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Gazzetta – Milan punta forte su Milik: ecco l’offerta per il Napoli

I rossoneri hanno offerto una parziale contropartita tecnica

Il mondo del calcio è fermo, ma il mercato no. Il Milan, infatti, ha bussato alla porta del Napoli per chiedere informazioni su Arek Milik e presentare una prima offerta per provare a mettere le mani sul calciatore polacco. L’ex Ajax andrebbe a prendere il posto di Zlatan Ibrahimovic che, quasi certamente, non rinnoverà il suo contratto con i rossoneri.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Intanto, a proposito del futuro di Milik, il centravanti polacco è sempre più nel mirino del Milan, che vorrebbe coprire parte della sua quotazione – tra i 35 e i 40 milioni –, inserendo nella trattativa con il Napoli il cartellino di Kessié, com’è noto pupillo di Gennaro Gattuso. Impressioni? Sarà dura convincere De Laurentiis ad abbassare la cifra fissata per privarsi di Milik”.

40 tonnellate di aiuti dalla Cina contro la Covid-19

Sono arrivati dalla Cina 40 tonnellate di presidi sanitari per gli ospedali della Sicilia. I casi di Covid-19 oggi nell’Isola.

Quaranta tonnellate di dispositivi di protezione destinati alla sanità siciliana sono giunti oggi con un aereo-cargo atterrato all’aeroporto di Palermo proveniente dalla Cina. Il ponte-aereo è stato voluto dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che si è avvalso della forte sinergia con la Upmc Italia-Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione – ISMETT di Palermo gestito da UPMC Italy), il colosso multinazionale che sta investendo in Cina.

Il materiale, giunto a bordo di un Boeing 777 appositamente noleggiato, comprende mascherine chirurgiche, guanti, occhiali protettivi, camici, copricapo e gambali, per diversi milioni di pezzi. Il carico giunto stamane è solo il primo di più voli con la Cina che si effettueranno nei prossimi giorni. I dispositivi sono stati già presi in consegna dagli uomini della Protezione civile regionale, che da subito provvederanno a smistarli alle Aziende sanitarie e ospedaliere dell’Isola. Oltre ai dispositivi giungeranno in Sicilia con i prossimi carichi anche attrezzature destinate ai reparti di terapia intensiva e più diffusamente ai Covid-Hospital che sono stati realizzati attraverso il Piano straordinario messo in atto dal governo regionale.

“Appena abbiamo compreso la difficoltà della Protezione civile nazionale nel far fronte alle richieste di tutte le Regioni – ha spiegato il Presidente Nello Musumeci – ci siamo mossi per trovare un rimedio e dare risposta a tutti. Ci son volute più di due settimane di lavoro e confesso che fino all’ultimo abbiamo temuto che l’importante acquisto potesse saltare. Nel frattempo, abbiamo avuto contatti anche con aziende siciliane e spero che presto arrivino altri analoghi risultati. Intanto, questo primo materiale sarà distribuito già da subito per garantire tutela e sostegno al personale medico e sanitario impegnato in prima linea nei nostri ospedali. E’ una iniziativa – conclude il presidente della Regione – portata avanti nella leale collaborazione con lo Stato, a cui il mio governo non si è mai sottratto”.

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha commentato così la notizia “Una bella notizia: oggi sono arrivate in Sicilia 40 tonnellate di mascherine e guanti. Una sostanziosa fornitura che servirà a dare supporto innanzitutto agli ospedali della regione. In totale i dispositivi sanitari distribuiti dal Dipartimento Protezione Civile in tutto il centro sud ad oggi sono circa 20 milioni. Qui potete consultare il dettaglio regione per regione. La fornitura di mascherine non si ferma e questa sera, tra Fiumicino e Malpensa, arriveranno altre 5 milioni di mascherine. In queste settimane presidenti di Regione e sindaci stanno affrontando in prima linea questa emergenza. Come Ministero degli Affari Esteri stiamo fornendo tutta l’assistenza necessaria per andare incontro alle loro esigenze e a quelle di tutti i cittadini. Voglio dire grazie, di vero cuore, a tutti i nostri amministratori locali. Senza alcuna distinzione di colore politico, perché c’è solo il bene che tutti noi, insieme, da nord a sud, proviamo per gli italiani. Solo rimanendo uniti possiamo uscire da questa crisi. Non molliamo”.

Con l’inizio della pandemia in Italia, il governo di Pechino aveva avviato un programma di fornitura di attrezzature mediche ed assistenza, tra cui una equipe di cinque medici specializzati provenienti dalla provincia di Sichuan per sostenere la battaglia contro il coronavirus. Alla guida c’era uno dei vicepresidenti della Croce Rossa cinese e uno specialista del Centro controllo malattie e prevenzione di Pechino. Il team era composto da esperti che si sono formati sul campo durante l’epidemia in Cina, così mettendo a disposizione le proprie competenze acquisite nella lotta al Sars-cov 2 (il virus), per supportare gli specialisti italiani.

Il Presidente della Cina Xi Jinping, dopo l’invio di questo primo gruppo medico, aveva promesso che la Cina sarebbe rimasta in prima linea per supportare l’Italia in questo momento di grave emergenza sanitaria. La decisione di Pechino di inviare personale medico e forniture in Italia, era stata anticipata da una telefonata tra i Ministri degli Esteri delle rispettive nazioni, Wang Yi e Luigi Di Maio.

Insomma, la battaglia di tutti contro la Covid-19 (la malattia) non si ferma e non dovrà mai cessare se non quando si vincerà.

Intanto i casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (domenica 5 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale, sono stati: Agrigento, 104 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 91 (23, 4, 7); Catania, 525 (153, 23, 46); Enna, 270 (170, 1, 13); Messina, 314 (138, 15, 24); Palermo, 258 (73, 29, 12); Ragusa, 41 (7, 4, 3); Siracusa, 77 (44, 25, 7); Trapani, 94 (24, 1, 3). Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 21.904 (+2.008 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 1.994 (+62), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.774 persone (+48). Sono ricoverati 632 pazienti (+5), di cui 76 in terapia intensiva (+2), mentre 1.142 (+43) sono in isolamento domiciliare, 104 guariti (+9) e 116 deceduti (+5).

Adduso Sebastiano

Castellammare, 9 operatori sanitari positivi, Cimmino: “Fuori i nomi dei responsabili!”

