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IL MORSO DELLA VESPA. Lo Stabia subisce la rimonta del Monza. Cade l’imbattibilità dopo 9 gare

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Cala il sipario sulla serie di imbattibilità della Juve Stabia. Dopo nove risultati utili consecutivi, gli uomini di Ignazio Abate cadono all’U-Power Stadium contro un Monza caparbio, capace di ribaltare lo svantaggio iniziale e infliggere ai campani un amaro 2-1. Nonostante una partenza sprint, le Vespe perdono terreno in classifica, scivolando al settimo posto proprio alla vigilia dello scontro diretto contro il Modena.

Lampo di Mosti, poi sale il Monza

L’avvio di gara sembrava il preludio a un’altra giornata di grazia per i gialloblù. Come già accaduto nel match d’andata, il portiere brianzolo Thiam (grande ex della sfida) incappa in un’ingenuità fatale nei primi minuti. Ad approfittarne è Nicola Mosti, il più lesto di tutti a ribadire in rete: per il centrocampista è un momento d’oro, con il secondo gol nel mese di febbraio dopo quello realizzato contro la Reggiana.

Il Monza, però, non si scompone e inizia a macinare gioco. Al 27′ arriva il primo grande brivido per la difesa stabiese: Patrick Cutrone stacca di testa a botta sicura su sviluppi di corner, ma trova sulla sua strada un Confente strepitoso, autore di una parata plastica che strozza in gola l’urlo del gol ai padroni di casa.

Ripresa di fuoco: Hernani Jr sale in cattedra

Il secondo tempo si apre con ritmi altissimi e continui ribaltamenti di fronte. Prima Hernani Jr sfiora il palo con un destro potente, poi la Juve Stabia risponde con una fiammata di Cacciamani che propizia un’occasione d’oro per Okoro, sventata in angolo dalla difesa biancorossa.

Al 51′, la pressione del Monza porta i suoi frutti. Uno scatenato Azzi sfonda sulla fascia e crossa verso il limite dell’area: il rimorchio di Hernani Jr è perfetto, la sua conclusione al volo si infila nell’angolo basso siglando l’1-1.

Il sorpasso firmato Petagna

Il pareggio sposta l’inerzia del match. Al 64′, è ancora Hernani Jr a seminare il panico sulla corsia laterale; il suo traversone teso mette in difficoltà Confente che respinge corto al centro dell’area. Il più lesto è il neo entrato Andrea Petagna, che deve solo appoggiare in rete il pallone del sorpasso.

Nel finale la Juve Stabia prova il tutto per tutto. L’occasione della speranza capita sui piedi di Correia, ma la sua conclusione viene deviata in angolo. Al triplice fischio, il tabellino recita 2-1 per i brianzoli.


La Classifica e il prossimo turno

La sconfitta costa cara in termini di posizionamento: le Vespe vengono superate dal Modena, che ora occupa la sesta piazza. Il calendario, però, offre subito l’occasione del riscatto: domenica prossima, allo stadio Menti, arriveranno proprio i “Canarini” per una sfida che profuma già di spareggio playoff.

L’ultimo oltraggio: il “cimitero dei bambini” di Castellammare è una terra di nessuno

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Esistono luoghi dove il silenzio dovrebbe essere sinonimo di rispetto, e dove il dolore dovrebbe trovare conforto nel decoro. A Castellammare, invece, il settore del cimitero comunale dedicato ai più piccoli è diventato l’emblema del degrado più cupo. Quello che dovrebbe essere un giardino della memoria è oggi una “terra di nessuno”, un monumento all’incuria che grida vendetta.

Un labirinto di abbandono e marmo spezzato

Varcando la soglia dell’area, lo scenario è desolante. Non serve uno sguardo attento per scorgere lo sfacelo: tombe divelte, lapidi inclinate dal tempo e dall’assenza di manutenzione, e pezzi di marmo rotto disseminati ovunque come macerie di un bombardamento emotivo.

L’incuria non risparmia nemmeno la sicurezza dei visitatori. L’erba alta ha ormai colonizzato i vialetti, nascondendo le insidie del terreno e trasformando il passaggio in un percorso a ostacoli. Tra la vegetazione incolta, la presenza di gatti randagi è solo la punta dell’iceberg: il vero timore per i cittadini è il pericolo topi, che trovano rifugio indisturbati nel fitto delle sterpaglie, rendendo la visita ai propri cari un rischio igienico-sanitario oltre che un’esperienza straziante.

Lo spreco dello spazio e l’indifferenza delle istituzioni

Oltre al dolore visivo, emerge un paradosso gestionale: ampie porzioni di terreno giacciono come spazio inutilizzato, aree che potrebbero essere destinate a nuove tumulazioni ma che restano abbandonate al fango e ai rifiuti. In una città che spesso soffre la carenza di spazi cimiteriali, vedere aree pubbliche lasciate al macero è un insulto alla logica, oltre che alla pietà.

Una vergogna per il Comune

Quello che si respira tra le croci storte è un senso di abbandono istituzionale che non può più essere giustificato da carenze di bilancio o lungaggini burocratiche.

  • Pericolo: I gradini sconnessi e i detriti espongono i visitatori (spesso anziani) a cadute.

  • Incuria: La natura selvaggia sta letteralmente “mangiando” la memoria di chi non c’è più.

  • Vergogna: È l’unica parola possibile per descrivere l’indifferenza del Comune di fronte a un luogo così sensibile.

Non si tratta solo di decoro urbano, ma di dignità umana. Lasciare che il cimitero dei bambini versi in queste condizioni significa ferire una seconda volta le famiglie che in quel luogo cercano un legame con ciò che hanno perduto.

Castellammare non può permettersi che la memoria dei suoi figli più piccoli sia sommersa dai rovi e dall’oblio. È tempo che l’amministrazione comunale risponda di questo scempio e intervenga con un piano di riqualificazione urgente. Perché un popolo che non onora i suoi morti, e in particolare i suoi bambini, ha già perso il diritto di definirsi civile.

Monza – Juve Stabia: Il Podio e il Contropodio gialloblù

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La partita dai due volti di Monza sorride ai padroni di casa che in rimonta superano la Juve Stabia. Per le vespe subito vantaggio con Mosti ma segue una ripresa in cui i lombardi mettono la freccia.

PODIO

Medaglia d’oro: a Christian Dalle Mura, nuovo baluardo della difesa della Juve Stabia. Schierato centrale nel terzetto arretrato, l’ex Cosenza sbaglia pochissimo mostrando, anzi, sicurezza e confidenza. Nessuna giocata di alta scuola per il 14 ma chiusure essenziali e pulite, che non ricercano la bellezza bensì l’efficacia. Quello che si chiede ad un difensore centrale di una compagine battagliera che deve salvarsi.

Medaglia d’argento: a Omar Correia, a tratti straripante a tutto campo. La gara di Monza è un saggio delle qualità e delle potenzialità dell’ex Triestina, che disegna strappi in velocità e giocate nello stretto. Va a velocità doppia rispetto agli avversari e per quanto mostra, gara dopo gara, potrebbe essere molto più impattante anche in zona gol. Peccato per il vizio, che a volte lo accompagna, di tenere troppo palla.

