositivi medico-diagnostici in vitro”.

In merito alla suddetta condotta è stato peraltro interessato il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, per avanzare una proposta di adozione di provvedimento cautelare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai sensi del comma 3 dell’art. 27 del Codice di Consumo, con l’inibizione della suddetta pagina web.

Comportamenti come quelli in esame, consistenti nella vendita a cittadini ignari ed impauriti di dispositivi per i quali non è provata in alcun modo l’efficacia, pongono in serio pericolo la salute e l’incolumità pubblica, atteso che l’eventuale responso di negatività del test, avrebbe potuto in ipotesi consegnare “patenti” di estraneità al contagio a soggetti che avrebbero così potuto contribuire alla diffusione del virus.

La Guardia di Finanza continuerà nella sua incessante azione in tutta la provincia di Reggio Calabria, a contrasto dei comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza epidemiologica Covid – 19, a tutela di ogni cittadino e degli operatori onesti.

Redazione

Fioccano Le Denunzie per il Coronavirus esportato in Sicilia

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In un momento in cui tutte le Istituzioni dovrebbero essere compatte in prima linea a combattere questa pandemia, capita che i nervi possano saltare ed allora ecco che fioccano le denunzie.

Fioccano Le Denunzie per il Coronavirus esportato in Sicilia (Mauro Lo Piano)

Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha denunziato  il Primo Cittadino di Messina, Cateno De Luca, per vilipendio delle Repubblica.

I fatti:

Per due giorni consecutivi, De Luca ha cercato di fermare, invano, l’ingresso in Sicilia di persone che si spostavano dal proprio Comune dopo aver passato i controllo delle forze dell’ordine dalle Città di partenza.

La motivazione di tale comportamento sarebbe stata la volontà di contenere al massimo il contagio da Coronavirus.

Botta :

Negli ultimi giorni vi era stato un flusso continuo di uomini e mezzi attraverso lo Stretto di Messina, dopo questi mutamenti di sede, a Messina come per incanto erano aumentati a dismisura i contagi, da uno erano passati a più di cento.

Dal Viminale spiegano che la decisione è stata presa per le parole “gravemente offensive e lesive dell’immagine per l’intera Istituzione”, pronunciate con “toni minacciosi e volgari”.  Il tutto, aggiungono, “in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione”.

Sicuramente la Ministra non ha “digerito” le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo ripetute per giorni davanti ai media.

Risposta :

La risposta del Sindaco De Luca al Sig. Ministro dell’Interno non si è fatta attendere:

“Avremo modo di riparlarne nella sede più appropriata, inutile dire che la questione andrà in Tribunale. Tenga conto che, se questo è un avvertimento, ne prendo atto, ma vado avanti. Non mi fermo perché non è pensabile che chi è sopra le nostre teste, possa continuare a dileggiare i Comuni, i Sindaci e la Popolazione”.

De Luca è un fiume in piena, apostrofa la Ministra dicendo che nel comunicato del 23 Marzo, “Lei ha dichiarato il falso, – dice – mi assumo pienamente la responsabilità di queste parole. Lei ha dichiarato che era tutto “era in ordine” sullo Stretto, ma come mai noi abbiamo denunciato 10 persone? Certamente qualcosa non ha funzionato nei certosini controlli”.

Per finire De Luca si è espresso in questi termini: 

Bene Signor Ministro, lei continui a fare il suo mestiere, che io continuo a fare il mio, il nostro prossimo appuntamento sarà in Tribunale. 

Ancora nessuna risposta da parte del Viminale.

PS :
Questa è la prima volta in tanti anni che Messina ha un Sindaco con gli attributi, comunque andrà a finire questo processo, una cosa è certa : Che il Primo Cittadino ha inteso difendere l’incolumità dei suoi concittadini esponendosi in prima persona, non certo nascondendosi dietro ad una “comoda” poltrona del Gran Mirci.

De Luca ha seguito alla lettera, magari con un po’ di veemenza in più, le direttive emanate dal Governo, se questo è reato?

Mauro Lo Piano

Violenza sessuale in famiglia: arrestato dai Carabinieri di Asola

Tradotto in carcere il 56enne di Asola per il quale è scattato l’arresto per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

Violenza sessuale in famiglia: arrestato dai Carabinieri di Asola

Era il pomeriggio di martedì 10 marzo quando una donna si presentava negli uffici della Stazione Carabinieri di Asola per presentare una denuncia nei confronti del proprio marito convivente.