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Castellammare, 9 operatori sanitari positivi, Cimmino: “Fuori i nomi dei responsabili!”. Nessun altro caso di Covid-19 registrato in serata

Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, in serata, ha riferito di non aver ricevuto comunicazioni dall’Asl circa nuovi casi di Covid-19 in città. Tuttavia, il primo cittadino stabiese ha sottolineato un dato piuttosto allarmante: sono già 9 gli operatori sanitari stabiesi finora risultati positivi al coronavirus, di cui uno purtroppo ieri ha perso la vita: “Sono proprio loro le persone più esposte sul nostro territorio. E necessitano di adeguate tutele, per la salvaguardia non solo della propria salute, ma anche di quella delle loro famiglie e di tutti i pazienti” 

Il contagio si trasmette anche con brevi contatti ravvicinati ed è difficile contenerne gli effetti senza le opportune forme di tutela, soprattutto per chi è costretto ad affrontare la battaglia in prima linea: penso ai medici, agli infermieri, al personale ospedaliero, agli operatori sanitari. Mi batterò per far uscire fuori i nomi dei responsabili di questa assurda vicenda e continuerò ad impegnarmi per salvaguardare l’incolumità di tutti i miei concittadini.

Restano quindi 26 i cittadini stabiesi contagiati dall’inizio dell’emergenza: 20 sono tuttora positivi, 2 sono guariti e 4 sono deceduti. In isolamento domiciliare con sorveglianza ci sono 108 persone, identificabili come casi sospetti o come persone venute a contatto con pazienti positivi o con altri casi sospetti in attesa dell’esito del tampone.

Bollettino Regione Campania:

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati sull’emergenza sanitaria causata dall’epidemia da Covid-19:
Totale positivi: 2960
Totale tamponi: 23.139
Totale deceduti: 189
Totale guariti: 150 (di cui 71 totalmente guariti e 79 clinicamente guariti)

Gravina: “Finire il campionato a ottobre? E’ un’ipotesi. La possibile data per la ripresa”

Gravina (Pres. FIGC): “Finire il campionato a ottobre? E’ un’ipotesi che stiamo valutando. La possibile data per la ripresa”

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto a La Domenica Sportiva per fornire alcuni aggiornamenti sulla possibilità di riprendere il campionato di Serie A. Queste le sue parole:
“Spingersi fino a ottobre pur di concludere il campionato di Serie A? Si tratta di un’ipotesi che stiamo valutando. In questo momento abbiamo una possibile data per ripartire, ovvero quella del 17 maggio, ma ci tengo a precisare che è solo un’ipotesi. Concludere la stagione sarebbe il modo migliore, non solo per non compromettere la stagione 2019/2020, ma anche per evitare problemi con la prossima”.

Il Corriere dello Sport sulle posizioni del club di Serie A sulla ripresa del Campionato: Gravina

“Ogni presidente ha chiaro in mente che, in qualunque modo sarà messo un punto, ci saranno dei danni. Sarebbero minori se non si arrivasse alla conclusione cristallizzando la classifica attuale (magari senza assegnare lo scudetto, ma non certo con una Serie A del prossimo anno a 22 formazioni perché la Figc è contraria) oppure giocando fino ad agosto (con il rischio di “influenzare” il 2020-21)?”

– Chi vuole continuare: Lotito (LAZIO), De Laurentiis (NAPOLI), Giulini (CAGLIARI), Percassi (ATALANTA), Pallotta (ROMA), Comisso (FIORENTINA), Setti (VERONA), Pizzarotti (PARMA), Rossi (SASSUOLO), Damiani (LECCE)
– Chi attende altri sviluppi: Agnelli (JUVENTUS), Soldati (UDINESE)
– Chi considera la stagione finita: Cairo (TORINO), Cellino (BRESCIA), Ferrero (SAMPDORIA), Saputo (BOLOGNA), Zhang (INTER), Scaroni (MILAN), Preziosi (GENOA), Mattioli (SPAL)

Gravina campionato

Avvocati indaffarati (pochi) e Medici processati per Coronavirus

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Avvocati indaffarati a speculare sul dolore per cercare clienti interessati ad intentare contenziosi con  Medici e con ospedali per malasanità da Coronavirus

Avvocati indaffarati (pochi) e Medici processati per malasanità da Coronavirus

Ad oggi sono 80 i medici morti per coronavirus contratto sul lavoro. 25 gli infermieri morti (a Monza, per lo sconforto, una addirittura si suicida all’età di 34 anni).  Più di 11.000 i contagiati tra medici,  Infermieri, e personale parasanitario (autisti di ambulanze, addetti alle pulizie, manutentori, ecc.). Persone che per troppo tempo sono state considerate ultime, poco pagate e poco considerate.  Invece, ci stiamo rendendo conto quanto sono preziose per la salute di tutti.

Una situazione di consapevole trincea. «Siamo qui per lavorare e combattere», ha detto un Collega morto. Ma ci tengono a far sapere che hanno anch’essi hanno paura.  Di morire, di contagiare se stessi ed i propri famigliari. Insomma sono esseri umani come noi, non certo dei kamikaze esaltati.

Medici che vivono più volte al giorno la tragedia della morte di persone tragicamente sole. Medici costretti a comunicare ai famigliari la morte dei loro cari. Riuscire ad ammortizzare stanchezza, emozioni, tensione lavorativa da stress professionale, non deve essere facile. Per questo tutti li chiamiamo e li consideriamo eroi del dovere. Etico, professionale e civico.

Ma chi perde un affetto famigliare resta col suo dolore straziante, che oggi non riesce a lenire neanche con la pietas consolante di un funerale. Balena la tentazione  di trovare  un qualsiasi capro espiatorio colpevole della morte del proprio caro. È umano e comprensibile. I medici sono per tradizione i parafulmini del dolore di tante morti inevitabili. Certo,  se il medico avesse capito prima… Se il medico avesse fatto… Questo pensiero serpeggia nella mente di chi non riesce a trovare rassegnazione.

Su questa umana debolezza molti studi legali hanno tentato e stanno tentando di far leva. Allo scopo di ottenere risarcimenti per i pazienti deceduti. Il tutto, ovviamente, mascherato dalla “questione di principio”:  affinché giustizia sia fatta. Fuor di dubbio.

Da più parti si è sentito parlare di “sciacallaggio” nella pubblica opinione, che per il momento ha eletto Medici ed Infermieri come loro eroi. Guai a chi ne parla male oggigiorno. Ed anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha fatto sentire la sua vibrata protesta a difesa dei propri iscritti che stanno coniugando umanità e dovere in modo esemplare. E per condannare l’operato di  quegli avvocati (pochi) che intendono, speculare sul dolore e le difficoltà  delle persone, in questo difficile momento che vive il nostro Paese.

