Home Blog Pagina 2220

Belen e l’anello di diamanti, si sposa?

0

(Adnkronos) – Belen Rodriguez si sposa?Da un post su Instgram sembrerrebbe di sì.

La showgirl, che è andata in vacanza alle Maldive, ha condiviso una foto della sua mano con un anello di diamanti accompagnata da una sola parola ‘Sì’.E’ bastato questo per far scatenare i followers.

Belen ed Elio Lorenzoni, imprenditore bresciano, stanno insieme ufficialmente da agosto.  Dopo settimane di silenzi che avevano fatto preoccupare i suoi fan, da qualche tempo la showgirl si mostra nuovamente molto attiva sui social. “Non intendo vivere una vita facile senza scomodarmi, non intendo accontentarmi, non intendo far finta di non vedere, di non sentire, perché sento i miei sensi risvegliarsi dopo un inestimabile letargo”, ha scritto in un post alla fine di ottobre per mettere fine alla sua lontananza dai social.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gb, rimpasto nel governo Sunak dopo rimozione Braverman: torna David Cameron

0

(Adnkronos) – Rimpasto di governo a Londra, dopo che il primo ministro britannico Rishi Sunak ha sollevato dall’incarico la ministra degli Interni Suella Braverman per un articolo nel quale criticava la gestione di una marcia filo-palestinese da parte della polizia inglese.Secondo quanto rende noto Downing Street, James Cleverly è stato nominato nuovo ministro dell’Interno, mentre l’ex primo ministro britannico David Cameron è stato scelto come nuovo ministro degli Esteri al posto di Cleverly, a capo del Foreign Office da settembre dello scorso anno. “E’ stato il più grande privilegio della mia vita servire come ministro degli Interni” della Gran Bretagna, ha detto Suella Braverman. ”Avrò altro da dire a tempo debito”, ha aggiunto.  Deputato di Braintree nell’Essex dal 2015, Cleverly ha ricoperto numerosi ruoli nel governo, tra cui presidente dei Tory e ministro dell’Istruzione. “E’ un onore essere nominato ministro degli Interni.

L’obiettivo è chiaro.Il mio lavoro è garantire la sicurezza delle persone in questo Paese”, ha scritto in un tweet il neo ministro degli Interni. Dal canto suo Cameron ha scritto in un tweet di aver ”accettato volentieri l’incarico di ministro degli Esteri” che gli è stato offerto dal primo ministro Rishi Sunak.

E ha promesso che ”aiuterà Sunak ad affrontare le sfide vitali” in corso, sottolineando che ”garantire la sicurezza e la stabilità sulla scena globale è essenziale e nel nostro interesse nazionale”. ”Stiamo affrontando una serie di sfide internazionali scoraggianti, tra cui la guerra in Ucraina e la crisi in Medio Oriente.In questo momento di profondo cambiamento globale, raramente è stato più importante per questo Paese stare al fianco dei nostri alleati, rafforzare le nostre partnership e assicurarsi che la nostra voce sia ascoltata”, ha detto Cameron.

Ricordando di essere stato lontano dalla vita politica attiva negli ultimi sette anni, il nuovo capo della diplomazia britannica ha spiegato di voler mettere a servizio ”la mia esperienza, come leader conservatore per undici anni e Primo Ministro per sei”. Cameron ha quindi affermato che ”la Gran Bretagna è un paese veramente internazionale.La nostra gente vive in tutto il mondo e le nostre attività commerciano in ogni angolo del globo”.

Per cui ”la sicurezza internazionale è fondamentale per la nostra sicurezza interna”.Cameron ha aggiunto che ”anche se potrei non essere d’accordo con alcune decisioni individuali, è chiaro per me che Rishi Sunak è un Primo Ministro forte e capace, che sta mostrando una leadership esemplare in un momento difficile.

Voglio aiutarlo a garantire la sicurezza e la prosperità di cui il nostro Paese ha bisogno e far parte della squadra più forte possibile al servizio del Regno Unito e che potrà essere presentata al Paese quando si terranno le elezioni generali”. L’ex premier ha aggiunto di credere ”nel servizio pubblico.Questo è ciò che mi ha motivato per la prima volta a impegnarmi in politica negli anni ’80, a lavorare nel governo negli anni ’90, a diventare membro del Parlamento negli anni 2000 e a propormi come leader del partito e Primo Ministro.

Il ministero degli Esteri del Regno Unito, il nostro servizio diplomatico, i nostri servizi di intelligence e le nostre capacità di aiuto e sviluppo sono alcune delle migliori risorse del loro genere in qualsiasi parte del mondo”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, vince ‘Lea’ ma Fazio stabilisce nuovo record sul Nove

0

(Adnkronos) – Il ritorno di ‘Lea’ su Rai1 vince il prime time ma Fabio Fazio stabilisce un nuovo record d’ascolto sul Nove.La prima puntata di ‘Lea – I Nostri Figli’ su Rai1 ha ottenuto 3.040.000 spettatori e il 15.9% di share.

Al secondo posto ‘Terra Amara’ su Canale 5, con 2.507.000 spettatori e il 15.3% di share.Terzo posto per ‘Che Tempo Che Fa’ sul Nove, che stabilisce un nuovo record per la rete di Warner Discovery: 2.487.000 spettatori e il 12.1% di share nel programma vero e proprio, 1.450.000 spettatori e il 7.4% nell’anteprima, 1.342.000 spettatori e il 9.7% nella segmento finale chiamato ‘Il Tavolo’.  A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘Report’ su Rai3 (1.443.000 spettatori, share 7.2%), ‘Harry Potter e il prigioniero di Azkaban’ su Italia 1 (1.133.000 spettatori, share 6.4%), ‘La Caserma’ su Rai2 (766.000 spettatori, share 3.8%), ‘Dritto e Rovescio’ su Rete4 (755.000 spettatori, share 5.1%), ‘Star Wars – Una nuova speranza’ su Tv8 (392.000 spettatori, share 2.2%), ‘In Onda’ su La7 (388.000 spettatori, share 2.2%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indi Gregory, cos’è la rara malattia della piccola: diagnosi in utero ma nessuna cura

0

(Adnkronos) – La grave e rara malattia della piccola Indi Gregory, morta nella notte di oggi a soli 8 mesi, “era diagnosticabile già in utero: con una ecografia si ha già il primo campanello di allarme poi si procede con l’esame dell’esoma – la parte del nostro Dna che ci costituisce – sul liquido amniotico e sul sangue dei genitori per i necessari confronti bioinformatici.Con questo esame si sarebbe fatta perfettamente la diagnosi e si sarebbe risparmiata questa grande angoscia per la sua sofferenza che ci ha tenuti tutti con il fiato sospeso fino ad oggi”.