Medaglia di bronzo: ad Alvin Okoro, gettato nella mischia dal primo minuto e bravo a rispondere presente. Pronti via e il ragazzo col numero 90 intercetta il rinvio di Thiam, lanciandosi poi verso la porta con l’ex portiere stabiese costretto a franargli addosso. Poi l’ex Juventus Next Gen ingaggia un bel duello con Ravanelli da cui si intravedono le qualità importanti. Tiene botta anche fisicamente e in apertura di ripresa va vicino al raddoppio. È ancora ingolfato ma le premesse sono interessanti.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Confente, che sembra aver dismesso il costume da Spiderman. Ancora indecisioni per il numero 1, che nel primo tempo si lascia scappare la palla in uscita ma fortunatamente l’azione viene interrotta per fuorigioco. Il colpo di reni con cui nega il gol a Cutrone è cancellato dall’incertezza con cui non trattiene il cross abbastanza lento di Hernani che Petagna può facilmente insaccare. Come nel noto film, Spiderman nel momento più difficile tornerà ad indossare il suo costume?

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, che sbaglia sia dopo che prima della metà campo. A pesare sulla gara del 33 episodi che si riveleranno decisivi. Nel primo tempo si ritrova a condurre un 3 contro 1 nell’area di rigore del Monza ma sbaglia scelta e tempi, regalando palla ai biancorossi con lo specchio della porta aperto e due compagni liberi. Nella ripresa si lascia sverniciare da Azzi per il pari dei brianzoli.

Medaglia di bronzo: a Nicola Mosti, che oscura il lampo iniziale della sua gara. Bravo il centrocampista ad insaccare subito in rete, come avvenuto a Reggio Emilia, ma le reti del Monza arrivano su due palle sanguinose perse dal 98 nel cerchio di centrocampo. Prima Mosti prova un colpo di tacco, che dá il via all’azione conclusa da Hernani col destro vincente. Poi, ancora in mediana, sbaglia nuovamente la misura del passaggio innescando la letale ripartenza del Monza.

L’AZZURRO PENSIERO. Spina-Alisson rimontano due volte la Roma. Al Maradona è 2-2

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Il boato del “Maradona” accompagna un pareggio che sa di impresa. Tra Napoli e Roma finisce 2-2, al termine di una sfida vibrante, decisa dai colpi dei singoli e dalla resilienza di un gruppo che, nonostante le emergenze, non accenna a mollare.

Il Film della Partita

L’avvio è tutto di marca giallorossa. Dopo pochi minuti, la Roma gela lo stadio: Malen è il più lesto di tutti a fiondarsi su una palla vagante in area e, con una deviazione sottomisura, firma il vantaggio ospite. Il Napoli accusa il colpo ma cresce con il passare dei minuti, trovando il meritato pareggio proprio allo scadere del primo tempo. L’ex di turno, Leonardo Spinazzola, si inventa un destro chirurgico dai 20 metri che trafigge il portiere e manda le squadre al riposo sull’1-1.

Nella ripresa il copione si ripete. La Roma spinge e torna avanti ancora con Malen, freddissimo dal dischetto nel siglare la sua doppietta personale. Sembra finita, ma il finale è un monologo azzurro. La spinta del pubblico e i cambi di Conte ribaltano l’inerzia: è il nuovo acquisto Alisson Santos a far esplodere lo stadio con un’incursione vincente che fissa il risultato sul definitivo 2-2.


Le Voci dal Campo

Antonio Conte: “Orgoglioso di questo gruppo”

Il tecnico azzurro, nonostante il pareggio, vede il bicchiere decisamente mezzo pieno:

“Dobbiamo essere fieri di quello che stiamo facendo nonostante le emergenze. Avremmo meritato qualcosa in più, ma sono soddisfatto per mentalità e atteggiamento. Alisson e Giovane? Hanno talento e ci hanno dato qualità, sono molto felice per loro.”

I Protagonisti: Alisson e Spinazzola

Alisson Santos, l’eroe di giornata, è già entrato nel cuore dei tifosi: “Segnare in questo stadio è strepitoso. Mi sento già a casa, il rapporto con il gruppo è splendido.”

Dello stesso avviso Leonardo Spinazzola, autore della perla dell’1-1: “Abbiamo cercato la rimonta con tutte le forze contro un avversario fortissimo. È una bellissima prestazione che ci dà fiducia.”

Il Napoli esce dal campo con una certezza: l’anima di questa squadra è più forte delle assenze. Ora la testa va già alla prossima sfida con l’Atalanta a Bergamo, con la consapevolezza che, con questo spirito, nessun traguardo è precluso.

Immagine in evidenza: sito ufficiale SSC Napoli.

Azzannato al volto dal pitbull di casa, ferito bimbo di 13 mesi

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Un bimbo di 13 mesi è stato azzannato dal pitbull in casa. È accaduto a Scafati, in provincia di Salerno. Il piccolo è rimasto ferito alla guancia destra, non è in pericolo di vita ed è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santobono di Napoli.

La rapidità dei soccorsi ha evitato il peggio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della tenenza di Scafati che hanno avviato le indagini per capire cosa sia accaduto. Il cane è stato affidato all’Asl territoriale.

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Fonte AdnKronos

Dalle maschere alle parrucche, maxi sequestro di oltre 500mila prodotti di Carnevale

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Articoli per il Carnevale non sicuri o contraffatti, 54 persone segnalate in provincia di Napoli. Oltre 500mila prodotti non in regola sequestrati.

Nell’ambito di un piano straordinario di controlli volti a contrastare la vendita di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute in vista del Carnevale, la Guardia di finanza di Napoli hanno sequestrato oltre 500 mila articoli non sicuri, privi di etichettatura conforme e, in alcuni casi, contraffatti. All’esito degli interventi le Fiamme gialle hanno segnalato 35 persone alla Camera di Commercio per violazioni al Codice del Consumo, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni amministrative previste, per un massimo di 30.000 euro. Altre 19 sono state denunciate a piede libero alle varie Procure, a vario titolo, per i reati di contraffazione, frode in commercio e ricettazione.

I prodotto sequestrati e dove

Tra i prodotti sequestrati figurano maschere, cravatte, guanti, palline, decorazioni, stelle filanti, brillantini, addobbi, gadget per la festività e mazze in plastica, nonché parrucche e prodotti per la cura della persona. La merce, destinata in larga parte ai bambini, è stata individuata presso esercizi commerciali e magazzini a Napoli (tra i quartieri Chiaiano, Pianura, Fuorigrotta e Vomero, San Pietro a Patierno, Poggioreale e Zona industriale e ancora San Lorenzo, Vicaria, San Ferdinando e Mercato), nella zona nord della Provincia (comuni di Caivano e Casoria, Giugliano in Campania, Quarto e Qualiano, Palma Campania, Nola e Sant’Anastasia, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Gragnano, Sorrento e Vico Equense). La merce sequestrata, qualora immessa sul mercato, avrebbe potuto generare profitti illeciti per decine di migliaia di euro, mettendo a rischio la salute dei consumatori, per l’eventuale presenza di materiale nocivo.