Il Consiglio Nnazionale Forense – colto al volo lo scivolone – esprime forte condanna verso questi avvocati “disinvolti” che violano principi etici dell’avvocatura.  Ed assicura forte ed incondizionata gratitudine a tutti i medici, agli infermieri ed ai tanti volontari impegnati nella cura e nell’assistenza dei malati in questa epidemia.

A calmare le acque ci prova il Governo che interviene ope legis. Infatti, alla legge di conversione del D. L. 17 marzo 2020 n. 18 ha aggiunto l’art. 13-bis. La norma prevede che durante il periodo di emergenza da Covid -19 (quindi sino al 31 luglio 2020, fatte salve proroghe) la responsabilità civile, penale ed amministrativo – erariale delle strutture e degli operatori sanitari del Paese è limitata alle sole ipotesi di condotte dolose. Al momento sembra la soluzione più  giusta per assicurare a Medici ed Infermieri la giusta serenità per affrontare la presente emergenza.  Senza dover temere anche di essere chiamati a giustificarsi davanti ad un giudice.

Quando il flagello si sarà fermato, anche da questo episodio dovremmo imparare qualcosa. In Italia ci sono 250 mila avvocati. In Francia ce ne sono 60 mila ed in Germania 170 mila. Quindi da noi ci sono  più di 4 avvocati ogni mille abitanti,  che devono sbarcare il lunario, in qualche modo. Anche corazzandosi di pelo sullo stomaco,  come in questa tremenda vicenda.

La facoltà di Medicina a suo tempo fu falcidiata, istituendo il numero chiuso, per l’accesso e per le specialità. E adesso abbiamo visto di quale drammatica carenza di Medici l’Italia sta soffrendo. Mentre abbiamo una pletora di avvocati, che per vivere sono costretti ad alimentare litigiosità ed a speculare anche sulla tragedia di una intera comunità nazionale.

Non sarebbe il caso di rivedere tutto il nostro ordinamento universitario? Per il futuro, formiamo più medici e rallentiamo di sfornare avvocati a gogò.

Carmelo TOSCANO

Emergenza Covid-19 Campania, la proposta: “Mascherine obbligatorie per tutti”

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Emergenza Covid-19 Campania, la proposta dei Verdi e di un medico del San Giovanni Bosco: “Mascherine obbligatorie per tutti”

Nonostante tante persone sembrano aver capito la gravità della situazione, anche in Campania c’è chi continua a non rispettare le distanze di sicurezza e il divieto di assembramento. I Verdi, attraverso il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, membro della commissione sanità, hanno chiesto al presidente Vincenzo De Luca delle misure più drastiche: “Troppa gente, purtroppo, continua a non capire la gravità della situazione, mettendo a rischio la salute di tutti. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, la redazione di un’ordinanza che obblighi tutti i cittadini che scendono in strada di indossare una mascherina. Pene severe per chi non le indosserà. Non possiamo permettere a qualche cialtrone strafottente di condannarci tutti”.
Sarebbe importantissimo obbligare tutti i cittadini a indossare la mascherina – ha aggiunto Natale De Falco, medico del San Giovanni Bosco. – L’ottanta percento delle persone che contraggono il Coronavirus sono asintomatiche, non sanno quindi di averlo contratto. La mascherina, in quest’ottica, è fondamentale per evitare il contagio. Va chiarito che si tratta di uno strumento di protezione che serve a non infettare chi c’è in torno, e quindi a frenare il contagio riducendo drasticamente il virus messo in circolo. Non è difficile da indossare, è uno sforzo minimo che può dare un grande risultato soprattutto perché troppa gente non rispetta le distanze di sicurezza per evitare il diffondersi del contagio”.

Scafati, due nuovi casi di Covid-19: possibile contagio in Ospedale per uno di loro

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Scafati, due nuovi casi di Covid-19: primo caso si tratterebbe di un parente di un altro paziente, possibile contagio in Ospedale per il secondo

Il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha riferito di aver ricevuto comunicazione dall’Asl circa due nuovi casi di positività al Covid-19. Nel primo caso, si tratterebbe di un parente stretto di uno dei primi contagiati ed era già in quarantena. Nel secondo caso si tratta di una persona che era ricoverata da alcune settimane, per altre patologie, in un presidio ospedaliero dove si presume abbia contratto il virus. “Continuiamo a fare la nostra parte per evitare che il numero dei contagi aumenti ulteriormente. Restiamo a casa, non perdiamo la speranza.” è l’appello del primo cittadino scafatese. “Dobbiamo affrontare questa emergenza con razionalità e con senso di responsabilità, continuando ad attenerci alle regole. Non mi stancherò mai di ripetervelo. C’è in ballo la salute di tutti.”

Nella giornata di ieri Salvati ha invitato i propri cittadini a non dar credito a notizie che non provengono dalle fonti ufficiali: “Sono stato, sono e sarò sempre disponibile ad aggiornarvi sui dati, ma solo ed esclusivamente dopo averne avuto conferma ufficiale da atti trasmessi da fonti ufficiali, l’ASL o la Protezione civile regionale. Non mi importa che sul web circolino anticipazioni di contagi nuovi, o presunti tali, che spesso vengono smentiti.”
“Purtroppo sul web c’è una corsa a chi prima pubblica la lista dei numeri senza avere riscontri. Questa non è informazione e crea solo confusione, in un momento così difficile, diffondendo ansia nella popolazione e alimentando allarmismi spesso ingiustificati.
Per favore, quindi, non date credito agli onnipresenti leoni da tastiera. Ho la necessità di avere riscontri ufficiali, comunicazioni per iscritto, da parte degli enti preposti per avere conferma di ciò che dobbiamo comunicarvi. E, personalmente, non correrò dietro a chi vorrà anticipare notizie non certe. Continuerò ad aggiornarvi dei dati, solo dopo averne avuto conferma ufficiale. Per correttezza, serietà e rispetto nei vostri confronti, nella mia duplice veste di sindaco e di medico.”

