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WADAS, l’AI protegge la fauna selvatica: il progetto sperimentale nel Parco Nazionale d’Abruzzo

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(Adnkronos) – La conservazione della fauna selvatica, soprattutto di specie protette e a rischio, è un tema cruciale che richiede soluzioni innovative e sinergie efficaci.In questo contesto, nasce WADAS (Wild Animal Detection and Alert System), un sistema sperimentale basato su intelligenza artificiale, promosso dall’associazione Salviamo l’Orso, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e l’Università degli Studi dell’Aquila, con il supporto tecnologico di Intel e Reolink. 
L’obiettivo principale di WADAS è facilitare la coesistenza tra animali selvatici e comunità locali, prevenendo incidenti stradali e conflitti legati all'avvicinamento della fauna ai centri abitati. 
Luciano Sammarone, Direttore del PNALM, evidenzia come "la tecnologia abbia un ruolo cruciale nel monitoraggio faunistico, offrendo strumenti avanzati per la conservazione e gestione della biodiversità.

Grazie all'intelligenza artificiale possiamo analizzare rapidamente grandi quantità di dati, identificando tempestivamente situazioni critiche che altrimenti potrebbero sfuggire ai metodi tradizionali." Ma è lo stesso Stefano Dell'Osa, Team lead Functional Safety Software Architect Intel e volontario presso l'Associazione Salviamo l'Orso e ideatore dell'ambizioso progetto a spiegare come sia nata l'idea di WADAS: "L'Abruzzo ospita specie uniche come l'Orso Bruno Marsicano, oggi a rischio estinzione.Con l'avvento dei social media, questi orsi sono diventati sempre più visibili al pubblico e spesso definiti "confidenti" per la loro abitudine di avvicinarsi senza timore alle zone abitate.

Questa visibilità ha avuto effetti positivi, portando attenzione al problema, ma anche negativi, con casi tragici come gli incidenti stradali che hanno coinvolto animali noti come Carrito o Amarena, quest’ultima uccisa da un colpo di arma da fuoco.
 

 

Crediti Immagini Luigi Filice

 

 
Questi episodi hanno generato in me un forte senso di impotenza e il desiderio di intervenire concretamente.Mi sono così avvicinato all'associazione "Salviamo l’Orso", contribuendo alle loro attività sul campo come la rimozione di recinzioni spinose e facilitazione dei passaggi per la fauna, fino ai progetti Life europei dedicati alla protezione diretta degli animali.
 
Essendo stato studente di ingegneria informatica all'Università degli Studi dell’Aquila, ho proposto di integrare una soluzione tecnologica basata sull'intelligenza artificiale.

Questa idea ha dato vita alla collaborazione tra l'Università, l'Associazione e il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), sfociando nello sviluppo concreto di WADAS."
 
"WADAS è un progetto che nasce dalla perseveranza e dall’intuizione di un nostro socio",
spiega Stefano Orlandini, presidente di Salviamo l’Orso. "L’obiettivo è mitigare il rischio di incidenti stradali con animali selvatici, in particolare l’orso bruno marsicano, la cui sopravvivenza è minacciata da collisioni frequenti che coinvolgono anche gli automobilisti". La collaborazione degli sviluppatori con associazioni ed istituzioni locali come Salviamo l’Orso e il PNALM beneficia dell’approfondita conoscenza che questi soggetti hanno del contesto e delle comunità locali, elemento fondamentale per comprendere e rispondere a bisogni concreti e urgenti da parte del territorio, quali possono essere le mangiatoie smart e altri possibili sviluppi dell’applicazione.Gli esperti del PNALM detengono un importante primato di conoscenza tecnica e scientifica sull’orso marsicano e altre specie locali, rendendosi fondamentali nell’assicurare il successo e la possibilità di estensione su larga scala dell’iniziativa. WADAS è un progetto open source coadiuvato dalle tecnologie di Intel e Reolink.

Si tratta di un’applicazione AI ottimizzata per funzionare su PC con processori Intel Core Ultra i quali, grazie alla presenza di una NPU (Neural Processing Unit) e della grafica integrata Intel Arc, abilitano l’elaborazione locale dell’intelligenza artificiale senza la necessità di hardware cloud dedicato, ottenendo una maggiore efficienza energetica ed economica; le immagini degli animali selvatici sul territorio sono catturate da una serie di telecamere Reolink Go Ranger PT da esterni installate nel PNALM. Gli AI PC utilizzati nel progetto WADAS devono combinare potenza di calcolo, efficienza energetica, sicurezza e compatibilità.I processori Intel Core Ultra serie 200V sono progettati tenendo in considerazione queste caratteristiche, con prestazioni fino a 120 TOPS (Tera Operations per Second) complessivi e fino a 20 ore di durata della batteria quando utilizzati per applicazioni di produttività.

A seconda dell’utilizzo nel momento, la potenza di calcolo dei processori è ripartita tra CPU, GPU e NPU per offrire migliori prestazioni di intelligenza artificiale.La NPU è ideale per l'esecuzione di carichi di lavoro di AI intensivi e continuativi, mantenendo un'elevata efficienza energetica, mentre la GPU è invece adatta per compiti più onerosi e dove sono necessarie ancora più prestazioni. "L’adozione dei processori Intel Core Ultra 200 e del toolkit OpenVINO ha rappresentato una scelta strategica per WADAS, perché risponde perfettamente alle esigenze tecniche e operative del progetto.

Molti dei nostri sistemi vengono installati in aree remote, dove l’alimentazione è fornita da pannelli solari e l’accesso a una connessione Internet stabile e veloce è estremamente limitato.In questi contesti, soluzioni basate su cloud non sono praticabili, e diventa fondamentale poter eseguire l’inferenza AI in locale, con consumi energetici ridotti.

I processori Intel Core Ultra 200 offrono proprio questo equilibrio: alte prestazioni AI – fino a 120 TOPs – abbinate a un’elevata efficienza energetica, che li rende ideali per applicazioni che devono operare 24/7 sul campo.L'architettura ibrida di questi chip è perfetta per gestire workload AI in modo intelligente: a livello software, grazie a OpenVINO, possiamo adattare facilmente i nostri modelli AI a diversi tipi di hardware, garantendo massima flessibilità e semplicità d’uso, un elemento chiave per favorire l’adozione da parte di enti pubblici, amministrazioni locali e parchi naturali.

Il fatto che WADAS sia open source è assolutamente in linea con la nostra volontà di democratizzare l’AI.Crediamo che tecnologie come questa debbano essere accessibili a tutti – enti pubblici, ONG, ricercatori – per affrontare sfide globali come la conservazione della fauna.

Un approccio aperto e la collaborazione sono parte fondamentale del progetto: WADAS non sarebbe mai nato senza.Per esempio, siamo attivamente collaborando con i ricercatori del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) in Francia, che hanno sviluppato il modello di classificazione che utilizziamo, per migliorarlo e riaddestrarlo sui dati dei nostri parchi nazionali, rendendolo sempre più preciso e adattato al contesto locale.

WADAS è, e resterà sempre, un progetto open source, no-profit e dedicato interamente alla protezione e alla conservazione della fauna e alla pacifica coesistenza con l'uomo",

Alessandro Palla, Senior Staff Machine Learning Engineer Intel

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Per riprendere gli animali selvatici in ambienti esterni complessi come il territorio del PNALM, il progetto WADAS utilizza le avanzate telecamere Go Ranger PT (G450) di Reolink, progettate per essere affidabili nelle condizioni più estreme.Alla base del progetto, la visione notturna non invasiva: un diaframma particolarmente aperto di f1,6 e LED a infrarossi con una lunghezza d’onda di 940 nm, invisibile agli animali e agli esseri umani, assicurano riprese nitide in notturna senza disturbare i comportamenti degli animali selvatici.

Con funzionalità pan-tilt e una risoluzione 4K effettiva, queste telecamere offrono prestazioni senza pari per sostenere il lavoro degli esperto del PNALM.Reolink, azienda leader nell’innovazione delle soluzioni di sorveglianza smart, è scelta da oltre due milioni di famiglie e aziende in tutto il mondo per la sua tecnologia di sicurezza affidabili.
 

 
"Per le riserve naturali, dove il disturbo minimo e il monitoraggio costante sono fondamentali, la Go PT Ranger offre un metodo potente, affidabile e discreto per osservare e proteggere gli animali, grazie alla sua combinazione unica di funzionalità avanzate progettate per le condizioni sul campo:
– Visione notturna non invasiva: dotata di un'ampia apertura F1.6 e LED a infrarossi no-glow da 940 nm, la telecamera garantisce video notturni nitidi senza emettere luce visibile, assicurando che gli animali non vengano disturbati durante le attività notturne.Risoluzione 4K Reale e Vista Pan-Tilt 360°: Consente ai ricercatori e ai conservazionisti di trasmettere in live-streaming o accedere da remoto a video in ultra-alta definizione con una vista panoramica completa.

Rilevamento Intelligente della Fauna: La Go PT Ranger è in grado di distinguere tra animali come cervi maschi, cervi senza corna, tacchini, e persino persone o veicoli, riducendo i falsi allarmi e garantendo un monitoraggio pertinente.Attiva istantanee e invia notifiche entro 0,5 secondi.

Connettività Mobile Completa e 4G: Progettata per funzionare in aree remote, la telecamera si connette tramite rete 4G LTE, consentendo un accesso semplice ai dati senza la necessità di accesso fisico o infrastrutture Wi-Fi.",

afferma Fabrice Klohoun, Marketing Manager di Reolink

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L’obiettivo è quello di fornire un supporto tecnologico per migliorare la coesistenza con la fauna selvatica in aree antropizzate.Il sistema, infatti, agisce come “smart monitor” andando ad individuare e riconoscere le specie inquadrate dalle telecamere, così da facilitarne il monitoraggio, ed è ottimizzato per funzionare su computer fissi o portatili senza bisogno di server o schede grafiche dedicate.