Lo spiega Claudio Giorlandino, presidente della Sidip, Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale. “Solo oggi, che il naturale evento ha portato a compimento ciò che era già scritto, si può commentare l’accaduto con serenità e mestizia.Indi era portatrice di una forma genetica gravissima che determina la totale ed irreversibile inattivazione dei mitocondri di diversi organi ed apparati, impedendo alle cellule di sopravvivere e questo avviene soprattutto in quelle cerebrali giacché nel cervello queste, più di tutte, hanno bisogno che i mitocondri, gli organuli che producono energia, funzionino perfettamente”, spiega l’esperto.  “Quindi ci si deve immaginare come questa bambina si sia trasformata progressivamente in un esserino puramente vegetale e come sia stata una crudeltà tenerla in vita contro ogni logica e umanità prolungandone solo quella sofferenza, che anche un organismo neurologicamente così compromesso, privo di coscienza razionale, potrebbe comunque avvertire dal punto di vista sensoriale.

Non sarebbero esistite cure né in Inghilterra, né in nessun altro Paese”. “La patologia della quale era affetta la piccola Indi determina danni ben evidenti a livello dell’encefalo.Il fenotipo prenatale presenta dei segni eco graficamente molto visibili a livello cerebrale: quali delle voluminose cisti colliquative, ventricolomegalia, corpo calloso sottile, mega cisterna magna e cavità di grandi dimensioni.

Pur essendo noti e documentati dagli studi europei Europeristat, i grandi limiti della medicina materno fetale britannica, stupisce come non se ne siano avveduti.Diagnosi prenatali di patologie cerebrali così evidenti, da noi, sono alla portata anche di centri di primo livello, di ginecologi ancora in formazione.

Ovviamente tali quadri vengono poi indirizzati verso approfondimenti specifici per giungere alla precisazione diagnostica”, aggiunge il presidente Sidip. “Recentemente un ultimo caso riportato in letteratura a fine novembre dello scorso anno, fu perfettamente diagnosticato con metodica Whole ExomeSequencing sul liquido amniotico, presso il Nizam’s Institute of Medical Sciences di Hyderabad, in India.Qui i genitori non richiesero l’interruzione di gravidanza ma, ben informati sulla inesorabile fine e la terribile sofferenza di queste creature, decisero insieme ai medici che il piccolo tornasse serenamente al Padre celeste, senza assistenza medica o accanimento, senza contese internazionali e senza alcun clamore mediatico, dopo soli 3 giorni dalla nascita”, conclude Giorlandino. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Proseguono le ricerche di Giulia e Filippo, ex fidanzati 22enni scomparsi da sabato

0

(Adnkronos) – Proseguono incessantemente da sabato scorso le ricerche di due ex fidanzati di 22 anni, Giulia Cecchettin di Vigonovo (Venezia) e Filippo Turetta di Torreglia (Padova).I carabinieri sono al lavoro per rintracciarli e hanno messo in campo anche reparti speciali, unità cinofile e cani molecolari.  I due giovani, che si erano lasciati alcuni mesi fa, sono usciti insieme sabato scorso e sono stati visti l’ultima volta in un centro commerciale di Marghera.

E’ stato attivato il piano per le persone scomparse e le ricerche dei carabinieri si stanno concentrando non solo nella provincia di Venezia ma anche in tutto il Nord-est.I carabinieri indagano per ricostruire esattamente gli spostamenti dei due 22enni, anche attraverso le immagini della videosorveglianza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Recensione di “Franciscus Il folle che parlava agli uccelli”

0

“Franciscus Il folle che parlava agli uccelli” è una  produzione del Centro Teatrale Bresciano e Accademia Perduta Romagna Teatri di Simone Cristicchi. Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale il 7 novembre a Brescia al teatro sociale.

Abile il talentuoso Cristicchi: attore, cantautore, regista di sé stesso, ha osato in modo impavido portare in scena la vita di San Francesco d’Assisi, interpretando il Cencio che racconta il Franciscus.

Il Franciscus diventato santo senza miracoli.

Il Cristicchi, in scena Cencio, raccoglitore di stracci che girovagando con il suo carretto per il paese, descrive e critica fortemente brevi momenti di vita di Franciscus.

Racconta e recita con una lingua tutta sua mista tra umbro, frasi latine e battute francesi.

Poi abbiamo il Cristicchi narratore che con un perfetto italiano anticipa le scene del Cencio.

Narra e analizza filosoficamente e psicologicamente la vita di San Francesco, con riflessioni e domande, si chiede come vivrebbe e reagirebbe San Francesco nella società attuale.

Tutto intervallato da canzoni inedite che il nostro bravo cantautore Simone Cristicchi ha interpretato in scena, coinvolgendo il pubblico a seguirlo con un battito ritmato di mani.

La scenografia semplice ma d’impatto con gigantesche colonne che contornavano una serie di gradini, in chiusura di sipario l’albero della vita compare in fondo al palco, tra le colonne e uno scroscio di applausi da parte del pubblico ha confermato la bravura di Simone.

Cortellesi inarrestabile, ‘C’è ancora domani’ sfiora i 13 milioni al box office

0

(Adnkronos) – Continua la marcia inarrestabile di ‘C’è ancora domani’ al box office italiano: per il terzo weekend di fila, l’esordio alla regia di Paola Cortellesi ha ottenuto il primato degli incassi guadagnando nel fine settimana altri 4.501.776 di euro e sfiorando i 13 milioni di euro totali (12.935.171).Impressionante la media copia del film – 7.078 euro – che diventa uno dei maggiori incassi cinematografici in Italia dal 2021, sopra La sirenetta, secondo quanto riporta il sito specializzato cinematografo.it. Debutta al secondo posto del botteghino ‘The Marvels’ con 1.585.950 euro (media di 3.975 e un totale, con gli incassi di mercoledì 8 novembre, pari a 1.868.351).