Emergenza Covid-19 Campania, l’ultimo bollettino della Regione (05/04)

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Emergenza Covid-19 Campania, l’ultimo bollettino della Regione (05/04): 2960 contagiati, 23.139 tamponi effettuati

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati sull’emergenza sanitaria causata dall’epidemia da Covid-19:
Totale positivi: 2960
Totale tamponi: 23.139
Totale deceduti: 189
Totale guariti: 150 (di cui 71 totalmente guariti e 79 clinicamente guariti)

Il riparto per provincia:

Provincia di Napoli: 1.532 (di cui 671 Napoli Città e 861 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 437
Provincia di Avellino: 355
Provincia di Caserta: 300
Provincia di Benevento: 108
Altri in fase di verifica Asl: 228

Emergenza Coronavirus su base nazionale – Aggiornamento delle ore 18.00:

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 91.246 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 128.948 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 28.124 in Lombardia, 12.837 in Emilia-Romagna, 10.177 in Piemonte, 9.409 in Veneto, 5.185 in Toscana, 3.578 nelle Marche, 3.186 nel Lazio, 3.093 in Liguria, 2.022 in Puglia, 1.774 in Sicilia, 1.795 nella Provincia autonoma di Trento, 1.363 in Friuli Venezia Giulia, 1.420 in Abruzzo, 1.226 nella Provincia autonoma di Bolzano, 898 in Umbria, 815 in Sardegna, 706 in Calabria, 576 in Valle d’Aosta, 254 in Basilicata e 187 in Molise.

Sono 21.815 le persone guarite. I deceduti sono 15.887, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Coronavirus. Indigenza e fame: crescono le chiamate di aiuto

Nel bolognese una ragazzina chiama i Carabinieri “il frigo è vuoto”. In ogni Regione aumenta il numero di indigenti che hanno bisogno di aiuto.

“Abbiamo fame, mio padre non lavora più e il frigo è vuoto, aiutateci vi prego”. È la telefonata di una 12enne al 112, ricevuta dalla centrale operativa dei Carabinieri di Vergato, nel Bolognese. Dopo averla tranquillizzata, l’operatore che le ha risposto ha inviato una pattuglia a casa sua. I militari hanno accertato che le parole della ragazzina descrivevano una situazione reale e hanno aiutato la famiglia, di origine straniera, composta da genitori e due figli.

Coldiretti pochi giorni addietro ha lanciato un allarme sociale poiché sarebbero circa 2.678.000 le persone indigenti a rischio fame in Italia. Il calcolo di Coldiretti si fonda su un’elaborazione dei dati contenuti nella Relazione annuale Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti) di giugno 2019. Le maggiori difficoltà alimentari si registrano nel mezzogiorno con oltre 530.000 persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare in Campania, oltre 364.000 in Sicilia e quasi 283.000 in Calabria. Ma situazioni diffuse di bisogno, rileva la confederazione, si registrano anche nel Lazio, con oltre 263.000 persone, e in Lombardia, con 235.000.

Con le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, si aggrava la situazione e aumenta il numero di persone  – evidenzia la Coldiretti costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense“.

Lo studio della Coldiretti individua le maggiori difficoltà alimentari specialmente in tutto il Mezzogiorno, con oltre 530mila persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare, tra cui oltre 364mila in Sicilia e quasi 283mila in Calabria. Ma situazioni diffuse di bisogno si rilevano anche nel Lazio con oltre 263mila persone e con 235mila persone nella Lombardia devastata dal Coronavirus.

Ad essere in difficoltà a livello nazionale – sottolinea la Coldiretti – sono, tra le categorie più deboli, quasi 113mila senza fissa dimora, oltre 225mila anziani sopra i 65 anni, e 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni che ricevono aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), grazie ad associazioni come Banco Alimentare, Banco delle opere di Carità, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa Italiana, Fondazione Banco Alimentare e Associazione Sempre Insieme per la Pace. E è di oltre 20mila il numero di indigenti in Umbria che hanno bisogno di aiuto per mangiare.

“Non possiamo fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma ci siamo per tutti…”. Così Roberto Tuorto, direttore del Banco Alimentare di Fisciano, spiega lo sforzo messo in campo per garantire assistenza alle famiglie disagiate ai tempi del Covid-19. Un obiettivo non certo semplice, se si pensa che la distribuzione viene effettuata su tutto il territorio regionale della Campania, con richieste in aumento di ora in ora e personale decimato per motivi precauzionali. Nei giorni in cui la curva dell’epidemia sembra stabilizzarsi (malgrado il conto pagato in termini di contagi e vittime sia sempre troppo alto), un’altra priorità è tendere la mano a quei cittadini che, ancor prima della tempesta perfetta rappresentata dal virus, facevano fatica a mettere il proverbiale piatto in tavola. Gli “ultimi”, insomma, o in alternativa coloro che, per via del blocco imposto dalla quarantena alle attività non indispensabili, sono stati costretti ad abbassare la serranda e interrompere i rispettivi esercizi, con il rischio concreto di non poter tutelare i loro cari dal punto di vista dei bisogni primari.

“Il nuovo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio ei Ministri del 22 marzo 2029 pubblicato il 26) – spiega Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania – destina 4,3 miliardi ai Comuni tramite il fondo di solidarietà e 400 milioni tramite un’ordinanza della Protezione Civile per aiutare le persone in difficoltà, in particolare con la formula dei buoni spesa e distribuzione di generi alimentari. Chiediamo ai sindaci di destinare le risorse all’acquisto di prodotti alimentari italiani e da filiera agricola del territorio. Le nuove risorse rese disponibili per buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessità possono sostenere l’economia agricola regionale, che in molti comparti si trova in grande difficoltà con il blocco delle esportazioni e la chiusura di agriturismi, bar, ristoranti e mense”.

Della Sicilia avevamo già scritto il “28 Marzo 2020 Con il fermo per il Coronavirus, famiglie allo stremo in Sicilia”. A distanza di una settimana la situazione si fa complessivamente sempre più difficile. Da una nostra indagine, abbiamo appreso che tranne i buoni spesa della Regione e dello Stato nonché le offerte dei privati attraverso il “carrello o scontrino sospeso”, ancora alle persone che hanno bisogno non è arrivato altro. Siamo fermi alla fase delle domande. Ci sono categorie, ad esempio: bar, barbiere, ristoratori, albergatori, ecc. le cui famiglie sono, da questo mese di aprile, senza soldi. I bar, ristoranti e similari, hanno dovuto buttare o devolvere tutta la roba che avevano dentro in particolare acquistata nella previsione delle festività pasquali. Ci dovrebbe essere anche un controllo sulle donazioni pecuniarie della gente ai Comuni, poiché esse vengono gestite direttamente da questi ultimi (si teme il clientelismo tanto più in questa situazione di emergenza).

Il Governo Nazionale si attivi, anche con misure giuridicamente drastiche, stante la grave emergenza sanitaria, economica e sociale in corso, sfoltendo al massimo gli adempimenti burocratici (e pure i decennali raffermi apparati e rispettivi boiardi). L’Europa si renda conto che potrebbe essere prossima alla fine della sua storia di Unione se, celermente, non diviene in modo umano e politico la Nazione di tutti i cittadini europei.

