Home Blog Pagina 2736

Covid: In Belgio Potrebbero Essere Chiuse Le Corsie Preferenziali (Lo Piano Red)

0

In questi giorni in Belgio si sta valutando l’ipotesi di chiudere le corsie preferenziali per i casi urgenti di Covid-19; così si darebbe più spazio nelle terapie intensive a tutti coloro che siano affetti da altre gravi patologie.

In sostanza si sosterrebbe l’idea che le cure Covid, non debbano più essere prioritarie nei confronti di altre altrettanto importanti.

La crisi sanitaria ha in sostanza ridisegnato le vecchie politiche mediche e le organizzazioni ospedaliere, in cui tante malattie e patologie non sono state prese più in cura per far fronte all’emergenza Covid.

Il Sib Santè (servizio pubblico federale per la salute), con a capo Van Der Auwera, sta preparando un nuovo progetto, fermo restando l’incessante invito a vaccinarsi.

Bisogna dire che solo il 46.8% della popolazione adulta belga ha effettuato la dose di richiamo: per la regione di Bruxelles scende al 26.2%, mentre un buon 77.6% non è ancora immunizzato.

Bisogna ancora dire che vi sono tante resistenze alle cure anti Covid, in sostanza vi sono 2 ordini di problemi, il primo a livello etico, il secondo a livello politico.

Nel primo caso si sta cercando di stabilire i criteri con cui trattare i malati di Covid, nel secondo sarà ancora più difficile metterlo in pratica visto che in Belgio le politiche della Salute non sono centralizzate, ma gestite a più livelli, federale, regionale e per comunità linguistica.

Per il momento si tratta di “annunci” che potrebbero essere presi in considerazione da altri Stati europei.

Solo per fare un esempio la Spagna vorrebbe, come si fa per gli uragani quando perdono potenza e si trasformano in tempeste tropicali, declassare il Covid ad influenza stagionale.

Lo ha dichiarato il Premier Pedro Sanchez, il quale intende proporre la questione a livello europeo; per il Primo Ministro si sarebbero create le condizioni per passare da un quadro di Pandemia ad uno di malattia endemica, l’equivalente di una malattia stagionale.

Come si evince da queste proposte “tout le monde è pais” ed i problemi non mancano in ogni parte del Mondo.

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook! Mauro Lo Piano / Redazione Sicilia

.

Sicilia, Musumeci azzera la Giunta di governo. Aria di crisi nella Maggioranza di centrodestra ?

Oggi all’Assemblea Regionale Siciliana si svolgevano le votazioni per eleggere i tre delegati che andranno a Roma per l’elezione del Capo dello Stato.

Il voto ha dato dei risultati inaspettati per il Presidente della Regione Nello Musumeci.

Infatti 44 sono state le preferenze per Gianfranco Micciché, attuale presidente dell’ARS e Commissario di Forza Italia, 32 per il delegato dell’opposizione, Nuccio Di Paola dei Cinque stelle e soli 29 i voti al Presidente Musumeci, il quale è uscito dall’Aula minacciando di dimettersi.

Poi il Presidente Musumeci ha diffuso una nota “Non posso non prendere atto dell’esito del voto espresso dall’Aula e del suo significato politico. Se qualche deputato – vile e pavido – si fosse illuso, con la complicità del voto segreto, di aver fatto un dispetto alla mia persona, si dovrà ricredere. Perché il voto di questo pomeriggio – per la gravità del contesto generale – costituisce solo una offesa alle Istituzioni regionali, a prescindere da chi le rappresenta. Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime ventiquattr’ore”.

Dopo qualche ora attraverso una diretta Facebook, Musumeci ha comunicato di avere deciso di azzerare la sua Giunta regionale di governo.

Al momento non si può sapere quai saranno i prossimi sviluppi della vicenda, ma di fatto oggi ci sarebbe stata una votazione di sfiducia nei confronti del presidente Musumeci da parte della sua stessa maggioranza. Il voto ha messo in evidenza una crisi all’interno del centrodestra siciliano, poiché un pezzo di esso non condivide la scelta di Musumeci di ricandidarsi.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Supercoppa Italiana: trionfo Inter, Juve battuta al 120’

SUPERCOPPA ITALIANA 2022 – La Supercoppa italiana è dell’Inter! I nerazzurri battono la Juventus in un match apertissimo. Un gol di McKennie sblocca la gara. Poi la rimonta interista: Lautaro la pareggia su rigore. Sanchez manda in estasi i tifosi dell’Inter, grazie a un gol al 120’.

Supercoppa Italiana 2022, Inter 2-1 Juventus (d.t.s)

Supercoppa Italiana 2022. L’Inter vince anche la Supercoppa, battendo la Juventus nella finalissima di San Siro. I bianconeri aprono il match con il gol di McKennie. Poi i nerazzurri si scatenano nella rimonta. Lautaro segna il rigore che riporta il risultato in pari. Dopo una partita in equilibrio, al 120’, Sanchez sfrutta un errore di Alex Sandro e decide la Supercoppa Italiana. È il primo trofeo dell’era Inzaghi.

Formazioni ufficiali

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro, Dzeko. All. Inzaghi.

Juventus (4-4-2): Perin; De Sciglio, Rugani, Chiellini, A. Sandro; Bernardeschi, Locatelli, Rabiot, McKennie; Kulusevski, Morata. All. Allegri.

Primo tempo

Dopo appena un minuto arriva la prima occasione per l’Inter. Dzeko stacca di testa, ma non colpisce la porta. Al 5’, De Vrij di testa serve involontariamente Lautaro, che però non arriva sul pallone. Continua il dominio nerazzurro anche all’8’, con Lautaro che colpisce male dopo il tocco corto di Barella. La prima occasione della Juventus arriva al 20’: Bernardeschi va da McKennie nell’area piccola, ma Skriniar è monumentale e lo ferma. Passano pochi minuti e l’asse Bernardeschi-McKennie ci riprova. E questa volta l’americano spinge in porta con un colpo di testa. 1-0 Juventus.

La risposta dell’Inter non si fa attendere. Al 30’, Calhanoglu ci prova dalla distanza, ma il tiro è centrale.  Facile per Perin. Al 34’, calcio di rigore per l’Inter! Dzeko anticipa De Sciglio, che lo atterra. Sul dischetto va Lautaro, che non sbaglia con un tiro forte. 1-1 Inter. Il primo tempo della Supercoppa italiana 2022 termina 1-1.