La donna aveva rappresentato ai Carabinieri di essere vittima, da circa due anni, di azioni violente e perduranti nei suoi confronti consistenti in minacce, aggressioni e costrizioni a rapporti sessuali da parte del marito convivente. I Carabinieri, a seguito di delicata attività d’indagine, avevano denunciato in stato di libertà il marito, un tunisino 56enne residente ad Asola, per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, commessi nei confronti della moglie.

Vista la situazione di convivenza ormai divenuta insostenibile, i Carabinieri hanno richiesto ed ottenuto all’Autorità Giudiziaria competente l’emissione dell’ordinanza per la custodia cautelare in carcere, che hanno poi eseguito nei confronti di B.T.M.

Il 56enne, per il quale è scattato l’arresto per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, è stato tradotto in carcere.
La vittima, che ha poi ringraziato i Carabinieri, è stata informata che ora potrà decidere d’intraprendere o meno tutte le iniziative previste dalla legge a sua tutela.

I Carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere invitano tutte quelle persone vittime di violenza domestica, maltrattamenti, soprusi e quant’altro a non esitare a contattare le forze dell’ordine per sporgere denuncia nei confronti dei loro persecutori.

Redazione Lombardia

Juve Stabia, aggiornamento sulla situazione allenamenti

La Juve Stabia continua ad allenarsi a distanza in virtù della situazione d’emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus

Da settimane ormai la Juve Stabia lavora a distanza in attesa di poter tornare in campo. Come confessato anche da Mastalli, le sedute di allenamento avvengono tramite Skype e sempre sotto il controllo di staff ed allenatore. La società ha chiarito che gli allenamenti resteranno fermi fino a data da destinarsi nel comunicato che segue.
Questa la nota del club:
Rendiamo noto che, nel rispetto delle disposizioni del Governo e della Federazione e con l’obiettivo di contenere la diffusione del Covid-19, il periodo di astensione dagli allenamenti per la prima squadra e la formazione Primavera è momentaneamente rinviato a data da destinarsi. Stante il perdurare dell’emergenza sanitaria, i calciatori, da lunedì, seguiti dallo staff tecnico e sanitario con il preparatore atletico Prof. Raffaele La Penna e l’addetto al recupero infortunati Roberto Rippa, oltre a mister Fabio Caserta, stanno eseguendo, a distanza e attraverso Skype, allenamenti basati principalmente a mantenere alcune capacità fondamentali: la forza attraverso circuiti funzionali e la capacità aerobica attraverso un lavoro organico che è stato definito intermittente house. Il tutto senza l’ausilio degli attrezzi.
S.S. Juve Stabia
 
Questo il post condiviso su Instagram dal difensore Luca  Germoni, che si sofferma sull’attività da svolgere in casa:

È la prima volta nella nostra storia che ci chiedono di non poter fare sport cioè la nostra vita, il nostro lavoro, la nostra passione. È difficile, ma dobbiamo resistere e restare a casa, lasciamo da parte la voglia di andare a correre ancora per un po’, lo facciamo per la nostra nazione e per la salute di tutti noi. Alleniamoci a casa in qualche modo anche un po’ arrangiati, ma saremo ancor più felici di poterlo fare, di poter correre ovunque appena sarà tutto finito.

Covid-19: in aumento i casi in Sicilia

In crescita il Covid-19. Messina la provincia siciliana in cui nelle ultime 24 ore si è registrato un maggior incremento di casi.

Questi i casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (giovedì 26 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. In totale sono 1.164 i casi positivi registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 1.095 perché 36 sono già guariti e 33 deceduti. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 52; Caltanissetta, 48; Catania, 321; Enna, 126; Messina, 212; Palermo, 197; Ragusa, 27; Siracusa, 63; Trapani, 49.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 9.658. Di questi sono risultati positivi 1.164 (170 + di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.095 persone (+159 rispetto a ieri). Sono ricoverati 414 pazienti, di cui 68 in terapia intensiva, mentre 681 sono in isolamento domiciliare, 36 guariti e 33 deceduti (1 ad Agrigento, 2 a Caltanissetta, Palermo e Siracusa, 4 a Messina, 6 a Enna e 16 a Catania).