Nel frattempo le persone in difficoltà si affrettino a presentare tutte le istanze al momento previste, da quelle all’Inps fino ai rispettivi Comuni. Ricordiamo che ci si può appoggiare ad un Caaf (Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale), la cui natura giuridica in base alla legge istitutiva è quella di  Società a responsabilità Limitata, sono soggetti del diritto tributario che agiscono quali strutture intermedie tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria e sono stati introdotti nell’ordinamento italiano con la l.413/1991 per l’espletamento dell’attività di assistenza fiscale intesa quale operazione di ausilio e supporto nei confronti di determinati contribuenti), possibilmente noto, serio e non improvvisato, contattabile via email o telefono, oppure ci si può rivolgere al proprio Comune ove ormai in genere è stato istituito tale servizio di assistenza per le agevolazioni e assistenza ai cittadini che ne hanno diritto.

Adduso Sebastiano

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e sicurezza sul lavoro

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Coronavirus e sicurezza sul lavoro: l’ignorare l’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) fa aumentare le vittime tra il personale sanitario e le forze dell’ordine.

L’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

L’elenco delle vittime del coronavirus in Italia si allunga sempre più. E tra esse molte le persone che hanno perso la vita prodigandosi nell’aiutare gli altri: medici, infermieri, personale socio-sanitario, ma anche addetti alla vigilanza e rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il Papa nel videomessaggio per la Settimana Santa, due giorni fa ha elogiato gli eroi che rischiano la propria vita per salvare quella degli altri, combattendo contro questo nemico invisibile,impegnati in prima linea negli ospedali ma anche sulle strade nei servizi essenziali di vigilanza e controllo.

“Ho presente – ha detto il Santo Padre – la generosità di chi si espone per la cura di questa pandemia o per garantire i servizi essenziali alla società. Quanti eroi, di tutti i giorni, di tutte le ore!”

Eroi, ma anche vittime sacrificali perché, come dimostrano i dati, sono gli operatori sanitari, con oltre 11mila contagiati (e purtroppo 80 medici e 25 infermieri morti alla data di ieri) la categoria più colpita. Un numero impressionante di casi, che rende ancora più drammatica la situazione di emergenza, costringendo alla chiusura temporanea alcune strutture per l’opportuna sanificazione.

La questione della sicurezza investe tutto il personale sanitario, i medici ospedalieri e di base, gli infermieri e il personale socio-sanitario nelle strutture pubbliche e private, ed è un problema dovuto alla mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), soprattutto mascherine (quelle chirurgiche o FFP2 e FFP3) ma anche guanti, protezioni anti schizzo, occhiali protettivi.

Dispositivi necessari per svolgere in sicurezza le normali attività di cura e assistenza: lavorare senza è come andare a combattere al fronte senza armi.

Con questa ed altre carenze stiamo pagando ora lo scotto dei tagli indiscriminati alla Sanità, iniziati da molti anni, che ne hanno falcidiato le risorse e che ora evidenziano i danni prodotti nella loro cruda e drammatica realtà.

Questa è la situazione denunciata a gran voce da Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti, Presidente e Vice Presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici e degli odontoiatri, ma anche dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI).

Particolarmente preoccupante, come ha dimostrato lo studio sull’evoluzione dell’epidemia a Vò Euganeo, è la presenza degli asintomatici, e il metodo finora usato di non fare il tampone ai medici e agli infermieri, a meno che non manifestino sintomi, è inadeguato, perché gli ospedali rischiano di diventare ad altissima pericolosità virale.

Così come le strutture residenziali per anziani, minori, disabili o persone con problemi di salute mentale e dipendenze, così come le carceri e i dormitori. È indispensabile che tutte le persone che operino o sono accolti in queste realtà possano aver accesso ai DPI.

Che dire poi dei rischi corsi dalle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni? Tanti sarebbero i contagiati, come denuncia il presidente dell’Ansfo, l’Associazione nazionale dei sostenitori delle forze dell’ordine, Massimo Martini, ma il tampone per poliziotti e carabinieri nei casi a rischio non è obbligatorio.

Quello della scarsezza dei tamponi effettuati, in relazione al numero dei potenziali contagi, è un’altra nota dolente. Nella sola giornata di ieri sono morti a causa del Coronavirus, il carabiniere Raffaele Palestra Luogotenente al Nucleo investigativo di Salerno, 52 anni, e il sostituto commissario della Polizia di Stato Giorgio Guastamacchia, di Roma, 52 anni, senza patologie pregresse, che faceva parte della scorta del premier Giuseppe Conte. Tra i vigili urbani ieri è morto il Luogotenente Giuseppe Esposito, 65 anni, di Napoli.

Alcuni giorni fa il commissario Domenico Arcuri ha affermato che occorrono circa 90 milioni di mascherine chirurgiche al mese. Del resto anche il Decreto #CuraItalia, all’art. 5 Comma 5, autorizza una spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020, per i dispositivi di protezione individuale.

Inutile dire che la distribuzione di DPI rimane ancora fortemente insufficiente e disomogenea sul territorio nazionale, mettendo a rischio gli operatori, ma anche e soprattutto gli utenti.

Adelaide Cesarano

Sciacalli E Avvoltoi sempre in cerca di bocconcini (Lo Piano SaintRed)

Sciacalli e avvoltoi, quando la fame li assale, fanno il “mestiere” che la Natura gli ha insegnato, stessa cosa non si può dire per altre specie di “umani” alle prese con l’indigenza dei propri simili.

Sciacalli E Avvoltoi sempre in cerca di bocconcini (Lo Piano SaintRed)

Per entrare nel tema parliamo dello stato di necessità :

La ressa, creatasi solo pochi giorni fa nel portale telematico dell’Inps, per poter accedere ai 600 euro concessi dallo Stato, danno un quadro di quella che è la situazione in cui versano milioni di Italiani in questo particolare momento di crisi economica.

Era prevedibile che l’intero sistema telematico della Previdenza Sociale, andasse in tilt.

Se, il 1° Aprile, le domande erano state 350 mila, nei 2 giorni a seguire sono diventate un milione e mezzo: questi numeri rappresentano una reale “immagine” del grave stato di disagio in cui versano milioni di famiglie italiane.

Per non perdere il filo logico torniamo al tema :

Nei giorni successivi alla Pandemia, quando si è creata una generale indigenza economica, come per incanto i prezzi di tanti prodotti sia nei Supermercati che nelle Farmacie hanno iniziato a lievitare.