Secondo tempo

Prima opportunità bianconera al 50’: Bernardeschi, tutto solo in area, cerca il primo palo. Palla fuori di poco. Ancora Juve al 50’. Bernardeschi tenta il tiro dalla distanza, che esce di poco alto sopra la traversa. Azione perfetta dell’Inter al 58’: Calhanoglu taglia in due l’area juventina, Dumfries colpisce di testa. Perin e il palo salvano i bianconeri. Ancora occasione per i padroni di casa al 65’, con lo stacco di testa di Lautaro, che però non impegna Perin più di tanto. Altro tiro dell’Inter, Perisic prova di collo, ma Perin è attento. Il secondo tempo si chiude sull’1-1. La Supercoppa si giocherà ai tempi supplementari.

Tempi supplementari

Occasione Inter al 95’. Sanchez colpisce di testa e la palla esce di pochi millimetri. Nerazzurri vicinissimi al vantaggio. C’è tempo anche per il primo tiro verso la porta di Dybala, che però è alto sopra la traversa. Anche il primo tempo supplementare termina con il punteggio di 1-1. Apoteosi Inter! Al 120’, errore della difesa juventina, Darmian ne approfitta, Sanchez concretizza! 2-1 Inter. Fischio finale! L’Inter vince la Supercoppa Italiana 2022, battendo la Juventus con il risultato di 2-1.

Sequestrate nel porto oltre 5,5 tonnellate di gas fluorurati a effetto serra provenienti dalla Cina

Sequestrate nei giorni scorsi dai Finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Palermo unitamente ai funzionari della locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quotidianamente impegnati nei controlli dei flussi merce in import ed export dal porto del capoluogo siciliano, oltre 5,5 tonnellate di gas in bombole, stipate all’interno di 2 containers provenienti dalla Cina e destinati ad una società di Marsala.

In particolare, da accertamenti è emerso che trattavasi di un tipo di miscela artificiale e, nello specifico, di gas fluorurati a effetto serra creati in laboratorio dall’americana The Chemours Company LLC, utilizzati in una vasta gamma di attività industriali come la refrigerazione, il condizionamento dell’aria e delle pompe di calore.

La realizzazione ad hoc di tali miscele e la registrazione dei relativi “eco-brevetti” permette di focalizzare l’attenzione al rispetto degli standard qualitativi di emissione stabiliti, nel 1987, con la sottoscrizione del Protocollo di Montreal, teso alla protezione dello strato di ozono stratosferico terrestre attraverso la limitazione d’utilizzo di talune sostanze chimiche ritenute, invece, lesive.

Il riscontro in merito all’effettiva titolarità americana dell’eco-brevetto, operato dai finanzieri e dai funzionari con il Corporate Counsel Intellectual Property dell’americana The Chemours Company LLC, permetteva di appurare l’effettiva violazione del diritto di proprietà intellettuale sotteso alla realizzazione della particolare miscelazione di gas importata nel territorio dello Stato, ritenendo quindi, integrati in capo al rappresentante legale dell’importatrice marsalese i reati di contraffazione e ricettazione.

Si è provveduto quindi al sequestro del gas fluorurato a effetto serra complessivamente importato, pari a 5,8 tonnellate.

NOTA

L’attività di servizio si inquadra nell’ambito della costante azione di controllo assicurata dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane a contrasto dei traffici illeciti che, attraverso gli spazi doganali, interessano il territorio nazionale.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Arrestati coniugi: avevano una piantagione di marijuana nell’appartamento

I Carabinieri della Stazione di Palermo-Brancaccio hanno tratto in arresto due coniugi che, all’interno di una stanza della propria abitazione, avevano allestito una piantagione di cannabis, con oltre 70 piante di 60 cm di altezza circa.

La piantagione, scoperta dai Carabinieri con l’ausilio di un’unità cinofila del Nucleo di Villagrazia, era stata accuratamente approntata con condizionatori, lampade alogene e fertilizzanti, in uno spazio della casa facilmente accessibile sia alla coppia che ai loro figli minori.

All’atto del controllo, i militari, con la collaborazione di personale dell’Enel, hanno altresì accertato che era stato operato un allaccio abusivo alla rete elettrica cittadina, da cui la coppia attingeva l’energia per alimentare gli apparati.

L’arresto dei due è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo. Le piante sono state campionate e saranno analizzate dal Laboratorio Analisi Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Possesso di armi e stupefacenti; denunciato un 22enne a Napoli

Efficiente intervento delle forze dell’ordine in zona Mergellina

 

La scoperta

 

Gli agenti di polizia appartenenti al Commissariato Posillipo, durante il controllo delle strade cittadine, hanno notato in via Mergellina uno scooter con a bordo due persone che procedeva ad alta velocità verso via Posillipo.

 

L’intervento

 

I poliziotti sono intervenuti per fermare lo scooter, scoprendo che uno dei due era in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 21 cm e di una stecca di hashish; l’uomo, un 22enne di Giugliano, è stato denunciato per possesso di arma bianca atta ad offendere nonché sanzionato per detenzione di stupefacente per uso personale.

 

Possesso di armi e stupefacenti; denunciato un 22enne a Napoli/Antonio Cascone/redazionecampania

Arrestato un 30enne per spaccio di cocaina e crack

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Siracusa, durante un servizio antidroga, hanno arrestato in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, un 30enne del luogo celibe, disoccupato che veniva sorpreso, nella zona alta del Capoluogo, a prelevare da un anfratto e cedere sostanza stupefacente ad assuntori locali, uno dei quali veniva trovato in possesso di una dose di cocaina.

All’esito della perquisizione effettuata nel luogo ove il 30enne aveva prelevato la droga, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato15 dosi di crack e 7 di cocaina, del peso complessivo di circa 15 gr..

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, come disposto dall’ A.G.  di Siracusa.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Scala dei Turchi: identificati e denunciati gli autori del raid vandalico (VIDEO)

Poco meno di 48 ore. Tanto hanno impiegato i Carabinieri della Compagnia di Agrigento a dare un nome e cognome, ricostruendo in maniera certosina quanto fosse accaduto la notte fra venerdì e sabato scorsi alla Scala dei Turchi di Realmonte, agli autori del raid vandalico che ha deturpato, con polvere di ossido di ferro, la scogliera di marna bianca.

Due i denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento, D.Q. e F.G. entrambi di Favara, per l’ipotesi di reato di danneggiamento di beni avente valore paesaggistico.