Terzo l’horror ‘Five Nights at Freddy’s’, con 876.813 euro (media di 2.415 e un totale di 4.825.486). Al quarto posto un’altra new entry, ‘Trolls 3 – Tutti insieme’, con 874.229 euro (media di 2.153 e un totale, con le anteprime, di 1.197.319 euro).Quinto ‘Comandante’ di Edoardo De Angelis: il film con Pierfrancesco Favino aggiunge 700.151 euro (media di 1.370) al suo incasso complessivo che sale a 2.653.400 euro. Così il resto della top ten: 6° ‘Killers of the Flower Moon’ di Martin Scorsese (288.957 euro nel weekend, totale 4.896.299 euro); 7° ‘Saw X’ (273.921 euro, totale 3.369.529 euro); 8° ‘Me contro te Il film: Vacanze in Transilvania’ (180.767 euro; totale 4.455.466 euro); 9° ‘Anatomia di una caduta’ (136.341, totale 748.265 euro); 10° ‘Joika – A un passo dal sogno’ (70.401 euro; totale 237.741). Praticamente invariato l’incasso complessivo dell’esercizio rispetto al weekend precedente (10.080.979 euro, -1%), che segna invece un +47,75% rispetto al dato registrato sul weekend dello scorso anno, quando in testa c’era Black Panther: Wakanda Forever. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale: Il Napoli si sbriciola e l’Empoli lo punisce. Al fotofinish al Maradona è 0-1. Grazie Kovalenko, non ne potevamo più

In questo nostro editoriale vi raccontiamo la sconfitta casalinga del Napoli contro l’Empoli in una giornata in cui gli azzurri avrebbero potuto agganciare il terzo posto.

Il Napoli perde in casa contro l’Empoli e, a rigor di logica, non poteva sperare in un risultato migliore.

Più che una provocazione, il mio potrebbe sembrare un ossimoro in piena regola, eppure non è nient’altro che l’esposizione sincera di un pensiero verticale.

Ci viene in mente, in questa piovosa e grigia domenica di quasi metà Novembre, un passaggio niente meno che del Vangelo dell’apostolo Marco, al capitolo 9.

L’autore attribuisce a Gesù Cristo la paternità di queste dichiarazioni: “se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Senza voler di certo tentare vertiginosi accostamenti tra sfere inavvicinabili, si colga il senso di questo concetto, trasferito alla realtà a cui facciamo riferimento. Quando ormai è evidente che le cose non girano e che non c’è verso di porvi rimedio, meglio prendere una decisione drastica piuttosto che sguazzare nella via di mezzo.

L’inevitabile cambio in panchina centro focale di questo nostro editoriale post Napoli – Empoli

Rudy Garcia non ha più ragione di continuare ad essere l’allenatore del Napoli, meglio dircelo chiaro e tondo e senza possibilità di poter essere equivocati.

Ne eravamo convinti già da tempo. Abbiamo preferito però le strade della diplomazia e della moderazione, illudendoci che stringersi attorno all’allenatore sarebbe equivalso a fare il bene del Napoli.

Ci abbiamo provato, noi per i quali il colore azzurro è il Patrimonio superiore, da difendere ben al di là di ogni considerazione personale.

Questa mesta domenica di Novembre, però, ci ha sputato in faccia una realtà che ha gridato troppo forte per non essere più ascoltata: volere il bene del Napoli, oggi, equivale proprio a chiedere fortemente che Garcia se ne vada.

Anche per togliere ai giocatori il più grande parafulmine allo scempio visto in campo e per responsabilizzarli chiedendo loro di darci una risposta. La domanda sarebbe: “Siete stati gli eroi di un anno e le meteore di una vita, o siete soltanto stelle che hanno spento l’interruttore per qualche mese?”

Napoli, che proverà sempre gratitudine immensa per lo storico titolo dell’anno scorso, ha il diritto di sapere e chi s’è cucito un Tricolore sul petto è anche giusto che sia poi chiamato a fornire risposte grandi quanto quel trionfo.

Monsieur Rudy, questo matrimonio non s’ha da fare. Ci siamo annusati, non ci siamo capiti, ci siamo pure impegnati ma la verità è che probabilmente non ci piacciamo né da una parte né dall’altra.

E allora, che senso avrebbe continuare?

L’identità calcistica che era stata la Madre di uno Scudetto splendido s’è frantumata, come pezzi di vetro vaganti, colpiti da un proiettile. Ci è stata estirpata, strappata dal petto prim’ancora del Tricolore. Ed era la cosa più bella che avevamo.

Hai provato il tuo calcio, dopo aver annullato il nostro. Ti è andata male. Forse non avevi gli interpreti adatti, ma a questo punto vien spontaneo chiederti: ma che ci sei venuto a fare? La squadra, però, non ti ha mollato. Certo, qualche vaffa te lo sei beccato bello dritto, ma riconoscerai che a volte te la sei proprio andata a cercare. Il cambio di Zerbin per Kvara rimarrà negli annali come una delle pagine più tragicomiche che abbiamo visto col Napoli in campo.

E’ tempo di fermarci, monsieur Rudy, altrimenti questa squadra con te al timone rischia seriamente di non finire neppure tra le prime 4.

Già, il quarto posto. Dato in pasto come obiettivo minimo, senza mai parlare di scudetto. Con una Juve che, tra mischioni e tanto ordine, arriva alla sosta di Novembre con 8 punti sopra una squadra che fino a pochi mesi fa distribuiva lezioni di pallone dentro e fuori dai confini nazionali.

Le conclusioni del nostro editoriale su Napoli – Empoli:

Della partita, l’unico aspetto da riconoscere, è che l’Empoli alla fine ha meritato di spuntarla. I toscani hanno avuto coraggio e la faccia tosta di provare ad essere offensivoi anche quando il cronometro avrebbe potuto suggerire un atteggiamento più accorto.

Onore agli empolesi, che nulla hanno rubato e che sono riusciti invece a rendere ancor più macroscopici i problemi attuali del Napoli.

Un grazie, finale, lo dobbiamo a Viktor Kovalenko.

Senza il suo golazo nel finale, ci saremmo dovuti accontentare di un altro brodino insipido.

Per questo, invece che un’altra minestra, siamo contenti sia arrivata una doccia gelata, che metta spalle al muro chi è al vertice e gli faccia prendere coscienza piena di quanto sbagliata sia stata la programmazione tecnica del Napoli neo-scudettato.

Errare è umano e De Laurentiis non poteva sperare di rimanerne vaccinato vita natural durante. Stavolta è toccato a lui.

Nulla di allarmante: di tempo avanti, per salvare la stagione, ce n’è ancora.

Con l’augurio che i prossimi colloqui siano più illuminanti di quelli di Giugno scorso.