WADAS offre funzionalità di rilevamento (detection) che consentono di elaborare le immagini e i video catturati dalle telecamere dislocate sul territorio dove si rinviene la presenza di animali; una volta avvenuto il rilevamento, l’applicazione passa alla classificazione dell’animale in base alla specie e, grazie all’AI, consente di inviare agli operatori una notifica in tempo reale, minimizzando il rischio di falsi positivi.
  

Camoscio Appenninico.Crediti immagine Angelina Iannarelli

 

 

Grazie a WADAS potranno quindi essere sviluppati dispositivi remoti – come segnali stradali con indicatori luminosi e/o display, mangiatoie provviste di meccanismi di apertura/chiusura motorizzati – pensati per contrastare gli incidenti in corrispondenza di strade e ferrovie, e per evitare potenziali episodi di conflitto causati da animali che potrebbero avvicinarsi a centri abitati o fattorie, spinti dalla fame e attirati da fonti di cibo facilmente accessibili.

I risultati dei primi test sul campo condotti dall’inizio di quest’anno mostrano una percentuale di accuratezza nelle rilevazioni degli animali selvatici del 97,4%, confermando l’affidabilità della soluzione open source, offerta gratuitamente dal team di sviluppatori.

 "Sebbene il progetto nasca in Abruzzo, è aperto a qualsiasi ente o istituzione che condivida il nostro scopo principale: la conservazione e la protezione della fauna selvatica.Il Parco Nazionale d'Abruzzo è stato estremamente collaborativo sin dall'inizio, supportando l'iniziativa con entusiasmo.

Siamo pronti ad offrire il nostro aiuto a chiunque condivida i nostri principi, con la precisa condizione che WADAS non venga mai utilizzato per scopi contrari alla conservazione, come il bracconaggio o la caccia selettiva, anche se legalmente consentita", conclude Stefano Dell'Osa, Team lead Functional Safety Software Architect Intel e volontario presso l'Associazione Salviamo l'Orso.  —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A e caso scommesse, niente Nazionale per i calciatori indagati?

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(Adnkronos) –
Niente Nazionale per i calciatori coinvolti nel caso scommesse?La provocazione, lanciata dall'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini nei giorni scorsi, sta trovando diverse sponde nel mondo politico.

L'apertura di un nuovo filone dell'inchiesta scommesse da parte della procura di Milano, con una dozzina di calciatori che giocano o hanno militato in Serie A, sta sconvolgendo ancora una volta il calcio italiano. Proprio come accaduto nel 2023, quando il centrocampista della Fiorentina, al tempo alla Juventus, Nicolò Fagioli e quello del Newcastle, all'epoca al Milan, Sandro Tonali furono squalificati dai campi per, rispettivamente, 12 e 10 mesi, il dibattito pubblico sta investendo anche la Nazionale italiana.Sarebbe giusto per il ct Spalletti convocare calciatori indagati per calcioscommesse?  Premessa la condizione fondamentale, base dello stato di diritto, della presunzione di innocenza, oggi ha risposto anche il ministro dello Sport Andrea Abodi: "Credo che, così come ci ha dimostrato con pragmatismo e senso dei valori Spalletti, la maglia azzurra sia un onore.

La vestono i migliori, non soltanto nel comportamento sportivo ma nel comportamento in generale", ha detto all'uscita del dalla Figc, dove ha partecipato all'assemblea del calcio femminile.  Tra i calciatori indagati dalla Procura ci sono Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, che si è sfogato sui social con una lunga lettera, ma non solo.Nella lista figurano infatti anche i nomi di Alessandro Florenzi, terzino del Milan, Nicolò Zaniolo, all'epoca dei fatti alla Roma e che oggi gioca nella Fiorentina, Weston McKennie e Mattia Perin, calciatori della Juventus.

E poi ancora: il centrocampista del Torino Samuele Ricci, l'esterno dell'Atalanta Raoul Bellanova, il mediano della Roma Leandro Paredes e l'attaccante del Parma Matteo Cancellieri.  Per ora è difficile stabilire, a livello sportivo, cosa rischino i calciatori coinvolti.La procura della Figc dovrà infatti prima esaminare le carte che saranno fornite da quella di Milano.

Se fosse accertato che i giocatori si ritrovavano su piattaforme illegali solamente per giocare a poker non dovrebbero esserci conseguenze.Nel 2023 Nicolò Zaniolo ammise di aver giocato su piattaforme illegali ma soltanto a poker e blackjack, evitando quindi conseguenze sportive. Diverso sarebbe se le carte della procura mostrassero scommesse su partite di calcio, che potrebbero comportare una squalifica.

In ogni caso, per quanto riguarda Fagioli e Tonali, una nuova inibizione dai campi arriverebbe soltanto se si riscontrassero azioni sanzionabili diverse rispetto a quelle già prese in esame nel 2023. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, stretta Cina su terre rare mette a rischio programmi armi Usa: l’allarme

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(Adnkronos) – Le nuove restrizioni della Cina all’export di terre rare e magneti verso gli Usa, nel pieno della guerra dei dazi, rappresentano un segnale di allarme per la sicurezza nazionale americana.Come riportato dal New York Times, la decisione di Pechino di richiedere licenze speciali per l’esportazione di sei metalli rari pesanti – raffinati esclusivamente in Cina – e di magneti fondamentali per l’industria militare statunitense, ha messo in evidenza la vulnerabilità strategica di Washington. "Questa decisione ha enormi implicazioni per la nostra sicurezza nazionale", ha dichiarato Gracelin Baskaran, direttrice del programma sulla sicurezza dei minerali critici presso il Center for Strategic and International Studies. Le terre rare – un gruppo di 17 elementi tra cui neodimio, ittrio, scandio e disprosio – sono componenti essenziali di tecnologie militari come motori a reazione, missili guidati, droni e radar.

Secondo il Dipartimento della Difesa, ogni caccia F-35 contiene oltre 400 kg di terre rare, mentre un sottomarino può superare i 4.000 kg. "La Cina domina la filiera globale delle terre rare", ha spiegato Aaron Jerome, trader della società britannica Lipmann Walton & Co., "e ciò le consente di influenzare direttamente i costi della produzione bellica americana".  Non si tratta di un campanello d’allarme isolato.Nel 2022, le consegne dei caccia F-35 prodotti da Lockheed Martin furono sospese dopo la scoperta di una lega cinese in un componente, violando le norme sugli approvvigionamenti della difesa.

Le forniture ripresero un mese dopo, ma la dipendenza dalla Cina rimase evidente. "Qualunque sia oggi la provenienza dei magneti, una parte della filiera è comunque sotto il controllo di Pechino", ha aggiunto Jerome. Negli anni '80, gli Stati Uniti erano leader nella produzione di terre rare grazie alla miniera di Mountain Pass, in California.La chiusura del sito nel 2002 ha lasciato spazio al dominio cinese, che oggi produce il 90% dei magneti globali.

Sebbene la miniera sia stata riattivata da MP Materials, i livelli di produzione restano non competitivi. “La leadership globale degli Usa nel settore aerospaziale e della difesa dipende da una filiera mineraria sicura e resiliente”, aveva avvertito già nel 2022 Eric Fanning, presidente dell’Aerospace Industries Association. Il Pentagono ha ampliato le proprie riserve di terre rare dopo lo choc del 2010, quando la Cina bloccò l’export di terre rare verso il Giappone durante una crisi diplomatica.Tuttavia, secondo gli analisti, le scorte disponibili non sarebbero sufficienti nel lungo periodo. "Dovremmo essere molto preoccupati", ha dichiarato Dan Blumenthal dell’American Enterprise Institute. "La Cina ha appena fatto fuoco di avvertimento", ha affermato un ufficiale dell’Aeronautica statunitense, aggiungendo che Pechino potrebbe spingersi oltre, imponendo dazi, quote o addirittura un blocco totale. Esistono precedenti storici di reazione efficace: durante la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti crearono riserve interne di bauxite quando le forniture dall’estero furono interrotte. "Allora salvammo la guerra – ha ricordato Seth G.

Jones, autore del libro The American Edge: The Military Tech Nexus and the Sources of Great Power Dominance – Ma oggi, la sfida con la Cina è su un altro livello".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Usa “non sostengono condanna G7 a strage Sumy”. Kiev caccia governatore

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(Adnkronos) –
Gli Stati Uniti si sono rifiutati di sostenere una bozza di dichiarazione del G7 che avrebbe dovuto contenere una condanna dell'attacco di domenica a Sumy, in Ucraina, costato la vita a 35 persone.E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti diplomatiche, secondo cui Washington lo avrebbe fatto per "mantenere aperto uno spazio negoziale" con Mosca, nell'ambito dei colloqui in corso per mettere fine alla guerra in Ucraina.  
Cade intanto la testa del governatore della regione di Sumy.

Volodymyr Artiukh aveva autorizzato una premiazione a membri delle forze armate domenica, giorno in cui la Russia ha lanciato due missili balistici nel centro della città, provocando morte e devastazione.In un video su Facebook Artem Semenikhin, sindaco di Konotop, città della regione, accusa l'ex governatore di aver "aiutato la Russia a giustificare il suo attacco terroristico, un attacco genocida contro di noi, ucraini.

Come li ha aiutati?Ha organizzato, qui, la consegna di attestati e medaglie ai nostri ragazzi, agli eroi.

A una delle brigate, la 117ª Brigata.Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, quindi non è un segreto". L'attacco russo ha causato 35 morti, tra cui due bambini, e oltre un centinaio di feriti la mattina della domenica delle Palme.

Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che l'obiettivo fosse una riunione di ufficiali militari ucraini, accusando Kiev di usare i civili come "scudi umani".Le autorità ucraine avevano definito quanto avvenuto un’azione deliberata contro civili, mentre diversi funzionari, tra cui il capo dell’Ufficio del presidente ucraino Andrii Yermak e l’ambasciatrice statunitense Bridget Brink, hanno denunciato che Mosca avrebbe utilizzato munizioni a grappolo nell’attacco contro l'area densamente popolata di Sumy, azione che costituirebbe un crimine di guerra. Nel suo video, Semenikhin ha precisato che nessun soldato è rimasto ferito e che le vittime sono esclusivamente civili, sottolineando che il vero obiettivo della Russia erano proprio loro, in particolare i bambini.