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento sono riusciti a fare piena luce sull’identità degli autori del maxi danneggiamento, avvalendosi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di una raffica di perquisizioni e verifiche effettuate fra Realmonte e Favara, passando anche da Porto Empedocle e la città dei Templi.

A coordinare il fascicolo d’inchiesta, inizialmente aperto a carico di ignoti, sono stati il Procuratore Capo di Agrigento Luigi Patronaggio e il Sostituto Chiara Bisso.

I filmati della videosorveglianza hanno permesso di accertare che un furgone, un Ford Transit, è giunto di sera alla Scala dei Turchi; poi da quel mezzo sono scese due persone trascinando dei misteriosi sacchi, quelli che contenevano la polvere di ossido di ferro.

Dopo un’attenta e ripetuta analisi delle immagini, i Carabinieri sono riusciti ad acquisire il numero di targa del furgone. Da quell’istante in poi, è stata corsa frenetica per mettere dei punti fermi nell’inchiesta su un caso che ha suscitato scalpore e indignazione a livello mondiale.

Da conoscitori del territorio e dei suoi abitanti, i sospetti dei Carabinieri si sono subito concentrati su un uomo di Favara, già noto per danneggiamenti simili. Il rintraccio, a Favara, e l’ispezione del furgone ha permesso di rinvenire tracce di polvere di ossido di ferro.

Le successive perquisizioni hanno consentito di ritrovare, all’interno dei magazzini ispezionati, guanti sporchi della stessa polvere e ulteriori, inequivocabili, prove. Due, appunto, i favaresi – si tratta di uomini di mezza età – che sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per quello che è stato un puro atto vandalico.

Uno dei due presunti responsabili sarebbe Domenico Quaranta, un “pluripregiudicato con diversi precedenti giudiziari e di polizia, fra i quali annovera un attentato alla metropolitana di Milano e un altro alla Valle dei Templi di Agrigento”, “nonché un’altra azione di danneggiamento, con della vernice rossa ai danni della marna di Punta Bianca” in una delle spiagge più note della provincia agrigentina, tra il 2001 e 2002 dopo una presunta conversione all’Islam in carcere. L’uomo aveva danneggiato in passato anche alcuni vasi in ceramiche posizionati sul lungomare di San Leone, frazione e principale lido di Agrigento.

Lo stesso, in passato è stato sottoposto a misura di prevenzione. Di recente quest’ultima è stata rigettata da parte del Tribunale,  ma è stato sottoposto al divieto di avvicinamento ad Agrigento disposto dalla Questura.

Quanto alle motivazioni del gesto “si ipotizza – ha spiegato ancora in conferenza stampa il Procuratore Luigi Patronaggio – un atteggiamento di generica e vaga contestazione nei confronti del sistema e delle Forze dell’ordine, come è dato scorgere sulle pagine dei social dello stesso indagato”.

Nel frattempo, già domenica la Scala dei Turchi – bene candidato a diventare patrimonio mondiale dell’umanità Unesco – era stata ripulita, grazie anche all’intervento di diversi volontari. La “ferita” al paesaggio e alla bellezza della Sicilia è stata infatti immediatamente rimarginata.

Queste le dichiarazioni del Colonnello Vittorio Stingo:

L’Arma dei Carabinieri è intervenuta nell’immediatezza per individuare subito gli autori di questo crimine ad opera di scellerati che ha deturpato uno dei beni paesaggistici più importanti della Sicilia. L’Arma non molla il territorio a difesa dei nostri cittadini e delle bellezze naturali”.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Arrestato spacciatore a Napoli; sanzionato anche l’acquirente

Beccati sul fatto, spacciatore e compratore sono finiti nelle grinfie delle forze dell’ordine

 

La scoperta

 

Ieri pomeriggio gli agenti di Napoli dell’Ufficio di Prevenzione Generale, durante il consueto controllo del territorio, hanno notato qualcosa che ha attirato la loro attenzione mentre transitavano in vico Gabella della Farina; a destare la curiosità dei poliziotti è stato uno scambio tra due uomini fatto con circospezione, cosa che li ha spinti ad intervenire.

 

L’intervento

 

I due, appena notati gli agenti, hanno subito cercato di dileguarsi attraverso l’androne di un palazzo; i poliziotti, però, sono riusciti a bloccare entrambi ed a verificare la natura del loro scambio.

Uno dei due è stato trovato in possesso di 7 involucri contenenti circa un grammo di crack, un bilancino di precisione e dei contanti ritenuti provento illecito, mentre l’altro uomo, presumibilmente un compratore, è stato trovato in possesso di una dose della stessa sostanza.

Vincenzo Di Grazia, 66enne napoletano con precedenti, è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio, mentre l’acquirente è stato sanzionato per possesso di stupefacenti per uso personale.

 

Arrestato spacciatore a Napoli; sanzionato anche l’acquirente/Antonio Cascone/redazionecampania

 

 

Juve Stabia, i rumors di mercato in entrata e in uscita e gli ultimi sviluppi societari

Juve Stabia, sono giorni molto caldi con le diverse voci di mercato che la fanno da padrona in entrata e in uscita ma con nessuna trattativa definita fino a questo momento mentre la squadra si prepara in vista del ritorno in campionato previsto per domenica 23 gennaio alle 17:30 a Campobasso per la 23esima giornata del campionato di Lega Pro Girone C.

Sullo sfondo gli ultimi sviluppi societari che potrebbero incidere e non poco sui movimenti di mercato delle Vespe con la sessione invernale di calciomercato che si chiuderà il prossimo 31 gennaio alle ore 20.

Come riportato oggi dall’edizione online de Il Mattino, sarebbe slittata al prossimo febbraio la risposta dell’Agenzia delle Entrate in merito alla proposta di Concordato presentata dalla Juve Stabia tendente ad ottenere una riduzione della massa debitoria verso l’Erario e verso i debitori. Ovvio che si tratti di un passaggio molto importante che potrebbe incidere anche sulle prossime scelte di mercato del sodalizio gialloblè.

Nel frattempo mentre la squadra si prepara in vista del prossimo impegno di campionato a Campobasso del 23 gennaio, la società cerca di fornire a mister Sottili i giusti rinforzi che possano consentire alla Juve Stabia di disputare un girone di ritorno consono a quello che è l’obiettivo stagionale della società, vale a dire il raggiungimento dei playoff.