“Hamas voleva una guerra regionale”: ecco il piano segreto dell’attacco ad Israele

0

(Adnkronos) – Hamas non voleva solo ”uccidere il maggior numero possibile” di israeliani e ”prendere quanti più ostaggi” potesse nell’attacco sferrato lo scorso 7 ottobre contro Israele.Quello che in realtà voleva, come afferma il Washington Post citando analisti, era scatenare una guerra regionale, un conflitto più ampio e profondo.

Le prove sono state indicate da decine di funzionari della sicurezza e dell’intelligence occidentale e del Medioriente, secondo i quali Hamas voleva infliggere un colpo di proporzioni storiche con conseguente massiccia risposta di Israele.E volevano arrivare fino alla Cisgiordania, infliggendo così anche un duro colpo all’Autorità nazionale palestinese (Anp). Gli ultimi ritrovamenti dell’intelligence mettono anche in luce le tattiche e i metodi usati da Hamas per far breccia nell’intelligence israeliana e contrastare i primi sforzi delle Idf per fermare l’attacco.

Dopo aver violato la barriera israeliana in una trentina di punti, i militanti di Hamas hanno organizzato il massacro e civili in circa trenta posti tra villaggi, città e avamposti militari.Nuove prove dimostrano che erano pronti ad andare oltre.

Alcuni militanti, spiegano i funzionari, avevano con sé cibo, munizioni ed equipaggiamento per diversi giorni, oltre che istruzioni per andare in profondità in Israele se i primi attacchi avessero avuto successo, colpendo anche città più grandi. Le squadre d’assalto di Hamas sono riuscite a penetrare fino a Ofakim, a circa metà della distanza tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania.Secondo due alti funzionari dell’intelligence mediorientale e un ex funzionario Usa, alcuni miliziani di Hamas avevano con sé informazioni di ricognizione e mappe che suggerivano l’intenzione di continuare l’assalto fino al confine con la Cisgiordania.

L’ex funzionario americano citato a condizione di anonimato dal Washington Post sottolinea che “se ciò fosse accaduto, sarebbe stata un’enorme vittoria propagandistica, un colpo simbolico non solo contro Israele, ma anche contro l’Autorità Palestinese” di Mahmoud Abbas. Anche se l’attuale leadership di Hamas venisse effettivamente distrutta da Israele, ha detto Rita Katz, direttrice esecutiva del Site Intelligence Group, Hamas e i suoi seguaci continueranno a considerare il 7 ottobre come una vittoria.Ciò è in parte dovuto al fatto che Hamas è senza dubbio riuscito a focalizzare l’attenzione del mondo sul conflitto palestinese. ”E’ la prima volta, da che posso ricordare, che Hamas è diventato così importante su scala globale – ha detto Katz -.

Molte persone hanno già dimenticato il 7 ottobre perché Hamas ha immediatamente cambiato la discussione.Ha focalizzato l’attenzione su Israele, non su loro stessi.

Ed è esattamente quello che volevano”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pace fatta tra Malgioglio e Mahmood da Fiorello

0

(Adnkronos) – Pace fatta tra Cristiano Malglioglio e Mahmood da Fiorello.Dopo aver fatto seppellire l’ascia di guerra a Totti e Spalletti nella prima puntata di ‘Viva Rai2’, lo showman siciliano nella puntata di oggi ha fatto riconciliare il paroliere con il cantante.

Malgioglio nei giorni scorsi si era detto infuriato – in un’intervista all’Adnkronos – perché Mahmood aveva intitolato il suo nuovo singolo ‘Cocktail d’amore’, come il brano scritto da Malgioglio e portato al successo nel 1979 da Stefania Rotolo. Mahmood è stato ospite di Fiorello questa mattina e lo showman, dopo aver mostrato un finto bestseller del cantante intitolato ‘Come far incazzare Malgioglio’, ha telefonato in diretta a Malgioglio: “Alessandro (Mahmood, ndr.) mi ha fatto arrabbiare ma adesso mi è passata.Come quelle tigri che quando le accarezzi poi diventano morbide.

Sono nella fase morbida.Ero a Istanbul che ascoltavo ‘Ancora ancora ancora’ che ho scritto per Mina e adesso ascoltano in tutto il mondo, ad un certo punto mi chiama l’Adnkronos e mi dice che Mahmood ha scritto una canzone che si chiama ‘Cocktail d’amore’.

E lì mi sono incazzato.Perché ci sono brani iconici che devono rimanere iconici”.  A quel punto Mahmood ha spiegato: “Ma guarda, Malgy, che la mia Cocktail d’amore l’ho scritta dopo che sono andato a Berlino a ballare ad una serata che si chiama Cocktail d’amore in onore della tua canzone.

Era un omaggio”.Il brano di Malgioglio ha infatti ispirato il nome di una nota festa Lgbt friendly a Berlino, chiamata appunto ‘Cocktail d’amore’.

La replica di Malgioglio è stata dolceamara, sul filo dell’ironia: “Con Mahmood siamo amici, io lo stimo e lui lo sa benissimo.Anche se, devo essere sincero, non lo ascolto mai”, ha detto ridendo Malgioglio.

Con Fiorello che ha chiosato tra le risate: “Quanto sei amico!” Per aggiungere: “Allora, io ormai sono un pacificatore e vi do appuntamento per un incontro nella discoteca tedesca dove si fa Cocktail d’amore”.Malgioglio ha reagito: “No, grazie.

Ci vediamo a Porta Venezia con Mahmood, a Milano”.E Mahmood ha concluso: “Ma è meglio al Cocktail d’amore, Malgy.

Fidati.Meglio a Berlino”.  Durante la puntata di oggi, Fiorello ha ironizzato anche sul Pd e sulla location scelta per il G7.

Primo argomento della improbabile rassegna stampa di Fiorello, è stata ancora una volta la politica e, nello specifico, la recente manifestazione del PD, che ha visto partecipare 50.000 persone. “C’è un articolo che titola ‘Elly non ci abbandonare’.Faccio notare che è anche lo slogan di Fratelli d’Italia”, ha scherzato Fiorello, che sulla manifestazione ha aggiunto: “Ne hanno parlato tutti, 50.000 persone sono arrivate per il PD e solo due per la questura!

Anzi, stanno continuando ad arrivare pullman.La Schlein ha visto talmente tanta gente riunita che pare abbia detto: ‘Dov’è che ho sbagliato?’.  Fiorello ha poi ironizzato sulla masseria di Borgo Egnazia, in Puglia, dove verrà organizzato il G7. “Questo non è un posto da vip, ma da super vip”, ha commentato lo showman. “Non vi azzardate neanche a provare a prenotare.