Fonte AdnKronos

Saviano, incendiata auto polizia municipale

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Una autovettura della Polizia Municipale è stata data alle fiamme davanti al Comando di Saviano, Napoli. Sul caso sono in corso le indagini per risalire ai responsabili. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha immediatamente disposto l’intensificazione dei servizi di controllo e vigilanza in tutta l’area interessata da parte delle forze di polizia, e ha disposto, per il pomeriggio odierno, la convocazione urgente presso il Palazzo di Governo di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per l’esame approfondito della delicata questione.

In particolare, il Prefetto di Napoli, nel manifestare piena fiducia nell’operato degli organi investigativi, ha ribadito il fondamentale contributo del sistema di videosorveglianza attivo nel Comune di Saviano, territorio particolarmente attenzionato dalle Forze di polizia, dove è insediata un’amministrazione commissariale.

Fonte AdnKronos

Addio a Luigi Nicolais, scienziato ed ex ministro

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Luigi Nicolais, ingegnere chimico, accademico e politico di rilievo nazionale, ex presidente del Cnr ed ex ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica amministrazione, è morto all’età di 83 anni a Napoli. La notizia della sua scomparsa è stata resa nota dall’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, dove il professore Nicolais ha svolto gran parte della sua carriera, formando generazioni di studenti e consolidando una reputazione internazionale nel campo dei materiali compositi. I funerali sono previsti domani, martedì 13 gennaio, alle ore 16.00, nella Basilica di Santa Chiara a Napoli.

Nato a Sant’Anastasia (Napoli), il 9 febbraio 1942, Nicolais ha dedicato la sua vita alla scienza, all’innovazione e al servizio pubblico, diventando un punto di riferimento per il mondo accademico, industriale e politico italiano. Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2012 al 2016, assessore della Giunta regionale della Campania dal 2000 al 2005 e parlamentare del Pd alla Camera dal 2008 al 2012, Nicolais ha saputo coniugare una solida preparazione scientifica con un impegno politico di alto livello. Professore ordinario di Tecnologie dei Polimeri all’Università Federico II, autore di oltre 350 pubblicazioni scientifiche e direttore dell’Istituto per la Tecnologia dei Materiali Compositi del Cnr, ha rappresentato una figura chiave nel collegamento tra ricerca, innovazione tecnologica e sviluppo economico del Paese.

La sua carriera accademica è stata segnata da importanti esperienze internazionali: ha insegnato all’University of Washington e all’University of Connecticut di Storrs, contribuendo alla formazione di numerosi giovani ricercatori italiani e stranieri. Il suo lavoro gli ha valso l’inserimento nel Gruppo 2003, la lista dei ricercatori italiani più citati al mondo stilata dall’Isi di Filadelfia, riconoscimento della sua autorevolezza scientifica. La sua attività si è concentrata principalmente sui materiali compositi e sui polimeri, con una visione innovativa che mirava a ridurre il divario tra ricerca e industria e a stimolare lo sviluppo tecnologico e produttivo.

Accanto alla carriera accademica, Nicolais ha svolto un’intensa attività istituzionale e politica. Dal 2000 al 2005 è stato assessore all’Università, Ricerca scientifica e Innovazione tecnologica nella giunta regionale della Campania guidata da Antonio Bassolino. Nel 2006 entra nel governo Prodi II come ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, un ruolo in cui ha promosso processi di modernizzazione e semplificazione amministrativa, con particolare attenzione al rapporto tra innovazione tecnologica e funzionamento della macchina pubblica.

Eletto alla Camera dei Deputati nel 2008, Nicolais ha fatto parte della XVI legislatura e ricoperto il ruolo di vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, continuando a difendere l’importanza della ricerca scientifica e dell’innovazione come leve fondamentali per lo sviluppo del Paese. La sua attività politica si è caratterizzata per indipendenza di pensiero e pragmatismo: pur essendo esponente del Partito Democratico, si è distinto per posizioni autonome, lontane dalle logiche di partito quando necessario, e per un impegno costante a favore della crescita culturale e tecnologica della Campania e dell’Italia.

Nel 2012 Nicolais viene nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, succedendo a Francesco Profumo. In questo incarico, durato fino al 2016, si è speso per rafforzare la competitività internazionale della ricerca italiana, promuovendo progetti di eccellenza, finanziamenti mirati e una maggiore collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese. Il suo mandato è stato caratterizzato da una visione strategica che mirava a valorizzare il capitale umano e le conoscenze scientifiche come strumenti per la crescita sociale ed economica del Paese.

Parallelamente all’attività istituzionale, Nicolais ha fondato e guidato l’Imast, distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali polimerici e delle strutture, e ha ricoperto ruoli di presidenza in importanti realtà culturali e tecnologiche, tra cui la Reale Tenuta di Carditello, la Città della Scienza e l’Arti – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Puglia. È stato anche presidente del Campania Digital Innovation Hub, promuovendo l’innovazione digitale e tecnologica nella regione.

Tra i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua vita, spicca il conferimento della cittadinanza benemerita dal Comune di Ercolano nel maggio 2025 e il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, di iniziativa del Presidente della Repubblica, per l’eccezionale contributo alla scienza e al servizio pubblico.

“Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Luigi Nicolais a cui ero legato da sentimenti di vero affetto – ha detto Romano Prodi – Il nostro è stato sempre un rapporto di stima e di autentica amicizia che ci ha uniti in passato e che è rimasto vivo nel tempo”.

“Oggi il nostro Paese ha perso uno scienziato autorevole, una figura di riferimento per tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale e un politico capace che ha dedicato tutta la sua vita all’innovazione e al progresso. Il mio pensiero più affettuoso è per la sua famiglia e per i tanti che gli hanno voluto bene”, ha concluso Prodi.

Fonte AdnKronos

Caserta, 13enne ucciso a coltellate: assolto l’unico imputato

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Dopo 13 anni, si chiude il processo. L’episodio era avvenuto il 7 aprile 2013, ad Aversa (Caserta), durante una lite tra giovanissimi

Ucciso in una lite a 13 anni: assolto l’unico imputato. La madre di Emanuele Di Caterino urla ‘vergogna’ contro i giudici. Si è chiuso poco fa il nuovo processo di appello nei confronti di un 29enne, all’epoca dei fatti ancora minorenne, accusato di aver accoltellato a morte il ragazzino di 13 anni.

L’episodio era avvenuto il 7 aprile 2013, ad Aversa (Caserta), durante una lite tra giovanissimi. Oggi, a distanza di quasi 13 anni e dopo diversi processi, i giudici della Corte di Appello di Napoli sono chiamati a mettere la parola fine a un procedimento giudiziario complesso. Come richiesto dal sostituto procuratore generale, però, i giudici hanno deciso di assolvere il 29enne, riconoscendogli dopo anni che si trattò di legittima difesa. Alla lettura del dispositivo, la madre del 13enne ha urlato “vergogna” contro i giudici.

Fonte AdnKronos

Napoli, allarme meningite: ma l’ospedale smentisce

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Non ci sono focolai di meningite a Napoli. Lo ha reso noto l’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Cotugno specializzato nella cura delle malattie infettive, a proposito dell’allarme lanciato attraverso alcuni app di una presunta diffusione di casi di meningite da Neisseria meningitidis (meningococco).