Nessuno stravolgimento della rosa attuale ma soprattutto l’obiettivo principale del mercato delle Vespe sembra essere quello di assicurare delle valide alternative agli esterni offensivi in questo momento rappresentati solo da Bentivegna e Panico. Obiettivo numero uno è proprio quello di fornire delle valide alternative ai due ai quali non si può chiedere ovviamente di giocare tutte le gare di qui alla fine della stagione.

LE VOCI DI MERCATO RIGUARDANTI LA JUVE STABIA.

Tramontata la pista Nicastro, negli ultimi giorni si è parlato di un interessamento della Juve Stabia per Antonio Piccolo, classe 1988 ex della Cremonese, in uscita dal Catania. Non ci sarebbe tuttavia una vera e propria trattativa in essere tra le due società per Piccolo, autore 2 anni fa di una buona stagione in Serie B tra le fila della Cremonese ma poi alquanto eclissatosi.

Altro nome circolato in entrata in questi ultimi giorni sempre riguardante gli esterni offensivi è quello di Flavio Di Dio, classe 2002, di proprietà del Bologna ma autore nell’ultima stagione di una parentesi a Teramo non propriamente esaltante.

Juve Stabia che si muove anche in uscita. Secondo rumors sempre più insistenti, a Luca Berardocco sarebbe molto interessata la Carrarese. Per il regista della Juve Stabia che non più tardi di qualche mese fa aveva firmato il rinnovo di contratto con le Vespe fino al giugno 2023, sarebbe pronto un contratto che lo legherebbe alla Carrarese per due anni e mezzo. Ovviamente trattativa tutta da verificare che potrebbe avere un seguito nei prossimi giorni.

Infine l’altro nome che sarebbe finito nel mirino di altre squadre di Lega Pro è quello di Alberto Rizzo, difensore di fascia sinistra della Juve Stabia classe 1997, che sarebbe attenzionato soprattutto dal Siena del neo tecnico, Pasquale Padalino, ex Juve Stabia, e dal Foggia che dopo essersi assicurato nell’estate scorsa le prestazioni di un altro ex gialloblè, Alessandro Garattoni, avrebbe interesse ad assicurarsi anche Rizzo.

Rumors di calciomercato sui quali vi forniremo aggiornamenti nei prossimi giorni nel contesto di una sessione di mercato che stenta a decollare non solo per la Juve Stabia e che molto probabilmente entrerà nel vivo solo negli ultimi giorni in prossimità della chiusura della sessione invernale che terminerà il prossimo 31 gennaio alle ore 20.

 

David Sassoli verrà salutato con solenni funerali di Stato

0

Solenni funerali di Stato verranno tributati a David Sassoli, con camera ardente in Campidoglio ed esequie in Santa Maria degli Angeli

Il Governo italiano ha deliberato solenni funerali di Stato per David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. La camera ardente sarà allestita in Campidoglio. Le esequie saranno celebrate dal cardinale Matteo Zuppi, che di Sassoli era amico sin dai tempi in cui frequentavano lo stesso liceo romano.

La morte di Sassoli ha provocato sgomento e dolore in tutto il mondo politico, nazionale ed europeo. Tutti ricordano il suo tratto umano e politico, sempre improntato a “ lealtà, coerenza, educazione, rispetto”, come scrive in un post il suo staff. Egli “credeva nella politica nella sua accezione più nobile”, come unanimemente gli viene riconosciuto anche dagli avversari politici, pur nella differenza dei propri convincimenti.

Ciononostante nello squinternato mondo no-Vax e no-Pass molte voci si sono levate nella rete, in segno di trionfante giubilo per la sua morte, attribuita dai soliti farneticanti a conseguenze o danni vaccinali immaginari.

Egli ne è stato informato, ma per non alimentare sterili polemiche e per la sua innata signorilità, ha scelto di non replicare. Nell’intento di placare gli animi e di non rinfocolare inutili diatribe, con chi si è chiuso al dialogo. E preferisce i deliri.

Il Parlamento europeo si accinge ad eleggere il suo successore. Ma tutti ci auguriamo che il prossimo presidente dell’Assemblea di Strasburgo continui l’opera di David che ha sempre creduto “in un’Europa baluardo dei diritti e delle opportunità, nell’impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione”.

Una Europa fatta di diritti e di accoglienza. Che non innalzi “nuovi muri contro persone che chiedono riparo dal freddo, dalla fame, dalla guerra, dalla povertà“. Questi muri rischiano di diventare il “confine, tra umanità e disumanità, tra moralità ed immoralità”, come egli afferma in uno dei suoi ultimi video natalizi.

Una Europa fatta di Stati che si confederano tra di loro, per affiancarsi e spalleggiarsi nelle difficoltà. Al di là del mero rigorismo finanziario, deve prevalere la solidarietà per combattere le inaccettabili diseguaglianze.  Per poter affrontare insieme le difficoltà (vedi recente pandemia) e guardare con fiducia al futuro. Secondo gli ideali di un altro grande italiano: Altiero Spinelli, che per una simile Europa visse e soffrì.

Caro Sassoli, grazie per l’esempio che ci hai donato.

David Sassoli verrà salutato con solenni funerali di Stato // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

Operazione antidroga a Brescia: 10 arresti e 4 obblighi di dimora

Operazione antidroga: 10 arresti e 4 obblighi di dimora. Accuse a vario titolo per spaccio di stupefacenti e favoreggiamento personale.

Questa mattina, a L’Aquila, Chieti, Vasto (CH), Ardea (RM), Pomezia (RM), Cremona, Napoli e Brescia, i militari del comando provinciale di L’Aquila hanno dato esecuzione a 14 ordinanze di custodia cautelare – emesse dal G.I.P. presso il tribunale di L’Aquila, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Marco Maria Cellini – nei confronti di altrettante persone (6 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 4 con l’obbligo di dimora nel comune di L’Aquila), indagate, a vario titolo, per concorso nel reato di spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento personale.

All’operazione hanno partecipato anche diverse unità cinofile antidroga provenienti da Chieti, Modugno (BA) e Roma e un’unità del 16° nucleo elicotteri di Rieti.

L’indagine, condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di L’Aquila e coordinata dal Procuratore della Repubblica Michele Renzo e dai Sostituti Guido Cocco e Marco Maria Cellini, si è sviluppata a partire dall’inizio del 2021. È stata svolta con l’ausilio di attività tecniche e attraverso numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento che hanno permesso di individuare un vero e proprio gruppo criminale che gestiva con profitto un traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish tra il capoluogo abruzzese e il litorale romano (in particolare Ardea e Pomezia).