Pensate, che i Ferragnez lì fanno i parcheggiatori.Ho provato a chiamare, ma quelli mi hanno risposto: ‘Sei il Fiorello della Rai?

Noi al massimo accettiamo quelli di La7, Nove e Canale 5, ma voi della Rai proprio non potete prenotare”, ha concluso tra le risate.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tragedia a Palermo, 13enne si suicida in casa: forse vittima di bullismo

0

(Adnkronos) – Un ragazzo di 13 anni si è suicidato nella sua abitazione a Palermo.La Procura dei minori di Palermo, come apprende l’Adnkronos, ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio.

Secondo quanto si apprende il ragazzo, che frequentava la scuola Vittorio Emanuele Orlando, potrebbe essere stato vittima di bullismo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indi Gregory, Meloni: “Abbiamo fatto tutto il possibile”

0

(Adnkronos) – “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, tutto il possibile.Purtroppo non è bastato.

Buon viaggio piccola Indi”, scrive su X la premier Giorgia Meloni, commentando la notizia della morte di Indi Gregory, avvenuto oggi lunedì 13 novembre alle 2.45 italiane. Anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha sottolineato come “il governo italiano ha fatto il massimo, offrendosi di curarla nel nostro Paese, purtroppo senza successo”, dopo aver affermato che il decesso della piccola è “una notizia che non avremmo mai voluto leggere”.Poi ha aggiunto: “Una commossa preghiera per lei e un sincero abbraccio ai suoi genitori”.  “Colpiscono e fanno riflettere”, ha proseguito il ministro delle Infrastrutture, “le parole di papà Dean. ‘Mia figlia è morta, la mia vita è finita all’1.45.

Il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella sua casa.Sono riusciti a prendere il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendere la sua anima.

Sapevo che era speciale dal giorno in cui è nata, hanno cercato di sbarazzarsi di lei senza che nessuno lo sapesse ma io e Claire ci siamo assicurati che sarebbe stata ricordata per sempre'”, si legge ancora nel post, che riporta le parole del papà di Indi Gregory. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Csel, un procedimento disciplinare su tre negli enti pubblici si traduce in un nulla di fatto

0

(Adnkronos) – Stando ai dati diffusi dal ministero per la Pubblica Amministrazione, nell’arco del 2022 sono stati avviati 11.314 procedimenti disciplinari negli enti pubblici italiani.Eccezion fatta per 776 sospensioni per procedimento giudiziario e 678 casi che sono ancora in corso, nella stragrande maggioranza dei casi (9.860) la sorte dei dipendenti pubblici finiti nel mirino dei propri superiori è già stata segnata.

Posto che i dati 2022 non sono ancora stabilizzati, ad esempio alla luce delle comunicazioni mancanti, la comparazione dei numeri 2021 e 2022 potrebbe essere soggetta a delle variazioni.Comunque, allo stato attuale, si rileva un calo del 6% dei procedimenti avviati nel corso dello scorso anno rispetto al precedente in cui erano stati 12.075. Come emerge da un approfondimento di Centro Studi Enti Locali (Csel), per Adnkronos, basato sui dati del dipartimento della Funzione pubblica, nel 31% dei casi (3.020 su un totale di 9.860 casi avviati nel 2022 e ora giunti a conclusione) i procedimenti disciplinari nati in seno alle amministrazioni pubbliche italiane si sono tradotti in un’archiviazione o un proscioglimento. Il 42% dei quasi 10mila procedimenti disciplinari conclusi hanno portato all’applicazione di una sanzione minore.

Le sanzioni più gravi – sospensione e licenziamento – sono state inflitte a 2.685 dipendenti pubblici.Nello specifico, sono state sospese 2.075 persone (21% del totale) e sono stati licenziati 610 lavoratori del mondo pubblico (6%) provenienti, in gran parte, da ministeri e Agenzie statali (234) e dal mondo della sanità (191).

Solo 115 i dipendenti licenziati negli oltre 7.900 Comuni italiani, 27 quelli eliminati dagli organici delle Regioni, 12 quelli che lavoravano nelle Province e sei quelli provenienti da scuole e università. 
Nell’arco del quinquennio 2018-2022, sono stati più di 12mila i dipendenti pubblici che sono incappati in sospensioni o licenziamenti.Più della metà di queste misure più drastiche sono state adottate nel comparto sanità (3.693 provvedimenti disciplinari gravi, pari al 30% del totale) e nel gruppo ministeri-Agenzie (3.033, 25%).

Seguono: i Comuni con 2.499 sospensioni e licenziamenti, pari al 21% del totale; le scuole (610, 12%), la categoria enti pubblici vari (5%), le Regioni (4%) e, infine, le università e le Province, ferme entrambe a quota 2%.  Ma quali sono le ragioni che portano a incappare in questi provvedimenti?Poco meno di 7 sospensioni su dieci sono riconducibili alla categoria che comprende l’inosservanza di disposizioni di servizio, la negligenza, il comportamento scorretto verso superiori, colleghi e utenti o l’aver fatto dichiarazioni non veritiere.

Nel 2022, queste motivazioni sono state dietro a 1.383 sospensioni su 2.075.Le restanti 693 sono invece da imputare a: assenze ingiustificate (17%), reati (7%), attività extra lavorative non autorizzate (4%) e irreperibilità durante la visita fiscale (3%). Quanto alle ragioni che hanno gettato la base dei licenziamenti, le cause più frequenti sono risultate essere la commissione di reati (35%) e l’essersi assentati dal luogo di lavoro in maniera illegittima, senza comunicarlo o giustificando la propria assenza con dei certificati medici falsi.

Queste ultime fattispecie hanno rappresentato complessivamente il 33% dei casi nel 2022.Comportamenti scorretti con colleghi o utenti, negligenza e inosservanza delle disposizioni di servizio hanno determinato la risoluzione dei 18% dei contratti mentre in più di un caso su dieci all’origine del licenziamento c’era una falsa attestazione della propria presenza in servizio.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Clamoroso errore giudiziario in Portogallo, premier Costa si dimette per scambio di persona

0

(Adnkronos) – E’ un clamoroso errore giudiziario quello che ha travolto il primo ministro del Portogallo, Antonio Costa, accusato erroneamente di corruzione.Nel mirino della magistratura, infatti, il premier portoghese ci è finito per un caso di omonimia che lo ha portato alle dimissioni lo scorso 7 novembre.