Facciamo 2 esempi :

il primo in un Supermercato della linea Conad nel torinese, dove i prezzi su alcuni prodotti di prima necessità erano stati raddoppiati, altri triplicati. Per fortuna, Conad, appena appresa la notizia ha provveduto alla risoluzione della licenza d’uso del Marchio e alla risoluzione del contratto con il proprietario del punto vendita.

Nel secondo caso sono state tante le Farmacie che hanno “messo le ali” a tanti prodotti sanitari, parliamo di guanti, mascherine, alcool, detergenti e tanti altri articoli collegati, dove la lievitazione è stata di gran lunga superiore.

Basti pensare che sulle mascherine si sono avuti aumenti del 1700%, in lettere si capisce meglio (millesettecento per cento). Due mascherine fatte dall’unione di 2 stracci, sono state vendute in una Farmacia, scontrino alla mano, a 90 euro cadauna.

Basti pensare che il loro costo in un momento non di crisi, non avrebbe superato i 2 euro.

Se lo Stato c’e’, deve farsi sentire, non è giusto che milioni di persone vengano attaccate da bande di approfittatori economici, veri e propri sciacalli-avvoltoi.

Le punizioni dovrebbero essere più che esemplari, visto che viviamo in un mondo di ladri.

Lo Piano SaintRed

Portici, emergenza covid – 19: primi due pazienti guariti

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Portici, emergenza covid – 19: primi due pazienti guariti

Portici, due pazienti guariti dal coronavirus: lo annuncia il Sindaco della città Enzo Cuomo. Ecco quanto dichiarato dal Primo Cittadino:

Li numeriamo in ordine cronologico per tutelarne i dati sensibili, è guarita la paziente n.1 di 83 anni che si trova a casa in buone condizioni, è guarito il paziente n,4 di 50 anni che si trova ancora in ospedale ma tra qualche giorno dovrebbe tornare a casa ma ancora più significativo è che i familiari conviventi dei due pazienti sono risultati NEGATIVI all’esame del tampone testimoniando che i contagi avvengono in mancanza delle distanze di sicurezza e di attenzione.

I casi POSITIVI al tampone comprese le 2 Persone decedute sono pari a 16 su un totale complessivo di 120 tamponi sinora esitati. Per tutti i 16 casi Positivi al tampone l’UOPC di Portici e la nostra Unità di Crisi Comunale hanno ricostruito la catena dei contatti verificando caso per caso che non vi sono collegamenti tra i contagiati sul territorio comunale tranne che per due di loro che convivono nella stessa casa e, quindi, molto presumibilmente, uno dei due ha poi contagiato l’altro.

Un minuzioso e costante lavoro ci consente un continuo aggiornamento del numero complessivo di Cittadini che precauzionalmente sono stati posti in isolamento fiduciario permanente che ad oggi è di circa 750 persone, molte di queste persone hanno, ovviamente, terminato, e stanno terminando il periodo di isolamento senza alcun problema.

DOBBIAMO CONTINUARE quei comportamenti che stiamo avendo da giorni, il VIRUS non è ancora battuto, e solo se non lo facciamo andare in giro spostandoci dalle nostre case riusciremo a vincerlo.
NOI VESUVIANI SIAMO LAVICI, INDISTRUTTIBILI E BATTEREMO QUESTO MALEDETTO VIRUS RESISTENDO IN CASA E RISPETTANDO LE REGOLE CHE TUTTI CONOSCIAMO.

DOBBIAMO CONTINUARE quei comportamenti che stiamo avendo da giorni, il VIRUS non è ancora battuto, e solo se non lo facciamo andare in giro spostandoci

Torre del Greco, emergenza covid – 19: nessun nuovo contagio in città

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Torre del Greco, i dati sono aggiornati al 4 aprile: nessun nuovo contagio in città

Torre del Greco, emergenza covid – 19: nessun nuovo contagio in città

Torre del Greco, in base a quanto comunicato dagli Ente competenti, non ci sono nuovi casi da covid – 19 in città. I dati sono aggiornati al 4 aprile; ecco quanto si legge sulla pagina ufficiale del Sindaco Giovanni Palomba:

Il Centro Operativo Comunale, a seguito dell’ultimo aggiornamento con l’Unità di Crisi della Protezione Civile Regionale e con i responsabili dell’ ASL Na3 Sud comunica che, nella giornata odierna a Torre del Greco, non è stato registrato nessun nuovo caso di contagio da COVID- 19, mentre sono tre i nuovi casi diguarigione dal virus.

Così, il quadro complessivo ​ che emerge – al netto del trentesimo giorno consecutivo di attività del C.O.C. – è il seguente:​

Totale ospedalizzati: 13;

Totale in isolamento domiciliare: 39;

Totale guariti dal COVID: 14;

Totale decessi: 13

Totale tamponi odierni effettuati: 30 ( tutti negativi)

Atteso, poi, per le prossime ore il riscontro dell’esito di ulteriori tamponi.

“ Non siamo fuori dall’Emergenza”. A dichiararlo, con fermezza, è il sindaco Giovanni Palomba.

“ Vorrei che questo dato fosse chiaro e trasparente ai cittadini torresi. Soprattutto, vorrei chiarire che senza l’impegno e la collaborazione di tutti non usciremo da questa emergenza epidemiologica, in tempi brevi. Le attività di controllo non risolvono i problemi. Occorre responsabilità e senso civico di ciascuno. In più occasioni ho ribadito la necessità, che tutti facciano la loro parte. Solo così riusciremo realmente a contrastare la reale diffusione del contagio. Ora non possiamo permetterci di sbagliare. Uniti ce la faremo”.

Seguiranno aggiornamenti per la giornata di oggi. 

Castellammare, 33enne risultato positivo al covid – 19: 26 i contagiati

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Sale il numero di contagiati in città. Il Sindaco Cimmino: “Il virus colpisce tutte le fasce di età e la propagazione dell’infezione è ancora decisamente elevata”

Castellammare, 33enne risultato positivo al covid – 19: 26 i contagiati

A Castellammare aumentano i casi da coronavirus. Dell’ultimo contagiato ne da notizia il Sindaco Cimmino.

“L’Asl ci ha comunicato che un giovane stabiese di 33 anni è risultato positivo al coronavirus (Covid-19). Il virus colpisce tutte le fasce di età e la propagazione dell’infezione è ancora decisamente elevata. Il 33enne è attualmente in isolamento domiciliare insieme al suo nucleo familiare e a lui, come a tutti gli altri pazienti positivi al Covid-19, auguro di guarire presto e di vincere la battaglia contro il virus.