Il sindaco di Konotop si dice "contento di sapere che è stato aperto un procedimento penale non solo per l’attacco terroristico e genocida dei macellai (russi, ndr) contro gli ucraini, ma anche per accertare chi abbia avuto l’idea di organizzare un evento con la presenza di militari nel centro città, a 30 chilometri" dal confine russo.  "Fonti interne" hanno confermato che la cerimonia di consegna di onorificenze alla 117ª Brigata era effettivamente prevista a Sumy la mattina del 13 aprile, scrive la testata Ukrainska Pravda.Secondo una delle fonti citate, due soldati erano arrivati per la cerimonia e stavano aspettando l’inizio quando i missili hanno colpito la città.

Dal canto suo, Artiukh aveva negato di aver organizzato l'evento parlando alla testata Suspilne. "Non è stata una mia iniziativa.Sono stato invitato", ha detto, senza specificare chi fosse il responsabile dell’organizzazione; stando a quanto detto all'Afp da un alto funzionario del governo ucraino, la sua destituzione è collegata a quei commenti. Lo stesso funzionario ha spiegato che l'operato del governatore era giudicato insoddisfacente da tempo, descrivendo Artiukh come un "gestore molto mediocre" nel ruolo che ricopriva da due anni.

L’attacco a Sumy, uno dei più sanguinosi dall'inizio dell'invasione russa a febbraio 2022, è stata "l'ultima, tragica goccia" che ha portato alla sua rimozione, ha aggiunto. Il capo dei servizi segreti esteri russi, Sergei Naryshkin, ha intanto ribadito le condizioni poste da Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina.In un’intervista rilanciata dall’agenzia statale russa Tass, Naryshkin ha dichiarato che Kiev dovrà rinunciare all’adesione alla Nato, accettare lo status di Paese neutrale e privo di armamenti nucleari, oltre a cedere i territori occupati e annessi da Mosca. "Le condizioni dell’accordo di pace includono naturalmente lo status neutrale e denuclearizzato dell’Ucraina, la demilitarizzazione e la denazificazione dello Stato ucraino, e l’abolizione di tutte le leggi discriminatorie approvate dopo il colpo di Stato del 2014", ha affermato Naryshkin, riferendosi alla destituzione del presidente filo-russo Viktor Yanukovych a seguito delle proteste pro-occidentali di Euromaidan.

Secondo il capo dell’intelligence, qualsiasi accordo dovrà anche prevedere il riconoscimento da parte dell’Ucraina "della sovranità e dei confini territoriali della Federazione Russa – ovvero i confini attuali".Dopo l’annessione della Crimea nel 2014, la Russia ha infatti rivendicato anche le regioni ucraine di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, sebbene non ne controlli integralmente nessuna, ad eccezione della penisola sul Mar Nero. Naryshkin ha accolto con favore la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti in merito a una possibile soluzione diplomatica del conflitto, sottolineando che Mosca e Minsk stanno osservando un'intensificazione delle attività della Nato lungo i propri confini, soprattutto in prossimità della Polonia. Intanto il segretario Nato Mark Rutte si è recato oggi a Odessa per una visita a sorpresa. "Tutti vedono chiaramente quanto sia urgente il bisogno dell’Ucraina di sistemi di difesa aerea e missili.

Ne abbiamo parlato molto oggi", ha spiegato il presidente ucraina Zelensky, che lo ha incontrato.Il contesto è quello degli attacchi missilistici russi che negli scorsi giorni hanno ucciso decine di civili. 
Zelensky ha poi invocato uno sviluppo "rapido ed efficiente" di un contingente di truppe straniere per dissuadere la Russia da eventuali nuovi attacchi contro l’Ucraina, qualora si giungesse a un accordo di pace. "Regno Unito, Francia e altri Paesi della Nato stanno già preparando attivamente il terreno per un contingente di sicurezza in Ucraina. È importante che tutti noi siamo abbastanza rapidi ed efficienti in questo processo", ha dichiarato. Con il presidente ucraino "abbiamo parlato nuovamente degli importanti colloqui che il presidente Donald Trump sta conducendo con l'Ucraina e con la Russia, per cercare di porre fine alla guerra e garantire una pace duratura.

Queste discussioni non sono facili, non da ultimo sulla scia di questa orribile violenza, ma tutti noi sosteniamo la spinta del presidente Trump verso la pace", ha poi detto Rutte, secondo il discorso pubblicato dall'Alleanza atlantica. "Altri alleati, anche attraverso gli sforzi guidati da Francia e Regno Unito, sono pronti, disposti e in grado di assumersi maggiori responsabilità nel contribuire a garantire la pace, quando sarà il momento", ha aggiunto Rutte. L'attacco missilistico sferrato dalla Russia contro la città ucraina di Sumy "è semplicemente oltraggioso.Fa parte di un terribile schema di attacchi della Russia contro obiettivi civili e infrastrutture in tutta l'Ucraina", ha poi sottolineato il segretario generale della Nato. "Negli ultimi anni – ha continuato – sono stati presi di mira anche centinaia di ospedali e operatori sanitari". Rutte ha quindi ribadito all'Ucraina il sostegno "incrollabile" dell'Alleanza atlantica. "Oggi sono qui con te, caro Volodymyr, per dare a te e al popolo ucraino questo semplice messaggio: la Nato è al fianco dell'Ucraina", ha detto.  "Noi sappiamo – ha aggiunto – che questo è sempre stato vero.

So anche che negli ultimi mesi alcuni hanno messo in dubbio il sostegno della Nato.Ma non ci sono dubbi: il nostro sostegno è incrollabile".

La Nato, ha proseguito, "continua a fornire sostegno politico e pratico all'Ucraina, dando assistenza alla sicurezza e formazione attraverso il nostro comando di Wiesbaden.Lavoriamo a stretto contatto, a Kiev e a Bruxelles", ha concluso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna la Genova-Olbia, la classicissima di Moby

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(Adnkronos) – La linea fra Genova e Olbia di Moby è una vera e propria “classicissima” del mare, la porta d’ingresso in Sardegna per tutto il Nord Italia e il Nord Europa, amatissima dai passeggeri per orari e comodità, con corse assicurate da tre delle navi più apprezzate della flotta della Balena Blu: Moby Aki, Moby Wonder e Moby Otta.Proprio per venire incontro alla sempre crescente richiesta dei viaggiatori innamorati della Sardegna, Moby allunga ulteriormente la stagione della Genova-Olbia, che inizia domani per continuare fino al 3 novembre, sempre più vicina all’isola, a chi la ama e anche alla destagionalizzazione turistica. E alla stagione sempre più ricca corrispondono anche servizi di bordo sempre più ricchi: da quest’anno su Moby Aki e Moby Wonder arriva il wi-fi free per poter “navigare” in ogni senso anche in mezzo al mare e sulle navi della flotta torna anche la possibilità di seguire Sky anche durante la traversata per non perdere nemmeno un minuto dei grandi eventi sportivi o dei propri programmi preferiti.Ovviamente, anche sulla Genova-Olbia particolare attenzione sarà posta alla ristorazione, con i ristoranti gourmet alla carta, ma anche i self service e i punti di ristoro sui ponti, con nuovi menù dedicati sempre all’insegna di freschezza, stagionalità e leggerezza, tanto da trasformare anche il viaggio in un’esperienza stellata di ristorazione. E tutto questo sarà abbinato come sempre alle grandi offerte di Moby, a partire dal buono sconto del 20 per cento sul viaggio successivo per gli innamorati della Sardegna che quando partono non vedono l’ora di ritornare.

Con Moby, sulla Genova-Olbia l’estate inizia già domani e finisce a novembre.E, come sempre, la vacanza comincia dal viaggio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovanni Cefis: “Affrontare questa Juve Stabia non è facile per nessuno. Il Menti ti dà una carica enorme”

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Giovanni Cefis, ex centrocampista della Juve Stabia, è stato ospite della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” in onda su Vivicentro.it, regalando ai tifosi gialloblù un racconto appassionato e ricco di aneddoti sulla sua esperienza a Castellammare. La redazione di Vivicentro.it ha raccolto e sintetizzato le sue dichiarazioni.

Cefis ha subito espresso il suo forte legame con la città: “Ultimamente sono stato a Castellammare e ho rivisitato tutti i posti che ricordavo, mio figlio è praticamente nato lì, è stato bellissimo ritornare e forse tornerò il mese prossimo. Sono stato sempre denominato il terrone del Nord, mi sono sempre trovato bene al Sud.” Ha poi aggiunto: “Vivevo a Vico Equense, ma giravo sempre per Castellammare, mi piace sempre tornare e adesso se riesco vengo 2-3 giorni perché sto bene lì.”

Nonostante l’amore per la città, Cefis ha ricordato le difficoltà iniziali con il traffico: “Castellammare è un manicomio per il traffico, il primo mese sono impazzito, non riuscivo a capire niente, una volta abituato è stato un divertimento totale, è tutto bello e caratteristico.”

L’ex centrocampista non ha nascosto le problematiche vissute durante la sua permanenza alla Juve Stabia: “Ho trascorso un anno difficile, ho fatto 5\6 mesi fuori rosa, minacciato e quant’altro, ho spiegato il perché non giocavo più.” Cefis ha ripercorso le tensioni legate al cambio di allenatore: “Potevamo fare un bel Campionato, arrivavo nel periodo difficile dopo la mancata riconferma di Musella, lui aveva volontà di ritornare ma non c’era intenzione da parte della società, questo ha creato qualche tensione e nervosismo.

I risultati non erano positivi in modo continuo e sicuramente c’era un po’ di tensione, ma secondo me era questione di avere pazienza, nel calcio non si ha mai troppa pazienza, per me al cambio di Specchia si andò nel baratro, arrivò un allenatore (Viviano Guida) che non c’entrava niente con la categoria.”