Il vero sospetto di aver commesso reati di corruzione, in seguito a una intercettazione telefonica, è in realtà il suo ministro dell’Economia Antonio Costa Silva. La procura portoghese ha ammesso di aver ”sbagliato la trascrizione del nome” dell’indagato, mentre il premier si è sempre dichiarato innocente.Ma ormai ha presentato le dimissioni al presidente Marcelo Rebelo de Sousa e convocato elezioni anticipati alle quali, aveva detto, non ha intenzione di ricandidarsi. ”Il Pubblico ministero ha riconosciuto l’errore”, scrive il quotidiano portoghese Publico. Al centro dello scandalo vi sono le concessioni per le miniere di litio nel nord del Portogallo, un progetto per un impianto per l’idrogeno verde e un centro dati nella città costiera di Sines.

All’inizio del mese la polizia portoghese ha fatto irruzione in diversi edifici privati e pubblici, fra cui i ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e la sede del comune di Sines, nell’ambito di un’ampia indagine per corruzione e traffico di influenze.La procura ha quindi disposto l’arresto del capo dello staff di Costa, Victor Esaria, dell sindaco di Sines e di altre tre persone.

Fra i sospettati vi sono anche il ministro delle Infrastrutture, Joao Galamba, e il capo dell’agenzia portoghese per l’Ambiente.Secondo le accuse, i sospetti usavano il nome del primo ministro nei loro traffici illeciti. Più volte ministro, ex sindaco di Lisbona, il 62enne Costa guida il Portogallo dal 2015.

Attualmente governava con la maggioranza assoluta del suo partito socialista in Parlamento, un’eccezione in un’Europa con i parlamenti sempre più frammentati.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indi Gregory è morta. Il padre: “Arrabbiati e pieni di vergogna”

0

(Adnkronos) – Indi Gregory è morta.A darne notizia su X Pro Vita & Famiglia.

Il decesso della piccola di 8 mesi è avvenuto all’1.45 orario inglese (2.45 italiane). “La bimba inglese è stata uccisa – ‘nel suo miglior interesse’ – da un sistema sanitario e legale impregnato di barbara cultura eutanasica, che ha rifiutato anche solo di tentare la differente proposta clinica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma soffocando l’amore dei suoi genitori nelle aule di tribunale.Oggi samo tutti pieni di vergogna: ci vergognamo di una “modernità” che, per “pietà”, sopprime i deboli e indifesi – si legge nel post di Pro Vita & famiglia – Perdonaci Indi”. “La vita di Indi Gregory è finita all’01.45 io e Claire siamo arrabbiati, affranti e pieni di vergogna”, ha fatto sapere Dean Gregory, il papà della piccola Indi. “Il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella casa di famiglia a cui apparteneva”, ha sottolineato. Sabato erano state avviate le procedure per il distacco dei macchinari di sostegno vitale per la piccola Indi, affetta da una grave e rara malattia mitocondriale, alla quale i giudici Uk hanno negato il trasferimento in Italia dove l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma si era detto pronto ad accoglierla. “Il protocollo prevede che la fornitura di ossigeno sia a tempo determinato.

Prevede anche la sospensione delle cure e il divieto di rianimazione in caso di crisi.Seguiamo con apprensione”, aveva riferito Simone Pillon, il legale che ha seguito in Italia la famiglia della piccola Indi. Dean Gregory aveva raccontato all’Adnkronos che Indi è stata trasferita dall’ospedale all’hospice in ambulanza, scortata dalla polizia.

Sempre secondo quanto riportato dal papà, in ambulanza la piccola ha dormito. La battaglia per la piccola si era conclusa venerdì con l’ultima pronuncia della Corte d’appello britannica che aveva sbarrato la strada al ricorso dei genitori e alla proposta di trasferimento all’ospedale Bambino Gesù di Roma. “Abbiamo azionato ogni procedura dei trattati internazionali, abbiamo offerto trasferimento, cure, collaborazione.L’Italia ha fatto il possibile su richiesta dei genitori, ma ha trovato solo muri”, sono state le parole amareggiate di Pillon. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Netahyahu non esclude accordo su ostaggi. Razzi di Hezbollah su Israele

0

(Adnkronos) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso una cauta speranza per un accordo che garantisca il rilascio di altri ostaggi detenuti dal gruppo islamista Hamas, trattenuti da più di un mese dopo l’attacco di ottobre.Intanto Hezbollah ha rivendicato il lancio di un missile anticarro contro l’Alta Galilea, riferiscono i media israeliani, secondo cui sono sei i civili rimasti feriti a Metula, al confine con il Libano.  C’è anche un bambino di tre anni tra i nove cittadini americani che sono tenuti in ostaggio nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre., fa sapere la Casa Bianca, spiegando che gli Stati Uniti restano impegnati nei ”negoziati in corso” per il rilascio degli ostaggi.

I genitori del bambino americano rapito, aggiunge la Casa Bianca, sono stati uccisi durante l’assalto.  Il presidente americano Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar sulla guerra in corso tra Hamas e Israele, affrontando anche la crisi degli ostaggi.Lo rende noto la Casa Bianca, sottolineando che ”i due leader hanno condiviso che gli ostaggi debbano essere rilasciati senza ulteriori rinvii”.

Durante il colloquio, Biden ha ribadito ”la sua visione per un futuro Stato palestinese dove gli israeliani e i palestinesi possano vivere fianco a fianco con uguale dignità e stabilità”.In questa ottica, ha aggiunto Biden, ”Hamas non può più rappresentare un ostacolo”. Le dichiarazioni di Netanyahu sono giunte mentre sono continuati i pesanti combattimenti a Gaza, con le violenze nei pressi del principale ospedale della Striscia che aumentano i timori per la sorte del personale e dei pazienti, mentre le scorte di carburante in rapido esaurimento aumentano la crisi umanitaria tra i civili palestinesi “Potrebbe esserci” un accordo, ma penso che meno ne parlo, più aumentano le possibilità che si concretizzi”, ha dichiarato Netanyahu in un’intervista rilasciata alla NBC.

Se un accordo verrà raggiunto, sarà solo il risultato della pressione militare, ha aggiunto. “È l’unica cosa che potrebbe creare un accordo”.  Per Netanyahu è stata solo l’offensiva di terra dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza controllata da Hamas a creare un movimento nei negoziati. “Se un accordo è disponibile, beh, ne parleremo quando ci sarà.Lo annunceremo se sarà raggiunto”.