“I casi attualmente ricoverati presso l’Ospedale Cotugno presentano diverse matrici patogene e non sono riconducibili a un unico ceppo infettivo. Tale incidenza rientra nei flussogrammi stagionali attesi, in particolare alla luce del brusco cambio di temperature – comunica l’Azienda ospedaliera – si conferma un legame di conoscenza tra tre soggetti affetti da Neisseria meningitidis; uno dei quali giunto ieri in rianimazione, i restanti due da degenza in reparto in condizioni cliniche stazionarie”.

“L’assenza di correlazione cronologica tra le insorgenze non suggerisce l’ipotesi di una catena di contagio diretta. I pazienti sono ad ogni modo in fase di valutazione clinica e il Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Asl sta completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti”, si chiude la nota.

Fonte AdnKronos

Nabucco di Giuseppe Verdi in scena al Teatro di San Carlo di Napoli

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La Stagione d’Opera 2025/2026 del Teatro di San Carlo di Napoli mette in scena Nabucco, dramma lirico di Temistocle Solera su musica di Giuseppe Verdi, in cartellone da domenica 18 gennaio (ore 17:00) fino a sabato 31 gennaio con cinque repliche.

Sul podio Riccardo Frizza, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. Firma la regia Andreas Homoki, al suo debutto al Lirico di Napoli, per una produzione dell’Opernhaus Zürich. Le scene sono di Wolfgang Gussmann che, con Susana Mendoza, cura anche i costumi. Le luci sono di Franck Evin.

È un duplice debutto per i ruoli principali, con Ludovic Tézier che, per la prima volta, è Nabucco, mentre Marina Rebeka Abigaille. Piero Pretti dà voce e volto a Ismaele, mentre Michele Pertusi è Zaccaria. Cassandre Berthon interpreta Fenena, Caterina Marchesini è Anna. Completano il cast Lorenzo Mazzucchelli nel ruolo del Gran Sacerdote e Francesco Domenico Doto, ex allievo dell’Accademia del Teatro di San Carlo, come Abdallo.

La rappresentazione del Nabucco è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa al San Carl con il sovrintendente e direttore artistico Fulvio Adamo Macciardi, il direttore d’orchestra Riccardo Frizza, il regista Andreas Homoki e i protagonisti del cast vocale.

Nella lettura di Homoki, l’azione scenica si colloca nel periodo in cui Verdi compose l’opera, ponendo l’accento sulle relazioni familiari come nucleo del dramma. In un tempo di grande crisi e radicale trasformazione, si svolge “la storia convulsa della famiglia formata da Nabucco e dalle sue due figlie – ha affermato il regista – Al sistema politeista dei babilonesi si contrappone ora, come ideale utopico, un sistema nuovo e moderno, incarnato dalla visione monoteista del mondo degli ebrei. Nel processo di avvicendamento tra l’antico e il nuovo, anche la famiglia finisce per spezzarsi. La polarità tra il nuovo ordine e quello antico si manifesta nello scontro tra la nuova borghesia e un’aristocrazia che, ai tempi di Verdi, era percepita come un’odiosa alleata del dominio straniero”.

Nabucco approda per la prima volta a Napoli nel 1848, un anno storicamente significativo, a cui la città e il suo Teatro partecipano con una singolare iniziativa: l’ultima delle recite viene preceduta da uno spettacolo il cui ricavato viene destinato alla “Santa causa Italiana”, in sostegno della guerra di liberazione. Tra le interpreti di Abigaille nelle riprese del XX secolo spicca, su tutte, una giovane Maria Callas, che arriva al San Carlo nel 1949 per l’Inaugurazione della Stagione Lirica. “Il teatro è già tutto esaurito. Che Iddio mi aiuti”, scrive in una lettera al marito Giovanni Battista Meneghini: “Pregalo, perché qui c’è molta aspettativa”.

Fonte AdnKronos

risolto ‘cold case’, arrestate 4 persone

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Risolto dopo 15 anni l’omicidio Omicidio di Carmine Campana, avvenuto a Giugliano in Campania il 15 maggio 2010. Quattro gli arresti in provincia di Napoli.

I Carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone gravemente indiziate dei reati di omicidio premeditato nonché di detenzione e porto illegali di arma comune da sparo, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico Pagliuca di Pozzuoli.

Gli indagati avrebbero preso parte – in qualità rispettivamente di mandanti ed esecutori – all’omicidio di Carmine Campana. Il delitto sarebbe stato realizzato per affermare il controllo del territorio in contrapposizione al gruppo criminale Beneduce, cui sarebbe appartenuta la vittima, che fu uccisa con una serie di colpi d’arma da fuoco al volto.

Fonte AdnKronos

Napoli, Conte: “Rimonta non facile. Rrahmani? Parlare sempre di infortuni diventa stupido”

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Il Napoli va sotto due volte, ma riesce comunque a pareggiare. Al Maradona, nel posticipo della domenica di Serie A, finisce 2-2 contro la Roma. Prestazione che l’allenatore azzurro Antonio Conte ha analizzato a Dazn: “Stiamo onorando la maglia, cerchiamo di combattere per il Napoli e sono contento dei ragazzi. Un grazie anche ai tifosi, che non è scontato che riconoscano quello che stiamo facendo in questa stagione. Rimontare due volte la Roma non era facile, anche se penso che avremmo meritato qualcosa in più. Per me è stata una partita ‘inglese’. Dobbiamo continuare sapendo che il nostro futuro ce lo stiamo costruendo in queste partite dove conosceremo quale competizione europea giocheremo la prossima stagione”.

Su Giovane e Alisson (grande protagonista con il gol del pareggio): “Devono ancora capire i meccanismi e situazioni di gioco, ma sono ragazzi umili e accettano il fatto che gli serva ancora ancora del tempo per entrare nelle dinamiche della squadra”. E sull’infortunio di Rrahmani, Conte ha aggiunto: “Uno in più, uno in meno… nel caso troveremo la soluzione. Parlare sempre degli infortuni diventa stupido. Se lo recupereremo bene, altrimenti faremo come stiamo facendo in ogni partita che stiamo giocando in questa stagione”.

Il Napoli non è mai domo: Spinazzola ed Alisson raggiungono per due volte la Roma

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C’era una volta il derby del sole, o derby del sud: oggi, nella tribuna ospiti del Maradona, c’è una sola bandiera che garrisce timidamente fra le due curve riempite d’azzurro. Tra Napoli e Roma c’è un’aspra rivalità che non accenna ad appassirsi. In campo, è la sfida fra due squadre che puntano in alto, che – forse – hanno rinunciato allo scudetto, e che vogliono conquistare l’Europa che conta.

Finisce con un giusto pareggio fra le due squadre che si sono sfidate apertamente. La vittoria per l’una o per l’altra, significava dare una svolta importante verso la Champions. La Roma passa in vantaggio con Malen dopo pochi minuti, ma verso la fine del primo tempo Spinazzola la metta laddove Svilar non può arrivare e fa 1-1. Nella ripresa, il Napoli gioca ma non affonda: ci riescono gli ospiti, dopo una iniziativa di Wesley, che guadagnano e trasformano un rigore nuovamente con Malen. Cambi decisivi per il Napoli: pallone che finisce a Giovane, passaggio ad Alisson che da fuori area insacca alle spalle del portiere il definitivo 2-2.