Ha poi rivelato un episodio significativo: “Lui mi faceva giocare anche da terzino quando invece in rosa aveva un certo Feola quando gli ho espresso la mia perplessità, che sarebbe stato meglio far giocare i calciatori nel proprio ruolo, è stata presa come un mio capriccio e sono stato messo fuori rosa. Quell’anno poi mi ricordo che siamo andati a giocarci la semifinale di Coppa Italia, vincevamo 1 a 0 in casa con annessa superiorità numerica, il Presidente Fiore ordinò di cambiarmi e subimmo il gol del pareggio. Ad Empoli poi sbagliammo un calcio di rigore ed uscimmo dalla competizione.”

Un altro aspetto delicato toccato da Cefis è stato quello degli stipendi: “Ci fu anche problema di stipendi che non presi per 9 mesi, gli altri firmavano le buste paga senza prendere soldi e da lì fui minacciato affinché firmassi le buste paga fasulle, i tifosi lo sapevano, mi hanno rispettato. Mi hanno anche negato di allenarmi con la squadra, mi allenavo con i ragazzi nell’hinterland, avevo due anni di contratto e quando ho avuto l’opportunità di giocare al Menti mi sentivo a casa.” Nonostante tutto, Cefis ha conservato un buon ricordo dei tifosi e dei derby: “Ricordo tutti i derby con Savoia, Turris e Nocerina. Quell’anno potevamo fare un signor campionato ma fu tutto rovinato.”

Cefis ha espresso un giudizio positivo sulla Juve Stabia attuale: “Se vedi la Juve Stabia di oggi, Pagliuca ha creato un gruppo forte e affamato e poi alle sue spalle c’è una società che lascia ampia autonomia decisionale. Credo che il rispetto dei ruoli sia fondamentale, un DS che lavori in sintonia con l’allenatore e che componga una rosa con un obiettivo ben preciso da inizio anno in cui si vince e si perde tutti non può che far bene. Lavorare tutti insieme è lì che si vedono le persone e professionisti seri. A me è capitato che quando vinci ci sono tante persone attorno a te ma come perdi due partite tanti si voltano dall’altra parte e si dimenticano di te.” Ha poi ricordato un aneddoto curioso: “Con l’Albinoleffe in serie B (2011-2012) andai tra gli stabiesi a vedere la partita tra lo stupore dei bergamaschi. Fu una giornata spettacolare.”

Tra i ricordi più vividi, Cefis ha citato la partita contro il Lecce: “Ricordo ancora la partita col Lecce, fu una partita indimenticabile, erano due giorni che era arrivata mia moglie con il bambino. Ero in albergo, stavo trovando casa, quando sono andato a fare allenamento, la spostarono in un quartiere poco raccomandabile (Scanzano), le dissero di non andare in giro. Lei piangeva, voleva tornare a casa, la fortuna volle che non c’erano voli, il giorno dopo andammo a Vico e non volle andare più via. Erano i primi momenti, poi mia moglie si abituò. Anche mio figlio ha amici nella zona di Castellammare.”

Cefis ha poi parlato del suo legame con i colori gialloblù: “Ero a Leffe biancoazzurro come Crevalcore e Verona e Stabia gialloblu, sono i colori della mia vita.” Ha raccontato un aneddoto legato al suo periodo militare a Verona: “A Verona ho fatto il militare nell’anno dello Scudetto, uscivo e andavo allo Stadio, l’ultima mezz’ora si aprivano i cancelli, vidi quell’annata, poi mi sono trovato a giocare lì e fu una cosa pazzesca, era un’altra mia casa, mi sono legato tantissimo, c’erano problemi economici, era stata stravolta la squadra. A Verona a prescindere dalla categoria si segue la squadra.”

L’ex centrocampista ha ricordato un momento difficile a Verona: “E’ stata una stagione rovinata per un infortunio alla caviglia, non lo dimenticherò mai. Dopo quell’esperienza andai alla Juve Stabia con tanto scetticismo per il pensiero che si aveva del Sud. Ho vissuto una cosa che non avrei mai pensato di vivere un calcio così passionale con scontri tra tifoserie che ti davano una carica pazzesca durante la partita.”

Ha poi sottolineato il suo rapporto con i tifosi: “Tante volte i giocatori hanno un fare altezzoso e magari evitano un po’ i tifosi, io non li ho mai evitati; ho avuto una polemica a Verona con l’infortunio: il mister mi chiese di giocare col Vicenza con una caviglia ancora gonfia, un energumeno voleva picchiarmi, la presero male perché reagii in modo duro e da quel momento si incrinò un po’ il rapporto con la tifoseria. Ho sempre regalato maglie ai ragazzi e non guadagnavo chissà che cifre, c’era ristrettezza economica.”

Cefis ha riflettuto sulla solitudine del calciatore: “Un giocatore è una persona come le altre, ma finito il tuo momento di gloria ti ritrovi il più delle volte solo, i presunti amici che non lo sono, quando finisce tutto non li vedi più. Credo che una persona debba essere apprezzata sempre. Mi sento sempre con amici di Castellammare perché con loro ho avuto sempre un grande rapporto.”

Ha poi parlato delle dinamiche societarie del suo periodo: “All’inizio giocavo e andava bene, le cose non le percepivo, avevo capito dell’addio a Musella che voleva rientrare, quello ha creato pressione per quello che ha fatto a Castellammare, ma probabilmente era arrivato alla fine di un ciclo, queste situazioni hanno creato dei disturbi e poi c’era Fiore che voleva intromettersi sempre nelle questioni tecniche e secondo me ha sbagliato perché è vero che ci metteva i soldi, ma si perde di credibilità.”

Cefis ha mantenuto i contatti con alcuni ex compagni: “Ho sentito Feola e Nicodemo ultimamente, ho visto Costantino con cui ho legato tanto, poi c’era Pizzo, Bertuccelli, Buoncammino, Antonio Dall’Oglio; con quella squadra legai con tutti. Ansaldi era un buon giocatore, ma aveva problemi muscolari.”

Tornando all’attualità della Juve Stabia, Cefis ha espresso il suo apprezzamento: “La Juve Stabia attuale ha un’identità con l’allenatore, con cattiveria, carattere e qualità tecniche importanti, quest’anno ha un bomber come Adorante, fa gol da attaccante vero, la spizzata di testa (contro la Cremonese) è da bomber vero. C’è anche fortuna ma ci vuole anche quella. La Juve Stabia è una squadra tosta, difficile da affrontare. Thiam è un buon portiere e rispecchia il suo allenatore non sarà facile per nessuno affrontarla.”

Infine, Cefis ha commentato il campionato di Serie B: “Il Sassuolo aveva i favori del pronostico, non è facile quando si scende dalla A, ma comunque si rischia. Berardi ha dato quel qualcosa in più. Gli emiliani sono forti come il Pisa hanno possibilità economiche importanti. La Sampdoria invece deve guardarsi le spalle. La B come sempre è equilibrata e difficile perché non bisogna mai mollare.

La Sampdoria è la delusione per storia, squadra, stadio, nessuno si aspettava che fosse lì in fondo, quando si retrocede se non si è bravi a calarsi nella realtà si rischia di fare doppio salto all’indietro. La Samp probabilmente credeva di vincere facile ma adesso si trova a lottare. Con lo staff societario in parte cambiato (con l’arrivo di alcuni uomini bandiera), sabato hanno vinto ma non è facile per loro.

Contro la Juve Stabia per loro sarà una gara tosta ma arrivano galvanizzati, con Lombardo ed Evani nell’ultimo turno si è rivisto un grande entusiasmo con un ambiente da 30mila persone. A Castellammare non sarà facile, l’euforia di questa vittoria dovranno metabolizzarla, i problemi non sono spariti. Il Menti è un bello stadio, è una bella emozione. Prima di venire alla Juve Stabia ero abituato con soli 2500 spettatori che venivano allo stadio con disinteresse, a Castellammare invece lo stadio diventa una bolgia. Quando è pieno lo stadio si percepisce una spinta incredibile, e giocare risulta più facile come contro  il Lecce. Gli stadi come il Menti creano un ambiente che per chi gioca a calcio è comunque difficile, bisogna essere forti. Penso che ogni calciatore voglia giocare in quel tipo di  contesto, ti senti calciatore. L’Albinoleffe ha un centro sportivo bellissimo, ma è un parco, non si sente il calore dei veri stadi, il calciatore vuole sentire il calore della gente.”

Cefis ha concluso con un aneddoto su Pippo Inzaghi: “Andrò a breve a trovare Pippo Inzaghi, l’ho visto crescere, non è stata facile la sua carriera, ma aveva una grande forza d’animo, come oggi in panchina è sempre assatanato, in B sta facendo bene a Pisa. Era molto irrequieto ed ero uno dei pochi a sopportarlo (ride), era un maniaco a leggere tutto di sport. Lo invitavo a dormire (ride). Era uno che studiava arbitro, difensori perché voleva capire come affrontarli ed aveva 19 anni, ma è stata la sua forza. Oggi le sue partite sarebbero interminabili perché interrotte sempre dal VAR (ride).

Piovanelli era il giocatore più forte che ho visto io, ma aveva tantissimi problemi fisici e gravava sulla società (Verona) perché aveva un contratto importante”.

Un racconto a tutto tondo quello di Giovanni Cefis, che ha ripercorso con passione e sincerità la sua avventura in gialloblù, lasciando trasparire un affetto sincero per Castellammare e la sua gente.

Postepay presenta ecosistema per ‘great shopping experience’ e partnership con Scalapay

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(Adnkronos) – PostePay, la società di Poste Italiane leader dei pagamenti digitali in Italia e dell’e-commerce con oltre 30 milioni di carte, 13,5 milioni di wallet e 87,1 miliardi di euro di transato (di cui 28,1 miliardi di euro nel mercato e-commerce), presenta al Netcomm Forum innovative soluzioni di pagamento.  L’obiettivo è garantire una “Great Shopping Experience”, mettendo a disposizione dei propri clienti la “everyday platform” e l’ampia offerta di prodotti e servizi.In ambito retail, grazie alle sue soluzioni innovative, PostePay, si legge in una nota, ha già conquistato 20 milioni di clienti e il suo prodotto flagship, la carta Postepay Evolution, viene oggi utilizzata da oltre 10 milioni di Italiani.