Gli investigatori hanno documentato che lo stupefacente, comprato sul litorale romano, veniva trasportato a L’Aquila da corrieri che lo occultavano all’interno di vani appositamente ricavati in diversi autoveicoli. I mezzi utilizzati erano di proprietà di fiancheggiatori incensurati, così da limitare il più possibile i normali controlli alla circolazione stradale. Una volta giunto a L’Aquila, lo stupefacente veniva “tagliato” e diviso in dosi, per poi essere rivenduto sulle principali piazze di spaccio.

I soggetti che si occupavano dello spaccio al dettaglio venivano contattati di volta in volta dagli acquirenti soprattutto attraverso le piattaforme social, nel tentativo di sfuggire a eventuali intercettazioni telefoniche.

Gli appuntamenti per le cessioni di droga avvenivano in luoghi della città sempre differenti e i pusher stavano attenti a portare con loro solo le dosi necessarie alla singola vendita. Ciò all’ovvio scopo di essere segnalati come assuntori di sostanza stupefacente, ed evitare così la denuncia penale, qualora fossero incappati nei controlli delle forze dell’ordine.

Gli incontri per la vendita al dettaglio dello stupefacente inizialmente avvenivano quasi esclusivamente nella zona di Pettino, dove vivevano alcuni dei principali indagati. Successivamente, avendo notato che i residenti cominciavano ad allarmarsi del continuo via vai nell’intero arco delle 24 ore in pieno lock down, gli incontri per le cessioni si sono spostati in alcuni luoghi di ritrovo di facile individuazione, normalmente molto frequentati, proprio allo scopo di dissimulare e delocalizzare lo spaccio: nei pressi del centro commerciale L’Aquilone o del centro commerciale Cermone e nei piazzali antistanti supermercati del centro cittadino o delle zone di Bazzano, Sassa, Coppito a seconda della zona di residenza degli acquirenti, dove i pusher si recavano di volta in volta. La vicinanza ad attività commerciali che vendono generi di prima necessità favoriva tra l’altro una migliore giustificazione in caso di controllo da parte delle forze di polizia nel periodo in cui i movimenti erano limitati a seguito della normativa anticovid.

Nei mesi in cui si sono svolte le indagini preliminari, i militari del nucleo operativo e radiomobile hanno già arrestato in flagranza di reato 4 dei soggetti indagati, sequestrando in tutto circa 100 grammi di cocaina e 50 di hashish.

I militari hanno anche segnalato alla prefettura di L’Aquila numerose persone residenti nel capoluogo individuate come assuntori, sequestrando a ognuna le singole dosi di stupefacente appena acquistate, ciascuna del peso di circa mezzo grammo. Tutti gli acquirenti sono stati inoltre ascoltati a verbale in merito alla compravendita dello stupefacente.

Il G.I.P. di L’Aquila Guendalina Buccella ha inoltre riconosciuto l’attualità delle ipotesi di reato contestate e la pericolosità dei soggetti indagati, che nei prossimi giorni saranno ascoltati dallo stesso giudice per i previsti interrogatori di garanzia.

I soggetti raggiunti dalla misura, di cui 7 italiani e 7 albanesi, sono tutti privi di occupazione e nella maggior parte dei casi con precedenti di polizia specifici.

Tra i destinatari della misura in carcere ci sono un uomo 40enne e una donna 32enne, entrambi italiani, che gestivano e coordinavano in via principale l’arrivo della droga in città e la vendita al dettaglio. La donna era già detenuta nel carcere di Chieti per altri reati, mentre l’uomo è stato raggiunto questa mattina in provincia di Chieti, dove si era da poco trasferito. In merito agli altri quattro, un cittadino italiano, 65enne, era già detenuto nel carcere di Napoli. Tre sono invece stranieri: uno, 25enne, è stato raggiunto a Brescia, mentre due, entrambi 19enni, sono residenti a L’Aquila.

Si apre ora, dinanzi alle Autorità giudicanti, la fase più propriamente processuale, nel corso della quale la significatività degli indizi raccolti nel corso delle indagini dovrà essere confermata o smentita.

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook!

Cristina Adriana Botis / RedazioneCronaca Lombardia

Decreto di confisca di 7 milioni di euro di beni a imprenditore condannato per mafia

Nella giornata dell’11 gennaio la Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito in provincia di

Messina un decreto di confisca beni emesso dalla Corte di Appello peloritana.

Si tratta di un ingente patrimonio dal valore di circa 7 milioni di euro, riconducibile a un

Imprenditore, Nunzio Ruggeri, dell’area nebroidea della provincia operante nel settore della macellazione e commercializzazione di pellame, ritenuto – sulla base delle risultanze emerse dalle indagini condotte

dalla D.I.A. e coordinate dalla D.D.A. di Messina, – soggetto socialmente pericoloso a seguito di

vicende giudiziarie per truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abusivismo finanziario

e usura, delitto quest’ultimo per il quale è stato condannato con sentenza divenuta irrevocabile nel

2009.

LE INDAGINI

L’uomo è risultato storicamente legato alla mafia dei Nebrodi, vicino a elementi della criminalità tortoriciana, come Santo Lenzo e Cesare Bontempo Scavo, e brolese, Carmelo Armenio. Da alcune dichiarazioni del collaboratore Lenzo, risalenti al 2002, si evince che Ruggieri, nel 1999, tramite Armenio, “aveva chiesto che fossero incendiati i mattatoi di Sinagra, Barcellona e Giammoro, impegnandosi, nel contempo, a versare 50 milioni di lire all’organizzazione mafiosa” che lo avrebbe verosimilmente favorito. L’intento criminoso non giunse a compimento “per l’opposizione dei rappresentanti della criminalità organizzata barcellonese”.

Tra il 1998 e il 2000, invece, aveva negoziato tre assegni illeciti, per un valore di circa 76 milioni di lire, tramite un dipendente di banca che si era rivolto a Ruggieri per ottenere prestiti, poi risultati usura.

L’imprenditore, peraltro, emerge quale soggetto menzionato da collaboratore di giustizia come

operatore economico vicino ad ambienti mafiosi “nebroidei” e “tortoriciani”.