Napoli-Roma, il primo tempo

Per i campioni d’Italia in carica, Politano ritorna fra i titolari, c’è Gilmour nuovamente fra i convocati, assente McTominay; per gli ospiti, Dybala assente, Soule in panchina: attacco composto da Zaragoza, Malen e Wesley.

Il ritmo è alto già dal primo minuto. Della Roma il primo pallone della partita, che impronta subito un palleggio veloce ed un pressing alto sui portatori azzurri. Per questi ultimi, due occasioni di contropiede non sfruttate a sufficienza. Su un capovolgimento di fronte, i giallorossi passano in vantaggio: passaggio al centro rasoterra di Zaragoza dove trova puntuale Malen per lo 0-1 dopo sei minuti. Regolare la rete perché Rrahmani lo tiene in posizione. La ripresa dei padroni di casa è lenta, come un diesel, ma carbura metri passaggio dopo passaggio. Il primo tentativo è di Vergara che, al quarto d’ora, trova una deviazione in corner dopo un sinistro ravvicinato: dalla seguente battuta, il pallone finisce a Lobotka che prova il tiro da fuori, parato da Svilar.

Non ci sono tiri veramente pericolosi, verso l’area di rigore avversaria: il perno Hojlund non sempre riesce a fare sponda verso i due trequartisti. Invece, lo sono i tentativi della Roma che prima con Malen poi con Pisilli tirano verso la porta ma a lato di Milinkovic. Al 40°, il Napoli pareggia: palleggio insistito fuori l’area di rigore giallorossa senza trovare varchi, ne approfitta Spinazzola che, dalla distanza, beffa Svilar con un gran tiro. Durante il primo dei due minuti di recupero, la Roma beneficia di un calcio di punizione dalla destra, che il Napoli riesce a neutralizzare senza correre rischi. La prima frazione di gioco, si conclude quindi sull’1-1

Napoli-Roma, il secondo tempo

Il primo quarto d’ora della ripresa è totalmente di marca azzurra. Spinazzola va vicino al raddoppio, ma la difesa avversaria sventa il pericolo. Hojlund è più mobile, e Vergara più sicuro di sé. Così come la difesa azzurra, che riesce a tenere meglio sotto controllo le frecce offensive della squadra di Gasperini, che ha fatto entrare Soule. Al 65°, cross di Spinazzola sul secondo palo, Gutierrez fa sponda di testa, ma Svilar para ed evita incursioni azzurre.

Al 67°, calcio di rigore per la RomaWesley sfugge velocemente alla marcatura di Rrahmani che lo atterra in area. Senza esitazioni, il direttore di gara indica il dischetto del rigore: alla battuta c’è Malen che spiazza il portiere e fa doppietta. Durante la preparazione del rigore, Conte fa entrare Olivera ed Alisson: proprio quest’ultimo scalda i guanti a Svilar dopo una serpentina verso l’area di rigore. Ma, era la prova generale prima del gol: assist di Giovane al limite dell’area, e il numero 27 buca Svilar con un insidioso rasoterra. Prima della rete, stava per entrare Lukaku, ma sul punteggio di parità Conte opta per Mazzocchi al posto di Politano. La Roma prova a reagire, ma il cross dalla destra per Vaz è troppo alto.

I minuti finali sono concitati e lo stadio torna a cantare ed incitare dopo qualche minuto di smarrimento. Azione di Alisson, passaggio per Hojlund che si incunea in area e trova il corner. Gli azzurri assediano il fortino giallorosso, fra i cori della curva B: Alisson serve Gutierrez appostato fuori area, il suo sinistro è deviato dal portiere. Questa è stata l’ultima azione del match al Maradona, che finisce in parità.

Monza- Juve Stabia (2-1): Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Monza – Juve Stabia terminata con il risultato di 2 a 1 in favore dei padroni di casa che ribaltano con Hernani e Petagna l’inziale vantaggio firmato da Mosti, vi presentiamo la nostra pagella per i calciatori gialloblù

CONFENTE 5,5: Intercetta tutte le palle alte, nel primo tempo fa una parata difficile e mantiene il risultato inalterato. Nel secondo tempo incolpevole sul primo goal del Monza ma un errore che fa male porta al raddoppio dei padroni di casa.

GIORGINI 6: il suo ruolo migliore è fare il laterale destro della difesa a tre che svolge con semplicità. Poco tempestivo nella chiusura sull’uomo sfuggito al compagno.

DALLE MURA 6: Si conferma nel ruolo di centrale che svolge con semplicità e senza fronzoli, non ha grosse colpe per i goal subiti.

BELLICH 6,5: Inizia a destra dove va in difficoltà, portato nel suo ruolo abituale fa la solita partita di sostanza, dalle sue parti è difficile passare.

CARISSONI 5: sbagli appoggi facili in ripartenza , i due goal sono nati perché si è fatto trovare fuori dalla sua zona di competenza. Dal 78’RICCIARDI S.v.

MOSTI 6,5: All’inizio della partita si fa trovare pronto sul primo pressing portato e realizza il suo terzo goal . Ricuce gioco e dirige il pressing come un direttore d’orchestra. Dal 70’MAISTRO 5,5: non si è vista la sua tecnica e non si rende mai pericoloso in fase offensiva.

LEONE 6: Il goal iniziale porta la squadra a fare un lavoro di pressing a tutto campo, le sue geometrie si sono riviste dopo il vantaggio del Monza sfruttando l’arretramento degli avversari.

CORREIA 6: Nel primo tempo riesce a muoversi tra le maglie avversarie con le sue traversate, calato alla distanza il suo apporto è venuto un po’ meno, tenta la via del goal senza fortuna.

CACCIAMANI 6,5: Il giovane calciatore proprietà del Torino sta tornando sui livelli d’inizio campionato risultando il più pericoloso in fase offensiva.

ZEROLI 5,5: Il vantaggio iniziale lo porta a fare un compito non suo che non svolge in modo appropriato, non mantiene palla e sbaglia appoggi facili. Nei minuti giocati del secondo tempo nel ruolo di sottopunta migliora il suo apporto. Dal 70’Dos Santos 5,5:Entra per dare più vivacità all’attacco fa qualche spunto interessante ma in alcuni momenti si deve essere più decisi .

OKORO 6: Da solo riesce a mantenere la squadra alta poco lucido su alcune aperture che potevano essere letali, toccato duro ha dovuto alzare bandiera bianca . Dal 57’ GABRIELLONI 5: Non incide sulla partita, lento nel leggere alcuni situazioni che poteva essere pericolose.

ABATE 6: La partita forse non era stata preparata così , ma dopo il goal fulmineo decide di abbassarsi e fare pressing a tutto campo lasciando solo OKORO in avanti, infatti il Monza nel primo tempo ha creato solo un’azione pericolosa. Nel secondo tempo andando in svantaggio con i cambi ha cercato di dare più pericolosità in fase offensiva dai subentrati è arrivato poco e non si è riusciti a pareggiare, risultato che poteva essere giusto e meritato.