I servizi di pagamento PostePay, come la ricarica automatica (la funzionalità per avere fondi sempre disponibili sulle carte prepagate) e il P2P (il servizio che consente lo scambio di denaro in real-time tra i clienti della community PostePay con 1,5 miliardi di euro di transato nel 2024), sono accessibili da App Poste Italiane, attraverso la quale i clienti possono vivere esperienze di checkout sicure e veloci.  Vaste opportunità anche in ambito business, dove PostePay offre una gamma di servizi di acquiring completa e omnicanale, sia per l’incasso online tramite la soluzione di check-out proprietario PostePay e il Vpos, sia in mobilità e in-store tramite SmartPos Postepay: il device ideale per ogni business con accredito degli incassi in un solo giorno, che grazie a una user experience semplice e distintiva, è anche una piattaforma di servizi digitali che supporta la crescita del business. La novità presentata oggi al Netcomm Forum, vetrina di riferimento per l’e-commerce e il mondo digitale italiano, è l’accordo stipulato tra PostePay e Scalapay, che coniuga la leadership nei pagamenti digitali di PostePay con quella di Scalapay nel “Buy now pay later” e che darà vita ad un servizio semplice e innovativo di dilazione dei pagamenti, che risponde alla crescente esigenza di flessibilità da parte della clientela retail per gli acquisti anche in-store.Il nuovo servizio, infatti, consentirà agli esercenti convenzionati di offrire ai loro clienti la possibilità di pagare gli acquisti realizzati in negozio in 3 o 4 rate, in maniera semplice, immediata e in pochi click, tramite SmartPos Postepay.

Oltre alle soluzioni di pagamento digitale, oggi Postepay è un ecosistema di servizi integrati che includono telefonia (4,8 milioni di linee mobili, fisse e fibra) ed energia, con circa 710 mila contratti a soli due anni dal lancio dell’offerta gas e luce. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francesco Facchinetti, la frase che spiazza Alessia Marcuzzi: “Ho fallito tante volte nella vita…”

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(Adnkronos) – "Ho fallito tante volte nella mia vita, come nei rapporti interpersonali".Così Francesco Facchinetti, ospite a 'Obbligo o verità', ha parlato degli errori che ha commesso nel passato e lo ha fatto davanti alla conduttrice Alessia Marcuzzi, sua ex compagna e mamma di sua figlia Mia. Francesco Facchinetti e Alessia Marcuzzi sono stati insieme dal 2010 al 2012, una storia breve ma dalla quale è nata la loro figlia primogenita, Mia.

Nonostante l'amore sia giunto al capolinea, i rapporti tra i due sono rimasti sereni ed entrambi conservano un bellissimo ricordo della loro storia.  Ospite nello studio di 'Obbligo o verità', alla domanda di Alessia Marcuzzi su quale sia stato il suo più grande fallimento, Facchinetti ha risposto: “Il mio più grande fallimento… ne ho tantissimi: volevo cantare e poi mi sono accorto che non ero in grado di farlo, volevo fare il presentatore e poi mi sono accorto che non potevo farlo, tante volte ho fallito”. E indicando la conduttrice ed ex compagna, il figlio di Roby Facchinetti ha continuato: "Anche nei rapporti interpersonali.Quando due persone stanno insieme e hanno una bambina non è che pensano ‘tanto ci lasceremo’.

Pensano di stare insieme per tutta la vita, ci credono".Un discorso che ha spiazzato Alessia Marcuzzi che dopo qualche secondo di silenzio ha aggiunto: "Ci credono…

esatto", rivolgendosi poi agli altri ospiti mettendo fine al dialogo con il suo ex compagno.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Made in Italy, Cne-Federimprese Europa: “Diplomazia e azioni a sostegno imprese”

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(Adnkronos) – "Nonostante la sospensione dell'entrata in vigore dei dazi, la preoccupazione per il futuro è presente in tutti i settori imprenditoriali italiani e di conseguenza anche europei.I settori più a rischio sono l'agroalimentare e il manifatturiero, i quali incontrano un punto di forza della loro economia nell'export. È fondamentale approfittare di questa 'tregua' per mettere in campo una risposta integrata e sistemica, che punti principalmente sulla diplomazia e contestualmente stabilire interventi di sostegno economico puntando soprattutto sulla promozione del Made in Italy".

Queste le parole della presidente nazionale di Cne-Federimprese Europa, Mary Modaffari, durante un tavolo di confronto tenutosi nei giorni scorsi a Roma alla presenza di altre associazioni sindacali datoriali. "Si potrebbe pensare di introdurre agevolazioni fiscali per le imprese operanti nel settore più colpito. È essenziale sostenere dunque la produzione interna con conseguente valorizzazione del made in Italy che rappresenta il punto di forza delle piccole e medie imprese italiane", conclude la presidente.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Operbingo Italia acquista 70% di Codgames

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(Adnkronos) – Operbingo Italia, società appartenente al gruppo multinazionale Codere, leader nel mercato del gioco e concessionaria per il gioco lecito, in continuità con la sua ventennale esperienza di partnership strategiche sul territorio, ha siglato l’accordo per l’acquisizione del 70% di Codgames.Il 30% resta nella mani della famiglia Manna.

Codgames svolge la sua attività con più di 600 Awp e 200 Vlt operative principalmente in Calabria.  "Siamo lieti di annunciare l’inserimento di Codgames all’interno del gruppo Codere in Italia.Con questa operazione societaria inauguriamo una nuova stagione di collaborazioni in un’area geografica dove, sinora, non eravamo presenti.

L’operazione Codgames rappresenta il primo passo verso una politica di inserimento di altre realtà che vorranno diventare parte del nostro network – sottolinea Alejandro Pascual, Regional Manager Europe e Coo Italia –Il nostro obiettivo, da sempre dichiarato, è di unire in un progetto ampio e strutturato soggetti che vogliono guardare al futuro con energia e portando valore al business". "La nostra famiglia – commenta Armando Manna, storica figura del settore – è felice di aver dato seguito a questo accordo.Abbiamo vagliato diverse proposte che ci sono state avanzate.

Codere da subito ci è parso il miglior partner, per la sua grande esperienza, per la sua affidabilità e, soprattutto per la considerazione ed il rispetto dimostrati verso i gestori che decidono di aderire al suo progetto.Siamo sicuri di aver scelto il partner giusto per affrontare le importanti sfide che ci attendono". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harvard ‘punita’ dall’amministrazione Trump: congelati 2,2 miliardi di fondi

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(Adnkronos) – All'università di Harvard, una delle più prestigiose degli Stati Uniti, sono stati congelati 2,2 miliardi di dollari di fondi federali, dopo che l'ateneo ha respinto una serie di richieste avanzate dalla Casa Bianca con l’obiettivo dichiarato di combattere l'antisemitismo nei campus. In una lettera indirizzata a studenti e personale, l'ateneo ha reso pubblica la propria opposizione alle modifiche proposte dall’amministrazione Trump, che riguardavano la governance interna, le pratiche di assunzione e le politiche di ammissione. "La dichiarazione di Harvard di oggi conferma una mentalità di pretesa preoccupante, ormai endemica nelle università e nei college più prestigiosi del Paese – l’idea che gli investimenti federali non implichino la responsabilità di rispettare le leggi sui diritti civili", ha affermato in una nota la Joint Task Force to Combat Anti-Semitism istituita da Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, allarme Alcaraz nel ranking: così Carlos può tornare numero uno

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner torna ad allenarsi, ma deve difendersi dall'assalto al ranking di Alcaraz.Oggi, martedì 15 aprile, il tennista azzurro potrà tornare in campo al Montecarlo Country Club, essendo decaduto domenica scorsa il divieto di scendere allenarsi in strutture federali (sia italiane che estere).

Obiettivo del numero uno del mondo è ritrovare forma e confidenza con la racchetta in vista degli Internazionali d'Italia, in programma a Roma dal 7 al 18 maggio.  
Sinner è sicuro di rientrare in campo in testa al ranking Atp, e dovrà cercare di andare il più avanti possibile per difendersi dall'assalto di Carlos Alcaraz, che vincendo il Masters 1000 di Montecarlo ha superato Alexander Zverev al secondo posto e ora punta dritto al primato di Jannik.Il sorpasso dello spagnolo sull'azzurro potrebbe arrivare proprio dopo gli Internazionali, ma con quali combinazioni?
  Per tornare numero uno del mondo, e buttare giù Sinner dal trono del ranking Atp già dopo gli Internazionali, Alcaraz avrà bisogno di una stagione sulla terra quasi perfetta.

Carlos al momento si trova al secondo posto con 7720 punti, a +125 sul terzo posto di Zverev e a 2210 punti da Jannik, primo a quota 9930.Non pochi, certo, ma il divario potrebbe accorciarsi ulteriormente nell'ultimo mese di squalifica che l'altoatesino dovrà scontare. In questa settimana Alcaraz sarà impegnato nell'Atp 500 di Barcellona, torneo a cui lo scorso anno ha dovuto rinunciare per infortunio, e che potrebbe regalargli, in caso di trionfo, punti preziosi.

Dopodiché Carlos parteciperà al Masters 1000 di Madrid, dove avrà solamente 200 punti da difendere, essendo stato eliminato ai quarti di finale da Rublev nel 2024, e poi proprio agli Internazionali di Roma, a cui lo spagnolo non ha partecipato nella passata stagione. 
In caso di trionfo a Barcellona, Madrid e Roma, il distacco con Sinner diventerebbe minimo, ma non è detto che basterebbe per superarlo.Tutto o quasi, a questo punto, sarebbe nelle mani di Jannik, che per far tornare Alcaraz al primo posto del ranking dovrebbe venire eliminato al primo turno degli Internazionali.  Alcaraz però un sorpasso su Sinner lo ha già piazzato.