La NBC e altri media statunitensi hanno riferito, citando fonti governative, che si è discusso del fatto che Hamas potrebbe rilasciare circa 80 donne e bambini in cambio di donne e adolescenti palestinesi detenuti in Israele. Non ci sono state conferme ufficiali in merito.Netanyahu non è entrato nei dettagli di un potenziale accordo.

Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Jake Sullivan, ha dichiarato alla Abc che i negoziati sono in corso, con il Qatar coinvolto e il governo statunitense attivamente impegnato. “Ci sono sforzi per garantire un accordo che comporti il rilascio degli ostaggi”, ha detto Sullivan, aggiungendo che Biden non si fermerà finché non sarà raggiunto un tale accordo. “Devo stare attento a ciò che dico pubblicamente su questo argomento perché si tratta ovviamente di un negoziato delicato e sensibile”, ha detto Sullivan.Secondo Israele, Hamas tiene ancora 239 ostaggi.  Le dichiarazioni sono giunte mentre continuano i pesanti combattimenti a Gaza, con le violenze nei pressi del principale ospedale della Striscia che aumentano i timori per la sorte del personale e dei pazienti, mentre le scorte di carburante in rapido esaurimento aumentano la crisi umanitaria tra i civili palestinesi. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che Hamas ha un centro di controllo sotterraneo vicino ad al-Shifa e sta usando l’ospedale come scudo.

Molti temono che l’edificio possa essere presto l’obiettivo di un grande attacco.Secondo i testimoni, circa 10.000 persone sono ancora nell’ospedale, tra cui alcuni feriti troppo gravi per essere spostati.

Il direttore di Al-Shifa, Mohammad Abu Salamia, ha dichiarato che 40 bambini in condizioni critiche potrebbero morire da un momento all’altro.Salamia ha anche smentito le dichiarazioni israeliane secondo cui il suo ospedale avrebbe rifiutato la fornitura di carburante su pressione di Hamas, definendo le affermazioni una “menzogna e diffamazione”. La sua risposta è arrivata dopo che il ministero degli Esteri israeliano ha riferito che Hamas, che governa Gaza, ha impedito all’ospedale di utilizzare 300 litri di carburante che i soldati israeliani avevano messo in contenitori vicino all’ospedale sabato sera.

Salamia non ha negato le notizie sui container, ma ha detto che la quantità non sarebbe stata sufficiente a far funzionare i generatori dell’ospedale per “quindici minuti”.Ha detto che la sua squadra temeva di essere colpita se avesse lasciato l’ospedale per prendere i container.

Se Israele avesse voluto davvero fornire carburante, avrebbe potuto inviarlo in collaborazione con la Croce Rossa o con un’altra organizzazione internazionale, ha detto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che le condizioni dell’ospedale sono catastrofiche, con cure a malapena possibili a causa dei combattimenti nelle vicinanze e della mancanza di carburante.In precedenza, l’OMS ha perso i contatti con il personale di al-Shifa.

Negli ultimi due giorni l’ospedale di Gaza City sarebbe stato “attaccato più volte, causando diversi morti e molti altri feriti”, ha dichiarato l’organizzazione.Testimoni hanno visto carri armati circondare l’ospedale, ha dichiarato l’OMS.  Tutti gli ospedali di Gaza sono in difficoltà e i video e le foto condivisi online mostrano decine di uomini, donne e bambini feriti che giacciono sul pavimento di corridoi affollati, in attesa di cure.

L’esercito israeliano afferma di non aver preso deliberatamente di mira la struttura sanitaria, ma di essere alla ricerca di militanti. Un portavoce delle forze armate israeliane ha annunciato che è stato portato a termine un attacco aereo, con jet da combattimento e altri velivoli, contro diversi obiettivi appartenenti a Hezbollah, la milizia sciita attiva nel sud del Libano, informa il quotidiano Haaretz.Tra gli obiettivi, una struttura militare che conteneva un deposito di armi e munizioni. Israele “cambierà la situazione della sicurezza nel nord” del Paese, dove imperversano gli attacchi di Hezbollah e delle fazioni palestinesi sue alleate, ha avvertito il portavoce delle Forze di difesa israeliane Daniel Hagar, secondo il Times of Israel. “Non rimarrà una situazione tale per cui i residenti del nord di Israele non si sentono al sicuro ritornando nelle loro case”, ha detto. “I cittadini del Libano pagheranno il prezzo di questa situazione di illegalità e della decisione di Hezbollah di essere un protettore dell’Isis”, ha aggiunto Hagari, riferendosi ad Hamas come organizzazione jihadista. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nitto ATP Finals| Fine primo giorno: Sinner passa su Tsitsipas, vince anche Djokovic

0

Si è conclusa 20 minuti dopo la mezzanotte la prima giornata di Nitto ATP Finals 2023. Nella partita di apertura Sinner ha battuto Tsitsipas in due set, ma lo spettacolo è tutto nella partita serale tra Djokovic e Rune.

Novak vince in tre set, resta primo per la settimana numero 400 in carriera, e si aggiudica il primo posto in classifica ATP del 2023.

Jannik Sinner – Stefanos Tsitsipas

Ad aprire le Nitto ATP Finals 2023 è il padrone di casa, Jannik Sinner, contro il greco Tsitsipas. Il Pala Alpitour riserva un’accoglienza da brividi al tennista azzurro che fatica a trattenere l’emozione.

Una partita a senso unico, Jannik si impone 6-4; 6-4, e si prende la vittoria importantissima in due set.

Tsitsipas oggi non ha potuto nulla e per certi versi sembrava anche arrendevole, quasi con la consapevolezza di non avere i mezzi. C’è da dire che il greco viene da un periodo difficile e che a quanto pare aveva dei problemi al gomito.

Tornando a Sinner, nessuna magia da registrare, se non un pallonetto sublime nel primo set. Per il resto, oggi a Jannik non è servito nessun colpo da maestro per battere Tsitsipas.

Martedì Jannik tornerà in campo per una sfida di prestigio, la più attesa. Sarà Novak Djokovic – Jannik Sinner!

L’azzurro arriva a questa sfida da primo nel girone grazie alla partita vinta in soli due set.

Novak Djokovic

Novak Djokovic – Holger Rune

Una partita spettacolare! In poco più di tre ore Novak Djokovic vince contro uno strepitoso Rune. Una partita praticamente a specchio, due giocatori identici che si sono scontrati. Djokovic oggi da alieno è tornato sulla terra da essere umano e Rune è stato nella sua miglior serata.