Monza – Juve Stabia, Paolo Bianco: “Prova di forza mentale contro un avversario imbattibile da settimane”

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L’allenatore della formazione brianzola, Paolo Bianco, ha commentato con grande soddisfazione l’impresa dei suoi ragazzi, capaci di capovolgere il risultato ai danni della Juve Stabia nell’incontro con i giornalisti del post-gara. Ecco l’analisi dettagliata del tecnico.

Il blackout iniziale e la scossa negli spogliatoi

Analizzando l’andamento del match, l’allenatore ha subito affrontato il tema della partenza a rilento:

“Ci siamo trovati a dover scalare una montagna fin dai primissimi minuti a causa di una nostra disattenzione, un infortunio tattico che comunque fa parte del gioco. Rientrati negli spogliatoi alla fine del primo tempo, non ho fatto drammi: ho semplicemente chiesto ai ragazzi di non disunirsi, di mantenere la concentrazione alta e di restare aggrappati all’incontro. Quella pausa di quindici minuti è stata provvidenziale per riordinare le idee e cancellare le scorie della prima frazione.”

Il peso di un’impresa complessa

Bianco ha poi voluto sottolineare lo spessore dell’impresa compiuta dalla sua rosa: “Capovolgere l’esito di una partita nata storta è sempre uno scoglio durissimo da superare dal punto di vista psicologico. Il valore di questo successo raddoppia se consideriamo l’avversario che avevamo di fronte. I campani si presentavano a questo appuntamento in uno stato di forma strepitoso, forti di un filotto di ben nove risultati utili di fila. Non era affatto scontato batterli.”

Fiducia cieca in Thiam e le gerarchie tra i pali

Il tecnico ha colto l’occasione per blindare il proprio estremo difensore, incappato in una sbavatura tecnica, e spegnere sul nascere eventuali dubbi legati al suo sostituto, Pizzignacco:

“L’imprecisione del nostro portiere? Ha calibrato male un rinvio, ma sono leggerezze che nel mondo del pallone possono capitare a chiunque.” Per quanto riguarda le gerarchie in porta, non esistono discussioni: “il titolare indiscusso è lui. Fino a quando le sue condizioni fisiche e di salute glielo permetteranno, il posto tra i pali è suo di diritto e non vi è alcuna ragione valida per ipotizzare un avvicendamento.”

Il fattore Hernani: l’arte di dosare i campioni

Infine, una chiusura dedicata alla gestione del talento brasiliano, elemento chiave dello scacchiere brianzolo: “Se dovessi ragionare lasciandomi guidare dall’entusiasmo del tifoso, non lo toglierei mai dal rettangolo verde: lo vorrei in campo dal fischio d’inizio fino al recupero finale. Tuttavia, conosciamo perfettamente il suo profilo atletico e le sue caratteristiche fisiche; di conseguenza, siamo obbligati a centellinare le sue energie e a gestirne il minutaggio con estrema intelligenza.”

Monza – Juve Stabia, Marco Bellich: Sconfitta dal sapore amaro. Oggi abbiamo dimostrato di non temere nessuno

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Conclusasi la combattuta e complessa sfida contro la formazione brianzola, la sala stampa ha ospitato le riflessioni a caldo del capitano della Juve Stabia, Marco Bellich. Il difensore delle Vespe ha offerto un’analisi lucida e articolata, toccando tutti i punti nevralgici dei novanta minuti appena trascorsi.

Il rammarico per il risultato e la forza del gruppo

“È innegabile che all’interno dello spogliatoio si respiri una forte delusione per l’epilogo del match,” ha esordito Bellich. “Se valutiamo oggettivamente la mole di gioco che siamo riusciti a produrre, ritengo che un pareggio sarebbe stato il verdetto più equo per premiare i nostri sforzi. Tuttavia, da questa serata ereditiamo una certezza granitica: abbiamo preso coscienza della nostra forza. Non siamo secondi a nessuno, né sotto il profilo dell’atletismo, né per quanto riguarda l’intelligenza e la struttura tattica. Possiamo scendere in campo e confrontarci a viso aperto contro qualunque avversario”.

Un encomio all’avversario: la corazzata Monza

Spostando l’attenzione sulla caratura degli avversari, il capitano non ha lesinato complimenti: “Di fronte avevamo una squadra costruita con geometrie precise e un’organizzazione invidiabile. Il Monza dispone di singoli fuoriclasse, atleti in grado di spaccare la partita in qualsiasi frazione di secondo grazie a colpi di genio che difficilmente si trovano in altre rose di questo campionato. Non ho dubbi sul fatto che saranno protagonisti assoluti nella corsa per conquistare la vetta della classifica”.

Mancanza di cinismo sotto porta

Analizzando l’andamento della gara, Bellich ha individuato il momento chiave della sconfitta nella mancata finalizzazione: “Siamo mancati nel momento in cui dovevamo sferrare il colpo di grazia. Sia nel frangente in cui conducevemo il gioco, sia quando il parziale era in perfetto equilibrio, ci sono capitate fra i piedi occasioni nitide per indirizzare definitivamente la gara a nostro favore. Non averle capitalizzate è un peccato, ma dobbiamo accettarlo come uno step fisiologico nel nostro percorso di crescita sportiva. Lavoreremo per diventare più spietati”.

Le criticità del terreno di gioco

Non è mancata una parentesi sulle condizioni del manto erboso: “Voglio essere del tutto trasparente: lo stato del manto erboso ha inevitabilmente condizionato le dinamiche della partita. Abbiamo dovuto fare i conti con un terreno faticoso, pesante e con evidenti carenze di vegetazione. Mi auguro vivamente che nei nostri prossimi impegni agonistici si possa calcare un prato in condizioni nettamente migliori, che favorisca uno sviluppo del gioco più fluido”.

Il dispendio energetico e l’importanza del turnover

Sulla tenuta atletica nel finale di gara, il capitano ha ammesso: “Il dispendio energetico è stato massiccio e, alla distanza, i muscoli si sono appesantiti per tutti, anche per i nostri avversari. In quest’ottica, diventa assolutamente cruciale riuscire a svuotare l’infermeria nel minor tempo possibile. Per centrare l’obiettivo primario della permanenza in questa categoria, avremo un disperato bisogno dell’apporto e del talento di ogni singolo elemento presente in rosa”.

L’elogio speciale per Dalle Mura

In chiusura, Bellich ha voluto dedicare un pensiero particolare al suo compagno di reparto: “Voglio sottolineare la prestazione maiuscola di Dalle Mura. È sceso in campo guidando la linea con una freddezza e un’autorità fuori dal comune. Osservandolo, si percepisce immediatamente come abbia già ampiamente assimilato i ritmi, le pressioni e le dinamiche di questo difficile torneo vantando già tante presenze in cadetteria”.