Il tennista spagnolo si è preso il comando della Race, la speciale classifica che prende in considerazione i risultati raggiunti nell'anno solare e che varrà la qualificazione, per i migliori otto tennisti al mondo, alle prossime Atp Finals.Carlos è salito infatti a quota 2410 punti, mettendo la freccia proprio su Jannik, ora secondo a quota 2000.

E ora lo spagnolo ha la possibilità di allungare ancora. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Achille Lauro: “Ho scritto un album di dediche. Mina? Ho una canzone per lei”

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(Adnkronos) – “Un disco di dediche: a Roma, a mia madre, ai mie grandi amori e ai miei amici.A tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito al mio percorso nella musica.

Un disco che parla d’amore in tutte le sue forme”.Achille Lauro descrive così il suo nuovo album ‘Comuni mortali’ che uscirà il 18 aprile per Warner Music Italy: dodici tracce che svelano l’anima cantautorale dell’artista.

Per la presentazione dell'album, Lauro ha scelto proprio Roma, definita "filo conduttore dell'album. È la città che mi ha cresciuto, è stata mia amica, amante e anche mia nemica." Migliaia di fan, incuranti della pioggia, hanno affollato Piazza di Spagna per assistere al live a sorpresa.E Achille Lauro, che aveva dichiarato di voler scrivere una canzone per Mina, rivela: “Non l’ho ancora mandata ma ce l’ho ed è una cosa bella”. “Io non faccio altro che rubare dalla realtà le immagini che vedo, i ritratti delle persone e delle zone”, dice Lauro che sulla scelta del titolo dell’album spiega: “’Comuni mortali’ è l’espressione che racchiude al meglio quello che siamo tutti, la fragilità dell'essere umano, il fatto che siamo così umani, così fragili e anche così uguali”.

Un disco che racconta un artista più maturo e consapevole, che osserva la periferia "con gli occhi di chi ne conosce le conseguenze drammatiche".Lauro sottolinea l'importanza di un'educazione a 360 gradi per i giovani, che include l'ambito scolastico, sentimentale, finanziario e familiare, oltre all'incoraggiamento a seguire le proprie passioni.  “Personalmente, sono grato alla mia vita spericolata perché comunque conosco entrambi i lati la medaglia, di chi non ha niente e di chi vive sognando, e questo è un grande lusso”, assicura.

Il disco, scritto tra Los Angeles e New York, ha permesso all’artista di guardarsi allo specchio “lontano dalle logiche del mercato discografico che a volte è deleterio per gli artisti”.Oggi Lauro si dice soddisfatto del proprio percorso: “Sto vivendo un momento bellissimo, di grande connessione con il pubblico, riuscendo ad abbracciare diverse generazioni.

Il mio percorso ha attraversato tanti generi e credo che abbia mantenuto un’anima coerente”.  “Mi sento esattamente nel posto giusto al momento giusto”, ribadisce l’artista che sull’album aggiunge: “C’è tanta verità e storie di sofferenza.Non è un album pensato per la radio.

Non mi interessano i risultati se non per le persone che mi seguono e ci aspettano ai live.Non rincorro più i numeri, il gioco dell’estate, la canzone divertente: non me ne importa.

Mi frega solamente di lasciare qualcosa di grande nelle persone.Mi piace pensare di fare qualcosa che resti”.  La traccia focus, ‘Amor’, in uscita venerdì, racconta l’amore sotto il cielo di una Roma notturna che abbraccia i due innamorati (“abbracciami Roma prima di addormentarci stasera”, canta Lauro). “E’ una canzone che possono dedicarsi i grandi amori, quelli che non finiscono: è un vero grazie”, dice Lauro.

Tra le dediche speciali, anche quella alla madre con il brano ‘Cristina’: “Mia madre fa parte di questa storia e trovavo bellissimo lasciare qualcosa anche per lei.Il brano è stato scritto in 10 minuti, sentivo che c’era qualcosa di importante da dire.

Di brani così ne scrivi uno o due e questo è un diamantino della mia carriera.Mamma?

Lei non l’ha ascoltato, lo farà quando uscirà il disco”.  La cover, scattata dai fotografi di fama internazionale Luigi&Iango, ritrae il volto di Achille Lauro insieme a quello di una farfalla, animale dalla forte simbologia in molte culture: rappresentazione di vita, di morte ma anche di immortalità, così come immortale è il passaggio dei comuni mortali sulla Terra, destinato a resistere per sempre nella memoria dei propri affetti. “Mi piaceva questa contrapposizione tra la vita e la morte, il ciclo della vita della farfalla che da bozzolo diventa qualcosa di unico che dura un solo giorno e simboleggia esattamente la vita veloce che viviamo oggi”, racconta. I nuovi brani insieme ai grandi successi della sua carriera saranno live nelle due date sold out al Circo Massimo il 29 giugno e il primo luglio e poi in tour nei Palazzetti, dal 4 marzo 2026, con partenza da Eboli per proseguire poi con doppia data a Roma, Bari, Padova, Torino, doppia tappa a Milano, Bologna e Firenze.Per l’appuntamento al Circo Massimo “stiamo lavorando tantissimo sulla musica, gli arrangiamenti e l'organico.

Voglio che le persone tornino a casa con qualcosa di emotivamente forte”.Una terza data? “La stiamo tenendo e probabilmente non l'annunceremo perché vogliamo annunciare qualcosa di ancora più grande.

Non vogliamo essere ingordi.E’ un anno ricco e arriverò al 2026 con tanta musica”. Achille Lauro risponde anche a domande sulla sua vita privata.

A proposito dell'amore, dichiara: "Conosco cosa vuol dire avere una relazione molto lunga e conosco cosa è l'amore.L'amore per me è incondizionato, da dare senza chiedere, è qualcosa che va oltre le relazioni.

Avere una relazione è un'altra cosa, che sinceramente non ho; so stare da solo".Sul desiderio di paternità, afferma: "Mi piacerebbe tantissimo avere un figlio, ma ho tante cose in testa prima e soprattutto deve veramente valere la pena.

Perché un figlio è la conseguenza di qualcosa di grande, di una scelta di vita, non è 'voglio fare un figlio perché ho 35 anni', almeno nel mio caso.Quindi…

si vedrà". Infine, riguardo al cinema, rivela: "Sto parlando con un grosso produttore cinematografico perché ho scritto diverse cose".Non si tratta però di progetti attoriali: "Sono più una persona di pensiero, quindi ho scritto diverse cose e sto parlando con un produttore per cercare di capire come realizzarle".

Alla domanda se a settembre, a Venezia, ci saranno novità, risponde: "No, a settembre a Venezia…presto.

Queste cose hanno bisogno di tempo per prendere forma.Sono un perfezionista, mi piacerebbe fare una cosa grande". (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francesca Michielin verso nuove strade: lascia la manager Marta Donà dopo 10 anni

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(Adnkronos) – Dopo dieci anni insieme Francesca Michielin ha deciso di cambiare rotta e manager.A trent'anni la cantante ha spiegato ai fan di sentire la "necessità di cambiare direzione" e per questo non lavorerà più con Marta Donà, la 'manager dei record', che ha vinto quattro delle ultime cinque edizioni del festival di Sanremo. "Dopo quasi dieci anni di avventure insieme, ho preso una decisione non semplice ma che apre un nuovo corso per me: non lavorerò più con Latarma management", ha annunciato Francesca Michielin sui social. "Ringrazio Marta (Donà, ndr) e tutto il team per avermi affiancato da quando ero una giovane ragazza in quello che è un mondo bellissimo e anche un po' spietato", ha continuato per poi spiegare le ragioni dietro la decisione presa. "Da oggi – si legge ancora – sento la necessità di cambiare direzione e aprirmi nuove strade.

Vi abbraccio. 'È stata una figata'". Francesca Michielin è stata una delle prime artiste seguite dalla Latarma management, fondata da Marta Donà quando iniziò a lavorare come manager di Marco Mengoni. "Quando conobbi Francesca aveva vinto X Factor ed era un cucciolo", ricorda la manager sul sito della sua agenzia. "Io avevo appena cominciato il viaggio con Marco e non sapevo se sarei stata in grado di guidarla.Quella sera invece, fuori dall’hotel, mi sembrò tutto più chiaro.

Aveva bisogno di qualcuno che l’aiutasse a credere nelle sue capacità.Adesso è una donna coraggiosa, vincente e piena di mondi da esplorare.

Abbiamo affrontato viaggiato da Sanremo a Stoccolma, con la tenda da campeggio, senza gradi di separazione.Ci appassioniamo insieme, viviamo la musica e la sperimentazione è la prima cosa". 
Il nome di Marta Donà è diventato noto non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico dopo il festival di Sanremo 2025: la vittoria di Olly ha permesso alla manager di diventare una professionista da record, capace di conquistare quattro edizioni in cinque anni: ha vinto con i Maneskin nel 2021, con Marco Mengoni nel 2023, con Angelina Mango nel 2024 e ora con Olly appunto nel 2025. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ripristino barriere coralline, su Prime Video il documentario Reef Builders

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(Adnkronos) – Le storie delle persone e delle comunità impegnate nel salvare le barriere coralline, un ecosistema vitale ma sempre più minacciato: è ora disponibile in streaming su Prime Video il documentario Reef Builders.Presentato da Sheba, il documentario esplora il programma Sheba Hope Grows, uno dei più grandi progetti di ripristino delle barriere coralline al mondo, guidato da Mars Sustainable Solutions (Mss).

Attraverso spettacolari immagini fotografiche, sia terrestri che subacquee, il film racconta le sfide quotidiane, le soluzioni innovative e la speranza di chi lavora per proteggere uno degli ecosistemi più importanti per la biodiversità marina.  Il film inizia con la storia di successo più conosciuta del programma, il ripristino della Hope Reef in Indonesia.Hope Reef è stata costruita grazie a un’invenzione semplice ma rivoluzionaria: una struttura in acciaio chiamata Reef Star, che ha trasformato un fondale distrutto e ricoperto di macerie coralline in una barriera corallina rigogliosa.