È Messina la provincia siciliana in cui nelle ultime 24 ore si è registrato un maggior incremento di casi di Coronavirus. A seguire c’è la Provincia di Enna, dove in solo un giorno i contagiati sono passati dagli 83 di ieri ai 126 di oggi. In termini assoluti, però, la Provincia di Catania resta quella più colpita dal virus con 321 positivi (33 in più rispetto a ieri).

I casi in Sicilia sono dunque in Aumento. Nel frattempo La Giunta Regionale Siciliana del Presidente Nello Musumeci ha varato un potenziale programma per garantire assistenza ad almeno settemila contagiati, prevedendo circa 2.800 posti letto e 600 di terapia intensiva, tutti interamente dedicati all’epidemia Covid-19.

Va detto che il piano si fonda su una ipotesi di contagio in Sicilia che è ancora remota. La proiezione, infatti si rifà alle condizioni di estrema sofferenza sul modello di quanto avvenuto in alcune aree del Nord Italia.

Si sta procedendo per step: attualmente sono attivi 213 posti di terapia intensiva e 800 posti letto di degenza ordinaria distribuiti su tutto il territorio regionale. La strategia messa in atto dal governo regionale assicura, entro il 20 aprile, di disporre di 587 unità di terapia intensiva e 2.798 posti letto, tutti riservati ai pazienti che potrebbero contrarre il Covid-19, che vanno ad aggiungersi alla dotazione già esistente.

Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto prevista entro il 10 aprile: Palermo, 298; Catania, 390; Messina , 334; Agrigento, 113; Caltanissetta, 139; Enna, 120; Ragusa, 130; Siracusa, 98; Trapani, 55.

Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto entro il 20 aprile: Palermo, 674; Catania, 692; Messina, 458; Agrigento194; Caltanissetta, 155; Enna, 150; Ragusa, 170; Siracusa, 160; Trapani, 145.

Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto di terapia intensiva entro il 10 aprile: Palermo, 128; Catania, 112; Messina, 83; Agrigento, 15; Caltanissetta, 26; Enna, 20; Ragusa, 20; Siracusa, 20; Trapani, 35.

Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto di terapia intensiva entro il 20 aprile: Palermo, 162; Catania, 128; Messina, 111 Agrigento, 23; Caltanissetta, 36; Enna, 22; Ragusa, 40; Siracusa, 30; Trapani, 35.

Al fine di garantire l’effettiva messa in atto del Piano che laddove la Protezione civile nazionale dovesse ritardare nella consegna di tutte le componenti elettromedicali, le stesse potranno essere reperite attraverso l’utilizzo delle stesse tecnologie presenti nelle sale operatorie non utilizzate, così come sperimentato in Lombardia. Lo stesso per tutte le componenti elettromedicali, che potranno eventualmente essere reperite attraverso l’utilizzo delle stesse tecnologie presenti nelle sale operatorie non utilizzate.

Adduso Sebastiano

Il virus della follia: Coronavurus Covid-19 (Lucio Garofalo)

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Il virus della follia. Oramai, i morti si contano già a tre cifre, per cui le masse si lasciano sopraffare dalla paura e dall’ansia, che rischiano di trasformarsi molto facilmente in un clima di psicosi e di isteria collettiva.

Quanti detengono le redini del potere ne approfittano per emanare leggi d’emergenza, come nel periodo del terrorismo.

Siamo “in guerra”, dicono, proprio per creare un clima di terrore.

È la narrazione più divulgata: almeno le persone più vigili e razionali hanno il dovere di riflettere con ponderazione e lungimiranza per prefigurare alcuni scenari futuri e più probabili, benché la reclusione in casa per lungo tempo, ci annebbi il cervello e si corra il rischio di impazzire.

Fra un mese potremo già contare il numero delle persone fuori di testa.

Tuttavia, l’aspetto che più mi inquieta di tutta la vicenda che stiamo vivendo, è la gogna mediatica cui sono esposti i contagiati. I quali non soltanto sono affetti o afflitti dal morbo, costretti in un penoso stato di isolamento e di quarantena totale, bensì devono pure essere esposti alla vergogna pubblica, a dispetto di ogni legge sulla privacy.

Molti contagiati hanno esalato il loro ultimo respiro senza nemmeno il conforto dei loro cari.

È questo il destino più triste ed infame per ogni essere umano.

Il virus della follia: Coronavurus Covid-19  / Lucio Garofalo