Monza – Juve Stabia, Abate: Grande prova di personalità, ci è mancato il palleggio. La salvezza è la priorità

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Nel post-partita dell’U-Power Stadium, l’atmosfera in sala stampa è quella di chi è consapevole di aver offerto una prova di spessore, pur con qualche rimpianto. Ignazio Abate, allenatore della Juve Stabia, analizza con estrema lucidità la prestazione delle sue “Vespe” contro il Monza, tessendo le lodi del gruppo ma richiamando tutti, indistintamente, al pragmatismo necessario per chi ha come unico credo la permanenza in categoria.

La Prestazione: Coraggio contro la Stanchezza

Il tecnico gialloblù non si nasconde dietro frasi di circostanza quando parla del valore dell’avversario. Affrontare una corazzata come il Monza, dotata di individualità di categoria superiore, richiedeva un approccio quasi perfetto.

“Siamo scesi in campo consapevoli della caratura tecnica di chi avevamo di fronte,” ha esordito Abate. “Nonostante ciò, la squadra non si è snaturata, mettendo in mostra quel coraggio e quella personalità che avevo chiesto. Non va dimenticato che eravamo alla terza fatica in soli sette giorni, su un terreno di gioco ostico e pesante che non favoriva certo il recupero energie.”

I Rimpianti: Cinismo e Pulizia Tecnica

Se da un lato c’è l’orgoglio per la tenuta mentale, dall’altro emerge un pizzico di rammarico per la gestione dei momenti chiave, i cosiddetti “episodi” che spesso determinano il risultato finale. Secondo l’allenatore, le Vespe avrebbero potuto essere più letali. “Ci è mancato il guizzo finale per chiudere i conti quando ne abbiamo avuto l’occasione,” ammette il mister. “Contro formazioni di questo livello, la ricerca della perfezione è quasi un obbligo, anche se sappiamo che la perfezione non esiste. Avremmo dovuto gestire meglio il possesso palla in alcune fasi; la loro pressione era costante, specialmente con le uscite di Birindelli sulle nostre mezzali, e lì dovevamo essere tecnicamente più puliti.”

Il Progetto Giovani e il Talento di Zeroli

Uno dei passaggi più significativi della conferenza ha riguardato la filosofia del club e la crescita dei singoli. La Juve Stabia si conferma un laboratorio di talenti, una squadra “verde” che deve accettare i propri limiti per poterli superare. “Non siamo ancora un collettivo totalmente maturo per puntare a traguardi di vertice, ed è normale sia così,” spiega Abate. “La strada è quella del lavoro quotidiano, step by step.”

L’allenatore si è poi soffermato su Kevin Zeroli, spendendo parole al miele per il giovane centrocampista:

“Conosco Kevin fin da quando era un bambino e vederlo oggi mi conforta. Sta compiendo passi da gigante sia nella struttura fisica che nell’intelligenza tattica. Nel ruolo di mezzala ha margini di miglioramento esponenziali; sono certo che davanti a sé ha una carriera luminosa.”

L’Obiettivo: Piedi per Terra e Quota 46

Nonostante la classifica possa indurre a sogni di gloria, Abate tira il freno a mano e riporta l’attenzione sulla realtà nuda e cruda della Serie B. Il traguardo resta uno solo: la salvezza matematica. “Mancano tredici giornate, che nel calcio equivalgono a un’eternità,” avverte il tecnico. “Ho abbastanza esperienza per sapere che le cose possono cambiare in fretta. Non abbiamo ancora toccato la soglia della tranquillità, quei famosi 46 punti che sanciscono la salvezza. Fino ad allora, umiltà assoluta. Siamo stati bravi a tenerci lontani dalle sabbie mobili della bassa classifica, ma questo è un campionato traditore. Solo dopo aver raggiunto l’obiettivo primario potremo, forse, pensare di alzare l’asticella.”

In chiusura, un attestato di stima per il gruppo: “Sono fiero di come i ragazzi hanno interpretato la gara, difendendo con ordine e proponendo le nostre idee in uno stadio difficile. È stata una grandissima partita.”

Monza – Juve Stabia: 2-1 (2′ Mosti 51′ Hernani 64′ Petagna)

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Benvenuti all’U-Power Stadium, appassionati di grande calcio! Buon pomeriggio e ben trovati a questa diretta testuale che vi racconterà, minuto per minuto, le emozioni di Monza – Juve Stabia, match valido per la giornata n.25 del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Allacciate le cinture, perché ci aspetta un pomeriggio di fuoco in Brianza!

Il momento delle due squadre

Le due formazioni arrivano a questo crocevia della stagione con umori e percorsi differenti, ma con la stessa fame di punti:

  • Il Monza: I padroni di casa guidati da Paolo Bianco tornano tra le mura amiche dopo l’ostica trasferta in Trentino-Alto Adige, conclusasi con un pareggio contro il Südtirol. I brianzoli, squadra costruita per i vertici della classifica, vanno a caccia di una vittoria per riprendere la marcia e regalare una gioia al proprio pubblico. Tra i pali, occhi puntati sul grande ex della sfida, Demba Thiam.

  • La Juve Stabia: Le Vespe di mister Ignazio Abate volano sulle ali di un entusiasmo straripante. I gialloblù arrivano all’U-Power Stadium forti dell’impresa del “Castellani”, dove hanno ribaltato e sconfitto a domicilio l’Empoli di Alessio Dionisi con un secondo tempo da manuale. Una vittoria che ha ridato slancio verso l’obiettivo salvezza e che permette alla squadra campana di affrontare questa “missione impossibile” con la mente sgombra e senza nulla da perdere.

Tutto è pronto, le squadre stanno ultimando il riscaldamento e gli spalti si colorano. Restate con noi per non perdervi nemmeno un’azione, un contrasto o un brivido di questa sfida che promette spettacolo.

TABELLINO PROVVISORIO

Monza (3-4-2-1): Thiam; Birindelli, Ravanelli, Carboni (71′ Lucchesi); Ciurria (71′ Bakoune), Obiang, Pessina, Azzi; Alvarez (61′ Petagna), Hernani (79′ Colombo); Cutrone (79′ Dani Mota).

A disposizione: Pizzignacco, Brorsson, Delli Carri, Keita, Capolupo, Colpani, Caso.

All. Bianco

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Dalle Mura, Bellich; Carissoni (79′ Ricciardi), Mosti (71 Maistro), Leone, Correia, Cacciamani; Zeroli (71′ Dos Santos), Okoro (58′ Gabrielloni).

A disposizione: Signorini, Boer, Burnete, Ciammaglichella, Kassama, Torrasi, Mannini.

All. Abate

Direttore di gara: Sig. Niccolò Turrini della sezione AIA di Firenze

Primo Assistente Sig. Federico  Fontani della sezione AIA di Siena

Secondo Assistente Sig. Federico Votta della sezione AIA di Moliterno

IV° uomo  Sig. Mattia Drigo della sezione AIA di Pontegruaro

VAR  Sig. Francesco Cosso della sezione AIA di Reggio Calabria

AVAR  Sig. Marco Guida della sezione AIA di Torre Annunziata

Marcatori: 2′ Mosti 51′ Hernani 64′ Petagna

Angoli: 5 – 7

Ammoniti: –

Espulsi: –

Recupero: 1′ p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba naturale in buone condizione. Giornata soleggiata. Settore ospiti aperto con 57 tifosi gialloblù presenti.