Attraverso le testimonianze dirette dei volontari locali impegnati nella salvaguardia delle loro barriere coralline, gli spettatori scopriranno come il team di Mss, guidato da David Smith, stia collaborando con le comunità costiere e le Ong per ampliare il progetto su scala globale e ottenere un impatto ancora maggiore.  Il documentario restituisce un quadro realistico delle sfide e delle difficoltà affrontate, così come dei successi e dei traguardi raggiunti, mettendo in luce la speranza, l’impegno costante e il potenziale trasformativo di uno dei più grandi e ambiziosi programmi di formazione per il restauro mai realizzati (Mss Impact Report, 2024).  “Reef Builders racconta non solo un progetto di ripristino ambientale, ma una visione concreta del futuro che Mars intende contribuire a costruire.Attraverso la visibilità e il seguito dei nostri brand, disponiamo di una piattaforma di grande impatto, e sentiamo la responsabilità di metterla al servizio di un cambiamento positivo – ha affermato Aldo Mastellone, Corporate Affairs Senior Manager di Mars Italia – Il lancio del documentario Reef Builders rappresenta un momento significativo nella missione del programma Sheba Hope Grows.

Con questo progetto vogliamo ispirare ed educare un numero sempre maggiore di persone sull’importanza di sostenere il ripristino delle barriere coralline”.  Le barriere coralline, spesso chiamate le 'foreste pluviali del mare', sono oggi in grave pericolo.Gli scienziati stimano che, senza interventi concreti, entro il 2043 il 90% delle barriere coralline tropicali del pianeta potrebbe scomparire (Icri), con gravi conseguenze per il 25% della vita marina (Epa) e per circa un miliardo di persone che dipendono direttamente o indirettamente dai servizi ecosistemici che esse offrono, come la protezione delle coste e la sostenibilità delle risorse ittiche (Noaa).  Diretto e prodotto da Stephen Shearman, con i produttori esecutivi Victoria Noble e Ben Padfield, e l’attrice e attivista ambientale Auli’i Cravalho in veste di produttrice associata, Reef Builders accompagna gli spettatori in un viaggio che tocca Bontosua (Indonesia), Lamu (Kenya), la Moore Reef (Australia) e l’isola natale di Auli’i, O’ahu (Hawai’i), offrendo uno sguardo senza precedenti sulla lotta per salvare le barriere coralline del pianeta. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella e la legge Morandi: “Giusti risarcimenti per crolli, ma no a discriminazioni”

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(Adnkronos) – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha promulgato la pdl Morandi, ossia la legge sul ristoro ai parenti delle vittime di crolli di strade e autostrade, anche se, sottolinea, "occorrono integrazioni e correzioni".Bisogna, infatti, aggiunge Mattarella sanare "punti che non appaiono in linea con principi e norme della Costituzione".

Li segnala, quindi, in una lettera inviata ai presidenti del Senato, della Camera e del Consiglio. Innanzi tutto "l'incertezza interpretativa della categoria di infrastruttura 'di rilievo nazionale' che non risulta di agevole determinazione" e che "non è ragionevole e contrasta con il principio di eguaglianza di cui all'articolo 3 della Costituzione".Perché escludere "analoghi benefici nel caso di vittime di cedimenti di altre sedi stradali", come ad esempio un viadotto comunale?

E perché non comprendere anche scuole, ospedali, teatri o impianti sportivi?  Mattarella si sofferma poi su una serie di disposizioni che creano "un'inaccettabile discriminazione" a livello di risarcimenti tra coniugi, conviventi e parti di unioni civili e i figli e i parenti di questi soggetti.Norme che si pongono in contrasto con varie sentenze della Corte costituzionale che "hanno costantemente riconosciuto i diritti derivanti dalla convivenza stabile e dalle unioni civili, quali 'rapporti ormai entrati nell'uso', 'comunemente accettati accanto a quello fondato sul vincolo coniugale' e normativamente riconosciuti".

Viola perciò l'articolo 3 della Costituzione una disciplina che differenzi "i summenzionati rapporti senza adeguata, comprovata e ragionevole motivazione". Infine il presidente della Repubblica segnala che l'aver previsto fondi per 7,1 milioni per il 2025 e 1,6 milioni a decorrere dal 2026 può limitare la parità tra soggetti qualora le risorse si esauriscano e risultino insufficienti per far fronte a tutti i risarcimenti necessari. (di Sergio Amici)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, approvazione Ue per pirtobrutinib in leucemia linfatica cronica

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(Adnkronos) – La Commissione europea (Ce) ha approvato l’uso di pirtobrutinib, inibitore non-covalente (reversibile) della tirosin-chinasi di Bruton (Btk), per il trattamento dei pazienti adulti con leucemia linfatica cronica (Cll) recidivante o refrattaria precedentemente trattati con un inibitore di Btk.Già approvato per il trattamento di pazienti con linfoma mantellare (Mcl), il farmaco – informa Lilly in una nota – è un'opzione terapeutica in grado di controllare la malattia.  "L’approvazione europea rappresenta un passo cruciale nell’estensione delle opzioni terapeutiche dei pazienti con Cll – afferma Paolo Ghia, direttore programma di Ricerca strategica sulla leucemia linfatica cronica all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Oncologia medica all’Università Vita-Salute San Raffaele – La Cll è la forma più comune di leucemia negli adulti.

Nel 2024, in Italia, sono stati stimati circa 2.750 nuovi casi.La malattia ha un andamento clinico eterogeneo.

Una percentuale significativa di pazienti non presenta sintomi, arriva alla diagnosi in seguito a controlli eseguiti per altri motivi e rimane stabile per molto tempo, senza necessità di terapia.Possono passare diversi anni prima della comparsa di sintomi evidenti.

Quando la malattia progredisce, determina sintomi come anemia, ingrossamento dei linfonodi, piastrinopenia o ingrossamento della milza.In questi casi diventano fondamentali i trattamenti".  Come spiega Alessandra Tedeschi, specialista ematologo della Struttura complessa di Ematologia, Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano: "I pazienti sono, nella maggior parte dei casi, anziani, spesso con comorbidità determinate anche dall’età avanzata.

La chemio-immunoterapia, un tempo, rappresentava lo standard di cura in prima linea, ma oggi è superata dalle terapie mirate, costituite dagli inibitori covalenti di Btk e di Bcl-2, anche in combinazione con altri farmaci.Questi pazienti presentano una malattia ad andamento cronico che, dopo il trattamento di prima linea, può andare incontro a recidiva.

Pertanto, è di fondamentale utilità avere a disposizione terapie di salvataggio.Da qui l’importanza dell’approvazione europea di pirtobrutinib nei pazienti con malattia recidivante o refrattaria.

Si tratta di un inibitore di Btk di nuova generazione, caratterizzato da un meccanismo d’azione innovativo".Rispetto "agli inibitori covalenti della Btk che si legano in maniera irreversibile ad uno specifico aminoacido – precisa Tedeschi – pirtobrutinib possiede la peculiarità di inibire Btk attraverso interazioni reversibili e con vari altri aminoacidi.

Ci auguriamo che sia reso disponibile dall’agenzia regolatoria quanto prima anche in Italia, perché offre un’opzione terapeutica importante ai pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria, in grado di controllare la malatti"”. L’approvazione della Ce è supportata dai dati dello studio clinico Bruin Cll-321, il primo studio randomizzato di Fase 3 nella Cll condotto esclusivamente in pazienti precedentemente trattati con un inibitore di Btk.L’endpoint primario dello studio, la sopravvivenza libera da progressione (Pfs), è stato soddisfatto al momento predefinito dell’analisi primaria (29 agosto 2023) in base alla valutazione del comitato di revisione indipendente (Irc), dimostrando che pirtobrutinib è risultato superiore alla scelta dell’investigatore di idelalisib più rituximab (IdelaR) o bendamustine più rituximab (Br), entrambi previsti nel braccio di controllo.

All’analisi aggiornata (29 agosto 2024), pirtobrutinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 46% rispetto a IdelaR o Br (Pfs mediana: 14,0 vs. 8,7 mesi), in linea con l’analisi primaria.I risultati di Pfs sono stati consistenti nei sottogruppi analizzati, tra cui i pazienti trattati precedentemente con venetoclax e nei sottogruppi associati a prognosi sfavorevole, tra cui quelli con mutazione Tp53 e/o delezione 17p, stato Ighv non mutato e cariotipo complesso.  Inoltre, il tempo medio al successivo trattamento o alla morte (Ttnt), endpoint secondario predefinito e descrittivo nello studio che può servire come marcatore ulteriore dei risultati del controllo di malattia, è stato di 24 mesi rispetto al braccio di controllo di 11 mesi (miglioramento del 63%; Hr=0,37 [CI 95%, 0,25-0,52]).

Il profilo di sicurezza globale dei pazienti trattati è risultato coerente con i dati di sicurezza dello studio di Fase 1/2 Bruin, compresi gli eventi avversi di particolare interesse.Le reazioni avverse più comuni di ogni grado sono state neutropenia, fatigue, diarrea, anemia, eruzione cutanea ed ecchimosi. "Questa nuova indicazione – sottolinea Elias Khalil, General Manager Lilly Italy Hub – offre un’opzione terapeutica innovativa agli adulti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria in progressione con un inibitore di Btk covalente, affrontando una fondamentale esigenza non soddisfatta in questo setting.

Lilly è impegnata a promuovere rapidamente lo sviluppo di pirtobrutinib e a continuare ad offrire nuovi importanti trattamenti ai pazienti con tumori ematologici".Il farmaco ha ottenuto precedentemente dalla Ce l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il trattamento dei pazienti adulti con linfoma mantellare (Mcl) recidivante o refrattario già trattati con un inibitore di Btk.

Pirtobrutinib è approvato in altri Paesi e sono state presentate richieste per ulteriori indicazioni in tutto il mondo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elisabetta Canalis e Georgian Cimpeanu in crisi? Il video che cancella ogni dubbio

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(Adnkronos) – Ma tra Elisabetta Canalis e Georgian Cimpeanu è davvero finita?Nelle ultime settimane si vociferava di una rottura definitiva della coppia, ma a mettere a tacere tutte le indiscrezioni è stata proprio l'attrice che ha pubblicato un video sui social in cui si è mostrata accanto al compagno.  Elisabetta Canalis ha pubblicato sulle Instagram stories un video con Georgian Cimpeanu.