L’attività investigativa della D.I.A. ha permesso di accertare come il proposto nel periodo oggetto

d’indagine, pur non avendo formalmente dichiarato redditi sufficienti a giustificare le rilevanti

disponibilità economiche, sia riuscito ad accrescere il proprio patrimonio personale ed

imprenditoriale ricorrendo anche all’intestazione di beni a congiunti e parenti.

La misura ablativa eseguita oggi è provvedimento di secondo grado che segue quelli di sequestro e

di confisca emessi dal Tribunale di Messina-Sezione M.P. già nel corso del 2020 nei confronti

dell’imprenditore.

IL SEQUESTRO

Nel complesso sono stati oggetto del provvedimento ablativo: la quota pari al 50% di società

nonché la quota pari al 20% del Fondo Consortile di un Consorzio; 17 unità immobiliari (fabbricati

e terreni); 20 mezzi personali ed aziendali e vari rapporti finanziari.

Al Ruggeri erano già stati confiscati nel luglio 2018 circa 8 milioni e 200 mila euro tra le quote di un’impresa, decine di immobili a Naso e dintorni, le quote di un consorzio, diversi mezzi d’opera.

Nel 2020 Direzione investigativa antimafia di Messina, in sinergia con la Direzione distrettuale antimafia di Messina e il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, aveva scoperto che il Ruggeri aveva costituito un’altra società, pur essendo incapiente con le sue fonti ufficiali di reddito, al fine di eludere la normativa antimafia.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Non Ghiabba E Non Maravigghia (non bisogna mai meravigliarsi)

0

Quando si registra un’impennata dei prezzi al consumo, ” non ghiabba e non maravigghia, non bisogna mai meravigliarsi; Si va contro ogni Legge fisica quando una salita è più facile della discesa

Senza fare nè nome nè cognome, il 1° Ministro Mario Draghi, proprio due giorni fa, ha parlato dell’impennata del prezzo del gas, (forse ha voluto fare solo un esempio), visto che sono tanti i generi di prima necessità a subire aumenti ingiustificabili e talvolta inspiegabili.

Nella sua spontanea dissertazione, il Premier, ha toccato il “tema caldo del gas”, facendo presente che dopo il suo surriscaldamento dovuto sia alla Pandemia, che a problemi geopolitici, si sarebbe aspettato un rapido raffreddamento.

Torniamo indietro di qualche mese :

Il prezzo del gas, a partire dal 2020, ha avuto un aumento quasi sette volte maggiore del suo prezzo iniziale; abbiamo dati precisi in merito, nel 2021 veniva comprato, visto che non lo produciamo, a 20 euro per megawattora (MVVh), nel mese di Dicembre 2021 a 137.

Oggi si è “momentaneamente” assestato a 80 euro, ma il prezzo da pagare è sempre fermo a 137 megawattora;

E’ normale chiedersi “como mai”?

Questa domanda dovrebbe essere rivolta ai politici che tengono in mano le redini del “gioco”, ma… come spesso accade le “risposte” sempre che ve ne siano, non giungono nei tempi giusti.

Torniamo ai nostri giorni :

Le pensioni sono aumentate dall’1.7 al 2.4%, possono bastare a coprire un’inflazione sempre più galoppante? a sostenere gli aumenti di elettricità e di tanti generi di 1°ma necessità?

La situazione che si sta andando a creare comporterà un aggravio di spese insostenibile per milioni di famiglie, i ricchi lo saranno ancora di più, per i poveri si spalancheranno ancora una volta le porte delle Caritas.

Domanda :

I 211 miliardi che sono stati stanziati dalla UE, che fine hanno fatto?, meglio che fine faranno?, su 37 ricevuti, ne sono stati stanziati solo 3 per sostenere i costi di luce e gas, gli altri 274, sempre che i progetti vengano approvati, che fine faranno? chi vivrà, vedrà.

Torniamo al nostro tema :

Mario Draghi, solo ora si accorge di questa situazione? sono anni e anni che i prezzi sui mercati rimangono a “forno caldo”, di raffreddamento neppure se ne parla.

Basiti dal prezzo :

Vedi il prezzo della benzina, al minimo accenno di aumento, nelle notti di plenilunio, sale al pari della nebbia; i “chiari di luna” per milioni d’Italiani saranno visibili la mattina, quando ad occhi spalancati e bocca aperta… ci si attacca alle pompe per fare rifornimento.

Dopo i chiari di luna, le notti di plenilunio, dovremmo essere noi a gridare a squarciagola :

“Non ghiabba e Non Maravigghia”.

Mauro Lo Piano / Redazione Sicilia

Prosegue la stagione del CTB con il Nodo di Johnna Adams

0

Prosegue la stagione del CTB con lo spettacolo con Angiolini e Scommegna per la regia di Sinigaglia debutta il 12 gennaio 2022. Siamo di fronte ad un testo molto forte che tratta il bullismo e le sue radici più profonde.

In una classe di prima media della provincia americana si scontrano in maniera estremamente attuale e spiazzante una madre e l’insegnante di suo figlio . Il ragazzo e’ stato sospeso da scuola ed è tornato a casa pieno di lividi.La madre sente l’urgenza di capire se suo figlio sia stato vittima di bullismo o se possa essere lui stesso un molestatore .
Come può scatenarsi una violenza tale da indurre un ragazzo a togliersi la vita ?Dove sbagliamo ?Di chi è la responsabilità ?Delle istituzioni o dei genitori ?
Il teatro riesce a svelare le contraddizioni più profonde dell’ essere umano .
Heather Clark e Corryn Fell non sono solo l’insegnante e la madre di Gidion.
Il loro conflitto, affine a quello che intercorre fra Medea e Giasone, è il conflitto di tutti noi in quanto singoli e in quanto parte della collettività .E ci mette di fronte alle nostre responsabilità sia nei confronti delle vittime che dei carnefici.
La madre e l’insegnante di Gidion cercano di salvare se stesse dal baratro della colpa, proprio per dare un senso ad una morte così tremenda ma paradossalmente la voce del ragazzo rimane inascoltata .
La metafora contenuta nel titolo dello spettacolo è la seguente:ci sono dei conflitti che non possono più essere sciolti ma semplicemente recisi.
Quindi non ci si dovrebbe mai trovare in circostanze così estreme da risultare irrecuperabili.
L’ educazione delle nuove generazioni è una responsabilità di alto profilo umano.
Si scontra con alcune criticità tipiche della società odierna .
Difatti siamo costantemente di fronte a genitori che difendono i propri figli a oltranza. Gli insegnanti non godono della considerazione che meritano .Gli studenti si arrogano il diritto di giudicare la validità dell’insegnamento .Si assiste ad un rovesciamento dei ruoli.Non esistono più allievi.
Sui social Media tutti possono esprimere il proprio parere su qualsiasi tematica senza averne le competenze .
Arianna Scommegna e Ambra Angiolini si cimenteranno in una grande prova attoriale il cui filo conduttore sarà il dialogo responsabile e rispettoso.
Lo spettacolo che è tratto dal repertorio della talentuosa drammaturga americana Johnna Adams sarà in scena dal 12 al 16 gennaio 2022.
Chi volesse approfondire le tematiche dello spettacolo potrà prendere parte all’incontro previsto giovedì 13 gennaio alle ore 17.45 presso il Teatro Sociale di Brescia “Tra grazia e violenza . Gli adolescenti alla ricerca di sè”.
Ambra Angiolini dialogherà con Ettore De Angeli, psicologo e psicoterapeuta , docente di Metodi e tecniche dell’ intervista e questionario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
La partecipazione all’ incontro de I pomeriggi al CTB è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili .

Elena Cecoro / Cronaca Lombardia

Meteo Weekend, Clamorose Novità per Sabato 15 e Domenica 16

Veloce Impulso Artico, poi arriva la Mega Alta Pressione. Fino a venerdì venti freddi soffieranno su tutte le regioni facendo crollare le temperature, nel frattempo, oggi, un veloce impulso artico si dirigerà dalle Adriatiche verso Umbria e Sardegna, passando per il Lazio e in serata in Sicilia. Successivamente atmosfera stabile per tutti, arriva un’imponente figura di alta pressione, poi Clamorose Novità per Sabato 15 e Domenica 16.

L’inverno è tornato a fare la voce grossa, e con l’ultimo aggiornamento ha sentenziato che la neve tra pochissimo cadrà di nuovo fino in Pianura!

Nelle ultime 48 ore un’irruzione artica è riuscita a sfondare sul nostro Paese, portando con sé anche un carico di neve che è caduta sotto forma di bufera a causa del vento forte, con fiocchi che hanno raggiunto pure le pianure e le coste, imbiancando addirittura le spiagge!

E non è finita qui, l’ultimo aggiornamento meteo lo ha appena confermato. Dopo il progressivo esaurimento delle conseguenze del vortice ciclonico che ha attraversato l’Italia a partire da domenica 9 gennaio, in queste ore un impulso artico sta condizionando il tempo quanto meno su parte dell’Italia e porterà con sé altra neve!

La “dama bianca” è infatti attesa ancora a quote bassissime o fino in pianura e le regioni maggiormente a rischio saranno nuovamente quelle centrali: possibili rovesci di neve tra la prossima notte e la prima mattinata di mercoledì 12 fino in pianura su Marche, Umbria, Abruzzo, ma anche sul Lazio, specie su Viterbese e Reatino; neve anche sui Castelli Romani, mentre a Roma è caduta fitta tra le 4 e le 5 del mattino. Fiocchi misti a pioggia sono attesi inoltre ad Ancona, Ascoli e Pescara.

Nel corso delle prossime ore avremo un rapido miglioramento, salvo per qualche fenomeno residuo su Abruzzo, basso Lazio, Molise e Gargano, nevoso dai 3/500 metri.

Sul resto d’Italia variabilità in Sardegna con qualche pioggia o nevicata dai 300 metri di quota, nonché sulle regioni meridionali con spruzzate di neve sulla bassa Calabria e in Sicilia, a partire dai 1200/1300 metri.

Il tutto in attesa che l’anticiclone delle Azzorre riesca ad invadere quasi completamente il nostro Paese, cosa che non avverrà prima di giovedì 13 gennaio quando un nuovo colpo di scena è pronto a entrare in gioco in vista del prossimo weekend di sabato 15 e domenica 16 gennaio, capovolgendo completamente una situazione, che peraltro è già attesa in mutamento nei prossimi giorni.

Ebbene, l’aggiornamento meteo appena arrivato ci mostra clamorose novità con effetti che si ripercuoteranno su tutta l’Italia.

Dando uno sguardo al quadro sinottico del Vecchio Continente emerge chiaramente come dal prossimo fine settimana un’area di alta pressione potrebbe prendere letteralmente il sopravvento su tutta l’Europa, favorendo così un periodo di stabilità atmosferica che si annuncia piuttosto rilevante.

Le due peculiarità di questa alta pressione saranno:

1) in primo luogo, la sua vastità, in quanto è destinata ad abbracciare praticamente tutta l’Europa occidentale.

2) In secondo luogo, la sua intensità, in quanto il campo barico raggiungerà i 1030 hPa (hectopascal, unità di misura della pressione), valore di tutto rispetto per il periodo.

In termine tecnico questa particolare disposizione pressoria prende il nome di blocco atmosferico: possiamo identificarlo come un’area di alta pressione “bloccata” in grado di stazionare in un ampia zona per molto tempo.

Quali saranno le conseguenze, nel concreto?

Tra sabato 15 e domenica 16 gennaio è lecito aspettarsi giornate soleggiate su buona parte delle nostre regioni, con temperature massime oltre le medie climatiche del periodo, specie al Centro-Sud. Attenzione però, come spesso capita in questa stagione, l’altro lato della medaglia delle strutture anticicloniche sono le nebbie che torneranno ad avvolgere tutte le pianure del Nord, limitando la visibilità e favorendo purtroppo l’accumulo di smog e gas inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook! –  Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione

Giochi e scommesse per agevolare i casalesi, 33 arresti, anche ad Agrigento e Messina

La Direzione Distrettuale Antimafia e i Carabinieri di Salerno hanno arrestato 33 persone (in Italia e all’estero) e sequestrato undici siti web e due società – la Europartner e la cooperativa Iocosa Ludum, entrambe con sede legale a Mercato San Severino (Salerno) – e tre milioni di euro.

Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Salerno, Ascoli Piceno, Agrigento, Avellino, Brindisi, Caserta, Catanzaro, Latina, Lecce, L’Aquila, Messina, Napoli, Potenza, Ravenna, Roma, Varese e in diversi stati esteri, in particolare Panama, Romania e Malta.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di delitti in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di misfatto in attività economiche, autoriciclaggio, con l’aggravante, per eliminare di questi reati, di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan dei “Casalesi”.

In due anni avrebbero incassato 5 miliardi di euro grazie a un giro di scommesse illegali che, se svolto in maniera lecita, avrebbe fatto confluire nelle casse dello Stato circa mezzo miliardo di euro.