Salgono a 26 le persone contagiate dal virus in città: 20 sono tuttora positive, 2 sono guarite, 4 non ce l’hanno fatta. Diminuisce a 108 il numero dei cittadini in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, identificabili come casi sospetti o come persone venute a contatto con pazienti positivi o con altri casi sospetti in attesa dell’esito del tampone.”

Intanto continuano senza sosta i controlli da parte delle forze dell’ordine:

“La polizia municipale, intanto, ha controllato 191 persone munite di autocertificazione attestante valida motivazione per uscire di casa, denunciando 7 cittadini che circolavano in strada senza valida ragione, sanzionati con una multa da 400 euro e l’obbligo di quarantena per 14 giorni.”

Non è mancato l’augurio del Sindaco in questa Domenica delle Palme molto sui generis, è stato un augurio accompagnato da un appello, che ora come ora con l’aumento dei contagiati, risulta davvero necessario ed importante:

“Nell’augurare una buona Domenica delle Palme a tutti gli stabiesi, rivolgo un appello ai cittadini con l’approssimarsi delle festività pasquali: rinunciare a festeggiare con gli amici e i parenti, non allontanarsi dall’area dove si vive, evitare rientrare a casa è un dovere per tutelare la propria salute e quella degli altri, soprattutto i più fragili.”

26enne arrestato a Secondigliano con un’arma non registrata

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26enne arrestato a Secondigliano – Continuano i controlli su tutto il territorio campano. In virtù dell’emergenza da covid – 19, i controlli delle forze dell’ordine si sono intensificati soprattutto in quelle zone che potremmo chiamare “di frontiera”. Nello specifico, in base ad una note a noi inviata dalla Polizia, ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Secondigliano hanno effettuato un controllo presso un’abitazione in via del Cassano dove hanno rinvenuto una pistola semiautomatica con matricola abrasa e caricatore fornito di 6 cartucce calibro 22.

F.  Fontanarosa, 26enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione d’arma clandestina e ricettazione.

Sempre nella giornata di ieri la Polizia è intervenuta anche sul territorio di Scampia, denunciando 6 persone.

Polizia Secondigliano, arrestato 26enne trovato in possesso di un’arma non registrata / Vincenza Lourdes Varone

Alcune altre news di operazioni della Polizia da nostro archivio:

Napoli, a Scampia scoperto “circolo ricreativo”: denunciati in 6

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Napoli, le delinquenza non va in vacanza, nemmeno quando in giro c’è una pandemia in corso. E questo è proprio quello che accade in molte zone della Campania: nello specifico sei persone sono state beccate a Scampia mentre mettevano su un “circolo creativo”.

Napoli, a Scampia scoperto “circolo ricreativo”: denunciati in 6

Ieri pomeriggio, gli agenti del Commissariato Scampia, durante il servizio di controllo del territorio, finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno sorpreso in via Labriola al Lotto K un gruppo di persone accalcate all’esterno di un garage che, alla vista della volante, si sono date alla fuga.

Entrati nel box i poliziotti hanno bloccato intorno ad un tavolo da gioco 6 persone, napoletani tra i 25 e i 57 anni con precedenti di polizia, e li hanno sanzionati per aver violato le misure previste dal D.P.C.M. del 22 marzo 2020.

Polizia Napoli, a Scampia scoperto “circolo ricreativo”: denunciati in 6 / Vincenza Lourdes Varone

Altri articoli con operazioni della Polizia presenti nel nostro archivio:

La Polizia di Stato insieme al 118 in Sicilia per l’emergenza Covid-19

La Polizia di Stato di Palermo insieme al 118 ha distribuito in Sicilia 10 mila mascherine FFP2 al personale dell’emergenza Covid-19 (video).

Nell’ambito del consolidato rapporto di collaborazione, che da molti anni lega il IV Reparto volo della Polizia di Stato di Palermo ed il 118 della Regione Sicilia, questa mattina è stato effettuato il trasporto urgente di 10 mila mascherine, del tipo FFP2, destinate al personale impiegato nell’emergenza COVID 19 in Sicilia.

La Polizia di Stato, infatti, in questi giorni di emergenza Coronavirus, sta impiegando ogni reparto per il supporto alle attività necessarie per fermare il contagio. In tale contesto si inserisce il trasporto effettuato oggi dagli uomini del I Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare (Roma) e dai loro colleghi dell’omologo reparto palermitano.

Per far sì che vengano messi a disposizione del personale operante in breve tempo, i dispositivi di protezione individuale sono stati caricati sull’aereo P180 della Polizia di Stato all’aeroporto di Ciampino, a Roma, e, una volta giunti all’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, sono stati trasferiti a bordo di un elicottero AW 139, presso l’aeroporto Boccadifalco.

Le mascherine saranno custodite all’interno del IV Reparto Volo di Palermo dove è stato allestito un hub regionale per i dispostivi di protezione individuale in attesa della progressiva distribuzione su tutto il territorio regionale.

Adduso Sebastiano

Emergenza Covid-19 = Emergenza Violenza sulle Donne

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Se l’Emergenza Covid-19 colpisce duramente i polmoni, l’ Emergenza violenza sulle Donne colpisce al cuore, e lo ferma.

Emergenza Covid-19 = Emergenza Violenza sulle Donne

Se l’Emergenza Covid-19 colpisce duramente i polmoni, l’ Emergenza violenza sulle Donne colpisce al cuore, e lo ferma.

In queste lunghe giornate, ormai è quasi passato il primo mese, restare chiuse in quarantena per molte donne può risultare ancora più pericoloso che uscire di casa senza mascherina.

La violenza non si ferma, anzi. L’essere costrette in casa, in una convivenza forzata con chi ci fa del male, non può essere sopportabile, non DEVE far credere a chi ne è vittima “che così deve andare” o “tanto poi passa”.

Non bisogna avere vergogna di gridare aiuto, non bisogna avere paura di raccontare la verità: lo Stato c’è, le Forze dell’Ordine ci sono e sono sul territorio pronte a rispondere alla vostra chiamata e a soccorrervi.

Siamo in un’epoca di passaggio: un tempo esisteva il detto “fra moglie e marito non mettere il dito” o “quello che succede tra le mura di casa non riguarda nessun altro”.

Oggi, per fortuna, la situazione sta cambiando: sempre più donne – di qualunque età, diventano consapevoli del fatto di avere tutto il diritto di non dover sottostare all’idea di diventare bersaglio delle frustrazioni, della cattiveria, della violenza dei maschi con cui convivono.