Il filmato ritrae la coppia in una sessione di kickboxing: una passione che i due hanno in comune.Cimpeanu, infatti, è tre volte campione del mondo di kickboxing ed è stato insegnante della Canalis che fra il 2022 e il 2023 è salita sul ring per alcuni incontri.  Il video pubblicato dalla showgirl metterebbe a tacere dunque le indiscrezioni sulla rottura della coppia.

Ad anticipare la crisi era stato il settimanale ‘Chi’, secondo cui l'amore tra l'ex velina e il fidanzato era giunto al capolinea.Fonti vicine alla ex coppia, secondo quanto riportava il settimanale, avevano garantito che la storia tra i due era finita per motivi legati alla relazione, non per terze persone in mezzo.  Nessuna smentita ufficiale sulla crisi di coppia, la Canalis ha preferito mantenere il silenzio mostrando la realtà dei fatti: tra i due prosegue a gonfie vele.O almeno, questo è quello che mostra il video condiviso sui social nelle ultime ore.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, portavoce Ue: “Con Usa non è dialogo tra sordi”. Trump attacca Cina: “Vuole fregarci”

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(Adnkronos) – Quello di ieri tra il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic e le controparti americane a Washington sui dazi voluti da Donald Trump "non è stato un dialogo tra sordi", ma un incontro "molto focalizzato e produttivo".A dirlo il portavoce della Commissione Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

Serve però, ammette, "un livello di impegno aggiuntivo da parte degli Usa per consentire alla palla di continuare a rotolare".  Con gli Stati Uniti d'America "abbiamo creato una finestra di 90 giorni.Siamo solo al secondo giorno su 90: dobbiamo dare un po' di tempo" ai negoziati tra le parti perché possano avere luogo, ha aggiunto.  La Commissione Europea ha formalizzato ieri la pausa fino a tre mesi nelle contromisure ai dazi Usa sull'importazione di prodotti in acciaio e alluminio dall'Ue.

La pausa è stata annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen dopo che il presidente Trump, ha sospeso i dazi cosiddetti "reciproci" per 90 giorni, dopo l'impennata registrata dai rendimenti dei buoni del Tesoro americani, considerati beni rifugio.La pausa è stata decisa per dare spazio ai negoziati. Intanto arriva un nuovo attacco alla Cina siglato Trump.

Stavolta nel mirino finisce la missione di Xi Jinping in Vietnam che, ha detto il presidente Usa, ha l'obiettivo di capire come "fregare" gli Stati Uniti.O almeno la spiega così il tycoon, che ha avviato una durissima politica dei dazi contro Pechino in particolare e contro tutti quei Paesi, anche europei, che si starebbero approfittando degli americani.  Parlando nello Studio ovale, il presidente ha detto: "Non do la colpa alla Cina, non do la colpa al Vietnam.

E' stato un incontro meraviglioso (quello tra il presidente cinese e il leader vietnamita To Lam, ndr), un incontro per cercare di capire 'come freghiamo gli Stati Uniti d'America?'". La visita in Vietnam di Xi dovrebbe culminare con la firma di decine di accordi, probabilmente 40, ma – dicono gli osservatori – molti sarebbero ben poco concreti anche se importanti dal punto di vista simbolico.Secondo gli analisti, sottolinea anche il New York Times, la Cina avrebbe un obiettivo più ampio e punterebbe a 'costruire' anche con Paesi fuori dall'Asia e a rafforzare l'immagine di Xi come statista globale.

E il leader cinese vuole presentare la Repubblica Popolare come partner affidabile, 'paladina' del commercio globale. Ma dietro le quinte restano molte incertezze.Il Vietnam è legato a doppio filo sia alla Cina, suo principale partner commerciale con cui celebra i 75 anni di rapporti diplomatici nonostante le rivendicazioni che li contrappongono nel Mar cinese meridionale, che agli Stati Uniti, che importano sempre più dal Paese da quando i dazi della prima Amministrazione Trump hanno portato le aziende a spostare la produzione dalla Cina in altri Paesi.

Lo scorso anno le esportazioni dal Vietnam verso gli Usa hanno raggiunto i 137 miliardi di dollari. E' in questo contesto, evidenzia il New York Times, che da Hanoi sono partiti negoziatori alla volta di Washington chiedendo dazi più contenuti e promettendo in cambio di acquistare più prodotti americani e anche una battaglia contro il passaggio di merci cinesi dal Vietnam con gli Usa come meta ultima del 'viaggio'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Russia ci ha mentito”: il racconto dei soldati cinesi catturati da Kiev in Ucraina

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(Adnkronos) – Le pubblicità su TikTok, le speranze di un lavoro migliore e gli inganni di Mosca.I due cittadini cinesi catturati da Kiev hanno raccontato nel dettaglio la loro esperienza tra le file dell'esercito russo, sollevando interrogativi sul reclutamento straniero da parte di Mosca e sull’ambiguo posizionamento della Cina nel conflitto.

Entrambi hanno dichiarato di essersi arruolati senza alcun mandato da Pechino, che nel frattempo ha esortato a evitare "strumentalizzazioni" sul suo ruolo nel conflitto e ha rivendicato la propria imparzialità.  "Pensavo fosse un lavoro.Mi sono ritrovato in guerra".

Così Wang Guangjun, 33 anni, ha raccontato la sua esperienza durante la conferenza stampa a Kiev, organizzata ieri dal governo ucraino.Assieme a lui, Zhang Renbo, 26 anni, è l’altro cittadino cinese fatto prigioniero mentre combatteva per la Russia in Ucraina.

Entrambi hanno parlato pubblicamente per la prima volta da quando sono stati catturati, dichiarando di essersi arruolati volontariamente, attratti dalle promesse economiche di reclutatori online. Wang ha spiegato che, dopo aver perso il lavoro in Cina, aveva visto su TikTok un annuncio che prometteva stipendi tra i 200.000 e i 250.000 rubli al mese (circa 2.000-3.000 euro) per chi si arruolava nell’esercito russo. "Mi hanno detto che avrebbero pagato il viaggio e sistemato tutti i documenti.In Cina, fare il militare è considerato prestigioso, quindi ho accettato", ha raccontato.

Ma all’arrivo la realtà era ben diversa: "Mi hanno tolto il telefono e la carta di credito.Non avevo più controllo dei miei soldi". Zhang ha raccontato di essere arrivato in Russia lo scorso dicembre con l'idea di lavorare nell'edilizia.

Invece, ha finito per essere arruolato. "Facevo il vigile del fuoco in Cina.Vengo da una famiglia benestante.

Non mi aspettavo di finire in guerra", ha detto.Nessuno dei due ha rivelato la propria città d'origine in Cina.

Wang ha raccontato di essere stato catturato dopo solo tre giorni al fronte.Secondo la sua testimonianza, mentre si trovava in una trincea durante un attacco russo, è stato esposto a un gas che lo ha stordito. "Stavo perdendo conoscenza…poi ho sentito qualcuno afferrarmi per il colletto e portarmi fuori all'aria aperta", ha detto.

Era un soldato ucraino.Da allora, ha spiegato, "gli ucraini ci hanno protetto e trattato bene tutto il tempo".  I due hanno dichiarato di essere stati assegnati a unità comandata da ufficiali russi, che impartivano ordini a gesti, vista la barriera linguistica.

Secondo Wang, il campo d'addestramento era "sorvegliato rigidamente", rendendo impossibile la fuga.Nei ranghi russi, ha detto, c'erano combattenti da Ghana, Iraq e Asia Centrale.

Zhang ha riferito di non aver mai visto soldati ucraini fino al momento della cattura.  "Vorrei dire ai miei connazionali di non unirsi a questa guerra – l'appello di Wang – Tutto quello che ci avevano detto era una bugia.Pensavamo che la Russia fosse fortissima e l'Ucraina debolissima.

Invece è l'opposto.Meglio non partecipare a guerre".

Zhang ha aggiunto: "Non volevo combattere.Volevo solo guadagnare.

Ora voglio tornare a casa, anche se so che potrei essere punito".  Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva parlato nei giorni precedenti di essere in possesso di "dati precisi su 155 cittadini cinesi" arruolati dalla Russia per combattere in Ucraina.La Cnn ha riferito di aver visionato un documento delle agenzie di sicurezza ucraine contenente i loro nomi e contratti, molti dei quali datati 2024.

Pechino aveva da subito smentito ogni coinvolgimento, definendo le notizie "infondate" e ribadendo la propria "neutralità", mentre Kiev accusa la Cina di alimentare il conflitto fornendo a Mosca sostegno economico, tecnologico e diplomatico.  Nelle ultime ore Pechino, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, è tornata sulle parole di Zelensky invitando a evitare "strumentalizzazioni" e rivendicando la propria imparzialità.L'"invito"rivolto dalla diplomazia cinese alle "parti interessate" è ad avere "una visione corretta della posizione oggettiva e imparziale della Cina e ad astenersi da strumentalizzazioni e montature" del caso. "Le autorità cinesi – ha aggiunto Lin – stanno verificando informazioni e circostanze".

A proposito dei cittadini catturati da Kiev, Lin ha ricordato che la posizione di Pechino sulla questione "è molto chiara". "Abbiamo lanciato numerosi avvertimenti e chiesto loro di stare lontani dalle aree di conflitto armato" e di "evitare di partecipare a operazioni militari da entrambe le parti", ha affermato il portavoce.  Nel frattempo, Wang e Zhang sperano in uno scambio di prigionieri che permetta loro di tornare in patria. "So che potrei essere punito – ha detto Zhang – ma voglio solo rivedere la mia famiglia".Wang ha concluso: "La guerra vera è tutta un’altra cosa rispetto ai film.

Mi pento di essere venuto.L’unico desiderio che ho è chiedere scusa ai miei genitori e tornare a casa". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)