PRIMO TEMPO

2′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Erroraccio di Thiam che nel tentativo di servire un compagno di fatto serve Okoro che prende palla, prova a scavalcarlo e viene atterrato dallo stesso portiere, la palla però arriva a Mosti che calcia a rete trovando la respinta di Birindelli, ma la palla resta ancora nella sua disponibilità e il secondo tentativo di segnare va a buon fine.

26′ Monza pericoloso con il cross di Ciurria su cui prima Confente non è stato perfetto e su cui Carissoni stava combinando la frittata nel tentativo di liberare l’area in calcio d’angolo.

27′ Sugli sviluppi del calcio d’angolo miracolo di Confente sul colpo di testa di Cutrone che aveva indirizzato la palla nell’angolo alla destra del portiere ospite

43′ Juve Stabia pericolosa: Okoro serve un pallone d’oro a Cacciamani, l’esterno entra in area si libera di Birindelli ma poi sul suo tiro trova l’opposizione in angolo di Thiam

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

Il primo tempo finisce con la Juve Stabia in vantaggio e il Monza che esce tra i fischi del pubblico di casa.

SECONDO TEMPO

47′ Monza pericoloso con Hernani che riceve palla da Cutrone e scaglia un bolide che finisce di poco alto sulla traversa

48′ Risponde la Juve Stabia con Cacciamani che se ne va sulla fascia, entra in area impegna alla respinta a terra Thiam su cui si avventa Okoro ma la difesa devia in angolo.

51′ PAREGGIO DEL MONZA: Azzi si libera di Giorgini e mette un cross rasoterra su cui Leone non riesce a liberare bene, la palla arriva ad Hernani che fa partire un siluro che infila alla sinistra di Confente.

53′ Risponde la Juve Stabia con ancora Cacciamani che scende sul fondo e serve l’accorrente Zeroli che non inquadra la porta di un soffio con la palla che fa la barba al palo alla destra di Thiam

58′ La Juve Stabia sostituisce Okoro con Gabrielloni.

60′ Juve Stabia che ci prova ancora ad essere pericoloso con Carissoni che riceve palla e serve al limite dell’area Zeroli che spalle alla porta si gira ma non riesce a tenere bassa la palla e la conclusione termina alta.

61′ Nel Monza esce Alvarez entra Petagna

64′ IL MONZA PASSA IN VANTAGGIO: Errore di Mosti in ripartenza, il Monza parte in contropiede con Hernani che riceve palla e se ne va sulla fascia, traversone rasoterra su cui Confente interviene respingendo il pallone sui piedi di Petagna che non deve fare altro che appoggiarlo in rete.

71′ Juve Stabia pericolosa con un gran tiro di Correia da fuori area su cui si deve impegnare Thiam per la deviazione in angolo. Cambio Juve Stabia esce Mosti entra Maistro poi Zeroli lascia il posto a Dos Santos. Nel Monza escono Ciurria per Bakoune e Carboni per Lucchesi

79′ Doppio cambio Monza: esce Hernani ed entra Colombo, esce Cutrone ed entra Dani Mota. La Juve Stabia sostituisce Carissoni con Ricciardi

Il direttore di gara concede 4 minuti di recupero

93′ Sugli sviluppi di un calcoo d’angolo in favore della Juve Stabia, Dalle Mura calcia rete trovando la respinta della difesa di casa, la palla arriva a Ricciardi che viene anche lui murato.

Finisce con la vittoria del Monza con la Juve Stabia che ha spaventato i padroni di casa e che avrebbe meritato il pari per il gioco espresso nell’arco dei 90 minuti. Resta l’amaro in bocca per il risultato ma la consapevolezza di aver disputato un’ottima gara e di essersi arresi solo alla forza dei singoli del Monza.

Monza – Juve Stabia, Bianco: “Possiamo vincerle tutte, voglio il primo posto. Vespe? Occhio, sono da playoff”

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Non si nasconde dietro frasi di circostanza, né cerca alibi. Alla vigilia del match contro la Juve Stabia, il tecnico del Monza Paolo Bianco traccia una linea netta tra l’accontentarsi e il voler vincere, lanciando un messaggio chiarissimo alla squadra e all’ambiente: l’obiettivo non è partecipare, ma primeggiare.

“Voglio arrivare primo”

È un Bianco ambizioso quello che parla in conferenza stampa. L’allenatore non usa mezzi termini riguardo agli obiettivi stagionali: “Chi fa sport vuole vincere. Io non voglio la promozione in generale, voglio arrivare primo e vincere il campionato. Devi lavorare per arrivare primo, non guardo ai playoff”. Una mentalità vincente che il tecnico pretende dai suoi ragazzi in ogni singolo match: “Io posso accettare una non vittoria, ma partecipo per vincere tutte le partite. So che la squadra può vincerle tutte ma non è scontato farlo”.

L’analisi del momento: saper soffrire

Facendo un passo indietro all’ultima prestazione (contro una squadra ostica come quella di Castori), Bianco difende la prova di maturità dei suoi. “Ho fatto tante analisi. Castori ha determinate caratteristiche e anche se sei la più forte rischi di perdere le partite” spiega il tecnico. “Noi siamo stati bravi a stare in una partita brutta e sporca, perché se non l’avessimo fatta l’avremmo persa. Per me è un punto guadagnato ed è molto prezioso”.

Il percorso di crescita del Monza passa proprio dalla gestione delle difficoltà contro avversari rocciosi: “Stiamo lottando contro squadre più preparate per questo campionato. Non più forti, ma più preparate. Quello che sto provando a insegnare alla squadra è vivere le difficoltà”. Una filosofia che include anche il rischio calcolato, come accaduto a Venezia: “A volte si prendono delle scelte in questa chiave, anche rischiando di perdere quando sarebbe stato facile togliere Carboni e invece non l’ho fatto. Dobbiamo lasciare qualcosa ai ragazzi”.

L’avversario: rispetto per la Juve Stabia e Abate

Testa ora alla Juve Stabia, avversario che Bianco non sottovaluta affatto, anzi, candida ufficialmente alla post-season: “La Juve Stabia farà i playoff, lo dico da inizio stagione. Ha un D.S. che non sbaglia un calciatore e un allenatore preparato. Daranno filo da torcere a tante squadre”.

Per battere la compagine guidata da Ignazio Abate, la ricetta di Bianco è un mix di tecnica e atteggiamento: “Domani servirà qualità, spensieratezza e coraggio, ma anche umiltà. Abate sa dare una grande impronta alle sue squadre, sta a noi trovare le debolezze per batterli”.

I singoli: elogio a Pessina e il punto sull’infermeria

In chiusura, parole al miele per il capitano Matteo Pessina, protagonista di un ottimo atteggiamento nell’ultima trasferta a Bolzano: “Pessina è un figlio di Monza, ci mette qualcosa in più. A Bolzano è stato quello che voleva il risultato più di tutti, sono contento di lui”.

Buone notizie infine dall’infermeria. Il gruppo è quasi al completo per la sfida casalinga: “A parte Antov, sono tutti a disposizione”.