A capo dell’associazione a delinquere Luigi Giuseppe Cirillo, figlio del defunto boss calabrese di Sibari Giuseppe Cirillo. Secondo gli investigatori, avrebbe realizzato una vera e propria holding del “gaming on line” (casinò, poker Texas Holdem) associandosi alla rete “dbgpoker”, non autorizzata in Italia e avvalendosi anche della mafia dei Casalesi.

Tra i reati contestati a Cirillo c’è anche l’autoriciclaggio per avere investito nei paradisi fiscali, in particolare a Panama, i proventi delle sue attività criminali, acquistando una serie di immobili.

Tra gli episodi finiti sotto la lente degli investigatori c’è anche la vendita di una lussuosa Lamborghini Murcielago, intestata – in maniera fittizia – a una società della Repubblica Ceca e invece riconducibile ad alcuni degli indagati. L’auto supersportiva sarebbe stata venduta a una concessionaria a Torino anche se il denaro, invece, è stato versato su un conto corrente di Panama intestato proprio a Cirillo.

Il giro di scommesse si basava su una piattaforma informatica realizzata nel 2000 da un soggetto già noto alle Forze dell’ordine, Luigi Tancredi (romano, accusato di ricettazione e già coinvolto in altre indagini) ma potenziata grazie a un altro indagato per fare fronte alle esigenze contemporanee.

Grazie a questo sistema – secondo una stima – una community composta da milioni di giocatori sparsi in ogni angolo della Terra scommettevano anche “one to one” malgrado fossero a migliaia e migliaia di chilometri di distanza.

I giochi erano raggiungibili anche attraverso slot machine e totem perlopiù installati nelle località del sud Italia, tra cui Messina e Agrigento, dove più forte è risultata la pressione della criminalità organizzata.

I server, nonostante fossero coordinati dal Salernitano, erano stati dislocati nei cosiddetti paradisi fiscali, come Panama e l’isola di Curacao.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Sequestro di 124.161 prodotti, tra cui catene luminose, decorazioni, prodotti per il trucco e giocattoli

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Gruppo di Termini Imerese (PA), nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo in materia di sicurezza dei prodotti, hanno sottoposto a sequestro, presso un esercizio commerciale di Termini Imerese, n. 124.161 prodotti, tra cui catene luminose, decorazioni, prodotti per il trucco e giocattoli.

La merce posta in vendita è risultata priva delle indicazioni minime previste dalla normativa sull’etichettatura e sulla sicurezza dei prodotti, riguardanti le informazioni circa il luogo d’origine, il produttore/importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso, in violazione dell’art. 11 del D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo). In aggiunta, il materiale elettrico ed i giocattoli rinvenuti nel locale non riportavano la marcatura CE che conferisce al prodotto il diritto alla commercializzazione e all’utilizzazione nel territorio comunitario, attestandone la conformità agli standard di sicurezza imposti dall’Unione Europea con la Direttiva n. 2014/35/UE.

Oltre al sequestro amministrativo della merce, sono state irrogate all’esercente le sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 206/2005 – codice del consumo (per un importo massimo di 25.823,00 euro), dal D.Lgs. 86/2016 – materiale elettrico (per un importo massimo di 5.000,00 euro) e dal D.Lgs. 54/2011 – giocattoli (per un importo massimo di 10.000,00 euro). Il soggetto sanzionato è stato, altresì, segnalato alla locale Camera di Commercio, Autorità competente in merito alle violazioni riscontrate.

NOTA

Continuano, incessanti, i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana al fine di contrastare ogni forma di illegalità economica, a tutela dei consumatori e degli esercizi commerciali che operano nel rispetto delle norme.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Due rapine in una notte a bordo di monopattini: arrestati tre giovani tra cui un minorenne

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo hanno tratto in arresto tre giovani, fra cui un minorenne, ritenuti responsabili di rapina aggravata e porto di oggetti atti ad offendere.

I Carabinieri sono intervenuti a piazza Don Bosco, dove un 30enne riferiva di essere stato vittima di rapina da parte di tre persone travisate e di cui uno armato di pistola, che, a bordo di due monopattini, gli intimavano di consegnare, sotto la minaccia dell’arma, il denaro contante ed il telefono cellulare. I tre, messo a segno il colpo, fuggivano facendo perdere le proprie tracce.

Immediate indagini e ricerche dei Carabinieri hanno permesso di rintracciare, nei pressi via Libertà, i presunti autori del fatto, in quanto questi venivano notati e riconosciuti dalla stessa vittima, mentre faceva rientro a casa.

Gli uomini del Nucleo Radiomobile, durante la perquisizione hanno ritrovato il telefono cellulare del malcapitato, un coltello a serramanico, 3 passamontagna, un paio di guanti neri e una pistola a salve con caricatore contenente 4 cartucce.

Immediati accertamenti hanno permesso di ipotizzare che i medesimi presunti rei, nella stessa notte, in via Marchese di Roccaforte, avevano rapinato un altro giovane asportando anche questa volta un telefono cellulare e una banconota.

Gli arrestati, in attesa dell’udienza di convalida, sono stati associati alla casa circondariale competente.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Controllati decine di esercizi commerciali, 734 persone e 415 veicoli

I Carabinieri della Compagnia di Augusta (SR) nell’ambito delle attività finalizzate alla prevenzione dei reati, hanno controllato persone e veicoli soprattutto nei luoghi di intrattenimento ed interessati da un importante flusso di genti.

L’ attività ha interessato decine di esercizi commerciali, 734 persone e 415 veicoli con perquisizioni personali, veicolari e domiciliari e con la contestazione delle seguenti violazioni al Codice della Strada: mancato utilizzo delle cinture di sicurezza (4 casi), uso del telefono cellulare durante la guida (3 casi), guida di veicolo senza revisione periodica (5 casi), guida di veicolo privo di assicurazione R.C.A. (2 casi) ed in un caso guida sotto effetto dell’alcool.

Le sanzioni per le violazioni contestate raggiungono un importo di circa 3.300,00 euro che si accompagnano alla sottrazione di complessivi 40 punti dalle patenti di guida, al ritiro di 2 documenti di circolazione e al sequestro amministrativo di 3 veicoli. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno segnalato alla Prefettura di Siracusa un giovane megarese poiché a seguito di perquisizione personale è stato trovato in possesso di uno spinello.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)