Il primo set lo vince il serbo al tie-break 7-4, ma ha rischiato di perderlo; perché il danese si era trovato avanti di un break.

Il secondo set va a Holger, di nuovo al tie-break, e vinto in maniera netta per 1-7, col danese che ha effettuato sei punti di fila.

Ad inizio terzo set, Nole riesce ad invertire il trend, 2-0 con break effettuato a 0. Nel game successivo arriva la catastrofe, due doppi falli e contro-break immediato, Djokovic spacca due racchette, ma poi resetta e va a vincere da gran campione in 6-3.

Novak Djokovic vince 2-1 in 7-6 (7-4); 6-7 (1-7); 6-3.

Ma il risultato non rende giustizia alla grande prestazione di Rune e ad una partita che sembrava una finale anticipata.

 

Risotto al Nero di Seppia con Vongole e i vini Vermentino e Falanghina.

Risotto al Nero di Seppia con Vongole: Un Delizioso Connubio di Sapori del Mare

Immergiti nell’eleganza culinaria di un Risotto al Nero di Seppia con Vongole, una sinfonia di sapori marini che incanta il palato. Accompagna questo piatto prelibato con il fresco Vermentino o la vivace Falanghina, creando un’esperienza gastronomica autentica e indimenticabile.

Esplora il perfetto abbinamento con i vini Vermentino e Falanghina. Una ricetta raffinata che celebra il gusto del mare con suggestioni mediterranee.

Risotto al Nero di Seppia con Vongole: Un Delizioso Connubio di Sapori del Mare

Scopri il connubio perfetto tra la tradizione della cucina italiana e l’arte dell’abbinamento enologico, trasformando il tuo pranzo in un viaggio culinario sensoriale.

Ingredienti

  1. 320g di riso carnaroli
  2. 500g di vongole
  3. 2 bustine di nero di seppia
  4. 1 cipolla
  5. 1 bicchiere di vino bianco
  6. Brodo di pesce q.b.
  7. Olio extravergine d’oliva
  8. Sale e pepe q.b.
  9. Prezzemolo fresco

Ecco la procedura dettagliata:

  1. Preparazione degli ingredienti:
       – Pulire accuratamente le vongole, lasciandole in ammollo in acqua salata per eliminare eventuali residui di sabbia.
    – Tritare finemente cipolla e aglio per il soffritto.
  1. Preparazione del brodo:
       – Utilizzare il liquido delle vongole, filtrato per eliminare impurità, come base per il brodo.
    – Aggiungere al brodo il nero di seppia per conferire colore e sapore.
  1. Soffritto e Tostatura:
       – In una pentola, far soffriggere cipolla e aglio in olio d’oliva.
    – Aggiungere il riso e tostare leggermente per aumentare la consistenza del piatto.
  1. Cottura del Risotto:
       – Aggiungere gradualmente il brodo preparato, mescolando costantemente.
    – Quando il riso è quasi cotto, aggiungere il nero di seppia per intensificare il colore e il sapore.
  1. Aggiunta delle:
       – Nel finale, unire le vongole precedentemente sgusciate e aggiustare di sale e pepe.
  1. Impiattamento:
       – Servire il risotto al nero di seppia con vongole ben mantecato e guarnire con prezzemolo fresco.

Abbinamento Vini

  1. Vermentino: Fresco e aromatico, si sposa bene con il sapore marino del piatto.
  2. Falanghina: Il suo profumo e la freschezza bilanciano la cremosità del nero di seppia.

Risotto Nero di Seppia con Gamberi: Ricetta e Abbinamenti

Un’Esplosione di Gusti con il Risotto al Nero di Seppia e Gamberi

Risotto Nero di Seppia con Gamberi: Sveliamo i segreti di questa prelibatezza, dalla scelta degli ingredienti al tocco finale con il prezzemolo. Un’esperienza culinaria irresistibile da provare subito!

Ingredienti

  1. 320g di riso Carnaroli
  2. 2 bustine di Nero di Seppia
  3. 300g di gamberi sgusciati
  4. 1 cipolla
  5. 1 litro di brodo di pesce
  6. Olio extravergine d’oliva
  7. Sale e pepe q.b.
  8. Prezzemolo fresco tritato

Procedimento:

1. **Preparazione degli ingredienti:**
– Pulire e sgusciare 300g di gamberi argentini [^6^].
– In una padella con un filo d’olio, soffriggere uno spicchio d’aglio.
2. **Preparazione delle seppie:**
– Eliminare le sacche di inchiostro dalle seppie fresche.
– Mettere le seppie in una coppa.
3. **Cottura del riso:**
– Iniziare la cottura del riso Carnaroli (320g) tostandolo.
– Sfumare il riso con mezzo bicchiere di vino bianco.
4. **Preparazione del brodo:**
– Utilizzare 1 litro di brodo di pesce per la cottura del riso.
5. **Aggiunta del Nero di Seppia:**
– Aggiungere 2 bustine di Nero di Seppia al riso tostato.
6. **Cottura del risotto:**
– Aggiungere il brodo di pesce poco alla volta, mescolando continuamente.
– Cuocere il risotto fino a quando il riso è al dente.
7. **Aggiunta dei gamberi:**
– Aggiungere i gamberi sgusciati al risotto e mescolare delicatamente.
8. **Tocco finale:**
– Condire con sale e pepe q.b.
– Aggiungere prezzemolo fresco tritato .
9. **Servire:**
– Presentare il Risotto al Nero di Seppia con Gamberi in modo accattivante.

Abbinamento Vino

– Vino bianco aromatico: Vermentino
– Vino rosso strutturato: Bolgheri Superiore

Greta Thunberg contestata per la manifestazione anti-Israele – Video

0

(Adnkronos) – Greta Thunberg contestata a Amsterdam.L’attivista svedese, durante la manifestazione in Olanda, ha invitato sul palco una ragazza palestinese e una ragazza afghana che hanno mosso accuse di genocidio nei confronti di Israele provocando la reazione di parte delle persone presenti.

Greta, che indossava la kefiah come sciarpa, ha fatto riferimento al conflitto in Medio Oriente evidenziando la necessità di “ascoltare le voci di coloro che sono oppressi e di coloro che lottano per la libertà e per la giustizia.Altrimenti, non può esserci giustizia climatica senza solidarietà internazionale”.

Sul palco è salito un uomo che ha strappato il microfono all’attivista: “Sono venuto qui per una manifestazione per il clima, non per un evento politico”, ha detto prima di essere bloccato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)