Così molte denunciano.
Non è mai troppo tardi per denunciare, non è mai troppo tardi per dire basta.
E il bello è che se per una vita si è state vittima della cattiveria, della frustrazione e della violenza di questi maschi, il più delle volte quando si chiamano le Forze dell’ Ordine per chiedere soccorso, a presentarsi alla porta sono proprio agenti Uomini.

A dimostrazione che, le persone non sono tutte uguali. E non si tratta solo del fatto di indossare la divisa ed agire “in nome dello Stato“.

Quando si è costrette a vivere in un “micro-mondo” dove tutto viene deciso dal “maschio di casa“, si finisce col ridurre i propri orizzonti, e credere che “fuorifunzioni esattamente così “come dice lui”.

Non è così.

I centri antiviolenza della Regione Campania continuano ad essere operativi da remoto. Chiamando il 1522, verrà indicato il numero telefonico più vicino con cui parlare.

Il centro Dafne dell’ospedale Cardarelli di Napoli è pronto a fornire sostegno psicologico a distanza al numero: 338/4369423.

Nessuna donna deve essere lasciata sola!
Alle Donne intrappolate in questa condizione: non dovete temere di “essere giudicate”.
Non siete voi le colpevoli.

Avete tutto il diritto di Vivere la vostra vita essendo Rispettate.
Avete il Diritto di chiedere Aiuto alla Giustizia, allo Stato.
Lo Stato c’è.

Non temete di far sentire la vostra voce, di dire il vostro Nome e chiedere aiuto.

Perché non è vero quello che “vi dice lui”: che “là fuori non troverete di meglio”.

Sbagliato: fuori dalla caverna dove vi ha rinchiuso, ci sono persone straordinarie, donne e uomini, in divisa e non, pronte ad ascoltarvi, credervi, supportarvi e aiutarvi ad “uscire fuori dalla caverna” e vivere nel mondo.

Certo nel mondo c’è ancora tanto da migliorare, ma è sbagliato credere si è più “al sicuro” tra le braccia di chi ci stringe al punto da soffocare la nostra voce, lacerarci il cuore, schiacciare il pensiero, affogarci nelle nostre stesse lacrime e impedirci di vivere.

Non abbiate né paura né vergogna, non dovete.

Non è mai troppo tardi per dire basta.

Chiedere Aiuto, non è una Vergogna.
Chiedere Aiuto, non è segno di Debolezza.

 

Stéphanie Esposito

Emergenza Coronavirus: De Luca chiarisce su attività pasticceria

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Emergenza Coronavirus: De Luca chiarisce, con un comunicato rilasciato nella serata di ieri, sulla questione delle attività di pasticceria.

Emergenza Coronavirus: De Luca chiarisce su attività pasticceria

Emergenza Coronavirus: De Luca chiarisce, con un comunicato rilasciato nella serata di ieri, sulla questione delle attività di pasticceria.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a seguito delle continue segnalazioni di attività dei laboratori di pasticceria e prodotti dolciari, ha ritenuto opportuno rilasciare un comunicato con ulteriori specifiche.

Considerando che continuano a verificarsi assembramenti di persone e mobilità incontrollata, si rende necessario chiarire ulteriormente che sono sospese le attività e i servizi di ristorazione, fra cui i pub, i bar, le gastronomie, i ristoranti, le pizzerie, le gelaterie, le pasticcerie anche con riferimento a consegne a domicilio.

La sospensione riguarda anche le vendite online e le attività dei laboratori di pasticceria, che quindi non possono rimanere aperti.

Il Presidente della Regione De Luca durante il rilascio di alcune dichiarazioni, ha invitato i cittadini a cimentarsi in cucina, rimanendo nelle proprie case… Tralasciando le prove di assaggio ai primi tentativi, per poi tentare la fortuna con i successivi, all’insegna del principio “sbagliando si impara”…

Al di là del sorriso che queste battute possono strappare, è grave dover ricordare che è necessario vietare il prosieguo delle attività suddette.

Non bisogna dimenticare, che siamo ancora in fase delicata, ci sono stati morti, il personale sanitario e le Forze Armate certo non trascorrono le loro giornate alle macchinette del caffè per “prendersi una pausa”.

E’ da egoisti pretendere di voler soddisfare le papille gustative ad ogni costo.

Per gli esercenti delle suddette attività, certo è un duro colpo.

E’ molto importante però tenere a mente che non si può rischiare di diventare diffusori di virus, il sacrificio dei titolari è senz’altro enorme, si può immaginare che chiudere queste attività, per molti significa non avere i soldi per la spesa, per mangiare, per vivere.

Fortunatamente, i comuni stanno provvedendo ad elargire fondi per colmare questo “vuoto”.

Speriamo che la burocrazia non soffochi in tempistiche millenarie.

 

Stéphanie Esposito

Juve Stabia, donate 5.000 mascherine al San Leonardo: le foto

Juve Stabia, donate 5.000 mascherine al San Leonardo: le foto della consegna. Il comunicato ufficiale della società gialloblè

Juve Stabia, donate 5.000 mascherine al San Leonardo: foto e video

 

Ieri la Juve Stabia ha donato all’Ospedale San Leonardo 5.000 mascherine FFP2 destinate al personale sanitario, impegnato da diversi giorni per contenere l’emergenza del contagio da Coronavirus. Nell’occasione è stata anche donata la gloriosa maglia gialloblè con il numero 1 e la scritta EROI dedicata al personale sanitario impegnato in prima linea ogni giorno a rischiare la propria incolumità pur di curare i malati di Covid-19.

Di seguito il comunicato ufficiale della società stabiese:

“Il Presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, nell’ambito della collaborazione instaurata con il Consiglio Direttivo della Lega di Serie B, ha fatto pervenire ieri alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia 5000 mascherine destinate al personale sanitario, impegnato ormai da giorni per contenere l’emergenza in atto, ed ai pazienti.

Con l’occasione, per ricordare il costante ed encomiabile impegno di tutto il personale del nosocomio stabiese in questa battaglia epocale che il mondo intero sta attraversando, è stata donata anche la gloriosa maglia gialloblè con il numero 1 e la scritta “EROI”.

La Direzione Sanitaria dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, nella persona del dottor Muto, ha ringraziato il presidente Langella e la Juve Stabia per il prezioso contributo offerto e per il sostegno materiale e morale.

Si rimettono di seguito foto e video riguardanti la consegna“. 

 

Juve stabia Ospedale mascherine 2

 

a cura di Natale Giusti